• Domande frequenti sulla democrazia diretta e risposte (di Emanuele Sarto)

    24 Ottobre 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    domande e risposte

    riporto qui una interessante raccolta di domande sulla democrazia diretta, trascritte dall’amico Emanuele Sarto (esperto sulle tematiche della democrazia diretta) e le risposte che lui da durante gli incontri che tiene. Sono argomentazioni molto sensate e sincere, che meritano di essere lette e diffuse.

    Possibili obiezioni alla democrazia diretta.

    a) L’incompetenza: in una società moderna i problemi sono troppo complessi per lasciare prendere decisioni ben ponderate all’uomo della strada
    In parlamento come nei consigli comunali si vota troppo spesso come indica il capogruppo senza nemmeno aver letto l’oggetto. I cittadini che potessero votare su una consultazione che essi stessi hanno chiesto, sarebbero in uno scenario ben diverso. Individuato il tema si dovrebbero raccogliere le firme sufficienti. Fatto questo si stabilirebbe la data della consultazione. Senza quorum tutti saprebbero che alla scadenza la decisione verrebbe presa. Nei mesi, dal completamento della raccolta firme alla data della consultazione, tutte le tesi in campo avrebbero motivo di dare il meglio di se per essere il più chiare e convincenti. Si potrebbero fare le domande più diverse proprio per approfondire piuttosto che per confliggere. Chi risponde cercherebbe di farlo in maniera esaustiva. Avremmo così cittadini informati e consapevoli per una decisione condivisa, certa e di buon senso.

    b) La mancanza di senso di responsabilità: la gente non considera nient’altro che il proprio interesse. Ad esempio, si abolirebbero le tasse senza considerare le conseguenze di un tale provvedimento, oppure si chiederebbero più spese al governo che faranno deragliare il bilancio. Agli uomini politici si può sempre domandare il rendiconto delle loro decisioni, ma nessuno è responsabile della decisione referendaria.
    Solo chi condivide una decisione ne è responsabile e le decisioni condivise oltre che diffondere la responsabilità aumenterebbero significativamente il senso di appartenenza ad una comunità. Per contro gli errori degli eletti ricadono sui cittadini e nessuno è responsabile nemmeno quando si scoprono corruzione e malaffare. Abbiamo poi due esempi reali. 3.3.2013 i cittadini del Canton Ticino respingono una proposta di riduzione aliquote fiscali perché capiscono perfettamente che a minori entrate corrisponderebbero minori servizi. Il 6.11.2012 in California i cittadini, contro ogni pronostico, approvano a quorum zero l’aumento della tassazione sui redditi sopra ai 250.000$ per finanziare la scuola pubblica. Questi sono dati reali e non supposizioni.

    c) Minacce alle minoranze: la democrazia diretta potrebbe essere un mezzo per approvare decisioni che violino i diritti umani e le libertà fondamentali. In questo modo le minoranze sarebbero particolarmente minacciate.
    Tutte le guerre degli ultimi secoli sono state decise da pochissime persone. Quante devastazioni ci saremmo risparmiati se a decidere una guerra ci fosse stata consultazione a suffragio universale? Sono rispettati diritti umani e libertà fondamentali quando si dichiara una guerra?
    Forse state pensando che la risposta sia fuori tema. Avete considerato che i giovani chiamati alle armi sono una minoranza della cittadinanza? Se a prendere la decisione avessero partecipato i giovani stessi e le loro nonne mamme mogli e sorelle con i loro nonni padri e fratelli come sarebbe finita?

    d) In relazione al punto c): nella democrazia diretta i demagoghi hanno la libertà di lanciare proposte rozzamente populiste.
    Il buon senso è la cosa meglio distribuita al mondo. Ciascuno infatti pensa di esserne così ben provvisto che anche coloro che di tutte le altre cose non si contentano mai, di questa son soliti non volerne più di quanto ne abbiano. Cartesio. Chissà, forse qualche banale errore riusciremmo a farlo anche condividendo le scelte importanti ma se davvero accadesse sapremmo porvi rapidamente rimedio. Ricordiamo che un referendum non è un sondaggio. Un’intera comunità che per mesi esplora una questione difficilmente approverebbe proposte rozze e men che utili per l’intera cittadinanza. Molto probabilmente nemmeno andrebbero a voto perché non raggiungerebbero le firme utili. Una comunità che condivide le decisioni ha meno bisogno di figure di spicco perché presta attenzione alle questioni concrete e meno all’istrionismo di  persone anche carismatiche.

    e) Il potere del denaro: gli “interessi particolari” ben finanziati, dominano il dibattito e utilizzano i referendum per i loro propri scopi.
    Per ora abbiamo la prova sia storica che recente, che il potere del denaro domina la classe politica. Al contrario un referendum seguito a un dibattito che dura mesi e al quale tutti possono contribuire con domande e obiezioni non abbiamo riscontro che finisca per danneggiare la comunità stessa.

    f) Impossibilità di affinare e qualificare i quesiti: gli elettori possono dire soltanto ’sì’ o ‘nò’ ad una proposta referendaria; non c’è possibilità per una maggiore differenziazione. Inoltre con i referendum c’è il problema del nesso: tutti i tipi di questione non direttamente collegate all’argomento del referendum giocano un ruolo nella decisione degli elettori.
    Anche in parlamento si dice si o no ad una legge. In occasione di approvare un emendamento si vota pure su un singolo paragrafo se non su una singola parola. Perché non potrebbero farlo i cittadini?
    Il problema del nesso e di tutte le questioni non direttamente collegate all’argomento referendum giocano un ruolo  solo nella decisione degli elettori o è ragionevole pensare che parimenti accada nelle decisioni degli eletti?

    g) Il conflitto con la democrazia rappresentativa: il Parlamento viene screditato dai referendum e viene minato il primato della politica ‘ufficiale’.
    Condividere una scelta importante con gli eletti significa dare valore ad un’intera comunità, ad un’intera nazione. Significa arricchire il senso di appartenenza. Dev’essere chiaro che gli eletti, i rappresentanti, i pubblici amministratori sono INDISPENSABILI. Possiamo scandirlo in-dis-pen-sa-bi-li. Parimenti è altrettanto indispensabile poter condividere con loro le scelte importanti che i cittadini, con apposita raccolta firme, abbiano ritenuto degne dell’attenzione generale. Questo significa essere accanto ai propri eletti altro che sminuirli.

    h) Sovraccarico degli elettori: gli elettori non vogliono referendum su tutto, ma vogliono essere lasciati in pace e non essere obbligati ad andare a votare.
    Come si ha contezza di questa affermazione? Noi che ci occupiamo di democrazia possiamo affermare il contrario. Chi avrebbe ragione. Esiste una ricerca su questo tema? Interessante e utile sarebbe un referendum apposito per un conteggio veritiero che dite?

    i) Manipolazione del modo in cui viene posto il quesito: il quesito può essere formulato in modo suggestivo, cosicché gli elettori vengono dirottati su un voto contrario alle proprie reali convinzioni.
    Questo funziona benissimo in un sondaggio. Con un referendum senza quorum non può funzionare per quanto detto prima. I cittadini che potessero votare su una consultazione che essi stessi hanno chiesto, non sono in un sondaggio. Senza quorum tutti saprebbero che alla scadenza la decisione verrebbe presa. Nei mesi, dal completamento della raccolta firme alla data della consultazione, tutte le tesi in campo avrebbero motivo di dare il meglio di se per essere il più chiare e convincenti. Si potrebbero fare le domande più diverse proprio per approfondire piuttosto che per confliggere. Chi risponde cercherebbe di farlo in maniera esaustiva. Avremmo così cittadini informati e consapevoli per una decisione condivisa, certa e di buon senso altro che voto contrario alle proprie idee.

    j) Conservatorismo: il referendum garantisce il blocco delle riforme essenziali, in quanto la gente tende a votare per mantenere lo status quo. Altri affermano l’esatto contrario, cioè che attivisti entusiasti possano impossessarsi della democrazia tramite il referendum, in quanto la maggioranza silenziosa non prende mai parte ai referendum.
    Probabilmente sono vere entrambe le cose. I cittadini sono conservatori e innovatori a seconda di quali siano i loro interessi. Una comunità coesa come ne deriverebbe dalla pratica nelle decisioni condivise, saprebbe modulare al meglio questi aspetti. I cittadini hanno respinto una spesa molto importante per l’acquisto di aerei caccia. Ecco il conservatorismo. Per contro l’ingresso della Svizzera nell’ONU è stato proposto e voluto dai cittadini quando il governo era contrario. Anche l’eliminazione di privilegi senza senso a favore dei top manager delle società quotate è stato voluto dai cittadini con gli amministratori contrari. Cittadini progressisti diremmo.  Pochi esempi reali a conferma che la comunità decide nell’interesse comune e non esclusivamente contro o a favore del nuovo. Quanto alla maggioranza silenziosa che non partecipa è un falso. In Svizzera pur se ad ogni votazione partecipa mediamente il 40% degli aventi diritto, nell’arco di due anni è l’80% dei cittadini che si reca al voto.

    k) I referendum non sono necessari, in quanto ci sono modi migliori per permettere alla gente di discutere e dibattere su questioni politiche.
    È vero che con il débat public in Francia si sono avuti risultati soddisfacenti ma questo strumento esiste solo per le grandi opere. La DD come la intendiamo noi invece, può occuparsi di qualsiasi tema e nulla favorisce maggiormente che  un confronto aperto consapevoli che alla fine la decisione sarà presa.

    l) In alcuni Stati, come il Belgio nel 1950, si è sostenuto che il referendum minacci l’unità del Paese.
    Restare uniti ad ogni costo può essere più problematico che decidere di separarsi come fecero i cechi e gli slovacchi anche se la divisione non avvenne con un referendum. Da sottolineare che in Svizzera ci sono cantoni di 4 lingue diverse e a nessuno passa per la testa di separarsi dagli altri.

    m) I referendum costano troppo al contribuente. Sono soldi spesi inutilmente.
    L’esercizio della DD sicuramente ha dei costi ma non sono paragonabili a quanto costa la democrazia rappresentativa attuale. Una comunità che condivide le regole non può che essere parsimoniosa e attenta. Noi siamo un Paese che pratica e valorizza il volontariato. Credete sarebbe così difficile costruire un albo per scrutatori volontari? Io penso addirittura ad una leva. Ho fatto il militare e non ci vedrei nulla di male se fossi obbligato a dare qualche giornata del mio tempo per la pratica della democrazia una volta ogni qualche anno. Ai seggi mi è capitato spesso di incontrare gli stessi scrutatori. Sarebbe bellissimo che lo potessimo fare a turno in molti. Anche questo contribuirebbe a farci sentire comunità

    n) tu parli molto della Svizzera ma loro sono una realtà ben più piccola della nostra Italia
    Indubbiamente la Svizzera è più piccola dell’Italia ma è pur sempre più grande del Veneto. Zurigo più grande di Vicenza. Bellinzona ha gli stessi numeri di Piove di Sacco. Gli strumenti della Svizzera non sarebbero utilizzabili in Veneto? Quelli di Zurigo non sarebbero praticabili  a Vicenza? Se ci fossero naturalmente.

    o) Senza quorum potrebbe capitare che si decida in pochissime persone su questioni fondamentali.
    Da un punto di vista teorico questo non possiamo escluderlo ma ad esempio guardando ai referenda in Italia quando la partecipazione è stata bassissima ha votato poco più del 23% degli aventi diritto. Stiamo parlando di oltre 12 milioni di persone. Secondo voi valgono di più 500 parlamentari con i loro privilegi o dodici milioni di cittadini che volontariamente si recano ai seggi? In pratica se da un punto di vista teorico potrebbe accadere che una decisione venga presa da pochissimi nella pratica questo non è mai accaduto se non nella democrazia rappresentativa come avviene regolarmente, costantemente, pervicacemente. Se poi non ci fosse stato il quorum e quindi la certezza della decisione, è molto probabile che sarebbero andati a votare altri cittadini soprattutto quelli che votavano no. Ma l’aspetto più importante è che avremmo avuto approfondimenti maggiori sui diversi temi perchè anche i contrari sarebbero usciti allo scoperto. Il confronto sarebbe stato approfondito e se sai che devi convincere chi ti ascolta e non l’avversario usi toni adatti e cerchi di essere chiaro. Avremmo avuto cittadini informati e decisioni di buon senso. Se una questione è fondamentale la partecipazione sale. Per contro se l’oggetto è complesso il quorum ha la pretesa che tutti partecipino col rischio che chi non ha capito voti a caso o peggio ascoltando il partito di riferimento. Senza quorum invece ci andrebbe solo chi è convinto di aver capito bene e di poter essere un buon decisore. Questo è quello che avviene in Svizzera dove mediamente partecipa il 40% dei cittadini ma oltre l’80% di loro partecipa ad almeno una votazione in un anno.

    p) una testata giornalistica americana attribuì alla DD la colpa del deficit dello Stato della California.
    Anche fosse vero che i problemi di bilancio potessero essere attribuibili esclusivamente a referenda “sbagliati”, quanti sono gli Stati nel mondo che si trovano in difficoltà grazie ai rappresentanti che da soli decidono? La Svizzera ancora una volta è prova che una comunità che ha pratica di democrazia diretta è virtuosa anche in tema di bilancio.

    q) non si rischia una dittatura della maggioranza?
    Alexis de Tocqueville che per primo teorizzò questo pericolo studiò che esistono molti interessi trasversali nella società e questo è un antidoto all’obiezione.
    Quando mi hanno fatto questa domanda però non conoscevo Tocqueville e risposi al signore che me la pose: sicuramente per lei è preferibile che sia una minoranza a decidere. Un’esigua minoranza, esattamente come avviene adesso. Gli eletti sono pochissimi e con la loro delega in bianco decidono per tutti. L’evidenza dei risultati non ha bisogno di commenti. Non capisco bene quale possa essere questa dittatura della maggioranza ma sicuramente per noi è preferibile condividere le scelte importanti con tutta la comunità piuttosto che lasciare che gli eletti facciano quello che preferiscono.

    r) NIMBY not in my back yard. Non nel mio cortile. Con la democrazia diretta ci sarebbe il rischio di non costruire le opere necessarie ad una comunità perché nessuno le vuole nel suo territorio.
    Decidendo insieme, in trasparenza, si prevederà di aiutare chi viene penalizzato proprio perché ci si immedesima in chi “subisce” la decisione e insieme si troverebbero e approverebbero quei correttivi necessari ad un buon compromesso. Nessun potere discrezionale ai pochi eletti. Provo con un esempio immaginario. Se per salvare Padova si decidesse in trasparenza che il male minore è allagare Bovolenta, sarebbero i padovani stessi a pretendere che gli alluvionati non solo venissero risarciti del danno ma anche del disagio subito. In Svizzera dove da secoli praticano le decisioni condivise, hanno tutte le infrastrutture che servono e in perfetta efficienza.

    s) Ci sono altri Stati virtuosi oltre la Svizzera e hanno una democrazia rappresentativa come la nostra che funziona benissimo. La Germania, L’Austria. La Francia, i Paesi Scandinavi. E’ molto probabile che in Italia non funzionerebbe nemmeno la democrazia diretta.

    E’ vero che ogni Paese è una storia a se ma noi parliamo di strumenti. Gli strumenti o li hai o non li hai. Un esempio reale: in Svizzera i militari e gli amministratori vogliono cambiare gli aerei caccia ma l’ultima parola spetta ai cittadini e dicono di no; in Italia i militari e gli amministratori vogliono cambiare gli aerei caccia. I cittadini possono solo fare dimostrazioni, petizioni, raccolta firme, manifestazioni ma il governo, se in Parlamento ha i numeri, fa quello che ritiene giusto. In Svizzera hanno gli strumenti per decidere insieme e dopo gli approfondimenti prendono una decisione. In Italia quegli strumenti non ci sono e non sappiamo come andrebbe se ci fossero.

    t) EMANUELE

    Ho io ora qualche domanda per Voi.

    Quante sono le persone che hanno deciso che questi strumenti non ci siano e quei pochi che ci sono debbano avere il quorum?

    Secondo Voi è corretto che gli amministratori possano  vendere quote delle Municipalizzate senza avere il benestare dei cittadini?

    Sapete che nella società civile il CEO con massimi poteri di una società di capitali non può alienare un ramo d’azienda senza l’approvazione dell’assemblea dei soci?

    Non sarebbe logico che le stesse regole fossero valide anche per i cittadini?

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    Incontro sulla democrazia diretta a Piacenza durante il Festival del Diritto 28 settembre 2014

    // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    piacenza28-09-14

    domenica 28 settembre 2014 sono stato invitato a parlare di Democrazia Diretta a Piacenza nell’ambito degli incontri del Festival del Diritto. C’erano una cinquantina di persone interessate.

    Ho come consueto organizzato la prima ora il dibattito con il metodo de “La Parola ai Cittadini” incentrata su idee per migliorare l’Italia, visto che i presenti venivano da tutta Italia e non solo da Piacenza.

    Sono emerse queste interessanti proposte:

    Nome Titolo proposta Voti ottenuti
    Mattia Introdurre idea fiscalità dove si produce 48
    Monica Obbligo pannelli solari su tetti dei capannoni e non su terreni 38
    Marzia 2 soli gradi di giudizio e arbitrato 32
    Paola L. Più trasparenza obbligatoria 30
    Paola G. Più partecipazione a temi comuni come es. acqua per tutti 29
    Pietro Istituzione responsabilità civile dei politici 25
    Maria Pia R. Eliminare quorum dai referendum comunali 25
    Ugo C. Informazione oggettiva sui media 23
    Mirta Norme comunitarie uguali per tutti 18
    Marco Dare più importanza alla famiglia 18

    Poi è seguita la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo e un’ultima fase di domande e risposte.

    Questo il file completo utilizzato:

    presentazione DD piacenza 28-09-14.pdf

    presentazione DD piacenza 28-09-14.ppt

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    Mals/Malles (BZ): il referendum popolare con VOTO POSTALE supera l’affluenza del 69% ed è valido. Un esempio per tutti i comuni d’Italia

    7 Settembre 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    pesticidi

    il referendum popolare che si è tenuto a Mals/Malles (BZ) dal 22 agosto al 5 settembre (esatto, per una durata di 15 giorni) usando per la prima volta in Italia il metodo del voto postale (diffuso da anni in Svizzera insieme al voto tradizionale al seggio ed esclusivo da anni in Oregon – USA) si è concluso con una partecipazione molto alta il 69%.

    Il metodo di voto usato è quello postale, che finora non è stato adottato da nessun altro comune in Italia. Ed è un peccato, visto l’affluenza ottenuta e il molto probabile risparmio dovuto alla non necessità di allestire i seggi e di pagare il personale per una intera giornata. Prossimamente cercherò maggiori dettagli e notizie. Questo è un fatto storico per l’Italia, innumerevoli volte gli amministratori si sono lamentati che i referendum costerebbero troppo. Ecco la risposta concreta, introdurre il voto postale e togliere il quorum (a Malles è ancora al 20%). L’affluenza è stata quindi del 69%.

    A mia memoria non c’è mai stata una partecipazione al voto così alta in qualche comune italiano.

    Il tema a votazione era l’abolizione dei fitofarmaci e dei pesticidi a Mals/Malles.

    Il 75% dei votanti ha deciso di toglierli.

    Quindi ulteriore buona notizia all’interno di una buona notizia!

    Riassumendo, l’esempio di Mals/Malles ci dice che per risparmiare soldi dei contribuenti ed aumentare l’affluenza la voto occorre:

    1. togliere il quorum (o abbassarlo al massimo)

    2. introdurre il voto postale

    Gli amministratori e cittadini italiani dovrebbero studiare ed applicare questo esempio.

    Qui ulteriori dettagli sullo Statuto, sul Regolamento dei Referendum e sul Libretto Illustrativo inviato nelle case di tutti i cittadini con diritto al voto.

    Postato in bolzano, democrazia diretta, voto postale

    Nuova edizione digitale scaricabile gratuitamente di Più potere ai cittadini – Introduzione alla Democrazia Diretta e ai Diritti Referendari

    5 Settembre 2014 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    Cover Piu potere ai cittadini

    l’amico Thomas Benedikter ha realizzato la versione digitale in PDF del libro che aveva pubblicato nel 2008 “Democrazia Diretta”.

    Il titolo della nuova versione del 2014 è “Più potere ai cittadini – Introduzione alla Democrazia Diretta e ai Diritti Referendari”.

    Riporto molto volentieri la sua presentazione.  Il libro è scaricabile gratis qui sotto cliccando sul titolo:

    [Download not found]

    Uscita nuova edizione di “Più potere ai cittadini – Introduzione alla democrazia diretta e ai diritti referendari” di Thomas Benedikter

    In tutti i continenti e a tutti i livelli governativi si può osservare la richiesta della popolazione di avere più voce in capitolo nelle decisioni politiche attraverso gli strumenti della democrazia diretta. Ma in Italia – stando agli emendamenti che il Governo Renzi sta apportando in questi giorni alla Costituzione – questo messaggio non sembra ancora essere stato recepito, tant’è vero che la maggioranza non fa altro che aumentare le firme richieste per un referendum abrogativo da 500.000 a 800.000 offrendo come contropartita l’abbassamento del quorum dal 50%+1 al 50%+1 dei votanti alle ultime elezioni politiche. L’ampliamento dei diritti referendari, come proposto dal gruppo “Quorumzero” con la sua proposta di legge di iniziativa popolare dell’estate 2012, non sembra ancora avere attecchito il valore e la necessità di uno strumentario completo di diritti referendari e di buone regole di applicazione partendo dalla cancellazione del quorum.

    In Italia tuttora regna un concetto limitativo della democrazia diretta, che non conosce il referendum propositivo e il referendum confermativo a livello nazionale (tranne per le leggi costituzionali non approvate con una maggioranza di due terzi). Per questo motivo ben vengano pubblicazioni che possano creare più conoscenza sulla valenza dei diritti referendari in generale. Il volume di Thomas Benedikter nella sua seconda edizione offre un’ottica ampia sulla gamma completa della democrazia diretta, partendo dagli intenti di fondo dei diritti referendari e dall’esperienza raccolta in Svizzera ed in Ticino in particolare. Si sofferma sulle innovazioni adottate dalle Regioni a statuto speciale d’Italia e, traendo lezioni dalle esperienze italiane di 40 anni di referendum abrogativo, presenta le linee guida di una possibile riforma dei diritti referendari partendo dalla proposta di legge costituzionale popolare Quorumzero.

    “Un ottimo strumento di conoscenza e analisi comparativa”, afferma in merito a questo volume Marco Boato, già deputato e senatore, docente e giornalista, “informazione e orientamento non solo per l’opinione pubblica più avvertita, ma anche per i futuri legislatori e futuri (se ci saranno) “costituenti” o meglio revisori della Costituzione. Non un pamphlet predicatorio, ma un’opera rigorosa e organica, che affronta i problemi della democrazia diretta in tutti i loro aspetti nazionali e internazionali, giuridici e politici, procedurali e sostanziali.”

    Thomas Benedikter (2014), Più potere ai cittadini – Introduzione alla democrazia diretta e ai diritti referendari, Ed. POLITiS, Bolzano, 231 pagine. Il volume è liberamente scaricabile dai siti www.paolomichelotto.it e www.politis.it

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    Serata sulla Democrazia Diretta a Mori (TN) – 16-07-2014

    17 Luglio 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    mori

    su iniziativa degli amici del m5s di Mori (TN) ho partecipato ad una splendida serata sulla democrazia diretta a Mori. Come al solito la prima parte è stata dedicata a “La Parola ai Cittadini” e poi alla presentazione sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo.

    Nome Titolo proposta Voti ottenuti
    Raffaele nuove scuole medie – messa in sicurezza nuovo edificio richiesta fondi con vendita beni pubblici vedi ex-cantina sociale 16
    Nicola Viabilità miglioramenti ciclabile e togliere punti pericolosi 16
    Emilio Utilizzo patrimonio comunale – progetti e messa in vendita 15
    Gabriella Antenne telefono per l futuro consultazioni e informazioni e gazebo 15
    Francesca problema slot machine e gioco d’azzardo – serate informative – togliere da edifici del comune – dare incentivi ai bar che tolgono 14
    Enzo Parchi sicuri + feste e animazioni dei cittadini e presenza forze dell’ordine 12
    Nicola Orti sociali – migliorare gestione e nuovi assegnamenti e migliore pubblicizzazione 12
    Renzo PRG – normativa tramite partecipazione 12
    Mauro Edilizia imprese venduto almeno 40% prima di costruire 10

    proposte-mori-16-07-14.xls

    presentazione-DD-mori-16-07-14.pdf

    presentazione-DD-mori-16-07-14.ppt

    Postato in democrazia diretta, parola ai cittadini

    Fine silenziosa del referendum

    16 Luglio 2014 // 5 Commenti »

    di Michele Ainis

    micheleainis

    Fonte Corriere della Sera

    Le Costituzioni invecchiano, come le persone. Però, a differenza di noialtri, possono ringiovanire, bevendo un elisir di lunga vita. È a questo che serve ogni riforma, a proiettare nell’attualità un testo figlio dell’aldilà, di un’altra stagione della storia, affinché continui a rispecchiare lo spirito del tempo. E che faccia ha il nostro spiritello? Quella di chi va di fretta, sicché detesta le lungaggini della democrazia parlamentare, tanto più se rallentata da due Camere gemelle. Dunque la revisione del Senato gli strapperà un sorriso, come del resto il rafforzamento del governo, liberato dal ricatto della doppia fiducia. Qui e oggi, il nostro umore collettivo esige decisioni rapide, governi stabili, politici senza privilegi. Di conseguenza l’indennità zero per i nuovi senatori offre un’altra occasione per sorridere: e tre.

    Ma questo spiritello ha anche voglia di passare dall’altro lato dello specchio: vuole decidere, oltre che guardare. Da qui la crisi delle assemblee parlamentari, che peraltro è un fenomeno mondiale, non solo italiano. Negli Usa Benjamin Barber propone di rimpiazzarle con i sindaci, la Primavera araba le ha sostituite con le piazze, in Europa il ritiro della delega s’esprime con la diserzione dalle urne e con la domanda di democrazia diretta. Ecco perché ovunque si moltiplicano le consultazioni online dei cittadini, sugli argomenti più svariati. Ed ecco perché i referendum sono in auge dappertutto: fino al 1900 ne vennero celebrati 71; nel mezzo secolo successivo se ne aggiunsero altri 197; ma nel mondo si sono tenuti 531 referendum dal 1951 al 1993, e ormai sono innumerevoli, non basta il pallottoliere per contarli.

    Su questo versante, tuttavia, la riforma nega un’iniezione di gioventù alla nostra Carta. Anzi: le dipinge in viso un’altra ruga. Sta di fatto che gli unici due strumenti introdotti dai costituenti furono le leggi popolari e il referendum abrogativo. Sennonché le prime si sono rivelate altrettante suppliche al sovrano, che non le ha mai degnate d’uno sguardo; il secondo è stato generato con 22 anni di ritardo, senza mai diventare adulto. Avremmo potuto attenderci qualche correzione nel progetto del governo: macché, silenzio tombale. Poi ha parlato la commissione Affari costituzionali del Senato, e avrebbe fatto meglio a stare zitta. Perché ha quintuplicato le firme necessarie sulle leggi popolari (250 mila), in cambio di un occhio di riguardo. Ma è un occhio finto: quelle leggi verranno esaminate «nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari». E senza la possibilità di trasformarle in referendum propositivi ove le Camere restino silenti, come suggerì a suo tempo la commissione dei 35 esperti insediata dal governo Letta.

    E il referendum abrogativo? In pratica, abrogato. Scende di qualche gradino il quorum, però anche in questo caso salgono le sottoscrizioni: da 500 mila a 800 mila. Mica poco, se esercitiamo per esempio la memoria sull’insuccesso dei 12 referendum radicali, depositati l’anno scorso in Cassazione; il migliore (quello sulla responsabilità civile dei giudici) si è arrestato a 421 mila firme, eppure li aveva sottoscritti tutti e 12 pure Berlusconi. Significa che già adesso, per allestire un referendum, serve un movimento organizzato e ben determinato. Significa perciò che da domani il referendum sarà un’arma a disposizione dei partiti, non dei cittadini. Degli eletti, non degli elettori.

    Anche perché ormai l’autocertificazione è legge, la Pubblica amministrazione s’affaccia dallo schermo dei computer, ma per ogni referendum bisogna raccogliere le firme su carta e alla presenza di un pubblico ufficiale. E il voto elettronico? Usato in Belgio, in Austria, in Irlanda, in Svizzera, in Estonia (dove l’accesso a Internet è garantito dalla Costituzione), usato in India come in Messico e in Brasile, in Florida come in Arizona. Usato dall’Unione Europea per sottoscrivere le leggi popolari (e qui peraltro bastano un milione di firme, lo 0,2% della popolazione complessiva). In Italia, viceversa, i governi ci chiedono d’accendere il computer per esprimere pareri (dal valore legale della laurea alla spending review , dalla giustizia alla burocrazia), mai per timbrare decisioni.

    D’altronde, in futuro, ci resterà ben poco da decidere. Con questa riformulazione, il referendum potrà colpire intere leggi o singoli frammenti, purché «con autonomo valore normativo». Traduzione: stop ai referendum manipolativi, quelli che cancellavano una virgola di qua, un avverbio di là, trasformando il significato della legge, e trasformando perciò il referendum abrogativo in propositivo, benché negato dai costituenti.

    Con le nuove regole, il quesito elaborato da Segni nel 1993 verrebbe dichiarato inammissibile; eppure quel quesito aprì l’era del maggioritario, inaugurando la Seconda Repubblica. Ma evidentemente i nostri politici ci si sono affezionati, non vogliono correre il rischio di precipitare nella Terza Repubblica. Contenti loro, scontenti noi.

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    Una proposta rivoluzionaria per la democrazia da Grosseto?

    19 Giugno 2014 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    il portale della partecipazione

    ho appena terminato una riunione hangout con il Consigliere M5S Giacomo Gori di Grosseto, Claudio ed altri suoi amici e collaboratori. E mi hanno raccontato un loro progetto che è ancora allo stato embrionale, ma potrebbe essere il primo passo di una rivoluzione per il sistema democratico italiano.

    Giacomo oggi è l’unico consigliere del M5S in un comune amministrato dal PD. Lui e i suoi amici si sono posti il problema di come permettere ai loro concittadini di fare proposte per la loro città, discuterle e dare la possibilità a loro stessi di approvarle, in maniera legale con le norme nazionali vigenti.

    Da poco più di un mese si sono accorti, leggendo approfonditamente il Testo Unico Enti Locali DL 267 (TUEL), che i regolamenti comunali vigenti sono scritti in piena autonomia dai singoli comuni.

    L’art 38 comma 3 dice infatti:

    “3. I consigli sono dotati di autonomia funzionale e organizzativa.”

    Ossia la legge nazionale non scrive come i singoli comuni devono procedere per approvare gli atti che li governano. Ogni comune può decidere il metodo che preferisce, in piena libertà.

    Il fatto poi che i regolamenti comunali siano tutti simili da città a città è dovuto al fatto che quasi sempre si basano su modelli standard predisposti dall’Anci.

    Allora il M5S di Grosseto si è proposto di progettare un nuovo tipo di Regolamento Comunale, che permetta alla cittadinanza di formulare proposte da portare in Consiglio Comunale e di permettere il voto alla cittadinanza stessa.

    Già da tempo Giacomo ha fatto realizzare da un informatico il sito “Il portale della partecipazione” in cui tutti (anche chi non è cittadino di Grosseto) si possono iscrivere. Una volta iscritti c’è la possibilità di vedere i gruppi di lavoro. Ce n’è uno che si chiama “Ripartiamo dalla Bulé” (con chiari riferimento alla Bulé di Atene dove cittadini estratti a sorte per un anno, governavano la città, insieme alla popolazione) dove si sta discutendo questo progetto. Mi sono iscritto anch’io.

    L’obiettivo è quello di terminare una prima bozza di progetto, poi di contattare amministrazioni sensibili dove il m5s governa già la città per vedere come migliorare e tentare di implementare quanto progettato.

    Può apparire tutto molto complesso, e forse lo è, ma Giacomo e Claudio sono dei sognatori pratici e molto entusiasti e hanno ben chiaro in mento il risultato a cui si può arrivare, ossia la democrazia piena e reale. Chi vuole approfondire e magari dare una mano, è invitato da loro molto caldamente.

    In fondo anche il Bilancio Partecipativo, è stato creato quasi dal nulla nel 1989 da una giunta del PT a Porto Alegre, che all’inizio non sapeva esattamente come mettere in opera quanto promesso in campagna elettorale. Ma che poi un po’ alla volta si è stabilizzato ed ora è applicato solo in Italia in centinaia di città diverse. Era inizialmente una promessa, poi un progetto da realizzare, ora è un metodo testato e funzionante.

    Anche moltissimi comuni svizzeri e del New England sono governati direttamente tramite assemblee di cittadini che direttamente propongono, votano e deliberano tutti gli atti fondamentali che governano la loro città (comprese l’importo delle tasse e delle spese da sostenere).

    Postato in democrazia diretta, esempi virtuosi, partecipazione

    Parma e il nuovo Statuto con Referendum a Quorum Zero e il nuovo Regolamento per la Partecipazione

    18 Giugno 2014 // 4 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    parma democrazia diretta

    a Parma, è stato messo online da alcuni giorni l’ultima bozza della Statuto Comunale, e del Regolamento della Partecipazione, redatti con gli input dati dai cittadini durante “La Giornata della Democrazia” del 29 settembre 2013.

    Verranno portati nell’apposita commissione consiliare tra qualche giorno. Ed infine in Consiglio Comunale per la loro approvazione. Mancano ormai poche settimane per aggiungere Parma alla lista dei comuni de-quorumizzati d’Italia.

    Verranno introdotti i referendum propositivi e abrogativi senza quorum, su richiesta di 5000 abitanti (percentuale simile a quelle delle città Svizzere – alle europee del 2014 c’erano 141.000 elettori, quindi 5000 firme sono circa il 3,5% degli elettori), potranno votare anche i 16enni e 17enni e i cittadini stranieri residenti da almeno 5 anni (quindi in realtà visto che gli elettori dei referendum saranno più di quelli delle europee, la parcentuale sarà più bassa, forse sotto il 3%).

    Certo, dal punto di vista di un appassionato di democrazia diretta, ci sarebbero alcune cose da aggiungere (revoca o strumenti per sfiduciare i rappresentanti) o da togliere (ad esempio l’impossibilità attuale di fare referendum su tasse ed imposte), ma visti nel panorama italiano, in questo momento, se passano così come stanno, saranno gli strumenti di democrazia diretta più avanzati nelle mani dei cittadini. Poi bisognerà realizzare molto accuratamente il Regolamento per i Referendum (mettendo facilitazioni per la raccolta firme, le firme elettroniche, il libretto informativo, etc).

    Ma c’è anche molto di più. C’è il consigliere aggiunto per gli stranieri, vari principi come la tutela dell’acqua pubblica, il decoro urbano, il valore della cultura, la tutela e valorizzazione del territorio comunale, le pari opportunità e molto altro. Facile da vedere le novità aggiunte grazie alla scelta di fare due colonne con la versione vecchia e a fianco quella nuova con le parti aggiunte in giallo.

    Molto interessante anche il regolamento per la partecipazione, che ripristina la possibilità dei cittadini di partecipare alla discussione della cosa pubblica a livello di quartieri e di assemblee tematiche.

    Complimenti al Sindaco Federico Pizzarotti, alla ViceSindaco Nicoletta Paci (organizzatrice dell’evento “La Giornata della Democrazia” e di gran parte della stesura del Regolamento della Partecipazione) e al Pres. Consiglio Marco Vagnozzi (per quanto riguarda l’impegno a realizzare strumenti della democrazia diretta funzionanti dal punto di vista dei cittadini).

    Qui la pagina dove si possono trovare le bozze dello Statuto e del Regolamento.

    http://www.ilquartierechevorrei.it/nuovo-statuto-comune-di-parma/

    Qui sotto metto i documenti, nel caso la pagina linkata sopra dovesse scomparire tra qualche anno.

    REGOLAMENTO-partecipazione Parma.pdf

    Nuovo-Statuto-del-Comune-di-Parma.pdf

    Gli amministratori aspettano gli ultimi commenti dei cittadini prima della discussioni finale in Consiglio Comunale.

    Postato in democrazia diretta, la giornata della democrazia, partecipazione

    Vignola (MO) sarà il primo comune in Italia con La Parola ai Cittadini organizzata dal Sindaco (oltre a tutti gli strumenti di democrazia diretta)

    13 Giugno 2014 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    vignola

    domenica 8 giugno 2014 a Vignola (MO) al ballottaggio ha vinto il sindaco Mauro Smeraldi sostenuto da tre liste civiche.

    Quattro giorni prima, ero stato chiamato dal futuro sindaco per realizzare La Parola ai Cittadini e parlare degli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo. E nel corso di quella serata Mauro Smeraldi aveva chiarito molto bene la sua propensione ad introdurre gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa nella sua città in caso di vittoria. Nel 2009 la sua lista civica mi aveva già chiamato per realizzare una serata analoga. Quindi l’interesse per questi temi dura da almeno 5 anni.

    Fatto confermato anche dopo il ballottaggio in uno scambio di messaggi con il sindaco e alcuni suoi collaboratori. Sono quindi molto ottimista sul fatto che Mauro Smeraldi e la sua giunta attueranno quanto promesso nel loro programma elettorale.

    Prendo alcuni punti ineuivocabili, chiari e molto espliciti, da pag 8 del programma elettorale di Mauro Smeraldi

    Creare spazi di discussione e proposta

    a) assemblee di quartiere, assemblee pubbliche anche su richiesta dei cittadini, Consigli comunali aperti con potere di intervento e proposta dei cittadini , Consigli itineranti;

    b) potenziamento e revisione degli Istituti di partecipazione attraverso la modifica dello Statuto e del relativo Regolamento (Petizione popolare, iniziativa popolare, eliminazione quorum referendum, introduzione referendum propositivo e abrogativo in aggiunta al referendum consultivo già previsto, introduzione dell’istruttoria pubblica, democrazia diretta sulla rete);

    c) web 2.0 ( spazi pubblici e aperti di discussione e proposta sulla rete);

    d) introduzione de “La parola ai cittadini” : serata partecipativa , da realizzarsi almeno una volta all’anno, con la presenza della Giunta Comunale, in cui i cittadini avranno diritto di fare proposte o critiche per la loro città che verranno discusse e messe ai voti tra i presenti;

    Qui il programma completo:

    Vignola Programma liste dei Cittadini 2014

    Vignola ha la potenzialità di diventare la capitale della democrazia diretta e partecipativa dell’Italia!

    Seguirò con molta attenzione questa esperienza ed ogni novità la riporterò su questo blog.

    Postato in democrazia diretta, parola ai cittadini

    La revoca (recall) sta per essere introdotta (forse) anche nel Regno Unito

    8 Giugno 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    regina elisabetta

    dal 2011 nel Regno Unito si sta discutendo una legge che vuole introdurre la revoca dei membri del parlamento.La Regina nel suo ultimo discorso ha auspicato che venga approvata al più presto e quindi la questione è apparsa sui giornali ed è diventato un argomento di dibattito nazionale.

    Qui la bozza di legge scritta nel 2011 e studio sull’argomento. Interessante da pag 43 dove vengono analizzati gli esempi degli stati che già hanno questo strumento. Oltre ai soliti noti (USA, Venezuela, British Cokumbia, Svizzera) appaiono anche le Filippine.

    Recall_of_MPs_Draft_Bill.pdf

    Questa la posizione del governo inglese:

    Posizione del Governo del Regno Unito riguardo alla legge sulla revoca dei parlamentari.pdf

    Questo l’articolo del Fatto Quotidiano.

    Che riporto qui:

    Regno Unito, legge anti-casta: gli elettori potranno far dimettere i parlamentari

    In arrivo una norma che consentirà ai cittadini della circoscrizione di appartenenza del deputato incarcerato o ritenuto “non idoneo” di proporre una petizione per riassegnare il seggio. Per essere valida dovrà firmare almeno il 10% degli aventi diritto. Ma si teme già che il parlamento “annacqui” il provvedimento

    di Daniele Guido Gessa | 5 giugno 2014

    Una legge anti-casta sarà con tutta probabilità varata nel Regno Unito nei prossimi mesi. Con la possibilità, per gli elettori, di spedire a casa deputati di Westminster incarcerati o ritenuti dall’assemblea della camera dei Comuni o da quella dei Lord “non idonei alla vita parlamentare” a causa della loro condotta scorretta.

    Nonostante la voce circolasse da qualche giorno, pochi si aspettavano l’annuncio fatto dalla regina Elisabetta, mercoledì (4 giugno), durante il tradizionale Queen’s speech che apre l’anno parlamentare e che illustra il piano delle leggi di parlamento e governo per quei dodici mesi a venire. Proprio lei, il simbolo massimo del potere britannico, si è così prodigata nello spiegare l’intento del governo di David Cameron (nel suo ultimo anno di mandato, si vota infatti a maggio 2015) di dare ai cittadini elettori il diritto di “recall”.

    Nel caso infatti di carcere inferiore ai dodici mesi (per le sentenze superiori l’espulsione è già automatica) e nel caso di voto parlamentare sull’etica e le azioni di un deputato, gli appartenenti di una certa circoscrizione elettorale di cui faccia parte quel politico potranno proporre una petizione per la sua espulsione. Affinché sia valida, dovrà firmare almeno il 10% degli aventi diritto al voto, così si andrà quasi automaticamente a elezioni di mezzo termine per la riassegnazione di quel seggio. “Quasi automaticamente” appunto. Perché da più partiti politici nelle ultime ore sono arrivate polemiche per un possibile “annacquamento” della legge.

    Secondo molti analisti, verrà inserita una clausola che darà il potere al parlamento, anche dopo una petizione, di bloccare la riassegnazione del seggio. I dubbi sono venuti da destra e sinistra, con Ed Miliband, leader del partito laburista, che ha spiegato come “la legge non faccia giustizia alla delusione degli elettori”, per quei casi di condotta scorretta spesso riportati dalla stampa britannica. E poi Zac Goldsmith, parlamentare conservatore per l’area di Richmond, nel sud-ovest della capitale, che parlando con il Guardian ha detto che, appunto, “si rischia che il tutto venga annacquato” per questo potere di veto finale del parlamento.

    Ancora, tuttavia, non si sanno le specifiche della nuova legge anti-casta, che dovrebbe essere messa al voto del parlamento già nei prossimi mesi. “Presto per parlare e per lamentarsi”, dicono ora dal governo. Gli elettori britannici, insomma, attendono con ansia. Nel solo caso degli scandali legati ai rimborsi parlamentari, nel 2009, finirono nei guai e furono indagati almeno quaranta deputati. La politica britannica, non immune ai casi di corruzione e crimine, risulta tuttavia avere, il più delle volte, una sua dose di anticorpi.

    Fra gli ultimi casi saliti alla ribalta internazionale, quello di Chris Huhne, ex ministro dell’Energia e membro del parlamento, e sua moglie Vicky Pryce, nota economista con incarichi in apparati governativi, finiti in carcere nel marzo del 2013 per aver “truccato” sui punti della patente, per una multa “addebitata” sulla licenza alla guida della donna, quando in realtà l’infrazione era stata commessa dal marito. I due, che sono finiti tuttavia in carcere per aver “deviato e turbato il corso della giustizia” piuttosto che per la questione dei punti, furono poi rilasciati nel maggio dello stesso anno e sottoposti a braccialetto elettronico. Prima della condanna, nel febbraio del 2013, Huhne si dimise dal parlamento, non fu quindi espulso, ma la sua carriera nelle aule del potere pare essere sicuramente finita. Al momento si occupa di ambiente e ogni tanto scrive editoriali sul Guardian. La moglie ha persino scritto un libro sull’esperienza in carcere e partecipa ai talk show. Ma è molto difficile che nel Regno Unito tornino a fare politica o a rivestire ruoli di primo rilievo.

    Postato in democrazia diretta, revoca degli eletti

    Lecce: il consiglio comunale discuterà la petizione sulla democrazia diretta presentata dai cittadini del M5S

    // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    Scansione nota Sindaco trasmissione verbale

    a Lecce il M5S ha fatto un ulteriore passo in avanti per portare gli strumenti di democrazia diretta all’interno delle istituzioni.

    Il 22 aprile 2014 il gruppo aveva depositato una petizione al Comune. In questi giorni è arrivata la risposta.

    COMUNICATO STAMPA:

    PETIZIONE SULLA DEMOCRAZIA PARTECIPATA:

    L’OK DELLA COMMISSIONE ALLA DISCUSSIONE ll Sindaco ci ha comunicato in data odierna che la petizione sulla DEMOCRAZIA PARTECIPATA A LECCE, promossa dal M5S e presentata lo scorso aprile alla presenza della portavoce al Senato Barbara Lezzi e di tanti attivisti leccesi, è stata esaminata dalla commissione e accettata quasi totalmente per la discussione. La petizione ha lo scopo di introdurre nello statuto comunale il principio della partecipazione diretta dei cittadini alle scelte e programmi municipali e nello specifico l’abolizione de quorum nei referendum e l’inserimento di nuovi istituti quali il bilancio partecipativo, i consigli comunali aperti oltre a una maggiore trasparenza nelle commissioni consiliari. Ora farà l’ iter previsto dal regolamento. Noi attivisti del movimento 5 stelle vigileremo e informeremo la cittadinanza, per garantire che nuove forme di partecipazione democratica dal basso siano finalmente una realtà anche nel nostro comune.

    Attivisti M5S di Lecce

    scansione verbale del 29.05.2014.pdf

    Maurizio Parisi che fa parte degli attivisti del M5S di Lecce mi chiede cosa ne penso del fatto che abbiano deciso di non ritenere ammissibile la discussione su un articolo della petizione:

    “La commissione di valutazione ha dichiarato la parziale ammissibilità del testo escludendo, dalla deliberazione del Consiglio comunale alla quale sarà sottoposta, l’art. che prevedeva l’estensione delle materie, sulle quali applicare gli istituti di democrazia diretta, a tutte quelle di competenza comunale, adducendo quale limite, l’art. 75 Costituzione.

    A ns. avviso non è corretto, perchè l’art. della Costituzione si riferisce al solo referendum abrogativo nazionale. E’ corretta questa interpretazione? cosa ci suggerisci di fare?

    Ti ringrazio Maurizio Parisi

    P.s.: per completezza di informazione ti riporto l’art. che abbiamo scritto sulla petizione, preso pari pari dal tuo testo “Strumenti di partecipazione e di democrazia diretta” : Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutte le materie di competenza del Consiglio Comunale e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, né con il catalogo dei diritti fondamentali contenuto nei Trattati dell’Unione Europea. Ciascuna iniziativo o referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.”

    Penso che il fatto che ci siano limitazioni sulle materie su cui si può esercitare il referendum abrogativo nazionale nell’art. 75 della Costituzione non obbliga a fare la stessa cosa nei referendum degli enti locali. Per esempio, con sentenza del 2-12-2004 n.372 la Corte di cassazione ha stabilito che l’art.75 della Costituzione che prevede il quorum a livello nazionale non comporta l’obbligo del quorum per i referendum previsti negli statuti degli enti locali: quindi, a livello locale, l’applicazione del quorum, decisa dai rappresentanti locali, è una pura scelta politica. Ma in Italia (contrariamente ad esempio agli USA) una sentenza della Corte di Cassazione non crea giurisprudenza. Quindi bisognerebbe che gli amministratori di Lecce fossero così lungimiranti da introdurre l’articolo della petizione. E i nemici di questo articolo che chiedessero una sentenza della Corte di Cassazione. Solo così avremmo una risposta giuridica a questo problema di interpretazione.

    Quindi secondo me, per iniziare si può accettare che vengano discussi tutti gli altri articoli, ed in particolare l’abolizione del quorum dai referendum. Questo nell’immediato. Per il futuro, se avete energie e persone con competenze giuridiche che possano aiutarvi (penso ad esempio alla Senatrice M5S che citate che sicuramente può avvalersi di consulenti giuridici esperti e motivati) potreste tentare di far arrivare subito questa problematica alla Corte di Cassazione. In questo modo potreste aiutare il percorso nella vostra città, ma anche chiarire questo punto per tutti gli altri gruppi in Italia che portano avanti questa richiesta.


    COMUNICATO STAMPA DEL 22 APRILE SCORSO:

    Il M5S ha presentato il 22 aprile scorso presso la segreteria generale del Comune di Lecce, alla presenza della Senatrice Barbara Lezzi e di tanti attivisti proponenti, la petizione “DEMOCRAZIA PARTECIPATA A LECCE”. La Petizione, sottoscritta da circa 900 cittadini, intende modificare lo Statuto Comunale e il suo Regolamento.

    Propone l’istituzione di nuovi strumenti di Democrazia Diretta e Partecipativa già adottati in molti enti locali italiani ed europei. I promotori della Petizione sono convinti che accrescere la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica porti un vantaggio alla collettività e al bene comune a scapito degli interessi “privati”.

    I punti salienti della petizione riguardano: – l’abolizione del quorum per tutti i referendum popolari, – il bilancio partecipativo, – il consiglio comunale aperto – maggiore trasparenza riguardo le commissioni consiliari e le attività degli assessorati. La presenza di un “quorum” di fatto favorisce il boicottaggio dei quesiti referendari difendendo in tal modo gli interessi dei gruppi di potere interessati a non far scegliere e a non sviluppare il dibattito democratico tra i cittadini. Quindi, l’ abolizione rappresenterebbe una prospettiva differente della visione politica perchè stimolerebbe e premierebbe la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni democratiche della città.

    Si richiede anche: – la riduzione del numero di cittadini che possono proporre un referendum. Oggi è prevista la sottoscrizione del 20% del corpo elettorale, quasi 16mila firme, per quello abrogativo, – l’ampliamento delle materie sulle quali è possibile chiedere un referendum – la rapida attuazione dell’esito referendario entro 90 giorni. – maggiore trasparenza, in conformità con l’attuale legislazione in materia, attraverso l’utilizzo dello streaming, anche per le Commissioni Consiliari. – Consigli Comunali Aperti (per “aperti” si intende aperti agli interventi dei cittadini) su temi cruciali come in materia urbanistica ed economico/finanziaria. Non da ultimo la Petizione presentata richiede l’istituzione del Bilancio Partecipativo, ossia la possibilità che Cittadini possano intervenire nella gestione di parte delle risorse comunali, mettendo al centro gli interessi della collettività. Le modalità di coinvolgimento della cittadinanza verranno stabilite con apposito regolamento.

    Postato in democrazia diretta

    Incontro sulla Democrazia Diretta a Trento 6 giugno 2014

    // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    trento 6-6-14

    bell’incontro organizzato dal m5s in cui ho facilitato “La Parola ai Cittadini” e mostrato la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo, Matteo Rigotti ha parlato della iniziativa comunale (trento) Quorum Zero (che come esito ha avuto l’abbassamento del quorum al 30% a livello comunale) e Alex Marini ha parlato della iniziativa Più Democrazia in Trentino di carattere provinciale, che sarà in discussione in Consiglio Provinciale il 15-16 luglio 2014 e su cui dovranno i consiglieri dovranno decidere se approvarla o cassarla o decidere di non decidere e quindi lasciare la parola ai cittadini tramite il voto referendario previsto dal regolamento in questo caso, e che però prevede oggi il quorum del 50%.

    Qui le proposte emerse:

    Nome Titolo proposta Voti ottenuti
    Marianna Ridurre Inquinamento A22 e eliminare progetto TAV con referendum 39
    Renata Acqua non contaminata con Arsenico 34
    Giulio Dare priorità Bonifica siti contaminati Trento ex Sloi 33
    Matteo Introdurre Regolamento gestione condivisa beni comuni 31
    Lorenzo Contingentamento Teleriscaldamento a Biomasse 28
    Gianpiero Piste ciclabili e carrozzelle elettriche 26
    Vincenzo Area cani a Mattarello e provincia 25
    Lucia Microaree per i Rom 17

    Questo il file in excel:

    proposte Trento 06-06-14.xls

    Questa la presentazione mostrata:

    presentazione DD trento 06-06-14.pdf

    presentazione DD trento 06-06-14.ppt

    Aggiornamento:
    Nel frattempo Alex Marini ha preparato il resoconto della seduta in Prima commissione del Consiglio Provinciale di Trento di mercoledì scorso http://piudemocraziaintrentino.org/2014/06/08/rossi-si-nasconde-dietro-presunte-incompatibilita-statutarie/

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    Cristiano Zanella: portiamo la DEMOCRAZIA DIRETTA in Europa

    23 Maggio 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    cristiano zanella

    a queste elezioni europee si presenta come candidato nel m5s anche il trentino Cristiano Zanella, che è uno dei tre cittadini che nel 2011 hanno concretamente scritto la proposta di legge di iniziativa popolare del trentino per la democrazia diretta. Questi tre cittadini, Cristiano Zanella, Alex Marini e Stefano Longano facevano parte di vari gruppi ed associazioni che costituivano il Comitato Più Democrazia nel Trentino. Questa proposta di legge di iniziativa popolare ha raccolto più di 8000 firme in 3 mesi ed è stata depositata presso la Provincia di Trento dove sarà discussa tra pochi mesi.

    È una legge tra le più avanzate tra quelle immaginate e presentate in Italia e propone tutti gli strumenti migliori a disposizione dei cittadini che esistono nel mondo. I referendum propositivi e abrogativi senza quorum, l’obbligo di discussione delle iniziative popolari, il libretto informativo, i cittadini estratti a sorte per prendere le decisioni pubbliche, il voto elettronico.

    Ora la stessa persona che ha contribuito fortemente a scriverla, e che quindi ha approfondito tutti gli aspetti della democrazia diretta, può entrare nel parlamento Europeo e proporre la stessa cosa a livello europeo.

    Qui la proposta completa. Che è una lettura che consiglio a tutti gli appassionati di democrazia diretta.

    Questa la pagina FB di Cristiano Zanella

    https://www.facebook.com/pages/Cristiano-Zanella/1421279874805657

    Io non ho dubbi su chi votare!

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    Petizione sulla democrazia diretta presentata al comune di Lecce dal m5s

    6 Maggio 2014 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    gli amici del m5s di Lecce mi hanno mandato questa email, che è un bellissimo esempio di ciò che qualunque gruppo può fare nella propria città. Se ognuno lo facesse, la consapevolezza dei nostri diritti aumenterebbe e un po’ alla volta, quando diventerà una opinione condivisa dalla maggioranza dei cittadini, sarà inevitabile che essa entri nelle istituzioni. Questo è un utilissimo passo per iniziare.

    petizione lecce

    Qui il comunicato ufficiale che mi ha inviato l’attivista Caterina Vitiello

    Martedi 22 aprile, la portavoce al senato del M5S  Barbara Lezzi isieme a tanti attivisti proponenti, hanno depositato la petizione “DEMOCRAZIA PARTECIPATA A LECCE”.

    La Petizione, sottoscritta da circa 900 cittadini, intende modificare lo Statuto Comunale e il suo Regolamento. Propone l’istituzione di nuovi strumenti di Democrazia Diretta e Partecipativa già adottati in molti enti locali italiani ed europei.

    I promotori della Petizione sono convinti che accrescere la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica porti un vantaggio alla collettività e al bene comune a scapito degli interessi “privati”.

    I punti salienti della petizione riguardano:
    - l’abolizione del quorum per tutti i referendum popolari,
    - il bilancio partecipativo,
    - il consiglio comunale aperto
    - maggiore trasparenza riguardo le commissioni consiliari e le attività degli assessorati.

    La presenza di un “quorum” di fatto favorisce il boicottaggio dei quesiti referendari difendendo in tal modo gli interessi dei gruppi di potere interessati a non far scegliere e a non sviluppare il dibattito democratico tra i cittadini.
    Quindi, l’ abolizione rappresenterebbe una prospettiva differente della visione politica perchè stimolerebbe e premierebbe la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni democratiche della città.

    Si richiede anche:
    - la riduzione del numero di cittadini che possono proporre un referendum. Oggi è prevista la sottoscrizione del 20% del corpo elettorale, quasi 16mila firme, per quello abrogativo,
    - l’ampliamento delle materie sulle quali è possibile chiedere un referendum
    - la rapida attuazione dell’esito referendario entro 90 giorni.
    - maggiore trasparenza, in conformità con l’attuale legislazione in materia, attraverso l’utilizzo dello streaming, anche per le Commissioni Consiliari.
    - Consigli Comunali Aperti (per “aperti” si intende aperti agli interventi dei cittadini) su temi cruciali come in materia urbanistica ed economico/finanziaria.

    Non da ultimo la Petizione presentata richiede l’istituzione del Bilancio Partecipativo, ossia la possibilità che Cittadini possano intervenire nella gestione di parte delle risorse comunali, mettendo al centro gli interessi della collettività. Le modalità di coinvolgimento della cittadinanza verranno stabilite con apposito regolamento.

    Qui il documento in formato .doc per chi vuole usarlo come esempio per la propria città:

    testo petizione democrazia diretta lecce

    Questo il loro spazio su FB
    https://www.facebook.com/m5sattivistilecce?fref=ts

    Qui di seguito il testo online: (continua…)

    Postato in democrazia diretta

    Serata sulla Democrazia Diretta con m5s di Levico (TN)

    // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    levico 02-05-2014

    bella e straordinaria serata a Levico (TN) per chiudere la campagna elettorale della lista m5s alle comunali.

    Un’intera serata dedicata alla democrazia diretta, con pochi minuti riservati al rappresentante eletto nel camera dei deputati Riccardo Fraccaro e i rappresentanti eletti alla provincia Filippo De Gasperi e Manuela Bottamedi e il candidato alle europee Cristiano Zanella.

    La prima parte della serata è stata dedicata alla sperimentazione concreta del metodo “La Parola ai Cittadini” per circa 1 ora. La seconda parte alla presentazione degli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo.

    Questi i temi emersi, discussi e votati:

    0 Nome Titolo proposta Voti ottenuti
    2 Mario Energia alternativa su edifici pubblici (permettere a privati e esempio del pubblico) 37
    6 Nicola Consiglio comunale in diretta web 35
    8 Antonio Mercato dei contadini km zero 34
    10 Paola Campi polivalenti liberi e gratuiti 32
    1 Luisella Stazione corriere che non c’è 28
    4 Serena Abolizione fuochi artificio durante l’estate 28
    5 Moira Area per i cani 27
    9 Nicola Strutture per accogliere turisti, aperte la sera 25
    7 Gianluigi Maggiore comunicazione scuole e luoghi di lavoro 17
    3 Ylenia Pulmini elettrici per il collegamento delle frazioni 14

    Qui il file del foglio elettronico:

    proposte Levico 02-05-14

    Qui la presentazione sulla democrazia diretta in pdf

    presentazione DD Levico (TN) 02-05-14

    Qui la presentazione sulla democrazia diretta in ppt (e quindi modificabile)

    presentazione DD Levico (TN) 02-05-14

    P.s. nelle elezioni di 2 giorni dopo il m5s ha avuto quasi il 7% dei voti ed ha eletto come consigliere comunale Maurizio Dal Bianco

    Postato in democrazia diretta, parola ai cittadini

    serata sulla democrazia diretta Arco (TN) 20-02-14

    21 Febbraio 2014 // Nessun commento »

    dd arco

    di Paolo Michelotto

    serata molto interessante sulla democrazia diretta, organizzata dal m5s di Arco. Durante “La Parola ai Cittadini” sono emerse proposte molto serie, fattibili, condivisibili e sane. L’essenza della democrazia, quando essa è esercitata direttamente dai cittadini.

    Queste le proposte emerse in ordine di votazione:

    Nome 	       Titolo proposta	                             Voti ottenuti
    manuel	       più assistenza ai disabili e agli anziani	        38
    anna	       punto riferimento per dare sostegno a donne stalkizzate	36
    stefano c.     nuovo asilo nido	                                        34
    ottavio	       creazione aree verdi	                                33
    michela	       turnover tra i comuni dei dirigenti tecnici	        33
    carmen	       Termo culletta per fototerapia per neonati	        33
    andrea	       viabilità	                                        31
    stefano	       wi fi libero sul territorio	                        29
    lorenza	       rifiuti porta a porta spinto	                        27
    giovanna       libreria vera e cinema vero	                        19

    Qui il file con il foglio di calcolo: proposte Arco 20-02-14

    Qui la presentazione sugli esempi di democrazia diretta che funzionano nel mondo, proiettata nella seconda parte della serata:

    presentazione DD Arco (TN) 20-02-14 (formato ptt)

    presentazione DD Arco (TN) 20-02-14 (formato pdf)

    Postato in democrazia diretta, parola ai cittadini

    Tre importanti novità sulla democrazia diretta dalla Sicilia di esempio per tutta l’Italia

    24 Gennaio 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    la Regione Sicilia sta diventando un esempio per la democrazia diretta, grazie all’opera del Deputato Regionale m5s Giancarlo Cancelleri e dei suoi colleghi.

    giancarlo-cancelleri m5s

    1. grazie a una proposta fatta dal m5s Sicilia, nel 2014 tutti i comuni siciliani saranno obbligati a spendere il 2% delle somme trasferite dalla Regione (e sono ingenti, visto che si tratta di Regione a Statuto Speciale e i comuni ricevono i trasferimenti dalla Regione anzichè dallo Stato) utilizzando strumenti di democrazia partecipativa. E questo è un articolo della nuova finanziaria che è stata promulgata.

    CAPO III
    Disposizioni in materia di enti locali.

    Art. 6.

    Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai comuni
    1. In attuazione delle prerogative statutarie in materia finanziaria è istituita a decorrere dal 2014, in favore dei comuni, una compartecipazione al gettito regionale dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). Le risorse da assegnare ai comuni sono calcolate in ciascun anno applicando un’aliquota di compartecipazione al gettito dell’imposta sui redditi già IRPEF effettivamente riscossa in Sicilia nell’ultimo anno precedente all’esercizio di riferimento. L’aliquota di compartecipazione per il triennio 2014-2016 è pari al rapporto tra 350.000 migliaia di euro e l’ammontare dell’ IRPEF riscossa nel 2013. Il gettito così determinato è ripartito tra i singoli comuni in proporzione alla base imponibile IRPEF valida ai fini del calcolo dell’addizionale comunale all’IRPEF. Ai comuni è fatto obbligo di spendere almeno il 2 per cento delle somme loro trasferite con forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune. A decorrere dal 2014 è, altresì, soppresso il fondo di parte corrente per le autonomie locali di cui all’articolo 45 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, e sono abrogate tutte le disposizioni di legge che prevedono riserve a valere sul medesimo fondo.

    2. Giancarlo Cancelleri ha depositato il 27-12-2013 la proposta di legge per introdurre il referendum propositivo senza quorum e con tutta una serie di caratteristiche che lo rendano uno strumento efficace ed utilizzabile dai cittadini (e anche dagli stranieri residenti da almeno 5 anni). Eliminazione quorum, referendum attivabile da 50000 cittadini o da 40 comuni o da un singolo cittadino che ottenga le firme di appoggio del 60% dei Deputati Regionali, possibilità di attivare e di votare un referendum anche per gli stranieri in regola residenti da almeno 5 anni, introduzione del referendum propositivo (con possibilità di votare un’articolato di legge o una proposta generica), referendum finanziario obbligatorio e facoltativo (come avviene in Svizzera), obbligo di invio di opuscolo informativo, possibilità del comitato referendario di avvalersi della consulenza degli uffici regionali.

    3. Giancarlo Cancelleri ha depositato sempre il 27-12-13 la proposta di legge per permettere la raccolta elettronica delle firme per avviare un referendum o una iniziativa di legge popolare, come esiste già oggi nella UE per l’Iniziativa dei Cittadini Europei. E che non esiste da nessuna parte in Italia, tranne che nella Provincia di Bolzano. Chi ha raccolto firme autenticate per i referendum sa bene la fatica e il tempo necessario. Questo metodo permetterebbe una raccolta più facile ma sempre autenticata e certificata. La democrazia ne trarrebbe un grande vantaggio.

    Le proposte dei punti 2 e 3 sono state discusse durante La Giornata della Democrazia Siciliana dell’8 dicembre 2013

    Qui i file in formato doc depositati all’Assemblea Regione Sicilia ARS

    DDL raccolta firme elettronica-1

    DDL Referendum propositivo-1

    Per trovare questi due ddl nel sito dell’ARS, bisogna andare in questo link:

    http://www.ars.sicilia.it/home/cerca/221.jsp

    ed inserire come primo firmatario il nome Giovanni Carlo Cancelleri. Purtroppo per come è fatto quel sito, non si può conservare un link diretto al DDL trovato. Comunque sono i due DDL presentati da Cancelleri il 27-12-13.

    Qui di seguito il testo per esteso dei due interessantissimi disegni di legge sulla democrazia diretta linkati sopra:

    (continua…)

    Postato in democrazia diretta, la giornata della democrazia

    Aggiornamenti su Petizione per Legge elettorale scritta da Cittadini sorteggiati

    13 Gennaio 2014 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    gli ultimi giorni dell’anno 2013 avevo scritto la petizione su Change per Legge elettorale scritta da cittadini sorteggiati.

    https://www.change.org/it/petizioni/legge-elettorale-scritta-da-cittadini-sorteggiati

    Già 366 persone hanno firmato questa richiesta. Quando qualcuno firma, il testo della petizione, con il nome del firmatario viene inviato all’indirizzo email istituzionale di una trentina di deputati, i primi in ordine alfabetico presenti nel sito della Camera. Di più non è possibile inserirne, ma già questi rappresentano un campione di tutti i partiti presenti in Parlamento. Oltre a loro anche a 4 siti di informazione: Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Ansa, LaStampa. Non è possibile aggiungere altri indirizzi.

    Oggi ho creato un gruppo FaceBook che si chiama Legge elettorale scritta da Cittadini sorteggiati a questo indirizzo:

    https://www.facebook.com/groups/1446698238879891/

    Dove invito chi sostiene l’idea a inserire una proprio foto con una propria frase. Come questa mia:

    noinonscriviamoporcate

    Su twitter ho creato l’ashtag #noinonscriviamoporcate così chi vuole diffondere l’iniziativa su Twitter può farlo.

    Uno dei firmatari Roberto Brambilla, oltre ad avvisare i suoi contatti ha parlato della petizione su Radio Lombardia durante la trasmissione “Pane al Pane” del 7 gennaio 2014 ore 19.

    Un altro dei firmatari, Thomas Benedikter ha scritto che lo farà pubblicare sul giornale online SALTO.

    Altri firmatari hanno messo un link nel loro spazio FB alla petizione.

    Dal 27 Gennaio 2014, nella Camera dei Deputati comincerà la discussione per la nuova legge elettorale.

    Facciamogli sapere che gradiamo siano i cittadini a scriverla.

    Scriviamo ai nostri amici e contatti, facciamo passa parola.

    Postato in democrazia diretta, sorteggio

    Petizione per nuova legge elettorale scritta dai Cittadini e approvata con Referendum

    28 Dicembre 2013 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    voto-durante-la-parola-ai-cittadini

    ho creato una petizione su Change.org che chiede che la nuova legge elettorale sia creata da una assemblea di cittadini estratti a sorte. Sotto il testo completo. Se condividi l’idea, firma la petizione e mandala ai tuoi amici. Qui il link per firmare:

    https://www.change.org/it/petizioni/parlamento-e-media-italiani-nuova-legge-elettorale-scritta-dai-cittadini-e-approvata-con-referendum

    Qui il testo:

    Il 4 dicembre 2013 la Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum, quindi ora è necessario scrivere una nuova legge elettorale.
    Qualsiasi forza politica o coalizione dentro o fuori il Parlamento è in forte conflitto d’interessi quando deve scrivere una legge elettorale.
    Scriverà infatti la migliore legge elettorale per il paese e i suoi cittadini oppure la migliore legge dal suo punto di vista, ossia quello di ottenere maggiori chance di vincere le elezioni e poter governare?
    Purtroppo la storia italiana e quella di quasi tutti gli altri paesi democratici del mondo è piena di esempi in cui la legge elettorale viene creata ad hoc per avvantaggiare le forze politiche che la scrivono ed approvano e non per dare il maggior beneficio al paese.

    Ma esiste una soluzione a questa contraddizione. In vari paesi la stesura di una nuova legge elettorale è stata affidata ad una assemblea di cittadini estratti a sorte.

    Un’assemblea di cittadini estratti a sorte con potere deliberativo è un metodo usato fin dalle origini della democrazia, nei tempi antichi, nell’età comunale e in età contemporanea.

    La Bulé, l’assemblea di 500 cittadini che governava Atene nel V sec AC fa era estratta a sorte tra tutti i cittadini maschi di Atene.
    Composizione e funzionamento della Bulé di Atene

    Nell’età comunale il Sorteggio fu utilizzato in Italia per governare Firenze, Orvieto, Siena, Pistoia, Perugia e Lucca. E a Venezia per scegliere i Dogi.
    la “Tratta” a Firenze
    scelta dei Dogi a Venezia

    Nel British Columbia, provincia del Canada, nel 2004 un’assemblea di 160 cittadini fu estratta a sorte per scrivere la nuova legge elettorale che poi fu sottoposta a referendum.
    Citizens’ Assembly on Electoral Reform British Columbia

    Nell’Ontario, altra provincia del Canada, nel 2007 un’assemblea di 103 cittadini fu estratta a sorte per scrivere la nuova legge elettorale che poi fu sottoposta a referendum.
    Citizens’ Assembly on Electoral Reform Ontario

    In Australia nel 2009 un’assemblea di 2009 cittadini estratti a sorte elaborò una serie di raccomandazioni sul tema “Come può il sistema politico australiano essere rinforzato per servirci meglio?” consegnate poi al Parlamento Australiano.
    Parlamento dei Cittadini Australia

    Nel Comune di Capannori (Lu) nel 2011 e poi nel 2012-13 il Bilancio Socio Partecipativo è stato elaborato da 90 cittadini estratti a sorte.
    Bilancio Socio Partecipativo Capannori

    A Parma nel settembre 2013, La Giornata della Democrazia che ha elaborato 23 proposte che verranno portate in Consiglio Comunale nel 2014, ha visto la presenza di 335 cittadini, metà estratti a sorte tra le liste elettorali e l’altra metà estratti a sorte tra chi si era presentato spontaneamente per partecipare all’evento.
    sito dell’evento “La Giornata della Democrazia” di Parma

    Alla luce di questi esempi, proponiamo che:
    - venga costituita un’assemblea deliberativa di 500 cittadini italiani estratti a sorte tra le liste elettorali in modo che tutti gli strati demografici della popolazione siano presenti;
    - vengano forniti ai cittadini di tale assemblea strumenti, metodi partecipativi, luoghi ed esperti legislativi indicati da tutti i partiti e richiesti dall’assemblea stessa;
    - i cittadini partecipanti ottengano un equo rimborso spese e indennità per il loro tempo impiegato;
    - questa assemblea sia riunita permanentemente finché avrà approvato a maggioranza una nuova legge elettorale per il paese;
    - tutto il processo sia pubblico, trasparente, inclusivo, disponibile online, trasmesso integralmente dalle radio e tv pubbliche;
    - i cittadini non facenti parte dell’assemblea possano poter esprimere commenti, critiche e suggerimenti, online, dal vivo e telefonicamente;
    - la nuova legge elettorale così scritta ed approvata dall’assemblea venga sottoposta a referendum confermativo senza quorum.

    Se vuoi firmare vai qui:

    https://www.change.org/it/petizioni/parlamento-e-media-italiani-nuova-legge-elettorale-scritta-dai-cittadini-e-approvata-con-referendum

    Postato in democrazia diretta, sorteggio

    Commenti, video, foto e risultati de “La Giornata della Democrazia Siciliana” dell’8 dicembre 2013

    11 Dicembre 2013 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    splendida Sicilia, grandissima ospitalità, generosa partecipazione, sincero interesse dei partecipanti, completo aiuto degli eletti m5s. Insomma una grandissima giornata per la democrazia.

    acireale 8-12-13

    Questi i bei commenti dei partecipanti alla fine della giornata, scansionati da Luca Lo Presti il giorno dopo.

    Schede_Valutazione_8 dicembre 2013 pdf

    Qui il video della presentazione delle proposte di legge sulla democrazia diretta pensate da Giancarlo Cancelleri (circa 15 minuti).

    http://youtu.be/PVlbnj_d6v0

    Qui il video con la mia presentazione sulla Democrazia Diretta

    http://youtu.be/a542GWEHns4

    Qui le bozze con le proposte di legge presentate da Giancarlo Cancelleri:

    DDL raccolta firme elettronica

    DDL referendum propositivo

    Qui la presentazione sulla democrazia diretta che ho proiettato all’inizio del pomeriggio:

    presentazione DD Acireale (CT) 08-12-13 pdf

    presentazione DD Acireale (CT) 08-12-13 ppt

    Qui il post dove c’erano i fogli scritti ai singoli tavoli e l’evento Live:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2013/12/05/la-giornata-della-democrazia-siciliana-la-discussione-ai-tavoli/

    Qui il foglio complessivo di tutti i singoli tavoli presenti nel link della riga precedente, dove si è discusso:

    appunti complessivi dei tavoli

    Questi le raccomandazioni finali delle votazioni che Giancarlo Cancelleri ha promesso farà sue e porterà sotto forma di integrazione alle sue proposte oppure nuove proposte, all’interno dell’ARS.

    https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AuqEouSbSBV3dGR6cDhiRkNaUGJJS0g1RzA4dXJnTGc&usp=drive_web#gid=0

    Tav n° – Nome proponente Titolo proposta Votazione finale
    tav 8 – 2 referendum finanziario (100 milioni non spezzettati) 49 58
    tav 3 revoca mandato 45
    tav 7 firma elettronica 41
    tav 9 consiglio comunale aperto in tutti i comuni 40
    tav 4 proposte per cambiare legge sui ref propositivi 21

    Qui inserisco le foto che ho scattato con il cel.

    Qui le foto inserite in FB di un partecipante, Enrico Leotta

    https://www.facebook.com/enrico.leotta.mcfly/posts/319786514828807?comment_id=1393489&offset=0&total_comments=2

    Questo il link al post su www.sicilia5stelle.it il cui testo riporto sotto.

    http://www.sicilia5stelle.it/2013/12/cittadini-e-deputati-5-stelle-assieme-per-scrivere-le-leggi/

    Cittadini e deputati 5 Stelle assieme per scrivere le leggi

    Pubblicato il 9 dicembre 2013 · In Comunicati stampa, In evidenza

    All’ordine del giorno della manifestazione di domenica scorsa due proposte di legge sull’istituzione del referendum regionale propositivo senza quorum e sulla regolamentazione della raccolta firme per via elettronica. A dirigere i lavori Paolo Michelotto, uno dei massimi esperti di democrazia diretta. Cancelleri: “Ottima esperienza, ne faremo altre”.

    un-momento-della-manifestazione1-1024x359

    Partita ad Acireale la prima esperienza di democrazia diretta

    Deputati e cittadini assieme per scrivere disegni di legge da portare a Sala d’Ercole. Il primo esperimento di democrazia partecipativa che mira a proiettare cittadini dentro le istituzioni, targato Movimento Cinque Stelle, è stato archiviato con successo domenica ad Acireale

    Erano un un centinaio, e molto soddisfatti, i partecipanti alla “Giornata della democrazia siciliana”, il primo “Town Meeting” a porte aperte in terra di Sicilia progettato dal M5Stelle Sicilia per consentire a semplici cittadini di contribuire alla redazione di proposte di legge destinate a Sala d’Ercole. La manifestazione, tenutasi al Grande albergo Maugeri di Acireale, ha visto la presenza, tra gli altri, dei parlamentari Cinquestelle Giancarlo Cancelleri,Gianina Ciancio, Angela Foti, Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa e Giorgio Ciaccio. L’evento è stato coordinato da Paolo Michelotto, uno dei massimi esperti in materia di strumenti di partecipazione e democrazia diretta in Italia.

    All’ordine del giorno della manifestazione c’erano due proposte di legge, ancora in fase di redazione e completamento, sull’istituzione del referendum regionale propositivo senza quorum e sulla regolamentazione della raccolta firme per via elettronica.

    Siamo venuti qui con due proposte di legge ancora abbozzate – ha affermato a conclusione dei lavori Cancelleri – e stiamo uscendo con moltissimi importanti contributi. Siamo molto soddisfatti dell’esito di questo esperimento. Chi, fino a qualche tempo fa, si sarebbe sognato di sedere accanto ad un deputato regionale per scrivere assieme a lui un disegno di legge? Continua la rivoluzione culturale che porterà i cittadini sempre più dentro le istituzioni. Ripeteremo giornate del genere perché la partecipazione è un’abitudine; i cittadini siciliani devono abituarsi a prendere scelte che li riguardano direttamente“.

    Ad inizio dei lavori Cancelleri ha spiegato ai cittadini le due proposte di legge alle quali gli intervenuti erano chiamati ad offrire i loro contributi. Michelotto ha invece fatto una panoramica degli esempi di democrazia partecipativa nel mondo. Casi di eccellenza si trovano i Svizzera, negli Usa, in Baviera ed in Sudamerica. Si è discusso principalmente delle opportunità che offre la democrazia partecipata: referendum propositivi, referendum finanziari, bilancio partecipato, raccolta firme digitali, revoca del mandato elettorale.

    Nella seconda fase del pomeriggio sono nati cinque tavoli tecnici in cui sono state discusse tematiche diverse: dal referendum finanziario, alla revoca del mandato, alla firma elettronica.

    Molto dibattuta è stata anche l’idea di togliere il quorum. Michelotto ha spiegato che al momento si hanno tre scelte: “si”, “no” e l’astensione. Quest’ultima opzione è sintomo di disinteressamento o di posizioni politiche deleterie, pertanto l’unica soluzione sarebbe l’eliminazione del quorum. Toglierlo significherebbe maggiore responsabilità da parte dell’elettore e maggiore presa di coscienza dei quesiti referendari.

    Postato in democrazia diretta, la giornata della democrazia