• Proposte per il nuovo ministro della Democrazia Diretta, Riccardo Fraccaro

    8 Giugno 2018 // Nessun commento »

    Di Paolo Michelotto

    ho enorme stima del nuovo ministro della Democrazia Diretta, Riccardo Fraccaro, che reputo molto competente sull’argomento e soprattutto sinceramente motivato a introdurre gli strumenti di cui parla. È un momento storico, sottostimato da chi non conosce le potenzialità che la democrazia diretta ha di far crescere umanamente, culturalmente ed economicamente un paese e che credevo avrei visto molto più in là negli anni, per cui non posso che ringraziare chi ci ha creduto ed ha continuato a lottare su questi temi.

    Qui un intervento di qualche anno fa, quando Riccardo Fraccaro era un semplice deputato.

    Ecco alcune idee che propongo, per iniziare (oltre a quelle di introdurre il referendum propositivo e abrogativo senza quorum, come già stabilito nel Programma del Cambiamento):

    1. Innanzitutto il sito del ministero della Democrazia Diretta, dovrebbe essere completamente ripensato. Dovrebbe diventare esempio esso stesso di democrazia diretta in funzione. Un esempio per i cittadini, ma anche per tutti gli altri ministeri. Quindi uno spazio dove il ministro ogni giorno carica un video dove illustra ciò che ha fatto sul tema quel giorno. Un video diario. Poi uno spazio per i commenti dei cittadini italiani sul suo operato. E soprattutto uno spazio dove i cittadini possano fare proposte, discuterle, votarle, dar loro priorità. Poi magari una volta al mese o più spesso, il ministro prende l’idea più votata e la discute a sua volta in una diretta web con domande e risposte. Rendere questo appuntamento un’abitudine. E se è una proposta che si può attuare, la fa votare agli iscritti al sito istituzionale del ministero (cioè potenzialmente tutti i cittadini italiani) e la porta sotto forma di proposta al consiglio dei ministri e poi in parlamento.
    2. Bisognerebbe studiare modalità per portare gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa all’interno di tutte le scuole italiane. Le buone pratiche imparate fin da bambini poi rimangono tutta la vita e rimarrebbero un sapere prezioso nelle menti dei cittadini (e bene conosce queste regole McDonald e tutte le religioni organizzate che si rivolgono proprio ai bambini per avere i clienti adulti del futuro). Quindi nelle scuole elementari, medie, superiori, Università. Come fare concretamente? I ragazzi dovrebbero studiare gli strumenti di democrazia diretta che esistono nel mondo e in Italia, ma anche applicarli in prima persona, viverli, ad esempio con il metodo de “La parola ai cittadini” per prendere decisioni concrete che li riguardano da vicino. Questo per abituarli che in democrazia si discute in maniera organizzata, con determinate regole e poi si vota e si arriva ad un risultato con massimo risultato e con minimo sforzo. Si dovrebbero organizzare corsi di aggiornamento sulla democrazia diretta per insegnanti. Ad esempio 3 gg tutto spesato in località attraenti, con esperti internazionali e con insegnanti scelti tra i più motivati e che arrivino da tutta Italia, curando che ci sia almeno un insegnante che fa questo corso per ogni città. Bisognerebbe creare un comitato di esperti internazionali, assistiti da scrittori/giornalisti divulgatori e da abili illustratori, per creare un testo universitario molto completo, un testo adatto alle superiori e un testo sufficientemente facile e attraente che possa essere letto anche nelle elementari. Si dovrebbe creare corsi universitari sulla democrazia diretta e sugli strumenti di partecipazione che entrino nei curriculum dei futuri insegnanti.
    3. Istituzione di iniziative e premi per città più democratica d’Italia, per lo strumento più innovativo di partecipazione creato, per il gruppo o per il cittadino che si è distinto in maniera particolare in questo campo.
    4. Creare un premio economico per i migliori film/documentari creati su questi argomenti. Con trasmissione dei migliori nelle tv nazionali.
    5. Modificare decreto legislativo enti locali n° 267 del 2000 (la legge che stabilisce ciò che deve o non deve essere scritto dentro gli statuti comunali) in modo da permettere alle amministrazioni più virtuose di introdurre strumenti di democrazia diretta e partecipativa molto avanzati.
    6. Creare una legge che premia con trasferimenti economici maggiori le città che introducono ed utilizzano più strumenti di democrazia diretta e partecipativa, rispetto alle città che non li introducono e non li utilizzano.
    7. Modificare la legge per autenticare le firme, in modo che sia più facile raccogliere le firme per i referendum sull’esempio della Svizzera e della California e con la firma digitale come già avviene oggi per l’Iniziativa dei Cittadini Europei per presentare proposte al Parlamento Europeo.
    8. Creare la petizione online come in UK e Scozia e le proposte avanzate dai cittadini, discusse da loro e votate da loro, se superano determinati requisiti fissati, vengono discusse in Parlamento. Chiedere, che se il cittadino proponente lo desidera, porti lui stesso la proposta nelle apposite commissioni e in parlamento al voto finale.
    9. Utilizzare i media più utilizzati, e quindi creare un reality show televisivo sulla democrazia diretta, con possibilità di interagire anche via web, che abbia regole precise, ma che sia accattivante e di esempio sul metodo utilizzato, in cui l’idea che vince viene alla fine portata in parlamento, per esempio per opera del ministro alla Democrazia Diretta, se non è portata avanti da altri parlamentari in maniera autonoma.
    10. Creare un programma televisivo settimanale sui canali pubblici, che illustri le migliori pratiche di democrazia diretta e partecipativa nel mondo.
    11. Creazione di un gruppo di esperti di tutto il mondo, una volta all’anno che suggerisca strumenti e metodi e idee e miglioramenti da introdurre nell’anno in corso. E ogni anno rinnovare l’incontro per giudicare e migliorare quanto fatto e proporre nuove idee da implementare. Non solo professori universitari o autori che hanno studiato la democrazia diretta nei suoi aspetti teorici, ma anche semplici cittadini che si sono battuti per questi strumenti e che hanno vissuto le difficoltà concrete e potrebbero avere idee efficaci per migliorare la situazione.

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    cos’è la democrazia che ci rubano e cosa potremmo avere con gli strumenti di democrazia diretta – il video commovente del portavoce Riccardo Fraccaro

    19 Dicembre 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    il portavoce  deputato del m5s Riccardo Fraccaro siede nella prima commissione affari istituzionali, quella che in teoria si occupa delle riforme della costituzione (in realtà tutto è già stato deciso fuori, e li fingono di vagliare e di ascoltare esperti). Sono stato un pomeriggio in quella commissione, per parlare 10 minuti di democrazia diretta, 1 mese fa. Nei giorni scorsi Fraccaro ha pronunciato questo intervento nella seduta plenaria. Immagino che l’aula fosse vuota ed è un peccato. Questo testo ha un valore storico e di testimonianza morale altissima. Mi sono commosso. Ho sentito la passione di una persona vera che racconta come persone attente solo al loro rendiconto personale ci stanno distruggendo la democrazia che abbiamo, dove un capo deciderà tutto, dalle tasse alla guerra, anche con una percentuale del 20%. Un cittadino che ha studiato e si è appassionato alle migliori ricerche sociologiche al mondo che dimostrano che implementare gli strumenti di democrazia diretta (quorum zero, ref. propositivo) porta maggiore felicità e ricchezza e speranza tra i cittadini. Un cittadino che promette che la sua battaglia e quella dei suoi colleghi sarà dura, durissima, che farà tutto quello che è nel suo potere e anche di più, per far in modo che non ci tolgano quel poco che i nostri genitori e nonni hanno ottenuto. E il suo appello perchè anche noi fuori facciamo la nostra parte.

    Facciamo ascoltare le sue parole a tutte le persone che hanno a cuore il bene comune. Prima che sia troppo tardi.

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    Il portavoce Riccardo Fraccaro (M5S) spiega in Commissione Parlamento perchè togliere il quorum dai referendum

    10 Dicembre 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    riccardo fraccaro

    con grande piacere riporto l’articolo apparso sul sito www.riccardofraccaro.it . Il portavoce Riccardo Fraccaro (M5S) ha spiegato in Commissione Affari istituzionali della Camera il suo emendamento in cui chiede di togliere il quorum dai referendum.La democrazia diretta continua a bussare in parlamento. I cittadini verranno ascoltati?

    Dal blog www.riccardofraccaro.it

    L’abolizione del quorum è il primo passo indispensabile per consentire ai cittadini di concorrere attivamente al processo decisionale democratico. Con l’abolizione del quorum si avrebbe il sicuro effetto di vedere sbocciare la democrazia diretta accanto a quella rappresentativa determinando l’indispensabile evoluzione verso la democrazia integrale. Il 5 dicembre sono intervenuto in commissione affari costituzionali per illustrare un mio emendamento alla proposta di legge di riforma istituzionale per l’eliminazione del quorum di partecipazione nei referendum. Nell’intervento ho illustrato come l’emendamento sia stato il frutto della proposta dell’iniziativa popolare «Quorum zero, più democrazia»presentata in Parlamento da 50 mila elettori ed ho rilevato le ragioni a sostegno dell’azzeramento del quorum, la cui azione è giustificata dal fatto che i cittadini che si disinteressano dei contenuti delle proposte referendarie e che non si recano ad esprimere il proprio voto condizionano l’esito dei referendum. Ho articolato le 13 ragioni per le quali il quorum è un evidente snaturamento dell’istituto referendario ispirandomi alla sintesi di Paolo Michelotto sulla pubblicazione “Vivere meglio con più democrazia”.

    Le ragioni del NO:

    1. I sostenitori del No vincono facilmente

    2. I sostenitori del Sì partono già svantaggiati

    3. Bastone tra le ruote della democrazia

    4. Meno dibattito e meno informazione

    5. Premio a chi non partecipa

    6. Non c’è più il segreto del voto

    7. Allontanamento delle persone dal voto

    8. Se il quorum valesse anche nelle elezioni, molte sarebbero state invalidate

    9. La Costituzione permette referendum locali senza quorum

    10. I cittadini non vogliono il quorum

    11. Distruzione della fiducia dei cittadini nello strumento del referendum

    12. Potere sproporzionato di piccoli partiti

    13. Evoluzione verso una piena democrazia

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    Democrazia Diretta a Montecitorio in 1^ Commissione Camera il 20 ottobre 2014

    25 Ottobre 2014 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    democrazia diretta montecitorio

    non è uno scherzo. Il lunedì 20 ottobre 2014 sono stato ascoltato insieme ad altri 12 esperti su approfondimenti riguardanti la modifica della Costituzione che dovrà essere discussa a breve alla Camera, dopo essere già stata approvata in Senato.

    Questo il video, realizzato prendendo la diretta web realizzata dalla camera, e aggiungendo le immagini della presentazione per rendere più chiaro ciò di cui parlavo.

    Io naturalmente ho parlato di democrazia diretta. Ero stato preavvisato 2-3 settimane prima che il deputato Riccardo Fraccaro del M5S mi aveva proposto in qualità di suo “esperto” sulle modifiche della Costituzione. Ed avevo dato la mia disponibilità di massima. Poi giovedì 16 ottobre sono stato chiamato dal segretario della commissione per dirmi che mi aspettavano lunedì 20 ottobre. Essendo il mio giorno libero dal lavoro, ho accettato e a mie spese ho fatto 1000 km e sono andato a Roma per parlare di democrazia diretta 10 minuti davanti alla 1^ Commissione, quella competente sulle modifiche alla Costituzione.

    I membri presenti erano veramente pochi, forse 1/3 di quelli ufficiali. L’interesse su questo argomento non mi è stato manifestato in nessun modo, tranne che dal deputato del M5S Riccardo Fraccaro, che mi aveva invitato e che mi ha fatto l’unica domanda.

    Alcuni degli altri esperti presenti erano molto interessati. Comunque positivo che qualche informazione dettagliata su referendum propositivo, quorum, revoca siano entrate in Commissione. Certo il tema avrebbe richiesto qualche giornata di discussione e non solo 10 minuti.

    Servirà? Vedremo. Intanto un altro piccolissimo passo l’abbiamo fatto.

    In Svizzera dopo 2 anni che viene depositata una iniziativa in parlamento, si sarebbe già arrivati al voto popolare.

    Ma loro hanno iniziato 150 anni prima di noi. Ci arriveremo anche noi, e forse non servirà così tanto tempo…

    Questo il file della presentazione utilizzata (che è una sintesi di quelle che di solito faccio negli incontri con i cittadini):

    montecitorio 20-10-14.ppt

    montecitorio 20-10-14.pdf

    Un grande grazie a Riccardo Fraccaro, deputato del M5S per aver permesso alla democrazia diretta di affacciarsi in 1^ Commissione.

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