• Dresda, la democrazia vince e decide il ponte anche se ciò la fa cancellare dalla lista dei Patrimoni dell’Umanità

    26 Giugno 2009 // 1 Commento »

    dresda

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    di Paolo Michelotto

    Dresda era città riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Poi è stato fatto il progetto per costruire un nuovo ponte per la città di mezzo milione di abitanti per migliorare la viabilità. L’Unesco aveva avvisato le autorità: se fate il ponte, la città verrà tolta dalla lista delle località “Patrimonio dellìUmanità”. Bene ci sono state due referendum cittadini e gli abitanti hanno deciso che preferiscono una città più vivibile con il nuovo ponte, piuttosto che una città sulla lista Unesco con traffico insostenibile.

    La notizia sta nella banalità della cosa. Un progetto controverso con pro e contro, tutte motivazioni rispettabili e che meritavano di essere prese in considerazione, a Dresda, in Germania è stato deciso dai cittadini. Come dovrebbe succedere in tutti i sistemi di governo che pomposamente si autodefiniscono “democrazie”. Come dovrebbe avvenire anche in Italia, dove i cittadini non sono mai ascoltati tranne quando devono segnare una crocetta su un partito piuttosto che un altro.

    La scelta Il collegamento che deturperebbe la valle dell’ Elba è voluto dal 57% dei cittadini
    Dresda, sì al ponte brutto e utile E perde la tutela dell’ Unesco

    Via dalla lista dei patrimoni dell’ umanità. «Ma migliorerà il traffico»

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO – Grandezza della democrazia. Ieri, la città di Dresda ha gettato alle ortiche il brand dell’ Unesco, cioè delle Nazioni Unite, di World Heritage Site, Sito patrimonio dell’ umanità. Perché vuole un ponte in più sul fiume Elba che alleggerisca il traffico ma che potrebbe turbare il paesaggio. E perché, testarda, la maggioranza dei cittadini non ha voluto farsi imporre scelte dalle élite cultural-turistiche che dicono di saperla più lunga. Si può vivere senza il marchio di garanzia, ma si soffre se la città è congestionata, hanno stabilito gli abitanti senza dare retta alle mode dominanti. La questione, oggetto di un gran dibattito in Germania, nasce nel 2004, quando la Valle dell’ Elba all’ altezza di Dresda viene dichiarata Patrimonio mondiale – assieme ad altri 878 posti – per la bellezza del paesaggio che corre lungo il fiume, compresi i palazzi e le chiese del centro della città ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un bel titolo, uno dei 33 detenuti dalla Germania. L’ anno dopo, però, gli urbanisti di Dresda dicono che serve un ponte in più sull’ Elba, per collegare meglio la città vecchia a quella nuova: ce ne sono già quattro, ma la crescita economica, finite le ristrettezze patite negli anni della Germania Est, è notevole e dunque occorrono infrastrutture per mantenere il passo e non costringere i cittadini a una vita d’ inferno. (continua…)

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