Prima pagina del capitolo 31 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 31 Il voto elettronico e innovazioni di voto
I proponenti del voto elettronico lo sostengono per due motivi fondamentali:
Il voto elettronico può usare diverse tecnologie.
Nella maggior parte delle elezioni dove si è sperimentato con il voto elettronico si è usato il primo metodo, quello della macchina da voto nel seggio elettorale. Questo è successo ad esempio in USA, in Belgio, in Brasile, nei Paesi Bassi. Questo metodo semplicemente sostituisce il voto cartaceo con quello elettronico e non c’è nessun incremento nell’affluenza elettorale.
Gli altri 5 metodi di voto elettronico cambiano la natura del voto stesso, perché così viene effettuato a distanza. L’uso di …
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Prima pagina del capitolo 32 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 32 Innovazioni nelle consultazioni
Sono i documenti prodotti dalle pubbliche autorità, spesso scritti in forma dettagliata con sintesi più brevi, che richiedono commenti dai cittadini e dai gruppi.
E’ la forma più semplice e che ha meno impatto, di consultazione, perché solo chi è molto interessato ed ha una conoscenza dell’argomento, risponde. Ma questi documenti sono spesso il materiale base su cui applicare metodi partecipativi più sofisticati.
Sono metodi per raccogliere informazioni sugli orientamenti e sui valori del pubblico. Possono essere interviste realizzate faccia a faccia, telefonicamente o per via postale. Il pubblico viene selezionato con metodi scientifici perché sia rappresentativo della totalità della popolazione.
Un sondaggio realizzato bene, può limitare i difetti di rappresentanza causati dall’autoselezione nelle assemblee pubbliche.
Anche i sondaggi hanno dei limiti. Le domande devono essere semplici e così non possono trattare di questioni tecniche complesse. Come viene costruita una domanda, influenza il tipo di risposta. I sondaggi possono essere molto superficiali perché vengono chieste ai cittadini le loro opinioni immediatamente, senza aver approfondito l’argomento o riflettuto con altre persone. I sondaggi possono interessare anche un numero rilevante di persone, ma il loro coinvolgimento è molto basso. Una loro ….
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Prima pagina del capitolo 33 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 33 Innovazioni Deliberative
I teorici della Democrazia Deliberativa da tempo affermano che una piena o forte democrazia è meglio espressa dalla volontà del popolo e che un governo formato da rappresentanti, inevitabilmente crea un deficit democratico.
Nel corso degli ultimi decenni hanno acquisito sempre maggiore legittimità, metodi deliberativi quali le Giurie dei Cittadini, i Town Meeting del 21° secolo, i Sondaggi Informati, che si fondano sul concetto che votare non è abbastanza in una democrazia.
Il deficit democratico del sistema rappresentativo è causato da molti fattori, tra i quali spicca la preselezione non democratica di candidati tra partiti quasi non distinguibili. Al Gore elenca altre cause come:
La democrazia deliberativa cerca di superare i problemi della democrazia puramente rappresentativa. La deliberazione non è un dibattito ed è molto di più di un dialogo. E’ un metodo che fa uso di conversazioni che hanno importanza perché vanno nella direzione di costruire consenso, verso tentativi di trovare un terreno comune, con un occhio verso l’interesse pubblico, invece che verso l’interesse personale. La qualità e la profondità di …
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Prima pagina del capitolo 34 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 34 Innovazioni di Co-Governo
Il termine Co-Governo significa che i cittadini e le pubbliche autorità in qualche modo condividono il potere politico.
Queste innovazioni condividono le seguenti caratteristiche:
Dal 1995 il Chicago Police Departement tiene incontri aperti ai cittadini in ciascuno dei 285 quartieri della città.
In questi incontri, agenti di Polizia e cittadini, discutono di come migliorare la sicurezza pubblica del quartiere. Questi incontri creano priorità e strategie per azioni e valutano i progressi fatti con le azioni passate. Strategie di successo coinvolgono spesso azioni coordinate tra cittadini e polizia. Gli agenti di polizia ricevono un considerevole addestramento come facilitatori, ma i risultati non sono uguali in tutta la città. In media ci sono 17 cittadini partecipanti in ciascuna riunione e questo significa che in tutta la città ci sono in media 5000 cittadini partecipanti alle riunioni ogni mese.
Il 14% dei cittadini di Chicago ha partecipato ad almeno una riunione nel 1997 e il 79% conosceva il programma.
L’evidenza mostra che la Community Policing rovescia l’usuale critica della composizione di chi partecipa….
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Prima pagina del capitolo 35 del libro Democrazia dei Cittadini
Una delle critiche all’uso del referendum è che l’opzione SI/NO tra cui un cittadino deve scegliere, non riflette a volte la complessità della questione posta al voto.
Come risposta a questa obiezione, Benjamin Barber propose l’uso del ballottaggio con scelta multipla. Esso consiste nel sostituire l’opzione SI/NO con le opzioni:
Questa proposta formulata da Barber, non è mai finora stata messa in pratica.
Per raggiungere un esito, le proposte dovrebbero essere contate in aggregato, ma le singole voci potrebbero dare una indicazione precisa di ciò che che vuole davvero la cittadinanza.
Anche il preferendum è una risposta all’obiezione della ristrettezza dell’opzione SI/NO.
Ci sono varie versioni possibili di questo strumento. Quello …
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Prima pagina del capitolo 36 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 36 Assemblee scelte a sorte
Una obiezione comune alla democrazia diretta è che su larga scala è impossibile dare ai cittadini poteri di decisione diretta senza compromettere l’equità politica.
Una risposta che risolve l’obiezione è che ciò è possibile con l’Iniziativa, con il Referendum e con la Revoca.
Un’altra via è la creazione di assemblee di cittadini con poteri decisionali i cui membri siano scelti a sorte.
Se l’assemblea è abbastanza grande, essa rifletterà la varietà di caratteristiche che si trova all’interno della popolazione, nessun gruppo sociale ne sarà escluso.
I componenti dovrebbero essere scelti a caso, estraendo a sorte dalle liste elettorali, e dovrebbe essere prevista la rotazione, ossia un tempo limitato di servizio, non ripetibile.
Così ogni cittadino avrebbe un’uguale probabilità di essere scelto e se il sistema fosse esteso in tutti gli ambiti amministrativi, la probabilità sarebbe anche alta.
La scelta ad estrazione costituisce una valida alternativa alle elezioni competitive e sicuramente ridurrebbe il potere dei partiti politici sulle scelte dell’assemblea.
Anche se oggi le elezioni competitive sono così usate da essere ritenute il solo sistema democratico per scegliere i legislatori, le assemblee estratte a sorte hanno una storia molto antica. Infatti ad Atene, dove nacque la democrazia nel V sec. a.C., sia il Consiglio dei 500 che quasi tutti gli amministratori della città, venivano scelti ad estrazione. Oggi il sistema ad estrazione viene utilizzato in determinati paesi, specie in quelli anglosassoni, per selezionare la giuria che giudica i processi.
Ma negli ultimi decenni si è fatto sempre più uso della sele- …
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Prima pagina del capitolo 37 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 37 Barriere alla partecipazione
Ci sono innumerevoli esempi di fallimenti di pratiche partecipative. Qui di seguito alcune delle cause.
1. A volte la partecipazione è prevista per legge per acquisire Fondi Europei o di altro tipo. Così gli amministratori si preoccupano di raggiungere le soglie minime richieste e applicano “distrattamente” e “svogliatamente” tecniche che sarebbero altrimenti efficaci.
2. Mancanza di risorse. Fare partecipazione di buon livello richiede risorse di tempo, energie e denaro. Spesso si preferisce adottare programmi economici, che poi si tramutano in fallimenti.
3. Mancanza di chiarezza sugli scopi. A volte gli amministratori hanno scopi diversi uno dall’altro e da quelli dei cittadini. Quindi si portano avanti progetti vaghi o troppo focalizzati. Spesso i cittadini non possono intervenire su questioni che essi stessi ritengono fondamentali. Ciò porta al loro allontanamento e alla non partecipazione.
4. Mancanza di creatività e immaginazione nella progettazione della partecipazione. Di solito si procede alla consultazione dei cittadini e non li si fa deliberare, cogovernare o utilizzare strumenti di democrazia diretta. Non si usano metodi innovativi di selezione come ad esempio il sorteggio. Pochi programmi partecipativi lasciano ai cittadini la possibilità di stabilire la loro agenda di discussione…
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Prima pagina del capitolo 38 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 38 Difetti della democrazia rappresentativa
Non rappresentazione
Le persone elette come rappresentanti non rappresentano demograficamente il paese. Sono spesso più ricchi e più educati, c’è una predominanza dei maschi e della razza maggioritaria, del gruppo etnico e della religione più diffusi, rispetto a un campione estratto a caso dei cittadini di quel paese. Spesso ci sono delle professioni che predominano, come quella degli avvocati in Italia o degli impiegati in Danimarca.
Conflitti di interesse
Non sempre gli interessi degli eletti coincidono con quelli dei loro elettori. Ad esempio gli eletti votano le loro retribuzioni. Il loro interesse è che il loro salario sia il più alto possibile, l’interesse dell’elettore è quello che sia il più basso possibile, visto che il salario degli eletti è pagato con le tasse dei cittadini. In Svizzera, uno dei pochi paesi al mondo dove la retribuzione degli eletti è soggetta a referendum popolare, lo stipendio degli eletti è uno dei più bassi d’Europa.
Corruzione
La concentrazione del potere che è caratteristico nella democrazia rappresentativa, facilita la creazione della corruzione. E’ più facile corrompere una sola persona, o un gruppetto di persone che decidono su un determinato argomento, piuttosto che tutto il popolo…
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