• Appuntamento dopo il 15 agosto con riunione Skype per discutere legge per togliere quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    23 Luglio 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    sarò lontano dal blog alcune settimane.

    vacanza

    Per chi vuole nel frattempo pensare alle legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta, ci sono alcune possibilità:

    1. andare sul forum e leggere e commentare quanto scritto finora:

    http://quorum.forumattivo.it/

    2. considerare la nuova idea di fissare l’indennità dei parlamentari con un referendum:

    http://quorum.forumattivo.it/t98-art-69-indennita-dei-parlamentari-e-approvata-dal-popolo

    3. scrivere le date preferite per la prossima riunione su skype qui:

    http://doodle.com/fq8fsuq662rpnv2k

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    A Formigine (MO) incontro con il difensore civico per chiedere il regolamento per i referendum

    19 Luglio 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    giuseppe ferorelli difensore civico modena

    ho ricevuto un aggiornamento dagli amici di Formigine (MO). Hanno incontrato il difensore civico Giuseppe Ferorelli (nella foto). Ecco l’email di Rocco:

    Ciao Paolo,
    oggi come detto siamo andati dal Difensore Civico.
    L’incontro è stato diciamo più che altro un pro forma per ufficializzare e comunicare al Sindaco di Formigine che siamo decisi a raggiungere il nostro obiettivo.

    Nel pomeriggio il Difensore ci ha detto che avrebbe mandato una lettere di sollecito affinchè il Consiglio Comunale si attivi e metta in agenda il punto del “Regolamento per il Referendum”.

    Il punto è… ok lo metteranno senz’altro in agenda… ma come convincerli o attivarsi affinchè il “Regolamento” che definiranno NON sia come sempre volto ad auto tutelare il potere di chi governa i Comuni escludendo i Cittadini?.

    Grazie per il prezioso supporto.

    Allego bozza definitiva che proporremo a Formigine (e con le opportune modifiche nei comuni limitrofi).

    Se reputi che possa servire da esempio fanne pure l’uso che meglio credi.

    Rocco ed i ragazzi di Formigine

    Ecco il regolamento per i referendum proposto a Formigine:

    FORMIGINE – Bozza_Regolamento_Referendum Versione 2.0 20072011

    Questa la mia email di risposta:

    Il modo è il solito, trasformando questa vostra esigenza di 15 persone in esigenza di 5000 persone.

    Un percorso possibile è quello che avete già pensato di realizzare, ossia una iniziativa popolare, che chieda i referendum propositivi e abrogativi senza quorum e raccogliere molte firme, anche più del necessario.

    Contemporaneamente alla stessa iniziativa per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta, che porteremo avanti a livello nazionale.

    Postato in democrazia diretta, esempi virtuosi, quorum, referendum

    A Vicenza, la commissione che sta cambiano lo statuto sente il Comitato Più Democrazia e Partecipazione, che chiede quorum zero

    18 Luglio 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    oggi la commissione che sta modificando lo Statuto Comunale di Vicenza, ha sentito il Comitato Più Democrazia e Partecipazione. Questo comitato aveva promosso nel 2006 il referendum Più Democrazia in cui chiedeva di introdurre il ref. Propositivo e Abrogativo con quorum del 10% (inizialmente chiedeva quorum zero, ma il comitato dei garanti per approvare il quesito aveva “suggerito” di cambiare il testo in 10%).

    volantino-referendum21

    Annamaria Macripò, insieme ad altri del comitato che hanno partecipato alla riunione, ha letto il seguente testo che ben descrive perchè è necessario togliere il quorum e non innalzare troppo il numero delle firme.

    Qui lo metto sotto forma di documento allegato.

    Commissione_Statuto_report

    E qui per esteso. Il testo è molto bello e può essere sicuramente utile ad altri che stanno facendo un percorso simile in Italia.

    Relazione del Comitato Più Democrazia convocato dalla Commissione Statuto

    Vicenza, 18 luglio 2011

    Il Comitato Più Democrazia e Partecipazione ringrazia il Presidente e i membri della Commissione Statuto per questo incontro e si augura che possa essere il primo non di una lunga serie, perché chiaramente l’augurio principale è che il nuovo Statuto possa essere introdotto quanto prima, ma l’inizio di un confronto fra di noi e pubblico che porti i cittadini a conoscenza della bozza della nuova carta comunale vicentina in una forma condivisa e partecipata prima della sua approvazione definitiva.

    In quanto promotori del referendum comunale del 2006, abbiamo particolarmente a cuore le sorti dei nuovi strumenti di democrazia diretta che verranno introdotti nel nuovo Statuto e le caratteristiche che ne determineranno il reale utilizzo da parte della popolazione vicentina.

    Ricordiamo che il referendum del 2006 fu il primo referendum celebrato nella città di Vicenza e il primo in assoluto in Italia a richiedere dal basso strumenti di partecipazione più forti, quali il referendum propositivo e abrogativo. Da qui consegue il nostro impegno affinché sia rispettato il volere dei cittadini che si espressero a favore: 90,45% degli 11.701 vicentini che andarono a votare dissero sì all’introduzione del referendum propositivo, abrogativo e alla combinazione dei due con il 2% delle firme e il 10% di quorum. (continua…)

    Postato in democrazia diretta, esempi virtuosi, quorum, referendum

    A Concorezzo (MB) è stata presentata una mozione per togliere il quorum dai referendum comunali

    14 Luglio 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    Roberto Brambilla (consigliere di lista civica) mi ha inviato il testo esatto della mozione che lui ha presentato in Consiglio Comunale di Concorezzo (MB) il 25 maggio 2011. E che riporto qui in allegato e in esteso.

    È stata scritta in collaborazione con Dario Rinco ed è un buon esempio anche per altri comuni italiani. Era stata anche inserita nel libro “Vivere meglio con Più Democrazia” che si può scaricare qui.

    Finora non è stata minimamente presa in esame dal consiglio comunale, per cui Roberto sta pensando di percorrere altre strade, visto che il Regolamento sui Referendum manca da 10 anni e si potrebbe configurare il reato di Omissione d’Atti d’Ufficio. Ma mi aggiornerà presto sulle decisioni prese. Tra le altre cose sostiene con forza l’idea di fare una legge di iniziativa popolare nazionale per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta e non esclude di portare avanti una iniziativa analoga a livello locale nel suo comune, contemporaneamente.

    2011-02 Bozza regolamento referendum Concorezzo vers 4

    Proposta di modifica dello statuto comunale Concorezzo vers. 1.0

    Ecco i testi estesi:

    Proposta di cambiamento dello statuto comunale agg. 20 maggio 2011 (continua…)

    Postato in democrazia diretta, quorum, referendum, revoca degli eletti

    A Formigine (MO) e altri comuni modenesi si cominciano a muovere per togliere il quorum

    12 Luglio 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    gli amici di M5S di Formigine e di Castelvetro e di Fiorano si stanno attivando per capire come poter togliere il quorum dai referendum comunali delle loro città. Il martedì 19 luglio hanno appuntamento con il Difensore Civico provinciale per capire come stanno esattamente le cose e come poter attivarsi.

    castelvetro

    Ecco l’email inviata da Michele di Formigine (MO), che pubblico anche qui, perchè è un esempio che qualcosa si sta muovendo e che qualcosa si può fare.

    hola!

    allora mercoledi 20 ci incontriamo a Magreta per fare il punto della situazione:

    oltre a Formigine sembra che anche Castelvetro sia nella stessa situazione. mail da castelvetro:
    anche a castelvetro c’e’ un buco in quanto nello statuto si rimanda ad un fantomatico regolamento di attuazione che pero’ non trovo da nessuna parte . in settimana telefono all’urp e vedo se hanno dimenticato di caricarlo sul sito oppure si tratta di un regolamento fantasma. monica

    Inoltre mi è arrivata questa mail da Fiorano:

      a fiorano il referendum previsto è quello consultivo.
      per le proposte popolari di delibera consigliare, secondo lo statuto, devon essere “presentate da almeno 75 elettori”
      e invece secondo l’apposito regolamento sulla partecipazione, “da almeno 50 residenti, cittadini e non”
      !! incredibile discordanza.

    insomma un GRAN casino.!!
    inoltre martedi 19 abbiamo preso appuntamento come avevi suggerito con il difensore civico provinciale.

    Ci riaggiorniamo il 20….
    ciaoo
    michele

    Postato in democrazia diretta, esempi virtuosi, quorum, referendum

    a Formigine (MO) non c’è il regolamento attuativo del referendum: che fare?

    7 Luglio 2011 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    visto che la mancanza di un regolamento dei referendum non è rara in Italia, ne parlo qui sul blog anzichè con una risposta individuale. Sperando che serva ad altri in Italia.

    castello formigine

    Rocco mi ha scritto questa email:

    Ciao Paolo, sono Rocco,

    ti scrivo da Formigine per metterti al corrente di questa situazione e per ricevere se possibile un po’ di supporto tecnico.

    Allego lo statuto del nostro Comune – CLICCA QUI

    In breve, a Formigine, nello Statuto Comunale non è previsto il Referendum Popolare

    Nello statuto comunale di Formigine, l’unico riferimento al referendum comunale è questo:
    “Art. 10 Referendum Il Sindaco indice referendum consultivi, propositivi, abrogativi con le modalità ed i criteri fissati nel regolamento per i referendum.”

    Ma rimane un mistero a quale “regolamento per i referendum” si faccia riferimento, dato che non è citato in nessun’altra parte dello statuto.

    In poche parole non si sa quante firme devono raccogliere i cittadini per proporre un referendum, e non si sa quant’è il quorum.

    Probabilmente al momento della stesura dello statuto non è stato previsto che un giorno qualche cittadino si sarebbe posto il problema. Infatti, ad eccezione di quella generica frase, le modalità del referendum non sono menzionate.

    Come lista civica Formigine 5 stelle, chiediamo che venga al più presto inserita una modifica nello statuto comunale, che indichi un numero congruo di firme da raccogliere per indire un referendum popolare (ad esempio il 5% degli aventi diritto al voto ?), ed essendo inoltre a favore dell’abolizione del quorum, che venga esplicitata la sua assenza.

    Come consigli di muoverci?

    Secondo te ci sono gli estremi per una Denuncia del nostro Comune alla Magistratura?

    Restiamo in attesa di tuo riscontro.

    Grazie per il supporto tecnico.

    Rocco


    Ecco la mia risposta, che vale anche per gli altri comuni:

    1. nello statuto si parla di referendum, ma poi si rimanda al regolamento attuativo. Quindi prima di tutto bisogna cercare il regolamento. Questo comincia già ad essere un problema, perchè il nome spesso cambia. Può essere “Regolamento degli Istituti di Partecipazione” come a Vicenza, “Regolamento per l’esercizio dei diritti di informazione e di partecipazione” come a Rovereto (TN) etc. Quasi mai si chiamano “Regolamento dei referendum”, sarebbe stato troppo semplice. Quindi il consiglio è di entrare nel sito del proprio comune, cercare la parola “Regolamento” e leggersi i titoli delle decine di regolamenti finchè si trova qualcosa che potrebbe avere attinenza, e poi aprirlo. Nel caso del comune di Formigine detto regolamento esiste e si chiama “REGOLAMENTO PER LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA DEI CITTADINI ALLA ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA” e si trova qui

    2. Torniamo al caso specifico di Formigine. Questo regolamento cita i referendum nell’art. 1 titolo IV e dice:

    ART. 1 – La partecipazione all’attività amministrativa

    1. In attuazione dei principi stabiliti dall’art. 1 dello Statuto Comunale, la partecipazione dei cittadini in forma singola o associata all’attività amministrativa, si realizza attraverso le Istanze, le Petizioni, le Proposte di Deliberazione, la Consultazione Popolare, il Referendum, le Consulte.

    ma poi , non c’è nessun altro articolo che parli di referendum. Ma solo le Istanze, le Petizioni, le Proposte di Deliberazione, la Consultazione Popolare.

    3. Altra informazione importante, il regolamento è stato approvato il 09/07/1996 con le ultime modifiche del 3/11/2004. Lo statuto invece è stato approvato il 25/10/2000 con varie modifiche, l’ultima delle quali introdotta nel 2008, ma che non riguardano i referendum.

    Questo significa che lo statuto parla di referendum dal 2000, il regolamento è stato modifcato l’ultima volta nel 2004 e sa che il referendum esiste ma non lo regolamenta. Questo può significare incapacità, negligenza o addirittura una omissione d’atti d’ufficio. Come affermato da Donata Borgonovo Re ex-difensore civico di Trento e docente di diritto amministrativo all’Un.Trento,  rispondendo a una domanda specifica. Dopo 11 anni dalla promulgazione dello statuto, non può mancare il regolamento attuativo di un articolo che nello Statuto è scritto espressamente che lo richiede.

    http://www.cittadinirovereto.it/diario/donata-borgonovo-re-e-le-grosse-lacune-dello-strumento-di-iniziativa-popolare/

    4. a questo punto io seguirei questi passi uno dopo l’altro dal più semplice al più grave.

    a. chiederei appuntamento con il difensore civico della mia città per discutere della cosa e sapere cosa può fare lui.

    b. subito dopo, manderei una lettera a tutti i media della mia città e a tutti gli amministratori (consiglieri, assessori, sindaco) informandoli della grave inadempienza e della possibile denuncia per omissione di atti d’ufficio, per non aver realizzato il regolamento dei referendum dal 2000.

    c. comincerei ad usare tutti gli strumenti di democrazia diretta attualmente elencati nel regolamento e in particolare nel caso di Formigine la proposta di deliberazione e la consultazione popolare. In particolare nella proposta di deliberazione, proporrei un regolamento scritto a favore dei cittadini, che non preveda il quorum, come per esempio quello proposto dal consigliere di una lista civica Roberto Brambilla di Concorezzo (MI) e presente in dettaglio nel libro “Vivere meglio con più democrazia” a pag. 142

    d. visto che stiamo iniziando un percorso nazionale di legge di iniziativa popolare per togliere il quorum, farei la raccolta firme nazionale e comunale contemporaneamente per ottimizzare i tempi e le energie e ottenere risultati migliori e avere più ampia risonanza tra i cittadini. Se la consapevolezza non si diffonde, il percorso sarà molto più difficile. Formigine ad esempio potrebbe essere la 16^ città dove avviene la raccolta firme. La stessa cosa (raccolta firma contemporanea locale e nazionale) stiamo pensando di fare a Rovereto (TN), Trento, Sesto San Giovanni (MI).

    e. alla fine di tutto il processo se ancora non si arrivasse all’esito, procederei alla presentazione di un esposto alla magistratura, per omissione di atti d’ufficio. Poi saranno loro a indagare e a vedere se ci sono gli estremi per procedere.


    Postato in democrazia diretta, quorum, referendum

    Aggiornamenti su riunione skype, proposta di legge, nuove adesioni, bozza 003

    2 Luglio 2011 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    primi passi verso la legge

    1. la maggioranza dei votanti (12 su 14) ha scelto di incontrarsi per la riunione skype martedì 5 luglio ore 21. Sarà Dario a chiamare tutti. IMPORTANTE lasciare il proprio recapito skype come commento qui: http://doodle.com/ni3h43xuw48fsket altrimenti Dario non potrà contattare.

    2. Dario chiede di collegarsi 5 minuti prima per risolvere eventuali problemi di connessione. Quindi alle 20,55 di martedì 5 luglio, dobbiamo attivare skype così Dario ci manda la chiamata

    3. Dario ha scoperto che possiamo arrivare a 25 persone con una riunione skype. Per ora gli iscritti alla riunione siamo 12. Quindi altri si possono aggiungere.

    4. Ho creato una sezione sul forum chiamata “fase 4: dalle idee al testo finale”. In cui possiamo mettere le nostre idee.

    5. Comincio io mettendo la bozza 003 della proposta di legge, che non è altro che la 002 in cui sono state inserite le osservazioni e le correzioni di Dario, fatte la settimana scorsa. Se ci va possiamo usarla come punto di partenza iniziale.

    6. l’amico Fulvio Rebesani di Vicenza, laurea in giurisprudenza e impegno sociale, politico e nei sindacati durato una vita, ha mandato un documento molto interessante con le sue valutazioni sulla proposta. Che allego qui PROP LEX INIX POOP VI 011 e metto anche sul forum qui. E’ da leggere con attenzione e da non sottovalutare. Da usare come critica costruttiva per realizzare una proposta migliore.

    7. sono 15 per ora le città dove qualcuno, singolo, gruppo, associazione o movimento o partito ha deciso di dare una mano a raccogliere le firme. Le ultime che si sono aggiunte sono Lecce e Mantova. E non c’è ancora un testo…

    8. questa è la bozza 003, da cui se vorremo possiamo partire con la discussione. E’ derivata dalla bozza 002 con aggiunte le correzioni e le osservazioni fatte da Dario la settimana scorsa. modifica_costituzionale 03 Le correzioni fatte rispetto alla 002 sono in colore blu.

    9. ho inserito nel forum anche alcuni articoli della costituzione della Repubblica Svizzera, riguardanti la democrazia diretta in quel paese, che sono molto interessanti per formulazione e chiarezza.

    http://quorum.forumattivo.it/t76-articoli-della-costituzione-svizzera-riguardanti-gli-strumenti-di-democrazia-diretta-come-esempio-per-noi#198

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Riunione skype aperta a tutti per discutere il testo della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    30 Giugno 2011 // 6 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    nei giorni scorsi abbiamo proposto e votato le idee da inserire nella legge. Ora bisogna scrivere il testo della legge. Oggi Dario propone di realizzare una riunione skype per cominciare a discutere sul testo della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Lui ha scritto che occorrono 60 secondi. Io ho impiegato 15 secondi per aprire il link di doodle, scrivere il mio nome e votare. La riunione è aperta a tutti, Dario ha una connessione internet veloce per cui dovremmo riuscire a collegarci e parlare anche più di 10 persone.

    skype

    Ha scritto questo post nel forum:

    http://quorum.forumattivo.it/t67-proposta-di-partire-dalla-bozza-02-che-si-basava-sulla-proposta-peterlini#187

    Visto che avevo proposto modifiche alla bozza 02 alle quali non ho letto nessuna controindicazione, direi che potrebbe essere utile parlarci magari su skype per velocizzare il modo di procedere.
    Propongo, a tutti quelli che lo vogliono, di utilizzare questo link http://doodle.com/ni3h43xuw48fsket
    per confermare la presenza alla riunione skype (o altro programma). Doodle non richiede iscrizioni e dunque bastano 60 secondi per iscriversi alla riunione e si può sempre modificare la propria scelta. E’ una prima riunione e si sono scelti, per adesso, solo 2 giorni (venerdì 1/07 e martedì 5/7). In base a ciò che emergerà saremo in grado di definire magari meglio un’eventuale altra riunione entro il 9/7.
    Per poter partecipare si deve ovviamente aver installato skype sul proprio PC e avere un microfono per poter dialogare con altri.

    E’ necessario comunicare il proprio “contatto skype” per dar modo, a chi organizza, di creare un apposito “gruppo di discussione”.

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, revoca degli eletti

    Portare il quorum al 30 % o al 20% è comunque dannoso per la democrazia: ecco la prova

    // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    alcuni neoeletti consiglieri del M5S del piemonte chiedono suggerimenti per iniziative per migliorare gli strumenti di democrazia diretta nei loro comuni. In particolare in un comune dove si sta discutendo di portare il quorum al 30%. Sarebbe un miglioramento? No, il quorum è comunque dannoso e ce lo mostra l’esperienza della Baviera. I comuni con il quorum al 20% hanno il 40% dei referendum invalidati. Ossia quasi 1 referendum su 2 viene invalidato anche con il quorum al 20%.

    E la spiegazione è facile. I referendum attirano in tutto il mondo una affluenza di votanti inferiore a quella delle elezioni dei rappresentanti. Infatti si vota su un solo tema su cui ha fatto campagna uno sparuto gruppo di cittadini, mentre nelle elezioni si votano centinaia di candidati ognuno dei quali spende capitali, tempo ed energie per farsi eleggere.

    Basta che in presenza del quorum del 20% lo schieramento del NO faccia appello all’astensione per avere una forte probabilità di vincere facile, facendo invalidare il risultato. 4 volte su 10 questo giochetto funziona in Baviera agli schieramenti del NO. E vincono facile risparmiando tempo, energie e i soldi della campagna del NO. Semplicemente dicono ai loro sostenitori “State a casa!”.

    Ecco altre considerazioni:

    1. è bene chiedere di togliere completamente il quorum, ossia di portarlo al 0%.

    Il 30% è un valore troppo alto e per esempio il referendum di Vicenza del 2006 (affluenza 13%), i referendum di Rovereto del 2009 (affluenza 15%) e i referendum di Gorizia del 2011 (affluenza 25%) sarebbero comunque stati invalidati.

    Generalmente nel mondo il quorum c’è ed è del 50% oppure non c’è ed è 0%.

    Ma c’è un caso molto interessante, quello della Baviera, uno dei Laender più grandi, ricchi e importanti della Germania, dove i referendum comunali hanno dal 1999 un quorum che in apparenza è basso, ossia del 10 -15 – 20% a seconda della grandezza della città.

    E cosa succede quando c’è questo quorum?

    Riporto qui il paragrafo “Effetti del quorum” tratto dal cap. 7 “La Democrazia Diretta in Baviera” del libro “Democrazia dei Cittadini” scaricabile gratuitamente qui:
    http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37

    Effetti del quorum
    Dal 1999, per effetto di una sentenza della Corte Costituzionale Bavarese, è stato introdotto il quorum, il cui valore dipende dalla grandezza della città.

    fino a 50.000 abitanti il quorum è del 20%;
    dai 50.001 ai 100.000 abitanti, il quorum è del 15%;
    sopra i 100.001 abitanti, il quorum è del 10%.

    I quorum non esistono in Svizzera e negli USA, dove c’è una lunga tradizione di democrazia diretta. Il coinvolgimento politico dei cittadini non dovrebbe essere reso più difficile con l’imposizione del quorum. Lo scopo delle procedure di democrazia diretta, dovrebbe essere quello di incoraggiare i cittadini ad essere parte attiva nelle decisioni.
    Il 15,9% dei referendum bavaresi viene annullato per mancato raggiungimento del quorum.
    Se si guardano i risultati in base della grandezza della città, si vede che nelle città piccole fino a 5000 abitanti, i referendum che non raggiungono il quorum (20%) sono solo il 5,5%. Nelle città da 10.000 a 50.000 abitanti (quorum 20%) invece, il 40,5% dei referendum vengono invalidati. Nelle città da 50.000 a 100.000 abitanti la percentuale scende al 23,5% e nelle città sopra i 100.000 abitanti la percentuale scende ancora al 20%.
    Quindi la situazione è particolarmente pesante nelle città medie piccole (10.000 – 50.000 abitanti), dove il 40,5 % dei referendum vengono invalidati.

    2. Nel libro “Vivere meglio con più democrazia” scaricabile gratuitamente qui:
    http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50

    a pag. 137, si trova l’esempio del comune di Concorezzo (MI), dove il consigliere di una lista civica di minoranza, Roberto Brambilla, ha fatto una mozione per chiedere di introdurre il referendum propositivo e abrogativo senza quorum nello statuto ed ha pure proposto il regolamento attuativo per i referendum.

    3. qui c’è l’esempio di quello che ha fatto Stefania Garuti, eletta con M5S a Bomporto (MO). Ha chiesto di togliere il quorum con una mozione.

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/23/mozione-per-abolire-il-quorum-nel-comune-di-bomporto-mo-cons-stefania-garuti-m5s/

    4. sono disponibile per ulteriori approfondimenti. Se inoltre farete qualche mozione riguardante la democrazia diretta nei vostri comuni, mandatemi un link, che lo riporto anche nel mio blog, come esempio da studiare e da seguire per altri in Italia.

    Postato in democrazia diretta, democrazia diretta germania, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum

    i risultati della votazione alle ore 6 del 29 giugno 2011 sulle idee da inserire nella proposta di legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    29 Giugno 2011 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    per limiti biologici ho fotografato i risultati delle votazioni delle proposte da inserire nella legge di iniziativa popolare alle ore 6 del 29 giugno 2011. Ed ho creato questa immagine definitiva, dove ho messo in ordine di voto SI le varie proposte. (Clicca sull’immagine per vederla più grande.)

    proposte dd più votate

    Ora dobbiamo proseguire e trasformare queste idee in testo di legge. Che metodo usiamo?

    Visto che commentare qui poi si perde quando il post diventa vecchio, idem su FB, ho aperto una apposita sezione del forum dove ognuno può suggerire la strada da percorrere.

    http://quorum.forumattivo.it/f10-abbiamo-votato-ora-come-proseguiamo-nello-scrivere-la-legge

    Le norme a cui dobbiamo sottostare sono: l’art. 71 della costituzione e la legge ordinaria 352/70.

    Art. 71 Costituzione

    Art. 71. L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

    Testo della Legge 25/05/70 n° 352 Riguardanti la iniziativa del popolo nella formazione delle leggi:

    TITOLO IV

    Iniziativa del popolo nella formazione delle leggi

    48. La proposta, da parte di almeno 50 mila elettori, dei progetti di legge ai sensi dell’articolo 71, comma secondo, della Costituzione, deve essere presentata, corredata delle firme degli elettori proponenti, al Presidente di una delle due Camere. Spetta a tale Camera provvedere alla verifica ed al computo delle firme dei richiedenti al fine di accertare la regolarità della richiesta.Possono essere proponenti i cittadini iscritti nelle liste elettorali, previste dal testo unico 20 marzo 1967, n. 223, e coloro che siano muniti di una delle sentenze di cui al primo ed all’ultimo comma dell’articolo 45 del testo anzidetto.

    ————————

    49. La proposta deve contenere il progetto redatto in articoli, accompagnato da una relazione che ne illustri le finalità e le norme. Si applicano, per ciò che riguarda le firme dei proponenti, la loro autenticazione e i certificati da allegare alla proposta, le disposizioni degli articoli 7 e 8. I fogli recanti le firme debbono riprodurre a stampa il testo del progetto ed essere vidimati secondo il disposto dell’articolo 7. Non sono validi i fogli che siano stati vidimati oltre sei mesi prima della presentazione della proposta. Se il testo del progetto supera le tre facciate di ogni foglio, esso va contenuto in un foglio unito a quello contenente le firme, in modo che non possa essere distaccato, e da vidimarsi contemporaneamente a quello.

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Ultime ore per proporre e votare le idee da inserire nella legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    28 Giugno 2011 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    ultimi minuti

    stanotte 28 giugno 2011, alle ore 24, terminerà la possibilità che tutti abbiamo di proporre idee e di votare quelle degli altri, da introdurre nella legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.

    Inoltre puoi proporre di aiutare nella tua città qui:

    http://quorum.forumattivo.it/f3-io-mi-impegnero-in-questa-citta

    Già in 10 città di saranno persone o gruppi che hanno offerto il loro sostegno.

    Poi cominceremo a dibattere sul testo con cui queste idee verranno formulate.

    Qui puoi votare le proposte:

    http://quorum.forumattivo.it/f9-quali-temi-introdurre-nella-legge-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta

    Basta iscriversi al forum (tempo 1 minuto).

    Qui è spiegato passo passo come fare:

    http://quorum.forumattivo.it/t16-come-registrarsi-ed-iniziare

    L’idea finale è quella di procedere contemporaneamente ognuno nella propria città con la raccolta firme per la legge nazionale per togliere il quorum  e per una iniziativa popolare che chieda di togliere il quorum nel proprio comune. Quindi contemporaneamente livello locale e livello nazionale. Sarà una scelta libera, che ogni gruppo farà in libertà, per ottimizzare i tempi e le fatiche. Già almeno in 3 città faremo così: a Rovereto (TN) a Trento e a Sesto San Giovanni (MI).

    Federico Bonollo del M5S di Jesolo propone addirittura di procedere anche con il livello regionale (Veneto).

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Proponiamo e votiamo le idee da inserire nella proposta di legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    24 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    votare legge togliere quorum

    gli organizzatori della Settimana della Democrazia Diretta, hanno fatto 2 riunioni skype il 22 e il 23 giugno e tra le altre cose abbiamo pensato:

    1. visto che stiamo parlando di una legge sulla democrazia diretta, prima cosa è chiedere a tutti gli interessati (unico vincolo iscriversi a questo forum, ma è gratis e libero a tutti) se vogliono proporre cosa introdurre nella legge e soprattutto votare cosa si vorrebbe che questa legge contenesse. E questo avverrà fino al 28 giugno 2011. Dopo questa data non sarà più possibile votare.
    La votazione è permessa solo a chi è iscritto al forum (chi non lo è può farlo in 1 minuto cliccando il pulsante “CONNESSIONE” sul menu orizzontale in alto a destra), si può fare una votazione multipla, e si può anche cambiare idea in un secondo momento e votare diversamente.

    Questa la sezione per proporre e votare le idee da introdurre nella legge:

    http://quorum.forumattivo.it/f9-quali-temi-introdurre-nella-legge-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta

    Leggi, proponi e vota anche TU!

    2. sulla base di quanto uscirà il 28 giugno, cominceremo a discutere il testo da introdurre nella iniziativa di legge, proposta per proposta. L’ideale per noi è arrivare a una stesura condivisa entro il 15 luglio. Sembra un lavoro complessissimo, ma per fortuna abbiamo la proposta Peterlini che langue in senato dal 2009, che molti di noi pensano sarà un’ottima ossatura della nuova iniziativa di legge.

    3. stiamo cercando qualche sistema per poter realizzare riunioni telefoniche con più persone (ossia con quanti vogliono contribuire con la discussione). Chi ha suggerimenti li condivida, grazie!

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Si può fare la legge di iniziativa popolare sulla costituzione: ci sono almeno tre precedenti

    22 Giugno 2011 // 9 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    da un paio di settimane stavo cercando di sciogliere questa Spada di Damocle che stava alla base dell’idea di fare una legge di iniziativa popolare per cambiare la costituzione. Si può fare in base alla attuale legge ossia la 352 del 1970 che regolamenta il referendum e l’iniziativa popolare?

    gastronomia_in_provincia_di_bergamo

    C’erano pareri a favore come quello dell’esperto Bettinelli:

    Il Bettinelli fa notare che il comitato promotore di un’iniziativa popolare potrebbe, in effetti, avvalersi della competenza di esperti di prim’ordine, come gli altri titolari del potere d’iniziativa. Per le stesse ragioni (e sottolineando ancor di più il principio della spettanza della sovranità al popolo) i cittadini possono con l’iniziativa legislativa dare inizio anche al procedimento di revisione costituzionale. Nella Costituzione, infatti, non esiste alcun limite formale e sostanziale in tal senso. La relazione della I Commissione permanente della Camera dei Deputati (Affari costituzionali) presentata in Assemblea dall’On. Riccio, onde illustrare il disegno di legge (ora approvato come legge 352/70) affermava espressamente che con l’iniziativa popolare è possibile “dare inizio al procedimento di revisione costituzionale“.(20)

    _________

    (20) Bettinelli, Note sull’iniziativa legislativa, op. cit. , pag. 618

    Questa è la fonte: http://iniziativaleg.altervista.org/iniziativa-popolare/04_questioni.htm

    Altri mi avevano detto di no, che la Costituzione può essere cambiata solo con la procedura spiegata nell’art. 138 della Costituzione stessa, ossia dal Parlamento.

    Finalmente cercando tra le innumerevoli proposte di iniziativa popolare presentate nel passato nel nostro parlamento ho trovato almeno tre precedenti che confermano il Bettinelli, ossia: si può usare la legge di iniziativa popolare anche quando ci si propone di cambiare la Costituzione.

    Ecco le proposte:

    Modifiche alla Parte II, Titolo V, della Costituzione in materia di autonomie provinciali e locali. Attribuzione alla provincia di Treviso dello statuto d’ autonomia provinciale

    Che si trova qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=7732

    E quest’altra:

    Modifica al Titolo V della Costituzione in materia di autonomie provinciali e locali. Attribuzione alla provincia di Bergamo e ad altre provincie dello statuto d’ autonomia provinciale

    Che si trova qui: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00007734.pdf

    Altra proposta di legge di iniziativa popolare era quella che chiedeva di creare il parlamento della padania:

    Referendum costituente per l’istituzione del Parlamento della Padania
    14 marzo 2000: Presentato alla Camera
    6 aprile 2000: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

    http://www.senato.it/leg/13/BGT/Schede/Ddliter/testi/11804_testi.htm

    Che si trova qui: http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk7000/articola/6858.htm

    Quindi grazie alla richiesta di trasformare Treviso e Bergamo in provincie autonome e di creare la padania (probabilmente fatte da chi ora ci governa), abbiamo la conferma che la legge di iniziativa popolare per le modifiche costituzionali si può fare.

    E il primo scoglio, e che scoglio, è stato superato con un balzo gigante…

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Anche l’Espresso parla di referendum senza quorum e della revoca

    // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    grazie alla segnalazione di Pino Strano, riporto l’articolo scritto da Michele Ainis su L’Espresso che parla tra le altre cose dell’idea di togliere il quorum dai referendum e della revoca.

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-adesso-via-il-porcellum/2154071/8

    E adesso via il Porcellum

    di Michele Ainis


    Dopo i referendum, è la prossima tappa del risveglio civile italiano: basta con i parlamentari nominati dall’alto, cambiamo la legge elettorale per una democrazia veramente rappresentativa

    (20 giugno 2011)

    Una lunga notte di vigilia, poi l’alba illuminata da 4 referendum. E’ un risveglio collettivo che ha spinto 27 milioni di italiani ad affollare i seggi elettorali, dopo 16 anni, dopo 24 consultazioni popolari senza quorum. E immediatamente è cominciato il conto dei ricavi e delle perdite nella Ragioneria generale dei partiti. Errore: i partiti hanno perso in blocco, quelli di destra ma anche quelli di sinistra. Solo l’Italia dei valori (che ha promosso i quesiti sul nucleare e sul legittimo impedimento) avrebbe il diritto di cantar vittoria, però Di Pietro ha avuto il buon senso di tacere Perché c’è un segno antipartitico in questo voto popolare, c’è una domanda di ricambio, la stessa che un paio di settimane prima aveva consegnato le città italiane a una pattuglia di outsider, fuori o contro le segreterie politiche.

    Ma soprattutto c’è una nuova voglia di decidere, senza filtri, senza mediazioni, senza delegare alcuna scelta ai mandarini di partito. E’ un’energia politica, quella che circola nel corpaccione della società italiana da troppo tempo in sonno. Il referendum si è limitato a intercettarla. La domanda è: come farne uso? Giacché senza canali di comunicazione fra i cittadini e la Repubblica questa energia politica si convertirà in antipolitica, in un serbatoio di malumori e di rancori.

    Nessun sistema democratico può procedere spedito quando è zoppo d’ambedue le gambe; e alla democrazia italiana serve con urgenza un ortopedico. E’ zoppa la democrazia rappresentativa, perché il Porcellum ha reciso ogni contatto fra eletti ed elettori, togliendo autorità e prestigio al Parlamento. E’ zoppa la democrazia diretta, perché i costituenti ne diffidavano, temevano derive populiste, avendo già sperimentato un populista al comando per vent’anni. E c’è viceversa uno strapotere dei partiti, benché la Costituzione (art. 49) li autorizzi a “concorrere” alla politica nazionale, senza monopoli da esercitare in solitudine.

    Dunque è da lì che dovremmo cominciare, da una legge sui partiti quale esiste in Germania come in Spagna, e quale fu reclamata invano da Mortati in Assemblea costituente. Per garantirne la democrazia all’interno, per porre un argine alla ferrea regola della cooptazione. O magari per asciugarne il finanziamento pubblico, insieme al privilegio di cui godono i partiti già ospitati in Parlamento: niente firme d’elettori in calce alle candidature. I nuovi partiti devono raccoglierne viceversa fino a 4.500 per circoscrizione, ed è una bella montagna da scalare. C’è poi da potenziare gli istituti di democrazia diretta, ed è forse questa la cura istituzionale più impellente. Come? Abbattendo il quorum del referendum abrogativo: stavolta l’abbiamo scavalcato, ma le campane non suoneranno sempre a festa. Affiancandovi il referendum propositivo, già previsto dalla Costituzione di Weimar del 1919, per consentire agli elettori d’esprimersi su un testo normativo forgiato dai medesimi elettori. O aggiungendovi uno strumento che discende dall’ostracismo in uso nella democrazia ateniese come antidoto ai tiranni, e che alberga in Svizzera dal 1846, negli Stati Uniti dal 1903.

    Questo strumento si chiama Recall, e consiste nella revoca degli eletti immeritevoli: se tradiscono il patto stipulato con i propri elettori, gli elettori stessi possono reciderne il mandato con un voto. Magari Scilipoti non sarà d’accordo, ma gli italiani accetterebbero il regalo di buon grado. Il guaio è che la lista dei nostri desideri sbatte contro il paradosso di Ernst Fraenkel: quando i riformatori coincidono con i riformati, ben difficilmente la riforma vedrà poi la luce.

    E’ lo stesso ostacolo che si mette per traverso al cambiamento della legge elettorale, la più impopolare fra le leggi italiane. Ma questo referendum ci ha informato che l’ostacolo non è del tutto insormontabile. Potrà superarlo una nuova forza politica (o anche vecchia, perché no?), se metterà in agenda riforme di sistema. Potrà provvedervi un altro referendum, come quello annunciato da Stefano Passigli sul Porcellum. E forse sarà proprio la democrazia diretta a curare i mali della democrazia indiretta.

    michele.ainis@uniroma3.it

    Con il gruppo di Rovereto, su suggerimento di Paolo Fabris, avevamo invitato il prof. Michele Ainis nel 2008 a una serata sulla democrazia.


    http://www.cittadinirovereto.it/discussione/index.php?topic=801.0

    e poi alla fine del 2008 gli avevo mandato una copia del mio libro Democrazia dei Cittadini

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/10/michele-ainis-su-la-democrazia-dei-cittadini/

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, revoca degli eletti

    Alcune novità e seconda bozza della legge

    21 Giugno 2011 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    02

    mercoledì 22 giugno il gruppo di persone che aveva promosso la Settimana della Democrazia Diretta, si incontrerà in una riunione online per discutere della proposta e dei percorsi da attuare, nel frattempo nel forum sono emerse alcune criticità nella bozza di legge 01. Mancavano indicazione dei tempi e del numero di firme necessarie. Che ora ho aggiunto, basandomi sull’esperienza svizzera (2% per iniziativa e 1% per referendum confermativo e 18 mesi per raccolta firme). La bozza 02, questa seconda versione è ancora in gran parte basata sulla proposta Peterlini, ma ampiamente modificata (e ancora ampiamente modificabile e migliorabile). Inoltre per la revoca ho introdotto le cifre utilizzate in California (12 % firme dei votanti alle ultime elezioni) e la revoca del Governo su esempio del Cantone Ticino.

    Ecco la bozza 02: modifica_costituzionale 02 da aprire con OpenOffice per vedere le distinzioni in colori e in testo barrato.

    Hanno deciso di dare una mano SEL di Vicenza, Movimento 5 Stelle Trentino, Movimento 5 Stelle Vicenza, Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza, Più Democrazia di Sesto San Giovanni e AnaGrilli di La Spezia. Se anche tu o il tuo gruppo volete aiutare nella vostra città potete scriverlo sul forum qui: http://quorum.forumattivo.it/f3-io-mi-impegnero-in-questa-citta

    Una novità è che il Movimento 5 Stelle nazionale non inizierà la raccolta firme per il referendum per togliere i rimborsi elettorali ai partiti, ma probabilmente lo farà IDV.

    Alcuni M5S del Veronese vogliono iniziare iniziative popolari locali per introdurre gli strumenti di democrazia diretta. Ottima occasione per cogliere 2 risultati con la stessa fatica. Ossia tutti i gruppi locali, se vogliono, raccolgono le firme sia per le iniziative popolari locali (per togliere il quorum nel loro comune) e insieme per la iniziativa di legge nazionale per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Qualche aggiornamento su Legge di Iniziativa Popolare per Togliere il Quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    19 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    poltronissima

    si comincia a discutere della proposta. Probabilmente mercoledì i promotori della Settimana della Democrazia Diretta si ritroveranno in una riunione online per discutere l’idea insieme e sulla fattibilità giuridica e se d’accordo per portare avanti questa idea tutti insieme.

    G.Riccardo Leone del Movimento 5 Stelle di Padova (alla fino ho sceperto che era stato lui a raccontare l’idea a un giornalista de Il Fatto Quoridiano) mi ha mandato un file in formato rtf dove ha sistemato meglio la bozza di legge proposta, invece che suddividerla in tre colonne, ha scritto in testo nero gli articoli costituzionali, in testo rosso le parti nuove e in testo nero barrato le parti che vengono cancellate. Aprendo questo file per esempio con OpenOffice si ha una visione d’insieme molto buona della proposta di legge.

    È questo:

    modifica_costituzionale

    Infine mi sono accorto che la parte che avevo aggiunto, riguardante la Revoca, presa su esempio della Costituzione del Venezuela, non va bene perchè introduce un quorum del 25% dei votanti (e il quorum distrugge la democrazia) e poi perchè in Venezuela il presidente è eletto, mentre in Italia no. Quindi con quella formulazione si potrebbe revocare un sindaco, ma non ad esempio il presidente del consiglio. Bisogna quindi prendere in prestito le formulazioni usate nei Cantoni svizzeri (per esempio il Canton Ticino), che prevedono appunto la revoca di governo. Da domani cerco materiale.

    Chi vuole aiutare nella propria città lo scriva qui. Più siamo e più veloce procederà il percorso:

    http://quorum.forumattivo.it

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, revoca degli eletti

    Annamaria Macripò di Vicenza, parla di democrazia diretta in TV

    17 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    ecco il bell’intervento in tv locale di Annamaria Macripò, la coordinatrice del comitato Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza. È interessante quello che dice e la pacatezza con cui lo dice. E questo viene da una cittadina appassionata di democrazia che si impegna su questo tema dal 2003. Dopo il video, come paragone, leggi quanto scrive il terrorizzato presidente del Consiglio Comunale di Vicenza all’idea di togliere il quorum e la consiguenza perdita di potere da parte dell’elite politica di cui fa parte. E infine la bella risposta di Annamaria. Buona visione e buona lettura. Sono 10 minuti ben spesi dove si vede il punto di vista del cittadino che pensa la bene comune e il punto di vista di chi ha una briciola di potere e vi è aggrappato con le unghie.

    annamaria

    L’intervento del pres. Consiglio Comune di Vicenza il PD Poletto:

    L’intervento del pres. Consiglio Comune di Vicenza il PD Poletto:

    La risposta di Annamaria Macripò:

    Giugno, periodo d’esami… mentre i ragazzi vengono interrogati su storia, geografia e altre materie
    c’è chi sale in cattedra pur non avendo le prerogative per farlo: ovvero la conoscenza dell’argomento.
    Di solito i ragazzi a scuola, quando temono di essere interrogati su una materia che non conoscono, tengono un profilo basso, a volte saltano le lezioni, fanno di tutto pur di non dimostrare la propria ignoranza e beccarsi un sonoro ‘4’.
    Ma perché negli adulti, soprattutto in chi ha determinati ruoli e posizioni, scatta il meccanismo contrario? Perché alcuni politici sentono questo impulso a voler dare la propria opinione su tutto, anche quando hanno solo un’idea superficiale del soggetto trattato?
    Sarà forse la paura a spingerli?
    Sì, quando si ha paura dei cambiamenti, si inizia a far la voce grossa, parlando a vanvera.
    È quello che fa il Presidente del Consiglio Comunale, Luigi Poletto, quando parla di partecipazione e Democrazia Diretta paventando scenari apocalittici se per caso dovessero essere introdotti nello statuto comunale i referendum senza quorum.
    Che paura! La partecipazione dei cittadini!
    E già: l’esempio è fresco nella memoria. Meno di una settimana fa!
    Ma dov’era l’esimio Presidente quando anche a Vicenza si è svolta la Settimana della Democrazia Diretta? Quando avrebbe avuto la possibilità di istruirsi sul campo?
    Evidentemente, per paura di essere interrogato, si è perso la lectio magistralis del Professor Thomas Benedikter, ricercatore sui temi della Democrazia Diretta, durante la quale venivano illustrati gli esempi virtuosi dei paesi dove gli strumenti di democrazia diretta vengono applicati, funzionano e sono senza quorum.
    Ma forse lui non è interessato agli esempi virtuosi o meglio ne ha una visione distorta visto che pensa che tutti quei paesi dove esiste il referendum senza quorum siano abitati da popolazioni razziste e xenofobe. E ha paura che anche gli abitanti di Vicenza, dovesse essere eliminato il quorum, si trasformerebbero in pericolosi licantropi dal pelo lungo e zanne affilate che, matita in mano, voterebbero in modo scellerato, xenofobo e razzista.
    Bella fiducia nei propri elettori. Ah, già, ma la fiducia, nella democrazia rappresentativa, non è previsto che sia reciproca. Una volta eletti, i rappresentanti non devono avere obiezioni od ostacoli al loro mandato.
    Chi sostiene referendum con quorum è come se dicesse: sì, potete partecipare, ma, sommessamente, senza dare fastidio e possibilmente in modo innocuo (per l’amministrazione).
    Intendiamoci, se l’obiettivo è dare la possibilità di una maggiore partecipazione ai cittadini, gli strumenti attraverso i quali questa partecipazione si attuerebbe devono essere agili e facilmente attivabili, altrimenti vuol dire che la volontà degli amministratori è fittizia.
    Se si vuole far riavvicinare i cittadini alla politica, alla cosa pubblica, interessandoli direttamente, se si vogliono creare dibattiti aperti e vivaci e informazione su temi che interessano tutti, se si vuole ristabilire un clima di reciproca fiducia tra cittadino ed eletto, se si vuole davvero che il cittadino sia partecipe e responsabile delle questioni che lo riguardano, bisogna dare un segnale forte: introdurre i referendum senza quorum, come già hanno fatto in altre città italiane.
    Vicenza vuole forse rimanere agli ultimi posti in fatto di partecipazione?

    Postato in democrazia diretta, quorum, settimana DD 2011

    ecco il forum per discutere la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    16 Giugno 2011 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    il gruppo creato su FaceBook permette di trovarsi e di discutere, ma poi tutto si perde e viene superato dai nuovi interventi. Allora ho creato un forum (su uno spazio gratuito) per discutere la legge, e per proporre idee e per dire in quale città ciascuno di noi darà una mano. Basta registrarsi.

    forum legge

    http://quorum.forumattivo.it/

    Proviamolo!

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare

    Grande interesse per la proposta di legge di iniziativa popolare per creare referendum (anche propositivo) senza quorum

    15 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    legge iniziativa

    la proposta è stata accolta molto bene. Thomas Benedikter di Mehr Demokratie di Bolzano appoggia in pieno l’idea e ne parlerà prestissimo nella sua storica associazione (ha proposto poi di chiedere la consulenza di noti giuristi con cui lui è in contatto). Io farò altrettanto nel M5S Trentino e nell’associazione Più Democrazia di Rovereto. Dario Rinco da Sesto San Giocanni (MI) con la sua nascitura associazione Più Democrazia a Sesto appoggia appieno l’idea. Molti dell’associazione Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza stanno appoggiando l’idea (e presumo ne discuteranno presto nel gruppo). Anche Leo Zaquini di Officina Democratica ne parlerà presto al suo gruppo. Vari altri gruppi stanno discutendo e valutando. E inoltre ci sono 206 persone che si sono iscritte fino a questo momento nel gruppo Legge di Iniziativa Popolare per togliere il quorum.

    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798

    Perchè togliere il quorum?

    13 motivi per togliere il quorum.

    Tra pochi giorni si saprà se Beppe intende portare avanti il referendum sui rimborsi elettorali. Il momento è ottimo per raccogliere le firme nella stessa occasione e creare una sinergia democratica.

    E non c’è ancora la proposta scritta. O almeno la proposta è quella di della proposta di legge del Sen. Peterlini (depositata nel 2009 e mai discussa) che chiede referendum propositivo, opzionale, iniaiztive di legge con tempi e modalità certe e tutto senza quorum:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/

    a cui io aggiungerei 2 cose:

    1. obbligo per tutti gli enti locali di avere tutti i tipi di referendum e iniziativa senza quorum (quindi comuni, province e regioni)
    2. referendum di revoca sull’esempio di quanto proposto nella Regione Piemonte da Davide Bono (M5S Piemonte).

    Intanto una prima cosa si è chiarita: si può fare una legge di iniziativa popolare anche per cambiare la costituzione:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/14/qualche-informazione-sulle-leggi-di-iniziativa-popolare-possono-essere-fatte-anche-per-modifiche-costituzione/

    Stasera provo a realizzare un primo collage su cui cominciare a discutere.

    Intanto ringrazio per l’interesse. E procediamo!!!

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, referendum

    I tempi sono maturi per una legge di iniziativa popolare per togliere il quorum

    13 Giugno 2011 // 18 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    battiquorum missione compiuta
    Oggi c’è stato lo straordinario risultato di partecipazione al voto in occasione dei referendum del 12-13 giugno 2011.
    Una cosa è finalmente chiara a milioni di italiani. Il quorum è un’ostacolo al buon svolgimento della democrazia.
    E questa è una consapevolezza che finora mancava.
    Per chi vuole avere una visione più sistematica del perché il quorum va cancellato, consiglio di leggersi:
    13 motivi per togliere il quorum.

    Dopo i giusti festeggiamenti, bisogna fare in modo che i referendum italiani siano liberati da questa fastidiosa zavorra, che serve solo a chi ci governa per mantenere il potere e continuare ad agire con disprezzo di quanto vuole la cittadinanza.

    Un modo efficace e che possiamo utilizzare è quello di presentare subito una proposta di legge di iniziativa popolare che migliori gli strumenti di democrazia diretta e che tolga il quorum.
    Bastano 50.000 firme autenticate in tutta Italia e possiamo depositare questa legge.

    So che stai pensando che è inutile, che nessuna legge di iniziativa popolare è mai stata discussa dal nostro parlamento.

    Ma questo è il momento giusto perché:

    1. la consapevolezza che le cose devono essere cambiate, oggi è molto diffusa e quindi raccoglieremo con facilità molte più firme. E se depositiamo milioni di firme, continueranno a non ascoltarci?
    2. susciteremo dibattito su questo argomento, ossia, metteremo nell’agenda politica nazionale la necessità di togliere il quorum. Finora nessun partito l’ha mai fatto e tanto meno gruppi organizzati di cittadini. Ricordate quanti prendevano in giro IDV quando aveva raccolto le firme per i referendum? Tanto poi non si supera il quorum… dicevano, invece…
    3. diamo occasione ai partiti che tra poco si presenteranno alle elezioni nazionali di schierarsi a favore o contro questa legge e così capiamo quanto davvero ci tengono alla democrazia in Italia. Per quelli a favore sarà una buona occasione di mobilitazione per ottenere visibilità. E quindi non saremo soli. E questo è fondamentale per una iniziativa di legge, che poi dovrà essere discussa in parlamento dai rappresentanti e dai vari partiti presenti. Meglio quindi se questa legge sarà appoggiata dai partiti, prima del prossimo voto, in modo da poter chieder loro conto.

    Ma che testo di legge per migliorare la democrazia diretta proporre?
    Non occorre partire da zero, dato che esiste già dal 2009 una ottima proposta di legge costituzionale depositata dal senatore dell’SVP Peterlini per migliorare gli strumenti di democrazia diretta in Italia. Giudicata ottima da tutte le persone interessate alla democrazia diretta in Italia. La puoi trovare qui. Ha anche un’ottima e comprensibile relazione iniziale.
    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/

    Per trasformarla in proposta di legge di iniziativa popolare occorre modificarla e per fare questo, basta aggiungere un paragrafo dedicato agli enti locali in cui si dice che tutti gli enti locali (quindi comuni, province e regioni) devono avere il referendum propositivo, abrogativo e confermativo opzionale senza quorum. Così con una sola proposta di legge, otteremo ottimi strumenti di democrazia diretta a livello nazionale e a livello locale.

    La mia speranza è che tutti coloro, cittadini, associazioni e partiti, che si sono prodigati per far superare il quorum ai recenti referendum, consapevoli del fatto che è necessario cancellare il quorum, si impegnino ora su questa fondamentale proposta, con cui potremo spalancare una volta per tutte le porte della democrazia in Italia.

    E tutti insieme, M5S, SEL, Verdi, IDV e tutti i partiti che vogliono aiutare, senza nessuna preclusione, associazioni apartitiche, comitati referendari per l’acqua, contro il nucleare e tutte le persone di buon senso in Italia, diano una mano, ognuno con le sue disponibilità e nella propria città.

    Per iniziare questo percorso ho creato un gruppo su FaceBook a cui puoi aderire.

    gruppo su FaceBook per iniziativa di legge popolare per togliere il quorum dai referendum
    Poi creeremo un blog, un forum su cui discutere e decidere insieme, uno spazio in cui proporsi per organizzare la raccolta firme nella propria città.
    È tutto da iniziare, ma anche grazie al tuo aiuto possiamo organizzare tutto molto in fretta.

    TU CI SEI?

    Postato in iniziativa di legge popolare, quorum

    Video del sindaco di Vicenza 01-06-11 e video del La Parola ai Cittadini a Rovereto 3-06-11

    6 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    grazie a Annamaria Macripò ecco il video dell’intervento del Sindaco di Vicenza il primo giugno 2011, riguardante la necessità di togliere il quorum dai referendum comunali. A seguire il video de La Parola ai Cittadini 2011, realizzato a Rovereto il 3 giugno da Matteo Rigotti.

    Postato in democrazia diretta, parola ai cittadini, quorum, rovereto, settimana DD 2011

    A Vicenza il sindaco Variati promette di togliere il quorum dai referendum comunali

    3 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    il 1 giugno 2011 a Vicenza si è tenuta con successo una serata sulla democrazia diretta. Ha partecipato anche il sindaco Achille Variati (Centrosinistra) che ha detto che intende togliere il quorum dai referendum comunali. A Vicenza stanno modificando lo statuto comunale e da mesi stanno riflettendo sul quorum. Ora sembra che la decisione sia stata presa. Complimenti al sindaco, agli amici di Più Democrazia a Partecipazione che da tanti anni si battono per questo obiettivo.

    variati

    Ecco il testo dell’articolo apparso sul quotidiano “Il Giornale di Vicenza” nei prossimi giorni altri aggiornamenti e video.

    Il Giornale di Vicenza 2 giugno 2011

    LA PROPOSTA. A sorpresa, il sindaco avvia il percorso per inserire nel nuovo Statuto strumenti di democrazia diretta

    «Sì al referendum comunale»
    Variati: nessun quorum, ma un alto numero di firme per chiedere la consultazione

    Gian Marco Mancassola

    Voglia di referendum. Sulle ali del successo del centrosinistra ai ballottaggi e sull’onda di una tornata referendaria, quella di giugno, che potrebbe restituire il quorum dopo anni di latitanza, Achille Variati ieri ha offerto la bomba politica della settimana alla platea riunita al patronato Leone XIII per la tappa vicentina della Settimana nazionale della Democrazia diretta. Il sindaco si dice pronto a introdurre nello Statuto comunale gli strumenti della consultazione diretta dei vicentini, proponendo la sua formula: nessun quorum, ma uno sbarramento nella raccolta delle firme.
    L’INCONTRO. L’appuntamento di ieri sera era stato promosso da una nutrita pattuglia di organizzazioni e movimenti politici (Comitato Più Democrazia, Movimento 5 Stelle, Sinistra ecologia e libertà, Vicenza Capoluogo e Unione Immigrati). Obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla possibilità di utilizzare strumenti di partecipazione poco praticati in Italia, ma ben funzionanti in Paesi come la Svizzera e gli Stati Uniti. Variati è intervenuto nel corso del dibattito seguito all’intervento di Thomas Benedikter, ricercatore altoatesino sui temi della democrazia diretta. Vale la pena di ricordare che da alcuni anni giace all’ordine del giorno del consiglio comunale la presa d’atto dell’esito del “referendum sui referendum”, promosso dal comitato Più democrazia, ma mai convertito in norme civiche.
    LA SVOLTA. Qualcosa si muove a palazzo Trissino. Variati sostiene che i tempi sono maturi per introdurre nella piccola “Costituzione” comunale le forme di partecipazione diretta alla res publica. Secondo il sindaco questi strumenti favoriranno il dibattito sulle scelte dell’amministrazione comunale, il confronto e la circolazione di idee, trasformandosi in un’opportunità di crescita. Variati si schiera contro “l’indifferentismo”. per questo propone un alto numero di firme da raccogliere per ottenere la consultazione referendaria: una delle ipotesi è di fissare uno sbarramento al 10 per cento degli aventi diritto, vale a dire circa 8 mila autografi. In cambio di questo sforzo, pro- pone di non prevedere alcun quorum. Sono idee in nuce che verranno trasferite alla maggioranza e al consiglio comunale, che ha istituito una speciale commissione per la revisione dello Statuto.

    Qui il file in pdf del quotidiano condiviso gentilmente da Fabio Z.

    Giornale di Vicenza 2 giugno 2011 – 15

    Postato in democrazia diretta, parola ai cittadini, quorum, settimana DD 2011

    Iniziative popolari presentate a Trento per abolire il quorum e per abbinare i referendum alle elezioni nazionali

    25 Maggio 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    alla fine de “La Parola ai Cittadini” di Trento del 23 maggio 2011, abbiamo anche presentato le due iniziative di delibera popolare per l’abolizione del quorum e per l’abbinamento dei referendum alle votazioni nazionali ed europee. Abbiamo già iniziato a raccogliere le firme autenticate dei cittadini che erano presenti. Continueremo nei prossimi mesi. L’obbligo previsto dal regolamento degli strumenti di partecipazione del comune di Trento è quello di raccogliere 1000 firme autenticate. Se Beppe Grillo porterà avanti la proposta di referendum sui rimborsi ai partiti, effettueremo la raccolta firme assieme.

    Quorum-e-democrazia-partecipativa

    Comunque abbiamo iniziato.

    Ecco i testi delle due iniziative popolari su cui stiamo raccogliendo le 100o firme:

    iniziativa popolare abbinamento referendum comunali alle votazioni nazionali ed europee

    iniziativa popolare abolizione quorum

    Molto probabilmente inizieremo un percorso analogo a Rovereto nei prossimi giorni.

    Postato in democrazia diretta, quorum, referendum

    E’ disponibile il libro “Vivere meglio con più democrazia” – online – gratis

    13 Maggio 2011 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    dopo un lavoro di alcuni mesi è disponibile il libro “Vivere meglio con più democrazia”. E’ in versione pdf, scaricabile online gratuitamente. E’ stato scritto con il contributo di 6 autori e l’intento era di avere una guida sulla democrazia diretta e partecipativa concreta, ricca di esempi, con una strada concreta per chi vuole darsi da fare nella propria città e aggiornata al maggio 2011, pronta per “La Settimana della Democrazia Diretta” che avverrà dal 23 maggio al 2 giugno 2011. Speriamo esserci avvicinati all’obiettivo che ci eravamo posti. In particolare sono citate le proposte di legge na zionale, regionale, provinciali e comunali per introdurre strumenti di democrazia diretta funzionanti. Utilizzabili come esempio e base da cui partire per applicarle nella propria città.

    Qui la copertina:

    copertina vivere meglio con più democrazia piccola

    Qui la copertina fronte retro in pdf: copertina vivere meglio con più democrazia

    Qui il libro scaricabile gratuitamente in pdf:

    vivere meglio con più democrazia (3244)

    gli autori sono

    Bruno Aprile

    Thomas Benedikter

    Roberto Brambilla

    Paolo Michelotto

    Dario Rinco

    Pino Strano

    Questo il testo sul retro della copertina:

    Un libro scritto con passione a più mani, con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini la democrazia diretta e di dare strumenti per poter agire concretamente nei propri comuni e regioni.

    Ricco di idee e di documenti modificabili con un semplice computer.

    Questi i capitoli in cui è suddiviso:

    Votare e restare a guardare?

    Eleggere e votare: i nostri diritti e la realtà

    Come funziona la democrazia diretta: il freno e l’acceleratore

    Domande e obiezioni più frequenti sulla democrazia diretta

    Il quorum: cos’è e perché va abolito

    Come migliorare la democrazia a livello comunale

    La Regione: spazio di democrazia diretta da valorizzare

    Nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini

    Quando la democrazia si fa elettronica

    Come eleggere più democraticamente i nostri rappresentanti

    Il diritto di revoca degli eletti

    Coraggio, la democrazia diretta è possibile!

    Ogni commento sarà estremamente gradito!

    Postato in democrazia diretta, documenti recensiti, esempi virtuosi, parola ai cittadini, quorum, revoca degli eletti, voto elettronico

    la legge per la Democrazia Diretta presentata nella Regione Piemonte dai consiglieri Movimento 5 Stelle

    23 Aprile 2011 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    Davide Bono e Fabrizio Biolè, entrambi consiglieri della Regione Piemonte con il Movimento 5 Stelle, hanno presentato ancora in gennaio una ottima proposta di legge per modificare lo statuto della Regione Piemonte, dotandola di strumenti di democrazia diretta efficaci e funzionanti. E novità in Italia, per la prima volta viene fatta una proposta per la revoca degli eletti.

    Bono-Biole

    Viene richiesta l’introduzione del:

    - referendum abrogativo senza quorum con l’1% delle firme

    - referendum deliberativo senza quorum (possibilità di votare una proposta di legge)

    - referendum confermativo senza quorum (delle leggi fatte dal Consiglio Provinciale, prima che entrino in vigore)

    - referendum di richiamo dell’eletto (revoca). A mia conoscenza è la prima volta in Italia che questo strumento proposto come legge a qualsiasi livello di potere.

    Qui si trova la proposta di legge presentata il 7 gennaio 2011.

    http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&TIPOVISUAL=XML&TIPODOC=TESTOPDL&FASEITER=PRESENTAZIONE&PDL=90112

    Qui la relazione accompagnatoria:

    http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?TIPOVISUAL=XML&LAYOUT=PRESENTAZIONE&TIPODOC=RELAZIONI_A&PDL=0112&DATAPDL=07012011

    Il 20 maggio 2011, verrà presentata ai consiglieri della commissione competente. Probabilmente ci sarò anch’io e spero altri conoscitori degli strumenti di democrazia diretta.

    Riporto qui gli articoli della proposta di legge per comodità di lettura e a seguire la relazione accompagnatoria.

    Questa è la prima volta che in una regione a statuto ordinario italiano vengono proposti strumenti tanto avanzati di democrazia diretta. Grande merito a questi due consiglieri che avevano promesso di portare questi strumenti in campagna elettorale (testimone diretto anch’io, a un’incontro una settimana prima del voto) e una volta eletti hanno mantenuto la promessa. Onore a Davide Bono e Fabrizio Biolè. In precedenza si era tentato un percorso avanzato nella Regione a Statuto Speciale  Valle D’Aosta e nella Provincia Autonoma di Bolzano (in tutto equivalente alle regioni italiane). (continua…)

    Postato in democrazia diretta, quorum, revoca degli eletti

    Documento per il parlamento britannico, sui referendum e sui quorum dei diversi paesi

    19 Aprile 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    cercando fonti su cui basare il capitolo che sto scrivendo sul quorum, del libro collaborativo “Vivere meglio con Più Democrazia”, ho trovato questo interessante documento realizzato per il parlamento Britannico nel 2009.

    Salto con l'Asta

    Interessanti i confronti fra i vari paesi. Tra l’altro ho scoperto alcuni paesi che non conoscevo, dove non c’è il quorum, ossia la Finlandia, l’Australia, l’Islanda, l’Austria.

    Il documento si trova qui:

    Thresholds in Referendums (0)

    Postato in quorum

    Referendum di Rovereto: risultati e considerazioni personali

    11 Ottobre 2009 // 4 Commenti »

    referendum

    referendum

    di Paolo Michelotto

    questi i risultati

    L’affluenza è stata del 15,02% e il referendum è stato invalidato.

    Mentirei se dicessi che non speravo nel miracolo. Ossia di superare il quorum del 50%. Ma ero cosciente dell’estrema difficoltà. Tutti i referendum comunali italiani che prevedevano quorum, finora svolti, organizzati da cittadini, sono stati invalidati e sapevo che questo era probabilmente il destino anche di quello di Rovereto dell’11 ottobre 2009. Eppure ci siamo impegnati al massimo fino all’ultimo giorno. Abbiamo mandato volantini a casa di tutti i cittadini, organizzato incontri in tutte le circoscrizioni, cercato di coinvolgere tutti i partiti e associazioni, volantinato, appeso manifesti, fatto interviste alla radio e alla tv. Creato siti web, eventi partecipativi, mailing list, mandato sms.

    Nessun comitato di cittadini potrà fare più di noi nella nosta città per promuovere un referendum, eppure solo il 15% degli aventi diritto si è recato a votare. E quindi?

    Quindi abbiamo dimostrato scientificamente che il quorum (superiore al 10-15%) ammazza lo strumento del referendum.

    Per cui chiedo agli amministratori che non vogliono prendere in giro se stessi e i cittadini, di togliere in toto lo strumento del referendum se intendono lasciare il quorum. Tanto verrà sempre invalidato e sarà solo un simulacro vuoto e inutile di democrazia.

    Mentre agli amministratori davvero democratici chiedo di togliere il quorum e vedranno i risultati. Maggiore affluenza, maggiore partecipazione, maggiore informazione.

    Nel 2006 nel referendum confermativo costituzionale andò a votare il 52,3 % degli aventi diritto e non c’era quorum.

    Nel 2009 nei referendum abrogativi con quorum andarono a votare il 23,3 % degli aventi diritto. Ed esempi simili si sono verificati in Germania negli anni ‘80.

    E’ matematico: se c’è il quorum l’affluenza è più bassa di quando non c’è.

    Ed ora? Per quanto mi riguarda, domani 12 ottobre 2009 parteciperò all’incontro per discutere i risultati, nella piazza Mart ore 19.00. E poi proseguirò il percorso. La domanda guida per me sarà sempre: come posso fare, quali strategia adottare, che percorsi attuare per abolire il quorum dai referendum?

    Finora abbiamo provato l’assemblea pubblica (La Parola ai Cittadini del 23 gennaio 2008), la iniziativa di delibera popolare (consegnata in comune il 9 maggio 2009 e MAI discussa), oggi 11 ottobre 2009 il referendum. Nel frattempo il sostegno è passato gradualmente da 5 cittadini iniziali a 38 a La Parola ai Cittadini del 2008, ai 220 della iniziativa di delibera popolare di maggio 2008, ai 4514 di oggi ottobre 2009.

    Quindi un grande grazie ai 4514 cittadini che hanno approfondito i temi e votato con convinzione. La vostra fatica non andrà sprecata, ma sarà valorizzata. Nessuna acredine o accusa verso gli astenuti. E’ un loro diritto astenersi, ed è solo l’assurdo l’impedimento antidemocratico del quorum che fa sì, che accada il paradosso che chi decide di non decidere, alla fine decida. Toglieremo il quorum. Questo dell’11 ottobre 2009 è stato solo un ulteriore passo verso la sensibilizzazione democratica di Rovereto. Ci vorranno ulteriori passi, ma il numero di cittadini di Rovereto oggi consapevoli ha raggiunto le migliaia di unità.

    Postato in quorum, referendum, rovereto

    Il referendum non ha fallito: la classe politica lo ha reso inutilizzabile. Occorre una riforma dal basso!

    22 Giugno 2009 // 1 Commento »

    manifesto_referendum2

    manifesto_referendum2

    di Paolo Michelotto

    dopo l’inevitabile mancato raggiungimento del quorum nel referendum nazionale del 21 giugno 2009 i commenti fuori luogo degli esponenti della classe politica si sprecano:

    Fini: il cittadino non crede più allo strumento referendario

    Chiti: bene il mancato raggiungimento del quorum

    Casini: referendum fallito miseramente e spreco di denaro pubblico

    Calderoli: vittoria della Lega

    L’unico che dice per ora una cosa condivisibile è D’Alema: “eliminare il quorum”, ma subito viene colto dal panico dei cittadini e la controbilancia con una tutela per la classe politica “innalzare il numero delle firme”.

    Invece non è il referendum uno strumento che ha fallito, ma il modo con cui è stato introdotto dalla nostra classe politica in Italia, che non funziona:

    1. il quorum del 50% (che non esiste in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Svizzera, California) stimola appunto chi governa a fare appello all’astensionismo per boicottare il referendum invalidandolo e così facendo prevalere la sua parte con minima fatica contando gli astenuti come voti NO.

    2. Berlusconi ha sabotato la partecipazione al referendum mettendolo 2 settimane dopo il voto delle europee in una domenica estiva. Negli altri stati europei e in USA al contrario, per stimolare la partecipazione fanno appositamente l’abbinamento elezioni – referendum.

    3. in Italia esiste solo il referendum per abrogare una legge già entrata in vigore. In Svizzera e in Baviera esiste invece il referendum opzionale o confermativo, che funziona così: ogni volta che il parlamento pubblica una legge, c’è un periodo di 100 giorni in cui i cittadini contrari possono raccogliere 50.000 firme (1% degli aventi diritto al voto). Se riescono nell’impresa, nella prima data utile riservata ai referendum (ci sono 3-4 domeniche all’anno già prefissate per i referendum) i cittadini sono chiamati al voto, se i cittadini dicono di SI la legge entra subito in vigore, altrimenti non entra in vigore.

    4. poi esiste in Svizzera, Baviera e California anche la possibilità di proporre qualcosa tramite referendum, e questo strumento viene chiamato Iniziativa (in Italia, Referendum Propositivo). Con esso i cittadini previa raccolta di 100.000 firme (2 % degli aventi diritto) possono chiedere ai loro concittadini se vogliono introdurre una nuova norma. Se alla votazione la maggioranza dice SI, essa viene introdotta. Senza modifiche. Inoltre è possibile mettere a referendum un quesito semplice e lasciare che venga poi normato dal parlamento, oppure una legge completa di articoli e commi.

    Se questi due strumenti, che dove esistono in Svizzera, in California non hanno il quorum e in Baviera dal 10 al 15%, esistessero in Italia, cosa sarebbe successo nel caso della legge elettorale “porcata”?

    1. appena Calderoli avesso pubblicato la legge, i cittadini avrebbero raccolto le firme per il referendum opzionale, e la legge sarebbe stata promulgata solo se i cittadini l’avessero approvata. Il tutto in 100 giorni per le firme – un paio di mesi per il referendum, in 5 mesi tutto sarebbe stato deciso. Tempi rapidi e soluzioni condivise. Inverno – Primavera 2006 la legge “porcata” era stata promulgata, entro estate i cittadini avrebbero potuto dire SI oppure NO.

    2. se i cittadini avessero accettato la legge porcata nel 2006 quando era stata “creata”, per i più disparati motivi (colpo di sole collettivo, influenza cerebrale, mancanza di informazione vera, mancanza di opposizione, convergenza di interessi di tutti i partiti più grossi PD e PDL) e avessero ritenuto che la legge “porcata” era da cambiare solamente 3 anni dopo, ossia oggi nel 2009, e avessero avuto gli strumenti Svizzeri, Californiani e Bavaresi, avrebbero potuto iniziare la raccolta firme per l’Iniziativa (Referendum Propositivo) per una nuova legge elettorale. L’avrebbero messa la voto di tutti i cittadini e poichè non esiste il quorum, chi fosse andato al voto avrebbe deciso.

    La nostra democrazia italiana è una democrazia bloccata, formale, apparente, dove poche persone decidono per 60 milioni. Per trasformarla in democrazia vera, dobbiamo noi cittadini esigere che venga tolto il quorum, che venga introdotto il referendum opzionale e il referendum propositivo. E lo potremo esigere quando in molti sapremo che questi strumenti esistono, ad esempio a pochi chilometri dal nostro confine.

    Per migliorare la nostra democrazia, diffondiamo questa notizia!

    A Rovereto (TN) ci stiamo impegnando da 2 anni per questo motivo: togliere il quorum dai referendum comunali. L’11 ottobre 2009 i cittadini roveretani saranno chiamati alle urne per dire SI ed eliminare il quorum.

    http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-quattro-quesiti-referendari/

    Postato in newsletter inviate, quorum, referendum

    L’election day del 6 giugno 2009 e referendum il 13 giugno 2009: tentativo evidente di far fallire i referendum

    30 Dicembre 2008 // 24 Commenti »

    quorum

    quorum

    di Paolo Michelotto

    i referendum nazionali italiani richiedono il quorum del 50%. In Svizzera non c’è quorum, in 26 stati degli USA non c’è quorum, in Italia sì.

    Questo è un meccanismo introdotto dalla classe politica al momento della nascita della costituzione, per tutelare il proprio potere. Infatti minoranze di no che accolgono l’invito al boicottaggio che sempre chi governa fa, fanno invalidare abitudinalmente i referendum.

    Ecco una lettera di Gianluigi Mannucci inviata al Corriere alla rubrica di Beppe Savergnini, che evidenzia la cosa.

    L’«election day» scippa il referendum

    Caro Beppe,
    in questi giorni gli organi d’informazione si sono occupati del ministro dell’Interno Roberto Maroni per l’anniversario della fondazione della sua «band» musicale. Forse avrebbero fatto bene a parlare dell’attacco alla democrazia che il predetto sta compiendo per conto di un’altra «band». Il nostro ha infatti deciso un election day per amministrative ed europee il 6 giugno. Ma per il referendum, già rimandato di un anno, la data è il 13 giugno. Che election day è questo, se si va alle urne due volte? Ebbene, il referendum in questione è quello con cui si chiede:
    1) che le preferenze siano date dagli elettori e non dai partiti (che poi sceglieranno persone meritevoli, oppure, guarda caso, affaristi senza scrupoli)
    2) che si metta fine ai governi di coalizione (cioè a quella cosa «italica» che rende possibile a partiti coalizzati con il 2% di far cadere i governi, e alla Lega Nord di imporre a un intero Paese le sue visioni e/o farneticazioni).
    Allora la cosa è chiara: se si va alle urne il 6 giugno, saremo meno propensi a «rivotare» appena una settimana dopo, ciò è dimostrato. Se poi si tratta di un referendum (importantissimo, perché riguarda due punti che affrontano direttamente i problemi etici e politici del Paese), complicato da spiegare (ci vorrebbe una campagna lunga e paziente), la cosa è ultra-chiara: il ministro non vuole che il referendum raggiunga il quorum. Un gioco già riuscito altre volte. Ma stavolta il problema non è solo la spesa inutile per i contribuenti, il danno è soprattutto nell’ennesima mancata riforma di questo Paese.
    Grazie e auguri,

    Postato in crisi dem. rappresentativa, quorum, referendum

    Capitolo 25 Ragioni per abolire il quorum dai referendum

    3 Novembre 2008 // Nessun commento »

    libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola

    Prima pagina del capitolo 25 del libro Democrazia dei Cittadini

    Capitolo 25  Ragioni per abolire il quorum dai referendum

    Tutto questo libro che stai leggendo contiene motivazioni per abolire il quorum dai referendum. Ma può essere utile riunire le più significative in una sola sezione per focalizzare l’argomento.

    1. Quando un referendum prevede un quorum, agli effetti pratici, chi vuole che vinca il NO, ha due modi di ottenere ciò:
    a. fare campagna per il NO e quindi impegnare soldi, tempo, energie;
    b. invitare i cittadini al boicottaggio e astenersi da qualunque campagna.
    Questo secondo sistema è preferito da chi sostiene il NO, perché oltre a far risparmiare tempo, soldi e energie, è una strategia che fa vincere più facilmente il NO. Infatti, dal punto di vista pratico, se un referendum viene invalidato per mancato raggiungimento del quorum o se vince il NO superando il quorum, si ha lo stesso effetto. Quindi gli astenuti vengono considerati come voti per il NO e questo non è corretto. Chi si astiene da un voto referendario può avere mille ragione personali: essere lontano da casa, non interessato, disilluso dalla politica, ammalato, aver cose più importanti da fare, essere indeciso, avere poca conoscenza dell’argomento. Nelle elezioni per la nomina degli amministratori, gli astenuti non contano. Vince chi ottiene più voti. Nei referendum con quorum è come se si giocasse una schedina di totocalcio con 1X2, dove una parte, i SI, vincono …


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