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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; referendum</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>I referendum del 4 luglio 2010 in Baviera</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 20:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 4 luglio 2010 è stata una giornata di referendum a livello del Laender della Baviera e di 25 comuni di quello stesso Laender. A livello di Laender il quorum è zero, e le regole per far partire il referendum molto complesse e difficili da ottemperare per i cittadini. Comunque la partecipazione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/referendum-fumo-baviera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2006" title="referendum fumo baviera" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/referendum-fumo-baviera.jpg" alt="referendum fumo baviera" width="400" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 4 luglio 2010 è stata una giornata di referendum a livello del Laender della Baviera e di 25 comuni di quello stesso Laender. A livello di Laender il quorum è zero, e le regole per far partire il referendum molto complesse e difficili da ottemperare per i cittadini. Comunque la partecipazione è stata del 37,7%. A livello dei comuni la partecipazione media è stata del 33% ( a livello comunale il quorum è del 10-15% a seconda della grandezza della città). Sono numeri su cui riflettere. Questi referendum in Baviera sono stati considerati validi. Fossero avvenuti in Italia sarebbero tutti stati invalidati. A livello comunale quasi sempre in Italia il quorum è del 50%, nei comuni e provincie e regioni &#8220;illuminate&#8221; (Ferrara, Bressanone, Bolzano) si arriva al 40%, in Toscana a livello regionale si arriva al 50% dei votanti delle ultime elezioni regionali (ossia attualmente al 35% degli aventi diritto). Poi ci sono quei 7 comuni davvero all&#8217;avanguardia del Trentino Alto Adige che hanno strumenti di democrazia diretta nella mani  dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato  Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A  seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè  (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ)  che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009  ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha  abbassato il quorum al 15%.</p>
<p>Ecco il comunicato con maggiori notizie, diramato da Stephan Lausch di Mehr Demokratie di Bolzano.</p>
<p><strong>In Alto Adige, il voto referendario bavarese per “una efficiente protezione dei non-fumatori” non sarebbe stato valido.</strong></p>
<p>Ieri in Baviera il 61 % dei votanti si è espresso a favore del disegno di legge popolare che prevede una efficiente protezione dei non-fumatori. Ha partecipato alla votazione referendaria il 37,7 % degli aventi diritto al voto. Di conseguenza, in Alto Adige questo voto non sarebbe stato valido a causa del qui vigente quorum di partecipazione del 40 %. Considerando la partecipazione referendaria in Baviera, è possibile darsi conto posteriormente, quanto sia stata alta la partecipazione nella prima votazione referendaria in Alto Adige a livello provinciale, alla quale si presentò alle urne il 38,2 % degli aventi diritto al voto.</p>
<p>Nella Baviera non esiste il quorum di partecipazione, dall&#8217;altro canto sono in vigore in questo stato ostacoli proibitivi in fase propositiva: il 10 % degli aventi diritto al voto deve firmare nei municipi, entro il termine di due settimane, una proposta di votazione referendaria. Per questo motivo, la suddetta votazione è appena la sesta nella Baviera, da quando questo strumento fu introdotto nel 1946, per cui in media avviene solo una votazione ogni 13 anni. In Germania, nel 1946 la Baviera fu la precursora dell&#8217;introduzione della democrazia diretta a livello di stato federale. Risale essenzialmente al fatto che il primo Presidente del governo bavarese, Dr. Wilhelm Hoegner, conobbe la democrazia diretta durante il suo precedente esilio in Svizzera. Nel frattempo la regolamentazione dello strumento referendario permette una migliore applicazione in altri stati federali tedeschi.</p>
<p>Parallelamente a questa votazione, nella Baviera sono stati effettuati 21 voti referendari a livello comunale. Da quando, nel 1995, col voto referendario su un&#8217;iniziativa legislativa popolare promossa dall&#8217;organizzazione &#8220;Mehr Demokratie&#8221; le cittadine e i cittadini bavaresi si conferirono il diritto di effettuare proposte e voti referendari a livello comunale, la Baviera è lo stato federale nel quale è stata effettuata la maggior parte dei voti civici (a livello comunale). A detto voto referendario ha partecipato il 33 % degli aventi diritto al voto.</p>
<p>Anche in considerazione di questi fatti l&#8217;Iniziativa per più democrazia si chiede, fino a quando la SVP lascerà trascorrere altro tempo prima di presentare la legge sulla Democrazia Diretta che prevede strumenti di maggiore applicabilità e che già da tempo fu promessa.</p>
<p>Stephan Lausch</p>
<p>coordinatore dell&#8217;Iniziativa per più democrazia</p>
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		<title>i sondaggi al posto dei referendum? La strana opinione di Mannheimer.</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/06/11/i-sondaggi-al-posto-dei-referendum-la-strana-opinione-di-mannheimer/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 19:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[voto postale]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
l&#8217;amico Carlo Reggiani mi ha mandato un video in cui il sondaggista di Porta a Porta e del Corriere, Mannheimer dice che sarebbe meglio fare un sondaggio piuttosto di un costoso referendum.  E chiede la mia opinione.
Guardatevi intanto il video e poi se volete, il mio commento.

Il sondaggio è una somma delle risposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mannheimer3ym4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1967" title="mannheimer3ym4" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mannheimer3ym4.jpg" alt="mannheimer3ym4" width="307" height="299" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;amico Carlo Reggiani mi ha mandato un video in cui il sondaggista di Porta a Porta e del Corriere, Mannheimer dice che sarebbe meglio fare un sondaggio piuttosto di un costoso referendum.  E chiede la mia opinione.</p>
<p>Guardatevi intanto il video e poi se volete, il mio commento.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FlNUZsyNcO4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/FlNUZsyNcO4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il sondaggio è una somma delle risposte ottenute da cittadini che non hanno  tempo di pensare a questioni complesse, che vengono facilmente manipolati dalla forma con cui viene posta la domanda  e che vengono sollecitati a  rispondere in fretta e che comunque sanno che i risultati non avranno nessuna  influenza sulle decisioni.</p>
<p>I referendum sono strumenti di democrazia diretta, attivati con enorme  fatica dai cittadini, ostacolati dalla istituzioni, in cui vanno a  rispondere solo i cittadini interessati (e perché bisogna far decidere a  chi non interessa nulla? In una assemblea condominiale decide chi  partecipa, non chi non va), dopo aver ascoltato le varie opinioni a  favore e contro e dopo essersi confrontati con altri cittadini e mezzi  di stampa. L&#8217;affluenza bassa in Italia, ai referendum è un effetto della presenza del  quorum, ostacolo pensato dagli amministratori per poter invalidare  sistematicamente i referendum con l&#8217;invito all&#8217;astensione. Dove non c&#8217;è  il quorum come in Svizzera, in California, in Baviera (al 15%)  l&#8217;affluenza è significativamente più alta.</p>
<p>Si potrebbe informare i cittadini anche prima dei sondaggi, come dice  Mannheimer, ma non c&#8217;è un solo caso al mondo dove questa ipotesi teorica  sia stata fatta, tranne nei Sondaggi Deliberativi, che però sono  tutt&#8217;altra cosa di quelli che vuole fare Mannheimer. Al contrario l&#8217;uso  distorto e manipolatorio che Berlusconi e prima di lui Bush e Blair ad esempio hanno fatto con i sondaggi realizzati da  aziende attente al denaro dei committenti più del risultato scientifico, dimostra che i sondaggi possono essere pericolosi  strumenti che rafforzano il potere di chi già ce l&#8217;ha.</p>
<p>Se il problema è il costo per la democrazia per realizzare un  referendum, basta realizzarlo per via postale come avviene all&#8217;80% a  Zurigo o come avviene al 100% nell&#8217;Oregon. La verità è che dietro la  motivazione che i referendum costano, la classe politica che ci  amministra che non ha nessuna remora di spendere per rimpinguare le  casse dei propri partiti e le proprie personali, nasconde ipocritamente la paura  che uno strumento di democrazia diretta troppo efficace nella mano dei  cittadini, mostri che in realtà i cittadini non amano i provvedimenti  che gli amministratori attuano.</p>
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		<title>i sette comuni che hanno abolito o fortemente ridotto il quorum dai referendum</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 20:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
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		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

Fino a questo momento 6 comuni della provincia di Bolzano e 1 della provincia di Trento hanno abolito o notevolmente abbassato (15%) il quorum previsto per i loro referendum comunali. Ed altri stanno proprio in questo periodo discutendo nei consigli comunali se abolire o abbassare il quorum, per cui il numero è destinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/fiume.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1959" title="fiume" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/fiume.jpg" alt="fiume" width="350" height="350" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Fino a questo momento 6 comuni della provincia di Bolzano e 1 della provincia di Trento hanno abolito o notevolmente abbassato (15%) il quorum previsto per i loro referendum comunali. Ed altri stanno proprio in questo periodo discutendo nei consigli comunali se abolire o abbassare il quorum, per cui il numero è destinato ad aumentare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo trend è importante perché nella Regione Trentino Alto Adige una legge regionale ha stabilito che tutti i comuni devono prevedere all&#8217;interno del proprio statuto i referendum propositivi e abrogativi. Nel resto d&#8217;Italia invece questo è una facoltà non un obbligo. E quindi moltissimi comuni italiani prevedono i referendum nella loro forma più blanda e meno efficace, ossia quella consultiva. I cittadini si esprimono, ma gli amministratori possono tener conto di quanto espresso oppure no a loro piacere. Invece tutti i comuni del Trentino Alto Adige prevedono referendum vincolanti o in cui gli amministratori possono opporsi solo con maggioranze qualificate (di solito i 2/3) al volere espresso dai cittadini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dunque questi 7 comuni hanno strumenti di democrazia diretta nella mani dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ) che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009 ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha abbassato il quorum al 15%.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella provincia di Bolzano dal 1996 opera una associazione chiamata Mehr Demokratie – Più democrazia e che si ispira ad una omologa associazione tedesca attiva dal 1991 che è riuscita a introdurre i referendum senza quorum nella Baviera. Nel suo lavoro ormai quindicinale, Mehr Demokratie di Bolzano è riuscita a fare opera di sensibilizzazione presso molte associazioni e cittadini in tutta la provincia. Grazie alla sua pressione la Provincia di Bolzano ha già il quorum più basso tra tutte le provincia italiane, ossia il 40%. Il 25 ottobre 2009 questa associazione ha portato alla votazione i cittadini della provincia a un referendum per migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Per un soffio (mancava poco più dell&#8217;1 % dei votanti) il quorum non è riuscito a superare la soglia prevista. Questo a livello complessivo provinciale. Ma in molti comuni questa soglia è stata abbondantemente superata e da allora gli amministratori stanno valutando come hanno fatto Kurtatsch – Cortaccia e Innichen – San Candido, di adeguarsi alla volontà dei cittadini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Anche a Rovereto (TN) dal 2007 opera una associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto che vuole migliorare gli strumenti di democrazia diretta usufruibili dai cittadini. L&#8217;11 ottobre 2009 si è svolto un referendum comunale a Rovereto che chiedeva appunto l&#8217;abolizione del quorum. Ma non ha superato il quorum in vigore, del 50%. Nel comune confinante di Villa Lagarina (TN),  appena dopo due settimane il referendum comunale di Rovereto, che ha avuto una certa eco nei quotidiani locali, è stato approvato il nuovo statuto, che tra le altre cose prevede l&#8217;abolizione del quorum, e l&#8217;introduzione del Consiglio Comunale Aperto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le azioni di pressione che vengono dal basso, dalle associazioni dei cittadini, anche se a volte sembrano non arrivare a nulla, creano comunque una consapevolezza di fondo, grazie alla quale, a volte inaspettatamente avvengono cambiamenti nella direzione desiderata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Partono 5 Referendum sull&#8217;Ambiente a Milano</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/06/05/partono-5-referendum-sullambiente-a-milano/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 20:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[referendum milano]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
a Milano sono stati presentati 5 quesiti referendari, su cui si inizierà il percorso per arrivare al voto dei cittadini. Interessanti i temi. Purtroppo si tratta solo di referendum consultivi con il quorum al 30%. Ossia è difficile utilizzare lo strumento, c&#8217;è la barriera del quorum da scavalcare e se infine passano, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/referendum-ambiente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1931" title="referendum ambiente" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/referendum-ambiente.jpg" alt="referendum ambiente" width="364" height="450" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>a Milano sono stati presentati 5 quesiti referendari, su cui si inizierà il percorso per arrivare al voto dei cittadini. Interessanti i temi. Purtroppo si tratta solo di referendum consultivi con il quorum al 30%. Ossia è difficile utilizzare lo strumento, c&#8217;è la barriera del quorum da scavalcare e se infine passano, sono consultivi, ossia l&#8217;amministrazione può tenerne conto oppure ignorarli a suo piacere. Un esempio della difficoltà che i cittadini hanno di utilizzare gli strumenti di democrazia diretta nelle loro mani, ma anche della loro determinazione ad usarli.</p>
<p>Riporto dal sito di riferimento:</p>
<p><a href="http://referendummilano.blogspot.com/">http://referendummilano.blogspot.com/</a></p>
<p>Milano, 3 giugno 2010</p>
<p>Si è tenuta oggi la conferenza stampa di  presentazione delle proposte referendarie per Milano da parte di Marco  Cappato, Edoardo Croci ed Enrico Fedrighini.<br />
Il progetto referendario  mira a realizzare in pochi anni una vera e propria rivoluzione del  sistema dei trasporti, dell&#8217;energia e dell&#8217;abitare che generi  un  profondo miglioramento della qualità dell&#8217;aria, della mobilità, del  verde a Milano. Con questi referendum di iniziativa popolare i promotori  vogliono coinvolgere i cittadini in un grande e innovativo progetto per  una  vivibilità urbana oggi compromessa a causa dell&#8217;inerzia del ceto  politico e del condizionamento esercitato da interessi lontani dalla  promozione del bene comune. Il successo degli obiettivi referendari  sarebbe determinante per fare di Milano una città all&#8217;avanguardia nel  mondo sul piano della qualità dell&#8217;ambiente e della vita, nella  direzione dello spirito originale dell&#8217;Expo 2015.<br />
Di seguito una  sintesi dei quesiti, aperti all&#8217;adesione di personalità, associazioni,  forze politiche e sociali, e che saranno finalizzati e depositati nei  prossimi giorni in conformità al regolamento comunale, per poter poi  avviare la raccolta delle firme necessarie (1,5% degli iscritti alle  liste elettorali, pari a circa 15.000 cittadini).</p>
<p><strong><a href="http://www.marcocappato.it/">Marco Cappato</a></strong>: “Vogliamo  impedire che la Milano dell&#8217;Expo diventi la capitale internazionale  della speculazione edilizia e dell&#8217;inquinamento. I nostri referendum  sono lo strumento per imporre a un ceto dirigente inerte l&#8217;abbandono del  modello basato su auto privata, cemento e fonti di energia inquinanti:  un modello che paghiamo sia in termini economici che di vite umane.”</p>
<p><strong><a href="http://www.edoardocroci.it/">Edoardo Croci</a></strong>:  “Vogliamo dare voce ai milanesi per costruire una città più vivibile e  con una proiezione internazionale, in un momento in cui la politica non  sembra in grado di esprimere una visione lungimirante ed avere il  coraggio di assumersi le responsabilità necessarie a contrastare  l’inquinamento e a migliorare la qualità dell’ambiente, come dimostra  l&#8217;incertezza sullo sviluppo di Ecopass e dell’intera strategia per la  mobilità sostenibile.”</p>
<p><strong><a href="http://www.enricofedrighini.it/">Enrico Fedrighini</a></strong>:  “L&#8217;anno che manca alle elezioni sarà contraddistinto dalla totale  inerzia delle amministrazioni locali in materia di contrasto al traffico  e allo smog. I polmoni dei milanesi non possono permetterselo. Per  questo impieghiamo quest&#8217;anno per una battaglia civica finalizzata a  cambiare il volto di questa città, con il coinvolgimento diretto del  popolo inquinato.”</p>
<h3><a href="http://referendummilano.blogspot.com/2010/06/sintesi-dei-quesiti-referendari.html">SINTESI  DEI QUESITI REFERENDARI</a></h3>
<p><strong>Referendum 1: ECOPASS E MOBILITA&#8217; SOSTENIBILE</strong><br />
<em>per  l&#8217;estensione di: Ecopass, Metrò, piste ciclabili, aree pedonali</em></p>
<p>Per  dimezzare il traffico, estendere l&#8217;Ecopass alla “cerchia ferroviaria”,  <span id="more-1930"></span>escludere solo gli autovelicoli a emissioni zero dal pagamento di 5 euro  al giorno (10 per trasporto merci); estendere le aree di sosta  regolamentata; limitare il carico-scarico merci; mantenere gli impegni  sulle linee 4 e 5 del Metrò e completare l&#8217;anello ferroviario;    destinare i ricavi per: estendere  aree pedonali, piste ciclabili  (274km), corsie riservate, bus di quartiere, bike sharing (10.000 bici),  car sharing (1.000 auto elettriche), secondo turno taxi, metrò fino  all&#8217;1 e 30 di notte.</p>
<p><strong>Referendum 2: EXPO</strong><br />
<em>per  impedire la cementificazione dell&#8217;area Expo</em></p>
<p>Perché l&#8217;area  del parco Agroalimentare non sia edificabile neanche dopo lo svolgimento  dell&#8217;Expo 2015.</p>
<p><strong>Referendum 3: NAVIGLI</strong><br />
<em>per  riaprire i Navigli</em></p>
<p>Per riaprire l&#8217;intero sistema dei  Navigli, oggi sepolti sotto le strade, partendo  dal recupero della  Darsena come porto di Milano. (da finanziare attraverso la cessione del  patrimonio immobiliare non storico)</p>
<p><strong>Referendum 4: ALBERI  E VERDE PUBBLICO</strong><br />
<em>per raddoppiare il verde pubblico e  ridurre il consumo del suolo</em></p>
<p>Per raddoppiare il verde  pubblico entro il 2015 (fino a 30 mq per abitante) e piantare 100.000  alberi all’anno; ridurre il consumo di suolo, escludendo la possibilità  di assegnare nuovi diritti volumetrici e destinando a verde pubblico  almeno il 50% delle grandi aree dismesse ed ex-ferroviarie  (da  finanziare attraverso sponsorizzazioni, oneri di urbanizzazione e  mediante la tariffazione del consumo di risorse ambientali scarse; da  realizzare anche con il coinvolgimento dei cittadini); vietare i  parcheggi sotterranei che distruggono alberi;</p>
<p><strong>Referendum  5:  ENERGIA PULITA E EDILIZIA SOSTENIBILE</strong><br />
<em>per: energia  pulita, rottamazione edilizia, teleriscaldamento, efficienza energetica</em></p>
<p>Standard  massimi di efficienza energetica per i nuovi immobili, “rottamazione  edilizia” degli immobili non di qualità per sostituirli con edifici a  basso impatto ambientale premiando gli investimenti nei sistemi  energetici innovativi; stop al gasolio da riscaldamento entro il 2012,  teleriscaldamento a 750.000 abitanti entro il 2015</p>
<h3><a href="http://referendummilano.blogspot.com/2010/06/il-referendum-consultivo-di-indirizzo.html">Il  Referendum consultivo di indirizzo Comunale</a></h3>
<p>L’articolo 11.3 dello Statuto del Comune di Milano istituisce Il <strong>referendum  consultivo di indirizzo</strong>, uno strumento di iniziativa popolare  in mano ai cittadini per proporre indirizzi e scelte su temi di  competenza comunale.</p>
<p><em>Art. 11 &#8211; Referendum di Proposta  Popolare e di Indirizzo </em><br />
3. E&#8217; indetto referendum consultivo di  indirizzo su orientamenti o scelte di competenza del Comune, o riguardo  ai quali il Comune possa esprimere una proposta o un parere, quando ne  faccia richiesta l&#8217;1,5% dei cittadini iscritti nelle liste elettorali  del Comune ovvero un quarto dei Consigli di zona, con delibera approvata  a maggioranza dei Consiglieri assegnati.</p>
<p><em>Art. 13 &#8211; Effetti  del Referendum</em><br />
1. A seguito del referendum di cui all&#8217;art.11  l&#8217;organo comunale competente delibera o provvede sull&#8217;oggetto del  referendum entro 60 giorni dalla proclamazione dell&#8217;esito della  consultazione quando questo risulti favorevole alla proposta o quesito  sottoposto a referendum; ove intenda deliberare senza uniformarsi  all&#8217;avviso degli elettori, ne indica espressamente i motivi.</p>
<p><em>Dal  Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare:</em></p>
<p>•  <strong>Firme necessarie</strong>: 15.000 firme (1,5% degli elettori  milanesi)</p>
<p>• <strong>Tempo utile per la raccolta</strong>: 120  giorni</p>
<p>• <strong>Periodo di indizione del Referendum</strong>:  tra i 30 e i 70 giorni successivi alla fine delle verifiche di  ammissibilità</p>
<p>• <strong>Quorum</strong>: La proposta sottoposta a  Referendum si intende approvata se consegue la maggioranza dei voti  validamente espressi, sempre che abbia preso parte al voto almeno il 30%  degli aventi diritto</p>
<p><a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/jsp/fibm-cdm/FDWL.jsp?cdm_cid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/In%20Comune%20%20Normativa/8473278045028a66a457bf51a173c8e3/PUBLISHED&amp;cdm_acid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/Statuto%20del%20Comune%20di%20Milano%20-%2033b4d1004549323ab616f668be630724/33b4d1004549323ab616f668be630724/false"><strong>Lo  Statuto del Comune di Milano</strong></a><br />
<a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/jsp/fibm-cdm/FDWL.jsp?cdm_cid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/In%20Comune%20%20Normativa/8473278045028a66a457bf51a173c8e3/PUBLISHED&amp;cdm_acid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/Regolamento%20per%20l39attuazione%20dei%20Diritti%20di%20Partecipazione%20Popolare%20-%201aa540804549335eb640f668be630724/1aa540804549335eb640f668be630724/false"><strong>Regolamento  per l&#8217;attuazione dei Diritti di Partecipazione Popolare</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecco il quesito del nuovo referendum di Bolzano</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/04/28/ecco-il-quesito-del-nuovo-referendum-di-bolzano/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 21:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco il comunicato di Stephan Lausch riguardante la decisione presa di ricominciare l&#8217;iter referendario, visto che i &#8220;rappresentanti&#8221; non vogliono migliorare la legge sulla democrazia diretta esistente.
Cari amici e amiche  della democrazia diretta,
lunedì 26 aprile 57 promotrici e promotori hanno presentato la richiesta di referendum sul nostro disegno di legge di riforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/bolzano_bozen_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1889" title="bolzano_bozen_2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/bolzano_bozen_2-300x215.jpg" alt="bolzano_bozen_2" width="300" height="215" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco il comunicato di Stephan Lausch riguardante la decisione presa di ricominciare l&#8217;iter referendario, visto che i &#8220;rappresentanti&#8221; non vogliono migliorare la legge sulla democrazia diretta esistente.</p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Arial;"><strong>Cari </strong></span></span><strong><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Arial;">amici </span></span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Arial;">e </span></span></strong><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Arial;"><strong>amiche  della democrazia diretta,</strong></p>
<p></span></span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Arial;">lunedì 26 aprile</span></span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Arial;"> 57 promotrici e promotori hanno presentato la richiesta di referendum sul nostro disegno di legge di riforma dell&#8217;attuale regolamento della democrazia diretta in quattro punti che riteniamo il minimo indispensabile dei miglioramenti che ci possiamo aspettare dopo l&#8217;esito del voto del 25 ottobre.<br />
Entro 15 giorni sarà istituita la commissione dei giudici che avrà tempo fino al 26 giugno di verificare l&#8217;ammissibilità:<br />
<small><small><small><small><small><small> </small></small></small></small></small></small><br />
</span></span><span style="font-size: x-small;">&#8220;&#8230;  in merito alla competenza provinciale della materia oggetto del referendum, alla conformità della richiesta alle disposizioni della Costituzione, dello Statuto speciale e ai vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali nonché in merito ai presupposti e ai limiti previsti dalla presente legge.</span> &#8221;<br />
<small><small><small><small><small> </small></small></small></small></small><br />
<big><span style="font-family: Arial;">Una volta stabilità l&#8217;ammissibilità non inizieremo subito con la raccolta delle 13.000 firme ma decideremo in un&#8217;assemblea dei soci nei primi di settembre se i miglioramenti che si delinieranno nei lavori del Consiglio possano essere considerati momentaneamente sufficienti. </span></big><big><span style="font-family: Arial;">Se così non fosse avremmo tempo </span></big><big><span style="font-family: Arial;">per raccogliere le firme richieste</span></big><big><span style="font-family: Arial;"> p.e. dal 15 settembre al 15 di dicembre.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #cc0000;">Sul nostro sito internet</span></strong></span>: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.dirdemdi.org/neu/it" target="_blank">http://www.dirdemdi.org/neu/it</a></span> <span style="color: #cc0000;"><strong>trovate</strong></span> <span style="color: #3366ff; text-decoration: underline;"><a href="http://www.dirdemdi.org/neu/de/Reformgesetzentwurf_direkte_demokratie_Endfassung_190410.doc" target="_blank">il disegno di legge di riforma,</a></span><span style="color: #3366ff;"> </span><a href="http://www.dirdemdi.org/neu/de/Begleitbericht_Endfassung_19042010.doc" target="_blank">la relazione accompagnatoria al testo di legge,</a> <a href="http://www.dirdemdi.org/neu/de/Vorstellung_Reformgesetzentwurf.doc" target="_blank">una breve presentazione del disegno di legge</a> e  <a href="http://www.dirdemdi.org/neu/it/Promotorenkomitee2010.doc" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #3366ff;">i nomi del  Comitato dei promotori.</span></span></a></span> </big></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>esempio di Regolamento sui Referendum, costruito per i Cittadini?</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/03/18/esempio-di-regolamento-sui-referendum-costruito-per-i-cittadini/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 18:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ho ricevuto questa domanda:
il mio Comune (Amiata/Toscana) sta proponendo un regolamento per indire il Referendum con norme che di fatto renderanno impossibile l&#8217;utilizzo dello strumento referendario Potete indicarmi esempi di Regolamenti che vanno nella direzione di una reale partecipazione? Grazie
Nadia
Io non conosco regolamenti in vigore costruiti per essere usati con facilità ed efficacemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/altanreferendum.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1840" title="altanreferendum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/altanreferendum-292x300.jpg" alt="altanreferendum" width="292" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ho ricevuto questa domanda:</p>
<p><em>il mio Comune (Amiata/Toscana) sta proponendo un regolamento per indire il Referendum con norme che di fatto renderanno impossibile l&#8217;utilizzo dello strumento referendario Potete indicarmi esempi di Regolamenti che vanno nella direzione di una reale partecipazione? Grazie<br />
Nadia</em></p>
<p>Io non conosco regolamenti in vigore costruiti per essere usati con facilità ed efficacemente dai cittadini in Italia. Però conosco la proposta che era stata fatta dall&#8217;associazione Mehr Demokratie di Bolzano, che era la migliore possibile, che è stata messa a referendum il 25 ottobre 2009 e che per un soffio, per 1 e rotti per cento, non ha superato il quorum previsto per essere approvata.</p>
<p>Qui si trova il testo. E&#8217; bilingue italiano tedesco. Credo che a te basti la versione italiana&#8230;</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/21/referendum-miglioramento-democrazia-diretta-bolzano-2009/">http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/21/referendum-miglioramento-democrazia-diretta-bolzano-2009/</a></p>
<p>Se mi invii il testo in discussione ad Amiata, mi piacerebbe leggerlo&#8230; Magari basta poco per migliorarlo.<em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cosa succede a 3 mesi dai referendum di Bolzano?</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/01/28/cosa-succede-a-3-mesi-dai-referendum-di-bolzano/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/01/28/cosa-succede-a-3-mesi-dai-referendum-di-bolzano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 18:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco un interessante aggiornamento inviato da Stephan Lausch, su come si stanno evolvendo le cose a Bolzano. Il 25 ottobre 2009 si sono svolti 5 referendum tra cui quello per il miglioramento della legge sulla democrazia diretta. Il 38% andò a votare (la stragrande maggioranza votò SI), ma il quorum al 40% invalidò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/logovolksabstdt.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1734" title="Logo_DD_dt" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/logovolksabstdt.jpg" alt="Logo_DD_dt" width="363" height="217" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco un interessante aggiornamento inviato da Stephan Lausch, su come si stanno evolvendo le cose a Bolzano. Il 25 ottobre 2009 si sono svolti 5 referendum tra cui quello per il miglioramento della legge sulla democrazia diretta. Il 38% andò a votare (la stragrande maggioranza votò SI), ma il quorum al 40% invalidò la consultazione.</p>
<p>Comunicato stampa tre mesi dopo il voto referendario</p>
<p>Bolzano 26 gennaio 2010</p>
<p><strong>Miglioramenti minimi per la democrazia diretta e le proposte inaccettabili del direttivo SVP alla sua base</strong></p>
<p>Il referendum provinciale del 25 ottobre 2009, fallito solo a causa del quorum mancato, ha catapultato la questione della democrazia diretta fra gli argomenti politici più discussi di questi mesi. La SVP si è sentita chiamata a discutere seriamente dei necessari miglioramenti delle regole per la partecipazione politica diretta dei cittadini della nostra provincia.</p>
<p>Il nostro obiettivo è una democrazia più completa, dotata di diritti referendari praticabili. È per questo che stiamo lavorando da anni. Dall’altra parte la mole di problemi irrisolti e l’opposizione derivante da un sistema politico bloccato non fanno che aumentare. Siamo convinti che la società, se dotata di più ampi diritti di partecipazione, si sarebbe impegnata in maniera più costruttiva. I politici al potere devono rendersi conto che sono responsabili anche della crisi del sistema politico e del differimento della soluzione dei problemi che non fanno che aumentare. Aumentano anche perché non si permette il coinvolgimento di tutti in uno sforzo comune di individuare soluzioni.</p>
<p>Esattamente tre mesi dopo il referendum l’INIZIATIVA ora elenca<span id="more-1733"></span> i miglioramenti minimi indispensabili per un buon regolamento della democrazia diretta che dovranno essere affrontate dal Consiglio provinciale entro questa primavera. L’INIZIATIVA sta elaborando una tale proposta di modifica della legge vigente, che parallelamente ai diversi sforzi dei partiti politici l’INIZIATIVA porterà avanti con tutti i mezzi disponibili.</p>
<p>Le condizioni minime per una reale applicabilità dei diritti referendari e quindi l’assoluto livello minimo di miglioramento che il Consiglio provinciale è chiamato ad attuare, facendo seguito al voto referendario del 25 ottobre scorso, dovrà essere composto dei seguenti elementi:</p>
<p>1. riduzione del quorum di partecipazione al 15%</p>
<p>2. introduzione di una clausola di protezione per i gruppi linguistici;</p>
<p>3. introduzione del referendum confermativo su delibere della Giunta provinciale;</p>
<p>4. la garanzia di un’informazione oggettiva in forma di un opuscolo di votazione.</p>
<p>In questo contesto l’INIZIATIVA denuncia forti perplessità nei confronti di alcune proposte presentate ora</p>
<p>da parte del vertice della SVP alla propria base di partito:</p>
<p>a)    Criteri di ammissibilità: è legittimo che questioni attinenti i diritti fondamentali e la tutela delle minoranze non devono poter essere poste a referendum. La SVP, però, vorrebbe escludere dall’ammissibilità al referendum anche le leggi statutarie, cioè le leggi sulla partecipazione dei cittadini alla politica tramite elezioni e votazioni. Questa esclusione rientra nella pura logica di chi detiene il potere e non vuole mettere a discussione né le regole di delega del potere né di partecipazione diretta. Invece spetta alla popolazione poter definire le regole della democrazia. Bisogna impedire che la rappresentanza politica si doti di un sistema politico in cui non sarebbe più controllabile, escludendo i cittadini. Si tratta di chiarire bene chi è il sovrano: la popolazione o la rappresentanza politica.</p>
<p>b)    Quorum: è positivo che anche la SVP prospetti una modifica del quorum di partecipazione. L’introduzione in veste di “alternativa” di un quorum di consenso non è però accettabile. Cos’è un tale quorum di consenso? Questo quorum determina la percentuale minima di voti SI sul totale degli aventi diritto al voto, per far accettare un quesito referendario. Un esempio concreto: partendo dalla media normale di partecipazione a referendum fra il 30-40%, quindi prendiamo il 35%, nel caso della presenza del quorum di consenso del 25%, il 71,5% dei votanti devono votare SI affinché una proposta referendaria venga accolta. Nei paesi in cui il quorum di consenso viene già applicato, l’effetto negativo è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Se tali proposte della SVP venissero effettivamente inserite nella legge di riforma della democrazia diretta, ne seguirebbe l’immediato ricorso al referendum confermativo attuabile per le leggi statutarie.</p>
<p>c)    Obbligo di informazione: un referendum può essere svolto correttamente soltanto a condizione che ci sia un’informazione istituzionale, oggettiva e neutrale. Tali proposte esulano dal testo presentato da parte della SVP alla propria base.</p>
<p><strong>Elementi positivi</strong></p>
<p>Registriamo con soddisfazione che la SVP valuta positivamente la possibilità di portare delibere della Giunta provinciale a referendum. La regolamentazione di tale possibilità è di significato decisivo per la concreta partecipazione deliberativa della popolazione. Se tale tipo di referendum sarà effettivamente praticabile dipende dalla procedura proposta. Anche la proposta che il Consgilio provinciale possa portare una controproposta di legge di iniziativa popolare, è un elemento tratto dalla nostra legge originale sulla democrazia diretta e quindi è pienamente accettata.</p>
<p>Stephan Lausch                                                                 Otto von Aufschnaiter Ing. FH</p>
<p>Coordinatore                                                                                             Presidente</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Catalogna, referendum autogestiti per l&#8217;autodeterminazione: vince il SI</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[referendum autogestiti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
i referendum autogestiti per l&#8217;autodeterminazione della Catalogna si sono svolti il 13 dicembre 2009 ed ha vinto una maggioranza schiacciante di SI. Ovvio il tentativo di ridimensionare questo successo della democrazia dal basso, da parte del premier spagnolo Zapatero. Ma i referendum autogestiti (come quello della Val Pusteria di qualche anno fa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/catalogna_indipendenza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1613" title="catalogna_indipendenza" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/catalogna_indipendenza-300x130.jpg" alt="catalogna_indipendenza" width="300" height="130" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>i referendum autogestiti per l&#8217;autodeterminazione della Catalogna si sono svolti il 13 dicembre 2009 ed ha vinto una maggioranza schiacciante di SI. Ovvio il tentativo di ridimensionare questo successo della democrazia dal basso, da parte del premier spagnolo Zapatero. Ma i referendum autogestiti (come quello della Val Pusteria di qualche anno fa e quello di Vicenza del 2008), anche se non sono vincolanti, mostrano qual è l&#8217;effettiva opinione della gente e servono per costruire consapevolezza e conoscenza degli strumenti della democrazia diretta. Un grande plauso agli organizzatori, al di là del contenuto del quesito in votazione. La rivoluzione delle pentole in Argentina di pochi anni fa, partì dall&#8217;esito di un referendum autogestito, disprezzato e non ascoltato dai rappresentanti al potere. Che poi furono allontanati con la forza dalla gente.</p>
<p>Ecco i contenuti, tratti da Euronews</p>
<p><strong>“Siete favorevoli a una Catalogna stato sovrano, indipendente, democratico e sociale, integrato nell’Unione Europea?”</strong> E’ la domanda a cui hanno risposto in 170 comuni e 700 mila persone, chiamate alle urne per un referendum autogestito sull’indipendenza della regione spagnola.</p>
<p>Una consultazione non ufficiale, organizzata da attivisti e volontari, che fa seguito a quella che in settembre ha visto vincere il fronte del si nella cittadina di Arenys de Munt con il 96% dei voti. I risultati del referendum non sono vincolanti per la Spagna, ma sicuramente peseranno sul dibattito che si svolge da anni sul grado di autonomia da concedere a questa regione che con 7,5 milioni di abitanti concentra il 25% del Pil nazionale, una regione in cui il catalano è la lingua ufficiale insieme allo spagnolo. Dopo Girona in gennaio, il 25 aprile toccherà a Barcellona dire si o no all’indipendenza della Catalogna.</p>
<p>Ha vinto il “sì” al referendum simbolico sull’indipendenza della Catalogna, ma con il voto di circa il trenta per cento dei cittadini coinvolti nella consultazione. Meno di un terzo dei 700mila chiamati alle urne in 166 comuni per pronunciarsi sull’indipendenza da Madrid. Se il “sì” non ha destato sorprese, gli organizzatori speravano invece in una maggiore affluenza.</p>
<p>“È un modo di recuperare un po’ più di attenzione e rispetto per il popolo catalano” afferma un cittadino, che ha dato il suo voto. “Primo, non ho avuto tempo. E secondo, non ero realmente interessato a votare” spiega invece un altro.</p>
<p>I movimenti indipendentisti sperano ora che questa prima consultazione “privata” su larga scala contribuisca a imporre un vero referendum di autodeterminazione.</p>
<p>“Il nuovo futuro politico della Catalogna – spiega Carles Ribes, sindaco di L’Arboç, uno dei comuni coinvolti nella consultazione – include le elezioni parlamentari del prossimo anno. E con queste consultazioni tutti i partiti in seno al Parlamento dovranno decidere se sarà necessario indire un referendum. Ma stavòlta ufficiale, non come questo che è non vincolante”.</p>
<p>L’iniziativa dei referendum interviene in un momento di forte tensione fra Barcellona e Madrid, visto che è all’esame della Corte Costituzionale spagnola una revisione allo Statuto catalano.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>domenica 13 dicembre: referendum autogestiti in Catalogna</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/12/11/domenica-13-dicembre-referendum-autogestiti-in-catalogna/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 22:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[referendum autogestiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1599</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
domenica 13 dicembre 2009 è un giorno molto importante per la Catalogna. Verranno infatti realizzati in 170 comuni dei referendum autogestiti (non sono infatti ammessi dalla legge) per l&#8217;autoderminazione della Catalogna. Ecco maggiori dettagli:
11 dicembre 2009
Spagna: Catalogna domenica al voto su indipendenza
MADRID &#8211; Domenica sarà una giornata &#8217;storica&#8217; per l&#8217;indipendentismo catalano: i cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/catalogna.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1600" title="catalogna" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/catalogna.png" alt="catalogna" width="300" height="227" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>domenica 13 dicembre 2009 è un giorno molto importante per la Catalogna. Verranno infatti realizzati in 170 comuni dei referendum autogestiti (non sono infatti ammessi dalla legge) per l&#8217;autoderminazione della Catalogna. Ecco maggiori dettagli:</p>
<p>11 dicembre 2009</p>
<p><strong>Spagna: Catalogna domenica al voto su indipendenza</strong></p>
<p>MADRID &#8211; Domenica sarà una giornata &#8217;storica&#8217; per l&#8217;indipendentismo catalano: i cittadini di 170 comuni saranno interrogati per sapere se vogliono che la Catalogna diventi &#8220;uno stato sovrano, sociale e democratico, integrato nell&#8217;Ue&#8221;. Benché non sia legale, poiché la Costituzione spagnola non lo consente, la consultazione ha senz&#8217;altro una alta valenza simbolica.</p>
<p>A votare sono chiamati 700mila cittadini sopra i 16 anni, il 10% circa dei 7,5 milioni di abitanti della Catalogna. Per gli indipendentisti è il primo passo in un processo innescato in settembre dal primo referendum &#8216;privato&#8217; sulla indipendenza organizzato nel piccolo comune di Arenys de Munt, vicino a Barcellona. Il &#8217;si&#8217; aveva vinto li con il 96% dei voti. La partecipazione era stata del 41%.</p>
<p>I referendum di domenica &#8211; altri sono previsti nel 2010, il 25 aprile forse anche a Barcellona &#8211; intervengono in un momento di forte tensione con Madrid sullo statuto di autonomia approvato 4 anni fa che la Corte Costituzionale secondo la stampa potrebbe bocciare parzialmente, rimettendo fra l&#8217;altro in discussione il rango di &#8220;nazione&#8221; della Catalogna e del catalano come lingua ufficiale. Un&#8217;ipotesi che ha provocato una alzata di scudi a Barcellona.</p>
<p><a href="http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/Spagna:_Catalogna_domenica_al_voto_su_indipendenza.html?cid=7885252">fonte</a></p>
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		<title>Villa Lagarina (TN) il secondo comune de-quorumizzato d&#8217;Italia. Altri dettagli</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 12:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
inserisco qui di seguito, per chi vuole approfondire, l&#8217;articolo apparso su &#8220;L&#8217;Adige&#8221; un quotidiano locale, l&#8217;intervista telefonica e la sua trascrizione, che ho fatto all&#8217;assessore alla partecipazione di Villa Lagarina, Roberto Dell&#8217;Uomo, e la bozza quasi finale dello Statuto Comunale (lo statuto nuovo approvato mercoledì scorso non è ancora disponibile online).
ecco il testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/villa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1579" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/villa.jpg" alt="" width="200" height="245" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>inserisco qui di seguito, per chi vuole approfondire, <strong>l&#8217;articolo apparso su &#8220;L&#8217;Adige&#8221;</strong> un quotidiano locale,<strong> l&#8217;intervista telefonica e la sua trascrizione, che ho fatto all&#8217;assessore alla partecipazione di Villa Lagarina, Roberto Dell&#8217;Uomo</strong>, e la bozza quasi finale dello <strong>Statuto Comunale </strong>(lo statuto nuovo approvato mercoledì scorso non è ancora disponibile online).</p>
<p>ecco il testo dell’articolo de L’Adige 4-12-09</p>
<p><strong>Villa Lagarina – Il nuovo statuto, via il quorum referendario</strong></p>
<p><strong>Ok alle “coppie di fatto”</strong></p>
<p>di Michele Comper</p>
<p>Regolarizzazione delle coppie  cosiddette di fatto, pari opportunità di genere nella Giunta Comunale  nelle commissioni, <strong>abolizione di qualsiasi quorum per i referendum (che quindi saranno validi con qualsiasi numero di votanti, e a decidere in futuro sarà chi vorrà farlo).</strong></p>
<p>Sono solo alcune delle tante novità contenute nel testo del nuovo statuto comunale, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta di mercoledì. Frutto di tre anni di lavoro, lo statuto è il risultato di un lavoro improntato alla massima condivisione:<span id="more-1576"></span> l’apposita commissione, nata da una delibera consiliare il 28 settembre del 2005, è composta infatti da quattro rappresentanti della maggioranza e quattro dell’opposizione (due per ognuno dei gruppi di minoranza) più il segretario comunale e l’assessore delegato, il vicesindaco Roberto Dell’Uomo. Presidente è Giuliana Graziola.</p>
<p>Il nuovo statuto pone tra i valori ispiratori dell’azione comunale il riconoscimento della famiglia, ma non solo di quella fondata sul matrimonio, bensì di “qualsiasi altro nucleo costituito liberamente sulla base di legami affettivi e di reciproca solidarietà, finalizzato alla stabile convivenza”.</p>
<p>Un intero capitolo è specificatamente dedicato alle pari opportunità, con l’obiettivo di facilitare la compatibilità tra famiglia e attività professionale, lavorativa e istituzionale. In particolare, si stabilisce che “nella Giunta deve essere garantita la partecipazione di entrambi i generi, prevedendo la presenza di almeno il 30% del genere meno rappresentato”. Una norma il cui esito concreto sarà a breve, alle prossime consultazioni amministrative.</p>
<p>Il nuovo statuto, poi, <strong>istituisce il bilancio sociale:</strong> un documento che illustra le attività, le risorse impiegate e i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi dichiarati nel programma. Previsto il ricorso ai consiglio comunali aperti alla popolazione su temi specifici, anche qui per la condivisione e la partecipazione.</p>
<p>Per quanto riguarda il decentramento, sono <strong>istituite le consulte frazionali, con funzioni consultive e propositive,</strong> volute per favorire una maggiore coesione tra le frazioni e il Comune, e per disporre di un osservatorio sui bisogni emergenti del territorio.</p>
<p>In futuro, poi,<strong> i referendum non avranno quorum minimo (unico caso in Trentino)</strong>, saranno perciò validi con qualsiasi numero di votanti. E al voto saranno ammessi anche<strong> i sedicenni, compresi gli apolidi e gli stranieri.</strong></p>
<p>In tema di opere pubbliche, saranno sottoposti al vaglio del Consiglio Comunale i progetti preliminari e definitivi di importo pari o superiore a 500 mila euro (oggi da un milione in su), mentre per tutte le opere pubbliche, le operazioni immobiliari, le concessioni, le costituzioni di diritti reali d’importo superiore ai 200 mila euro sarà necessario il parere consultivo del Consiglio.</p>
<p><strong>Intervista telefonica all&#8217;assessore alla partecipazione di Villa Lagarina &#8211; Roberto Dell&#8217;Uomo</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/intervista-a-Roberto-DellUomo.mp3">intervista a Roberto Dell&#8217;Uomo</a></strong></p>
<p><strong>Trascrizione dell&#8217;intervista telefonica</strong></p>
<p>Paolo Michelotto: Adesso sto parlando con il ViceSindaco di Villa Lagarina e assessore alla Partecipazione, Roberto Dell’Uomo. Oggi il quotidiano L’Adige ha riportato che a Villa Lagarina è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale, nei giorni scorsi, il nuovo Statuto Comunale del Comune di Villa Lagarina. In questo Statuto, tra varie altre cose, c’è anche una norma particolarmente interessante per noi cittadini. E’ stato abolito il quorum dai referendum. Vuole dirci assessore, come siete riusciti a togliere il quorum dai referendum comunali?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Noi nel fare il nuovo Statuto, tutta la Commissione, non soltanto il sottoscritto, tutta la Commissione, composta da maggioranze e minoranze, nonché dal sottoscritto come assessore delegato, ha ragionato sul tema della partecipazione. Ovviamente, come dire, cercando di vedere nella nuova carta, se si riuscivano ad introdurre degli elementi di maggiore democrazia partecipata, nei limiti, come dire, che il consesso cittadino poteva fare. Uno degli elementi che si era individuato era la presenza di un referendum, cioè, diciamo quantomeno le modalità di referendum, senza quorum. In quanto questo stimolava la popolazione da una parte a poter affrontare con quesiti referendari di tipo propositivo o abrogativo o quant’altro alcune tematiche che venivano dal basso, e dall’altra avere la certezza che comunque la popolazione volente o nolente era per forza coinvolta da questo punto di vista in quanto abolendo il quorum, come dire, si stimola, se così si può dire, la partecipazione a questo voto. In quanto chi non vota non ha, come dire, “non può dire la sua”. Ecco questo è stato il tema su cui abbiamo ragionato. Ovviamente poi bisogna cercare di calibrare tutta una serie di cose, perchè era una introduzione che è stata, come dire, un attimo, cercata di essere bilanciata, ma non ci sono stati contrasti particolari se non una lunga e laboriosa discussione per far sì che fosse una norma equilibrata. Ecco.</p>
<p>Paolo Michelotto: Volevo chiederle da cittadino. Come è possibile che due comuni confinanti abbiano dei consigli comunali dove in uno quello di Rovereto, l’abolizione del quorum è vista come una eresia o un tentativo di sovvertire la democrazia e un km più in là, passato il fiume, nel comune di Villa Lagarina, invece questa cosa sia ritenuta una cosa normale, anzi benefica per la democrazia. Come è possibile questa differenza?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Ecco qui è difficile rispondere. Io posso rispondere del mio territorio e del mio percorso. Noi abbiamo una amministrazione comunale, devo dire, nella componente di maggioranza, e che amministra il comune e anche nella componente di minoranza abbiamo trovato sensibilità su questi temi, perchè poi non è soltanto quello sulla partecipazione, ma ci sono nello Statuto tanti elementi nuovi che come dire, che portano a uno statuto che comunque ha degli spiragli nuovi. Si è lavorato in una maniera consona. Cosa succede nella altre parti non lo so. Devo dire che abbiamo preso anche ispirazione per esempio dallo Statuto di Ortisei. Che è un altro Statuto che ha abolito il quorum. Da questo punto di vista. E altri esempi anche extra regionali per capire come erano i meccanismi di questa cosa. La sensibilità trovata a livello delle rappresentanze politiche a livello del comune di Villa Lagarina su questi temi è stata alta. La voglia di far si che la politica fosse sempre più partecipata da questo punto di vista, e che ci fosse sempre più gente che possa essere, come dire, toccata, interessata, ai temi politici del paese, è sembrata una esigenza da non rinviare. Cioè di cogliere questo rinnovamento dello Statuto per farne, come dire, un momento importante anche in questo senso. E anche viceversa, cioè cercando per esempio di introdurre il bilancio sociale, come momento di chiarezza e di trasparenza dell’amministrazione e delle attività comunali nei confronti della popolazione e così via, tante altre piccole cose, insomma.</p>
<p>Paolo Michelotto: Sì, ho visto che nella modifica dello Statuto, c’è anche una cosa abbastanza curiosa per il trentino. Il Consiglio Comunale Aperto. Ci vuole spiegare di cosa si tratta?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Sì, il Consiglio Comunale Aperto si intende proprio un Consiglio Comunale che apre le sue porte agli interventi tecnici diversi, diciamo o che non rimane chiuso nel mondo della delega politica, ma se ci sono temi interessanti in cui servono, come dire, momenti di approfondimento con tecnici o con altre cose, si aprono alla popolazione per poter partecipare in maniera più attiva. Più presente da questo punto di vista.</p>
<p>Paolo Michelotto: Noi dell’Associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto, ci siamo chiesti se il nostro percorso anche referendario in cui chiedevamo di abolire il quorum, ha in qualche modo influito nella vostra decisione finale nel vostro Statuto.</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Su questa cosa diciamo che noi ci stavamo ragionando già da prima, su questo tema, anche perchè questo è un percorso, un lavoro di circa tre anni, per cui se andiamo indietro nel tempo eravamo prima. Indubbiamente poi c’è stata come dire, la presenza, come dire, a Rovereto di chi anche si muoveva su questo senso che sicuramente ha anche, come dire, fatto crescere le sensibilità, all’interno del nostro ragionamento. Anche se, torno a ripetere, in tutta onestà, era un ragionamento nato prima, in quanto sono circa tre anni che si sta lavorando su questi temi, e stiamo lavorando su come aumentare gli strumenti di partecipazione per la popolazione.</p>
<p>Paolo Michelotto: Posso farle alcune obiezioni che di solito ci fanno anche a noi. Ma non si rischia poi la paralisi amministrativa, con centinaia e centinaia di referendum?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Allora questo è come dire, la cosa che non soltanto fanno a voi, ma hanno fatto anche a noi, nel senso che noi in un percorso appunto partecipato, abbiamo fatto le assemblee con la popolazione per spiegare la bozza, cioè quello che ancora non era approvato, per far capire, quelle che erano le novità. Indubbiamente questa è una di quelle cose che non solo dal punto di vista della maggioranza, ma anche dal punto di vista della popolazione lasciava un po’ più, come dire, con un brivido nella schiena. Nel senso che c’era il timore che poi ci fosse la paralisi. Io credo che, anzi noi crediamo nella commissione che questo, come dire, è un rischio della democrazia, cioè bisogna pure correrlo. Io credo che bisogna fare anche un passo di, come dire, un pensiero positivo, e credere che la gente, ciò che c’abbiamo intorno, è tutto un mondo estremamente responsabile, che quando si muove, si muove in maniera responsabile, e se ottiene dei risultati, li ottiene in maniera altrettanto valida e responsabile. Cioè non credo che possa esserci, come dire, o quanto meno spero di non essere smentito, uno tsunami di chissà che tipo, insomma. Ecco, ma unicamente uno strumento in più che possa essere utilizzato e credo che quando verrà utilizzato, sarà utilizzato nella maniera più corretta.</p>
<p>Paolo Michelotto: Come giustifica i costi aggiuntivi per la democrazia dello svolgimento di tutti questi futuri referendum?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Beh, innanzitutto non so quanti ce ne saranno o meno di questi referendum. Adesso non ne ho la minima idea. I costi, sono i costi della democrazia da questo punto di vista. Indubbiamente la gente deve sapere che se si spende da una parte, in un tema di risorse non infinite, non si può spendere da un’altra. E questo devo dire che deve rimanere un quadro generale insomma di equilibrio fra tante cose. E credo che adesso fra tutto quanto i vari regolamenti che saranno fatti anche le sensibilizzazioni etc, io credo anche nella responsabilità delle forze politicamente presenti in consiglio e sul territorio e credo che questo possa essere un discorso quanto meno gestibile. Io credo che la gente per certi versi sia molto più avanti e più matura di quanto magari sono alcune istituzioni.</p>
<p>Paolo Michelotto: Ecco, questa è un’altra obiezione che ci fanno spesso. Ma i cittadini sono competenti poi sui temi del comune?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: I cittadini a volte sono più competenti di noi sui temi del comune. Cioè sanno molto di più insomma e poi vivendo il territorio e vivendo le cose, hanno anche come dire tutta una serie di, come dire, una serie di idee in maturazione. Non credo che solo la responsabilità del politico e dell’amministratore possa essere in grado di gestire alcune cose. Questo non è possibile, insomma, non è pensabile. Io continuo a credere che ci sia una responsabilità diffusa, di una maturazione diffusa, in cui, questo è un momento buono per inserire alcuni temi, di cui forse abbiamo bisogno proprio come società, di trovare una responsabilità diffusa. Ecco.</p>
<p>Paolo Michelotto: Cosa vorrebbe dire ai suoi colleghi amministratori, a Rovereto, ma non solo, anche negli altri comuni italiani. Cosa vorrebbe dire a riguardo di queste novità che voi avete introdotto nel vostro statuto.</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Io credo che questi sono momenti importanti in cui bisogna gettare il cuore dall’altra parte. Cioè credere in certe cose. Io credo che una cosa ho sempre detto anche in commissione, ho detto anche in Consiglio etc. Ognuno di noi che ha fatto parte di quella commissione si è spogliato in quel momento in cui faceva parte della commissione della statuto, dal proprio ruolo di maggioranza o di minoranza, per cui con una possibilità di guardare il mondo da un’ottica particolare, diciamo da un’ottica con una angolazione ed avere il timore o di non essere garantito o di essere espropriato. Per capirci da questo punto di vista, si è tutti quanti viaggiato in maniera serena. Io credo che tutti quanti debbano fare la stessa cosa, con un’ottica verso il cittadino, che ha tutto sommato, sì, tutte le deleghe che la democrazia ci da, insieme al fatto di poter votare, di poter eleggere i propri amministratori etc, etc, ma io credo che ci sia adesso il momento ampio per, come dire, dare qualche respiro in più anche alla popolazione, alla gente e su questi temi, in quanto come dire, c’è un po’ di stasi, dal punto di vista di sensazione e di sensibilità politica.</p>
<p>Paolo Michelotto: Grazie</p>
<p>A registratore chiuso, è seguita una chiaccherata in cui l’ass. Roberto Dell’Uomo mi ha anche segnalato che hanno deciso di creare una commissione di garanti che decida sull’ammissibilità dei referendum, non di nomina politica. In questa commissione faranno parte l’ ufficio del difensore civico, il revisore dei conti del comune e un esperto nominato dal consorzio dei comuni.</p>
<p>Novità non da poco, visto che i garanti di solito sono nominati dalla maggioranza in Consiglio Comunale e quindi sono soggetti alla volontà del sindaco di turno e non degli interessi dei cittadini.</p>
<p>Bozza semifinale dello Statuto Comunale di Villa Lagarina (TN)</p>
<a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=34" title="Version 1.0 downloaded 84 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Bozza Semifinale Statuto Villa Lagarina Version 1.0" /></a>
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		<title>Quale regolamento attuativo per i referendum locali?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ho ricevuto questa email di Graziano di http://www.immaginalomazzo.it/ e rispondo qui perchè magari può servire anche in altre realtà locali.
sono Graziano di IMMAGINALOMAZZO  Lomazzo paese in provincia di Como.
Questa sera sono stato ad una riunione con tutte le minoranze del mio paese per adottare un regolamento attuativo del Referendum che attualmente non esiste, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ho ricevuto questa email di Graziano di <a href="http://www.immaginalomazzo.it/">http://www.immaginalomazzo.it/</a> e rispondo qui perchè magari può servire anche in altre realtà locali.<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/immaginalomazzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1521" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/immaginalomazzo-300x134.jpg" alt="" width="300" height="134" /></a></p>
<p><em>sono Graziano di IMMAGINALOMAZZO  Lomazzo paese in provincia di Como.<br />
Questa sera sono stato ad una riunione con tutte le minoranze del mio paese per adottare un regolamento attuativo del Referendum che attualmente non esiste, quindi non è possibile attuare nessuna forma di democrazia su questo fronte perchè inapplicabile benchè prevista dallo statuto del Comune. Ora ti chiedo se tu che sei un&#8221;profeta&#8221; in questo campo abbia un regolamento attuativo del Referendum che puoi fornirci per soddisfare questo &#8220;vuoto&#8221; Le minoranze intanto si adopereranno per abbassare il quorum propositivo per indire il referendum, dal 20% al 10% dell&#8217;elettorato e altre cosette suggerite dal sottoscritto come la possibilità di indire il referendum in occasione di altre tornate elettorali.<br />
Il mio paese è di 9500 abitanti circa.<br />
Aspetto tue notizie &#8230; grazie mille per ora    Graziano per IMMAGINA LOMAZZO</em></p>
<p>1. il numero di firme per indire un referendum a Lomazzo è oggi al 20% portarlo al 10% è un passo avanti, ma è comunque un numero troppo alto. In Svizzera la percentuale va dallo 0,9% al 5% con una media del 2%. In Italia a livello nazionale è del 2%. Cifre superiori al 5% servono solo per boicottare lo strumento, non hanno nessuna giustificazione razionale anche alla luce del numero di firme richieste per presentare una lista alle politiche comunali (per una città di circa 50.000 abitanti bastano 250 firme per presentare una lista, che se poi vince governa per 5 anni).</p>
<p>2. in base allo statuto non mi sembra ci sia il quorum sulla votazione. Ed è un&#8217;ottima cosa, nel regolamento dovreste fare di tutto perchè non venga introdotto. Invitate un po&#8217; di sindaci svizzeri che sono lì a pochi km da voi, per chiedere come funziona da loro, oppure il sindaco di Ortisei (BZ) dove dal 2006 hanno il referendum senza quorum.</p>
<p>3. esempi di regolamenti attuativi li trovi in po&#8217; in tutti i comuni, ma essendo scritti dai rappresentanti, tendono a creare percorsi farraginosi e poco collaborativi per i referendum (che infatti i rappresentanti non amano). Il migliore regolamento attuativo è quello proposto e scritto da Mehr Demokratie di Bolzano (Stephan Lausch e Thomas Benedikter gli autori) che è disponibile qui sotto. E&#8217; un regolamento pensato dalla parte dei cittadini. C&#8217;è l&#8217;obbligo di informazione da parte delle autorità con l&#8217;opuscolo informativo inviato a tutti i votanti, rimborso spese come per le competizioni elettorali anche per quelle referendarie e tanti accorgimenti piccoli e grandi che fanno di questa proposta il migliore regolamento attuativo, da cui scopiazzare a piene mani.</p>
<a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=13" title="Version 1 downloaded 830 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download referendum miglioramento democrazia diretta bolzano Version 1" /></a>
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		<title>In Catalogna il 13 dicembre 2009 si faranno i referendum per l&#8217;indipendenza</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/12/in-catalogna-il-13-dicembre-2009-si-faranno-i-referendum-per-lindipendenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 07:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
i referendum sono uno strumento molto versatile ed efficace per ottenere cambiamenti.
Il 13 settembre 2009 il piccolo comune di Arenys De Munt vicino a Barcellona sito comune realizzò il primo referendum comunale sulla indipendenza dalla Spagna.
Andarono a votare il 40% degli aventi diritto (in Spagna non esiste il quorum) e il SI vinse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/consulta13s.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1491" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/consulta13s.jpg" alt="" width="141" height="200" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>i referendum sono uno strumento molto versatile ed efficace per ottenere cambiamenti.</p>
<p>Il 13 settembre 2009 il piccolo comune di Arenys De Munt vicino a Barcellona <a href="http://www.arenysdemunt.org/document.php?id=3052">sito comune</a> realizzò il primo referendum comunale sulla indipendenza dalla Spagna.</p>
<p>Andarono a votare il 40% degli aventi diritto (in Spagna non esiste il quorum) e il SI vinse con il 96% dei voti, nonostante lo stato centrale spagnolo avesse posto ogni tipo di difficoltà tecnica e burocratica.</p>
<p>Visto l&#8217;enorme successo, Uriel Bertran <a href="http://www.uriel.cat/">(vedi il suo blog)</a> , il leader di un partito indipendentista catalano, Esquerra Independentista, ha ora affermato che il 13 dicembre 2009 si terranno in 130 comuni (su 978 della Catalogna) referendum per l&#8217;indipendenza della Catalogna.</p>
<p>Secondo un sondaggio dell&#8217;Istituto Noxa pubblicato alcuni giorni fa da La Vanguardia <strong>la maggioranza dei catalani (53%) appoggia la realizzazione del referendum, ma solo il 35% e&#8217; a favore dell&#8217;indipendenza.</strong></p>
<p>I simpatizzanti dei partiti catalanisti di sinistra (Erc, di cui fa parte Beltran, 86% a favore; Icv 58%) e di centro (Ciu 60%) vi sono favorevoli, mentre contrari in maggioranza sono i socialisti (48% contrari contro 44% favorevoli) ed i popolari (71%).</p>
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		<title>Maine (USA) 3-11-2009: 7 referendum tra cui quello sui matrimoni gay</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/11/maine-usa-3-11-2009-7-referendum-tra-cui-quello-sui-matrimoni-gay/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 07:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1486</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
per alcuni giorni il 4-5 novembre 2009 si è parlato in Italia di un referendum avvenuto in uno stato spopolato del nord est degli USA il MAINE. Questo perchè uno dei 7 referendum votati il 3 novembre 2009 nel Maine chiedeva di abrogare la legge sul matrimonio Gay voluta dal governatore quasi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/maine_same_sex_marriage_t_shirt-p2354074542023471563lnj_400.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1487" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/maine_same_sex_marriage_t_shirt-p2354074542023471563lnj_400-300x300.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>per alcuni giorni il 4-5 novembre 2009 si è parlato in Italia di un referendum avvenuto in uno stato spopolato del nord est degli USA il MAINE. Questo perchè uno dei 7 referendum votati il 3 novembre 2009 nel Maine chiedeva di <strong>abrogare la legge sul matrimonio Gay</strong> voluta dal governatore quasi un anno prima e i cittadini votanti si espressero per l&#8217;abolizione di detta legge.</p>
<p>I commenti andavano dal compiacimento di Buttiglione, alla affermazione che tale risultato confermava che con i referendum si va verso la dittatura della maggioranza.</p>
<p>In realtà cosa successe? Che in una giornata, il 3 novembre in cui si votò per 32 referendum in 7 stati degli USA e per centinaia di referendum locali, nel Maine,  con una affluenza del 54% degli iscritti al voto (504.000 cittadini), il 52,75% (266.000 cittadini) dissero SI alla richiesta di abrogare la legge (i NO furono il 47,25% ossia 238.000 cittadini).</p>
<p><a href="http://ballotpedia.org/wiki/index.php/Maine_Same-Sex_Marriage_People%27s_Veto,_Question_1_(2009)">Qui maggiori dettagli sui numeri, sulle tesi dei favorevoli e dei contrari.</a></p>
<p>Nello stesso giorno, come paragone, il 58% dei votanti dissero SI anche alla legalizzazione della Marjiuana per scopi medici</p>
<p><a href="http://ballotpedia.org/wiki/index.php/Maine_Medical_Marijuana_Initiative,_Question_5_(2009)">Qui ulteriori informazioni</a></p>
<p>E quindi cosa successe? Un abuso della maggioranza ai danni di una minoranza? O un normale passaggio democratico?</p>
<p>Io propendo più alla seconda ipotesi, e cioè che nel 2008, la legge che permetteva il matrimonio ai Gay, che fu promulgata dal Governatore del Maine, non fu discussa a sufficienza con i cittadini. Che quindi un anno dopo decisero di usare il pedale del freno della democrazia, rappresentato dal Referendum Abrogativo, tra l&#8217;altro usato raramente negli USA. Ma visto che nel MAINE la democrazia è forte e in salute e non c&#8217;è il Quorum e neppure limiti temporali per ripresentare la proposta, le associazioni che si battono per i diritti dei GAY, hanno già preannunciato di pensare a un futuro referendum per introdurre nuovamente la legge che permette i matrimoni tra GAY. Non avranno magari successo l&#8217;anno prossimo, ma a forza di discutere l&#8217;argomento e con la maturazione dei cittadini, riusciranno ad introdurre questa legge.</p>
<p><a href="http://www.maine.gov/sos/cec/elec/upcoming.html">sito del governo dello stato del Maine sulle votazioni</a></p>
<p>Come termine di paragone in Svizzera hanno fatto nel 2005 un referendum, approvato dai cittadini, che regolamenta le coppie GAY:</p>
<p>&#8220;In Svizzera, il tessuto sociale si è fortunatamente evoluto nel corso degli ultimi anni e la tolleranza sessuale sembra ormai un fatto acquisito, almeno nella maggioranza della popolazione votante. Prova ne sia che nel corso del mese di giugno 2005, il popolo elvetico ha adottato per via referendaria la nuova legge federale sull&#8217;unione domestica registrata di coppie omosessuali, la quale migliora notevolmente la  posizione giuridica  delle coppie omosessuali, ancorché la stessa non possa essere equiparata al 100 % al matrimonio. Come descritto in seguito, molti diritti e doveri dell&#8217;istituto del matrimonio, si ritrovano comunque consolidati anche nella nuova legge in rassegna.&#8221; <a href="http://www.miralux.ch/gay_it.htm">Per saperne di più qui</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Svizzera 29 novembre 2009: referendum su commercio internazionale d&#8217;armi, nuovi minareti e traffico aereo</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/10/svizzera-29-novembre-2009-referendum-su-commercio-internazionale-darmi-nuovi-minareti-e-traffico-aereo/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
altra normale, ma eccezionale per noi italiani, prova di democrazia che ci viene dalla Svizzera. Il 29 novembre 2009 in uno dei consueti 3-4 appuntamenti referendari annuali, i cittadini svizzeri potranno esprimersi su 3 temi. Temi proposti dal parlamento, da un raggruppamento di associazioni, chiese e partiti e da un partito di estrema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/char.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1482" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/char-300x150.png" alt="" width="300" height="150" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>altra normale, ma eccezionale per noi italiani, prova di democrazia che ci viene dalla Svizzera. Il 29 novembre 2009 in uno dei consueti 3-4 appuntamenti referendari annuali, i cittadini svizzeri potranno esprimersi su 3 temi. Temi proposti dal parlamento, da un raggruppamento di associazioni, chiese e partiti e da un partito di estrema destra. E&#8217; bello vedere che i referendum non sono un patrimonio di uno schieramento, ma di tutti i cittadini svizzeri.</p>
<p><strong>Il primo è una modifica alla costituzione, </strong>proposta dal parlamento svizzero, per permettere di dirottare parte delle imposte sui carburanti per coprire costi del traffico aereo. Sembra una cosa tecnica, e lo è, ma ogni modifica della costituzione svizzera deve essere sempre approvata dai cittadini tramite referendum, come in questo caso.</p>
<p>Il secondo quesito, proposto da decine di organizzazioni pacifiste, partiti, associazioni e chiese, chiede il <strong>divieto di esportare materiale bellico fuori dalla Svizzera.</strong>Vedi <a href="http://www.materialebellico.ch/site/Liniziativa/Ragioni-delliniziativa.html">www.materialebellico.ch</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/Plakat_250_i.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1483" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/Plakat_250_i-211x300.gif" alt="" width="211" height="300" /></a>Il terzo quesito, proposto da un partito di estrema destra il Partito del Popolo (SVP) chiede di <strong>impedire la costruzione di nuovi minareti</strong> oltre ai 4 già esistenti in territorio elvetico. Attenzione non chiede di impedire luoghi di culto, ci sono già circa 200 moschee, il 5% degli abitanti svizzeri è mussulmano, ma la costruzione dei minareti. Vedi il <a href="http://www.minareti.ch/index.html">www.minareti.ch</a></p>
<p>Per avere maggiori informazioni, materiali e sapere cosa consigliano di votare tutti i partiti, i sindacati, le associazioni economiche e quelle giovanili, basta <a href="http://www.ch.ch/abstimmungen_und_wahlen/01253/01958/index.html?partner=5011&amp;canton=140&amp;lang=it&amp;refurl=YToyOntzOjQ6InR5cGUiO3M6NDoicGFnZSI7czozOiJ1cmwiO3M6NTU6Ii9hYnN0aW1tdW5nZW5fdW5kX3dhaGxlbi8wMTI1My8wMTk1OC9pbmRleC5odG1sP2xhbmc9aXQiO30%3D">andare qui.</a></p>
<p>Trasparenza e completezza di informazioni straordinarie per noi italiani, a pochi km dal nostro confine. Ricordo che ovviamente i referendum in Svizzera (come in gran parte del mondo democratico, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Irlanda, USA) non hanno quorum.</p>
<p>Quando anche noi?</p>
<p>Ecco l&#8217;opuscolo informativo che è stato stampato in milioni di copie e che viene mandato a tutti i cittadini svizzeri. C&#8217;è l&#8217;opinione del comitato proponente, dei contrari, del governo e del parlamento e diventa una piacevole lettura e un sogno del futuro anche per noi italiani:</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=32" title=" downloaded 108 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Opuscolo informativo Votazioni Svizzera 29 -11-09 " /></a></code></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La democrazia negata a Vicenza e il passaggio della Marcia Mondiale per la Pace</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/02/la-democrazia-negata-a-vicenza-e-il-passaggio-della-marcia-mondiale-per-la-pace/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia tradita]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[dal molin]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio marcia mondiale della pace]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 8 Novembre 2009; ] di Paolo Michelotto

ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.



La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JVTxjwTQq_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JVTxjwTQq_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora in corso, anche se sono iniziati i lavori, autorizzati dai governi Prodi e Berlusconi e diretti dal commissario (di Prodi e Berlusconi) Paolo Costa.</p>
<p>Città e movimento hanno fatto di tutto per impedirlo: una manifestazione come quella del 17 febbraio 2007 con 100mila persone non si era mai vista prima a Vicenza, rovinata però dalla doccia fredda di Prodi, nei telegiornali della sera: &#8220;manifestare è un diritto, ma dobbiamo rispettare i patti (quali? ndr) e la base verrà raddoppiata&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è poi, in luglio 2007, il ricorso al Tar Veneto di Codacons ed Ecoistituto del Veneto contro l&#8217;illeggittimità del progetto Dal Molin dal punto di vista urbanistico (un abuso edilizio) e costituzionale (non è un&#8217;opera di difesa nazionale); accolto dal Tar il 18 giugno 2008, e, quasi immediatamente (il 29 luglio) annullato dal Consiglio di Stato, cui si era appellato il governo.</p>
<p>In primavera 2008 la città elegge sindaco, pur con una maggioranza risicatissima, Achille Variati del PD, che si presenta su una netta posizione anti-base (isolato dal resto del PD veneto e nazionale).</p>
<p>Variati conferma ciò che aveva promesso in campagna elettorale: in autunno la città verrà chiamata a pronunciarsi sulla nuova basa attraverso un Referendum Comunale. Si fissa la data del 5 ottobre e il quesito, strettamente legato alle competenze urbanistiche del Comune. Con una lettera pubblica Berlusconi invita pressantemente il sindaco a &#8220;non indire il referendum, essendo già stata consegnata, il 30 luglio, l&#8217;area agli Stati Uniti&#8221; e ricorre al Tar perchè dichiari inammissibile la consultazione. Il Tar non si lascia intimidire e respinge il ricorso: &#8220;Nessun danno dalla consultazione esplorativa&#8221;. Ci pesna però poi il solito Consiglio di Stato che, il 1 ottobre (a 3 giorni dal referendum!), annulla la sentenza del Tar e lo dichiara inammissibile.</p>
<p>La sera stessa oltre 10mila persone riempiono Piazza dei Signori e il sindaco annuncia &#8220;Se non ci permettono di votare nelle nostre scuole, domenica voteremo davanti alle nostre scuole, sotto i nostri gazebo&#8221;. Così avviene. In meno di 3 giorni centinaia di volontari organizzano 32 seggi e il 5 ottobre vanno ordinatamente a votare 24.094 elettori di Vicenza:<strong> 23.050 hanno votato SI</strong> alla proposta di smilitarizzare l&#8217;area. 906 NO, 92 schede bianche e 46 nulle. LA città esprime tutta la sua dignità, ma viene calpestata.</p>
<p><strong>Nell&#8217;estate 2009</strong> iniziano i lavori di sbancamento nell&#8217;area Dal Molin.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Abbinare i referendum alle elezioni, per superare i quorum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/30/abbinare-i-referendum-alle-elezioni-per-superare-i-quorum/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamento referendum elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[




di Paolo Michelotto
gli ultimi due referendum di Rovereto e di Bolzano hanno dimostrato che il quorum ammazza lo strumento del referendum.
Quindi è difficilissimo cercare di togliere o abbassare il quorum, usando lo strumento del referendum.
A meno che&#8230; a meno che non si riesca a far effettuare i referendum nello stesso giorno delle altre votazioni.
Che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1394" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/elezionilow.jpg"><img class="size-medium wp-image-1394" title="elezioni" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/elezionilow-300x265.jpg" alt="elezioni" width="300" height="265" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli ultimi due referendum di Rovereto e di Bolzano hanno dimostrato che il quorum ammazza lo strumento del referendum.</p>
<p>Quindi è difficilissimo cercare di togliere o abbassare il quorum, usando lo strumento del referendum.</p>
<p>A meno che&#8230; a meno che non si <strong>riesca a far effettuare i referendum nello stesso giorno delle altre votazioni.</strong></p>
<p>Che è quanto avviene ad esempio in <strong>California, o che è avvenuto ad Amburgo</strong>.E in questo modo visto che i cittadini si recano già a votare alle elezioni, votano normalmente anche per i referendum abbinati.</p>
<p>Come fare per ottenere questo abbinamento? <span id="more-1392"></span>Di solito il divieto di abbinare i referendum alle elezioni viene scritto nel regolamento, ma è una scelta libera degli amministratori di una città. La legge nazionale che dice quali caratteristiche deve avere i referendum locali è il:</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 Testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali.</span></strong></p>
<p>In questo decreto l&#8217;art. 8 comma 4  dice che i referendum locali non possono avvenire in concomitanza delle elezioni comunali, provinciali e circoscrizionali. Ma non vieta l&#8217;abbinamento alle elezioni regionali, nazionali ed europee:<!--more--></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Art. 8. Partecipazione popolare </strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all&#8217;amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.</p>
<p>2. Nel procedimento relativo all&#8217;adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell&#8217;osservanza dei princìpi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.</p>
<p>3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l&#8217;ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.</p>
<p>4. <span style="color: #ff0000;">Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.</span></p>
<p>5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203 e al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell&#8217;Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.</p>
<p>Quindi un Consiglio Comunale illuminato o sollecitato a dovere dai cittadini, potrebbe abbinare i referendum comunali alle elezioni europee, nazionali e regionali.</p>
<p>Cito <strong>l&#8217;esempio del comune di La Spezia</strong>, che è possibilista. Io invece, chiederei l&#8217;obbligatorietà. Se nell&#8217;anno in cui è stato fissato un referendum c&#8217;è anche una elezione regionale, nazionale od europea, ci dovrebbe essere l&#8217;obbligatorietà dell&#8217;abbinamento per:<br />
a- risparmiare soldi dei seggi e degli scrutatori<br />
b- far risparmiare tempo ed energie ai cittadini permettendo loro di votare una sola volta invece che due<br />
c- incentivare la partecipazione alla consultazione referendaria<br />
Obbligatorietà dell&#8217;abbinamento dopo aver ottenuto il permesso dal ministero dell&#8217;interno o effettuazione delle votazioni in parallelo<br />
<a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/colloquio-con-dott-perissinotto-del-commissariato-del-governo-di-trento/" target="_blank">http://www.cittadinirovereto.it/diario/colloquio-con-dott-perissinotto-del-commissariato-del-governo-di-trento/</a></p>
<p>Anche il comune di La Spezia permette l&#8217;abbinamento:<br />
<a href="http://regolamenti.spezianet.it/Regolamento_referendum_consultivo.pdf" target="_blank">Regolamento La Spezia</a> art. 10 dice:</p>
<p>Il Sindaco indice il Referendum entro la fine del mese di Febbraio di ogni anno per le richieste pervenute entro l’anno precedente e ne fissa il giorni di effettuazione in una domenica del mese di Maggio, salvo il case di convocazione di comizi elettorali. In questa eventualità il Consiglio Comunale deciderà, entro la fine del mese di febbraio, se, ottenute le opportune autorizzazioni, <strong>abbinare la consultazione referendaria con la consultazione elettorale.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>la caparbietà dei cittadini: l&#8217;esempio del referendum di Verona</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/29/la-triste-storia-del-referendum-di-verona-del-comitato-dei-cittadini-contro-il-collegamento-autostradale-delle-torricelle/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/29/la-triste-storia-del-referendum-di-verona-del-comitato-dei-cittadini-contro-il-collegamento-autostradale-delle-torricelle/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum  verona]]></category>

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		<description><![CDATA[




di Paolo Michelotto
ci siamo incontrati mercoledì 28 ottobre con due membri veronesi del Comitato dei cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle. Lo scopo era quello di scambiarci considerazioni ed opinioni sul percorso referendario.
Qui il loro bel sito, ricco di informazioni e della storia delle iniziative che hanno preso e di ciò che faranno.
www.traforo.it
A Verona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1389" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/verona.jpg"><img class="size-medium wp-image-1389" title="verona" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/verona-300x215.jpg" alt="verona" width="300" height="215" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ci siamo incontrati mercoledì 28 ottobre con due membri veronesi del Comitato dei cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle. Lo scopo era quello di scambiarci considerazioni ed opinioni sul percorso referendario.</p>
<p>Qui il loro bel sito, ricco di informazioni e della storia delle iniziative che hanno preso e di ciò che faranno.</p>
<p><a href="http://www.traforo.it">www.traforo.it</a></p>
<p>A Verona l&#8217;amministrazione del Sindaco Tosi ha deciso senza discussioni in consiglio comunale e tantomeno sentendo i cittadini, di realizzare una bretella autostradale a nord della città per completare il cerchio attorno a Verona. Il problema è che va a toccare una zona splendida che sarà cementificata e attorno a cui poi verranno urbanizzate aree e fatti centri commerciali. Il progetto prevede che i privati che costruiranno il tutto spenderanno 330 milioni di euro e guadagneranno 4,5 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Cifre colossali e i cittadini non sono mai stati coinvolti o sentiti sull&#8217;argomento.</strong></p>
<p>Il Comitato che agisce da qualche anno su questo argomento, ha provato tutte le strade per incontrare gli amministratori, senza risultato e per far discutere. Ora ha deciso di usare lo strumento referendario, ma il comitato dei garanti (di nomina della maggioranza del sindaco) ha bocciato il quesito con vari pretesti.</p>
<p>Il comitato ora farà ricorso e ripresenterà contemporaneamente un altro quesito.</p>
<p>Al di là della vicenda specifica, spicca la voglia di democrazia che è diffusa tra i cittadini italiani, la loro caparbietà e la mancanza di democrazia dei nostri eletti, di qualunque colore politico. Quando si muovono tanti soldi i rappresentanti rappresentano invariabilmente gli interessi dei costruttori, che poi casualmente figurano anche tra i finanziatori della campagna referendaria. Che straordinarie somiglianze tra Tosi (Verona), Valduga (Rovereto), Andreatta (Trento), Durnwalder (Bolzano). Partiti diversi, ma l&#8217;azione è sempre uguale.</p>
<p>Noi abbiamo suggerito al Comitato di Verona:</p>
<p>- di chiedere di farsi aiutare nello stilare il quesito dal difensore civico e da eminenti professori di diritto riconosciuti per il loro prestigio;</p>
<p>- di coinvolgere altri comitati e altre zone di Verona per tentare di unire le forze nella raccolta delle firme e nel superamento del quorum (come è stato fatto a Bolzano e a Rovereto).</p>
<p>- di organizzare serate partecipative sullo stile &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; per far emergere le idee dei cittadini di Verona riguardo la propria città.</p>
<p>- di presentare contemporaneamente un referendum per abolire il quorum</p>
<p>- di chiedere di abbinare i referendum comunali alle elezioni nazionali, regionali, europee per risparmiare soldi e fatica ai cittadini e innalzare l&#8217;affluenza al voto.</p>
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		<title>Emilio Piccoli spiega perchè è necessario eliminare il quorum dai referendum al Pres. Prov. Trentino, Kessler</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/27/emilio-piccoli-spiega-perche-e-necessario-eliminare-il-quorum-al-pres-prov-trentino-kessler/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/27/emilio-piccoli-spiega-perche-e-necessario-eliminare-il-quorum-al-pres-prov-trentino-kessler/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 19:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[eliminazione quorum]]></category>
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		<category><![CDATA[kessler]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
questa è stata la seconda propostapiù votata dai cittadini a &#8220;Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare la democrazia nel Trentino&#8221; &#8211; Rovereto 20 settembre 2009.
Il 21 ottobre abbiamo avuto un incontro con il presidente della provincia Trentino, Kessler per portargli le prime 4 proposte più votate dai cittadini e per chiedergli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>questa è stata la seconda propostapiù votata dai cittadini a &#8220;Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare la democrazia nel Trentino&#8221; &#8211; Rovereto 20 settembre 2009.</p>
<p>Il 21 ottobre abbiamo avuto un incontro con il presidente della provincia Trentino, Kessler per portargli le prime 4 proposte più votate dai cittadini e per chiedergli che le faccia discutere in Consiglio Provinciale.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UTurrzEkStA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/UTurrzEkStA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Bolzano: 38%! Il quorum ammazza la voglia di partecipazione dei cittadini</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/26/bolzano-38-il-quorum-ammazza-la-voglia-di-partecipazione-dei-cittadini/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 09:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<description><![CDATA[


di Paolo Michelotto
il quorum ha ammazzato i referendum anche a Bolzano. Un lavoro durato 14 anni (Stephan ha iniziato nel 1995 questo percorso), l&#8217;impegno di 46 organizzazioni, di alcuni partiti, 5 referendum invalidati, migliaia di euro dei cittadini spesi inutilmente per la campagna referendaria e per l&#8217;organizzazione del voto, ore e giorni e settimane e mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1359" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/38.jpg"><img class="size-medium wp-image-1359" title="38" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/38-300x210.jpg" alt="38" width="300" height="210" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il quorum ha ammazzato i referendum anche a Bolzano. Un lavoro durato 14 anni (Stephan ha iniziato nel 1995 questo percorso), l&#8217;impegno di 46 organizzazioni, di alcuni partiti, 5 referendum invalidati, migliaia di euro dei cittadini spesi inutilmente per la campagna referendaria e per l&#8217;organizzazione del voto, ore e giorni e settimane e mesi e anni di impegno impiegati apparentemente senza risultato.</p>
<p><a href="http://www.referendumdemocraziadiretta.it/">http://www.referendumdemocraziadiretta.it/</a></p>
<p>Perchè apparentemente? Perchè è stato dimostrato con i due referendum di Rovereto del 11 ottobre e di Bolzano del 25 ottobre, che è proprio la presenza del quorum ad allontanare l&#8217;affluenza al voto. E&#8217; il quorum ad essere antidemocratico. E&#8217; il quorum che bastona senza pietà al voglia di partecipazione dei cittadini più impegnati. E&#8217; il quorum che permette a chi non vuole decidere di essere l&#8217;unico decisore.</p>
<p>E&#8217; un bastone tra le ruote della democrazia, che ipocritamente serve per mantenere il potere alla casta politica che detiene oggi il potere. Durnwalder a Bolzano, Valduga a Rovereto, Berlusconi in Italia. Tutti hanno usato lo stesso metodo: indire i referendum in date assurde e non abbinarli ad altre elezioni previste nello stesso anno. Per poi poter dire che sono i cittadini a non volere. Ma i cittadini non sono sciocchi e vedono. Eccome se vedono. Siamo al crepuscolo della democrazia rappresentativa in cui abbiamo sempre vissuto. Ultimi atti di sopruso antidemocratico.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1360" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/38-bz.jpg"><img class="size-medium wp-image-1360" title="38-bz" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/38-bz-300x300.jpg" alt="38-bz" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">38-bz</p></div>
<p><a href="http://elezioni.provincia.bz.it/refhome_li_vg.htm">http://elezioni.provincia.bz.it/refhome_li_vg.htm</a></p>
<p>Il quorum ammazza i referendum e con essi la democrazia. Un immenso grazie agli amici di Bolzano e sono certo che come noi a Rovereto, la loro strada proseguirà con ancora più energia. Abbiamo dimostrato purtroppo a nostre spese quanto sia antidemocratico il quorum. Quando c&#8217;è il quorum i referendum vengono quasi sempre invalidati. Il maggior partito di Bolzano l&#8217;SVP aveva invitato chiaramente al boicottaggio. Il quorum è servito per far vincere antidemocraticamente la posizione dell&#8217;SVP e dei maggiori partiti di governo.</p>
<p>La nostra democrazia si è rivelata ancora una volta una democrazia apparente, dove una elitè al potere lotta ipocritamente, ma con tutte le sue forze per mantenere il suo potere. E che per ora riesce, a trattenere con le unghie. Per ora!</p>
<p>Ma ora abbiamo visto tutti che il RE è NUDO!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>il 23 ottobre 2009, Beppe Grillo a Bolzano chiude la campagna referendaria</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/20/il-23-ottobre-2009-beppe-grillo-a-bolzano-chiude-la-campagna-referendaria/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 17:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto gli ultimi messaggi dell&#8217;amico Stephan Lausch: Coordinatore dell’Iniziative per più democrazia di Bolzano. Vi appoggio con tutto il cuore!
Il comico genovese che già nel 2007 aveva sostenuto la campagna di raccolta firme per i referendum ospitando l’appello di Stephan Lausch durante il suo spettacolo RESET, torna a Bolzano dopo due anni per parlare dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto gli ultimi messaggi dell&#8217;amico Stephan Lausch: Coordinatore dell’Iniziative per più democrazia di Bolzano. Vi appoggio con tutto il cuore!</p>
<p>Il comico genovese che già nel 2007 aveva sostenuto la campagna di raccolta firme per i referendum ospitando l’appello di Stephan Lausch durante il suo spettacolo RESET, torna a Bolzano dopo due anni per parlare dei referendum del 25 ottobre e in particolare di democrazia diretta.</p>
<p>Grillo interverrà durante la manifestazione di chiusura della campagna referendaria che si terrà presso una piazza della città. Probabilmente piazza Matteotti per cui è stata chiesta l’autorizzazione al Comune, ma gli organizzatori, l’associazione Iniziativa per più democrazia e il Meetup di Bolzano, sono in attesa di conferma.</p>
<p>La popolazione e i media verranno informati tempestivamente riguardo la definitiva ambientazione della manifestazione.</p>
<p>E’ possibile visionare un breve video di Grillo, con un invito alla manifestazione, sul sito<br />
<a href="http://www.referendumdemocraziadiretta.it">www.referendumdemocraziadiretta.it</a><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JP5wKQqBx_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JP5wKQqBx_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Beppe Grillo a Bolzano in piazza Matteotti dalle ore 18 in poi.</p>
<p>La serata si aprirà con le percussioni del gruppo Officina delle ArtiColate, a seguire l&#8217;intervento di Beppe Grillo. La serata si concluderà con la musica di Ago&#8217; &amp; friends.<br />
In piazza saranno presenti tavoli informativi sulle proposte referendarie, in particolare sulla proposta di legge per una migliore democrazia diretta e sulla legge che propone di interdire il finanziamento pubblico delle infrastrutture aeroportuali e il sovvenzionamento di compagnie aeree.</p>
<p>Inoltre, giovedì, 22 ottobre 2009<br />
alle ore 10 nella sala riunioni 2 del Consiglio provinciale</p>
<p>Professori costituzionalisti e un ex-senatore confermano la conformità costituzionale<br />
del referendum propositivo sulla democrazia diretta</p>
<p>Prof. Stelio Mangiameli e prof. Robert Louvin presentano il loro parere legale relativo alla conformità costituzionale del nostro disegno di legge referendario sulla democrazia diretta confermando il giudizio espresso da parte della Commissione per i procedimenti referendari che nel febbraio 2007 ha dichiarato questo disegno di legge ammissibile al referendum propositivo anche sotto il profilo costituzionale (vedi sotto). L&#8217;ex-senatore Marco Boato interverrà sul significato politico e la portata giuridica delle norme sui diritti referendari contenuti nello Statuto di Autonomia.</p>
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		<title>Referendum di Rovereto: risultati e considerazioni personali</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/11/referendum-di-rovereto-risultati-e-considerazioni-personali/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 20:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[referendum
di Paolo Michelotto
questi i risultati
L&#8217;affluenza è stata del 15,02% e il referendum è stato invalidato.
Mentirei se dicessi che non speravo nel miracolo. Ossia di superare il quorum del 50%. Ma ero cosciente dell&#8217;estrema difficoltà. Tutti i referendum comunali italiani che prevedevano quorum, finora svolti, organizzati da cittadini, sono stati invalidati e sapevo che questo era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1259" class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/referendum.jpg"><img class="size-medium wp-image-1259" title="referendum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/referendum-286x300.jpg" alt="referendum" width="286" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">referendum</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/risultati-referendum/">questi i risultati</a></p>
<p>L&#8217;affluenza è stata del 15,02% e il referendum è stato invalidato.</p>
<p>Mentirei se dicessi che non speravo nel miracolo. Ossia di superare il quorum del 50%. Ma ero cosciente dell&#8217;estrema difficoltà. Tutti i referendum comunali italiani che prevedevano quorum, finora svolti, organizzati da cittadini, sono stati invalidati e sapevo che questo era probabilmente il destino anche di quello di Rovereto dell&#8217;11 ottobre 2009. Eppure ci siamo impegnati al massimo fino all&#8217;ultimo giorno. Abbiamo mandato volantini a casa di tutti i cittadini, organizzato incontri in tutte le circoscrizioni, cercato di coinvolgere tutti i partiti e associazioni, volantinato, appeso manifesti, fatto interviste alla radio e alla tv. Creato siti web, eventi partecipativi, mailing list, mandato sms.</p>
<p>Nessun comitato di cittadini potrà fare più di noi nella nosta città per promuovere un referendum, eppure solo il 15% degli aventi diritto si è recato a votare. E quindi?</p>
<p>Quindi abbiamo dimostrato scientificamente che <strong>il quorum (superiore al 10-15%) ammazza lo strumento del referendum.</strong></p>
<p>Per cui chiedo agli amministratori che non vogliono prendere in giro se stessi e i cittadini, di togliere in toto lo strumento del referendum se intendono lasciare il quorum. Tanto verrà sempre invalidato e sarà solo un simulacro vuoto e inutile di democrazia.</p>
<p>Mentre agli amministratori davvero democratici chiedo di togliere il quorum e vedranno i risultati. Maggiore affluenza, maggiore partecipazione, maggiore informazione.</p>
<p>Nel 2006 nel referendum confermativo costituzionale andò a votare il 52,3 % degli aventi diritto e non c&#8217;era quorum.</p>
<p>Nel 2009 nei referendum abrogativi con quorum andarono a votare il 23,3 % degli aventi diritto. Ed esempi simili si sono verificati in <a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/ragioni-per-abolire-il-quorum-12/">Germania negli anni &#8216;80.</a></p>
<p>E&#8217; matematico: se c&#8217;è il quorum l&#8217;affluenza è più bassa di quando non c&#8217;è.</p>
<p>Ed ora? Per quanto mi riguarda, domani 12 ottobre 2009 parteciperò all&#8217;incontro per discutere i risultati, nella piazza Mart ore 19.00. E poi proseguirò il percorso. La domanda guida per me sarà sempre: come posso fare, quali strategia adottare, che percorsi attuare per abolire il quorum dai referendum?</p>
<p>Finora abbiamo provato l&#8217;assemblea pubblica (La Parola ai Cittadini del 23 gennaio 2008), la iniziativa di delibera popolare (consegnata in comune il 9 maggio 2009 e MAI discussa), oggi 11 ottobre 2009 il referendum. Nel frattempo il sostegno è passato gradualmente da 5 cittadini iniziali a 38 a La Parola ai Cittadini del 2008, ai 220 della iniziativa di delibera popolare di maggio 2008, ai 4514 di oggi ottobre 2009.</p>
<p>Quindi un grande grazie ai 4514 cittadini che hanno approfondito i temi e votato con convinzione. La vostra fatica non andrà sprecata, ma sarà valorizzata. Nessuna acredine o accusa verso gli astenuti. <strong>E&#8217; un loro diritto astenersi, ed è solo l&#8217;assurdo l&#8217;impedimento antidemocratico del quorum che fa sì, che accada il paradosso che chi decide di non decidere, alla fine decida. </strong>Toglieremo il quorum. Questo dell&#8217;11 ottobre 2009 è stato solo un ulteriore passo verso la sensibilizzazione democratica di Rovereto. Ci vorranno ulteriori passi, ma il numero di cittadini di Rovereto oggi consapevoli ha raggiunto le migliaia di unità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>videoappello finale sui referendum dell&#8217;11 ottobre, dei membri di PartecipAzione Cittadini Rovereto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/08/videoappello-finale-sui-referendum-dell11-ottobre-dei-membri-di-partecipazione-cittadini-rovereto/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 05:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[referendumday rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iwQEO1SIjgY&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iwQEO1SIjgY&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I 4 referendum Più Democrazia di Rovereto 2009, breve storia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/06/i-4-referendum-piu-democrazia-di-rovereto-2009-breve-storia/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[lacittachevorrei
di Paolo Michelotto
a 5 giorni dai referendum nella mia città, Rovereto, pubblico una breve storia del percorso iniziato più di due anni fa.
Alla ricerca di più democrazia
I referendum comunali di Rovereto dell&#8217;11 ottobre 2009
L&#8217;11 ottobre 2009 a Rovereto si terranno quattro referendum propositivi per cercare di dare più voce ai cittadini. Sono iniziative del gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1253" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/lacittachevorrei.jpg"><img class="size-medium wp-image-1253" title="lacittachevorrei" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/lacittachevorrei-210x300.jpg" alt="lacittachevorrei" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">lacittachevorrei</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>a 5 giorni dai referendum nella mia città, Rovereto, pubblico una breve storia del percorso iniziato più di due anni fa.</p>
<p><strong>Alla ricerca di più democrazia<br />
</strong><strong>I referendum comunali di Rovereto dell&#8217;11 ottobre 2009</strong></p>
<p>L&#8217;11 ottobre 2009 a Rovereto si terranno quattro referendum propositivi per cercare di dare più voce ai cittadini. Sono iniziative del gruppo «PartecipAzione Cittadini Rovereto», che hanno dovuto superare non pochi ostacoli. Quattro i quesiti referendari:</p>
<p><strong>1) determinazione del quorum di validità dei referendum comunali; </strong></p>
<p><strong>2) realizzare il Piano Regolatore Generale Comunale con la partecipazione dei cittadini; </strong></p>
<p><strong>3) Riqualificazione Piazzale Ex-Stazione Corriere; </strong></p>
<p><strong>4) non consentire l&#8217;apertura del nuovo inceneritore della Sandoz.</strong></p>
<p><strong>Una rivoluzione dal basso.</strong></p>
<p>Nel gennaio 2007 è sorto a Rovereto<span id="more-1251"></span> il gruppo «PartecipAzione Cittadini Rovereto». Obiettivo: promuovere la democrazia e la partecipazione nella propria città. Il metodo è stato, fin dall&#8217;inizio, quello di organizzare serate partecipative, chiamate «La Parola ai Cittadini». Durante questi eventi ad essere protagonisti sono i cittadini, che hanno a disposizione tempi uguali per intervenire e fare proposte per la città. Per discuterle e per votarle. Le proposte più votate vengono poi portate in consiglio comunale sotto forma di mozione, presentata con la firma dei consiglieri comunali presenti all&#8217;evento, che fanno così da tramite tra le scelte dei cittadini e l&#8217;apparato amministrativo formale.</p>
<p>Nel gennaio 2008 il gruppo ha introdotto una variante alla serata partecipativa: le proposte più votate sarebbero state portate avanti con gli strumenti di democrazia diretta previsti dallo statuto comunale. Ossia con l&#8217;iniziativa di delibera popolare e, se questo primo passo non avesse mostrato risultati, con lo strumento del referendum.</p>
<p>Queste le proposte più votate dal pubblico in sala: l&#8217;abolizione del quorum per i referendum comunali; il desiderio di progettare insieme una piazza centrale in città, soggetta a progetti di riqualifica; il desiderio di avere voce nella stesura del Piano Regolatore Generale. Così il gruppo organizzatore ha iniziato, nella primavera del 2008, a raccogliere le firme necessarie per attivare prima le delibere di iniziativa popolare e, successivamente, i referendum sullo stesso tema.</p>
<p>Nel frattempo, nel maggio 2008, una grande azienda chimica, la Sandoz, ha ottenuto il via libera dal consiglio comunale per aprire un inceneritore per i propri rifiuti tossici industriali. Ciò ha innescato dibattiti, discussioni ed infine la richiesta che anche su questo tema fosse la cittadinanza ad esprimersi.</p>
<p>Solo per presentare i quesiti referendari al Comitato dei garanti, per poi iniziare la raccolta firme vera e propria, sono necessarie 200 firme. Firme che sono state raccolte, ma i quesiti non hanno ottenuto l&#8217;ammissibilità. Quindi il gruppo, con l&#8217;aiuto del Difensore Civico, ha riformulato i testi, raccolto nuovamente le 200 firme, e ripresentato i quesiti. E questa sono stati giudicati ammissibili.</p>
<p>I volontari di «PartecipAzione Cittadini Rovereto», quindi, hanno impiegato gran parte dell&#8217;estate dello scorso anno a raccogliere le 600 firme autenticate e a depositare i moduli completi. Con un pretesto formale, un gran numero di firme sono state invalidate dall&#8217;ufficio elettorale. Ma il gruppo non si è perso d&#8217;animo. E nell&#8217;autunno inverno 2008-2009 abbiamo nuovamente raccolto le firme per presentare gli identici quesiti di alcuni mesi prima. Ed abbiamo ottenuto l&#8217;ammissibilità. Poi sono state raccolte le firme autenticate, che sono state ripresentate nei primi mesi del 2009.</p>
<p>Questa volta tutto è risultato conforme a norma di legge. Abbiamo chiesto formalmente, con una petizione popolare sostenuta da altre 220 firme raccolte in 3 giorni, di abbinare i referendum comunali alle imminenti elezioni europee di giugno 2009. Ma il sindaco ha deciso la data dell&#8217;11 ottobre 2009. Formalmente il motivo è stato quello di dare «maggiore dignità» ai referendum con una votazione a loro dedicata. Mentre «PartecipAzione Cittadini Rovereto» sosteneva che fare spendere alla comunità 20-30 mila euro in più e costringerla a due date di voto, aveva come scopo ultimo solo il tentativo di non far raggiungere la partecipazione sufficiente per superare il quorum attuale, che è del 50%.</p>
<p>Questa è la terza volta in Italia che si tenta di introdurre e di migliorare gli strumenti di democrazia diretta a livello locale, tramite gli strumenti democratici a disposizione dei cittadini. La prima volta fu a Vicenza, nel settembre 2006, con il Referendum Più Democrazia, vinto dal «SI» ma poi inattuato (era un referendum consultivo), poi vi fu un&#8217;esperienza di referendum propositivo in Valle d&#8217;Aosta, su scala regionale, nel 2007. A Rovereto l&#8217;11 ottobre 2009 sarà quindi la prima volta in Italia che verrà usato lo strumento del referendum propositivo in ambito locale, uno strumento &#8220;forte&#8221; ma che ha il notevole ostacolo rappresentato dal quorum.</p>
<p>L&#8217;associazione referendaria è convinta che quando passerà il referendum per eliminare il quorum dai referendum comunali, si aprirà la porta alla democrazia, come avviene in Svizzera, in Baviera (quorum del 10-15%) e in 26 stati degli USA, i cittadini potranno avere voce nelle scelte della loro città. Dovranno raccogliere un alto numero di firme, che in questi mesi gli amministratori si sono già premuniti ad alzare a 1500 dalle 600 previste prima, ma senza il quorum verranno premiati i cittadini che partecipano, ci saranno campagne referendarie più accese e con la presenza di tutte le parti, i quesiti verranno discussi più a fondo, l&#8217;affluenza sarà maggiore e la democrazia sicuramente un po&#8217; più vera.</p>
<p>Per saperne di più: <a href="http://www.cittadinirovereto.it">www.cittadinirovereto.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum 11</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/14/ragioni-per-abolire-il-quorum-11/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/14/ragioni-per-abolire-il-quorum-11/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 11:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[paesi senza quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[paesi-senza-quorum
di Paolo Michelotto
il quorum esiste in paesi come l&#8217;Italia, i paesi dell&#8217;est europa (Ungheria, Polonia, Slovenia). Ma in Svizzera, in 23 stati americani su 50, tra cui la California e l&#8217;Oregon, non è previsto il quorum nei referendum statali e locali.
Inoltre in Europa, in stati come l&#8217;Irlanda, 
http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_the_Republic_of_Ireland
Spagna, 
http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_Spain
Regno Unito 
http://en.wikipedia.org/wiki/Referendums_in_the_United_Kingdom
 e Francia
http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_France
non è previsto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1217" class="wp-caption alignleft" style="width: 283px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/paesi-senza-quorum.jpg"><img class="size-medium wp-image-1217" title="paesi-senza-quorum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/paesi-senza-quorum-273x300.jpg" alt="paesi-senza-quorum" width="273" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">paesi-senza-quorum</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il quorum esiste in paesi come l&#8217;Italia, i paesi dell&#8217;est europa (Ungheria, Polonia, Slovenia). Ma in Svizzera, in 23 stati americani su 50, tra cui la California e l&#8217;Oregon, non è previsto il quorum nei referendum statali e locali.</p>
<p>Inoltre in Europa, in stati come <strong>l&#8217;Irlanda, </strong></p>
<p>http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_the_Republic_of_Ireland</p>
<p><strong>Spagna, </strong></p>
<p>http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_Spain</p>
<p><strong>Regno Unito </strong></p>
<p>http://en.wikipedia.org/wiki/Referendums_in_the_United_Kingdom</p>
<p><strong> e Francia</strong></p>
<p>http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_France</p>
<p>non è previsto il quorum del 50% nei referendum nazionali. Tutte queste democrazia sono antidemocratiche o siamo noi italiani abituati a concepire come normale una cosa che normale non è? Ossia la presenza di un quorum nei referendum?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anche nel veneto i cittadini vogliono usare il referendum per dire la propria opinione</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/14/anche-nel-veneto-i-cittadini-vogliono-usare-il-referendum-per-dire-la-propria-opinione/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/14/anche-nel-veneto-i-cittadini-vogliono-usare-il-referendum-per-dire-la-propria-opinione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 07:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[legge iniziativa popolare]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[inceneritori
di Paolo Michelotto
il quindicinale Tera e Aqua disponibile online qui riporta l&#8217;intenzione di vari comitati di utilizzare lo strumento del referendum e dell&#8217;ìniziativa di legge popolare per consentire ai cittadini di far sentire la loro voce. La decisione finale verrà presa il 20 settembre.
20 Settembre: si decide su inceneritori e nucleare
Non bruciamoci il futuro
Rete Ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1213" class="wp-caption alignleft" style="width: 164px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/inceneritori.jpg"><img class="size-full wp-image-1213" title="inceneritori" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/inceneritori.jpg" alt="inceneritori" width="154" height="156" /></a><p class="wp-caption-text">inceneritori</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il quindicinale Tera e Aqua disponibile online <a href="http://www.ecoistituto-italia.org/cms/files/TeA%2055%20sett.-ott.%202009.pdf ">qui</a> riporta l&#8217;intenzione di vari comitati di utilizzare lo strumento del referendum e dell&#8217;ìniziativa di legge popolare per consentire ai cittadini di far sentire la loro voce. La decisione finale verrà presa il 20 settembre.</p>
<p><strong>20 Settembre: si decide su inceneritori e nucleare<br />
Non bruciamoci il futuro</strong><br />
Rete Ambiente Veneto propone ai/alle residenti in Veneto (singoli o associati) queste iniziative, da attuare tra fine 2009 e 2010.<br />
La decisione definitiva verrà presa domenica 20 Settembre alle 15 nell&#8217;incontro pubblico che Rete Ambiente Veneto ha convocato a Mestre, nei giardini di via Piave, nell&#8217;ambito della Fiera di Gaia.<br />
<strong>NON BRUCIAMO IL NOSTRO FUTURO</strong><br />
1. Legge di iniziativa popolare contro gli inceneritori e per il riciclo totale nel Veneto.<br />
Rete Ambiente Veneto, assieme ai Comitati riuniti Rifiuti Zero e alle Associazioni e Comitati del Veneto che si battono per risolvere il problema rifiuti senza bruciarli, propongono che, contemporaneamente alle<br />
firme per il Referendum locale (che interessa solo un numero limitato di comuni), vengano raccolte anche almeno 5.000 firme di residenti nel Veneto (in particolare, ma non solo, nelle aree minacciate o danneggiaate da inceneritori, come Schio, Verona, Padova e bassa Padovana e l&#8217;area tra Treviso e Mestre)<br />
sul seguente testo:<span id="more-1212"></span><br />
<strong>Proposta di legge di iniziativa popolare</strong><br />
Alla legge regionale n.33/1985 ‘Norme per la tutela dell&#8217;ambiente&#8217; vanno aggiunti i seguenti articoli:<br />
art.26 bis La Regione Veneto vieta qualsiasi forma di combustione (incenerimento, termo-valorizzazione o altro) dei rifiuti, salvo gli impianti già in funzione all&#8217;entrata in vigore di questa legge. Dopo l&#8217;entrata in vigore, non può essere autorizzato, né ampliato né ristrutturato alcun impianto che preveda la<br />
combustione dei rifiuti.<br />
Art.26 ter La Regione Veneto per risolvere il problema rifiuti urbani, adotta in tutti i comuni la raccolta differenziata domiciliare, col metodo &#8220;porta a porta&#8221; con tariffe che premino chi produce meno rifiuti.&#8221;<br />
Successivamente alla presentazione da parte dei cittadini di questo Progetto di legge, per rafforzare l&#8217;iniziativa e la pressione verso la Regione, si cercheranno almeno 5 Consigli Comunali disposti a farlo proprio e presentarlo a loro volta in Regione.<br />
Inoltre si chiederà a tutti i candidati al prossimo Consiglio Regionale (che si rinnova il 29 marzo 2010), di sottoscrivere il Progetto di legge, impegnandosi a presentarlo e a sostenerlo, una volta eletti nel nuovo Consiglio Regionale.<br />
<strong>2. Referendum locale consultivo sul seguente quesito:<br />
&#8220;Sei d&#8217;accordo che vengano autorizzati gli inceneritori per rifiuti industriali<br />
a Silea e Mogliano proposti da Un industria di Treviso?&#8221;</strong><br />
Il Referendum va indetto dalla Regione nei comuni di Silea, Mogliano e nei comuni confinanti, su richiesta di almeno 5000 elettori residenti nei comuni interessati e dei loro Consigli Comunali.<br />
I Comitati riuniti Rifiuti Zero di TV e VE, nella riunione del 15 luglio 2009 hanno approvato e fatta propria l&#8217;iniziativa che nei giorni seguenti è già stata illustrata ai sindaci di Silea e Mogliano.<br />
<strong>IL VENETO NON HA BISOGNO DI CENTRALI NUCLEARI<br />
Referendum regionale consultivo sulla localizzazione di Centrali nucleari in Veneto.</strong><br />
Almeno 5000 residenti nel Veneto e/o almeno 5 Consigli Comunali (o un Consiglio Provinciale o un Consiglio Comunale capoluogo di Provincia) chiedono alla Regione di indire un Referendum consultivo in tutto il territorio regionale, col seguente quesito:<br />
&#8220;Sei d&#8217;accordo che venga costruita una centrale nucleare nel Veneto?&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hitler a Rovereto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/10/hitler-a-rovereto/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 22:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[marco togni]]></category>
		<category><![CDATA[referendum rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
pubblico un video esilarante, fatto molto bene, satirico sui referendum di Rovereto, realizzato da Marco Togni.

Bravo Marco!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>pubblico un video esilarante, fatto molto bene, satirico sui referendum di Rovereto, realizzato da Marco Togni.</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IfymWR4fSPQ&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/IfymWR4fSPQ&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>Bravo Marco!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>referendum senza quorum a Ortisei: video intervista all&#8217;avv. Mulser, consigliere di quel comune</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/08/referendum-senza-quorum-a-ortisei-video-intervista-allavv-mulser-consigliere-di-quel-comune/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/08/referendum-senza-quorum-a-ortisei-video-intervista-allavv-mulser-consigliere-di-quel-comune/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 10:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Mulser]]></category>
		<category><![CDATA[ortisei]]></category>
		<category><![CDATA[referendum senza quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Jnr4T5wwy-s&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Jnr4T5wwy-s&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Anche il sito CriticaMente riferisce dei referendum di Rovereto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/30/anche-il-sito-criticamente-riferisce-dei-referendum-di-rovereto/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/30/anche-il-sito-criticamente-riferisce-dei-referendum-di-rovereto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 07:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[criticamente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1191</guid>
		<description><![CDATA[criticamente
di Paolo Michelotto
anche il sito CriticaMente &#8211; per una informazione consapevole, riporta la notizia dei Referendum di Rovereto del 11 ottobre 2009. Una possibilità data dai cittadini, ai cittadini, di migliorare la democrazia a Rovereto e di avere più voce in capitolo nelle scelte della città.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1192" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/criticamente.jpg"><img class="size-medium wp-image-1192" title="criticamente" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/criticamente-300x187.jpg" alt="criticamente" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">criticamente</p></div>
<p>di Paolo Michelotto<br />
anche il sito <a href="http://www.criticamente.it/Article4427.html">CriticaMente &#8211; per una informazione consapevole</a>, riporta la notizia dei Referendum di Rovereto del 11 ottobre 2009. Una possibilità data dai cittadini, ai cittadini, di migliorare la democrazia a Rovereto e di avere più voce in capitolo nelle scelte della città.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/30/anche-il-sito-criticamente-riferisce-dei-referendum-di-rovereto/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Ecco il fascicolo informativo sui 4 referendum &#8220;Più Democrazia&#8221; di Rovereto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/21/ecco-il-fascicolo-informativo-sui-4-referendum-piu-democrazia-di-rovereto/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 21:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum rovereto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1176</guid>
		<description><![CDATA[formato A3 fronte
di Paolo Michelotto
dopo un lavorio primaverile ed estivo intenso sui contenuti, e grazie alla collaborazione del grafico Massimo Dalle Vedove e dei fotografi Marco, Marcello, Nicola, Emilio e di 24 cittadini che si sono prestati a fare da &#8220;testimonial&#8221; all&#8217;idea,  finalmente abbiamo in mano il Fascicolo Informativo sui 4 Referendum &#8220;Più Democrazia&#8221; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1179" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/locandina-a3-fronte.jpg"><img class="size-medium wp-image-1179" title="formato A3 fronte" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/locandina-a3-fronte-212x300.jpg" alt="formato A3 fronte" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">formato A3 fronte</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>dopo un lavorio primaverile ed estivo intenso sui contenuti, e grazie alla collaborazione del grafico Massimo Dalle Vedove e dei fotografi Marco, Marcello, Nicola, Emilio e di 24 cittadini che si sono prestati a fare da &#8220;testimonial&#8221; all&#8217;idea,  finalmente abbiamo in mano il <strong>Fascicolo Informativo sui 4 Referendum &#8220;Più Democrazia&#8221; di Rovereto</strong>. Lo puoi vedere nelle due immagini qui a fianco (fronte e retro), e se ci clicchi sopra le puoi vedere a più grande risoluzione. E se lo vuoi in pdf a migliore risoluzione, clicca qui:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/locandina-a3-fronte.pdf">locandina-a3-fronte pdf</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/locandina-a3-retro.pdf">locandina-a3-retro pdf</a></p>
<p>Questa settimana ne abbiamo distribuiti un migliaio a un festival musical-gastronomico di Rovereto (Mescolanze).</p>
<p><strong>A fine settembre lo spediremo a tutte le famiglie del comune</strong> tramite le Poste con il loro servizio PromoPosta. Ne abbiamo stampate 16.000 copie. 14.500 saranno affidate alle Poste per il recapito per inizio ottobre. Ci è costato 650 euro+iva e la sua spedizione ci costerà 681,50 euro + iva per un totale di 1597,80 euro. E&#8217; una cosa che negli altri paesi fa l&#8217;amministrazione pubblica, ma che qui a Rovereto, siamo costretti a fare noi cittadini con i nostri soldi.</p>
<div id="attachment_1180" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/locandina-a3-retro.jpg"><img class="size-medium wp-image-1180" title="formato A3 retro" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/locandina-a3-retro-212x300.jpg" alt="formato A3 retro" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">formato A3 retro</p></div>
<p>In conto avevamo 1765.47 euro e quindi ora ci rimane 167,67 euro. In pratica abbiamo speso tutto per fare in modo che ogni famiglia roveretana abbia la possibilità di leggere qualche informazione sui referendum su cui andrà a votare.</p>
<p>I soldi sono stati raccolti nei mesi scorsi con <strong>autofinanziamento dei soci </strong>dell&#8217;associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto e soprattutto grazie alle <strong>offerte dei cittadini</strong> per i libri e per i video e per le iniziative promosse.</p>
<p>Qui puoi leggere il bilancio del gruppo e se vuoi, <strong>ci sono le istruzioni per poter contribuire.</strong></p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/bilancio-economico-del-gruppo/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/bilancio-economico-del-gruppo/</a></p>
<p>Infatti dobbiamo ancora realizzare tutti i <strong>manifesti referendari da affiggere</strong> negli appositi spazi riservati alla propaganda referendaria dal comune e di cui la prossima settimana dovremmo sapere i dettagli quantitativi (ossia quanti manifesti che dobbiamo realizzare).</p>
<p>Quindi ogni contributo è benvenuto.</p>
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		<title>Proposte per un VDAY3 che ottenga il massimo</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/16/proposte-per-un-vday3-che-ottenga-il-massimo/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 20:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[vday3]]></category>

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		<description><![CDATA[vday3
di Paolo Michelotto
http://vday3.forumfree.net/
OTTENIAMO IL MASSIMO CON LA STESSA FATICA
Appello a Beppe Grillo, ai grillini e a tutti coloro i quali credono ancora nei valori della democrazia.
Risparmiamo energia ed otteniamo il massimo dalla nostra fatica.
Ho già raccolto le firme per il V-Day 1 e 2 nella mia città (Rovereto &#8211; TN).
Per il V-day 3 annunciato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1174" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/vday3bygrilliaretusei.jpg"><img class="size-medium wp-image-1174" title="vday3bygrilliaretusei" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/vday3bygrilliaretusei-300x246.jpg" alt="vday3" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">vday3</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://vday3.forumfree.net/">http://vday3.forumfree.net/</a></p>
<p>OTTENIAMO IL MASSIMO CON LA STESSA FATICA</p>
<p>Appello a Beppe Grillo, ai grillini e a tutti coloro i quali credono ancora nei valori della democrazia.<br />
Risparmiamo energia ed otteniamo il massimo dalla nostra fatica.<br />
Ho già raccolto le firme per il V-Day 1 e 2 nella mia città (Rovereto &#8211; TN).<br />
Per il V-day 3 annunciato da Beppe Grillo, suggerisco di effettuare la raccolta firme non solo per il referendum contro il nucleare.<br />
Visto lo sforzo organizzativo di chi raccoglie e la fatica di chi va a firmare, è meglio utilizzare in maniera più furba e &#8220;redditizia&#8221; gli strumenti di democrazia diretta permessi agli italiani:</p>
<p>REFERENDUM<br />
1. raccogliere firme per più referendum. Ad esempio 5-10. Non c&#8217;è un limite previsto dalla nostra costituzione. Quali? Chiediamoli ai visitatori del blog, creiamo uno spazio ad hoc per le proposte e per poterle votare. E già questo sarà un momento eccezionale di crescita civile, di creatività e di democrazia diretta. Esempio di alcuni referendum riguardanti l&#8217;abolizione delle leggi ad personam (ma ce ne sono così tante che sicuramente ne avrò dimenticate alcune) ed altre:</p>
<p>a- legge depenalizzazione dei reati di falso in bilancio<br />
b- legge Gasparri (già tentata con il V-2 ma non per questa meno degna di essere abrogata)<br />
c- legge che limita l´uso giudiziario delle rogatorie dall´estero<br />
d- la legge che sistema il conflitto di interessi con una forma vergognosa che esclude dal governo chi dirige personalmente televisioni, giornali, industrie ma non chi li possiede<br />
e- la legge che garantisce la impunità delle cinque più alte cariche dello Stato fra cui naturalmente la presidenza del Consiglio<br />
f- la legge “Cirami” sul legittimo sospetto che avrebbe dovuto togliere a Milano i processi a Berlusconi e Previti,<br />
g- la cosiddetta legge “salva Previti” che accorcia i termini della prescrizione,<br />
h- l&#8217;estensione del condono edilizio alle zone protette e vi fa quindi rientrare anche le mega opere a mare della villa del premier “La Certosa”</p>
<p>i- abrogazione della legge che istituisce il CIP6<br />
l- abrogazione della legge che fornisce soldi pubblici ai quotidiani di partito e alle radio di partito (Padania e Radicali)<br />
m- abrogazione della legge che finanzia i partiti<br />
n- abrogazione della legge elettorale che ha tolto le preferenza e che da un premio di maggioranza a chi vince<br />
o- abrogazione della legge che regolamenta la RAI e che fissa le sue nomine per scelta politica<br />
p- abrogazione della legge che fissa l&#8217;indennità dei parlamentari</p>
<p>INIZIATIVA DI LEGGE POPOLARE<br />
2. contemporaneamente possiamo raccogliere le firme per un altro strumento di democrazia diretta, che in Italia è poco utilizzato perchè i parlamentari non lo attuano, ossia il Progetto di Legge di Iniziativa Popolare riguardante gli stessi temi trattati dai referendum. E così i cittadini potrebbero abrogare una cattiva legge con i referendum e contemporaneamente proporne una buona con la Iniziativa di Legge Popolare. Anche qui si potrebbe costituire un apposito forum in cui inserire le proposte e permettere il loro voto. Anche questo sarebbe un grande momento di democrazia vera. Esempio di alcune proposte:</p>
<p>a- legge che istituisca i referendum propositivi, migliori quelli abrogativi, e permetta entrambi senza il quorum. Sul modello della legge presentata dal sen. Peterlini nel giugno 2009.<br />
b- legge che favorisca economicamente i comuni che effettuano la migliore raccolta differenziata<br />
c- legge che favorisca in maniera significativa i cittadini che investono nelle energie alternative<br />
d- legge elettorale che favorisca la competizione elettorale, la democraticità e la scelta dei candidati con le preferenze<br />
e- legge che fissi l&#8217;indennità dei parlamentari a 2 volte (o più) il reddito medio dei cittadini italiani (non 20 volte come oggi)<br />
f- legge che regolamenti la RAI (sull&#8217;esempio della BBC o simili)</p>
<p>COME FARE?<br />
Tutti i lettori del blog potrebbero discutere su un forum apposito costruito su una sezione del Blog di Beppe Grillo:<br />
1- la bontà e la realizzabilità di questa proposta<br />
2- il numero dei referendum e delle iniziative di legge da portare avanti<br />
3- proporre proprie idee<br />
4- votare e dare quindi una priorità alle idee degli altri<br />
5- 2 settimane prima del V-Day 3 si tirano le somme e si predispongono esattamente i testi su cui raccogliere le firme</p>
<p>Così in un solo giorno, si potrebbero raccogliere milioni di firme per decine di proposte e tentare di dare una scossa seria al sistema politico italiano.</p>
<p>Ecco su un forum un esempio di come si potrebbe fare. Prova ad inserire anche tu la tua proposta.</p>
<p><a href="http://vday3.forumfree.net/">http://vday3.forumfree.net/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una forte brezza di democrazia diretta dal Nord</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/10/una-forte-brezza-di-democrazia-diretta-dal-nord/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/10/una-forte-brezza-di-democrazia-diretta-dal-nord/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 08:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[thomas benedikter]]></category>

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		<description><![CDATA[thomas-benedikter
Pubblico volentieri un articolo di Thomas Benedikter sulla presentazione della proposta di legge sulla Democrazia Diretta avvenuta a Roma.
ddl Democrazia Diretta Peterlini documento pdf

ddl Democrazia Diretta PD documento pdf

Il senatore Oskar Peterlini a Roma, insieme all&#8217;Iniziativa per più democrazia, presenta un disegno di legge di modifica della Costituzione sui diritti referendari
Una forte brezza di democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1127" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/thomas-benedikter.jpg"><img class="size-medium wp-image-1127" title="thomas-benedikter" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/thomas-benedikter-225x300.jpg" alt="thomas-benedikter" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">thomas-benedikter</p></div>
<p>Pubblico volentieri un articolo di Thomas Benedikter sulla presentazione della proposta di legge sulla Democrazia Diretta avvenuta a Roma.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/ddl-peterlini-n-1428.pdf">ddl Democrazia Diretta Peterlini documento pdf<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/disegno-legge-dd-senato.pdf">ddl Democrazia Diretta PD documento pdf<br />
</a></p>
<p><em>Il senatore Oskar Peterlini a Roma, insieme all&#8217;Iniziativa per più democrazia, presenta un disegno di legge di modifica della Costituzione sui diritti referendari</em></p>
<p><strong>Una forte brezza di democrazia diretta dal Nord</strong></p>
<p>L&#8217;Italia si trova fra quei paesi in cui più frequentemente vengono svolti referendum nazionali: dal 1974 15 tornate referendarie su un totale di 62 quesiti singoli, escludendo i referendum consultivi e costituzionali. Ma queste cifre grezze traggono in inganno. Sin dallo storico verdetto popolare sul divorzio nel lontano 1974, a parte tre eccezioni, sempre si è trattato solo di referendum abrogativi. I votanti hanno cancellato qualche articolo di singole leggi (o meno), ma spesso l&#8217;effetto è stato neutralizzato da un successivo intervento del Parlamento. Il referendum confermativo facoltativo, con cui gli elettori possono bloccare o confermare una legge ordinaria prima dell&#8217;entrata in vigore, non esiste in Italia. Pure non esiste la forma genuina di iniziativa popolare, con cui un numero minimo di cittadini può presentare un disegno di legge acquistando il diritto ad un successivo referendum, qualora la sostanza del disegno non fosse accolta dal Parlamento: un referendum per questo definito „propositivo&#8221;. Oggi con almeno 50.000 firme è possibile presentare un progetto di legge al Parlamento, ma la stragrande maggioranza di queste istanze viene respinta o neanche trattata. Perfino lo stesso referendum abrogativo è entrato in crisi, non solo<span id="more-1126"></span> con l&#8217;ultimo referendum del 21 giugno scorso. Dal 1997, infatti, tutte le sei votazioni referendarie su un totale di 29 quesiti sono andate a vuoto a causa del quorum di partecipazione non raggiunto. Con ogni referendum aumenta la quota di elettori astenuti, o perché rispondono agli appelli di boicottaggio, o perché demotivati dalla prospettiva del quasi sicuro fallimento della votazione. Di tal modo il quorum non fa altro che scoraggiare i cittadini di cogliere quei rari momenti di partecipazione diretta alle decisioni politiche.</p>
<p>Partendo da questa analisi molto sintetica della situazione dei diritti referendari a livello nazionale, l&#8217;INIZIATIVA a Bolzano ha elaborato una proposta di legge di riforma dei diritti referendari previsti dalla Costituzione negli articoli 73, 74, 75 e 138, per superare il concetto limitativo di democrazia diretta che regna in Italia con tutti gli effetti deleteri citati. Questa modifica parte dal palinsesto della „Legge migliore sulla democrazia diretta&#8221;, su cui l&#8217;elettorato della provincia di Bolzano potrà decidere il 25 ottobre 2009 nel primo referendum deliberativo provinciale. In due parole, si introdurrebbero tutte le forme principali di referendum (l&#8217;iniziativa popolare o „referendum propositivo&#8221;, il referendum confermativo e l&#8217;iniziativa costituzionale), abolendo nel contempo il quorum di partecipazione. Non a caso il coordinamento nazionale a questo scopo costituito queste settimane a Roma si autodefinisce „per l&#8217;introduzione di referendum deliberativi senza quorum&#8221;.</p>
<p>Nessuno dei cinque gruppi del Parlamento contattati dall&#8217;INIZIATIVA nel 2008 finora ha voluto accogliere tale proposta, ad eccezione del sen. Peterlini (Gruppo Misto). In collaborazione con l&#8217;<br />
INIZIATIVA Peterlini ha elaborato una sua propria proposta, firmata da altri otto colleghi senatori del PD (soprattutto rappresentanti dei Radicali). Questa proposta di modifica della Costituzione è stata ufficialmente presentata a Roma il 15 luglio, insieme alle senatrici Porretti e Adamo nonché il sen. Ceccanti (tuttti PD), in presenza di una trentina di attivisti per più democrazia di tutta Italia. La proposta Peterlini per la realtà italiana di partecipazione referendaria diretta sarebbe dirompente:</p>
<ul type="disc">
<li>il referendum confermativo, finora previsto solo per certi casi straordinari di modifiche costituzionali, verrebbe introdotto per tutte le leggi ordinarie del Parlamento;</li>
<li>verrebbe istituita l&#8217;iniziativa popolare („referendum propositivo&#8221;) con termini chiari e con successiva votazione referendaria;</li>
<li>verrebbe creata l&#8217;iniziativa costituzionale, cioè il diritto dei cittadini di presentare modifiche della costituzione con il diritto a votazione popolare, secondo un iter più complesso.</li>
<li>Il quorum di partecipazione sarebbe eliminato definitivamente.</li>
</ul>
<p>Se tali modifiche della Costituzione venissero approvate, il Parlamento sarebbe chiamato ad approvare anche una nuova legge di applicazione di questi diritti, in sostituzione della L. 352 del 1970, che contiene tutta una serie di regole superate e restrittive sullo svolgimento dei referendum nazionali. Anche gli effetti di una tale riforma sarebbero dirompenti:  nascerebbe una qualità diversa dei diritti referendari a livello nazionale, e allargando gli spazi di partecipazione diretta dei cittadini alla politica incentivando un nuovo spirito di impegno politico, come inteso dall&#8217;art 118, comma 4, della Costituzione. Tutto questo emanerebbe anche alla regolamentazione della democrazia diretta a livello regionale e comunale,</p>
<p>La proposta di Peterlini ora ha imboccato il suo iter parlamentare e sarà discusso già a partire da settembre. Non si si può aspettare una rapido accordo fra i nostri rappresentanti, giacché anche l&#8217;opposizione è ancora lontana da sposare tutte le buone ragioni di una tale riforma, anche perché parti del PD percepiscono tali aperture come possibili indebolimento della politica rappresentativa e dei partiti in quanto tali. Forme di democrazia diretta più avanzate però non scardinano la democrazia rappresentativa né comportano un&#8217;inflazione di referendum, come dimostrato dalle esperienze di altri paesi lontani e vicini, ma tendono soprattutto a migliorare il rapporto fra cittadini, Parlamento e politica rappresentativa. Comunque ci vorrà più pressione da parte della cittadinanza sovrana per portare l&#8217;Italia a questa svolta. Una fresca brezza dal Nord tesa a ravvivare la partecipazione dei cittadini e con ciò tutta la democrazia italiana.</p>
<p>Thomas Benedikter</p>
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		<title>Dresda, la democrazia vince e decide il ponte anche se ciò la fa cancellare dalla lista dei Patrimoni dell&#8217;Umanità</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/26/dresda-la-democrazia-vince-sulle-elite-al-governo/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 12:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[dresda]]></category>

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		<description><![CDATA[dresda
di Paolo Michelotto
Dresda era città riconosciuta patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco. Poi è stato fatto il progetto per costruire un nuovo ponte per la città di mezzo milione di abitanti per migliorare la viabilità. L&#8217;Unesco aveva avvisato le autorità: se fate il ponte, la città verrà tolta dalla lista delle località &#8220;Patrimonio dellìUmanità&#8221;. Bene ci sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1042" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/dresda.jpg"><img class="size-medium wp-image-1042" title="dresda" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/dresda-300x205.jpg" alt="dresda" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">dresda</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Dresda era città riconosciuta patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco. Poi è stato fatto il progetto per costruire un nuovo ponte per la città di mezzo milione di abitanti per migliorare la viabilità. L&#8217;Unesco aveva avvisato le autorità: se fate il ponte, la città verrà tolta dalla lista delle località &#8220;Patrimonio dellìUmanità&#8221;. Bene ci sono state due referendum cittadini e gli abitanti hanno deciso che preferiscono una città più vivibile con il nuovo ponte, piuttosto che una città sulla lista Unesco con traffico insostenibile.</p>
<p>La notizia sta nella banalità della cosa. Un progetto controverso con pro e contro, tutte motivazioni rispettabili e che meritavano di essere prese in considerazione, a Dresda, in Germania è stato deciso dai cittadini. Come dovrebbe succedere in tutti i sistemi di governo che pomposamente si autodefiniscono &#8220;democrazie&#8221;. Come dovrebbe avvenire anche in Italia, dove i cittadini non sono mai ascoltati tranne quando devono segnare una crocetta su un partito piuttosto che un altro.</p>
<p><strong>La scelta Il collegamento che deturperebbe la valle dell&#8217; Elba è voluto dal 57% dei cittadini<br />
Dresda, sì al ponte brutto e utile E perde la tutela dell&#8217; Unesco</strong><br />
<strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/26/Dresda_ponte_brutto_utile_perde_co_9_090626089.shtml">Via dalla lista dei patrimoni dell&#8217; umanità. «Ma migliorerà il traffico»</a></strong></p>
<p>DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO &#8211; Grandezza della democrazia. Ieri, la città di Dresda ha gettato alle ortiche il brand dell&#8217; Unesco, cioè delle Nazioni Unite, di World Heritage Site, Sito patrimonio dell&#8217; umanità. Perché vuole un ponte in più sul fiume Elba che alleggerisca il traffico ma che potrebbe turbare il paesaggio. E perché, testarda, la maggioranza dei cittadini non ha voluto farsi imporre scelte dalle élite cultural-turistiche che dicono di saperla più lunga. Si può vivere senza il marchio di garanzia, ma si soffre se la città è congestionata, hanno stabilito gli abitanti senza dare retta alle mode dominanti. La questione, oggetto di un gran dibattito in Germania, nasce nel 2004, quando la Valle dell&#8217; Elba all&#8217; altezza di Dresda viene dichiarata Patrimonio mondiale &#8211; assieme ad altri 878 posti &#8211; per la bellezza del paesaggio che corre lungo il fiume, compresi i palazzi e le chiese del centro della città ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un bel titolo, uno dei 33 detenuti dalla Germania. L&#8217; anno dopo, però, gli urbanisti di Dresda dicono che serve un ponte in più sull&#8217; Elba, per collegare meglio la città vecchia a quella nuova: ce ne sono già quattro, ma la crescita economica, finite le ristrettezze patite negli anni della Germania Est, è notevole e dunque occorrono infrastrutture per mantenere il passo e non costringere i cittadini a una vita d&#8217; inferno. <span id="more-1040"></span>Nel 2006, però, l&#8217; intervento drastico dell&#8217; Unesco: se fate il ponte, perderete lo status di World Heritage: tre anni per scegliere, dice l&#8217; organizzazione culturale dell&#8217; arcipelago Nazioni Unite. Naturalmente, a Dresda si apre un dibattito feroce. Si cambiano i disegni del ponte, si tengono manifestazioni e contro-cortei, convegni, azioni legali nei tribunali, dibattiti su una specie di pipistrello a rischio di estinzione. E due consultazioni popolari cittadine, in ambedue i casi finite con un voto a favore del ponte. Dunque, oggi i piani sono in via di sviluppo e il ponte Waldschlösschen si farà, proprio nei venti chilometri di striscia protetta dal copyright dell&#8217; Onu. Risultato: ieri, la conferenza dell&#8217; Unesco che revisiona lo status dei siti nobili del mondo ha espulso Dresda e la Valle dell&#8217; Elba dalla sua lista. A nessun sito europeo era mai successo, da quando, 1972, il brand esiste. Ancora adesso, la città è divisa, rispetto alla scelta. Con una maggioranza netta, il 57% che sale al 61% tra chi ha fra 30 e 49 anni, che è però dell&#8217; opinione che si possa vivere anche senza il marchio di Patrimonio dell&#8217; umanità. Gli intellettuali e i funzionari di museo sono contrari al ponte. «E&#8217; architetturalmente banale ed è stato imposto nonostante gli avvertimenti contrari», sostiene per esempio Martin Roth, direttore delle Collezioni d&#8217; arte di Stato di Dresda. Il settore turistico teme che ora arrivino meno visitatori. E gli Amici di Dresda dicono che ora il messaggio «di riconciliazione» che la città esprime sarà molto meno forte. Dall&#8217; altra parte, gli abitanti che, per un bel pezzo della loro storia &#8211; nazismo e comunismo &#8211; hanno dovuto accettare quello che le élite imponevano. «In una democrazia &#8211; ha scritto il consigliere comunale Jan Mücke &#8211; non si può avere una dittatura della minoranza che, agendo su basi culturali o estetiche, pensa di sapere di più della stragrande maggioranza dei cittadini». A suo parere, il ponte è «un simbolo di una cittadinanza colta e fiduciosa di se stessa che vuole prendere le sue decisioni senza essere criticata o accusata di essere culturalmente arretrata». E auf Wiedersehen all&#8217; Unesco. Danilo Taino * * * Veduta * * * Contrari «No» dagli intellettuali e funzionari di museo</p>
<p>Taino Danilo</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361684">Germania L&#8217;Unesco «punisce» Dresda: non sarà più patrimonio dell&#8217;umanità</a></p>
<p>L’Unesco ha cancellato la Valle dell’Elba, a Dresda, dall’elenco dei siti patrimonio dell’umanità. La decisione è stata presa ieri a Siviglia dai 21 Paesi facenti parte del Comitato dell’organizzazione culturale dell’Onu per i siti patrimonio dell’umanità. L’iniziativa è un segno di protesta per la costruzione in corso del «Waldschloesschenbruecke», il ponte che attraversa l’Elba a qualche chilometro dal centro storico. Per risolvere i gravi problemi di traffico sui tre ponti di Dresda, il consiglio comunale aveva deciso nel 1996 di costruire un nuovo ponte fuori città. A protestare per primi erano stati gli ecologisti, ma a rivolgersi all’Unesco per chiedere il ritiro del titolo di patrimonio dell’umanità concesso alla Valle dell’Elba, era stato il premio Nobel per la Fisica, Guenter Blobel. Lui, insieme allo scrittore Martin Walser avevano inviato una lettera ad Angela Merkel per intervenire sulle autorità cittadine e «salvare la reputazione culturale del nostro Paese». Il mese scorso, invece, il sindaco di Dresda aveva invitato l’Unesco a rispettare la volontà dei cittadini e le decisioni dei tribunali, tutte favorevoli al ponte.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>colloquio con Sindaco Ortisei (BZ) &#8211; Ewald Moroder</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/25/colloquio-con-sindaco-ortisei-bz-ewald-moroder/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/25/colloquio-con-sindaco-ortisei-bz-ewald-moroder/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 06:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[ewald moroder]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1037</guid>
		<description><![CDATA[ewald moroder
di Paolo Michelotto
finalmente sono riuscito a parlare al telefono al sindaco di Ortisei (BZ) Ewald  Moroder, in centro nella foto.
Perchè avete tolto il quorum dal referendum comunale?
Perchè  riteniamo che chi partecipa debba scegliere, come in Svizzera dove in alcuni  comuni le decisioni vengono prese in piazza per alzata di mano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1038" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/moroder.jpg"><img class="size-medium wp-image-1038" title="ewald moroder" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/moroder-300x200.jpg" alt="ewald moroder" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">ewald moroder</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>finalmente sono riuscito a parlare al telefono al sindaco di Ortisei (BZ) Ewald  Moroder, in centro nella foto.</p>
<p><strong>Perchè avete tolto il quorum dal referendum comunale?</strong><br />
<em>Perchè  riteniamo che chi partecipa debba scegliere, come in Svizzera dove in alcuni  comuni le decisioni vengono prese in piazza per alzata di mano e chi c’è  decide.</em></p>
<p>L’ho invitato a fare una relazione sul perchè il comune di Ortisei ha scelto  nel 2006 con il nuovo statuto comunale di togliere il quorum dai referendum, per  il 20 settembre 2009 a Rovereto durante “Il cittadino partecipa”. Mi saprà dire  nei prossimi giorni.</p>
<p>Qui maggiori notizie sul primo comune de-quorumizzato d&#8217;Italia, Ortisei.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/31/ortisei-il-primo-comune-italiano-senza-quorum-nei-referendum/">http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/31/ortisei-il-primo-comune-italiano-senza-quorum-nei-referendum/</a></p>
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		<title>Il referendum non ha fallito: la classe politica lo ha reso inutilizzabile. Occorre una riforma dal basso!</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/22/la-classe-politica-ha-reso-lo-strumento-del-referendum-inutilizzabile-occorre-una-riforma-dal-basso/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/22/la-classe-politica-ha-reso-lo-strumento-del-referendum-inutilizzabile-occorre-una-riforma-dal-basso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 17:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[newsletter inviate]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[manifesto_referendum2
di Paolo Michelotto
dopo l&#8217;inevitabile mancato raggiungimento del quorum nel referendum nazionale del 21 giugno 2009 i commenti fuori luogo degli esponenti della classe politica si sprecano:
Fini: il cittadino non crede più allo strumento referendario
Chiti: bene il mancato raggiungimento del quorum
Casini: referendum fallito miseramente e spreco di denaro pubblico
Calderoli: vittoria della Lega
L&#8217;unico che dice per ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1033" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/manifesto_referendum2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1033" title="manifesto_referendum2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/manifesto_referendum2-212x300.jpg" alt="manifesto_referendum2" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">manifesto_referendum2</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>dopo l&#8217;inevitabile mancato raggiungimento del quorum nel referendum nazionale del 21 giugno 2009 i commenti fuori luogo degli esponenti della classe politica si sprecano:</p>
<p>Fini: il cittadino non crede più allo strumento referendario</p>
<p>Chiti: bene il mancato raggiungimento del quorum</p>
<p>Casini: referendum fallito miseramente e spreco di denaro pubblico</p>
<p>Calderoli: vittoria della Lega</p>
<p>L&#8217;unico che dice per ora una cosa condivisibile è D&#8217;Alema: &#8220;eliminare il quorum&#8221;, ma subito viene colto dal panico dei cittadini e la controbilancia con una tutela per la classe politica &#8220;innalzare il numero delle firme&#8221;.</p>
<p>Invece non è il referendum uno strumento che ha fallito, ma il modo con cui è stato introdotto dalla nostra classe politica in Italia, che non funziona:</p>
<p>1. il quorum del 50% (che non esiste in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Svizzera, California) stimola appunto chi governa a fare appello all&#8217;astensionismo per boicottare il referendum invalidandolo e così facendo prevalere la sua parte con minima fatica contando gli astenuti come voti NO.</p>
<p>2. Berlusconi ha sabotato la partecipazione al referendum mettendolo 2 settimane dopo il voto delle europee in una domenica estiva. Negli altri stati europei e in USA al contrario, per stimolare la partecipazione fanno appositamente l&#8217;abbinamento elezioni &#8211; referendum.</p>
<p>3. in Italia esiste solo il referendum per abrogare una legge già entrata in vigore. In Svizzera e in Baviera esiste invece il referendum opzionale o confermativo, che funziona così: ogni volta che il parlamento pubblica una legge, c&#8217;è un periodo di 100 giorni in cui i cittadini contrari possono raccogliere 50.000 firme (1% degli aventi diritto al voto). Se riescono nell&#8217;impresa, nella prima data utile riservata ai referendum (ci sono 3-4 domeniche all&#8217;anno già prefissate per i referendum) i cittadini sono chiamati al voto, se i cittadini dicono di SI la legge entra subito in vigore, altrimenti non entra in vigore.</p>
<p>4. poi esiste in Svizzera, Baviera e California anche la possibilità di proporre qualcosa tramite referendum, e questo strumento viene chiamato Iniziativa (in Italia, Referendum Propositivo). Con esso i cittadini previa raccolta di 100.000 firme (2 % degli aventi diritto) possono chiedere ai loro concittadini se vogliono introdurre una nuova norma. Se alla votazione la maggioranza dice SI, essa viene introdotta. Senza modifiche. Inoltre è possibile mettere a referendum un quesito semplice e lasciare che venga poi normato dal parlamento, oppure una legge completa di articoli e commi.</p>
<p>Se questi due strumenti, che dove esistono in Svizzera, in California non hanno il quorum e in Baviera dal 10 al 15%, esistessero in Italia, cosa sarebbe successo nel caso della legge elettorale &#8220;porcata&#8221;?</p>
<p>1. appena Calderoli avesso pubblicato la legge, i cittadini avrebbero raccolto le firme per il referendum opzionale, e la legge sarebbe stata promulgata solo se i cittadini l&#8217;avessero approvata. Il tutto in 100 giorni per le firme &#8211; un paio di mesi per il referendum, in 5 mesi tutto sarebbe stato deciso. Tempi rapidi e soluzioni condivise. Inverno &#8211; Primavera 2006 la legge &#8220;porcata&#8221; era stata promulgata, entro estate i cittadini avrebbero potuto dire SI oppure NO.</p>
<p>2. se i cittadini avessero accettato la legge porcata nel 2006 quando era stata &#8220;creata&#8221;, per i più disparati motivi (colpo di sole collettivo, influenza cerebrale, mancanza di informazione vera, mancanza di opposizione, convergenza di interessi di tutti i partiti più grossi PD e PDL) e avessero ritenuto che la legge &#8220;porcata&#8221; era da cambiare solamente 3 anni dopo, ossia oggi nel 2009, e avessero avuto gli strumenti Svizzeri, Californiani e Bavaresi, avrebbero potuto iniziare la raccolta firme per l&#8217;Iniziativa (Referendum Propositivo) per una nuova legge elettorale. L&#8217;avrebbero messa la voto di tutti i cittadini e poichè non esiste il quorum, chi fosse andato al voto avrebbe deciso.</p>
<p>La nostra democrazia italiana è una democrazia bloccata, formale, apparente, dove poche persone decidono per 60 milioni. Per trasformarla in democrazia vera, dobbiamo noi cittadini esigere che venga tolto il quorum, che venga introdotto il referendum opzionale e il referendum propositivo. E lo potremo esigere quando in molti sapremo che questi strumenti esistono, ad esempio a pochi chilometri dal nostro confine.</p>
<p>Per migliorare la nostra democrazia, diffondiamo questa notizia!</p>
<p>A Rovereto (TN) ci stiamo impegnando da 2 anni per questo motivo: togliere il quorum dai referendum comunali. L&#8217;11 ottobre 2009 i cittadini roveretani saranno chiamati alle urne per dire SI ed eliminare il quorum.</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-quattro-quesiti-referendari/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-quattro-quesiti-referendari/</a></p>
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		<title>referendum sulla legge porcata 21-giugno 2009</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/20/referendum-sulla-legge-porcata/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/20/referendum-sulla-legge-porcata/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 12:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum 21 giugno]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

qualcuno mi ha chiesto: &#8220;ma come mai non parli di questo referendum nazionale italiano?&#8221;
Semplice. Sono indignato e sono in grossissime difficoltà personali a decidere cosa fare. Come posso parlarne?
1. la legge attuale è una porcata
2. se vincesse il SI ai referendum la legge si tramuterebbe in GRANDE porcata
3. se la maggioranza votasse NO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YAUyUATG9DY&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YAUyUATG9DY&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>qualcuno mi ha chiesto: &#8220;ma come mai non parli di questo referendum nazionale italiano?&#8221;</p>
<p>Semplice. Sono indignato e sono in grossissime difficoltà personali a decidere cosa fare. Come posso parlarne?</p>
<p>1. la legge attuale è una porcata</p>
<p>2. se vincesse il SI ai referendum la legge si tramuterebbe in GRANDE porcata</p>
<p>3. se la maggioranza votasse NO poi direbbero &#8220;ecco i cittadini vogliono la legge porcata attuale&#8221;</p>
<p>4. ci sarebbe infine la possibilità dell&#8217;astensione per invalidare il referendum e lasciare tutto com&#8217;è, ma va contro i principi di democrazia diretta e egevolerebbe la casta.</p>
<p>Insomma ogni decisione possiamo prendere noi cittadini, non va a nostro favore. Ma dell&#8217;elitè che ha scritto la &#8220;porcata&#8221; e che pretendendo di rappresentarci fa solo i suoi &#8220;porci&#8221; interessi. Quanlunque sia l&#8217;esito della votazione lo strumento del referendum (come applicato in Italia) verrà svilito e perderà di prestigio. </p>
<p>Per cui visto che comunque vada noi perderemo,  il mio invito è: giochiamo per ora al loro gioco, ma prendiamo l&#8217;impegno etico di diffondere la conoscenza della democrazia diretta a tutti i livelli. Quando molti di noi cittadini conosceremo le possibilità della democrazia che sono attuate nel mondo, le pretenderemo anche qui nel nostro paese e non ci potranno prendere in giro.</p>
<p>Quindi: votiamo questa schifezza, ma indignamoci e cominciamo a diffondere la conoscenza della Democrazia Diretta, ognuno con gli strumenti che ha. Io nel limite delle mie possibilità sono disponibile ad andare ovunque a presentare gli &#8220;Esempi funzionanti della Democrazia Diretta&#8221;. La democrazia di questa elite ha fallito. E&#8217; diventata solo una difesa dei privilegi di casta.</p>
<p>Cominciamo a pretendere una VERA democrazia, quella dove i cittadini possano gestire davvero il potere che gli compete. In cooperazione con i loro amministratori eletti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>è nato il coordinamento referendum deliberativi senza quorum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/09/e-nato-il-coordinamento-referendum-deliberativi-senza-quorum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/09/e-nato-il-coordinamento-referendum-deliberativi-senza-quorum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 20:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum deliberativi]]></category>

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		<description><![CDATA[refdeliberativi
riporto un messaggio di Fabio Castellucci
È nato il sito del COORDINAMENTO per i REFERENDUM Deliberativi senza Quorum
www.refdeliberativi.net
Vediamo di UNIRE tutte le forze che credono nella Sovranità del Popolo almeno per questa cosa SEMPLICE!
APPOGGIARE in qualunque modo chi vuole introdurre a tutti i livelli (Comuni &#8211; Province &#8211; Regioni &#8211; Stato) il solo e unico fattore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1001" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/refconsultivi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1001" title="refdeliberativi" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/refconsultivi-300x145.jpg" alt="refdeliberativi" width="300" height="145" /></a><p class="wp-caption-text">refdeliberativi</p></div>
<p>riporto un messaggio di Fabio Castellucci</p>
<p>È nato il sito del COORDINAMENTO per i REFERENDUM Deliberativi senza Quorum<br />
<a href="http://www.refdeliberativi.net">www.refdeliberativi.net</a><br />
Vediamo di UNIRE tutte le forze che credono nella Sovranità del Popolo almeno per questa cosa SEMPLICE!<br />
APPOGGIARE in qualunque modo chi vuole introdurre a tutti i livelli (Comuni &#8211; Province &#8211; Regioni &#8211; Stato) il solo e unico fattore di reale Sovranità Popolare:<span id="more-1000"></span></p>
<p>IL POPOLO SOVRANO SI FA LE LEGGI DA SOLO E IL POPOLO SOVRANO BLOCCA LE LEGGI RITENUTE INGIUSTE<br />
PERCHÈ IL POPOLO SOVRANO È IL SOLO ED UNICO DEPOSITARIO DELLA SOVRANITÀ, E QUEL POCO CHE DELEGA LO PUò SEMPRE E COMUNQUE RICHIAMARE A Sè, QUANDO HA ANCHE SOLO LA SENSAZIONE CHE I DELEGATI NON FACCIANO IL PROPRIO DOVERE!<br />
Smettiamola di pensare ciscuno al proprio &#8220;orticello&#8221; di gloria INUTILE! Almeno sulla questione dei referendum DELIBERATIVI (leggi fatte DIRETTAMENTE dal Popolo e sulle quali il Parlamento non ha ALCUN controllo!) vediamo di FARE INSIEME invece di dividersi per far vedere che &#8220;Io sono meglio di te&#8230;!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Democrazia e partecipazione a livello locale 23-05-09</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/26/democrazia-e-partecipazione-a-livello-locale-23-05-09/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 20:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[giornata partecipativa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco i miei interventi.



Qui gli interventi di Glocal, Brunazzo, Borgonovo Re
http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-23-maggio-a-trento-glocal-borgonovo-re-brunazzo/
Qui gli interventi di Kessler, Zappini, Borga, Cattani
http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-trento-23-05-09-seconda-parte/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco i miei interventi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j18bHUKJFRM&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/j18bHUKJFRM&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dPG3JnxaNAI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/dPG3JnxaNAI&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Qui gli interventi di Glocal, Brunazzo, Borgonovo Re</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-23-maggio-a-trento-glocal-borgonovo-re-brunazzo/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-23-maggio-a-trento-glocal-borgonovo-re-brunazzo/</a></p>
<p>Qui gli interventi di Kessler, Zappini, Borga, Cattani</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-trento-23-05-09-seconda-parte/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-trento-23-05-09-seconda-parte/</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>ottenere una rosa piantando un&#8217;erba nociva: boicottare il referendum per fare del bene alla democrazia?</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/12/ottenere-una-rosa-piantando-unerba-nociva-boicottare-il-referendum-per-fare-del-bene-alla-democrazia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/12/ottenere-una-rosa-piantando-unerba-nociva-boicottare-il-referendum-per-fare-del-bene-alla-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 11:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[boicottare referendum]]></category>
		<category><![CDATA[gandhi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=895</guid>
		<description><![CDATA[gandhi
di Paolo Michelotto
&#8220;Si dice che i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io vorrei dire i mezzi in fin dei conti sono tutto. Il vostro ragionamento equivale a dire che si può ottenere una rosa piantando un&#8217;erba nociva&#8230;&#8221;.
Gandhi
diverse voci si stanno levando anche da fuori gli schieramenti politici per invitare a boicottare il referendum.
Così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_896" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/gandhi.jpg"><img class="size-medium wp-image-896" title="gandhi" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/gandhi.jpg" alt="gandhi" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">gandhi</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>&#8220;Si dice che i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io vorrei dire i mezzi in fin dei conti sono tutto. Il vostro ragionamento equivale a dire che si può ottenere una rosa piantando un&#8217;erba nociva&#8230;&#8221;.<br />
Gandhi</p>
<p>diverse voci si stanno levando anche da fuori gli schieramenti politici per invitare a boicottare il referendum.</p>
<p>Così facendo invece si boicotta la democrazia. Il quorum è un ostacolo pensato da chi governa per togliere efficacia all&#8217;unico strumento di democrazia diretta in mano ai cittadini. Nei paesi democraticamente più evoluti come la Svizzera, la California, la Francia, la Gran Bretagna, l&#8217;Irlanda, la Spagna, il quorum non esiste.</p>
<p>Esiste in Italia e nei paesi dell&#8217;europa centrale (Polonia, Ungheria, Slovenia etc). Chi si appella al boicottaggio ha scarsa fiducia nella capacità di scelta e di approfondimento di noi cittadini, ha scarsa fiducia nella propria capacità di far vincere la sua posizione per il NO. Quindi preferisce usare una scorciatoia, che gli dia un ingiusto vantaggio a basso costo, per far trionfare facilmente la propria posizione.</p>
<p>Bisogna lottare per abolire il quorum, invece alcuni paladini della democrazia, lo vogliono utilizzare come arma, antidemocratica, per far vincere la loro idea.</p>
<p>Con l&#8217;uso strumentale del quorum si peggiora la democrazia.</p>
<p>Un ulteriore passo indietro della democrazia italiana. Io vado a votare. E&#8217; giusto che chi fatica ad andare a votare, decida. Chi resta a casa e non partecipa non deve avere ingiustamente più forza di chi invece si impegna. Ci sono due opzioni chiare: SI  e NO. Scegliamo quella che riteniamo opportuno.</p>
<p>Ecco un articolo di Pancho Pardi dal chiaro titolo:</p>
<p><strong>Boicottiamo il referendum</strong></p>
<p>Pare che molti nel centrosinistra siano orientati a votare Sì nel referendum Guzzetta. Spero che cambino idea.<span id="more-895"></span></p>
<p>Non c&#8217;è una sola ragione al mondo per votare in quel senso. Il quesito del referendum è stato rappresentato come un tentativo di eliminare gli effetti negativi della legge Calderoli. Non è affatto vero. Se accolto produrrebbe un secco peggioramento della legge: il passaggio automatico da un bipolarismo coatto a un bipartitismo coatto. E non solo: la lista di partito che prende più voti ottiene la maggioranza assoluta dei seggi.</p>
<p>C&#8217;è chi ripete che una riforma non deve essere giudicata in base alla contingenza ma per i suoi effetti di sistema. L&#8217;assunto può avere senso in una democrazia normale, ma in Italia non c&#8217;è una democrazia normale. Non si capisce perché si dovrebbe giudicare la soluzione Guzzetta trascurando le sue conseguenze nei prossimi dieci o venti anni. Dopo ciò che accadrà in questo periodo gli effetti di sistema della legge uscita dal referendum avrebbero l&#8217;efficacia di una medicina sul corpo del morto. Perché?</p>
<p>Perché nelle condizioni date oggi in Italia, il successo del Sì ha un solo significato: la vittoria definitiva di Berlusconi. Se passa il Sì potrà sostenere che si deve andare a elezioni anticipate con la nuova legge elettorale. Il PdL vincerà e otterrà una maggioranza schiacciante che gli permetterà di fare ciò che vuole. D&#8217;Alema e molti altri sostengono che se vince il Sì sarà necessario scrivere una nuova legge elettorale. L&#8217;ipotesi è già stata smentita dal PdL: la legge cambiata dal Sì sarà immediatamente applicabile e applicata.</p>
<p>La Lega ha capito benissimo che così perderà ogni potere di condizionamento sul centrodestra e che il PdL potrà governare da solo. Perciò si oppone con decisione. E se davvero Berlusconi fosse intenzionato a far votare Sì, la Lega non avrebbe forse altra scelta che far cadere il governo prima del referendum. Che lo faccia o no dipenderà dalla sua volontà. Ma in ogni caso nelle sue file l&#8217;allarme è suonato.</p>
<p>Non si capisce invece perché i partiti del centrosinistra dovrebbero scegliere un voto che li avvia a un sereno suicidio. Il PD può accampare il motivo di aver da tempo sostenuto la validità di una soluzione molto bipolare. Ma a questo punto dovrebbe essersi reso conto che la scelta &#8220;coraggiosa&#8221; di andare da solo lo fa passare solo da una sconfitta all&#8217;altra. Da parte sua IdV può giustificare la scelta del Sì solo perché aveva raccolto le firme per il referendum. Ma oggi è assai più chiaro di allora che la soluzione Guzzetta è un netto peggioramento della legge Calderoli. Dunque perché insistere? E poi la coerenza verso una scelta infelice e ormai superata vale molto di meno della coerenza dovuta alla propria vocazione: sì alla democrazia pluralistica, no al potere unico.</p>
<p>In ogni caso PD e IdV devono confrontarsi con un futuro già segnato. Se vincerà il Sì, dopo elezioni anticipate Berlusconi avrà da solo il pieno possesso del Parlamento. Cambierà la Costituzione e la Corte Costituzionale. Diventerà presidente della repubblica con accresciuti poteri. Le assemblee elettive, che già oggi contano ben poco, diventeranno l&#8217;arredo di contorno del presidenzialismo. La democrazia italiana sarà sfigurata per sempre.</p>
<p>Di fronte a questa prospettiva non si può nemmeno propagandare il No. Lo schieramento a favore del Sì, anche senza l&#8217;inclinazione al suicidio del centrosinistra, è già abbastanza temibile. Si deve sperare che il 21 giugno sia una data che di per sé scoraggi la partecipazione popolare e occorre mobilitarsi con tutte le nostre forze per far mancare il quorum. Non si tratta di dire: andate al mare. Si deve spiegare con cura estrema: la soluzione Guzzetta dà tutto il potere in mano a chi ha già il pieno dominio sui mezzi di comunicazione. Questa non è democrazia. E&#8217; instaurazione di un potere plebiscitario assoluto.</p>
<p>Far mancare il quorum non è manifestazione di indifferenza. E&#8217; difesa attiva della democrazia.</p>
<p>Pancho Pardi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli amministratori di Rovereto votano per rendere più difficili i referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/08/gli-amministratori-di-rovereto-votano-per-rendere-piu-difficili-i-referendum/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 12:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi dem. rappresentativa]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=875</guid>
		<description><![CDATA[democracy_challenge
di Paolo Michelotto
gli amministratori cominciano ad aver paura dei cittadini. l&#8217;11 ottobre 2009 i cittadini di Rovereto voteranno 4 referendum comunali per chiedere maggiore democrazia. Gli amministratori hanno già iniziato a tutelarsi per il futuro.
Infatti la prossima settimana i consiglieri di Rovereto voteranno per alzare il numero di firme necessarie per iniziare un referendum. Dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_876" class="wp-caption alignleft" style="width: 225px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/democracy_challenge.jpg"><img class="size-medium wp-image-876" title="democracy_challenge" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/democracy_challenge-215x300.jpg" alt="democracy_challenge" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">democracy_challenge</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amministratori cominciano ad aver paura dei cittadini. l&#8217;11 ottobre 2009 i cittadini di Rovereto voteranno 4 referendum comunali per chiedere maggiore democrazia. Gli amministratori hanno già iniziato a tutelarsi per il futuro.</p>
<p>Infatti la prossima settimana i consiglieri di Rovereto voteranno per alzare il numero di firme necessarie per iniziare un referendum. Dalle attuali <big><big><span style="font-weight: bold;"><span style="font-size: large;">600 passeranno al 6%</span></span></big></big>.<br />
Sembra un innocente modifica di poco conto, invece si passerà dal 2% degli elettori agli altre 1800<br />
Questi amministratori voteranno per triplicare la fatica dei cittadini che vogliono poter dare voce ai loro concittadini.</p>
<p>Ricordiamo che per presentare una lista alle elezioni comunali, ossia per loro stessi, i partiti e le liste civiche devono raccogliere solo 250 firme.<br />
E poi governano per 5 anni e amministrano 133 milioni di euro l’anno.<br />
Ma ai cittadini che chiedono di consultare gli altri cittadini su un solo unico tema, chiedono 7 volte tanta fatica e impegno.</p>
<p>Qui maggiori dettagli:</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-consiglieri-comunali-votano-per-triplicare-le-firme-necessarie-per-i-referendum/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-consiglieri-comunali-votano-per-triplicare-le-firme-necessarie-per-i-referendum/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bolzano: referendum Democrazia Diretta il 25 ottobre 2009</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/23/bolzano-referendum-democrazia-diretta-il-25-ottobre-2009/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 06:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=820</guid>
		<description><![CDATA[referendum 25 ottobre 2009
di Paolo Michelotto
finalmente il presidente della provincia di Bolzano ha fissato la data del referendum provinciale per il miglioramento della democrazia per il 25 ottobre 2009. Riporto l&#8217;annuncio inviato dall&#8217;amico Stephan Lausch.
maggiori dettagli
http://www.dirdemdi.org/neu/it
Care amiche, cari amici della democrazia diretta, cari attivisti -
dopo 15 anni di lavoro la nostra meta è davanti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_821" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/logo_dd_it.jpg"><img class="size-medium wp-image-821" title="referendum 25 ottobre 2009" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/logo_dd_it-300x179.jpg" alt="referendum 25 ottobre 2009" width="300" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">referendum 25 ottobre 2009</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>finalmente il presidente della provincia di Bolzano ha fissato la data del referendum provinciale per il miglioramento della democrazia per il 25 ottobre 2009. Riporto l&#8217;annuncio inviato dall&#8217;amico Stephan Lausch.</p>
<p>maggiori dettagli</p>
<p><a href="http://www.dirdemdi.org/neu/it">http://www.dirdemdi.org/neu/it</a></p>
<p>Care amiche, cari amici della democrazia diretta, cari attivisti -</p>
<p><strong>dopo 15 anni di lavoro la nostra meta è davanti a noi:  domenica 25 ottobre 2009 sarà il giorno del primo referendum provinciale, una data storica per la nostra provincia e una grande sfida per la sua popolazione.</strong></p>
<p>Ci prepariamo quindi a inaugurare la campagna di informazione per il referendum a favore di una legge migliore sulla democrazia diretta. Lo faremo sabato 9 maggio, con una intera giornata dedicata alla democrazia in tutta la provincia.</p>
<p><strong>&#8220;Verso una democrazia migliore &#8211; referendum provinciale2009&#8243;</strong><span id="more-820"></span></p>
<p>Questo slogan sarà presente su manifesti affissi in tutta la provincia mentre centinaia (o magari migliaia) di persone si metteranno realmente in cammino per &#8220;rendere tangibile&#8221; questo percorso verso una maggiore democrazia. L&#8217;obiettivo è sensibilizzare, informare e motivare la popolazione dell&#8217;intera provincia su questa meta importante che ci riguarda tutti da vicino.</p>
<p>Nella nostra provincia si sta muovendo qualcosa. Molti cittadini, come voi, si sono attivati perché stimolati dal desiderio di essere partecipi e dall&#8217;orgoglio di contribuire alla vita della propria terra. Per alcuni il percorso è iniziato da molti anni, ma per la maggior parte è solo all&#8217;inizio.</p>
<p>Il 9 maggio vogliamo condividere questo sentimento di orgoglio e fierezza con quella gente che sino ad ora non lo ha mai provato.</p>
<p>Questo giorno dovrà far riflettere la gente su tutto ciò che, con il referendum 2009 sulla democrazia diretta, può diventare realtà.</p>
<p>Così il 9 maggio ci incammineremo insieme per raggiungere una meta comune. Lo faremo in tanti modi: a piedi, in bici o coi mezzi pubblici.</p>
<p>Cittadini della Val Venosta scenderanno in bici dal Passo Resia fino a Tell e faranno stafetta nei vari paesi sul loro percorso.<br />
Cittadini della Val Isarco giungeranno dai comuni circostanti in Piazza Hartmann dove alcuni rappresentanti politici saranno intervistati sulla questione della democrazia.<br />
Anche a Bolzano giungeranno dai paesi limitrofi cittadini per incontrarsi coi bolzanini,  per girare con loro in bici  lungo un  percorso che attraverserà tutta la città, facendo tappa in 5 piazze dove saremmo presenti stand informativi.</p>
<p>Nella Bassa Atesina sarà probabilmente Egna la meta per una rally ciclistica della gioventù per più democrazia.</p>
<p>A Brunico sabato sera si svolgerà nella palestra vecchia un incontro sulla democrazia, una manifestazione variopinta con musica e dibattito.</p>
<p>Anche nel Burgraviato e nell&#8217;Alta Val d&#8217;Isarco sono previste delle iniziative, e molto  altro può essere ancora organizzato e vogliamo stimolare con queste righe.</p>
<p>Ci faremo notare lungo il nostro percorso: bandierine per le bici, magliette eque (da commercio equo solidale) e borse di cotone per contenere il materiale informativo, tutte con il logo e la data referendaria.</p>
<p>E&#8217; il momento di dare il meglio! Per questo chiediamo a chiunque voglia collaborare  &#8211; e ci auguriamo siate in tanti &#8211; di mettersi in contatto con le persone di riferimento dei rispettivi circondari, il cui elenco nominativo troverete in allegato. Vi diranno quel che è in programma per coordinare il vostro supporto o potrete eventualmente organizzare qualcosa voi stessi.</p>
<p>In passato abbiamo organizzato come gite primaverili che coinvolgevano i soci dell&#8217;Iniziativa per più democrazia. Ora volgiamo smuovere tutta la provincia.<br />
Con il vostro aiuto, sarà un magnifico 9 maggio.</p>
<p>Un caro saluto<br />
Stephan Lausch</p>
]]></content:encoded>
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		<title>coordinamento nazionale per i referendum deliberativi senza quorum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/21/coordinamento-nazionale-per-i-referendum-deliberativi-senza-quorum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/21/coordinamento-nazionale-per-i-referendum-deliberativi-senza-quorum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 21:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento referendum deliberativi senza quorum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=817</guid>
		<description><![CDATA[cammino
di Paolo Michelotto
è nato un coordinamento di persone ed associazioni che promuovono l&#8217;introduzione dei referendum deliberativi senza quorum in tutti gli enti locali in tutta Italia. Ho aderito anch&#8217;io.
Riporto il testo di Pino Strano:
Per la prima volta, esponenti di diverse organizzazioni e gruppi che a vario titolo fanno riferimento ai concetti di democrazia diretta, autoverno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_818" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/cammino.jpg"><img class="size-medium wp-image-818" title="cammino" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/cammino-300x208.jpg" alt="cammino" width="300" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">cammino</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>è nato un coordinamento di persone ed associazioni che promuovono l&#8217;introduzione dei referendum deliberativi senza quorum in tutti gli enti locali in tutta Italia. Ho aderito anch&#8217;io.</p>
<p>Riporto il testo di Pino Strano:</p>
<p>Per la prima volta, esponenti di diverse organizzazioni e gruppi che a vario titolo fanno riferimento ai concetti di democrazia diretta, autoverno, sovranità popolare e partecipazione consapevole, hanno trovato un accordo operativo intorno all&#8217;obiettivo di introdurre il referendum deliberativo a iniziativa popolare. Questo può essere una tappa fondamentale del processo di rinascimento democratico. Non fate l&#8217;errore di sottovalutarlo. Impegnamoci a diffonderlo e aderite!</p>
<p>Testo della determinazione presa dai presenti alla riunione di Firenze del 28 e 29 marzo. Mancano le firme di alcuni che sono andati via la sera del sabato, che pure avevano dato la loro disponibilità. Comunque, da questo momento, chiunque può, anzi è caldamente invitato, a dichiarare la propria adesione a questo coordinamento e diffonderlo urbi et orbi:</p>
<p>1) I presenti dichiarano di concordare nel costituire un coordinamento di organizzazioni (associazioni, movimenti, gruppi, etc) e di singoli denominato xxxxxxxx, affinché vengano introdotti i referendum deliberativi ad iniziativa popolare senza quorum a livello comunale, provinciale, regionale, e nazionale.<span id="more-817"></span></p>
<p>2) Le regole decisionali del coordinamento ricalcheranno quelle della confederazione svizzera: diventa decisione del coordinamento ciò che viene approvato dalla maggioranza delle organizzazioni che lo compongono e dalla maggioranza dei singoli membri.</p>
<p>3)Inoltre come nella confederazione elvetica ci sono cantoni che contano meno perchè piccoli (in numero di cittadini) così anche nel coordinamento le organizzazioni avranno un numero di &#8220;macrovoti&#8221; in ragione del numero degli iscritti al coordinamento di ciascuna: 3 macrovoti per quelle con più di 500 iscritti, 2 per quelle da 100 a 500 iscritti, 1 per quelle da 30 a 100 e 1/2 per quelle da 10 a 30.</p>
<p>4) I presenti si costituiscono in comitato promotore per raccogliere le adesioni di singoli e di organizzazioni. Fissano la prossima riunione di tutti gli aderenti, il 20, 21 giugno, in una di queste tre probabili sedi (Bologna, Parma, Roma). La prima cosa che verrà decisa democraticamente sarà il nome del coordinamento.</p>
<p>Firenze, 29 marzo 2009</p>
<p>F.to: (in ordine alfabetico)<br />
Samuele Bartolini (Officina Democrazia)<br />
Paolo Bonacchi (Unione Movimento per la Sovranità Popolare)<br />
Piero Lanaro (Progetto Movimento Popolare)<br />
Pasquale Parise (Unione Movimento per la Sovranità Popolare)<br />
Romano Redini (Unione per l&#8217;Autogoverno)<br />
Giuseppe Strano (Democratici Diretti)<br />
Leonello Zaquini (Officina Democrazia)</p>
<p>MODULO PER L&#8217;ADESIONE ON LINE:<br />
<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;c6e42847f7c9091733708defd402c2e9&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=cHpUNEFjZFZaRTZKOXItRUlmNU1DRFE6MA" target="_blank"><span>http://spreadsheets.google</span><span>.com/viewform?formkey=cHpU</span><span>NEFjZFZaRTZKOXItRUlmNU1DRF</span>E6MA</a>..</p>
<p>ELENCO (on line) DI COLORO CHE HANNO GIA&#8217; ADERITO:<br />
<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;c6e42847f7c9091733708defd402c2e9&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://spreadsheets.google.com/pub?key=pzT4AcdVZE6J9r-EIf5MCDQ" target="_blank"><span>http://spreadsheets.google</span><span>.com/pub?key=pzT4AcdVZE6J9</span>r-EIf5MCDQ</a></p>
<p>Seguite gli sviluppi dell&#8217;iniziativa su:<br />
<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;c6e42847f7c9091733708defd402c2e9&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://www.meetup.com/l-officina/it/messages/boards/forum/1019015" target="_blank"><span>http://www.meetup.com/l-of</span><span>ficina/it/messages/boards/</span>forum/1019015</a></p>
<p>o su uno dei siti o forum delle organizzazioni citate.</p>
<p>Mille volte si sono lanciate iniziative tese a &#8220;fare rete&#8221;.</p>
<p>Dove sta la differenza questa volta?</p>
<p>Sta nel fatto che invece di cercare accordo su tutto, si è cercato il minimo comune denominatore.</p>
<p>Un minimo comune denominatore che potenzialmente possa essere accettabile per un fronte molto più ampio di quello costituito dai gruppi che fanno esplicitamente riferimento alla democrazia diretta, alla sovranità popolare, alla partecipazione consapevole etc etc, che hanno in genere obiettivi molto più ampi del puro e &#8220;semplice&#8221; referendum deliberativo.</p>
<p>Qui si è cercato qualcosa che unisse tutti, e questo qualcosa non può che essere molto definito e &#8220;ristretto&#8221;. Si è anche cercato di definire un testo che potenzialmente potesse andare bene anche per quelle forze &#8220;tradizionali&#8221; o per i sostenitori di quelle forze, che tuttavia ritengono il referendum di iniziativa una cosa buona e utile per la nostra democrazia.</p>
<p>Solo con la creazione di un fronte ampio e composito può sperare di introdurre realmente i referendum nei nostri ordinamenti locali e nazionali.<br />
Senza questo, la battaglia per i referendum rischia di essere solo una bandiera da agitare senza nessuna speranza concreta di successo. A parole siamo tutti d&#8217;accordo che &#8220;le regole istituzionali&#8221; si cambiano con il sostegno e l&#8217;accordo di forze anche per altri versi divergenti. A Firenze si è pensato a questo e si è stati conseguenti e coerenti.</p>
<p>Si è rinunciato ciascuno ai punti di vista specifici (anche se importanti), si è rinunciato agli egoismi, agli interessi di parrocchia e si è andati dritti allo scopo.<br />
Nella formulazione proposta, tuttavia, nessuno è costretto a cancellare la propria identità, ed è data rilevanza sia al contributo dei singoli che a quello di possibili organizzazioni strutturate e tradizionali.</p>
<p>Ovviamente a nessuno è chiesto di rinunciare ad agire su tutti gli altri fronti, ma ciascuno dei proponenti (così come di coloro che aderiranno) mette in comune la propria disponibilità ad accordarsi per una formulazione condivisa e su azioni comuni, nel quadro di una schema fondamentale di regole lineramente democratiche, semplici e chiare.</p>
<p>Finché non ci sarà questa disponibilità, al di là degli appelli, saremmo costretti, nei fatti, a marciare divisi. Spero che lo spirito unitario e operativo di questo strumento sia compreso e condiviso.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Progetto di Legge del Sen. Peterlini per introdurre il referendum stile svizzero in Italia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 10:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[oskar peterlini]]></category>

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		<description><![CDATA[oskar peterlini
di Paolo Michelotto
il Sen. Peterlini ha presentato in questi giorni un disegno di legge per introdurre anche in Italia i referendum stile svizzero. E’ un progetto sostenuto dagli amici di Iniziativa Più Democrazia di Bolzano e dovrebbe essere sostenuto da tutti coloro che si battono per avere una democrazia più vera, dove i cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_757" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/oskar_peterlini_imagelarge.jpg"><img class="size-medium wp-image-757" title="oskar peterlini" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/04/oskar_peterlini_imagelarge-247x300.jpg" alt="oskar peterlini" width="247" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">oskar peterlini</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il Sen. Peterlini ha presentato in questi giorni un disegno di legge per introdurre anche in Italia i referendum stile svizzero. E’ un progetto sostenuto dagli amici di Iniziativa Più Democrazia di Bolzano e dovrebbe essere sostenuto da tutti coloro che si battono per avere una democrazia più vera, dove i cittadini contino davvero qualcosa. Ecco il testo integrale del disegno di legge.</p>
<p>Qui trovi il testo in formato documento.</p>
<p><span style="font-family: Courier New;"><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=23" title="Version 1 downloaded 670 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download disegno di legge sen. Peterlini per introdurre i referendum stile Svizzero in Italia Version 1" /></a></span></p>
<p>Qui il testo:</p>
<h3>DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE</h3>
<h3>d&#8217;iniziativa del Senatore PETERLINI</h3>
<p>Modifiche agli articoli 70, 71, 72, 73, 74, 75 e 138 della Costituzione, in materia di formazione delle leggi e revisione della Costituzione. Introduzione dell&#8217;iniziativa legislativa popolare e dell&#8217;iniziativa legislativa costituzionale.</p>
<p>Onorevoli Senatori. &#8211; I diritti referendari in Italia spesso sono identificati con i referendum abrogativi, la cui storia è iniziata 35 anni fa col referendum sul divorzio, nel 1974, seguito da altre 13 tornate referendarie con 59 altri quesiti referendari nonché da due referendum confermativi costituzionali (del 2001 e del 2006). Nei casi citati si è trattato sempre di referendum abrogativi e, nella prospettiva di una democrazia diretta, moderna ed integrale, si rischia in questo modo di ridurre lo strumento referendario ad un unico tipo di referendum, che all&#8217;interno della democrazia diretta non è certamente quello più importante. La democrazia diretta, invece, è un concetto ben più ampio rispetto i limitati diritti referendari oggi presenti in Italia. L&#8217;Assemblea costituente del 1947 non ha voluto affidare all&#8217;elettorato italiano gli strumenti dell&#8217;iniziativa legislativa popolare con votazione vincolante e quelli del referendum confermativo facoltativo per le leggi ordinarie dello Stato, per non parlare dell&#8217;iniziativa popolare costituzionale. Dopo 60 anni di Repubblica bisogna iniziare a rimediare a questa carenza.<span id="more-755"></span></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Lo stesso referendum abrogativo sembra da tempo entrato in crisi, non perché mancassero gli argomenti politici scottanti ed il bisogno di partecipazione dei cittadini, ma gli ultimi 5 referendum, a partire dal 1997, recanti 16 quesiti referendari, sono tutti stati invalidati a causa della mancanza del quorum di partecipazione. Ne è conseguita una progressiva perdita di fiducia nello strumento referendario in quanto tale. Forse una certa disaffezione è anche dovuta al fatto che del referendum si sono impadroniti soprattutto i partiti, non la cittadinanza libera o le associazioni ed i comitati ad hoc dei cittadini. I partiti, inoltre, montando campagne astensioniste, hanno smobilitato il proprio elettorato a partecipare e poi, in Parlamento, in varie occasioni, hanno cercato di neutralizzare i risultati dei referendum. Oltre allo strumentario troppo limitato, in un&#8217;ottica di democrazia diretta moderna, le stesse regole di svolgimento dei referendum sono carenti. Sembra che il solo referendum abrogativo con regole applicative restrittive oggi vigenti &#8211; basta pensare al quorum &#8211; abbia toccato un limite nella sua capacità propulsiva della partecipazione popolare.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">In Italia, inoltre, è stato mortificato il diritto all&#8217;iniziativa popolare legislativa, cioè l&#8217;espressione libera e propositiva del sovrano, che porta alla delibera collettiva referendaria su proposte di legge importanti, firmate da centinaia di migliaia di persone. Lo strumento con valenza propositiva oggi vigente &#8211; la proposta di legge di iniziativa popolare &#8211; è solo un&#8217;ombra di questo diritto, perché non si può votare la proposta presentata con grande dispendio di energia per la raccolta delle firme, nel caso in cui fosse respinta dal Parlamento. Anzi, la maggior parte di queste proposte non viene neanche discusse nel Parlamento. Più del 90% delle proposte presentate nella legislatura 1996-2001 non sono ancora state trattate, per non parlare di quelle presentate dal 2002 in poi.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Dall&#8217;altra parte, come momento positivo rispetto la partecipazione popolare ai referendum, vanno segnalati i referendum confermativi costituzionali del 2001 e del 2006, uno sulle modifiche costituzionali volute dal governo Prodi, 1996-2001, l&#8217;altro sulle modifiche volute dal governo Berlusconi II, 2001-2006. Entrambi i referendum sono stati svolti senza quorum di partecipazione, perché nei referendum confermativi costituzionali questa barriera non è prevista, sebbene si trattasse di questioni fra le più importanti, cioè di modifiche sostanziali della Costituzione. In tal modo prefigurano il vero tipo di votazione referendaria, come praticata in altri paesi, in cui decidono coloro che si recano all&#8217;urna per votare, mentre gli astenuti implicitamente delegano la decisione agli altri.</p>
<h3>1. Le principali lezioni da trarre da 34 anni di referendum</h3>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Se volessimo trarre le principali lezioni, da questo primo periodo di applicazione di strumenti referendari, nel nostro sistema politico potremmo riassumerli in tre punti principali:</p>
<p align="justify">1. C&#8217;è oggi in Italia una gamma incompleta di diritti referendari, cioè mancano gli strumenti principali presenti in paesi con democrazia diretta completa: l&#8217;iniziativa popolare ed il referendum confermativo facoltativo anche per le leggi ordinarie. Inoltre manca anche l&#8217;iniziativa popolare di modifica della Costituzione, che fu il primo diritto rivendicato e poi conquistato dal movimento popolare per la democrazia diretta negli anni 1860 in Svizzera, un diritto fortemente istituzionalizzato anche negli USA a partire del 1900.</p>
<p align="justify">2. Le regole di applicazione dei diritti referendari sono troppo restrittive. Quindi occorre riformare o sostituire la legge di applicazione del referendum n. 352 del 1970. Alcuni esempi: i poteri troppo estesi di intervento della Consulta nella materia dei quesiti referendari, il divieto di coincidenza dei referendum con le elezioni, la mancanza di garanzia del risultato, la raccolta delle firme con obbligo di autenticazione da parte di un ufficiale pubblico, la mancanza di rimborsi a comitati di promotori, la mancanza dell&#8217;obbligo di informazione da parte dello Stato, la mancanza di trasparenza e di limiti nei finanziamenti delle campagne referendarie.</p>
<p align="justify">3. Il quorum di partecipazione del 50%, inutile e dannoso, ha contribuito a screditare lo strumento del referendum negli occhi di milioni di elettori italiani che da anni non si recano più alle urne. Il quorum di partecipazione fa si che artificialmente gli astenuti si sommano ai contrari, quindi gioco facile per i partiti o i gruppi di interesse contrari ad una quesito a chiamare l&#8217;elettorato ad ignorare i referendum, andarsene al mare o in montagna, entrando in tacita coalizione con i non interessati. Oggi, fra frustrazione popolare e desiderio dello Stato forte, si sceglie l&#8217;antipolitica o si votano i leader forti, anziché rafforzare gli strumenti che danno più potere ai cittadini.</p>
<p align="justify"> </p>
<h3>2. Le innovazioni oggi necessarie</h3>
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<p align="justify">Quindi se l&#8217;obiettivo è quello di ricucire lo scollamento fra la popolazione e le istituzioni, ma anche con le forze politiche, bisogna modificare lo sistema di democrazia diretta come si presenta oggi. Se si intende promuovere attivamente la partecipazione politica, all&#8217;insegna dell&#8217;articolo 118, comma 4, della Costituzione, e si intende dispiegare gli effetti positivi della democrazia diretta, bisogna rifare i relativi articoli della Costituzione, cioè soprattutto gli articoli 73, 74, 75 e 138 per ampliare lo stesso strumentario referendario. Tale progetto deve partire dai seguenti punti cardine:</p>
<p align="justify">1. Prima di tutto bisogna superare il concetto limitativo della democrazia diretta che regna oggi, riconoscere, cioè, il potere legislativo effettivo ai cittadini recuperando i due strumenti essenziali di una democrazia diretta completa: da una parte l&#8217;iniziativa popolare per dare spazi d&#8217;azione ai cittadini, dall&#8217;altra il referendum confermativo facoltativo per consentire ai cittadini di fermare delle leggi che presumibilmente non hanno il consenso della maggioranza dell&#8217;elettorato. Ciò significa dare in mano ai cittadini sia l&#8217;acceleratore sia il freno di emergenza in politica: accelerare quando riforme importanti e urgenti non partono e non vanno avanti nel Parlamento, frenare quando la maggioranza politica cerca di imporre le sue scelte ad una presumibile maggioranza contraria nell&#8217;elettorato. Si tratta di diritti che nel 1947/48 furono trascurati dalla Costituente, ingiustamente. Oggi non si tratta più di avvalersi del referendum come puro strumento di difesa, come voluto dalla Costituente, ma di intendere gli strumenti referendari il veicolo più importante di stimolo della partecipazione politica, come lo vuole l&#8217;articolo 118, comma 4, che afferma testualmente: &#8220;Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni favoriscono l&#8217;autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà&#8221;. Il referendum abrogativo per più di 30 anni è servito da surrogato dell&#8217;iniziativa popolare cioè del referendum propositivo ma, stando alle esperienze nostre e a quelle di altri paesi, non è possibile. I cittadini hanno bisogno di un proprio spazio d&#8217;azione e di strumenti referendari adatti per indirizzare la politica e chi governa.</p>
<p align="justify">2. Le regole di applicazione vanno ridisegnate in chiave democratica, più rispettose delle esigenze dei cittadini moderni, per esempio limitando i diritti d&#8217;intervento della Consulta, ampliando le materie ammissibili a referendum includendo, per esempio, la politica estera e la materia tributaria, istituendo l&#8217;obbligo di informare con un opuscolo ufficiale ogni famiglia, adottando regole più severe per la <em>par condicio</em>, introducendo una spesa massima consentita per le spese della campagna e delle contro campagne, prevedendo la massima trasparenza nei finanziamenti, liberalizzando la forma di raccolta delle firme e così via.</p>
<p align="justify">Il problema oggi non sta nella &#8220;proliferazione dei referendum&#8221;, perché strumenti troppo facilmente accessibili. Il problema sta nel fatto che oggi in Italia i cittadini, nei loro Comuni, nelle Regioni e a livello nazionale, non intendono la democrazia diretta come strumento normale di articolazione e partecipazione politica. Quindi bisogna assegnare agli strumenti referendari il ruolo che hanno avuto da tanti decenni in altre società democratiche: essere espressione della volontà popolare senza mediazione partitica. Così i referendum avranno una nuova valenza politica che va oltre l&#8217;assetto politico in Parlamento, che si configura in dato momento storico e, quindi, integra la democrazia rappresentativa: una valenza propositiva con l&#8217;iniziativa popolare, una valenza oppositiva col referendum confermativo. L&#8217;attuale referendum abrogativo verrebbe semplicemente assorbito nell&#8217;iniziativa popolare, cioè non introduce o modifica una legge, ma annulla una norma.</p>
<p> </p>
<h5><strong>3. L&#8217;iniziativa popolare legislativa (Art. 73)</strong></h5>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Fra i principali motivi per potenziare gli strumenti referendari (iniziativa popolare legislativa e referendum confermativo facoltativo) si trova la necessità di aprire nuovi spazi di partecipazione ai cittadini, dando seguito all&#8217;articolo 118, comma 4, della Costituzione e recuperando la spinta di impegno attivo per il bene comune. L&#8217;iniziativa popolare come disciplinata oggi non ha il necessario impatto nella vita democratica, poiché non impegna il Parlamento, come ampiamente dimostrato dalle cifre delle proposte di legge di iniziativa popolare presentate durante le ultime legislature. Queste proposte anche dopo 10 anni dalla loro presentazione sono in maggior parte ancora inevase. Anche a livello regionale lo strumento della proposta di legge si è rivelata un istituto che ispira scarsissima motivazione fra i cittadini, quindi applicato raramente, sempre a causa della mancanza di votazione popolare nel caso in cui la proposta venisse respinta o non trattata dal rispettivo Consiglio regionale. Per questo motivo una regione e una provincia a statuto speciale (Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento) nelle loro leggi regionali/provinciali sulla democrazia diretta hanno introdotto l&#8217;obbligo del rispettivo Consiglio regionale di trattare le proposte di legge di iniziativa entro un determinato termine, pena il passaggio della proposta alla votazione popolare referendaria. Tale regolamento sembra però insoddisfacente dal momento che non attribuisce ai cittadini un&#8217;effettiva potestà legislativa. Giustamente la Regione autonoma della Valle d&#8217;Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano si sono spinti oltre, istituendo l&#8217;iniziativa popolare legislativa vera e propria, con cui si consente ai cittadini, dopo aver raggiunto il quorum di sottoscrizione, di presentare ai rispettivi Consigli regionali una proposta di legge redatta in articoli. Se il testo nella sua interezza o nella sua sostanza non fosse recepito dal Consiglio, automaticamente in queste regioni si passa alla votazione popolare. Tale istituto, accanto al referendum confermativo facoltativo e costituzionale, rappresenta lo strumento principale dei regolamenti di democrazia diretta che funzionano a piena soddisfazione dei cittadini da 140 anni in Svizzera (tutti livelli di Governo) e da più di 100 anni in 26 stati degli Stati Uniti (livello degli Stati federati e dei Comuni).</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Il Parlamento deve avere il diritto alla controproposta. In una qualsiasi materia ammissibile a referendum (sia propositivo sia confermativo) il Parlamento rispetto alle proposte di riforma provenienti dai cittadini e lo status quo, può avere i propri disegni di riforma, che possono trovarsi in pieno contrasto con la proposta avanzata dai cittadini. La controproposta parlamentare accoglie questi interessi e offre al cittadino elettore la scelta fra due proposte di riforma e lo status quo su cui deve potersi esprimere. Qualora il Parlamento approvasse una propria proposta di legge in materia, il comitato promotore dell&#8217;iniziativa popolare, composto secondo la presente proposta da almeno 9 cittadini aventi diritto al voto, decide a maggioranza se ritirare il disegno di legge di iniziativa popolare o far valere il diritto alla votazione popolare deliberativa. Per cui spetterà al Comitato promotore stesso valutare, se la sua proposta di legge di iniziativa popolare sia in sufficiente misura stata accolta dal Parlamento oppure sia stata approvata una legge in contrasto con i principi e le finalità del testo originale sottoposto dal Comitato promotore.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Data la possibilità che entrambe le proposte possono ottenere la maggioranza dei voti validi, occorre comunque inserire una terza &#8220;domanda di ballottaggio&#8221; del seguente tipo: &#8220;Quale proposta deve entrare in vigore se i cittadini preferiscono entrambe le proposte al diritto vigente?&#8221; Se venissero approvate sia la proposta popolare sa la controproposta parlamentare decide il risultato di questa terza domanda. Se anche nella terza domanda nessuna delle proposte ottenesse la maggioranza, l&#8217;iniziativa popolare in quanto tale sarebbe bocciata e resterebbe in vigore la legge che si intendeva emendare. Anche in questo caso un referendum propositivo costituirebbe comunque un&#8217;espressione significativa ed importante della cittadinanza di cui il Parlamento terrà conto nei suoi successivi tentativi di riformare la materia oggetto della votazione referendaria.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"><strong>4. Il Referendum confermativo facoltativo (Art. 74)</strong></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Il &#8220;Referendum confermativo facoltativo&#8221;, che oggi nell&#8217;ordinamento giuridico italiano esiste solo per i casi di modifica della Costituzione da parte del Parlamento, approvati da una maggioranza inferiore ai due terzi dei Parlamentari, va esteso alle leggi ordinarie dello Stato. Questo strumento rappresenta, sia in teoria che nella lunga prassi politica degli Stati con regolamenti moderni della democrazia diretta, un vero e proprio &#8220;freno di emergenza&#8221; in mano ai cittadini. Con il referendum confermativo facoltativo un numero minimo di cittadini (o anche 5 Consiglio regionali), appena approvata una legge, ma non ancora entrata in vigore, richiede con la propria firma, entro un periodo di tempo relativamente breve, che tutto l&#8217;elettorato deve poter pronunciarsi su tale legge. Dal referendum confermativo è esclusa la legge finanziaria. Tale istituto è quello più frequentemente utilizzato nell&#8217;ordinamento svizzero e statunitense. Conferisce ai cittadini un potere di veto o di verifica. Richiedere il referendum confermativo significa nient&#8217;altro che esiste un forte dubbio sul consenso della maggioranza del Parlamento. Col referendum confermativo facoltativo anche i parlamentari stessi hanno la possibilità di verificare se le loro proposte di regolamentazione di una data materia corrispondono alla &#8220;volontà generale&#8221;.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">In base alla presente proposta di modifica dell&#8217;articolo 75 della Costituzione, comma 2, si intende consentire per un periodo limitato l&#8217;entrata in vigore di &#8220;leggi urgenti&#8221;, comunque contestabili mediante referendum confermativo facoltativo. Afferma il proposto articolo: &#8220;Se le Camere ne dichiarano l&#8217;urgenza, la legge è promulgata nel termine da esso stabilito e si può chiedere l&#8217;indizione di un referendum confermativo ai sensi dell&#8217;articolo 74 soltanto dal momento che la legge è entrata in vigore. Se si arriva al referendum confermativo popolare con esito sfavorevole alla legge, essa viene abrogata e non può più essere riapprovata.&#8221; Questa norma viene incontro all&#8217;esigenza del Parlamento di affrontare esigenze di urgente regolamento. La legge approvata entra in vigore e resta in vigore fino allo svolgimento del referendum confermativo facoltativo. Se sottoposta a referendum confermativo facoltativo verrebbe abrogata come nel caso del referendum abrogativo oggi in vigore. Una volta sconfessata una tale legge &#8220;urgente&#8221; da parte dell&#8217;elettorato, non può essere ripresentata in Parlamento, garantendo di tal maniera la deliberazione popolare.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"><strong>5. L&#8217;iniziativa popolare costituzionale</strong></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Per l&#8217;esercizio della legislazione costituzionale da parte dei cittadini si propone un iter più esigente rispetto all&#8217;iniziativa popolare legislativa per le leggi ordinarie. La facoltà di iniziativa per tali leggi (redatto in articoli) spetta in una prima fase ad almeno 50.000 cittadini, le cui firme vanno raccolte nell&#8217;arco di 6 mesi. Questo per presentare una proposta di &#8220;preesame&#8221; di ammissibilità. Ma il numero effettivo minimo di cittadini che devono firmare tale proposta è innalzato ad un milione. Introducendo due fasi si intende evitare l&#8217;esperienza frustrante per tanti comitati promotori e tantissimi firmatari che le richieste di referendum venissero bocciate dalla Corte costituzionale, solo dopo la raccolta delle firme (in questo caso non meno di 1 milione di firme). Nella forma qui proposta, invece, 50.000 elettori hanno il diritto di ottenere la verifica di ammissibilità di una loro proposta di modifica costituzionale da parte della Corte Costituzionale. Con questa certezza di seguito si può affrontare con pieno impegno la raccolta del milione di firme richieste. Anche in questo caso il Parlamento può presentare una sua controproposta che verrebbe sottoposta all&#8217;elettore nel referendum alla stregua dell&#8217;iniziativa popolare per le leggi ordinarie.</p>
<p> </p>
<h1>6. Alcune ragioni per l&#8217;abolizione del quorum di partecipazione</h1>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Nel presente disegno di legge è previsto che in tutte le votazioni referendarie sono approvate le proposte se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La votazione referendaria deve essere libera e decisiva, cioè cittadini dovranno sapere che se partecipano ad una votazione referendaria sono loro a decidere se non vi partecipano, implicitamente, delegano il voto e la decisione referendaria agli altri. Come si legittima l&#8217;abolizione del quorum? Le ragioni più importanti sono le seguenti:</p>
<p align="justify">1. A causa del quorum, chiunque non si reca a votare conta automaticamente come un &#8220;No&#8221;, mentre in realtà ci sono tantissimi motivi personali che possono impedire la partecipazione ad un referendum: la mancanza di conoscenza dell&#8217;argomento, l&#8217;indecisione, il disinteresse e mille altre ragioni private. Nel caso delle elezioni tutti questi motivi sono ragioni di astensione dal voto o della non-partecipazione, ma non equivalgono ad un voto contrario. Nelle elezioni contano solo i voti validi per i partiti e i candidati. Anche la non-partecipazione al voto referendario quindi va considerata per quello che è: un&#8217;astensione dal voto senza influenza sul risultato.</p>
<p align="justify">2. Attraverso il boicottaggio del referendum, la partecipazione al voto scende facilmente sotto il 50% degli aventi diritto al voto richiesto per la validità del risultato della consultazione. Gli oppositori, sfruttando il meccanismo del quorum, cercano di invalidare la consultazione invitando gli elettori a disertare le urne, contando su coloro che non andrebbero comunque a votare. Perciò gli oppositori non devono più convincere i cittadini con argomenti e proposte alternative, ma si fermano ad appelli al boicottaggio. Solo in assenza di quorum contano veramente gli argomenti, perché sia i promotori che gli oppositori sono tenuti a convincere la maggioranza dei cittadini.</p>
<p align="justify">3. I cittadini attivi politicamente si impegnano ad informarsi e a farsi un&#8217;opinione per poi recarsi a votare. I non interessati e i fautori del boicottaggio non vanno alle urne. In caso di referendum invalidato a causa del mancato raggiungimento del quorum, i primi vengono di fatto puniti per il loro impegno civico, mentre i secondi, boicottatori e disinteressati, vengono premiati per una scelta che di fatto danneggia il confronto democratico.</p>
<p align="justify">4. In un certo senso a causa del quorum di partecipazione anche il diritto al voto segreto viene indebolito: chi nonostante un boicottaggio si reca ugualmente alle urne da parte degli oppositori viene automaticamente considerato un avversario politico.</p>
<p align="justify">5. In Italia non è previsto quorum nel caso di referendum molto importanti quale il referendum confermativo facoltativo relativo alle leggi costituzionali (art. 138, 2° comma) e nel caso delle leggi sulla forma di governo (leggi elettorali e di democrazia diretta) a livello regionale.</p>
<p align="justify">6. Per il voto elettorale a nessun livello governativo è previsto un quorum minimo di partecipazione: solo chi vota può decidere. Non esiste il &#8220;numero legale&#8221; nelle elezioni politiche.</p>
<p align="justify">7. Il timore che una piccola minoranza molto attiva possa imporre i suoi interessi ad una maggioranza passiva non è motivato. Le ricerche sul comportamento degli elettori evidenziano che nelle votazioni contese il tasso di partecipazione è alto e la maggioranza dei cittadini esprime chiaramente il suo rifiuto alla proposta di una minoranza. I partiti e le forze sociali, che pretendono di rappresentare la maggioranza della società, sono comunque sempre liberi di mobilitare i loro sostenitori a votare contro un quesito referendario, che si presume rifletta solo l&#8217;interesse di una minoranza.</p>
<p align="justify">8. In Svizzera, negli USA, in Baviera ed in altri paesi non esiste il quorum di partecipazione. Nonostante la partecipazione alle votazioni referendarie in Svizzera oscilli &#8220;solo&#8221; attorno al 40%, nessuna forza politica rivendica seriamente un quorum di partecipazione, sapendo che si aprirebbe un varco a manovre tattiche e a strumentalizzazioni politiche.</p>
<p align="justify">9. La democrazia diretta deve promuovere e non scoraggiare la partecipazione dei cittadini. Uno degli obiettivi principali della democrazia diretta è la promozione della partecipazione dei cittadini, ribadita dall&#8217;attuale articolo 118, comma 4 della Costituzione. Un alto livello di partecipazione non viene raggiunto imponendo l&#8217;obbligo legale di raggiungere una quota predeterminata e non è certo perché esiste il quorum che si convincono a votare cittadini non interessati. Avviene invece il contrario: i cittadini interessati e motivati, dopo una serie di esperienze con referendum falliti per mancato raggiungimento del quorum, si sentono frustrati e perdono la fiducia in questo strumento. In questo senso paradossalmente essi sono scoraggiati proprio dal quorum di partecipazione perché si devono confrontare con una fetta di concittadini che boicottano la votazione. È quindi un circolo vizioso. Benché originalmente il quorum fosse inteso come uno stimolo alla partecipazione, è innegabile che oggi il quorum determini il rifiuto del dibattito e dell&#8217;impegno. I gruppi più penalizzati da questo meccanismo sono proprio le minoranze sociali che non riescono a sollecitare ampie fasce di popolazione.</p>
<p align="justify">10. Il quorum scaturisce dalla sfiducia nei cittadini. Oggi gli strumenti referendari sono strumenti di partecipazione attiva e non più di sola &#8220;difesa in casi estremi&#8221;. Le procedure di democrazia diretta devono essere disegnate di modo tale da incoraggiare la comunicazione a tutti i livelli e, in questa ottica, un quorum di partecipazione, con le relative campagne di boicottaggio, tende ad essere di ostacolo per una buona comunicazione. È più facile rifiutare ogni dibattito, istigando i cittadini a non votare, piuttosto che affrontare di petto un dibattito pubblico e una votazione senza quorum.</p>
<p align="justify">Il quorum di partecipazione del 50% non è una norma fondamentale del nostro ordinamento costituzionale, tanto è vero che è previsto solo da uno dei due tipi di referendum nazionali oggi istituzionalizzati. Rifacendosi agli esempi funzionanti in vari altri paesi, in Italia è ora di abolire il quorum di partecipazione sia a livello nazionale sia regionale sia comunale.</p>
<p align="justify">La cancellazione del quorum di partecipazione è però da rimpiazzare con un&#8217;altra norma di notevole importanza, cioè la necessità di raggiungere la maggioranza dei voti validi non solo a livello nazionale, ma anche nella maggioranza delle regioni. Questa norma, che da atto alla traiettoria di fondo del sistema politico italiano verso uno stato regionale più avanzato, evita un&#8217;espressione referendaria sbilanciata sotto il profilo geografico, richiedendo che i voti favorevoli non possono essere concentrati in poche regioni. Ad esempio un referendum accolto solo nelle otto regioni del Nord non potrebbe passare, perché in almeno 11 regioni su 20 la maggioranza dovrà essere stata raggiunta.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong>DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong>CAPO I</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><em>(Modifiche agli articoli 70, 71, 73, 74, 75</em><em><strong> </strong></em><em>della Costituzione con introduzione dell&#8217;iniziativa di legge popolare ed il referendum confermativo popolare nonché introduzione dell&#8217;iniziativa legislativa popolare costituzionale)</em></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 1</p>
<p align="left"> </p>
<ol>
<li>
<p align="justify">L&#8217;articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
</li>
</ol>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 70. &#8211; La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere e dal popolo sovrano ogni volta che un numero minimo di lettori ne faccia richiesta.&#8221;</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 2</p>
<p align="center"> </p>
<ol>
<li>
<p align="justify">L&#8217;articolo 71 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
</li>
</ol>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 71. &#8211; L&#8217;iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere, ad un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Hanno diritto di esercitare l&#8217;iniziativa di legge e di partecipare alla votazione popolare tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La legge determina le modalità di attuazione dell&#8217;iniziativa popolare e del diritto alla votazione referendaria deliberativa.&#8221;</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 3</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 72. &#8211; Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che lo approva articolo per articolo e con votazione finale.</p>
<p align="justify">Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l&#8217;urgenza. Può altresì stabilire in quali casi e forme l&#8217;esame e l&#8217;approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.</p>
<p align="justify">La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.&#8221;.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 4</p>
<p align="center"> </p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 73 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 73. &#8211; Il popolo esercita l&#8217;iniziativa delle leggi, mediante la proposta di legge di iniziativa popolare, da parte di un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, di un progetto redatto in articoli. La durata massima utile per la raccolta delle firme richieste per l&#8217;iniziativa popolare viene stabilita dalla legge dello Stato. La proposta di legge di iniziativa popolare, che deve essere formulata secondo il principio dell&#8217;unità della materia, viene presentata ad una Camera e segue l&#8217;iter legislativo previsto dall&#8217;articolo 72.</p>
<p align="justify">Qualora una proposta di legge ad iniziativa popolare, di cui al comma precedente, non venga tradotto in legge dal Parlamento entro un congruo periodo di tempo, da stabilire con legge, la proposta è sottoposta alla votazione popolare deliberativa, previa dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale. Qualora il Parlamento modifica la proposta di legge di iniziativa popolare o approva un proprio disegno di legge in materia, il comitato promotore dell&#8217;iniziativa popolare, composto da un numero minimo di elettori da stabilire con legge dello Stato, decide a maggioranza se ritirare il disegno di legge ad iniziativa popolare o far valere il diritto alla votazione popolare deliberativa.</p>
<p align="justify">In quest&#8217;ultimo caso ambedue le proposte vengono sottoposte a votazione referendaria. In questo caso le domande all&#8217;elettore sono tre: se preferisce la proposta popolare al diritto vigente; se preferisce la controproposta del Parlamento al diritto vigente; quale proposta deve entrare in vigore se gli elettori preferiscono entrambe le proposte al diritto vigente.</p>
<p align="justify">Una proposta è approvata se ha raggiunto la maggioranza dei voti validamente espressi sia nella maggioranza delle regioni che sull&#8217;intero territorio nazionale. Se viene approvata sia la proposta popolare che la controproposta parlamentare decide il risultato della terza domanda.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 5</p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 74 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 74. &#8211; È sospesa l&#8217;entrata in vigore di una legge o di un atto avente valore di legge per sottoporlo a referendum confermativo, quando lo richiedono entro 10 giorni dall&#8217;avvenuta approvazione un comitato, composto da un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, o un Consiglio regionale. È indetto il referendum confermativo quando, di seguito, entro tre mesi dall&#8217;avvenuta approvazione in sede parlamentare o governativa della legge o dell&#8217;atto avente valore di legge tale richiesta viene sostenuta da un numero minimo di cittadini aventi diritto al voto, da stabilire con legge dello Stato, o da 5 Consigli regionali.</p>
<p align="justify">Non è ammesso il referendum confermativo per le leggi di bilancio.</p>
<p align="justify">Hanno diritto di partecipare al referendum confermativo tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum confermativo entra in vigore se la richiesta di referendum confermativo non viene sostenuta dal numero minimo di cittadini stabilito con legge dello Stato o quando una maggioranza dei voti validamente espressi si esprime a favore.</p>
<p align="justify">La legge determina le modalità di attuazione del referendum confermativo.&#8221;.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 6</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 75 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 75. &#8211; Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall&#8217;approvazione parlamentare o popolare.</p>
<p align="justify">Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l&#8217;urgenza, la legge è promulgata nel termine da esso stabilito e si può chiedere l&#8217;indizione di un referendum abrogativo <span style="text-decoration: underline;">ai sensi dell&#8217;articolo 74</span> soltanto dal momento che la legge è entrata in vigore. Se si arriva al <span style="text-decoration: underline;">referendum confermativo</span> popolare con esito sfavorevole alla legge, essa viene abrogata e non può più essere riapprovata entro la medesima legislatura.</p>
<p align="justify">Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.&#8221;.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center"><strong>CAPO II</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><em>(Modifiche all&#8217; articolo 138</em><em><strong> </strong></em><em>della Costituzione e introduzione dell&#8217;iniziativa legislativa costituzionale)</em></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="center">Art. 7</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">1. L&#8217;articolo 138 della Costituzione è sostituito dal seguente:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;Art. 138. &#8211; Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate con il 60% dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi sono poi sottoposte a referendum confermativo popolare, quando entro tre mesi dalla loro pubblicazione ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.</p>
<p align="justify">I principi fondamentali della Costituzione, i diritti umani sanciti dalle fonti internazionali, le libertà e i diritti dei cittadini fissati nella prima parte della Carta costituzionale non possono essere ridotti o disconosciuti, così come non possono esserne indebolite le garanzie di tutela disposte nella seconda parte. Le leggi di revisione della Costituzione devono essere formulate tenendo conto del principio dell&#8217;unità della materia.</p>
<p align="justify">La Corte Costituzionale si pronuncia sulla conformità della revisione a tali imperativi entro novanta giorni dalla prima approvazione in entrambe le Camere.</p>
<p align="justify">Il popolo esercita l&#8217;iniziativa delle leggi di revisione della Costituzione, mediante la proposta da parte di un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, di un progetto redatto in articoli e segue l&#8217;iter come previsto dall&#8217;art. 73. La durata massima utile per la raccolta delle firme richieste per l&#8217;iniziativa legislativa costituzionale popolare viene stabilita dalla legge dello Stato.</p>
<p align="justify">Entro novanta giorni dalla presentazione della proposta di legge alla Camera la Corte Costituzionale si pronuncia sulla conformità della proposta dopodiché un numero minimo di elettori, da stabilire con legge dello Stato, possono richiedere che la proposta di legge sia sottoposta a referendum popolare.</p>
<p align="justify">Qualora una proposta di legge costituzionale ad iniziativa popolare non venga tradotta in legge entro un congruo periodo di tempo, da stabilire con legge dello Stato, la proposta è sottoposta al referendum popolare.</p>
<p align="justify">Il Parlamento può presentare una controproposta in materia, che deve essere approvata secondo l&#8217;iter legislativo previsto dal primo comma. In questo caso ambedue le proposte dichiarate ammissibili da parte della Corte Costituzionale, vengono sottoposte alla votazione referendaria. In questo caso le domande all&#8217;elettore sono tre: se preferisce la proposta popolare al diritto vigente; se preferisce la controproposta del Parlamento al diritto vigente; quale proposta deve entrare in vigore se gli elettori preferiscono entrambe le proposte al diritto vigente.</p>
<p align="justify">Una proposta è approvata se ha raggiunto la maggioranza dei voti validamente espressi sia nella maggioranza delle regioni che sull&#8217;intero territorio nazionale. Se viene approvata sia la proposta popolare che la controproposta parlamentare decide il risultato della terza domanda..</p>
<p align="justify">La legge determina le modalità di attuazione dell&#8217;iniziativa legislativa costituzionale popolare e del referendum confermativo popolare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>11 ottobre 2009: Referendum Day a Rovereto</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 21:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum day rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

il sindaco di Rovereto, Guglielmo Valduga ha deciso di fissare la data dei 4 refendum comunali che chiedono l&#8217;abolizione del quorum, il PRG partecipato, la progettazione partecipata di una piazza, di dare parere negativo all&#8217;inceneritore Sandoz, per l&#8217;11 ottobre 2009. Noi di PartecipAzione Cittadini Rovereto avevamo chiesto l&#8217;abbinamento con le elezioni europee per:
1. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uW6FFmwL6Y4&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/uW6FFmwL6Y4&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>il sindaco di Rovereto, Guglielmo Valduga ha deciso di fissare la data dei 4 refendum comunali che chiedono l&#8217;abolizione del quorum, il PRG partecipato, la progettazione partecipata di una piazza, di dare parere negativo all&#8217;inceneritore Sandoz, per l&#8217;<strong>11 ottobre 2009</strong>. Noi di PartecipAzione Cittadini Rovereto avevamo chiesto l&#8217;abbinamento con le elezioni europee per:</p>
<p>1. risparmiare soldi dei contribuenti</p>
<p>2. risparmiare tempo ai cittadini con una sola giornata di votazioni invece che due</p>
<p>3. aumentare la partecipazione dei votanti ai referendum per superare con più facilità l&#8217;attuale quorum del 50% .</p>
<p>Il sindaco Valduga ha rifiutato queste considerazioni. I referendum si terranno l&#8217;11 ottobre 2009. Il <strong>Referendum Day di Rovereto. </strong>Questa giornata sarà importante per tutta l&#8217;Italia perché mostrerà che i cittadini possono chiedere di avere maggiore democrazia, con i metodi della democrazia diretta.<strong> </strong>Se avrà successo, sarà una indicazione di una nuova strada che tutti i cittadini italiani potranno intraprendere.</p>
<p>Per questo chiediamo l&#8217;aiuto di tutti i cittadini italiani. <strong>Non è più una questione di una piccola città, Rovereto.</strong> E&#8217; una nuova strada verso la democrazia. Quella vera. Una strada per tutta l&#8217;Italia.</p>
<p>Per saperne di più:</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/11-ottobre-2009-referendum-day-a-rovereto/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/11-ottobre-2009-referendum-day-a-rovereto/</a></p>
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		<title>I rappresentanti che non ci rappresentano più: l&#8217;esempio dei referendum non abbinati alle europee</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/04/i-rappresentanti-che-non-ci-rappresentano-piu-lesempio-dei-referendum-non-abbinati-alle-europee/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 06:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[europee]]></category>

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		<description><![CDATA[partito-casta
di Paolo Michelotto
i rappresentanti italiani eletti non rappresentano più i cittadini. Questa affermazione è bollata dalla classe politica come &#8220;populista&#8221;, &#8220;qualunquista&#8221;, &#8220;demagogica&#8221; eppure in questi giorni abbiamo una prova chiara. A tre livelli di potere, quello nazionale, quello provinciale e quello comunale, esponenti di partiti diversi sono accumunati da un solo atteggiamento, quello di boicottare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_693" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/partito-casta.jpg"><img class="size-medium wp-image-693" title="partito-casta" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/partito-casta-300x110.jpg" alt="partito-casta" width="300" height="110" /></a><p class="wp-caption-text">partito-casta</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>i rappresentanti italiani eletti non rappresentano più i cittadini. Questa affermazione è bollata dalla classe politica come &#8220;populista&#8221;, &#8220;qualunquista&#8221;, &#8220;demagogica&#8221; eppure in questi giorni abbiamo una prova chiara. A tre livelli di potere, quello nazionale, quello provinciale e quello comunale, esponenti di partiti diversi sono accumunati da un solo atteggiamento, quello di boicottare lo strumento referendario.</p>
<p>Il governo nazionale italiano ha così paura del referendum, da decidere di far spendere alla collettività 400 milioni di euro di costi aggiuntivi pur di tentare di farlo invalidare, non abbinandolo contro ogni logica alle elezioni europee. Berlusconi rappresenta il partito PDL e Lega + aggiunte minori.</p>
<p>Nella provincia di Bolzano, il governatore Durnwalder sta facendo la stessa cosa, decidendo di non abbinare il referendum per il miglioramento degli strumenti di democrazia (per cui i cittadini hanno raccolto 26.000 firme nel 2007) assieme alle europee. Unica spiegazione è il suo tentativo di far fallire il referendum non facendogli raggiungere il quorum previsto oggi in quella provincia, del 40%. Durnwalder è il capo indiscusso della SVP partito territoriale di centro destra.</p>
<p>Nel comune di Rovereto (TN) il sindaco Valduga espressione di una lista di centro appoggiata da socialisti, si oppone all&#8217;abbinamento dei 4 referendum che chiedono maggior democrazia nella città (per cui i cittadini hanno raccolto quasi 800 firme ciascuno nel 2008) alle elezioni europee con lo scopo dichiarato di boicottare il referendum e tentare di impedire che raggiunga il quorum oggi previsto del 50%.</p>
<p>Questi tre politici, Berlusconi, Durnwalder e Valduga, non hanno nulla in comune, una storia diversissima, nessun punto di contatto, ma una sola caratteristica li avvicina: quello di aver così paura dei referendum e delle decisioni dirette dei cittadini da cercare di boicottarli con tutti gli strumenti a loro disposizione. I loro veri interessi evidentemente sono simili, il loro atteggiamento verso la democrazia è analogo, la paura che i cittadini possano esprimere direttamente la loro volontà è uguale. Sono i primi fermenti di un nuovo partito, oggi in embrione, il Partito per la Difesa dei Privilegi della Casta?</p>
<p>A seguire alcuni articoli sulle loro posizioni indifendibili.<span id="more-692"></span></p>
<p><strong>Gian Antonio Stella sul Corriere</strong></p>
<p><strong>Il 6 e 7 giugno non si terrà la consultazione sui quesiti elettorali<br />
Referendum fuori dall&#8217;election day Vittoria leghista, costo 400 milioni<br />
Quorum a rischio col voto la domenica dopo le Europee. Segni: presi per i fondelli. Calderoli: ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile</strong></p>
<p>Quattrocento milioni di euro: 112 volte la somma dell&#8217;8 per mille distribuita nel 2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria. Ecco quanto costerà, secondo gli economisti de lavoce.info, il rifiuto di inserire il referendum elettorale tra le varie consultazioni (europee, comunali, provinciali&#8230;) raggruppate nell&#8217;election-day del 6 e 7 giugno. Risultato: ci porteranno a votare molto probabilmente tre domeniche di fila.</p>
<p>Obiettivo, neppure tanto segreto: stufare gli elettori e far saltare il quorum. Così da conservare la legge attuale, definita dal suo stesso ideatore «una porcata». Peccato. Peccato perché la scelta del governo di rompere finalmente con l&#8217;andazzo che per decenni aveva sparpagliato le elezioni su una infinità di date diverse era stata apprezzata, sull&#8217;uno e l&#8217;altro fronte degli schieramenti, da tutti coloro che hanno chiari due punti. Il primo: lo Stato, specialmente in questi tempi di vacche magre, deve risparmiare più soldi possibile. Il secondo: lo stillicidio di continue scadenze elettorali ha troppo spesso frenato (a volte fino alla paralisi) chi stava al governo impedendogli di muoversi senza l&#8217;ossessione di essere punito al primo esame, volta per volta cavalcato dai vincitori di turno.</p>
<p>Erano anni che da più parti si invocava l&#8217;election day. E anni che, a seconda delle convenienze del momento, si mettevano di traverso questo o quel partito. Finché Roberto Maroni, qualche tempo fa, aveva spiegato: «Il Consiglio dei ministri ha approvato la mia proposta: si voterà insieme per le Europee, per oltre 4000 Comuni e per 73 Province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito è di lunedì, sia per le Amministrative sia per le Europee».</p>
<p>Alleluja. Ma il referendum? Ottocentoventimila persone, 320 mila più del necessario, avevano firmato ai banchetti in piazza di Mario Segni e Giovanni Guzzetta per cambiare il «porcellum», la legge elettorale che perfino il leghista Roberto Calderoli, suo promotore, aveva definito «una porcata». E intorno alle tre idee di base (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera, premio di maggioranza alla lista più votata al Senato e divieto delle candidature multiple, che consentivano ai leader eletti in più collegi di optare per l&#8217;uno o per l&#8217;altro scegliendo di fatto chi fare subentrare e chi no) si erano schierati in tanti. Di destra e di sinistra. Da Arturo Parisi a Gianfranco Fini, da Stefania Prestigiacomo ad Antonio Di Pietro.</p>
<p>Va da sé che Mario Segni, già scottato l&#8217;anno scorso dal rinvio della consultazione deciso per la caduta del governo Prodi, l&#8217;infarto della XV legislatura e le elezioni anticipate, vive la scelta del Viminale con rabbia e sconcerto: «L&#8217;election-day il 7 giugno col Referendum sarebbe stato un&#8217;ottima cosa, ma l&#8217;election day col Referendum una settimana dopo, stretto tra la prima tornata elettorale e il secondo turno delle Amministrative la domenica seguente, è una vera presa per i fondelli». Che alla Lega non piaccia il Referendum si sa: se passassero i «sì» ai quesiti studiati da Guzzetta il Carroccio rischierebbe di esser preso in mezzo. Calderoli, un mese fa, era stato chiarissimo: «Perché dovremmo accettare un sistema che forza tutti ad entrare in due soli listoni? Berlusconi ha già difficoltà a fare il Pdl, figuriamoci se ci obbliga a entrare in un unico cartello elettorale». Quindi, patti chiari amicizia lunga: «Se qualcuno dei nostri alleati volesse sostenere quei quesiti sappia che qualcuno nella maggioranza potrebbe anche votare contro il governo».</p>
<p>L&#8217;obiezione formale è nota: un referendum mischiato in mezzo ad elezioni europee, comunali e provinciali rischia di «confondere» gli elettori. Risposta dei referendari: ma non è forse la destra ad additare ogni giorno a modello gli Stati Uniti d&#8217;America? Bene: in trentasei degli States, in contemporanea con le ultime presidenziali che hanno visto il trionfo di Barack Obama, gli americani hanno votato su 153 referendum. Dal matrimonio gay (in California) all&#8217;assimilazione dell&#8217;aborto all&#8217;omicidio (Colorado), dall&#8217;abrogazione del diritto all&#8217;interruzione anticipata della gravidanza (South Dakota) all&#8217;uso medico della marijuana (Michigan) fino, nello stato di Washington, al suicidio assistito.</p>
<p>Lo stesso Roberto Maroni del resto, quando stava all&#8217;opposizione, la pensava in maniera diversa. Basti tornare all&#8217;aprile del 2001, otto anni fa, quando l&#8217;allora premier Giuliano Amato rifiutò di abbinare le elezioni in arrivo il 13 maggio, che avrebbero visto il trionfo del Cavaliere e della sua coalizione, con il referendum sulla famosa devolution lombarda indetto da Roberto Formigoni e caro alla Lega. «Una vendetta meschina », sibilò Ignazio La Russa. «Si voterà anche a costo di sistemare dei seggi in piazza», tuonò il futuro ministro dell&#8217;Interno, «se si inventasse un rinvio illegittimo per decreto, la Regione Lombardia è pronta ad installare altri seggi e altri scrutatori per i referendum regionali, vicini a quelli delle elezioni». Altri tempi, altri interessi. Formalmente legittimi, per carità. Purché sia chiaro: collocare il referendum elettorale nella domenica in mezzo tra le Europee e i ballottaggi delle Amministrative per puntare al fallimento del quorum costerà appunto agli italiani, stando ai calcoli di lavoce. info, circa 200 milioni di euro in più di spese dirette («quanto fin qui impegnato per la social card») più altri 200 di oneri indiretti. Totale: 400 milioni. Ottanta in più di quei 322 dati nel 2008 dall&#8217;Italia, il più tirchio dei Paesi occidentali, in aiuti al Terzo Mondo.</p>
<p>Gian Antonio Stella<br />
25 febbraio 2009</p>
<p>appello dell&#8217;Iniziativa Più Democrazia di Bolzano</p>
<p><strong>Stephan Lausch di Bolzano</strong></p>
<p><strong>CHI BEN COMINCIA È A METÁ DELL&#8217;OPERA!</strong></p>
<p><strong>Fissare una &#8220;buona&#8221; data è già una mezza vittoria</strong></p>
<p>Cari amici della democrazia diretta!</p>
<p>In queste ultime settimane sui mass media si è parlato spesso della data dei prossimi referendum, che voi tutti sostenete, e delle modifiche legislative necessarie per abbinare i referendum alle elezioni europee. Ma pochi sanno cosa stia realmente succendendo. Per questo facciamo una breve sintesi degli ultimi accadimenti.</p>
<p>A metà gennaio abbiamo incontrato il presidente del Consiglio Provinciale, Dieter Steger, il quale aveva promesso di portare all&#8217;ordine del giorno della riunione dei capigruppo la questione della data referendaria. Promessa che sino ad ora non è stata mantenuta.<br />
Durnwalder va affermando che l&#8217;abbinamento non è realizzabile perché la legge imporrebbe la data dal 6 luglio in poi, ma le sue affermazioni si basano solo su un banale promemoria dell&#8217;ufficio di Affari istituzionali, non su un parere giuridico come quello espresso dall&#8217;Ufficio legale del Con­siglio provinciale, il quale afferma che dal 26 aprile in poi ogni data è possibile.<br />
Il capogruppo dell&#8217;SVP, Elmar Pichler Rolle, sollecitato ad esprimersi sulla questione, non ha dato nessuna risposta.<br />
La maggioranza in Consiglio provinciale, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte nostra, non ha fatto nulla sino ad ora per rendere realizzabile l&#8217;abbinamento.</p>
<p>Può essere utile ricordare inoltre che, in luglio 2007, Durnwalder ha rinviato con un decreto la data per i referendum proposti dall&#8217;Union für Südtirol, motivando la decisione con la necessità di &#8220;sotto­porre al cittadino le proposte referendarie contestualmente in un&#8217;unica tornata di votazione&#8221; anche per &#8220;il contenimento dei costi, l&#8217;economicità, la razionalizzazione dell&#8217;azione pubblica e, non da ultimo, il minor aggravio del cittadino per la chiamata alle urne&#8221;.</p>
<p>Tutte motivazioni che adesso non sono più valide, a quanto pare, visto che si rischia di spendere sino a 6 milioni di euro in più e tornare alle urne per ben 4 volte!</p>
<p>E&#8217; evidente che da più parti si cerca di boicottare i referendum già nella definizione della data, che è un elemento fondamentale per una buona partecipazione dei cittadini. Se venisse fissata una data &#8220;scomoda&#8221; per noi, oltre a far annullare il referendum i nostri avversari riuscirebbero anche nell&#8217;intento di scoraggiare e demotivare quei cittadini che per la prima volta si avvicinano ad una reale partecipazione democratica.</p>
<p>Allora il nostro e il vostro impegno non deve concentrarsi solo sull&#8217;andare alle urne, ma deve parti­re già adesso, urlando la nostra volontà per quelle orecchie ormai sorde alla voce dei cittadini!</p>
<p>Martedì 3 marzo si svolgerà l&#8217;ultima seduta di consiglio utile per apportare le necessarie modifiche alla legge elettorale. Dopo questa data non ci saranno più i tempi tecnici per poter realizzare l&#8217;abbinamento, e chi vuole boicottare il referendum avrà ottenuto una parte del suo scopo.</p>
<p>Per questo ci incontriamo martedì 3 marzo alle 9.30, presso l&#8217;atrio di ingresso della sala Consiliare provinciale di via Crispi, mezz&#8217;ora prima dell&#8217;inizio della seduta consiliare &#8211; con manifesti, striscioni e quanto può essere utile a farci ascoltare da consiglieri e mass media, a cui consegneremo &#8211; come ultimo appello &#8211; una lettera aperta con le nostre richieste.</p>
<p>Questo è il momento dell&#8217;impegno! La nostra vittoria incomincia qui!<br />
Vi aspettiamo!</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p>Stephan Lausch</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I referendum Più Democrazia di Rovereto sono stati dichiarati ok. Ora aspettiamo la data della votazione.</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/02/04/i-referenda-di-rovereto-sono-stati-dichiarati-ok-ora-aspettiamo-la-data-della-votazione/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/02/04/i-referenda-di-rovereto-sono-stati-dichiarati-ok-ora-aspettiamo-la-data-della-votazione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 22:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum Rovereto (TN)]]></category>

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		<description><![CDATA[ok
di Paolo Michelotto
Mercoledì 4 febbraio 2009 il Comitato dei Garanti del comune di Rovereto si è riunito ed ha  stabilito che le firme raccolte per i referendum sono valide. Questo importante  passaggio è stato superato. Ora il passo successivo è nelle mani del Sindaco  Valduga, che in base al Regolamento dei Referendum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_658" class="wp-caption alignleft" style="width: 267px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/ok.jpg"><img class="size-medium wp-image-658" title="ok" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/ok-257x300.jpg" alt="ok" width="257" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">ok</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Mercoledì 4 febbraio 2009 il Comitato dei Garanti del comune di Rovereto si è riunito ed ha  stabilito che le firme raccolte per i referendum sono valide. Questo importante  passaggio è stato superato. Ora il passo successivo è nelle mani del Sindaco  Valduga, che in base al Regolamento dei Referendum ha 30 giorni di tempo per  fissare la data delle votazioni.</p>
<p>Noi chiediamo con forza che tale data coincida con le elezioni europee  organizzate per il 6-7 Giugno.</p>
<p>Questo per due motivi:</p>
<p>1. <strong>Risparmio economico per l’ente comunale</strong> <strong>e per noi  contribuenti</strong> (i referenda da soli comporterebbero 30-50.000 euro  secondo l’ufficio elettorare comunale, abbinati alle elezioni europee, la spesa  si ridurrebbe alla sola spesa della stampa delle schede)</p>
<p>2. <strong>aumenterebbe la partecipazione dei cittadini</strong>, con minori  rischi di invalidazioni dei referendum, rischi che comportano una spesa  inefficace e un conseguente calo di fiducia negli strumenti di partecipazione  democratica</p>
<p>Per effettuare i referendum nello stesso giorno delle elezioni europee, è  sufficiente modificare il <a href="http://www.comune.rovereto.tn.it/UploadDocs/1352_INFORMAZIONE_E_PARTECIPAZIONE.pdf">Regolamento  per l’esercizio dei diritti di Informazione e di Partecipazione </a></p>
<p>Nell’articolo 28 comma 2 oggi dice:</p>
<p>Art. 28 &#8211; Referendum ammessi &#8211; Data di effettuazione<br />
…<br />
2. Le  consultazioni referendarie vengono effettuate annualmente, <span style="color: #000000;">riunite in un’unica giornata di domenica non in  coincidenza con altre operazioni di voto.</span></p>
<p>Basta cambiarlo così:</p>
<p>Art. 28 &#8211; Referendum ammessi &#8211; Data di effettuazione<br />
…<br />
2. Le  consultazioni referendarie vengono effettuate annualmente, riunite in un’unica  giornata di domenica non in coincidenza con altre operazioni di voto<span style="color: #ff0000;"> comunali o provinciali</span>.</p>
<p>Per aggiungere queste due parole “Comunali o Provinciali” basta la  maggioranza semplice dei consiglieri comunali. Maggioranza che questa giunta ha  e a cui probabilmente si associerebbero molti consiglieri dell’opposizione.  Quindi risparmiare 30-50.000 euro e favorire la partecipazione è una scelta  esclusivamente politica e dipende solo dalla volontà degli amministratori  attuali.</p>
<p>Questi i quattro quesiti referendari:</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-quattro-quesiti-referendari/">http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-quattro-quesiti-referendari/</a></p>
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		<title>Referendum e democrazia in Bolivia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/27/referendum-e-democrazia-in-bolivia/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 20:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum bolivia]]></category>

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		<description><![CDATA[bolivia
di Paolo Michelotto
due analisi interessanti del voto referendario tenutosi il 25 gennaio 2009 in Bolivia. E&#8217; stato un referendum contrastato, dove la maggioranza dei cittadini e la maggioranza dei dipartimenti ha votato a favore della sua approvazione. Eppure ci sono zone d&#8217;ombra. Alcune province, le più ricche, vogliono l&#8217;indipendenza dal resto del paese. La grandezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_646" class="wp-caption alignleft" style="width: 275px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/bolivia.png"><img class="size-medium wp-image-646" title="bolivia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/bolivia-265x300.png" alt="bolivia" width="265" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">bolivia</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>due analisi interessanti del voto referendario tenutosi il 25 gennaio 2009 in Bolivia. E&#8217; stato un referendum contrastato, dove la maggioranza dei cittadini e la maggioranza dei dipartimenti ha votato a favore della sua approvazione. Eppure ci sono zone d&#8217;ombra. Alcune province, le più ricche, vogliono l&#8217;indipendenza dal resto del paese. La grandezza della nuova costituzione e del suo presidente Evo Morales si vedrà anche da come affronterà questa volontà, senza ricorrere alla forza. Comunque una dimostrazione di forza democratica, prima con l&#8217;elezione dell&#8217;assemblea costituente che nel corso di 2 anni ha elaborato la costituzione, poi con il referendum che ha chiesto l&#8217;approvazione della costituzione a tutto il popolo. Sembra ovvio, ma ricordo che in Italia, ad esempio, la costituzione non è mai stata approvata dal popolo italiano, ma solo dall&#8217;Assemblea Costituente.</p>
<p><strong>Bolivia. La nuova costituzione: democrazia, giustizia e ricchezze da condividere</strong></p>
<p>di Pasquale Esposito</p>
<p>Nell&#8217;estate del 2006 i boliviani si recarono alle urne per eleggere i rappresentanti dell&#8217;Assemblea costituente attraverso un processo democratico voluto dal presidente Morales. Il Mas (Movimento al socialismo) e i partiti vicini a Morales non ottennero la maggioranza qualificata [1]necessaria per poter approvare velocemente e senza ostacoli le leggi come invece immaginato &#8211; e promesso &#8211; durante la campagna elettorale. Il processo fu avviato e dopo lunghi dibattiti, ma anche contestazioni furibonde sfociate in scontri violenti che hanno provocato quattro vittime, il quindici dicembre scorso a La Paz veniva &#8220;esibita&#8221; la nuova Costituzione. Più esattamente si tratta di una bozza che sarà sottoposta a referendum e che è stata votata, in ultima istanza, da un Assemblea dove i rappresentanti dell&#8217;opposizione si erano ritirati [2].<span id="more-645"></span></p>
<p>Prima di esaminare alcune delle nuove Leggi fondamentali dello stato boliviano e le posizioni che generano contrapposizioni e violenze va evidenziato come la spinta democratica è stata forte anche in considerazione di un Paese, come quasi tutti quelli sudamericani, lungamente sottoposto a feroce, iniqua ed economicamente disastrosa dittatura. Come spesso accade né le istituzioni ufficiali e né gli organi di comunicazione dei Paesi democratici e sviluppati hanno sostenuto questo processo che per l&#8217;Iraq, e non solo, ha anche giustificato una guerra. E, per essere cinici, si stanno perdendo occasioni di accordi economici importanti come nel caso delle esplorazioni del gas dove Gazprom sembra avvantaggiata [3].</p>
<p>La contrapposizione è tra due fronti: da una parte le regioni ricche e trainanti del Paese come Santa Cruz, Tarija, Pando e Beni il cui territorio poggia su enormi quantità di risorse naturali. Sono aree dominate e governate da bianchi proprietari terrieri, imprenditori, liberi professionisti che non intendono dividere le risorse disponibili e perciò hanno approvato, o stanno per farlo, statuti di autonomia regionale ispirati a quelli catalani in Spagna [4]. Statuti che dovranno essere approvati dalle stesse popolazioni locali. Al di là delle dichiarazioni del &#8220;centro&#8221; e della &#8220;destra&#8221; sembra di trovarsi di fronte ad un &lt;&lt;progetto secessionista&gt;&gt; perché si istituisce una polizia locale, il diritto di proprietà della terra e l&#8217;istituzione della cittadinanza dipartimentale&gt;&gt;[5].</p>
<p>Dall&#8217;altra parte ci sono le regioni andine con poche risorse naturali disponibili e popolazioni indigene sfruttate da centinaia di anni senza mai possedere mezzi di produzione o terre coltivate. Il progetto di Morales è quello di riequilibrare la spartizione delle risorse economiche e aumentare i livelli di rappresentanza di queste &#8220;nazioni&#8221;. Ovviamente il presidente ha già precisato che nessun progetto autonomista sarà accettato.</p>
<p>Negli articoli due e tre della nuova Costituzione si affermano con forza i diritti dei popoli preesistenti alla colonizzazione e più precisamente &lt;&lt;a la autonomía, al autogobierno, a su cultura, al reconocimiento de sus instituciones y a la consolidación de sus entidades territoriales&gt;&gt; [6].</p>
<p>Oltre al castigliano sono riconosciute come lingue ufficiali tutte quelle delle popolazioni indigene e tutti i Dipartimenti dovranno adottarne una oltre al castigliano.</p>
<p>I valori e i fini dello Stato &#8211; proclamato pacifista e che non autorizza basi militari straniere &#8211; sono ancorati a quelli di una società pluralistica, basata sulla libertà, la solidarietà, la trasparenza, la giustizia e l&#8217;equità sociale.</p>
<p>Sarà garantito l&#8217;accesso all&#8217;educazione, gratuita fino alle scuole secondarie, attraverso un impegno di primaria rilevanza per lo Stato; i cittadini poveri saranno sostenuti affinché possano studiare.</p>
<p>La salute sarà assicurata a tutti e in maniera gratuita.</p>
<p>La costituzione afferma che tutti hanno diritto al lavoro e che sia svolto in sicurezza, senza discriminazioni e retribuito in maniera da assicurare un&#8217;esistenza degna al lavoratore e alla sua famiglia. Le donne saranno protette per evitare discriminazioni anche semplicemente perché madri. Viene riconosciuto il diritto all&#8217;esistenza delle organizzazioni sindacali e alla negoziazione collettiva.</p>
<p>Tutti hanno diritto alla proprietà privata, individuale o collettiva, a patto che abbia una funzione sociale, ma la garanzia non potrà andare oltre l&#8217;interesse collettivo e comunque dovrà essere equamente risarcita in caso di esproprio.</p>
<p>La Bolivia è un Paese povero e al suo interno esistono grandi disparità. Per attenuarle o addirittura eliminarle bisogna mettere in campo riforme che estendano, nella sostanza, i diritti materiali ad una larga parte della popolazione. E questo può avvenire con il controllo delle risorse del Paese e una redistribuzione di redditi. Le contrapposizioni saranno forti e secondo politici e analisti locali il 2008 sarà un anno difficile per la Bolivia e Morales[7].<br />
Ancora una volta i diritti di molti sono messi a repentaglio paradossalmente da chi all&#8217;interno e all&#8217;esterno non vuol vedere un&#8217;evoluzione democratica e socialmente più giusta della società boliviana?<br />
di Pasquale Esposito</p>
<p><a href="http://www.mentinfuga.com/archives/176">http://www.mentinfuga.com/archives/176</a></p>
<p>[1]Ivan Snidero, www.giannimina-latinoamerica.it, 5 dicembre 2007, &lt;&lt;i boliviani eleggono costituenti campesinos, formati politicamente da anni di militanza sindacale e nei corsi di ONG europee, della stessa Caritas e dai gesuiti di CIPCA (Centro de Investigación y Apoyo al Campesinado). Ma ci sono anche professionisti ed imprenditori&gt;&gt;<br />
[2]www.carta.org, Evo Morales annuncia una festa per la nuova costituzione, 11 dicembre 2007<br />
[3]Roberto Da Rin, Gli autonomisti sfidano Morales, Il Sole 24 ore 16 dicembre 2007, pag.8<br />
[4]Paulo A. Paranagna, En Bolivie, les autonomistes de quatre regions défient le préesident Evo Morales, www.lemonde.fr 17 dicembre 2007<br />
[5]Roberto Da Rin, Gli autonomisti sfidano Morales, Il Sole 24 ore 16 dicembre 2007, pag.8<br />
[6]Nueva Constitucion Polltica del Estado, Prima Parte, Titolo I, Capitolo primo, art. 2; la costituzione è possibile scaricarla dal sito www.constituyente.bo<br />
[7]Daniel Schweimer, Will Bolivia&#8217;s splits widen in 2008?, www.bbc.co.uk,</p>
<p><strong>Bolivia: l´utilizzo pubblico delle risorse naturali nella nuova costituzione</strong></p>
<p>LIVORNO. La Televisión boliviana (Tvb) ha dato i risultati definitivi del referendum sulla &#8220;nueva constitución política del Estado&#8221; (Cpe): i si hanno stravinto con il 61,96% ma è confermata, seppur ridotta, la spaccatura tra le province orientali &#8220;bianche&#8221; e il resto della Bolivia &#8220;ibdia&#8221;.</p>
<p>Il si ha vinto a : Potosí (78,97%), La Paz (78,41%), Cochabamba (64,83%), Oruro (63,52%), a sorpresa a Tarija (52,84%) e a Pando (45,87%, con un forte numero di schede bianche).</p>
<p>Il no è riuscito a prevalere solo e di misura in quel che resta delle tradizionali roccaforti della destra boliviana: Santa Cruz (60,23%), Beni (55,58) e Chuquisaca (51%), cifre che mettono in forti difficoltà le voglie secessioniste delle province &#8220;ricche&#8221;.</p>
<p>Grande festa per il presidente Evo Morales che ha annunciato subito: «La rifondazione completa dello Stato boliviano».</p>
<p>Già domenica notte Morales aveva detto «Approfitto di questa opportunità per esprimere la mia grande riconoscenza a tutte le sorelle e i fratelli della Bolivia, a tutti i compagni e le compagne, a tutte le cittadine ed i cittadini che mediante il loro voto, attraverso la loro partecipazione democratica hanno deciso di rifondare la Bolivia. Lo sforzo dei movimenti sociali di tutta la Bolivia, dei suoi professionisti, dei suoi intellettuali, dei suoi artist, non è stato vano, però specialmente la lotta del movimento campesino indigeno, il settore più escluso, il più marginalizzato, il più umiliato durante la República, ora è riconosciuto come popoli, come organizzazioni, persone che hanno un minimo di diritti come qualunque cittadino o cittadina».</p>
<p>Forse la retorica può apparire eccessiva, ma l´indio Morales ha indubbiamente fatto uscire il suo popolo da un´oppressione che sembrava eterna e lo ha fatto scontrandosi con il potente apparato delle multinazionali e della destra interna che aveva scelto proprio il suo Paese per sperimentare quella che Naomi Klein chiama la Shock economy, attraverso una svendita delle risorse brutale che è passata dal tradimento delle promesse elettorali e per l´instaurazione di uno stato di emergenza eterna e un colpo di Stato permanente..</p>
<p>Evo non se lo scorda e ha buon gioco a rivendicare che «Dal 2005 al 2009 andiamo di trionfo in trionfo, i neoliberisti, i venditori permanenti della Patria sono stati sconfitti grazie alla coscienza del popolo boliviano. Il trionfo del si garantisce queste trasformazioni profonde, significa che abbiamo finito con il latifondismo, con i &#8220;terratenientes&#8221;».</p>
<p>Per Morales comincia ora la &#8220;nueva República&#8221; e «termina lo Stato coloniale. Qui finisce il colonialismo interno ed esterno. Il neoliberalismo, lo sfruttamento, il modo per liquidare all´asta le risorse naturali, ha avuto il suo culmine all´epoca in cui alcuni signori che tentano ancora regalare le risorse naturali. Ora, grazie alla coscienza del popolo boliviano, le risorse naturali si recuperano per tutta la vita, nessun governo, nessun nuovo presidente potrà svendere e consegnare le risorse naturali alle multinazionali. Ora i servizi di base come acqua, telefoni, energia elettrica, sono un diritto umano, per tanto, saranno servizi pubblici e non commercio privato». E Morales rivendica di aver fatto questa rivoluzione socialista utilizzando lo strumento della democrazia: «E´ la prima volta in 183 anni e 5 mesi di storia repubblicana che si sottomette al verdetto del popolo una Magna Carta: Ringrazio la popolazione per il suo appoggio alla trasformazione dello Stato in democrazia».</p>
<p>Morales si è rivolto ai governatori ribelli perché ascoltino la voce del popolo che nonostante la sconfitta e la vittoria di strettissima misura del Si in soli tre dipartimenti continuano a chiedere autonomia e un patto che impedisca al governo centrale di nazionalizzare interamente le risorse energetiche del Paese.</p>
<p>A loro ha risposto Héctor Arce, ministro della defensa legal de las recuperaciones statale: «Il dialogo deve tenersi sulla base del rafforzamento della nuova costituzione approvata dal popolo, non dal Congreso, non da un´assemblea, il governo ha la responsabilità di farla rispettare».</p>
<p>E Morales, che sta già preparando la sua rielezione ha concluso: «Ripeto che questa sulla &#8220;nueva Constitución política del Estado&#8221; è per tutti i boliviani e boliviane, non è solo per un gruppo di privilegiati che detengono il potere politico».</p>
<p>fonte: <a href="http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=17674">http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=17674</a></p>
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		<title>consegnate le firme per fare 4 referendum comunali a Rovereto: per avere più democrazia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 19:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[consegna-firme19012009342
di Paolo Michelotto
negli ultimi giorni abbiamo avuto un grande impegno da terminare: la consegna delle firme raccolte quest&#8217;inverno per realizzare i quattro referendum comunali. Abbiamo consegnato il tutto lunedì mattina e subito alla sera c&#8217;era un incontro organizzato dal sindaco su uno dei temi messi a referendum. L&#8217;inceneritore che l&#8217;azienda Sandoz vuole aprire per bruciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_618" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/consegna-firme19012009342.jpg"><img class="size-medium wp-image-618" title="consegna-firme19012009342" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/consegna-firme19012009342-300x257.jpg" alt="consegna-firme19012009342" width="300" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">consegna-firme19012009342</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>negli ultimi giorni abbiamo avuto un grande impegno da terminare: la consegna delle firme raccolte quest&#8217;inverno per realizzare i quattro referendum comunali. Abbiamo consegnato il tutto lunedì mattina e subito alla sera c&#8217;era un incontro organizzato dal sindaco su uno dei temi messi a referendum. L&#8217;inceneritore che l&#8217;azienda Sandoz vuole aprire per bruciare i propri rifiuti industriali (solventi organici).</p>
<p>Adesso si parte. Nei prossimi mesi verranno controllate le firme e stabilita la data della consultazione. Noi chiediamo che venga effettuata in concomitanza con le elezioni europee, per risparmiare soldi e per avere maggior partecipazione dei cittadini e quindi superare più agevolmente la soglia del quorum oggi esistente.</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/consegnate-le-firme-la-parola-ora-passa-ai-cittadini-risparmiare-dipende-invece-dallamministrazione/">Qui per saperne di più:</a></p>
<p>Questi i quesiti</p>
<p><strong>1. Referendum Propositivo per la determinazione del quorum di  validità dei referendum comunali</strong><em><br />
Vuoi che le consultazioni  referendarie siano valide qualsiasi sia il numero di elettori che vi prendono  parte?</em></p>
<p><strong>2. Referendum Propositivo per realizzare il Piano Regolatore Generale  Comunale con la partecipazione dei cittadini.</strong><br />
<em>Vuoi che il Piano  Regolatore Comunale di Rovereto, che stabilirà il futuro della città e dei suoi  abitanti, quanti spazi assegnare al verde pubblico, alle aree edificabili, alle  aree commerciali, artigianali e industriali, alle aree coltivabili, ai servizi  per la popolazione, venga progettato nel corso del 2009 coinvolgendo i cittadini  con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore,  riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><em></em><br />
<strong>3. Referendum propositivo per la Riqualificazione  Piazzale Ex-Stazione Corriere</strong><br />
<em>Vuoi che la riqualificazione  dell’edificio ex stazione corriere e relativa piazza venga progettata  coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto  qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><strong>4. Referendum per non consentire l’apertura del nuovo inceneritore  della Sandoz</strong></p>
<p><em>Vuoi che il comune esprima parere negativo alle richieste di Sandoz spa e  di qualsiasi altra azienda per la realizzazione, sul territorio comunale, di  impianti che aggravino l’attuale grado di inquinamento atmosferico con le loro  emissioni?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>a Rovereto stiamo per consegnare le firme di 4 referendum</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 21:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[prg partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum più democrazia rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[battello-volante
di Paolo Michelotto
a Rovereto (TN) si sta realizzando un evento straordinario. Un gruppo di cittadini, di cui faccio parte con orgoglio (PartecipAzione Cittadini Rovereto) ha quasi terminato la raccolta di firme necessarie per attivare 4 referendum comunali. Abbiamo impiegato quasi un anno a percorrere questo burocratico gioco dell&#8217;oca che è la procedura referendaria. Abbiamo raccolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_599" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/battello-volante.jpg"><img class="size-medium wp-image-599" title="battello-volante" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/battello-volante-300x240.jpg" alt="battello-volante" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">battello-volante</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>a Rovereto (TN) si sta realizzando un evento straordinario. Un gruppo di cittadini, di cui faccio parte con orgoglio <a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/">(PartecipAzione Cittadini Rovereto)</a> ha quasi terminato la raccolta di firme necessarie per attivare 4 referendum comunali. Abbiamo impiegato quasi un anno a percorrere questo burocratico gioco dell&#8217;oca che è la procedura referendaria. Abbiamo raccolto le firme in primavera, in estate, in autunno e in inverno. Ce le hanno annullate una volta, messo innumerevoli bastoni tra le ruota, ma siamo arrivati alla fine. Probabilmente consegneremo le firme lunedì 19 gennaio 2009 mattino al segretario comunale.</p>
<p>Cos&#8217;hanno di così importante questi referendum? Sono stati pensati per aprire le porte della farraginosa democrazia comunale. Se essi supereranno il quorum del 50% attuale (e siamo convinti di farcela) e i cittadini diranno a maggioranza SI, aboliremo i quorum dai referendum comunali futuri, faremo il PRG partecipato, progetteremo una piazza centrale in maniera partecipata, e diremo SI o NO a un nuovo inceneritore industriale. E abolendo il quorum realizzeremo la condizione basilare perchè i cittadini contino davvero nelle decisioni della città. Presto seguiranno novità.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Referendum a Como per non svendere un&#8217;area pubblica ai privati</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/10/referendum-a-como-per-non-svendere-unarea-pubblica-ai-privati/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 20:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum como]]></category>

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		<description><![CDATA[Il comitato Referendum per Como 
di Paolo Michelotto
una delle accuse che spesso viene fatta da chi non conosce la democrazia diretta è quella sulla presunta incapacità dei cittadini di guardare oltre al proprio immediato interesse, e dare spazio a iniziative contro le minoranze. Fatto smentito innumerevoli volte, in Svizzera, California e in Baviera, basta solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_591" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/referendum-como.jpg"><img class="size-medium wp-image-591" title="referendum-como" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/referendum-como-300x224.jpg" alt="Il comitato Referendum per Como e il Sant'Anna presenta le firme raccolte" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Il comitato Referendum per Como </p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>una delle accuse che spesso viene fatta da chi non conosce la democrazia diretta è quella sulla presunta incapacità dei cittadini di guardare oltre al proprio immediato interesse, e dare spazio a iniziative contro le minoranze. Fatto smentito innumerevoli volte, in Svizzera, California e in Baviera, basta solo consultare i titoli dei referendum effettuati finora. E smentito ulteriormente da questo referendum organizzato a Como. In cui si cerca di non svendere un&#8217;area pubblica ai privati e di destinarla a un ospedale pubblico e ad un&#8217;area di alloggio per i senza tetto.</p>
<p><a href="http://www.laprovinciadicomo.it/stories/como%20citt%C3%A0/46379/">da La Provincia quotidiano di Como online</a></p>
<p>Sant&#8217;Anna, il referendum si farà<br />
Una valanga di firme in Comune<br />
Oltre 4.500 comaschi chiedono la consultazione: no alla svendita ai privati<br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rLJFRXsG2n0&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rLJFRXsG2n0&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Il referendum sull&#8217;ospedale si farà. E fino all&#8217;esito della votazione ogni decisione in merito al destino urbanistico del vecchio Sant&#8217;Anna resterà congelata.<br />
Il popolo comasco sarà chiamato alle urne per dire se vuole o no che il nuovo complesso che sorgerà sul vecchio compendio sanitario di via Napoleona riservi il 60% delle volumetrie alla cosiddetta cittadella sanitaria. In occasione della medesima votazione verrà chiesto se si vuole istituire una struttura di ricovero aperta tutto l&#8217;anno (e non solo d&#8217;inverno) per i senza fissa dimora. La certezza di questo doppio referendum è stata annunciata ieri dal comitato referendario &#8220;Sant&#8217;Anna ai comaschi e un tetto per tutti&#8221;, che ha presentato in una conferenza a Palazzo Cernezzi il bilancio della raccolta firme iniziata il 18 ottobre. Il numero minimo di firme da raccogliere era di 4.210 (il 6% dell&#8217;elettorato).<br />
Per il primo quesito ne sono state raccolte 4.588, per il secondo 4.545 . Ora la giunta dovrà stabilire la data in cui dovrà svolgersi questo referendum che in consiglio comunale ha trovato il principale sostegno nel gruppo Paco. Una data che rischia di influenzare pesantemente le tempistiche dell&#8217;iter burocratico-amministrativo. Lo statuto di Palazzo Cernezzi, infatti, parla chiaro. L&#8217;articolo 18 recita: «Quando il referendum sia stato indetto, il consiglio comunale sospende l&#8217;attività deliberativa sul medesimo oggetto salvo che, con deliberazione approvata con le medesime modalità previste per le modifiche statutarie, il consiglio riconosca che sussistono ragioni di particolare necessità e urgenza».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ragioni per abolire il quorum dai referendum  1</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 11:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[totocalcio
di Paolo Michelotto
ci sono molte ragioni per abolire il quorum dai referendum. Ecco la prima.
1. Quando un referendum prevede un quorum, agli effetti pratici, chi vuole che vinca il NO, ha due modi di ottenere ciò:
a. fare campagna per il NO e quindi impegnare soldi, tempo, energie;
b. invitare i cittadini al boicottaggio e astenersi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_545" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/totocalcio.jpg"><img class="size-medium wp-image-545" title="totocalcio" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/totocalcio-300x99.jpg" alt="totocalcio" width="300" height="99" /></a><p class="wp-caption-text">totocalcio</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ci sono molte ragioni per abolire il quorum dai referendum. Ecco la prima.</p>
<p>1. Quando un referendum prevede un quorum, agli effetti pratici, chi vuole che vinca il NO, ha due modi di ottenere ciò:</p>
<p>a. fare campagna per il NO e quindi impegnare soldi, tempo, energie;</p>
<p>b. invitare i cittadini al boicottaggio e astenersi da qualunque campagna.</p>
<p>Questo secondo sistema è preferito da chi sostiene il NO, perché oltre a far risparmiare tempo, soldi e energie, è una strategia che fa vincere più facilmente il NO. Infatti, dal punto di vista pratico, se un referendum viene invalidato per mancato raggiungimento del quorum o se vince il NO superando il quorum, si ha lo stesso effetto.</p>
<p>Quindi gli astenuti vengono considerati come voti per il NO e questo non è corretto. Chi si astiene da un voto referendario può avere mille ragione personali: essere lontano da casa, non interessato, disilluso dalla politica, ammalato, aver cose più importanti da fare, essere indeciso, avere poca conoscenza dell&#8217;argomento.</p>
<p>Nelle elezioni per la nomina degli amministratori, gli astenuti non contano. Vince chi ottiene più voti. Nei referendum con quorum è come se si giocasse una schedina di totocalcio con 1X2, dove una parte, i SI, vincono se esce 1, mentre l&#8217;altra parte, i NO, vincono se esce X o 2. E&#8217; un gioco sbilanciato in favore del NO e quindi non soddisfa al requisito di uguaglianza tra le parti, che sta alla base della democrazia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;election day del 6 giugno 2009 e referendum il 13 giugno 2009: tentativo evidente di far fallire i referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/30/lelection-day-del-6-giugno-2009-e-referendum-il-13-giugno-2009-tentativo-evidente-di-far-fallire-i-referendum/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 20:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi dem. rappresentativa]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[election day]]></category>

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		<description><![CDATA[quorum
di Paolo Michelotto
i referendum nazionali italiani richiedono il quorum del 50%. In Svizzera non c&#8217;è quorum, in 26 stati degli USA non c&#8217;è quorum, in Italia sì.
Questo è un meccanismo introdotto dalla classe politica al momento della nascita della costituzione, per tutelare il proprio potere. Infatti minoranze di no che accolgono l&#8217;invito al boicottaggio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_542" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/quorum3.jpg"><img class="size-medium wp-image-542" title="quorum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/quorum3.jpg" alt="quorum" width="150" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">quorum</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>i referendum nazionali italiani richiedono il quorum del 50%. In Svizzera non c&#8217;è quorum, in 26 stati degli USA non c&#8217;è quorum, in Italia sì.</p>
<p>Questo è un meccanismo introdotto dalla classe politica al momento della nascita della costituzione, per tutelare il proprio potere. Infatti minoranze di no che accolgono l&#8217;invito al boicottaggio che sempre chi governa fa, fanno invalidare abitudinalmente i referendum.</p>
<p>Ecco una lettera di Gianluigi Mannucci inviata al Corriere alla rubrica di Beppe Savergnini, che evidenzia la cosa.</p>
<p>L&#8217;«election day» scippa il referendum</p>
<p>Caro Beppe,<br />
in questi giorni gli organi d&#8217;informazione si sono occupati del ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni per l&#8217;anniversario della fondazione della sua «band» musicale. Forse avrebbero fatto bene a parlare dell&#8217;attacco alla democrazia che il predetto sta compiendo per conto di un&#8217;altra «band». Il nostro ha infatti deciso un election day per amministrative ed europee il 6 giugno. Ma per il referendum, già rimandato di un anno, la data è il 13 giugno. Che election day è questo, se si va alle urne due volte? Ebbene, il referendum in questione è quello con cui si chiede:<br />
1) che le preferenze siano date dagli elettori e non dai partiti (che poi sceglieranno persone meritevoli, oppure, guarda caso, affaristi senza scrupoli)<br />
2) che si metta fine ai governi di coalizione (cioè a quella cosa «italica» che rende possibile a partiti coalizzati con il 2% di far cadere i governi, e alla Lega Nord di imporre a un intero Paese le sue visioni e/o farneticazioni).<br />
Allora la cosa è chiara: se si va alle urne il 6 giugno, saremo meno propensi a «rivotare» appena una settimana dopo, ciò è dimostrato. Se poi si tratta di un referendum (importantissimo, perché riguarda due punti che affrontano direttamente i problemi etici e politici del Paese), complicato da spiegare (ci vorrebbe una campagna lunga e paziente), la cosa è ultra-chiara: il ministro non vuole che il referendum raggiunga il quorum. Un gioco già riuscito altre volte. Ma stavolta il problema non è solo la spesa inutile per i contribuenti, il danno è soprattutto nell&#8217;ennesima mancata riforma di questo Paese.<br />
Grazie e auguri,</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Esito referendum Nola (NA) su uso acqua.</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/23/esito-referendum-nola-na-su-uso-acqua/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 13:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referndum nola]]></category>

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		<description><![CDATA[acqua
di Paolo Michelotto
riporto una analisi del voto avvenuto il 21-12-08 a Nola (NA) scritta dal dott. Luigi Conventi
Emerge chiaro che finchè i referendum in Italia avranno un quorum (diversamente dalla Svizzera, 26 stati americani e la Baviera), i referendum sono solo un finto strumento a disposizione dei cittadini. In realtà gli amministratori hanno sempre la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_514" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/acqua1.jpg"><img class="size-medium wp-image-514" title="acqua" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/acqua1-300x200.jpg" alt="acqua" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">acqua</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto una analisi del voto avvenuto il 21-12-08 a Nola (NA) scritta dal dott. Luigi Conventi</p>
<p>Emerge chiaro che<strong> finchè i referendum</strong> in Italia avranno un <strong>quorum</strong> (diversamente dalla Svizzera, 26 stati americani e la Baviera), i <strong>referendum sono solo un finto strumento a disposizione dei cittadini</strong>. In realtà gli amministratori hanno sempre la possibilità di invalidarli, invitando i loro elettori al boicottaggio, sommando la minoranza dei no ai naturali astenuti al voto e non facendo superare la soglia minima di elettori perchè il referendum sia valido.</p>
<p>Domenica 21 dicembre si è votato a Nola per il referendum comunale consultivo sull&#8217;acqua pubblica.</p>
<p>Si sono recati a votare 8.190 cittadini rappresentanti il 31% circa del corpo elettorale depurato dei residenti all&#8217;estero.</p>
<p>Non è stato conseguito il quorum del 50% previsto dal regolamento.</p>
<p>Tuttavia il Comitato giudica una prova di grande maturità democratica quella espressa dai cittadini di Nola su un tema che li tiene impegnati da circa cinque anni in una fiera resistenza contro la privatizzazione dell&#8217;acqua. Resistenza che continua più forte e determinata.</p>
<p>Il Comitato giudica ancor più positivamente il risultato conseguito essendosi svolta la consultazione non nei consueti seggi elettorali ma in alcuni locali presso il Municipio e le sedi circoscrizionali, dove sono state accorpate sezioni anche molto distanti tra loro, come nel caso di Piazzolla-Cinquevie-Villa Albertini, oppure allocate in estrema periferia, come nel caso di località Pizzone, che aggregava anche quartieri residenziali del centro, ingenerando confusione e propensione al rifiuto del voto.</p>
<p>La vittoria dei SI per la gestione pubblica dell&#8217;acqua è stata schiacciante, raggiungendo il <strong>97,68% dei voti</strong> con piena soddisfazione del Comitato e delle diecine di Associazioni che l&#8217;hanno sostenuto.<span id="more-513"></span></p>
<p>Se la consultazione si fosse svolta nei consueti seggi elettorali certamente la percentuale dei votanti avrebbe registrato un significativo apprezzamento.</p>
<p>Nella riunione di ieri, a mente fredda, il Comitato ha stigmatizzato l&#8217;assoluta assenza dei partiti politici di sostegno o di dissenso per l&#8217;acqua pubblica e le molte carenze ed approssimazioni riscontrate nell&#8217;organizzazione della macchina burocratica comunale, affidata all&#8217;abnegazione di un funzionario e tre impiegati ai quali va il ringraziamento di tutti gli aderenti al Comitato.</p>
<p>E&#8217; stato infine rimarcato il ruolo subdolo svolto da alcuni personaggi politici e non, tesi a boicottare il Referendum.</p>
<p>Sta di fatto che nessun partito a Nola può vantare di avere una percentuale del 30% degli elettori (percentuale che supera il 40% se rapportata alla media dei votanti alle politiche ed alle amministrative) e, pertanto, la forza dei votanti per il SI alla gestione pubblica dell&#8217;acqua costituisce un pilastro fondamentale per costruire un movimento politico di cittadinanza attiva, responsabile, solidale e per la legalità, capace di frantumare la dipendenza timida ed ossequiosa, quando non servile, nei confronti di chi realmente gestisce il potere nella città di Giordano Bruno, senza alcun disegno strategico ma rispondente ai voleri e spesso agli interessi personali dei referenti politici regionali e nazionali che qui a Nola trovano terra fertile per l&#8217;acquisizione dei consensi.</p>
<p>Il Referente Acqua Pubblica ATO3</p>
<p>Dott. Luigi Conventi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>600 firme per i 4 referendum per avere la Democrazia Diretta a Rovereto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/19/600-firme-per-i-4-referendum-per-avere-la-democrazia-diretta-a-rovereto/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 20:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[cittadino ideale per gli amministratori
di Paolo Michelotto
questo weekend, molto probabilmente supereremo le 600 firme autenticate, necessarie per far partire i 4 referendum comunali più democrazia di Rovereto. Siamo arrivati nei giorni scorsi a 569. E ci impegnamo questo sabato e domenica. Qui il sito dell&#8217;associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto che sta promuovendo questi referendum: http://www.cittadinirovereto.it
Tra questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_504" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cittadino-ideale.jpg"><img class="size-medium wp-image-504" title="cittadino-ideale" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cittadino-ideale-300x297.jpg" alt="cittadino ideale per gli amministratori" width="300" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">cittadino ideale per gli amministratori</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>questo weekend, molto probabilmente supereremo le 600 firme autenticate, necessarie per far partire i 4 referendum comunali più democrazia di Rovereto. Siamo arrivati nei giorni scorsi a 569. E ci impegnamo questo sabato e domenica. Qui il sito dell&#8217;associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto che sta promuovendo questi referendum: <a href="http://www.cittadinirovereto.it">http://www.cittadinirovereto.it</a></p>
<p>Tra questi 4 referendum c&#8217;è quello fondamentale, che chiede di abolire il quorum dai referendum comunali. Fondamentale perchè con il quorum tutti i referendum saranno sempre soggetti al boicottaggio e quindi sempre invalidati. Se passerà questo referendum, la democrazia diretta sarà effettiva a Rovereto. Gli altri ugualmente importanti ma condizionati dal successo del primo, sono per fare il PRG partecipato, uno per progettare con i cittadini una piazza e uno contro il progetto di realizzare un nuovo inceneritore Sandoz.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Nola (NA) referendum per rendere pubblica la gestione dell&#8217;acqua, ora privata</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/14/nola-na-referendum-per-rendere-pubblica-la-gestione-dellacqua-ora-privata/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 22:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[acqua
di Paolo Michelotto
questo il quesito che a cui i cittadini di Nola dovranno rispondere il 21 dicembre 2008 votando il referendum consultivo comunale:
&#8220;Volete che il servizio pubblico integrato sia gestito esclusivamente da un Ente Pubblico? &#8221;
Serve, con una formula non chiarissima a chiedere ai cittadini se la gestione dell&#8217;acqua deve essere fatta da un ente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_486" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/acqua.jpg"><img class="size-medium wp-image-486" title="acqua" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/acqua-246x300.jpg" alt="acqua" width="246" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">acqua</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>questo il quesito che a cui i cittadini di Nola dovranno rispondere il 21 dicembre 2008 votando il referendum consultivo comunale:</p>
<p>&#8220;<strong>Volete che il servizio pubblico integrato sia gestito esclusivamente da un Ente Pubblico? </strong>&#8221;</p>
<p>Serve, con una formula non chiarissima a chiedere ai cittadini se la gestione dell&#8217;acqua deve essere fatta da un ente pubblico o continuare a lasciarla in mano a una azienda privata, come è ora.<br />
Nola. Acqua, referendum il 21 dicembre</p>
<p>NOLA &#8211; Il sindaco Felice Napolitano, ha indetto per il giorno 21 dicembre il primo referendum consultivo comunale della città di Nola. L&#8217;annuncio ieri sera, durante la prima assemblea pubblica convocata dal comitato civico all&#8217;indomani del voto favorevole espresso dal consiglio comunale in merito al giudizio di ammissibilità del referendum consultivo a carattere comunale, per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua. &#8220;L&#8217;acqua non ha, e non deve avere, alcun colore politico. E&#8217; un bene comune indispensabile che va tutelato&#8221;. Ha esordito così il sindaco di Nola, Felice Napolitano, <span id="more-485"></span>in una gremitissima chiesa dell&#8217;Immacolata, sede &#8220;storica&#8221; eletta dal comitato civico per gli incontri assembleari con la città. Un&#8217;assemblea indetta per spiegare a tutta la collettività i motivi per cui votare Sì al quesito referendario, &#8220;Volete che il servizio idrico integrato sia gestito esclusivamente da un ente pubblico?&#8221; del prossimo 21 dicembre, e che ha visto la partecipazione di un folta rappresentanza di cittadini ed amministratori comunali, chiara testimonianza che la tematica è particolarmente sentita in città. &#8220;Da Nola parte la ripubblicizzazione della gestione delle risorse idriche&#8221; &#8211; ha proseguito Napolitano &#8211; un segnale forte che rappresenta un netto cambiamento dell&#8217;attuale quadro normativo che potrà essere seguito anche da altri comuni. La nostra città si pone dunque come esempio. Come sindaco mi ritengo particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto. Per una volta, durante l&#8217;ultima seduta di consiglio comunale, la votazione sul giudizio di ammissibilità ha unito maggioranza ed opposizione&#8221;. Logica e funzionale, secondo Napolitano, la data scelta per il referendum &#8220;dettata dal fatto che il 22 dicembre iniziano le festività natalizie e le scuole, da sempre sedi dei seggi elettorali, sono chiuse. Pertanto gli alunni non subiranno ulteriori interruzioni delle lezioni&#8221;. &#8220;A nome del comitato voglio ringraziare la cittadinanza intervenuta &#8211; è stato il commento del presidente del comitato civico Luigi Conventi. &#8220;Cinque anni di lotta sono serviti, abbiamo sfidato tutti e tutto per riappropriarci di un bene che ci spetta di diritto. Speriamo ora che la cittadinanza risponda a dovere il prossimo 21 dicembre. Per rendere legittima la votazione è necessario raggiungere il quorum, pertanto dovranno recarsi alle urne circa 13 mila aventi diritto&#8221;. &#8220;Si tratta di un passo storico per la nostra città &#8211; ha dichiarato il sindaco Felice Napolitano &#8211; un esempio di democrazia partecipativa a cui, ci auguriamo, facciano seguito altri comuni, in modo da esprimere con forza un sentimento popolare diffuso in merito alla gestione, senza fini di lucro, della risorsa acqua&#8221;. &#8220;Costituiremo circa 13-15 seggi &#8211; ha detto Napolitano &#8211; tra il centro e le frazioni, in modo da dare a tutti la possibilità di votare, contenendo al contempo i costi della macchina organizzativa&#8221;. &#8220;Sebbene non basterà nemmeno il referendum a cambiare la legge &#8211; ha proseguito il sindaco &#8211; noi ci facciamo promotori di un movimento di ideee, nato dai cittadini, che domenica 21 dicembre, troverà nel referendum, la sua consacrazione e leggittimazione definitiva&#8221;. &#8220;E&#8217; ovvio &#8211; ha concluso Napolitano &#8211; che l&#8217;acqua va pagata, ma a tariffe e condizioni tali da non rendere difficile alle famiglie povere, di ricevere un bene fondamentale per la sopravvivenza&#8221;.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.ilnolano.it/"><span style="font-size: x-small; font-family: Tahoma;">www.ilnolano.it</span></a><span style="font-size: x-small; font-family: Tahoma;"> di Autilia Napolitano 18/10/2008</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Schoenau (Germania): storia di cittadini che decidono il loro destino</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/12/schoenau-germania-storia-di-cittadini-che-decidono-il-loro-destino/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/12/schoenau-germania-storia-di-cittadini-che-decidono-il-loro-destino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 23:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[schoenau]]></category>

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		<description><![CDATA[schoenau (tetti fotovoltaici)
di Paolo Michelotto
Schoenau è una piccola città nella foresta nera, che qualche decennio fa, utilizzando lo strumento del referendum, ha deciso di produrre e distribuire da se energia elettrica non prodotta da Centrali Nucleari. Una storia di successo.
Qui il sito per maggiori informazioni con descrizioni in varie lingue, tra cui l&#8217;italiano
http://www.ews-schoenau.de/footer/international.html
Ecco alcuni resoconti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_470" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau.jpeg"><img class="size-medium wp-image-470" title="schoenau" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau-300x225.jpg" alt="schoenau" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau (tetti fotovoltaici)</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Schoenau è una piccola città nella foresta nera, che qualche decennio fa, utilizzando lo strumento del referendum, ha deciso di produrre e distribuire da se energia elettrica non prodotta da Centrali Nucleari. Una storia di successo.</p>
<p>Qui il sito per maggiori informazioni con descrizioni in varie lingue, tra cui l&#8217;italiano</p>
<p><a href="http://www.ews-schoenau.de/footer/international.html">http://www.ews-schoenau.de/footer/international.html</a></p>
<p>Ecco alcuni resoconti della vicenda.</p>
<p><a href="http://www.meetup.com/gruppo-beppe-grillo-pordenone/boards/thread/5280966/30/"><strong>I ribelli dell’energia</strong></a><br />
<em>Questo è il racconto di Eva, nostra referente del EWS, di come alcuni cittadini di Schoenau sono riusciti ad abbattere un monopolio.</em></p>
<p>Schoneau si trova all&#8217;estremo sud-ovest della Germania nella foresta nera, vicino al confine svizzero e francese.</p>
<p>Dopo la catastrofe di Cernobyl nel 1986, un piccolo gruppo costituito da genitori preoccupati si riuniscono per parlare della salute alimentare dei loro figli.<br />
Si rendono conto di essere loro stessi usufruitori di energia prodotta con l’atomo e cresce la necessità di sottrarsi dal nucleare. Ma come? La prima azione è quella del risparmio energetico per poi ricercare nuove forme di approvvigionamento.<span id="more-469"></span></p>
<p>Da uno studio di un istituto di Basilea risulta che il 40% del fabbisogno energetico tedesco era producibile attraverso cogenerazione, percentuale corrispondente alla produzione del nucleare tedesco. I cittadini, nonostante il gestore della rete locale li osteggiasse, iniziano a prodursi loro energia attraverso cogeneratori (senza incentivi statali) integrati poi con pannelli fotovoltaici.<br />
Vengono riattivate anche delle piccole centrali idroelettriche.</p>
<p>Chiedono la collaborazione del fornitore locale di energia, che invece continua ad ostacolarli (braccio e ombra di 5 lobby tedesche del energia). Decidono così di mettersi in proprio, cogliendo l’occasione, alla fine degli anni novanta, della scadenza del contratto fra il comune e il fornitore locale.</p>
<p>Nel frattempo a Schonau viene eletto un nuovo sindaco che appoggia le iniziative per la creazione di una nuova compagnia.<br />
Fondano la compagnia elettrica EWS.<br />
Per legittimare la creazione di questo nuovo fornitore di energia viene indetto un referendum.</p>
<p>Viene fatta una grande campagna informativa: la vecchia compagnia elettrica riempie le cassette delle lettere di volantini mentre i soci della neonata EWS, spronati dal loro leader dottor Michael Sladek, adottano una campagna di sensibilizzazione porta a porta (anche un produttore locale di marmellate appoggia la campagna EWS con delle etichette a favore del cambiamento).<br />
Tutta la Germania ne parla.<br />
Il giorno dello spoglio dei voti il paese è invaso da tv e giornalisti che commentano la notizia in diretta. La cittadina segue la conta delle schede attraverso un altoparlante raccogliendosi nelle piazze del paese. L&#8217;iniziativa trova il consenso di oltre l’85% della popolazione!<br />
Era marzo, faceva freddo e nevicava. Quando fu annunciato la vittoria dei sì, ci fu un boato di entusiasmo, la gente si abbracciava e piangeva: fu una festa mediterranea.<br />
Il risultato si era ottenuto dopo anni di impegno sociale.</p>
<p>Vinto il referendum non era ancora vinta la battaglia: la vecchia compagnia chiede 8 milioni di marchi per l’acquisto della rete elettrica. Viene chiamato un referente dell&#8217;Università di Basilea per valutare l&#8217;effettivo ammontare del valore che risulta di 3.8 milioni di marchi.<br />
Il monopolista pensa a questo punto di avere partita vinta, crede che mai avrebbero potuto pagare una tale cifra. Anche il ministro del land Baden-Wurttemberg consiglia i cittadini di lasciar perdere il loro proposito di costituire una nuova compagnia.</p>
<p>Viene in aiuto una banca etica (esistono!)di Bochum (centro-nord della Germania). La banca si offre di aiutare i soci della EWS per raccogliere i fondi.<br />
L’idea è di chiedere una donazione di 5 marchi ad ogni attivista ambientalista /antinuclearista tedesco.</p>
<p>Cinquanta delle più grandi agenzie pubblicitarie tedesche accettano l’invito di fare una campagna senza profitto per sensibilizzare la Germania.<br />
Anche il settimanale Der Spiegel aderisce all’iniziativa tenendo aggiornati i lettori sul l’evolversi della vicenda dei “Ribelli dell’Energia”della Foresta Nera.<br />
Si scatena un&#8217;ondata di solidarietà, incominciano ad arrivare i primi contributi dalla Germania poi dalla Francia e da altri stati europei. Anche bambini contribuiscono rinunciando alla “paghetta” settimanale o al regalo di compleanno.</p>
<p>La situazione si sta invertendo, come Davide contro Golia giorno dopo giorno il proprietario della rete elettrica si rende conto di non avere più la situazione sotto controllo e di aver sottovalutato gli attivisti.<br />
Nel 1997 un giudice decreta la stima finale (e reale) della rete pari a 3,5 milioni di marchi, i soldi raccolti in più vengono investiti in progetti ecologici. Inizia la vendita dell’elettricità.</p>
<p>Nel 1996-97 una nuova legge incentiva l’autoproduzione di energia e arrivano molte richieste di acquisto di energia pulita.</p>
<p>Nel 2008 la EWS con 650 soci fornisce energia da fonti rinnovabili a 75.000 utenti tedeschi.</p>
<p>Eva sottolinea che “Se la gente sapesse a chi dà i soldi quando compra l’energia, potrebbe fare Massa Critica e scegliere fornitori etici ed il mondo cambierebbe considerevolmente!”</p>
<p><em>Gli attivisti di Schoenau anche se erano in pochi ci hanno provato. Durante il loro cammino hanno incontrato difficoltà ma anche compagni di viaggio. L’importate è CREDERCI!</em></p>
<p>Altre foto ricavate dal sito:</p>
<p>http://www.meetup.com/gruppo-beppe-grillo-pordenone/boards/thread/5280966/30/</p>
<div id="attachment_471" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau1.jpeg"><img class="size-medium wp-image-471" title="schoenau1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau1-300x225.jpg" alt="schoenau1" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau1</p></div>
<p>Schoenau e “I ribelli dell’energia”<br />
Ciò che vorrei raccontarvi sono le mie prime impressioni della visita che è stata organizzata questo fine settimana (26/27/28 Settembre) dai nostri amici del gruppo Beppe Grillo di Pordenone a cui non potevo mancare e che ringrazio. Cosa porto a casa di cosi importante? Chi conosce questa storia forse lo sa gia, anche la trasmissione Report tempo fa ce l’aveva raccontata, ma vi posso garantire che di persona fa proprio un’altro effetto. Schoneau è un esempio di democrazia cittadina, di risparmio energetico, e di ecosostenibilità. Tutta questa incredibile storia che ha coinvolto questa cittadina, è partita dal trovare una soluzione al nucleare dopo l’incidente di Cernobyl del 1986 e si basa su tre colonne portanti: energie rinnovabili, cogenerazione e risparmio energetico. Il miglior consumo è sempre il risparmio energetico, detto questo si è cercato di capire quale fosse il metodo migliore per sfruttare al meglio la produzione di energia.</p>
<div id="attachment_472" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau2.jpeg"><img class="size-medium wp-image-472" title="schoenau2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau2-300x225.jpg" alt="schoenau2" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau2</p></div>
<p>Da un semplice principio di fisica, si è capito che la produzione di energia elettrica, implica anche due terzi di produzione di calore (Vi voglio ricordare che il progetto è italiano lo ha inventato un ingegnere della Fiat che si chiama Mario Palazzetti ancora nel 1973). Le centrali nucleari oltre al fatto sconveniente di costare tanto denaro, di richiedere tempi molto lunghi di ammortamento e di produrre scorie molto pericolose, perdono la parte di calore che viene generata, che deve necessariamente essere riprodotta utilizzando altro combustibile fossile. Se prendiamo invece in considerazioni sistemi più piccoli e decentralizzati come dei cogeneratori oltre a produrre energia elettrica, sfruttiamo anche i 2/3 di calore per riscaldare le nostre case, rilasciando nell’atmosfera molto meno co2.</p>
<div id="attachment_473" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau3.jpeg"><img class="size-medium wp-image-473" title="schoenau3" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau3-300x225.jpg" alt="schoenau3" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau3</p></div>
<p>Questa soluzione deve essere temporanea per investire e sfruttare appieno le vere energie rinnovabili come il sole, l’acqua, il vento, le biomasse. Detto ciò vi lascio alla foto più rappresentativa di questo posto, che esprime tutto l’impegno che è stato fatto di informazione, di democrazia e di partecipazione e di risparmio energetico di questo luogo, senza contare la dura lotta contro le lobby del nucleare e del petrolio. Una chiesa con un tetto pieno di fotovoltaici che ha un grande significato perchè è riuscita anche a trovare una forte unione anche fra sindaco parroco e cittadini che sono stati unanimi nel concordare che questa era la scelta giusta.</p>
<p>quanto scritto nel sito del EWS<br />
<em><strong>Stá a noi cambiare il mondo!</strong><br />
Quando i cittadini di Schönau dopo Cernobyl cominciarono a cambiare in modo positivo il panorama energetico, l&#8217;esperienza piú importante fu quella di <span style="color: blue;">rendersi conto che non si poteva sempre aspettare che le cose cambino perché mosse &#8220;da qualcun´altro&#8221;</span>. Fú cosí che la gente di Schönau abbandonó l&#8217;illusione che i problemi del mondo si possano risolvere da sé oppure che ci sia sempre qualcuno &#8211; sia nell´ambito della politica, o della scienza o dell´economia &#8211; che sia in grado di risolvere i problemi. La gente di Schönau si rese conto che : &#8220;se vogliamo che qualcosa cambi siamo noi che dobbiamo rimboccarci le maniche e intraprendere qualcosa. Poi, quando prendiamo noi stessi l´iniziativa, la propria attivitá in quanto consapevole contribuisce a far sí che la direzione che pensiamo sia anche quella giusta. Quando invece non prendiamo decisioni consapevoli, influenziamo lo stesso il corso del mondo ma lo facciamo in un modo che non ci piace per niente.</em></p>
<div id="attachment_474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau4.jpeg"><img class="size-medium wp-image-474" title="schoenau4" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau4-300x225.jpg" alt="schoenau4" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau4</p></div>
<p><span style="color: blue;"><em>Ognuno di noi ha molte piú possibilitá di contribuire a cambiare le cose di piú di quanto si crede.</em></span><em> Sopratutto la forza del consumatore é enorme. Con ogni decisione fatta quotidianamente riguardante come investire il nostro denaro decidiamo anche sul destino di uomini vivi e non ancora nati &#8211; non soltanto nel settore della corrente.</em></p>
<p><em>&#8220;Dipende da me&#8221; &#8211; questo é il messaggio. L&#8217;attivitá verso una meta costituisce un contrappeso alla sensazione d&#8217;impotenza che ci fa perdere il coraggio in vista della globalizzazione e del potere delle multinazionali. Si impara a fidarsi delle proprie emozioni e dei propri giudizi invece di accettare costrizioni presunte.</em></p>
<p><em>&#8220;Dipende da me&#8221;. Quante volte lo si sente dire, sia come scusa oppure come vero e proprio senso di scoraggiamento quando si crede che il nostro piccolo contributo comunque non serva a cambiare nulla. Invece non é affatto vero, anzi! <span style="color: blue;">Ogni piccolo contributo cambia qualcosa e molti piccoli contributi possono &#8211; alla fin fine &#8211; cambiare il mondo.</span> É un piacere contribuire in parte a questo cambiamento &#8211; é questa l&#8217;esperienza che stanno facendo sia i cittadini di Schönau che gli utenti della corrente elettrica.</em></p>
<p><em>L&#8217;EWS con la vendita di corrente in tutta la repubblica centralizza il potere di mercato dell´utente di corrente elettrica &#8211; e con il potere comune influenza la politica e la percezione sociale. L&#8217;EWS é il simbolo di un rapporto nuovo con l&#8217;energia, ma anche di un nuovo rapporto col denaro che comporta un senso piú profondo di solidarietá e di responsabilitá personale.</em></p>
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		<title>Video della presentazione del libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221;</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/24/video-della-presentazione-del-libro-democrazia-dei-cittadini/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 23:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[paolo michelotto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
alla fine siamo riusciti a portare a termine la presentazione del libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221;. E&#8217; stato un bell&#8217;incontro, realizzato al Bar Silenzio, dopo che la biblioteca civica non ci aveva permesso di farlo in una sua saletta (si parlava di politica: vietatissimo). Qui c&#8217;è il video della parte terminale della mia presentazione.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>alla fine siamo riusciti a portare a termine la presentazione del libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221;. E&#8217; stato un bell&#8217;incontro, realizzato al Bar Silenzio, dopo che la biblioteca civica non ci aveva permesso di farlo in una sua saletta (si parlava di politica: vietatissimo). Qui c&#8217;è il video della parte terminale della mia presentazione.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ppy4j5Yuskk&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ppy4j5Yuskk&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>A Rovereto parte la raccolta firme per i 4 referendum per migliorare la democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/20/a-rovereto-parte-la-raccolta-firme-per-i-4-referendum-per-migliorare-la-democrazia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/20/a-rovereto-parte-la-raccolta-firme-per-i-4-referendum-per-migliorare-la-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 19:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[rovereto
di Paolo Michelotto
E&#8217; stato finalmente approvato il quarto quesito referendario che avevamo proposto. Dopo un mese di ritardo rispetto a quanto prescritto dal regolamento. Così dal momento che riceveremo la comunicazione ufficiale, potremo iniziare a raccogliere le 600 firme necessarie per indire i referendum. Ora abbiamo 2 mesi di tempo per raccogliere le 600 firme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_362" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/rovereto.jpg"><img class="size-medium wp-image-362" title="rovereto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/rovereto-300x225.jpg" alt="rovereto" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">rovereto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>E&#8217; stato finalmente approvato il quarto quesito referendario che avevamo proposto. Dopo un mese di ritardo rispetto a quanto prescritto dal regolamento. Così dal momento che riceveremo la comunicazione ufficiale, potremo iniziare a raccogliere le 600 firme necessarie per indire i referendum. Ora abbiamo 2 mesi di tempo per raccogliere le 600 firme autenticate. Sembrano poche per chi non l&#8217;ha mai fatto. Per noi che l&#8217;abbiamo già fatto, sappiamo quanta fatica ogni firma ci costerà, specie in questa stagione fredda.</p>
<p>E&#8217; la seconda volta che lo facciamo. In estate avevamo già raccolto le firme, che poi ci erano state invalidate per un cavillo formale. Perchè 4 referendum? Perchè il numero massimo di referendum attuabili nello stesso anno a Rovereto è in base allo statuto fissato in 4. E tutti e 4 devono essere votati lo stesso giorno, sempre in base allo statuto.</p>
<p>Visto che oggi a Rovereto c&#8217;è il quorum del 50% che rende praticamente impossibile il superamento della soglia di qualsiasi referendum, metterne insieme 4 ci aiuterà a motivare di più i cittadini ad andare a votare.</p>
<p>Questi i 4 quesiti di cui il primo è quello forse più tecnico, ma quello fondamentale per la democrazia della nostra città, perchè chiede di abolire il quorum dai referendum comunali. Quindi ci si focalizzerà solo sulla discussione degli argomenti e non sul superamento della soglia. A Rovereto finora è stato fatto un solo referendum nel 2005 ed è stato invalidato per mancato raggiungimento del quorum.</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/">Qui per saperne di più</a>.  <a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/?page_id=157">Clicca qui se vuoi dare il tuo contributo per la campagna referendaria.</a></p>
<p><strong>1. Referendum Propositivo per la determinazione del quorum di validità dei referendum comunali</strong><em><br />
Vuoi che le consultazioni referendarie siano valide qualsiasi sia il numero di elettori che vi prendono parte?</em></p>
<p><strong>2. Referendum Propositivo per realizzare il Piano Regolatore Generale Comunale con la partecipazione dei cittadini.</strong><br />
<em>Vuoi che il Piano Regolatore Comunale di Rovereto, che stabilirà il futuro della città e dei suoi abitanti, quanti spazi assegnare al verde pubblico, alle aree edificabili, alle aree commerciali, artigianali e industriali, alle aree coltivabili, ai servizi per la popolazione, venga progettato nel corso del 2009 coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><em></em><br />
<strong>3. Referendum propositivo per la Riqualificazione Piazzale Ex-Stazione Corriere</strong><br />
<em>Vuoi che la riqualificazione dell’edificio ex stazione corriere e relativa piazza venga progettata coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><strong>4. Referendum per non consentire l’apertura del nuovo inceneritore della Sandoz</strong></p>
<p><em>Vuoi che il comune esprima parere negativo alle richieste di Sandoz spa e di qualsiasi altra azienda per la realizzazione, sul territorio comunale, di impianti che aggravino l’attuale grado di inquinamento atmosferico con le loro emissioni?</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Good Luck Vicenza &#8211; Buona Fortuna Vicenza</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/14/good-luck-vicenza-buona-fortuna-vicenza/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/14/good-luck-vicenza-buona-fortuna-vicenza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 21:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[good luck vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[good luck vicenza - buona fortuna vicenza
di Paolo Michelotto
sono vicino emotivamente e sentimentalmente alla città dove sono nato e vissuto per molti anni. Sta vivendo una fase molto importante del suo percorso democratico. 24.000 cittadini si sono espressi con un referendum autogestito allestito in 3 giorni dopo che il consiglio di stato aveva annullato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_296" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/glvi.jpg"><img class="size-medium wp-image-296" title="glvi" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/glvi-300x240.jpg" alt="good luck vicenza - buona fortuna vicenza" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">good luck vicenza - buona fortuna vicenza</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>sono vicino emotivamente e sentimentalmente alla città dove sono nato e vissuto per molti anni. Sta vivendo una fase molto importante del suo percorso democratico. 24.000 cittadini si sono espressi con un <strong>referendum autogestito allestito in 3 giorni </strong>dopo che il consiglio di stato aveva annullato la consultazione, e il presidente del consiglio aveva intimato di non farla, per dire no alla seconda base americana. No a un raddoppio dell&#8217;insediamento di un esercito straniero, dotato di armi nucleari, che da lì fa partire le azioni contro l&#8217;Iraq e l&#8217;Afghanistan. Ma i cittadini non sono stati ascoltati. La costruzione prosegue, le proteste pure. <strong>La democrazia a Vicenza non è attuata. Ciò che vuole la maggioranza dei cittadini non viene tenuto in conto.</strong> Questo straordinario documentario, che sono onorato di aver visto e che tra i registi vede anche Annamaria Macripò, coordinatrice del Comitato più Democrazia e Partecipazione di Vicenza, racconta tutta la vicenda con dovizia di particolari. Per chi l&#8217;ha vista da lontano e vuole capire cosa succede a Vicenza, dalla viva voce dei suoi abitanti. Ecco i contenuti.</p>
<p>LO SAI COSA STA SUCCEDENDO A VICENZA?<br />
Noi ci abbiamo messo un anno per raccontarlo, ma ora se vuoi puoi<br />
conoscere anche tu tutto ciò che giornali e tv nazionali<br />
deliberatamente lasciano in disparte, trattando la questione Dal Molin<br />
come un capitolo ormai chiuso.<br />
La partita è invece ancora aperta, per questo diciamo&#8230;<span id="more-295"></span></p>
<p>GOOD LUCK VICENZA!</p>
<p>&#8220;Good luck Vicenza&#8221; (durata 73&#8242;) è un documentario sulla nuova base<br />
militare Usa in progetto a Vicenza, sull&#8217;area dell&#8217;aeroporto Dal<br />
Molin. Un film di Mirco Corato, Annamaria Macripò e Giulio Todescan.<br />
Qui sotto trovate le prossime proiezioni in programma, la sinossi e i nostri contatti.</p>
<p>Questo film nasce totalmente autoprodotto, a zero budget, con l&#8217;unico<br />
scopo di diradare la cortina di silenzio e disinformazione che avvolge<br />
la costruzione della nuova mega base Usa a Vicenza. Una cortina di<br />
fumo che è ancora più spessa per chi vive fuori da questa città o dal<br />
Veneto.<br />
Per questo vorremmo che il documentario si vedesse anche a Roma,<br />
Torino, Bari, Palermo, Cagliari&#8230; Per questo ti invitiamo a darti da<br />
fare per organizzare una serata nella tua città o paese, perché il Dal<br />
Molin non è una disputa locale, ma una questione che va discussa a<br />
livello nazionale.<br />
Se sei interessato a organizzare una proiezione, scrivi a<br />
<a href="javascript:press_email('goodluckvicenza@gmail.com')" target="_blank">goodluckvicenza@gmail.com</a><br />
Attraverso il nostro blog [ <a href="http://webmaildomini.aruba.it/cgi-bin/webmail.cgi?cmd=url&amp;xdata=%7E2-e84331ff8881d9564923c423f38391b90295a0f3d3e3e391d1d5aed3d463616c686f737400&amp;url=http%213A%212F%212Fgoodluckvicenza.blogspot.com" target="_blank">http://goodluckvicenza.blogspot.com</a> ] ti<br />
aiuteremo a raccogliere delle &#8220;prenotazioni&#8221; per la serata.<br />
Grazie<br />
mirco, annamaria, giulio</p>
<p>::: Il film :::</p>
<p>La guerra e la difesa del territorio. Gli interessi economici e<br />
politici dell&#8217;Italia e quelli militari e strategici degli Stati Uniti.<br />
Gli &#8220;impegni internazionali da rispettare&#8221; a Roma e la democrazia &#8220;dal<br />
basso&#8221; delle comunità locali.<br />
La vicenda della nuova base militare americana progettata a Vicenza<br />
nell&#8217;area dell&#8217;ex aeroporto Dal Molin &#8211; a pochi chilometri dai palazzi<br />
rinascimentali costruiti dal Palladio e dichiarati dall&#8217;Unesco<br />
patrimonio dell&#8217;umanità – tocca tutti questi temi.<br />
Dal 2006 il movimento No Dal Molin si è opposto alla nuova base –<br />
sostenuta dai governi Berlusconi prima e Prodi poi. Un movimento<br />
eterogeneo che, in una città tradizionalmente moderata, ha coinvolto<br />
migliaia di cittadini in una discussione che, partendo dalla loro<br />
polis, va ben oltre gli angusti confini provinciali.<br />
Questo documentario prova a raccontare la storia di un progetto per<br />
molti versi devastante, e di riflesso vuole alludere ai rapporti fra<br />
Vicenza, l&#8217;Italia e l&#8217;ingombrante presenza militare americana. E&#8217; un<br />
film fatto di interviste, voci e volti: quelli di cittadini impegnati<br />
nei comitati, politici, urbanisti, giornalisti, esperti di questioni<br />
ambientali, preti, avvocati, costituzionalisti e giocatori di rugby.</p>
<p>::: prossime proiezioni :::</p>
<p>DOMENICA 16 NOVEMBRE h 21.30<br />
al Presidio Permanente di via Ponte Marchese, a Caldogno (Vicenza)</p>
<p>MARTEDI 18 NOVEMBRE h 20.30<br />
al Circolo Mesa di via Pietro Ceccato 78, ad Alte di Montecchio<br />
Maggiore (Vicenza)<br />
*Proiezione preceduta dalla presentazione del mensile Carta EstNord*</p>
<p>MERCOLEDI 26 NOVEMBRE h 20.30<br />
alla Cooperativa Insieme di via Dalla Scola 255, a Vicenza<br />
*Proiezione preceduta dalla presentazione del mensile Carta EstNord*</p>
<p>VENERDI 28 NOVEMBRE<br />
Assemblea nazionale dei circoli di Legambiente, a Grosseto<br />
<a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1023_XIAssembleaCircoli/index.php" target="_blank">http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1023_XIAssembleaCircoli/index.php</a></p>
<p>MARTEDI 9 DICEMBRE h 21.00<br />
al Circolo Culturale Boldù in Cannaregio 6000, a Venezia<br />
*Proiezione preceduta dalla presentazione del mensile Carta EstNord*</p>
<p>[ informazioni aggiornate sul blog <a href="http://goodluckvicenza.blogspot.com/" target="_blank">http://goodluckvicenza.blogspot.com/</a> ]</p>
<p>Ti abbiamo inviato questa mail perché pensiamo ti interessi essere<br />
aggiornato sulle proiezioni e modalità di distribuzione del<br />
documentario: ti invitiamo a far girare la voce ai tuoi amici,<br />
o anche a organizzare una proiezione in un luogo che conosci<br />
[se non ti interessa ricevere le nostre mail, rispondi a questa mail<br />
con subject "cancellami"]</p>
<p>::: i nostri contatti :::</p>
<p><a href="javascript:press_email('goodluckvicenza@gmail.com')" target="_blank">goodluckvicenza@gmail.com</a><br />
mirco &#8211; <a href="javascript:press_email('mircorat@hotmail.com')" target="_blank">mircorat@hotmail.com</a><br />
annamaria &#8211; <a href="javascript:press_email('atmtraduzioni@alice.it')" target="_blank">atmtraduzioni@alice.it</a><br />
giulio &#8211; <a href="javascript:press_email('giulio.todescan@gmail.com')" target="_blank">giulio.todescan@gmail.com</a> &#8211; cel 3407749213<br />
il sito &#8211; <a href="http://goodluckvicenza.blogspot.com/" target="_blank">http://goodluckvicenza.blogspot.com/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>firme bocciate sui referendum proposti da Beppe Grillo</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/11/firme-bocciate-sui-referendum-proposti-da-beppe-grillo/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 22:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>

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		<description><![CDATA[beppe grillo
di Paolo Michelotto
peccato, perchè anch&#8217;io avevo contribuito a raccoglierle nella mia città. L&#8217;Italia vive di vizi formali che impediscono di procedere. Così mentre un titolare illegale di frequenze televisive ottenute con la corruzione, capo di un capo mafioso che gestiva le scuderie di casa, con un braccio destro condannato per mafia, con un legale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_277" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/grillo.jpg"><img class="size-medium wp-image-277" title="grillo" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/grillo.jpg" alt="beppe grillo" width="300" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">beppe grillo</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>peccato, perchè anch&#8217;io avevo contribuito a raccoglierle nella mia città. L&#8217;Italia vive di vizi formali che impediscono di procedere. Così mentre un titolare illegale di frequenze televisive ottenute con la corruzione, capo di un capo mafioso che gestiva le scuderie di casa, con un braccio destro condannato per mafia, con un legale condannato per corruzione di giudici può diventare il presidente del consiglio italiano, tutte le firme sono state esaminate al microscopio e si nasconde il fatto che milioni di italiani hanno firmato in pochi giorni per potersi esprimere su quegli argomenti. Vizi di forma. Vizi italiani. Spero che ci sia una pronta e attiva risposta di noi italiani. Io ad esempio sono estremamente disponibile a iniziare di nuovo la raccolta.</p>
<p>ANSA: REFERENDUM: GRILLO, FIRME INSUFFICIENTI<br />
ROMA &#8211; Non ci sarebbero tutte le 500 mila firme necessarie per lo svolgimento del referendum sui 3 quesiti sull&#8217;informazione depositati da Beppe Grillo in Cassazione, lo scorso marzo e raccolte durante i &#8216;Vaffa-day&#8217; organizzati da Grillo.<span id="more-276"></span></p>
<p>Si è riunito l&#8217;ufficio centrale della Cassazione per vagliare la validità delle firme presentate per ogni quesito, per verificarne sia il numero sia l&#8217;attendibilità e, a quanso si è appreso, Grillo non avrebbe raggiunto il numero esatto per mandare avanti il referendum.</p>
<p>Per questo motivo Grillo verrà convocato il 25 novembre prossimo per interloquire con i giudici sui problemi emersi nella raccolta delle firme.</p>
<p>Le firme raccolte da Grillo riguardavano il referendum per l&#8217;abolizione dell&#8217;Ordine dei giornalisti, per la legge Gasparri sulla Rai e l&#8217;abolizione del contributo pubblico all&#8217;editoria.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>relazione sulla Democrazia Diretta fatta al congresso dei radicali a Chianciano</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/11/relazione-sulla-democrazia-diretta-fatta-al-congresso-dei-radicali-a-chianciano/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 22:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[radicali
di Paolo Michelotto
Diego Galli, responsabile sito internet di Radio Radicale,  mi ha inviato la sua &#8220;Relazione sulla Democrazia Diretta&#8221; letta durante il congresso dei Radicali a Chianciano il 31 ottobre 2008. Documento ricco di spunti e di dati, che riporto qui sotto. Viene citato anche il libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221;.

Relazione sulla democrazia diretta
di Diego Galli
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_272" class="wp-caption alignleft" style="width: 309px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/partito_radicale.gif"><img class="size-medium wp-image-272" title="partito_radicale" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/partito_radicale-299x300.gif" alt="radicali" width="299" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">radicali</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Diego Galli, responsabile sito internet di Radio Radicale,  mi ha inviato la sua &#8220;Relazione sulla Democrazia Diretta&#8221; letta durante il congresso dei Radicali a Chianciano il 31 ottobre 2008. Documento ricco di spunti e di dati, che riporto qui sotto. Viene citato anche il libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221;.</p>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p align="center"><strong>Relazione sulla democrazia diretta</strong></p>
<p align="center">di Diego Galli</p>
<p>La questione della democrazia diretta è sempre stata al centro dell&#8217;interesse e dell&#8217;iniziativa politica radicale. Anzitutto perché è attraverso i referendum che i radicali sono riusciti ad ottenere buona parte delle loro maggiori vittorie.</p>
<p>Tuttavia, la situazione di fronte alla quale ci troviamo oggi è l&#8217;impossibilità di utilizzare il referendum abrogativo a livello nazionale a causa della costante opera di vanificazione dei suoi effetti e delle sue potenzialità attuata dal sistema partitocratico. Per dare soltanto un&#8217;idea generale, basti pensare che dall&#8217;introduzione nell&#8217;ordinamento italiano del referendum (avvenuta soltanto nel 1970, con oltre vent&#8217;anni di ritardo rispetto all&#8217;approvazione della Costituzione che lo prevedeva) all&#8217;ultima consultazione referendaria (2005) sono stati promossi ben 137 referendum; la Corte Costituzionale ne ha bocciati 67 attraverso la creazione di una giurisprudenza ritenuta da molti non coincidente con il dettato costituzionale. Su 59 quesiti votati dagli elettori, 42 hanno visto la vittoria del &#8220;sì&#8221;, ma soltanto 19 di questi referendum sono risultati validi, perché 24 non hanno raggiunto il quorum dei votanti previsto dalla legge (50% + 1 degli aventi diritto) a causa di campagne astensioniste condotte dai maggiori partiti politici. Ben 5 referendum vinti sono poi stati traditi dal Parlamento con l&#8217;approvazione di leggi in contrasto con la volontà espressa dai cittadini. Questi sono: il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati (l&#8217;80% dei votanti si espresse per il Sì), la soppressione del Ministero dell&#8217;Agricoltura (quando il Sì vinse con il 90% delle preferenze), l&#8217;abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti (75% dei votanti favorevole), il referendum per abrogare le norme che impedivano la privatizzazione RAI (55% voti favorevoli alla privatizzazione della concessionaria unica del servizio pubblico radiotelevisivo), e infine il referendum per l&#8217;abrogazione del sistema elettorale proporzionale (82,7% di sì).<span id="more-271"></span></p>
<p>L&#8217;ultimo referendum ad aver raggiunto il quorum è stato votato nel 1995. Da più di 10 anni, dunque, nessun referendum ha più raggiunto il quorum dei votanti.</p>
<p>L&#8217;istituto Cattaneo, all&#8217;indomani dei risultati dei referendum sulla fecondazione assistita del 2005, scriveva in un comunicato:</p>
<p><em>«Sin dal 1999 è del tutto evidente che il quorum è tecnicamente irraggiungibile quando una pur piccola minoranza decide di usare lo strumento dell&#8217;astensionismo strategico, che si somma all&#8217;astensionismo &#8220;naturale&#8221;, progressivamente incrementato del resto dal fallimento dei referendum precedenti. Era del tutto ovvio che il quorum sarebbe stato tanto più irraggiungibile laddove il referendum avesse riguardato una legge approvata da una larga maggioranza parlamentare: da parti-ti cioè che non potevano non difendere, con il metodo per loro più efficace, le posizioni assunte in Parlamento».</em></p>
<p>Il referendum è soltanto uno degli strumenti di iniziativa politica resi inservibili a una qualsiasi forza di opposizione sociale e politica. Tuttavia, almeno per i radicali, è forse il più importante.</p>
<p>Ma non ci sono soltanto motivi politici a favore della praticabilità del referendum in Italia. Ci sono profonde ragioni legate alla visione di democrazia che i radicali hanno sempre portato avanti e incarnato.</p>
<p><strong>I referendum, strumenti indispensabili alla democrazia</strong></p>
<p>Pier Vincenzo Uleri, noto studioso italiano dei referendum nonché antico simpatizzante radicale, un nome che ricorrerà spesso in questa relazione, da anni porta avanti una battaglia anche semantica per sottrarre i referendum dalla categoria della &#8220;democrazia diretta&#8221;. Scrive ad esempio in un saggio uscito di recente (&#8221;Referendum e iniziative popolari&#8221;, in Gianfranco Pasquino (a cura di), &#8220;Strumenti della democrazia&#8221;, Il Mulino, 2007):</p>
<p><em>«la democrazia diretta contrapposta alla democrazia rappresentativa, più che un ideale, è, sopratutto, un feticcio. Di tale feticcio si ammantano, di volta in volta, le critiche alla democrazia rappresentativa di &#8220;destre&#8221; e di &#8220;sinistre&#8221; accomunate da una stessa matrice antiliberale. Le rivendicazioni di una imprecisata democrazia partecipata e diretta sono spesso inquadrate da componenti culturali di tipo corporativo o comunitario.<br />
Questi avversari della democrazia liberale, anche quando agitano il feticcio della democrazia diretta si guardano comunque bene dal rivendicare in maniera esplicita e convinta gli istituti referendari. Infatti, in genere, essi sono consapevoli che il voto referendario espresso liberamente nel segreto dell&#8217;urna, è comunque una scelta individuale frutto di una cultura politico-istituzionale di origine e matrice liberale». </em></p>
<p>E poi ancora, Uleri insiste perché i referendum e le iniziative popolari siano considerati come strumenti di controllo sui governanti nelle mani degli elettori. I referendum sono anche strumenti decisionali alternativi, quando il sistema politico risulta essere bloccato. In entrambi i sensi, i referendum sono strumenti di «liberalizzazione politica degli assetti politico-istituzionali della democrazia», per dirla con Uleri, cioè veri e propri contropoteri rispetto al potere politico.</p>
<p>C&#8217;è una vasta letteratura internazionale (di cui in Italia Uleri è praticamente l&#8217;unico esponente accademico) che analizza le virtù dei referendum per la democrazia.</p>
<p>Vediamo alcune di queste argomentazioni.</p>
<ul>
<li>La prima è senz&#8217;altro 	quella del controllo dell&#8217;agenda politica. I radicali hanno sempre 	sostenuto che il potere più grande è quello di 	decidere i temi al centro della discussione e della decisione. 	Decidere i temi significa infatti decidere già i protagonisti 	e gli antagonisti, così come influenzare i criteri di 	giudizio sulla classe politica utilizzati dagli elettori. Il caso 	dei temi laici considerati sempre inopportuni o intrattabili in 	campagna elettorale (si ricordi il &#8220;caso Coscioni&#8221;) perché 	avrebbero diviso al loro interno i principali schieramenti politici 	evidenziandone le contraddizioni è un caso di scuola. I 	referendum, imponendo di discutere su determinati temi, sottraggono 	alla classe politica il controllo dell&#8217;agenda politica consentendo 	ai cittadini di influenzarla.</li>
</ul>
<ul>
<li>Strettamente connesso al primo 	argomento, c&#8217;è quello del conflitto. Nella visione radicale 	della democrazia il conflitto ha sempre rivestito un posto centrale. 	Nella visione cosiddetta elitista della democrazia, quella per cui 	secondo le parole del suo maggior teorico, Schumpeter, «gli 	elettori devono comprendere che, una volta che hanno eletto una 	persona, l&#8217;azione politica è compito di quella persona, non 	loro», conflitti e movimenti sociali sono considerati come 	un&#8217;aberrazione e non la norma (Cobb/Elder 1971: 897-899, 902). 	Sappiamo invece dall&#8217;esperienza storica che troppo spesso anche 	nelle democrazie si costituiscono gruppi oligarchici che soffocano 	conflitti potenziali scomodi alle élite utilizzando gli 	strumenti del potere.</li>
</ul>
<ul>
<li>In queste circostanze il voto è 	particolarmente inefficace nel punire un&#8217;intera classe politica. 	Una volta che sì è costituito un gruppo di politici 	con interessi comuni, l&#8217;omogeneità e l&#8217;esclusività 	dell&#8217;appartenere ad un gruppo di privilegio ristretto 	costituiscono una forte barriera alla possibilità che un 	singolo politico decida di rompere il cartello.</li>
</ul>
<p>La teoria del &#8220;cartello&#8221; ha trovato conferma nell&#8217;analisi dei partiti politici condotta da Richard Katz e Peter Mair: «negli ultimi decenni c&#8217;è stata la tendenza verso una simbiosi sempre più stretta fra partiti e stato. Questo fatto ha precostituito le condizioni per la comparsa di un nuovo tipo di partito, denominato e definito come &#8220;partito cartello&#8221;».</p>
<p>Secondo i due studiosi: «si può ipotizzare che il movimento dei partiti dalla società civile verso lo Stato possa continuare fino a farli diventare parte dello stesso apparato statale».</p>
<p>Una tendenza generale al declino della partecipazione dei cittadini nelle organizzazioni di partito ha costretto e costringe i partiti a cercare altrove, rispetto al passato, le risorse necessarie alle loro attività: «La principale strategia che potevano perseguire era quella di istituire norme per la distribuzione di sovvenzioni statali ai partiti politici che, pur variando da Stato a Stato, ora spesso costituiscono una delle principali risorse finanziarie e materiali con cui i partiti possono svolgere le loro attività sia in parlamento che nella società in senso lato. (&#8230;) Analogamente, le regole che disciplinano l&#8217;accesso ai media elettronici, che &#8230;sono soggetti a notevole controllo e/o regolamentazione da parte dello Stato, offrono a chi è al potere il mezzo per avere un accesso privilegiato, mentre a chi è ai margini questo potrebbe essere negato».</p>
<p>Nei sistemi politici caratterizzati da forte presenza di partiti cartello, «la democrazia elettorale è sempre più percepita come mezzo attraverso cui i governanti controllano i governati piuttosto che viceversa». [La traduzione italiana del saggio di Katz e Mair è nel volume "Partiti e Sistemi di Partito" curato da Luciano Bardi, Bologna, il Mulino, 2006]</p>
<p>Sono argomentazioni non nuovo a un pubblico radicale.</p>
<ul>
<li>La teoria elitista, con l&#8217;intento 	di avvicinare la teoria politica alla realtà del 	funzionamento delle istituzioni, ha negato l&#8217;idea di democrazia come 	un&#8217;ideale verso cui la società dovrebbe avvicinarsi. La 	democrazia si è così trasformata da una pratica 	radicale che sottolinea l&#8217;importanza della partecipazione in una 	dottrina politica conservatrice. La visione e la pratica radicale 	della democrazia è tutt&#8217;altra. La loro storia di 	coinvolgimento di ceti sociali marginali e di movimenti collettivi, 	di invenzione di strumenti di iniziativa politica popolare, di 	battaglie condotte fuori dal parlamento, incarna una visione di 	&#8220;democrazia radicale&#8221; che prefigura forme di partecipazione e di 	conflitto non esauribili nel voto elettorale.</li>
</ul>
<p><strong>La democrazia diretta a livello locale. Una campagna radicale</strong></p>
<p>Nell&#8217;impossibilità di utilizzare i referendum nazionali, da tempo si è sviluppato nel partito un dibattito e insieme una pratica di utilizzo di strumenti di democrazia diretta a livello locale.</p>
<p>L&#8217;attenzione dei radicali al livello locale dell&#8217;iniziativa politica attraverso gli strumenti di democrazia diretta non è nuovo. Se ne occupò Giuseppe Calderisi da radicale negli anni &#8216;70 (&#8221;Il diritto di iniziativa e i referendum regionali&#8221;, in «Quaderni Radicali», 1979, nn. 5/6, pp. 48-97), mentre in occasione delle regionali del 2000  i radicali proposero che i nuovi statuti regionali, che i consigli neoeletti avrebbero dovuto rivedere a seguito della riforma del titolo V della Costituzione, prevedessero, oltre al presidenzialismo e al maggioritario, consistenti iniezioni di democrazia referendaria sul modello svizzero. Per l&#8217;occasione venne elaborato un progetto affidato a uno dei maggiori studiosi del sistema referendario svizzero, Andreas Auer (&#8221;Per una vera democrazia diretta nelle Regioni italiane&#8221;, febbraio 2000, disponibile all&#8217;indirizzo http://www.radioradicale.it/per-una-vera-democrazia-diretta-nelle-regioni-italiane).</p>
<p>Più recentemente, in occasione della costituzione della Rosa nel Pugno, proprio Pier Vincenzo Uleri ha incalzato i radicali, con una serie di articoli pubblicati su <em>Notizie Radicali</em>, a intraprendere <em>«una iniziativa politica di carattere nazionale per ampliare gli spazi istituzionali degli istituti referendari a livello locale/regionale. Questa iniziativa se avesse successo potrebbe davvero configurarsi come una sorta di rivoluzione costituzionale: una riforma di lunga gittata e di lunga durata nel tempo».</em></p>
<p>Lo stesso Uleri tuttavia ha individuato la difficoltà di un&#8217;iniziativa simile nella debole presenza radicale e livello locale. Tuttavia, non sono pochi i casi in cui i radicali hanno di già azionato strumenti di democrazia diretta a livello locale. Si pensi ai referendum promossi da Pio Rapagnà in Abruzzo (5 Referendum regionali sui costi della politica), a quelli in Umbria (referendum sull&#8217;indennità dei consiglieri comunali), ai 4 referendum comunali promossi a Gorizia dall&#8217;associazione radicale Trasparenza è partecipazione, alle petizioni popolari raccolte dai radicali a Catania (istituzione di un registro delle coppie di fatto, individuazione di una sala per il funerale in forma civile, attivazione di un servizio per la cremazione, emanazione del regolamento in materia di strumenti di partecipazione popolare),alla delibera di iniziativa popolare sulle unioni civili presentata a Roma con 10.000 firme da Radicali Roma, e alle analoghe iniziative in corso sull&#8217;anagrafe degli eletti (Roma, Novara, Cremona).</p>
<p><strong>Gli strumenti della democrazia diretta</strong></p>
<p align="justify">La partecipazione popolare alla gestione politico-amministrativa della cosa pubblica è, nel nostro ordinamento,  un diritto fondamentale, garantito dalla nostra Carta Costituzionale. Anche nell&#8217;ambito del diritto degli enti locali, gli istituti di partecipazione popolare hanno trovato esplicito riconoscimento da parte del legislatore. Il riconoscimento della centralità della partecipazione popolare quale valore fondamentale e carattere della democrazia politica ha trovato consacrazione nell&#8217;articolo 8 del Testo Unico delle leggi degli enti locali 267/2000 che delinea diversi istituti di partecipazione.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In particolare, il T.U. prevede che nello Statuto del comune e della provincia devono essere previste &#8220;<em>forme di consultazione della popolazione</em> nonché procedure per l&#8217;ammissione di <em>istanze, petizioni e proposte</em> di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinare le garanzie per il loro tempestivo esame&#8221;.  Lo stesso articolo prevede inoltre la possibilità (non l&#8217;obbligatorietà) per gli enti locali di prevedere anche l&#8217;istituto del <em>referendum consultivo</em>, su richiesta di un adeguato numero di cittadini. Agli statuti degli enti locali spetta disciplinare, nel dettaglio, le forme di consultazione della popolazione, le procedure per l&#8217;ammissione di istanze, petizioni e proposte e  l&#8217;eventuale referendum.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L&#8217; art. 8 del T.U. ha modificato il riferimento ai &#8220;cittadini&#8221; (legge n.142/90) con quello relativo alla &#8220;popolazione&#8221;, perchè la partecipazione popolare deve essere legata alla condizione di cittadini che presume la stabilità della residenza, ma si estende a tutti coloro che vivono, operano e studiano nell&#8217;ambito di competenza di ciascuna amministrazione locale.</p>
<p align="justify">
<p>Gli Statuti regionali prevedono l&#8217;attivazione, accanto alle forme partecipative tradizionali previste dalla Costituzione &#8211; l&#8217;iniziativa legislativa popolare, i referendum abrogativi e i referendum consultivi &#8211; ulteriori strumenti di partecipazione quali l&#8217;informazione, le petizioni e le richieste di enti, i quali possono rivolgere interrogazioni, chiedere provvedimenti e prospettare esigenze all&#8217;organo legislativo regionale, nel rispetto di quanto stabilito dagli Statuti regionali.</p>
<p align="justify">Nei singoli Statuti, tuttavia, il legislatore regionale, ha collocato al centro della partecipazione popolare gli istituti partecipativi previsti dalla Costituzione, privilegiandoli rispetto agli altri. Sia a livello nazionale, sia a livello regionale, dunque, si incontrano le stesse fattispecie di referendum: referendum costituzionali (referendum statutari a livello regionale), referendum abrogativi, consultivi e propositivi.</p>
<p align="justify">Ogni Statuto contiene degli articoli che regolamentano e tutelano, in maniera teorica, la possibilità di partecipare ai procedimenti ed avere accesso ai documenti amministrativi. Ciò che più interessa al nostro lavoro, tuttavia, sono le misure concrete, disciplinate dalla legge, che consentono ai cittadini di partecipare. Nella maggioranza dei casi, tali strumenti sono:</p>
<p align="justify">* istanze,</p>
<p align="justify">* petizioni,</p>
<p align="justify">* proposte di deliberazione,</p>
<p align="justify">* iniziativa legislativa,</p>
<p align="justify">* referendum.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Molti regolamenti attuativi consentono anche ai cittadini stranieri e agli immigrati possono azionare gli strumenti di democrazia diretta a livello locale.</p>
<p align="justify">Molto spesso i regolamenti non sono ancora stati emanati così che gli strumenti di partecipazione previsti dalla legge restano lettera morta.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p><strong>Uno strumento per lotte politiche sul territorio e possibili alleanze sociali</strong></p>
<p>Il ricorso agli strumenti di democrazia diretta sembra essere in aumento negli ultimi anni, soprattutto ad opera di comitati di cittadini slegati dai partiti e dalle altre grandi organizzazioni di interesse, per lo più legati a tematiche inerenti l&#8217;ambiente, l&#8217;urbanistica, la mobilità urbana.</p>
<p>Si pensi alla recente sentenza del Tar che ha obbligato il comune di Taranto a emanare il regolamento sulla partecipazione e consentire lo svolgimento di un referendum consultivo promosso dal comitato di cittadini &#8220;Taranto futura&#8221; sulla chiusura dello stabilimento siderurgico dell&#8217;Ilva.</p>
<p>O le 10 delibere di iniziativa popolare presentate a Roma da decine di comitati di cittadini con la raccolta di quasi 100.000 firme, e non ancora votate dal Consiglio comunale in violazione del proprio statuto.</p>
<p>Sono molti tuttavia anche i referendum e le iniziative proposte per espandere gli strumenti di democrazia diretta.</p>
<p>L&#8217;Iniziativa Più Democrazia di Bolzano, coordinata da Stephan Lausch, già attivo nei Verdi con Alex Langer, si ispira al movimento bavarese Mehr Demiocratie, che è riuscito a introdurre a livello di Lander i referendum e le iniziative sul modello svizzero.</p>
<p>Nel 1995 l&#8217;Iniziativa Più Democrazia raccolse 4.000 firme per presentare una proposta di legge regionale per fare altrettano in Trentino Alto Adige. La legge fu approvata dal Consiglio Regionale, ma impugnata dallo Stato per rilievi costituzionali. Nel 2003 l&#8217;Iniziativa Più Democrazia raccolse 6.300 firme su una nuova proposta di legge di iniziativa popolare nella provincia di Bolzano. Alla fine fu approvata una legge proposta dalla SVP che introduceva referendum abrogativo e propositivo con un quorum di partecipazione del 40%. L&#8217;Iniziativa allora ha presentano una nuova proposta migliorativa sul modello svizzero. Su questa proposta ha raccolto uno schieramento di 56 diverse associazioni e raccolto tra marzo e giugno 2007 26.000 firme, più del doppio di quelle necessarie.</p>
<p>Paolo Michelotto, del Comitato più democrazia di Vicenza, nel suo libro &#8220;Democrazia dei cittadini. Gli esempi reali e di successo dove i cittadini decidono&#8221; raccoglie altre esperienze di questo genere in Italia.</p>
<p>Nel suo intervento al BarCamp ha descritto l&#8217;iniziativa &#8220;La parola ai cittadini&#8221;. Si tratta di incontri periodici promossi dal Comitato più democrazia a Vicenza dove i cittadini hanno la possibilità di esporre una proposta, discuterla con gli altri cittadini presenti. Alla fine di ogni incontro la proposta più votata, grazie alla disponibilità di alcuni consiglieri comunali che hanno accettato l&#8217;invito a partecipare a questi incontri, viene presentata in Consiglio comunale. I Consiglieri si impegnano anche a invitare il cittadino proponente a relazionare in Consiglio sulla sua proposta in qualità di esperto (possibilità prevista dallo statuto). La prima proposta che seguì questo iter fu quella della messa online della registrazione audiovideo del consiglio comunale. Approvata dall&#8217;assemblea di cittadini il 28 ottobre 2003 fu approvata all&#8217;unanimità dal consiglio comunale il 26 febbraio 2004, solo 4 mesi dopo.</p>
<p>&#8220;La parola ai cittadini&#8221; fu organizzato 3 volte a Vicenza, 1 volta a Torri di Quartesolo e 2 volte a Rovereto. A Vicenza, alla prima assemblea, erano presenti 400 persone e furono presentate 36 proposte.</p>
<p>A Rovereto venne pensata una variante, e nell&#8217;ultima assemblea le proposte più votate furono trasformate in referendum propositivi. Così sono state raccolte le firme per 3 referendum comunali: abolizione del quorum dei referendum, piano regolatore comunale partecipato, opposizione alla costruzione di una torre in un piazzale della città. Sfruttando l&#8217;occasione del V2-Day promosso da Beppe Grillo, raccogliendo le firme a Rovereto sia sui referendum di Grillo che su quelli proposti dai cittadini nell&#8217;assemblea, in un solo giorno riuscirono a raccogliere più delle firme richieste dallo statuto per i referendum propositivi comunali. I referendum saranno votati tra pochi mesi. Sarà necessario superare il quorum del 50%.</p>
<p>Dall&#8217;esperimento &#8220;La parola ai cittadini&#8221; è nata anche la campagna referendaria Più Democrazia di Vicenza che attraverso il referendum consultivo ha tentato di introdurre il referendum propositivo e abrogativo nello statuto comunale. L&#8217;11 febbraio 2006 vennero presentate 5.417 firme, pari al 5% delle persone residenti nel comune di Vicenza e del 7% degli aventi diritto al voto.</p>
<p>Il referendum fu messo ai voti il 10 settembre 2006, ultimo week end estivo, nel silenzio mediatico più totale. Andò a votare il 13,26% degli aventi diritto e il sì vinse con il 90,45% di voti, pari a 10.583. Nel libro di Paolo Michelotto si legge: &#8220;Nel 2006 il referendum Più Democrazia, osteggiato dall&#8217;amministrazione comunale, dai partiti di maggioranza, snobbato da quelli di minoranza (tranne in alcune eccezioni in Vicenza Capoluogo, Verdi, Rinfondazione), quasi completamente censurato dal Giornale di Vicenza e da TVA (i due mezzi di comunicazione più visti in città), finanziato con soli 1.000 euro donati da cittadini volenterosi, realizzato nell&#8217;ultimo ponte estivo con la città mezza vuota e la cui campagna elettorale per legge iniziò l&#8217;11 agosto con la città totalmente vuota e la cui campagna elettorale per legge iniziò l&#8217;11 agosto con la città totalmente vuota, ebbe 11.701 voti, ossia più delle primarie del Centro sinistra a Vicenza (9.058) e poco meno della metà di quelli del sindaco reggente (26.988).&#8221; (p. 204).</p>
<p><strong>Una nuova stagione referendaria alle porte?</strong></p>
<p>Abbiamo aperto questo dossier parlando della crisi del referendum nazionale. Tuttavia, nonostante i numeri parlino chiaro, ci troviamo di fronte a una vera e propria ondata referendaria. 3 referendum elettorali che hanno già passato il vaglio della Corte costituzionale, 3 referendum su cui già sono state raccolte le firme necessarie (i referendum di Grillo), è in corso la raccolta firme sul referendum contro il nodo Alfano, mentre si prospetta un possibile referendum contro il decreto Gelmini su scuola e ricerca.</p>
<p>Come è possibile che nonostante l&#8217;evidente quasi impossibilità di raggiungere il quorum, lo strumento referendario continui ad essere così utilizzato? Evidentemente risponde ad esigenze importanti, soprattutto in una democrazia bloccata e oligarchica come la nostra. Sarebbe forse l&#8217;ora, quindi, di utilizzare questo potenziale di mobilitazione per una campagna per la riforma dell&#8217;istituto referendario, a partire dall&#8217;abolizione o dal forte abbassamento del quorum.</p>
<p>Nel corso della tavola rotonda che ha concluso la conferenza &#8220;La crisi della (non)democrazia&#8221;, Giovanni Guzzetta si è detto disponibile ad accompagnare la campagna referendaria sui quesiti da lui proposti, da una campagna di mobilitazione su proposte di riforma elettorale che completino le evidenti lacune dei quesiti referendari depositati. Si potrebbe pensare a una campagna, che coinvolga anche gli altri comitati promotori dei referendum, per una proposta di riforma degli istituti referendari sul modello svizzero.</p>
<p>Le proposte potrebbero essere molte. Oltre alla più difficile, la riforma dell&#8217;articolo 75 della Costituzione, si potrebbe intervenire anche sui provvedimenti sul federalismo in discussione, e ancora sui regolamenti parlamentari. Nel corso dell&#8217;ultimo appuntamento del Comitato di Chianciano sia Cesare Salvi che Rino Formica hanno proposto una riforma dei regolamenti parlamentari a costituzione invariata che imponga alle camere la discussione dei progetti di legge di iniziativa popolare entro 6 mesi dal loro deposito. Lo stesso meccanismo previsto per le delibere di iniziativa popolare a livello comunale.</p>
<p>Seppure non riuscisse ad avere un impatto sulla legislazione nazionale, potrebbe tuttavia porre le premesse per ottenere importanti passi avanti a livello locale, con comuni innovatori che potrebbero divenire gli apripista di nuove forme di democrazia e coinvolgimento popolare.</p>
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		<title>Referendum USA 2008: passa la legge contro il matrimonio Gay</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 23:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[votanti no
di Paolo Michelotto
una raccolta dei primi articoli sui referendum propositivi e abrogativi USA 2008. I referendum sono in realtà 150, qui si parla dei più rilevanti. A futura memoria.
Unità
Nel giorno di Obama passa la legge contro le nozze gay
«Il sogno americano si è avverato», «la Storia ha un nuovo corso». Hanno aperto così, mercoledì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_226" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/votantino.jpg"><img class="size-medium wp-image-226" title="votantino" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/votantino.jpg" alt="votanti no" width="250" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">votanti no</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>una raccolta dei primi articoli sui referendum propositivi e abrogativi USA 2008. I referendum sono in realtà 150, qui si parla dei più rilevanti. A futura memoria.</p>
<p><strong>Unità<br />
Nel giorno di Obama passa la legge contro le nozze gay</strong></p>
<p>«Il sogno americano si è avverato», «la Storia ha un nuovo corso». Hanno aperto così, mercoledì, la maggior parte dei giornali del mondo, seguiti dall&#8217;eco delle tv e delle radio di tutti i continenti. Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. «La Casa Bianca è nera», abitata di nuovo da un democratico. Ma il 4 novembre, il giorno della vittoria della speranza sulla paura del cambiamento, in pochi, almeno in Europa, hanno dato risalto ad una piccola, grande rivoluzione mancata. Contestualmente all&#8217;Election Day, tre Stati americani erano impegnati in un referendum per l&#8217;abrogazione del matrimonio gay.<span id="more-225"></span></p>
<p>Gli abitanti di Arizona, Florida e California sono stati chiamati a votare una risoluzione per riscrivere la definizione di &#8220;unione coniugale&#8221; come &#8220;unione fra un uomo e un donna&#8221;. In tutti e tre i Paesi, al termine dello scrutinio mercoledì sera, oltre il 55 per cento degli aventi diritto al voto ha detto sì alla cosiddetta &#8220;Proposition 8&#8243;, che limita il matrimonio alle coppie eterosessuali.</p>
<p>Se in Arizona, roccaforte del candidato repubblicano McCain e dei conservatori, il risultato era quasi scontato, ha sorpreso la California, tradizionale baluardo dei democratici passata ora però tra le mani del governatore Arnold Schwarzenegger, repubblicano anche se imparentato con la famiglia Kennedy.</p>
<p>Anche in California comunque i sostenitori della &#8220;Proposta 8&#8243; sono passati con una certa facilità. Proprio in questo Stato, nel 2004, il sindaco di San Francisco Gavin Newsom aveva autorizzato le celebrazioni di nozze gay nella sua città, di seguito approvati anche dalla Corte Suprema dopo un primo parere contrario. La svolta è arrivata lo scorso giugno, quando il governo californiano ha ammesso il referendum abrogativo.</p>
<p>Da allora, prima del &#8220;D-day&#8221; del 4 novembre, centinaia di coppie omosessuali hanno accelerato le pratiche per il matrimonio, per paura di vedere negati i loro diritti. Adesso, per loro, il futuro è quanto mai incerto: la Proposta 8 potrebbe essere considerata retroattiva &#8211; il dubbio viene avanzato anche dal Los Angeles Times &#8211; e dunque invalidare le nozze, le aspettative e i sogni di migliaia di persone.</p>
<p>Unica vera sorpresa, dunque: la Florida dove in effetti la maggioranza politica è voltata verso i democratici anche se per uno scarto molto ristretto &#8211; pari a 190mila voti &#8211; e invece al referendum è rimasta una solida maggioranza meno progressistaverso i diritti delle persone omosessuali. Lì il Sì alla Proposta 8 ha ottenuto oltre il 55 percento dei consensi. Obama, se non vorrà adeguarsi, dovrà lavorare ancora parecchio.</p>
<p><strong>Repubblica<br />
Los Angeles, 19:48<br />
USA 2008:REFERENDUM,ANCHE CALIFORNIA VIETA MATRIMONI GAY</strong></p>
<p>Dopo la Florida e l&#8217;Arkansas anche la libertaria California, profondamente democratica e che ha eletto a valanga Barack Obama, ha messo al bando i matrimoni omosessuali. Il 52,1% ha approvato il referendum che annulla la sentenza della Corte Suprema della California che aveva autorizzato le unioni gay. In difesa del provvedimento si e&#8217; espresso il 47,9 dei californiani.<br />
(05 novembre 2008)<br />
<strong>Reuters<br />
mercoledì, 5 novembre 2008 11.24<br />
Voto Usa: non passa divieto aborto, Florida ferma matrimoni gay</strong></p>
<p>SAN FRANCISCO (Reuters) &#8211; Gli elettori americani hanno ampiamente respinto le proposte presentate da due Stati di limitare il diritto all&#8217;aborto, rendendo improbabile un ricorso alla Corte Suprema Usa.</p>
<p>Ma i risultati provenienti da oltre 150 consultazioni referendarie organizzate in tutta la nazione mostrano una mappa culturale più complessa di quanto possa indicare la vittoria schiacciante del democratico Barack Obama alla Casa Bianca.</p>
<p>Florida e Arizona hanno vietato i matrimoni omosessuali e l&#8217;Arkansas ha appoggiato una misura che impedisce l&#8217;adozione agli omosessuali, secondo i risultati mostrati da Nbc.</p>
<p>&#8220;L&#8217;approvazione di questo emendamento è una stella che illumina una notte altrimenti cupa, in cui l&#8217;America ha eletto il presidente più liberale della sua storia&#8221;, ha detto in una nota Mathew Staver, fondatore di Liberty Counsel, dopo l&#8217;approvazione della misura contro i matrimoni gay in Florida, stato che ha appoggiato Obama.</p>
<p>Gli elettori in Colorado hanno respinto con un margine di circa tre a uno una misura che avrebbe reso l&#8217;aborto l&#8217;equivalente dell&#8217;omicidio, definendo vita umana l&#8217;inizio del concepimento. In Sud Dakota è ormai data per certa la bocciatura di una proposta che vieta l&#8217;aborto.</p>
<p>&#8220;Lo abbiamo battuto qui, e non si diffonderà ad altri Stati&#8221;, ha detto Sarah Stoesz, presidente dell&#8217;organizzazione locale Planned Parenthood. &#8220;Abbiamo appena dato il via a un contromovimento in una parte molto conservatrice del Paese&#8221;.</p>
<p>Altri risultati preliminari, citati dai principali network Usa, indicano come probabile l&#8217;autorizzazione dell&#8217;uso terapeutico della marijuana in Michigan e del suicidio assistito da un medico a Washington.</p>
<p><strong>Repubblica<br />
San Francisco, 08:14<br />
USA 2008: REFERENDUM, NO MATRIMONI GAY FLORIDA E ARIZONA</strong></p>
<p>Gli Stati Uniti dell&#8217;era Obama difendono l&#8217;aborto, bocciano i matrimoni gay e l&#8217;adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali, e consentono il suicidio assitito. Questo il quadro che merge dalle prime proiezioni sui 150 referendum su cui in 36 Stati che in contemporanea alle presidenziali gli americani sono stati consultati Sia Florida che ha eletto Obama che l&#8217;Arizona di John Mccain hanno messo al bando le unioni matrimoniali tra coppie dello stesso sesso mentre l&#8217;Arkansas, lo Stato dei Clinton conquistato dal candidato repubblicano, ha adottato un provvedimento che vieta&#8217; le adozioni ai gay In Colorado e&#8217; stato bocciata una legge che avrebbe assimilato l&#8217;aborto all&#8217;omicidio equiparando l&#8217;embrione appena concepito a un essere umano completo. Sulla stessa linea il South Dakota che ha respinto un altra consultazione popolare che avrebbe reso illegale l&#8217;interruzione anticipata della gravidanza In Michigan, secondo le proiezioni dei principali network, e&#8217; stata invece approvato il referendum che autorizza l&#8217;uso medico marijuana. Il Nebraska ha posto fine al principio dell&#8217;&#8221;affirmative action&#8221;, che riserva alle minoranze quote di posti di lavoro o facilita&#8217; l&#8217;ingresso nelle universita&#8217; rispetto alla maggioranza bianca; lo Stato di Washington, infine, ha consentito il suicidio assistito.</p>
<p>(05 novembre 2008)</p>
<p><strong>Ansa</strong></p>
<p><strong>California: referendum boccia le nozze tra gay NEW YORK </strong>- La California ha approvato per referendum il bando delle nozze tra gay. Il voto degli elettori, 52 a 48 per cento, ha rimesso in dubbio la legalità di migliaia di matrimoni tra omosessuali celebrati negli ultimi quattro mesi e mezzo. Sono circa 18 mila le coppie gay che si sono unite in matrimonio da quando in maggio la Corte Suprema statale ha deliberato sulla legalità delle nozze tra omosessuali.<br />
Quello sui matrimoni gay era uno dei numerosi referendum che la California indice in coincidenza con le principali elezioni, ed era probabilmente il piu&#8217; controverso di questo 4 novembre. All&#8217;inizio della campagna il &#8221;no&#8221; al bando veniva dato ampiamente in testa, visto il carattere tradizionalmente &#8216;liberal&#8217; della California, che per esempio autorizza, entro certi limiti, l&#8217;adozione da parte delle coppie gay e riconosce ai conviventi diritti analoghi a quelli delle coppie sposate.</p>
<p>E&#8217; stato verosimilmente l&#8217;elettorato cattolico, in crescita nel Golden State dove gli ispanici sono sempre piu&#8217; numerosi, a contribuire al si&#8217; alla cosidetta proposta numero otto. La campagna per il no e&#8217; stata finanziata anche da grandi aziende californiani, come la Apple di Steve Jobs, che ha versato 100mila dollari.</p>
<p>Non e&#8217; chiaro che cosa succedera&#8217; esattamente in California per le migliaia di coppie gay che si sono sposate, ma probabilmente la loro unione verra&#8217; ufficialmente riconosciuta in una maniera o l&#8217;altra. Attualmente i matrimoni omosessuali sono autorizzati solo in Massachusetts e nel Connecticut.</p>
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		<title>I referendum del 4 novembre 2008 negli USA: primi risultati</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/05/i-referendum-del-4-novembre-2008-negli-usa-primi-risultati/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 12:58:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum USA]]></category>

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		<description><![CDATA[yes on prop 8 - California
di Paolo Michelotto
oltre alle elezioni per eleggere il presidente per i prossimi 4 anni, molti americani hanno avuto la possibilità di votare per i referendum propositivi (propositions). Molto interesse ha suscitato la Prop. 8 che riguarda il matrimonio tra omosessuali in California. Ecco un primo articolo apparso su Peace Reporter.
Elezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_216" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/yes-on-prop-8.jpg"><img class="size-medium wp-image-216" title="yes-on-prop-8" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/yes-on-prop-8.jpg" alt="yes-on-prop-8" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">yes on prop 8 - California</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>oltre alle elezioni per eleggere il presidente per i prossimi 4 anni, molti americani hanno avuto la possibilità di votare per i referendum propositivi (propositions). Molto interesse ha suscitato la Prop. 8 che riguarda il matrimonio tra omosessuali in California. Ecco un primo articolo apparso su Peace Reporter.</p>
<p><strong>Elezioni Usa, in 36 Stati si è votato per 158 referendum. I primi risultati</strong></p>
<p><strong>I primi risultati dei voti sulle leggi</strong></p>
<p>Oltre alle elezioni presidenziali e a quelle per Camera e Senato in 36 Stati Usa si è votato per 158 referendum.<br />
In Colorado, e in Sud Dakota gli elettori hanno respinto la proposta di rendere illegale l&#8217;aborto, anche terapeutico, mentre in Michigan e in Massachussetts si è votato sull&#8217;uso della marijuana. Nel primo caso, è stato approvato l&#8217;uso terapeutico della pianta, nel secondo è stato depenalizzato il possesso di marijuana sotto i 30 grammi.<br />
In Florida è stata respinta a grande maggioranza la proposta di rendere legali le nozze tra coppie dello stesso sesso.<br />
In California è stata approvata una legge che garantisce una vita migliore agli animali da allevamento, e un&#8217;altra che garanmtisce una pensione ai reduci di guerra. Ancora da  definire i risultati dei referendum californiani sulle nozze gay , mentre sono state respinte le proposte di offrire alternative al carcere per i tossicodipendenti, di prevedere pene più severe per le gang, e di portare le energie rinnovabili al 20% dei consumi elettrici nel 2010.</p>
<p>da <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/12631/Elezioni+Usa%2C+in+36+Stati+si+%E8+votato+per+158+referendum.+I+primi+risultati" target="_blank">Peace Reporter</a></p>
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		<title>i referendum in Italia e i Radicali</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 19:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[vignetta referendum
di Paolo Michelotto.
Questo documento di 24 pagine è una ricostruzione storica dei referendum in Italia e del loro uso da parte del Partito Radicale. Una analisi approfondita, ricca di dati. Chi vuole saperne di più sui referendum in Italia qui troverà buone informazioni. Scritto da Diego Galli, responsabile sito internet di Radio Radicale.
Scarica qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_209" class="wp-caption alignleft" style="width: 302px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/referendumyc7.jpg"><img class="size-medium wp-image-209" title="referendumyc7" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/referendumyc7-292x300.jpg" alt="vignetta referendum" width="292" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vignetta referendum</p></div>
<p>di Paolo Michelotto.</p>
<p>Questo documento di 24 pagine è una ricostruzione storica dei referendum in Italia e del loro uso da parte del Partito Radicale. Una analisi approfondita, ricca di dati. Chi vuole saperne di più sui referendum in Italia qui troverà buone informazioni. Scritto da Diego Galli, responsabile sito internet di Radio Radicale.</p>
<p>Scarica qui il documento</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=9" title="Version 1 downloaded 177 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download I referendum e i Radicali Version 1" /></a></code></p>
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		<title>Capitolo 13  La lunga marcia di Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-13-la-lunga-marcia-di-iniziativa-per-piu-democrazia-di-bolzano/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sfoglia Libro]]></category>

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Prima pagina del capitolo 13 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 13  La lunga marcia di Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano
L’Iniziativa Più Democrazia di Bolzano, che è un movimento civico apartitico e indipendente, coordinata da Stephan Lausch, merita sicuramente un premio per la sua costanza e coerenza nel seguire con determinazione un progetto. Quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 13 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 13  La lunga marcia di Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano</p>
<p>L’Iniziativa Più Democrazia di Bolzano, che è un movimento civico apartitico e indipendente, coordinata da Stephan Lausch, merita sicuramente un premio per la sua costanza e coerenza nel seguire con determinazione un progetto. Quello di introdurre gli strumenti di democrazia diretta esistenti in Svizzera, nello statuto della Provincia Autonoma di Bolzano.<br />
A metà anni novanta, Stephan e il gruppo di cui faceva parte, invitarono a Bolzano a parlare un esperto di democrazia diretta. Era il deputato svizzero Andrea Gross che era anche il promotore dell’iniziativa “Eurotopia”, un movimento che si batte per l’introduzione, soprattutto nella costituzione europea, di forme e strumenti di democrazia diretta, con la possibilità per i cittadini di decidere, attraverso delibere popolari, sulle questioni che ritengono importanti.<br />
Quell’incontro fu decisivo nella scelta di cercare di introdurre gli strumenti di democrazia diretta anche nella provincia di Bolzano. Altro esempio fondamentale e trascinante per il gruppo di Bolzano fu il successo di Mehr Democratie della Baviera nell’introdurre i referendum e le iniziative a livello locale  nella regione.<br />
L’Iniziativa per Più Democrazia nel 1995 lanciò una iniziativa popolare per introdurre una legge regionale per la democrazia diretta che comprendesse sia il referendum che l’iniziativa.  Furono raccolte 4000 firme e la proposta di legge fu presentata &#8230;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Capitolo 14  Referendum consultivo autogestito in Val Pusteria</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-15-referendum-consultivo-autogestito-in-val-pusteria/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:18:56 +0000</pubDate>
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Prima pagina del capitolo 14 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 14  Referendum consultivo autogestito in Val Pusteria
Il 20 marzo 2005, in Val Pusteria, nella provincia di Bolzano, si tenne un referendum autogestito. Estremamente interessante la sua storia, perchè in mancanza dello strumento del referendum, il comitato che si opponeva alla costruzione della nuova strada ad [...]]]></description>
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<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
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</div>
<p>Prima pagina del capitolo 14 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 14  Referendum consultivo autogestito in Val Pusteria</p>
<p>Il 20 marzo 2005, in Val Pusteria, nella provincia di Bolzano, si tenne un referendum autogestito. Estremamente interessante la sua storia, perchè in mancanza dello strumento del referendum, il comitato che si opponeva alla costruzione della nuova strada ad alto scorrimento in Val Pusteria, non si perse d’animo e organizzò, autogestendolo, un referendum in tutti i comuni della vallata.<br />
Il testo che segue in questo capitolo è la descrizione fatta del referendum da Stephan Lausch, uno degli organizzatori, nel sito www.cipra.org.</p>
<p>Lo svolgimento di una consultazione popolare autogestita ha lo scopo di sensibilizzare le coscienze e far emergere quali sono gli orientamenti di cittadine e cittadini riguardo al futuro dello sviluppo del traffico in Val Pusteria (Sudtirolo). Tale procedura ha preso il via grazie ad una domanda di iniziativa popolare di democrazia diretta presentata nel Consiglio provinciale. Essa ha portato la Giunta provinciale a riconsiderare i suoi piani di sviluppo della rete stradale. Il risultato e l’esperienza vengono messi in discussione per mezzo di interviste filmate nel corso di assemblee civiche organizzate negli undici comuni.</p>
<div><strong>Titolare del progetto</strong></div>
<p>I soggetti proponenti sono le organizzazioni promotrici della consultazione popolare: Forum dei cittadini di Brunico, Piattaforma &#8230;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Capitolo 23  Punti chiave per un corretto referendum</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:51:36 +0000</pubDate>
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Prima pagina del capitolo 23 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 23  Punti chiave per un corretto referendum
Ci sono innumerevoli esempi di fallimenti di pratiche partecipative. Qui di seguito alcune delle cause.
1. A volte la partecipazione è prevista per legge per acquisire Fondi Europei o di altro tipo. Così gli amministratori si preoccupano di raggiungere le [...]]]></description>
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<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 23 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 23  Punti chiave per un corretto referendum</p>
<p>Ci sono innumerevoli esempi di fallimenti di pratiche partecipative. Qui di seguito alcune delle cause.</p>
<p>1. A volte la partecipazione è prevista per legge per acquisire Fondi Europei o di altro tipo. Così gli amministratori si preoccupano di raggiungere le soglie minime richieste e applicano “distrattamente” e “svogliatamente” tecniche che sarebbero altrimenti efficaci.</p>
<p>2. Mancanza di risorse. Fare partecipazione di buon livello richiede risorse di tempo, energie e denaro. Spesso si preferisce adottare programmi economici, che poi si tramutano in fallimenti.</p>
<p>3. Mancanza di chiarezza sugli scopi. A volte gli amministratori hanno scopi diversi uno dall’altro e da quelli dei cittadini. Quindi si portano avanti progetti vaghi o troppo focalizzati. Spesso i cittadini non possono intervenire su questioni che essi stessi ritengono fondamentali. Ciò porta al loro allontanamento e alla non partecipazione.</p>
<p>4. Mancanza di creatività e immaginazione nella progettazione della partecipazione. Di solito si procede alla consultazione dei cittadini e non li si fa deliberare, cogovernare o utilizzare strumenti di democrazia diretta. Non si usano metodi innovativi di selezione come ad esempio il sorteggio. Pochi programmi partecipativi lasciano ai cittadini la possibilità di stabilire la loro agenda di discussione&#8230;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
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		<title>Capitolo 24  Suggerimenti per chi lancia una iniziativa</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-24-suggerimenti-per-chi-lancia-una-iniziativa/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:49:29 +0000</pubDate>
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Prima pagina del capitolo 24 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 24  Suggerimenti per chi lancia una iniziativa
Alcuni punti da considerare, per i cittadini che vogliono utilizzare gli strumenti di democrazia diretta. Tratti dai libri “The Initiative Cookbook” di Jim Shultz e “Triumph der Burger!” di Michael Seipel e Thomas Maier, rielaborati nel libro “Direct Democracy” [...]]]></description>
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<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 24 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 24  Suggerimenti per chi lancia una iniziativa</p>
<p>Alcuni punti da considerare, per i cittadini che vogliono utilizzare gli strumenti di democrazia diretta. Tratti dai libri “The Initiative Cookbook” di Jim Shultz e “Triumph der Burger!” di Michael Seipel e Thomas Maier, rielaborati nel libro “Direct Democracy” di Jos Verhulst e Arjen Nijeboer.<br />
<strong><br />
</strong></p>
<div><strong>Regole generali</strong></div>
<ul>
<li>La parte che convince gli indecisi o gli insicuri di solito vince.</li>
<li>La forza che muove i referendum è la pubblica insoddisfazione. I comitati referendari dovrebbero stabilire se c’è insoddisfazione e se essa può essere mobilitata.</li>
<li>I referendum e le iniziative di solito hanno la maggioranza del sostegno dell’opinione pubblica all’inizio. Durante la campagna il sostegno può calare enormemente per opera degli oppositori e passare ad esempio dal 70% al 51%. Un percorso in direzione opposta è molto più difficile.</li>
<li>I referendum vengono persi sul punto più debole della proposta. Se il testo ha un punto debole da qualche parte, gli oppositori si focalizzeranno su di esso e lo esagereranno. I cittadini non sono propensi a votare proposte che abbiano un punto debole anche se nel complesso attraenti.</li>
<li>La polarizzazione è inevitabile. I votanti devono capire con chiarezza chi è a favore e chi è contro la proposta e&#8230;</li>
</ul>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
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		<title>Capitolo 25  Ragioni per abolire il quorum dai referendum</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:45:40 +0000</pubDate>
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Prima pagina del capitolo 25 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 25  Ragioni per abolire il quorum dai referendum
Tutto questo libro che stai leggendo contiene motivazioni per abolire il quorum dai referendum. Ma può essere utile riunire le più significative in una sola sezione per focalizzare l’argomento.
1. Quando un referendum prevede un quorum, agli effetti pratici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 25 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 25  Ragioni per abolire il quorum dai referendum</p>
<p>Tutto questo libro che stai leggendo contiene motivazioni per abolire il quorum dai referendum. Ma può essere utile riunire le più significative in una sola sezione per focalizzare l’argomento.</p>
<p>1. Quando un referendum prevede un quorum, agli effetti pratici, chi vuole che vinca il NO, ha due modi di ottenere ciò:<br />
a. fare campagna per il NO e quindi impegnare soldi, tempo, energie;<br />
b. invitare i cittadini al boicottaggio e astenersi da qualunque campagna.<br />
Questo secondo sistema è preferito da chi sostiene il NO, perché oltre a far risparmiare tempo, soldi e energie, è una strategia che fa vincere più facilmente il NO. Infatti, dal punto di vista pratico, se un referendum viene invalidato per mancato raggiungimento del quorum o se vince il NO superando il quorum, si ha lo stesso effetto. Quindi gli astenuti vengono considerati come voti per il NO e questo non è corretto. Chi si astiene da un voto referendario può avere mille ragione personali: essere lontano da casa, non interessato, disilluso dalla politica, ammalato, aver cose più importanti da fare, essere indeciso, avere poca conoscenza dell’argomento. Nelle elezioni per la nomina degli amministratori, gli astenuti non contano. Vince chi ottiene più voti. Nei referendum con quorum è come se si giocasse una schedina di totocalcio con 1X2, dove una parte, i SI, vincono &#8230;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Capitolo 35  Referendum innovativi</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-35-referendum-innovativi/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Prima pagina del capitolo 35 del libro Democrazia dei Cittadini
Ballottaggio con Scelta Multipla
Una delle critiche all’uso del referendum è che l’opzione SI/NO tra cui un cittadino deve scegliere, non riflette a volte la complessità della questione posta al voto.
Come risposta a questa obiezione, Benjamin Barber propose l’uso del ballottaggio con scelta multipla. Esso consiste nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 35 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<div><strong>Ballottaggio con Scelta Multipla</strong></div>
<p>Una delle critiche all’uso del referendum è che l’opzione SI/NO tra cui un cittadino deve scegliere, non riflette a volte la complessità della questione posta al voto.<br />
Come risposta a questa obiezione, Benjamin Barber propose l’uso del ballottaggio con scelta multipla. Esso consiste nel sostituire l’opzione SI/NO con le opzioni:</p>
<ul>
<li>SI in principio – fortemente a favore della proposta;</li>
<li>SI in principio – ma non una priorità urgente;</li>
<li>NO in principio – fortemente contro la proposta;</li>
<li>NO rispetto a questa formulazione – ma non contro la proposta in principio, suggerimento di riformulazione e rivotazione;</li>
<li>NO per ora – anche se non necessariamente contro in principio, suggerimento di affrontare la questione in futuro.</li>
</ul>
<p>Questa proposta formulata da Barber, non è mai finora stata messa in pratica.<br />
Per raggiungere un esito, le proposte dovrebbero essere contate in aggregato, ma le singole voci potrebbero dare una indicazione precisa di ciò che che vuole davvero la cittadinanza.</p>
<div><strong>Preferendum</strong></div>
<p>Anche il preferendum è una risposta all’obiezione della ristrettezza dell’opzione SI/NO.<br />
Ci sono varie versioni possibili di questo strumento. Quello &#8230;</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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