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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; democrazia diretta Svizzera</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>Referendum Minareti in Svizzera: l&#8217;opinione di Thomas Benedikter</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 07:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[referendum minareti]]></category>

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		<description><![CDATA[pubblico qui volentieri una lettera di Thomas Benedikter sui recenti referendum in Svizzera, tra cui quello sui minareti.
Non spaccare lo specchio se l&#8217;immagine non ci gradisce
Premetto subito che mi dispiace assai il SI degli svizzeri al divieto di costruire nuovi minareti. È un colpo duro alla convivenza delle comunità religiose in Svizzera ed un messaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/minareti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1586" title="minareti" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/minareti-300x192.jpg" alt="minareti" width="300" height="192" /></a>pubblico qui volentieri una lettera di Thomas Benedikter sui recenti referendum in Svizzera, tra cui quello sui minareti.</p>
<p><strong>Non spaccare lo specchio se l&#8217;immagine non ci gradisce</strong></p>
<p>Premetto subito che mi dispiace assai il SI degli svizzeri al divieto di costruire nuovi minareti. È un colpo duro alla convivenza delle comunità religiose in Svizzera ed un messaggio ostile al mondo islamico. Ne saranno più delusi ancora milioni di cristiani, che vivono nei paesi islamici, dotati di migliaia di chiese con campanili. Anche per motivi più generali le chiese svizzere si erano tutte espresse contro questo divieto. Va comunque aggiunto che in Svizzera ci sono già centinaia di moschee e nulla vieta la costruzione di altre senza campanile. Referendum di stampo xenofobo del resto in Svizzera non sono una  novità: è dal 1964 che regolarmente vengono promosse iniziative popolari sulla politica dell&#8217;immigrazione, sui rifugiati, sull&#8217;asilo politico e l&#8217;acquisizione della cittadinanza. Fino a ieri l&#8217;elettorato elvetico ha sempre dimostrato di voler essere una società accogliente. Ma esiste anche quella parte della Svizzera che la pensa come milioni di italiani, opposta alla presenza visibile di altre religioni, specie nel caso dell&#8217;Islam, che fatica ad accettare i nuovi concittadini con i loro diritti e bisogni. Nonostante tutto, l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione è un processo lento, figurarsi quanto durerà da noi.<span id="more-1585"></span></p>
<p>Dall&#8217;altra parte è scontato che questo risultato sarà un&#8217;occasione gratuita per chi da noi critica i diritti referendari in quanto tali. La democrazia diretta non è altro che uno specchio di questo processo e di atteggiamenti diffusi. Inutile spaccare lo specchio quando l&#8217;immagine non ci piace. Le votazioni referendarie portano a galla le posizioni attuali presenti fra la gente, dubbi, timori, rigetti. Sono importanti per legare la politica alla società, per informare i politici dove duole il ventre, dove occorre sensibilizzare, informare, intervenire.</p>
<p>Due sono comunque gli insegnamenti in merito alla democrazia diretta che si possono trarre dal voto svizzero dell&#8217;altro ieri. Primo, la democrazia diretta non va ristretta nei settori di applicazione, ma deve avere dei limiti sostanziali. I diritti umani e fondamentali, sanciti dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani, indica tale limite e anche la Svizzera dovrà tenerne conto. A questo scopo dovrà dotarsi di una Corte Costituzionale che possa in anticipo vagliare le proposte referendarie sulla compatibilità con le convenzioni internazionali sui diritti umani. Né in Italia in generale né in Provincia di Bolzano movimenti per più democrazia hanno chiesto che vengano aboliti tali limiti. Anzi, nella nostra provincia giustamente vale anche il limite dello Statuto di Autonomia. Del resto, è molto probabile che musulmani svizzeri faranno ricorso alla Corte di Strasburgo che dovrà necessariamente cassare il risultato di questo referendum.</p>
<p>Secondo, in Svizzera come altrove in Europa esiste il problema dell&#8217;islamofobia, e si dovrà imparare che la convivenza con comunità religiose diverse non si organizza vietando le i loro simboli architettonici. L&#8217;islamofobia però neanche si contrasta vietando referendum che si occupano della politica dell&#8217;immigrazione. Per arrivare ad una società più rispettosa delle differenze culturali, più aperta e solidale con i nuovi cittadini, non serve vietare gli strumenti che evidenziano le paure ed i timori. Non si chiede l&#8217;abolizione delle elezioni perché ci sono forze politiche xenofobe in lizza. Il „populismo“ ha gioco più facile nelle elezioni che nei referendum; tantomeno in Svizzera, dove per un referendum passano tre anni fra raccolta di firme, controproposta del parlamento, informazioni ufficiali, presa di posizione di tutte le forze sociali e politiche senza campagne di boicottaggio, quindi un dibattito pubblico molto articolato. Alla fine si vota e  &#8211; che ci piaccia o meno – una buona parte del popolo svizzero la pensa proprio cosí.</p>
<p>La lezioni quindi è quella di consentire campagne referendarie corrette, equi, trasparenti, con sufficiente tempo per un dibattito aperto e pubblico, che non violino diritti umani. Confrontarsi con i risultati è poi una sfida sia per la politica sia per tutta la società. Contro atteggiamenti islamofobici  serve più informazione, dibattito, educazione, incontri. Va rafforzata l&#8217;educazione interculturale, va sensibilizzata la società ed il dibattito aperto, anche con l&#8217;aiuto dei diritti popolari. Nelle grandi città svizzere la maggioranza è contro il divieto dei minareti, invece dove vivono meno musulmani l&#8217;opposizione è più accentuata. Non sarebbe diverso da noi.</p>
<p>Thomas Benedikter, Bolzano</p>
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		<title>I risultati delle votazioni del 17 maggio 2009 in Svizzera: come la democrazia dovrebbe essere.</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/19/i-risultati-delle-votazioni-del-17-maggio-2009-in-svizzera-come-la-democrazia-dovrebbe-essere/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/19/i-risultati-delle-votazioni-del-17-maggio-2009-in-svizzera-come-la-democrazia-dovrebbe-essere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 21:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[risultati 17 maggio 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[hasard
di Paolo Michelotto
Questi i risultati delle votazioni e alcuni articoli presenti qui.
Passaporto biometrico
Sì: 953&#8242;136 (50,1%)
No: 947&#8242;632 (49,9%)
Medicine complementari
Sì: 1&#8242;283&#8242;838 (67%)
No: 631&#8242;908 (33%)
Partecipazione: 38,3%
Questi alcuni articoli che spiegano quanto accaduto secondo l&#8217;ottica dei media svizzeri, sui due referendum confederali ma anche sui molti referendum e iniziative cantonali, votati nella stessa giornata
18 maggio 2009 &#8211; 08.54
Un &#8217;sì&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_916" class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/hasard.jpg"><img class="size-medium wp-image-916" title="hasard" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/hasard.jpg" alt="hasard" width="277" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">hasard</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Questi i risultati delle votazioni e alcuni articoli presenti <a href="http://www.swissinfo.ch/ita/politica/votazioni/index.html?siteSect=300&amp;market=yes&amp;front=mk">qui.</a></p>
<p><strong>Passaporto biometrico</strong></p>
<p>Sì: 953&#8242;136 (50,1%)<br />
No: 947&#8242;632 (49,9%)<br />
<strong>Medicine complementari</strong></p>
<p>Sì: 1&#8242;283&#8242;838 (67%)<br />
No: 631&#8242;908 (33%)</p>
<p>Partecipazione: <strong>38,3%</strong></p>
<p>Questi alcuni articoli che spiegano quanto accaduto secondo l&#8217;ottica dei media svizzeri, sui due referendum confederali ma anche sui molti referendum e iniziative cantonali, votati nella stessa giornata</p>
<p>18 maggio 2009 &#8211; 08.54<br />
<strong>Un &#8217;sì&#8217; che ha valore di messa in guardia</strong></p>
<p><strong>Approvando solo di stretta misura domenica l&#8217;introduzione del passaporto biometrico gli svizzeri hanno voluto lanciare un segnale chiaro al governo: con la protezione dei dati non si scherza, commenta la stampa svizzera.</strong></p>
<p>All&#8217;indomani del fine settimana di votazioni, la stampa elvetica dedica i suoi commenti soprattutto al risicato &#8217;sì&#8217; &#8211; &#8220;Una maggioranza casuale&#8221;, come titolano il Blick e Le Temps &#8211; con il quale gli svizzeri hanno accettato l&#8217;introduzione del nuovo passaporto biometrico.</p>
<p>&#8220;Alla fine gli svizzeri hanno privilegiato il loro attaccamento alla libertà di movimento. Ma il risultato è così striminzito che traduce un profondo scetticismo sulla gestione della biometria&#8221;, riassume il quotidiano vodese 24 Heures.<span id="more-915"></span><br />
<strong>Il tempo passa, ma la diffidenza resta</strong></p>
<p>&#8220;Le generazioni passano, ma nei geni del cittadino elvetico la diffidenza, nata vent&#8217;anni fa con lo scandalo delle schede e della polizia segreta P26, resta&#8221;, scrive dal canto suo La Liberté, secondo cui il risultato rappresenta un segnale chiaro, che dovrà essere tenuto in debita considerazione dal governo.</p>
<p>La Neue Zürcher Zeitung osserva che &#8220;non è stata tanto l&#8217;introduzione del passaporto biometrico che ha diviso la Svizzera in due campi quasi uguali, quanto piuttosto le postille della proposta&#8221;. &#8220;Concretamente &#8211; scrive il giornale zurighese &#8211; la registrazione delle impronte digitali del proprietario del passaporto in una banca dati centralizzata dell&#8217;Ufficio federale di polizia&#8221;.</p>
<p>Un argomento sviluppato anche dal Tages Anzeiger, secondo cui il parlamento adesso dovrà esaminare con serietà la proposta dei Verdi, che chiedono di introdurre la possibilità per ogni detentore di passaporto di domandare la cancellazione delle sue impronte dalla banca dati. &#8220;Basterebbe una sola frase nella legge, che non causerebbe il minimo problema né con gli Stati Uniti né con l&#8217;accordo di Schengen&#8221;, sottolinea il Tages Anzeiger.<br />
<strong>Il governo &#8220;ha fallito&#8221;</strong></p>
<p>I commenti non risparmiano inoltre l&#8217;operato del governo. Per l&#8217;Aargauer Zeitung, il risultato del voto di domenica rappresenta uno &#8220;schiaffo per l&#8217;establishement (&#8230;), che solo per caso non appartiene campo dei perdenti&#8221;. Un &#8216;establishement&#8217; &#8211; governo e parlamentari navigati &#8211; che non ha &#8220;preso sul serio le paure della popolazione di essere schedata&#8221;.</p>
<p>Secondo il Corriere del Ticino, il governo avrebbe potuto agire diversamente, evitando così di far quasi naufragare il progetto: &#8220;Gli svizzeri amano la libera scelta: poter decidere liberamente fra un passaporto biometrico e uno normale (come hanno fatto diversi paesi europei, a cominciare dalla Germania) non avrebbe scatenato tanto sospetto e tanta ostilità da parte di larghi strati della popolazione&#8221;.</p>
<p>Il quotidiano romando Le Temps sottolinea dal canto suo che &#8220;nel paese del segreto bancario, dove si dà così tanta importanza alla protezione della sfera privata, lo Stato doveva rassicurare. Però ha fallito. E ciò che è peggio, ha contribuito per eccesso di zelo ad aumentare la diffidenza del cittadino, progettando di creare una banca dati centralizzata&#8221;.</p>
<p>In materia di passaporto biometrico e di protezione dei dati, il governo è sotto stretta sorveglianza: &#8220;Nessuno strappo sarà perdonato&#8221;, conclude Le Temps.</p>
<p>Per questa ragione, il Consiglio federale dovrà ora &#8220;dissipare i timori giustificati degli oppositori&#8221;, applicando con discernimento la nuova legge sul passaporto biometrico, scrive il Bund. La tentazione di aprire la banca dati a potenziali ricerche rimane grande, è il timore espresso dal giornale bernese.<br />
<strong>&#8220;Un ministro al capolinea&#8221;</strong></p>
<p>Il secondo tema in votazione &#8211; l&#8217;articolo costituzionale sul riconoscimento delle medicine complementari &#8211; è abbordato solo da alcuni quotidiani.</p>
<p>&#8220;Olio di ricino&#8221;, titola Le Matin, secondo cui con il voto di ieri &#8220;la popolazione ha inviato il messaggio di non voler più essere presa in ostaggio dalle minacce sull&#8217;aumento dei premi&#8221; dell&#8217;assicurazione malattia, ma di &#8220;volere un altro sistema sanitario&#8221;.</p>
<p>Secondo il Corriere del Ticino, &#8220;il segnale politico è chiaro: gli svizzeri vogliono il più ampio ventaglio di cure mediche di alta qualità per tutti, coperte cioè dall&#8217;assicurazione di base. In altre parole: risparmiamo pure su molte cose ma per favore non sulle cure mediche!&#8221;.</p>
<p>Per La Regione, &#8220;la popolazione non ha inteso firmare un assegno scoperto&#8221;, ma ha voluto indicare di volere &#8220;piuttosto che si persegua il contenimento dei costi senza rinunciare alla medicina alternativa, che aiuta, anche solo psicologicamente, quei &#8216;malati immaginari&#8217; che causano più spese al sistema sanitario&#8221;.</p>
<p>Secondo il quotidiano ticinese, il risultato rappresenta però soprattutto un chiaro segnale di sfiducia nei confronti del ministro della sanità Pascal Couchepin, che ha sostenuto l&#8217;articolo costituzionale solo perché così ha deciso la maggioranza del parlamento. &#8220;Il consigliere federale Pascal Couchepin deve ormai riflettere seriamente sul fallimento della sua politica sanitaria e sull&#8217;opportunità di dimettersi&#8221;</p>
<p><strong>Dalle urne due &#8217;sì&#8217;, di cui uno di stretta misura</strong></p>
<p>Il passaporto svizzero, creato nel 1915, entrerà presto nell&#8217;era della biometria</p>
<p>La popolazione svizzera ha approvato domenica per una manciata di voti l&#8217;introduzione del nuovo passaporto biometrico. Senza storia invece la votazione sull&#8217;articolo costituzionale sulla medicina complementare, che ha ottenuto il 67% di consensi.</p>
<p>L&#8217;esito del referendum sull&#8217;introduzione del nuovo passaporto biometrico è stato incerto sino alla fine: favorevoli e contrari sono infatti divisi solo da 5&#8242;504 schede.</p>
<p>Il progetto, approvato da governo e parlamento, è stato sostenuto dal 50,14% di votanti. Il &#8217;sì&#8217; ha prevalso però solo in dieci cantoni e semicantoni. Il tasso di accettazione più forte è stato registrato a Lucerna (57,6%), Zugo (55,3%) e Obvaldo (55,1%).</p>
<p>In alcuni cantoni, la differenza è stata di poche centinaia di schede. A Glarona, ad esempio, il &#8216;no&#8217; ha vinto per soli cinque voti. In Ticino, i contrari sono stati il 50,5% (33&#8242;313 contro 32&#8242;597). Le più forti percentuali di &#8216;no&#8217; sono state registrate nei cantoni di Giura (56%), Sciaffusa (55,5%) e Vaud (54,5%).<br />
<strong>Libertà di viaggiare</strong></p>
<p>Grazie al risultato del voto di domenica, la Svizzera si allinea così ai paesi dell&#8217;Unione Europea e alle esigenze dell&#8217;accordo di Schengen, nonché alle norme di sicurezza statunitensi.</p>
<p>Il passaporto, che dovrebbe essere introdotto nel 2010, conterrà un microchip sul quale vengono registrati elettronicamente i dati, tra cui un&#8217;immagine del viso e due impronte digitali.</p>
<p>Ad aver fatto breccia tra la popolazione svizzera è stato probabilmente l&#8217;argomento legato alla libertà di viaggiare con un passaporto riconosciuto e più sicuro rispetto a quello attuale.</p>
<p>La sinistra e l&#8217;Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) avevano lanciato il referendum non tanto per impedire l&#8217;introduzione del nuovo passaporto, quanto piuttosto per opporsi alla creazione di una banca dati centralizzata, in cui saranno memorizzati tutti i dati dei passaporti biometrici. Un&#8217;esigenza, questa, non richiesta dall&#8217;Accordo di Schengen e alla quale, ad esempio, ha rinunciato la Germania. Il timore spesso evocato è di una possibile deriva, con un uso a fini diversi da quelli inizialmente previsti di questa banca dati.<br />
<strong>Eveline Widmer-Schlumpf può respirare</strong></p>
<p>Il sì della popolazione svizzera è stato accolto con un grande sospiro di sollievo dalla ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>La consigliera federale ha promesso che farà il necessario affinché la protezione dei dati sia assicurata e ha dichiarato che, almeno per il momento, i dati biometrici saranno obbligatori solo sul passaporto e non sulla carta d&#8217;identità. Se un giorno dovesse essere introdotta anche una carta d&#8217;identità biometrica, il governo ne proporrà anche una versione non biometrica, ha aggiunto.</p>
<p>A nome del comitato per il &#8220;sì&#8221;, il consigliere nazionale del Partito liberale radicale Hugues Hiltpold si è detto naturalmente soddisfatto, poiché la Svizzera non rischia più di uscire dallo Spazio Schengen. Secondo Hiltpold, tuttavia, occorre prendere in seria considerazione la preoccupazione manifestata da gran parte degli svizzeri. Il governo dovrà dare prova di estrema chiarezza sul fatto che la banca dati non venga utilizzato per altri scopi.</p>
<p>Soddisfazione è stata espressa anche dall&#8217;ambasciatore dell&#8217;Unione Europea in Svizzera, Michael Reiterer, secondo cui il risultato del voto &#8220;conferma la via intrapresa dalla Svizzera&#8221;.</p>
<p>I contrari, dal canto loro, hanno sottolineato che l&#8217;introduzione del passaporto biometrico dovrà avvenire con cautela e conformemente alla protezione dei dati. Hanno inoltre ribadito la loro opposizione all&#8217;introduzione di una carta d&#8217;identità esclusivamente biometrica.<br />
<strong>Sì alle medicine complementari</strong></p>
<p>Se il passaporto biometrico è stato accettato di stretta misura, l&#8217;articolo costituzionale denominato &#8220;Un futuro per la medicina complementare&#8221; ha invece superato con estrema facilità lo scoglio popolare, ottenendo il 67% di sì.</p>
<p>Le percentuali più alte di favorevoli sono state registrate nella Svizzera francese, con punte del 78,4% nel canton Vaud e del 77,9% a Ginevra.</p>
<p>Il risultato riflette quanto avvenuto in sede parlamentare: ad eccezione dell&#8217;Unione democratica di centro e di alcune sezioni cantonali del Partito liberale radicale, tutti gli altri grandi partiti svizzeri si erano pronunciati a favore dell&#8217;articolo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questa modifica costituzionale è di reintegrare nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall&#8217;assicurazione malattia obbligatoria cinque medicine alternative (fitoterapia, omeopatia, terapia neurale, medicina cinese e antroposofica), stralciate nel 2005 dal ministro della sanità Pascal Couchepin.<br />
<strong>Couchepin fa buon viso a cattivo gioco</strong></p>
<p>Durante la campagna, Couchepin aveva però ricordato che in ogni caso per applicare il nuovo articolo costituzionale occorrerà elaborare una nuova legge. Il ministro della sanità non ha mai nascosto di non essere favorevole al progetto e di averlo dovuto sostenere poiché così ha voluto la maggioranza del parlamento.</p>
<p>Presentandosi domenica davanti ai media, il consigliere federale non si è pronunciato sulla sorte che sarà riservata alle terapie alternative. &#8220;La mia preoccupazione &#8211; ha dichiarato &#8211; è di frenare l&#8217;esplosione dei costi della salute e non il contrario&#8221;.</p>
<p>Secondo gli oppositori, se le medicine complementari dovessero essere reintrodotte nel catalogo delle spese rimborsate dall&#8217;assicurazione malattia, i costi della salute aumenterebbero di mezzo miliardo di franchi all&#8217;anno (altre stime parlano di un importo tra 80 e 100 milioni).</p>
<p>Per i fautori delle medicine complementari, il ministro della sanità non può comunque più tergiversare: &#8220;Pascal Couchepin ha sempre detto che non si sarebbe lasciato impressionare, ma con oltre i due terzi di sì, la pressione popolare è forte&#8221;, ha dichiarato la consigliera agli Stati socialista Simonetta Sommaruga. E se Couchepin non dovesse reintrodurre queste prestazioni nel catalogo di quelle rimborsare, sarà il parlamento o il suo successore a farlo, ha aggiunto.</p>
<p>Daniele Mariani, swissinfo.ch e agenzie</p>
<p><strong>Votazioni Cantonali</strong></p>
<p><strong>Il divieto di fumo si estende a nuovi cantoni</strong></p>
<p><strong>Oltre che sui due oggetti in votazione federale, in 14 cantoni gli elettori domenica erano chiamati alle urne per esprimersi su temi di carattere regionale. Divieto di fumare in locali pubblici, riforme scolastiche e giudiziarie hanno tenuto banco.</strong></p>
<p>Appena otto mesi dopo i vicini di Basilea Città, anche gli elettori di Basilea Campagna hanno deciso di bandire il fumo nei ritrovi pubblici. A schiacciante maggioranza, hanno accolto oggi un&#8217;iniziativa popolare in tal senso. Gli esercizi pubblici potranno mettere a disposizione della clientela locali appositi per fumare, separati e ben ventilati, ma senza servizio.</p>
<p>Sullo stesso argomento gli urani erano chiamati a votare per la seconda volta in meno di un anno. E per la seconda volta hanno mantenuto le regole fissate dalla legge sulla sanità, adottata nel giugno 2008. Questa vieta il fumo negli stabilimenti pubblici e accorda la possibilità di installare &#8220;fumoir&#8221; separati e ventilati.</p>
<p>Il tentativo di allentare la normativa adeguandola a quella federale che proibisce il fumo negli stabilimenti pubblici, ma concede una deroga a quelli con una superficie inferiore agli 80 metri quadrati, è fallito. L&#8217;elettorato ha bocciato la proposta con 5&#8242;341 voti contro 4&#8242;887.</p>
<p>Al contrario, l&#8217;elettorato turgoviese ha optato per una legge più blanda. Con 31&#8242;075 voti contro 25&#8242;627, ha respinto un&#8217;iniziativa popolare che chiedeva il divieto generalizzato con la possibilità di spazi per fumatori senza servizio. Ha invece accettato il controprogetto ispirato alla legge federale.</p>
<p>Ad eccezione di Sciaffusa e Appenzello Interno, tutti i cantoni hanno ormai legiferato sul fumo passivo, creando un mosaico di regolamenti. Nella maggioranza dei casi le norme sono già più restrittive della Legge federale sul fumo passivo adottata dal parlamento svizzero nell&#8217;ottobre 2008.<br />
<strong>Regolamenti scolastici in quattro cantoni</strong></p>
<p>In Argovia, l&#8217;elettorato ha bocciato nettamente e su tutta la linea una controversa riforma scolastica, già costata la poltrona al suo principale fautore: l&#8217;ex capo del Dipartimento della pubblica educazione, il popolare democratico Rainer Huber, che alle alle recenti elezioni è stato sconfitto dall&#8217;esponente dell&#8217;Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) Alex Hürzeler. E proprio l&#8217;UDC è il partito che si opponeva a tutti i punti della riforma, che avrebbe riorganizzato l&#8217;intera scuola dell&#8217;obbligo.</p>
<p>Essa prevedeva in particolare l&#8217;abolizione dell&#8217;asilo e l&#8217;inizio della scolarizzazione a 5 anni con un ciclo primario di 4 anni, seguito da 4 anni di scuola media e quindi da un ciclo medio superiore di 3 anni e tre livelli di apprendimento.</p>
<p>In Appenzello Esterno saranno reintrodotti i voti a scuola a partire dalla quarta elementare. L&#8217;elettorato ha approvato a netta maggioranza un&#8217;iniziativa popolare in tal senso lanciata dall&#8217;UDC. Il cantone aveva abolito nel 2000 i voti dal primo al sesto anno, sostituendoli con valutazioni scritte.</p>
<p>I ginevrini hanno invece approvato un controprogetto governativo sulla scuola media, opposto ad un&#8217;iniziativa che voleva ripristinare un sistema scolastico più selettivo e tradizionale.</p>
<p>Nella scuola obbligatoria nei Grigioni in futuro gli allievi dovranno seguire obbligatoriamente un&#8217;ora settimanale di &#8220;scienza delle religioni ed etica&#8221;. Contemporaneamente l&#8217;insegnamento religioso passa da due ore a una sola. Gli elettori hanno accolto a schiacciante maggioranza il cosiddetto modello &#8220;1+1&#8243;. Si tratta di un controprogetto del parlamento retico a un&#8217;iniziativa dei Giovani socialisti che chiedeva di sostituire le due ore di religione dalla prima alla nona classe con due ore di etica.<br />
<strong>Riforme giudiziarie</strong></p>
<p>Sempre nei Grigioni, l&#8217;elettorato ha anche nettamente approvato la revisione parziale della Costituzione cantonale, che prevede di togliere i compiti giudiziari ai 39 circoli retici. In base alle nuove disposizioni federali sulla giustizia, che entreranno probabilmente in vigore nel 2011, non saranno più i presidenti di circolo a emanare i mandati penali per delitti e crimini, bensì la Procura pubblica. I compiti legati al diritto civile saranno competenza dei tribunali distrettuali.</p>
<p>Dal canto loro, i ginevrini hanno deciso di abolire un&#8217;istituzione cantonale nata 200 anni fa: la giuria popolare. Con il 64,5% dei voti, l&#8217;elettorato ha seguito il governo, che aveva sottolineato l&#8217;incompatibilità di questa istituzione con il nuovo codice di procedura penale unificato a livello nazionale, che entrerà in vigore nel 2011.</p>
<p>Pure per adattarsi al nuovo codice di procedura penale svizzero, l&#8217;elettorato di Basilea campagna ha dato l&#8217;assenso a una modifica della Costituzione cantonale e alla Legge introduttiva.<br />
<strong>Il voto ai 16enni non avanza</strong></p>
<p>L&#8217;elettorato di Uri ha seccamente rifiutato l&#8217;iniziativa popolare lanciata dai Giovani socialisti per il diritto di voto a partire da 16 anni. Gli urani seguono così l&#8217;elettorato di Basilea Città, che aveva respinto un&#8217;analoga iniziativa in febbraio. L&#8217;unico cantone ad avere finora introdotto il voto ai sedicenni è Glarona.</p>
<p>I solettesi hanno deciso di introdurre prestazioni complementari per famiglie con reddito inferiore al minimo vitale. La misura dovrebbe sostenere 1100 nuclei famigliari e costare allo Stato 15 milioni di franchi all&#8217;anno.Le famiglie di working poor potranno così evitare di ricorrere all&#8217;assistenza sociale.</p>
<p>Gli svittesi potranno dedurre 1500 franchi in più per ogni figlio a carico nella dichiarazione fiscale. L&#8217;elettorato ha accolto la revisione della legge sulle imposte, che prevede anche una compensazione parziale della &#8220;progressione a freddo&#8221; e una riduzione dell&#8217;imposta sugli utili delle imprese.</p>
<p>I giurassiani hanno dato il nullaosta a un meccanismo di freno all&#8217;indebitamento. La relativa modifica costituzionale è stata approvata dal 68,6% dei votanti.<br />
<strong>Di tutto un po&#8217;</strong></p>
<p>Nel canton Neuchâtel sarà ancora possibile vendere bevande alcoliche nei negozi dei benzinai. L&#8217;elettorato ha infatti rifiutato la legge che introduceva tale divieto.</p>
<p>Nel canton San Gallo saranno create commissioni comunali incaricate di decidere sulle naturalizzazioni. L&#8217;elettorato ha dato il nullaosta al nuovo regolamento, che dovrebbe porre fine a decisioni abusive.</p>
<p>Nel canton Lucerna il provento delle multe disciplinari per le infrazioni stradali non sarà ridistribuito ai contribuenti sotto forma di detrazione fiscale. I cittadini hanno respinto nettamente un&#8217;iniziativa in tal senso lanciata dall&#8217;UDC.</p>
<p>L&#8217;elettorato lucernese ha invece accettato l&#8217;adesione al concordato intercantonale per la lotta agli hooligan, contro il quale la sinistra e gruppi di tifosi dell&#8217;FC Lucerna avevano lanciato il referendum.</p>
<p>Nel canton Zurigo l&#8217;elettorato ha respinto con una maggioranza del 63,3% un&#8217;iniziativa che chiedeva di introdurre collegamenti ferroviari ogni mezz&#8217;ora in tutte le stazioni della rete regionale della &#8220;S-Bahn&#8221;. La proposta era combattuta da governo e parlamento, che la consideravano troppo onerosa e &#8220;in parte irrealizzabile&#8221;.</p>
<p>swissinfo.ch e agenzie</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Votazione popolare del 17 maggio 2009 in Svizzera: ulteriore esempio di democrazia diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/15/votazione-popolare-del-17-maggio-2009-in-svizzera-ulteriore-esempio-di-democrazia-diretta/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 20:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 17 maggio 2009 in Svizzera avviene una votazione popolare (così chiamano le quattro giornate di votazione per referendum e iniziative che si tengono ogni anno nel paese) interessante su due quesiti che evidenziano le caratteristiche della democrazia svizzera. Per saperne di più il sito governo svizzero
medicina
Il primo quesito è una modifica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 17 maggio 2009 in Svizzera avviene una votazione popolare (così chiamano le quattro giornate di votazione per referendum e iniziative che si tengono ogni anno nel paese) interessante su due quesiti che evidenziano le caratteristiche della democrazia svizzera. <a href="http://www.admin.ch/aktuell/abstimmung/00228/index.html?lang=it">Per saperne di più il sito governo svizzero</a></p>
<div id="attachment_912" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/medicina.gif"><img class="size-medium wp-image-912" title="medicina" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/medicina-300x69.gif" alt="medicina" width="300" height="69" /></a><p class="wp-caption-text">medicina</p></div>
<p>Il primo quesito è una modifica di articolo della costituzione riguardante <strong>&#8220;Un futuro con la medicina complementare&#8221;</strong> pensato come controproposta del parlamento svizzero a una iniziativa di cittadini, che poi è stata ritirata. Ossia i cittadini hanno raccolto 100.000 firme per presentare una iniziativa (referendum propositivo), il parlamento ha fatto una controproposta che in base alla legge svizzera si deve votare nello stesso giorno della iniziativa originale. Ma i cittadini proponenti, ritenendo di essere soddisfatti dal testo della controproposta, hanno ritirato la loro proposta originale, facilitando di fatto il voto positivo alla proposta fatta dal parlamento.</p>
<div id="attachment_913" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/passaporto.gif"><img class="size-medium wp-image-913" title="passaporto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/passaporto-300x70.gif" alt="passaporto" width="300" height="70" /></a><p class="wp-caption-text">passaporto</p></div>
<p>Il secondo quesito riguarda una legge fatta dal parlamento riguardante la <strong>creazione del passaporto elettronico</strong>. Contro questa legge promulgata dal parlamento svizzero, in 100 giorni sono state raccolte 50.000 firme e ora tutti i cittadini svizzeri possono tramite referendum approvare o invalidare la norma.</p>
<p>Interessante l&#8217;opuscolo informativo realizzato dall&#8217;amministrazione e inviato a tutti gli elettori. Un esempio ottimo di come funziona la democrazia dove i cittadini contano davvero. Vengono riportate le argomentazioni del parlamento e quelle del comitato referendario (nel referendum &#8220;passaporto elettronico&#8221;)</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/abs_mai-09_i.pdf">opuscolo informativo 17 maggio 2009</a></p>
<p><strong>Articolo costituzionale «Un futuro con la medicina complementare»</strong> &#8211; (controprogetto all&#8217;iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare», ritirata)<span id="more-910"></span></p>
<p>Il Parlamento ha elaborato un articolo costituzionale quale con troprogetto all&#8217;iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare». Il nuovo articolo chiede che la Confederazione e i Cantoni, nell&#8217;ambito delle loro competenze, provvedano alla considerazione della medicina complementare. Dopo il ritiro dell&#8217;iniziativa, Popolo e Cantoni sono chiamati a esprimersi su questo controprogetto.<br />
<strong>La domanda che figura sulla scheda</strong><br />
Volete accettare l&#8217;articolo costituzionale «Un futuro con la medicina complementare»? (controprogetto all&#8217;iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare», ritirata)</p>
<p><strong>Introduzione di dati biometrici registrati elettronicamente nel passaporto svizzero e nei documenti di viaggio per stranieri (modifica della legge sui documenti d&#8217;identità e della legge sugli stranieri)</strong></p>
<p>Nel mondo sono sempre più numerosi gli Stati che introducono i passaporti contenenti dati biometrici registrati elettronicamente, i cosiddetti passaporti elettronici. Per continuare a garantire anche in futuro la libertà di viaggio ai cittadini svizzeri e mantenere l&#8217;elevato standard di sicurezza del passaporto svizzero, Consiglio federale e Parlamento hanno deciso di introdurre definitivamente anche in Svizzera il passaporto elettronico. In tal modo, le norme vincolanti per gli Stati Schengen saranno attuate anche nei passaporti svizzeri.<br />
Contro il decreto federale è stato chiesto il referendum.<br />
<strong>La domanda che figura sulla scheda</strong><br />
Volete accettare il decreto federale del 13 giugno 2008 che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e la Comunità europea concernente il recepimento del regolamento (CE) n. 2252/2004 sui passaporti e i documenti di viaggio biometrici (Sviluppo dell&#8217;acquis di Schengen)?</p>
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		<title>La Svizzera pone a referendum un accordo internazionale, quello di Schengen</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/14/la-svizzera-pone-a-referendum-un-accordo-internazionale-quello-di-schengen/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 10:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
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		<description><![CDATA[schengen
di Paolo Michelotto
in Svizzera c&#8217;è un esempio edificante di come funziona una vera democrazia. Il governo ha negoziato con l&#8217;UE l&#8217;adesione all&#8217;accordo di Schengen. Ossia il libero transito delle persone attraverso le sue frontiere. Alcuni partiti di fuori del governo e vari gruppi e associazioni, hanno raccolto le firme necessarie per indire un referendum sull&#8217;accordo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_483" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schengen.gif"><img class="size-medium wp-image-483" title="schengen" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schengen.gif" alt="schengen" width="200" height="145" /></a><p class="wp-caption-text">schengen</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in Svizzera c&#8217;è un esempio edificante di come funziona una vera democrazia. Il governo ha negoziato con l&#8217;UE l&#8217;adesione all&#8217;accordo di Schengen. Ossia il libero transito delle persone attraverso le sue frontiere. Alcuni partiti di fuori del governo e vari gruppi e associazioni, hanno raccolto le firme necessarie per indire un referendum sull&#8217;accordo. Ossia chiederanno a tutta la popolazione se sono d&#8217;accordo oppure no a questa adesione a Schengen. Massimo segno di democrazia. Chi meglio del popolo nel suo insieme può decidere sul proprio destino? Io non sono schierano pro o contro Schengen, sia chiaro. Trovo solo straordinario che ai cittadini svizzeri sia data la possibilità di informarsi, riflettere e votare sull&#8217;argomento.</p>
<p>Eppure sui giornali italiani sono apparsi articoli schierati pro Schengen, che denigrano questa possibilità dei cittadini svizzeri di poter sovvertire quanto deciso dal governo e confondono il fatto che i partiti di estrema destra (ma meno estremi di quelli che abbiamo noi al governo in Italia) abbiano raccolto le firme, non significa che questi partiti decideranno l&#8217;esito dei referendum l&#8217;8 febbraio 2009. Saranno i cittadini svizzeri che informati dai loro media estremamente obiettivi e non di proprietà dei partiti e tantomeno finanziati dallo stato, prenderanno la loro decisione.</p>
<p>Ecco l&#8217;opuscolo informativo che tutti i cittadini svizzeri hanno ricevuto a casa insieme al certificato elettorale. Opuscolo che riporta le posizioni del governo e quelle dei comitati referendari.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/referendum-svizzera-8-febbraio-2009-abs_febr-09_i.pdf">referendum svizzera 8-2-09 opuscolo informativo mandato ai cittadini<br />
</a></p>
<p>E a seguire un esempio di articolo italianocentrico e che mostra di non conoscere la democrazia svizzera, apparso sul Sole 24 ore.</p>
<p><strong>La Svizzera entra in Schengen,<br />
con l&#8217;incognita destra estrema<br />
di Andrea Franceschi</strong></p>
<p>La Svizzera entra ufficialmente a far parte dell&#8217;area Schengen. Da venerdì 12 dicembre non ci saranno più controlli delle persone alle frontiere, ma solo sulle merci. Un traguardo che arriva alla termine di anni di negoziati tra la Confederazione e l&#8217;Unione Europea, su cui però pende una spada di Damocle.<span id="more-481"></span></p>
<p>L&#8217;8 febbraio infatti il popolo svizzero sarà chiamato a pronunciarsi sul decreto federale del 13 giugno 2008, con cui la Confederazione ha approvato il rinnovo dell&#8217;Accordo tra Svizzera e Ue sulla libera circolazione delle persone e la sua estensione a Bulgaria e Romania.</p>
<p>Se al referendum vincesse il no, la Svizzera rischierebbe infatti di uscire da Schengen pochi mesi dopo esserci entrata. L&#8217;accordo sulla libera circolazione fa parte del primo pacchetto di accordi bilaterali che la Svizzera ha sottoscritto con l&#8217;Ue. Patti vincolati tra loro da una clausola detta &#8220;ghigliottina&#8221; che prevede che se solo uno non viene rinnovato, anche gli altri vengono a decadere. Gli accordi del 1999 non sono solo sulla libera circolazione delle persone. Ma riguardano anche temi come il commercio, l&#8217;agricoltura, i trasporti aerei e terrestri, gli appalti pubblici e la ricerca scientifica. Non c&#8217;è l&#8217;adesione a Schengen (essendo inclusa nel secondo pacchetto di trattati, sottoscritto nel 2004). Ma se venisse a cadere uno dei due pilastri (i bilaterali I del 1999 e quelli del 2004) della cooperazione Svizzera-Ue, uno o più paesi dell&#8217;Unione potrebbero denunciare la Confederazione. Facendo decadere quindi gli accordi del 2004. Intese raggiunte in anni di negoziati. Che verrebbero così a decadere costringendo le parti a rinegoziarle. «Il nostro paese ricadrebbe in un isolazionismo pericoloso tornando indietro di 20 anni» commenta Manuele Bertoni, presidente del partito socialista del Canton Ticino.</p>
<p>La consultazione è stata promossa da un comitato che comprende forze politiche eurocettiche dell&#8217;estrema destra come i Democratici Svizzeri, la Lega dei ticinesi e i giovani dell&#8217;Udc (il primo partito della Confederazione che alle ultime elezioni federali ha ottenuto il 27% delle preferenze). Nella formazione di Christoph Blocher inizialmente aveva prevalso il si alla proroga dei bilaterali. Lo scorso 29 novembre però, all&#8217;assemblea del partito, la maggioranza dei delegati si è ufficialmente schierata per il no.</p>
<p>Il cambio di rotta arriva dopo mesi di discussione all&#8217;interno del partito. L&#8217;Udc inizialmente è contraria solo all&#8217;estensione degli accordi di libera circolazione a Romania e Bulgaria. L&#8217;apertura dei confini ad Est, per i conservatori, farebbe aumentare l&#8217;immigrazione. E di conseguenza la criminalità e il dumping salariale. Per questo motivo, qualche mese fa, quando il Parlamento deve votare il rinnovo dei patti sulla libera circolazione e la sua estensione a Romania e Bulgaria, il partito fa pressione per votare due provvedimenti diversi. In modo da chiedere il referendum solo sulla seconda parte. Ma alla fine il Parlamento decide di votare un solo decreto. L&#8217;Ue &#8211; questa l&#8217;argomentazione &#8211; difficilmente potrebbe accettare una clausola discriminatoria verso due suoi paesi membri (che non fanno tuttavia ancora parte dell&#8217;area Schengen).</p>
<p>L&#8217;Udc, che è anche un punto di riferimento per una parte del mondo dell&#8217;imprenditoria, si trova con le mani legate. L&#8217;ala economica infatti non vuole mettere in discussione i bilaterali (che contengono anche intese di carattere commerciale, vitali per molte imprese). Perciò solo i giovani del partito (più sensibili ai temi populisti) aderiscono al comitato promotore del referendum. Insieme ad altre forze dell&#8217;estrema destra come i Democratici Svizzeri e la Lega dei ticinesi. Ai primi di ottobre il comitato presenta 51941 firme valide per il Referendum (appena sopra la soglia minima di 50mila). E qui c&#8217;è il colpo di scena. Il partito di Blocher, inizialmente diviso, si è schiera apertamente per il no all&#8217;assemblea del 29 novembre.</p>
<p>La scelta di campo è pesante, considerando il fatto che l&#8217;Udc è la prima forza politica del Paese . Cavalcando i temi dell&#8217;euroscetticismo e del contrasto all&#8217;immigrazione, il partito è passato in pochi anni dal 9 al 27% dei consensi. Attirandosi l&#8217;attenzione della stampa estera per toni piuttosto forti di alcune sue campagne (come quella per l&#8217;espulsione degli immigrati che commettono reati).</p>
<p>Sull&#8217;adesione a Schengen della Svizzera pesa quindi una pesante ipoteca. Anche se la maggior parte dei commentatori è convinta che una vittoria del no sia poco probabile. Tutte le volte che il popolo svizzero si trovato a dire il suo parere sugli accordi bilaterali con l&#8217;Unione europea, i favorevoli hanno sempre superato i contrari. «Gli elettori dell&#8217;Udc, specialmente gli imprenditori, sono gente molto pragmatica» spiega Davide Vignati, corrispondente da Berna del Corriere del Ticino. «L&#8217;Udc non è nuovo a queste campagne referendarie. Ma non sempre i suoi elettori lo seguono in queste sue crociate. Specialmente se si tratta di gente che ha attività economiche che verrebbero fortemente danneggiate da un mancato rinnovo dei bilaterali». Con ogni probabilità quindi vincerà il si. «Ma in ogni caso servirà un&#8217;ampia maggioranza per dare un segnale all&#8217;Unione Europea della nostra volontà di colaborare».<br />
Tra Svizzera e Ue ci sono alcune questioni in sospeso, che sono venute a galla particolarmente in questa fase di crisi economica. Una riguarda il regime fiscale della Confederazione che sta portando sia individui che società a trasferire qui la propria sede legale. Ogni cantone infatti decide autonomamente su questioni fiscali e la Confederazione non può metterle in discussione. Il problema è che si sta scatenando una gara al ribasso tra i singoli cantoni per attrarre capitali dall&#8217;estero (non solo dai paesi europei, ma anche dall&#8217;Asia). Altra questione rimasta irrisolta poi è quella del segreto bancario. L&#8217;Ue chiede di abolirlo da anni, ma finora ha ottenuto solo parziali concessioni.</p>
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		<title>Cap 3 -5 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 17:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della quinta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Referendum come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo michelotto" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della quinta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>Referendum come strumento di controllo</p>
<p>Alcuni motivi per cui nascono le iniziative</p>
<p>Alcuni effetti della democrazia diretta</p>
<p>A livello locale</p>
<p>Giura: democrazia diretta in azione</p>
<p>L&#8217;informazione</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cap-3-5-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-5-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>I referendum in Svizzera del 30 novembre 2008</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 21:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[risultati-referendum-pedofili
di Paolo Michelotto
interessante notare come in Italia si sia parlato dei referendum in Svizzera del 30-11-08 solamente dal punto di vista di quello della possibilità della depenalizzazione dell&#8217;uso della canapa. Mentre in Svizzera ha avuto molta più risonanza quello sulla flessibilità dell&#8217;età del pensionamento e quello sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. Inoltre in ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_420" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/risultati-referendum-pedofili.gif"><img class="size-medium wp-image-420" title="risultati-referendum-pedofili" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/risultati-referendum-pedofili-300x197.gif" alt="risultati-referendum-pedofili" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">risultati-referendum-pedofili</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>interessante notare come in Italia si sia parlato dei referendum in Svizzera del 30-11-08 solamente dal punto di vista di quello della possibilità della depenalizzazione dell&#8217;uso della canapa. Mentre in Svizzera ha avuto molta più risonanza quello sulla flessibilità dell&#8217;età del pensionamento e quello sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. Inoltre in ben 4 casi su 5 i cittadini hanno accolto i suggerimenti del governo e questo significa che in questa particolare occasione il governo e i cittadini sono ben sintonizzati. In 1 caso però, i cittadini hanno votato contro quanto sostenuto dal governo ossia sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. La percentuale dei votanti è stata del 46% cosa che in Italia, visto la presenza del quorum, avrebbe fatto invalidare tutti i referendum. Mentre in Svizzera è stata recepita come cosa assolutamente normale.</p>
<p>Interessante l&#8217;informazione completa sui 5 temi referendari, presente su tutti i media. Anche su quelli governativi come ad esempio <a href="http://www.swissinfo.org/ita/index.html" target="_blank">www.swissinfo.ch</a> (l&#8217;informazione svizzera nel mondo). C&#8217;erano le posizioni di tutti i partiti e dei maggiori gruppi e associazioni.</p>
<p>Tutte le famiglie hanno ricevuto le spiegazioni del consiglio federale. Esse sono un riassunto dei titoli e delle proposte, delle proposte di voto del consiglio federale e dei proponenti il quesito. Bello leggere tutte le posizioni, sia dei favorevoli, che dei contrari su un unico fascicolo obiettivo. Tutto spiegato con parole chiare, ma esaurienti. Si trova online, e viene mandato a tutti gli elettori insieme alle schede elettorali. Così il cittadino si può fare una buona opinione e votare in maniera informata e competente.</p>
<p>Ecco <code>questo fascicolo con le spiegazioni in italiano</code></p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=16" title="Version 1 downloaded 315 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download spiegazione del consiglio federale svizzero sui referendum del 30-11-08 Version 1" /></a></code></p>
<p>E a seguire alcuni articoli, a partire da quelli svizzeri in lingua italiana e poi quelli apparsi sui giornali italiani, come paragone&#8230;<span id="more-419"></span></p>
<p>30 novembre 2008 &#8211; 19.41<br />
<strong>Votazioni: governo piuttosto soddisfatto</strong></p>
<p>Gli svizzeri hanno seguito domenica le raccomandazioni del governo per quattro dei cinque oggetti in votazione. Non sarà semplice mettere in pratica l&#8217;iniziativa sull&#8217;imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile, ha avvertito Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>Accettando il testo, i cittadini hanno chiaramente mostrato che i pedofili non devono potersi nascondere dietro la prescrizione, ha osservato la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>La consigliera federale si è impegnata affinché questo nuovo articolo costituzionale entri in vigore immediatamente e non resti lettera morta. Tuttavia ha espresso un certo rammarico per il fatto che «gli argomenti pratici e giuridici presentati dal governo non hanno convinto la maggioranza».</p>
<p>Dal canto loro, i promotori dell&#8217;iniziativa non si aspettavano di vincere: «È incredibile», ha commentato Christine Bussat. La presidente dell&#8217;associazione Marche Blanche si è detta convinta che questa vittoria darà un impulso a numerosi altri dossier in sospeso concernenti la pedofilia.</p>
<p><strong>AVS, niente avventurismo</strong></p>
<p>Contrariamente alla sua collega di governo Eveline Widmer-Schlumpf, il ministro dell&#8217;interno e della sanità Pascal Couchepin ha potuto presentarsi sorridente ai giornalisti. Per i tre dossier che riguardavano il suo dipartimento (AVS, stupefacenti e canapa), la popolazione svizzera ha seguito le raccomandazioni del governo.</p>
<p>«Il popolo ha chiaramente dimostrato la sua volontà di consolidare le assicurazioni sociali ed ha detto no a una politica avventuristica in materia di AVS», ha dichiarato Couchepin riferendosi alla bocciatura dell&#8217;iniziativa dei sindacati per un pensionamento flessibile.</p>
<p>La questione del pensionamento anticipato non sarà però messa in disparte dal governo: sì alla flessibilità, ma senza ricorrere a sovvenzioni statali e senza gravare sulle persone che continuano a lavorare, ha promesso il ministro dell&#8217;interno. Nel progetto che verrà presentato al parlamento, Couchepin intende introdurre delle disposizioni in tal senso.</p>
<p>Per gli sconfitti, i cittadini svizzeri hanno visto nell&#8217;iniziativa «una cattiva risposta a un vero problema».</p>
<p>«Le persone attive aspettano da 15 anni una soluzione per un pensionamento flessibile», ha dichiarato Paul Rechsteiner, presidente dell&#8217;Unione sindacale svizzera. Per Christian Levrat, presidente del Partito socialista, si dovrà ora trovare un compromesso parlamentare nel quadro dell&#8217;11esima revisione dell&#8217;Assicurazione vecchiaia e superstiti.</p>
<p>Per il comitato contrario, formato da rappresentanti di praticamente tutti i partiti ad eccezione di socialisti e verdi, è illusorio di pensare a un abbassamento dell&#8217;età di pensionamento, tenuto conto dell&#8217;evoluzione demografica.</p>
<p><strong>Droga, confermata via pragmatica</strong></p>
<p>Pascal Couchepin si è detto soddisfatto anche per il fatto che la «strada pragmatica e ragionevole» seguita in questi ultimi anni in materia di politica della droga, ad esempio con la distribuzione controllata di eroina, sia stata ancora una volta confermata dai cittadini, che hanno accettato a larga maggioranza la revisione della legge sugli stupefacenti.</p>
<p>Quanto all&#8217;iniziativa sulla depenalizzazione della canapa, per il consigliere federale essa si focalizzava su un solo stupefacente, mentre attualmente i consumatori mischiano varie sostanze. «È necessario un approccio globale al problema &#8211; ha aggiunto &#8211; come garantisce la revisione della legge sugli stupefacenti approvata oggi». «L&#8217;iniziativa &#8211; ha precisato &#8211; rischiava inoltre di metterci in conflitto con i paesi confinanti e col diritto internazionale».</p>
<p>I promotori dell&#8217;iniziativa hanno dal canto loro osservato che la bocciatura non risolve in alcun modo il problema della protezione dei giovani. Oltre alla depenalizzazione dello spinello, il testo chiedeva infatti misure di protezione della gioventù.</p>
<p>Anche sul fronte opposto le reazioni non si sono fatte attendere. Per risolvere una situazione non ottimale, diverse associazioni hanno suggerito di multare gli adulti che fumano cannabis, piuttosto che avviare procedure penali. Ai minorenni dovrebbe invece essere offerta assistenza.<br />
<strong>No a soluzioni estreme</strong></p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;ultima iniziativa sottoposta al giudizio del popolo &#8211; quella sul diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste &#8211; il ministro dell&#8217;ambiente ha fatto notare che la proposta ha ottenuto il peggior risultato della giornata.</p>
<p>A suo parere, la popolazione ha dimostrato di non accettare progetti che propugnano soluzioni estreme, ma di preferire quelle frutto di una politica consensuale e di compromesso.</p>
<p>Gli sconfitti hanno da parte loro promesso di voler continuare a «lottare contro la politica ostruzionista», come dichiarato dalla consigliera nazionale del Partito liberale radicale Doris Fiala. «Si tratta ora di osservare come si comportano le organizzazioni ambientaliste», gli ha fatto eco il presidente del partito Fulvio Pelli.</p>
<p>swissinfo e agenzie</p>
<p>Risultati ufficiali:</p>
<p><strong>Imprescrittibilità pornografia infantile</strong></p>
<p><strong>Sì</strong> 1&#8242;206&#8242;222 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;119&#8242;152</p>
<p>Percentuale 51,9% &#8211; 48,1%<br />
Cantoni 18 &#8211; 5</p>
<p><strong>Pensionamento flessibile</strong><br />
<strong>Sì</strong> 970&#8242;490 &#8211; <strong>No </strong> 1&#8242;374&#8242;107<br />
Percentuale 41,4% &#8211; 58,6%<br />
Cantoni 4 &#8211; 19</p>
<p><strong>Diritto ricorso associazioni</strong><br />
<strong>Sì</strong> 774&#8242;018 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;501&#8242;184<br />
Percentuali 36,8% &#8211; 63,2%<br />
Cantoni 0 &#8211; 23</p>
<p><strong>Depenalizzazione consumo canapa</strong><br />
<strong>Sì</strong> 848&#8242;470 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;456&#8242;336<br />
Percentuali 36,8% &#8211; 63,2%<br />
Cantoni 0 &#8211; 23</p>
<p><strong>Legge federale stupefacenti</strong><br />
<strong>Sì</strong> 1&#8242;541&#8242;227 &#8211; <strong>No</strong> 723&#8242;714<br />
Percentuali 68% &#8211; 32%<br />
Cantoni 23 &#8211; 0</p>
<p><strong>Tasso di partecipazione:</strong> 46%</p>
<p>Repubblica:</p>
<p>Ginevra, 20:42<br />
<strong>SVIZZERA: REFERENDUM;SI&#8217;A EROINA DI STATO, NO A CANNABIS</strong></p>
<p>E&#8217; svolta in Svizzera. Gli elvetici, con un voto contrastante, da una parte hanno autorizzato la somministrazione dell&#8217;eroina ai tossicodipendenti dietro prescrizione medica, dall&#8217;altra hanno bocciato la legalizzazione della cannabis. Questi i primi risultati della nuova tornata di referendum su cui sono stati chiamati a esprimersi i cittadini della Confederazione, che tra l&#8217;altro, hanno eliminato la prescrizione per il reato di pedofilia. Secondo uno studio recente, la Svizzera e&#8217; il Paese europeo che fa piu&#8217; uso di cannabis, ma nonostante cio&#8217;, la proposta di legalizzarla non ha ricevuto il sostegno della maggioranza della popolazione. Mentre, per quanto riguarda la prescrizione dell&#8217;eroina per i tossicomani (sperimentalmente avviata nel 1994) il 68% degli elettori si e&#8217; espresso a favore, confermando la legge approvata del Parlamento all&#8217;inizio di quest&#8217;anno: una svolta che fa della Svizzera uno dei primi Paesi al mondo a introdurre &#8216;l&#8217;eroina di Stato&#8217;. E&#8217; rivoluzione anche per la giurisprudenza: non esistera&#8217; piu&#8217; in Svizzera la prescrizione per il reato di pedofilia. Quasi il 52% dell&#8217;elettorato, circa 1,2 milioni di persone, ha votato infatti per un testo di legge che abolisce un termine temporale per presentare denuncia per reati di pedofilia. Tutti i maggiori partiti, eccetto l&#8217;Svp di estrema destra, avevano respinto la proposta di legge e nella revisione del codice penale di giugno avevano inserito il limite di 33 anni di eta&#8217; per poter presentare denuncia per reati di pedofilia. Bocciato infine il referendum per abbassare l&#8217;eta&#8217; pensionabile a 62 anni.</p>
<p>(30 novembre 2008)</p>
<p>Corriere:</p>
<p><strong>Doppio no, dei cantoni e nel voto popolare<br />
Svizzera, la depenalizzazione della cannabis non passa al referendum<br />
Parere favorevole invece per la legge sugli stupefacenti : distribuzione di eroina ai tossicodipendenti più gravi</strong></p>
<p>BERNA &#8211; Gli svizzeri hanno bocciato con un referendum un&#8217;iniziativa popolare che chiedeva la depenalizzazione del consumo di cannabis. La maggioranza dei cantoni ha infatti respinto il progetto che per essere approvato necessitava della doppia maggioranza dei 26 cantoni e della popolazione (4,9 milioni di elettori). Secondo i primi dati, nessun cantone ha approvato l&#8217;iniziativa e si profila una bocciatura anche sul fronte dei voti.</p>
<p>EROINA &#8211; Gli svizzeri hanno invece approvato a larga maggioranza la legge che prevede l&#8217;ampliamento di un programma federale giá esistente che prevede la distribuzione controllata dell&#8217;eroina ai tossicodipendenti più gravi. La revisione della legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope crea la base legale per la cosiddetta politica dei quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione dei danni, repressione. Ribadisce la possibilitá, giá in vigore dal 1994, di distribuire eroina sotto controllo medico a persone da lungo tempo dipendenti e refrattarie ad altre terapie. Da anni questa politica poggia su decreti federali limitati nel tempo che devono quindi essere periodicamente rinnovati. L&#8217;attuale decreto scade alla fine del 2009. All&#8217;inizio dell&#8217;anno quasi 1300 persone partecipavano al programma di distribuzione controllata di eroina. In alcuni casi si riesce a sostituire il metadona all&#8217;eroina. Gli oppositori del programma sostengono che in questo modo si rinuncia a liberare dalla dipendenza queste persone, mentre i sostenitori affermano che in questo modo si è riusciti a ridurre il numero dei crimini e dei decessi legati alla droga, rispetto ai livelli allarmanti dell&#8217;inizio degli anni &#8216;90.</p>
<p>ALTRI &#8211; Respinta invece l&#8217;iniziativa sul diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste. Si profila un no anche per il pensionamento anticipato flessibile. Resta in bilico l&#8217;iniziativa sull&#8217;imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile.<br />
30 novembre 2008</p>
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		<item>
		<title>Cap 3 -4 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 09:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[


di Paolo Michelotto
ecco la lettura della quarta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
L&#8217;imitazione istituzionale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<dl id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="../wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="../wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a></dt>
</dl>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della quarta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>L&#8217;imitazione istituzionale di Hayek</p>
<p>Caratteristiche che emergono dalla storia Svizzera</p>
<p>Alcune cifre sulla democrazia diretta in Svizzera</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cap-3-4-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-4-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>Cap 3 -3 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/22/cap-3-3-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 17:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[


di Paolo Michelotto
ecco la lettura della terza parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Storia della democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<dl id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a></dt>
</dl>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della terza parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>Storia della democrazia diretta in Svizzera</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cap-3-3-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-3-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>il sito del governo svizzero: referendum, iniziative, votazioni, opuscoli informativi</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/18/il-sito-del-governo-svizzero-referendum-iniziative-votazioni-opuscoli-informativi/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 22:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[svizzera
di Paolo Michelotto
un link utile per chi è interessato ad approfondire la democrazia svizzera. E&#8217; il sito del governo e racchiude tra le innumerevoli altre cose, anche tutte le votazioni effettuate, le elezioni svolte, i referendum e le iniziative in corso e programmate nel futuro. Contiene anche l&#8217;opuscolo informativo per ogni referendum nazionale, che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_358" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/swiss_map.jpg"><img class="size-medium wp-image-358" title="swiss_map" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/swiss_map-300x190.jpg" alt="svizzera" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">svizzera</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>un link utile per chi è interessato ad approfondire la <strong>democrazia svizzera</strong>. E&#8217; il sito del governo e racchiude tra le innumerevoli altre cose, anche tutte le votazioni effettuate, le elezioni svolte, i referendum e le iniziative in corso e programmate nel futuro. Contiene anche l&#8217;<strong>opuscolo informativo</strong> per ogni referendum nazionale, che il governo manda a casa di ogni elettore insieme alla sua scheda elettorale. Da esplorare con cura e pazienza. Lingua italiana o a scelta tedesca e francese&#8230;</p>
<p><a href="http://www.admin.ch/">http://www.admin.ch/</a></p>
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		<title>Cap 3 -2 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/17/cap-3-2-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 22:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della seconda parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Progetti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della seconda parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>Progetti a lungo termine</p>
<p>Il referendum</p>
<p>Referendum Obbligatori</p>
<p>A livello locale</p>
<p>Differenze</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cap-3-2-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-2-democrazia-dei-cittadini</a><a href="../wp-content/uploads/2008/11/cap-3-1-democrazia-dei-cittadini.mp3"></a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>Cap 3 -1 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 22:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
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di Paolo Michelotto
ecco la lettura della prima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
La democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_339" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-podcast2.jpg"><img class="size-medium wp-image-339" title="paolo-podcast2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-podcast2.jpg" alt="paolo michelotto" width="210" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della prima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>La democrazia diretta si diffonde</p>
<p>Alcuni fatti</p>
<p>Com&#8217;è in Svizzera</p>
<p>Panoramica della Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”: <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cap-3-1-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-1-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>Capitolo 3  La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
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Prima pagina del capitolo 3 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 3  La Democrazia Diretta in Svizzera
La democrazia diretta si diffonde
Gli strumenti di democrazia diretta si stanno diffondendo sempre di più. Molti stati occidentali li hanno già all’interno delle loro costituzioni. Quasi tutti gli stati dell’Europa dell’Est li hanno introdotti nelle loro nuove costituzioni. Inoltre a [...]]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
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</div>
<p>Prima pagina del capitolo 3 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 3  La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<div><strong>La democrazia diretta si diffonde</strong></div>
<p>Gli strumenti di democrazia diretta si stanno diffondendo sempre di più. Molti stati occidentali li hanno già all’interno delle loro costituzioni. Quasi tutti gli stati dell’Europa dell’Est li hanno introdotti nelle loro nuove costituzioni. Inoltre a livello locale è tutto un fiorire di iniziative per far partecipare di più e meglio i cittadini. Quindi la domanda non è più se introdurre strumenti di democrazia diretta oppure no, ma come devono essere progettati perché funzionino. Questi strumenti possono  avere molti aspetti. Ma se sono progettati male possono produrre frustrazione e alienazione nei cittadini. Gli stessi strumenti concepiti bene, possono permettere ai cittadini un coinvolgimento profondo nei processi politici e nelle decisioni.<br />
Molte persone hanno la speranza che la democrazia diretta possa portare a maggiore partecipazione, maggiore coesione sociale, maggiore legittimità, maggiore innovazione e migliore protezione delle minoranze.<br />
Per altri solleva paure che le decisioni vengano prese da persone non qualificate, male informate, sotto la spinta di emozioni e che la democrazia venga sovvertita da elementi populisti.<br />
Joseph Deiss, presidente della Confederazione Svizzera nel 2004, rispose così a questa perplessità: “La democrazia diretta richiede una cittadinanza matura e responsabile. Visto dall’esterno può causare perplessità il fatto che in Svizzera la gente sia consultata di routine su decisioni a volte anche estremamente complesse. La risposta è che in Svizzera comprendiamo che la democrazia diretta è sempre un processo di&#8230;</p>
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<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=452">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -6</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=495">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -7</a></p>
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<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/08/cap-3-10-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -10</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/15/cap-3-11-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -11</a></p>
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