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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; abolizione quorum</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>a Formigine (MO) iniziativa popolare per togliere il quorum, a Carpi (MO) il consiglio boccia una mozione che chiede di togliere il quorum</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 12:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

il Movimento 5 Stelle di Formigine (MO) ha iniziato la raccolta firme per la iniziativa popolare che chiede di togliere il quorum dai referendum comunali. Rocco Cipriano, uno dei promotori, mi ha inviato il modulo ultilizzato. Lo pubblico qui, perchè magari può essere di esempio per altri comuni. Ovviamente deve essere riscritto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/firme-no-quorum-formigine.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3210" title="firme no quorum formigine" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/firme-no-quorum-formigine.gif" alt="firme no quorum formigine" width="300" height="225" /></a></p>
<p>il Movimento 5 Stelle di Formigine (MO) ha iniziato la raccolta firme per la iniziativa popolare che chiede di togliere il quorum dai referendum comunali. Rocco Cipriano, uno dei promotori, mi ha inviato il modulo ultilizzato. Lo pubblico qui, perchè magari può essere di esempio per altri comuni. Ovviamente deve essere riscritto in base allo statuto comunale e il regolamento che ogni città ha. E come consiglia Rocco, può essere utile una visita all&#8217;URP locale per sentire i loro commenti. Inoltre per esempio a Rovereto le firme devono essere autenticate (che fortuna, eh!) e quindi ci deve essere uno spazio sul fondo del foglio riservato ai dati degli autenticatori.</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf">FORMIGINE MODULO </a><a href="../wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf">RACCOLTA FIRME iniziativa</a><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf"> No Quorum_pdf</a></strong></p>
<p>A Carpi (MO) il Movimento 5 Stelle &#8211; Rifondazione Comunista, che hanno un consigliere in comune, Lorenzo Paluan, hanno presentato una mozione per togliere il quorum dai referendum, che è stata bocciata dal consiglio con PD e PDL uniti e d&#8217;accordo. Qui il testo presentato, condiviso gentilmente da Lorenzo.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/carpi-abolizione-quorum.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3215" title="carpi abolizione quorum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/carpi-abolizione-quorum-774x1024.jpg" alt="carpi abolizione quorum" width="464" height="614" /></a></p>
<p>Ecco qui il testo di Lorenzo dove descrive il consiglio comunale del 13 ottobre in cui è stata bocciata la sua mozione. Io gli suggerisco di ripresentare L&#8217;IDENTICA proposta come iniziativa popolare con l&#8217;appoggio dei cittadini.</p>
<p><em>Ieri sera PD e PDL hanno bocciato l’odg presentato da Carpi 5 Stelle e Rifondazione che chiedeva l’abolizione del quorum sui referendum comunali.</em></p>
<p><em>Ricordo per inciso che il referendum comunale per il nostro Statuto è solo consultivo e richiede un numero di firme pari al 4% dell’elettorato (cioè in proporzione quasi il quadruplo delle firme necessarie per un referendum nazionale).</em></p>
<p><em>Noi avevamo colto mesi fa, nelle parole dell’Assessore Bellelli (che ha la delega alla partecipazione, ieri sera assente in aula), la disponibilità a valutare la questione e il segretario Dalle Ave durante il dibattito ha ricordato che sul tema il PD si interroga “da più di un anno”:<span id="more-3208"></span></em></p>
<p><em>Quale occasione migliore quindi di farci sapere ieri sera dov’era giunto il loro livello di “elaborazione” sul tema, dato che si dibatteva un OdG in calendario da circa 7 mesi.</em></p>
<p><em>Invece, i due principali partiti di Carpi (l’odg oltre che da Carpi 5 Stelle – Rifondazione è stato votato da Alleanze per Carpi e Lega, l’IDV si è astenuta), hanno dimostrato di vedere l’avanzamento di qualche strumento di democrazia diretta (comunque regolato da leggi e regolamenti che salvaguardano le funzioni del consiglio, e con una valenza meramente consultiva) come fumo negli occhi.</em></p>
<p><em>Se il PDL ovviamente non se lo può permettere (gli italiani hanno dimostrato di essere molto più rapidi nello sfiduciare il governo con i referendum, di quanto non faccia la loro maggioranza di lacchè nominati da due capi di partito), il PD tenta la sua arrampicata sugli specchi, regalandoci un “ci stiamo pensando” che però, a sette mesi dal deposito della nostra proposta, non si sostanzia in nessuna loro proposta, fosse di emendamento o di “contrordine del giorno”.</em></p>
<p><em>Ci siamo sentiti dire che va bene abolire il quorum in cambio di un aumento delle firme (peraltro già alto), se ne poteva discutere, ma la proposta del PD (dopo più di un anno di arguto pensare, a sentir loro) sul tavolo non c’era.</em></p>
<p><em>C’è stata anche la mozione “bon ton” istituzionale bipartisan di Dalle Ave e Benatti: “queste proposte si fanno in accordo con tutti i capigruppo” , ottimo, peccato che i medesimi capigruppo di PD e PDL non si degnino di rispondere ad una mail che tratta di ordini del giorno sulla toponomastica, figuriamoci se parliamo di Statuto.</em></p>
<p><em>Insomma, la fiera del pretesto.</em></p>
<p><em>Non sia mai che i cittadini scoprano che non tutto in politica deve passare per la mediazione dei partiti (e per inciso, ricordiamo che il partito con la  maggioranza dei seggi  in consiglio comunale, ha raccolto poco più di un terzo dei voti degli aventi diritto, come a dire, il non voto non conta se si tratta di elezioni, diventa decisivo se si tratta di referendum).</em></p>
<p><em>Ma l’intervento migliore è stato quello del consigliere Pompeo, che ci ha ricordato come i referendum siano inutili, dato che quello che il popolo italiano decide (ed ha citato l’esempio del finanziamento pubblico ai partiti) poi i partiti lo negano negli atti (quindi lo scandalo è che i referendum si facciano, non che il sistema dei partiti ne neghi il risultato, secondo Pompeo)</em></p>
<p><em>Motivo in più per ricordare a  chi ci rinfacciava che i referendum costano, che il loro sistema dei partiti (una greppia da un miliardo di euro all’anno) ci costa infinitamente di più di qualsiasi referendum (e ovviamente il taglio alle loro spese, non è all’ordine del giorno.</em></p>
<p><em>Faranno prima a tagliare le pensioni, che siano di destra o di centrosinistra&#8230;).</em></p>
<p>Qui il suo blog:<em> </em><a href="http://lorenzopaluan.blogspot.com/2011/10/pd-e-pdl-quando-la-paura-della.html">http://lorenzopaluan.blogspot.com/2011/10/pd-e-pdl-quando-la-paura-della.html</a></p>
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		<title>Il Sindaco di Vicenza annuncia che toglierà il quorum. Tutto bene? Articolo di un presente.</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 17:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[parola ai cittadini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il sindaco di Vicenza Variati (PD) ha annunciato il 1 giugno 2011 che è intenzionato a togliere il quorum dai referendum comunali. Tutto bene? Interessante leggere la relazione di Alessio Mannino, presente alla serata e con una ricca memoria delle cose dette e fatte a Vicenza. Come introduzione ecco un minuto dell&#8217;intervento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il sindaco di Vicenza Variati (PD) ha annunciato il 1 giugno 2011 che è intenzionato a togliere il quorum dai referendum comunali. Tutto bene? Interessante leggere la relazione di Alessio Mannino, presente alla serata e con una ricca memoria delle cose dette e fatte a Vicenza. Come introduzione ecco un minuto dell&#8217;intervento di Variati. Il suo intervento è stato molto più lungo in realtà, nei prossimi giorni Annamaria Macripò caricherà altri video della serata e li segnalerò anche qui.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="367" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ft4momSsQY4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/v/ft4momSsQY4?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h3>Democrazia diretta. Ma col capestro</h3>
<p>di Alessio Mannino</p>
<p>E bravo Variati.  Folgorato all’improvviso sulla via di Damasco, il sindaco ha cambiato  opinione: è giunta l’ora della democrazia diretta in Comune, ha  solennemente annunciato ieri all’incontro di Più Democrazia, Movimento 5  Stelle, Sel, Vicenza Capoluogo e Unione Immigrati. Sarà mica lo stesso  che nel maggio dell’anno scorso ha votato contro la richiesta della  consigliere Bottene (No Dal Molin) di riesumare dall’oblio il  “referendum sui referendum” del 2006, che in teoria dovrebbe essere  stato discusso in consiglio comunale da un pezzo? Proprio lui, lo  smemorato che oggi si schiera contro l’«indifferentismo» che ha fatto  marcire in un cassetto i 10 mila sì all’introduzione di referendum  vincolanti, abrogativi e propositivi, nello statuto comunale. Meglio  tardi che mai. Peccato  solo che il neo-convertito Achille si sia convertito a modo suo. Cioè  dando, com’è suo costume, un colpo al cerchio e uno alla botte. Da un  lato sposa la tesi cardine del meccanismo referendario, non mettere  alcun quorum (il quale scoraggia anziché favorire la partecipazione). Ma  quello che esce dalla porta rientra dalla finestra, ed ecco che  dall’altro lato propone la condizione capestro: un numero minimo di  firme pari al 10% degli aventi diritto, che a Vicenza equivale a circa 8  mila cittadini. Un’enormità. E’ il solito, subdolo modo di mostrarsi  aperto e accondiscendente ma contemporaneamente neutralizzando di fatto  l’istanza concreta. Variati è un maestro in questo genere di  intortamenti. Anche il suo fido Matteo Quero, con la testa alle primarie  provinciali del Pd in autunno, si è fatto alfiere del tema e in una  nota si dice favorevole a una soglia «alta» di firme, ma quanto meno ci  ha spiegato a voce che pensa al 5%. Già meglio. Tuttavia facciamo notare  che nelle realtà dove è applicata, la democrazia diretta si esercita a  quota 2 o 3%. Questo non per sfornare un voto alla settimana, ma  semplicemente per renderla praticabile. C’è  un risvolto divertente, però. Chi glielo dice ora a quei simpatici  esponenti della maggioranza  di centrosinistra che vanno da chi ha  conati di vomito (Poletto: «mi fa paura che siano i cittadini a  decidere»), a chi non vuol sentirne manco parlare (Cicero: «la  democrazia è come l’alcol, non bisogna abusarne»), a chi non è contrario  ma la vuole inceppata da un quorum stratosferico (Formisano: «Io ho  proposto di introdurre il quorum del 50% dell&#8217;elettorato attivo. Ma non   sono contrario ad un quorum al 30%»)? Bella rogna? Ma quando mai. La  democrazia diretta, in bocca ai politici, è un slogan di sicuro effetto,  ma di per sé tira pochi voti. Perché alla fine della fiera a lorsignori  interessano solo questi, messi sotto vuoto attraverso la delega ai  partiti. Insomma quelli che passano per la democrazia chiamata ancora,  con grottesco senso dell’ironia, “rappresentativa”. In ogni caso, caro  Achille, per ora ci accontentiamo del tuo segnale, certamente positivo  anche se ambiguo. Meglio di niente. <em>(a.m.)</em></p>
<p><em>fonte: </em><a href="http://alessiomannino.blogspot.com/2011/06/democrazia-diretta-ma-col-capestro.html">http://alessiomannino.blogspot.com/2011/06/democrazia-diretta-ma-col-capestro.html</a></p>
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		<title>13 motivi per abolire il quorum dai referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/23/13-motivi-per-abolire-il-quorum-dai-referendum/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 10:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abrogazione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto qui il capitolo 5, che riguarda il quorum, che ho scritto all&#8217;interno del libro &#8220;Vivere meglio con più democrazia&#8221;

Quorum, cos’è e perché va abolito
5.1. Cos’è il quorum di partecipazione?
Numero di partecipanti necessario perché una votazione sia considerata legalmente valida.
5.2. A cosa si applica il quorum?
Noi italiani siamo abituati ad abbinare il quorum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto qui il capitolo 5, che riguarda il quorum, che ho scritto all&#8217;interno del libro <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50">&#8220;Vivere meglio con più democrazia&#8221;</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/ci-prendono-per-il-quorum.jpg" alt="" width="300" height="283" /></p>
<h2><strong>Quorum, cos’è e perché va abolito</strong></h2>
<p><strong>5.1. Cos’è il quorum di partecipazione?</strong></p>
<p>Numero di partecipanti necessario perché una votazione sia considerata legalmente valida.</p>
<p><strong>5.2. A cosa si applica il quorum?</strong></p>
<p>Noi italiani siamo abituati ad abbinare il quorum ai referendum, ma non è necessariamente così. In Serbia ad esempio, esso esiste anche per le elezioni del presidente della Repubblica. L’attuale presidente serbo Boris Tadic, fu eletto nel giugno 2004 dopo ben due elezioni presidenziali invalidate per mancato raggiungimento del quorum: nell’ottobre 2002 (in cui l’affluenza fu del 45,5%) e nel dicembre 2002 (in cui l’affluenza fu del 45,1%). Un altro esempio è la Macedonia che prevede per le elezioni presidenziali un quorum del 40%. Questa soglia, nelle ultime elezioni presidenziali del 2009, fu superata di un soffio: l’attuale presidente Gjorge Ivanov, fu eletto con un’affluenza del 42,6%.</p>
<p><strong>5.3. Quanto è il quorum?</strong></p>
<p>Visto che il referendum abrogativo italiano richiede il quorum del 50%, per nostra esperienza diretta, siamo portati a pensare che questo sia il valore del quorum. Invece esso può variare dallo 0% al 70%.</p>
<p><strong>5.4. Quorum a livello nazionale </strong></p>
<p>Nei referendum abrogativi il quorum è fissato dalla Costituzione ed è pari al 50% degli aventi diritto al voto.<br />
Nei referendum confermativi, che riguardano le modifiche costituzionali, la Costituzione pone il quorum a zero. Quindi qualunque sia l’affluenza, i referendum confermativi delle modifiche costituzionali non sono mai invalidati. Riassumendo, i valori del quorum nei referendum nazionali è rispettivamente del 50% e dello 0%.</p>
<p><strong>5.5. Quorum a livello regionale</strong></p>
<p>I referendum regionali hanno un quorum del 50% degli aventi diritto al voto, quasi ovunque. Uniche eccezioni sono la Valle D’Aosta dove è del 45%, la Sardegna dove pari a un terzo degli aventi diritto al voto (33,3%) e, infine, la regione Toscana dove la percentuale è variabile in quanto fissata al 50% del numero dei votanti dell’ultima elezione regionale.<br />
Nel 2010, ad esempio, alle elezioni regionali toscane l’affluenza è stata del 60,7 %. Questo significa che fino al 2015 il referendum regionale avrà un quorum del 30,4%. Quindi a livello regionale il quorum varia dal 50%, al 45%, al 33,3%, per finire al 30,4%.</p>
<p><strong>5.6. Quorum a livello provinciale</strong></p>
<p>Quasi tutte le province stabiliscono un quorum pari al 50% degli aventi diritto al voto, con  l’eccezione della Provincia  di  Bolzano che fissa il quorum al 40%. Quindi a livello provinciale la variabilità è più limitata, dal 50% al 40%.</p>
<p><strong>5.7. Quorum a livello comunale</strong></p>
<p>Pochi comuni in Italia hanno i referendum propositivi e abrogativi; una notevole eccezione è rappresentata da quelli appartenenti alle regioni a statuto speciale. Quasi tutti gli altri  hanno invece solo il referendum consultivo, che è molto debole perché l’esito non comporta nessun obbligo per chi amministra. Questa è la ragione per cui non si richiede il quorum che, di fatto, rappresenta un ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo referendario. La debolezza del referendum consultivo si è mostrata ad esempio a Vicenza, comune che non prevede quorum nel referendum consultivo. Nel 2006 fu effettuato un referendum consultivo per tentare di introdurre il referendum propositivo e abrogativo con quorum del 10%. Andò a votare il 13,26% degli aventi diritto; il referendum non fu invalidato, non esistendo il quorum, ma il quesito non fu neppure preso in considerazione dal Consiglio Comunale rendendo vano tutto il lavoro del comitato referendario, il voto dei 10.600 cittadini e la notevole spesa sostenuta dai contribuenti per la consultazione.<br />
Il comune di Ferrara e quello di Bressanone hanno stabilito un quorum pari al 40%. Poi ci sono 11 comuni all’avanguardia in Italia, perché hanno gli strumenti dei referendum propositivi e abrogativi con quorum molto basso (15%) oppure zero. Dieci di essi si trovano nella provincia di Bolzano e uno nella provincia di Trento.<br />
Il primo comune a togliere il quorum è stato Voeran – Verano (BZ) già nel 2005. A seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ) che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009 ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha abbassato il quorum al 15%.<br />
Ad essi si sono aggiunti recentemente Lana (quorum 0%), Varna – Vahrn (quorum 0%), Dobbiaco -Toblach (quorum 0%), Terento – Terent (quorum 0%).<br />
Riassumendo, i comuni in Italia hanno referendum con quorum che varia dal 50% allo 0%. C’è una eccezione, che è così bizzarra, antidemocratica ed esagerata, da meritare di essere citata: il comune di Sover (TN) con 900 abitanti, ha il quorum del 70%.</p>
<p><strong>5.8. Dove esiste il quorum?</strong></p>
<p>Per quanto possa apparire strano a noi italiani, la presenza del quorum non è così diffusa: in Europa ad esempio, esiste un quorum del 50% in Slovenia, Ungheria, Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia e quasi tutte le repubbliche dell’ex blocco comunista. Esiste inoltre il quorum del 40% in Danimarca.</p>
<p><strong>5.9. Dove NON esiste il quorum?</strong></p>
<p>I referendum non prevedono il quorum in paesi con lunga storia democratica: Francia,  Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Islanda, Spagna, Malta, Lussemburgo, Finlandia, Austria, oltre che ovviamente nella patria dei referendum, la Svizzera (dove è richiesta la maggioranza dei votanti e dei cantoni) e il Lichtenstein.<br />
Negli USA non esiste il referendum a livello federale, ma i 27 stati USA che lo prevedono, hanno quorum zero. Anche in Nuova Zelanda, altra nazione che ricorre frequentemente alla consultazione referendaria, non è previsto quorum, lo stesso accade in Australia dove è richiesta la maggioranza dei votanti e degli stati.</p>
<p><strong>5.10. Alcune ragioni per togliere il quorum.</strong></p>
<p><strong>5.10.1. I sostenitori del NO vincono facilmente</strong></p>
<p>Un referendum che prevede il quorum, dal punto di vista pratico, ai sostenitori del NO offre due strade: fare una campagna a favore del NO che però richiede soldi, tempo, energie, oppure invitare i cittadini all’astensione, boicottando il referendum senza doversi impegnare in alcuna campagna.<br />
Questa seconda strategia è preferita perché oltre a far risparmiare fatica e mezzi, fa vincere più facilmente. Dal punto di vista pratico si ottiene lo stesso risultato sia che un referendum venga invalidato per mancato raggiungimento del quorum, sia che vinca il NO a quorum raggiunto.<br />
Equiparare gli astenuti a coloro che votano per il NO non è corretto. Chi si astiene da un voto referendario può avere mille ragione personali: essere lontano da casa, non interessato, deluso dalla politica, ammalato, aver cose più importanti da fare, essere indeciso, avere poca conoscenza dell’argomento.<br />
Nelle elezioni per la nomina degli amministratori, gli astenuti non contano: vince chi ottiene più preferenze. Nei referendum con quorum è come se si giocasse una schedina di totocalcio con 1X2, dove una parte, i SI, vincono se esce 1, mentre l’altra parte, i NO, vincono se esce X o 2. È un gioco sbilanciato in favore del NO e quindi non soddisfa il requisito di uguaglianza tra le parti che sta alla base della democrazia.</p>
<p><strong>5.10. 2. I sostenitori del SI partono già svantaggiati</strong></p>
<p>I referendum vengono proposti dai cittadini quando l’amministrazione non ascolta le loro richieste. Quindi “i sostenitori del SI” rappresentano quasi sempre i cittadini mentre “i sostenitori del NO” le amministrazioni, che rispetto ai cittadini hanno maggiori possibilità in termini di soldi, tempo, interessi, capacità ed attenzioni mediatiche. L’imposizione del quorum regala ai sostenitori del NO un ulteriore e ingiusto vantaggio grazie alla facile possibilità di boicottare il referendum attraverso l’invito all’astensione (vedi paragrafo precedente).</p>
<p><strong>5.10.3. Bastone tra le ruote della democrazia</strong></p>
<p>Dietro l’apparenza di una regola che sembra preservare il senso della democrazia, con il quorum in realtà viene messo un bastone tra le ruote all’unico strumento con cui i cittadini possono intervenire nella gestione del potere.<br />
Il quorum è il metodo con cui chi ha il potere cerca il più possibile di tutelarsi dal controllo dei cittadini, salvando le apparenze democratiche. Infatti viene dato lo strumento del referendum in mano ai cittadini, ma poi viene molto limitato nel suo potere effettivo con l’introduzione del quorum che fa sì che venga sempre, o quasi sempre, invalidato.</p>
<p><strong>5.10.4. Meno dibattito e meno informazione</strong></p>
<p>Finché ci sarà il quorum nei referendum, la campagna elettorale sarà svolta solo dai promotori del SI che si focalizzeranno solo sullo spingere i cittadini a partecipare al voto per superare il quorum.<br />
Dove non c’è il quorum, entrambe le campagne per il NO e per il SI possono invece concentrarsi solo sulle loro argomentazioni pro e contro, aumentando la conoscenza dell’argomento nei cittadini e il loro impegno civico.</p>
<p><strong>5.10.5. Premio a chi non partecipa</strong></p>
<p>Il quorum premia chi invita all’astensione e chi accetta il boicottaggio rimanendo a casa, cioè chi non vuole impegnarsi direttamente o preferisce scorciatoie scorrette pur di far vincere la sua posizione. Chi si informa e chi va a votare, viene punito. Ciò crea una sempre maggiore delusione e distacco dei cittadini dalla politica attiva.</p>
<p><strong>5.10.6. Non c’è più il segreto del voto</strong></p>
<p>Negli ultimi anni, a causa degli inviti al boicottaggio attraverso l’astensione, chi va a votare mostra indirettamente la sua intenzione di esprimersi a favore del referendum. Infatti i referendum che vengono invalidati per mancato raggiungimento del quorum di solito hanno percentuali di SI vicine al 90%, perché in questi casi chi è contrario resta a casa. Quindi chiunque veda una persona che si reca alle urne ha una probabilità vicina al 90% di indovinare la sua preferenza (SI). La segretezza del voto, garantita dalla Costituzione, non è più, nei fatti reali, rispettata.<span id="more-2622"></span></p>
<p><strong>5.10.7. Allontanamento delle persone dal voto</strong></p>
<p>Una dimostrazione che il quorum ammazza i referendum mentre l’assenza del quorum li rende partecipati si ha anche in Italia. La motivazione è ovvia. Quando non c’è il quorum le parti lottano con tutte le energie per assicurarsi il voto perché sanno che indipendentemente dall’affluenza, il risultato sarà comunque valido. Quindi tutte le parti fanno informazione in TV, nelle radio, con i volantini, l’invio di lettere, organizzazione di convegni, assemblee e manifestazioni. La gente così informata, discute dell’argomento e di conseguenza va a votare.<br />
In Italia non è previsto il quorum nel referendum confermativo relativo alle leggi costituzionali. È interessante notare che negli ultimi referendum nazionali senza quorum, l’affluenza al voto è stata maggiore di quelli con il quorum: ad esempio il referendum confermativo (senza quorum) del 25-26 giugno 2006 ha visto un’affluenza del 52,3%, mentre il referendum abrogativo del 21 giugno 2009 (con quorum) ha visto un’affluenza del  23,3%.<br />
Era dal referendum nazionale del 11 giugno 1995 che non si superava un’affluenza del 50%, infatti la media delle ultime 5 tornate di voto referendario con quorum dal 1997 al 2005 era stata del 32,78%.<br />
Un importante esempio ci arriva dalla regione (laender) della Germania del Baden – Wuerttemberg. Essa prevede i referendum municipali fin dal 1956 (negli altri laender ciò fu introdotto negli anni ‘90), ma con molte restrizioni; una delle più gravose è quella che prevede che almeno il 30% degli elettori abbiano votato SI al quesito referendario, pena il suo invalidamento. L’effetto distorsivo di questo quorum si vede chiaramente in 3 votazioni sul medesimo argomento effettuato in 3 città vicine.</p>
<p>A. Nel 1986 fu proposto a Reutlingen un referendum contro una decisione della giunta al governo composta solo dalla CDU che aveva deciso la costruzione di un rifugio antiaereo. Il consiglio comunale e la CDU boicottarono il referendum non partecipando a nessun dibattito con sistematicità. L’ultima settimana prima del voto, improvvisamente, la CDU ruppe il silenzio con una pubblicità e un fascicolo allegato al giornale locale firmato tra gli altri anche dal sindaco. Esso diceva: “&#8230;le persone professionali e intelligenti, devono agire sensibilmente, non emozionalmente, con un comportamento elettorale intelligente. Così puoi stare a casa la prossima domenica; in fondo ti viene solo richiesto di votare contro la costruzione di un rifugio. Anche se non voti, esprimerai la tua approvazione della decisione presa dal consiglio comunale. Hai sempre dato la tua fiducia alla CDU per molti anni alle elezioni. Puoi darci fiducia su questa questione.” Il risultato fu che 16.784 su 69.932 elettori si recarono alle urne: il 24%. Di questi solo 2126 votarono a favore del rifugio e 14.658 contro. Il quorum del 30% a favore non fu raggiunto e il referendum venne invalidato.<br />
B. A Nurtingen, una città vicina a Reutlingen, ci fu un referendum simile. Questa volta la CDU locale scelse di non boicottare: il risultato fu un’affluenza del 57% di cui il 90% votò contro il rifugio e il referendum ebbe successo.</p>
<p>C. In una terza città, Schramberg, ci fu un referendum simile. Anche questa volta la CDU scelse la via del boicottaggio. In questa occasione il comitato organizzatore venne a conoscenza per tempo del progetto della CDU e quindi riuscì a controbattere. Il giornale locale pubblicò critiche all’idea del boicottaggio. I risultati furono affluenza del 49,25% di cui l’88,5% votò contro il rifugio e quindi il quorum del 30% di voti a favore del referendum fu raggiunto e il referendum ebbe successo.</p>
<p><strong>5.10.8. Se il quorum valesse anche nelle elezioni, molte sarebbero state invalidate</strong></p>
<p>Se fosse previsto il quorum anche per le elezioni dei rappresentanti, nel 1996 Bill Clinton non sarebbe stato eletto presidente degli USA. Infatti quell’anno la percentuale dei votanti fu del 49,08% dei cittadini USA registrati al voto.<br />
In Italia, nel voto elettorale comunale, provinciale, regionale, nazionale, europeo non è previsto il quorum. Solo chi vota decide.<br />
Alcuni esempi di affluenze elettorali in Italia e nel mondo:<br />
- elezioni provinciali 15-16 giugno 2008 Palermo 41,17%;<br />
- elezioni provinciali 15-16 giugno 2008 Caltanissetta 49,79%;<br />
- elezioni parlamentari americane del 2002 46%;<br />
- elezioni legislative Messico 2003 affluenza 41,68%;<br />
- elezioni parlamentari Svizzera 2003 affluenza 45,44%;<br />
- in molte città americane i sindaci vengono eletti con percentuali a 1 sola cifra, come ad esempio del 5 % a Dallas o del 6% a Charlotte.</p>
<p><strong>5.10.9. La Costituzione permette referendum locali senza quorum</strong></p>
<p>Alcuni pensano che essendo previsto il quorum del 50% a livello nazionale per i referendum abrogativi, ciò sia un obbligo anche a livello locale. Invece, con sentenza del 2-12-2004 n.372 la Corte di cassazione ha stabilito che l’art.75 della Costituzione che prevede il quorum a livello nazionale non comporta l’obbligo del quorum per i referendum previsti negli statuti degli enti locali: quindi, a livello locale, l’applicazione del quorum, decisa dai rappresentanti locali, è una pura scelta politica. Tanto è vero che i comuni di Ferrara e Bressanone e la provincia di Bolzano hanno il quorum al 40%, 9 comuni italiani, già citati non hanno il quorum e la Regione Toscana ha il quorum fissato al 50% dell’affluenza elettorale nelle ultime elezioni regionali (attualmente circa il 30,4%).<br />
<strong>5.10.10. I cittadini non vogliono il quorum</strong></p>
<p>Quando sono i cittadini a chiedere l’introduzione degli strumenti referendari come in Svizzera nei primi anni del 1800 e in California e negli stati a ovest degli USA nei primi anni del 1900, il quorum non viene mai introdotto. Viceversa quando gli strumenti referendari sono introdotti dagli amministratori eletti, essi si premurano sempre di inserire il quorum come tutela al loro potere. Come in Italia.<br />
L’ultimo esempio si è avuto in Baviera nel 1995 dove i cittadini riuscirono con un referendum a togliere il quorum a livello locale. Per 3 anni poterono indire referendum senza quorum, ma nel 1998 la Corte costituzionale bavarese, di nomina politica (si stima che l’80% dei giudici fosse simpatizzante o legato al partito che in Baviera aveva la maggioranza assoluta nel parlamento), reintrodusse il quorum, anche se in misura molto ridotta, dal 15% al 25% a seconda delle dimensioni delle città.<br />
Qui infine alcuni punti tratti da una breve sintesi scritta da Emilio Piccoli in occasione della presentazione della proposta di abolire il quorum nei referendum nella provincia di Trento nel 2010.</p>
<p><strong>5.10.11. Distruzione della fiducia dei cittadini nello strumento del referendum</strong></p>
<p>Quanto più il quorum di partecipazione nelle consultazioni referendarie è elevato, tanto più è messa a repentaglio l’efficacia e la fiducia dei cittadini nei confronti del referendum stesso. Si può affermare ciò sulla scorta delle vicende referendarie nazionali che ci raccontano come l’ultimo referendum ad aver superato il quorum risalga al 1995 e grazie soprattutto a un’enorme campagna pubblicitaria del gruppo Fininvest coinvolto in tre quesiti sulle TV. Le sei tornate referendarie tenute negli anni successivi hanno registrato un progressivo abbandono delle urne da parte della gente. Ciò è evidenziato dai dati di affluenza alle urne: dal 58% del ‘95 si crolla al 30% del ‘97 per finire al 23% nel referendum del 2009. Stessa sorte, e forse anche peggio, è toccata a tutti i referendum tenuti a livello regionale nel corso di questi ultimi cinque anni. Il cittadino ha maturato così, in questo ultimo decennio, la consapevolezza che tanto più un referendum è ignorato dalla grande propaganda e dalla grande politica, tanto più è destinato al fallimento.</p>
<p><strong>5.10.12. Potere sproporzionato di piccoli partiti</strong></p>
<p>Nell’attuale clima di disaffezione per la politica è sempre più difficile per una votazione referendaria raggiungere un quorum del 50% anche se l’elettorato viene mobilitato da una cospicua parte dei media e dei partiti politici. Ne è prova il referendum del 1999 sulla legge elettorale che non ha superato il quorum, attestandosi al 49,6% di affluenza. In quel frangente bastò l’invito al boicottaggio soltanto dei piccoli partiti per annullare la consultazione e portare alla vittoria i NO che nelle urne avevano ottenuto solo l’8,5% dei voti.</p>
<p><strong>5.10.13. Evoluzione verso una piena democrazia</strong></p>
<p>L’abolizione del quorum di partecipazione è il primo passo indispensabile per consentire ai cittadini di concorrere attivamente al processo decisionale democratico. Con l’abolizione del quorum si avrebbe il sicuro effetto di vedere sbocciare la democrazia diretta accanto a quella rappresentativa determinando l’indispensabile evoluzione verso la democrazia integrale.</p>
<p><strong>Letture consigliate:</strong></p>
<p>Oonagh Gay and David Foster &#8211; Thresholds in Referendums &#8211; 2009 &#8211; Documento in lingua Inglese, depositato al parlamento Britannico che studia e paragona i referendum dei vari paesi nel mondo scaricabile qui:<br />
<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/thresholds-in-referendum.pdf">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/thresholds-in-referendum.pdf</a></p>
<p>Verhulst, Nijeboer &#8211; Democrazia Diretta – 2007<br />
Libro in Italiano che contiene fatti e argomentazioni molto dettagliate su vari aspetti della democrazia diretta, tra cui quorum, scaricabile qui:<br />
<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=38">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=38</a></p>
<p>Nel sito del Ministero degli Interni, è possibile consultare tutti gli statuti dei comuni e delle province italiane (per conoscere il quorum che ognuno prevede):<br />
<a href="http://autonomie.interno.it/statuti/index.php">http://autonomie.interno.it/statuti/index.php</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mozione per abolire il quorum nel comune di Bomporto (MO) &#8211; cons. Stefania Garuti M5S</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 09:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[stefania garuti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
la consigliera Stefania Garuti capogruppo del M5S del comune di Bomporto (MO) ha presentato una mozione in consiglio comunale che chiede di togliere il quorum dai referendum comunali. Ottima iniziativa che riporto qui, sperando che sia imitata da altri consiglieri di qualsiasi schieramento.
La richiesta è molto semplice, ma l&#8217;effetto per la democrazia sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>la consigliera Stefania Garuti capogruppo del M5S del comune di Bomporto (MO) ha presentato una mozione in consiglio comunale che chiede di togliere il quorum dai referendum comunali. Ottima iniziativa che riporto qui, sperando che sia imitata da altri consiglieri di qualsiasi schieramento.</p>
<p>La richiesta è molto semplice, ma l&#8217;effetto per la democrazia sarà straordinario. Complimenti Stefania!</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/stefania-garuti.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2612" title="stefania garuti" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/stefania-garuti.png" alt="stefania garuti" width="503" height="375" /></a></p>
<p>Qui la mozione in PDF</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/ODG_proposta_abrogazione_del_quorum_referendum_comunale_Bomporto.pdf">ODG_proposta_abrogazione_del_quorum_referendum_comunale_Bomporto</a></p>
<p>Al Sindaco e p.c. alla Giunta e al Consiglio Comunale del Comune di Bomporto</p>
<p>Ordine del Giorno:</p>
<p>PROPOSTA DI MODIFICA DELL’ARTICOLO DELLO STATUTO COMUNALE CHE REGOLA L’ISTITUTO REFERENDARIO</p>
<p>VISTO</p>
<p>Il comma 3 dell’articolo 4 della Legge n°142/1990 “Ordinamento degli Enti Locali”; L’articolo 13 – comma 14 dello Statuto del Comune di Bomporto;</p>
<p>RITENUTO</p>
<p>opportuno, nel principio della più ampia democrazia partecipata, rendere il più efficace possibile l’espressione di voto dei cittadini eventualmente chiamati ad esprimersi su quesiti e decisioni presentate attraverso l’Istituto del Referendum Comunale previsto dallo Statuto Comunale;</p>
<p>IMPEGNA</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Bomporto ad approvare la seguente modifica dell’Articolo 13 dello Statuto Comunale &#8211; comma 14 inerente il referendum consultivo.</p>
<p>Articolo 13, comma 14: viene eliminato il seguente passaggio:</p>
<p>“Il referendum è valido se vi partecipa la metà + 1 dei cittadini aventi diritto al voto. S’intende approvata la proposta che abbia conseguito la maggioranza dei consensi validamente espressi.”</p>
<p>Il nuovo testo del comma 14 recita:</p>
<p>“Il referendum è valido indipendentemente dal numero dei cittadini aventi diritto al voto che vi partecipano. S’intende approvata la proposta che abbia conseguito la maggioranza dei consensi validamente espressi.”</p>
<p>Bomporto, 19/05/2011</p>
<p>Stefania Garuti, Capogruppo Lista Civica “Bomporto a 5 Stelle”</p>
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		<item>
		<title>Referendum comunali per avere strumenti di democrazia diretta a Gorizia, abbinati ai referendum nazionali del 12 giugno 2011</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/04/28/referendum-comunali-per-avere-strumenti-di-democrazia-diretta-a-gorizia-abbinati-ai-referendum-nazionali-del-12-giugno-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 13:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<category><![CDATA[gorizia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

Gorizia votera&#8217; il 12 giugno prossimo &#8211; ma non il 13 &#8211; anche per tre quesiti referendari locali, a fianco di quelli nazionali. Questo abbinamento è importante per la partecipazione al voto, che sicuramente sarà maggiore che non nel caso di votazione solitaria. Questo è permesso dalla legge italiana, e già attuato ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/gorizia.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-2434" title="gorizia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/gorizia.gif" alt="gorizia" width="200" height="200" /></a></p>
<p>Gorizia votera&#8217; il 12 giugno prossimo &#8211; ma non il 13 &#8211; anche per tre quesiti referendari locali, a fianco di quelli nazionali. Questo abbinamento è importante per la partecipazione al voto, che sicuramente sarà maggiore che non nel caso di votazione solitaria. Questo è permesso dalla legge italiana, e già attuato ad esempio nel comune di Milano, proprio il 12 giugno 2011.</p>
<p>Il sindaco, Ettore Romoli, ha firmato il 27 aprile 2011 il decreto di indizione di tre referendum comunali, che riguardano l&#8217;istituzione della Delibera di iniziativa popolare, l&#8217;abolizione del quorum per i referendum consultivi comunali e la modifica della costituzione del Comitato dei garanti.</p>
<p>Per che cosa voteranno i cittadini? Sono  tre i quesiti refendari, dopo la bocciatura del referendum per  l’istituzione del registro dei testamenti biologici.</p>
<p><strong>Il primo riguarda la ridefinizione della composizione del Comitato dei garanti</strong>.  Il quesito propone che sia composto da un rappresentante del Comune, da  un rappresentante indicato dal Comitato promotore dei referendum e dal  difensore civico con funzioni di presidente.<br />
“Volete che il Comitato dei Garanti sia composto da un rappresentante   del Comune, un rappresentante indicato dal Comitato Promotore del   referendum comunale e dal Difensore Civico con funzioni di presidente?”</p>
<p><strong>Il secondo quesito chiede l’abolizione del quorum per la validità dell’esito referendario</strong>:  ovvero la preferenza espressa dai cittadini conterà comunque anche se  andrà alle urne meno del 50% dei goriziani aventi diritto al voto.<br />
“Volete che il referendum consultivo (art. 77 Statuto Comune di   Gorizia) sia valido qualunque sia il numero di elettori che vi   partecipi?”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il terzo quesito, infine,  concerne l’inserimento della delibera d’iniziativa popolare fra gli  istituti di consultazione previsti dallo statuto comunale.</strong> Tutti i cittadini potranno così sottoporre all’attenzione delle assise  civiche le loro proposte.<br />
“Volete che tra gli istituti di consultazione popolare previsti dallo   Statuto del Comune di Gorizia venga introdotta la delibera di   iniziativa popolare?”</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comitato promotore dei referendum è  riuscito a ottenere tre vittorie: la riammissione dei due vecchi quesiti  referendari, la sottoscrizione delle 1.500 firme necessarie per tutti e  tre i quesiti, l’indizione della data del referendum day da parte del  consiglio comunale.</p>
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		<title>Sono 10 finora i comuni in Italia che hanno abolito il quorum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/03/sono-10-finora-i-comuni-in-italia-che-hanno-abolito-il-quorum/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 13:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
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di Paolo Michelotto
fino ad oggi ci sono 10 comuni in Italia che hanno abolito il quorum dai referendum comunali. 9 sono in Sud Tirol (prov. Bolzano), 1 nel Trentino. Ecco la lista completa.
Sud &#8211; Tirol (Prov. Bolzano)
Fiè, Lana (nella foto tiene la rosa della democrazia), La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, e Verano, Dobbiaco e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/lana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2093" title="lana" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/lana.jpg" alt="lana" width="384" height="288" /></a></p>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>fino ad oggi ci sono 10 comuni in Italia che hanno abolito il quorum dai referendum comunali. 9 sono in Sud Tirol (prov. Bolzano), 1 nel Trentino. Ecco la lista completa.</p>
<p>Sud &#8211; Tirol (Prov. Bolzano)</p>
<p><strong>Fiè, Lana</strong> (nella foto tiene la rosa della democrazia)<strong>, La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, e Verano, Dobbiaco e Terento</strong></p>
<p>Prov. Trento</p>
<p><strong>Villa Lagarina</strong></p>
<p>Un enorme grazie ai loro amministratori che hanno tracciato una strada per i loro colleghi amministratori più coraggiosi di tutta Italia.</p>
<p>Attenzione, abolire il quorum si può in tutta Italia, non solo nelle regioni a statuto autonomo. Una sentenza della corte costituzionale ha ribadito che la scelta di mettere o abolire il quorum a livello locale compete solamente agli amministratori locali.</p>
<p>Riporto il comunicato degli amici di Mehr Democratie</p>
<p><strong>L’Iniziativa per più democrazia quest’anno conferisce per la prima volta la Rosa della Democrazia.</strong></p>
<p>Vengono onorati i sette comuni in Alto Adige che hanno introdotto il quorum di partecipazione 0 %.</p>
<p>Coloro che si impegnano maggiormente nella realizzazione di nuove forme e regole valide per la partecipazione democratica delle cittadine e dei cittadini alla ricerca delle decisioni migliori, in futuro saranno onorati. L’Iniziativa per più democrazia da questo anno conferirà annualmente a tal scopo la Rosa della Democrazia.<span id="more-2090"></span></p>
<p>Una rosa rossa in un cilindro di vetro nel 1972 era un elemento di una performance artistica di Joseph Beuys. La rosa da allora è simbolo di iniziative mosse dal rispetto della dignità dell’essere umano che perseguono la realizzazione, sempre più avanzata, dell’idea della democrazia.</p>
<p>La rosa quest’anno viene consegnata ai comuni di Fiè, Lana, La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, e Verano. La motivazione per l’onorificenza sull’attestato è la seguente:</p>
<p>L’Iniziativa per più democrazia onora la decisione di queste amministrazioni comunali di non prevedere un quorum di partecipazione come condizione per la validità di un voto referendario comunale. Tale decisione è esemplare e ha carattere di modello per la regolamentazione dei diritti democratici della partecipazione politica diretta. Essa è segno di una nuova fiducia della rappresentanza politica nella capacità delle cittadine e dei cittadini di decidere loro stessi quando e in che modo la loro partecipazione al voto è importante.</p>
<p>La „Rosa della Democrazia“ e l’attestato sono stati consegnati da gruppi di cittadini del rispettivo comune questo fine settimana con piccole cerimonie festose ai sette sindaci e alle amministrazioni comunali. Al momento della consegna i sindaci e le amministrazioni comunali sono stati incoraggiati e perseguire un ulteriore miglioramento dei diritti di partecipazione politica diretta e della loro attuabilità. Il valore di fondo della democrazia è la partecipazione e non la delega!</p>
<p>La cancellazione del quorum di partecipazione è sì un passo importante in quanto incentiva coloro che partecipano, ma non è sufficiente per stimolare sempre più cittadine e cittadini a farsi coinvolgere in un ricerca comune delle soluzioni di interesse comune e per facilitare la partecipazione. A tale scopo andrebbero rielaborati in toto a favore di una migliore applicabilità lo statuto comunale e le norme di attuazione in quelle parti che riguardano la partecipazione politica diretta dei cittadini. Ciò potrà avvenire con quello spirito di fiducia che si è manifestato con l’abolizione del quorum di partecipazione e possibilmente anche con la collaborazione diretta dei cittadini.</p>
<p>p.s.:    Solo pochi giorni fa abbiamo saputo che da poco anche i comuni Dobbiaco e Terento hanno cancellato il quorum di partecipazione dal loro statuto. La rosa della democrazia e l’attestato ovviamente saranno consegnate il più presto possibile anche a loro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>i sette comuni che hanno abolito o fortemente ridotto il quorum dai referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/06/09/i-sette-comuni-che-hanno-abolito-o-fortemente-ridotto-il-quorum-dai-referendum/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 20:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

Fino a questo momento 6 comuni della provincia di Bolzano e 1 della provincia di Trento hanno abolito o notevolmente abbassato (15%) il quorum previsto per i loro referendum comunali. Ed altri stanno proprio in questo periodo discutendo nei consigli comunali se abolire o abbassare il quorum, per cui il numero è destinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/fiume.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1959" title="fiume" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/fiume.jpg" alt="fiume" width="350" height="350" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Fino a questo momento 6 comuni della provincia di Bolzano e 1 della provincia di Trento hanno abolito o notevolmente abbassato (15%) il quorum previsto per i loro referendum comunali. Ed altri stanno proprio in questo periodo discutendo nei consigli comunali se abolire o abbassare il quorum, per cui il numero è destinato ad aumentare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo trend è importante perché nella Regione Trentino Alto Adige una legge regionale ha stabilito che tutti i comuni devono prevedere all&#8217;interno del proprio statuto i referendum propositivi e abrogativi. Nel resto d&#8217;Italia invece questo è una facoltà non un obbligo. E quindi moltissimi comuni italiani prevedono i referendum nella loro forma più blanda e meno efficace, ossia quella consultiva. I cittadini si esprimono, ma gli amministratori possono tener conto di quanto espresso oppure no a loro piacere. Invece tutti i comuni del Trentino Alto Adige prevedono referendum vincolanti o in cui gli amministratori possono opporsi solo con maggioranze qualificate (di solito i 2/3) al volere espresso dai cittadini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dunque questi 7 comuni hanno strumenti di democrazia diretta nella mani dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ) che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009 ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha abbassato il quorum al 15%.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella provincia di Bolzano dal 1996 opera una associazione chiamata Mehr Demokratie – Più democrazia e che si ispira ad una omologa associazione tedesca attiva dal 1991 che è riuscita a introdurre i referendum senza quorum nella Baviera. Nel suo lavoro ormai quindicinale, Mehr Demokratie di Bolzano è riuscita a fare opera di sensibilizzazione presso molte associazioni e cittadini in tutta la provincia. Grazie alla sua pressione la Provincia di Bolzano ha già il quorum più basso tra tutte le provincia italiane, ossia il 40%. Il 25 ottobre 2009 questa associazione ha portato alla votazione i cittadini della provincia a un referendum per migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Per un soffio (mancava poco più dell&#8217;1 % dei votanti) il quorum non è riuscito a superare la soglia prevista. Questo a livello complessivo provinciale. Ma in molti comuni questa soglia è stata abbondantemente superata e da allora gli amministratori stanno valutando come hanno fatto Kurtatsch – Cortaccia e Innichen – San Candido, di adeguarsi alla volontà dei cittadini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Anche a Rovereto (TN) dal 2007 opera una associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto che vuole migliorare gli strumenti di democrazia diretta usufruibili dai cittadini. L&#8217;11 ottobre 2009 si è svolto un referendum comunale a Rovereto che chiedeva appunto l&#8217;abolizione del quorum. Ma non ha superato il quorum in vigore, del 50%. Nel comune confinante di Villa Lagarina (TN),  appena dopo due settimane il referendum comunale di Rovereto, che ha avuto una certa eco nei quotidiani locali, è stato approvato il nuovo statuto, che tra le altre cose prevede l&#8217;abolizione del quorum, e l&#8217;introduzione del Consiglio Comunale Aperto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le azioni di pressione che vengono dal basso, dalle associazioni dei cittadini, anche se a volte sembrano non arrivare a nulla, creano comunque una consapevolezza di fondo, grazie alla quale, a volte inaspettatamente avvengono cambiamenti nella direzione desiderata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>San Candido/Innichen (BZ) il quorum sui referendum è stato abbassato al 15%</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[san candido / Innichen]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
a San Candido /Innichen gli amministratori nel dicembre 2009 hanno deciso di abbassare il quorum dei referendum comunali dal 50%al 15%.
Non è ancora la situazione ottimale di abolizione del quorum, ma un passo importate. Con il 15% infatti l&#8217;invito al boicottaggio rischia di non avere efficacia e quindi entrambi i partiti del SI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Innichen.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-1923" title="Innichen" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Innichen.JPG" alt="Innichen" width="383" height="254" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>a San Candido /Innichen gli amministratori nel dicembre 2009 hanno deciso di abbassare il quorum dei referendum comunali dal 50%al 15%.</p>
<p>Non è ancora la situazione ottimale di abolizione del quorum, ma un passo importate. Con il 15% infatti l&#8217;invito al boicottaggio rischia di non avere efficacia e quindi entrambi i partiti del SI e del NO devono andare a votare. E quindi l&#8217;affluenza aumenta. E si tratta di referendum deliberativo, ossia vincolante per l&#8217;amministrazione.</p>
<p>Un grande complimenti agli amministratori di San Candido /Innichen, che vicini alle esigenze dei cittadini, hanno deciso di dotarli di strumenti di democrazia efficaci.</p>
<p>Allego la delibera di attuazione la numero 72/09 del 23 dicembre 2009.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/san-candido-referendum-15.pdf">san candido referendum 15</a></p>
<p>Per maggiori dettagli basta consultare il sito del comune di San Candido /Innichen qui:</p>
<p><a href="http://www.comune.sancandido.bz.it/">http://www.comune.sancandido.bz.it/</a></p>
<p>Qui il regolamento dei referendum di San Candido / Innichen</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/regolamento-referendum-san-candido-innichen.pdf">regolamento referendum san candido innichen</a></p>
<p>Sono oggi 5 i comuni della provincia di Bolzano in cui il quorum è stato abolito o significativamente ridotto (per ora ho descritto su questo blog Ortisei/ St. Ulrich e Cortaccia /Kortasch prossimamente gli altri). Grazie a Stephan Lausch per la segnalazione e per l&#8217;impegno a divulgare queste tematiche.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>perchè abolire il quorum dai referendum: intervento di Emilio Piccoli</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/25/perche-abolire-il-quorum-dai-referendum-intervento-di-emilio-piccoli/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 07:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[emilio piccoli]]></category>

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		<description><![CDATA[ci-prendono-per-il-quorum
di Paolo Michelotto
mercoledì 21 ottobre 2009 durante l&#8217;incontro con il Pres. Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler, l&#8217;amico Emilio Piccoli ha fatto un bell&#8217;intervento sulle motivazioni per cui è necessario abolire il quorum dai referendum e in quel contesto dai referendum provinciali.
Questi sono i punti scritti da cui ha tratto spunto la sua argomentazione:
Emilio Piccoli
Proposta n.2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1343" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/ci-prendono-per-il-quorum.jpg"><img class="size-medium wp-image-1343" title="ci-prendono-per-il-quorum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/ci-prendono-per-il-quorum.jpg" alt="ci-prendono-per-il-quorum" width="300" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">ci-prendono-per-il-quorum</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>mercoledì 21 ottobre 2009 durante l&#8217;incontro con il Pres. Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler, l&#8217;amico Emilio Piccoli ha fatto un bell&#8217;intervento sulle motivazioni per cui è necessario abolire il quorum dai referendum e in quel contesto dai referendum provinciali.</p>
<p>Questi sono i punti scritti da cui ha tratto spunto la sua argomentazione:</p>
<p>Emilio Piccoli</p>
<p>Proposta n.2 della giornata partecipativa di Rovereto &#8220;Il Cittadino Partecipa&#8221;:</p>
<p><strong>Abolizione del quorum di partecipazione per tutte le consultazioni referendarie</strong><br />
In sintesi:</p>
<p>La proposta è volta a emendare la legge provinciale del 5 marzo 2003 n.4. Nello specifico si chiede che l&#8217;art.4 venga modificato come segue:</p>
<p>art.4</p>
<p>validità del referendum propositivo</p>
<p>La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti favorevoli validamente espressi<span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: line-through;">[, a condizione che alla votazione abbia partecipato la maggioranza degli aventi diritto al voto]</span></span><br />
<strong>Alcune motivazioni per la richiesta dell&#8217;abolizione del quorum:</strong></p>
<p>* Quanto più il quorum di partecipazione nelle consultazioni referendarie è elevato, tanto più è messa a repentaglio l&#8217;efficacia e la fiducia dei cittadini nei confronti del referendum stesso. Si può affermare ciò sulla scorta delle vicende referendarie nazionali che ci raccontano come l&#8217;ultimo referendum ad aver superato il quorum risalga al 1995, e grazie soprattutto a un enorme battage del gruppo Fininvest (coinvolto in tre quesiti sulle TV). Le sei tornate referendarie tenute negli anni successivi hanno registrato un progressivo abbandono delle urne da parte della gente. Ciò è evidenziato dai dati di affluenza alle urne: dal 58% del ‘95 si crolla al 30% del ‘97 per finire al 23% nel referendum di quest&#8217;anno. Stessa sorte, e forse anche peggio, è toccata a tutti i referendum tenuti a livello regionale nel corso di questi ultimi cinque anni.<br />
* In un clima di disaffezione per la politica è sempre più difficile in una votazione referendaria raggiungere un quorum del 50%, anche se l&#8217;elettorato viene mobilitato da<span id="more-1342"></span> una cospicua parte dei media e dei partiti politici. Ne è prova il referendum del 1999, sulla legge elettorale, che non ha superato il quorum, attestandosi al 49,6% di affluenza. In quel frangente bastò la chiamata al boicottaggio soltanto dei piccoli partiti per annullare la consultazione e portare alla vittoria i NO, che nelle urne avevano ottenuto solo l&#8217;8,5% dei voti.<br />
* una soglia elevata sbilancia ingiustamente le forze in campo nelle competizioni referendarie, perchè consente agli oppositori di ricorrere alla ‘chiamata al boicottaggio&#8217;, trasformando così &#8211; in caso di riuscita &#8211; l&#8217;astensione dell&#8217;elettore da ‘non voto&#8217; a ‘voto contrario&#8217; e quindi automaticamente sommabile ai ‘NO&#8217; realmenti espressi sulla scheda. In base a questo ragionamento, il fronte del ‘NO&#8217; viene a disporre di 2 risultati utili su 3. È quindi un gioco facile per i boicottatori imporre il volere di una minoranza contro la maggioranza della popolazione.<br />
* Il cittadino ha maturato così, in questo ultimo decennio, la consapevolezza che tanto più un referendum è ignorato dalla grande propaganda e dalla grande politica, tanto più è destinato al fallimento.<br />
* Inoltre non è da ignorare il fenomeno perverso della ‘neutralizzazione a mano degli eletti&#8217; che concorre a instillare nel cittadino un profondo senso di impotenza. Per meglio esplicitare il concetto riporto uno stralcio da Wikipedia sul tema ‘neutralizzazione del referendum&#8221;:<br />
&#8220;&#8230;Una seconda modalità è stata quella di evitare lo scontro aperto e il rischio della sconfitta su questioni per le quali l&#8217;orientamento prevalente dell&#8217;opinione pubblica sembra favorevole ai promotori delle iniziative referendarie, salvo approvare, dopo la vittoria referendaria, nuove leggi che vanificano in tutto o in parte l&#8217;esito del voto popolare (è quanto accaduto in tema di responsabilità civile dei magistrati con la legge Vassalli del 1987 e in tema di finanziamento statale ai partiti politici dopo il referendum del 1993).&#8221;<br />
* Questo stato di cose incentiva fortemente l&#8217;atteggiamento rinunciatario e non partecipativo del cittadino. Inoltre, fatto alquanto negativo, viene socialmente promosso e sollecitato il comportamento ‘ostruzionista&#8217; del cittadino stesso.</p>
<p><strong>Perchè quorum zero?</strong></p>
<p>Nella pratica referendaria si è osservato che minore è il quorum di partecipazione maggiore è la tendenza del cittadino a partecipare. Quando la votazione non ha quorum si registra puntualmente una partecipazione maggiore dei cittadini. Non esiste quindi, nella pratica reale, il pericolo che poche persone possano decidere per tutta la collettività. E se ciò dovesse anche per qualche caso fortutio verificarsi, il voto non perderebbe comunque la sua leggittimità, in quanto &#8211; in una autentica democrazia &#8211; i cittadini che vanno a votare dispongono implicitamente del mandato di decidere anche a nome dei cittadini che non vogliono o non possono votare.<br />
Del resto, i refendum confermativi già ora sono privi di quorum, nel nostro Paese, eppure nessuno ne mette in dubbio la legittimità. Anche qui, il dato storico nazionale da la conferma diretta al nostro ragionamento: il referendum consultivo del 1989 sul Parlamento Europeo ha avuto un&#8217;affluenza del 80,7% (dove, nello stesso anno, quello abrogativo sul nucleare aveva avuto il 65%), mentre tra i referendum costituzionali, l&#8217;ultimo del 2006 ha avuto il 53,6% e quello del 2001 &#8217;solo&#8217; il 34,1%, pur svolgendosi in sordina e senza campagna da parte di nessuno.<br />
Gli esempi provenienti da Paesi dove la democrazia diretta funziona da tempo ci confortano in questo:<br />
&#8220;&#8230;[In Svizzera] Dal 1848 fino alla fine del 2004 sono stati tenuti 531 referendum a livello federale: 187 obbligatori, 152 facoltativi e 192 iniziative popolari. L&#8217;affluenza ha avuto una media oltre il 50% (con eccezioni sopra l&#8217; 80%) e inoltre per qualche tempo è stata superiore di 10 punti percentuali rispetto all&#8217;affluenza alle elezioni parlamentari.&#8221; (Democrazia Diretta, Verhulst e Nijeboer, 2007)</p>
<p>L&#8217;abolizione del quorum di partecipazione è il primo passo indispensabile per consentire ai cittadini di concorrere attivamente al processo decisonale democratico.<br />
Con l&#8217;abolizione del quorum si avrebbe il sicuro effetto di vedere sbocciare la democrazia diretta accanto a quella rappresentativa determinando l&#8217;indispensabile evoluzione verso la democrazia integrale.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>incontro con Pres. Consigl. Prov. del Trentino, Kessler per presentare le proposte de &#8220;Il Cittadino Partecipa&#8221;</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/23/incontro-con-pres-consigl-prov-kessler-per-presentare-le-proposte-de-il-cittadino-partecipa/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[gianni kessler]]></category>
		<category><![CDATA[il cittadino partecipa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21, una ventina di cittadini trentini, hanno incontrato il Presidente del Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler.
C&#8217;è stata una breve introduzione di Francesco Ghensi che ha ricordato come è nata, come si è svolta e cosa ha ottenuto la giornata partecipativa provinciale &#8220;Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fxQVPx3H1zY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/fxQVPx3H1zY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21, una ventina di cittadini trentini, hanno incontrato il <strong>Presidente del Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler.</strong></p>
<p>C&#8217;è stata una breve introduzione di <strong>Francesco Ghensi</strong> che ha ricordato come è nata, come si è svolta e cosa ha ottenuto la giornata partecipativa provinciale &#8220;<strong>Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare la democrazia nel Trentino&#8221;</strong> del 20 settembre scorso</p>
<p>Poi abbiamo visto il video di 7 minuti che riassumeva la giornata, e che si trova all&#8217;inizio di questo post, realizzato da <strong>Luca Brogin</strong>.</p>
<p>L&#8217;incontro è proseguito con la presentazione delle 4 proposte più votate il 20 settembre dai cittadini, dai proponenti stessi. Nei prossimi giorni metterò il loro video. Qui i testi:</p>
<p><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/28/ruggero-pozzer-assemblea-cittadina-il-testo-della-proposta/">1. Assemblee di confronto tra amministrazione e cittadini.</a><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/26/la-proposta-piu-votata-assemblee-amministratori-cittadini-obbligatorie/">(Ruggero P.)</a></p>
<p><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/29/emilio-piccoli-abolizione-dei-quorum-referendari-il-testo-della-proposta/">2. Abolizione quorum tutte consultazioni referendarie.</a><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/26/la-seconda-proposta-piu-votata-abolizione-del-quorum/">(Emilio P.)</a></p>
<p><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/09/ezio-ferrari-acqua-gestita-in-maniera-pubblica-il-testo-della-proposta/">3. Acqua gestita in maniera pubblica/gas naturali.</a><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/28/acqua-bene-pubblico-la-proposta-di-ezio/">(Ezio F.)</a></p>
<p><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/06/4%C2%B0-proposta-a-pari-merito-con-la-3%C2%B0-di-s-morandi/">3. Valorizziamo i terreni incolti. </a><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/29/terreni-incolti-ai-cittadini-terza-proposta-piu-votata-parimerito-di-sebastiano-m/">(Sebastiano M.)</a></p>
<p>Infine c&#8217;è stato il commento di Kessler e un dibattito informale sul destino di queste proposte.</p>
<p>Kessler ha detto che procederà così: nei prossimi giorni manderà le 4 proposte a tutti i 35 consiglieri provinciali chiedendo che le esaminino. Poi lascerà trascorrere del tempo (noi gli abbiamo proposto che faccia passare 1 settimana) perchè i consiglieri possano valutare se &#8220;adottare&#8221; loro quelle proposte con una mozione. Infine se nessuno lo farà <strong>lui si è impegnato a portarne avanti almeno una, lasciando intendere che possa essere quella dell&#8217;abolizione del quorum, fatta da Emilio Piccoli.</strong></p>
<p>Lui però a caldo ha detto che propende più per una riduzione del quorum che per la sua abolizione, ma che ne dobbiamo ridiscutere a fondo. Lui è più portato verso l&#8217;ipotesi 50% dei votanti alle ultime elezioni provinciali.</p>
<p>E&#8217; un ottimo inizio da cui partire per una discussione seria e approfondita.</p>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum 12</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/15/ragioni-per-abolire-il-quorum-12/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 07:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[nurtingen
di Paolo Michelotto
La presenza del quorum, paradossalmente scoraggia i cittadini ad andare a votare. Infatti i cittadini vanno a votare se sanno dello svolgimento del referendum in una determinata giornata e se pensano di aver capito l&#8217;argomento su cui sono invitati ad esprimersi. Ma se la campagna per il NO invita all&#8217;astensione e non promuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1220" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/nurtingen.jpg"><img class="size-medium wp-image-1220" title="nurtingen" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/nurtingen-300x200.jpg" alt="nurtingen" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">nurtingen</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><strong>La presenza del quorum, paradossalmente scoraggia i cittadini ad andare a votare. </strong>Infatti i cittadini vanno a votare se sanno dello svolgimento del referendum in una determinata giornata e se pensano di aver capito l&#8217;argomento su cui sono invitati ad esprimersi. Ma se la campagna per il NO invita all&#8217;astensione e non promuove le proprie argomentazioni, evita di affiggere manifesti, non manda materiale informativo a casa dei votanti, non partecipa a dibattiti, non si fa intervistare dai media, non partecipa ad assemblee informative, <strong>i cittadini non vengono a sapere del referendum o ritengono di non saperne abbastanza e non si recano a votare.</strong> Ciò è dimostrato dai referendum nazionali italiani con e senza quorum e dall&#8217;esempio seguente fornito da due città tedesche negli anni ‘80.</p>
<p>Il laender tedesco del Baden &#8211; Wuerttemberg prevede i referendum municipali fin dal 1956 (negli altri laender ciò fu introdotto negli anni ‘90), ma esso ha molte restrizioni. Una delle più gravose è quella che prevede che almeno il 30% degli elettori abbiano votato SI&#8217; al quesito referendario, pena il suo invalidamento. L&#8217;effetto distorsivo di questo quorum si vede chiaramente su 3 votazioni effettuate in 3 città vicine sullo stesso argomento.</p>
<p><strong>A. Nel 1986 fu proposto a Reutlingen</strong> un referendum contro una decisione della giunta al governo, della CDU, che aveva deciso la costruzione di un rifugio aintiaereo. Il consiglio comunale e la CDU boicottò il referendum non partecipando a nessun dibattito con sistematicità. L&#8217;ultima settimana prima del voto, improvvisamente, la CDU ruppe il silenzio con una pubblicità e un fascicolo allegato al giornale locale, firmato tra gli altri anche dal sindaco. Esso diceva: &#8220;&#8230;le persone professionali e intelligenti, devono agire sensibilmente, non emozionalmente, con un comportamento elettorale intelligente. Così puoi stare a casa la prossima domenica; dopotutto ti viene solo richiesto di votare contro la costruzione di un rifugio. Anche se non voti, esprimerai la tua approvazione della decisione presa dal consiglio comunale. Hai sempre dato la tua fiducia al CDU per molti anni alle elezioni. Puoi darci fiducia su questa questione.&#8221; Il risultato fu che 16.784 su 69.932 elettori si recarono alle urne: il 24%. Di questi solo 2126 votarono a favore del rifugio e 14.658 contro. Il quorum del 30% a favore non fu raggiunto e il referendum venne invalidato.</p>
<p><strong>B. A Nurtingen, </strong>una città vicina a Reutlingen, ci fu un referendum simile. Questa volta la CDU locale scelse di non boicottare:il risultato fu un&#8217;affluenza del 57% di cui il 90% votò contro il rifugio. E il referendum ebbe successo.</p>
<p><strong>C. In una terza città, Schramberg,</strong> ci fu un referendum simile. Anche questa volta la CDU scelse la via del boicottaggio. Questa volta il comitato organizzatore venne a conoscenza per tempo del progetto della CDU e quindi riuscì a controbattere. Il giornale locale pubblicò critiche all&#8217;idea del boicottaggio. I risultati furono affluenza del 49,25% di cui l&#8217;88,5% votò contro il rifugio e quindi il quorum del 30% di voti a favore del referendum fu raggiunto e il referendum ebbe successo.</p>
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		<title>ragioni per abilire il quorum 6</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 20:06:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[violazione segreto del voto
di Paolo Michelotto
6. La presenza del quorum e i conseguenti inviti al boicottaggio della campagna per il NO, fanno sì che vadano a votare quasi solo i favorevoli, coloro che esprimeranno un SI. E quindi il diritto alla segretezza del voto, viene meno, perché tutti coloro che si recano alle urne, vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_622" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/segreto.jpg"><img class="size-medium wp-image-622" title="violazione segreto del voto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/segreto-300x229.jpg" alt="violazione segreto del voto" width="300" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">violazione segreto del voto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>6. La presenza del quorum e i conseguenti inviti al boicottaggio della campagna per il NO, fanno sì che vadano a votare quasi solo i favorevoli, coloro che esprimeranno un SI. E quindi il diritto alla segretezza del voto, viene meno, perché tutti coloro che si recano alle urne, vengono riconosciuti ed etichettati come votanti per il SI.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum 5</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/14/ragioni-per-abolire-il-quorum-5/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 18:36:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
5. Il quorum premia chi invita all&#8217;astensione e chi accetta il boicottaggio rimanendo a casa, cioè chi non vuole impegnarsi direttamente o preferisce scorciatoie scorrette pur di far vincere la sua posizione. Chi si informa e chi va a votare, viene punito. Ciò crea un sempre maggiore distacco e disillusione dei cittadini dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/testa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-608" title="testa" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/testa.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>5. Il quorum premia chi invita all&#8217;astensione e chi accetta il boicottaggio rimanendo a casa, cioè chi non vuole impegnarsi direttamente o preferisce scorciatoie scorrette pur di far vincere la sua posizione. Chi si informa e chi va a votare, viene punito. Ciò crea un sempre maggiore distacco e disillusione dei cittadini dalla politica attiva. Esattamente quello che invece preferiscono i governanti, ossia non essere disturbati nelle loro scelte di governo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum 4</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/09/ragioni-per-abolire-il-quorum-4/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 20:30:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[conoscenza
di Paolo Michelotto
aumento della conoscenza e dell&#8217;informazione civica
4. Finché ci sarà il quorum nei referendum, la campagna elettorale sarà svolta solo dai promotori del SI, che si focalizzeranno solo sullo spingere i cittadini a partecipare al voto per superare il quorum.
Dove non c&#8217;è il quorum, entrambe le campagne per il NO e per il SI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_588" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/conoscenza.jpg"><img class="size-medium wp-image-588" title="conoscenza" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/conoscenza-300x224.jpg" alt="conoscenza" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">conoscenza</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><strong>aumento della conoscenza e dell&#8217;informazione civica</strong></p>
<p>4. Finché ci sarà il quorum nei referendum, la campagna elettorale sarà svolta solo dai promotori del SI, che si focalizzeranno <strong>solo sullo spingere i cittadini a partecipare al voto per superare il quorum.</strong></p>
<p>Dove non c&#8217;è il quorum, entrambe le campagne per il NO e per il SI possono invece concentrarsi solo sulle loro argomentazioni pro e contro, aumentando la conoscenza dei cittadini e il loro impegno civico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum 3</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/07/ragioni-per-abolire-il-quorum-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 18:02:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[quorum apparenza democratica
di Paolo Michelotto
questo è un&#8217;ulteriore ragione per abolire il quorum. Dietro l&#8217;apparenza di una regola che sembra preservi il senso della democrazia, in realtà viene messo il bastone tra le ruote all&#8217;unico strumento che con cui i cittadini potrebbero interferire nella gestione del potere della elite politica che ci governa.
3. Il quorum è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_578" class="wp-caption alignleft" style="width: 145px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/inchiappetta.jpeg"><img class="size-medium wp-image-578" title="inchiappetta" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/inchiappetta-193x300.jpg" alt="quorum apparenza democratica" width="135" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">quorum apparenza democratica</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>questo è un&#8217;ulteriore ragione per abolire il quorum. Dietro l&#8217;apparenza di una regola che sembra preservi il senso della democrazia, in realtà viene messo il bastone tra le ruote all&#8217;unico strumento che con cui i cittadini potrebbero interferire nella gestione del potere della elite politica che ci governa.</p>
<p>3. Il quorum è il metodo con cui chi ha il potere si tutela dalle possibili interferenze dei cittadini, salvando le apparenze democratiche. Infatti lo strumento del referendum in mano ai cittadini viene lasciato, ma viene svuotato del suo potere effettivo con l&#8217;introduzione del quorum, che fa sì che venga sempre o quasi invalidato.</p>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum dai referendum  2</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/03/ragioni-per-abolire-il-quorum-dai-referendum-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 19:30:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[forza sproporzionata
di Paolo Michelotto
ecco un&#8217;altra motivazione per abolire i quorum dai referendum (problema italiano: in Svizzera e in 26 stati degli USA non esiste il quorum nei referendum).
2. I referendum vengono attivati dai cittadini, quando l&#8217;amministrazione non ascolta le loro richieste. Quindi la parte del SI rappresenta quasi sempre la parte dei cittadini e quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_561" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/elefante-topolino.jpg"><img class="size-medium wp-image-561" title="forza sproporzionata" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/elefante-topolino.jpg" alt="forza sproporzionata" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">forza sproporzionata</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco un&#8217;altra motivazione per abolire i quorum dai referendum (problema italiano: in Svizzera e in 26 stati degli USA non esiste il quorum nei referendum).</p>
<p>2. I referendum vengono attivati dai cittadini, quando l&#8217;amministrazione non ascolta le loro richieste. Quindi <strong>la parte del SI rappresenta quasi sempre la parte dei cittadini</strong> e quella del <strong>NO, quella delle amministrazioni</strong>. La parte dei <strong>NO, ha già quindi maggiori soldi, tempo, interessi, energie, capacità e attenzioni mediatiche dei SI</strong>. Se esiste il quorum, ha anche un ingiusto vantaggio sui SI, grazie alla possibilità di far vincere i NO facilmente, chiedendo l&#8217;astensione e usando così il boicottaggio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum dai referendum  1</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/31/ragioni-per-abolire-il-quorum-dai-referendum-1/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 11:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<description><![CDATA[totocalcio
di Paolo Michelotto
ci sono molte ragioni per abolire il quorum dai referendum. Ecco la prima.
1. Quando un referendum prevede un quorum, agli effetti pratici, chi vuole che vinca il NO, ha due modi di ottenere ciò:
a. fare campagna per il NO e quindi impegnare soldi, tempo, energie;
b. invitare i cittadini al boicottaggio e astenersi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_545" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/totocalcio.jpg"><img class="size-medium wp-image-545" title="totocalcio" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/totocalcio-300x99.jpg" alt="totocalcio" width="300" height="99" /></a><p class="wp-caption-text">totocalcio</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ci sono molte ragioni per abolire il quorum dai referendum. Ecco la prima.</p>
<p>1. Quando un referendum prevede un quorum, agli effetti pratici, chi vuole che vinca il NO, ha due modi di ottenere ciò:</p>
<p>a. fare campagna per il NO e quindi impegnare soldi, tempo, energie;</p>
<p>b. invitare i cittadini al boicottaggio e astenersi da qualunque campagna.</p>
<p>Questo secondo sistema è preferito da chi sostiene il NO, perché oltre a far risparmiare tempo, soldi e energie, è una strategia che fa vincere più facilmente il NO. Infatti, dal punto di vista pratico, se un referendum viene invalidato per mancato raggiungimento del quorum o se vince il NO superando il quorum, si ha lo stesso effetto.</p>
<p>Quindi gli astenuti vengono considerati come voti per il NO e questo non è corretto. Chi si astiene da un voto referendario può avere mille ragione personali: essere lontano da casa, non interessato, disilluso dalla politica, ammalato, aver cose più importanti da fare, essere indeciso, avere poca conoscenza dell&#8217;argomento.</p>
<p>Nelle elezioni per la nomina degli amministratori, gli astenuti non contano. Vince chi ottiene più voti. Nei referendum con quorum è come se si giocasse una schedina di totocalcio con 1X2, dove una parte, i SI, vincono se esce 1, mentre l&#8217;altra parte, i NO, vincono se esce X o 2. E&#8217; un gioco sbilanciato in favore del NO e quindi non soddisfa al requisito di uguaglianza tra le parti, che sta alla base della democrazia.</p>
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		<title>A Rovereto parte la raccolta firme per i 4 referendum per migliorare la democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/20/a-rovereto-parte-la-raccolta-firme-per-i-4-referendum-per-migliorare-la-democrazia/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 19:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[rovereto
di Paolo Michelotto
E&#8217; stato finalmente approvato il quarto quesito referendario che avevamo proposto. Dopo un mese di ritardo rispetto a quanto prescritto dal regolamento. Così dal momento che riceveremo la comunicazione ufficiale, potremo iniziare a raccogliere le 600 firme necessarie per indire i referendum. Ora abbiamo 2 mesi di tempo per raccogliere le 600 firme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_362" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/rovereto.jpg"><img class="size-medium wp-image-362" title="rovereto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/rovereto-300x225.jpg" alt="rovereto" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">rovereto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>E&#8217; stato finalmente approvato il quarto quesito referendario che avevamo proposto. Dopo un mese di ritardo rispetto a quanto prescritto dal regolamento. Così dal momento che riceveremo la comunicazione ufficiale, potremo iniziare a raccogliere le 600 firme necessarie per indire i referendum. Ora abbiamo 2 mesi di tempo per raccogliere le 600 firme autenticate. Sembrano poche per chi non l&#8217;ha mai fatto. Per noi che l&#8217;abbiamo già fatto, sappiamo quanta fatica ogni firma ci costerà, specie in questa stagione fredda.</p>
<p>E&#8217; la seconda volta che lo facciamo. In estate avevamo già raccolto le firme, che poi ci erano state invalidate per un cavillo formale. Perchè 4 referendum? Perchè il numero massimo di referendum attuabili nello stesso anno a Rovereto è in base allo statuto fissato in 4. E tutti e 4 devono essere votati lo stesso giorno, sempre in base allo statuto.</p>
<p>Visto che oggi a Rovereto c&#8217;è il quorum del 50% che rende praticamente impossibile il superamento della soglia di qualsiasi referendum, metterne insieme 4 ci aiuterà a motivare di più i cittadini ad andare a votare.</p>
<p>Questi i 4 quesiti di cui il primo è quello forse più tecnico, ma quello fondamentale per la democrazia della nostra città, perchè chiede di abolire il quorum dai referendum comunali. Quindi ci si focalizzerà solo sulla discussione degli argomenti e non sul superamento della soglia. A Rovereto finora è stato fatto un solo referendum nel 2005 ed è stato invalidato per mancato raggiungimento del quorum.</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/">Qui per saperne di più</a>.  <a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/?page_id=157">Clicca qui se vuoi dare il tuo contributo per la campagna referendaria.</a></p>
<p><strong>1. Referendum Propositivo per la determinazione del quorum di validità dei referendum comunali</strong><em><br />
Vuoi che le consultazioni referendarie siano valide qualsiasi sia il numero di elettori che vi prendono parte?</em></p>
<p><strong>2. Referendum Propositivo per realizzare il Piano Regolatore Generale Comunale con la partecipazione dei cittadini.</strong><br />
<em>Vuoi che il Piano Regolatore Comunale di Rovereto, che stabilirà il futuro della città e dei suoi abitanti, quanti spazi assegnare al verde pubblico, alle aree edificabili, alle aree commerciali, artigianali e industriali, alle aree coltivabili, ai servizi per la popolazione, venga progettato nel corso del 2009 coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><em></em><br />
<strong>3. Referendum propositivo per la Riqualificazione Piazzale Ex-Stazione Corriere</strong><br />
<em>Vuoi che la riqualificazione dell’edificio ex stazione corriere e relativa piazza venga progettata coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><strong>4. Referendum per non consentire l’apertura del nuovo inceneritore della Sandoz</strong></p>
<p><em>Vuoi che il comune esprima parere negativo alle richieste di Sandoz spa e di qualsiasi altra azienda per la realizzazione, sul territorio comunale, di impianti che aggravino l’attuale grado di inquinamento atmosferico con le loro emissioni?</em></p>
]]></content:encoded>
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