• Svizzera 29 novembre 2009: referendum su commercio internazionale d’armi, nuovi minareti e traffico aereo

    10 Novembre 2009 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    altra normale, ma eccezionale per noi italiani, prova di democrazia che ci viene dalla Svizzera. Il 29 novembre 2009 in uno dei consueti 3-4 appuntamenti referendari annuali, i cittadini svizzeri potranno esprimersi su 3 temi. Temi proposti dal parlamento, da un raggruppamento di associazioni, chiese e partiti e da un partito di estrema destra. E’ bello vedere che i referendum non sono un patrimonio di uno schieramento, ma di tutti i cittadini svizzeri.

    Il primo è una modifica alla costituzione, proposta dal parlamento svizzero, per permettere di dirottare parte delle imposte sui carburanti per coprire costi del traffico aereo. Sembra una cosa tecnica, e lo è, ma ogni modifica della costituzione svizzera deve essere sempre approvata dai cittadini tramite referendum, come in questo caso.

    Il secondo quesito, proposto da decine di organizzazioni pacifiste, partiti, associazioni e chiese, chiede il divieto di esportare materiale bellico fuori dalla Svizzera.Vedi www.materialebellico.ch

    Il terzo quesito, proposto da un partito di estrema destra il Partito del Popolo (SVP) chiede di impedire la costruzione di nuovi minareti oltre ai 4 già esistenti in territorio elvetico. Attenzione non chiede di impedire luoghi di culto, ci sono già circa 200 moschee, il 5% degli abitanti svizzeri è mussulmano, ma la costruzione dei minareti. Vedi il www.minareti.ch

    Per avere maggiori informazioni, materiali e sapere cosa consigliano di votare tutti i partiti, i sindacati, le associazioni economiche e quelle giovanili, basta andare qui.

    Trasparenza e completezza di informazioni straordinarie per noi italiani, a pochi km dal nostro confine. Ricordo che ovviamente i referendum in Svizzera (come in gran parte del mondo democratico, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Irlanda, USA) non hanno quorum.

    Quando anche noi?

    Ecco l’opuscolo informativo che è stato stampato in milioni di copie e che viene mandato a tutti i cittadini svizzeri. C’è l’opinione del comitato proponente, dei contrari, del governo e del parlamento e diventa una piacevole lettura e un sogno del futuro anche per noi italiani:

    Download Opuscolo informativo Votazioni Svizzera 29 -11-09

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    Gli Svizzeri dicono SI alla libera circolazione dei cittadini europei

    9 Febbraio 2009 // Nessun commento »

    voti svizzera ue

    voti svizzera ue

    di Paolo Michelotto

    l’esito del voto del Referendum con cui si chiedeva ai cittadini svizzeri se erano a favore oppure no a mantenere in vigore gli accordi per la libera circolazione dei cittadini europei, è stato forte: circa il 60% ha detto SI.

    A noi italiani rischia sfuggire la grandezza di questo fatto: il governo Svizzero aveva firmato gli accordi per la libera circolazione dei cittadini europei. E poi i cittadini svizzeri hanno potuto esprimersi su questo argomento. E così su tutto. Non è la democrazia perfetta, ma una democrazia che i cittadini apprezzano ed hanno fortemente voluto nella loro storia. L’ultima parola spetta sempre ai cittadini, i partiti sono solo degli attori importanti, ma non decisivi.

    Riporto un articolo della swissinfo.ch che spiega molto bene i fatti.

    9 febbraio 2009
    “Il popolo svizzero rimane coi piedi per terra”

    La stampa elvetica accoglie con un sospiro di sollievo il sì alla libera circolazione delle persone con l’UE. Contrariamente a quanto alcuni temevano, in questo periodo di crisi economica gli svizzeri non hanno avuto un riflesso di chiusura e di protezionismo.

    “Si temeva il peggio, invece tutto è andato per il meglio”: il commento del Journal de Jura è condiviso da buona parte della stampa svizzera all’indomani del sì della popolazione elvetica al rinnovo dell’accordo di libera circolazione con l’Unione Europea e alla sua estensione a Bulgaria e Romania.

    Il verdetto delle urne (quasi il 60% di sì) è stato molto più netto rispetto a quanto era emerso nei sondaggi. Secondo la Neue Zürcher Zeitung, questo risultato è da interpretare come “un no agli esperimenti”. (continua…)

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