• La tua guida all’iniziativa dei cittadini europei: la guida in italiano alla ICE

    2 Settembre 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    Bruno Kaufmann mi ha mandato il link dove si può scaricare la guida in pdf in italiano (e in tutte le altre lingue europee) su come usare l’unico strumento di democrazia diretta previsto dal Trattato di Lisbona a livello europeo. E’ importante per noi italiani per vari motivi. Il primo è che con questo strumento gruppi europei possono richiedere strumenti di democrazia diretta migliori per tutta l’Europa e poi anche i nostri rappresentanti dovranno volenti o nolenti adeguare le leggi. Secondo, fissa degli standard nuovi per quanto riguarda l’Italia. Ad esempio la raccolta di firme elettronica dovrà essere recepita anche dall’Italia entro il 2012. Questo vuol dire maggiore facilità di firmare il sostegno a proposte di leggi, rispetto alla trafila macchinosa di oggi dei banchetti con l’autenticatore al fianco. Anche l’Italia quindi come la California e la Svizzera. Terzo, per chi cercando di elaborare una nuova proposta di legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta in Italia, questa è una strada già tracciata e da imitare (bastano ad esempio 7 presentatori per 7 stati per lanciare una iniziativa europea e 1 milione di firme sui 495 milioni di abitanti dell’UE, di cui l’Italia ne deve fornire almeno 54.000. Ossia come oggi, ma raccolte in via elettronica e con sicurezza di discussione della proposta di legge in parlamento).

    copertina La tua guida all’iniziativa dei cittadini europei-1

    Scarica qui la guida 15 pagine in pdf

    La tua guida all’iniziativa dei cittadini europei (6851)

    Qui il link al sito dove si trova il documento in tutte le lingue europee.

    http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.publications.18960

    E qui per comodità riporto tutto il testo della guida, ma leggerla nell’impaginato è sicuramente più piacevole. Inoltre il testo è accompagnato da grafici e illustrazioni.

    La tua guida all’iniziativa dei cittadini europei

    Caro lettore,
    dall’aprile 2012, con l’entrata in vigore del regolamento riguardante l’iniziativa dei cittadini europei, questi potranno esercitare un nuovo diritto che darà loro una voce più forte nelle questioni dell’Unione europea. Da quel momento in poi, infatti, i cittadini potranno esprimere le loro richieste in un modo nuovo, mai consentito prima di allora a livello europeo: raccogliendo un milione di firme in tutta Europa, potranno chiedere alla Commissione europea di presentare una proposta volta a modificare norme dell’UE o ad introdurne di nuove. In questo modo, i cittadini potranno porre una questione all’ordine del giorno dell’UE e diventare così parti attive sulla scena europea. (continua…)

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    Le nuove norme per l’Iniziativa Europea

    8 Gennaio 2011 // Nessun commento »

    cittadino europadi Paolo Michelotto

    ricevo questo interessante contributo da Thomas Benedikter e lo condivido con chi è interessato ad approfondire gli strumenti di democrazia diretta che stiamo per avere nell’ambito dell’Unione Europea.

    Il Parlamento europeo approva le norme di applicazione per l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE)

    Luci e ombre del nuovo regolamento dell’ICE

    Dopo le decisioni della Commissione e del Consiglio europeo, il 15 dicembre il Parlamento europeo (PE) ha varato una direttiva per rendere operativo il primo strumento di partecipazione dei cittadini alla politica dell’UE: l’ICE, istituita dal Trattato di Lisbona (Art. 11,4). Non si tratta ancora di una strumento referendario vero e proprio, ma di una „iniziativa popolare agenda“, in Italia paragonabile alla proposta di legge di iniziativa popolare. Almeno un milione di cittadini UE, provenienti da un numero minimo di paesi membri, hanno il diritto di invitare la commissione europea ad avviare un’iniziativa legislativa, giacché è la Commissione l’organo che origina le norme europee. La proposta dei cittadini deve essere trattata dagli organi comunitari, ma se la Commissione decidesse di accantonarla, non seguirà nessun tipo di referendum europeo.

    In breve, i punti di forza di questa direttiva, stando al giudizio di „Mehr Demokratie“ sono questi:

    • La raccolta delle firme sarà possibile anche online. A questo scopo la Commissione UE mette a disposizione die promotori software open source.

    • Una volta raccolto il numero necessario di firme, i promotori ottengono il diritto di essere sentiti in audizione pubblica dal PE, in presenza di un rappresentante della Commissione;

    • Per la raccolta delle firme vale il principio della proporzionalità degressiva, cioè nei paesi membri più piccoli devono essere raccolti relativamente più firme, nei paesi più grandi meno firme.

    • I promotori di un’ICE devono rendere pubbliche le loro fonti di finanziamento.

    I lati deboli, per contro, si questa direttiva sull’ICE sono i seguenti:

    • L’ICE non viene registrata se in palese contrasto con i valori fondamentali dell’UE, oppure se il quesito non rientra nelle competenze della Commissione, oppure palesemente poco seria. Queste regole sono troppo vaghe e consentono alla Commissione di bloccare un’ICE senza che ci fosse una verifica legale e approfondita in un momento precedente alla raccolta di tutto il milione di firme.

    • Si prevede che la verifica definitiva dell’oggetto dell’ICE avvenga solo dopo la raccolta del milione di firme richiesto. Perciò, il rischio che un’ICE non venga ritenuta ammissibile, ricade interamente sui promotori.

    • Si prevede che l’ICE sarà attuabile solo a partire dall’inizio del 2012, siccome i paesi membri hanno ancora un anno di tempo per adattare provvedimenti di attuazione.

    • 18 su 27 paesi membri richiedono l’indicazione del numero della carta d’identità o del passaporto per poter validamente firmare un’ICE. In Italia questo numero va indicato per poter firmare ogni tipo di richiesta di referendum.

    • Le firme (1 milione) devono provenire da una quarto dei paesi membri (attualmente 7 su 27). Il PE e Democracy International avevano proposto un quinto.

    • A differenza della proposta del PE sull’ICE non c’è un termine perentorio per l’applicazione di un’ICE, dopo essere stata favorevolmente accolta dalla Commissione.

    Tutto sommato, le prospettive sono non troppo promettenti. A parte il rinvio dell’applicabilità concreta – le prime ICE potranno partire solo nel 2012 – l’ICE servirà per pubblicizzare intenti politici fortemente sentiti dalla cittadinanza europea, ma non per portare un quesito urgente al referendum europeo. Quindi a questo nuovo diritto europeo mancano ancora le punte per poter spronare gli organi comunitari di sentire la voce e di adeguarsi alla volontà dei cittadini.

    Thomas Benedikter

    (Illustrazioni più estese sulla democrazia diretta in Europa e su come democratizzare l’UE si trovano sulla pubblicazione „Più democrazia per l’Europa“, scaricabile qui)

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