di Paolo Michelotto
il 25 ottobre 2011 ci siamo riuniti nuovamente su skype ed abbiamo affrontato l’art. 74 (referendum confermativo), l’art. 75 (referendum abrogativo), l’art. 75 bis (promulgazione leggi e risultati referendum).
Sembra un percorso lento, in realtà stiamo discutendo e limando articoli molto impegnativi, ciò che sta uscendo è molto meglio di quanto ognuno di noi riuscirebbe a fare da solo (ed è anche il motivo per cui mi batto per far si che l’intelligenza collettiva venga ascoltata con gli strumenti funzionanti di democrazia diretta).
Questa è la bozza 012 come uscita da quell’incontro.
Qui decidiamo quando effettuare il prossimo incontro skype:
di Paolo Michelotto
giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente l’introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E’ la prima volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del Comitato per la difesa dei diritti del cittadino. Non credo proprio che la giunta comunale e il consiglio comunale, approveranno la proposta, ma da qualche parte bisognava iniziare. Anche negli Stati Uniti dove questo strumento esiste in moltissime città, alla fine del 1800 si è cominciato a considerarlo, poi a discuterlo, poi a proporlo ed infine è entrato nella mente e nei cuori dei cittadini e anche dentro alle istituzioni. Nel gennaio 2011, grazie a Davide Bono, consigliere regione piemonte del M5S era stata fatta la prima mozione in assoluto in Italia su questo argomento in qualsiasi istituzione. Giovedì 27 ottobre 2011, si entra per la prima volta in un comune con una identica proposta. Sono sicuro che molte altre città seguiranno; chi sarà la seconda? Il primo passo che dobbiamo fare noi cittadini è quello di informarci. Ad esempio leggendo il capitolo sulla revoca del libro “Democrazia dei Cittadini” scaricabile gratuitamente qui: http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37
Nei prossimi giorni inserirò il video della serata. Purtroppo gli amici di Morciano in Comune non possono realizzare la diretta video in streaming per esplicito volere degli amministratori.
Questo il modulo che i cittadini hanno riempito per poter fare una proposta (lo metto come esempio, magari da riprodurre più amichevolmente):
Modulo istanza consiglio comunale aperto
Un grande in bocca al lupo ad Hossein, che ha mostrato un esempio da seguire da tutti noi!
Ecco la lettera inviata da Hossein:
Cara amica/Caro amico,
Buon giorno. Augurandomi di fare una cosa gradita, in allegato invio il nostro Comunicato Stampa dal titolo: “Perché chiediamo più democrazia nel nostro Comune?”, riguardo al Consiglio comunale aperto ai cittadini di giovedì sera, 27 ottobre, alle ore 20:30, presso la sala consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.
Con la preghiera di divulgazione.
Grazie e Cordiali Saluti.
Hossein Fayaz
“Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”.
Perché chiediamo più democrazia nel nostro Comune?
È stato accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di una maggiore democrazia e partecipazione dei cittadini è sinonimo di maggiore prosperità, benessere, coesione sociale e felicità degli abitanti. Per questa ragione nel Consiglio comunale aperto convocato per giovedì sera 27 ottobre, alle ore 20:30, in Municipio, proponiamo che vengono inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia Diretta” nello Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il Referendum Propositivo; secondo, l’Elezione di Revoca del mandato dell’eletto per la giusta causa. (continua…)
di Paolo Michelotto
ottimo incontro, estremamente produttivo, quello del 18 ottobre 2011 via skype riguardante la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Risolto ogni problema tecnico abbiamo potuto concentrarci solo sulla discussione. Abbiamo rivisto e approvato gli art. 67 (revoca degli eletti), 69 (indennità degli eletti), 70 (funzione legislativa), 71 (iniziativa delle leggi), 73 (iniziativa di legge popolare a voto parlamentare), 73 bis (iniziativa di legge popolare a voto popolare), 73 ter (firme elettroniche), 73 quater (materie di competenza), 73 quinquies (libretto informativo).
Dalla discussione di ieri sera è uscita la bozza 011. Il prossimo incontro skype sarà martedì 25 ottobre ore 21. Chi vuole partecipare, è utile che lo segnali agli altri qui su doodle:
http://www.doodle.com/kv8zmz3tk2zdxkck
Abbiamo deciso che nella prossima riunione gli articoli dal 67 al 73 quinquies non verranno discussi.
Cominceremo la discussione dall’art. 74 in avanti.
Questo il documento 011 che invito tutti a scaricarsi e a leggere e magari a commentare.
di Paolo Michelotto
prossimo incontro skype per discutere la legge di iniziativa popolare per migliorare la democrazia diretta si terrà il martedì 18 ottobre 2011 ore 21.
Per partecipare occorre iscriversi qui:
http://doodle.com/yuiz36xmxvzn6s6p
scrivendo il proprio nome skype
La bozza da cui partiremo per la discussione è la 010 che si trova qui:
http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/010-legge-quorum-DD.doc
di Paolo Michelotto
dopo aver raccolto i commenti sulla bozza precedente, ho redatto la bozza 010.
Essa è un tentativo di sintesi per poter continuare la discussione. Tutto deve comunque essere approvato durante il prossimo incontro.
Invito tutti a scaricarla, leggerla, commentarla e rimandarla a paolorovechiocciolagmailpuntocom (sostituendo chiocciola con @ e punto con .).
Qui il documento:
Propongo di incontrarci su skype (in alternativa su Voxli a questo indirizzo https://voxli.com/ny7n voxli non richiede installazione di programmi. Basta andare all’indirizzo indicato e inserire il proprio nome – poi è anche divertente da usare).
Qui su doodle decidiamo quando incontrarci su skype, una sera della prossima settimana dalle 21 alle 23
di Paolo Michelotto
alcuni giorni fa, avevo postato la bozza 009 della legge di iniziativa popolare, chiedendo commenti.
Ecco qui la bozza 009 con tutti i commenti arrivati fino alla sera del 10/10/11. Nei prossimi giorni proverò a proporre una nuova bozza che tenga conto di quei commenti, su cui continuare a discutere.
di Paolo Michelotto
lunedì ci siamo incontrati per tutta la giornata 7 persone appassionate di DD provenienti da Vicenza, Padova, Mantova, Trento, Milano, Como, Rovereto.
E abbiamo proseguito la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.
Abbiamo mantenuto uguali gli articoli già discussi in precedenza, tranne l’art. 69 che nella versione precedente ci sembrava poco chiaro e che ora diventa così:
Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dagli elettori al momento del voto.
Gli elettori scelgono nella scheda elettorale un numero intero compreso tra 1 e 10, la cui media aritmetica ottenuta dalle indicazioni di voto valide viene moltiplicata per il reddito medio pro capite dei cittadini italiani, arrotondata al primo decimale.
Poi gran parte della giornata siamo stati impegnati a discutere l’art. 73
Abbiamo pensato che l’ultima versione di Zaquini, Pistelli, forum, era troppo lunga, dettagliata e complessa. E quindi abbiamo pensato di suddividerla in questo modo. Ovviamente la numerazione è provvisoria.
Art. 73 (xx) Iniziativa di Legge popolare a voto parlamentare.
Il popolo può esercitare l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di legge di iniziativa popolare a voto parlamentare.
I promotori di una legge di iniziativa popolare a voto parlamentare devono costituirsi in comitato composto da almeno 11 persone aventi diritto di voto.
Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena la decadenza della stessa.
Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa popolare a voto parlamentare deve essere almeno pari allo 0,1% del numero degli elettori della Camera dei Deputati. Il tempo per la raccolta di firme è di massimo 18 mesi.
Il testo della proposta di legge di iniziativa popolare a voto parlamentare deve essere consegnato alla cancelleria della Camera dei deputati.
Una legge di iniziativa popolare a voto parlamentare, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, segue l’iter legislativo previsto dall’articolo 72.
Il parlamento deve prendere in esame la proposta di legge di iniziativa popolare a voto parlamentare e votarla nel termine massimo di 12 mesi dalla data di presentazione alla Cancelleria della Camera dei Deputati.
In mancanza di voto parlamentare la legge sarà sottoposta a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale.
Art. 73 (yy) Iniziativa di Legge popolare a voto popolare.
Il popolo può esercitare l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di legge di iniziativa popolare a voto popolare.
I promotori di una legge di iniziativa popolare a voto popolare devono costituirsi in comitato composto da almeno 11 persone aventi diritto di voto.
Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena la decadenza della stessa.
Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa popolare a voto popolare deve essere almeno pari all’1% del numero degli elettori della Camera dei Deputati. Il tempo per la raccolta di firme è di massimo 18 mesi.
Il testo della proposta di legge di iniziativa popolare a voto popolare deve essere consegnato alla cancelleria della Camera dei deputati.
Una legge di iniziativa popolare a voto popolare, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, segue l’iter legislativo previsto dall’articolo 72.
Il parlamento deve prendere in esame la proposta di legge di iniziativa popolare a voto popolare nel termine massimo di 6 mesi dalla data di presentazione alla Cancelleria della Camera dei Deputati.
Entrambe le camere hanno il diritto di proporre al comitato di iniziativa popolare a voto popolare emendamenti, nel rispetto dello spirito originario della proposta di legge, che possono essere accettati o rifiutati dal comitato stesso.
In caso che il parlamento approvi la legge con gli eventuali emendamenti accettati dal comitato non si procede al voto popolare.
In mancanza di approvazione parlamentare la legge sarà sottoposta a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale.
Il parlamento può elaborare una controproposta di legge.
La proposta popolare e la controproposta parlamentare sono sottoposte al voto popolare.
Se esiste una controproposta parlamentare, gli elettori potranno votare a favore della iniziativa popolare o a favore della controproposta parlamentare, oppure contro entrambe.
Nel caso che la proposta e la controproposta raccolgano insieme la maggioranza dei voti, viene approvata l’opzione delle due che ha ottenuto più voti.
Ecco la bozza 009 con l’ultima versione. Contiene uno spazio per i commenti, chi lo desidera, può scriverli lì e poi inviarmi il file al mio indirizzo paolorovechiocciolagmailpuntocom (ovviamente cambiando la chiocciola con @ e il punto con .). Poi farò una versione con tutti i commenti riportati in un’unico documento.
Qui la discussione su come proseguire. Incontri dal vivo, su skype o su altri sistemi?
http://quorum.forumattivo.it/t110-quando-e-come-ci-incontriamo-skype-dal-vivo-altro#330
di Paolo Michelotto
questa sera la gentile Caterina Gasperi, che coordina le attività presso il nuovo Urban Center di Rovereto (inaugurato a giugno 2011) mi ha confermato della disponibilità della salettina superiore a fianco dell’Urban Center che si trova a questo indirizzo:
piano terra dell’”Ex Chesani” di Corso Rosmini, 58 – 38068 Rovereto TN
In quella saletta ci sono sedie e tavoli per poter gestire al meglio l’incontro di una decina di persone. Io porterò il proiettore e il computer. L’incontro è pubblico e aperto a tutti coloro ai quali sta a cuore la democrazia. La saletta ci è stata data gratuitamente, visto che l’Urban Center ha come obiettivo la partecipazione dei cittadini e questa nostra iniziativa va sicuramente in quella direzione.
L’obiettivo è quello di discutere della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. La stiamo discutendo da giugno, ora siamo alla fase finale, chi pensa di venire dovrebbe dedicare qualche minuto alla lettura della bozza 008 che si trova qui:
e leggersi anche la proposta di legge del sen. Peterlini su cui la nostra bozza si appoggia molto:
di Paolo Michelotto
nell’ultimo incontro skype, molto numeroso, c’erano difficoltà tecniche non indifferenti. Quindi alla fine abbiamo deciso di rinviare ogni dcisione all’incontro del 3 ottobre a Rovereto dalle 10,30 alle 17.30 in luogo che verrà comunicato nei prossimi giorni. Abbiamo anche stabilito di scrivere la bozza 008 in cui fosse formulato meglio il percorso finora effettuato, gli articoli in cui tutti siamo d’accordo e quelli ancora da discutere.
Ecco la bozza nel formato rtf, doc e pdf per soddisfare tutti i palati. Se in rtf e doc vi si apre stranamente formattato, quello che fa fede è la versione pdf.
All’incontro del 3 ottobre sono invitati tutti coloro seriamente interessati alla democrazia. Unico requisito un’attenta lettura della bozza 008 e della proposta di legge Peterlini, su cui molto della bozza 008 si basa.
qui la bozza 008 messa in forma estesa: (continua…)
di Paolo Michelotto
il 19 settembre 2011 ci siamo ritrovati su skype dalle 20,30 alle 22,30 e abbiamo continuato l’esame della bozza degli articoli da inserire nella inziativa di legge popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. Questi incontri sono estremamente interessanti dal mio punto di vista, perchè ogni volta arriviamo ognuno con idee diverse e poi dopo la discussione giungiamo ad una sintesi che è sempre migliore delle singole partenze. Una dimostrazione continua che l’intelligenza collettiva è migliore di quella del più illuminato singolo.
Gli articoli 67, 69 e 70 rimangono gli stessi scritti le volte precedenti.
Ieri abbiamo toccato l’art. 71.
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 71.
L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
Diventa:
Art. 71. – L’iniziativa delle leggi appartiene ai cittadini elettori, a ciascun membro delle Camere, al Governo ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
I cittadini elettori esercitano l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di un progetto redatto in articoli secondo le modalità previste dall’art. xx (quello che descrive l’iniziativa, probabilmente il 74 bis, ma verrà deciso in futuro).
Poi abbiamo formulato l’art. 74 ter che in precedenza chiamavamo art. 71 bis. Ci siamo accorti che la sua posizione ideale nella costituzione non è dopo l’art. 71 esistente, ma probabilmente, ma verà deciso nella prossima riunione dopo l’art. 74. E quindi l’abbiamo chiamato provvisoriamente 74 ter.
La numerazione sarà comunque sistemata una volta scritti tutti gli articoli da modificare.
Articolo nuovo
Verrà inserito dopo l’art. che discute l’iniziativa popolare probabilmente si chiamerà 74 ter
art 74 ter
La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, può avvenire su supporto cartaceo e/od elettronico-informatico.
ed infine hanno definito anche l’art. 74 quater (che per le stesse ragione di sopra, finora avevamo chiamato 71 ter):
Articolo nuovo
probabilmente si chiamerà 74 quater (deve venire dopo l’art. della iniziativa popolare)
art. 74 quater
Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutta la materia legislativa già di competenza dei rappresentanti eletti dal popolo e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Ciascuna proposta di legge o di referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.
Chi vuole partecipare può farlo, basta che mi invii il suo nome skype al mio indirizzo paolorove@gmail.com
Qui c’è l’attuale costituzione esistente:
http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html
Questa la bozza della legge di iniziativa popolare versione 007 con le modifiche fatte fino al 19-09-11 negli incontri e sul forum, formato ppt:
Qui la stessa versione 007 in formato pdf
Qui il forum in cui stiamo discutendo questa legge:
http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale
di Paolo Michelotto
oggi 5 settembre 2011 dalle 11 alle 17,30 abbiamo discusso della legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. Eravamo in 9 persone da varie parti d’Italia: Thomas da Caldaro (BZ), Stephan da BZ, Gianni da TN, Enrico da Albignasego (PD), Emanuele di Piove di Sacco (PD), Giuseppe, Marco e Fabrizio da MN e io da Rovereto (TN). Ho vissuto un incontro emozionante, partecipato, onesto, costruittivo, pieno di buon senso e di voglia di contribuire al bene del paese.
Siamo partiti da quanto elaborato in questi mesi nelle riunioni skype e sul forum
Fino alla pausa pranzo alle 15 abbiamo discusso dei temi da introdurre nella bozza della proposta di legge.
In seguito abbiamo cominciato ad affrontare i primi articoli.
Su questo file, versione 005 della bozza di legge, c’è quanto elaborato fino a Pag. 4. e che riporto qui sotto (il resto è la versione 004 da cui partire per le prossime discussioni).
Alla fine abbiamo stabilito di realizzare una nuova riunione skype martedì 13 settambre ore 20.30. La riunione è aperta a tutti.
Per poter partecipare è essenziale inviare il proprio tel (per risolvere eventuali problemi di connessione) e nome skype al mio indirizzo paolorove@gmail.com – chi non fornisce questi dati non potrà partecipare.
Questo il file 005
005 legge quorum dd elaborato a BZ il 5-09-11
Ecco quanto elaborato:
Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta
Obiettivi votati assieme – incontro a Bolzano 5-09-11
Livello di comune, provincia, città metropolitana, regione
Quorum
Trasparenza
Obbligatorietà seguito iniziative
Referendum obbligatori su modifiche costituzionali e trattati internazionali
Libretto informativo
Iniziative di legge a voto popolare
Raccolta firme senza funzionario
Revoca
Referendum opzionale
DD nella informazione
Firme via internet
Diritto dei cittadini di poter deliberare su tutte le materie di competenza degli eletti a tutti i livelli
Indennità dei parlamentari è approvata dal popolo
Art. 67 – Revoca
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 67. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
(su ispirazione dell’art. 72 cost. Venezuela)
Diventa:
Art. 67. – Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
I membri del parlamento eletti o nominati sono soggetti a revoca. Trascorso un anno del mandato della persona eletta o nominata, un numero di elettori pari ad almeno il 12% degli aventi diritto al voto del collegio elettorale di pertinenza o l’1% dell’insieme nazionale, può presentare una richiesta di votazione per la revoca del mandato. Quando la maggioranza dei votanti si esprime a favore della revoca, il mandato del parlamentare sarà considerato revocato e dovrà essere intrapresa un’azione immediata per ricoprire la posizione vacante, con le modalità previste dalla legge.
Art. 69 – Indennità degli eletti
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge.
Diventa:
Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto in un intervallo compreso tra il – 50% e il + 50% della media europea.
Gli altri articoli non sono stati toccati e rimangono quelli della versione 004 da cui partiremo nelle prossime riunioni.
di Paolo Michelotto
in preparazione dell’incontro del 5 settembre a Bolzano nella sede di Più Democrazia e con gli amici interessati, ho condensato in questa presentazione slide il percorso fatto finora e il testo finora emerso dalle discussioni e presente nel forum:
Qui la presentazione con la bozza 004
di Paolo Michelotto
sarò lontano dal blog alcune settimane.
Per chi vuole nel frattempo pensare alle legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta, ci sono alcune possibilità:
1. andare sul forum e leggere e commentare quanto scritto finora:
2. considerare la nuova idea di fissare l’indennità dei parlamentari con un referendum:
http://quorum.forumattivo.it/t98-art-69-indennita-dei-parlamentari-e-approvata-dal-popolo
di Paolo Michelotto
da più di un mese stiamo discutendo e ci stiamo impegnando a realizzare la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare la democrazia diretta. Ma poi, dopo avere scritto la versione definitiva e aver raccolto le firme e aver depositato il tutto nel parlamento, cosa succede?
Praticamente nulla. Ecco cosa dice il Sen Carlo Vizzini, presidente della 1° Commissione permanente affari costituzionali legislatura XVI.
E allora perchè proseguire?
1. perchè non sempre nella storia le cose proseguono nelle maniere previste e con tempi costanti. E a volte essere al posto giusto nel momento giusto con una proposta di legge già firmata e depositata, magari in un periodo di turbolenza politica o finanziaria, può farla diventare realtà. L’Argentina, l’Islanda, la Bolivia e molti altri paesi ci mostrano che a volte le speranze più impossibili diventano realtà quando meno lo si aspetta. E l’Italia nei prossimi mesi vivrà momenti drammatici, con esigenze drammatiche. Se ci fossero delle proposte già ben chiare e delineate, delle vie di uscita verso una situazione di speranza, potrebbero essere intraprese.
2. perchè se raccogliamo tante firme più delle 50.000 previste, immaginiamo e non è impossibile, dato il clima politico, qualche milione, farebbero molta più fatica ad ignorare noi cittadini
3. perchè intanto introduciamo nell’agenda politica di questo parlamento e dei partiti italiani che sosterranno questa legge i temi della democrazia diretta, dell’abolizione del quorum, della revoca degli eletti.
4. perchè così ci contiamo e creiamo rete tra noi cittadini.
5. perchè come disse Martin Luther King “I sogni non sempre si realizzano. Ma non perché siano troppo grandi o impossibili. Perché noi smettiamo di crederci.”
Ricordo che la prossima riunione skype aperta a tutti coloro sono interessati a discutere i contenuti della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta sarà dopo il 15 agosto 2011. Qui puoi indicare la tua presenza e la preferenza per la data esatta.
http://doodle.com/fq8fsuq662rpnv2k
Ricordati di indicare il tuo nome skype nei commenti del sondaggio doodle, altrimenti non sarai chiamata/o.
di Paolo Michelotto
Roberto Brambilla (consigliere di lista civica) mi ha inviato il testo esatto della mozione che lui ha presentato in Consiglio Comunale di Concorezzo (MB) il 25 maggio 2011. E che riporto qui in allegato e in esteso.

È stata scritta in collaborazione con Dario Rinco ed è un buon esempio anche per altri comuni italiani. Era stata anche inserita nel libro “Vivere meglio con Più Democrazia” che si può scaricare qui.
Finora non è stata minimamente presa in esame dal consiglio comunale, per cui Roberto sta pensando di percorrere altre strade, visto che il Regolamento sui Referendum manca da 10 anni e si potrebbe configurare il reato di Omissione d’Atti d’Ufficio. Ma mi aggiornerà presto sulle decisioni prese. Tra le altre cose sostiene con forza l’idea di fare una legge di iniziativa popolare nazionale per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta e non esclude di portare avanti una iniziativa analoga a livello locale nel suo comune, contemporaneamente.
2011-02 Bozza regolamento referendum Concorezzo vers 4
Proposta di modifica dello statuto comunale Concorezzo vers. 1.0
Ecco i testi estesi:
Proposta di cambiamento dello statuto comunale agg. 20 maggio 2011 (continua…)
di Paolo Michelotto
la domanda è legittima. Fino a dove possiamo spingerci nell’idea di modificare la Costituzione italiana con una legge di iniziativa popolare e quali strumenti di democrazia diretta introdurre? Fulvio Rebesani qualche giorno fa aveva mandato una articolata lettera in cui evidenziava tutti i limiti, secondo lui, facendo la proposta di cosa trattare senza stravolgere il senso della Costituzione.
Che si può leggere qui (e che riporto anche al termine di questo post).
Ecco oggi la risposta di Thomas Benedikter alle tesi di Fulvio Rebesani (Benedikter-commento a Rebesani):
Avendo letto le osservazioni assai interessanti di F. Rebesani, mi permetto di commentare quanto segue sotto. Vorrei premettere che ho pieno rispetto del valore della Costituzione – ci mancherebbe altro – ma come tutte le carte redatte da un determinato giro di persone in un determinato momento storico anche questo testo è suscettibile di modifiche maturate nel tempo con il cambiamento della società, dei cittadini, del modo di far politica, delle circostanze politiche generali. In più i padri – furono quasi tutti maschi – della Costituzione ebbero una visione troppo elitaria della politica e troppo limitativa dei diritti di partecipazione di cittadini. Due generazioni più tardi siamo chiamati a ri-equilibrare i poteri attribuiti ai rappresentanti politici da una parte, e ai cittadini sovrani dall’altra, per il bene della democrazia.
B: Impostazione generale
Nel caso di questa bozza di pdlip-dd non si tratta di una „proposta eterogenea e incoerente, per mettere dentro quanto più possibile di democrazia diretta“, ma di una revisione organica degli articoli 70-75 e 138 della Costituzione, per istituire più efficacemente la partecipazione popolare nella funzione legislativa all’interno dell’ordinamento dello Stato italiano.
La bozza pdlip-dd presente equivale all’80% ad un testo già presentato e discusso nella Commissione affari costituzionale del Senato, da parte del Sen. Peterlini e altri otto onorevoli del PD.
Del resto, tutta una serie di proposte già presentate durante il funzionamento della Bicamerale degli anni 1990 hanno avuto lo stesso approccio, cioè la riforma di tutto questo titolo della Costituzione (sono riportate nel libro „Democrazia diretta – Più potere ai cittadini“, SONDA 2008).
Se la Corte costituzionale accettasse, come quesito ammissibile a referendum, solo la modifica di un unico articolo della Costituzione, la nostra proposta non avrebbe senso, certo. Ma nel caso di pdlip non valgono le stesse regole applicate al referendum abrogativo, pur rispettando l’unità della materia. Occorre tener presente, infine, la duplice finalità di questa pdlip-dd: far pressione sul Parlamento affinché si occupi seriamente della „Proposta Peterlini“, già sul tavolo della Commissione competente da due anni, nonché quella di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di introdurre un sistema organico e ampliato di partecipazione diretta.
C: aspetti singoli
Condivido l’obiezione che il diritto del Capo dello Stato di promulgare le leggi rimanga intatto. Nella proposta Peterlini questa norma è rimasta invariata (all’art. 75 però).
Infatti, il concetto fondamentale dell’iniziativa popolare è quello di conferire ad un “gruppo minimo di cittadini” (per es 1 milione) il diritto di proporre una nuova norma su cui il Parlamento deve esprimersi. Se non accettasse la proposta popolare, la proposta passa al vaglio popolare, eventualmente accompagnato dalla proposta alternativa della maggioranza del parlamento (cosiddetta “controproposta”).
Improprio dire „referendum legislativo“, perché a livello nazionale si tratta comunque del diritto dei cittadini di esprimersi su delle leggi, o con l’iniziativa popolare (i cittadini propongono) o con il referendum confermativo (i cittadini esprimono un veto su una legge approvata dal Parlamento, non ancora entrata in vigore).
Con tutta questa pdlip-dd non si punta a cambiare la struttura istituzionale, come afferma Rebesani, che mantiene le sue prerogative principali, ma si punta ad integrare le procedure legislative con facoltà attribuite ai cittadini ed applicare concretamente il dettato costituzionale (art. 70) che il popolo partecipa alla funzione legislativa.
Con il nuovo testo dell’art. 138, in piena coerenza con tutto il resto delle innovazioni proposte, effettivamente si tratta di attribuire all’insieme dei cittadini la facoltà di modificare la Costituzione. Fino oggi non solo le leggi costituzionali sono state votate solo dal Parlamento, ma anche la Costituzione stessa non fu mai formalmente approvata dall’insieme dei cittadini in un referendum confermativo, come è il caso in molto altri paesi. Si tratta di attribuire al popolo la sovranità costituzionale (che può però essere limitata a parti della carta costituzionale).
Quì non si tratta di introdurre una „concorrenza contestuale con il Parlamento“, ma di dotare i cittadini sovrani dell’ultima parola. Il parlamento sono i rappresentanti a tempo limitato delegati dai cittadini alla funzione legislativa e all’elezione del Governo. Ogni qualvolta i cittadini desiderano riappropriarsi di questo diritto, legittimando tale richiesta con un gran numero di altri cittadini, devono poterlo fare. Non parliamo di concorrenza, ma di revoca eccezionale di un mandato da parte del mandante, limitato ad un determinato argomento.
Non si tratta poi di una procedura farraginosa, ma ciò che Rebesani due righe prima, riferito al Parlamento, chiama „procedura particolarmente rigorosa“.
„Giudizio di Dio“, per carità: si tratta di un referendum popolare a cui ogni cittadino è invitato a partecipare. Nella democrazia per quanto riguarda il potere legittimante non c’è organo superiore all’insieme dei cittadini (definito popolo in altri passaggi).
Referendum confermativo non si tratta di mille cittadini, ma di un numero da definire con legge dello Stato, notevolmente maggiore.
In riguardo al nuovo testo dell’art. 74 del pdlip-dd è comunque discutibile se tale forma di referendum possa essere richiesto anche da soli 5 consigli regionali. Nel caso del referendum confermativo costituzionale questa facoltà è data solo se la modifica è approvata da meno dei due terzi del Parlamento. Quindi perché non dovrebbe essere possibile anche nel caso di leggi di rango minore, cioè leggi ordinarie dello Stato? Al limite anche quì occorrerebbe introdurre la distinzione fra norme volute da una maggioranza qualificata del Parlamento (2/3) e da leggi volute solo da una maggioranza semplice del Parlamento. Il discorso del ruolo delle Regioni è anche legato al futuro ruolo e ai poteri poteri del „Senato delle Regioni“, se mai dovesse essere istituito.
Certo, va lasciata l’impostazione originaria di attribuire al Capo dello Stato di promulgare le leggi (vedi sopra, punto 1).
Tutto sommato, non si tratta di una proposta eversiva (Rebesani), bensí di una proposta organica e coerente, estesa ad una questione riguardante la rappresentanza politica, cioè la revoca. Semmai è questa norma che esula dall’impianto della riforma dei diritti referendari, ma comunque si tratta di una proposta valida. Il fulcro della proposta è un’estensione dei diritti deliberativi (referendari) dei cittadini, un sistema che integra la politica rappresentativa e già funziona bene in altri Stati. Fra i supremi organi dello Stato, ricordo, figura anche il cittadino.
Introdurre solo il referendum propositivo (legislativo), cioè la classica iniziativa popolare, non invece il referendum propositivo costituzionale (nell’art. 138) sarebbe contraddittorio. Perché non dare al sovrano la facoltà di definire una regola fondamentale in prima persona? La legittimità derivante da una votazione popolare è decisamente maggiore a quella della maggioranza del Parlamento.
Togliere il quorum e innalzare come contropartita la soglia di firme al 2% oppure ad 1 milione mi sembra una proposta già largamente condivisa.
Thomas Benedikter
di Paolo Michelotto
1. la maggioranza dei votanti (12 su 14) ha scelto di incontrarsi per la riunione skype martedì 5 luglio ore 21. Sarà Dario a chiamare tutti. IMPORTANTE lasciare il proprio recapito skype come commento qui: http://doodle.com/ni3h43xuw48fsket altrimenti Dario non potrà contattare.
2. Dario chiede di collegarsi 5 minuti prima per risolvere eventuali problemi di connessione. Quindi alle 20,55 di martedì 5 luglio, dobbiamo attivare skype così Dario ci manda la chiamata
3. Dario ha scoperto che possiamo arrivare a 25 persone con una riunione skype. Per ora gli iscritti alla riunione siamo 12. Quindi altri si possono aggiungere.
4. Ho creato una sezione sul forum chiamata “fase 4: dalle idee al testo finale”. In cui possiamo mettere le nostre idee.
5. Comincio io mettendo la bozza 003 della proposta di legge, che non è altro che la 002 in cui sono state inserite le osservazioni e le correzioni di Dario, fatte la settimana scorsa. Se ci va possiamo usarla come punto di partenza iniziale.
6. l’amico Fulvio Rebesani di Vicenza, laurea in giurisprudenza e impegno sociale, politico e nei sindacati durato una vita, ha mandato un documento molto interessante con le sue valutazioni sulla proposta. Che allego qui PROP LEX INIX POOP VI 011 e metto anche sul forum qui. E’ da leggere con attenzione e da non sottovalutare. Da usare come critica costruttiva per realizzare una proposta migliore.
7. sono 15 per ora le città dove qualcuno, singolo, gruppo, associazione o movimento o partito ha deciso di dare una mano a raccogliere le firme. Le ultime che si sono aggiunte sono Lecce e Mantova. E non c’è ancora un testo…
8. questa è la bozza 003, da cui se vorremo possiamo partire con la discussione. E’ derivata dalla bozza 002 con aggiunte le correzioni e le osservazioni fatte da Dario la settimana scorsa. modifica_costituzionale 03 Le correzioni fatte rispetto alla 002 sono in colore blu.
9. ho inserito nel forum anche alcuni articoli della costituzione della Repubblica Svizzera, riguardanti la democrazia diretta in quel paese, che sono molto interessanti per formulazione e chiarezza.
di Paolo Michelotto
nei giorni scorsi abbiamo proposto e votato le idee da inserire nella legge. Ora bisogna scrivere il testo della legge. Oggi Dario propone di realizzare una riunione skype per cominciare a discutere sul testo della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Lui ha scritto che occorrono 60 secondi. Io ho impiegato 15 secondi per aprire il link di doodle, scrivere il mio nome e votare. La riunione è aperta a tutti, Dario ha una connessione internet veloce per cui dovremmo riuscire a collegarci e parlare anche più di 10 persone.
Ha scritto questo post nel forum:
Visto che avevo proposto modifiche alla bozza 02 alle quali non ho letto nessuna controindicazione, direi che potrebbe essere utile parlarci magari su skype per velocizzare il modo di procedere.
Propongo, a tutti quelli che lo vogliono, di utilizzare questo link http://doodle.com/ni3h43xuw48fsket
per confermare la presenza alla riunione skype (o altro programma). Doodle non richiede iscrizioni e dunque bastano 60 secondi per iscriversi alla riunione e si può sempre modificare la propria scelta. E’ una prima riunione e si sono scelti, per adesso, solo 2 giorni (venerdì 1/07 e martedì 5/7). In base a ciò che emergerà saremo in grado di definire magari meglio un’eventuale altra riunione entro il 9/7.
Per poter partecipare si deve ovviamente aver installato skype sul proprio PC e avere un microfono per poter dialogare con altri.
E’ necessario comunicare il proprio “contatto skype” per dar modo, a chi organizza, di creare un apposito “gruppo di discussione”.
di Paolo Michelotto
per limiti biologici ho fotografato i risultati delle votazioni delle proposte da inserire nella legge di iniziativa popolare alle ore 6 del 29 giugno 2011. Ed ho creato questa immagine definitiva, dove ho messo in ordine di voto SI le varie proposte. (Clicca sull’immagine per vederla più grande.)
Ora dobbiamo proseguire e trasformare queste idee in testo di legge. Che metodo usiamo?
Visto che commentare qui poi si perde quando il post diventa vecchio, idem su FB, ho aperto una apposita sezione del forum dove ognuno può suggerire la strada da percorrere.
http://quorum.forumattivo.it/f10-abbiamo-votato-ora-come-proseguiamo-nello-scrivere-la-legge
Le norme a cui dobbiamo sottostare sono: l’art. 71 della costituzione e la legge ordinaria 352/70.
Art. 71 Costituzione
Art. 71. L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
Testo della Legge 25/05/70 n° 352 Riguardanti la iniziativa del popolo nella formazione delle leggi:
TITOLO IV
Iniziativa del popolo nella formazione delle leggi
48. La proposta, da parte di almeno 50 mila elettori, dei progetti di legge ai sensi dell’articolo 71, comma secondo, della Costituzione, deve essere presentata, corredata delle firme degli elettori proponenti, al Presidente di una delle due Camere. Spetta a tale Camera provvedere alla verifica ed al computo delle firme dei richiedenti al fine di accertare la regolarità della richiesta.Possono essere proponenti i cittadini iscritti nelle liste elettorali, previste dal testo unico 20 marzo 1967, n. 223, e coloro che siano muniti di una delle sentenze di cui al primo ed all’ultimo comma dell’articolo 45 del testo anzidetto.
————————
49. La proposta deve contenere il progetto redatto in articoli, accompagnato da una relazione che ne illustri le finalità e le norme. Si applicano, per ciò che riguarda le firme dei proponenti, la loro autenticazione e i certificati da allegare alla proposta, le disposizioni degli articoli 7 e 8. I fogli recanti le firme debbono riprodurre a stampa il testo del progetto ed essere vidimati secondo il disposto dell’articolo 7. Non sono validi i fogli che siano stati vidimati oltre sei mesi prima della presentazione della proposta. Se il testo del progetto supera le tre facciate di ogni foglio, esso va contenuto in un foglio unito a quello contenente le firme, in modo che non possa essere distaccato, e da vidimarsi contemporaneamente a quello.
di Paolo Michelotto
stanotte 28 giugno 2011, alle ore 24, terminerà la possibilità che tutti abbiamo di proporre idee e di votare quelle degli altri, da introdurre nella legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.
Inoltre puoi proporre di aiutare nella tua città qui:
http://quorum.forumattivo.it/f3-io-mi-impegnero-in-questa-citta
Già in 10 città di saranno persone o gruppi che hanno offerto il loro sostegno.
Poi cominceremo a dibattere sul testo con cui queste idee verranno formulate.
Qui puoi votare le proposte:
Basta iscriversi al forum (tempo 1 minuto).
Qui è spiegato passo passo come fare:
http://quorum.forumattivo.it/t16-come-registrarsi-ed-iniziare
L’idea finale è quella di procedere contemporaneamente ognuno nella propria città con la raccolta firme per la legge nazionale per togliere il quorum e per una iniziativa popolare che chieda di togliere il quorum nel proprio comune. Quindi contemporaneamente livello locale e livello nazionale. Sarà una scelta libera, che ogni gruppo farà in libertà, per ottimizzare i tempi e le fatiche. Già almeno in 3 città faremo così: a Rovereto (TN) a Trento e a Sesto San Giovanni (MI).
Federico Bonollo del M5S di Jesolo propone addirittura di procedere anche con il livello regionale (Veneto).
di Paolo Michelotto
gli organizzatori della Settimana della Democrazia Diretta, hanno fatto 2 riunioni skype il 22 e il 23 giugno e tra le altre cose abbiamo pensato:
1. visto che stiamo parlando di una legge sulla democrazia diretta, prima cosa è chiedere a tutti gli interessati (unico vincolo iscriversi a questo forum, ma è gratis e libero a tutti) se vogliono proporre cosa introdurre nella legge e soprattutto votare cosa si vorrebbe che questa legge contenesse. E questo avverrà fino al 28 giugno 2011. Dopo questa data non sarà più possibile votare.
La votazione è permessa solo a chi è iscritto al forum (chi non lo è può farlo in 1 minuto cliccando il pulsante “CONNESSIONE” sul menu orizzontale in alto a destra), si può fare una votazione multipla, e si può anche cambiare idea in un secondo momento e votare diversamente.
Questa la sezione per proporre e votare le idee da introdurre nella legge:
Leggi, proponi e vota anche TU!
2. sulla base di quanto uscirà il 28 giugno, cominceremo a discutere il testo da introdurre nella iniziativa di legge, proposta per proposta. L’ideale per noi è arrivare a una stesura condivisa entro il 15 luglio. Sembra un lavoro complessissimo, ma per fortuna abbiamo la proposta Peterlini che langue in senato dal 2009, che molti di noi pensano sarà un’ottima ossatura della nuova iniziativa di legge.
3. stiamo cercando qualche sistema per poter realizzare riunioni telefoniche con più persone (ossia con quanti vogliono contribuire con la discussione). Chi ha suggerimenti li condivida, grazie!
di Paolo Michelotto
da un paio di settimane stavo cercando di sciogliere questa Spada di Damocle che stava alla base dell’idea di fare una legge di iniziativa popolare per cambiare la costituzione. Si può fare in base alla attuale legge ossia la 352 del 1970 che regolamenta il referendum e l’iniziativa popolare?
C’erano pareri a favore come quello dell’esperto Bettinelli:
Il Bettinelli fa notare che il comitato promotore di un’iniziativa popolare potrebbe, in effetti, avvalersi della competenza di esperti di prim’ordine, come gli altri titolari del potere d’iniziativa. Per le stesse ragioni (e sottolineando ancor di più il principio della spettanza della sovranità al popolo) i cittadini possono con l’iniziativa legislativa dare inizio anche al procedimento di revisione costituzionale. Nella Costituzione, infatti, non esiste alcun limite formale e sostanziale in tal senso. La relazione della I Commissione permanente della Camera dei Deputati (Affari costituzionali) presentata in Assemblea dall’On. Riccio, onde illustrare il disegno di legge (ora approvato come legge 352/70) affermava espressamente che con l’iniziativa popolare è possibile “dare inizio al procedimento di revisione costituzionale“.(20)
_________
(20) Bettinelli, Note sull’iniziativa legislativa, op. cit. , pag. 618
Questa è la fonte: http://iniziativaleg.altervista.org/iniziativa-popolare/04_questioni.htm
Altri mi avevano detto di no, che la Costituzione può essere cambiata solo con la procedura spiegata nell’art. 138 della Costituzione stessa, ossia dal Parlamento.
Finalmente cercando tra le innumerevoli proposte di iniziativa popolare presentate nel passato nel nostro parlamento ho trovato almeno tre precedenti che confermano il Bettinelli, ossia: si può usare la legge di iniziativa popolare anche quando ci si propone di cambiare la Costituzione.
Ecco le proposte:
Modifiche alla Parte II, Titolo V, della Costituzione in materia di autonomie provinciali e locali. Attribuzione alla provincia di Treviso dello statuto d’ autonomia provinciale
Che si trova qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=7732
E quest’altra:
Modifica al Titolo V della Costituzione in materia di autonomie provinciali e locali. Attribuzione alla provincia di Bergamo e ad altre provincie dello statuto d’ autonomia provinciale
Che si trova qui: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00007734.pdf
Altra proposta di legge di iniziativa popolare era quella che chiedeva di creare il parlamento della padania:
Referendum costituente per l’istituzione del Parlamento della Padania
14 marzo 2000: Presentato alla Camera
6 aprile 2000: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)
http://www.senato.it/leg/13/BGT/Schede/Ddliter/testi/11804_testi.htm
Che si trova qui: http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk7000/articola/6858.htm
Quindi grazie alla richiesta di trasformare Treviso e Bergamo in provincie autonome e di creare la padania (probabilmente fatte da chi ora ci governa), abbiamo la conferma che la legge di iniziativa popolare per le modifiche costituzionali si può fare.
E il primo scoglio, e che scoglio, è stato superato con un balzo gigante…
di Paolo Michelotto
grazie alla segnalazione di Pino Strano, riporto l’articolo scritto da Michele Ainis su L’Espresso che parla tra le altre cose dell’idea di togliere il quorum dai referendum e della revoca.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-adesso-via-il-porcellum/2154071/8
E adesso via il Porcellum
di Michele Ainis

Dopo i referendum, è la prossima tappa del risveglio civile italiano: basta con i parlamentari nominati dall’alto, cambiamo la legge elettorale per una democrazia veramente rappresentativa
(20 giugno 2011)
Una lunga notte di vigilia, poi l’alba illuminata da 4 referendum. E’ un risveglio collettivo che ha spinto 27 milioni di italiani ad affollare i seggi elettorali, dopo 16 anni, dopo 24 consultazioni popolari senza quorum. E immediatamente è cominciato il conto dei ricavi e delle perdite nella Ragioneria generale dei partiti. Errore: i partiti hanno perso in blocco, quelli di destra ma anche quelli di sinistra. Solo l’Italia dei valori (che ha promosso i quesiti sul nucleare e sul legittimo impedimento) avrebbe il diritto di cantar vittoria, però Di Pietro ha avuto il buon senso di tacere Perché c’è un segno antipartitico in questo voto popolare, c’è una domanda di ricambio, la stessa che un paio di settimane prima aveva consegnato le città italiane a una pattuglia di outsider, fuori o contro le segreterie politiche.
Ma soprattutto c’è una nuova voglia di decidere, senza filtri, senza mediazioni, senza delegare alcuna scelta ai mandarini di partito. E’ un’energia politica, quella che circola nel corpaccione della società italiana da troppo tempo in sonno. Il referendum si è limitato a intercettarla. La domanda è: come farne uso? Giacché senza canali di comunicazione fra i cittadini e la Repubblica questa energia politica si convertirà in antipolitica, in un serbatoio di malumori e di rancori.
Nessun sistema democratico può procedere spedito quando è zoppo d’ambedue le gambe; e alla democrazia italiana serve con urgenza un ortopedico. E’ zoppa la democrazia rappresentativa, perché il Porcellum ha reciso ogni contatto fra eletti ed elettori, togliendo autorità e prestigio al Parlamento. E’ zoppa la democrazia diretta, perché i costituenti ne diffidavano, temevano derive populiste, avendo già sperimentato un populista al comando per vent’anni. E c’è viceversa uno strapotere dei partiti, benché la Costituzione (art. 49) li autorizzi a “concorrere” alla politica nazionale, senza monopoli da esercitare in solitudine.
Dunque è da lì che dovremmo cominciare, da una legge sui partiti quale esiste in Germania come in Spagna, e quale fu reclamata invano da Mortati in Assemblea costituente. Per garantirne la democrazia all’interno, per porre un argine alla ferrea regola della cooptazione. O magari per asciugarne il finanziamento pubblico, insieme al privilegio di cui godono i partiti già ospitati in Parlamento: niente firme d’elettori in calce alle candidature. I nuovi partiti devono raccoglierne viceversa fino a 4.500 per circoscrizione, ed è una bella montagna da scalare. C’è poi da potenziare gli istituti di democrazia diretta, ed è forse questa la cura istituzionale più impellente. Come? Abbattendo il quorum del referendum abrogativo: stavolta l’abbiamo scavalcato, ma le campane non suoneranno sempre a festa. Affiancandovi il referendum propositivo, già previsto dalla Costituzione di Weimar del 1919, per consentire agli elettori d’esprimersi su un testo normativo forgiato dai medesimi elettori. O aggiungendovi uno strumento che discende dall’ostracismo in uso nella democrazia ateniese come antidoto ai tiranni, e che alberga in Svizzera dal 1846, negli Stati Uniti dal 1903.
Questo strumento si chiama Recall, e consiste nella revoca degli eletti immeritevoli: se tradiscono il patto stipulato con i propri elettori, gli elettori stessi possono reciderne il mandato con un voto. Magari Scilipoti non sarà d’accordo, ma gli italiani accetterebbero il regalo di buon grado. Il guaio è che la lista dei nostri desideri sbatte contro il paradosso di Ernst Fraenkel: quando i riformatori coincidono con i riformati, ben difficilmente la riforma vedrà poi la luce.
E’ lo stesso ostacolo che si mette per traverso al cambiamento della legge elettorale, la più impopolare fra le leggi italiane. Ma questo referendum ci ha informato che l’ostacolo non è del tutto insormontabile. Potrà superarlo una nuova forza politica (o anche vecchia, perché no?), se metterà in agenda riforme di sistema. Potrà provvedervi un altro referendum, come quello annunciato da Stefano Passigli sul Porcellum. E forse sarà proprio la democrazia diretta a curare i mali della democrazia indiretta.
michele.ainis@uniroma3.it
Con il gruppo di Rovereto, su suggerimento di Paolo Fabris, avevamo invitato il prof. Michele Ainis nel 2008 a una serata sulla democrazia.
http://www.cittadinirovereto.it/discussione/index.php?topic=801.0
e poi alla fine del 2008 gli avevo mandato una copia del mio libro Democrazia dei Cittadini
http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/10/michele-ainis-su-la-democrazia-dei-cittadini/
di Paolo Michelotto
mercoledì 22 giugno il gruppo di persone che aveva promosso la Settimana della Democrazia Diretta, si incontrerà in una riunione online per discutere della proposta e dei percorsi da attuare, nel frattempo nel forum sono emerse alcune criticità nella bozza di legge 01. Mancavano indicazione dei tempi e del numero di firme necessarie. Che ora ho aggiunto, basandomi sull’esperienza svizzera (2% per iniziativa e 1% per referendum confermativo e 18 mesi per raccolta firme). La bozza 02, questa seconda versione è ancora in gran parte basata sulla proposta Peterlini, ma ampiamente modificata (e ancora ampiamente modificabile e migliorabile). Inoltre per la revoca ho introdotto le cifre utilizzate in California (12 % firme dei votanti alle ultime elezioni) e la revoca del Governo su esempio del Cantone Ticino.
Ecco la bozza 02: modifica_costituzionale 02 da aprire con OpenOffice per vedere le distinzioni in colori e in testo barrato.
Hanno deciso di dare una mano SEL di Vicenza, Movimento 5 Stelle Trentino, Movimento 5 Stelle Vicenza, Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza, Più Democrazia di Sesto San Giovanni e AnaGrilli di La Spezia. Se anche tu o il tuo gruppo volete aiutare nella vostra città potete scriverlo sul forum qui: http://quorum.forumattivo.it/f3-io-mi-impegnero-in-questa-citta
Una novità è che il Movimento 5 Stelle nazionale non inizierà la raccolta firme per il referendum per togliere i rimborsi elettorali ai partiti, ma probabilmente lo farà IDV.
Alcuni M5S del Veronese vogliono iniziare iniziative popolari locali per introdurre gli strumenti di democrazia diretta. Ottima occasione per cogliere 2 risultati con la stessa fatica. Ossia tutti i gruppi locali, se vogliono, raccolgono le firme sia per le iniziative popolari locali (per togliere il quorum nel loro comune) e insieme per la iniziativa di legge nazionale per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.
di Paolo Michelotto
si comincia a discutere della proposta. Probabilmente mercoledì i promotori della Settimana della Democrazia Diretta si ritroveranno in una riunione online per discutere l’idea insieme e sulla fattibilità giuridica e se d’accordo per portare avanti questa idea tutti insieme.
G.Riccardo Leone del Movimento 5 Stelle di Padova (alla fino ho sceperto che era stato lui a raccontare l’idea a un giornalista de Il Fatto Quoridiano) mi ha mandato un file in formato rtf dove ha sistemato meglio la bozza di legge proposta, invece che suddividerla in tre colonne, ha scritto in testo nero gli articoli costituzionali, in testo rosso le parti nuove e in testo nero barrato le parti che vengono cancellate. Aprendo questo file per esempio con OpenOffice si ha una visione d’insieme molto buona della proposta di legge.
È questo:
Infine mi sono accorto che la parte che avevo aggiunto, riguardante la Revoca, presa su esempio della Costituzione del Venezuela, non va bene perchè introduce un quorum del 25% dei votanti (e il quorum distrugge la democrazia) e poi perchè in Venezuela il presidente è eletto, mentre in Italia no. Quindi con quella formulazione si potrebbe revocare un sindaco, ma non ad esempio il presidente del consiglio. Bisogna quindi prendere in prestito le formulazioni usate nei Cantoni svizzeri (per esempio il Canton Ticino), che prevedono appunto la revoca di governo. Da domani cerco materiale.
Chi vuole aiutare nella propria città lo scriva qui. Più siamo e più veloce procederà il percorso:
di Paolo Michelotto
dopo un lavoro di alcuni mesi è disponibile il libro “Vivere meglio con più democrazia”. E’ in versione pdf, scaricabile online gratuitamente. E’ stato scritto con il contributo di 6 autori e l’intento era di avere una guida sulla democrazia diretta e partecipativa concreta, ricca di esempi, con una strada concreta per chi vuole darsi da fare nella propria città e aggiornata al maggio 2011, pronta per “La Settimana della Democrazia Diretta” che avverrà dal 23 maggio al 2 giugno 2011. Speriamo esserci avvicinati all’obiettivo che ci eravamo posti. In particolare sono citate le proposte di legge na zionale, regionale, provinciali e comunali per introdurre strumenti di democrazia diretta funzionanti. Utilizzabili come esempio e base da cui partire per applicarle nella propria città.
Qui la copertina:
Qui la copertina fronte retro in pdf: copertina vivere meglio con più democrazia
Qui il libro scaricabile gratuitamente in pdf:
gli autori sono
Bruno Aprile
Thomas Benedikter
Roberto Brambilla
Paolo Michelotto
Dario Rinco
Pino Strano
Questo il testo sul retro della copertina:
Un libro scritto con passione a più mani, con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini la democrazia diretta e di dare strumenti per poter agire concretamente nei propri comuni e regioni.
Ricco di idee e di documenti modificabili con un semplice computer.
Questi i capitoli in cui è suddiviso:
Votare e restare a guardare?
Eleggere e votare: i nostri diritti e la realtà
Come funziona la democrazia diretta: il freno e l’acceleratore
Domande e obiezioni più frequenti sulla democrazia diretta
Il quorum: cos’è e perché va abolito
Come migliorare la democrazia a livello comunale
La Regione: spazio di democrazia diretta da valorizzare
Nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini
Quando la democrazia si fa elettronica
Come eleggere più democraticamente i nostri rappresentanti
Il diritto di revoca degli eletti
Coraggio, la democrazia diretta è possibile!
di Paolo Michelotto
Davide Bono e Fabrizio Biolè, entrambi consiglieri della Regione Piemonte con il Movimento 5 Stelle, hanno presentato ancora in gennaio una ottima proposta di legge per modificare lo statuto della Regione Piemonte, dotandola di strumenti di democrazia diretta efficaci e funzionanti. E novità in Italia, per la prima volta viene fatta una proposta per la revoca degli eletti.
Viene richiesta l’introduzione del:
- referendum abrogativo senza quorum con l’1% delle firme
- referendum deliberativo senza quorum (possibilità di votare una proposta di legge)
- referendum confermativo senza quorum (delle leggi fatte dal Consiglio Provinciale, prima che entrino in vigore)
- referendum di richiamo dell’eletto (revoca). A mia conoscenza è la prima volta in Italia che questo strumento proposto come legge a qualsiasi livello di potere.
Qui si trova la proposta di legge presentata il 7 gennaio 2011.
Qui la relazione accompagnatoria:
Il 20 maggio 2011, verrà presentata ai consiglieri della commissione competente. Probabilmente ci sarò anch’io e spero altri conoscitori degli strumenti di democrazia diretta.
Riporto qui gli articoli della proposta di legge per comodità di lettura e a seguire la relazione accompagnatoria.
Questa è la prima volta che in una regione a statuto ordinario italiano vengono proposti strumenti tanto avanzati di democrazia diretta. Grande merito a questi due consiglieri che avevano promesso di portare questi strumenti in campagna elettorale (testimone diretto anch’io, a un’incontro una settimana prima del voto) e una volta eletti hanno mantenuto la promessa. Onore a Davide Bono e Fabrizio Biolè. In precedenza si era tentato un percorso avanzato nella Regione a Statuto Speciale Valle D’Aosta e nella Provincia Autonoma di Bolzano (in tutto equivalente alle regioni italiane). (continua…)
di Paolo Michelotto
per chi è interessato allo strumento della Revoca degli Eletti (una votazione per togliere il mandato agli eletti), ecco un documento in Italiano, scritto da Paolo Ronchi.
E’ focalizzato sull’esperienza della Revoca negli USA. C’è la storia, le applicazioni, il funzionamento e gli sviluppi contemporanei.
UNA FORMA DI DEMOCRAZIA DIRETTA: L'ESPERIENZA DEL RECALL NEGLI STATI UNITI D'AMERICA (161)di Paolo Michelotto
la bella rivista di filosofia Diogene, ha pubblicato un mio articolo sulla democrazia diretta negli USA. Un paio di precisazioni: il titolo non l’ho scelto io, e neppure ho mai scritto che “referendum consultivi=iniziative”, che è un’eguaglianza che non è vera…
Ma l’insieme dello spazio dedicato, il contesto degli articoli prima e dopo, rende questi refusi veramente marginali.
Ecco l’articolo:
La democrazia istantanea
Scritto da Paolo Michelotto
Tratto da Diogene N°16
La democrazia diretta negli Stati Uniti ha molti strumenti: i referendum consultivi, la revoca delle cariche, i Town Meeting del 21° secolo.
Gli Stati Uniti possono vantare una lunga – rispetto alla loro storia – tradizione di democrazia diretta che affianca da circa un secolo le procedure della democrazia rappresentativa nel processo decisionale.
Diverse pratiche permettono ai cittadini di accedere alla sfera politica senza la mediazione di rappresentanti: due degli strumenti più importanti sono il referendum abrogativo e il referendum consultivo (in inglese, initiative).
Le proposte di democrazia diretta risalgono agli ultimi decenni del XIX secolo, quando apparvero libri e articoli che promuovevano il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini nella definizione dell’agenda politica. Nel 1882 fu pubblicato Direct Legislation by the People di Nathan Cree, che definiva il referendum nazionale come il passo necessario verso un ulteriore sviluppo del governo. Cree pensava che l’unico modo per insegnare l’autogoverno fosse quello di praticarlo e propugnava l’idea di un governo basato sulla discussione, perché era convinto che la maggioranza della gente fosse saggia.
Nel 1893 J. W. Sullivan scrisse Direct Legislation by the Citizenship through the Initiative and Referendum, prendendo ad esempio le esperienze maturate in Svizzera. Nelle procedure messe in atto nel paese d’Oltralpe, Sullivan vide che la democrazia diretta non era un sogno utopistico, ma una pratica concreta e reale e quindi esportabile negli USA. Con gli strumenti di democrazia diretta, la sfera politica di ogni cittadino si sarebbe allargata; ciascuno avrebbe acquisito un’educazione adeguata al suo ruolo e sviluppato un vivo interesse negli affari pubblici.
I libri di Cree, Sullivan e altri attrassero inizialmente l’attenzione di molti leader populisti, tra cui William U’Ren dell’Oregon, che appena lette le loro opere abbracciò la lotta per l’introduzione degli strumenti di democrazia diretta nel suo Stato. Populisti, ma anche femministe, socialisti, e poi democratici e progressisti si batterono per ottenere la partecipazione attiva dei cittadini nella gestione delle questioni politiche cruciali, conquistando nei primi anni del secolo un risultato positivo. Infatti, mentre la Prima guerra mondiale si andava esaurendo nel Vecchio continente, gli Stati Uniti conoscevano la fine della prima ondata dell’introduzione di democrazia diretta: entro il 1918, ventitré Stati avevano introdotto il referendum abrogativo o l’initiative o entrambi.
Da allora, la democrazia diretta si è rivelata una pratica vitale e significativa della politica statunitense, la cui portata viene riflessa in alcuni dati. Mentre a livello federale gli USA sono una delle poche nazioni al mondo che non prevedono l’uso del referendum, a livello locale la democrazia diretta è invece molto diffusa.
Circa la metà di tutte le città USA, tra le quali si annoverano le più grandi metropoli americane, permettono l’iniziativa popolare. Così è stato calcolato che circa il 70% dei cittadini americani vive in città o Stati dove c’è l’initiative. Tutti gli Stati, tranne il Delaware, hanno il referendum obbligatorio per le modifiche costituzionali. Tra il 1904 e il 2000 ci furono circa 2000 iniziative a livello statale. Nel solo 1996 ad esempio, nei 24 Stati che hanno l’initiative si tennero 96 consultazioni. Sembrano tante, in realtà nello stesso anno e negli stessi Stati, i rappresentanti eletti promulgarono 14.000 leggi. Quindi le leggi votate dai cittadini furono solo lo 0,7% del totale. Il numero totale dei referendum a livello statale è stato di 19.000 fino al 1999, mentre a livello locale vengono effettuati circa 10.000 referendum ogni anno.
La revoca degli eletti
Accanto a referendum e initiative, la revoca è la procedura che permette agli elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto. La maggioranza degli Stati USA (almeno 36) permettono la revoca a livello locale, 18 su 50 la permettono a livello statale.
La revoca richiede una petizione, (continua…)
di Paolo Michelotto
durante la giornata del 20 settembre “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino” ho fatto una presentazione slide su questi temi:
Quorum, Democrazia Diretta negli USA, Revoca degli Eletti, Town Meeting, Rovereto.
Ho tralasciato temi importanti come la Democrazia Diretta in Svizzera, in Germania e Bilancio Partecipativo, perchè trattati dai relatori che mi precedevano, rispettivamente Stephan Lausch, Thomas Benedikter, Giovanni Allegretti e Gianfranco Pomatto.
Una amica mi ha chiesto oggi se le inviavo la presentazione, e quindi la pubblico qui, se a qualcuno interessa. Sono solo titoli e immagini, poi io mettevo a voce i contenuti…
E’ scaricabile qui: il-cittadino-partecipa
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