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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; vicenza</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>A Vicenza, la commissione che sta cambiano lo statuto sente il Comitato Più Democrazia e Partecipazione, che chiede quorum zero</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 20:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
oggi la commissione che sta modificando lo Statuto Comunale di Vicenza, ha sentito il Comitato Più Democrazia e Partecipazione. Questo comitato aveva promosso nel 2006 il referendum Più Democrazia in cui chiedeva di introdurre il ref. Propositivo e Abrogativo con quorum del 10% (inizialmente chiedeva quorum zero, ma il comitato dei garanti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>oggi la commissione che sta modificando lo Statuto Comunale di Vicenza, ha sentito il Comitato Più Democrazia e Partecipazione. Questo comitato aveva promosso nel 2006 il referendum Più Democrazia in cui chiedeva di introdurre il ref. Propositivo e Abrogativo con quorum del 10% (inizialmente chiedeva quorum zero, ma il comitato dei garanti per approvare il quesito aveva &#8220;suggerito&#8221; di cambiare il testo in 10%).</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/volantino-referendum21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2977" title="volantino-referendum21" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/volantino-referendum21.jpg" alt="volantino-referendum21" width="454" height="638" /></a></p>
<p>Annamaria Macripò, insieme ad altri del comitato che hanno partecipato alla riunione, ha letto il seguente testo che ben descrive perchè è necessario togliere il quorum e non innalzare troppo il numero delle firme.</p>
<p>Qui lo metto sotto forma di documento allegato.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/Commissione_Statuto_report.rtf">Commissione_Statuto_report</a></p>
<p>E qui per esteso. Il testo è molto bello e può essere sicuramente utile ad altri che stanno facendo un percorso simile in Italia.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Relazione del Comitato Più Democrazia convocato dalla Commissione Statuto</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="font-family: Verdana,serif;"> Vicenza, 18 luglio 2011</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Il Comitato Più Democrazia e Partecipazione ringrazia il Presidente e i membri della Commissione Statuto per questo incontro e si augura che possa essere il primo non di una lunga serie, perché chiaramente l’augurio principale è che il nuovo Statuto possa essere introdotto quanto prima, ma l’inizio di un confronto fra di noi e pubblico che porti i cittadini a conoscenza della bozza della nuova carta comunale vicentina in una forma condivisa e partecipata prima della sua approvazione definitiva.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">In quanto promotori del referendum comunale del 2006, abbiamo particolarmente a cuore le sorti dei nuovi strumenti di democrazia diretta che verranno introdotti nel nuovo Statuto e le caratteristiche che ne determineranno il reale utilizzo da parte della popolazione vicentina.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Ricordiamo che il referendum del 2006 fu il primo referendum celebrato nella città di Vicenza e il primo in assoluto in Italia a richiedere dal basso strumenti di partecipazione più forti, quali il referendum propositivo e abrogativo. Da qui consegue il nostro impegno affinché sia rispettato il volere dei cittadini che si espressero a favore: 90,45% degli 11.701 vicentini che andarono a votare dissero sì all’introduzione del referendum propositivo, abrogativo e alla combinazione dei due con il 2% delle firme e il 10% di quorum.<span id="more-2975"></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Qui entriamo nel vivo dell’argomento. Ma prima di esprimere la nostra posizione sui due elementi dal cui equilibrio dipende l’effettivo utilizzo di questi strumenti, è necessario soffermarsi sull’origine dell’impostazione del quesito referendario.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">A tal proposito è fondamentale ricordare che un quesito deve superare lo scoglio dell’ammissibilità da parte di un comitato di esperti (e questa è una delle cose che secondo noi andrebbe rivista, perché riteniamo che essendo di nomina politica, questo comitato non rispecchi quel ruolo di oggettività e terzietà che invece dovrebbe avere; potrebbe essere sostituito nel suo ruolo, ad esempio, dal segretario comunale). In sede di discussione del quesito, il Comitato, che ha da sempre sostenuto il quorum zero per i referendum, ha dovuto quindi raggiungere il compromesso del 10% di quorum per poter ottenere l’approvazione del quesito.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Riteniamo doveroso distinguere perciò in questa sede la posizione del Comitato, che continua a sostenere l’azzeramento del quorum, e il risultato di una votazione ufficiale e il quesito referendario, che non rispecchiava in materia la nostra volontà.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Il Comitato Più Democrazia ha già presentato a questa Commissione le proprie osservazioni in merito a una prima bozza di statuto che ci era stata consegnata brevi manu dal Presidente Meridio in occasione di un’assemblea pubblica sul tema del referendum svoltasi il 18 febbraio di quest’anno. Per questo non ci dilungheremo su quelle che sono le nostre proposte di modifica per alcuni articoli, ma cogliamo l’occasione di questo incontro per ribadire la nostra posizione sull’argomento principe degli istituti di partecipazione, il referendum nelle sue varie forme, per assicurarci che il risultato finale rispecchi una disciplina rispettosa del voto dei cittadini e dei principi della democrazia diretta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Perché il quorum zero. Le motivazioni sono molteplici e numerosi sono gli esempi che dimostrano come il quorum sia il principale nemico della partecipazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Il quorum storicamente è stato giustificato con la necessità di assicurare alle decisioni referendarie una particolare legittimazione, e come per l’approvazione di ogni legge è richiesta la maggioranza dei membri del Parlamento, la votazione referendaria dovrebbe coinvolgere la maggioranza degli aventi diritto al voto. Tuttavia, per le elezioni non vale nessuna regola di quorum partecipativo: l’astensione dal voto elettorale non è rilevante ai fini della validità dell’elezione. Con il quorum, invece, la diserzione delle urne referendarie in effetti equivale a un NO. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Negli ultimi decenni il quorum di partecipazione è stato utilizzato con forme di boicottaggio per unire i numeri dei contrari con quelli di coloro che per vari motivi avevano scelto di non votare, creando così una maggioranza fittizia e invalidando di fatto i referendum. In questo senso il quorum appare un meccanismo perverso che danneggia l’istituto del referendum stesso e il confronto aperto e democratico su una questione di interesse generale. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Con il boicottaggio, è facile far scendere la partecipazione al di sotto della soglia di quorum prevista, così che gli oppositori non devono più sprecare energie e risorse per informare i cittadini con argomenti e proposte alternative, ma si limitano a invitarli a non andare a votare. Quindi viene meno il confronto democratico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Un altro risultato negativo è che i cittadini attivi che si impegnano a informarsi per andare poi a votare vengono di fatto puniti, nel caso in cui il referendum sia invalidato a causa del non raggiungimento del quorum, mentre i non interessati e i fautori del boicottaggio vengono premiati. Da questi risultati deriva poi la sfiducia del cittadino virtuoso negli strumenti di partecipazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Al contrario, quanto non è previsto il quorum, tutti si attivano per informare la popolazione e i contrari devono mettersi in gioco.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">In Italia non è previsto quorum nel caso di referendum molto importanti quale il referendum confermativo facoltativo di leggi costituzionali e nel caso di leggi sulla forma di governo a livello regionale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">In Svizzera e in 27 stati degli Stati Uniti, e in altri paesi europei non esiste il quorum di partecipazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Va anche ricordato che la democrazia diretta deve promuovere e non scoraggiare la partecipazione dei cittadini (ribadita anche nella Costituzione con l’introduzione del principio di sussidiarietà), soprattutto quando viene riscontrato uno scollamento fra le istituzioni e gli elettori.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Un alto livello di partecipazione non si ottiene imponendo l’obbligo legale di raggiungere una quota predeterminata e non è certo perché c’è il quorum che si convincono a votare i cittadini non interessati. Avviene invece il contrario: i cittadini interessati e motivati, dopo una serie di esperienze negative con referendum falliti a causa del mancato raggiungimento del quorum, si sentono frustrati e perdono fiducia in questo strumento.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Infine non si può non rilevare che il quorum scaturisce da una mancanza di fiducia nei confronti dei cittadini. Siccome la democrazia diretta è sempre stata vista come uno strumento di difesa dei cittadini dalle istituzioni, all’epoca della Costituente si è ritenuto che la legittimità di tale “atto di difesa” andasse comprovato da una maggioranza di elettori. Oggi gli strumenti referendari sono strumenti di partecipazione attiva, una preziosa collaborazione fra istituzioni e cittadinanza, la necessaria integrazione della democrazia rappresentativa, perciò tali strumenti devono essere disegnati in modo tale da incoraggiare la comunicazione a tutti i livelli. In quest’ottica, abbiamo già visto come il quorum, con le relative campagne di boicottaggio, sia un ostacolo alla comunicazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">La Costituzione permette referendum locali senza quorum. Alcuni pensano che essendo previsto il quorum del 50% a livello nazionale per i referendum abrogativi, ciò sia un obbligo anche a livello locale. Vale invece richiamare la sentenza (2-12-2004 n.372) della Corte di Cassazione che ha stabilito che l’art. 75 della Costituzione non comporta l’obbligo del quorum per i referendum previsti negli statuti degli enti locali. Quindi, l’introduzione del quorum è sempre una scelta politica. Tanto è vero che negli ultimi anni si sta rilevando una tendenza all’abbassamento o all’azzeramento del quorum in alcuni comuni italiani. Sono già 11 i comuni virtuosi (di cui 10 in provincia di Bolzano e uno in provincia di Trento) che hanno abbassato (Cortaccia e S. Candido quorum 15%) o azzerato il quorum per i referendum comunali (Fiè, Lana, La Val, Ortisei, Varna, Verano, Dobbiaco, Terento, Villa Lagarina).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Quando sono i cittadini a chiedere l’introduzione degli strumenti referendari, come in Svizzera all’inizio del 1800 e in California e in altri stati degli USA, il quorum non viene mai introdotto; viceversa, quando questi strumenti sono introdotti dagli amministratori, questi si premurano sempre di inserire il quorum come tutela al loro potere.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Vale la pena di citare l’esempio della Baviera dove nel 1995 i cittadini riuscirono con un referendum a togliere il quorum a livello locale. Per 3 anni poterono indire referendum senza quorum, ma nel 1998 la Corte costituzionale bavarese, di nomina politica (si stima che l’80% dei giudici fosse simpatizzante o legato al partito che in Baviera aveva la maggioranza assoluta nel parlamento), reintrodusse il quorum, anche se in misura molto ridotta, dal 15% al 25% a seconda delle dimensioni delle città. Da allora, nelle città medio-piccole (10.000-50.000 abitanti) di questa regione, dove c’è il quorum del 20%,  il 40% circa dei referendum viene invalidato.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Interessante sarebbe anche analizzare i dati di afflusso alle urne con e senza quorum; per rimanere in Italia negli ultimi referendum nazionali senza quorum (2006), l’affluenza al voto è stata maggiore di quelli con il quorum dal 1995 al 2009).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Traducendo in termini pratici: se gli amministratori vogliono realmente e concretamente fornire ai cittadini strumenti validi per la partecipazione, se vogliono incoraggiarli a essere parte attiva delle decisioni, allora ne introdurranno di flessibili e facilmente attivabili (ovvero referendum senza quorum), se invece la loro volontà è solo di facciata, se invece di stringere un patto di reciproca fiducia con la popolazione, continueranno a considerarla ‘incapace’ di gestire ‘il bene comune’ tranne che al momento del voto elettorale ogni cinque anni, allora introdurranno strumenti monchi, di difficile utilizzo (referendum con quorum).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">A questo punto, l’amministrazione vicentina può scegliere se diventare il 12° comune, nonché la prima città di una certa grandezza, fra i più virtuosi e all’avanguardia in Italia in fatto di partecipazione, oppure se rimanere nel limbo di un atteggiamento fintamente progressista con l’introduzione di referendum con quorum.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Nel momento in cui si adottano strumenti referendari, vanno presi in considerazione, oltre al quorum, anche altri fattori importanti come il numero delle firme necessario per richiedere un referendum, i tempi e le modalità di raccolta e la restrizione delle materie sottoponibili a referendum.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Nel caso delle firme, la bozza di febbraio presentava una proposta peggiorativa rispetto al quesito approvato nel 2006. Si passa dal 2% (che corrisponde a 1700 votanti circa) a 5000 firme (attualmente per il referendum consultivo ne sono previste 4000). È chiaro che questo numero deve essere calcolato in modo proporzionale al numero degli elettori di un territorio e in linea generale dovrebbe corrispondere ai voti occorrenti per essere eletti in un organo legislativo. Se si guarda alle diverse esperienze del mondo, il valore indicativo si situa intorno al 2% degli aventi diritto al voto (in Italia, le attuali 500 mila firme previste per il referendum abrogativo equivalgono all’1,5% degli aventi diritto al voto). Anche in questo caso, qualora il numero delle firme fosse eccessivamente alto (a fronte di tempi brevi per la raccolta), lo strumento sarebbe poco agevole per la cittadinanza.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Per quanto riguarda gli altri fattori, suggerivamo un’agevolazione per la raccolta delle firme tramite l’autocertificazione (e successiva verifica dell’ufficio anagrafe) facendo valere il principio della responsabilità del cittadino.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Infine, il catalogo di esclusione delle materie ‘referendabili’ dovrebbe essere il più breve possibile per mettere in pratica concretamente il principio di sovranità del cittadino. L’esperienza in altri paesi dimostra, ad esempio, che dove le materie di politica finanziaria non sono escluse, i cittadini hanno sempre scelto per costi più ragionevoli della politica rappresentativa e per una riduzione dell’indebitamento pubblico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Prima di concludere, vorremmo dare risposta a quei dubbi e a quelle obiezioni di varia natura espressi dai consiglieri in occasione delle interviste sul tema del referendum e della democrazia diretta condotte dal nostro comitato negli ultimi mesi.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Ci rendiamo conto che in Paesi con una tradizione e un’esperienza ancora limitate in fatto di democrazia diretta, è normale che in una fase di rivendicazione e riforma degli istituti di partecipazione, le persone abbiano molte domande e dubbi e facciano obiezioni. Ma questo non implica che non vi siano altrettante risposte adeguate che facciano riferimento a esempi virtuosi o a esperienze funzionanti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">È preoccupante però quando i dubbi formulati assumono invece la forma di preconcetti stabili e difficili da scalfire perché presentati sotto forma di paura nei confronti del ‘nuovo’ rappresentato dalla partecipazione attiva e decidente dei cittadini. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Spesso viene paventato il fatto che la democrazia diretta possa esautorare gli organi rappresentativi. Ma noi non ci stanchiamo di ripetere che la democrazia diretta non vuole sostituire gli organi rappresentativi ma integrarli e con questo perfezionare la democrazia. Con le iniziative e i referendum il popolo interviene solo quando la politica rimane inerte oppure quando decisioni importanti sono contrarie agli interessi di consistenti fasce di popolazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">La metà degli Stati americani si è dotata di diritti referendari di una certa qualità ai quali i cittadini ricorrono regolarmente e anche in quegli stati il 99,9% delle leggi vengono comunque elaborate e approvate dai politici eletti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Spesso si obietta che con il referendum si esige troppo dai cittadini, continuando così a perpetrare il falso mito del cittadino incompetente.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">A questo si può rispondere che il voto ai candidati alle elezioni e la scelta tra i vari programmi di governo richiedono al cittadino uno sforzo di comprensione e informazione molto maggiori rispetto al voto su singole decisioni riguardanti temi concreti, dove i pro e i contro si possono distinguere con una certa facilità. Quindi o il cittadino è competente sempre, o non lo è mai. È importantissima anche la fase dell’informazione (anche in questo caso la presenza del quorum, come già detto svolge un ruolo dirimente, perché solo quando non c’è è possibile un vero confronto democratico sui temi affrontati). In Svizzera i cittadini prima del voto referendario ricevono a casa un opuscolo informativo compilato in modo oggettivo e imparziale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Inoltre, oggi, nel XXI secolo è quanto mai obsoleto, oltre che fuori luogo, continuare a utilizzare l’argomento della mancanza di competenza del cittadino medio in quanto il livello di istruzione della popolazione dei paesi europei e la crescita della domanda di maggiore partecipazione non lascia più spazio a valutazioni sulla mancanza di capacità intellettuali. Tali argomenti furono utilizzati contro il suffragio universale maschile, poi contro il diritto di voto dalle donne e in Sudafrica contro il diritto di voto alle persone di colore.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">E può dirsi senz’altro superata anche l’idea che ai rappresentanti, tramite il solo atto di elezione, venga attribuito un automatico salto di qualità di saggezza politica!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Inoltre con l’introduzione di strumenti di democrazia diretta si instaura un rapporto diverso tra il cittadino e il politico in quanto potendo entrambi intervenire su decisioni politiche, seppur con azioni differenti, si incontrano su un piano di parità. I cittadini dotati di più diritti di partecipazione sono anche meglio informati riguardo alle questioni politiche: potendo partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica, si sentono più motivati a seguire i problemi politici. I politici, dal canto loro, sapendo che i cittadini possono intervenire sulle loro decisioni, saranno stimolati a conoscere la posizione della cittadinanza su determinate questioni e si muoveranno verso quello che è il bene comune. Quindi la democrazia diretta, negli paesi in cui è integrata, opera come un programma di formazione politica e civica per tutti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">La macchina amministrativa viene bloccata con l’accesso facile ai referendum? Niente di più falso. Nei paesi in cui gli strumenti di democrazia vengono comunemente utilizzati nella prassi politica questo non avviene. La Svizzera non è certo un paese sull’orlo del collasso, bensì è uno dei paesi meglio governati d’Europa, con un’economia fiorente e servizi pubblici efficienti. Inoltre la soglia del numero di firme (che varia tra il 2% e il 4%) degli aventi diritto al voto costituisce una barriera non facile da superare e una garanzia per far giungere al voto solo iniziative che stanno a cuore a una fetta consistente della popolazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Verdana,serif;">Agli strumenti di democrazia diretta, in particolare ai referendum, viene imputato di pesare eccessivamente sui bilanci pubblici. Nell’eventualità di un’estensione dei diritti referendari, possibile causa di votazioni più frequenti, i rappresentanti politici amano paventare il pericolo di un “eccesso di costi’” dovuti ai referendum. In generale tuta la democrazia costa: il problema centrale in Italia non sta nel finanziamento di qualche giornata in più di votazione referendaria (soprattutto quando, potendo scegliere se associarla alle amministrative, per risparmiare, si sceglie altrimenti, sempre come tentativo malcelato di non far raggiugere il quorum) ma in quello più grave dei costi della politica rappresentativa. I costi di un referendum vanno raffrontati ai risultati che produce.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Infine, vogliamo sottolineare come la paura che i referendum siano utilizzati in modo improprio da parte di lobby influenti sia da scartare in quanto in genere l’influenza di queste organizzazioni si fonda più sui rapporti con la classe politica che altro: le lobby politiche hanno già piazzato i propri rappresentanti nei posti di rilievo e in genere non corrono il rischio di mettersi alla prova con un referendum.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">La possibilità di indire un referendum viene invece sfruttata da quei gruppi che non hanno altre possibilità di influenza come ad esempio le associazioni di cittadini.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Quanto alla tutela dei diritti delle minoranze da eventuali ‘assalti’ di gruppi razzisti o xenofobi, vogliamo tranquillizzare gli animi ricordando che ogni disegno di legge così come ogni quesito referendario è soggetto a verifica per controllare se è contrario ai diritti fondamentali o al divieto di discriminazione delle minoranze. Al di là di questa tutela, spetta poi alla sensibilità  e responsabilità della popolazione trovare la soluzione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Ricordiamo che la democrazia diretta non è altro che uno specchio del livello culturale e sociale di un popolo. Inutile romperlo se l’immagine che riflette non ci piace.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
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		<title>Annamaria Macripò di Vicenza, parla di democrazia diretta in TV</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 20:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[settimana DD 2011]]></category>
		<category><![CDATA[annamaria macripò]]></category>
		<category><![CDATA[poletto]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco il bell&#8217;intervento in tv locale di Annamaria Macripò, la coordinatrice del comitato Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza. È interessante quello che dice e la pacatezza con cui lo dice. E questo viene da una cittadina appassionata di democrazia che si impegna su questo tema dal 2003. Dopo il video, come paragone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco il bell&#8217;intervento in tv locale di Annamaria Macripò, la coordinatrice del comitato Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza. È interessante quello che dice e la pacatezza con cui lo dice. E questo viene da una cittadina appassionata di democrazia che si impegna su questo tema dal 2003. Dopo il video, come paragone, leggi quanto scrive il terrorizzato presidente del Consiglio Comunale di Vicenza all&#8217;idea di togliere il quorum e la consiguenza perdita di potere da parte dell&#8217;elite politica di cui fa parte. E infine la bella risposta di Annamaria. Buona visione e buona lettura. Sono 10 minuti ben spesi dove si vede il punto di vista del cittadino che pensa la bene comune e il punto di vista di chi ha una briciola di potere e vi è aggrappato con le unghie.</p>
<p><a href="http://www.gruppotv7.com/articolo.php?id=105518"><img class="alignnone size-full wp-image-2845" title="annamaria" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/annamaria.png" alt="annamaria" width="430" height="338" /></a></p>
<p>L&#8217;intervento del pres. Consiglio Comune di Vicenza il PD Poletto:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/TPEG.pdf">L&#8217;intervento del pres. Consiglio Comune di Vicenza il PD Poletto:</a></p>
<p>La risposta di Annamaria Macripò:</p>
<p>Giugno, periodo d’esami&#8230; mentre i ragazzi vengono interrogati su storia, geografia e altre materie<br />
c’è chi sale in cattedra pur non avendo le prerogative per farlo: ovvero la conoscenza dell’argomento.<br />
Di solito i ragazzi a scuola, quando temono di essere interrogati su una  materia che non conoscono, tengono un profilo basso, a volte saltano le  lezioni, fanno di tutto pur di non dimostrare la propria ignoranza e  beccarsi un sonoro ‘4’.<br />
Ma perché negli adulti, soprattutto in chi ha determinati ruoli e  posizioni, scatta il meccanismo contrario? Perché alcuni politici  sentono questo impulso a voler dare la propria opinione su tutto, anche  quando hanno solo un’idea superficiale del soggetto trattato?<br />
Sarà forse la paura a spingerli?<br />
Sì, quando si ha paura dei cambiamenti, si inizia a far la voce grossa, parlando a vanvera.<br />
È quello che fa il Presidente del Consiglio Comunale, Luigi Poletto,  quando parla di partecipazione e Democrazia Diretta paventando scenari  apocalittici se per caso dovessero essere introdotti nello statuto  comunale i referendum senza quorum.<br />
Che paura! La partecipazione dei cittadini!<br />
E già: l’esempio è fresco nella memoria. Meno di una settimana fa!<br />
Ma dov’era l’esimio Presidente quando anche a Vicenza si è svolta la  Settimana della Democrazia Diretta? Quando avrebbe avuto la possibilità  di istruirsi sul campo?<br />
Evidentemente, per paura di essere interrogato, si è perso la lectio  magistralis del Professor Thomas Benedikter, ricercatore sui temi della  Democrazia Diretta, durante la quale venivano illustrati gli esempi  virtuosi dei paesi dove gli strumenti di democrazia diretta vengono  applicati, funzionano e sono senza quorum.<br />
Ma forse lui non è interessato agli esempi virtuosi o meglio ne ha una  visione distorta visto che pensa che tutti quei paesi dove esiste il  referendum senza quorum siano abitati da popolazioni razziste e  xenofobe. E ha paura che anche gli abitanti di Vicenza, dovesse essere  eliminato il quorum, si trasformerebbero in pericolosi licantropi dal  pelo lungo e zanne affilate che, matita in mano, voterebbero in modo  scellerato, xenofobo e razzista.<br />
Bella fiducia nei propri elettori. Ah, già, ma la fiducia, nella  democrazia rappresentativa, non è previsto che sia reciproca. Una volta  eletti, i rappresentanti non devono avere obiezioni od ostacoli al loro  mandato.<br />
Chi sostiene referendum con quorum è come se dicesse: sì, potete  partecipare, ma, sommessamente, senza dare fastidio e possibilmente in  modo innocuo (per l’amministrazione).<br />
Intendiamoci, se l’obiettivo è dare la possibilità di una maggiore  partecipazione ai cittadini, gli strumenti attraverso i quali questa  partecipazione si attuerebbe devono essere agili e facilmente  attivabili, altrimenti vuol dire che la volontà degli amministratori è  fittizia.<br />
Se si vuole far riavvicinare i cittadini alla politica, alla cosa  pubblica, interessandoli direttamente, se si vogliono creare dibattiti  aperti e vivaci e informazione su temi che interessano tutti, se si  vuole ristabilire un clima di reciproca fiducia tra cittadino ed eletto,  se si vuole davvero che il cittadino sia partecipe e responsabile delle  questioni che lo riguardano, bisogna dare un segnale forte: introdurre i  referendum senza quorum, come già hanno fatto in altre città italiane.<br />
Vicenza vuole forse rimanere agli ultimi posti in fatto di partecipazione?</p>
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		<title>Video del sindaco di Vicenza 01-06-11 e video del La Parola ai Cittadini a Rovereto 3-06-11</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 20:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
grazie a Annamaria Macripò ecco il video dell&#8217;intervento del Sindaco di Vicenza il primo giugno 2011, riguardante la necessità di togliere il quorum dai referendum comunali. A seguire il video de La Parola ai Cittadini 2011, realizzato a Rovereto il 3 giugno da Matteo Rigotti.


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			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>grazie a Annamaria Macripò ecco il video dell&#8217;intervento del Sindaco di Vicenza il primo giugno 2011, riguardante la necessità di togliere il quorum dai referendum comunali. A seguire il video de La Parola ai Cittadini 2011, realizzato a Rovereto il 3 giugno da Matteo Rigotti.</p>
<p><object width="450" height="286"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MIhJtHwK96Y?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/MIhJtHwK96Y?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="286" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Il Sindaco di Vicenza annuncia che toglierà il quorum. Tutto bene? Articolo di un presente.</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 17:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il sindaco di Vicenza Variati (PD) ha annunciato il 1 giugno 2011 che è intenzionato a togliere il quorum dai referendum comunali. Tutto bene? Interessante leggere la relazione di Alessio Mannino, presente alla serata e con una ricca memoria delle cose dette e fatte a Vicenza. Come introduzione ecco un minuto dell&#8217;intervento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il sindaco di Vicenza Variati (PD) ha annunciato il 1 giugno 2011 che è intenzionato a togliere il quorum dai referendum comunali. Tutto bene? Interessante leggere la relazione di Alessio Mannino, presente alla serata e con una ricca memoria delle cose dette e fatte a Vicenza. Come introduzione ecco un minuto dell&#8217;intervento di Variati. Il suo intervento è stato molto più lungo in realtà, nei prossimi giorni Annamaria Macripò caricherà altri video della serata e li segnalerò anche qui.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="367" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ft4momSsQY4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/v/ft4momSsQY4?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h3>Democrazia diretta. Ma col capestro</h3>
<p>di Alessio Mannino</p>
<p>E bravo Variati.  Folgorato all’improvviso sulla via di Damasco, il sindaco ha cambiato  opinione: è giunta l’ora della democrazia diretta in Comune, ha  solennemente annunciato ieri all’incontro di Più Democrazia, Movimento 5  Stelle, Sel, Vicenza Capoluogo e Unione Immigrati. Sarà mica lo stesso  che nel maggio dell’anno scorso ha votato contro la richiesta della  consigliere Bottene (No Dal Molin) di riesumare dall’oblio il  “referendum sui referendum” del 2006, che in teoria dovrebbe essere  stato discusso in consiglio comunale da un pezzo? Proprio lui, lo  smemorato che oggi si schiera contro l’«indifferentismo» che ha fatto  marcire in un cassetto i 10 mila sì all’introduzione di referendum  vincolanti, abrogativi e propositivi, nello statuto comunale. Meglio  tardi che mai. Peccato  solo che il neo-convertito Achille si sia convertito a modo suo. Cioè  dando, com’è suo costume, un colpo al cerchio e uno alla botte. Da un  lato sposa la tesi cardine del meccanismo referendario, non mettere  alcun quorum (il quale scoraggia anziché favorire la partecipazione). Ma  quello che esce dalla porta rientra dalla finestra, ed ecco che  dall’altro lato propone la condizione capestro: un numero minimo di  firme pari al 10% degli aventi diritto, che a Vicenza equivale a circa 8  mila cittadini. Un’enormità. E’ il solito, subdolo modo di mostrarsi  aperto e accondiscendente ma contemporaneamente neutralizzando di fatto  l’istanza concreta. Variati è un maestro in questo genere di  intortamenti. Anche il suo fido Matteo Quero, con la testa alle primarie  provinciali del Pd in autunno, si è fatto alfiere del tema e in una  nota si dice favorevole a una soglia «alta» di firme, ma quanto meno ci  ha spiegato a voce che pensa al 5%. Già meglio. Tuttavia facciamo notare  che nelle realtà dove è applicata, la democrazia diretta si esercita a  quota 2 o 3%. Questo non per sfornare un voto alla settimana, ma  semplicemente per renderla praticabile. C’è  un risvolto divertente, però. Chi glielo dice ora a quei simpatici  esponenti della maggioranza  di centrosinistra che vanno da chi ha  conati di vomito (Poletto: «mi fa paura che siano i cittadini a  decidere»), a chi non vuol sentirne manco parlare (Cicero: «la  democrazia è come l’alcol, non bisogna abusarne»), a chi non è contrario  ma la vuole inceppata da un quorum stratosferico (Formisano: «Io ho  proposto di introdurre il quorum del 50% dell&#8217;elettorato attivo. Ma non   sono contrario ad un quorum al 30%»)? Bella rogna? Ma quando mai. La  democrazia diretta, in bocca ai politici, è un slogan di sicuro effetto,  ma di per sé tira pochi voti. Perché alla fine della fiera a lorsignori  interessano solo questi, messi sotto vuoto attraverso la delega ai  partiti. Insomma quelli che passano per la democrazia chiamata ancora,  con grottesco senso dell’ironia, “rappresentativa”. In ogni caso, caro  Achille, per ora ci accontentiamo del tuo segnale, certamente positivo  anche se ambiguo. Meglio di niente. <em>(a.m.)</em></p>
<p><em>fonte: </em><a href="http://alessiomannino.blogspot.com/2011/06/democrazia-diretta-ma-col-capestro.html">http://alessiomannino.blogspot.com/2011/06/democrazia-diretta-ma-col-capestro.html</a></p>
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		<title>A Vicenza il sindaco Variati promette di togliere il quorum dai referendum comunali</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 11:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 1 giugno 2011 a Vicenza si è tenuta con successo una serata sulla democrazia diretta. Ha partecipato anche il sindaco Achille Variati (Centrosinistra) che ha detto che intende togliere il quorum dai referendum comunali. A Vicenza stanno modificando lo statuto comunale e da mesi stanno riflettendo sul quorum. Ora sembra che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 1 giugno 2011 a Vicenza si è tenuta con successo una serata sulla democrazia diretta. Ha partecipato anche il sindaco Achille Variati (Centrosinistra) che ha detto che intende togliere il quorum dai referendum comunali. A Vicenza stanno modificando lo statuto comunale e da mesi stanno riflettendo sul quorum. Ora sembra che la decisione sia stata presa. Complimenti al sindaco, agli amici di Più Democrazia a Partecipazione che da tanti anni si battono per questo obiettivo.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/variati.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2736" title="variati" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/variati.jpg" alt="variati" width="283" height="283" /></a></p>
<p>Ecco il testo dell&#8217;articolo apparso sul quotidiano &#8220;Il Giornale di Vicenza&#8221; nei prossimi giorni altri aggiornamenti e video.</p>
<p>Il Giornale di Vicenza 2 giugno 2011</p>
<p><strong>LA PROPOSTA. A sorpresa, il sindaco avvia il percorso per inserire nel nuovo Statuto strumenti di democrazia diretta</strong></p>
<p><strong>«Sì al referendum comunale»<br />
Variati: nessun quorum, ma un alto numero di firme per chiedere la consultazione</strong></p>
<p>Gian Marco Mancassola</p>
<p>Voglia di referendum. Sulle ali del successo del centrosinistra ai ballottaggi e sull’onda di una tornata referendaria, quella di giugno, che potrebbe restituire il quorum dopo anni di latitanza, Achille Variati ieri ha offerto la bomba politica della settimana alla platea riunita al patronato Leone XIII per la tappa vicentina della Settimana nazionale della Democrazia diretta. Il sindaco si dice pronto a introdurre nello Statuto comunale gli strumenti della consultazione diretta dei vicentini, proponendo la sua formula: nessun quorum, ma uno sbarramento nella raccolta delle firme.<br />
L’INCONTRO. L’appuntamento di ieri sera era stato promosso da una nutrita pattuglia di organizzazioni e movimenti politici (Comitato Più Democrazia, Movimento 5 Stelle, Sinistra ecologia e libertà, Vicenza Capoluogo e Unione Immigrati). Obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla possibilità di utilizzare strumenti di partecipazione poco praticati in Italia, ma ben funzionanti in Paesi come la Svizzera e gli Stati Uniti. Variati è intervenuto nel corso del dibattito seguito all’intervento di Thomas Benedikter, ricercatore altoatesino sui temi della democrazia diretta. Vale la pena di ricordare che da alcuni anni giace all’ordine del giorno del consiglio comunale la presa d’atto dell’esito del “referendum sui referendum”, promosso dal comitato Più democrazia, ma mai convertito in norme civiche.<br />
LA SVOLTA. Qualcosa si muove a palazzo Trissino. Variati sostiene che i tempi sono maturi per introdurre nella piccola “Costituzione” comunale le forme di partecipazione diretta alla res publica. Secondo il sindaco questi strumenti favoriranno il dibattito sulle scelte dell’amministrazione comunale, il confronto e la circolazione di idee, trasformandosi in un’opportunità di crescita. Variati si schiera contro “l’indifferentismo”. per questo propone un alto numero di firme da raccogliere per ottenere la consultazione referendaria: una delle ipotesi è di fissare uno sbarramento al 10 per cento degli aventi diritto, vale a dire circa 8 mila autografi. In cambio di questo sforzo, pro- pone di non prevedere alcun quorum. Sono idee in nuce che verranno trasferite alla maggioranza e al consiglio comunale, che ha istituito una speciale commissione per la revisione dello Statuto.</p>
<p>Qui il file in pdf del quotidiano condiviso gentilmente da Fabio Z.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/GD15.pdf">Giornale di Vicenza 2 giugno 2011 &#8211; 15</a></p>
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		<title>Diretta video dalle 18,30 del 1 giugno da Vicenza: Serata sulla Democrazia Diretta</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 16:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
anche gli amici di Più Democrazia e Partecipazione a Vicenza organizzeranno oggi 1 giugno dalle ore 18.30 una diretta video della serata sulla democrazia diretta.
Anche qui si vedrà:
Live Streaming by Ustream.TV
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>anche gli amici di Più Democrazia e Partecipazione a Vicenza organizzeranno oggi 1 giugno dalle ore 18.30 una diretta video della serata sulla democrazia diretta.<br />
Anche qui si vedrà:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="296" id="utv826676"><param name="flashvars" value="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=8423730&amp;v3=1"/><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="allowscriptaccess" value="always"/><param name="movie" value="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf"/><embed flashvars="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=8423730&amp;v3=1" width="480" height="296" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" id="utv826676" name="utv_n_879778" src="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" /></object><br /><a href="http://www.ustream.tv/" style="padding: 2px 0px 4px; width: 400px; background: #ffffff; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" target="_blank">Live Streaming by Ustream.TV</a></p>
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		<title>La Parola ai Cittadini  &#8211; Vicenza &#8211; 1 giugno 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 10:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
anche gli amici di Vicenza organizzano La Parola ai Cittadini 2011 il 1 giugno 2011 ore 18,30 con Thomas Benedikter.
Ecco il volantino:

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>anche gli amici di Vicenza organizzano La Parola ai Cittadini 2011 il 1 giugno 2011 ore 18,30 con Thomas Benedikter.</p>
<p>Ecco il volantino:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/vicenza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2706" title="vicenza" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/vicenza.jpg" alt="vicenza" width="459" height="590" /></a></p>
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		<title>incontro sulla Democrazia Diretta a Vicenza 18-02-11: risultati, documenti e presentazione</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 18:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[la parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ottima serata, eravamo 30-40 persone, tra cui alcuni consiglieri comunali. Purtroppo la sala era situata nell&#8217;interrato dell&#8217;edificio, eravamo circondati di cemento e acciaio e all&#8217;interno non arrivava la rete telefonica. Avevo situato comunque il cel vicino all&#8217;uscita di sicurezza, lasciata un po&#8217; aperta, ma c&#8217;era segnale molto debole e variabile. Quindi niente diretta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ottima serata, eravamo 30-40 persone, tra cui alcuni consiglieri comunali. Purtroppo la sala era situata nell&#8217;interrato dell&#8217;edificio, eravamo circondati di cemento e acciaio e all&#8217;interno non arrivava la rete telefonica. Avevo situato comunque il cel vicino all&#8217;uscita di sicurezza, lasciata un po&#8217; aperta, ma c&#8217;era segnale molto debole e variabile. Quindi niente diretta, tranne alcuni minuti iniziali.</p>
<p>Questo la foto dei pochi secondi trasmessi:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/vicenza-18-02-11.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2300" title="vicenza 18-02-11" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/vicenza-18-02-11.png" alt="vicenza 18-02-11" width="452" height="336" /></a></p>
<p>All&#8217;inizio Fulvio Rebesani ha fatto una sintesi di quanto fatto finora a Vicenza:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/storia-del-percorso-di-democrazia-diretta-vicenza.doc">storia del percorso di democrazia diretta vicenza</a></p>
<p>Poi Eugenio ha fatto una &#8220;invocazione&#8221; chiedendo che vengano introdotti gli strumenti di democrazia diretta nello statuto, citando anche un valente costituzionalista.</p>
<p>Poi sono stati proiettati questi tre video. Essi sono la sintesi delle interviste realizzate a 30 consiglieri comunali a cui sono state fatte 3 identiche domande. I video sono la sintesi di tutte le loro risposte a ogni domanda.</p>
<p>1. Oltre al voto, a quali altre forme di partecipazione attiva dei cittadini alla vita della città lei sarebbe favorevole?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="368" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Du_-Zkc3XBo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/v/Du_-Zkc3XBo?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>2. Dato che nel 2006 è stata fatta richiesta di inserire i referendum propositivo e abrogativo nello statuto del comune da 12.000 cittadini, cosa ne pensa di questi strumenti di democrazia diretta?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="283" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JylK0GjiBi4?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/v/JylK0GjiBi4?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>3. Nei paesi in cui i referendum vengono comunemente utilizzati in genere sono senza quorum e la partecipazione è alta. Secondo lei perchè?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="283" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FZqZckioFNs?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/v/FZqZckioFNs?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Poi c&#8217;è stata discussione su quanto detto dai consiglieri.</p>
<p>Il presidente della commissione riforma istituzionale &#8220;Meridio&#8221; ha raccontato cosa hanno finora pensato e quali strumenti vogliono introdurre (referendum propositivo, abrogativo, e propositivo abrogativo contemporaneamente) e con quale quorum (stanno pensando dal 30 al 50% ).</p>
<p>Poi c&#8217;è stato il mio intervento sui motivi per cui è necessario togliere il quorum. Ho usato questa presentazione:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/presentazione-quorum-18-02-11.ppt">presentazione quorum 18-02-11</a></p>
<p>Infine c&#8217;è stata ulteriore discussione, presentazione delle proposte da votare tra cui queste 4:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/fulvio-istruttoria-pubblica.doc">fulvio istruttoria pubblica</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/proposta-consiglio-comunale-aperto-fabio.doc">proposta consiglio comunale aperto fabio</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/proposta-parola-ai-cittadini-2-volte-anno-Eugenio.doc">proposta parola ai cittadini 2 volte anno Eugenio</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Proposta-Trasparenza-e-Partecipazione-Zancan.pdf">Proposta Trasparenza e Partecipazione Zancan</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/proposta-statuto-partecipato-annamaria.doc">proposta statuto partecipato annamaria</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/proposta-rappresentanti-estratti-a-sorte-giovanni.doc">proposta rappresentanti estratti a sorte &#8211; giovanni</a></p>
<p>E la votazione finale in cui ha vinto la proposta di Eugenio di far introdurre la possibilità di fare 2 volte l&#8217;anno la Parola ai Cittadini alla presenza dei consiglieri e della giunta. Che ora l&#8217;associazione Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza si impegnerà a portare avanti.</p>
<p>Che riporto qui per esteso nella forma poi effettivamente esposta e mandatami da Eugenio:</p>
<p>IL SINDACO E LA GIUNTA MUNICIPALE INCONTRANO I CITTADINI</p>
<p>Almeno due volte l&#8217;anno, in primavera e in autunno, l’amministrazione comunale organizza un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini con il metodo “La parola ai cittadini”, presso il teatro comunale.</p>
<p>Un’assemblea dove è prevista una prima parte di rendicontazione da parte degli amministratori e una seconda parte dove i cittadini hanno l’opportunità di fare richieste, osservazioni, critiche o quant’altro, alle quali seguirà breve dibattito. La fase finale della seconda parte consisterà nella votazione per alzata di mano, da parte dei presenti delle eventuali richieste, delle quali le più votate impegneranno il sindaco e la giunta alla loro realizzazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>la diretta video della Assemblea sulla Democrazia Diretta di Vicenza: venerdì 18 febbraio 2011 ore 20,30</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/02/17/la-diretta-video-della-assemblea-sulla-democrazia-diretta-di-vicenza-venerdi-18-febbraio-2011-ore-2030/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 21:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
domani sera sarò alla Assemblea sulla Democrazia Diretta di Vicenza. Si preannuncia una serata particolarmente interessante, incentrata sugli ultimi 5-6 anni di impegno per più democrazia a Vicenza, sulla situazione attuale, su cosa ne pensano i consiglieri comunali (verrà proiettata una sintesi delle loro interviste più &#8220;significative&#8221;. Seguirà un dibattito e l&#8217;impegno a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>domani sera sarò alla Assemblea sulla Democrazia Diretta di Vicenza. Si preannuncia una serata particolarmente interessante, incentrata sugli ultimi 5-6 anni di impegno per più democrazia a Vicenza, sulla situazione attuale, su cosa ne pensano i consiglieri comunali (verrà proiettata una sintesi delle loro interviste più &#8220;significative&#8221;. Seguirà un dibattito e l&#8217;impegno a fare emergere nuove idee e proposte per continuare il percorso. Io farò un intervento di 5 minuti sui motivi per cui è necessario togliere il quorum dai referendum comunali. E realizzerò anche la diretta video (se ci sarà la copertura della rete). Su questo sito dalle 20,30 in poi.</p>
<p><object id="utv505147" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="296" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=6433456&amp;v3=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf" /><param name="name" value="utv_n_264780" /><embed id="utv505147" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="296" src="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf" name="utv_n_264780" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=6433456&amp;v3=1"></embed></object><br />
<a style="padding: 2px 0px 4px; width: 400px; background: #ffffff; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" href="http://www.ustream.tv/" target="_blank">Live TV by Ustream</a></p>
<p>Nell&#8217;attesa potete guardare il video della conferenza stampa realizzata dai gruppi promotori: Più Democrazia e Partecipazione a Vicenza, Movimento 5 Stelle Vicenza, Legambiente, Sel.</p>
<p><object width="450" height="368"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mhlqOWHNpbQ?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mhlqOWHNpbQ?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="368"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Assemblea pubblica sulla Democrazia Diretta a Vicenza, venerdì 18 febbraio 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 19:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amici di Vicenza organizzano venerdì 18 febbraio 2011 una serata sulla Democrazia Diretta, dove verrà riassunto tutto il percorso attuato negli ultimi anni a Vicenza per cercare di introdurre gli strumenti di democrazia diretta. Un percorso lungo, difficile, osteggiato in tutti i modi, a cui anch&#8217;io avevo partecipato fino al 2006, anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amici di Vicenza organizzano venerdì 18 febbraio 2011 una serata sulla Democrazia Diretta, dove verrà riassunto tutto il percorso attuato negli ultimi anni a Vicenza per cercare di introdurre gli strumenti di democrazia diretta. Un percorso lungo, difficile, osteggiato in tutti i modi, a cui anch&#8217;io avevo partecipato fino al 2006, anno in cui mi sono trasferito a Rovereto. Questo venerdì sarò assieme ai miei amici a Vicenza e presenterò un intervento di 5 minuti sui motivi per togliere il quorum dai referendum comunali. Probabilmente realizzerò anche la diretta video su questo sito.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/ASSEMBLEA1822011_4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2277" title="ASSEMBLEA1822011_4" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/ASSEMBLEA1822011_4.jpg" alt="ASSEMBLEA1822011_4" width="454" height="652" /></a></p>
<p>Ecco il testo:</p>
<p><strong>Vogliamo che i cittadini contino di più<br />
</strong>e decidano sulle questioni della città. Come?</p>
<p>A 4 anni dal <strong>Referendum Comunale</strong> incontriamoci per conoscere e scegliere nuove strade per la sua realizzazione.</p>
<p><strong>La serata prevede:<br />
</strong>1) Introduzione sul Referendum Comunlae<br />
2) Dibattito e Proposte sulla Democrazia Diretta<br />
3) Proiezione delle Videointerviste ai Consiglieri Comunali<br />
4) Votazione finale delle Proposte</p>
<p><strong>Evento organizzato da:<br />
</strong>Comitato Più Democrazia e Partecipazione,<br />
MoVimento 5 Stelle &#8211; Vicenza<br />
Con il Patrocinio del Comune di Vicenza</p>
<p>Porta anche tu una <strong>Proposta</strong> a favore della Democrazia Diretta:<br />
<strong>verrà votata!</strong></p>
<p><strong><br />
</strong>Le videointerviste:<br />
<a style="color: #074d8f;" rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/user/piudemocrazia" target="_blank"><span>http://www.youtube.com/use</span>r/piudemocrazia</a></p>
<p>maggiori informazioni:</p>
<p><a href="http://www.piudemocrazia.it/">http://www.piudemocrazia.it/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vicenza: i cittadini chiedono democrazia dal 2006</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/05/vicenza-i-cittadini-chiedono-democrazia-dal-2006/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 17:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
nel 2006 si è tenuto a Vicenza un referendum che chiedeva all&#8217;amministrazione di inserire gli strumenti del referendum propositivo e abrogativo con quorum al 10% nello Statuto Comunale. L&#8217;unico obbligo che aveva l&#8217;amministrazione, dopo quel voto, era di discutere in Consiglio Comunale l&#8217;argomento. Visto che era stato usato l&#8217;unico triste strumento a disposizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/cittadini-in-attesa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2112" title="cittadini in attesa" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/cittadini-in-attesa.jpg" alt="cittadini in attesa" width="360" height="288" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>nel 2006 si è tenuto a Vicenza un referendum che chiedeva all&#8217;amministrazione di inserire gli strumenti del referendum propositivo e abrogativo con quorum al 10% nello Statuto Comunale. L&#8217;unico obbligo che aveva l&#8217;amministrazione, dopo quel voto, era di discutere in Consiglio Comunale l&#8217;argomento. Visto che era stato usato l&#8217;unico triste strumento a disposizione dei cittadini, ossia il referendum Consultivo.</p>
<p>Bene a distanza di 4 anni l&#8217;amministrazione non ha ancora adempiuto al suo dovere.</p>
<p>Ecco il testo dignitoso scritto da Annamaria Macripò, coordinatrice dell&#8217;assoc. Più Democrazia e Partecipazione a Vicenza. I cittadini mostrano dignità. Gli amministratori di Vicenza invece non ne hanno.</p>
<p>Convocazione I Commissione Affari Istituzionali – 5 ottobre 2010</p>
<p>L’ultima volta che questa commissione ha incontrato i rappresentanti del comitato referendario è stato il 23 febbraio scorso.</p>
<p>Oggi io sono qui in veste di presentatrice della delibera d’iniziativa popolare, presentata lo scorso 21 aprile, ma l’argomento è invariato: la realizzazione del quesito referendario tenutosi in Vicenza il 10 settembre 2006.</p>
<p>Cosa è cambiato in questi mesi e cosa dovrebbe cambiare affinché anche questa non sia una riunione pro-forma?</p>
<p>Il comitato referendario, vista l’immobilità da parte dell’amministrazione su questo argomento, che giaceva al primo posto dell’odg da ben due anni, ha ritenuto di dover utilizzare un altro strumento di partecipazione dei cittadini prevista dallo statuto per chiedere attenzione sull’argomento. Con il sostegno di altri comitati cittadini sensibili alla partecipazione, è stato dunque avviato l’iter per la proposta di delibera d’iniziativa popolare, anche a seguito di una mancata conclusione dei lavori della presente commissione che ha ritenuto di delegare alla Conferenza dei Capigruppo una qualunque decisione in merito.</p>
<p>Improvvisamente però la situazione si sblocca e il 6 giugno scorso i capigruppo in consiglio comunale e il sindaco pongono alla trattazione il referendum. Questa improvvisa solerzia però ha avuto come esito un ennesimo procrastinare la decisione sull’introduzione dei referendum appaltandola ai lavori di una commissione  che dovrà occuparsi delle modifiche dello statuto e che, per diretta ammissione dello stesso presidente Poletto, prevedrà tempi molto lunghi, concludendo il proprio compito, nella migliore delle ipotesi, quando l’attuale amministrazione cesserà il proprio mandato.<span id="more-2111"></span></p>
<p>Questo è quanto è successo (o meglio non è successo) a Vicenza. Nel frattempo, a poca distanza da qui, in provincia di Bolzano e di Trento, altri comuni prendevano la decisione (senza avventurarsi nelle secche di una riforma statutaria, spesso promessa dalle varie amministrazioni succedutesi, ma di fatto mai realizzata da 20 anni a questa parte) di abolire il quorum dei referendum. L’ultima volta vi avevo citato gli esempi di Villa Lagarina (TN) e di Ortisei, a questi vanno ad aggiungersi Fiè, Lana, La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, Verano, Dobbiaco e Terento. Gli amministratori di questi comuni costituiscono un lodevole esempio al quale fare riferimento, perché, bisogna ricordarlo, abolire il quorum si può in tutta Italia, non solo nelle regioni a statuto autonomo. Una sentenza della corte costituzionale ha ribadito che la scelta di mettere o abolire il quorum a livello locale compete solamente agli amministratori locali. Abolire o abbassare il quorum è un atto di nuova fiducia della rappresentanza politica nella capacità delle cittadine e dei cittadini di decidere loro stessi quando e in che modo la loro partecipazione al voto è importante.</p>
<p>Tornando a noi, la sensazione è che ci sia una mancanza di volontà di affrontare fino in fondo un argomento nei confronti del quale è stata ammessa una mancanza di conoscenza da parte degli amministratori, la necessità di ‘educare’ la popolazione e di tutelare lo svolgimento senza intoppi del lavoro dell’amministrazione paventandone addirittura il blocco. Questa è una sintesi delle motivazioni addotte da alcuni componenti di questa commissione, come si evince dai verbali.</p>
<p>È evidente che invece di guardare agli strumenti di partecipazione come a un’occasione per rinnovare il patto tra la cittadinanza e gli eletti, li si considera come un pericolo per la macchina amministrativa.</p>
<p>Ricordo a tal proposito che già lo Statuto tutela l’amministrazione escludendo dalle materie soggette a referendum una buona fetta delle proprie competenze (bilancio, documento programmatico e molte altre materie elencate nell’art. 9).</p>
<p>Ricordo inoltre che non è necessario aspettare il rinnovamento dello Statuto per procedere all’attuazione  del quesito referendario, tenutosi 4 anni or sono. La delibera infatti non ha come oggetto una modifica dello Statuto, bensì un comportamento del consiglio comunale. Rimettere anche la delibera nelle mani della commissione statuto significherebbe esprimere la volontà di voler dilazionare ulteriormente una decisione che potrebbe benissimo essere presa nei tempi previsti (90 giorni più i 30 giorni per la commissione competente)</p>
<p>I 12.000 vicentini che in quell’occasione votarono sì all’introduzione dei referendum propositivo, abrogativo e propositivo-abrogativo, a distanza di 4 anni, sono ancora in attesa di un risultato.</p>
<p>Chiediamo perciò che la commissione acceleri le tempistiche dei lavori su questo argomento per far sì che la delibera passi il prima possibile in sede di consiglio comunale per l’eventuale approvazione. Chiediamo di essere resi partecipi attivamente dei lavori di questa commissione e ci mettiamo a disposizione per un’eventuale collaborazione.</p>
<p>Per quello che è nelle nostre possibilità, continueremo a fare informazione sull’argomento, aggiornando la cittadinanza sugli eventuali sviluppi a livello locale, portandoli a conoscenza mediante assemblee partecipate degli esempi illustri prodotti sul territorio nazionale e del buon funzionamento di democrazie partecipative nel mondo, prevedendo l’utilizzo nel prossimo futuro di altri strumenti contemplati dallo statuto, come ad esempio l’istruttoria pubblica.</p>
<p>A breve, verrà organizzata un’assemblea cittadina durante la quale si farà un bilancio degli strumenti di partecipazione presenti e attivi o ancora da attivare sul territorio comunale chiedendo un confronto aperto con gli amministratori sul tema della partecipazione. Siete tutti invitati.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La democrazia negata a Vicenza e il passaggio della Marcia Mondiale per la Pace</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia tradita]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[dal molin]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio marcia mondiale della pace]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 8 Novembre 2009; ] di Paolo Michelotto

ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.



La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JVTxjwTQq_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JVTxjwTQq_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora in corso, anche se sono iniziati i lavori, autorizzati dai governi Prodi e Berlusconi e diretti dal commissario (di Prodi e Berlusconi) Paolo Costa.</p>
<p>Città e movimento hanno fatto di tutto per impedirlo: una manifestazione come quella del 17 febbraio 2007 con 100mila persone non si era mai vista prima a Vicenza, rovinata però dalla doccia fredda di Prodi, nei telegiornali della sera: &#8220;manifestare è un diritto, ma dobbiamo rispettare i patti (quali? ndr) e la base verrà raddoppiata&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è poi, in luglio 2007, il ricorso al Tar Veneto di Codacons ed Ecoistituto del Veneto contro l&#8217;illeggittimità del progetto Dal Molin dal punto di vista urbanistico (un abuso edilizio) e costituzionale (non è un&#8217;opera di difesa nazionale); accolto dal Tar il 18 giugno 2008, e, quasi immediatamente (il 29 luglio) annullato dal Consiglio di Stato, cui si era appellato il governo.</p>
<p>In primavera 2008 la città elegge sindaco, pur con una maggioranza risicatissima, Achille Variati del PD, che si presenta su una netta posizione anti-base (isolato dal resto del PD veneto e nazionale).</p>
<p>Variati conferma ciò che aveva promesso in campagna elettorale: in autunno la città verrà chiamata a pronunciarsi sulla nuova basa attraverso un Referendum Comunale. Si fissa la data del 5 ottobre e il quesito, strettamente legato alle competenze urbanistiche del Comune. Con una lettera pubblica Berlusconi invita pressantemente il sindaco a &#8220;non indire il referendum, essendo già stata consegnata, il 30 luglio, l&#8217;area agli Stati Uniti&#8221; e ricorre al Tar perchè dichiari inammissibile la consultazione. Il Tar non si lascia intimidire e respinge il ricorso: &#8220;Nessun danno dalla consultazione esplorativa&#8221;. Ci pesna però poi il solito Consiglio di Stato che, il 1 ottobre (a 3 giorni dal referendum!), annulla la sentenza del Tar e lo dichiara inammissibile.</p>
<p>La sera stessa oltre 10mila persone riempiono Piazza dei Signori e il sindaco annuncia &#8220;Se non ci permettono di votare nelle nostre scuole, domenica voteremo davanti alle nostre scuole, sotto i nostri gazebo&#8221;. Così avviene. In meno di 3 giorni centinaia di volontari organizzano 32 seggi e il 5 ottobre vanno ordinatamente a votare 24.094 elettori di Vicenza:<strong> 23.050 hanno votato SI</strong> alla proposta di smilitarizzare l&#8217;area. 906 NO, 92 schede bianche e 46 nulle. LA città esprime tutta la sua dignità, ma viene calpestata.</p>
<p><strong>Nell&#8217;estate 2009</strong> iniziano i lavori di sbancamento nell&#8217;area Dal Molin.</p>
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		<title>Capitolo 17  Il Comitato Più Democrazia di Vicenza</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:09:30 +0000</pubDate>
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Prima pagina del capitolo 17 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 17  Il Comitato Più Democrazia di Vicenza
Il Comitato Referendario Più Democrazia è nato ufficialmente il 21 giugno 2005 ed è stato costituito da 23 cittadini di Vicenza animati dal desiderio di avere maggiori strumenti democratici per i concittadini.
Una decina di questi cittadini del comitato facevano [...]]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
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<p>Prima pagina del capitolo 17 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 17  Il Comitato Più Democrazia di Vicenza</p>
<p>Il Comitato Referendario Più Democrazia è nato ufficialmente il 21 giugno 2005 ed è stato costituito da 23 cittadini di Vicenza animati dal desiderio di avere maggiori strumenti democratici per i concittadini.<br />
Una decina di questi cittadini del comitato facevano parte del Gruppo Bilancio Partecipativo, un´associazione il cui scopo era fin dalla sua nascita nel gennaio 2003, quello di far conoscere ed utilizzare strumenti di democrazia diretta e partecipativa quali il Bilancio Partecipativo, le assemblee civiche deliberative, gli strumenti di democrazia diretta quali il referendum propositivo, abrogativo e la revoca degli eletti.<br />
Nel dicembre 2003 il Gruppo Bilancio Partecipativo aveva organizzato un´ assemblea pubblica “La Parola ai Cittadini”, in cui chi voleva poteva far proposte ai presenti in sala. La proposta più votata in quell´assemblea fu la richiesta di introdurre il Referendum Propositivo e Abrogativo all´interno dello statuto comunale di Vicenza e l’introduzione della webcam in consiglio comunale.<br />
Forti dell´appoggio dei 200 cittadini presenti in sala, avevamo creato una mozione comunale, sottoscritta poi da 15 consiglieri comunali, che chiedeva l´introduzione dei referendum propositivi e abrogativi. Tale mozione, depositata presso il consiglio comunale, non fu discussa in più di 2 anni.<br />
Visto che una legittima richiesta di cittadini non veniva neppure discussa in consiglio comunale, decidemmo di usufruire dell’unico strumento di democrazia diretta, previsto dallo statuto comunale di Vicenza, il Referendum Consultivo. Questo è &#8230;</p>
<p><strong><br />
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