di Paolo Michelotto
il 19 settembre 2011 ci siamo ritrovati su skype dalle 20,30 alle 22,30 e abbiamo continuato l’esame della bozza degli articoli da inserire nella inziativa di legge popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. Questi incontri sono estremamente interessanti dal mio punto di vista, perchè ogni volta arriviamo ognuno con idee diverse e poi dopo la discussione giungiamo ad una sintesi che è sempre migliore delle singole partenze. Una dimostrazione continua che l’intelligenza collettiva è migliore di quella del più illuminato singolo.
Gli articoli 67, 69 e 70 rimangono gli stessi scritti le volte precedenti.
Ieri abbiamo toccato l’art. 71.
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 71.
L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
Diventa:
Art. 71. – L’iniziativa delle leggi appartiene ai cittadini elettori, a ciascun membro delle Camere, al Governo ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
I cittadini elettori esercitano l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di un progetto redatto in articoli secondo le modalità previste dall’art. xx (quello che descrive l’iniziativa, probabilmente il 74 bis, ma verrà deciso in futuro).
Poi abbiamo formulato l’art. 74 ter che in precedenza chiamavamo art. 71 bis. Ci siamo accorti che la sua posizione ideale nella costituzione non è dopo l’art. 71 esistente, ma probabilmente, ma verà deciso nella prossima riunione dopo l’art. 74. E quindi l’abbiamo chiamato provvisoriamente 74 ter.
La numerazione sarà comunque sistemata una volta scritti tutti gli articoli da modificare.
Articolo nuovo
Verrà inserito dopo l’art. che discute l’iniziativa popolare probabilmente si chiamerà 74 ter
art 74 ter
La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, può avvenire su supporto cartaceo e/od elettronico-informatico.
ed infine hanno definito anche l’art. 74 quater (che per le stesse ragione di sopra, finora avevamo chiamato 71 ter):
Articolo nuovo
probabilmente si chiamerà 74 quater (deve venire dopo l’art. della iniziativa popolare)
art. 74 quater
Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutta la materia legislativa già di competenza dei rappresentanti eletti dal popolo e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Ciascuna proposta di legge o di referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.
Chi vuole partecipare può farlo, basta che mi invii il suo nome skype al mio indirizzo paolorove@gmail.com
Qui c’è l’attuale costituzione esistente:
http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html
Questa la bozza della legge di iniziativa popolare versione 007 con le modifiche fatte fino al 19-09-11 negli incontri e sul forum, formato ppt:
Qui la stessa versione 007 in formato pdf
Qui il forum in cui stiamo discutendo questa legge:
http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale
di Paolo Michelotto
il percorso procede. La riunione skype tra chi era interessato, ieri è stata molto profiqua. Abbiamo discusso di come procedere, del fatto che alla fine tutto dovrà essere approvato da una assemblea plenaria aperta a tutti gli interessati, abbiamo fissato le prossime riunioni su skype e dal vivo ed abbiamo esaminato alcuni articoli della bozza.
Ma andiamo per ordine:
1. abbiamo deciso che i presenti ad ogni riunione possono decidere ogni volta su quanto fatto. Per cui anche su articoli “esaminati” nel passato possiamo fare proposte e se tutti d’accordo variare la forma del testo. Ogni volta partendo dall’ultima versione del testo. Quindi non esistono articoli “deliberati” ed immutabili, tutto è discutibile finchè non arriveremo all’ultimo incontro dal vivo dove voteremo articolo per articolo la forma da tenere.
2. prossimi due riunioni su skype sono lunedì 19 settembre 2011 ore 20,30 e martedì 27 settembre 2011 ore 20,30. Chi vuole partecipare può farlo liberamente. I requisiti sono: avere skype installato sul proprio pc, una cuffia e microfono, comunicare il nome skype a me (paolo) scrivendo a paolorove@gmail.com, così verrà invitato alla riunione il giorno stabilito.
3. prossima riunione dal vivo sarà lunedì 3 ottobre 2011 ore 10,30 a Rovereto in una sala che comunicheremo nei prossimi giorni.
4. abbiamo messo in forma migliore l’art. 67 dove prima diceva “…l’1% dell’insieme nazionale…” abbiamo scritto “… l’1% dell’intero corpo elettorale nazionale…”
5. abbiamo modificato l’art. 69. Nella versione 005 avevamo scritto “Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto in un intervallo compreso tra il – 50% e il + 50% della media europea.” abbiamo pensato di scollegare l’indennità dalla media europea e invece paragonarla al reddito medio italiano e così è diventata nella versione 006 : “Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto scelta tra i multipli da 1 a 10 del reddito medio pro capite dei cittadini italiani.”
6. l’art. 70 nella versione 005 era: “Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere e dal popolo sovrano ogni volta che almeno il 2% di elettori ne faccia richiesta.” abbiamo pensato di togliere la percentuale del 2% perchè in realtà essa varia per l’iniziativa e per il referendum opzionale. Quindi il testo diventa nella versione 006: “Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere o dal popolo sovrano ogni qualvolta ne faccia richiesta un numero di elettori stabilito dagli articoli successivi della Costituzione.”
Questo il testo 006 nel formato ppt e pdf
Qui il forum in cui stiamo discutendo la forma finale della legge e in cui puoi scrivere anche tu la tua opinione.
http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale
di Paolo Michelotto
oggi 5 settembre 2011 dalle 11 alle 17,30 abbiamo discusso della legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. Eravamo in 9 persone da varie parti d’Italia: Thomas da Caldaro (BZ), Stephan da BZ, Gianni da TN, Enrico da Albignasego (PD), Emanuele di Piove di Sacco (PD), Giuseppe, Marco e Fabrizio da MN e io da Rovereto (TN). Ho vissuto un incontro emozionante, partecipato, onesto, costruittivo, pieno di buon senso e di voglia di contribuire al bene del paese.
Siamo partiti da quanto elaborato in questi mesi nelle riunioni skype e sul forum
Fino alla pausa pranzo alle 15 abbiamo discusso dei temi da introdurre nella bozza della proposta di legge.
In seguito abbiamo cominciato ad affrontare i primi articoli.
Su questo file, versione 005 della bozza di legge, c’è quanto elaborato fino a Pag. 4. e che riporto qui sotto (il resto è la versione 004 da cui partire per le prossime discussioni).
Alla fine abbiamo stabilito di realizzare una nuova riunione skype martedì 13 settambre ore 20.30. La riunione è aperta a tutti.
Per poter partecipare è essenziale inviare il proprio tel (per risolvere eventuali problemi di connessione) e nome skype al mio indirizzo paolorove@gmail.com – chi non fornisce questi dati non potrà partecipare.
Questo il file 005
005 legge quorum dd elaborato a BZ il 5-09-11
Ecco quanto elaborato:
Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta
Obiettivi votati assieme – incontro a Bolzano 5-09-11
Livello di comune, provincia, città metropolitana, regione
Quorum
Trasparenza
Obbligatorietà seguito iniziative
Referendum obbligatori su modifiche costituzionali e trattati internazionali
Libretto informativo
Iniziative di legge a voto popolare
Raccolta firme senza funzionario
Revoca
Referendum opzionale
DD nella informazione
Firme via internet
Diritto dei cittadini di poter deliberare su tutte le materie di competenza degli eletti a tutti i livelli
Indennità dei parlamentari è approvata dal popolo
Art. 67 – Revoca
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 67. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
(su ispirazione dell’art. 72 cost. Venezuela)
Diventa:
Art. 67. – Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
I membri del parlamento eletti o nominati sono soggetti a revoca. Trascorso un anno del mandato della persona eletta o nominata, un numero di elettori pari ad almeno il 12% degli aventi diritto al voto del collegio elettorale di pertinenza o l’1% dell’insieme nazionale, può presentare una richiesta di votazione per la revoca del mandato. Quando la maggioranza dei votanti si esprime a favore della revoca, il mandato del parlamentare sarà considerato revocato e dovrà essere intrapresa un’azione immediata per ricoprire la posizione vacante, con le modalità previste dalla legge.
Art. 69 – Indennità degli eletti
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge.
Diventa:
Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto in un intervallo compreso tra il – 50% e il + 50% della media europea.
Gli altri articoli non sono stati toccati e rimangono quelli della versione 004 da cui partiremo nelle prossime riunioni.
di Paolo Michelotto
in preparazione dell’incontro del 5 settembre a Bolzano nella sede di Più Democrazia e con gli amici interessati, ho condensato in questa presentazione slide il percorso fatto finora e il testo finora emerso dalle discussioni e presente nel forum:
Qui la presentazione con la bozza 004
di Paolo Michelotto
durante l’ultima riunione su Skype (19-08-11) per discutere il testo della proposta di legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta, abbiamo pensato che il modo migliore per arrivare a un buon testo è ancora quello della discussione dal vivo.
Almeno ora che ci siamo fatti delle idee chiare sulla situazione attuale e su dove vogliamo arrivare. Ai presenti andava bene incontrarsi per una volta a Bolzano, Thomas Benedikter e Stephan Lausch hanno accettato e messo a disposizione la saletta che utilizzano per gli incontri di Mehr Demokratie. Quindi ci incontriamo lunedì 5 settembre 2011 ore 11 in Via Argentieri 15 – Bolzano.
La sede è in Via Argentieri 15 – (5 minuti dalla stazione passando per viale Stazione, oltrepassando in diagonale piazza Walther, salendo il vicolo con a fianco l’albergo Città sbucando in Via Argentieri e girando poi subito a sinistra per arrivare al numero civico 15).
L’incontro è fissato alle ore 11 del mattino. Chiunque sia interessato può partecipare. L’ideale sarebbe leggere prima dell’incontro tutte le proposte che sono state formulate finora e che si trovano qui:
http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale
Chi pensa di venire avvisi sul forum o sul blog. Non sappiamo cosa uscirà, ma sarà ancora una bozza integrabile da chi non è potuto venire.
di Paolo Michelotto
sarò lontano dal blog alcune settimane.
Per chi vuole nel frattempo pensare alle legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta, ci sono alcune possibilità:
1. andare sul forum e leggere e commentare quanto scritto finora:
2. considerare la nuova idea di fissare l’indennità dei parlamentari con un referendum:
http://quorum.forumattivo.it/t98-art-69-indennita-dei-parlamentari-e-approvata-dal-popolo
di Paolo Michelotto
da più di un mese stiamo discutendo e ci stiamo impegnando a realizzare la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare la democrazia diretta. Ma poi, dopo avere scritto la versione definitiva e aver raccolto le firme e aver depositato il tutto nel parlamento, cosa succede?
Praticamente nulla. Ecco cosa dice il Sen Carlo Vizzini, presidente della 1° Commissione permanente affari costituzionali legislatura XVI.
E allora perchè proseguire?
1. perchè non sempre nella storia le cose proseguono nelle maniere previste e con tempi costanti. E a volte essere al posto giusto nel momento giusto con una proposta di legge già firmata e depositata, magari in un periodo di turbolenza politica o finanziaria, può farla diventare realtà. L’Argentina, l’Islanda, la Bolivia e molti altri paesi ci mostrano che a volte le speranze più impossibili diventano realtà quando meno lo si aspetta. E l’Italia nei prossimi mesi vivrà momenti drammatici, con esigenze drammatiche. Se ci fossero delle proposte già ben chiare e delineate, delle vie di uscita verso una situazione di speranza, potrebbero essere intraprese.
2. perchè se raccogliamo tante firme più delle 50.000 previste, immaginiamo e non è impossibile, dato il clima politico, qualche milione, farebbero molta più fatica ad ignorare noi cittadini
3. perchè intanto introduciamo nell’agenda politica di questo parlamento e dei partiti italiani che sosterranno questa legge i temi della democrazia diretta, dell’abolizione del quorum, della revoca degli eletti.
4. perchè così ci contiamo e creiamo rete tra noi cittadini.
5. perchè come disse Martin Luther King “I sogni non sempre si realizzano. Ma non perché siano troppo grandi o impossibili. Perché noi smettiamo di crederci.”
Ricordo che la prossima riunione skype aperta a tutti coloro sono interessati a discutere i contenuti della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta sarà dopo il 15 agosto 2011. Qui puoi indicare la tua presenza e la preferenza per la data esatta.
http://doodle.com/fq8fsuq662rpnv2k
Ricordati di indicare il tuo nome skype nei commenti del sondaggio doodle, altrimenti non sarai chiamata/o.
di Paolo Michelotto
Roberto Brambilla (consigliere di lista civica) mi ha inviato il testo esatto della mozione che lui ha presentato in Consiglio Comunale di Concorezzo (MB) il 25 maggio 2011. E che riporto qui in allegato e in esteso.

È stata scritta in collaborazione con Dario Rinco ed è un buon esempio anche per altri comuni italiani. Era stata anche inserita nel libro “Vivere meglio con Più Democrazia” che si può scaricare qui.
Finora non è stata minimamente presa in esame dal consiglio comunale, per cui Roberto sta pensando di percorrere altre strade, visto che il Regolamento sui Referendum manca da 10 anni e si potrebbe configurare il reato di Omissione d’Atti d’Ufficio. Ma mi aggiornerà presto sulle decisioni prese. Tra le altre cose sostiene con forza l’idea di fare una legge di iniziativa popolare nazionale per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta e non esclude di portare avanti una iniziativa analoga a livello locale nel suo comune, contemporaneamente.
2011-02 Bozza regolamento referendum Concorezzo vers 4
Proposta di modifica dello statuto comunale Concorezzo vers. 1.0
Ecco i testi estesi:
Proposta di cambiamento dello statuto comunale agg. 20 maggio 2011 (continua…)
di Paolo Michelotto
1. la maggioranza dei votanti (12 su 14) ha scelto di incontrarsi per la riunione skype martedì 5 luglio ore 21. Sarà Dario a chiamare tutti. IMPORTANTE lasciare il proprio recapito skype come commento qui: http://doodle.com/ni3h43xuw48fsket altrimenti Dario non potrà contattare.
2. Dario chiede di collegarsi 5 minuti prima per risolvere eventuali problemi di connessione. Quindi alle 20,55 di martedì 5 luglio, dobbiamo attivare skype così Dario ci manda la chiamata
3. Dario ha scoperto che possiamo arrivare a 25 persone con una riunione skype. Per ora gli iscritti alla riunione siamo 12. Quindi altri si possono aggiungere.
4. Ho creato una sezione sul forum chiamata “fase 4: dalle idee al testo finale”. In cui possiamo mettere le nostre idee.
5. Comincio io mettendo la bozza 003 della proposta di legge, che non è altro che la 002 in cui sono state inserite le osservazioni e le correzioni di Dario, fatte la settimana scorsa. Se ci va possiamo usarla come punto di partenza iniziale.
6. l’amico Fulvio Rebesani di Vicenza, laurea in giurisprudenza e impegno sociale, politico e nei sindacati durato una vita, ha mandato un documento molto interessante con le sue valutazioni sulla proposta. Che allego qui PROP LEX INIX POOP VI 011 e metto anche sul forum qui. E’ da leggere con attenzione e da non sottovalutare. Da usare come critica costruttiva per realizzare una proposta migliore.
7. sono 15 per ora le città dove qualcuno, singolo, gruppo, associazione o movimento o partito ha deciso di dare una mano a raccogliere le firme. Le ultime che si sono aggiunte sono Lecce e Mantova. E non c’è ancora un testo…
8. questa è la bozza 003, da cui se vorremo possiamo partire con la discussione. E’ derivata dalla bozza 002 con aggiunte le correzioni e le osservazioni fatte da Dario la settimana scorsa. modifica_costituzionale 03 Le correzioni fatte rispetto alla 002 sono in colore blu.
9. ho inserito nel forum anche alcuni articoli della costituzione della Repubblica Svizzera, riguardanti la democrazia diretta in quel paese, che sono molto interessanti per formulazione e chiarezza.
di Paolo Michelotto
nei giorni scorsi abbiamo proposto e votato le idee da inserire nella legge. Ora bisogna scrivere il testo della legge. Oggi Dario propone di realizzare una riunione skype per cominciare a discutere sul testo della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Lui ha scritto che occorrono 60 secondi. Io ho impiegato 15 secondi per aprire il link di doodle, scrivere il mio nome e votare. La riunione è aperta a tutti, Dario ha una connessione internet veloce per cui dovremmo riuscire a collegarci e parlare anche più di 10 persone.
Ha scritto questo post nel forum:
Visto che avevo proposto modifiche alla bozza 02 alle quali non ho letto nessuna controindicazione, direi che potrebbe essere utile parlarci magari su skype per velocizzare il modo di procedere.
Propongo, a tutti quelli che lo vogliono, di utilizzare questo link http://doodle.com/ni3h43xuw48fsket
per confermare la presenza alla riunione skype (o altro programma). Doodle non richiede iscrizioni e dunque bastano 60 secondi per iscriversi alla riunione e si può sempre modificare la propria scelta. E’ una prima riunione e si sono scelti, per adesso, solo 2 giorni (venerdì 1/07 e martedì 5/7). In base a ciò che emergerà saremo in grado di definire magari meglio un’eventuale altra riunione entro il 9/7.
Per poter partecipare si deve ovviamente aver installato skype sul proprio PC e avere un microfono per poter dialogare con altri.
E’ necessario comunicare il proprio “contatto skype” per dar modo, a chi organizza, di creare un apposito “gruppo di discussione”.
di Paolo Michelotto
per limiti biologici ho fotografato i risultati delle votazioni delle proposte da inserire nella legge di iniziativa popolare alle ore 6 del 29 giugno 2011. Ed ho creato questa immagine definitiva, dove ho messo in ordine di voto SI le varie proposte. (Clicca sull’immagine per vederla più grande.)
Ora dobbiamo proseguire e trasformare queste idee in testo di legge. Che metodo usiamo?
Visto che commentare qui poi si perde quando il post diventa vecchio, idem su FB, ho aperto una apposita sezione del forum dove ognuno può suggerire la strada da percorrere.
http://quorum.forumattivo.it/f10-abbiamo-votato-ora-come-proseguiamo-nello-scrivere-la-legge
Le norme a cui dobbiamo sottostare sono: l’art. 71 della costituzione e la legge ordinaria 352/70.
Art. 71 Costituzione
Art. 71. L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
Testo della Legge 25/05/70 n° 352 Riguardanti la iniziativa del popolo nella formazione delle leggi:
TITOLO IV
Iniziativa del popolo nella formazione delle leggi
48. La proposta, da parte di almeno 50 mila elettori, dei progetti di legge ai sensi dell’articolo 71, comma secondo, della Costituzione, deve essere presentata, corredata delle firme degli elettori proponenti, al Presidente di una delle due Camere. Spetta a tale Camera provvedere alla verifica ed al computo delle firme dei richiedenti al fine di accertare la regolarità della richiesta.Possono essere proponenti i cittadini iscritti nelle liste elettorali, previste dal testo unico 20 marzo 1967, n. 223, e coloro che siano muniti di una delle sentenze di cui al primo ed all’ultimo comma dell’articolo 45 del testo anzidetto.
————————
49. La proposta deve contenere il progetto redatto in articoli, accompagnato da una relazione che ne illustri le finalità e le norme. Si applicano, per ciò che riguarda le firme dei proponenti, la loro autenticazione e i certificati da allegare alla proposta, le disposizioni degli articoli 7 e 8. I fogli recanti le firme debbono riprodurre a stampa il testo del progetto ed essere vidimati secondo il disposto dell’articolo 7. Non sono validi i fogli che siano stati vidimati oltre sei mesi prima della presentazione della proposta. Se il testo del progetto supera le tre facciate di ogni foglio, esso va contenuto in un foglio unito a quello contenente le firme, in modo che non possa essere distaccato, e da vidimarsi contemporaneamente a quello.
di Paolo Michelotto
stanotte 28 giugno 2011, alle ore 24, terminerà la possibilità che tutti abbiamo di proporre idee e di votare quelle degli altri, da introdurre nella legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.
Inoltre puoi proporre di aiutare nella tua città qui:
http://quorum.forumattivo.it/f3-io-mi-impegnero-in-questa-citta
Già in 10 città di saranno persone o gruppi che hanno offerto il loro sostegno.
Poi cominceremo a dibattere sul testo con cui queste idee verranno formulate.
Qui puoi votare le proposte:
Basta iscriversi al forum (tempo 1 minuto).
Qui è spiegato passo passo come fare:
http://quorum.forumattivo.it/t16-come-registrarsi-ed-iniziare
L’idea finale è quella di procedere contemporaneamente ognuno nella propria città con la raccolta firme per la legge nazionale per togliere il quorum e per una iniziativa popolare che chieda di togliere il quorum nel proprio comune. Quindi contemporaneamente livello locale e livello nazionale. Sarà una scelta libera, che ogni gruppo farà in libertà, per ottimizzare i tempi e le fatiche. Già almeno in 3 città faremo così: a Rovereto (TN) a Trento e a Sesto San Giovanni (MI).
Federico Bonollo del M5S di Jesolo propone addirittura di procedere anche con il livello regionale (Veneto).
di Paolo Michelotto
gli organizzatori della Settimana della Democrazia Diretta, hanno fatto 2 riunioni skype il 22 e il 23 giugno e tra le altre cose abbiamo pensato:
1. visto che stiamo parlando di una legge sulla democrazia diretta, prima cosa è chiedere a tutti gli interessati (unico vincolo iscriversi a questo forum, ma è gratis e libero a tutti) se vogliono proporre cosa introdurre nella legge e soprattutto votare cosa si vorrebbe che questa legge contenesse. E questo avverrà fino al 28 giugno 2011. Dopo questa data non sarà più possibile votare.
La votazione è permessa solo a chi è iscritto al forum (chi non lo è può farlo in 1 minuto cliccando il pulsante “CONNESSIONE” sul menu orizzontale in alto a destra), si può fare una votazione multipla, e si può anche cambiare idea in un secondo momento e votare diversamente.
Questa la sezione per proporre e votare le idee da introdurre nella legge:
Leggi, proponi e vota anche TU!
2. sulla base di quanto uscirà il 28 giugno, cominceremo a discutere il testo da introdurre nella iniziativa di legge, proposta per proposta. L’ideale per noi è arrivare a una stesura condivisa entro il 15 luglio. Sembra un lavoro complessissimo, ma per fortuna abbiamo la proposta Peterlini che langue in senato dal 2009, che molti di noi pensano sarà un’ottima ossatura della nuova iniziativa di legge.
3. stiamo cercando qualche sistema per poter realizzare riunioni telefoniche con più persone (ossia con quanti vogliono contribuire con la discussione). Chi ha suggerimenti li condivida, grazie!
di Paolo Michelotto
grazie alla segnalazione di Pino Strano, riporto l’articolo scritto da Michele Ainis su L’Espresso che parla tra le altre cose dell’idea di togliere il quorum dai referendum e della revoca.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-adesso-via-il-porcellum/2154071/8
E adesso via il Porcellum
di Michele Ainis

Dopo i referendum, è la prossima tappa del risveglio civile italiano: basta con i parlamentari nominati dall’alto, cambiamo la legge elettorale per una democrazia veramente rappresentativa
(20 giugno 2011)
Una lunga notte di vigilia, poi l’alba illuminata da 4 referendum. E’ un risveglio collettivo che ha spinto 27 milioni di italiani ad affollare i seggi elettorali, dopo 16 anni, dopo 24 consultazioni popolari senza quorum. E immediatamente è cominciato il conto dei ricavi e delle perdite nella Ragioneria generale dei partiti. Errore: i partiti hanno perso in blocco, quelli di destra ma anche quelli di sinistra. Solo l’Italia dei valori (che ha promosso i quesiti sul nucleare e sul legittimo impedimento) avrebbe il diritto di cantar vittoria, però Di Pietro ha avuto il buon senso di tacere Perché c’è un segno antipartitico in questo voto popolare, c’è una domanda di ricambio, la stessa che un paio di settimane prima aveva consegnato le città italiane a una pattuglia di outsider, fuori o contro le segreterie politiche.
Ma soprattutto c’è una nuova voglia di decidere, senza filtri, senza mediazioni, senza delegare alcuna scelta ai mandarini di partito. E’ un’energia politica, quella che circola nel corpaccione della società italiana da troppo tempo in sonno. Il referendum si è limitato a intercettarla. La domanda è: come farne uso? Giacché senza canali di comunicazione fra i cittadini e la Repubblica questa energia politica si convertirà in antipolitica, in un serbatoio di malumori e di rancori.
Nessun sistema democratico può procedere spedito quando è zoppo d’ambedue le gambe; e alla democrazia italiana serve con urgenza un ortopedico. E’ zoppa la democrazia rappresentativa, perché il Porcellum ha reciso ogni contatto fra eletti ed elettori, togliendo autorità e prestigio al Parlamento. E’ zoppa la democrazia diretta, perché i costituenti ne diffidavano, temevano derive populiste, avendo già sperimentato un populista al comando per vent’anni. E c’è viceversa uno strapotere dei partiti, benché la Costituzione (art. 49) li autorizzi a “concorrere” alla politica nazionale, senza monopoli da esercitare in solitudine.
Dunque è da lì che dovremmo cominciare, da una legge sui partiti quale esiste in Germania come in Spagna, e quale fu reclamata invano da Mortati in Assemblea costituente. Per garantirne la democrazia all’interno, per porre un argine alla ferrea regola della cooptazione. O magari per asciugarne il finanziamento pubblico, insieme al privilegio di cui godono i partiti già ospitati in Parlamento: niente firme d’elettori in calce alle candidature. I nuovi partiti devono raccoglierne viceversa fino a 4.500 per circoscrizione, ed è una bella montagna da scalare. C’è poi da potenziare gli istituti di democrazia diretta, ed è forse questa la cura istituzionale più impellente. Come? Abbattendo il quorum del referendum abrogativo: stavolta l’abbiamo scavalcato, ma le campane non suoneranno sempre a festa. Affiancandovi il referendum propositivo, già previsto dalla Costituzione di Weimar del 1919, per consentire agli elettori d’esprimersi su un testo normativo forgiato dai medesimi elettori. O aggiungendovi uno strumento che discende dall’ostracismo in uso nella democrazia ateniese come antidoto ai tiranni, e che alberga in Svizzera dal 1846, negli Stati Uniti dal 1903.
Questo strumento si chiama Recall, e consiste nella revoca degli eletti immeritevoli: se tradiscono il patto stipulato con i propri elettori, gli elettori stessi possono reciderne il mandato con un voto. Magari Scilipoti non sarà d’accordo, ma gli italiani accetterebbero il regalo di buon grado. Il guaio è che la lista dei nostri desideri sbatte contro il paradosso di Ernst Fraenkel: quando i riformatori coincidono con i riformati, ben difficilmente la riforma vedrà poi la luce.
E’ lo stesso ostacolo che si mette per traverso al cambiamento della legge elettorale, la più impopolare fra le leggi italiane. Ma questo referendum ci ha informato che l’ostacolo non è del tutto insormontabile. Potrà superarlo una nuova forza politica (o anche vecchia, perché no?), se metterà in agenda riforme di sistema. Potrà provvedervi un altro referendum, come quello annunciato da Stefano Passigli sul Porcellum. E forse sarà proprio la democrazia diretta a curare i mali della democrazia indiretta.
michele.ainis@uniroma3.it
Con il gruppo di Rovereto, su suggerimento di Paolo Fabris, avevamo invitato il prof. Michele Ainis nel 2008 a una serata sulla democrazia.
http://www.cittadinirovereto.it/discussione/index.php?topic=801.0
e poi alla fine del 2008 gli avevo mandato una copia del mio libro Democrazia dei Cittadini
http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/10/michele-ainis-su-la-democrazia-dei-cittadini/
di Paolo Michelotto
si comincia a discutere della proposta. Probabilmente mercoledì i promotori della Settimana della Democrazia Diretta si ritroveranno in una riunione online per discutere l’idea insieme e sulla fattibilità giuridica e se d’accordo per portare avanti questa idea tutti insieme.
G.Riccardo Leone del Movimento 5 Stelle di Padova (alla fino ho sceperto che era stato lui a raccontare l’idea a un giornalista de Il Fatto Quoridiano) mi ha mandato un file in formato rtf dove ha sistemato meglio la bozza di legge proposta, invece che suddividerla in tre colonne, ha scritto in testo nero gli articoli costituzionali, in testo rosso le parti nuove e in testo nero barrato le parti che vengono cancellate. Aprendo questo file per esempio con OpenOffice si ha una visione d’insieme molto buona della proposta di legge.
È questo:
Infine mi sono accorto che la parte che avevo aggiunto, riguardante la Revoca, presa su esempio della Costituzione del Venezuela, non va bene perchè introduce un quorum del 25% dei votanti (e il quorum distrugge la democrazia) e poi perchè in Venezuela il presidente è eletto, mentre in Italia no. Quindi con quella formulazione si potrebbe revocare un sindaco, ma non ad esempio il presidente del consiglio. Bisogna quindi prendere in prestito le formulazioni usate nei Cantoni svizzeri (per esempio il Canton Ticino), che prevedono appunto la revoca di governo. Da domani cerco materiale.
Chi vuole aiutare nella propria città lo scriva qui. Più siamo e più veloce procederà il percorso:
di Paolo Michelotto
per chi è interessato allo strumento della Revoca degli Eletti (una votazione per togliere il mandato agli eletti), ecco un documento in Italiano, scritto da Paolo Ronchi.
E’ focalizzato sull’esperienza della Revoca negli USA. C’è la storia, le applicazioni, il funzionamento e gli sviluppi contemporanei.
UNA FORMA DI DEMOCRAZIA DIRETTA: L'ESPERIENZA DEL RECALL NEGLI STATI UNITI D'AMERICA (161)Prima pagina del capitolo 5 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 5 La revoca degli eletti
“Il valore della revoca degli eletti come strumento di governo genuinamente democratico non è stato ancora sufficientemente apprezzato… Sopra ogni altra considerazione un governo democratico deve essere mantenuto collegato con l’opinione pubblica. La revoca rende ciò più possibile… senza nessun necessario sacrificio di efficienza.”
Herbert Croly, 1914
La revoca è lo strumento democratico che permette agli elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto. La maggioranza degli stati USA (almeno 36) permettono la revoca a livello locale, 18 su 50 la permettono a livello statale.
La revoca richiede una petizione, ossia una domanda fatta per iscritto accompagnata da una raccolta di un certo numero di firme. Questo numero è generalmente più elevato di quello necessario per far partire una iniziativa. Di solito serve un numero di firme pari al 25% dei voti ottenuti dall’eletto che si vuole revocare, nelle sue ultime elezioni.
Inoltre di solito viene organizzata una elezione specifica per la revoca (negli USA, di solito le elezioni locali, statali, nazionali, per referendum e iniziative, vengono accorpate in alcune date specifiche).
I critici affermano che le revoche danno agli elettori troppo potere e squilibrano l’indipendenza di chi è nominato, rendendolo disponibile a prendere decisioni non sagge o affrettate, per mantenere il consenso dei suoi elettori…
PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)
ultimi commenti