<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il blog di paolo michelotto &#187; referendum</title>
	<atom:link href="http://www.paolomichelotto.it/blog/tag/referendum/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.paolomichelotto.it/blog</link>
	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 20:48:52 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Garanti giudicano il referendum inammissibile. Il giudice stabilisce il contrario. L&#8217;insegnamento che ci viene da Cusano Milanino (MI)</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/20/garanti-giudicano-il-referendum-inamissibile-il-giudice-stabilisce-il-contrario-linsegnamento-che-ci-viene-da-cusano-milanino-mi/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/20/garanti-giudicano-il-referendum-inamissibile-il-giudice-stabilisce-il-contrario-linsegnamento-che-ci-viene-da-cusano-milanino-mi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 21:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[cusano milanino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3731</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
su segnalazione dell&#8217;amico Dario Rinco, riporto qui quanto avvenuto in un piccolo comune milanese (Cusano Milanino), dove il comitato dei garanti aveva deciso che il referendum proposto dai cittadini era inamissibile. Il comitato referendario ha fatto ricorso al tribunale civile e il giudice ha dato torto ai &#8220;garanti&#8221; e ragione ai cittadini.

Quindi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>su segnalazione dell&#8217;amico Dario Rinco, riporto qui quanto avvenuto in un piccolo comune milanese (Cusano Milanino), dove il comitato dei garanti aveva deciso che il referendum proposto dai cittadini era <strong>inamissibile.</strong> Il comitato referendario ha fatto ricorso al tribunale civile e il giudice ha dato <strong>torto ai &#8220;garanti&#8221; e ragione ai cittadini</strong>.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/cusano.bmp"><img class="alignnone size-full wp-image-3732" title="cusano" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/cusano.bmp" alt="cusano" width="263" height="355" /></a></p>
<p>Quindi è un ottimo esempio di come si può ribattere a quando i comitati dei garanti, spesso assai poco garanti, perchè di nomina politica, ostacolano il percorso di un referendum. E so per esperienza, per averne promosso uno a Vicenza nel 2006 e 4 a Rovereto nel 2009, che i garanti trovano ogni appiglio per annullare i quesiti referendari, o per &#8220;addolcirli&#8221; o per influenzare il testo finale.</p>
<p>I cittadini, come ci mostrano a Cusano Milanino, <strong>possono rivolgersi al giudice del tribunale civile</strong>.</p>
<p>Ecco quanto scrive il comitato referendario:</p>
<p>Comunicato Stampa</p>
<p><strong>Il ricorso è stato accolto.</strong></p>
<p><strong>Il referendum comunale si farà.</strong></p>
<p>Il 14 ottobre scorso avevamo depositato il ricorso presso il Tribunale Civile di Monza chiedendo al Giudice di pronunciarsi in merito alla decisione di non ammissibilità del quesito referendario emesso dal Collegio dei Garanti del Comune di Cusano Milanino l’8 luglio 2011.</p>
<p>Il Giudice Silvia Russo della prima sezione del Tribunale Civile di Monza, dopo le udienze del 9 novembre e del 6 dicembre, esaminati gli atti e sentite la parti, ha emesso la seguente ordinanza:</p>
<p>«In accoglimento del ricorso, accertata la illegittimità della decisione assunta dal Collegio dei Garanti del referendum del Comune di Cusano Milanino, dichiara la ammissibilità del quesito referendario proposto dal Comitato promotore del referendum per il recupero e la valorizzazione ambientale dell’area industriale dismessa “ex Pirelli”; per l’effetto, ordina al Comune di Cusano Milanino di indire il suddetto referendum nel rispetto delle procedure di cui al regolamento per l’Attuazione del referendum approvato con delibera CC n. 7393 del 21 febbraio 1992 e integrato con delibera CC n. 7410 del 22 maggio 1992.»</p>
<p>Nella motivazione del proprio provvedimento il Tribunale di Monza ha riconosciuto la fondatezza di tutte le critiche che il Comitato aveva mosso nei confronti del parere negativo espresso a maggioranza dal Collegio dei Garanti, osservando quanto segue:</p>
<p>a) Il quesito referendario non è finalizzato a far abrogare atti dell’amministrazione;</p>
<p>b) Il quesito non crea, quindi, alcun danno finanziario per l’amministrazione;</p>
<p>c) Il quesito non pregiudica diritti di terzi;</p>
<p>d) Il quesito si inserisce legittimamente nel procedimento di approvazione del nuovo PGT e costituisce uno strumento di partecipazione popolare alle scelte urbanistiche del Comune conforme sia allo Statuto Comunale che alla Legge Regionale 12/2005, finalizzato alla necessaria perequazione tra interessi privati e interessi della collettività.</p>
<p>Siamo soddisfatti dell’esito di questa vicenda che vede così escluso il rischio che si era prefigurato: impedire ai cittadini il ricorso al referendum e vedersi negata la possibilità di esprimere la propria opinione sul tema importante del recupero dell’area ex Pirelli.</p>
<p>Il referendum probabilmente si farà. Fino a quella data noi continueremo la nostra campagna per dare un’informazione chiara e corretta e divulgare le nostre ragioni.</p>
<p>Ci preme sottolineare fin d’ora l’importanza della partecipazione di tutti alla consultazione. L’uso della democrazia diretta è un innanzitutto un impegno personale e proprio per questo deve essere compiuto.</p>
<p>Un ringraziamento non formale all’avv. Steno Dondè e alla dott.ssa Aurora Borghesani che hanno sostenuto e vinto questa causa.</p>
<p>Il Comitato promotore</p>
<p>Cusano Milanino, 16 dicembre 2011</p>
<p>Qui il sito del comitato:</p>
<p><a href="https://sites.google.com/site/cusanoexpirelli/home">https://sites.google.com/site/cusanoexpirelli/home</a></p>
<p>Qui il comunicato del sindaco. Notare come ipocritamente tenti di dire che il referendum è un costo eccessivo e che pure il ricorso in tribunale è un costo eccessivo per il comune.</p>
<p><a href="http://www.comune.cusano-milanino.mi.it/spipnew/spip.php?article1412">http://www.comune.cusano-milanino.mi.it/spipnew/spip.php?article1412</a></p>
<p>Edit del 22-01-12</p>
<p>L&#8217;articolo su Il Giorno. La data per il referendum è fissata per il 1° aprile 2012. Inoltre parlano di 120.000 euro. Con 20.000 abitanti. Nel <a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-costi-dei-referendum-e-della-propaganda-del-comune/">2005 Rovereto </a>con 36.000 abitanti spese 31.600 euro. Forse che la democrazia a Cusano Milanino costa di più che a Rovereto?</p>
<p>Alcune ipotesi:</p>
<p>- il Sindaco dice bugie oppure<br />
- il Sindaco è incompetente oppure<br />
- la democrazia a Cusano Milanino costa 8 volte di più che a Rovereto oppure<br />
- i referendum in Lombardia sono gestiti dalla &#8216;ndrangheta.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/2012_01_21-il-giorno.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3746" title="2012_01_21 il giorno" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/2012_01_21-il-giorno-488x1024.jpg" alt="2012_01_21 il giorno" width="488" height="1024" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/20/garanti-giudicano-il-referendum-inamissibile-il-giudice-stabilisce-il-contrario-linsegnamento-che-ci-viene-da-cusano-milanino-mi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Scozia, il referendum (plebiscito) per l&#8217;indipendenza e i giochi dei partiti</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/09/la-scozia-il-referendum-plebiscito-per-lindipendenza-e-i-giochi-dei-partiti/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/09/la-scozia-il-referendum-plebiscito-per-lindipendenza-e-i-giochi-dei-partiti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 20:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia tradita]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[scozia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3688</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

i fatti: dal 1998 gli Scozzesi hanno una automia molto spinta, che chiamano &#8220;Devolution&#8221;, ottenuta dopo un referendum consultivo del 1997. Hanno un parlamento scozzese, ma non hanno l&#8217;autonomia finanziaria dal Regno Unito.
Nel maggio 2011 il partito nazionalista scozzese, lo Scottish National Party (SNP) ha vinto le elezioni scozzesi con il 45% dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Scotland.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3689" title="Scotland" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Scotland.jpg" alt="Scotland" width="359" height="307" /></a></p>
<p>i fatti: dal 1998 gli Scozzesi hanno una automia molto spinta, che chiamano &#8220;Devolution&#8221;, ottenuta dopo un referendum consultivo del 1997. Hanno un parlamento scozzese, ma non hanno l&#8217;autonomia finanziaria dal Regno Unito.</p>
<p>Nel maggio 2011 il partito nazionalista scozzese, lo Scottish National Party (SNP) ha vinto le elezioni scozzesi con il 45% dei voti. Poichè come in Italia c&#8217;è un premio di maggioranza per il vincitore, il SNP ha <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Scottish_Parliament">69 membri su 129</a>, ossia la maggioranza assoluta, per cui governa da solo la Scozia.</p>
<p>Uno dei cavalli di battaglia del SNP prima delle elezioni era la richiesta di indire un referendum (in realtà visto che è calato dall&#8217;alto dai governanti, e non richiesto dai cittadini, un PLEBISCITO) sulla indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Non aveva specificato quando. Ora sembra orientato a tenerlo nel penultimo anno di questa legislatura di 4 anni, ossia nel 2014. Il 2014 coincidenza è anche il 700° anniversario della battaglia Bannockburn che aveva permesso di mantenere allora l&#8217;indipendenza.</p>
<p>I sondaggi dicono che i cittadini scozzesi sono nella stragrande maggioranza favorevoli a rimanere nel Regno Unito, <a href="http://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-16473265">solo dal 28% al 38%</a> vorrebbero l&#8217;indipendenza.</p>
<p>In questi giorni il governo britannico chiede che venga fissata la data del referendum entro 18 mesi, ossia un anno prima di quanto ha programmato di fare il SNP. L&#8217;SNP ovviamente risponde in maniera indignata parlando di interferenze nella democrazia scozzese, da parte di partiti come il Conservatore e Liberali che in Scozia hanno rispettivamente 15 e 5 membri del parlamento.</p>
<p>Finiti i fatti il commento. I partiti SNP, Conservatore e Liberali stanno giocando con strumenti di democrazia diretta o simili. Infatti parlano di plebiscito (votazione popolare indetta da chi governa) ma lo chiamano referendum. Parlano di date favorevoli per il SNP il 2014 (penultimo anno di governo e 700° anniversario della battaglia per indipendenza) e favorevoli per i conservatori e liberarli (entro il 2013) con sondaggi che mostrano attualmente scarso sostegno all&#8217;idea dell&#8217;indipendenza. Inoltre discutono se introdurre oltre al SI o NO secco all&#8217;indipendenza (Conservatori e Liberali) una terza domanda più soft che chieda solo l&#8217;indipendenza finanziaria e fiscale (l&#8217;SNP). Il motivo è ovvio. Stanno tramutando questa consultazione dei cittadini da un fatto di democrazia diretta a un fatto di sostegno o distruzione di un partito.</p>
<p><strong>Quindi questi partiti utilizzano gli strumenti di democrazia diretta (anzi finti strumenti di democrazia diretta come il plebiscito), solo per rafforzare il loro potere, non certo per una sincera voglia di democrazia.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/09/la-scozia-il-referendum-plebiscito-per-lindipendenza-e-i-giochi-dei-partiti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>bozza 022 iniziativa quorum zero e più democrazia e ricerca nuova data incontro</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/03/bozza-022-iniziativa-quorum-zero-e-piu-democrazia-e-ricerca-nuova-data-incontro/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/03/bozza-022-iniziativa-quorum-zero-e-piu-democrazia-e-ricerca-nuova-data-incontro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 22:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa quorum zero e più democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3663</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

oggi ci siamo incontrati nella 16^ riunione skype, poi siamo passati su voxli perchè eravamo in numero troppo alto per skype.
Abbiamo deciso di introdurre il Referendum Propositivo che abbiamo chiamato articolo 74 bis.
Questo il testo dell&#8217;articolo:

Art. 74 bis &#8211; È indetto referendum popolare propositivo per deliberare in tutto od in parte una nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/22-democrazia-diretta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3665" title="22 democrazia diretta" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/22-democrazia-diretta.jpg" alt="22 democrazia diretta" width="288" height="288" /></a></p>
<p>oggi ci siamo incontrati nella 16^ riunione skype, poi siamo passati su voxli perchè eravamo in numero troppo alto per skype.</p>
<p>Abbiamo deciso di introdurre il Referendum Propositivo che abbiamo chiamato articolo 74 bis.</p>
<p>Questo il testo dell&#8217;articolo:</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Art. 74 bis &#8211; È indetto referendum popolare propositivo per deliberare in tutto od in parte una nuova legge od atto avente valore di legge oppure per deliberare la modifica di un analogo provvedimento vigente, quando lo richiedono il 2% degli elettori o 3 Consigli regionali.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">In caso di esito positivo, il legislatore è tenuto a dare attuazione al referendum entro 90 giorni dallo spoglio delle schede. Il legislatore non può modificare o derogare il referendum propositivo prima che siano trascorsi 10 anni dalla sua entrata in vigore. Il referendum propositivo è modificabile o derogabile da un altro referendum in qualsiasi momento.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Qui la bozza 022</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/022-iniziativa-quorum-zero-e-più-democrazia.odt">022 iniziativa quorum zero e più democrazia</a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Decidiamo il prossimo incontro qui:</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><a href="http://www.doodle.com/p9kkrr26g6kk7uxy">http://www.doodle.com/p9kkrr26g6kk7uxy</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Dobbiamo ancora valutare se inserire questi:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<table style="height: 650px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="558">
<colgroup>
<col width="128*"></col>
<col width="128*"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="50%"></td>
<td width="50%"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="50%"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">«Art. 75 ter. – <span style="color: #000000;">La  			raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e 			 delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, 			può  avvenire su supporto sia cartaceo che 			elettronico-informatico.</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge definirà le forme più funzionali ed economiche per 			consentire le votazioni popolari.».</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">«Art. 75 ter. – <span style="color: #000000;">La  			raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e 			 delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, 			può  avvenire su supporto sia cartaceo che 			elettronico-informatico.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" lang="it-IT"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="background: transparent">Le  			firme possono essere autenticate da un cittadino o cittadina 			 iscritto/a nelle liste elettorali del comune che su sua richiesta 			è  stato/a all’uopo incaricato/a entro 3 giorni dal/la sindaco. 			La  cittadina o il cittadino incaricata/o dal sindaco esercita una 			 funzione pubblica ed è quindi soggetta/o alle norme, doveri e 			 responsabilità penale validi per l’esercizio di dette funzioni.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge definirà le forme più funzionali ed economiche per 			consentire le votazioni popolari.».</span></span></span></td>
<td width="50%"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Su esempio della 			legge sudtirolese così chiediamo che i cittadini possano 			diventare autenticatori.</span></span></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="50%"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 75 yyy </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"><span style="background: transparent">Se  			non viene raggiunto il numero di firme richiesto per il referendum 	 		propositivo, bensì solo quello richiesto per l’iniziativa 			popolare a  voto popolare la richiesta può essere modificata in 			richiesta di  iniziativa popolare a voto popolare. Se non viene 			raggiunto il numero  di firme richiesto per l’iniziativa popolare 			a voto popolare la  richiesta può essere modificata in una 			iniziativa a voto parlamentare  oppure, se non viene raggiunto il 			numero di firme previste per la  iniziativa popolare a voto 			parlamentare la richiesta può essere  modificata in petizione.</span></span></span></span></span></span></span></span></td>
<td width="50%"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Su  esempio della 			legge sudtirolese, così se non si raccolgono il 2% di  firme si 			usa lo strumento che prevede 1% se neppure, allora lo  strumento 			che prevede 0,1% e altrimenti la petizione. Così non si  butta 			nessuna firma raccolta</span></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/03/bozza-022-iniziativa-quorum-zero-e-piu-democrazia-e-ricerca-nuova-data-incontro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il PD vuole porre ostacoli alla raccolta firme per i referendum: paura dei cittadini?</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/19/il-pd-vuole-porre-ostacoli-alla-raccolta-firme-per-i-referendum-paura-dei-cittadini/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/19/il-pd-vuole-porre-ostacoli-alla-raccolta-firme-per-i-referendum-paura-dei-cittadini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi dem. rappresentativa]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta firme]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3613</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
nell&#8217;aprile 2011 il capogruppo del PD Franceschini (non quindi un deputato qualunque, ma colui che rappresenta tutti i deputati del PD e quindi il loro pensiero), ha presentato una assurda legge che vuole rendere più difficili le già difficili procedure per la raccolta delle firme per i referendum.

Mentre in Svizzera chiunque può raccogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>nell&#8217;aprile 2011 il capogruppo del PD Franceschini (non quindi un deputato qualunque, ma colui che rappresenta tutti i deputati del PD e quindi il loro pensiero), ha presentato una assurda <strong>legge che vuole rendere più difficili le già difficili procedure per la raccolta delle firme per i referendum.</strong></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/franceschini-dario-thumb.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3615" title="franceschini dario-thumb" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/franceschini-dario-thumb.jpg" alt="franceschini dario-thumb" width="280" height="210" /></a></p>
<p>Mentre in Svizzera chiunque può raccogliere le firme, che poi vengono verificate tutte a campione dagli uffici elettorali confrontandole agli appositi registri firme, addirittura pubblicano il modulo sui giornali su una pagina fronte retro e ai cittadini basta ritagliarla e compilarla con le firme, e in California le petizioni per le raccolte firme per le revoche e i referendum vengono raccolte anche mandando le schede via internet, e la verifica viene fatta a posteriori e mentre in Europa (e quindi anche in Italia) per la Iniziativa dei Cittadini Europei &#8211; ICE &#8211; dal 2012 sarà prevista anche la raccolta via internet con procedure certificate, mentre tutto questo avviene nel mondo, Franceschini, capogruppo del PD propone misure più restrittive.</p>
<p>Propone che <strong>solo i Sindaci e i funzionari comunali nominati da loro </strong>possano legalmente raccogliere firme (oltre a Notai, Segretari Comunali e Cancellieri dei Tribunali che notoriamente non partecipano MAI alla raccolta firme). E la cosa più VERGOGNOSA è che dice che la motivazione è quella di impedire abusi nella presentazione delle liste elettorali. E dimentica la soluzione più banale: obbligare a un controllo a posteriori, aumentare la pena per chi imbroglia, oggi inesistente e soprattutto il carattere di urgenza dell&#8217;esame e dell&#8217;eventuale processo (il Piemonte oggi è governato dal centro destra grazie a una lista che si è presentata con firme false &#8211; l&#8217;esito del processo avverrà a fine mandato, ossia dopo più di 5 anni).</p>
<p>Chi ha mai raccolto firme per referendum sa che ciò distruggerà per sempre la possibilità di usare questo strumento.</p>
<p>Mi torna in mente il caso di Rovereto, dove dopo aver raccolto con notevole fatica le firme per 4 referendum comunali, tutti i partiti &#8211; escluso i verdi &#8211; , tra cui il PD, improvvisamente aumentarono quasi triplicando il numero delle firme necessarie per attivare i referendum, con la motivazione che nel futuro avrebbero abbassato il quorum. Questo nel 2009. Il quorum nel frattempo è rimasto com&#8217;era al 50% mentre le firme sono triplicate.</p>
<p>Questa è PAURA DEI CITTADINI, PAURA DELLA DEMOCRAZIA, il resto sono chiacchere.</p>
<p>Questa è la vergognosa proposta di legge FRANCESCHINI:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/proposta-di-legge-Franceschini.pdf">proposta di legge Franceschini</a></p>
<p>E condivido quanto scritto da Antonio Di Pietro:</p>
<p><em>Zitto zitto, il capogruppo del Pd Dario Franceschini ha presentato alla commissione Affari costituzionali della Camera<a href="http://www.camera.it/Camera/view/doc_viewer_full?url=http%3A//www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0048260.pdf&amp;back_to=http%3A//www.camera.it/126%3FPDL%3D4294%26leg%3D16%26tab%3D2" target="_blank"> <strong>una legge fatta apposta per togliere un altro po&#8217; di democrazia e di potere ai cittadini</strong> </a>. Se verrà approvata, il compito di <strong>verificare l&#8217;autenticità delle firme per i referendum</strong> non sarà più dei consiglieri comunali e provinciali <strong>ma solo dei sindaci</strong> e dei funzionari da loro delegati.<br />
Anche i bambini capiscono che in questo modo<strong> il potere dei partiti </strong>sulla possibilità di indire referendum si moltiplicherà.<strong> I quesiti che non piacciono né al Pd né al Pdl</strong> verranno semplicemente fucilati dai primi cittadini. E di quesiti di  quel genere ce ne sono tanti anche in tempi normali, quando non stanno  come adesso nella stessa maggioranza.<br />
Altra logica dietro la presentazione di questa legge non ci può essere. Perché mai affidare il potere di <strong>convalidare le firme solo ai sindaci dovrebbe garantire un miglior controllo</strong>, infatti, lo sa solo Franceschini.<br />
Così in realtà<strong> si toglie la principale caratteristica alla raccolta di firme: il volontariato.</strong> Infatti sono perloppiù volontari i cittadini che si adoperano per spiegare i quesiti e chiedere le firme, e lo fanno <strong>per senso civico e passione politica. </strong>I  sindaci non potranno stare appresso a tutti i banchetti e i funzionari  vorranno essere pagati per gli straordinari. Da chi? Dai Comuni che sono  senza risorse? Dai volontari promotori? Anche se fossero solo 15 euro a  banchetto si tratterebbe di centinaia di migliaia di euro che nessun  comitato promotore formato solo da cittadini sarebbe in grado di pagare.<br />
Qualche giornale ha scritto che questo è un dispetto all&#8217;Italia dei Valori. Non è vero. La norma ammazza-referendum <strong>è un dispetto fatto proprio a quei cittadini</strong> che grazie alla raccolta firme referendaria hanno bocciato il nucleare,  difeso l&#8217;acqua e i beni pubblici, affondato le leggi ad personam,  chiesto di poter votare con una legge elettorale democratica.<br />
Non sono tutti elettori dell&#8217;IdV. Sono di tutti i partiti, moltissimi del Pd ma molti anche del Pdl. <strong>Senza contare coloro, e sono numerosissimi, che non si sentono rappresentati da nessun partito.</strong> E&#8217; a tutti loro che il capogruppo democratico vuol fare non un dispetto ma un gravissimo torto.<br />
A loro e alla democrazia, di cui in questo Paese tutti i partiti parlano ma sembra che pochi la sopportino. <strong>Prima si sono fatti una legge elettorale che riempie</strong> il Parlamento di nominati invece che di eletti dal popolo. Ci  vorrebbero non più di due settimane per cambiarla e ripristinare, per  prima cosa, le preferenze. Diciamo le cose come stanno: se non lo si fa è  perché a quasi tutti i partiti il potere di nominare i parlamentari va  benissimo.<br />
<strong>Poi è arrivato un governo composto da persone anche loro nominate</strong> e non elette da nessuno. Quindi quel governo ha imposto una manovra  pesantissima, che cambia la vita di milioni di italiani, praticamente  senza passare per il Parlamento. <strong>Adesso vogliono togliere anche quel poco di democrazia diretta</strong> che c&#8217;è grazie ai referendum.<br />
Io non voglio fare troppa polemica, ma mi permetto di dire a Dario  Franceschini che non è così che si salva l&#8217;Italia. Così, amici del Pd,  la si condanna.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/19/il-pd-vuole-porre-ostacoli-alla-raccolta-firme-per-i-referendum-paura-dei-cittadini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Abbiamo terminato la stesura della legge costituzionale di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/02/abbiamo-terminato-la-stesura-della-legge-costituzionale-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/02/abbiamo-terminato-la-stesura-della-legge-costituzionale-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 20:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[legge democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3522</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

ieri 2 dicembre 2011 abbiamo terminato la stesura della legge costituzionale di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Avevamo iniziato la discussione online nel giugno 2011, poi abbiamo continuato nell&#8217;apposito forum, con 2 incontri dal vivo e con 12 incontri su skype e con innumerevoli scambi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/legge-democrazia-diretta.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-3524" title="legge democrazia diretta" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/legge-democrazia-diretta.jpeg" alt="legge democrazia diretta" width="480" height="360" /></a></p>
<p>ieri 2 dicembre 2011 abbiamo terminato la stesura della legge costituzionale di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Avevamo iniziato la discussione online nel giugno 2011, poi abbiamo continuato nell&#8217;apposito forum, con 2 incontri dal vivo e con 12 incontri su skype e con innumerevoli scambi di email tra i componenti del gruppo che stava lavorando attivamente.</p>
<p>Questa bozza 017 quasi finale ha come novità l&#8217;art. 50 che parla delle petizioni, in cui noi abbiamo specificato che possono essere iniziate da residenti e non solo da cittadini e dai 16 anni in su. E inoltre, importante, abbiamo scritto che <strong>ci deve essere risposta alla petizione entro 3 mesi.</strong></p>
<p>Inoltre abbiamo stabilito come deve essere scritto l&#8217;art. 138 per la revisione della costituzione, che ora prevede il <strong>diritto di iniziativa popolare con esito la votazione.</strong></p>
<p>Qui la bozza 017 con tutti gli articoli discussi:</p>
<h4><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/017-legge-quorum-DD.doc">scarica qui la bozza 017 legge quorum DD</a></h4>
<p>Manca ancora una illustrazione completa della proposta e una illustrazione sintetica e poi dobbiamo stabilire come procedere per attivarci a raccogliere le firme. L&#8217;idea era di partire da gennaio e terminare a giugno 2012 in coincidenza della seconda Settimana della Democrazia Diretta.</p>
<p>Per decidere questi passi ulteriori, ci si trova su doodle. Indichiamo la data che ognuno di noi preferisce qui e se è la prima volta, il nome del contatto skype.</p>
<h4><strong><a href="http://www.doodle.com/6zx72fzysrkpnxef">http://www.doodle.com/6zx72fzysrkpnxef</a></strong></h4>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/02/abbiamo-terminato-la-stesura-della-legge-costituzionale-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stuttgart 21 &#8211; Il referendum per la nuova stazione di Stoccarda: un esempio di democrazia diretta in funzione</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/01/stuttgart-21-il-referendum-per-la-nuova-stazione-di-stoccarda-un-esempio-di-democrazia-diretta-in-funzione/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/01/stuttgart-21-il-referendum-per-la-nuova-stazione-di-stoccarda-un-esempio-di-democrazia-diretta-in-funzione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 18:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[stoccarda]]></category>
		<category><![CDATA[stuttgart 21]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3517</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 27 Novembre 2011 nel lander del Baden-Württemberg si è tenuto un importante referendum per decidere se realizzare oppure no il progetto Stuttgart 21. Un megaprogetto riguardante la costruzione di una nuova stazione ferroviaria che prevedeva anche l&#8217;alta velocità,  che aveva suscitato dubbi, perplessità, sostegno e opposizione. Invece di fermarsi alle sole proteste, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 27 Novembre 2011 nel lander del Baden-Württemberg si è tenuto un importante referendum per decidere se realizzare oppure no il progetto Stuttgart 21. Un megaprogetto riguardante la costruzione di una nuova stazione ferroviaria che prevedeva anche l&#8217;alta velocità,  che aveva suscitato dubbi, perplessità, sostegno e opposizione. Invece di fermarsi alle sole proteste, i cittadini hanno fatto uso dello strumento del referendum. E l&#8217;esito è stato che i cittadini del Laender vogliono a grande maggioranza che questo progetto venga realizzato. Questo ha messo in evidenza alcune cose interessanti:</p>
<p>1. la democrazia diretta non si presta facilmente a considerazioni partitiche. Gli iniziatori del referendum (vicini al partito Verde) avevano i sondaggi a favore, ma la maggioranza dei votanti ha detto che si deve procedere. E i promotori del referendum hanno comunque accettato democraticamente l&#8217;esito.</p>
<p>2. il presidente del Laender ha detto chiaramente che si deve togliere il quorum dallo strumento referendario. Un ulteriore passo verso una migliore democrazia nel mondo&#8230;</p>
<p>3. con un referendum realizzato con trasparenza e chiarezza, si possono prendere decisioni importanti anche del valore di miliardi di euro. E una volta prese le decisioni con maggioranza democratica, esse possono venire attuate più speditamente.</p>
<p>Ecco l&#8217;immagine con la scheda del referendum:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/stutgart-21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3518" title="stutgart 21" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/stutgart-21.jpg" alt="stutgart 21" width="470" height="720" /></a></p>
<p>Questa l&#8217;immagine di ringraziamento post &#8211; voto del comitato a favore del progetto e quindi del voto NO</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/stuttgart-21-danke.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3519" title="stuttgart 21 danke" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/stuttgart-21-danke.jpg" alt="stuttgart 21 danke" width="560" height="400" /></a></p>
<p>Questo è un interessante video di EuroNews prima del voto:</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/3oU7zl-yZlw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>e questo di alcune settimane fa:</p>
<p><iframe width="560" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/t8Ciu3e0G7U" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E questo un articolo de L&#8217;unità</p>
<p><strong>In Germania nel referendum sulla Tav a sorpresa hanno vinto i favorevoli all’alta velocità. A Stoccarda verrà realizzato il progetto contestato dagli ambientalisti.</strong></p>
<p>In Germania nel referendum sulla Tav hanno vinto i favorevoli all’alta velocità. Gli elettori del Baden-Württemberg che oggi si sono recati alle urne per il primo referendum della storia della regione, dovevano rispondere con un Sì, o con un No, al quesito se il governo potesse avvalersi del diritto di recesso per lo scioglimento degli accordi contrattuali con gli obblighi finanziari del Paese riguardo al progetto ferroviario “Stuttgart 21”.</p>
<p>A sorpresa hanno vinto i No, il che significa che il nodo ferroviario di Stoccarda verrà realizzato secondo il progetto tanto contestato dagli ambientalisti. “Stuttgart 21”, come la Tav in Valsusa, è parte integrante delle infrastrutture sull’alta velocità incentivate dall’UE. Secondo gli ideatori, si tratta di uno degli snodi irrinunciabili per la futura mobilità della linea Budapest-Parigi e la modernizzazione dell’intera rete ferroviaria europea. Il progetto, mai stato accettato dai movimenti ecologisti, per anni ha finito col condizionare l’intera agenda politica della capitale industriale della Germania. Tanto che l’ultima tornata elettorale della scorsa primavera, vide i Verdi, convinti oppositori dell’alta velocità e animatori del movimento contrario a “Stuttgart 21”, trionfare su tutte le altre forze politiche.</p>
<p>Un risultato che permise alla sinistra di destituire la CDU che aveva governato la regione ininterrottamente dal 1948. Subito dopo le elezioni, SPD e Grünen, partner di governo, ma con posizioni antitetiche sull’alta velocità, arrivarono alla soluzione di un referendum popolare che permettesse ai cittadini di esprimersi sull’opera e alle segreterie dei due partiti di evitare scontri che avrebbero potuto mettere a rischio la tenuta del governo regionale. Durante la campagna referendaria, a parte i Grünen naturalmente, i partiti hanno fatto di tutto per tenere sottotono la consultazione e vanificare il risultato con l’astensionismo. Ora, alla luce dei risultati, con i favorevoli alla costruzione dell’opera poco sotto il 60 percento, si può dire che evidentemente nessuno aveva chiaro il quadro della situazione.</p>
<p>La CDU, e ancora meno l’SPD, hanno evitato di esporsi in una battaglia che ritenevano troppo rischiosa. Il movimento SìTav, forse convinto di andare incontro ad una sconfitta, solo alla fine ha cercato di utilizzare simboli e valori del movimento ecologista nel tentativo di creare una breccia nei sentimenti ambientalisti degli indecisi. E così, i favorevoli alla Tav hanno tappezzato le città di manifesti che eleggevano i sostenitori dell’alta velocità a campioni dell’ecologismo: “Più parchi e meno binari”, il loro slogan più riuscito. A sostegno della necessità dell’opera hanno portato anche il fatto che, secondo i progettisti di “Stuttgart 21”, gli attuali 17 binari della stazione di Stoccarda, diventeranno 8 e verranno interrati in maniera tale che la superficie del centro di Stoccarda sarà ampliata di 20 ettari che saranno usati, una parte, per creare nuovi spazi verdi, che ingrandiranno notevolmente il parco cittadino dello Schlosspark e, l’altra, per la realizzazione di unità abitative per 11.000 persone.</p>
<p>“Ora, ci atterremo all&#8217;esito del referendum”, è stato il commento di Winfried Kretschmann, presidente del ricco Land del Sud della Germania. Indipendentemente dal risultato, il confronto, anche aspro, per il progetto ferroviario “è comunque stato un grande successo, perché in futuro non sarà più possibile far passare grandi opere senza il diretto coinvolgimento dei cittadini. Il prossimo passo per una democrazia compiuta –ha aggiunto Kretschmann- dovrebbe essere la completa abolizione del quorum, affinché l’astensionismo non venga più usato strumentalmente al fine di invalidare i risultati delle consultazioni referendarie”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/12/01/stuttgart-21-il-referendum-per-la-nuova-stazione-di-stoccarda-un-esempio-di-democrazia-diretta-in-funzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>legge per togliere quorum e migliorare la Democrazia Diretta: bozza 016, esito della riunione del 22 novembre e ricerca prossima data</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/22/legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-la-democrazia-diretta-bozza-016-esito-della-riunione-del-22-novembre-e-ricerca-prossima-data/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/22/legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-la-democrazia-diretta-bozza-016-esito-della-riunione-del-22-novembre-e-ricerca-prossima-data/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 22:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa popolare]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3438</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

incontro molto caldo, argomentato e combattuto, ma altamente democratico. Abbiamo modificato l&#8217;art. 73 nel comma 7 e l&#8217;art. 73 bis nel comma analogo, introducendo il decorso dei 12 mesi oltre i quali il parlamento deve discutere la proposta di legge dal deposito delle firme. Poi abbiamo discusso lungamente se adottare la soluzione svizzera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/16.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3440" title="16" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/16.jpg" alt="16" width="286" height="291" /></a></p>
<p>incontro molto caldo, argomentato e combattuto, ma altamente democratico. Abbiamo modificato l&#8217;art. 73 nel comma 7 e l&#8217;art. 73 bis nel comma analogo, introducendo il decorso dei 12 mesi oltre i quali il parlamento deve discutere la proposta di legge dal deposito delle firme. Poi abbiamo discusso lungamente se adottare la soluzione svizzera di votazione in caso di proposta e controproposta oppura la nostra come scritta nell&#8217;art. 73 bis. Alla fine abbiamo deciso di mantenere la nostra soluzione. Abbiamo modificato l&#8217;art. 75 bis scrivendolo in forma più leggibile. Abbiamo deciso di chiamare l&#8217;art 73 ter, 73 quater, 73 quinquies in 75 ter, 75 quater, 75 quinquies, perchè si riferivano anche agli articoli 75 e 75 bis e quindi dovevano essere scritti dopo di essi.</p>
<p>Manca da completare l&#8217;art. 138, che però per coerenza dovrà adottare la soluzione di voto del 73 bis.</p>
<p>Qui il documento 016</p>
<h4><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/016-legge-quorum-DD.doc">016 legge quorum DD</a></h4>
<p>Qui la pagina su doodle su cui possiamo indicare la nostra scelta per il prossimo incontro su skype.</p>
<h4><a href="http://www.doodle.com/h5uzg57hce532kf6">http://www.doodle.com/h5uzg57hce532kf6</a></h4>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/22/legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-la-democrazia-diretta-bozza-016-esito-della-riunione-del-22-novembre-e-ricerca-prossima-data/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/17/una-finanza-pubblica-piu-sana-dando-piu-potere-ai-cittadini/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/17/una-finanza-pubblica-piu-sana-dando-piu-potere-ai-cittadini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 19:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[finanza pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[thomas benedikter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3389</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ricevo dall&#8217;amico Thomas Benedikter, condivido integralmente e molto volentieri pubblico.

Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini


L&#8217;argomento che attualmente domina il dibattito politico è la crisi di alcuni membri dell&#8217;Eurozona, dovuto ad un debito pubblico eccessivo, che mette in ballo la stabilità e la sostenibilità stessa della moneta unica europea. L&#8217;Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ricevo dall&#8217;amico Thomas Benedikter, condivido integralmente e molto volentieri pubblico.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/debito-pubblico.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3390" title="debito pubblico" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/debito-pubblico.gif" alt="debito pubblico" width="360" height="232" /></a></p>
<p><strong>Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L&#8217;argomento che attualmente domina il dibattito politico è la crisi di alcuni membri dell&#8217;Eurozona, dovuto ad un debito pubblico eccessivo, che mette in ballo la stabilità e la sostenibilità stessa della moneta unica europea. L&#8217;Italia è tornata a quota 120% di debito pubblico totale sul PIL, quasi uguagliando la quota della fine del 1994, dopo il breve primo governo Berlusconi (122%). Forse la storia si sta ripetendo. La politica dell&#8217;indebitamento è iniziata con la 1</span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;">a</span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> Repubblica, che fino al 1992 aveva accumulato già il 98% di debito sul PIL. È poi allegramente proseguita con la 2</span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;">a</span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> Repubblica, frenata dai governi Prodi, accelerata dai governi Berlusconi. Questa corsa all&#8217;indebitamento si consuma con il consenso tacito dei cittadini, che eleggono i partiti di loro fiducia. D&#8217;altronde, dalla politica economica e soprattutto dalla finanza pubblica i cittadini sono esclusi da ogni coinvolgimento diretto, tant&#8217;è vero che la Costituzione non consente referendum in materia tributaria. Alla luce degli ultimi sviluppi un provvedimento giustificato?</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;indebitamento pubblico è un dato di fondo che pesa sulla nostra economia e incide nel portafoglio dei contribuenti. Benché fossero i contribuenti – o quelli odierni o quelli futuri &#8211; a pagare il conto finale, non sono ammessi ad esprimere la loro opinione specifica sulle decisioni di finanza pubblica. Anzi è uno degli spauracchi principali sbandierato quando si discute di rafforzare i diritti referendari dei cittadini, e cioè che i cittadini non debbano essere coinvolti nelle decisioni finanziarie e tributarie. In generale si paventa il rischio che più democrazia ridurrebbe la governabilità, e i cittadini, a differenza dei politici responsabili del bene comune, sarebbero sempre tentati a tagliarsi le imposte. I fatti confermano l&#8217;opposto: in Italia la materia fiscale e tributaria è totalmente esclusa dai referendum, i cittadini non hanno voce in capitolo di bilancio pubblico a nessun livello di governo. Lo Stato oggi è superindebitato perché lo hanno voluto i partiti di governo. Anche negli altri paese dell&#8217;UE, in cui l&#8217;Euro oggi è a rischio a causa del debito pubblico – la Spagna, il Portogallo, la Grecia – non si sono mai svolti referendum nazionali su questi argomenti e sulla spesa pubblica in generale. È l&#8217;esclusione dei cittadini da tutte le decisioni sulla politica finanziaria ad avere favorito il superindebitamento. Anziché chiedere il parere dei cittadini per via di un plebiscito – un referendum deciso dall&#8217;alto &#8211; sul programma di risparmio imposto dall&#8217;UE, quindi con la pistola puntata alla tempia, il governo Papandreou e i governi greci precedenti avrebbero fatto meglio di coinvolgere i cittadini già prima sulle grandi decisioni di politica economica, che dopo si sono trasformati in gravissime ipoteche per il bilancio nazionale e l&#8217;economia greca.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Dall&#8217;altra parte ci sono paesi in cui i cittadini sono titolari del diritto di intervenire anche nella politica finanziaria e fiscale. In Svizzera i cittadini col referendum confermativo hanno il diritto di veto quando ritengono che i politici esagerano col prelievo fiscale o con la spesa pubblica, addossando troppi debiti sui bilanci pubblici, e quindi addossando troppi oneri sulle spalle dei futuri contribuenti, delle generazioni giovani. Con l&#8217;iniziativa popolare &#8211; in Italia di solito definito referendum propositivo – possono portare a votazione le loro proposte per un fisco più equo, per limitare i debiti, per indurre i politici ad una spesa più equa e equilibrata. Quindi da una parte uno strumento di veto, un freno di emergenza; dall&#8217;altra parte lo strumento propositivo, cioè l&#8217;acceleratore quando la classe politica, i partiti non si muovono. Infine in tanti Cantoni e tantissimi Comuni svizzeri esiste il referendum finanziario. Quando un progetto pubblico supera una predeterminata soglia di spesa obbligatoriamente i cittadini vengono chiamati ad esprimersi per via referendaria.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non solo questi diritti popolari, ma anche questi diritti e meccanismi hanno fatto della Svizzera uno dei paesi con minor indebitamento pubblico, con un livello impositivo più basso, con una maggior efficienza dell&#8217;amministrazione pubblica e stabilità dell&#8217;economia. Ci sono tutta una serie di ricerche non solo in Svizzera, ma anche in California e altri stati federati degli USA che comprovano questa dinamica; cioè dove funzionano bene i meccanismi di democrazia diretta ci sono:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">meno 	spese pro capite per l&#8217;amministrazione pubblica e un livello 	contributivo minore</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">una 	distribuzione dei redditi più equa</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">più 	responsabilità dei cittadini per il fisco.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In effetti si registra anche un effetto positivo nella lotta contro l&#8217;evasione fiscale. Nei Cantoni dove <span id="more-3389"></span>più si vota su questioni fiscali l&#8217;evasione risulta più bassa. Ciò si verifica a causa di un semplice legame: più contenti i cittadini sono con l&#8217;amministrazione pubblica, anche perché direttamente coinvolti nelle scelte, più disposti sono a pagare le imposte dovute. Più possono influire direttamente sulle spese e sul modo in cui vengono prodotti i servizi pubblici, più si sentono corresponsabili. Più i cittadini possono controllare la spesa pubblica, più si rafforza la loro disponibilità di sostenere lo sforzo fiscale. Un circolo semplice e virtuoso.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quali sono i motivi di fondo per questi risultati? Ovvero perché sistemi avanzati di democrazia diretta riescono a produrre questo effetto salutare sulla democrazia in generale, ma anche sui conti pubblici e sulla stabilità dell&#8217;economia? Alcune ragioni:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Con 	l&#8217;intervento tempestivo tramite referendum i cittadini non hanno 	solo l&#8217;opzione di eleggere un&#8217;altra maggioranza alle prossime 	elezioni, punendo gli incapaci ogni 5 anni, ma di intervenire 	durante la legislatura, bloccando determinate spese, tributi, 	megaprogetti, sprechi. In Italia con l&#8217;ultimo referendum nazionale è 	stato evitato uno spreco gigantesco, la via nucleare, ma ci sono 	tanti altri megaprogetti già pronti che peseranno sulle spalle dei 	contribuenti.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 	cittadini, grazie al referendum, sono più informati sulla spesa 	pubblica e sulla politica in generale. Per esperienza i cittadini, 	sapendo che saranno loro a dover sborsare, sono più cauti e 	responsabili.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 	cittadini con il referendum possono controllare anche il costo della 	politica, le spese destinate per la politica clientelare e la casta.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Si 	affronta il grande problema dello scollegamento fra le preferenze 	dei politici e le preferenze dei cittadini. Ci sono fortissimi 	gruppi di interesse, ben organizzate e finanziate, che riescono 	continuamente ad indirizzare la spesa pubblica e la linea del 	governo. Per contro, i cittadini normali nell&#8217;occasione delle 	elezioni, per motivi ideologici, votano un partito con un voto 	„forfettario“, ma su tante questioni la pensano diversamente 	dalle scelte operate dal governo che si è formato dopo.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Con questi brevi cenni sulla mancanza di democrazia diretta dei cittadini in materia tributaria e sulle spese pubbliche vorrei sottolineare: escludere i cittadini dalle decisioni referendarie sulla materia fiscale ha prodotto il contrario di quanto forse l&#8217;Assemblea Costituente aveva in mente. Se il livello contributivo oggi in Italia nel 2012 raggiungerà il 44% con una qualità di servizi pubblici piuttosto mediocri, se l&#8217;evasione fiscale divampa in tutto il territorio, se il debito pubblico tocca livelli record e si registrano tanti casi di spreco di denaro pubblico, è anche dovuto al fatto che i cittadini e contribuenti non hanno voce in capitolo e il diritto di controllo politico su singole decisioni importanti. Non è assolutamente vero, che solo più decisionismo e centralismo potrebbe riportare più responsabilità nella finanza pubblica, anzi è vero il contrario: un ruolo più forte del sovrano è essenziale per risanare i conti  pubblici.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Thomas Benedikter, Bolzano</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/17/una-finanza-pubblica-piu-sana-dando-piu-potere-ai-cittadini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nasce a Sesto San Giovanni (MI) l&#8217;ass. Più Democrazia a Sesto San Giovanni</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/09/nasce-a-sesto-san-giovanni-mi-lass-piu-democrazia-a-sesto-san-giovanni/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/09/nasce-a-sesto-san-giovanni-mi-lass-piu-democrazia-a-sesto-san-giovanni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 21:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[più democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[sesto san giovanni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3338</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
l&#8217;8 novembre 2011 è nata a Sesto San Giovanni l&#8217;ass. Più Democrazia a Sesto San Giovanni. Un augurio di grandi successi nell&#8217;introdurre gli strumenti di democrazia funzionanti nel vostro comune, e che possa diventare da esempio per Milano!

Ecco la lettera con cui l&#8217;amico Dario Rinco me ne ha dato l&#8217;annuncio:
Caro Paolo
 
ho  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;8 novembre 2011 è nata a Sesto San Giovanni l&#8217;ass. Più Democrazia a Sesto San Giovanni. Un augurio di grandi successi nell&#8217;introdurre gli strumenti di democrazia funzionanti nel vostro comune, e che possa diventare da esempio per Milano!</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/piu-democrazia-Sesto-SG.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-3341" title="10" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/piu-democrazia-Sesto-SG.JPG" alt="10" width="357" height="351" /></a></p>
<p>Ecco la lettera con cui l&#8217;amico Dario Rinco me ne ha dato l&#8217;annuncio:</p>
<div><span>Caro Paolo</span></div>
<div><span> </span></div>
<div><span>ho  il piacere di annunciarti che oggi, 8 novembre 2011, si è costituita  l&#8217;associazione Più Democrazia a Sesto San Giovanni. L&#8217;assemblea ha  eletto Dario Rinco alla carica di presidente.</span></div>
<div><span>In  allegato ti invio copia dello statuto che è il frutto di tre serate di  discussione e condivisione alla quale hanno partecipato, a rotazione,  circa 30 cittadini.</span></div>
<div><span>La prima azione dell&#8217;associazione sarà quella di raccogliere firme per la petizione allegata (richiesta di inserimento </span><span> nello statuto comunale dell&#8217;</span><span>iniziativa  popolare  e richiesta di azzeramento del quorum nel referendum  consultivo e abrogativo) e consegnarla al sindaco entro la  fine di novembre 2011.<br />
</span></div>
<div><span>Le attività previste per il prossimo anno sono l&#8217;organizzazione di:</span></div>
<div><span>- &#8220;la parola ai cittadini&#8221; nei 5 quartieri di Sesto S.G.;</span></div>
<div><span>-  disponibilità di una tappa della  futura &#8220;settimana nazionale della Democrazia Diretta 2012&#8243;.</span></div>
<div><span>Ciao</span></div>
<div>Dario</div>
<div>Scarica qui lo Statuto dell&#8217;associazione Più Democrazia a Sesto San Giovanni</div>
<h4><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/statuto-associazione-più-democrazia-08112011.doc">statuto associazione più democrazia 08112011</a></h4>
<div>Scarica qui il testo della petizione che chiede iniziativa popolare e abolizione del quorum dai referendum comunali</div>
<h4><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/Petizione-firma-autenticata.doc">Petizione firma autenticata</a></h4>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/09/nasce-a-sesto-san-giovanni-mi-lass-piu-democrazia-a-sesto-san-giovanni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anche a San Marino vogliono togliere il quorum dai referendum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/07/anche-a-san-marino-vogliono-togliere-il-quorum-dai-referendum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/07/anche-a-san-marino-vogliono-togliere-il-quorum-dai-referendum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[san marino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3326</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

su segnalazione di Giacomo Volpinari, ho scoperto che anche nella repubblica di San Marino, c&#8217;è un gruppo di cittadini che ha presentato una proposta di legge popolare che chiede migliori strumenti di democrazia diretta e l&#8217;abolizione del quorum. Ottimo esempio anche per noi italiani.
Il 27 marzo 2011 a San Marino si è tenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/san-marino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3327" title="san-marino" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/san-marino.jpg" alt="san-marino" width="350" height="255" /></a></p>
<p>su segnalazione di Giacomo Volpinari, ho scoperto che anche nella repubblica di San Marino, c&#8217;è un gruppo di cittadini che ha presentato una proposta di legge popolare che chiede migliori strumenti di democrazia diretta e l&#8217;abolizione del quorum. Ottimo esempio anche per noi italiani.</p>
<p>Il 27 marzo 2011 a San Marino si è tenuto un <a href="http://www.libertas.sm/cont/news/a-san-marino-referendum-a-protezione-dei-beni-dello-stato/19735/1.html">referendum a protezione dei beni dello stato</a>. Si è raggiunta<a href="http://www.libertas.sm/cont/news/san-marino-referendum-risultati-vince-il-si/43145/1.html"> l&#8217;affluenza del 36.90 %</a> e si è superato l&#8217;attuale quorum previsto a San Marino che è del 32%.</p>
<p>Ma il comitato dei cittadini che aveva promosso il referendum, dopo aver vissuto in prima persona l&#8217;assurdità della presenza del quorum, che permette ai sostenitori del NO di vincere facilmente semplicemente con un invito al boicottaggio, ha presentato il 6 ottobre 2011 una proposta di legge popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta esistenti.</p>
<p>Ecco la notizia su:<a href="http://www.libertas.sm/cont/news/san-marino-legge-sul-referendum-abolire-il-quorum/50917/1.html"> www.libertas.sm</a></p>
<p><strong><em>Niente più quorum nei referendum /  Presentata la legge &#8220;popolare&#8221; / Michelotti: &#8220;Servono nuove regole per  autotutelarsi dalla casta: classe politica vecchia e stantia che pensa  prima a se stessa e non al Paese&#8221;<br />
</em></strong></p>
<p align="justify"><strong><em> </em></strong></p>
<div><em>Niente più quorum per i referendum, votazione con scheda elettronica negli uffici postali e al massimo una sola tornata di voto all’anno. Sono questi alcuni degli aspetti principali della <a href="http://www.libertas.sm/cont/news/san-marino-testo-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-la-modifica-della-legge-sul-referendum/50908/1.html">proposta di legge popolare</a> realizzata dal <a href="http://www.libertas.sm/cont/news/san-marino-referendum-risultati-vince-il-si/43145/1.html">comitato referendario del 27 marzo scorso</a>, che anziché sciogliersi dopo l’esito positivo, ha deciso invece di insistere per arrivare a cambiare addirittura l’istituto referendario. Perché ogni tanto “va tolta alla casta la delega in bianco concessa durante il voto”. A sostenerlo sono Augusto Michelotti dell’associazione Micologica e Pier Marino Bacciocchi. Ed è proprio Michelotti che, oltre ad aver partecipato alla sfilata di protesta durante l’insediamento della nuova Reggenza, va giù duro con le critiche alla casta: “Questa classe politica è vecchia e stantia. Va a 20 chilometri all’ora quando il mondo viaggia a 200. Così siamo sempre indietro. Inoltre pensano sempre prima ai loro interessi piuttosto che a quelli del Paese”.</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<p>Riporto qui la proposta di legge e la sua relazione introduttiva, perchè può servire come esempio a tutti noi:</p>
<p align="center">PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA  MODIFICA DELLA VIGENTE NORMATIVA IN MATERIA DI REFERENDUM</p>
<p align="center"><strong>RELAZIONE</strong></p>
<p>La proposta di legge di iniziativa popolare è presentata a norma degli artt. 33 e 34 della vigente legge 28 novembre 1994, n. 101, con lo scopo di rendere più agevole, da parte della cittadinanza, il ricorso ad uno strumento di democrazia diretta quale quello del Referendum.</p>
<p>Senza soffermarci sull’analisi della validità democratica dell’istituto referendario, che certamente sarà svolta dalle forze politiche consiliari chiamate a pronunziarsi sulla nostra iniziativa, i sottoscritti promotori intendono far presente – nei punti che seguono &#8211; all’organismo parlamentare quelle che sono le modifiche più significative all’attuale assetto legislativo in materia referendaria.</p>
<p>I -  Per quanto concerne il referendum abrogativo di iniziativa popolare, è stato previsto un diverso iter per il giudizio di ammissibilità. In base alla presente proposta infatti è stato ripristinato il giudizio del Collegio Garante all’atto del deposito del quesito e prima della raccolta delle firme. Tale procedura è stata prevista anche per i referendum confermativo e per quello propositivo e di indirizzo. Inoltre è stato previsto un perentorio termine di trenta giorni, sempre prima della raccolta delle firme, concesso al Governo per emanare e sottoporre a ratifica un decreto che recepisca sostanzialmente e completamente la proposta referendaria. Le modifiche qui indicate hanno l’evidente scopo di evitare una dispendiosa ed impegnativa raccolta di firme per lo svolgimento del referendum, con il rischio che il quesito sia dichiarato inammissibile o che il Governo accolga, prima delle firme, il quesito proposto non per considerazioni di merito, ma solo dopo aver tentato di evitarlo nella speranza che il Comitato non riesca a raggiungere il numero di firme necessario. Infine, la verifica della regolarità delle firme è affidata al Dirigente dell’Ufficio di Presidenza, in collaborazione con l’Ufficio Elettorale.</p>
<p>II – Altra modifica sostanziale è quella relativa al <em>quorum</em>. Con la presente proposta infatti, il referendum viene considerato validamente svolto qualunque sia il numero degli elettori che vi partecipano, evitando così di considerare impropriamente l’astensione come espressione negativa alla proposta referendaria. La proposta è approvata se la maggioranza dei voti validi si è espressa per l’accoglimento del quesito. Osserviamo a tal proposito che il ricorso al <em>quorum</em> per la partecipazione dell’elettorato non ha riconoscimento nella legislazione legata alla materia elettorale. Infatti, le stesse elezioni politiche, principale espressione democratica, non tengono conto del <em>quorum</em> di partecipazione in linea generale (nel senso che i risultati sono sempre definitivi e rispettati qualsiasi partecipazione si sia verificata) mentre anche nelle comunicazioni ufficiali ogni partito viene rappresentato con la percentuale che emerge dal calcolo effettuato sul numero dei votanti e non sul totale degli iscritti a votare. Anche la maggioranza consiliare di oggi, ed alcune del passato, non rappresentano più del 50% del corpo elettorale, se il conteggio venisse effettuato sulla base degli iscritti al voto e non dei votanti (come accade oggi). Riconoscere la validità al referendum in condizioni di scarsa affluenza resta comunque il riconoscimento di una volontà popolare che tiene conto di chi partecipa e si interessa e non tiene conto degli indifferenti ed agnostici sull’argomento in discussione, che invece, in base alla legge vigente in materia referendaria, finiscono per essere compresi in maniera totale, mentre in realtà sono “indifferenti” al problema.<span id="more-3326"></span></p>
<p>III – E’ stata ribadita la validità anche per il referendum delle procedure di votazione previste dalla legge elettorale. Il presente progetto tuttavia prevede una delega al Governo per proporre con decreto, in caso di referendum, una procedura più semplice e praticabile: i principi ai quali deve ispirarsi il decreto sono indicati all’art. 14 della proposta, e sono: a) le votazioni sul quesito referendario si svolgeranno nel periodo compreso fra il lunedì e la domenica consecutivi fra il sessantesimo e novantesimo giorno dalla emanazione del decreto; b) le votazioni si svolgeranno utilizzando un sistema informatico centralizzato, con terminali presso Uffici Pubblici collocati sul territorio presso i quali gli elettori possono esercitare, sotto la sorveglianza di funzionari dello Stato a ciò incaricati, il loro diritto di voto; c) saranno garantiti dal decreto delegato i criteri di segretezza e unicità del voto.</p>
<p>IV – E’ stata proposta la riduzione dei termini per la raccolta delle firme giustificata comunque con la soppressione delle laboriose formalità di autenticazione. Con la presente iniziativa infatti la responsabilità della veridicità delle sottoscrizioni è garantita dal Comitato promotore, sotto comminatoria di applicazione di pesanti sanzioni penali in caso di violazione del requisito di autenticità.</p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE</strong></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>DEL REFERENDUM E DELL’INIZIATIVA LEGISLATIVA POPOLARE</strong></p>
<p align="center">Art. 1 ( Finalità della legge)</p>
<p>La presente legge qualificata regolamenta l’esercizio diretto della sovranità da parte dei cittadini elettori attuata attraverso gli strumenti del referendum e dell’iniziativa legislativa popolare previsti all’art. 2 della Dichiarazione dei Diritti.</p>
<p>Il referendum è previsto nella forma di referendum abrogativo, propositivo o di indirizzo e confermativo.</p>
<p align="center"><strong>TITOLO PRIMO</strong></p>
<p align="center"><strong>DEL REFERENDUM</strong></p>
<p align="center">Art. 2 (Tipi di referendum)</p>
<p>E’ indetto il Referendum abrogativo qualora si voglia procedere all’abrogazione, totale o parziale, di leggi, atti e norme aventi forza di legge.</p>
<p>Il referendum propositivo o di indirizzo ha luogo allorquando il corpo elettorale venga chiamato a determinare i principi ed i criteri direttivi ai quali occorrerà attenersi nel disciplinare con legge la materia oggetto del referendum da sottoporsi all’approvazione del Consiglio Grande e Generale.</p>
<p>Qualora l’entrata in vigore di una legge sia subordinata al consenso popolare, si dà luogo al Referendum confermativo.</p>
<p align="center">CAPITOLO PRIMO</p>
<p align="center">DEL REFERENDUM ABROGATIVO</p>
<p align="center">
<p align="center">Art. 3 (Ammissibilità del referendum di iniziativa popolare)</p>
<p>Il referendum abrogativo è ammesso:</p>
<p>a) purché non abbia ad oggetto la soppressione di organi, organismi e poteri fondamentali dello Stato previsti dalla Dichiarazione dei diritti dei cittadini e principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese di cui alla legge 8 luglio 1974, n 70 e successive modificazioni ed integrazioni (di seguito “Dichiarazione dei Diritti); è parimenti escluso il referendum abrogativo su leggi o atti aventi forza di legge con contenuto specifico in materia di tasse, imposte e tributi, di bilancio, di amnistia e indulto, nonché di ratifica di Convenzioni e trattati internazionali;</p>
<p>b) purché la richiesta referendaria contenga l’esatta, chiara ed inequivocabile formulazione della proposta da sottoporre a votazione popolare al fine di consentire un pieno, consapevole e libero esercizio di sovranità.</p>
<p>Inoltre, affinché il referendum abrogativo possa essere espletato:</p>
<p>1) deve essere richiesto dal Comitato Promotore formato a norma del successivo art. 5;</p>
<p>2) deve essere dichiarato ammissibile a norma degli articoli 8, 9 e 10;</p>
<p>3) deve essere richiesto da un numero di cittadini elettori rappresentanti almeno l’1,5% (unoecinquepercento) del corpo elettorale quale risulta dall’ultima e definitiva revisione annuale delle liste elettorali, ovvero da almeno cinque giunte di Castello.</p>
<p align="center">Art. 4 (Corpo elettorale e computo dei voti)</p>
<p>Partecipano al Referendum abrogativo i cittadini iscritti nelle liste elettorali.</p>
<p>La proposta soggetta a referendum abrogativo è approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.</p>
<p>Si intendono voti validamente espressi i voti favorevoli o contrari alla proposta di referendum.</p>
<p align="center">Art. 5 (Comitato Promotore).</p>
<p>Il referendum abrogativo di iniziativa popolare, a pena di irrecevibilità, deve essere richiesto alla Reggenza da almeno dieci cittadini elettori. La domanda, redatta in forma scritta, deve indicare il quesito che si intende sottoporre a referendum e deve essere depositata presso l’Ufficio Segreteria Istituzionale del Dipartimento Affari Istituzionali, che ne rilascia copia autentica con l’apposizione del timbro indicante l’avvenuto deposito e la data: del tutto viene redatto apposito verbale.</p>
<p>La domanda deve contenere inoltre le generalità complete dei presentatori, la firma degli stessi debitamente autenticata da Notaio o dall’Ufficiale dello Stato Civile o dal Cancelliere del Tribunale e l’indicazione della lista elettorale di iscrizione.</p>
<p>E’ altresì condizione di ricevibilità il deposito di una relazione illustrativa del quesito da sottoporre a referendum.</p>
<p>Dal momento della presentazione della domanda i cittadini presentatori sono riconosciuti a tutti gli effetti di legge quale Comitato Promotore: nella domanda deve altresì essere indicato quale dei presentatori della stessa sia il legale rappresentante del Comitato, anche ai fini di eventuali comunicazioni e notifiche.</p>
<p align="center">Art. 6 (Referendum proposto dalle Giunte di Castello)</p>
<p>Il referendum abrogativo proposto dalle Giunte di Castello è ammesso qualora ciascuna Giunta richiedente abbia adottato la relativa deliberazione.</p>
<p>La richiesta referendaria, da depositarsi con le modalità previste all’art. 5, deve essere corredata, a pena di irricevibilità, dall’estratto autentico dei verbali delle sedute delle Giunte e deve essere sottoscritta da due delegati per ciascuna delle Giunte promotrici, che costituiscono il Comitato Promotore del Referendum: le eventuali notifiche sono validamente effettuate ai Capitani di Castello delle Giunte promotrici.</p>
<p>La richiesta deve contenere, a pena di irricevibilità, il quesito da sottoporre a referendum ed una relazione illustrativa del quesito stesso.</p>
<p align="center">Art. 7 (Pubblicità della domanda o della richiesta referendaria)</p>
<p>Del deposito della domanda o della richiesta di Referendum abrogativo e del testo integrale della proposta referendaria presentata dai soggetti di cui agli articoli 5 e 6 è data dall’Ufficio di Segreteria Istituzionale immediata comunicazione alla Reggenza; alla proposta è inoltre data pubblicità mediante affissione, a cura del Segretario di Stato per gli Affari Interni, con affissione  all’albo del pubblico palazzo. L’avviso è trasmesso altresì alla Cancelleria del Tribunale Commissariale ed ai Capitani di Castello perchè ne curino l’affissione nei rispettivi albi.</p>
<p align="center">Art. 8 (Convocazione del Collegio Garante)</p>
<p>La Reggenza, ricevuta la comunicazione di cui all’art. 7, con proprio decreto manda al Presidente del Collegio Garante di convocare il Collegio stesso nel termine massimo di giorni venti dalla data della comunicazione.</p>
<p align="center">Art. 9 (Giudizio di ammissibilità).</p>
<p>Spetta al Collegio Garante di pronunciarsi sulla ammissibilità del quesito referendario di iniziativa popolare. Il Referendum è ammesso se sono state rispettate le formalità di cui all’art. 5 e se sussistono i requisiti di cui all’art. 3, lettere a) e b).</p>
<p>Il Collegio, prima di dichiarare l’inammissibilità, può richiedere al Comitato Promotore chiarimenti ed integrazioni della relazione della proposta, fissando un breve termine per la risposta.</p>
<p>Se il quesito referendario è ritenuto ammissibile e conforme alle disposizioni di legge, il Collegio concede al Congresso di Stato, al quale trasmette la propria decisione, un termine di trenta giorni per sottoporre alla ratifica del Consiglio Grande e Generale un decreto legge che accolga sostanzialmente e completamente la proposta referendaria.</p>
<p>La Reggenza, tramite la Segreteria istituzionale, dà comunicazione dell’avvenuta ratifica del decreto al Presidente del Collegio Garante, il quale convoca, non oltre dieci giorni dal ricevimento, il collegio per accertare se il decreto ratificato dà attuazione al quesito referendario. In caso positivo, le procedure sono interrotte; se, al contrario, il decreto è ritenuto dal Collegio non  idoneo ad accogliere  integralmente il quesito, il referendum viene definitivamente ammesso e fino all’espletamento delle successive formalità non può essere interrotto, se non per rinuncia del Comitato Promotore o per irregolarità nella raccolta delle firme di cui al successivo articolo 10.</p>
<p align="center">Art. 10 (Raccolta delle firme).</p>
<p>Ad eccezione del Referendum proposto dalle Giunte di Castello, il Comitato Promotore deve provvedere, nel termine di 60 giorni, alla raccolta delle firme dei cittadini elettori nella percentuale richiesta dal secondo comma, lettera c) dell’art. 3 della presente legge.</p>
<p>Tale termine decorre: dal trentesimo giorno dalla comunicazione di cui al comma terzo dell’art. 9, qualora il Congresso di Stato non provveda alla emissione del decreto teso al recepimento della proposta referendaria o a ratificarlo nello stesso termine in caso di emissione del decreto stesso, ovvero dal giorno della definitiva pronuncia del Collegio Garante in caso di non idoneità del decreto governativo ad accogliere integralmente il quesito del Referendum.</p>
<p>Al fine della raccolta delle firme, il Comitato Promotore del Referendum predispone appositi moduli dattiloscritti o a stampa sui quali è riprodotta la proposta da sottoporre a referendum. Di ciascun firmatario debbono essere indicati: cognome, nome, luogo e data di nascita, residenza, cittadinanza sammarinese, codice ISS e gli estremi di un valido documento di identificazione.</p>
<p>L’autenticità delle firme è garantita dai membri del Comitato promotore che provvederanno al deposito di cui al successivo art. 11: in caso di violazione, sono applicate le sanzioni di previste dal Codice Penale.</p>
<p align="center">Art. 11 (Deposito delle firme)</p>
<p>I fogli contenenti le firme di cui al precedente art. 10 debbono essere depositati da almeno tre componenti il Comitato Promotore presso l’Ufficio Segreteria Istituzionale, che provvede, entro quindici giorni dal deposito, alla verifica della regolarità della raccolta delle firme relativamente al numero dei firmatari, al possesso dei i requisiti previsti dalla presente legge per i firmatari stessi e la loro iscrizione alle liste elettorali: per tale accertamento, l’Ufficio di Stato Civile certifica, su richiesta dell’Ufficio Segreteria Istituzionale, l’iscrizione dei firmatari alle liste elettorali.</p>
<p>Il Dirigente la Segreteria  Istituzionale redige, nel termine sopra indicato, apposito verbale con il quale attesta la regolarità della firme raccolte ai fini dello svolgimento del referendum; trasmette quindi il verbale immediatamente alla Reggenza per i provvedimenti di Sua competenza. Se i requisiti di legge non sussistono, la Reggenza con decreto non ammette il referendum; se le procedure sono state dichiarate dal Dirigente della Segreteria Istituzionale regolari, la Reggenza con decreto ammette definitivamente il referendum e fissa la data per il suo svolgimento fra il sessantesimo e novantesimo giorno dalla data del decreto.</p>
<p align="center">Art. 12 (Impedimenti al referendum)</p>
<p>Nel corso dell’anno solare non può tenersi più di una tornata dedicata allo svolgimento di uno o più referendum abrogativi.</p>
<p>Nella stessa tornata sono raggruppati più referendum le cui richieste sono state presentate nei termini utili.</p>
<p>Il referendum abrogativo non può svolgersi in coincidenza delle elezioni politiche o delle elezioni per la nomina di almeno cinque Capitani di Castello e delle relative Giunte; la Reggenza fissa in tal caso il referendum nel periodo compreso fra il centoottantesimo  (180°) ed il duecentosettantesimo (270°) giorno dallo svolgimento delle elezioni.</p>
<p align="center">Art. 13  (Campagna referendaria)</p>
<p>Anteriormente allo svolgimento del Referendum è aperta la campagna referendaria, la cui durata è fissata in giorni quindici.</p>
<p>Sono ammessi alla campagna referendaria il Comitato Promotore del Referendum, l’eventuale Comitato Contrario la cui costituzione deve essere notificata alla Reggenza almeno cinque giorni prima dell’apertura della campagna referendaria corredata da almeno dieci firme di elettori; sono ammesse altresì le forze politiche presenti in Consiglio Grande e Generale e le forze politiche che abbiano presentato liste nell’ultima consultazione elettorale per il rinnovo del Consiglio Grande e Generale.</p>
<p>La propaganda referendaria è disciplinata dalle norme, in quanto applicabili, della legge 14 luglio 1959 n. 26 e successive modifiche ed integrazioni, tenendo conto delle modificazioni di seguito indicate: a) gli spazi per le affissioni sono riservati al Comitato Promotore, al Comitato Contrario ed alle forze politiche di cui al comma che precede; è previsto un ulteriore spazio per le affissioni dei cittadini, associazioni, forze sociali che desiderano usufruirne; b) lo svolgimento dei comizi è riservato al Comitato promotore, a quello contrario ed alle forze politiche di cui al secondo comma; possono chiedere di svolgere comizi anche i singoli cittadini, associazioni e forze sociali.</p>
<p align="center">Art. 14 (Votazione. Delega per la modificazione delle vigenti disposizioni)</p>
<p>Le votazioni nel referendum avvengono tramite scheda di Stato nella quale è riprodotta in modo chiaro ed integrale la proposta soggetta a referendum seguita dalle diciture SI – NO chiaramente differenziate.</p>
<p>In caso di contemporaneo svolgimento di più referendum le schede relative a ciascun quesito dovranno essere di diverso colore.</p>
<p>I seggi elettorali, fino all’entrata in vigore della nuova normativa di cui ai successivi commi, sono costituiti secondo le norme previste dalla vigente legge elettorale, fermo restando il diritto di rappresentanza  per i comitati e le altre organizzazioni indicate all’art. 13.</p>
<p>Il Congresso di Stato è delegato ad adottare, con decreto, per le consultazioni referendarie, disposizioni che modificano la vigente normativa relativamente alla data della consultazione e alle modalità di votazione, tenendo conto dei seguenti principi:</p>
<p>a) le votazioni sul quesito referendario si svolgeranno nel periodo compreso fra il lunedì e la domenica consecutivi fra il sessantesimo e novantesimo giorno dalla emanazione del decreto;</p>
<p>b) le votazioni si svolgeranno utilizzando un sistema informatico centralizzato, con terminali presso Uffici Pubblici collocati sul territorio presso i quali gli elettori possono esercitare, sotto la sorveglianza di funzionari dello Stato a ciò incaricati, il loro diritto di voto;</p>
<p>c) saranno garantiti dal decreto delegato i criteri di segretezza e unicità del voto.</p>
<p align="center">Art. 15 (Accoglimento della proposta di referendum abrogativo)</p>
<p>Concluse le operazioni di voto e di scrutinio, pubblicato il risultato del referendum abrogativo, la Reggenza, con proprio decreto da emanarsi entro tre giorni dalla data di svolgimento, è tenuta, in caso di approvazione della proposta di abrogazione, a dichiarare abrogata la legge o l’atto avente forza di legge o parte di essi, con effetto dal momento della pubblicazione del decreto stesso.</p>
<p>La proposta di referendum non approvata dal corpo elettorale non può essere riproposta se non dopo cinque anni dalla precedente.</p>
<p align="center">Art. 16 (Referendum abrogativo proposto dalle Giunte di Castello)</p>
<p>Qualora il Referendum abrogativo sia richiesto dalle Giunte di Castello, il Collegio Garante accerta unicamente il rispetto degli adempimenti di cui all’art. 6 e la sussistenza dei requisiti di cui alle lettere a) e b) dell’art. 3, primo comma.</p>
<p>Al referendum abrogativo promosso dalle Giunte di Castello si applicano, in quanto compatibili, le norme contenute nel presente capitolo. In particolare, il referendun può essere interrotto qualora entro il quindicesimo giorno antecedente la data di svolgimento del referendum il Consiglio Grande e Generale ratifichi un decreto emesso dal Congresso di Stato con il quale è accolta integralmente la proposta referendaria. Il giudizio di conformità compete al Collegio Garante convocato appositamente dalla Reggenza il giorno successivo alla ratifica. Il Collegio è tenuto a pronunciarsi nel termine di giorni dieci dalla convocazione.</p>
<p align="center">CAPITOLO SECONDO</p>
<p align="center">DEL REFERENDUM PROPOSITIVO O DI INDIRIZZO</p>
<p align="center">Art. 17 (Ammissibilità e ricevibilità del referendum propositivo o di indirizzo)</p>
<p>Il referendum propositivo o d’indirizzo è ammesso per le stesse materie per le quali è ammissibile il referendum abrogativo; può essere richiesto dal Congresso di Stato o da un numero di dieci cittadini costituiti in Comitato Promotore ai sensi dell’art. 5.</p>
<p>La proposta di referendum propositivo o di indirizzo del Congresso di Stato è formalizzata con delibera assunta all’unanimità dall’organo di governo e depositata in forma autentica presso l’Ufficio di Segreteria Istituzionale.</p>
<p>Inoltre, il referendum propositivo proposto dal Congresso di Stato o dal Comitato è ammesso purché non abbia ad oggetto limitazioni dell’esercizio del diritto di voto, del diritto al lavoro e della libera circolazione e stabilimento delle persone ed in generale violazione o limitazione dei diritti dell’uomo.</p>
<p>E’ comunque inammissibile il referendum propositivo o d’indirizzo  quando i principi e criteri direttivi sui quali è chiamato ad esprimersi il corpo elettorale possono condurre all’introduzione di norme in contrasto con i principi generali dell’ordinamento sammarinese contenuti nella Dichiarazione dei Diritti.</p>
<p>E’ inoltre richiesto per l’ammissibilità del referendum propositivo o d’indirizzo che il quesito referendario esprima distintamente ed in forma univoca i principi ed i criteri direttivi sui quali è chiamato ad esprimersi il corpo elettorale.</p>
<p>Il Collegio Garante si pronuncia sull’ammissibilità del Referendum entro 30 giorni dalla richiesta del Congresso di Stato o del Comitato Promotore. Ad eccezione per il referendum proposto dal Congresso di Stato, per il referendum proposto dal Comitato decorre il termine di trenta giorni per la ratifica di un decreto eventualmente emesso dal Congresso di Stato che recepisca sostanzialmente il quesito referendario, come disciplinato al terzo e quarto comma dell’art. 9; il Comitato deve altresì provvedere perchè il referendum sia ammesso alla raccolta delle firme con le modalità previste all’art. 10 e nella quantità indicata all’art. 3, comma 2, punto 3).</p>
<p align="center">Art. 18 (Norme applicabili al Referendum propositivo o d’indirizzo. Rinvio)</p>
<p>Si applicano al referendum propositivo o d’indirizzo tutte le disposizioni prescritte per il Referendum abrogativo di iniziativa popolare contenute nel precedente capitolo ed in particolare trovano applicazione, in caso di ammissibilità, le norme di cui agli articoli 11, 12, 13 e 14.</p>
<p>Uno o più referendum propositivi o d’indirizzo possono tenersi nella stessa data di svolgimento di uno o più referendum abrogativi. In tal caso, nel corso dell’anno solare, non si potranno svolgere ulteriori referendum abrogativi o ulteriori referendum propositivi o d’indirizzo.</p>
<p align="center">Art. 19 (Computo dei voti)</p>
<p>La proposta di referendum propositivo o d’indirizzo è approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.</p>
<p>Sono considerati validamente espressi i voti favorevoli o contrari alla proposta.</p>
<p align="center">Art. 20 (Attuazione della volontà referendaria)</p>
<p>Concluse le operazioni di voto e di scrutinio, La Reggenza pubblica con proprio decreto il risultato del Referendum; in caso di approvazione della proposta, la Reggenza apre il termine di sei mesi entro il quale il Congresso di Stato è tenuto a redigere un progetto di legge volto a disciplinare, secondo i principi ed i criteri direttivi approvati dal corpo elettorale, la materia che è stata oggetto di referendum.</p>
<p>La Reggenza, ricevuto il progetto di legge di cui al comma che precede, lo trasmette al Collegio Garante perchè si esprima sulla compatibilità della proposta di legge con il quesito approvato, e suggerisce al Congresso di Stato gli eventuali emendamenti da apportare al provvedimento stesso. La Reggenza, ricevuta la comunicazione del Collegio Garante, la trasmette al Congresso di Stato al quale è assegnato il termine di trenta giorni per la regolarizzazione del progetto uniformandolo alle comunicazioni ricevute dal Collegio.</p>
<p>Il Congresso di Stato, apportati gli emendamenti, deposita il progetto di legge all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Grande e generale che lo inserisce all’ordine del giorno della prima seduta utile.</p>
<p>E’ compito della Reggenza vigilare sul corretto svolgimento della procedura prevista ai commi che precedono.</p>
<p align="center">CAPITOLO TERZO</p>
<p align="center">DEL REFERENDUM CONFERMATIVO</p>
<p>Art. 21 (Ammissibilità e ricevibilità del Referendum confermativo di iniziativa popolare)</p>
<p>Il referendum confermativo di iniziativa popolare è ammesso unicamente per le leggi che riguardano gli organi, organismi e poteri fondamentali dello Stato di cui all’art. 3 della Dichiarazione dei Diritti</p>
<p>La procedura referendaria è instaurata dalla richiesta scritta presentata alla Reggenza e depositata presso l’Ufficio Segreteria Istituzionale prima dell’entrata in vigore della legge da almeno dieci cittadini costituiti in Comitato Promotore del Referendum.</p>
<p>La richiesta di Referendum confermativo sospende  la efficacia della Legge per la quale ha luogo.</p>
<p>Per le formalità inerenti al deposito della richiesta si applicano le disposizioni previste all’art. 5.</p>
<p>Entro dieci giorni dal deposito della richiesta di cui al secondo comma, il Collegio Garante convocato dalla Reggenza si pronuncia sulla ammissibilità della richiesta in relazione alla materia consentita. Nei successivi quarantacinque giorni, in caso di pronuncia favorevole del Collegio Garante, è consentita la raccolta delle firme con le modalità e nella misura di cui all’art. 3, comma 2, punto 3). La verifica della validità delle firme e la trasmissione degli atti alla Reggenza è effettuata dalla Segreteria istituzionale, con le stesse modalità previste all’art. 11.</p>
<p align="center">Art. 22 (Referendum confermativo di iniziativa Consiliare)</p>
<p>Il referendum confermativo può essere richiesto espressamente per ogni legge attraverso apposita disposizione contenuta nella stessa legge da sottoporre a Referendum approvata da almeno 31 Consiglieri; è ammesso per ogni materia, fatta eccezione per le leggi in materia fiscale, finanziaria, di amnistia e di indulto.</p>
<p align="center">Art. 23 (Indizione del Referendum Confermativo)</p>
<p>Quando le richieste di referendum confermativo sono regolarmente ammesse a norma degli articoli 21 e 22, la Reggenza fissa con proprio decreto la data di svolgimento del Referendum da tenersi nei termini indicati all’art.  11, ultimo comma.</p>
<p>La Campagna referendaria e le modalità di svolgimento delle votazione sono le stesse previste per i referendum abrogativo e propositivo o di indirizzo.</p>
<p align="center">Art. 24 (Corpo elettorale, computo dei voti, effetti del Referendum)</p>
<p>Partecipano al referendum confermativo i cittadini iscritti al Corpo elettorale.</p>
<p>E’ approvato il referendum che ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.</p>
<p>La Reggenza, preso atto del risultato definitivo del Referendum confermativo, con proprio decreto dichiara efficace la legge sottoposta a Referendum nel caso di risultato favorevole alla sua entrata in vigore; dichiara invece la decadenza della legge in caso di risultato contrario alla sua entrata in vigore.</p>
<p align="center">TITOLO SECONDO</p>
<p align="center">DELLA INIZIATIVA LEGISLATIVA POPOLARE</p>
<p align="center">Art. 25 (Presentazione del progetto di legge di iniziativa legislativa popolare)</p>
<p>Al corpo elettorale è riconosciuta la facoltà di presentare al Consiglio Grande e Generale, e per esso alla Reggenza, progetti di legge redatti in articoli e corredati di relazione illustrativa e indicanti la copertura di spesa ove i progetti di legge stessi indichino tale necessità.</p>
<p>La proposta è depositata presso l’Ufficio della Segreteria istituzionale dal Relatore indicato espressamente dai sottoscrittori.</p>
<p>Ciascun progetto deve essere sottoscritto da almeno sessanta firme di cittadini elettori. Il relatore è garante a tutti gli effetti di legge della autenticità delle firme.</p>
<p align="center">Art. 26 (Procedimento)</p>
<p>Ai progetti di legge di iniziativa popolare è assicurato lo stesso procedimento di discussione previsto dal Regolamento Consiliare per le proposte di legge di iniziativa Consiliare.</p>
<p>Le proposte di legge di iniziativa popolare sono inserite dalla Reggenza, sentito l’Ufficio di Presidenza, all’ordine del Giorno del Consiglio Grande e Generale, per il loro esame in seconda lettura, entro centoottanta giorni dalla loro presentazione.</p>
<p>Il relatore designato dai presentatori è invitato a partecipare con diritto di parola alla fase di esame della proposta nelle Commissioni politico-consiliari competenti. In caso che la proposta venga esaminata direttamente dal Consiglio, il relatore deve essere invitato a partecipare alla seduta Consiliare che discute il progetto in seconda lettura.</p>
<p align="center"><strong>TITOLO TERZO</strong></p>
<p align="center"><strong>DISPOSIZIONI COMUNI E FINALI</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center">Art. 27 (Decreti Reggenziali)</p>
<p>I decreti emessi dai Capitani Reggenti previsti dalla presente legge in caso di referendum non sono soggetti a ratifica.</p>
<p align="center">Art. 28 (Oneri finanziari)</p>
<p>Gli oneri finanziari per lo svolgimento del referendum sono a carico dello Stato.</p>
<p>Il Comitato promotore ed il Comitato Contrario hanno diritto di percepire, in caso di ammissione del Referendum, ciascuno un contributo per spese di propaganda documentate, comunque per un importo non superiore ad Euro tremila per ciascun comitato.</p>
<p align="center">Art. 29 (abrogazioni ed entrata in vigore)</p>
<p>E’ abrogata la legge 28 novembre 1994 n. 101.</p>
<p>La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/11/07/anche-a-san-marino-vogliono-togliere-il-quorum-dai-referendum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ecco la proposta di introduzione della revoca fatta a Morciano (RN)</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/30/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/30/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 09:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[hossein fayaz]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3295</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto




il 27 ottobre 2011 a Morciano (RN), Hossein Fayaz, ha chiesto l&#8217;introduzione dei referendum propositivi e la realizzazione del Regolamento dei Referendum e l&#8217;introduzione della Revoca degli Eletti.
Pilatesca, ridicola, falsa, ma scontata la risposta del sindaco Battazza: &#8220;&#8230;finora non esiste nell’ordinamento italiano. Per inserirla, occorre avviare una       [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>

<a href='http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/30/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/fayaz-al-consiglio-aperto/' title='FAYAZ AL CONSIGLIO APERTO'><img width="150" height="150" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/2011102902101400074-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="FAYAZ AL CONSIGLIO APERTO" /></a>
<a href='http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/30/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/battazza-dice-s%c2%93-al-referendum/' title='Battazza dice s al referendum'><img width="150" height="150" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/2011102902134400312-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Battazza dice s al referendum" /></a>

<p>il 27 ottobre 2011 a Morciano (RN), Hossein Fayaz, ha chiesto l&#8217;introduzione dei referendum propositivi e la realizzazione del Regolamento dei Referendum e l&#8217;introduzione della Revoca degli Eletti.</p>
<p>Pilatesca, ridicola, falsa, ma scontata la risposta del sindaco Battazza: &#8220;&#8230;<span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><em>finora non esiste nell’ordinamento italiano.<span> </span>Per inserirla, occorre avviare una           campagna di           carattere nazionale. Lo devono decidere in Parlamento.</em>” </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;">Ecco il resoconto di Hossein e un paio di articoli dei giornali locali mandati da Fabio Bartolini. Nel Corriere di Rimini, arrivano a definire la revoca: &#8220;teorizzazioni dei grillini piemontesi&#8221;. Alla faccia della competenza e dell&#8217;obiettività che dovrebbero avere i giornalisti.</span></p>
<p>Cara         amica/caro amico,</p>
<p>Buon         giorno. In allegato e di         seguito, invio il mio intervento al Consiglio comunale aperto di ieri sera giovedì 27 ottobre 2011, presso           la sala <span id="more-3295"></span>consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.</p>
<p>L’Amministrazione         comunale a distanza di 18 mesi dall’ultimo Consiglio comunale         aperto ai cittadini, ha dato nuovamente l’occasione ai         morcianesi desiderosi,         di fare la domanda, per essere ammessi e fare un intervento di         dieci minuti su         uno o più argomenti già dichiarati, e senza il diritto di         replica.</p>
<p>Da cittadino         attivo e l’aderente al “Comitato per la difesa dei diritti         del cittadino”, ho ritenuto che in questo momento, nel nostro         Comune, come del         resto al livello nazionale, la questione democratica è al primo         posto. In         quanto, ritengo che con maggiore “democrazia diretta” e la         partecipazione dei         cittadini, si potrà trovare delle idonee soluzioni anche alla         crisi economica,         occupazionale e di credibilità che attualmente il nostro Paese e         Comune sta         attraversando.</p>
<p>La proposta di         aggiungere due nuovi articoli allo Statuto comunale: il         “Referendum         propositivo” e “Le Elezioni di Revoca del mandato dell’eletto         per la giusta         causa”, sono mirati a dare qualche strumento democratico al         cittadino, nei         lunghissimi cinque anni tra gli appuntamenti elettorali.</p>
<p>In un Comune,         dove manca il Regolamento attuativo dei Referendum         abrogativi e propositivi &#8211; sugli argomenti molto limitati &#8211; da         più di cinque         anni, era chiaro che l’attuale maggioranza e Consiglio comunale,         non sia disposte         a concedere ai cittadini dei nuovi diritti referendari. Questa         non era una         buona ragione per rinunciare a questo diritto.</p>
<p>Ho preferito di         leggere il mio intervento, per poi consegnare delle copie         al Segretario comunale e i capi gruppi consigliari.         Nell’impossibilità fisica,         di occupare posto nel seggiolino e tavolino che avevano         preparato per l’intervento         di due bravi, alluni delle medie &#8211; eredità dell’era di Ciotti –         con la schiena         verso il pubblico. Ho cercato di leggere il mio discorso in         piedi, tra un         brusio continuo, e la contrarietà evidente, di alcuni         Consiglieri della         maggioranza e di un Consigliere della minoranza.</p>
<p>Alla fine è         intervenuto Sindaco Claudio Battazza: “<em>I Referendum           sono necessari. Faremo il Regolamento mancante, quando           prima. In ogni caso, prima di andare via lo faremo. Per quando           riguarda alle           Elezioni di Revoca del mandato dell’eletto per la giusta           causa, come diceva           Fayaz stesso, finora non esiste nell’ordinamento italiano.  Per inserirla, occorre avviare una           campagna di           carattere nazionale. Lo devono decidere in Parlamento.</em>”.</p>
<p>Grazie e         Cordiali Saluti.<br />
Hossein Fayaz – <a href="mailto:info@fayaz.it" target="_blank">info@fayaz.it</a><br />
&#8220;Comitato per la difesa dei diritti del cittadino&#8221;.</p>
<p>Di seguito         il testo dell’intervento:</p>
<p>Signor         Sindaco, Signore e Signori Consiglieri, Signora Segretario         Generale, Signore e         Signori del Pubblico.</p>
<p>Buona sera e         grazie per quest’opportunità.</p>
<p>È stato         accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di una maggiore         democrazia e         partecipazione dei cittadini è sinonimo di maggiore prosperità,         benessere,         coesione sociale e felicità degli abitanti. Per questa ragione         propongo che         vengono inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia         Diretta” nello         Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il Referendum         Propositivo;         secondo, l’Elezione di Revoca del mandato dell’eletto per la         giusta causa.</p>
<p>L’Amministrazione         Ciotti (centro destra) prima, e Battazza (centro         sinistra) ora, pur esistendo ripetute richieste, l’ultima volta         nel Consiglio         comunale aperto del 15 aprile 2010, hanno negato agli elettori         morcianesi         l’esercizio del diritto statutario (Articoli 38 e 39) dei         Referendum abrogativi         e consultivi comunali, dal lontano 2006 ad oggi. Infatti, non ne         hanno regolamentate         le modalità di espletamento, tanto da costringere recentemente i         Comitati         cittadini “Per la difesa dei diritti del cittadino” e “Morciano         in Comune” a         rivolgersi al Difensore Civico regionale per vedersi         riconosciuto un diritto         costituzionalmente garantito. Il Difensore Civico è intervenuto         prontamente         avviando un’inchiesta.</p>
<p>La         politica locale non può ignorare il significato del voto         referendario         del 12 e 13 giugno 2011 a Morciano.</p>
<p>Non         si può chiedere ai cittadini di fare la raccolta differenziata         dei         rifiuti urbani, con ottimi risultati e grande partecipazione e         impegno, per poi         aumentare anziché diminuire, com’era stato promesso, la Tarsu.</p>
<p>Non         è accettabile che Hera, dopo il verdetto referendario sui         servizi         pubblici, non diminuisca la tariffa dell’acqua.</p>
<p>Non         si può orchestrare la “Urbanistica Partecipata” per il Pru         Ghigi,         come stabilisce la Legge Regionale n. 6/2009, Art. 4, comma uno,         tenere         occupati la cittadinanza attiva dal settembre 2010 al febbraio         2011 e poi         procedere come niente fosse successo, realizzando esattamente i         termini         dell’accordo del 18 febbraio 2010 sottoscritto in Provincia con         la Società         Rinnovamento Ghigi S.r.l. la proprietaria dell’ex Pastificio.</p>
<p>La         Costituzione dell’Italia repubblicana, che entrò in vigore il         primo         gennaio 1948, ha garantito le libertà democratiche, pace,         progresso sociale ed         economico al Paese. Ma in pratica il sistema quasi         esclusivamente della “democrazia         rappresentativa”, ha avuto alcune lacune clamorose, tra queste         escluse i         Referendum abrogativi, nessuna forma di democrazia diretta e         partecipativa         della popolazione.</p>
<p>Come hanno risolto         questi problemi i         nostri vicini?</p>
<p>Ad         esempio i cittadini svizzeri possono effettuare iniziative e         referendum su qualsiasi argomento su cui può legiferare il         parlamento. Gli         unici obblighi sono che rispettino i diritti universali         dell’uomo.</p>
<p>Promuovere         un referendum è relativamente facile. Il numero delle firme         necessarie non è eccessivo. Il tempo a disposizione degli         organizzatori per la         raccolta delle firme è ragionevole. Il quorum necessario dei         partecipanti al         referendum non costituisce un ostacolo. In alcuni Comuni e         cantoni è eguale a         zero. In altri è del cinque, dieci o venti percento degli aventi         il diritto di         voto o talvolta dei partecipanti alle ultime elezioni del         Parlamento.</p>
<p>Inoltre, la durata del mandato         dei         Consigli territoriali e del Parlamento è breve. La         rieleggibilità per più di         due mandati non è possibile.<strong> </strong>E         più importante di tutto hanno una giustizia veloce e precisa.</p>
<p>Hanno un altro         strumento legislativo formidabile. Nella Costituzione Svizzera e         negli Statuti         comunali degli enti territoriali svizzeri, anche in quella di         altri Paesi come         molti Stati degli Stati Uniti d’America e Canada, esistono le         elezioni di         revoca dell’eletto per giusta causa. Ad esempio incapacità ed         inadempienza         dell’eletto di svolgere il suo ruolo di Amministratore e di         realizzare il suo         programma elettorale. La revoca è lo strumento democratico che         permette agli         elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto.         La revoca del         mandato di un eletto, in diversi Paesi, viene chiesta tramite         una petizione         popolare sottoscritta dal 12 al 25 % dei votanti alle ultime         elezioni.<strong></strong></p>
<p>I Referendum         consultivi (Art. 39), aiutano gli amministratori a capire le         volontà della         maggioranza degli elettori. I Referendum abrogativi (Art. 38),         liberano i         cittadini dalle conseguenze negative delle decisioni sbagliate         degli         Amministratori o Dirigenti comunali. I Referendum propositivi,         durante i lunghi         cinque anni del mandato, ricordano ed impongono all’eletto le         volontà del corpo         elettorale. Nei Comuni dove si ricorre a questi tre tipi di         Referendum,         l’Amministrazione funziona perfettamente, e di rado si ricorre         alle Elezioni di         Revoca del mandato dell’eletto.</p>
<p>È arrivato il         tempo che i candidati delle prossime elezioni comunali, si         esprimano su questi         principi della “Democrazia Diretta” e sulla reale possibilità di         partecipazione         dei cittadini alle decisioni.</p>
<p>Per rispondere         alla domanda frequente del Sindaco Battazza: “<em>Dove           eravate durante l’Amministrazione Ciotti?</em>”, rammento che         senza         avere la possibilità di ricorrere ai tre tipi di Referendum ed         Elezione di         Revoca del mandato, la presenza, le proposte e le proteste dei         cittadini non         incidono sulle scelte sbagliate degli Amministratori. Gli esempi         non mancano:         progetto Ghigi a Morciano, Compartone a San Giovanni in         Marignano, condomini         nel Parco Tirso a Riccione, il porto turistico di Baia Vallugola         a Gabicce Mare         ect…</p>
<p>Il referendum         propositivo esiste in centinaia di Comuni italiani (tutti i         Comuni del Trentino         Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Sicilia, della         Sardegna e della         Val d&#8217;Aosta. Inoltre c&#8217;è ad esempio a Massa in Toscana.)<br />
Esiste in alcuni Comuni anche senza il “limite” quorum:<br />
sono undici i Comuni all’avanguardia in Italia, che hanno gli         strumenti dei         referendum propositivi e abrogativi con un quorum molto basso         (15%), oppure         pari a zero. Dieci di essi si trovano nella provincia di Bolzano         e uno nella         provincia di Trento, guardi caso sono le Province che hanno il         tasso più basso         di disoccupazione, e il reddito pro capite più alto italiano.<br />
Il primo comune a togliere il quorum è stato Verano, nella         Provincia di         Bolzano, già nel 2005.<br />
La revoca per ora non esiste in nessuna istituzione italiana. E&#8217;         stata         presentata nella Regione Piemonte da Davide Bono consigliere del         “Movimento 5 Stelle”,         ma non è stata ancora discussa. Lui l&#8217;ha chiamata &#8220;richiamo&#8221;.<strong></strong></p>
<p>Questa         sera il Consiglio comunale aperto di Morciano è il primo in         Italia         a esaminare questo diritto, riconosciuto in diversi Paesi         europei e nord         americani.<br />
Sono certo che in un futuro non lontano, anche noi elettori         morcianesi         conquisteremo questi diritti basilari del cittadino.</p>
<p>Hossein         Fayaz</p>
<p>Morciano         di Romagna, 27 ottobre 2011.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/30/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il M5S di Marina di Carrara con La Parola ai Cittadini sta creando il programma elettorale. E vuole iniziare un referendum. E vuole togliere il quorum&#8230;</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/29/il-m5s-di-marina-di-carrara-con-la-parola-ai-cittadini-sta-creando-il-programma-elettorale-e-vuole-iniziare-un-referendum-e-vuole-togliere-il-quorum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/29/il-m5s-di-marina-di-carrara-con-la-parola-ai-cittadini-sta-creando-il-programma-elettorale-e-vuole-iniziare-un-referendum-e-vuole-togliere-il-quorum/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 20:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[la parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[marina di carrara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3290</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

gli amici di Marina di Carrara, dove ero stato il 30 aprile 2011, stanno pensando in grande. Faranno una serie di incontri partecipativi aperti a tutti i cittadini chiamati &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; in tutti i quartieri. Da questi incontri ricaveranno il loro programma elettorale, infatti hanno deciso di partecipare alle elezioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/marina-carrara.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3291" title="marina carrara" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/marina-carrara.jpg" alt="marina carrara" width="504" height="403" /></a></p>
<p>gli amici di Marina di Carrara, <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/01/bellincontro-sulla-democrazia-diretta-a-marina-di-carrara/">dove ero stato il 30 aprile 2011</a>, stanno pensando in grande. Faranno una serie di incontri partecipativi aperti a tutti i cittadini chiamati &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; in tutti i quartieri. Da questi incontri ricaveranno il loro programma elettorale, infatti hanno deciso di partecipare alle elezioni del 2012. Inoltre avvieranno un referendum sul porto turistico e hanno annunciato che uno dei punti fondamentali del loro programma, sarà quello di chiedere maggiori strumenti di democrazia diretta, senza la presenza del quorum! Un bellissimo inizio per un&#8217;avventura che sarà lunga e faticosa, ma sono certo che riserverà grandi soddisfazioni a quel bel gruppo e sarà di enorme beneficio per l&#8217;intera città. Auguro per il bene della città che molti di loro vengano eletti e che possano attuare il programma che stanno elaborando e tutti i punti sulla democrazia diretta. E magari primi in Italia a livello comunale, che riescano a introdurre lo strumento della revoca degli eletti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/29/il-m5s-di-marina-di-carrara-con-la-parola-ai-cittadini-sta-creando-il-programma-elettorale-e-vuole-iniziare-un-referendum-e-vuole-togliere-il-quorum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Morciano (RN) il 27 ottobre 2011 viene chiesto di introdurre la revoca nel comune. Prima volta in Italia a livello comunale!</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/26/a-morciano-rn-il-27-ottobre-2011-viene-chiesto-di-introdurre-la-revoca-nel-comune-prima-volta-in-italia-a-livello-comunale/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/26/a-morciano-rn-il-27-ottobre-2011-viene-chiesto-di-introdurre-la-revoca-nel-comune-prima-volta-in-italia-a-livello-comunale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 20:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale aperto]]></category>
		<category><![CDATA[hossein fayaz]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3249</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente l&#8217;introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E&#8217; la prima volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del Comitato per la difesa dei diritti del cittadino. Non credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/convocazione-CC-aperto-27102011.png"><img class="alignnone size-large wp-image-3250" title="convocazione CC aperto 27102011" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/convocazione-CC-aperto-27102011-716x1024.png" alt="convocazione CC aperto 27102011" width="430" height="614" /></a></p>
<p>giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente l&#8217;introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E&#8217; la prima volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del Comitato per la difesa dei diritti del cittadino. Non credo proprio che la giunta comunale e il consiglio comunale, approveranno la proposta, ma da qualche parte bisognava iniziare. Anche negli Stati Uniti dove questo strumento esiste in moltissime città, alla fine del 1800 si è cominciato a considerarlo, poi a discuterlo, poi a proporlo ed infine è entrato nella mente e nei cuori dei cittadini e anche dentro alle istituzioni. Nel gennaio 2011, grazie a Davide Bono, consigliere regione piemonte del M5S era stata fatta la prima mozione in assoluto in Italia su questo argomento in qualsiasi istituzione. Giovedì 27 ottobre 2011, si entra per la prima volta in un comune con una identica proposta. Sono sicuro che molte altre città seguiranno; chi sarà la seconda? Il primo passo che dobbiamo fare noi cittadini è quello di informarci. Ad esempio leggendo il capitolo sulla revoca del libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221; scaricabile gratuitamente qui: <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37</a></p>
<p>Nei prossimi giorni inserirò il video della serata. Purtroppo gli amici di Morciano in Comune non possono realizzare la diretta video in streaming per esplicito volere degli amministratori.</p>
<p>Questo il modulo che i cittadini hanno riempito per poter fare una proposta (lo metto come esempio, magari da riprodurre più amichevolmente):</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Modulo-istanza-consiglio-comunale-aperto.pdf">Modulo istanza consiglio comunale aperto</a></p>
<p>Un grande in bocca al lupo ad Hossein, che ha mostrato un esempio da seguire da tutti noi!</p>
<p>Ecco la lettera inviata da Hossein:</p>
<p>Cara amica/Caro         amico,</p>
<p>Buon giorno. Augurandomi di fare       una cosa gradita, in allegato invio il nostro Comunicato Stampa       dal titolo: “<strong>Perché chiediamo più democrazia nel         nostro Comune?”, riguardo al Consiglio comunale aperto ai         cittadini di giovedì sera, 27 ottobre, alle ore 20:30, presso la         sala consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.<br />
Con la preghiera di divulgazione.</strong><br />
Grazie e Cordiali Saluti.<br />
Hossein Fayaz<br />
&#8220;Comitato per la difesa dei diritti del cittadino&#8221;.</p>
<p align="center">Perché chiediamo più democrazia nel         nostro Comune?</p>
<p>È         stato accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di una         maggiore         democrazia e partecipazione dei cittadini è sinonimo di maggiore         prosperità,         benessere, coesione sociale e felicità degli abitanti. Per         questa ragione nel Consiglio comunale aperto         convocato per giovedì sera 27 ottobre, alle ore 20:30, in         Municipio, proponiamo         che vengono inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia         Diretta” nello         Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il Referendum         Propositivo;         secondo, l’Elezione di Revoca del mandato dell’eletto per la         giusta causa.<span id="more-3249"></span></p>
<p>L’Amministrazione         Ciotti (centro destra) prima, e Battazza (centro         sinistra) ora, pur esistendo ripetute richieste, l’ultima volta         nel Consiglio         comunale aperto del 15 aprile 2010, hanno negato agli elettori         morcianesi         l’esercizio del diritto statutario (Articoli 38 e 39) dei         Referendum abrogativi         e consultivi comunali, dal lontano 2006 ad oggi. Infatti, non ne         hanno         regolamentato le modalità di espletamento, tanto da costringere         recentemente i         Comitati cittadini “Per la difesa dei diritti del cittadino” e         “Morciano in         Comune” a rivolgersi al Difensore Civico regionale per vedersi         riconosciuto un         diritto costituzionalmente garantito. Il Difensore Civico è         intervenuto         prontamente avviando un’inchiesta.</p>
<p>Poiché         le vaghe risposte del Sindaco di Morciano di Romagna non l’hanno         convinto, con molta probabilità chiederà la nomina di un         commissario per         decretare il regolamento mancante e stabilire il diritto negato         ai cittadini.</p>
<p>La         politica locale non può ignorare il significato del voto         referendario         del 12 e 13 giugno 2011 a Morciano. Non si può chiedere ai         cittadini di fare la         raccolta differenziata dei rifiuti urbani, con ottimi risultati         e grande         partecipazione e impegno, per poi aumentare anziché diminuire,         com’era stato         promesso, la Tarsu. Non è accettabile che Hera non diminuisca la         tariffa         dell’acqua. Non si può orchestrare la “Urbanistica Partecipata”         per il Pru         Ghigi, come stabilisce la Legge Regionale n. 6/2009, Art. 4,         comma 1, tenere         occupati la cittadinanza attiva dal settembre 2010 al febbraio         2011 e poi         procedere come niente fosse successo, realizzando esattamente i         termini         dell’accordo del 18 febbraio 2010 sottoscritto in Provincia con         la Società Rinnovamento         Ghigi S.r.l. la proprietaria dell’ex Pastificio.</p>
<p><strong>I Referendum consultivi</strong> (Art. 39), aiutano gli amministratori a capire le volontà della         maggioranza         degli elettori. <strong>I Referendum abrogativi</strong> (Art. 38), liberano i cittadini dalle conseguenze negative delle         decisioni         sbagliate degli Amministratori o Dirigenti comunali. <strong>I Referendum propositivi</strong>, durante i lunghi cinque         anni del mandato,         ricordano ed impongono all’eletto le volontà del corpo         elettorale. Nei Comuni         dove si ricorre a questi tre tipi di Referendum,         l’Amministrazione funziona         perfettamente, e di rado si ricorre alle <strong>Elezioni           di Revoca del mandato dell’eletto. </strong></p>
<p>Per         rispondere alla domanda frequente del Sindaco Battazza: “<strong><em>Dove eravate durante             l’Amministrazione Ciotti?</em></strong>”, rammendo che senza avere         la possibilità di         ricorrere ai tre tipi di Referendum ed Elezione di Revoca del         mandato, la presenza,         le proposte e le proteste dei cittadini non incidono sulle         scelte sbagliate         degli Amministratori. Gli esempi non mancano: progetto Ghigi a         Morciano,         Compartone a San Giovanni in Marignano, condomini nel Parco         Tirso a Riccione,         il porto turistico di Baia Vallugola a Gabicce Mare ect… <strong></strong></p>
<p align="left">Il referendum         propositivo esiste in centinaia di Comuni italiani (tutti i         Comuni del Trentino         Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Sicilia, della         Sardegna e della         Val d&#8217;Aosta. Inoltre c&#8217;è ad esempio a Massa in Toscana).<br />
Esiste in         alcuni Comuni         anche senza il “limite” quorum:<br />
sono undici i Comuni all’avanguardia in Italia, che hanno gli         strumenti dei         referendum propositivi e abrogativi con un quorum molto basso         (15%) oppure pari         a zero. Dieci di essi si trovano nella provincia di Bolzano e         uno nella         provincia di Trento.<br />
Il primo         comune a         togliere il quorum è stato Verano, nella Provincia di Bolzano,         già nel 2005.<br />
La revoca         per ora non         esiste in nessuna istituzione italiana. E&#8217;         stata         presentata nella Regione Piemonte da Davide Bono consigliere del         “Movimento 5 Stelle”,         ma non è stata ancora discussa. Lui l&#8217;ha chiamata &#8220;richiamo&#8221;.</p>
<p align="left">Giovedì sera il Consiglio comunale aperto di         Morciano è il         primo in Italia a esaminare questo diritto, riconosciuto in         diversi Paesi         europei e nord americani.<br />
Sono certo che in un futuro non lontano, anche noi elettori         morcianesi         conquisteremo questi diritti basilari del cittadino.</p>
<p>Hossein         Fayaz</p>
<p>“Comitato per la difesa         dei diritti del cittadino”.</p>
<p><a href="mailto:info@fayaz.it" target="_blank">info@fayaz.it</a></p>
<p>Morciano di Romagna, 26         ottobre 2011.</p>
<pre><a href="http://www.hosseinfayaz.com/" target="_blank">www.hosseinfayaz.com</a></pre>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/26/a-morciano-rn-il-27-ottobre-2011-viene-chiesto-di-introdurre-la-revoca-nel-comune-prima-volta-in-italia-a-livello-comunale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>legge per la democrazia diretta: bozza 011. Prossimo incontro skype il martedì 25 ottobre ore 21</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/19/legge-per-la-democrazia-diretta-bozza-011-prossimo-incontro-skype-il-martedi-25-ottobre-ore-21/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/19/legge-per-la-democrazia-diretta-bozza-011-prossimo-incontro-skype-il-martedi-25-ottobre-ore-21/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 07:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa popolare togliere quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3218</guid>
		<description><![CDATA[[ 25 Ottobre 2011; 21:00 a 23:00. ] di Paolo Michelotto



ottimo incontro, estremamente produttivo, quello del 18 ottobre 2011 via skype riguardante la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Risolto ogni problema tecnico abbiamo potuto concentrarci solo sulla discussione. Abbiamo rivisto e approvato gli art. 67 (revoca degli eletti), 69 (indennità degli eletti), 70 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/11.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3219" title="11" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/11.png" alt="11" width="252" height="252" /></a></p>
<p>ottimo incontro, estremamente produttivo, quello del 18 ottobre 2011 via skype riguardante la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Risolto ogni problema tecnico abbiamo potuto concentrarci solo sulla discussione. Abbiamo rivisto e approvato gli art. 67 (revoca degli eletti), 69 (indennità degli eletti), 70 (funzione legislativa), 71 (iniziativa delle leggi), 73 (iniziativa di legge popolare a voto parlamentare), 73 bis (iniziativa di legge popolare a voto popolare), 73 ter (firme elettroniche), 73 quater (materie di competenza), 73 quinquies (libretto informativo).</p>
<p>Dalla discussione di ieri sera è uscita la bozza 011. Il prossimo incontro skype sarà martedì 25 ottobre ore 21. Chi vuole partecipare, è utile che lo segnali agli altri qui su doodle:</p>
<p><a href="http://www.doodle.com/kv8zmz3tk2zdxkck">http://www.doodle.com/kv8zmz3tk2zdxkck</a></p>
<p>Abbiamo deciso che nella prossima riunione gli articoli dal 67 al 73 quinquies non verranno discussi.<br />
Cominceremo la discussione dall&#8217;art. 74 in avanti.</p>
<p>Questo il documento 011 che invito tutti a scaricarsi e a leggere e magari a commentare.</p>
<h4><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/011-legge-quorum-DD.doc">bozza 011 della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta</a></span></h4>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/19/legge-per-la-democrazia-diretta-bozza-011-prossimo-incontro-skype-il-martedi-25-ottobre-ore-21/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incontro skype per discutere legge democrazia diretta: martedì 18 &#8211; 10 -2011 ore 21</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/16/incontro-skype-per-discutere-legge-democrazia-diretta-martedi-18-10-2011-ore-21/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/16/incontro-skype-per-discutere-legge-democrazia-diretta-martedi-18-10-2011-ore-21/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 21:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[legge democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3204</guid>
		<description><![CDATA[[ 18 Ottobre 2011; 21:00 a 23:00. ] di Paolo Michelotto



prossimo incontro skype per discutere la legge di iniziativa popolare per migliorare la democrazia diretta si terrà il martedì 18 ottobre 2011 ore 21.

Per partecipare occorre iscriversi qui:

http://doodle.com/yuiz36xmxvzn6s6p

scrivendo il proprio nome skype

La bozza da cui partiremo per la discussione è la 010 che si trova qui:

http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/010-legge-quorum-DD.doc]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/audio-conference.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3205" title="audio-conference" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/audio-conference.jpg" alt="audio-conference" width="212" height="142" /></a></p>
<p>prossimo incontro skype per discutere la legge di iniziativa popolare per migliorare la democrazia diretta si terrà il martedì 18 ottobre 2011 ore 21.</p>
<p>Per partecipare occorre iscriversi qui:</p>
<p><a href="http://doodle.com/yuiz36xmxvzn6s6p">http://doodle.com/yuiz36xmxvzn6s6p</a></p>
<p>scrivendo il proprio nome skype</p>
<p>La bozza da cui partiremo per la discussione è la 010 che si trova qui:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/010-legge-quorum-DD.doc">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/010-legge-quorum-DD.doc</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/16/incontro-skype-per-discutere-legge-democrazia-diretta-martedi-18-10-2011-ore-21/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ecco i commenti arrivati finora alla legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/10/ecco-i-commenti-arrivati-finora-alla-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/10/ecco-i-commenti-arrivati-finora-alla-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 21:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa popolare togliere quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3168</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

alcuni giorni fa, avevo postato la bozza 009 della legge di iniziativa popolare, chiedendo commenti.
Ecco qui la bozza 009 con tutti i commenti arrivati fino alla sera del 10/10/11. Nei prossimi giorni proverò a proporre una nuova bozza che tenga conto di quei commenti, su cui continuare a discutere.
009-legge-quorum-DD tutti i commenti fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/OK.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3170" title="OK" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/OK.jpg" alt="OK" width="400" height="316" /></a></p>
<p>alcuni giorni fa, avevo postato la bozza 009 della legge di iniziativa popolare, chiedendo commenti.</p>
<p>Ecco qui la bozza 009 con tutti i commenti arrivati fino alla sera del 10/10/11. Nei prossimi giorni proverò a proporre una nuova bozza che tenga conto di quei commenti, su cui continuare a discutere.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/009-legge-quorum-DD-tutti-i-commenti-fino-al-1010.doc">009-legge-quorum-DD tutti i commenti fino al 10:10</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/10/ecco-i-commenti-arrivati-finora-alla-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>bozza 008, esito incontro skype 27-09-11 e prossimo incontro a Rovereto 03-10-11</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/28/bozza-008-esito-incontro-skype-27-09-11-e-prossimo-incontro-a-rovereto-03-10-11/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/28/bozza-008-esito-incontro-skype-27-09-11-e-prossimo-incontro-a-rovereto-03-10-11/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 20:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa popolare togliere quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3122</guid>
		<description><![CDATA[[ 3 Ottobre 2011; 10:30 a 17:30. ] di Paolo Michelotto



nell'ultimo incontro skype, molto numeroso, c'erano difficoltà tecniche non indifferenti. Quindi alla fine abbiamo deciso di rinviare ogni dcisione all'incontro del 3 ottobre a Rovereto dalle 10,30 alle 17.30 in luogo che verrà comunicato nei prossimi giorni. Abbiamo anche stabilito di scrivere la bozza 008 in cui fosse formulato meglio il percorso finora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/vicino-alla-vetta-008.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3126" title="vicino alla vetta 008" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/vicino-alla-vetta-008.jpg" alt="vicino alla vetta 008" width="500" height="307" /></a></p>
<p>nell&#8217;ultimo incontro skype, molto numeroso, c&#8217;erano difficoltà tecniche non indifferenti. Quindi alla fine abbiamo deciso di rinviare ogni dcisione all&#8217;incontro del 3 ottobre a Rovereto dalle 10,30 alle 17.30 in luogo che verrà comunicato nei prossimi giorni. Abbiamo anche stabilito di scrivere la bozza 008 in cui fosse formulato meglio il percorso finora effettuato, gli articoli in cui tutti siamo d&#8217;accordo e quelli ancora da discutere.</p>
<p>Ecco la bozza nel formato rtf, doc e pdf per soddisfare tutti i palati. Se in rtf e doc vi si apre stranamente formattato, quello che fa fede è la versione pdf.</p>
<p>All&#8217;incontro del 3 ottobre sono invitati tutti coloro seriamente interessati alla democrazia. Unico requisito un&#8217;attenta lettura della bozza 008 e della proposta di legge Peterlini, su cui molto della bozza 008 si basa.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/008-legge-quorum-DD.rtf">008 legge quorum DD rtf</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/008-legge-quorum-DD.doc">008 legge quorum DD doc</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/008-legge-quorum-DD.pdf">008 legge quorum DD pdf </a></p>
<p>qui la bozza 008 messa in forma estesa:<span id="more-3122"></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 95%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Bozza 008 – 28 -09-11 – risultato da riunione skype</em></span></span></span></p>
<h3><strong>Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta</strong></h3>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Riassunto del percorso effettuato finora, per chi non ha partecipato fin dall&#8217;inizio:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">13-06-2011 	invio di una email ai miei contatti e amici, con idea di creare una 	legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli 	strumenti di DD. </span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/13/i-tempi-sono-maturi-per-una-legge-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/13/i-tempi-sono-maturi-per-una-legge-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum/</span></span></a></span></span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;idea è quella di basarsi sulla proposta di legge del Sen. Peterlini con aggiunte riguardanti la democrazia diretta a livello locale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Creazione del gruppo su FB “Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum”</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	14-06-2011 “Il Fatto Quotidiano” parla di questa idea</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/20/la-pagina-de-il-fatto-quotidiano-dove-si-parla-delliniziativa/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/20/la-pagina-de-il-fatto-quotidiano-dove-si-parla-delliniziativa/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	15-06-2011 aggiungo la proposta di aggiungere anche lo strumento 	della revoca e raccolgo alcuni documenti su come realizzare 	concretamente la legge di iniziativa popolare. 	http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/15/grande-interesse-per-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-creare-referendum-anche-propositivo-senza-quorum/</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	15-06-2011 nasce la bozza 001 della legge</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/15/grande-interesse-per-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-creare-referendum-anche-propositivo-senza-quorum/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/15/grande-interesse-per-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-creare-referendum-anche-propositivo-senza-quorum/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	16-06-2011 nasce un forum dedicato alla creazione di questa legge:</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://quorum.forumattivo.it/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://quorum.forumattivo.it</span></span></a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/15/grande-interesse-per-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-creare-referendum-anche-propositivo-senza-quorum/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/15/grande-interesse-per-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-creare-referendum-anche-propositivo-senza-quorum/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	21-06-2011 in base alle correzioni e suggerimenti arrivati sul forum 	e sul blog e su FB pubblico la bozza 002 della legge e sul forum c&#8217;è 	una sezione delle città in cui c&#8217;è qualcuno che si autopropone di 	dare una mano a raccogliere le firme una volta terminata la stesura 	e avviata la procedura</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/21/alcune-novita-e-seconda-bozza-della-legge/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/21/alcune-novita-e-seconda-bozza-della-legge/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	22-06-2011 scopro alcuni precedenti che ci permettono di pensare di 	realizzare una legge di iniziativa popolare per proporre di cambiare 	la costituzione</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/22/si-puo-fare-la-legge-di-iniziativa-popolare-sulla-costituzione-ci-sono-almeno-tre-precedenti/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/22/si-puo-fare-la-legge-di-iniziativa-popolare-sulla-costituzione-ci-sono-almeno-tre-precedenti/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	24-06-2011 inizia sul forum la possibilità di proporre e votare gli 	argomenti da introdurre nella legge</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/22/si-puo-fare-la-legge-di-iniziativa-popolare-sulla-costituzione-ci-sono-almeno-tre-precedenti/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/22/si-puo-fare-la-legge-di-iniziativa-popolare-sulla-costituzione-ci-sono-almeno-tre-precedenti/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	28-06-2011 termina la votazione. Nasce l&#8217;idea anche di raccogliere 	le firme per la legge nazionale e le mozioni comunali che ogni 	gruppo farà per migliorare la democrazia nella propria città</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/28/ultime-ore-per-proporre-e-votare-le-idee-da-inserire-nella-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/28/ultime-ore-per-proporre-e-votare-le-idee-da-inserire-nella-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	29-06-2011 i risultati della votazione delle proposte</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/06/29/i-risultati-della-votazione-alle-ore-6-del-29-giugno-2011-sulle-idee-da-inserire-nella-proposta-di-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/29/i-risultati-della-votazione-alle-ore-6-del-29-giugno-2011-sulle-idee-da-inserire-nella-proposta-di-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	02-07-2011 viene scritta la bozza 003 in base a quanto emerso sul 	forum. Nasce sul forum la sezione fase 4 per passare dalle idee al 	testo finale</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/07/02/aggiornamenti-su-riunione-skype-proposta-di-legge-nuove-adesioni-bozza-003/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/02/aggiornamenti-su-riunione-skype-proposta-di-legge-nuove-adesioni-bozza-003/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	05-07-2011 prima riunione skype</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://quorum.forumattivo.it/t81-verbale-diretta-skype-5-07"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://quorum.forumattivo.it/t81-verbale-diretta-skype-5-07</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	19-08-2011 seconda riunione skype</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/08/17/prossimo-incontro-skype-per-legge-togliere-il-quorum-venerdi-19-agosto-ore-21/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/08/17/prossimo-incontro-skype-per-legge-togliere-il-quorum-venerdi-19-agosto-ore-21/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	05-09-2011 prima riunione dal vivo a Bolzano nella sede Più 	Democrazia</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">preparazione della bozza 004</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/09/04/riassunto-della-bozza-della-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/04/riassunto-della-bozza-della-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	05-09-2011 bozza 005 con esito della discussione di Bolzano</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/09/05/lincontro-a-bolzano-per-scrivere-la-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-prossimo-incontro-su-skype-martedi-13-settembre-ore-2030/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/05/lincontro-a-bolzano-per-scrivere-la-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-prossimo-incontro-su-skype-martedi-13-settembre-ore-2030/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	13-09-2011 terza riunione skype e bozza 006</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/09/14/bozza-006-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-la-dd-esito-della-riunione-skype-del-130911-e-prossimi-appuntamenti/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/14/bozza-006-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-la-dd-esito-della-riunione-skype-del-130911-e-prossimi-appuntamenti/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	19-09-2011 quarta riunione skype e bozza 007</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../2011/09/20/bozza-007-della-legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-ed-esito-riunione-skype-del-19-09-11/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/20/bozza-007-della-legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-ed-esito-riunione-skype-del-19-09-11/</span></span></a></span></span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il 	27-09-2011 quinta riunione skype e bozza 008</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Qui il forum in cui discutiamo la legge:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://quorum.forumattivo.it/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://quorum.forumattivo.it/</span></span></a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Qui il gruppo FaceBook per la Legge di Iniziativa popolare per togliere il quorum</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798</span></span></a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Qui tutti gli articoli attinenti la legge, apparsi sul blog</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../../../../category/iniziativa-di-legge-popolare/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.paolomichelotto.it/blog/category/iniziativa-di-legge-popolare/</span></span></a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Qui la proposta di legge Peterlini che è il fondamento di questa</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00410179.pdf"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">www.</span></span></span></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>senato</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00410179.pdf</span></span></span></span></span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: large;"><em><strong>Obiettivi da inserire nella legge, votati assieme </strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 95%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>discussi prima sul forum, ed infine decisi nell&#8217;incontro a Bolzano 5-09-11</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quorum</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Livello 	di comune, provincia, città metropolitana, regione</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Trasparenza</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Obbligatorietà 	seguito iniziative</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Referendum 	obbligatori su modifiche costituzionali e trattati internazionali</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Libretto 	informativo</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Iniziative 	di legge a voto popolare</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Raccolta 	firme senza funzionario</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Revoca</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Referendum 	opzionale</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">DD 	nella informazione</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Firme 	via internet</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diritto 	dei cittadini di poter deliberare su tutte le materie di competenza 	degli eletti a tutti i livelli</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Indennità 	dei parlamentari è approvata dal popolo</span></span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><em><strong>Norme della Costituzione da modificare</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 67 – Mandato e revoca</strong></em></span></span></span></p>
<table style="height: 364px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nostra 			proposta </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">(su 			ispirazione dell&#8217;art. 72 Costituzione Venezuela)</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			67. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita 			le sue funzioni senza vincolo di mandato.</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			67. &#8211; Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed 			esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 			membri del parlamento eletti o nominati sono soggetti a revoca. 			Trascorso un anno del mandato della persona eletta o nominata, un 			numero di elettori pari ad almeno il 12% degli aventi diritto al 			voto del collegio elettorale di pertinenza o l&#8217;1% dell&#8217;intero 			corpo elettorale nazionale, può presentare una richiesta di 			votazione per la revoca del mandato. Quando la maggioranza dei 			votanti si esprime a favore della revoca, il mandato del 			parlamentare sarà considerato revocato e dovrà essere intrapresa 			un&#8217;azione immediata per ricoprire la posizione vacante, con le 			modalità previste dalla legge. </span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 69 – Indennità degli eletti</strong></em></span></span></span></p>
<table style="height: 99px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita 			dalla legge.</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata 			dai cittadini al momento del voto, scelta tra i multipli da 1 a 10 			del reddito medio pro capite dei cittadini italiani.</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 70 – Funzione legislativa</strong></em></span></span></span></p>
<table style="height: 115px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			70. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle 			due Camere.</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			70. &#8211; La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle 			due Camere o dal popolo sovrano ogni qualvolta ne faccia richiesta 			un numero di elettori stabilito dagli articoli successivi della 			Costituzione.</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 71 – Iniziativa delle leggi</strong></em></span></span></span></p>
<table style="height: 198px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			71.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’iniziativa 			delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere 			ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge 			costituzionale.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il 			popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, 			da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto 			in articoli.</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			71.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’iniziativa 			delle leggi appartiene ai cittadini elettori, a ciascun membro 			delle Camere, al Governo ed agli organi ed enti ai quali sia 			conferita da legge costituzionale.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 			cittadini elettori esercitano l’iniziativa delle leggi mediante 			la proposta di un progetto redatto in articoli secondo le modalità 			previste dall&#8217;art. xx (quello che descrive l&#8217;iniziativa).</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. A – Firme elettroniche</strong></em></span></span></span></p>
<table style="height: 167px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nuovo</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Verrà 			inserito dopo l&#8217;articolo che discute l&#8217;iniziativa popolare</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non 			esiste</span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art 			A</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e 			delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, 			può avvenire su supporto cartaceo e/od elettronico-informatico.</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. B – materie di competenza</strong></em></span></span></span></p>
<table style="height: 302px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nuovo</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Verrà 			inserito dopo l&#8217;articolo che discute l&#8217;iniziativa popolare</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non 			esiste</span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">art. 			B</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Gli 			strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutta la 			materia legislativa già di competenza dei rappresentanti eletti 			dal popolo e non possono in alcun caso confliggere né con le 			disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i 			principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo, né 			con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei 			diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ciascuna 			proposta di legge o di referendum deve rispettare il principio 			dell&#8217;unità della forma e della materia.</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<h3 style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none"><strong>Le pagine successive sono state elaborate in precedenza alla riunione skype del 27/09/11 sul forum</strong></h3>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 95%" align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://quorum.forumattivo.it/"><span style="text-decoration: none"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>http://quorum.forumattivo.it</strong></em></span></span></span></a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 95%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>E servono come base per le prossime discussioni</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 73 – promulgazione leggi &#8211; iniziativa</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>discussione sul forum</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://quorum.forumattivo.it/t85-art-73-iniziativa-popolare"><span style="text-decoration: none"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>http://quorum.forumattivo.it/t85-art-73-iniziativa-popolare</strong></em></span></span></span></a></span></span></span></p>
<table style="height: 2694px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="234"></col>
<col width="235"></col>
<col width="234"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="234">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="235">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Proposta 			Peterlini</span></span></p>
</td>
<td width="234">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Proposta 			Leonello Zaquini – Enrico Pistelli &#8211; Forum</span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="234">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Art. 			73. Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro 			un mese dall’approvazione.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Se 			le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, 			ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da 			essa stabilito.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Le 			leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in 			vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, 			salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.</span></span></span></p>
</td>
<td width="235">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Art. 73. 			- Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi mediante la 			proposta di legge di iniziativa popolare, da parte di un numero 			minimo di elettori da stabilire con legge dello Stato, di un 			progetto redatto in articoli. La durata massima utile per la 			raccolta delle firme richieste per l’iniziativa popolare viene 			stabilita dalla legge dello Stato. La proposta di legge di 			iniziativa popolare, che deve essere formulata secondo il 			principio dell’unità della materia, viene presentata ad una 			Camera e segue l’iter legislativo previsto dall’articolo 72.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Qualora 			una proposta di legge ad iniziativa popolare, di cui al primo 			comma, non venga tradotta in legge dal Parlamento entro un congruo 			periodo di tempo, da stabilire con legge, la proposta è 			sottoposta alla votazione popolare deliberativa, previa 			dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte 			costituzionale, che decide con sentenza in seguito al deposito da 			parte del comitato promotore di un numero di firme di elettori non 			inferiore a cinquantamila. Qualora il Parlamento modifichi la 			proposta di legge di iniziativa popolare o approvi un proprio 			disegno di legge in materia, il comitato promotore dell’iniziativa 			popolare, composto da un numero minimo di elettori da stabilire 			con legge dello Stato, decide a maggioranza se ritirare il disegno 			di legge ad iniziativa popolare o far valere il diritto alla 			votazione popolare deliberativa. In questo ultimo caso ambedue le 			proposte vengono sottoposte a votazione referendaria. In questo 			caso le domande da sottoporre all’elettore sono tre: se 			preferisce la proposta popolare al diritto vigente; se preferisce 			la controproposta del Parlamento al diritto vigente; quale 			proposta deve entrare in vigore se gli elettori preferiscono 			entrambe le proposte al diritto vigente.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Una 			proposta è approvata se ha raggiunto la maggioranza dei voti 			validamente espressi sia nella maggioranza delle regioni sia 			sull’intero territorio nazionale. Se viene approvata sia la 			proposta popolare sia la controproposta parlamentare decide il 			risultato della terza domanda. La legge determina altresì le 			modalità relative ai criteri di ammissione dei referendum 			propositivi effettuata a cura della Corte costituzionale su 			richiesta del comitato promotore in data precedente alla raccolta 			delle adesioni</span></span></p>
</td>
<td width="234">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Art. 73 			bis. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la 			proposta di legge di iniziativa popolare a voto parlamentare o 			mediante la proposta di legge di iniziativa popolare a voto 			popolare. Le leggi di iniziativa popolare a voto parlamentare sono 			mozioni di iniziativa popolare e sono discusse, approvate o 			rifiutate dal parlamento. Le leggi di iniziativa popolare a voto 			popolare danno luogo ad un voto deliberativo popolare.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">I 			promotori di una legge di iniziativa popolare devono costituirsi 			in comitato di iniziativa popolare composto da almeno 11 persone 			aventi diritto di voto. Il comitato deve aprire un conto bancario, 			e dichiarare all&#8217;atto della propria costituzione i dati bancari 			del conto. I pagamenti per le attività dell&#8217;iniziativa di legge 			popolare dovranno transitare esclusivamente attraverso tale conto, 			i cui movimenti dovranno essere resi pubblici. Il non rispetto di 			queste condizioni di trasparenza rende nulla l&#8217;iniziativa di 			legge.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Una 			proposta di legge di iniziativa popolare deve essere formulata 			secondo il principio dell’unità della forma e della materia. Il 			testo deve essere consegnato alla cancelleria della Camera dei 			deputati.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di 			iniziativa popolare a voto parlamentare deve essere almeno pari 			allo 0,1% del numero degli elettori a livello nazionale ed il 			tempo per la raccolta e&#8217; di 6 mesi.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Una 			legge di iniziativa popolare a voto parlamentare, in seguito alla 			raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, segue l’iter 			legislativo previsto dall’articolo 72.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			parlamento deve prendere in esame la proposta di legge di 			iniziativa popolare ed esprimersi approvandola o rifiutandola, 			trascorsi al massimo 12 mesi dalla data della presentazione. 			Entrambe le camere hanno il diritto di proporre al comitato di 			iniziativa popolare emendamenti che possono essere accettati o 			rifiutati dal comitato stesso.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Qualora 			il parlamento non si esprima entro i 12 mesi dalla presentazione 			della legge, la legge sarà sottoposta all&#8217;approvazione attraverso 			il voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte 			della Corte Costituzionale.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di 			iniziativa popolare a voto popolare deve essere almeno pari all&#8217;1% 			del numero degli elettori; le firme devono essere raccolte tutte 			nei 18 mesi successivi alla data di presentazione dell&#8217;iniziativa 			di legge popolare.Qualora sia stato raccolto almeno un terzo delle 			firme necessarie il comitato può domandare un esame di 			ammissibilità della legge alla corte costituzionale.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Una 			volta convalidata la raccolta delle firme necessarie al sostegno 			dell&#8217;iniziativa di legge popolare, previo controllo di 			ammissibilità della corte costituzionale, il parlamento può 			elaborare una controproposta e presentarla al comitato di 			iniziativa popolare.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Se il 			comitato di iniziativa popolare accetta la controproposta questa è 			approvata come legge e viene promulgata, seguendo le procedure 			relative.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Se il 			comitato di iniziativa non accetta la controproposta parlamentare, 			la proposta popolare e la controproposta parlamentare sono 			sottoposte al voto popolare.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Se 			esiste una controproposta parlamentare, gli elettori potranno 			votare a favore della iniziativa popolare o a favore della 			controproposta parlamentare, oppure contro entrambe (due no) e 			quindi per la conservazione dello stato legislativo esistente, 			come anche per entrambe (due si). In ogni caso verrà approvata 			l&#8217;opzione (proposta, controproposta, conservazione esistente) che 			avrà raccolto il maggior numero di voti. In mancanza di una 			controproposta parlamentare gli elettori saranno chiamati a votare 			a favore o contro l&#8217;iniziativa popolare.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ciascun 			tema referendario o legato ad iniziative popolari e&#8217; illustrato 			sinteticamente in un documento pubblico e gratuito che deve essere 			reso disponibile almeno tre settimane prima della data delle 			elezioni.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			libretto informativo delle votazioni, per ogni oggetto di 			votazione contiene i seguenti capitoli:</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">1° &#8211; 			&#8220;Il problema in breve&#8221;. Questo capitolo descrive il 			problema, la sua storia, i fatti, come e&#8217; gestito altrove &#8211; Stile 			del testo: oggettivo e imparziale. La redazione del capitolo e&#8217; 			compito dalla corte costituzionale. Lunghezza del capitolo: 2 			pagine formato A5.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Per ogni 			proposta o controproposta:</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">2° &#8211; 			&#8220;Argomenti a favore&#8221;. La redazione del capitolo e&#8217; 			compito del comitato di iniziativa (nel caso della proposta) o del 			parlamento (nel caso della controproposta). Lunghezza del testo: 2 			pagine formato A5.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">3° &#8211; 			&#8220;Argomenti contro&#8221;. La redazione del testo e&#8217; compito di 			un comitato contro l&#8217;iniziativa (nel caso della poposta) o dal 			comitato di iniziativa (nel caso della controproposta) . Lunghezza 			del capitolo: 2 pagine formato A5.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">In caso 			di iniziativa popolare esiste un quarto capitolo:</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">4° &#8211; 			&#8220;Finanziamento&#8221; &#8211; Questo capitolo contiene una sintesi 			del finanziamento della iniziativa, con dati raccolti nei 			movimenti del conto bancario del comitato di iniziativa. Deve 			riportare almeno:</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- la 			somma totale spesa per l&#8217;iniziativa.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- il 			totale dei finanziametni ricevuti.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- una 			sintesi dei tipi di spesa.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- 			l&#8217;elenco dei primi 20 piu&#8217; importanti finanziatori e le realtive 			somme versate.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La 			redazione del testo e&#8217; compito della Guardia di Finanza . 			Lunghezza del testo: 1 pagina formato A5.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			libretto informativo delle votazioni deve essere disponibile 			gratuitamente in tutte le edicole di giornali e deve essere 			scaricabile dalla rete internet dal sito del ministero degli 			interni, della camera e del senato.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ogni 			quotidiano che riceva sovvenzioni pubbliche dirette o indirette, 			deve pubblicarlo per intero in pagine dedicate, in un unica 			publicazione o in puntate successive ma per intero entro la 			settimana precedente alla data delle votazioni.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ogni 			canale televisivo pubblico o privato ma beneficiario di 			concessioni statali di radio frequenze dovra&#8217; annunciare 			l&#8217;esistenza del libretto informativo delle votazioni almeno in 			occasione dei notiziari dal momento della pubblicazione del 			libretto fino al giorno delle votazioni. In questi annunci 			dovranno essere elencati tutti i temi dei referendum e delle 			iniziative. Inoltre alla fine dei notiziari o in trasmissioni 			specifiche nelle ore di massimo ascolto dovra essere data lettura 			dei capitoli del libretto informativo senza privilegiare alcuni 			temi o alcuni capitoli, ma assegnando ad ognuno il medesimo 			spazio.</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La data 			del voto popolare per tutte le leggi di iniziativa popolare come 			per i referendum abrogativi o i referendum ratificativi, e per 			tutte le altre occasioni di consultazione popolare che non abbiano 			carattere imprevisto, cade in un unico e prefissato giorno 			dell&#8217;anno.</span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 74 – Referendum confermativo</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>discussione sul forum</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://quorum.forumattivo.it/t86-art-74-referendum-confermativo"><span style="text-decoration: none"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>http://quorum.forumattivo.it/t86-art-74-referendum-confermativo</strong></em></span></span></span></a></span></span></span></p>
<table style="height: 505px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Proposta 			Peterlini, forum</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, 			può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova 			deliberazione.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Se 			le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere 			promulgata.</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			74. È sospesa l’entrata in vigore di una legge o di un atto 			avente valore di legge, quando lo richieda, entro 10 giorni 			dall’avvenuta approvazione, un comitato composto da almeno 			10.000 cittadini o un Consiglio regionale. In seguito alla 			richiesta di sospensione è indetto il referendum confermativo se, 			entro tre mesi dall’avvenuta approvazione in sede parlamentare o 			governativa della legge o dell’atto avente valore di legge, tale 			richiesta viene sostenuta dalle firme di almeno l&#8217;1% dei cittadini 			aventi diritto al voto.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non 			è ammesso il referendum confermativo per le leggi di bilancio.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			proposta di legge sottoposta a referendum confermativo entra 			comunque in vigore se la richiesta di referendum confermativo non 			raccoglie il numero minimo di firme in sostegno.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Hanno 			diritto di partecipare al referendum confermativo tutti i 			cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			proposta di legge entra in vigore quando la maggioranza dei voti 			validamente espressi nel referendum confermativo si esprime a 			favore.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge determina le modalità di attuazione del referendum 			confermativo.</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 75 – Quorum ed esito referendum</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>discussione sul forum</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://quorum.forumattivo.it/t87-art-75-quorum-e-esito-referendum"><span style="text-decoration: none"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>http://quorum.forumattivo.it/t87-art-75-quorum-e-esito-referendum</strong></em></span></span></span></a></span></span></span></p>
<table style="height: 406px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">proposta 			Peterlini, forum</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			75. È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, 			totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di 			legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque 			Consigli regionali.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non 			è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di 			amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati 			internazionali.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Hanno 			diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad 			eleggere la Camera dei deputati.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla 			votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta 			la maggioranza dei voti validamente espressi.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge determina le modalità di attuazione del referendum.</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			75. &#8211; La proposta soggetta a referendum è approvata se è 			raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le 			leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un 			mese dall’approvazione parlamentare o popolare.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Se 			le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, 			ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da 			esso stabilito e si può chiedere l’indizione di un referendum 			abrogativo soltanto dal momento che la legge è entrata in vigore. 			Se si arriva al referendum confermativo popolare con esito 			sfavorevole alla legge, essa viene abrogata e non può più essere 			riapprovata entro la medesima legislatura.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le 			leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in 			vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, 			salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 118 – Enti locali</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>discussione sul forum</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://quorum.forumattivo.it/t88-art-118-enti-locali"><span style="text-decoration: none"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>http://quorum.forumattivo.it/t88-art-118-enti-locali</strong></em></span></span></span></a></span></span></span></p>
<table style="height: 560px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			118. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo 			che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a 			Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei 			principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 			Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di 			funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge 			statale o regionale, secondo le rispettive competenze.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e 			Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo 			comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e 			coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Stato, 			Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono 			l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo 			svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del 			principio di sussidiarietà.</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			118. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo 			che, per assicurarne l&#8217;esercizio unitario, siano conferite a 			Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei 			principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 			Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di 			funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge 			statale o regionale, secondo le rispettive competenze.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e 			Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo 			comma dell&#8217;articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e 			coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Stato, 			Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono 			l&#8217;autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo 			svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del 			principio di sussidiarietà. </span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Promuovono 			la partecipazione dei cittadini all’azione politico-legislativa, 			includendo nei loro statuti i referendum consultivi, confermativi, 			abrogativi e propositivi, senza quorum di partecipazione, su tutti 			i temi di competenza dell&#8217;ente entro i limiti stabiliti dall&#8217;art. 			B (verificare numero alla fine della stesura). Negli statuti di 			tali enti dovrà anche essere previsto il referendum di revoca 			degli eletti e dei nominati alle cariche pubbliche, senza quorum 			di partecipazione</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Art. 138 – Revisione costituzione</strong></em></span></span></span></p>
<table style="height: 1131px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="580">
<colgroup>
<col width="356"></col>
<col width="356"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Articolo 			nella costituzione in vigore</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Diventa:</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Proposta 			Peterlini &#8211; Forum</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			138.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le 			leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi 			costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive 			deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono 			approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera 			nella seconda votazione.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le 			leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro 			tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto 			dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque 			Consigli regionali.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è 			approvata dalla maggioranza dei voti validi.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non 			si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella 			seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due 			terzi dei suoi componenti.</span></span></span></p>
</td>
<td width="356">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Art. 			138. &#8211; Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi 			costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive 			deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi e non superiore 			a sei, e sono approvate con almeno il 60% dei componenti di 			ciascuna Camera nella seconda votazione.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le 			leggi stesse sono obbligatoriamente sottoposte a referendum 			confermativo popolare.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è 			approvata dalla maggioranza dei voti validi.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 			principi fondamentali della Costituzione, i diritti umani sanciti 			dalle fonti internazionali, le libertà e i diritti dei cittadini 			fissati nella prima parte della Carta costituzionale non possono 			essere ridotti o disconosciuti, così come non possono esserne 			indebolite le garanzie di tutela disposte nella seconda parte. Le 			leggi di revisione della Costituzione devono essere formulate 			tenendo conto del principio dell’unità della materia.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			Corte Costituzionale si pronuncia sulla conformità della 			revisione a tali imperativi entro novanta giorni dalla prima 			approvazione in entrambe le Camere.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il 			popolo esercita l’iniziativa delle leggi di revisione della 			Costituzione, mediante la proposta da parte di 500 elettori, di un 			progetto redatto in articoli e segue l’iter come previsto 			dall’art. 73. La durata massima utile per la raccolta delle 			firme richieste per l’iniziativa legislativa costituzionale 			popolare è di 18 mesi.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Entro 			novanta giorni dalla presentazione della proposta di legge alla 			Camera la Corte Costituzionale si pronuncia sull&#8217;ammissibilità 			della proposta, dopodiché almeno il 2% degli elettori, possono 			richiedere che la proposta di legge sia sottoposta a referendum 			popolare.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Qualora 			una proposta di legge costituzionale ad iniziativa popolare non 			venga tradotta in legge entro un anno, la proposta è sottoposta 			al referendum popolare.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il 			Parlamento può presentare una controproposta in materia, che deve 			essere approvata secondo l’iter legislativo previsto dal primo 			comma. In questo caso ambedue le proposte dichiarate ammissibili 			da parte della Corte Costituzionale, vengono sottoposte alla 			votazione referendaria. In questo caso le domande all&#8217;elettore 			sono tre: se preferisce la proposta popolare al diritto vigente; 			se preferisce la controproposta del Parlamento al diritto vigente; 			quale proposta deve entrare in vigore se gli elettori preferiscono 			entrambe le proposte al diritto vigente.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Una 			proposta è approvata se ha raggiunto la maggioranza dei voti 			validamente espressi. Se viene approvata sia la proposta popolare 			che la controproposta parlamentare decide il risultato della terza 			domanda.</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 			legge determina le modalità di attuazione dell’iniziativa 			legislativa costituzionale popolare e del referendum confermativo 			popolare.</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%; text-decoration: none" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/28/bozza-008-esito-incontro-skype-27-09-11-e-prossimo-incontro-a-rovereto-03-10-11/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>bozza 007 della legge per togliere quorum e migliorare gli strumenti di DD ed esito riunione skype del 19-09-11</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/20/bozza-007-della-legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-ed-esito-riunione-skype-del-19-09-11/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/20/bozza-007-della-legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-ed-esito-riunione-skype-del-19-09-11/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 20:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[legge per togliere quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3093</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 19 settembre 2011 ci siamo ritrovati su skype dalle 20,30 alle 22,30 e abbiamo continuato l&#8217;esame della bozza degli articoli da inserire nella inziativa di legge popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. Questi incontri sono estremamente interessanti dal mio punto di vista, perchè ogni volta arriviamo ognuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 19 settembre 2011 ci siamo ritrovati su skype dalle 20,30 alle 22,30 e abbiamo continuato l&#8217;esame della bozza degli articoli da inserire nella inziativa di legge popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. Questi incontri sono estremamente interessanti dal mio punto di vista, perchè ogni volta arriviamo ognuno con idee diverse e poi dopo la discussione giungiamo ad una sintesi che è sempre migliore delle singole partenze. Una dimostrazione continua che l&#8217;intelligenza collettiva è migliore di quella del più illuminato singolo.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/democrazia-diretta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3096" title="democrazia diretta" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/democrazia-diretta.jpg" alt="democrazia diretta" width="518" height="373" /></a></p>
<p>Gli articoli 67, 69 e 70 rimangono gli stessi scritti le volte precedenti.</p>
<p>Ieri abbiamo toccato l&#8217;art. 71.</p>
<p>Articolo nella costituzione in vigore</p>
<p>Art. 71.</p>
<p>L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.<br />
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.</p>
<p>Diventa:</p>
<p><strong>Art. 71. &#8211; L’iniziativa delle leggi appartiene ai cittadini elettori, a ciascun membro delle Camere, al Governo ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.<br />
I cittadini elettori esercitano l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di un progetto redatto in articoli secondo le modalità previste dall&#8217;art. xx (quello che descrive l&#8217;iniziativa, probabilmente il 74 bis, ma verrà deciso in futuro).</strong></p>
<p>Poi abbiamo formulato l&#8217;art. 74 ter che in precedenza chiamavamo art. 71 bis. Ci siamo accorti che la sua posizione ideale nella costituzione non è dopo l&#8217;art. 71 esistente, ma probabilmente, ma verà deciso nella prossima riunione dopo l&#8217;art. 74. E quindi l&#8217;abbiamo chiamato provvisoriamente 74 ter.</p>
<p>La numerazione sarà comunque sistemata una volta scritti tutti gli articoli da modificare.</p>
<p>Articolo nuovo<br />
Verrà inserito dopo l&#8217;art. che discute l&#8217;iniziativa popolare probabilmente si chiamerà 74 ter</p>
<p><strong>art 74 ter<br />
La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, può avvenire su supporto cartaceo e/od elettronico-informatico.</strong></p>
<p>ed infine hanno definito anche l&#8217;art. 74 quater (che per le stesse ragione di sopra, finora avevamo chiamato 71 ter):</p>
<p>Articolo nuovo</p>
<p>probabilmente si chiamerà 74 quater (deve venire dopo l&#8217;art. della iniziativa popolare)</p>
<p><strong>art. 74 quater<br />
Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutta la materia legislativa già di competenza dei rappresentanti eletti dal popolo e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali.<br />
Ciascuna proposta di legge o di referendum deve rispettare il principio dell&#8217;unità della forma e della materia.</strong></p>
<h3>Il <strong>prossimo incontro</strong> su skype sarà <strong>martedì 27 settembre ore 20,30 -22,30. </strong></h3>
<p>Chi vuole partecipare può farlo, basta che mi invii il suo nome skype al mio indirizzo paolorove@gmail.com</p>
<p>Qui c&#8217;è l&#8217;attuale costituzione esistente:</p>
<p><a href="http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html">http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html</a></p>
<p>Questa la bozza della legge di iniziativa popolare versione 007 con le modifiche fatte fino al 19-09-11 negli incontri e sul forum, formato ppt:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/007-legge-quorum-dd.ppt">007 legge quorum dd in ptt</a></p>
<p>Qui la stessa versione 007 in formato pdf</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/007-legge-quorum-dd.pdf">007 legge quorum dd in pdf</a></p>
<p>Qui il forum in cui stiamo discutendo questa legge:</p>
<p><a href="http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale">http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/20/bozza-007-della-legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-ed-esito-riunione-skype-del-19-09-11/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>bozza 006 legge per togliere il quorum e migliorare la DD: esito della riunione skype del 13/09/11 e prossimi appuntamenti</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/14/bozza-006-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-la-dd-esito-della-riunione-skype-del-130911-e-prossimi-appuntamenti/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/14/bozza-006-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-la-dd-esito-della-riunione-skype-del-130911-e-prossimi-appuntamenti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 18:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[legge democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3068</guid>
		<description><![CDATA[[ 19 Settembre 2011; 20:30 a 22:30. 27 Settembre 2011; 20:30 a 22:30. 3 Ottobre 2011; 10:30 a 17:30. ] di Paolo Michelotto

il percorso procede. La riunione skype tra chi era interessato, ieri è stata molto profiqua. Abbiamo discusso di come procedere, del fatto che alla fine tutto dovrà essere approvato da una assemblea plenaria aperta a tutti gli interessati, abbiamo fissato le prossime riunioni su skype e dal vivo ed abbiamo esaminato alcuni articoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il percorso procede. La riunione skype tra chi era interessato, ieri è stata molto profiqua. Abbiamo discusso di come procedere, del fatto che alla fine tutto dovrà essere approvato da una assemblea plenaria aperta a tutti gli interessati, abbiamo fissato le prossime riunioni su skype e dal vivo ed abbiamo esaminato alcuni articoli della bozza.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/democrazia-diretta-legge-quorum.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-3071" title="democrazia diretta legge quorum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/democrazia-diretta-legge-quorum.JPG" alt="democrazia diretta legge quorum" width="529" height="280" /></a></p>
<p>Ma andiamo per ordine:</p>
<p>1. abbiamo deciso che i presenti ad ogni riunione possono decidere ogni volta su quanto fatto. Per cui anche su articoli &#8220;esaminati&#8221; nel passato possiamo fare proposte e se tutti d&#8217;accordo variare la forma del testo. Ogni volta partendo dall&#8217;ultima versione del testo. Quindi non esistono articoli &#8220;deliberati&#8221; ed immutabili, tutto è discutibile finchè non arriveremo all&#8217;ultimo incontro dal vivo dove voteremo articolo per articolo la forma da tenere.</p>
<p>2. prossimi due riunioni su skype sono<strong> lunedì 19 settembre 2011 ore 20,30 e martedì 27 settembre 2011 ore 20,30. </strong>Chi vuole partecipare può farlo liberamente. I requisiti sono: avere skype installato sul proprio pc, una cuffia e microfono, comunicare il nome skype a me (paolo) scrivendo a paolorove@gmail.com, così verrà invitato alla riunione il giorno stabilito.</p>
<p>3. prossima riunione dal vivo sarà <strong>lunedì 3 ottobre 2011 ore 10,30 a Rovereto</strong> in una sala che comunicheremo nei prossimi giorni.</p>
<p>4. abbiamo messo in forma migliore l&#8217;art. 67 dove prima diceva &#8220;&#8230;l&#8217;1% dell&#8217;insieme nazionale&#8230;&#8221; abbiamo scritto &#8220;<strong>&#8230; l&#8217;1% dell&#8217;intero corpo elettorale nazionale&#8230;</strong>&#8221;</p>
<p>5. abbiamo modificato l&#8217;art. 69. Nella versione 005 avevamo scritto &#8220;Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto in un intervallo compreso tra il &#8211; 50% e il + 50% della media europea.&#8221; abbiamo pensato di scollegare l&#8217;indennità dalla media europea e invece paragonarla al reddito medio italiano e così è diventata nella versione 006 : &#8220;<strong>Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto scelta tra i multipli da 1 a 10 del reddito medio pro capite dei cittadini italiani.</strong>&#8221;</p>
<p>6. l&#8217;art. 70 nella versione 005 era: &#8220;Art. 70. &#8211; La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere e dal popolo sovrano ogni volta che almeno il 2% di elettori ne faccia richiesta.&#8221; abbiamo pensato di togliere la percentuale del 2% perchè in realtà essa varia per l&#8217;iniziativa e per il referendum opzionale. Quindi il testo diventa nella versione 006: &#8220;<strong>Art. 70. &#8211; La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere o dal popolo sovrano ogni qualvolta ne faccia richiesta un numero di elettori stabilito dagli articoli successivi della Costituzione.&#8221;</strong></p>
<p>Questo il testo 006 nel formato ppt e pdf</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/006-legge-quorum-dd.ppt">006 legge quorum dd ppt<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/006-legge-quorum-dd.pdf">006 legge quorum dd pdf</a></p>
<p>Qui il forum in cui stiamo discutendo la forma finale della legge e in cui puoi scrivere anche tu la tua opinione.</p>
<p><a href="http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale">http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/14/bozza-006-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-la-dd-esito-della-riunione-skype-del-130911-e-prossimi-appuntamenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riassunto della bozza della legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/04/riassunto-della-bozza-della-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/04/riassunto-della-bozza-della-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 14:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa popolare]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=3034</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
in preparazione dell&#8217;incontro del 5 settembre a Bolzano nella sede di Più Democrazia e con gli amici interessati, ho condensato in questa presentazione slide il percorso fatto finora e il testo finora emerso dalle discussioni e presente nel forum:
http://quorum.forumattivo.it/

Qui la presentazione con la bozza 004
004 legge quorum e dd
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in preparazione dell&#8217;incontro del<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/08/26/5-settembre-2011-incontro-a-bolzano-per-scrivere-la-bozza-della-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/"> 5 settembre a Bolzano</a> nella sede di Più Democrazia e con gli amici interessati, ho condensato in questa presentazione slide il percorso fatto finora e il testo finora emerso dalle discussioni e presente nel forum:</p>
<p><a href="http://quorum.forumattivo.it/">http://quorum.forumattivo.it/</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/legge-dd.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3036" title="legge dd" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/legge-dd.jpg" alt="legge dd" width="355" height="453" /></a></p>
<p>Qui la presentazione con la bozza 004</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/004-legge-quorum-e-dd.ppt">004 legge quorum e dd</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/04/riassunto-della-bozza-della-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prossimo incontro skype per legge togliere il quorum: venerdì 19 agosto ore 21</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/08/17/prossimo-incontro-skype-per-legge-togliere-il-quorum-venerdi-19-agosto-ore-21/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/08/17/prossimo-incontro-skype-per-legge-togliere-il-quorum-venerdi-19-agosto-ore-21/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 18:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa popolare]]></category>
		<category><![CDATA[togliere il quorum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2999</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo
poichè chi desidera partecipare alla riunione skype ha scelto a maggioranza giovedì 18 e venerdì 19 agosto, facciamo la riunione il venerdì 19 agosto ore 21.00 così intanto abbiamo tempo di guardare le proposte emerse sul forum qui:
http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale

Chi vuole aggiungersi, è benvenuto. Basta andare qui e scrivere il proprio nominativo e nome skype
http://doodle.com/fq8fsuq662rpnv2k
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo</p>
<p>poichè chi desidera partecipare alla riunione skype ha scelto a maggioranza giovedì 18 e venerdì 19 agosto, facciamo la riunione il venerdì 19 agosto ore 21.00 così intanto abbiamo tempo di guardare le proposte emerse sul forum qui:</p>
<p><a href="http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale">http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/skype.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3000" title="skype" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/skype.jpg" alt="skype" width="512" height="226" /></a></p>
<p>Chi vuole aggiungersi, è benvenuto. Basta andare qui e scrivere il proprio nominativo e nome skype</p>
<p><a href="http://doodle.com/fq8fsuq662rpnv2k">http://doodle.com/fq8fsuq662rpnv2k</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/08/17/prossimo-incontro-skype-per-legge-togliere-il-quorum-venerdi-19-agosto-ore-21/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Formigine (MO) incontro con il difensore civico per chiedere il regolamento per i referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/19/a-formigine-mo-incontro-con-il-difensore-civico-per-chiedere-il-regolamento-per-i-referendum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/19/a-formigine-mo-incontro-con-il-difensore-civico-per-chiedere-il-regolamento-per-i-referendum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 20:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[formigine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2980</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

ho ricevuto un aggiornamento dagli amici di Formigine (MO). Hanno incontrato il difensore civico Giuseppe Ferorelli (nella foto). Ecco l&#8217;email di Rocco:
Ciao Paolo,
oggi come detto siamo andati dal Difensore Civico.
L&#8217;incontro è stato diciamo più che altro un pro forma per ufficializzare e comunicare al Sindaco di Formigine che siamo decisi a raggiungere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/giuseppe-ferorelli-difensore-civico-modena.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2984" title="giuseppe ferorelli difensore civico modena" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/giuseppe-ferorelli-difensore-civico-modena.jpg" alt="giuseppe ferorelli difensore civico modena" width="250" height="337" /></a></p>
<p>ho ricevuto un aggiornamento dagli amici di Formigine (MO). Hanno incontrato il difensore civico Giuseppe Ferorelli (nella foto). Ecco l&#8217;email di Rocco:</p>
<p><em>Ciao Paolo,<br />
oggi come detto siamo andati dal Difensore Civico.<br />
L&#8217;incontro è stato diciamo più che altro un pro forma per ufficializzare e comunicare al Sindaco di Formigine che siamo decisi a raggiungere il nostro obiettivo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Nel pomeriggio il Difensore ci ha detto che avrebbe mandato una lettere di sollecito affinchè il Consiglio Comunale si attivi e metta in agenda il punto del “Regolamento per il Referendum”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>Il punto è… ok lo metteranno senz’altro in agenda… ma come convincerli o attivarsi affinchè il “Regolamento” che definiranno NON sia come sempre volto ad auto tutelare il potere di chi governa i Comuni escludendo i Cittadini?.</strong></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Grazie per il prezioso supporto.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Allego bozza definitiva che proporremo a Formigine (e con le opportune modifiche nei comuni limitrofi).</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Se reputi che possa servire da esempio fanne pure l&#8217;uso che meglio credi.</em></p>
<p><em>Rocco ed i ragazzi di Formigine</em></p>
<p>Ecco il regolamento per i referendum proposto a Formigine:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/FORMIGINE-Bozza_Regolamento_Referendum-Versione-2.0-20072011.pdf">FORMIGINE &#8211; Bozza_Regolamento_Referendum Versione 2.0 20072011</a></p>
<p>Questa la mia email di risposta:</p>
<p>Il modo è il solito, trasformando questa vostra esigenza di 15 persone in esigenza di 5000 persone.</p>
<p>Un  percorso possibile è quello che avete già pensato di realizzare, ossia  una iniziativa popolare, che chieda i referendum propositivi e  abrogativi senza quorum e raccogliere molte firme, anche più del  necessario.</p>
<p>Contemporaneamente alla stessa iniziativa per togliere il quorum e  migliorare gli strumenti di democrazia diretta, che porteremo avanti a  livello nazionale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/19/a-formigine-mo-incontro-con-il-difensore-civico-per-chiedere-il-regolamento-per-i-referendum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ecco cosa succede alle leggi di iniziativa popolare: intervista al Sen. Vizzini</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/15/ecco-cosa-succede-alle-leggi-di-iniziativa-popolare-intervista-al-sen-vizzini/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/15/ecco-cosa-succede-alle-leggi-di-iniziativa-popolare-intervista-al-sen-vizzini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 21:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa per togliere il quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2968</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

da più di un mese stiamo discutendo e ci stiamo impegnando a realizzare la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare la democrazia diretta. Ma poi, dopo avere scritto la versione definitiva e aver raccolto le firme e aver depositato il tutto nel parlamento, cosa succede?
Praticamente nulla. Ecco cosa dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/i-have-a-dream-speech.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2969" title="i-have-a-dream-speech" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/i-have-a-dream-speech.jpg" alt="i-have-a-dream-speech" width="425" height="285" /></a></p>
<p>da più di un mese stiamo discutendo e ci stiamo impegnando a realizzare la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare la democrazia diretta. Ma poi, dopo avere scritto la versione definitiva e aver raccolto le firme e aver depositato il tutto nel parlamento, cosa succede?</p>
<p>Praticamente nulla. Ecco cosa dice il Sen Carlo Vizzini, presidente della 1° Commissione permanente affari costituzionali legislatura XVI.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="286" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BsbrvohG7HA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/v/BsbrvohG7HA?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E allora perchè proseguire?</p>
<p>1. perchè non sempre nella storia le cose proseguono nelle maniere previste e con tempi costanti. E a volte essere al posto giusto nel momento giusto con una proposta di legge già firmata e depositata, magari in un periodo di turbolenza politica o finanziaria, può farla diventare realtà. L&#8217;Argentina, l&#8217;Islanda, la Bolivia e molti altri paesi ci mostrano che a volte le speranze più impossibili diventano realtà quando meno lo si aspetta. E l&#8217;Italia nei prossimi mesi vivrà momenti drammatici, con esigenze drammatiche. Se ci fossero delle proposte già ben chiare e delineate, delle vie di uscita verso una situazione di speranza, potrebbero essere intraprese.</p>
<p>2. perchè se raccogliamo tante firme più delle 50.000 previste, immaginiamo e non è impossibile, dato il clima politico, qualche milione, farebbero molta più fatica ad ignorare noi cittadini</p>
<p>3. perchè intanto introduciamo nell&#8217;agenda politica di questo parlamento e dei partiti italiani che sosterranno questa legge i temi della democrazia diretta, dell&#8217;abolizione del quorum, della revoca degli eletti.</p>
<p>4. perchè così ci contiamo e creiamo rete tra noi cittadini.</p>
<p>5. perchè come disse Martin Luther King &#8220;I sogni non sempre si realizzano. Ma non perché siano troppo grandi o impossibili. Perché noi smettiamo di crederci.&#8221;</p>
<p>Ricordo che la prossima riunione skype aperta a tutti coloro sono interessati a discutere i contenuti della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta sarà dopo il 15 agosto 2011. Qui puoi indicare la tua presenza e la preferenza per la data esatta.</p>
<p><a href="http://doodle.com/fq8fsuq662rpnv2k" target="_blank">http://doodle.com/fq8fsuq662rpnv2k</a></p>
<p>Ricordati di indicare il tuo nome skype nei commenti del sondaggio doodle, altrimenti non sarai chiamata/o.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/15/ecco-cosa-succede-alle-leggi-di-iniziativa-popolare-intervista-al-sen-vizzini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Morciano (RN) il difensore civico sul richiesta dei cittadini, sollecita il Consiglio Comunale a realizzare il regolamento dei referendum, che manca</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/15/a-morciano-rn-il-difensore-civico-sul-richiesta-dei-cittadini-sollecita-il-consiglio-comunale-a-realizzare-il-regolamento-dei-referendum-che-manca/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/15/a-morciano-rn-il-difensore-civico-sul-richiesta-dei-cittadini-sollecita-il-consiglio-comunale-a-realizzare-il-regolamento-dei-referendum-che-manca/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 20:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[morciano (RN)]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2962</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto qui come aggiornamento cosa sta succedendo a Morciano (RN). Non c&#8217;è il regolamento dei referendum, da parecchi anni. Da alcuni anni gli amici di &#8220;Morciano in Comune&#8221; hanno prima richiesto amichevolmente che il Consiglio Comunale provvedesse. Poi durante un Consiglio Comunale Aperto lo hanno richiesto ufficialmente e presentato anche un esempio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto qui come aggiornamento cosa sta succedendo a Morciano (RN). Non c&#8217;è il regolamento dei referendum, da parecchi anni. Da alcuni anni gli amici di &#8220;Morciano in Comune&#8221; hanno prima richiesto amichevolmente che il Consiglio Comunale provvedesse. Poi durante un Consiglio Comunale Aperto lo hanno richiesto ufficialmente e presentato anche un esempio di Regolamento completo, rifiutato sdegnosamente dagli amministratori, perchè era una cosa di loro competenza, e non di cittadini &#8220;comuni&#8221; anche se si erano avvalsi della consulenza di un valente avvocato. Passato un anno, il gruppo di cittadini si è rivolto il 21 giugno 2011 al Difensore Civico. Ora aspetteranno il 21 luglio 2011 per vedere cosa verrà risposto alla sollecitazione del Difensore Civico inviata agli amministratori. Sembra che gli amministratori e non solo a Morciano, abbiano<strong> paura della democrazia e dei cittadini.</strong></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/paura1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2964" title="paura" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/paura1.jpg" alt="paura" width="320" height="319" /></a></p>
<p>Riporto qui l&#8217;email inviata dall&#8217;amico Fabio Bartolini di Morciano.</p>
<p><em>Ciao Paolo, ti aggiorno da Morciano per quanto riguarda lo stato  dell&#8217;istanza presentata al Difensore civico regionale per veder  finalmente regolamentato a Morciano l&#8217;istituto referendario. Ho  raggiunto personalmente colui che segue per conto del difensore la  nostra pratica e questi mi ha dato lettura della lettera inviata al  municipio laddove si &#8216; invitava&#8217; Sindaco e Consiglio a provvedere . La  lettera e&#8217; stata trasmessa il 21 Giugno ed ancora nota in risposta da  parte del Municipio non e&#8217; pervenuta; attendiamo il 21 del corrente mese  (30gg) per sapere quali altri azioni intraprendera&#8217; il Difensore civico.  Al momento non ho altre notizie. Attendiamo tale ultima data per poi  inviare ufficiale richiesta a tutti gli altre 26 Comuni della Provincia  di Rimini perche&#8217; regolamentino gli istituti della partecipazione. Un  caro saluto. Fabio</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/15/a-morciano-rn-il-difensore-civico-sul-richiesta-dei-cittadini-sollecita-il-consiglio-comunale-a-realizzare-il-regolamento-dei-referendum-che-manca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Concorezzo (MB) è stata presentata una mozione per togliere il quorum dai referendum comunali</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/14/a-concorezzo-mb-e-stata-presentata-una-mozione-per-togliere-il-quorum-dai-referendum-comunali/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/14/a-concorezzo-mb-e-stata-presentata-una-mozione-per-togliere-il-quorum-dai-referendum-comunali/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 17:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[concorezzo]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2956</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
Roberto Brambilla (consigliere di lista civica) mi ha inviato il testo esatto della mozione che lui ha presentato in Consiglio Comunale di Concorezzo (MB) il 25 maggio 2011. E che riporto qui in allegato e in esteso.

È stata scritta in collaborazione con Dario Rinco ed è un buon esempio anche per altri comuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Roberto Brambilla (consigliere di lista civica) mi ha inviato il testo esatto della mozione che lui ha presentato in Consiglio Comunale di Concorezzo (MB) il 25 maggio 2011. E che riporto qui in allegato e in esteso.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/concorezzo.jpg" alt="" width="480" height="286" /></p>
<p>È stata scritta in collaborazione con Dario Rinco ed è un buon esempio anche per altri comuni italiani. Era stata anche inserita nel libro &#8220;Vivere meglio con Più Democrazia&#8221; che si può scaricare <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50">qui.</a></p>
<p>Finora non è stata minimamente presa in esame dal consiglio comunale, per cui Roberto sta pensando di percorrere altre strade, visto che il Regolamento sui Referendum manca da 10 anni e si potrebbe configurare il reato di Omissione d&#8217;Atti d&#8217;Ufficio. Ma mi aggiornerà presto sulle decisioni prese. Tra le altre cose sostiene con forza l&#8217;idea di fare una legge di iniziativa popolare nazionale per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta e non esclude di portare avanti una iniziativa analoga a livello locale nel suo comune, contemporaneamente.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/2011-02-Bozza-regolamento-referendum-Concorezzo-vers-4.doc">2011-02 Bozza regolamento referendum Concorezzo vers 4</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/Proposta-di-modifica-dello-statuto-comunale-Concorezzo-vers.-1.0.doc">Proposta di modifica dello statuto comunale Concorezzo vers. 1.0</a></p>
<p>Ecco i testi estesi:</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.35cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>Proposta di cambiamento dello statuto comunale agg. 20 maggio 2011<span id="more-2956"></span></strong></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Premessa per il lettore. </span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">In caso di Statuti perfettibili come quello di Concorezzo, avvalendosi dell&#8217;articolo 94 dello statuto, “Revisione dello statuto”,comma 1: </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">”l</span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">a revisione statutaria può essere proposta da: </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">b) </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">ciascun Consigliere Comunale”</span></span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">. Quindi un consigliere anche di minoranza può chiedere di modificare lo Statuto.</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Facciamo notare che il Comune di Concorezzo ha il solo referendum consultivo (quindi la tipologia più “</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">blanda” di tutte) e inoltre, affinché sia valido, richiede il superamento di un quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto: un vero eccesso di garantismo per uno strumento di basso livello!</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.35cm" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.35cm" align="LEFT"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong>Proposta di m</strong></span></span><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong>iglioramento dello statuto comunale per aumentare il livello di coinvolgimento dei cittadini  del nostro comune e proposta di regolamento comunale attuativo dei referendum” </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.93cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: small;"><strong>Considerato che</strong></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.47cm" align="LEFT"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">- </span></span><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal">il regolamento attuativo dei referendum è previsto dallo statuto comunale di Concorezzo ma non è ancora stato redatto</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.47cm" align="LEFT"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">- </span></span><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">stiamo vivendo in una epoca caratterizzata dall&#8217;allontanamento generalizzato dei cittadini  nelle istituzioni</span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: small;">è compito di una buona amministrazione cercare di 	diminuire la distanza tra eletti ed elettori</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">l</span></span><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">a 	democrazia partecipativa non vuole sostituire la democrazia 	rappresentativa bensì vuole migliorarla e integrarla dando ai 	cittadini strumenti efficaci per poter intervenire nel corso di un 	mandato amministrativo quinquennale,</span></span></p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">il programma 	elettorale dell&#8217;attuale maggioranza recita a pag. 18 “ </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>Il 	Comune è il luogo dove si manifesta la partecipazione democratica e 	la crescita sociale di una comunità. Ai cittadini devono essere 	sempre garantiti la conoscenza e l&#8217;accesso alle informazioni. Il 	dialogo permanente con i cittadini sarà un impegno prioritario per 	la nostra Amministrazione”</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">. 	Mentre quello del centro sinistra recita a pag. 5 “</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>confrontarsi 	periodicamente con i cittadini per verificare la coerenza tra le 	cose realizzate o programmate e le “promesse” elettorali e 	valutarne gli eventuali scostamenti e/o modifiche”</em></span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 0.46cm" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>- con riferimento al vigente Statuto del Comune di Concorezzo</strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">l&#8217;articolo 2,</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"> “finalità, dello Statuto”</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> al comma 3 recita: “</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>Opera 	al fine di conseguire il pieno sviluppo della persona umana e </em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="text-decoration: underline;">l&#8217;effettiva 	partecipazione di tutti i cittadini all&#8217;organizzazione politica</span></em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>, 	economica, sociale e culturale del paese”.</em></span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">l&#8217;articolo 3, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal">“obiettivi 	dell&#8217;azione”, </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> comma 2 recita: </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>“Il 	Comune di Concorezzo ispira la propria azione al metodo della </em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="text-decoration: underline;">democrazia, 	rappresentativa e diretta</span></em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>,”</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> </span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">l&#8217;articolo 5 ,</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"> “partecipazione, informazione e accesso alle strutture”,</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> al comma 1 recita: </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>“</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">Il 	Comune </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">favorisce 	la partecipazione dei cittadini”</span></span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">,</span></em></span></span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal">l&#8217;articolo 	8</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">, 	“i regolamenti comunali”, </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal">comma 	1 recita: </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">“I 	regolamenti comunali costituiscono </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">atti 	fondamentali del Comune</span></span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">, 	formati e approvati dal Consiglio, salvo quanto previsto al 	successivo comma, al quale spetta la competenza esclusiva di 	modificarli ed abrogarli”</span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal">;</span></span></span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">l&#8217;articolo 	50, </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">“indirizzi 	regolamentari”,</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal"> </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">al 	comma 1 recita: </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">“Il 	procedimento relativo alla consultazione referendaria viene 	regolato, in apposita sezione, </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">dal 	regolamento degli istituti di partecipazione popolare”</span></span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">;</span></span></span></span></span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">l&#8217;articolo 	57, “</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">rilevanza 	degli elementi acquisiti”, comma </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>1 	dice che l&#8217;Amministrazione comunale </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><strong>non 	è vincolata dal risultato del referendum</strong></span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong> </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><strong>consultivo</strong></span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>;</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> e quindi ne risulterebbe uno svilimento del lavoro fatto dai 	cittadini</span></span></span></span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">i</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">l 	mancato raggiungimento del quorum previsto nel referendum</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"><span style="background: transparent"> port</span></span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">erebbe 	ad una notevole frustrazione dei cittadini che si sono impegnati o 	hanno votato e si rivelerebbe un&#8217;inutile perdita di denaro pubblico;</span></span></span></span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" lang="it-IT" align="CENTER">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>Proposte di modifiche dello Statuto del Comune di Concorezzo</strong></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" lang="it-IT" align="CENTER">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>1) – l&#8217;articolo 47</strong></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>da:</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> Referendum consultivo</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>a:</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> Referendum</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>2) – l&#8217;articolo 47 comma 1</strong></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>da: </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">il</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> Comune riconosce, fra gli strumenti di partecipazione del cittadino all&#8217;amministrazione locale, il referendum consultivo, per le materie di esclusiva competenza locale. </span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>a:</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> i</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">l Comune riconosce, fra gli strumenti di partecipazione del cittadino all&#8217;amministrazione locale, il referendum consultivo, il referendum abrogativo e il referendum deliberativo degli atti comunali per le materie di esclusiva competenza locale. Gli atti comunali sono sottoposti a referendum confermativo qua</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"><span style="background: transparent">ndo entro 100 giorni dalla lo</span></span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">ro pubblicazione ne facciano domanda almeno il 2% degli iscritti alle liste elettorali del Comune. </span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>3)</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong> </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong> </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>- l&#8217;articolo 48, </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><strong>richiesta di referendum, al comma 1</strong></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal"> </span></em></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><strong>da</strong></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">: </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">il</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal"> </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">referendum può essere richiesto, tramite un Comitato di promotori, da almeno il 15% degli elettori del Comune o dai due terzi dei componenti il Consiglio Comunale;</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>a</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">:</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal"> </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">il</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal"> </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">referendum può essere richiesto, tramite un Comitato di promotori, da almeno il 2% degli elettori del Comune o dai due terzi dei componenti il Consiglio Comunale;</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>4) &#8211; l&#8217;articolo 48, </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><strong>richiesta di referendum, al comma 4</strong></em></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">da: per la </span></span><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>raccolta</em></span></span><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> delle firme devono essere usati moduli forniti e vidimati dal Comune. Ciascuna firma deve essere autenticata da un notaio, da un cancelliere addetto ad un qualsiasi Ufficio giudiziario nella cui circoscrizione è ubicato il Comune, dal Sindaco, da un Assessore, dal Segretario Comunale o da altri funzionari comunali all&#8217;uopo incaricati. Il termine per la raccolta delle firme è di due mesi. Gli atti di competenza del Consiglio in ordine ai quali è ammessa iniziativa popolare sono quelli dì cui all&#8217;articolo 32, della Legge 142/90, con esclusione delle materie elencate all&#8217;articolo 47, comma 3, dello Statuto</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> </span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>a : </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">per la raccolta delle firme devono essere usati moduli forniti e vidimati dal Comune. Ciascuna firma deve essere autenticata da un notaio, da un cancelliere addetto ad un qualsiasi Ufficio giudiziario nella cui circoscrizione è ubicato il Comune, dal Sindaco, da un Assessore, dal Segretario Comunale o da altri funzionari comunali all&#8217;uopo incaricati.</span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> Il termine per la raccolta delle firme è di sei mesi. </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">Gli atti di competenza del Consiglio in ordine ai quali è ammessa iniziativa popolare sono quelli dì cui all&#8217;articolo 32, della Legge 142/90, con esclusione delle materie elencate all&#8217;articolo 47, comma 3, dello Statuto</span></em></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong>5)</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong> </strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>- l&#8217;articolo 50, </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><strong>indirizzi regolamentari, </strong></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>comma 5 dello statuto comunale</strong></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>da</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">: i</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">l referendum è valido se vi ha partecipato la metà più uno degli aventi diritto</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>a</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">: </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">i</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal">l referendum è valido  con</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong> </strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal"> qualsiasi numero di votanti;</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>6) &#8211; l&#8217;articolo 57 – Rilevanza degli elementi acquisiti, comma 1</strong></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>da:</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Nessuno degli elementi acquisiti ai sensi degli articoli del presente Capo vincola l&#8217;Amministrazione; essa ha però l&#8217;obbligo dì tener conto, nella propria azione, dei suddetti elementi; ogni scelta o determinazione contrastante dovrà essere adeguatamente motivata;</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>a: </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Effetti del referendum. Il referendum propositivo o abrogativo è vincolante per l&#8217;amministrazione comunale.</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong>7)</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong> &#8211; l&#8217;articolo 58, </strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><strong>iniziativa popolare, al comma 1</strong></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal"> </span></em></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><strong>da</strong></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal">: </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">L&#8217;iniziativa popolare per la formazione di atti di competenza del Consiglio si esercita mediante la presentazione dì proposte sottoscritte da almeno il 15% degli elettori residenti nel Comune;</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>a</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> :</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em><span style="font-weight: normal"> </span></em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">L&#8217;iniziativa popolare per la formazione di atti di competenza del Consiglio si esercita mediante la presentazione dì proposte sottoscritte da almeno il 2% degli elettori residenti nel Comune;</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong> <img src='http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> &#8211; l&#8217;articolo 58, iniziativa popolare, del comma 4</strong></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>da: </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">In ordine a ciascuna proposta il Consiglio delibera in via definitiva, sentiti i promotori, entro le prime tre successive sedute e comunque entro due mesi dalla data dell&#8217;inoltro. Decorsi inutilmente gli indicati termini, è facoltà degli interessati avviare un procedimento dì referendum consultivo sulla medesima proposta.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>a: </strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">In ordine a ciascuna proposta il Consiglio delibera in via definitiva, sentiti i promotori, entro le prime tre sedute successive e comunque entro sei mesi dalla data dell&#8217;inoltro. Decorsi inutilmente gli indicati termini, l&#8217;amministrazione dovrà avviare un procedimento dì referendum propositivo sulla medesima proposta.</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>Proposta di nuovo articolo da</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong> inserire</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> </span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>9</strong></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><strong>) – l&#8217;articolo 47 bis &#8211;  Referendum di revoca dell&#8217;eletto</strong></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">1)- il 15 % dei votanti alle ultime elezioni comunali può chiedere tramite referendum la rimozione </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">(revoca) di un consigli</span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"><span style="background: transparent">ere comunale,</span></span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> di un assessore non consigliere o del Sindaco.</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">2) Il referendum di </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">revoca dell&#8217;eletto è accolto sulla base del principio di una condotta particolarmente pregiudizievole agli interessi della Comunità locale.</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">3) Il giudizio sulla ricevibilità e sulla ammissibilità delle proposte di referendum </span></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">di revoca è espresso da apposita Commissione di garanzia composta da 5 membri nominata all&#8217;inizio di ogni legislatura …..</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 0.46cm; text-decoration: none" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">4) Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune </span></span></p>
<ol>
<li>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Il decadimento è approvato se 	alla votazione del referendum è raggiunta la maggioranza dei voti 	validamente espressi.</span></span></p>
</li>
</ol>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="CENTER">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="CENTER">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong>Si propone inoltre si valutare </strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><strong>l&#8217;allegata bozza di regolamento attuativo dei referendum</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.46cm" lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>(vedi altro file)</strong></span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Regolamento per l&#8217;attuazione e il funzionamento dei referendum comunali.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 1 – Oggetto</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 &#8211; Il presente regolamento disciplina gli istituti dei referendum previsti dall&#8217;articolo 47 dello Statuto comunale tra le forme di consultazione popolare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – Attraverso i referendum i cittadini elettori esprimono i propri intendimenti in merito a tematiche che rivestano rilevante interesse per l&#8217;intera comunità locale e rientrino tra le materie di esclusiva competenza comunale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 2 – Modalità per l&#8217;avvio della consultazione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – Coloro che intendono assumere l&#8217;iniziativa di un referendum procedono alla raccolta, con le modalità di cui all&#8217;articolo 48 comma 4 dello Statuto comunale di almeno venti sottoscrizioni di cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune a sostegno della costituzione di un Comitato promotore composto da cinque membr<span style="background: transparent">i. Il Comitato designa uno dei componenti quale destinatario delle comunicazioni e notificazioni relative al referendum. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – La proposta sottoscritta ai sensi del comma precedente reca la specifica indicazione delle generalità dei componenti del costituito Comitato, il nome del destinatario delle comunicazioni e del quesito che i promotori intendono sottoporre alla consultazione referendaria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – La documentazione contenente la proposta e le sottoscrizioni è inoltrata dal Comitato, unitamente a una relazione sulle finalità dell&#8217;iniziativa referendaria, al Sindaco che provvede a trasmetterla al Segretario comunale entro i successivi quindici giorni corredata da eventuali osservazioni circa l&#8217;ammissibilità del quesito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 3 – Ammissibilità del quesito</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – La decisione circa l&#8217;ammissibilità del quesito è rimessa alla Commissione di cui all&#8217;articolo 49 comma 1 dello Statuto comunale, presieduta dal Segretario comunale e composta, oltre da quest&#8217;ultimo, dal Difensore civico o se inesistente dal Presidente dell&#8217;Ordine degli avvocati di Monza e Brianza e da un esperto in materie giuridiche nominato dal comitato referendario e scelto tra avvocati, docenti universitari, segretari generali e tra funzionari della Pubblica amministrazione. I funzionari pubblici assolvono a tale incarico senza corrispettivo, indennità o gettone di presenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – E&#8217; compito del Segretario comunale convocare detta commissione entro quindici giorni dalla data nella quale riceve la documentazione di cui al comma  <span style="background: transparent">2 </span>dell&#8217;articolo precedente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – Il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali possono presentare memorie alla Commissione fino alla pronuncia sull&#8217;ammissibilità del quesito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">4 – La Commissione, che non può riunirsi se non con la presenza di tutti i suoi componenti e delibera con la maggioranza assoluta dei voti, non essendo in alcun caso ammessa l&#8217;astensione, decide nei trenta giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2 avendo riguardo esclusivamente ai seguenti parametri:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">a) non riconducibilità dell&#8217;oggetto alle materie di cui all&#8217;articolo 47 comma 2 dello Statuto comunale;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">b) l&#8217;oggetto del referendum deve essere di esclusiva competenza del Comune;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">c) esistenza di un rilevante interesse per l&#8217;intera comunità;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">d) univocità, comprensibilità e correttezza del quesito;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">e) regolarità della costituzione del Comitato promotore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">5 – La decisione motivata della Commissione, delle cui riunioni deve essere tenuto apposito verbale ad opera del Segretario comunale, viene comunicata al Sindaco e notificata al Comitato promotore entro cinque giorni dalla data nella quale è assunta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">6 – Qualora il quesito sia dichiarato inammissibile, il Comitato può chiedere nel termine di venti giorni dalla notificazione della decisione, che il Consiglio comunale sia convocato per pronunciarsi in via definitiva e il Sindaco deve provvedere  in tal senso entro i successivi trenta giorni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">7 – Ove il quesito sia ammesso, la decisione della Commissione è comunicata a cura del Sindaco al Consiglio comunale, che ne prende atto con apposita deliberazione nella prima adunanza utile e, comunque, non oltre trenta giorni dall&#8217;effettuazione della comunicazione di cui al comma 5.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 4 – Raccolta firme</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – La raccolta delle firme in calce alla richiesta di indizione del referendum deve essere effettuata con appositi moduli in carta libera, predisposti a cura dei promotori, recanti le generalità dei componenti del Comitato, il quesito formulato e ammesso dalla Commissione per il referendum, nonché gli estremi dell&#8217;atto consiliare di cui al comma 7 dell&#8217;articolo precedente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – Entro quindici giorni dall&#8217;adozione di detto atto il Comitato, per il tramite di un proprio componente, presenta i moduli destinati alla raccolta delle firme al Segretario comunale, che provvede contestualmente a vidimarli apponendo su ciascuno di essi il numero d&#8217;ordine, il timbro, la data e la propria firma e li rimette immediatamente nella disponibilità dei promotori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – Le sottoscrizioni raccolte su moduli non vidimati non sono valide.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 5 – Autenticazione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – I cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune possono apporre la propria firma sui moduli di cui all&#8217;articolo precedente, scrivendo chiaramente nome, cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza ed estremi di un documento di identificazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – Sono legittimati all&#8217;autenticazione i notai, i cancellieri degli uffici giudiziari, il Segretario comunale, il personale comunale dallo stesso delegato, il Sindaco, gli Assessori, i Consiglieri Comunali, gli altri pubblici ufficiali stabiliti dalla legge e i promotori del quesito referendario sotto la loro diretta responsabilità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – L&#8217;autenticazione deve recare l&#8217;indicazione della data in cui avviene e, ove effettuata cumulativamente per tutte le firme contenute in un foglio, specificare il numero delle sottoscrizioni raccolte.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">4 – L&#8217;Amministrazione comunale adotta le opportune misure per garantire l&#8217;effettiva disponibilità, secondo orari e turni determinati, delle persone preposte alle autenticazioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 6 – Deposito</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – La richiesta di indizione del referendum, comprensiva di tutti i moduli recanti una o più firme, deve essere presentata da almeno due componenti del Comitato promotore al Segretario comunale entro il numero di giorni previsto dallo Statuto calcolato dalla data in cui è stata effettuata la vidimazione ai sensi dell&#8217;articolo 4 comma 2.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – Del deposito è dato atto mediante verbale scritto ove vanno indicati nome, cognome e domicilio dei promotori che provvedono al deposito stesso e, su dichiarazione dei medesimi, il numero delle firme raccolte. Detto verbale è redatto in duplice originale, uno dei quali viene allegato alla richiesta per il successivo inoltro della Commissione per il referendum, l&#8217;altro consegnato ai presentatori a prova dell&#8217;avvenuto deposito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – Decorso il termine di cui al primo comma senza che siano state depositate le firme necessarie, il Segretario comunale dichiara chiusa la raccolta e dispone l&#8217;archiviazione della consultazione referendaria dandone comunicazione al Comitato promotore. In tal caso non può essere presentata una nuova proposta referendaria avente sostanzialmente ad oggetto lo stesso quesito se non sono trascorsi almeno dodici mesi dalla data della deliberazione di cui all&#8217;articolo 3 ultimo comma.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 7 – Verifica della regolarità</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – Nel termine di dieci giorni dalla data del deposito delle firme il Segretario comunale convoca la Commissione per il referendum, la quale procede, entro i successivi venti giorni, alla verifica della regolarità delle sottoscrizioni, richiedendo, ove necessario, chiarimenti al Comitato promotore e avvalendosi della collaborazione dell&#8217;ufficio elettorale del Comune.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – Se la verifica dà esito positivo, il Segretario comunale comunica, entro cinque giorni dalla conclusione della medesima, la definitiva ammissione della consultazione referendaria al Sindaco e al Comitato promotore; in caso contrario provvede nei modi di cui all&#8217;ultimo comma dell&#8217;articolo precedente e trova applicazione la preclusione temporale ivi stabilita.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 8 – Indizione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – Nel termine di un mese dal ricevimento della comunicazione della definitiva ammissione del referendum il Sindaco convoca il Consiglio comunale affinché ne prenda atto e indica ai sensi dell&#8217;articolo 48 comma 3 la consultazione referendaria stabilendo la data della votazione che deve aver luogo di domenica</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – E&#8217; consentito l&#8217;accorpamento di più referendum, nel numero massimo di cinque, in un&#8217;unica tornata elettorale, fermo restando il rispetto dell&#8217;ordine determinato con riferimento al giorno della deliberazione consiliare di cui al comma precedente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – La consultazione referendaria non può aver luogo:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">a)  in coincidenza con operazioni elettorali provinciali o comunali ai sensi dell&#8217;articolo 47 comma 4</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">b) nel periodo tra il 2 giugno e il 30 settembre</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">c) in caso di anticipato scioglimento del Consiglio comunale, nel periodo intercorrente tra l&#8217;indizione di comizi elettorali e l&#8217;elezione del nuovo Consiglio comunale. I referendum che siano stati già indetti nei periodi ci cui alle lettere a) e b)  vengono sospesi con provvedimento del Sindaco e rinviati alla prima data utile successiva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">4 – Il Sindaco dà notizia dell&#8217;indizione del referendum mediante affissione dell&#8217;atto all&#8217;Albo pretorio e a mezzo di manifesti da affiggersi almeno quarantacinque giorni prima della data della votazione, nei quali è riportato il testo del quesito o dei quesiti sottoposti a consultazione, il giorno e l&#8217;ora della votazione, nonché le sedi dove gli elettori dovranno recarsi a votare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 9 – revoca o sospensione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – Il referendum può essere revocato qualora l&#8217;oggetto del requisito non abbia più ragion d&#8217;essere a causa di fatti o atti sopravvenuti e sospeso in presenza di circostanze che ne pregiudichino temporaneamente l&#8217;efficacia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – La relativa deliberazione è assunta dal Consiglio comunale, previo parere della Commissione per il referendum con la maggioranza dei Consiglieri assegnati</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 10 – Propaganda</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – La propaganda relativa ai referendum comunali è consentita nei quarantacinque giorni antecedenti quello della votazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – La propaganda mediante affissione di manifesti e altri stampati è consentita esclusivamente ai Gruppi consiliari e al Comitato dei promotori e ai Comitati del referendum negli appositi spazi predisposti dal Comune in modo da assicurare adeguate dotazioni, provvedendo nella forma più economica e utilizzando, per quanto possibile, materiali già a disposizione dell&#8217;Ente e mano d&#8217;opera comunale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – Entro il quarantacinquesimo giorno precedente quello della votazione la Giunta comunale individua e delimita gli spazi di cui al comma precedente con deliberazione recante l&#8217;elenco dei luoghi ove sono ubicati e la ripartizione delle relative superfici, da notificarsi, il giorno successivo a quello dell&#8217;adozione, ai Presidenti dei Gruppi consiliari e al Comitato dei promotori e ai comitati del referendum.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">4 – L&#8217;affissione è gratuita ove venga effettuata a cura dei diretti interessati; è soggetta al pagamento dei relativi diritti se ne viene richiesta l&#8217;effettuazione a mezzo del servizio comunale in gestione diretta o in concessione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">5 – In relazione alle altre forme di propaganda previste dall&#8217;articolo 6 della legge 4 aprile 1956 n. 212 e successive modifiche, le facoltà riconosciute ai partiti o gruppi politici che partecipano alle alle elezioni con liste di candidati si intendono attribuite a ogni gruppo Consiliare, al Comitato promotore e ai comitati del referendum.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">6 – Alla propaganda per le consultazioni referendarie si applicano le limitazioni e i divieti di cui alla normativa vigente in materia elettorale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 11 – Votazione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – La consultazione si svolge a suffragio universale, con voto diretto, libero e segreto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – Hanno diritto al voto i cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 12 – Ufficio comunale per il referendum</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – Entro i venti giorni successivi alla data di indizione della consultazione, si insedia, su nomina del Sindaco, l&#8217;Ufficio comunale per il referendum, composto dal Segretario comunale, dal responsabile dei servizi demografici e da un funzionario comunale di comprovata esperienza e competenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – L&#8217;ufficio comunale per il referendum ha il compito di provvedere al coordinamento e all&#8217;organizzazione di tutte le operazioni referendarie, di sovrintendere al regolare svolgimento delle operazioni di voto e scrutinio, di procedere alla proclamazione dei risultati e di esprimersi su eventuali reclami. Nell&#8217;adempimento di tali funzioni si avvale dell&#8217;Ufficio elettorale del Comune.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – Ai lavori dell&#8217;Ufficio comunale per il referendum può assistere un rappresentante del Comitato promotore e di ogni Comitato referendario.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Articolo 13 – Uffici di sezione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 &#8211; La ripartizione del territorio comunale in sezioni coincide con quella delle ultime elezioni che vi hanno avuto luogo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 &#8211; L&#8217;Ufficio elettorale di sezione è composto dal Presidente, dal segretario a da due scrutatori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 &#8211; Il Presidente e gli scrutatori vengono nominati tra il venticinquesimo e il ventesimo giorno antecedenti la data della votazione secondo i criteri e le modalità di cui alla normativa vigente per le elezioni amministrative. A dette nomine provvede direttamente a mezzo di sorteggio l&#8217;Ufficio comunale per il referendum attingendo per i presidenti all&#8217;elenco utilizzato per le elezioni amministrative. Il Presidente nomina il segretario.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">4 – Il compenso dovuto ai componenti degli Uffici di sezione è stabilito dalla Giunta comunale, che rimette al funzionario competente la determinazione dell&#8217;impegno di spesa complessivo per l&#8217;intero procedimento referendario.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">art. 14 – Operazioni di voto</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – L&#8217;insediamento dell&#8217;Ufficio di sezione deve avvenire alle ore 6,30 del giorno fissato per lo svolgimento della consultazione. Le operazioni di voto hanno luogo dalle ore 8,30 alle ore 22,00 in un&#8217;unica giornata di domenica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – Per la validità delle operazioni è indispensabile la presenza di almeno tre componenti del seggio, considerandosi al tal fine anche il segretario.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – L&#8217;Ufficio comunale per il referendum redige un elenco, in duplice copia e distinto per sesso, dei cittadini iscritti alle liste elettorali in ciascuna sezione, che sarà utilizzato come registro per verificare la partecipazione al voto degli aventi diritto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">4 – Le schede, di tipo unico e colore, sono fornite dal Comune e contengono il quesito ammesso ai sensi del presente regolamento, riprodotto a caratteri chiaramente leggibili. Qualora nello stesso giorno debbano svolgersi più referendum, all&#8217;elettore viene consegnata, per ognuno di essi, una scheda di colore diverso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">5 – Le schede sono vidimate con la sigla di uno dei membri dell&#8217;Ufficio di sezione. Ciascuno di essi ne vidima una parte, secondo la suddivisione effettuata dal Presidente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">6 – Per accedere al voto è necessaria unicamente l&#8217;esibizione di un documento di identificazione, i cui estremi vengono riportati sull&#8217;elenco, accanto all&#8217;elettore cui si riferiscono, da un componente dell&#8217;Ufficio di sezione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">7 – L&#8217;elettore vota tracciando sulla scheda con la matita un segno sulla risposta da lui scelta o comunque nel rettangolo che la contiene.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 15 Operazioni si scrutinio</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – Le operazioni di scrutinio hanno luogo immediatamente dopo la chiusura delle urne e proseguono ininterrottamente fino al loro completamento.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – Concluse le operazioni, il verbale redatto in duplice copia, le schede e gli elenchi attestanti la partecipazione al voto, chiusi in apposito plico sigillato, vengono recapitati all&#8217;Ufficio comunale per il referendum.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – In caso di contemporaneo svolgimento di più referendum, l&#8217;Ufficio di sezione osserva, ai fini dello scrutinio, l&#8217;ordine indicato nell&#8217;atto di indizione nel rispetto dell&#8217;articolo 8 comma 2.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">4 – Delle operazioni di scrutinio è redatto, a cura del segretario, apposito verbale che, sottoscritto da tutti i componenti l&#8217;Ufficio di sezione, viene trasmesso all&#8217;Ufficio comunale per il referendum.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 16 – Rappresentanti dei Gruppi consiliari, del Comitato promotore e dei comitati per il referendum.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – Alle operazioni di voto e di scrutinio può assistere, in ciascuna sezione, un rappresentante di ogni Gruppo consiliare, del Comitato promotore del quesito del referendum  e di ognuno dei comitati per il referendum.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – La relativa designazione deve essere effettuata, a cura rispettivamente del Presidente degli Uffici di sezione, nella giornata stessa della consultazione referendaria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">3 – Detti rappresentanti hanno le stesse facoltà riconosciute ai rappresentanti di lista nelle elezioni comunali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Art. 17 – Proclamazione dei risultati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">1 – Sulla base dei verbali di scrutinio trasmessi da tutti gli Uffici di sezione, l&#8217;Ufficio comunale per il referendum procede immediatamente all&#8217;accertamento del numero degli elettori aventi diritto al voto e del numero dei votanti; indi determina la somma dei voti validamente espressi e proclama i risultati della votazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">2 – L&#8217;esito del<span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal"> referendum è determinato dalla prevalenza di una delle opzioni sulle quali è stato chiesto agli elettori di esprimersi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">3 – Di tutte le operazioni dell&#8217;Ufficio comunale per il referendum è redatto verbale in tre esemplari, uno dei quali resta depositato nell&#8217;Ufficio medesimo, uno è consegnato al Segretario comunale e uno è trasmesso immediatamente al Sindaco.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">4 – Quest&#8217;ultimo provvede, entro cinque giorni dal ricevimento del verbale di cui al comma precedente, alla comunicazione dell&#8217;esito della consultazione dei cittadini, mediante affissione dei manifesti in luoghi pubblici e pubblicazione sul sito ufficiale del Comune, nonché ai Consiglieri Comunali  e al Comitato promotore, con invio dei risultati a mezzo della posta elettronica.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">Art. 18 – Reclami</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">1 – I reclami relativi alle operazioni di voto e di scrutinio devono essere presentati al Protocollo del Comune entro dieci giorni dalla proclamazione dei risultati e sono decisi, entro dieci giorni dalla presentazione, dall&#8217;Ufficio comunale per il referendum.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">2 – Al reclamo sono legittimati tutti i cittadini aventi diritto al voto.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">3 – La decisione è notificata al proponente, o al primo dei firmatari del reclamo, a cura del Segretario comunale entro cinque giorni da quello in cui è assunta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">4 – In caso di accoglimento, l&#8217;Ufficio comunale per il referendum provvede alle necessarie rettifiche o adotta i provvedimenti consequenziali dandone immediata comunicazione al Sindaco per gli ulteriori adempimenti del caso.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">Art. 19 – Effetti del referendum.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">1 – Il Consiglio comunale è convocato entro trenta giorni dalla proclamazione dell&#8217;esito del voto affinché ne prenda atto e decida come darvi attuazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">2 – Non può essere presentata una nuova proposta referendaria avente sostanzialmente ad oggetto lo stesso quesito su cui si è tenuta la consultazione se non sono trascorsi almeno 12 mesi dalla data della votazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">Art. 20 – Spese.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">1 – Le spese per lo svolgimento delle operazioni attinenti ai referendum in dipendenza dal presente regolamento fanno carico al Comune.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">2 – Agli oneri relativi si provvede con stanziamenti da imputarsi ad apposito capitolo di bilancio.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">Art. 21 – Norme finali e transitorie.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">1 – Per tutto quanto non specificatamente previsto dal presente regolamento trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni recate dalla vigente normativa in materia elettorale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="font-size: small;">2 – Fin tanto che non sia costituita la Commissione per il referendum e nell&#8217;ipotesi in cui la medesima sia impossibilitata a funzionare per vacanza del componente esperto, le funzioni della medesima sono svolte dal Segretario comunale.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/14/a-concorezzo-mb-e-stata-presentata-una-mozione-per-togliere-il-quorum-dai-referendum-comunali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Formigine (MO) e altri comuni modenesi si cominciano a muovere per togliere il quorum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/12/a-formigine-mo-e-altri-comuni-modenesi-si-cominciano-a-muovere-per-togliere-il-quorum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/12/a-formigine-mo-e-altri-comuni-modenesi-si-cominciano-a-muovere-per-togliere-il-quorum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 19:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[castelvetro]]></category>
		<category><![CDATA[formigine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2952</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amici di M5S di Formigine e di Castelvetro e di Fiorano si stanno attivando per capire come poter togliere il quorum dai referendum comunali delle loro città. Il martedì 19 luglio hanno appuntamento con il Difensore Civico provinciale per capire come stanno esattamente le cose e come poter attivarsi.

Ecco l&#8217;email inviata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amici di M5S di Formigine e di Castelvetro e di Fiorano si stanno attivando per capire come poter togliere il quorum dai referendum comunali delle loro città. Il martedì 19 luglio hanno appuntamento con il Difensore Civico provinciale per capire come stanno esattamente le cose e come poter attivarsi.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/castelvetro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2953" title="castelvetro" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/castelvetro.jpg" alt="castelvetro" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ecco l&#8217;email inviata da Michele di Formigine (MO), che pubblico anche qui, perchè è un esempio che qualcosa si sta muovendo e che qualcosa si può fare.</p>
<p style="padding-left: 30px;">hola!</p>
<div style="padding-left: 30px;">allora <strong>mercoledi 20</strong> ci incontriamo a Magreta per fare il punto della situazione:</div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="font-family:Tahoma;white-space:pre-wrap"><a href="http://www.meetup.com/grillimodenesi/events/24723391/" target="_blank">http://www.meetup.com/grillimodenesi/events/24723391/</a></span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><br />
</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><strong>oltre a Formigine sembra che anche Castelvetro sia nella stessa situazione.</strong> mail da castelvetro:</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><span style="font-family:arial, sans-serif;font-size:small;white-space:pre-wrap"><em>anche  a castelvetro c&#8217;e&#8217; un buco in quanto nello statuto si rimanda ad un  fantomatico regolamento di attuazione che pero&#8217; non trovo da nessuna  parte . in settimana telefono all&#8217;urp e vedo se hanno dimenticato di  caricarlo sul sito oppure si tratta di un regolamento fantasma. monica</em></span></span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><br />
</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap">Inoltre mi è arrivata questa mail da <strong>Fiorano:</strong></span></div>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><span style="font-family:arial, sans-serif;font-size:small;white-space:pre-wrap"></p>
<ul style="padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-top:0px;margin-right:0px;margin-bottom:0px;margin-left:0px"><span style="font-style:italic">a fiorano il referendum previsto è quello consultivo.</span><br />
<span style="font-style:italic">per le proposte popolari di delibera consigliare, secondo lo statuto, devon essere &#8220;presentate da almeno 75 elettori&#8221;</span><br />
<span style="font-style:italic">e invece secondo l&#8217;apposito regolamento sulla partecipazione, &#8220;da almeno 50 residenti, cittadini e non&#8221;</span><br />
<span style="font-style:italic">!! incredibile discordanza. <span> </span><span> </span></span></ul>
<div><em><br />
</em></div>
<div>insomma un GRAN casino.!!</div>
<div><strong>inoltre martedi 19 abbiamo preso appuntamento come avevi suggerito con il difensore civico provinciale.</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>Ci riaggiorniamo il 20&#8230;.</div>
<div>ciaoo</div>
<div style="padding-left: 30px;">michele</div>
<p></span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/12/a-formigine-mo-e-altri-comuni-modenesi-si-cominciano-a-muovere-per-togliere-il-quorum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Diritti gay nel Liechtenstein rafforzati dopo referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/05/diritti-gay-nel-liechtenstein-rafforzati-dopo-referendum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/05/diritti-gay-nel-liechtenstein-rafforzati-dopo-referendum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 16:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[liechteinstein]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2929</guid>
		<description><![CDATA[di Thomas Benedikter

Di regola gli argomenti e i risultati di votazioni referendarie in Svizzera e nel Liechtenstein in Italia vengono medialmente percepiti solo quando utilizzabili in chiave contraria alla democrazia diretta. Uno „strabismo politico“ che condanna gli svizzeri quando, dopo un lungo dibattito pubblico e un complesso percorso procedurale, vietano la costruzione di nuovi minareti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Thomas Benedikter</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/800px-Landtag_Liechtenstein_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2930" title="800px-Landtag_Liechtenstein_3" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/800px-Landtag_Liechtenstein_3.jpg" alt="800px-Landtag_Liechtenstein_3" width="560" height="354" /></a></p>
<p>Di regola gli argomenti e i risultati di votazioni referendarie in Svizzera e nel Liechtenstein in Italia vengono medialmente percepiti solo quando utilizzabili in chiave contraria alla democrazia diretta. Uno „strabismo politico“ che condanna gli svizzeri quando, dopo un lungo dibattito pubblico e un complesso percorso procedurale, vietano la costruzione di nuovi minareti, ma fa passare in sordina tante iniziative popolari tese a rafforzare i diritti di minoranze e di stranieri. Dei loro immediati vicini, il Liechtenstein, mini-stato pure dotato di un avanzato sistema di democrazia diretta, non si parla neanche. Quindi va bene far uno strappo.</p>
<p>Il 19 giugno scorso, comunque, in un referendum confermativo (cioè ogni legge approvata dal Parlamento può essere sottoposta a votazione popolare se lo richiedono 1000 dei 36.000 cittadini) i cittadini del Liechtenstein con una maggioranza del 70% si sono espressi a favore del rafforzamento dei diritti delle coppie omosessuali. A differenza dell&#8217;Italia a partire dal 1 settembre 2011 le coppie gay in questo stato – membro dell&#8217;ONU – potranno far registrare il loro stato civile che sarà parificato in termini fiscali, di diritto previdenziale e ereditario. Un&#8217;iniziativa popolare di nome „Vox populi“ aveva impugnata la relativa legge, approvata nel marzo 2011, paventando il pericolo di un&#8217;erosione della famiglia tradizionale. I Liechtensteinesi, società piuttosto conservatrice, non hanno prestato ascolto alla „Vox populi“ e nel referendum confermativo hanno confermato la legge voluta dal Parlamento di Vaduz.</p>
<p>In generale l&#8217;episodio ricorda che i diritti di partecipazione diretta non vanno misurati con il metro dei risultati che producono che sempre riflettono le posizioni diffusi in una società in un determinato storico. Possono piacere o meno, ma non è certamente colpa dello specchio se riflette chi lo guarda. Ci sarà sempre un&#8217;élite che giudica „il popolo“ troppo poco maturo per poter decidere direttamente dei problemi che riguardano tutti. È importante invece concepire la democrazia diretta come una procedura necessaria per far partecipare i cittadini alle decisioni. Riconoscendo a tutti la  capacità di giudizio su questioni generali iniziative popolari e referendum confermativi dovrebbero entrare nel armamentario normale di ogni democrazia moderna.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/05/diritti-gay-nel-liechtenstein-rafforzati-dopo-referendum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Portare il quorum al 30 % o al 20% è comunque dannoso per la democrazia: ecco la prova</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/30/portare-il-quorum-al-30-o-al-20-e-comunque-dannoso-per-la-democrazia-ecco-la-prova/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/30/portare-il-quorum-al-30-o-al-20-e-comunque-dannoso-per-la-democrazia-ecco-la-prova/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 20:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge popolare]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[baviera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2915</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

alcuni neoeletti consiglieri del M5S del piemonte chiedono suggerimenti per iniziative per migliorare gli strumenti di democrazia diretta nei loro comuni. In particolare in un comune dove si sta discutendo di portare il quorum al 30%. Sarebbe un miglioramento? No, il quorum è comunque dannoso e ce lo mostra l&#8217;esperienza della Baviera. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/legge-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>alcuni neoeletti consiglieri del M5S del piemonte chiedono suggerimenti per iniziative per migliorare gli strumenti di democrazia diretta nei loro comuni. In particolare in un comune dove si sta discutendo di portare il quorum al 30%. Sarebbe un miglioramento? No, <strong>il quorum è comunque dannoso e ce lo mostra l&#8217;esperienza della Baviera.</strong> <strong>I comuni con il quorum al 20% hanno il 40% dei referendum invalidati. Ossia quasi 1 referendum su 2 viene invalidato anche con il quorum al 20%.</strong></p>
<p>E la spiegazione è facile. I referendum attirano in tutto il mondo una affluenza di votanti inferiore a quella delle elezioni dei rappresentanti. Infatti si vota su un solo tema su cui ha fatto campagna uno sparuto gruppo di cittadini, mentre nelle elezioni si votano centinaia di candidati ognuno dei quali spende capitali, tempo ed energie per farsi eleggere.</p>
<p>Basta che in presenza del quorum del 20% lo schieramento del NO faccia appello all&#8217;astensione per avere una forte probabilità di vincere facile, facendo invalidare il risultato. 4 volte su 10 questo giochetto funziona in Baviera agli schieramenti del NO. E vincono facile risparmiando tempo, energie e i soldi della campagna del NO. Semplicemente dicono ai loro sostenitori &#8220;State a casa!&#8221;.</p>
<p>Ecco altre considerazioni:</p>
<p>1. è bene chiedere di togliere completamente il quorum, ossia di portarlo al 0%.</p>
<p>Il 30% è un valore troppo alto e per esempio il referendum di Vicenza  del 2006 (affluenza 13%), i referendum di Rovereto del 2009 (affluenza  15%) e i referendum di Gorizia del 2011 (affluenza 25%) sarebbero  comunque stati invalidati.</p>
<p>Generalmente nel mondo il quorum c&#8217;è ed è del 50% oppure non c&#8217;è ed è 0%.</p>
<p>Ma c&#8217;è un caso molto interessante, quello della Baviera, uno dei Laender  più grandi, ricchi e importanti della Germania, dove i referendum  comunali hanno dal 1999 un quorum che in apparenza è basso, ossia del 10  -15 &#8211; 20% a seconda della grandezza della città.</p>
<p>E cosa succede quando c&#8217;è questo quorum?</p>
<p>Riporto qui il paragrafo &#8220;Effetti del quorum&#8221; tratto dal cap. 7 &#8220;La  Democrazia Diretta in Baviera&#8221; del libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221;  scaricabile gratuitamente qui:<br />
<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37</a></p>
<p><strong>Effetti del quorum</strong><br />
Dal 1999, per effetto di una sentenza della Corte Costituzionale  Bavarese, è stato introdotto il quorum, il cui valore dipende dalla  grandezza della città.</p>
<p>fino a 50.000 abitanti il quorum è del 20%;<br />
dai 50.001 ai 100.000 abitanti, il quorum è del 15%;<br />
sopra i 100.001 abitanti, il quorum è del 10%.</p>
<p>I quorum non esistono in Svizzera e negli USA, dove c’è una lunga  tradizione di democrazia diretta. Il coinvolgimento politico dei  cittadini non dovrebbe essere reso più difficile con l’imposizione del  quorum. Lo scopo delle procedure di democrazia diretta, dovrebbe essere  quello di incoraggiare i cittadini ad essere parte attiva nelle  decisioni.<br />
<strong>Il 15,9% dei referendum bavaresi viene annullato per mancato raggiungimento del quorum.</strong><br />
Se si guardano i risultati in base della grandezza della città, si vede  che nelle città piccole fino a 5000 abitanti, i referendum che non  raggiungono il quorum (20%) sono solo il 5,5%. Nelle città da 10.000 a  50.000 abitanti (quorum 20%) invece, il 40,5% dei referendum vengono  invalidati. Nelle città da 50.000 a 100.000 abitanti la percentuale  scende al 23,5% e nelle città sopra i 100.000 abitanti la percentuale  scende ancora al 20%.<br />
Quindi la situazione è particolarmente pesante nelle città medie piccole (10.000 – 50.000 abitanti), <strong>dove il 40,5 % dei referendum vengono invalidati.</strong></p>
<p>2. Nel libro &#8220;Vivere meglio con più democrazia&#8221; scaricabile gratuitamente qui:<br />
<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50</a></p>
<p>a pag. 137, si trova l&#8217;esempio del comune di Concorezzo (MI), dove il  consigliere di una lista civica di minoranza, Roberto Brambilla, ha  fatto una mozione per chiedere di <strong>introdurre il referendum propositivo e abrogativo senza quorum</strong> nello statuto ed ha pure proposto <strong>il regolamento attuativo per i referendum.</strong></p>
<p>3. qui c&#8217;è l&#8217;esempio di quello che ha fatto Stefania Garuti, eletta con  M5S a Bomporto (MO). Ha chiesto di togliere il quorum con una mozione.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/23/mozione-per-abolire-il-quorum-nel-comune-di-bomporto-mo-cons-stefania-garuti-m5s/<br />
</a></p>
<p>4. sono disponibile per ulteriori approfondimenti. Se inoltre farete  qualche mozione riguardante la democrazia diretta nei vostri comuni,  mandatemi un link, che lo riporto anche nel mio blog, come esempio da studiare e da  seguire per altri in Italia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/30/portare-il-quorum-al-30-o-al-20-e-comunque-dannoso-per-la-democrazia-ecco-la-prova/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli amministratori non vogliono fare il regolamento dei referendum? I cittadini fanno una istanza al difensore civico: l&#8217;esempio di Morciano (RN)</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/10/gli-amministratori-non-vogliono-fare-il-regolamento-dei-referendum-i-cittadini-fanno-una-istanza-al-difensore-civico-lesempio-di-morciano-rn/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/10/gli-amministratori-non-vogliono-fare-il-regolamento-dei-referendum-i-cittadini-fanno-una-istanza-al-difensore-civico-lesempio-di-morciano-rn/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 19:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2793</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amministratori di Morciano (RN) non vogliono realizzare il regolamento dei referendum e così impediscono ai cittadini di usufruire di questo strumento previsto dal loro stesso comune.
Cosa possono fare i cittadini per ottenere i loro diritti? Ecco l&#8217;esempio portato avanti dal Comitato Morciano in Comune:
1. partecipazione al Consiglio Comunale Aperto del 15 /04/10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amministratori di Morciano (RN) non vogliono realizzare il regolamento dei referendum e così impediscono ai cittadini di usufruire di questo strumento previsto dal loro stesso comune.</p>
<p>Cosa possono fare i cittadini per ottenere i loro diritti? Ecco l&#8217;esempio portato avanti dal Comitato Morciano in Comune:</p>
<p>1. partecipazione al Consiglio Comunale Aperto del 15 /04/10 e consegna di un regolamento completo, scritto gratuitamente dall&#8217;avvocato di Rimini Massimo Manduchi</p>
<p>2. nel giugno 2010 un sollecito a tutta l&#8217;amministrazione</p>
<p>3. nel dicembre 2010 un ulteriore sollecito all&#8217;amministrazione</p>
<p>4. una istanza al Difensore Civico dell&#8217;Emilia Romagna (Daniele Lugli &#8211; nella foto) consegnata il 01 giugno 2011</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/daniele-lugli-difensore-civico-emilia-romagna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2795" title="daniele lugli difensore civico emilia romagna" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/daniele-lugli-difensore-civico-emilia-romagna.jpg" alt="daniele lugli difensore civico emilia romagna" width="375" height="500" /></a></p>
<p>Che potete leggere, anzi che consiglio a tutti i cittadini consapevoli di leggere e di scaricarsi come esempio da seguire in tutti i comuni dove gli amministratori si ostinano a non realizzare il regolamento dei referendum.</p>
<p>Eccolo il documento completo, con tutti gli allegati, mandatomi dagli amici di Morciano (ho cancellato solo alcune parti con dati privati dei presentatori dell&#8217;istanza):</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/istanza-difensore-civico-emilia-romagna.pdf">istanza difensore civico emilia romagna</a></strong></p>
<p>In questo post il video della serata del Consiglio Comunale Aperto, e la proposta di regolamento dei referendum presentato dai cittadini:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/09/morciano-rn-un-esempio-di-democrazia-diretta-allopera-il-consiglio-comunale-aperto/">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/09/morciano-rn-un-esempio-di-democrazia-diretta-allopera-il-consiglio-comunale-aperto/</a></p>
<p>Sono a questo punto molto curioso di sapere gli sviluppi della vicenda, il potere effettivo del difensore civico e se finalmente sarà disponibile il regolamento dei referendum finora negato ai cittadini di Morciano&#8230;</p>
<p>E gli ulteriori passi che i cittadini saranno costretti a compiere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/10/gli-amministratori-non-vogliono-fare-il-regolamento-dei-referendum-i-cittadini-fanno-una-istanza-al-difensore-civico-lesempio-di-morciano-rn/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Morciano (RN) un esempio di democrazia diretta all&#8217;opera: Il Consiglio Comunale Aperto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/09/morciano-rn-un-esempio-di-democrazia-diretta-allopera-il-consiglio-comunale-aperto/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/09/morciano-rn-un-esempio-di-democrazia-diretta-allopera-il-consiglio-comunale-aperto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 21:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale aperto]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2782</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
chiarisco subito: un esempio mica tanto positivo!
Fabio Bartolini e Daniele Arduni del Comitato Morciano in Comune
http://www.morcianoincomune.it/consigli-comunali/consiglioapertodel15042010
mi hanno inviato un estratto video del primo Consiglio Comunale Aperto tenutosi il 15 aprile 2010. In quell&#8217;occasione oltre a varie richieste trattate da altri cittadini, il Comitato Morciano in Comune ha presentato una proposta di Regolamento per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>chiarisco subito: un esempio mica tanto positivo!</p>
<p>Fabio Bartolini e Daniele Arduni del Comitato Morciano in Comune</p>
<p><a href="http://www.morcianoincomune.it/consigli-comunali/consiglioapertodel15042010">http://www.morcianoincomune.it/consigli-comunali/consiglioapertodel15042010</a></p>
<p>mi hanno inviato un estratto video del primo Consiglio Comunale Aperto tenutosi il 15 aprile 2010. In quell&#8217;occasione oltre a varie richieste trattate da altri cittadini, il Comitato Morciano in Comune ha presentato una proposta di Regolamento per l&#8217;attuazione dei Referendum comunali. Che era fino a quel momento mancante. E lo è ancora oggi. E quindi ai cittadini è negato un diritto, quello di realizzare referendum comunali, previsto nel loro stesso statuto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="367" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f7N8Ph-tH2E?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/v/f7N8Ph-tH2E?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Interessante l&#8217;utilizzo dello strumento del Consiglio Comunale Aperto, che è presente in pochi comuni italiani, tra cui a Morciano (RN). Ma questa occasione fortemente voluta dalle associazioni dei cittadini, è stata svilita dalla risposta degli amministratori. Che si sono riservati in esclusiva il compito di redigere il regolamento dei referendum, che colpevolmente non avevano ancora scritto. E tanto hanno pensato e studiato che lo statuto non è ancora, dopo un anno dal Consiglio Comunale Aperto del 15 aprile 2010, realizzato.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/referendum-morciano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2783" title="referendum morciano" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/referendum-morciano.jpg" alt="referendum morciano" width="515" height="473" /></a></p>
<p>Amministratori che pensano che la democrazia sia una delega in bianco data nelle loro mani ogni 5 anni e in cui i cittadini non devono immischiarsi. Vedere questo video è tristissimo per chi come noi sa come la democrazia è vissuta in molte zone del mondo, ma anche uno stimolo. Questa che vediamo oggi rappresentata a Morciano, ma in quasi tutta l&#8217;Italia, non è democrazia, ma solo la sua parvenza esterna. La democrazia vera, completa, diretta è un nostro diritto, e ovunque in Italia, come hanno fatto e stanno facendo ogni giorno gli amici di Morciano, dobbiamo riconquistarcela, riprendendocela da questa casta isolata e senza futuro, avvinghiata al potere per quanto piccolo esso sia e ai piccoli privilegi che ognuno di loro trae. Democrazia non è dare tutto il potere a 20 &#8211; 40 persone che poi decidano a nostro nome per 5 anni. Servono strumenti di democrazia diretta nelle mani dei cittadini, come in Svizzera e in Baviera e in California. Il passo più importante che dobbiamo compiere è togliere il quorum dai referendum.</p>
<p>Per spalancare la porta a tutte le energie che vorranno riprendersi il diritto di decidere come gestire la propria vita comune.</p>
<p>Ma la  democrazia potrà svilupparsi solo se noi cittadini lo esigeremo con piena consapevolezza.</p>
<p>Questo è il regolamento dei referendum predisposto gratuitamente dall&#8217;avvocato riminese Manduchi Massimo, avanzato in Consiglio da Fabio Bartolini a nome del Comitato Morciano in Comune, più di un anno fa:&#8221;</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/regolamento-referendum.pdf">regolamento referendum</a> Morciano</p>
<p>E Fabio e gli amici del Comitato, continuano a lavorare e a battersi su questo tema. Questo è ad esempio quanto stanno programmando di fare nei prossimi mesi, da un&#8217;email di Fabio:</p>
<p><em>Presto invieremo ad ogni comune comunicazione per relizzare il  censimento degli istituti di partecipazione in provincia di Rimini che  presenteremo poi in autunno. Sempre entro la fine dell&#8217;anno iniziera&#8217; il  tour che tocchera&#8217;ogni comune della nostra provincia e della vicina  provincia di pesaro urbino per portare più&#8217; democrazia. Si puo&#8217; fare.  Forza Paolo. Parte del merito e&#8217; tuo. Cari saluti. Fabio</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/09/morciano-rn-un-esempio-di-democrazia-diretta-allopera-il-consiglio-comunale-aperto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iniziative popolari presentate a Trento per abolire il quorum e per abbinare i referendum alle elezioni nazionali</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/25/iniziative-popolari-presentate-a-trento-per-abolire-il-quorum-e-per-abbinare-i-referendum-alle-elezioni-nazionali/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/25/iniziative-popolari-presentate-a-trento-per-abolire-il-quorum-e-per-abbinare-i-referendum-alle-elezioni-nazionali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 May 2011 20:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2677</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
alla fine de &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; di Trento del 23 maggio 2011, abbiamo anche presentato le due iniziative di delibera popolare per l&#8217;abolizione del quorum e per l&#8217;abbinamento dei referendum alle votazioni nazionali ed europee. Abbiamo già iniziato a raccogliere le firme autenticate dei cittadini che erano presenti. Continueremo nei prossimi mesi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>alla fine de <strong>&#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; di Trento del 23 maggio 2011</strong>, abbiamo anche presentato le <strong>due iniziative di delibera popolare per l&#8217;abolizione del quorum e per l&#8217;abbinamento dei referendum alle votazioni nazionali ed europee.</strong> Abbiamo già iniziato a raccogliere le firme autenticate dei cittadini che erano presenti. Continueremo nei prossimi mesi. L&#8217;obbligo previsto dal regolamento degli strumenti di partecipazione del comune di Trento è quello di raccogliere <strong>1000 firme autenticate</strong>. Se Beppe Grillo porterà avanti la proposta di referendum sui rimborsi ai partiti, effettueremo la raccolta firme assieme.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Quorum-e-democrazia-partecipativa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2680" title="Quorum-e-democrazia-partecipativa" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Quorum-e-democrazia-partecipativa.jpg" alt="Quorum-e-democrazia-partecipativa" width="478" height="457" /></a></p>
<p>Comunque abbiamo iniziato.</p>
<p>Ecco i testi delle due iniziative popolari su cui stiamo raccogliendo le 100o firme:</p>
<h3><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/iniziativa-popolare-abbinamento-referendum-comunali-alle-votazioni-nazionali-ed-europee.doc">iniziativa popolare abbinamento referendum comunali alle votazioni nazionali ed europee</a></h3>
<h3><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/iniziativa-popolare-abolizione-quorum.doc">iniziativa popolare abolizione quorum</a></h3>
<h3>Molto probabilmente inizieremo un percorso analogo a Rovereto nei prossimi giorni.</h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/25/iniziative-popolari-presentate-a-trento-per-abolire-il-quorum-e-per-abbinare-i-referendum-alle-elezioni-nazionali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esempio di quello che può fare un cittadino nel suo comune, per la democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/11/lesempio-di-quello-che-puo-fare-un-cittadino-nel-suo-comune-per-la-democrazia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/11/lesempio-di-quello-che-puo-fare-un-cittadino-nel-suo-comune-per-la-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 19:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[dario rinco]]></category>
		<category><![CDATA[difensore civico]]></category>
		<category><![CDATA[sesto san giovanni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2129</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
Dario Rinco, consultando lo Statuto del suo comune nella parte riguardante i referendum e il Regolamento di Attuazione, ha scoperto una differenza notevole. Nello Statuto venivano richieste il 5% delle firme degli aventi diritto al voto per iniziare un referendum, mentre nel Regolamento venivano richieste il 10%. Inoltre nello Statuto si parlava di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/vittoria2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2131" title="vittoria2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/vittoria2.jpg" alt="vittoria2" width="256" height="384" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>Dario Rinco, consultando lo Statuto del suo comune nella parte riguardante i referendum e il Regolamento di Attuazione, ha scoperto una differenza notevole. Nello Statuto venivano richieste il 5% delle firme degli aventi diritto al voto per iniziare un referendum, mentre nel Regolamento venivano richieste il 10%. Inoltre nello Statuto si parlava di Referendum Consultivo e Abrogativo, nel Regolamento invece si parlava solo di Referendum Consultivo. Differenze non da poco. Comunque Dario, che abita nel Comune di Sesto San Giovanni (MI) è andato dagli amministratori a chiedere di provvedere a sistemare le cose. Dopo sei mesi di totale mancanza di ascolto e di provvedimenti, si è rivolto al Difensore Civico. Il quale ha mandato la lettera che allego agli amministratori, chiedendo che provvedano alle correzioni.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/com.SSG.pdf">lettera difensore civico Sesto San Giovanni</a></p>
<p>Ecco quindi che anche un comune cittadino può ottenere qualcosa se si rivolge alle istituzioni giuste, in questo caso il Difensore Civico. La morale è: non lasciamo perdere quando riteniamo di avere dei diritti non rispettati e facciamoci valere. Se tutti facessimo come Dario, gli amministratori sarebbero più attenti ai loro comportamenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/11/lesempio-di-quello-che-puo-fare-un-cittadino-nel-suo-comune-per-la-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vicenza: i cittadini chiedono democrazia dal 2006</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/05/vicenza-i-cittadini-chiedono-democrazia-dal-2006/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/05/vicenza-i-cittadini-chiedono-democrazia-dal-2006/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 17:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2111</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
nel 2006 si è tenuto a Vicenza un referendum che chiedeva all&#8217;amministrazione di inserire gli strumenti del referendum propositivo e abrogativo con quorum al 10% nello Statuto Comunale. L&#8217;unico obbligo che aveva l&#8217;amministrazione, dopo quel voto, era di discutere in Consiglio Comunale l&#8217;argomento. Visto che era stato usato l&#8217;unico triste strumento a disposizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/cittadini-in-attesa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2112" title="cittadini in attesa" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/cittadini-in-attesa.jpg" alt="cittadini in attesa" width="360" height="288" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>nel 2006 si è tenuto a Vicenza un referendum che chiedeva all&#8217;amministrazione di inserire gli strumenti del referendum propositivo e abrogativo con quorum al 10% nello Statuto Comunale. L&#8217;unico obbligo che aveva l&#8217;amministrazione, dopo quel voto, era di discutere in Consiglio Comunale l&#8217;argomento. Visto che era stato usato l&#8217;unico triste strumento a disposizione dei cittadini, ossia il referendum Consultivo.</p>
<p>Bene a distanza di 4 anni l&#8217;amministrazione non ha ancora adempiuto al suo dovere.</p>
<p>Ecco il testo dignitoso scritto da Annamaria Macripò, coordinatrice dell&#8217;assoc. Più Democrazia e Partecipazione a Vicenza. I cittadini mostrano dignità. Gli amministratori di Vicenza invece non ne hanno.</p>
<p>Convocazione I Commissione Affari Istituzionali – 5 ottobre 2010</p>
<p>L’ultima volta che questa commissione ha incontrato i rappresentanti del comitato referendario è stato il 23 febbraio scorso.</p>
<p>Oggi io sono qui in veste di presentatrice della delibera d’iniziativa popolare, presentata lo scorso 21 aprile, ma l’argomento è invariato: la realizzazione del quesito referendario tenutosi in Vicenza il 10 settembre 2006.</p>
<p>Cosa è cambiato in questi mesi e cosa dovrebbe cambiare affinché anche questa non sia una riunione pro-forma?</p>
<p>Il comitato referendario, vista l’immobilità da parte dell’amministrazione su questo argomento, che giaceva al primo posto dell’odg da ben due anni, ha ritenuto di dover utilizzare un altro strumento di partecipazione dei cittadini prevista dallo statuto per chiedere attenzione sull’argomento. Con il sostegno di altri comitati cittadini sensibili alla partecipazione, è stato dunque avviato l’iter per la proposta di delibera d’iniziativa popolare, anche a seguito di una mancata conclusione dei lavori della presente commissione che ha ritenuto di delegare alla Conferenza dei Capigruppo una qualunque decisione in merito.</p>
<p>Improvvisamente però la situazione si sblocca e il 6 giugno scorso i capigruppo in consiglio comunale e il sindaco pongono alla trattazione il referendum. Questa improvvisa solerzia però ha avuto come esito un ennesimo procrastinare la decisione sull’introduzione dei referendum appaltandola ai lavori di una commissione  che dovrà occuparsi delle modifiche dello statuto e che, per diretta ammissione dello stesso presidente Poletto, prevedrà tempi molto lunghi, concludendo il proprio compito, nella migliore delle ipotesi, quando l’attuale amministrazione cesserà il proprio mandato.<span id="more-2111"></span></p>
<p>Questo è quanto è successo (o meglio non è successo) a Vicenza. Nel frattempo, a poca distanza da qui, in provincia di Bolzano e di Trento, altri comuni prendevano la decisione (senza avventurarsi nelle secche di una riforma statutaria, spesso promessa dalle varie amministrazioni succedutesi, ma di fatto mai realizzata da 20 anni a questa parte) di abolire il quorum dei referendum. L’ultima volta vi avevo citato gli esempi di Villa Lagarina (TN) e di Ortisei, a questi vanno ad aggiungersi Fiè, Lana, La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, Verano, Dobbiaco e Terento. Gli amministratori di questi comuni costituiscono un lodevole esempio al quale fare riferimento, perché, bisogna ricordarlo, abolire il quorum si può in tutta Italia, non solo nelle regioni a statuto autonomo. Una sentenza della corte costituzionale ha ribadito che la scelta di mettere o abolire il quorum a livello locale compete solamente agli amministratori locali. Abolire o abbassare il quorum è un atto di nuova fiducia della rappresentanza politica nella capacità delle cittadine e dei cittadini di decidere loro stessi quando e in che modo la loro partecipazione al voto è importante.</p>
<p>Tornando a noi, la sensazione è che ci sia una mancanza di volontà di affrontare fino in fondo un argomento nei confronti del quale è stata ammessa una mancanza di conoscenza da parte degli amministratori, la necessità di ‘educare’ la popolazione e di tutelare lo svolgimento senza intoppi del lavoro dell’amministrazione paventandone addirittura il blocco. Questa è una sintesi delle motivazioni addotte da alcuni componenti di questa commissione, come si evince dai verbali.</p>
<p>È evidente che invece di guardare agli strumenti di partecipazione come a un’occasione per rinnovare il patto tra la cittadinanza e gli eletti, li si considera come un pericolo per la macchina amministrativa.</p>
<p>Ricordo a tal proposito che già lo Statuto tutela l’amministrazione escludendo dalle materie soggette a referendum una buona fetta delle proprie competenze (bilancio, documento programmatico e molte altre materie elencate nell’art. 9).</p>
<p>Ricordo inoltre che non è necessario aspettare il rinnovamento dello Statuto per procedere all’attuazione  del quesito referendario, tenutosi 4 anni or sono. La delibera infatti non ha come oggetto una modifica dello Statuto, bensì un comportamento del consiglio comunale. Rimettere anche la delibera nelle mani della commissione statuto significherebbe esprimere la volontà di voler dilazionare ulteriormente una decisione che potrebbe benissimo essere presa nei tempi previsti (90 giorni più i 30 giorni per la commissione competente)</p>
<p>I 12.000 vicentini che in quell’occasione votarono sì all’introduzione dei referendum propositivo, abrogativo e propositivo-abrogativo, a distanza di 4 anni, sono ancora in attesa di un risultato.</p>
<p>Chiediamo perciò che la commissione acceleri le tempistiche dei lavori su questo argomento per far sì che la delibera passi il prima possibile in sede di consiglio comunale per l’eventuale approvazione. Chiediamo di essere resi partecipi attivamente dei lavori di questa commissione e ci mettiamo a disposizione per un’eventuale collaborazione.</p>
<p>Per quello che è nelle nostre possibilità, continueremo a fare informazione sull’argomento, aggiornando la cittadinanza sugli eventuali sviluppi a livello locale, portandoli a conoscenza mediante assemblee partecipate degli esempi illustri prodotti sul territorio nazionale e del buon funzionamento di democrazie partecipative nel mondo, prevedendo l’utilizzo nel prossimo futuro di altri strumenti contemplati dallo statuto, come ad esempio l’istruttoria pubblica.</p>
<p>A breve, verrà organizzata un’assemblea cittadina durante la quale si farà un bilancio degli strumenti di partecipazione presenti e attivi o ancora da attivare sul territorio comunale chiedendo un confronto aperto con gli amministratori sul tema della partecipazione. Siete tutti invitati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/05/vicenza-i-cittadini-chiedono-democrazia-dal-2006/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I referendum del 4 luglio 2010 in Baviera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/07/06/i-referendum-del-4-luglio-2010-in-baviera/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/07/06/i-referendum-del-4-luglio-2010-in-baviera/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 20:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[baviera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2005</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 4 luglio 2010 è stata una giornata di referendum a livello del Laender della Baviera e di 25 comuni di quello stesso Laender. A livello di Laender il quorum è zero, e le regole per far partire il referendum molto complesse e difficili da ottemperare per i cittadini. Comunque la partecipazione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/referendum-fumo-baviera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2006" title="referendum fumo baviera" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/referendum-fumo-baviera.jpg" alt="referendum fumo baviera" width="400" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 4 luglio 2010 è stata una giornata di referendum a livello del Laender della Baviera e di 25 comuni di quello stesso Laender. A livello di Laender il quorum è zero, e le regole per far partire il referendum molto complesse e difficili da ottemperare per i cittadini. Comunque la partecipazione è stata del 37,7%. A livello dei comuni la partecipazione media è stata del 33% ( a livello comunale il quorum è del 10-15% a seconda della grandezza della città). Sono numeri su cui riflettere. Questi referendum in Baviera sono stati considerati validi. Fossero avvenuti in Italia sarebbero tutti stati invalidati. A livello comunale quasi sempre in Italia il quorum è del 50%, nei comuni e provincie e regioni &#8220;illuminate&#8221; (Ferrara, Bressanone, Bolzano) si arriva al 40%, in Toscana a livello regionale si arriva al 50% dei votanti delle ultime elezioni regionali (ossia attualmente al 35% degli aventi diritto). Poi ci sono quei 7 comuni davvero all&#8217;avanguardia del Trentino Alto Adige che hanno strumenti di democrazia diretta nella mani  dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato  Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A  seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè  (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ)  che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009  ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha  abbassato il quorum al 15%.</p>
<p>Ecco il comunicato con maggiori notizie, diramato da Stephan Lausch di Mehr Demokratie di Bolzano.</p>
<p><strong>In Alto Adige, il voto referendario bavarese per “una efficiente protezione dei non-fumatori” non sarebbe stato valido.</strong></p>
<p>Ieri in Baviera il 61 % dei votanti si è espresso a favore del disegno di legge popolare che prevede una efficiente protezione dei non-fumatori. Ha partecipato alla votazione referendaria il 37,7 % degli aventi diritto al voto. Di conseguenza, in Alto Adige questo voto non sarebbe stato valido a causa del qui vigente quorum di partecipazione del 40 %. Considerando la partecipazione referendaria in Baviera, è possibile darsi conto posteriormente, quanto sia stata alta la partecipazione nella prima votazione referendaria in Alto Adige a livello provinciale, alla quale si presentò alle urne il 38,2 % degli aventi diritto al voto.</p>
<p>Nella Baviera non esiste il quorum di partecipazione, dall&#8217;altro canto sono in vigore in questo stato ostacoli proibitivi in fase propositiva: il 10 % degli aventi diritto al voto deve firmare nei municipi, entro il termine di due settimane, una proposta di votazione referendaria. Per questo motivo, la suddetta votazione è appena la sesta nella Baviera, da quando questo strumento fu introdotto nel 1946, per cui in media avviene solo una votazione ogni 13 anni. In Germania, nel 1946 la Baviera fu la precursora dell&#8217;introduzione della democrazia diretta a livello di stato federale. Risale essenzialmente al fatto che il primo Presidente del governo bavarese, Dr. Wilhelm Hoegner, conobbe la democrazia diretta durante il suo precedente esilio in Svizzera. Nel frattempo la regolamentazione dello strumento referendario permette una migliore applicazione in altri stati federali tedeschi.</p>
<p>Parallelamente a questa votazione, nella Baviera sono stati effettuati 21 voti referendari a livello comunale. Da quando, nel 1995, col voto referendario su un&#8217;iniziativa legislativa popolare promossa dall&#8217;organizzazione &#8220;Mehr Demokratie&#8221; le cittadine e i cittadini bavaresi si conferirono il diritto di effettuare proposte e voti referendari a livello comunale, la Baviera è lo stato federale nel quale è stata effettuata la maggior parte dei voti civici (a livello comunale). A detto voto referendario ha partecipato il 33 % degli aventi diritto al voto.</p>
<p>Anche in considerazione di questi fatti l&#8217;Iniziativa per più democrazia si chiede, fino a quando la SVP lascerà trascorrere altro tempo prima di presentare la legge sulla Democrazia Diretta che prevede strumenti di maggiore applicabilità e che già da tempo fu promessa.</p>
<p>Stephan Lausch</p>
<p>coordinatore dell&#8217;Iniziativa per più democrazia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/07/06/i-referendum-del-4-luglio-2010-in-baviera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>i sondaggi al posto dei referendum? La strana opinione di Mannheimer.</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/06/11/i-sondaggi-al-posto-dei-referendum-la-strana-opinione-di-mannheimer/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/06/11/i-sondaggi-al-posto-dei-referendum-la-strana-opinione-di-mannheimer/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 19:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[voto postale]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1966</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
l&#8217;amico Carlo Reggiani mi ha mandato un video in cui il sondaggista di Porta a Porta e del Corriere, Mannheimer dice che sarebbe meglio fare un sondaggio piuttosto di un costoso referendum.  E chiede la mia opinione.
Guardatevi intanto il video e poi se volete, il mio commento.

Il sondaggio è una somma delle risposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mannheimer3ym4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1967" title="mannheimer3ym4" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mannheimer3ym4.jpg" alt="mannheimer3ym4" width="307" height="299" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;amico Carlo Reggiani mi ha mandato un video in cui il sondaggista di Porta a Porta e del Corriere, Mannheimer dice che sarebbe meglio fare un sondaggio piuttosto di un costoso referendum.  E chiede la mia opinione.</p>
<p>Guardatevi intanto il video e poi se volete, il mio commento.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FlNUZsyNcO4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/FlNUZsyNcO4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il sondaggio è una somma delle risposte ottenute da cittadini che non hanno  tempo di pensare a questioni complesse, che vengono facilmente manipolati dalla forma con cui viene posta la domanda  e che vengono sollecitati a  rispondere in fretta e che comunque sanno che i risultati non avranno nessuna  influenza sulle decisioni.</p>
<p>I referendum sono strumenti di democrazia diretta, attivati con enorme  fatica dai cittadini, ostacolati dalla istituzioni, in cui vanno a  rispondere solo i cittadini interessati (e perché bisogna far decidere a  chi non interessa nulla? In una assemblea condominiale decide chi  partecipa, non chi non va), dopo aver ascoltato le varie opinioni a  favore e contro e dopo essersi confrontati con altri cittadini e mezzi  di stampa. L&#8217;affluenza bassa in Italia, ai referendum è un effetto della presenza del  quorum, ostacolo pensato dagli amministratori per poter invalidare  sistematicamente i referendum con l&#8217;invito all&#8217;astensione. Dove non c&#8217;è  il quorum come in Svizzera, in California, in Baviera (al 15%)  l&#8217;affluenza è significativamente più alta.</p>
<p>Si potrebbe informare i cittadini anche prima dei sondaggi, come dice  Mannheimer, ma non c&#8217;è un solo caso al mondo dove questa ipotesi teorica  sia stata fatta, tranne nei Sondaggi Deliberativi, che però sono  tutt&#8217;altra cosa di quelli che vuole fare Mannheimer. Al contrario l&#8217;uso  distorto e manipolatorio che Berlusconi e prima di lui Bush e Blair ad esempio hanno fatto con i sondaggi realizzati da  aziende attente al denaro dei committenti più del risultato scientifico, dimostra che i sondaggi possono essere pericolosi  strumenti che rafforzano il potere di chi già ce l&#8217;ha.</p>
<p>Se il problema è il costo per la democrazia per realizzare un  referendum, basta realizzarlo per via postale come avviene all&#8217;80% a  Zurigo o come avviene al 100% nell&#8217;Oregon. La verità è che dietro la  motivazione che i referendum costano, la classe politica che ci  amministra che non ha nessuna remora di spendere per rimpinguare le  casse dei propri partiti e le proprie personali, nasconde ipocritamente la paura  che uno strumento di democrazia diretta troppo efficace nella mano dei  cittadini, mostri che in realtà i cittadini non amano i provvedimenti  che gli amministratori attuano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/06/11/i-sondaggi-al-posto-dei-referendum-la-strana-opinione-di-mannheimer/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Catalogna il 13 dicembre 2009 si faranno i referendum per l&#8217;indipendenza</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/12/in-catalogna-il-13-dicembre-2009-si-faranno-i-referendum-per-lindipendenza/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/12/in-catalogna-il-13-dicembre-2009-si-faranno-i-referendum-per-lindipendenza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 07:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1490</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
i referendum sono uno strumento molto versatile ed efficace per ottenere cambiamenti.
Il 13 settembre 2009 il piccolo comune di Arenys De Munt vicino a Barcellona sito comune realizzò il primo referendum comunale sulla indipendenza dalla Spagna.
Andarono a votare il 40% degli aventi diritto (in Spagna non esiste il quorum) e il SI vinse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/consulta13s.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1491" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/consulta13s.jpg" alt="" width="141" height="200" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>i referendum sono uno strumento molto versatile ed efficace per ottenere cambiamenti.</p>
<p>Il 13 settembre 2009 il piccolo comune di Arenys De Munt vicino a Barcellona <a href="http://www.arenysdemunt.org/document.php?id=3052">sito comune</a> realizzò il primo referendum comunale sulla indipendenza dalla Spagna.</p>
<p>Andarono a votare il 40% degli aventi diritto (in Spagna non esiste il quorum) e il SI vinse con il 96% dei voti, nonostante lo stato centrale spagnolo avesse posto ogni tipo di difficoltà tecnica e burocratica.</p>
<p>Visto l&#8217;enorme successo, Uriel Bertran <a href="http://www.uriel.cat/">(vedi il suo blog)</a> , il leader di un partito indipendentista catalano, Esquerra Independentista, ha ora affermato che il 13 dicembre 2009 si terranno in 130 comuni (su 978 della Catalogna) referendum per l&#8217;indipendenza della Catalogna.</p>
<p>Secondo un sondaggio dell&#8217;Istituto Noxa pubblicato alcuni giorni fa da La Vanguardia <strong>la maggioranza dei catalani (53%) appoggia la realizzazione del referendum, ma solo il 35% e&#8217; a favore dell&#8217;indipendenza.</strong></p>
<p>I simpatizzanti dei partiti catalanisti di sinistra (Erc, di cui fa parte Beltran, 86% a favore; Icv 58%) e di centro (Ciu 60%) vi sono favorevoli, mentre contrari in maggioranza sono i socialisti (48% contrari contro 44% favorevoli) ed i popolari (71%).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/12/in-catalogna-il-13-dicembre-2009-si-faranno-i-referendum-per-lindipendenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La democrazia negata a Vicenza e il passaggio della Marcia Mondiale per la Pace</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/02/la-democrazia-negata-a-vicenza-e-il-passaggio-della-marcia-mondiale-per-la-pace/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/02/la-democrazia-negata-a-vicenza-e-il-passaggio-della-marcia-mondiale-per-la-pace/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia tradita]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[dal molin]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio marcia mondiale della pace]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1427</guid>
		<description><![CDATA[[ 8 Novembre 2009; ] di Paolo Michelotto

ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.



La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JVTxjwTQq_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JVTxjwTQq_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora in corso, anche se sono iniziati i lavori, autorizzati dai governi Prodi e Berlusconi e diretti dal commissario (di Prodi e Berlusconi) Paolo Costa.</p>
<p>Città e movimento hanno fatto di tutto per impedirlo: una manifestazione come quella del 17 febbraio 2007 con 100mila persone non si era mai vista prima a Vicenza, rovinata però dalla doccia fredda di Prodi, nei telegiornali della sera: &#8220;manifestare è un diritto, ma dobbiamo rispettare i patti (quali? ndr) e la base verrà raddoppiata&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è poi, in luglio 2007, il ricorso al Tar Veneto di Codacons ed Ecoistituto del Veneto contro l&#8217;illeggittimità del progetto Dal Molin dal punto di vista urbanistico (un abuso edilizio) e costituzionale (non è un&#8217;opera di difesa nazionale); accolto dal Tar il 18 giugno 2008, e, quasi immediatamente (il 29 luglio) annullato dal Consiglio di Stato, cui si era appellato il governo.</p>
<p>In primavera 2008 la città elegge sindaco, pur con una maggioranza risicatissima, Achille Variati del PD, che si presenta su una netta posizione anti-base (isolato dal resto del PD veneto e nazionale).</p>
<p>Variati conferma ciò che aveva promesso in campagna elettorale: in autunno la città verrà chiamata a pronunciarsi sulla nuova basa attraverso un Referendum Comunale. Si fissa la data del 5 ottobre e il quesito, strettamente legato alle competenze urbanistiche del Comune. Con una lettera pubblica Berlusconi invita pressantemente il sindaco a &#8220;non indire il referendum, essendo già stata consegnata, il 30 luglio, l&#8217;area agli Stati Uniti&#8221; e ricorre al Tar perchè dichiari inammissibile la consultazione. Il Tar non si lascia intimidire e respinge il ricorso: &#8220;Nessun danno dalla consultazione esplorativa&#8221;. Ci pesna però poi il solito Consiglio di Stato che, il 1 ottobre (a 3 giorni dal referendum!), annulla la sentenza del Tar e lo dichiara inammissibile.</p>
<p>La sera stessa oltre 10mila persone riempiono Piazza dei Signori e il sindaco annuncia &#8220;Se non ci permettono di votare nelle nostre scuole, domenica voteremo davanti alle nostre scuole, sotto i nostri gazebo&#8221;. Così avviene. In meno di 3 giorni centinaia di volontari organizzano 32 seggi e il 5 ottobre vanno ordinatamente a votare 24.094 elettori di Vicenza:<strong> 23.050 hanno votato SI</strong> alla proposta di smilitarizzare l&#8217;area. 906 NO, 92 schede bianche e 46 nulle. LA città esprime tutta la sua dignità, ma viene calpestata.</p>
<p><strong>Nell&#8217;estate 2009</strong> iniziano i lavori di sbancamento nell&#8217;area Dal Molin.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/02/la-democrazia-negata-a-vicenza-e-il-passaggio-della-marcia-mondiale-per-la-pace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>il 23 ottobre 2009, Beppe Grillo a Bolzano chiude la campagna referendaria</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/20/il-23-ottobre-2009-beppe-grillo-a-bolzano-chiude-la-campagna-referendaria/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/20/il-23-ottobre-2009-beppe-grillo-a-bolzano-chiude-la-campagna-referendaria/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 17:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1317</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto gli ultimi messaggi dell&#8217;amico Stephan Lausch: Coordinatore dell’Iniziative per più democrazia di Bolzano. Vi appoggio con tutto il cuore!
Il comico genovese che già nel 2007 aveva sostenuto la campagna di raccolta firme per i referendum ospitando l’appello di Stephan Lausch durante il suo spettacolo RESET, torna a Bolzano dopo due anni per parlare dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto gli ultimi messaggi dell&#8217;amico Stephan Lausch: Coordinatore dell’Iniziative per più democrazia di Bolzano. Vi appoggio con tutto il cuore!</p>
<p>Il comico genovese che già nel 2007 aveva sostenuto la campagna di raccolta firme per i referendum ospitando l’appello di Stephan Lausch durante il suo spettacolo RESET, torna a Bolzano dopo due anni per parlare dei referendum del 25 ottobre e in particolare di democrazia diretta.</p>
<p>Grillo interverrà durante la manifestazione di chiusura della campagna referendaria che si terrà presso una piazza della città. Probabilmente piazza Matteotti per cui è stata chiesta l’autorizzazione al Comune, ma gli organizzatori, l’associazione Iniziativa per più democrazia e il Meetup di Bolzano, sono in attesa di conferma.</p>
<p>La popolazione e i media verranno informati tempestivamente riguardo la definitiva ambientazione della manifestazione.</p>
<p>E’ possibile visionare un breve video di Grillo, con un invito alla manifestazione, sul sito<br />
<a href="http://www.referendumdemocraziadiretta.it">www.referendumdemocraziadiretta.it</a><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JP5wKQqBx_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JP5wKQqBx_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Beppe Grillo a Bolzano in piazza Matteotti dalle ore 18 in poi.</p>
<p>La serata si aprirà con le percussioni del gruppo Officina delle ArtiColate, a seguire l&#8217;intervento di Beppe Grillo. La serata si concluderà con la musica di Ago&#8217; &amp; friends.<br />
In piazza saranno presenti tavoli informativi sulle proposte referendarie, in particolare sulla proposta di legge per una migliore democrazia diretta e sulla legge che propone di interdire il finanziamento pubblico delle infrastrutture aeroportuali e il sovvenzionamento di compagnie aeree.</p>
<p>Inoltre, giovedì, 22 ottobre 2009<br />
alle ore 10 nella sala riunioni 2 del Consiglio provinciale</p>
<p>Professori costituzionalisti e un ex-senatore confermano la conformità costituzionale<br />
del referendum propositivo sulla democrazia diretta</p>
<p>Prof. Stelio Mangiameli e prof. Robert Louvin presentano il loro parere legale relativo alla conformità costituzionale del nostro disegno di legge referendario sulla democrazia diretta confermando il giudizio espresso da parte della Commissione per i procedimenti referendari che nel febbraio 2007 ha dichiarato questo disegno di legge ammissibile al referendum propositivo anche sotto il profilo costituzionale (vedi sotto). L&#8217;ex-senatore Marco Boato interverrà sul significato politico e la portata giuridica delle norme sui diritti referendari contenuti nello Statuto di Autonomia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/20/il-23-ottobre-2009-beppe-grillo-a-bolzano-chiude-la-campagna-referendaria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anche nel veneto i cittadini vogliono usare il referendum per dire la propria opinione</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/14/anche-nel-veneto-i-cittadini-vogliono-usare-il-referendum-per-dire-la-propria-opinione/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/14/anche-nel-veneto-i-cittadini-vogliono-usare-il-referendum-per-dire-la-propria-opinione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 07:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa popolare]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1212</guid>
		<description><![CDATA[inceneritori
di Paolo Michelotto
il quindicinale Tera e Aqua disponibile online qui riporta l&#8217;intenzione di vari comitati di utilizzare lo strumento del referendum e dell&#8217;ìniziativa di legge popolare per consentire ai cittadini di far sentire la loro voce. La decisione finale verrà presa il 20 settembre.
20 Settembre: si decide su inceneritori e nucleare
Non bruciamoci il futuro
Rete Ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1213" class="wp-caption alignleft" style="width: 164px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/inceneritori.jpg"><img class="size-full wp-image-1213" title="inceneritori" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/inceneritori.jpg" alt="inceneritori" width="154" height="156" /></a><p class="wp-caption-text">inceneritori</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il quindicinale Tera e Aqua disponibile online <a href="http://www.ecoistituto-italia.org/cms/files/TeA%2055%20sett.-ott.%202009.pdf ">qui</a> riporta l&#8217;intenzione di vari comitati di utilizzare lo strumento del referendum e dell&#8217;ìniziativa di legge popolare per consentire ai cittadini di far sentire la loro voce. La decisione finale verrà presa il 20 settembre.</p>
<p><strong>20 Settembre: si decide su inceneritori e nucleare<br />
Non bruciamoci il futuro</strong><br />
Rete Ambiente Veneto propone ai/alle residenti in Veneto (singoli o associati) queste iniziative, da attuare tra fine 2009 e 2010.<br />
La decisione definitiva verrà presa domenica 20 Settembre alle 15 nell&#8217;incontro pubblico che Rete Ambiente Veneto ha convocato a Mestre, nei giardini di via Piave, nell&#8217;ambito della Fiera di Gaia.<br />
<strong>NON BRUCIAMO IL NOSTRO FUTURO</strong><br />
1. Legge di iniziativa popolare contro gli inceneritori e per il riciclo totale nel Veneto.<br />
Rete Ambiente Veneto, assieme ai Comitati riuniti Rifiuti Zero e alle Associazioni e Comitati del Veneto che si battono per risolvere il problema rifiuti senza bruciarli, propongono che, contemporaneamente alle<br />
firme per il Referendum locale (che interessa solo un numero limitato di comuni), vengano raccolte anche almeno 5.000 firme di residenti nel Veneto (in particolare, ma non solo, nelle aree minacciate o danneggiaate da inceneritori, come Schio, Verona, Padova e bassa Padovana e l&#8217;area tra Treviso e Mestre)<br />
sul seguente testo:<span id="more-1212"></span><br />
<strong>Proposta di legge di iniziativa popolare</strong><br />
Alla legge regionale n.33/1985 ‘Norme per la tutela dell&#8217;ambiente&#8217; vanno aggiunti i seguenti articoli:<br />
art.26 bis La Regione Veneto vieta qualsiasi forma di combustione (incenerimento, termo-valorizzazione o altro) dei rifiuti, salvo gli impianti già in funzione all&#8217;entrata in vigore di questa legge. Dopo l&#8217;entrata in vigore, non può essere autorizzato, né ampliato né ristrutturato alcun impianto che preveda la<br />
combustione dei rifiuti.<br />
Art.26 ter La Regione Veneto per risolvere il problema rifiuti urbani, adotta in tutti i comuni la raccolta differenziata domiciliare, col metodo &#8220;porta a porta&#8221; con tariffe che premino chi produce meno rifiuti.&#8221;<br />
Successivamente alla presentazione da parte dei cittadini di questo Progetto di legge, per rafforzare l&#8217;iniziativa e la pressione verso la Regione, si cercheranno almeno 5 Consigli Comunali disposti a farlo proprio e presentarlo a loro volta in Regione.<br />
Inoltre si chiederà a tutti i candidati al prossimo Consiglio Regionale (che si rinnova il 29 marzo 2010), di sottoscrivere il Progetto di legge, impegnandosi a presentarlo e a sostenerlo, una volta eletti nel nuovo Consiglio Regionale.<br />
<strong>2. Referendum locale consultivo sul seguente quesito:<br />
&#8220;Sei d&#8217;accordo che vengano autorizzati gli inceneritori per rifiuti industriali<br />
a Silea e Mogliano proposti da Un industria di Treviso?&#8221;</strong><br />
Il Referendum va indetto dalla Regione nei comuni di Silea, Mogliano e nei comuni confinanti, su richiesta di almeno 5000 elettori residenti nei comuni interessati e dei loro Consigli Comunali.<br />
I Comitati riuniti Rifiuti Zero di TV e VE, nella riunione del 15 luglio 2009 hanno approvato e fatta propria l&#8217;iniziativa che nei giorni seguenti è già stata illustrata ai sindaci di Silea e Mogliano.<br />
<strong>IL VENETO NON HA BISOGNO DI CENTRALI NUCLEARI<br />
Referendum regionale consultivo sulla localizzazione di Centrali nucleari in Veneto.</strong><br />
Almeno 5000 residenti nel Veneto e/o almeno 5 Consigli Comunali (o un Consiglio Provinciale o un Consiglio Comunale capoluogo di Provincia) chiedono alla Regione di indire un Referendum consultivo in tutto il territorio regionale, col seguente quesito:<br />
&#8220;Sei d&#8217;accordo che venga costruita una centrale nucleare nel Veneto?&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/14/anche-nel-veneto-i-cittadini-vogliono-usare-il-referendum-per-dire-la-propria-opinione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dresda, la democrazia vince e decide il ponte anche se ciò la fa cancellare dalla lista dei Patrimoni dell&#8217;Umanità</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/26/dresda-la-democrazia-vince-sulle-elite-al-governo/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/26/dresda-la-democrazia-vince-sulle-elite-al-governo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 12:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[dresda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/26/dresda-la-democrazia-vince-sulle-elite-al-governo/</guid>
		<description><![CDATA[dresda
di Paolo Michelotto
Dresda era città riconosciuta patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco. Poi è stato fatto il progetto per costruire un nuovo ponte per la città di mezzo milione di abitanti per migliorare la viabilità. L&#8217;Unesco aveva avvisato le autorità: se fate il ponte, la città verrà tolta dalla lista delle località &#8220;Patrimonio dellìUmanità&#8221;. Bene ci sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1042" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/dresda.jpg"><img class="size-medium wp-image-1042" title="dresda" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/dresda-300x205.jpg" alt="dresda" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">dresda</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Dresda era città riconosciuta patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco. Poi è stato fatto il progetto per costruire un nuovo ponte per la città di mezzo milione di abitanti per migliorare la viabilità. L&#8217;Unesco aveva avvisato le autorità: se fate il ponte, la città verrà tolta dalla lista delle località &#8220;Patrimonio dellìUmanità&#8221;. Bene ci sono state due referendum cittadini e gli abitanti hanno deciso che preferiscono una città più vivibile con il nuovo ponte, piuttosto che una città sulla lista Unesco con traffico insostenibile.</p>
<p>La notizia sta nella banalità della cosa. Un progetto controverso con pro e contro, tutte motivazioni rispettabili e che meritavano di essere prese in considerazione, a Dresda, in Germania è stato deciso dai cittadini. Come dovrebbe succedere in tutti i sistemi di governo che pomposamente si autodefiniscono &#8220;democrazie&#8221;. Come dovrebbe avvenire anche in Italia, dove i cittadini non sono mai ascoltati tranne quando devono segnare una crocetta su un partito piuttosto che un altro.</p>
<p><strong>La scelta Il collegamento che deturperebbe la valle dell&#8217; Elba è voluto dal 57% dei cittadini<br />
Dresda, sì al ponte brutto e utile E perde la tutela dell&#8217; Unesco</strong><br />
<strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/26/Dresda_ponte_brutto_utile_perde_co_9_090626089.shtml">Via dalla lista dei patrimoni dell&#8217; umanità. «Ma migliorerà il traffico»</a></strong></p>
<p>DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO &#8211; Grandezza della democrazia. Ieri, la città di Dresda ha gettato alle ortiche il brand dell&#8217; Unesco, cioè delle Nazioni Unite, di World Heritage Site, Sito patrimonio dell&#8217; umanità. Perché vuole un ponte in più sul fiume Elba che alleggerisca il traffico ma che potrebbe turbare il paesaggio. E perché, testarda, la maggioranza dei cittadini non ha voluto farsi imporre scelte dalle élite cultural-turistiche che dicono di saperla più lunga. Si può vivere senza il marchio di garanzia, ma si soffre se la città è congestionata, hanno stabilito gli abitanti senza dare retta alle mode dominanti. La questione, oggetto di un gran dibattito in Germania, nasce nel 2004, quando la Valle dell&#8217; Elba all&#8217; altezza di Dresda viene dichiarata Patrimonio mondiale &#8211; assieme ad altri 878 posti &#8211; per la bellezza del paesaggio che corre lungo il fiume, compresi i palazzi e le chiese del centro della città ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un bel titolo, uno dei 33 detenuti dalla Germania. L&#8217; anno dopo, però, gli urbanisti di Dresda dicono che serve un ponte in più sull&#8217; Elba, per collegare meglio la città vecchia a quella nuova: ce ne sono già quattro, ma la crescita economica, finite le ristrettezze patite negli anni della Germania Est, è notevole e dunque occorrono infrastrutture per mantenere il passo e non costringere i cittadini a una vita d&#8217; inferno. <span id="more-1040"></span>Nel 2006, però, l&#8217; intervento drastico dell&#8217; Unesco: se fate il ponte, perderete lo status di World Heritage: tre anni per scegliere, dice l&#8217; organizzazione culturale dell&#8217; arcipelago Nazioni Unite. Naturalmente, a Dresda si apre un dibattito feroce. Si cambiano i disegni del ponte, si tengono manifestazioni e contro-cortei, convegni, azioni legali nei tribunali, dibattiti su una specie di pipistrello a rischio di estinzione. E due consultazioni popolari cittadine, in ambedue i casi finite con un voto a favore del ponte. Dunque, oggi i piani sono in via di sviluppo e il ponte Waldschlösschen si farà, proprio nei venti chilometri di striscia protetta dal copyright dell&#8217; Onu. Risultato: ieri, la conferenza dell&#8217; Unesco che revisiona lo status dei siti nobili del mondo ha espulso Dresda e la Valle dell&#8217; Elba dalla sua lista. A nessun sito europeo era mai successo, da quando, 1972, il brand esiste. Ancora adesso, la città è divisa, rispetto alla scelta. Con una maggioranza netta, il 57% che sale al 61% tra chi ha fra 30 e 49 anni, che è però dell&#8217; opinione che si possa vivere anche senza il marchio di Patrimonio dell&#8217; umanità. Gli intellettuali e i funzionari di museo sono contrari al ponte. «E&#8217; architetturalmente banale ed è stato imposto nonostante gli avvertimenti contrari», sostiene per esempio Martin Roth, direttore delle Collezioni d&#8217; arte di Stato di Dresda. Il settore turistico teme che ora arrivino meno visitatori. E gli Amici di Dresda dicono che ora il messaggio «di riconciliazione» che la città esprime sarà molto meno forte. Dall&#8217; altra parte, gli abitanti che, per un bel pezzo della loro storia &#8211; nazismo e comunismo &#8211; hanno dovuto accettare quello che le élite imponevano. «In una democrazia &#8211; ha scritto il consigliere comunale Jan Mücke &#8211; non si può avere una dittatura della minoranza che, agendo su basi culturali o estetiche, pensa di sapere di più della stragrande maggioranza dei cittadini». A suo parere, il ponte è «un simbolo di una cittadinanza colta e fiduciosa di se stessa che vuole prendere le sue decisioni senza essere criticata o accusata di essere culturalmente arretrata». E auf Wiedersehen all&#8217; Unesco. Danilo Taino * * * Veduta * * * Contrari «No» dagli intellettuali e funzionari di museo</p>
<p>Taino Danilo</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361684">Germania L&#8217;Unesco «punisce» Dresda: non sarà più patrimonio dell&#8217;umanità</a></p>
<p>L’Unesco ha cancellato la Valle dell’Elba, a Dresda, dall’elenco dei siti patrimonio dell’umanità. La decisione è stata presa ieri a Siviglia dai 21 Paesi facenti parte del Comitato dell’organizzazione culturale dell’Onu per i siti patrimonio dell’umanità. L’iniziativa è un segno di protesta per la costruzione in corso del «Waldschloesschenbruecke», il ponte che attraversa l’Elba a qualche chilometro dal centro storico. Per risolvere i gravi problemi di traffico sui tre ponti di Dresda, il consiglio comunale aveva deciso nel 1996 di costruire un nuovo ponte fuori città. A protestare per primi erano stati gli ecologisti, ma a rivolgersi all’Unesco per chiedere il ritiro del titolo di patrimonio dell’umanità concesso alla Valle dell’Elba, era stato il premio Nobel per la Fisica, Guenter Blobel. Lui, insieme allo scrittore Martin Walser avevano inviato una lettera ad Angela Merkel per intervenire sulle autorità cittadine e «salvare la reputazione culturale del nostro Paese». Il mese scorso, invece, il sindaco di Dresda aveva invitato l’Unesco a rispettare la volontà dei cittadini e le decisioni dei tribunali, tutte favorevoli al ponte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/26/dresda-la-democrazia-vince-sulle-elite-al-governo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il referendum non ha fallito: la classe politica lo ha reso inutilizzabile. Occorre una riforma dal basso!</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/22/la-classe-politica-ha-reso-lo-strumento-del-referendum-inutilizzabile-occorre-una-riforma-dal-basso/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/22/la-classe-politica-ha-reso-lo-strumento-del-referendum-inutilizzabile-occorre-una-riforma-dal-basso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 17:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[newsletter inviate]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1029</guid>
		<description><![CDATA[manifesto_referendum2
di Paolo Michelotto
dopo l&#8217;inevitabile mancato raggiungimento del quorum nel referendum nazionale del 21 giugno 2009 i commenti fuori luogo degli esponenti della classe politica si sprecano:
Fini: il cittadino non crede più allo strumento referendario
Chiti: bene il mancato raggiungimento del quorum
Casini: referendum fallito miseramente e spreco di denaro pubblico
Calderoli: vittoria della Lega
L&#8217;unico che dice per ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1033" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/manifesto_referendum2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1033" title="manifesto_referendum2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/manifesto_referendum2-212x300.jpg" alt="manifesto_referendum2" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">manifesto_referendum2</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>dopo l&#8217;inevitabile mancato raggiungimento del quorum nel referendum nazionale del 21 giugno 2009 i commenti fuori luogo degli esponenti della classe politica si sprecano:</p>
<p>Fini: il cittadino non crede più allo strumento referendario</p>
<p>Chiti: bene il mancato raggiungimento del quorum</p>
<p>Casini: referendum fallito miseramente e spreco di denaro pubblico</p>
<p>Calderoli: vittoria della Lega</p>
<p>L&#8217;unico che dice per ora una cosa condivisibile è D&#8217;Alema: &#8220;eliminare il quorum&#8221;, ma subito viene colto dal panico dei cittadini e la controbilancia con una tutela per la classe politica &#8220;innalzare il numero delle firme&#8221;.</p>
<p>Invece non è il referendum uno strumento che ha fallito, ma il modo con cui è stato introdotto dalla nostra classe politica in Italia, che non funziona:</p>
<p>1. il quorum del 50% (che non esiste in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Svizzera, California) stimola appunto chi governa a fare appello all&#8217;astensionismo per boicottare il referendum invalidandolo e così facendo prevalere la sua parte con minima fatica contando gli astenuti come voti NO.</p>
<p>2. Berlusconi ha sabotato la partecipazione al referendum mettendolo 2 settimane dopo il voto delle europee in una domenica estiva. Negli altri stati europei e in USA al contrario, per stimolare la partecipazione fanno appositamente l&#8217;abbinamento elezioni &#8211; referendum.</p>
<p>3. in Italia esiste solo il referendum per abrogare una legge già entrata in vigore. In Svizzera e in Baviera esiste invece il referendum opzionale o confermativo, che funziona così: ogni volta che il parlamento pubblica una legge, c&#8217;è un periodo di 100 giorni in cui i cittadini contrari possono raccogliere 50.000 firme (1% degli aventi diritto al voto). Se riescono nell&#8217;impresa, nella prima data utile riservata ai referendum (ci sono 3-4 domeniche all&#8217;anno già prefissate per i referendum) i cittadini sono chiamati al voto, se i cittadini dicono di SI la legge entra subito in vigore, altrimenti non entra in vigore.</p>
<p>4. poi esiste in Svizzera, Baviera e California anche la possibilità di proporre qualcosa tramite referendum, e questo strumento viene chiamato Iniziativa (in Italia, Referendum Propositivo). Con esso i cittadini previa raccolta di 100.000 firme (2 % degli aventi diritto) possono chiedere ai loro concittadini se vogliono introdurre una nuova norma. Se alla votazione la maggioranza dice SI, essa viene introdotta. Senza modifiche. Inoltre è possibile mettere a referendum un quesito semplice e lasciare che venga poi normato dal parlamento, oppure una legge completa di articoli e commi.</p>
<p>Se questi due strumenti, che dove esistono in Svizzera, in California non hanno il quorum e in Baviera dal 10 al 15%, esistessero in Italia, cosa sarebbe successo nel caso della legge elettorale &#8220;porcata&#8221;?</p>
<p>1. appena Calderoli avesso pubblicato la legge, i cittadini avrebbero raccolto le firme per il referendum opzionale, e la legge sarebbe stata promulgata solo se i cittadini l&#8217;avessero approvata. Il tutto in 100 giorni per le firme &#8211; un paio di mesi per il referendum, in 5 mesi tutto sarebbe stato deciso. Tempi rapidi e soluzioni condivise. Inverno &#8211; Primavera 2006 la legge &#8220;porcata&#8221; era stata promulgata, entro estate i cittadini avrebbero potuto dire SI oppure NO.</p>
<p>2. se i cittadini avessero accettato la legge porcata nel 2006 quando era stata &#8220;creata&#8221;, per i più disparati motivi (colpo di sole collettivo, influenza cerebrale, mancanza di informazione vera, mancanza di opposizione, convergenza di interessi di tutti i partiti più grossi PD e PDL) e avessero ritenuto che la legge &#8220;porcata&#8221; era da cambiare solamente 3 anni dopo, ossia oggi nel 2009, e avessero avuto gli strumenti Svizzeri, Californiani e Bavaresi, avrebbero potuto iniziare la raccolta firme per l&#8217;Iniziativa (Referendum Propositivo) per una nuova legge elettorale. L&#8217;avrebbero messa la voto di tutti i cittadini e poichè non esiste il quorum, chi fosse andato al voto avrebbe deciso.</p>
<p>La nostra democrazia italiana è una democrazia bloccata, formale, apparente, dove poche persone decidono per 60 milioni. Per trasformarla in democrazia vera, dobbiamo noi cittadini esigere che venga tolto il quorum, che venga introdotto il referendum opzionale e il referendum propositivo. E lo potremo esigere quando in molti sapremo che questi strumenti esistono, ad esempio a pochi chilometri dal nostro confine.</p>
<p>Per migliorare la nostra democrazia, diffondiamo questa notizia!</p>
<p>A Rovereto (TN) ci stiamo impegnando da 2 anni per questo motivo: togliere il quorum dai referendum comunali. L&#8217;11 ottobre 2009 i cittadini roveretani saranno chiamati alle urne per dire SI ed eliminare il quorum.</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-quattro-quesiti-referendari/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-quattro-quesiti-referendari/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/22/la-classe-politica-ha-reso-lo-strumento-del-referendum-inutilizzabile-occorre-una-riforma-dal-basso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Democrazia e partecipazione a livello locale 23-05-09</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/26/democrazia-e-partecipazione-a-livello-locale-23-05-09/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/26/democrazia-e-partecipazione-a-livello-locale-23-05-09/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 20:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[giornata partecipativa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=944</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco i miei interventi.



Qui gli interventi di Glocal, Brunazzo, Borgonovo Re
http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-23-maggio-a-trento-glocal-borgonovo-re-brunazzo/
Qui gli interventi di Kessler, Zappini, Borga, Cattani
http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-trento-23-05-09-seconda-parte/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco i miei interventi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j18bHUKJFRM&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/j18bHUKJFRM&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SvIDXBSbW_U&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/SvIDXBSbW_U&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dPG3JnxaNAI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/dPG3JnxaNAI&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Qui gli interventi di Glocal, Brunazzo, Borgonovo Re</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-23-maggio-a-trento-glocal-borgonovo-re-brunazzo/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-23-maggio-a-trento-glocal-borgonovo-re-brunazzo/</a></p>
<p>Qui gli interventi di Kessler, Zappini, Borga, Cattani</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-trento-23-05-09-seconda-parte/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-trento-23-05-09-seconda-parte/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/26/democrazia-e-partecipazione-a-livello-locale-23-05-09/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli amministratori di Rovereto votano per rendere più difficili i referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/08/gli-amministratori-di-rovereto-votano-per-rendere-piu-difficili-i-referendum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/08/gli-amministratori-di-rovereto-votano-per-rendere-piu-difficili-i-referendum/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 12:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi dem. rappresentativa]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=875</guid>
		<description><![CDATA[democracy_challenge
di Paolo Michelotto
gli amministratori cominciano ad aver paura dei cittadini. l&#8217;11 ottobre 2009 i cittadini di Rovereto voteranno 4 referendum comunali per chiedere maggiore democrazia. Gli amministratori hanno già iniziato a tutelarsi per il futuro.
Infatti la prossima settimana i consiglieri di Rovereto voteranno per alzare il numero di firme necessarie per iniziare un referendum. Dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_876" class="wp-caption alignleft" style="width: 225px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/democracy_challenge.jpg"><img class="size-medium wp-image-876" title="democracy_challenge" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/democracy_challenge-215x300.jpg" alt="democracy_challenge" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">democracy_challenge</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amministratori cominciano ad aver paura dei cittadini. l&#8217;11 ottobre 2009 i cittadini di Rovereto voteranno 4 referendum comunali per chiedere maggiore democrazia. Gli amministratori hanno già iniziato a tutelarsi per il futuro.</p>
<p>Infatti la prossima settimana i consiglieri di Rovereto voteranno per alzare il numero di firme necessarie per iniziare un referendum. Dalle attuali <big><big><span style="font-weight: bold;"><span style="font-size: large;">600 passeranno al 6%</span></span></big></big>.<br />
Sembra un innocente modifica di poco conto, invece si passerà dal 2% degli elettori agli altre 1800<br />
Questi amministratori voteranno per triplicare la fatica dei cittadini che vogliono poter dare voce ai loro concittadini.</p>
<p>Ricordiamo che per presentare una lista alle elezioni comunali, ossia per loro stessi, i partiti e le liste civiche devono raccogliere solo 250 firme.<br />
E poi governano per 5 anni e amministrano 133 milioni di euro l’anno.<br />
Ma ai cittadini che chiedono di consultare gli altri cittadini su un solo unico tema, chiedono 7 volte tanta fatica e impegno.</p>
<p>Qui maggiori dettagli:</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-consiglieri-comunali-votano-per-triplicare-le-firme-necessarie-per-i-referendum/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-consiglieri-comunali-votano-per-triplicare-le-firme-necessarie-per-i-referendum/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/08/gli-amministratori-di-rovereto-votano-per-rendere-piu-difficili-i-referendum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Progetto di Legge del Sen. Peterlini per introdurre il referendum stile svizzero in Italia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 10:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[oskar peterlini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=755</guid>
		<description><![CDATA[oskar peterlini
di Paolo Michelotto
il Sen. Peterlini ha presentato in questi giorni un disegno di legge per introdurre anche in Italia i referendum stile svizzero. E’ un progetto sostenuto dagli amici di Iniziativa Più Democrazia di Bolzano e dovrebbe essere sostenuto da tutti coloro che si battono per avere una democrazia più vera, dove i cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_757" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/oskar_peterlini_imagelarge.jpg"><img class="size-medium wp-image-757" title="oskar peterlini" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/oskar_peterlini_imagelarge-247x300.jpg" alt="oskar peterlini" width="247" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">oskar peterlini</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il Sen. Peterlini ha presentato in questi giorni un disegno di legge per introdurre anche in Italia i referendum stile svizzero. E’ un progetto sostenuto dagli amici di Iniziativa Più Democrazia di Bolzano e dovrebbe essere sostenuto da tutti coloro che si battono per avere una democrazia più vera, dove i cittadini contino davvero qualcosa. Ecco il testo integrale del disegno di legge.</p>
<p>Qui trovi il testo in formato documento.</p>
<p><span style="font-family: Courier New;"><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=23" title="Version 1 downloaded 1466 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download disegno di legge sen. Peterlini per introdurre i referendum stile Svizzero in Italia Version 1" /></a></span></p>
<p>Qui il testo:</p>
<h3>DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE</h3>
<h3>d&#8217;iniziativa del Senatore PETERLINI</h3>
<p>Modifiche agli articoli 70, 71, 72, 73, 74, 75 e 138 della Costituzione, in materia di formazione delle leggi e revisione della Costituzione. Introduzione dell&#8217;iniziativa legislativa popolare e dell&#8217;iniziativa legislativa costituzionale.</p>
<p>Onorevoli Senatori. &#8211; I diritti referendari in Italia spesso sono identificati con i referendum abrogativi, la cui storia è iniziata 35 anni fa col referendum sul divorzio, nel 1974, seguito da altre 13 tornate referendarie con 59 altri quesiti referendari nonché da due referendum confermativi costituzionali (del 2001 e del 2006). Nei casi citati si è trattato sempre di referendum abrogativi e, nella prospettiva di una democrazia diretta, moderna ed integrale, si rischia in questo modo di ridurre lo strumento referendario ad un unico tipo di referendum, che all&#8217;interno della democrazia diretta non è certamente quello più importante. La democrazia diretta, invece, è un concetto ben più ampio rispetto i limitati diritti referendari oggi presenti in Italia. L&#8217;Assemblea costituente del 1947 non ha voluto affidare all&#8217;elettorato italiano gli strumenti dell&#8217;iniziativa legislativa popolare con votazione vincolante e quelli del referendum confermativo facoltativo per le leggi ordinarie dello Stato, per non parlare dell&#8217;iniziativa popolare costituzionale. Dopo 60 anni di Repubblica bisogna iniziare a rimediare a questa carenza.<span id="more-755"></span></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Lo stesso referendum abrogativo sembra da tempo entrato in crisi, non perché mancassero gli argomenti politici scottanti ed il bisogno di partecipazione dei cittadini, ma gli ultimi 5 referendum, a partire dal 1997, recanti 16 quesiti referendari, sono tutti stati invalidati a causa della mancanza del quorum di partecipazione. Ne è conseguita una progressiva perdita di fiducia nello strumento referendario in quanto tale. Forse una certa disaffezione è anche dovuta al fatto che del referendum si sono impadroniti soprattutto i partiti, non la cittadinanza libera o le associazioni ed i comitati ad hoc dei cittadini. I partiti, inoltre, montando campagne astensioniste, hanno smobilitato il proprio elettorato a partecipare e poi, in Parlamento, in varie occasioni, hanno cercato di neutralizzare i risultati dei referendum. Oltre allo strumentario troppo limitato, in un&#8217;ottica di democrazia diretta moderna, le stesse regole di svolgimento dei referendum sono carenti. Sembra che il solo referendum abrogativo con regole applicative restrittive oggi vigenti &#8211; basta pensare al quorum &#8211; abbia toccato un limite nella sua capacità propulsiva della partecipazione popolare.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">In Italia, inoltre, è stato mortificato il diritto all&#8217;iniziativa popolare legislativa, cioè l&#8217;espressione libera e propositiva del sovrano, che porta alla delibera collettiva referendaria su proposte di legge importanti, firmate da centinaia di migliaia di persone. Lo strumento con valenza propositiva oggi vigente &#8211; la proposta di legge di iniziativa popolare &#8211; è solo un&#8217;ombra di questo diritto, perché non si può votare la proposta presentata con grande dispendio di energia per la raccolta delle firme, nel caso in cui fosse respinta dal Parlamento. Anzi, la maggior parte di queste proposte non viene neanche discusse nel Parlamento. Più del 90% delle proposte presentate nella legislatura 1996-2001 non sono ancora state trattate, per non parlare di quelle presentate dal 2002 in poi.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Dall&#8217;altra parte, come momento positivo rispetto la partecipazione popolare ai referendum, vanno segnalati i referendum confermativi costituzionali del 2001 e del 2006, uno sulle modifiche costituzionali volute dal governo Prodi, 1996-2001, l&#8217;altro sulle modifiche volute dal governo Berlusconi II, 2001-2006. Entrambi i referendum sono stati svolti senza quorum di partecipazione, perché nei referendum confermativi costituzionali questa barriera non è prevista, sebbene si trattasse di questioni fra le più importanti, cioè di modifiche sostanziali della Costituzione. In tal modo prefigurano il vero tipo di votazione referendaria, come praticata in altri paesi, in cui decidono coloro che si recano all&#8217;urna per votare, mentre gli astenuti implicitamente delegano la decisione agli altri.</p>
<h3>1. Le principali lezioni da trarre da 34 anni di referendum</h3>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Se volessimo trarre le principali lezioni, da questo primo periodo di applicazione di strumenti referendari, nel nostro sistema politico potremmo riassumerli in tre punti principali:</p>
<p align="justify">1. C&#8217;è oggi in Italia una gamma incompleta di diritti referendari, cioè mancano gli strumenti principali presenti in paesi con democrazia diretta completa: l&#8217;iniziativa popolare ed il referendum confermativo facoltativo anche per le leggi ordinarie. Inoltre manca anche l&#8217;iniziativa popolare di modifica della Costituzione, che fu il primo diritto rivendicato e poi conquistato dal movimento popolare per la democrazia diretta negli anni 1860 in Svizzera, un diritto fortemente istituzionalizzato anche negli USA a partire del 1900.</p>
<p align="justify">2. Le regole di applicazione dei diritti referendari sono troppo restrittive. Quindi occorre riformare o sostituire la legge di applicazione del referendum n. 352 del 1970. Alcuni esempi: i poteri troppo estesi di intervento della Consulta nella materia dei quesiti referendari, il divieto di coincidenza dei referendum con le elezioni, la mancanza di garanzia del risultato, la raccolta delle firme con obbligo di autenticazione da parte di un ufficiale pubblico, la mancanza di rimborsi a comitati di promotori, la mancanza dell&#8217;obbligo di informazione da parte dello Stato, la mancanza di trasparenza e di limiti nei finanziamenti delle campagne referendarie.</p>
<p align="justify">3. Il quorum di partecipazione del 50%, inutile e dannoso, ha contribuito a screditare lo strumento del referendum negli occhi di milioni di elettori italiani che da anni non si recano più alle urne. Il quorum di partecipazione fa si che artificialmente gli astenuti si sommano ai contrari, quindi gioco facile per i partiti o i gruppi di interesse contrari ad una quesito a chiamare l&#8217;elettorato ad ignorare i referendum, andarsene al mare o in montagna, entrando in tacita coalizione con i non interessati. Oggi, fra frustrazione popolare e desiderio dello Stato forte, si sceglie l&#8217;antipolitica o si votano i leader forti, anziché rafforzare gli strumenti che danno più potere ai cittadini.</p>
<p align="justify"> </p>
<h3>2. Le innovazioni oggi necessarie</h3>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Quindi se l&#8217;obiettivo è quello di ricucire lo scollamento fra la popolazione e le istituzioni, ma anche con le forze politiche, bisogna modificare lo sistema di democrazia diretta come si presenta oggi. Se si intende promuovere attivamente la partecipazione politica, all&#8217;insegna dell&#8217;articolo 118, comma 4, della Costituzione, e si intende dispiegare gli effetti positivi della democrazia diretta, bisogna rifare i relativi articoli della Costituzione, cioè soprattutto gli articoli 73, 74, 75 e 138 per ampliare lo stesso strumentario referendario. Tale progetto deve partire dai seguenti punti cardine:</p>
<p align="justify">1. Prima di tutto bisogna superare il concetto limitativo della democrazia diretta che regna oggi, riconoscere, cioè, il potere legislativo effettivo ai cittadini recuperando i due strumenti essenziali di una democrazia diretta completa: da una parte l&#8217;iniziativa popolare per dare spazi d&#8217;azione ai cittadini, dall&#8217;altra il referendum confermativo facoltativo per consentire ai cittadini di fermare delle leggi che presumibilmente non hanno il consenso della maggioranza dell&#8217;elettorato. Ciò significa dare in mano ai cittadini sia l&#8217;acceleratore sia il freno di emergenza in politica: accelerare quando riforme importanti e urgenti non partono e non vanno avanti nel Parlamento, frenare quando la maggioranza politica cerca di imporre le sue scelte ad una presumibile maggioranza contraria nell&#8217;elettorato. Si tratta di diritti che nel 1947/48 furono trascurati dalla Costituente, ingiustamente. Oggi non si tratta più di avvalersi del referendum come puro strumento di difesa, come voluto dalla Costituente, ma di intendere gli strumenti referendari il veicolo più importante di stimolo della partecipazione politica, come lo vuole l&#8217;articolo 118, comma 4, che afferma testualmente: &#8220;Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni favoriscono l&#8217;autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà&#8221;. Il referendum abrogativo per più di 30 anni è servito da surrogato dell&#8217;iniziativa popolare cioè del referendum propositivo ma, stando alle esperienze nostre e a quelle di altri paesi, non è possibile. I cittadini hanno bisogno di un proprio spazio d&#8217;azione e di strumenti referendari adatti per indirizzare la politica e chi governa.</p>
<p align="justify">2. Le regole di applicazione vanno ridisegnate in chiave democratica, più rispettose delle esigenze dei cittadini moderni, per esempio limitando i diritti d&#8217;intervento della Consulta, ampliando le materie ammissibili a referendum includendo, per esempio, la politica estera e la materia tributaria, istituendo l&#8217;obbligo di informare con un opuscolo ufficiale ogni famiglia, adottando regole più severe per la <em>par condicio</em>, introducendo una spesa massima consentita per le spese della campagna e delle contro campagne, prevedendo la massima trasparenza nei finanziamenti, liberalizzando la forma di raccolta delle firme e così via.</p>
<p align="justify">Il problema oggi non sta nella &#8220;proliferazione dei referendum&#8221;, perché strumenti troppo facilmente accessibili. Il problema sta nel fatto che oggi in Italia i cittadini, nei loro Comuni, nelle Regioni e a livello nazionale, non intendono la democrazia diretta come strumento normale di articolazione e partecipazione politica. Quindi bisogna assegnare agli strumenti referendari il ruolo che hanno avuto da tanti decenni in altre società democratiche: essere espressione della volontà popolare senza mediazione partitica. Così i referendum avranno una nuova valenza politica che va oltre l&#8217;assetto politico in Parlamento, che si configura in dato momento storico e, quindi, integra la democrazia rappresentativa: una valenza propositiva con l&#8217;iniziativa popolare, una valenza oppositiva col referendum confermativo. L&#8217;attuale referendum abrogativo verrebbe semplicemente assorbito nell&#8217;iniziativa popolare, cioè non introduce o modifica una legge, ma annulla una norma.</p>
<p> </p>
<h5><strong>3. L&#8217;iniziativa popolare legislativa (Art. 73)</strong></h5>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Fra i principali motivi per potenziare gli strumenti referendari (iniziativa popolare legislativa e referendum confermativo facoltativo) si trova la necessità di aprire nuovi spazi di partecipazione ai cittadini, dando seguito all&#8217;articolo 118, comma 4, della Costituzione e recuperando la spinta di impegno attivo per il bene comune. L&#8217;iniziativa popolare come disciplinata oggi non ha il necessario impatto nella vita democratica, poiché non impegna il Parlamento, come ampiamente dimostrato dalle cifre delle proposte di legge di iniziativa popolare presentate durante le ultime legislature. Queste proposte anche dopo 10 anni dalla loro presentazione sono in maggior parte ancora inevase. Anche a livello regionale lo strumento della proposta di legge si è rivelata un istituto che ispira scarsissima motivazione fra i cittadini, quindi applicato raramente, sempre a causa della mancanza di votazione popolare nel caso in cui la proposta venisse respinta o non trattata dal rispettivo Consiglio regionale. Per questo motivo una regione e una provincia a statuto speciale (Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento) nelle loro leggi regionali/provinciali sulla democrazia diretta hanno introdotto l&#8217;obbligo del rispettivo Consiglio regionale di trattare le proposte di legge di iniziativa entro un determinato termine, pena il passaggio della proposta alla votazione popolare referendaria. Tale regolamento sembra però insoddisfacente dal momento che non attribuisce ai cittadini un&#8217;effettiva potestà legislativa. Giustamente la Regione autonoma della Valle d&#8217;Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano si sono spinti oltre, istituendo l&#8217;iniziativa popolare legislativa vera e propria, con cui si consente ai cittadini, dopo aver raggiunto il quorum di sottoscrizione, di presentare ai rispettivi Consigli regionali una proposta di legge redatta in articoli. Se il testo nella sua interezza o nella sua sostanza non fosse recepito dal Consiglio, automaticamente in queste regioni si passa alla votazione popolare. Tale istituto, accanto al referendum confermativo facoltativo e costituzionale, rappresenta lo strumento principale dei regolamenti di democrazia diretta che funzionano a piena soddisfazione dei cittadini da 140 anni in Svizzera (tutti livelli di Governo) e da più di 100 anni in 26 stati degli Stati Uniti (livello degli Stati federati e dei Comuni).</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Il Parlamento deve avere il diritto alla controproposta. In una qualsiasi materia ammissibile a referendum (sia propositivo sia confermativo) il Parlamento rispetto alle proposte di riforma provenienti dai cittadini e lo status quo, può avere i propri disegni di riforma, che possono trovarsi in pieno contrasto con la proposta avanzata dai cittadini. La controproposta parlamentare accoglie questi interessi e offre al cittadino elettore la scelta fra due proposte di riforma e lo status quo su cui deve potersi esprimere. Qualora il Parlamento approvasse una propria proposta di legge in materia, il comitato promotore dell&#8217;iniziativa popolare, composto secondo la presente proposta da almeno 9 cittadini aventi diritto al voto, decide a maggioranza se ritirare il disegno di legge di iniziativa popolare o far valere il diritto alla votazione popolare deliberativa. Per cui spetterà al Comitato promotore stesso valutare, se la sua proposta di legge di iniziativa popolare sia in sufficiente misura stata accolta dal Parlamento oppure sia stata approvata una legge in contrasto con i principi e le finalità del testo originale sottoposto dal Comitato promotore.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Data la possibilità che entrambe le proposte possono ottenere la maggioranza dei voti validi, occorre comunque inserire una terza &#8220;domanda di ballottaggio&#8221; del seguente tipo: &#8220;Quale proposta deve entrare in vigore se i cittadini preferiscono entrambe le proposte al diritto vigente?&#8221; Se venissero approvate sia la proposta popolare sa la controproposta parlamentare decide il risultato di questa terza domanda. Se anche nella terza domanda nessuna delle proposte ottenesse la maggioranza, l&#8217;iniziativa popolare in quanto tale sarebbe bocciata e resterebbe in vigore la legge che si intendeva emendare. Anche in questo caso un referendum propositivo costituirebbe comunque un&#8217;espressione significativa ed importante della cittadinanza di cui il Parlamento terrà conto nei suoi successivi tentativi di riformare la materia oggetto della votazione referendaria.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"><strong>4. Il Referendum confermativo facoltativo (Art. 74)</strong></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Il &#8220;Referendum confermativo facoltativo&#8221;, che oggi nell&#8217;ordinamento giuridico italiano esiste solo per i casi di modifica della Costituzione da parte del Parlamento, approvati da una maggioranza inferiore ai due terzi dei Parlamentari, va esteso alle leggi ordinarie dello Stato. Questo strumento rappresenta, sia in teoria che nella lunga prassi politica degli Stati con regolamenti moderni della democrazia diretta, un vero e proprio &#8220;freno di emergenza&#8221; in mano ai cittadini. Con il referendum confermativo facoltativo un numero minimo di cittadini (o anche 5 Consiglio regionali), appena approvata una legge, ma non ancora entrata in vigore, richiede con la propria firma, entro un periodo di tempo relativamente breve, che tutto l&#8217;elettorato deve poter pronunciarsi su tale legge. Dal referendum confermativo è esclusa la legge finanziaria. Tale istituto è quello più frequentemente utilizzato nell&#8217;ordinamento svizzero e statunitense. Conferisce ai cittadini un potere di veto o di verifica. Richiedere il referendum confermativo significa nient&#8217;altro che esiste un forte dubbio sul consenso della maggioranza del Parlamento. Col referendum confermativo facoltativo anche i parlamentari stessi hanno la possibilità di verificare se le loro proposte di regolamentazione di una data materia corrispondono alla &#8220;volontà generale&#8221;.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">In base alla presente proposta di modifica dell&#8217;articolo 75 della Costituzione, comma 2, si intende consentire per un periodo limitato l&#8217;entrata in vigore di &#8220;leggi urgenti&#8221;, comunque contestabili mediante referendum confermativo facoltativo. Afferma il proposto articolo: &#8220;Se le Camere ne dichiarano l&#8217;urgenza, la legge è promulgata nel termine da esso stabilito e si può chiedere l&#8217;indizione di un referendum confermativo ai sensi dell&#8217;articolo 74 soltanto dal momento che la legge è entrata in vigore. Se si arriva al referendum confermativo popolare con esito sfavorevole alla legge, essa viene abrogata e non può più essere riapprovata.&#8221; Questa norma viene incontro all&#8217;esigenza del Parlamento di affrontare esigenze di urgente regolamento. La legge approvata entra in vigore e resta in vigore fino allo svolgimento del referendum confermativo facoltativo. Se sottoposta a referendum confermativo facoltativo verrebbe abrogata come nel caso del referendum abrogativo oggi in vigore. Una volta sconfessata una tale legge &#8220;urgente&#8221; da parte dell&#8217;elettorato, non può essere ripresentata in Parlamento, garantendo di tal maniera la deliberazione popolare.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"><strong>5. L&#8217;iniziativa popolare costituzionale</strong></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Per l&#8217;esercizio della legislazione costituzionale da parte dei cittadini si propone un iter più esigente rispetto all&#8217;iniziativa popolare legislativa per le leggi ordinarie. La facoltà di iniziativa per tali leggi (redatto in articoli) spetta in una prima fase ad almeno 50.000 cittadini, le cui firme vanno raccolte nell&#8217;arco di 6 mesi. Questo per presentare una proposta di &#8220;preesame&#8221; di ammissibilità. Ma il numero effettivo minimo di cittadini che devono firmare tale proposta è innalzato ad un milione. Introducendo due fasi si intende evitare l&#8217;esperienza frustrante per tanti comitati promotori e tantissimi firmatari che le richieste di referendum venissero bocciate dalla Corte costituzionale, solo dopo la raccolta delle firme (in questo caso non meno di 1 milione di firme). Nella forma qui proposta, invece, 50.000 elettori hanno il diritto di ottenere la verifica di ammissibilità di una loro proposta di modifica costituzionale da parte della Corte Costituzionale. Con questa certezza di seguito si può affrontare con pieno impegno la raccolta del milione di firme richieste. Anche in questo caso il Parlamento può presentare una sua controproposta che verrebbe sottoposta all&#8217;elettore nel referendum alla stregua dell&#8217;iniziativa popolare per le leggi ordinarie.</p>
<p> </p>
<h1>6. Alcune ragioni per l&#8217;abolizione del quorum di partecipazione</h1>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Nel presente disegno di legge è previsto che in tutte le votazioni referendarie sono approvate le proposte se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La votazione referendaria deve essere libera e decisiva, cioè cittadini dovranno sapere che se partecipano ad una votazione referendaria sono loro a decidere se non vi partecipano, implicitamente, delegano il voto e la decisione referendaria agli altri. Come si legittima l&#8217;abolizione del quorum? Le ragioni più importanti sono le seguenti:</p>
<p align="justify">1. A causa del quorum, chiunque non si reca a votare conta automaticamente come un &#8220;No&#8221;, mentre in realtà ci sono tantissimi motivi personali che possono impedire la partecipazione ad un referendum: la mancanza di conoscenza dell&#8217;argomento, l&#8217;indecisione, il disinteresse e mille altre ragioni private. Nel caso delle elezioni tutti questi motivi sono ragioni di astensione dal voto o della non-partecipazione, ma non equivalgono ad un voto contrario. Nelle elezioni contano solo i voti validi per i partiti e i candidati. Anche la non-partecipazione al voto referendario quindi va considerata per quello che è: un&#8217;astensione dal voto senza influenza sul risultato.</p>
<p align="justify">2. Attraverso il boicottaggio del referendum, la partecipazione al voto scende facilmente sotto il 50% degli aventi diritto al voto richiesto per la validità del risultato della consultazione. Gli oppositori, sfruttando il meccanismo del quorum, cercano di invalidare la consultazione invitando gli elettori a disertare le urne, contando su coloro che non andrebbero comunque a votare. Perciò gli oppositori non devono più convincere i cittadini con argomenti e proposte alternative, ma si fermano ad appelli al boicottaggio. Solo in assenza di quorum contano veramente gli argomenti, perché sia i promotori che gli oppositori sono tenuti a convincere la maggioranza dei cittadini.</p>
<p align="justify">3. I cittadini attivi politicamente si impegnano ad informarsi e a farsi un&#8217;opinione per poi recarsi a votare. I non interessati e i fautori del boicottaggio non vanno alle urne. In caso di referendum invalidato a causa del mancato raggiungimento del quorum, i primi vengono di fatto puniti per il loro impegno civico, mentre i secondi, boicottatori e disinteressati, vengono premiati per una scelta che di fatto danneggia il confronto democratico.</p>
<p align="justify">4. In un certo senso a causa del quorum di partecipazione anche il diritto al voto segreto viene indebolito: chi nonostante un boicottaggio si reca ugualmente alle urne da parte degli oppositori viene automaticamente considerato un avversario politico.</p>
<p align="justify">5. In Italia non è previsto quorum nel caso di referendum molto importanti quale il referendum confermativo facoltativo relativo alle leggi costituzionali (art. 138, 2° comma) e nel caso delle leggi sulla forma di governo (leggi elettorali e di democrazia diretta) a livello regionale.</p>
<p align="justify">6. Per il voto elettorale a nessun livello governativo è previsto un quorum minimo di partecipazione: solo chi vota può decidere. Non esiste il &#8220;numero legale&#8221; nelle elezioni politiche.</p>
<p align="justify">7. Il timore che una piccola minoranza molto attiva possa imporre i suoi interessi ad una maggioranza passiva non è motivato. Le ricerche sul comportamento degli elettori evidenziano che nelle votazioni contese il tasso di partecipazione è alto e la maggioranza dei cittadini esprime chiaramente il suo rifiuto alla proposta di una minoranza. I partiti e le forze sociali, che pretendono di rappresentare la maggioranza della società, sono comunque sempre liberi di mobilitare i loro sostenitori a votare contro un quesito referendario, che si presume rifletta solo l&#8217;interesse di una minoranza.</p>
<p align="justify">8. In Svizzera, negli USA, in Baviera ed in altri paesi non esiste il quorum di partecipazione. Nonostante la partecipazione alle votazioni referendarie in Svizzera oscilli &#8220;solo&#8221; attorno al 40%, nessuna forza politica rivendica seriamente un quorum di partecipazione, sapendo che si aprirebbe un varco a manovre tattiche e a strumentalizzazioni politiche.</p>
<p align="justify">9. La democrazia diretta deve promuovere e non scoraggiare la partecipazione dei cittadini. Uno degli obiettivi principali della democrazia diretta è la promozione della partecipazione dei cittadini, ribadita dall&#8217;attuale articolo 118, comma 4 della Costituzione. Un alto livello di partecipazione non viene raggiunto imponendo l&#8217;obbligo legale di raggiungere una quota predeterminata e non è certo perché esiste il quorum che si convincono a votare cittadini non interessati. Avviene invece il contrario: i cittadini interessati e motivati, dopo una serie di esperienze con referendum falliti per mancato raggiungimento del quorum, si sentono frustrati e perdono la fiducia in questo strumento. In questo senso paradossalmente essi sono scoraggiati proprio dal quorum di partecipazione perché si devono confrontare con una fetta di concittadini che boicottano la votazione. È quindi un circolo vizioso. Benché originalmente il quorum fosse inteso come uno stimolo alla partecipazione, è innegabile che oggi il quorum determini il rifiuto del dibattito e dell&#8217;impegno. I gruppi più penalizzati da questo meccanismo sono proprio le minoranze sociali che non riescono a sollecitare ampie fasce di popolazione.</p>
<p align="justify">10. Il quorum scaturisce dalla sfiducia nei cittadini. Oggi gli strumenti referendari sono strumenti di partecipazione attiva e non più di sola &#8220;difesa in casi estremi&#8221;. Le procedure di democrazia diretta devono essere disegnate di modo tale da incoraggiare la comunicazione a tutti i livelli e, in questa ottica, un quorum di partecipazione, con le relative campagne di boicottaggio, tende ad essere di ostacolo per una buona comunicazione. È più facile rifiutare ogni dibattito, istigando i cittadini a non votare, piuttosto che affrontare di petto un dibattito pubblico e una votazione senza quorum.</p>
<p align="justify">Il quorum di partecipazione del 50% non è una norma fondamentale del nostro ordinamento costituzionale, tanto è vero che è previsto solo da uno dei due tipi di referendum nazionali oggi istituzionalizzati. Rifacendosi agli esempi funzionanti in vari altri paesi, in Italia è ora di abolire il quorum di partecipazione sia a livello nazionale sia regionale sia comunale.</p>
<p align="justify">La cancellazione del quorum di partecipazione è però da rimpiazzare con un&#8217;altra norma di notevole importanza, cioè la necessità di raggiungere la maggioranza dei voti validi non solo a livello nazionale, ma anche nella maggioranza delle regioni. Questa norma, che da atto alla traiettoria di fondo del sistema politico italiano verso uno stato regionale più avanzato, evita un&#8217;espressione referendaria sbilanciata sotto il profilo geografico, richiedendo che i voti favorevoli non possono essere concentrati in poche regioni. Ad esempio un referendum accolto solo nelle otto regioni del Nord non potrebbe passare, perché in almeno 11 regioni su 20 la maggioranza dovrà essere stata raggiunta.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong>DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong>CAPO I</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><em>(Modifiche agli articoli 70, 71, 73, 74, 75</em><em><strong> </strong></em><em>della Costituzione con introduzione dell&#8217;iniziativa di legge popolare ed il referendum confermativo popolare nonché introduzione dell&#8217;iniziativa legislativa popolare costituzionale)</em></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 1</p>
<p align="left"> </p>
<ol>
<li>
<p align="justify">L&#8217;articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
</li>
</ol>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 70. &#8211; La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere e dal popolo sovrano ogni volta che un numero minimo di lettori ne faccia richiesta.&#8221;</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 2</p>
<p align="center"> </p>
<ol>
<li>
<p align="justify">L&#8217;articolo 71 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
</li>
</ol>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 71. &#8211; L&#8217;iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere, ad un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Hanno diritto di esercitare l&#8217;iniziativa di legge e di partecipare alla votazione popolare tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La legge determina le modalità di attuazione dell&#8217;iniziativa popolare e del diritto alla votazione referendaria deliberativa.&#8221;</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 3</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 72. &#8211; Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che lo approva articolo per articolo e con votazione finale.</p>
<p align="justify">Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l&#8217;urgenza. Può altresì stabilire in quali casi e forme l&#8217;esame e l&#8217;approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.</p>
<p align="justify">La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.&#8221;.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 4</p>
<p align="center"> </p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 73 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 73. &#8211; Il popolo esercita l&#8217;iniziativa delle leggi, mediante la proposta di legge di iniziativa popolare, da parte di un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, di un progetto redatto in articoli. La durata massima utile per la raccolta delle firme richieste per l&#8217;iniziativa popolare viene stabilita dalla legge dello Stato. La proposta di legge di iniziativa popolare, che deve essere formulata secondo il principio dell&#8217;unità della materia, viene presentata ad una Camera e segue l&#8217;iter legislativo previsto dall&#8217;articolo 72.</p>
<p align="justify">Qualora una proposta di legge ad iniziativa popolare, di cui al comma precedente, non venga tradotto in legge dal Parlamento entro un congruo periodo di tempo, da stabilire con legge, la proposta è sottoposta alla votazione popolare deliberativa, previa dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale. Qualora il Parlamento modifica la proposta di legge di iniziativa popolare o approva un proprio disegno di legge in materia, il comitato promotore dell&#8217;iniziativa popolare, composto da un numero minimo di elettori da stabilire con legge dello Stato, decide a maggioranza se ritirare il disegno di legge ad iniziativa popolare o far valere il diritto alla votazione popolare deliberativa.</p>
<p align="justify">In quest&#8217;ultimo caso ambedue le proposte vengono sottoposte a votazione referendaria. In questo caso le domande all&#8217;elettore sono tre: se preferisce la proposta popolare al diritto vigente; se preferisce la controproposta del Parlamento al diritto vigente; quale proposta deve entrare in vigore se gli elettori preferiscono entrambe le proposte al diritto vigente.</p>
<p align="justify">Una proposta è approvata se ha raggiunto la maggioranza dei voti validamente espressi sia nella maggioranza delle regioni che sull&#8217;intero territorio nazionale. Se viene approvata sia la proposta popolare che la controproposta parlamentare decide il risultato della terza domanda.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 5</p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 74 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 74. &#8211; È sospesa l&#8217;entrata in vigore di una legge o di un atto avente valore di legge per sottoporlo a referendum confermativo, quando lo richiedono entro 10 giorni dall&#8217;avvenuta approvazione un comitato, composto da un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, o un Consiglio regionale. È indetto il referendum confermativo quando, di seguito, entro tre mesi dall&#8217;avvenuta approvazione in sede parlamentare o governativa della legge o dell&#8217;atto avente valore di legge tale richiesta viene sostenuta da un numero minimo di cittadini aventi diritto al voto, da stabilire con legge dello Stato, o da 5 Consigli regionali.</p>
<p align="justify">Non è ammesso il referendum confermativo per le leggi di bilancio.</p>
<p align="justify">Hanno diritto di partecipare al referendum confermativo tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum confermativo entra in vigore se la richiesta di referendum confermativo non viene sostenuta dal numero minimo di cittadini stabilito con legge dello Stato o quando una maggioranza dei voti validamente espressi si esprime a favore.</p>
<p align="justify">La legge determina le modalità di attuazione del referendum confermativo.&#8221;.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 6</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 75 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 75. &#8211; Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall&#8217;approvazione parlamentare o popolare.</p>
<p align="justify">Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l&#8217;urgenza, la legge è promulgata nel termine da esso stabilito e si può chiedere l&#8217;indizione di un referendum abrogativo <span style="text-decoration: underline;">ai sensi dell&#8217;articolo 74</span> soltanto dal momento che la legge è entrata in vigore. Se si arriva al <span style="text-decoration: underline;">referendum confermativo</span> popolare con esito sfavorevole alla legge, essa viene abrogata e non può più essere riapprovata entro la medesima legislatura.</p>
<p align="justify">Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.&#8221;.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center"><strong>CAPO II</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><em>(Modifiche all&#8217; articolo 138</em><em><strong> </strong></em><em>della Costituzione e introduzione dell&#8217;iniziativa legislativa costituzionale)</em></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 7</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 138 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 138. &#8211; Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate con il 60% dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi sono poi sottoposte a referendum confermativo popolare, quando entro tre mesi dalla loro pubblicazione ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.</p>
<p align="justify">I principi fondamentali della Costituzione, i diritti umani sanciti dalle fonti internazionali, le libertà e i diritti dei cittadini fissati nella prima parte della Carta costituzionale non possono essere ridotti o disconosciuti, così come non possono esserne indebolite le garanzie di tutela disposte nella seconda parte. Le leggi di revisione della Costituzione devono essere formulate tenendo conto del principio dell&#8217;unità della materia.</p>
<p align="justify">La Corte Costituzionale si pronuncia sulla conformità della revisione a tali imperativi entro novanta giorni dalla prima approvazione in entrambe le Camere.</p>
<p align="justify">Il popolo esercita l&#8217;iniziativa delle leggi di revisione della Costituzione, mediante la proposta da parte di un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, di un progetto redatto in articoli e segue l&#8217;iter come previsto dall&#8217;art. 73. La durata massima utile per la raccolta delle firme richieste per l&#8217;iniziativa legislativa costituzionale popolare viene stabilita dalla legge dello Stato.</p>
<p align="justify">Entro novanta giorni dalla presentazione della proposta di legge alla Camera la Corte Costituzionale si pronuncia sulla conformità della proposta dopodiché un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, possono richiedere che la proposta di legge sia sottoposta a referendum popolare.</p>
<p align="justify">Qualora una proposta di legge costituzionale ad iniziativa popolare non venga tradotta in legge entro un congruo periodo di tempo, da stabilire con legge dello Stato, la proposta è sottoposta al referendum popolare.</p>
<p align="justify">Il Parlamento può presentare una controproposta in materia, che deve essere approvata secondo l&#8217;iter legislativo previsto dal primo comma. In questo caso ambedue le proposte dichiarate ammissibili da parte della Corte Costituzionale, vengono sottoposte alla votazione referendaria. In questo caso le domande all&#8217;elettore sono tre: se preferisce la proposta popolare al diritto vigente; se preferisce la controproposta del Parlamento al diritto vigente; quale proposta deve entrare in vigore se gli elettori preferiscono entrambe le proposte al diritto vigente.</p>
<p align="justify">Una proposta è approvata se ha raggiunto la maggioranza dei voti validamente espressi sia nella maggioranza delle regioni che sull&#8217;intero territorio nazionale. Se viene approvata sia la proposta popolare che la controproposta parlamentare decide il risultato della terza domanda..</p>
<p align="justify">La legge determina le modalità di attuazione dell&#8217;iniziativa legislativa costituzionale popolare e del referendum confermativo popolare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I rappresentanti che non ci rappresentano più: l&#8217;esempio dei referendum non abbinati alle europee</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/04/i-rappresentanti-che-non-ci-rappresentano-piu-lesempio-dei-referendum-non-abbinati-alle-europee/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/04/i-rappresentanti-che-non-ci-rappresentano-piu-lesempio-dei-referendum-non-abbinati-alle-europee/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 06:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[europee]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=692</guid>
		<description><![CDATA[partito-casta
di Paolo Michelotto
i rappresentanti italiani eletti non rappresentano più i cittadini. Questa affermazione è bollata dalla classe politica come &#8220;populista&#8221;, &#8220;qualunquista&#8221;, &#8220;demagogica&#8221; eppure in questi giorni abbiamo una prova chiara. A tre livelli di potere, quello nazionale, quello provinciale e quello comunale, esponenti di partiti diversi sono accumunati da un solo atteggiamento, quello di boicottare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_693" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/partito-casta.jpg"><img class="size-medium wp-image-693" title="partito-casta" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/partito-casta-300x110.jpg" alt="partito-casta" width="300" height="110" /></a><p class="wp-caption-text">partito-casta</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>i rappresentanti italiani eletti non rappresentano più i cittadini. Questa affermazione è bollata dalla classe politica come &#8220;populista&#8221;, &#8220;qualunquista&#8221;, &#8220;demagogica&#8221; eppure in questi giorni abbiamo una prova chiara. A tre livelli di potere, quello nazionale, quello provinciale e quello comunale, esponenti di partiti diversi sono accumunati da un solo atteggiamento, quello di boicottare lo strumento referendario.</p>
<p>Il governo nazionale italiano ha così paura del referendum, da decidere di far spendere alla collettività 400 milioni di euro di costi aggiuntivi pur di tentare di farlo invalidare, non abbinandolo contro ogni logica alle elezioni europee. Berlusconi rappresenta il partito PDL e Lega + aggiunte minori.</p>
<p>Nella provincia di Bolzano, il governatore Durnwalder sta facendo la stessa cosa, decidendo di non abbinare il referendum per il miglioramento degli strumenti di democrazia (per cui i cittadini hanno raccolto 26.000 firme nel 2007) assieme alle europee. Unica spiegazione è il suo tentativo di far fallire il referendum non facendogli raggiungere il quorum previsto oggi in quella provincia, del 40%. Durnwalder è il capo indiscusso della SVP partito territoriale di centro destra.</p>
<p>Nel comune di Rovereto (TN) il sindaco Valduga espressione di una lista di centro appoggiata da socialisti, si oppone all&#8217;abbinamento dei 4 referendum che chiedono maggior democrazia nella città (per cui i cittadini hanno raccolto quasi 800 firme ciascuno nel 2008) alle elezioni europee con lo scopo dichiarato di boicottare il referendum e tentare di impedire che raggiunga il quorum oggi previsto del 50%.</p>
<p>Questi tre politici, Berlusconi, Durnwalder e Valduga, non hanno nulla in comune, una storia diversissima, nessun punto di contatto, ma una sola caratteristica li avvicina: quello di aver così paura dei referendum e delle decisioni dirette dei cittadini da cercare di boicottarli con tutti gli strumenti a loro disposizione. I loro veri interessi evidentemente sono simili, il loro atteggiamento verso la democrazia è analogo, la paura che i cittadini possano esprimere direttamente la loro volontà è uguale. Sono i primi fermenti di un nuovo partito, oggi in embrione, il Partito per la Difesa dei Privilegi della Casta?</p>
<p>A seguire alcuni articoli sulle loro posizioni indifendibili.<span id="more-692"></span></p>
<p><strong>Gian Antonio Stella sul Corriere</strong></p>
<p><strong>Il 6 e 7 giugno non si terrà la consultazione sui quesiti elettorali<br />
Referendum fuori dall&#8217;election day Vittoria leghista, costo 400 milioni<br />
Quorum a rischio col voto la domenica dopo le Europee. Segni: presi per i fondelli. Calderoli: ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile</strong></p>
<p>Quattrocento milioni di euro: 112 volte la somma dell&#8217;8 per mille distribuita nel 2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria. Ecco quanto costerà, secondo gli economisti de lavoce.info, il rifiuto di inserire il referendum elettorale tra le varie consultazioni (europee, comunali, provinciali&#8230;) raggruppate nell&#8217;election-day del 6 e 7 giugno. Risultato: ci porteranno a votare molto probabilmente tre domeniche di fila.</p>
<p>Obiettivo, neppure tanto segreto: stufare gli elettori e far saltare il quorum. Così da conservare la legge attuale, definita dal suo stesso ideatore «una porcata». Peccato. Peccato perché la scelta del governo di rompere finalmente con l&#8217;andazzo che per decenni aveva sparpagliato le elezioni su una infinità di date diverse era stata apprezzata, sull&#8217;uno e l&#8217;altro fronte degli schieramenti, da tutti coloro che hanno chiari due punti. Il primo: lo Stato, specialmente in questi tempi di vacche magre, deve risparmiare più soldi possibile. Il secondo: lo stillicidio di continue scadenze elettorali ha troppo spesso frenato (a volte fino alla paralisi) chi stava al governo impedendogli di muoversi senza l&#8217;ossessione di essere punito al primo esame, volta per volta cavalcato dai vincitori di turno.</p>
<p>Erano anni che da più parti si invocava l&#8217;election day. E anni che, a seconda delle convenienze del momento, si mettevano di traverso questo o quel partito. Finché Roberto Maroni, qualche tempo fa, aveva spiegato: «Il Consiglio dei ministri ha approvato la mia proposta: si voterà insieme per le Europee, per oltre 4000 Comuni e per 73 Province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito è di lunedì, sia per le Amministrative sia per le Europee».</p>
<p>Alleluja. Ma il referendum? Ottocentoventimila persone, 320 mila più del necessario, avevano firmato ai banchetti in piazza di Mario Segni e Giovanni Guzzetta per cambiare il «porcellum», la legge elettorale che perfino il leghista Roberto Calderoli, suo promotore, aveva definito «una porcata». E intorno alle tre idee di base (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera, premio di maggioranza alla lista più votata al Senato e divieto delle candidature multiple, che consentivano ai leader eletti in più collegi di optare per l&#8217;uno o per l&#8217;altro scegliendo di fatto chi fare subentrare e chi no) si erano schierati in tanti. Di destra e di sinistra. Da Arturo Parisi a Gianfranco Fini, da Stefania Prestigiacomo ad Antonio Di Pietro.</p>
<p>Va da sé che Mario Segni, già scottato l&#8217;anno scorso dal rinvio della consultazione deciso per la caduta del governo Prodi, l&#8217;infarto della XV legislatura e le elezioni anticipate, vive la scelta del Viminale con rabbia e sconcerto: «L&#8217;election-day il 7 giugno col Referendum sarebbe stato un&#8217;ottima cosa, ma l&#8217;election day col Referendum una settimana dopo, stretto tra la prima tornata elettorale e il secondo turno delle Amministrative la domenica seguente, è una vera presa per i fondelli». Che alla Lega non piaccia il Referendum si sa: se passassero i «sì» ai quesiti studiati da Guzzetta il Carroccio rischierebbe di esser preso in mezzo. Calderoli, un mese fa, era stato chiarissimo: «Perché dovremmo accettare un sistema che forza tutti ad entrare in due soli listoni? Berlusconi ha già difficoltà a fare il Pdl, figuriamoci se ci obbliga a entrare in un unico cartello elettorale». Quindi, patti chiari amicizia lunga: «Se qualcuno dei nostri alleati volesse sostenere quei quesiti sappia che qualcuno nella maggioranza potrebbe anche votare contro il governo».</p>
<p>L&#8217;obiezione formale è nota: un referendum mischiato in mezzo ad elezioni europee, comunali e provinciali rischia di «confondere» gli elettori. Risposta dei referendari: ma non è forse la destra ad additare ogni giorno a modello gli Stati Uniti d&#8217;America? Bene: in trentasei degli States, in contemporanea con le ultime presidenziali che hanno visto il trionfo di Barack Obama, gli americani hanno votato su 153 referendum. Dal matrimonio gay (in California) all&#8217;assimilazione dell&#8217;aborto all&#8217;omicidio (Colorado), dall&#8217;abrogazione del diritto all&#8217;interruzione anticipata della gravidanza (South Dakota) all&#8217;uso medico della marijuana (Michigan) fino, nello stato di Washington, al suicidio assistito.</p>
<p>Lo stesso Roberto Maroni del resto, quando stava all&#8217;opposizione, la pensava in maniera diversa. Basti tornare all&#8217;aprile del 2001, otto anni fa, quando l&#8217;allora premier Giuliano Amato rifiutò di abbinare le elezioni in arrivo il 13 maggio, che avrebbero visto il trionfo del Cavaliere e della sua coalizione, con il referendum sulla famosa devolution lombarda indetto da Roberto Formigoni e caro alla Lega. «Una vendetta meschina », sibilò Ignazio La Russa. «Si voterà anche a costo di sistemare dei seggi in piazza», tuonò il futuro ministro dell&#8217;Interno, «se si inventasse un rinvio illegittimo per decreto, la Regione Lombardia è pronta ad installare altri seggi e altri scrutatori per i referendum regionali, vicini a quelli delle elezioni». Altri tempi, altri interessi. Formalmente legittimi, per carità. Purché sia chiaro: collocare il referendum elettorale nella domenica in mezzo tra le Europee e i ballottaggi delle Amministrative per puntare al fallimento del quorum costerà appunto agli italiani, stando ai calcoli di lavoce. info, circa 200 milioni di euro in più di spese dirette («quanto fin qui impegnato per la social card») più altri 200 di oneri indiretti. Totale: 400 milioni. Ottanta in più di quei 322 dati nel 2008 dall&#8217;Italia, il più tirchio dei Paesi occidentali, in aiuti al Terzo Mondo.</p>
<p>Gian Antonio Stella<br />
25 febbraio 2009</p>
<p>appello dell&#8217;Iniziativa Più Democrazia di Bolzano</p>
<p><strong>Stephan Lausch di Bolzano</strong></p>
<p><strong>CHI BEN COMINCIA È A METÁ DELL&#8217;OPERA!</strong></p>
<p><strong>Fissare una &#8220;buona&#8221; data è già una mezza vittoria</strong></p>
<p>Cari amici della democrazia diretta!</p>
<p>In queste ultime settimane sui mass media si è parlato spesso della data dei prossimi referendum, che voi tutti sostenete, e delle modifiche legislative necessarie per abbinare i referendum alle elezioni europee. Ma pochi sanno cosa stia realmente succendendo. Per questo facciamo una breve sintesi degli ultimi accadimenti.</p>
<p>A metà gennaio abbiamo incontrato il presidente del Consiglio Provinciale, Dieter Steger, il quale aveva promesso di portare all&#8217;ordine del giorno della riunione dei capigruppo la questione della data referendaria. Promessa che sino ad ora non è stata mantenuta.<br />
Durnwalder va affermando che l&#8217;abbinamento non è realizzabile perché la legge imporrebbe la data dal 6 luglio in poi, ma le sue affermazioni si basano solo su un banale promemoria dell&#8217;ufficio di Affari istituzionali, non su un parere giuridico come quello espresso dall&#8217;Ufficio legale del Con­siglio provinciale, il quale afferma che dal 26 aprile in poi ogni data è possibile.<br />
Il capogruppo dell&#8217;SVP, Elmar Pichler Rolle, sollecitato ad esprimersi sulla questione, non ha dato nessuna risposta.<br />
La maggioranza in Consiglio provinciale, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte nostra, non ha fatto nulla sino ad ora per rendere realizzabile l&#8217;abbinamento.</p>
<p>Può essere utile ricordare inoltre che, in luglio 2007, Durnwalder ha rinviato con un decreto la data per i referendum proposti dall&#8217;Union für Südtirol, motivando la decisione con la necessità di &#8220;sotto­porre al cittadino le proposte referendarie contestualmente in un&#8217;unica tornata di votazione&#8221; anche per &#8220;il contenimento dei costi, l&#8217;economicità, la razionalizzazione dell&#8217;azione pubblica e, non da ultimo, il minor aggravio del cittadino per la chiamata alle urne&#8221;.</p>
<p>Tutte motivazioni che adesso non sono più valide, a quanto pare, visto che si rischia di spendere sino a 6 milioni di euro in più e tornare alle urne per ben 4 volte!</p>
<p>E&#8217; evidente che da più parti si cerca di boicottare i referendum già nella definizione della data, che è un elemento fondamentale per una buona partecipazione dei cittadini. Se venisse fissata una data &#8220;scomoda&#8221; per noi, oltre a far annullare il referendum i nostri avversari riuscirebbero anche nell&#8217;intento di scoraggiare e demotivare quei cittadini che per la prima volta si avvicinano ad una reale partecipazione democratica.</p>
<p>Allora il nostro e il vostro impegno non deve concentrarsi solo sull&#8217;andare alle urne, ma deve parti­re già adesso, urlando la nostra volontà per quelle orecchie ormai sorde alla voce dei cittadini!</p>
<p>Martedì 3 marzo si svolgerà l&#8217;ultima seduta di consiglio utile per apportare le necessarie modifiche alla legge elettorale. Dopo questa data non ci saranno più i tempi tecnici per poter realizzare l&#8217;abbinamento, e chi vuole boicottare il referendum avrà ottenuto una parte del suo scopo.</p>
<p>Per questo ci incontriamo martedì 3 marzo alle 9.30, presso l&#8217;atrio di ingresso della sala Consiliare provinciale di via Crispi, mezz&#8217;ora prima dell&#8217;inizio della seduta consiliare &#8211; con manifesti, striscioni e quanto può essere utile a farci ascoltare da consiglieri e mass media, a cui consegneremo &#8211; come ultimo appello &#8211; una lettera aperta con le nostre richieste.</p>
<p>Questo è il momento dell&#8217;impegno! La nostra vittoria incomincia qui!<br />
Vi aspettiamo!</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p>Stephan Lausch</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/04/i-rappresentanti-che-non-ci-rappresentano-piu-lesempio-dei-referendum-non-abbinati-alle-europee/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>600 firme per i 4 referendum per avere la Democrazia Diretta a Rovereto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/19/600-firme-per-i-4-referendum-per-avere-la-democrazia-diretta-a-rovereto/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/19/600-firme-per-i-4-referendum-per-avere-la-democrazia-diretta-a-rovereto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 20:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=503</guid>
		<description><![CDATA[cittadino ideale per gli amministratori
di Paolo Michelotto
questo weekend, molto probabilmente supereremo le 600 firme autenticate, necessarie per far partire i 4 referendum comunali più democrazia di Rovereto. Siamo arrivati nei giorni scorsi a 569. E ci impegnamo questo sabato e domenica. Qui il sito dell&#8217;associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto che sta promuovendo questi referendum: http://www.cittadinirovereto.it
Tra questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_504" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cittadino-ideale.jpg"><img class="size-medium wp-image-504" title="cittadino-ideale" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cittadino-ideale-300x297.jpg" alt="cittadino ideale per gli amministratori" width="300" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">cittadino ideale per gli amministratori</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>questo weekend, molto probabilmente supereremo le 600 firme autenticate, necessarie per far partire i 4 referendum comunali più democrazia di Rovereto. Siamo arrivati nei giorni scorsi a 569. E ci impegnamo questo sabato e domenica. Qui il sito dell&#8217;associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto che sta promuovendo questi referendum: <a href="http://www.cittadinirovereto.it">http://www.cittadinirovereto.it</a></p>
<p>Tra questi 4 referendum c&#8217;è quello fondamentale, che chiede di abolire il quorum dai referendum comunali. Fondamentale perchè con il quorum tutti i referendum saranno sempre soggetti al boicottaggio e quindi sempre invalidati. Se passerà questo referendum, la democrazia diretta sarà effettiva a Rovereto. Gli altri ugualmente importanti ma condizionati dal successo del primo, sono per fare il PRG partecipato, uno per progettare con i cittadini una piazza e uno contro il progetto di realizzare un nuovo inceneritore Sandoz.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/19/600-firme-per-i-4-referendum-per-avere-la-democrazia-diretta-a-rovereto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nola (NA) referendum per rendere pubblica la gestione dell&#8217;acqua, ora privata</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/14/nola-na-referendum-per-rendere-pubblica-la-gestione-dellacqua-ora-privata/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/14/nola-na-referendum-per-rendere-pubblica-la-gestione-dellacqua-ora-privata/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 22:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=485</guid>
		<description><![CDATA[acqua
di Paolo Michelotto
questo il quesito che a cui i cittadini di Nola dovranno rispondere il 21 dicembre 2008 votando il referendum consultivo comunale:
&#8220;Volete che il servizio pubblico integrato sia gestito esclusivamente da un Ente Pubblico? &#8221;
Serve, con una formula non chiarissima a chiedere ai cittadini se la gestione dell&#8217;acqua deve essere fatta da un ente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_486" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/acqua.jpg"><img class="size-medium wp-image-486" title="acqua" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/acqua-246x300.jpg" alt="acqua" width="246" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">acqua</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>questo il quesito che a cui i cittadini di Nola dovranno rispondere il 21 dicembre 2008 votando il referendum consultivo comunale:</p>
<p>&#8220;<strong>Volete che il servizio pubblico integrato sia gestito esclusivamente da un Ente Pubblico? </strong>&#8221;</p>
<p>Serve, con una formula non chiarissima a chiedere ai cittadini se la gestione dell&#8217;acqua deve essere fatta da un ente pubblico o continuare a lasciarla in mano a una azienda privata, come è ora.<br />
Nola. Acqua, referendum il 21 dicembre</p>
<p>NOLA &#8211; Il sindaco Felice Napolitano, ha indetto per il giorno 21 dicembre il primo referendum consultivo comunale della città di Nola. L&#8217;annuncio ieri sera, durante la prima assemblea pubblica convocata dal comitato civico all&#8217;indomani del voto favorevole espresso dal consiglio comunale in merito al giudizio di ammissibilità del referendum consultivo a carattere comunale, per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua. &#8220;L&#8217;acqua non ha, e non deve avere, alcun colore politico. E&#8217; un bene comune indispensabile che va tutelato&#8221;. Ha esordito così il sindaco di Nola, Felice Napolitano, <span id="more-485"></span>in una gremitissima chiesa dell&#8217;Immacolata, sede &#8220;storica&#8221; eletta dal comitato civico per gli incontri assembleari con la città. Un&#8217;assemblea indetta per spiegare a tutta la collettività i motivi per cui votare Sì al quesito referendario, &#8220;Volete che il servizio idrico integrato sia gestito esclusivamente da un ente pubblico?&#8221; del prossimo 21 dicembre, e che ha visto la partecipazione di un folta rappresentanza di cittadini ed amministratori comunali, chiara testimonianza che la tematica è particolarmente sentita in città. &#8220;Da Nola parte la ripubblicizzazione della gestione delle risorse idriche&#8221; &#8211; ha proseguito Napolitano &#8211; un segnale forte che rappresenta un netto cambiamento dell&#8217;attuale quadro normativo che potrà essere seguito anche da altri comuni. La nostra città si pone dunque come esempio. Come sindaco mi ritengo particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto. Per una volta, durante l&#8217;ultima seduta di consiglio comunale, la votazione sul giudizio di ammissibilità ha unito maggioranza ed opposizione&#8221;. Logica e funzionale, secondo Napolitano, la data scelta per il referendum &#8220;dettata dal fatto che il 22 dicembre iniziano le festività natalizie e le scuole, da sempre sedi dei seggi elettorali, sono chiuse. Pertanto gli alunni non subiranno ulteriori interruzioni delle lezioni&#8221;. &#8220;A nome del comitato voglio ringraziare la cittadinanza intervenuta &#8211; è stato il commento del presidente del comitato civico Luigi Conventi. &#8220;Cinque anni di lotta sono serviti, abbiamo sfidato tutti e tutto per riappropriarci di un bene che ci spetta di diritto. Speriamo ora che la cittadinanza risponda a dovere il prossimo 21 dicembre. Per rendere legittima la votazione è necessario raggiungere il quorum, pertanto dovranno recarsi alle urne circa 13 mila aventi diritto&#8221;. &#8220;Si tratta di un passo storico per la nostra città &#8211; ha dichiarato il sindaco Felice Napolitano &#8211; un esempio di democrazia partecipativa a cui, ci auguriamo, facciano seguito altri comuni, in modo da esprimere con forza un sentimento popolare diffuso in merito alla gestione, senza fini di lucro, della risorsa acqua&#8221;. &#8220;Costituiremo circa 13-15 seggi &#8211; ha detto Napolitano &#8211; tra il centro e le frazioni, in modo da dare a tutti la possibilità di votare, contenendo al contempo i costi della macchina organizzativa&#8221;. &#8220;Sebbene non basterà nemmeno il referendum a cambiare la legge &#8211; ha proseguito il sindaco &#8211; noi ci facciamo promotori di un movimento di ideee, nato dai cittadini, che domenica 21 dicembre, troverà nel referendum, la sua consacrazione e leggittimazione definitiva&#8221;. &#8220;E&#8217; ovvio &#8211; ha concluso Napolitano &#8211; che l&#8217;acqua va pagata, ma a tariffe e condizioni tali da non rendere difficile alle famiglie povere, di ricevere un bene fondamentale per la sopravvivenza&#8221;.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.ilnolano.it/"><span style="font-size: x-small; font-family: Tahoma;">www.ilnolano.it</span></a><span style="font-size: x-small; font-family: Tahoma;"> di Autilia Napolitano 18/10/2008</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/14/nola-na-referendum-per-rendere-pubblica-la-gestione-dellacqua-ora-privata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Rovereto parte la raccolta firme per i 4 referendum per migliorare la democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/20/a-rovereto-parte-la-raccolta-firme-per-i-4-referendum-per-migliorare-la-democrazia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/20/a-rovereto-parte-la-raccolta-firme-per-i-4-referendum-per-migliorare-la-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 19:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=361</guid>
		<description><![CDATA[rovereto
di Paolo Michelotto
E&#8217; stato finalmente approvato il quarto quesito referendario che avevamo proposto. Dopo un mese di ritardo rispetto a quanto prescritto dal regolamento. Così dal momento che riceveremo la comunicazione ufficiale, potremo iniziare a raccogliere le 600 firme necessarie per indire i referendum. Ora abbiamo 2 mesi di tempo per raccogliere le 600 firme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_362" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/rovereto.jpg"><img class="size-medium wp-image-362" title="rovereto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/rovereto-300x225.jpg" alt="rovereto" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">rovereto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>E&#8217; stato finalmente approvato il quarto quesito referendario che avevamo proposto. Dopo un mese di ritardo rispetto a quanto prescritto dal regolamento. Così dal momento che riceveremo la comunicazione ufficiale, potremo iniziare a raccogliere le 600 firme necessarie per indire i referendum. Ora abbiamo 2 mesi di tempo per raccogliere le 600 firme autenticate. Sembrano poche per chi non l&#8217;ha mai fatto. Per noi che l&#8217;abbiamo già fatto, sappiamo quanta fatica ogni firma ci costerà, specie in questa stagione fredda.</p>
<p>E&#8217; la seconda volta che lo facciamo. In estate avevamo già raccolto le firme, che poi ci erano state invalidate per un cavillo formale. Perchè 4 referendum? Perchè il numero massimo di referendum attuabili nello stesso anno a Rovereto è in base allo statuto fissato in 4. E tutti e 4 devono essere votati lo stesso giorno, sempre in base allo statuto.</p>
<p>Visto che oggi a Rovereto c&#8217;è il quorum del 50% che rende praticamente impossibile il superamento della soglia di qualsiasi referendum, metterne insieme 4 ci aiuterà a motivare di più i cittadini ad andare a votare.</p>
<p>Questi i 4 quesiti di cui il primo è quello forse più tecnico, ma quello fondamentale per la democrazia della nostra città, perchè chiede di abolire il quorum dai referendum comunali. Quindi ci si focalizzerà solo sulla discussione degli argomenti e non sul superamento della soglia. A Rovereto finora è stato fatto un solo referendum nel 2005 ed è stato invalidato per mancato raggiungimento del quorum.</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/">Qui per saperne di più</a>.  <a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/?page_id=157">Clicca qui se vuoi dare il tuo contributo per la campagna referendaria.</a></p>
<p><strong>1. Referendum Propositivo per la determinazione del quorum di validità dei referendum comunali</strong><em><br />
Vuoi che le consultazioni referendarie siano valide qualsiasi sia il numero di elettori che vi prendono parte?</em></p>
<p><strong>2. Referendum Propositivo per realizzare il Piano Regolatore Generale Comunale con la partecipazione dei cittadini.</strong><br />
<em>Vuoi che il Piano Regolatore Comunale di Rovereto, che stabilirà il futuro della città e dei suoi abitanti, quanti spazi assegnare al verde pubblico, alle aree edificabili, alle aree commerciali, artigianali e industriali, alle aree coltivabili, ai servizi per la popolazione, venga progettato nel corso del 2009 coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><em></em><br />
<strong>3. Referendum propositivo per la Riqualificazione Piazzale Ex-Stazione Corriere</strong><br />
<em>Vuoi che la riqualificazione dell’edificio ex stazione corriere e relativa piazza venga progettata coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><strong>4. Referendum per non consentire l’apertura del nuovo inceneritore della Sandoz</strong></p>
<p><em>Vuoi che il comune esprima parere negativo alle richieste di Sandoz spa e di qualsiasi altra azienda per la realizzazione, sul territorio comunale, di impianti che aggravino l’attuale grado di inquinamento atmosferico con le loro emissioni?</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/20/a-rovereto-parte-la-raccolta-firme-per-i-4-referendum-per-migliorare-la-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>i referendum in Italia e i Radicali</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/04/i-referendum-in-italia-e-i-radicali/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/04/i-referendum-in-italia-e-i-radicali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 19:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=208</guid>
		<description><![CDATA[vignetta referendum
di Paolo Michelotto.
Questo documento di 24 pagine è una ricostruzione storica dei referendum in Italia e del loro uso da parte del Partito Radicale. Una analisi approfondita, ricca di dati. Chi vuole saperne di più sui referendum in Italia qui troverà buone informazioni. Scritto da Diego Galli, responsabile sito internet di Radio Radicale.
Scarica qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_209" class="wp-caption alignleft" style="width: 302px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/referendumyc7.jpg"><img class="size-medium wp-image-209" title="referendumyc7" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/referendumyc7-292x300.jpg" alt="vignetta referendum" width="292" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vignetta referendum</p></div>
<p>di Paolo Michelotto.</p>
<p>Questo documento di 24 pagine è una ricostruzione storica dei referendum in Italia e del loro uso da parte del Partito Radicale. Una analisi approfondita, ricca di dati. Chi vuole saperne di più sui referendum in Italia qui troverà buone informazioni. Scritto da Diego Galli, responsabile sito internet di Radio Radicale.</p>
<p>Scarica qui il documento</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=9" title="Version 1 downloaded 320 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download I referendum e i Radicali Version 1" /></a></code></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/04/i-referendum-in-italia-e-i-radicali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Capitolo 14  Referendum consultivo autogestito in Val Pusteria</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-15-referendum-consultivo-autogestito-in-val-pusteria/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-15-referendum-consultivo-autogestito-in-val-pusteria/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sfoglia Libro]]></category>
		<category><![CDATA[val pusteria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=107</guid>
		<description><![CDATA[




Prima pagina del capitolo 14 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 14  Referendum consultivo autogestito in Val Pusteria
Il 20 marzo 2005, in Val Pusteria, nella provincia di Bolzano, si tenne un referendum autogestito. Estremamente interessante la sua storia, perchè in mancanza dello strumento del referendum, il comitato che si opponeva alla costruzione della nuova strada ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 14 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 14  Referendum consultivo autogestito in Val Pusteria</p>
<p>Il 20 marzo 2005, in Val Pusteria, nella provincia di Bolzano, si tenne un referendum autogestito. Estremamente interessante la sua storia, perchè in mancanza dello strumento del referendum, il comitato che si opponeva alla costruzione della nuova strada ad alto scorrimento in Val Pusteria, non si perse d’animo e organizzò, autogestendolo, un referendum in tutti i comuni della vallata.<br />
Il testo che segue in questo capitolo è la descrizione fatta del referendum da Stephan Lausch, uno degli organizzatori, nel sito www.cipra.org.</p>
<p>Lo svolgimento di una consultazione popolare autogestita ha lo scopo di sensibilizzare le coscienze e far emergere quali sono gli orientamenti di cittadine e cittadini riguardo al futuro dello sviluppo del traffico in Val Pusteria (Sudtirolo). Tale procedura ha preso il via grazie ad una domanda di iniziativa popolare di democrazia diretta presentata nel Consiglio provinciale. Essa ha portato la Giunta provinciale a riconsiderare i suoi piani di sviluppo della rete stradale. Il risultato e l’esperienza vengono messi in discussione per mezzo di interviste filmate nel corso di assemblee civiche organizzate negli undici comuni.</p>
<div><strong>Titolare del progetto</strong></div>
<p>I soggetti proponenti sono le organizzazioni promotrici della consultazione popolare: Forum dei cittadini di Brunico, Piattaforma &#8230;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-15-referendum-consultivo-autogestito-in-val-pusteria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Capitolo 23  Punti chiave per un corretto referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-23-punti-chiave-per-un-corretto-referendum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-23-punti-chiave-per-un-corretto-referendum/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sfoglia Libro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=87</guid>
		<description><![CDATA[




Prima pagina del capitolo 23 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 23  Punti chiave per un corretto referendum
Ci sono innumerevoli esempi di fallimenti di pratiche partecipative. Qui di seguito alcune delle cause.
1. A volte la partecipazione è prevista per legge per acquisire Fondi Europei o di altro tipo. Così gli amministratori si preoccupano di raggiungere le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 23 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 23  Punti chiave per un corretto referendum</p>
<p>Ci sono innumerevoli esempi di fallimenti di pratiche partecipative. Qui di seguito alcune delle cause.</p>
<p>1. A volte la partecipazione è prevista per legge per acquisire Fondi Europei o di altro tipo. Così gli amministratori si preoccupano di raggiungere le soglie minime richieste e applicano “distrattamente” e “svogliatamente” tecniche che sarebbero altrimenti efficaci.</p>
<p>2. Mancanza di risorse. Fare partecipazione di buon livello richiede risorse di tempo, energie e denaro. Spesso si preferisce adottare programmi economici, che poi si tramutano in fallimenti.</p>
<p>3. Mancanza di chiarezza sugli scopi. A volte gli amministratori hanno scopi diversi uno dall’altro e da quelli dei cittadini. Quindi si portano avanti progetti vaghi o troppo focalizzati. Spesso i cittadini non possono intervenire su questioni che essi stessi ritengono fondamentali. Ciò porta al loro allontanamento e alla non partecipazione.</p>
<p>4. Mancanza di creatività e immaginazione nella progettazione della partecipazione. Di solito si procede alla consultazione dei cittadini e non li si fa deliberare, cogovernare o utilizzare strumenti di democrazia diretta. Non si usano metodi innovativi di selezione come ad esempio il sorteggio. Pochi programmi partecipativi lasciano ai cittadini la possibilità di stabilire la loro agenda di discussione&#8230;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-23-punti-chiave-per-un-corretto-referendum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Capitolo 35  Referendum innovativi</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-35-referendum-innovativi/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-35-referendum-innovativi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sfoglia Libro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=60</guid>
		<description><![CDATA[




Prima pagina del capitolo 35 del libro Democrazia dei Cittadini
Ballottaggio con Scelta Multipla
Una delle critiche all’uso del referendum è che l’opzione SI/NO tra cui un cittadino deve scegliere, non riflette a volte la complessità della questione posta al voto.
Come risposta a questa obiezione, Benjamin Barber propose l’uso del ballottaggio con scelta multipla. Esso consiste nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 35 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<div><strong>Ballottaggio con Scelta Multipla</strong></div>
<p>Una delle critiche all’uso del referendum è che l’opzione SI/NO tra cui un cittadino deve scegliere, non riflette a volte la complessità della questione posta al voto.<br />
Come risposta a questa obiezione, Benjamin Barber propose l’uso del ballottaggio con scelta multipla. Esso consiste nel sostituire l’opzione SI/NO con le opzioni:</p>
<ul>
<li>SI in principio – fortemente a favore della proposta;</li>
<li>SI in principio – ma non una priorità urgente;</li>
<li>NO in principio – fortemente contro la proposta;</li>
<li>NO rispetto a questa formulazione – ma non contro la proposta in principio, suggerimento di riformulazione e rivotazione;</li>
<li>NO per ora – anche se non necessariamente contro in principio, suggerimento di affrontare la questione in futuro.</li>
</ul>
<p>Questa proposta formulata da Barber, non è mai finora stata messa in pratica.<br />
Per raggiungere un esito, le proposte dovrebbero essere contate in aggregato, ma le singole voci potrebbero dare una indicazione precisa di ciò che che vuole davvero la cittadinanza.</p>
<div><strong>Preferendum</strong></div>
<p>Anche il preferendum è una risposta all’obiezione della ristrettezza dell’opzione SI/NO.<br />
Ci sono varie versioni possibili di questo strumento. Quello &#8230;</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-35-referendum-innovativi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

