• Si può introdurre la Revoca degli eletti (recall) nei comuni italiani: ecco come!

    11 Febbraio 2015 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    recall

    era qualche anno che ci pensavo, ma non trovavo soluzioni. Il Testo Unico Enti Locali (TUEL) descrive minuziosamente come vengono eletti e come decadono i sindaci e gli assessori. E purtroppo non permette, indirettamente ma in maniera chiara, la revoca degli eletti, ossia quello strumento in mano ai cittadini analogo al Recall americano (e tedesco e polacco e venezuelano e boliviano e svizzero) che da la possibilità ai cittadini di fare un “referendum” per mandare a casa anzitempo un rappresentante che essi reputano indegno a continuare.

    Una via che avevo pensato era quella di cambiare il TUEL, ma per cambiare una legge nazionale, occorre una maggioranza in parlamento, e in questo momento le maggioranze fluttuanti in quel luogo, hanno ben altre priorità che quelle di dare maggiore potere ai cittadini.

    Altro possibile percorso era quello di introdurre una revoca all’acqua di rose, ossia una mozione di sfiducia di iniziativa popolare. Ma era veramente uno strumento diluito e probabilmente poco efficace in mano ai cittadini.

    Alla fine sono giunto ad una intuizione, forse anche un po’ banale, ma che potrebbe essere un escamotage efficace per avere uno strumento “quasi” della forza della revoca, pur rimanendo compatibile con le disposizioni del TUEL. Un po’ di democrazia creativa a fin di bene (dei cittadini).

    Prima lo scrivo come è stato riportato nel dossier “Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni” e poi lo commento:

    Referendum consultivo revocatorio

    È indetto referendum consultivo revocatorio sul Sindaco, o sugli assessori quando lo richiedano almeno il 5% degli elettori. La proposta soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e alla votazione di una mozione di sfiducia nei confronti dei soggetti del referendum, con la massima urgenza.

    Praticamente si tratta di dare ai cittadini uno strumento il cui scopo sia quello di obbligare il consiglio comunale ad attivare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco o degli assessori.

    Da ricordare che lo strumento “mozione di sfiducia” esiste già in tutti gli statuti comunali. Ma è uno strumento attivabile oggi solo dal Consiglio Comunale.

    Con lo strumento che propongo, ossia il “Referendum consultivo revocatorio” (chiamato quasi alla stessa maniera di uno strumento che già tutti i comuni hanno, ossia il referendum consultivo), i cittadini raccogliendo il 5% delle firme, obbligano il Consiglio Comunale, composto dai consiglieri comunali eletti, a votare una mozione di sfiducia nei confronti del soggetto del referendum.

    Formalmente il TUEL viene rispettato, perchè chi vota la mozione di sfiducia è il consiglio comunale. Ma questa votazione avviene dopo un referendum consultivo nel quale i cittadini si sono già espressi a maggioranza a favore della sfiducia. È vero, i consiglieri comunali possono votare contro la sfiducia. Ma così facendo dichiarano esplicitamente che votano contro la maggioranza dei cittadini e li sfidano apertamente.

    Facciamo un esempio concreto. Esiste questo strumento, che non ha quorum. Siamo in una città di 100.000 abitanti e 80.000 elettori. Una città è indignata verso un suo sindaco (ad esempio è appena avvenuta una alluvione dove gli ingenti danni sono stati provocati dalla mancanza di gestione corretta del fiume della città di cui molti incolpano l’amministrazione). Un comitato di cittadini vuole mandare a casa il sindaco. Raccoglie il 5% delle firme degli elettori, ossia 80.000 x 5%= 4000 firme. Si va al voto. Vanno a votare il 40% degli elettori aventi il diritto (ossia 32.000 cittadini) (media plausibile in una votazione dove ci saranno due campagne molto forti a favore – gli indignati -  e contro la revoca – il sindaco e i suoi sostenitori – e guardando le affluenze alle votazioni referendarie svizzere). La maggioranza dei votanti, supponiamo il 60% si dice a favore della mozione di sfiducia.

    Alcuni giorni dopo si va al voto della mozione di sfiducia in consiglio comunale, sotto lo sguardo attento e numeroso dei cittadini che hanno appena votato a maggioranza a favore. I consiglieri comunali possono teoricamente votare contro il volere dei loro concittadini, ma probabilmente non lo faranno.

    Come esempio concreto di quanto possa fare la pressione dei cittadini, cito Carrara, dove, dopo l’alluvione del 2014, e con il presidio permamente dei cittadini nella sala di rappresentanza del comune, in pochi giorni, su pressione popolare, hanno votato a favore dell’adozione del Bilancio Partecipativo, quando il progetto era fermo da mesi e mesi.

    Sarebbe più efficace lo strumento della revoca come esiste nelle altre parti del mondo? Certamente sì, ma finchè non viene modificato il TUEL, questo è il massimo a cui sono giunto, e non è comunque poco.

    Ovviamente per introdurre questo strumento nello statuto comunale occorre una maggioranza che lo voglia fare. Ed ho fiducia che da qualche parte in Italia ci siano amministrazioni che si attivino (la prima città potrebbe essere ad esempio Vignola). L’importante è capire che ciò è legalmente possibile. Potrebbero anche essere singoli consiglieri comunali anche di opposizione a fare propria questa proposta come mozione e non è detto che ovunque venga sempre bocciata. Decine di comuni in tutta Italia con quorum zero, testimoniano che ci sono anche dei buoni ed attenti amministratori.

    Se qualcuno ha qualche altra intuizione, la condivida.

    Postato in democrazia diretta, revoca degli eletti

    Dossier: Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni – Gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa da introdurre negli statuti comunali

    9 Febbraio 2015 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    Diritti di partecipazione negli statuti comunali

    in questo dossier “Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni”, Thomas Benedikter ed io abbiamo cercato in maniera molto schematica di elencare tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa che dovrebbero essere introdotti negli statuti dei comuni per renderli pienamente democratici. Non utopie, ma esempi concreti presi da altre parti del mondo o d’Italia.

    Questo fascicolo di 28 pagine può servire a tutti coloro, cittadini, consiglieri ed amministratori, vogliono introdurre questi strumenti nel loro comune. Può essere come un vademecum a cui fare riferimento.

    Speriamo anche possa servire per la prossima “La Giornata della democrazia” di Vignola (MO) del 1 marzo 2015 e per tutti i 333 comuni del trentino alto adige, che grazie a una nuova legge regionale approvata nel dicembre 2014 su proposta del m5s regionale, dovranno aggiornare i loro statuti comunali, mettendo quorum più basso, numero firme più basse per iniziare i referendum, e nuovi tipi di referendum come quello confermativo statutario. Visto che tutti devono obbligatoriamente mettere mano ai loro statuti entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge regionale, cioè entro dicembre 2015, magari qualche amministrazione più lungimirante, può accogliere anche qualcuna delle nostre proposte, o meglio ancora, consultare i loro cittadini e chiedere loro cosa come vorrebbero modificare lo statuto.

    Inoltre viene per la prima volta proposto il referendum consultivo statutario e referendum consultivo revocatorio. Sono due temi su cui è impossibile utilizzare il referendum tradizionale, poichè ciò non è permesso dalla Testo Unico Enti Locali n° 267 (TUEL). Ma qui abbiamo proposto un escamotage che permette ai cittadini di votare sull’argomento, lasciando però la decisione finale all’amministrazione come previsto dal TUEL. Ma ne parlerò più ampiamente in un successivo post.

    Nel link qui sotto puoi scaricare gratis il dossier in formato PDF (e quindi stampabile a piacere):

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    diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni - dossier degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa da introdurre negli statuti comunali (4405)

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    Postato in democrazia diretta, partecipazione, quorum, revoca degli eletti

    Strumenti di partecipazione e democrazia diretta

    16 Settembre 2013 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    strumenti di partecipazione e democrazia diretta

    strumenti di partecipazione e democrazia diretta

    ho racchiuso in questo fascicolo di 31 pagine varie proposte di partecipazione e democrazia diretta che potrebbero essere introdotte a livello comunale, scritte dal punto di vista del cittadino, della facilità d’utilizzo e del risultato concreto. Sono un’esempio, non sicuramente tutto il possibile. Ci sono anche riferimenti di altri testi per avere altri spunti sull’argomento.

    Questi i contenuti:

    Proposte di Partecipazione

    • La parola ai cittadini
    • Istruttoria pubblica
    • Consiglio comunale aperto
    • Bilancio partecipativo

    Proposte di Democrazia Diretta

    • Istanze, petizioni
    • Revoca
    • Iniziativa popolare a voto consiliare
    • Iniziativa popolare a voto popolare
    • Referendum obbligatorio
    • Referendum confermativo
    • Referendum confermativo con contro progetto popolare
    • Referendum abrogativo
    • Referendum di parti di città
    • Referendum propositivo
    • Abbinamento referendum comunali a votazioni nazionali ed europee
    • Libretto informativo
    • Firme elettroniche
    • Scrutatori volontari
    • Voto postale e internet

    Si può scaricare qui:

    Strumenti di partecipazione e democrazia diretta (5864)

    Edit 4-12-13 Attenzione per quanto riguarda la revoca a livello comunale leggi qui:

    Revoca degli eletti a livello comunale? Si può introdurre una iniziativa popolare per chiedere una mozione di sfiducia sul rappresentante

    Postato in democrazia diretta, partecipazione

    Migliorare e introdurre la democrazia diretta nei comuni

    9 Ottobre 2010 // 2 Commenti »

    migliorare e introdurre la democrazia diretta nei comuni - guida per i i cittadini consapevoli-2di Paolo Michelotto

    riporto qui una guida che ho realizzato per l’occasione dell’incontro del 9 ottobre 2010 su invito di Roberto Brambilla. E’ scaricabile gratuitamente qui di seguito anche in formato pdf.

    Migliorare e introdurre la democrazia diretta nei comuni (10296)

    Questa è la prima versione. Spero di ricevere commenti, critiche e proposte di aggiunte per eventuali future versioni.

    Questa è la presentazione slide videoproiettata per l’occasione in formato power point:

    presentazione mantova 9 ottobre 2010

    Qui di seguito il testo:

    Paolo Michelotto

    Migliorare e introdurre la democrazia diretta nei comuni

    Guida per cittadini consapevoli

    Versione 1.01 del 08/10/2010

    Sommario

    Introduzione

    Perché iniziare dall’ambito locale

    Situazione fino al 2000

    Situazione dal 2000 ad oggi

    Le Regioni a Statuto Autonomo

    Ragioni per togliere il quorum?

    I comuni dove il quorum è stato abolito

    Abbinare i referendum alle elezioni regionali, nazionali ed europee

    Esempio di articolo dello Statuto Comunale su strumenti di democrazia diretta

    Il Regolamento sugli Strumenti di Democrazia Diretta e Partecipativa

    Da dove iniziare? Un percorso per la Democrazia Diretta.

    Il metodo partecipativo “La Parola ai Cittadini”

    Consiglio Comunale Aperto

    Altre idee per una lista civica

    Altre proposte e idee di democrazia diretta per gli enti locali (continua…)

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