• La democrazia diretta negli USA: articolo apparso sulla rivista Diogene

    26 Ottobre 2009 // Nessun commento »

    townmeeting

    di Paolo Michelotto

    la bella rivista di filosofia Diogene, ha pubblicato un mio articolo sulla democrazia diretta negli USA. Un paio di precisazioni: il titolo non l’ho scelto io, e neppure ho mai scritto che “referendum consultivi=iniziative”, che è un’eguaglianza che non è vera…

    Ma l’insieme dello spazio dedicato, il contesto degli articoli prima e dopo, rende questi refusi veramente marginali.

    Ecco l’articolo:

    La democrazia istantanea

    Scritto da Paolo Michelotto
    Tratto da Diogene N°16

    La democrazia diretta negli Stati Uniti ha molti strumenti: i referendum consultivi, la revoca delle cariche, i Town Meeting del 21° secolo.

    Gli Stati Uniti possono vantare una lunga – rispetto alla loro storia – tradizione di democrazia diretta che affianca da circa un secolo le procedure della democrazia rappresentativa nel processo decisionale.
    Diverse pratiche permettono ai cittadini di accedere alla sfera politica senza la mediazione di rappresentanti: due degli strumenti più importanti sono il referendum abrogativo e il referendum consultivo (in inglese, initiative).

    Le proposte di democrazia diretta risalgono agli ultimi decenni del XIX secolo, quando apparvero libri e articoli che promuovevano il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini nella definizione dell’agenda politica. Nel 1882 fu pubblicato Direct Legislation by the People di Nathan Cree, che definiva il referendum nazionale come il passo necessario verso un ulteriore sviluppo del governo. Cree pensava che l’unico modo per insegnare l’autogoverno fosse quello di praticarlo e propugnava l’idea di un governo basato sulla discussione, perché era convinto che la maggioranza della gente fosse saggia.
    Nel 1893 J. W. Sullivan scrisse Direct Legislation by the Citizenship through the Initiative and Referendum, prendendo ad esempio le esperienze maturate in Svizzera. Nelle procedure messe in atto nel paese d’Oltralpe, Sullivan vide che la democrazia diretta non era un sogno utopistico, ma una pratica concreta e reale e quindi esportabile negli USA. Con gli strumenti di democrazia diretta, la sfera politica di ogni cittadino si sarebbe allargata; ciascuno avrebbe acquisito un’educazione adeguata al suo ruolo e sviluppato un vivo interesse negli affari pubblici.
    I libri di Cree, Sullivan e altri attrassero inizialmente l’attenzione di molti leader populisti, tra cui William U’Ren dell’Oregon, che appena lette le loro opere abbracciò la lotta per l’introduzione degli strumenti di democrazia diretta nel suo Stato. Populisti, ma anche femministe, socialisti, e poi democratici e progressisti si batterono per ottenere la partecipazione attiva dei cittadini nella gestione delle questioni politiche cruciali, conquistando nei primi anni del secolo un risultato positivo. Infatti, mentre la Prima guerra mondiale si andava esaurendo nel Vecchio continente, gli Stati Uniti conoscevano la fine della prima ondata dell’introduzione di democrazia diretta: entro il 1918, ventitré Stati avevano introdotto il referendum abrogativo o l’initiative o entrambi.
    Da allora, la democrazia diretta si è rivelata una pratica vitale e significativa della politica statunitense, la cui portata viene riflessa in alcuni dati. Mentre a livello federale gli USA sono una delle poche nazioni al mondo che non prevedono l’uso del referendum, a livello locale la democrazia diretta è invece molto diffusa.
    Circa la metà di tutte le città USA, tra le quali si annoverano le più grandi metropoli americane, permettono l’iniziativa popolare. Così è stato calcolato che circa il 70% dei cittadini americani vive in città o Stati dove c’è l’initiative. Tutti gli Stati, tranne il Delaware, hanno il referendum obbligatorio per le modifiche costituzionali. Tra il 1904 e il 2000 ci furono circa 2000 iniziative a livello statale. Nel solo 1996 ad esempio, nei 24 Stati che hanno l’initiative si tennero 96 consultazioni. Sembrano tante, in realtà nello stesso anno e negli stessi Stati, i rappresentanti eletti promulgarono 14.000 leggi. Quindi le leggi votate dai cittadini furono solo lo 0,7% del totale. Il numero totale dei referendum a livello statale è stato di 19.000 fino al 1999, mentre a livello locale vengono effettuati circa 10.000 referendum ogni anno.

    La revoca degli eletti
    Accanto a referendum e initiative, la revoca è la procedura che permette agli elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto. La maggioranza degli Stati USA (almeno 36) permettono la revoca a livello locale, 18 su 50 la permettono a livello statale.
    La revoca richiede una petizione, (continua…)

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