• Gli Svizzeri votano il 10 giugno 2018 una iniziativa per dare il diritto di creare la moneta solo allo stato

    8 Giugno 2018 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    se c’è una cosa su cui sono d’accordo tutte le elites di tutti i paesi, è che sulla creazione della moneta, i cittadini meno sanno e meglio è. Poi è fuori discussione non non possono decidere nulla sull’argomento.

    Invece in Svizzera il 10 giugno 2018 sarà il popolo a votare, dopo aver discusso ed essersi informato, su chi deve avere il diritto di stampare moneta.

    Questo grazie allo strumento di democrazia diretta chiamato Iniziativa, che noi in Italia chiamiamo referendum propositivo. Il testo delle iniziative svizzere è scritto da cittadini fuori dal parlamento, vengono raccolte le firme previste e dopo una discussione in Parlamento, se non viene approvato, viene posto al voto di tutti i cittadini. Vero è che storicamente i cittadini svizzeri sono molto restii ad approvare le iniziative, solo 1 su 10 è stata approvata in passato. Ma il fatto di essere messa al voto, crea informazione e consapevolezza sul tema e spesso dopo qualche anno vengono comunque approvate leggi che vanno in direzione di quanto richiesto dai cittadini.

    Qui un interessante articolo, che riporto integralmente:

    Referendum in Svizzera su Iniziativa Moneta Intera

    DI STEFANO DI FRANCESCO

    comedonchisciotte.org

    Nel più totale silenzio dei media nazionali, impegnati a spargere fumo e polemiche sul nascente Governo Lega- M5S, si voterà domenica 10 giugno in Svizzera un referendum popolare per far si che i franchi svizzeri possano essere creati solo ed esclusivamente dalla Banca Centrale Svizzera.

    Si tratta di un evento eccezionale, poiché per la prima volta nel mondo un popolo è chiamato a votare un sostanziale cambiamento dell’attuale sistema di creazione del denaro.

    Oggi infatti, in Svizzera come anche in Italia, in Europa e nel mondo, la moneta viene creata solo per una piccolissima parte dallo Stato (sono le  monete metalliche che rappresentano appena lo 0,3% del totale in circolazione) e un’altra piccola parte dalla Banca Centrale (sono le banconote che costituiscono circa il 7% del totale), mentre il restante più del 90% del denaro viene creato dalle banche commerciali mediante i prestiti.

    Le principali conseguenze di un sistema così strutturato in Italia sono che:

    • Se le banche smettessero di fare prestiti la moneta scomparirebbe dal sistema economico reale;
    • Su tutta la moneta in circolazione la comunità paga interessi che ad oggi sono pari al 12% del PIL.

    Per renderci conto di quanto sia fallimentare un sistema di creazione monetario come quello attuale, basta considerare il fatto che l’Italia, nonostante abbia realizzato Avanzi primari di bilancio dal 1990 ad oggi di circa 750 miliardi di euro, ha visto il proprio debito pubblico crescere senza sosta a causa degli interessi pagati sullo stesso, che dal 1980 ammontano ad oltre 3.500 miliardi ( ben più del debito pubblico che è oggi di 2.300 miliardi).

    L’unica soluzione per interrompere questa follia, attraverso la quale vi è un costante e crescente trasferimento di ricchezza  nelle mani di pochi privilegiati (rentier li chiamava Keynes) a discapito della comunità intera, è quello di far si che la moneta venga creata solo dallo Stato, unico titolare della Sovranità Monetaria.

    L’iniziativa Moneta intera fa sì che tutto il denaro, monete metalliche, banconote o moneta scritturale elettronica, sia sempre costituito da franchi svizzeri sicuri perché emessi non più da soggetti privati, ma dalla Banca Nazionale Svizzera. Già nel 1891 il Popolo elvetico decise di attribuire alla sola Banca nazionale il diritto di emettere banconote. L’iniziativa Moneta intera estende ora questa soluzione collaudata alla moneta bancaria, oggi predominante, facendone «contante elettronico. L’utile derivante dall’emissione di moneta da parte della BNS tornerà ovviamente allo Stato e dunque andrà a vantaggio della collettività.

    Alle banche commerciali resterà la possibilità di concedere prestiti e regolare i conti dei clienti, ma non potranno più creare moneta attraverso il meccanismo del prestito.

    Si tratta di una rivoluzione epocale, che va oltre le solite diatribe di casa nostra, euro-si od euro-no; è una visione della società radicalmente differente in cui si afferma che è la moneta al servizio della comunità e non il contrario come purtroppo avviene oggi.

    Moneta Intera in Svizzera, come anche Moneta Positiva in Italia, sono membri dell’International Movement for Monetary Reform che vanta associazioni simili in n.28 paesi al mondo. https://internationalmoneyreform.org/

    Speriamo che presto, anche in Italia attraverso la campagna Moneta Positiva, si possa avviare a più livelli un discorso serio e rigoroso, al fine di giungere ad un radicale cambiamento del sistema di creazione della moneta, concorrendo a realizzare un mondo più giusto e solidale.

    Ma la moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

    Stefano Di Francesco

    Associazione Moneta Positiva

    http://monetapositiva.blogspot.it/

    Fonte: www.comedonchisciotte.org

    07.06.2018

    Postato in democrazia svizzera, referendum

    Sesto San Giovanni (MI): il percorso per avere gli strumenti di democrazia diretta sta ottenendo risultati

    3 Febbraio 2015 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    dario-rinco

    riporto un aggiornamento di quello che è successo finora a Sesto San Giovanni (MI) dove l’associazione Più Democrazia si sta battendo da alcuni anni per avere gli strumenti di democrazia diretta. La fatica è tanta, ma sembra che qualche risultato stia arrivando. E riporto quanto succede a Sesto S.G. come esempio per tutti noi cittadini. Serve molta pazienza e perseveranza per ottenere qualche risultato. Spesso servono anni di impegno, ma se si lavora con metodo e convinzione, poi qualcosa si ottiene.

    Queste parole sono di Dario Rinco, promotore dell’ass. Più Democrazia a Sesto S. Giovanni.

    a Sesto S.G. dopo aver presentato, in data 18/1/2013, la proposta di iniziativa popolare quorum zero e più democrazia:
    https://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2012/12/11/11122012-proposta-di-iniziativa-popolare-qurom-zero-e-piu-democrazia/

    il Consiglio comunale, in data 8/7/2013, ha votato così:
    https://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2013/07/09/09072103-consiglio-comunale-in-data-08-luglio-2013-votazione-delliniziativa-popolare-quorum-zero/

    e, dopo aver ricevuto solleciti da parte del Difensore Civico della Regione Lombardia e dal prefetto di Milano, il Comune ha finalmente iniziato, in data 21/1/2015, a discutere in 1a Commissione consiliare, affari istituzionali e legali, la modifica dello Statuto. A tale commissione siamo invitati come “cittadini” e stiamo preparando in questi giorni i nostri emendamenti alle proposte di modifica statutaria del Sindaco. La 1a Commisione proseguirà i lavori per tutto il mese di febbraio.
    Finora sono state accolte le seguenti nostre proposte:
    - abbassamento delle firme per richiedere un referendum dal 5% al 3% (proponevamo il 2%);
    - abbassamento del quorum di partecipazione ai referendum dal 50% al 30% (proponevamo “zero”, ma stiamo analizzando la proposta del Sindaco e crediamo possa venire recepito un abbassamento al 25% con obbligo di recepire l’esito referendario e al 15% con obbligo di recepire l’esito referendario se il Consiglio comunale non ottiene i 2/3 nella votazione di rifiuto della consultazione popolare;
    Abbiamo la buone speranze che possano essere accolti i seguenti emendamenti:
    - accorpamento delle votazioni referendarie alle eventuali elezioni regionali, politiche e/o europee;
    - inserimento dell’iniziativa popolare (o referendum propositivo).

    *****
    *****
    Per chi pensa che le proposte fatte dagli amministratori a Dario siano tutto sommato buone e vuole approfondire perchè è necessario il quorum zero perchè i referendum funzionino, può leggere questo post che fa riferimento a cosa succede nelle città della baviera che hanno un quorum apparentemente basso, del 10 – 15 -20 % a seconda della dimensione. Fino al 40% dei referendum viene comunque invalidato…

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/30/portare-il-quorum-al-30-o-al-20-e-comunque-dannoso-per-la-democrazia-ecco-la-prova/

    Molto interessanti anche le risposte di alcuni sindaci che hanno tolto il quorum. Da quello di Villalagarina (TN) del Pd a quello di Lagundo (BZ) del SVP. Che bello se gli amministratori di Sesto potessero sentirli…

    Postato in democrazia diretta, esempi virtuosi

    legge per la democrazia diretta: bozza 011. Prossimo incontro skype il martedì 25 ottobre ore 21

    19 Ottobre 2011 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    11

    ottimo incontro, estremamente produttivo, quello del 18 ottobre 2011 via skype riguardante la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Risolto ogni problema tecnico abbiamo potuto concentrarci solo sulla discussione. Abbiamo rivisto e approvato gli art. 67 (revoca degli eletti), 69 (indennità degli eletti), 70 (funzione legislativa), 71 (iniziativa delle leggi), 73 (iniziativa di legge popolare a voto parlamentare), 73 bis (iniziativa di legge popolare a voto popolare), 73 ter (firme elettroniche), 73 quater (materie di competenza), 73 quinquies (libretto informativo).

    Dalla discussione di ieri sera è uscita la bozza 011. Il prossimo incontro skype sarà martedì 25 ottobre ore 21. Chi vuole partecipare, è utile che lo segnali agli altri qui su doodle:

    http://www.doodle.com/kv8zmz3tk2zdxkck

    Abbiamo deciso che nella prossima riunione gli articoli dal 67 al 73 quinquies non verranno discussi.
    Cominceremo la discussione dall’art. 74 in avanti.

    Questo il documento 011 che invito tutti a scaricarsi e a leggere e magari a commentare.

    bozza 011 della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    Postato in Senza categoria, democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Giornata della Democrazia Diretta a Bolzano: 7 maggio 2011

    28 Aprile 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    giro molto volentieri l’interessante incontro organizzato dagli amici di Mehr Demokratie di Bolzano il 7 maggio 2011.

    DEMOCRAZIA DIRETTA: SCOPRI COS’È DAVVERO!

    consultato-il-popolo

    Giornata della Democrazia Diretta Bolzano

    sabato 7 maggio - ore 15.30 – 22.00

    Liceo scientifico Torricelli – via Rovigo, Bolzano

    Programma:

    15.30 Gita nell’arcipelago della democrazia diretta

    laboratorio, workshop, filmati, materiale.

    17.00 Che cos’è la democrazia diretta?

    Incontro con Enzo Trentin (Accademia degli Uniti – 1551, Venezia).

    20.30 Minoranze etniche: devono avere paura della democrazia diretta?

    Forum civico, sono invitati al dibattito tutti i partiti presenti nel Consiglio provinciale. Con Thomas Benedikter (esperto autonomie locali e minoranze etniche).

    La democrazia diretta è la forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, non sono soltanto elettori che delegano il proprio potere politico ai rappresentanti ma sono anche legislatori aventi il diritto, costituzionalmente garantito, di proporre e votare direttamente le leggi ordinarie e la costituzione attraverso diversi istituti di consultazione popolare e diverse forme di partecipazione popolare.
    (Wikipedia)

    Il rischio della moderna libertà è che, assorbiti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguimento dei nostri interessi particolari, rinunciamo con troppa facilità al nostro diritto di partecipazione al potere politico.
    Benjamin Constant (1767 – 1830)

    Postato in bolzano, democrazia diretta

    Capitolo 24 Suggerimenti per chi lancia una iniziativa

    3 Novembre 2008 // Nessun commento »

    libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola

    Prima pagina del capitolo 24 del libro Democrazia dei Cittadini

    Capitolo 24  Suggerimenti per chi lancia una iniziativa

    Alcuni punti da considerare, per i cittadini che vogliono utilizzare gli strumenti di democrazia diretta. Tratti dai libri “The Initiative Cookbook” di Jim Shultz e “Triumph der Burger!” di Michael Seipel e Thomas Maier, rielaborati nel libro “Direct Democracy” di Jos Verhulst e Arjen Nijeboer.

    Regole generali
    • La parte che convince gli indecisi o gli insicuri di solito vince.
    • La forza che muove i referendum è la pubblica insoddisfazione. I comitati referendari dovrebbero stabilire se c’è insoddisfazione e se essa può essere mobilitata.
    • I referendum e le iniziative di solito hanno la maggioranza del sostegno dell’opinione pubblica all’inizio. Durante la campagna il sostegno può calare enormemente per opera degli oppositori e passare ad esempio dal 70% al 51%. Un percorso in direzione opposta è molto più difficile.
    • I referendum vengono persi sul punto più debole della proposta. Se il testo ha un punto debole da qualche parte, gli oppositori si focalizzeranno su di esso e lo esagereranno. I cittadini non sono propensi a votare proposte che abbiano un punto debole anche se nel complesso attraenti.
    • La polarizzazione è inevitabile. I votanti devono capire con chiarezza chi è a favore e chi è contro la proposta e…


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