di Paolo Michelotto
nell’ultimo incontro skype abbiamo deciso che lunedì 13 febbraio 2012 andiamo a Roma, presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, a depositare la proposta di legge di iniziativa popolare “Quorum Zero e Più Democrazia”.
Dobbiamo essere almeno 10 cittadini, con documento di riconoscimento valido e certificato comprovante l’iscrizione alle liste elettorali.
Chi è disponibile a venire, lo scriva cortesemente qui, così ci organizziamo:
http://quorum.forumattivo.it/t154-cercasi-10-firmatari-ufficiali
Inoltre abbiamo deciso di creare un blog di riferimento, www.quorumzeropiudemocrazia.it di cui ho acquistato dominio, spazio web e mysql sul provider Aruba, questa mattina. Per ora è vuoto, nei prossimi giorni sarà attivato.
Dobbiamo inoltre durante il prossimo incontro approvare lo statuto di cui stiamo discutendo qui:
http://quorum.forumattivo.it/t153-costituzione-comitato
Statuto che poi firmeremo fisicamente tutti i presenti, il 13 febbraio a Roma, prima di presentare l’iniziativa.
Dopo la presentazione dell’iniziativa, faremo una conferenza stampa a Roma in cui, oltre a spiegare i contenuti, inviteremo tutti i cittadini, gruppi, movimenti, partiti, associazioni a sostenere questo cammino.
Dobbiamo anche creare il logo per tutto il percorso.
Qui ne discutiamo:
Qui il doodle per decidere il prossimo incontro su Skype
Questo il testo completo della Iniziativa (corretto alcune formattazioni su suggerimento di Sergio e inserito il blog di riferimento www.quorumzeropiudemocrazia.it)
Qui la procedura “burocratica” per la raccolta firme che aveva compilato qualche giorno fa Dario Rinco che invito tutti a leggere:
di Paolo Michelotto
abbiamo finalmente finito la correzione del testo e siamo giunti alla sua versione finale, che riporto qui sotto in fondo al post. E’ stato un lungo e appassionante percorso durato da giugno 2011 fino a venerdì 27 genniao 2012, fatto di incontri dal vivo e di riunioni su skype e sulla piattaforma voxli. E’ stato faticoso, ma costruttivo e questo testo finale rappresenta il meglio di quanto è condiviso da una ventina di persone appassionate di democrazia diretta, alcune che si battono da parecchi anni e con l’aiuto anche di un amministratore di una città svizzera. Poteva essere fatto meglio? Come tutte le cose umane sicuramente SI. Ma in 6 mesi e con le energie disponibili questo è il massimo potevamo fare. Io sono particolarmente soddisfatto, mai in giugno 2011 mi sarei aspettato un risultato così sofisticato e soppesato in ogni sua parola. Sicuramente sono presenti gli strumenti migliori nel mondo nel campo della democrazia diretta e forse qualcosa di più.
Alcuni punti fondamentali:
- quorum zero
- petizione con obbligo di risposta entro 3 mesi
- iniziativa di legge popolare con obbligo di trattazione in parlamento in tempi brevi
- iniziativa popolare con voto popolare (come in Svizzera, passa in parlamento, ma poi viene votata dai cittadini)
- referendum propositivo
- referendum confermativo
- nessun limite di materie referendabili (tutto ciò che può essere discusso dai rappresentanti, può essere messo a referendum)
- cittadini autenticatori
- utilizzo di firme elettroniche
- indennità dei parlamentari stabilita dai cittadini al momento del voto
- revoca
- introduzione strumenti democrazia diretta a livello locale
- possibilità da parte dei cittadini di modificare la costituzione (come in Svizzera)
- referendum obbligatori in alcune tipologie di leggi in cui i rappresentanti hanno un conflitto di interessi (es. finanziamento partiti, leggi elettorali) e sui trattati internazionali
Questo il testo in formato pdf:
Ora comincia la parte organizzativa che si annuncia tutt’altro che una passeggiata. Il prossimo incontro da stabilire su doodle qui:
decideremo all’inizio dell’incontro i temi all’ordine del giorno. La volta scorsa era emersa la necessità di:
- creare nuovo blog per l’iniziativa
- creare comitato
- trovare 10 cittadini disposti ad andare a Roma
Questa la sezione del forum in cui cominciamo a discutere di organizzazione:
Questa la sezione del forum dove puoi scrivere la disponibilità ad aiutare nella tua città (già in 31 città ci sono gruppi o singoli che si sono offerti):
Qui a seguire il testo integrale della iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia
di Paolo Michelotto
grazie alla formidabile spinta di Alex Marini e di tutti i partecipanti molto interessati a questo cammino, ci incontriamo nuovamente il 1 febbraio 2012 ore 19 in Sala Rosa – Palazzo della Regione (Piazza Dante di fronte a stazione dei treni) – Trento
Riporto qui l’intero invito scritto da Alex, a cui parteciperò anch’io. Chiunque è interessato a portare avanti questa iniziativa, è invitato e benvenuto.
Testo di Alex:
Mercoledì – 1 febbraio 2012 – ore 19.00
Sala Rosa – Palazzo della Regione
Piazza Dante, Trento (di fronte alla stazione dei treni)
Si riunisce in assemblea il Comitato civico Più Democrazia in Trentino.
L’incontro è aperto al pubblico ed a tutti coloro che desiderano parteciparvi.
Nel corso della serata affronteremo le seguenti questioni:
- aggiornamenti sui passi compiuti finora e registrazione nuovi membri
- approvazione dello statuto del comitato
- discussione delle proposte da inserire nel disegno di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta
Se conoscete cittadini ed associazioni interessati all’iniziativa, non esitate ad inoltrar loro questo invito. Potete anche stampare la locandina ed aiutarci a divulgare l’evento:
Locandina Più Democrazia in Assemblea
Vi informiamo inoltre che questa settimana abbiamo contattato via e-mail una quarantina di organizzazioni, associazioni e comitati della società civile trentina. Questo è il messaggio con cui abbiamo chiesto la loro adesione ed il loro appoggio:
Lettera aperta alla società civile
Collegamenti ferroviari:
Andata:
da Bolzano e Valle dell’Adige: arrivo a Trento ore 18.51
dalla Valsugana: arrivo ore 18.28
da Rovereto e Vallagarina arrivo: ore 18.55
da Val di Non e Val di Sole: arrivo 19.01
Ritorno:
partenza per Bolzano: treni alle ore 21.29 / 22.29 / 22.52
partenza per Rovereto: ore 21.30 (Regionale) e ore 22.14 (Intercity)
partenza per la Valsugana: ore 21.35
partenza per la Val di Non e la Val di Sole: ore 22.20
di Paolo Michelotto
sulla bozza 024 ho raccolto tutte le ultime correzioni sulla relazione che ci eravamo suddivisi. Martedì 24-01-12 ci sarà la 19^ riunione su skype (se non regge passiamo su voxli). Chiamo io chi si è iscritto qui:
http://www.doodle.com/hwgprxs7wu38pvzc#table
alle ore 21. Dovrebbe essere l’ultima revisione del testo che depositeremo ufficialmente.
Questa la bozza 024:
di Paolo Michelotto
ottimo passo in avanti per una democrazia più compiuta e vera arriva da Sassello (SV) dove nelle modifiche allo Statuto approvate il 20-01-12 sono state introdotte significative migliorie per quanto riguarda gli strumenti di democrazia diretta:
- sono stati introdotti i referendum abrogativi, di rettifica, di conferma e di iniziativa.
- è stato tolto il quorum e il referendum è sempre vincolante (è stata usata la seguente frase molto chiara: “Il referendum Comunale sarà sempre valido e vincolante, qualunque sia il numero dei votanti.”)
- il numero di firme per attivare il referendum è di 111
- è stato introdotto il referendum obbligatorio per spese superiori al 10% del bilancio
- scrutatori sono consiglieri comunali, dipendenti comunali e i primi 10 firmatari del referendum tutti a livello gratuito (io dei dubbi sulla bontà dell’idea di inserire i firmatari del referendum come scrutatori ma anche i consiglieri comunali perchè hanno un orientamento politico – però è anche vero che tutti insieme possono controllarsi a vicenda)
- vengono utilizzati i locali pubblici o la Casa Municipale (anzichè la solita scuola)
Non condivido invece l’idea di:
- far pagare 5 euro per ogni firmatario del referendum (credo che poi il singolo non lo farà e dovrà essere il comitato referendario a raccogliere 555 euro da versare al comune oltre alle spese che avrà già da pagare come i manifesti, volantini, costo delle sale – cosa c’è paura di avere troppa democrazia? Avrei tolto più volentieri il costo di un paio di gettoni di presenza di sindaco e assessori se la democrazia costa troppo …)
- far rivotare dopo 2 settimane e se differente dalla prima votazione si ripete una terza votazione dopo ulteriori 2 settimane. Non riesco a capire la logica di questa scelta. Per me dovrebbe valere sempre che chi c’è vota, chi non c’è impara il metodo e la volta successiva si premura di andare a votare…
- far votare di Sabato quando da sempre in Italia si vota la domenica o la domenica+lunedì
Comunque nel complesso grande passo avanti rispetto alla situazione degli altri comuni italiani. Il primo comune fuori dal Trentino – Alto Adige dove riguardo i referendum propositivi e abrogativi: a Verano (BZ) dal 2005 il quorum è 0%; a Ortisei (BZ) dal 2006 il quorum è 0%; a La Val (BZ) dal 2006 il quorum è 0%; a Fiè (BZ) dal 2006 il quorum è 0%; a Villa Lagarina (TN) dalla fine 2009 il quorum è 0%; a Lana (BZ) dal 2010 il quorum è 0%; a Varna (BZ) dal 2010 il quorum è 0%; a Dobbiaco (BZ) dal 2010 il quorum è 0%; a Terento (BZ) dal 2010 il quorum è 0%.
Riporto qui l’articolo scritto da Enzo Trentin su questo grande avvenimento (che però ribadisco, grazie al grande lavoro fatto dall’Iniziativa Più Democrazia di Bolzano non è il primo in Italia, ma il primo fuori dalla regione Trentino – Alto Adige).
di Paolo Michelotto
su segnalazione dell’amico Dario Rinco, riporto qui quanto avvenuto in un piccolo comune milanese (Cusano Milanino), dove il comitato dei garanti aveva deciso che il referendum proposto dai cittadini era inamissibile. Il comitato referendario ha fatto ricorso al tribunale civile e il giudice ha dato torto ai “garanti” e ragione ai cittadini.
Quindi è un ottimo esempio di come si può ribattere a quando i comitati dei garanti, spesso assai poco garanti, perchè di nomina politica, ostacolano il percorso di un referendum. E so per esperienza, per averne promosso uno a Vicenza nel 2006 e 4 a Rovereto nel 2009, che i garanti trovano ogni appiglio per annullare i quesiti referendari, o per “addolcirli” o per influenzare il testo finale.
I cittadini, come ci mostrano a Cusano Milanino, possono rivolgersi al giudice del tribunale civile.
Ecco quanto scrive il comitato referendario:
Comunicato Stampa
Il ricorso è stato accolto.
Il referendum comunale si farà.
Il 14 ottobre scorso avevamo depositato il ricorso presso il Tribunale Civile di Monza chiedendo al Giudice di pronunciarsi in merito alla decisione di non ammissibilità del quesito referendario emesso dal Collegio dei Garanti del Comune di Cusano Milanino l’8 luglio 2011.
Il Giudice Silvia Russo della prima sezione del Tribunale Civile di Monza, dopo le udienze del 9 novembre e del 6 dicembre, esaminati gli atti e sentite la parti, ha emesso la seguente ordinanza:
«In accoglimento del ricorso, accertata la illegittimità della decisione assunta dal Collegio dei Garanti del referendum del Comune di Cusano Milanino, dichiara la ammissibilità del quesito referendario proposto dal Comitato promotore del referendum per il recupero e la valorizzazione ambientale dell’area industriale dismessa “ex Pirelli”; per l’effetto, ordina al Comune di Cusano Milanino di indire il suddetto referendum nel rispetto delle procedure di cui al regolamento per l’Attuazione del referendum approvato con delibera CC n. 7393 del 21 febbraio 1992 e integrato con delibera CC n. 7410 del 22 maggio 1992.»
Nella motivazione del proprio provvedimento il Tribunale di Monza ha riconosciuto la fondatezza di tutte le critiche che il Comitato aveva mosso nei confronti del parere negativo espresso a maggioranza dal Collegio dei Garanti, osservando quanto segue:
a) Il quesito referendario non è finalizzato a far abrogare atti dell’amministrazione;
b) Il quesito non crea, quindi, alcun danno finanziario per l’amministrazione;
c) Il quesito non pregiudica diritti di terzi;
d) Il quesito si inserisce legittimamente nel procedimento di approvazione del nuovo PGT e costituisce uno strumento di partecipazione popolare alle scelte urbanistiche del Comune conforme sia allo Statuto Comunale che alla Legge Regionale 12/2005, finalizzato alla necessaria perequazione tra interessi privati e interessi della collettività.
Siamo soddisfatti dell’esito di questa vicenda che vede così escluso il rischio che si era prefigurato: impedire ai cittadini il ricorso al referendum e vedersi negata la possibilità di esprimere la propria opinione sul tema importante del recupero dell’area ex Pirelli.
Il referendum probabilmente si farà. Fino a quella data noi continueremo la nostra campagna per dare un’informazione chiara e corretta e divulgare le nostre ragioni.
Ci preme sottolineare fin d’ora l’importanza della partecipazione di tutti alla consultazione. L’uso della democrazia diretta è un innanzitutto un impegno personale e proprio per questo deve essere compiuto.
Un ringraziamento non formale all’avv. Steno Dondè e alla dott.ssa Aurora Borghesani che hanno sostenuto e vinto questa causa.
Il Comitato promotore
Cusano Milanino, 16 dicembre 2011
Qui il sito del comitato:
https://sites.google.com/site/cusanoexpirelli/home
Qui il comunicato del sindaco. Notare come ipocritamente tenti di dire che il referendum è un costo eccessivo e che pure il ricorso in tribunale è un costo eccessivo per il comune.
http://www.comune.cusano-milanino.mi.it/spipnew/spip.php?article1412
Edit del 22-01-12
L’articolo su Il Giorno. La data per il referendum è fissata per il 1° aprile 2012. Inoltre parlano di 120.000 euro. Con 20.000 abitanti. Nel 2005 Rovereto con 36.000 abitanti spese 31.600 euro. Forse che la democrazia a Cusano Milanino costa di più che a Rovereto?
Alcune ipotesi:
- il Sindaco dice bugie oppure
- il Sindaco è incompetente oppure
- la democrazia a Cusano Milanino costa 8 volte di più che a Rovereto oppure
- i referendum in Lombardia sono gestiti dalla ‘ndrangheta.
di Paolo Michelotto
questo giovedì 12 gennaio 2012 alle ore 18.30 Roberto Bombarda, Alex Marini, Stefano Longano, Riccardo Fraccaro e il sottoscritto hanno organizzato un incontro tra chi è interessato a far parte del comitato per l’Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia nel Trentino. L’incontro è aperto a tutti.
Ci incontreremo presso il Centro per la Pace di Rovereto in Via Vicenza 5 (50 m in salita da Piazza Podestà, la sede del Municipio di Rovereto) alle ore 18.30. L’idea è di cominciare a creare il comitato, quali le idee da introdurre nella Iniziativa di legge popolare e cominciare ad organizzarsi.
Una possibile base di partenza su cui stiamo lavorando è l’adattamento della Iniziativa Più Democrazia presentata a Bolzano qualche anno fa a referendum provinciale (lì è possibile presentare un referendum su un argomento del genere, in trentino questo è vietato dalla legge provinciale sui referendum).
Qui allego la bozza su cui stiamo lavorando, che è l’adattamento trentino della iniziativa sudtirolese.
Chi ha qualche interesse ad ottenere strumenti perchè i cittadini abbiano più voce nelle scelte pubbliche, è invitato. A qualunque orientamento o non-orientamento politico appartenga. Vogliamo che venga tolto il quorum ai referendum, che siano introdotti strumenti di democrazia diretta funzionanti, che venga introdotta la revoca degli eletti.
Vieni anche tu.
Centro per la Pace – Via Vicenza 5 – Rovereto (TN) – Giovedì 12-01-12 ore 18.30
di Paolo Michelotto
i fatti: dal 1998 gli Scozzesi hanno una automia molto spinta, che chiamano “Devolution”, ottenuta dopo un referendum consultivo del 1997. Hanno un parlamento scozzese, ma non hanno l’autonomia finanziaria dal Regno Unito.
Nel maggio 2011 il partito nazionalista scozzese, lo Scottish National Party (SNP) ha vinto le elezioni scozzesi con il 45% dei voti. Poichè come in Italia c’è un premio di maggioranza per il vincitore, il SNP ha 69 membri su 129, ossia la maggioranza assoluta, per cui governa da solo la Scozia.
Uno dei cavalli di battaglia del SNP prima delle elezioni era la richiesta di indire un referendum (in realtà visto che è calato dall’alto dai governanti, e non richiesto dai cittadini, un PLEBISCITO) sulla indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Non aveva specificato quando. Ora sembra orientato a tenerlo nel penultimo anno di questa legislatura di 4 anni, ossia nel 2014. Il 2014 coincidenza è anche il 700° anniversario della battaglia Bannockburn che aveva permesso di mantenere allora l’indipendenza.
I sondaggi dicono che i cittadini scozzesi sono nella stragrande maggioranza favorevoli a rimanere nel Regno Unito, solo dal 28% al 38% vorrebbero l’indipendenza.
In questi giorni il governo britannico chiede che venga fissata la data del referendum entro 18 mesi, ossia un anno prima di quanto ha programmato di fare il SNP. L’SNP ovviamente risponde in maniera indignata parlando di interferenze nella democrazia scozzese, da parte di partiti come il Conservatore e Liberali che in Scozia hanno rispettivamente 15 e 5 membri del parlamento.
Finiti i fatti il commento. I partiti SNP, Conservatore e Liberali stanno giocando con strumenti di democrazia diretta o simili. Infatti parlano di plebiscito (votazione popolare indetta da chi governa) ma lo chiamano referendum. Parlano di date favorevoli per il SNP il 2014 (penultimo anno di governo e 700° anniversario della battaglia per indipendenza) e favorevoli per i conservatori e liberarli (entro il 2013) con sondaggi che mostrano attualmente scarso sostegno all’idea dell’indipendenza. Inoltre discutono se introdurre oltre al SI o NO secco all’indipendenza (Conservatori e Liberali) una terza domanda più soft che chieda solo l’indipendenza finanziaria e fiscale (l’SNP). Il motivo è ovvio. Stanno tramutando questa consultazione dei cittadini da un fatto di democrazia diretta a un fatto di sostegno o distruzione di un partito.
Quindi questi partiti utilizzano gli strumenti di democrazia diretta (anzi finti strumenti di democrazia diretta come il plebiscito), solo per rafforzare il loro potere, non certo per una sincera voglia di democrazia.
di Paolo Michelotto
domani sera ore 21 ci sarà l’incontro su skype per discutere della iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia.
http://doodle.com/tyzvnpdsgzquxda8
Dopo aver fatto nei giorni scorsi un’attenta lettura della proposta di legge sulla Democrazia Diretta presentata dall’associazione di Bolzano “Iniziativa Più Democrazia” ho visto che ci sarebbero alcune cose da aggiungere. Io le propongo, domani sera spero che verranno discusse. Eccole
Possibili aggiunte:
|
Art. 75 xxx Referendum Propositivo È indetto referendum popolare propositivo per deliberare in tutto od in parte una nuova legge od atto avente valore di legge oppure per deliberare la modifica un analogo provvedimento vigente, quando lo richiedono il 2% degli elettori o dieci Consigli regionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum. |
Vantaggi:
1. è già all’interno del linguaggio politico italiano 2. costa il doppio delle firme della iniziativa popolare a votazione popolare, ma supera il parlamento. E’ per quando i cittadini vogliono fare velocemente una proposta e c’è un grande sostegno popolare a questa proposta. Casi eccezionali quindi. 3. è più facile da spiegare ai cittadini a cui chiederemo le firme 4. per le iniziative locali (esempio a Rovereto, Trento e prov. Trento) chiederemo l’introduzione del referendum propositivo e così faranno in molti altri comuni. Poi il cittadino ci chiederà perchè a livello locale si e a livello nazionale no? |
| «Art. 75 ter. – La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, può avvenire su supporto sia cartaceo che elettronico-informatico.
La legge definirà le forme più funzionali ed economiche per consentire le votazioni popolari.». Diventa: «Art. 75 ter. – La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, può avvenire su supporto sia cartaceo che elettronico-informatico. Le firme possono essere autenticate da un cittadino o cittadina iscritto/a nelle liste elettorali del comune che su sua richiesta è stato/a all’uopo incaricato/a entro 3 giorni dal/la sindaco. La cittadina o il cittadino incaricata/o dal sindaco esercita una funzione pubblica ed è quindi soggetta/o alle norme, doveri e responsabilità penale validi per l’esercizio di dette funzioni. La legge definirà le forme più funzionali ed economiche per consentire le votazioni popolari.». |
Su esempio della legge sudtirolese così chiediamo che i cittadini possano diventare autenticatori. |
| Art. 75 yyy
Se non viene raggiunto il numero di firme richiesto per il referendum propositivo, bensì solo quello richiesto per l’iniziativa popolare a voto popolare la richiesta può essere modificata in richiesta di iniziativa popolare a voto popolare. Se non viene raggiunto il numero di firme richiesto per l’iniziativa popolare a voto popolare la richiesta può essere modificata in una iniziativa a voto parlamentare oppure, se non viene raggiunto il numero di firme previste per la iniziativa popolare a voto parlamentare la richiesta può essere modificata in petizione. |
Su esempio della legge sudtirolese, così se non si raccolgono il 2% di firme si usa lo strumento che prevede 1% se neppure, allora lo strumento che prevede 0,1% e altrimenti la petizione. Così non si butta nessuna firma raccolta |
di Paolo Michelotto
il 19-12-11 è stato giudicato ammissibile il Referendum Provinciale Trentino per abrogare le Comunità di Valle. E’ un referendum promosso dalla Lega Nord. Ora ci sono 90 giorni di tempo per raccogliere almeno 8000 firme e se lo sforzo sarà coronato da successo, si andrà al voto dall’1 marzo al 30 aprile 2012 in una data fissata dal Presidente della Provincia.
In fondo a questo post ci sono maggiori dettagli tratti da un articolo del quotidiano L’Adige.
Ma al di là di chi porta avanti questa iniziativa (la Lega Nord) e dall’argomento (Abrogazione Comunità di Valle), trovo innanzitutto estremamente interessante e democratico che ai cittadini sia permesso esprimersi sul tema.
Poi visto che nelle elezioni dei rappresentanti delle Comunità di Valle si sono recati a votare il 44% degli aventi diritto, ma non c’era il quorum, mentre nei referendum provinciali è previsto il quorum del 50% sarà interessante confrontare la legittimità delle due votazioni.
Infine, ed è la cosa forse più interessante ai miei occhi, la legge provinciale che regolamenta i referendum provinciali, stabilisce che tutti i referendum per cui si sono raccolte le firme in un anno, vengano votati nello stesso giorno, fissato dal Presidente della Provincia, nell’intervallo dal 1 marzo al 30 aprile. E se nello stesso momento che il cittadino va a votare sulla Comunità di Valle, votasse un referendum Quorum Zero e Più Democrazia? Forse ci sarebbero speranze più alte di superare l’attuale quorum del 50 %.
Ma se volessimo iniziare questo percorso i tempi sono strettissimi. Entro marzo bisognerebbe raccogliere 8000 firme.
Tecnicamente poi bisognerebbe in realtà realizzare 2 referendum, uno abrogativo per cancellare la parte della legge che fissa la necessità del superamento del quorum e uno propositivo che specifichi che il referendum è valido qualunque sia la percentuale di votanti.
Infine visto che già Roberto Bombarda dei Verdi pensava di proporre una legge provinciale sulla democrazia diretta, noi pensavamo di realizzare una iniziativa quorum zero e più democrazia (che richiede 2500 firme) e ora si è aggiunta questa ultima possibilità data dall’azione referendaria già portata avanti dalla Lega Nord, perchè semplicemente non organizzare una azione congiunta chiamata “Quorum Zero e Più Democrazia” che porti avanti contemporaneamente le tre cose? Così minimo si procede con la proposta di legge provinciale di Bombarda, se riusciamo portiamo avanti l’iniziativa provinciale e nella migliore delle ipotesi riusciamo a organizzare il referendum Quorum Zero e Più Democrazia.
Sembra una cosa fumosa e complessa, in realtà è un modo per sfruttare al meglio le opportunità che per qualche congiunzione astrale si stanno verificando insieme in questo momento e che non è detto si ripeteranno tanto presto (sia la disponibilità di un Consigliere Provinciale come Roberto Bombarda – sia la disponibilità di affiancare un referendum già in atto da parte di un partito - e infine non ultimo la disponibilità di Alex Marini di dedicare tempo e energie a questo progetto). Infine visto che per nel 2013 ci saranno le elezioni provinciali e per legge non si possono effettuare referendum l’anno precedente le elezioni provinciali e nei 6 mesi successivi alle elezioni, se si salta questo momento, bisogna poi attendere il 2014 o meglio il 2015…
Inoltre a livello nazionale abbiamo praticamente ultimato la Iniziativa di Legge Popolare Quorum Zero e Più Democrazia per cui a brevissimo cominceremo la raccolta firme in tutta Italia. Nel trentino potremmo nello stesso banchetto raccogliere firme per l’iniziativa provinciale, il referendum provinciale e l’iniziativa nazionale. E se vogliamo, anche con una iniziativa comunale (come abbiamo già intenzione di fare almeno a Rovereto e Trento). Tutte sullo stesso tema e con le stesse argomentazioni.
Unico requisito, dovremmo essere un bel gruppo di persone decise ad attuare questo percorso, con idee chiare e tempi rapidissimi.
Ci siamo?
Qui il forum per discutere questa cosa:
Qui il blog che Alex Marini sta creando su questo percorso
Se vuoi aiutare, scrivi in questo blog o su quello di Alex o sul forum
Ecco l’articolo de L’Adige
L’Adige online del 19-12-11
La commissione per i referendum – composta dal prof. Paolo Giangaspero (presidente), dal prof. Maurizio Manzin e dall’avv. Maurizio Tosadori – ha deliberato l’ammissione del referendum abrogativo di alcune disposizioni delle legge provinciale n. 6 del 2003, relative alle comunità di valle.
La deliberazione è stata adottata venerdì 16 dicembre 2011, alla conclusione del procedimento istruttorio (disciplinato dall’articolo 18 della legge sui referendum provinciali – l.p. n. 3 del 2003) finalizzato a verificare l’ammissibilità dei quesiti referendari.
La commissione ha deliberato l’ammissione al referendum abrogativo dei due quesiti referendari presentati dal comitato promotore:
La deliberazione è stata comunicata al primo proponente (On. Maurizio Fugatti) della richiesta referendaria e sarà pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione.
La legge sui referendum provinciali prescrive che entro novanta giorni dalla data di pubblicazione sul bollettino ufficiale della dichiarazione di ammissibilità devono essere depositati presso il Consiglio provinciale i fogli contenenti le firme raccolte.
di Paolo Michelotto
nell’ultimo incontro su skype ci siamo focalizzati sui problemi temporali dell’art. 73 bis su come l’avevamo stilato in precedenza. In particolare non c’era un termine temporale entro cui doveva andare a votazione. Ora ci siamo chiariti le idee e anche in base all’esperienza svizzera, dove ci sono decine di iniziative in discussione in parlamento e al voto ogni anno, abbiamo deciso di lasciare 12 mesi al parlamento per la discussione e dai 2 ai 6 mesi al comitato promotore per fare la propria campagna dopo questi 12 mesi. Quindi al massimo dopo 18 mesi l’iniziativa viene votata dai cittadini. Questo lasso temporale permette anche di raggruppare le votazioni in 1-2-3 domeniche all’anno, come per esempio avviene in Svizzera oggi.
Ho preparato la iniziativa di legge come deve essere presentata alla Corte di Cassazione, sull’esempio di altri Disegni di legge costituzionale d’iniziativa popolare come quello ad esempio che chiedeva di trasformare Treviso in Provincia Autonoma
Quindi prima c’è la presentazione, poi gli articoli del disegno di legge e null’altro. Manca ancora la presentazione breve di 1 pagina.
Ecco la bozza 021
Questo è un documento che Dario Rinco ha scritto con tutto ciò che può servire dal punto di vista organizzativo per passare alla fase concreta. E’ una bozza con l’esclusivo intento di darci una visione dei prossimi passi e che lui ha gentilemente condiviso con noi.
E qui c’è il doodle in cui possiamo segnalare l’intenzione di partecipare al prossimo incontro organizzativo su skype:
di Paolo Michelotto
nell’aprile 2011 il capogruppo del PD Franceschini (non quindi un deputato qualunque, ma colui che rappresenta tutti i deputati del PD e quindi il loro pensiero), ha presentato una assurda legge che vuole rendere più difficili le già difficili procedure per la raccolta delle firme per i referendum.
Mentre in Svizzera chiunque può raccogliere le firme, che poi vengono verificate tutte a campione dagli uffici elettorali confrontandole agli appositi registri firme, addirittura pubblicano il modulo sui giornali su una pagina fronte retro e ai cittadini basta ritagliarla e compilarla con le firme, e in California le petizioni per le raccolte firme per le revoche e i referendum vengono raccolte anche mandando le schede via internet, e la verifica viene fatta a posteriori e mentre in Europa (e quindi anche in Italia) per la Iniziativa dei Cittadini Europei – ICE – dal 2012 sarà prevista anche la raccolta via internet con procedure certificate, mentre tutto questo avviene nel mondo, Franceschini, capogruppo del PD propone misure più restrittive.
Propone che solo i Sindaci e i funzionari comunali nominati da loro possano legalmente raccogliere firme (oltre a Notai, Segretari Comunali e Cancellieri dei Tribunali che notoriamente non partecipano MAI alla raccolta firme). E la cosa più VERGOGNOSA è che dice che la motivazione è quella di impedire abusi nella presentazione delle liste elettorali. E dimentica la soluzione più banale: obbligare a un controllo a posteriori, aumentare la pena per chi imbroglia, oggi inesistente e soprattutto il carattere di urgenza dell’esame e dell’eventuale processo (il Piemonte oggi è governato dal centro destra grazie a una lista che si è presentata con firme false – l’esito del processo avverrà a fine mandato, ossia dopo più di 5 anni).
Chi ha mai raccolto firme per referendum sa che ciò distruggerà per sempre la possibilità di usare questo strumento.
Mi torna in mente il caso di Rovereto, dove dopo aver raccolto con notevole fatica le firme per 4 referendum comunali, tutti i partiti – escluso i verdi – , tra cui il PD, improvvisamente aumentarono quasi triplicando il numero delle firme necessarie per attivare i referendum, con la motivazione che nel futuro avrebbero abbassato il quorum. Questo nel 2009. Il quorum nel frattempo è rimasto com’era al 50% mentre le firme sono triplicate.
Questa è PAURA DEI CITTADINI, PAURA DELLA DEMOCRAZIA, il resto sono chiacchere.
Questa è la vergognosa proposta di legge FRANCESCHINI:
proposta di legge Franceschini
E condivido quanto scritto da Antonio Di Pietro:
Zitto zitto, il capogruppo del Pd Dario Franceschini ha presentato alla commissione Affari costituzionali della Camera una legge fatta apposta per togliere un altro po’ di democrazia e di potere ai cittadini . Se verrà approvata, il compito di verificare l’autenticità delle firme per i referendum non sarà più dei consiglieri comunali e provinciali ma solo dei sindaci e dei funzionari da loro delegati.
Anche i bambini capiscono che in questo modo il potere dei partiti sulla possibilità di indire referendum si moltiplicherà. I quesiti che non piacciono né al Pd né al Pdl verranno semplicemente fucilati dai primi cittadini. E di quesiti di quel genere ce ne sono tanti anche in tempi normali, quando non stanno come adesso nella stessa maggioranza.
Altra logica dietro la presentazione di questa legge non ci può essere. Perché mai affidare il potere di convalidare le firme solo ai sindaci dovrebbe garantire un miglior controllo, infatti, lo sa solo Franceschini.
Così in realtà si toglie la principale caratteristica alla raccolta di firme: il volontariato. Infatti sono perloppiù volontari i cittadini che si adoperano per spiegare i quesiti e chiedere le firme, e lo fanno per senso civico e passione politica. I sindaci non potranno stare appresso a tutti i banchetti e i funzionari vorranno essere pagati per gli straordinari. Da chi? Dai Comuni che sono senza risorse? Dai volontari promotori? Anche se fossero solo 15 euro a banchetto si tratterebbe di centinaia di migliaia di euro che nessun comitato promotore formato solo da cittadini sarebbe in grado di pagare.
Qualche giornale ha scritto che questo è un dispetto all’Italia dei Valori. Non è vero. La norma ammazza-referendum è un dispetto fatto proprio a quei cittadini che grazie alla raccolta firme referendaria hanno bocciato il nucleare, difeso l’acqua e i beni pubblici, affondato le leggi ad personam, chiesto di poter votare con una legge elettorale democratica.
Non sono tutti elettori dell’IdV. Sono di tutti i partiti, moltissimi del Pd ma molti anche del Pdl. Senza contare coloro, e sono numerosissimi, che non si sentono rappresentati da nessun partito. E’ a tutti loro che il capogruppo democratico vuol fare non un dispetto ma un gravissimo torto.
A loro e alla democrazia, di cui in questo Paese tutti i partiti parlano ma sembra che pochi la sopportino. Prima si sono fatti una legge elettorale che riempie il Parlamento di nominati invece che di eletti dal popolo. Ci vorrebbero non più di due settimane per cambiarla e ripristinare, per prima cosa, le preferenze. Diciamo le cose come stanno: se non lo si fa è perché a quasi tutti i partiti il potere di nominare i parlamentari va benissimo.
Poi è arrivato un governo composto da persone anche loro nominate e non elette da nessuno. Quindi quel governo ha imposto una manovra pesantissima, che cambia la vita di milioni di italiani, praticamente senza passare per il Parlamento. Adesso vogliono togliere anche quel poco di democrazia diretta che c’è grazie ai referendum.
Io non voglio fare troppa polemica, ma mi permetto di dire a Dario Franceschini che non è così che si salva l’Italia. Così, amici del Pd, la si condanna.
di Paolo Michelotto
lunedì 12-12-11 ci siamo incontrati nella quattordicesima riunione skype.
Abbiamo deciso il titolo di questa iniziativa tra cinque proposte che erano emerse. Abbiamo fatto una votazione ed escluso la proposta meno votata. Abbiamo ripetuto varie volte fino ad arrivare allo spareggio tra due proposte ed infine abbiamo deciso quasi all’unanimità questo titolo “Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia“. Quorum zero spiega molto bene uno dei contenuti più forti dell’intera proposta e il più grosso impedimento agli strumenti di democrazia diretta attuali. Più Democrazia, oltre che a riallacciarsi all’esperienza bavarese, tedesca, sudtirolese, vicentina, roveretana e sestosangiovannese, spiega anche bene che noi vogliamo migliorare gli strumenti di democrazia diretta in mano ai cittadini, affiancando questi all’attuale democrazia rappresentativa. Abbiamo poi discusso di nuovo a fondo l’art. 73 bis, l’iniziativa popolare a voto popolare, ma non siamo giunti a dei risultati condivisi e quindi per ora rimane come nella bozza precedente.
In questa bozza c’è poi anche la relazione introduttiva, frutto del lavoro dell’intero comitato di redazione, a buon punto di correzione. Credo che siamo vicini alla fine della stesura.
Questa la bozza 020 della Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia
Appena avremo il testo definitivo, dovremmo affrontare la parte organizzativa. Se qualcuno ritiene questa iniziativa condivisibile, e vuole aggiungersi alle 18 città dove qualcuno ha già annunciato che effettuerà una raccolta firme, può scriverlo nell’apposito spazio sul forum: http://quorum.forumattivo.it/f3-io-mi-impegnero-in-questa-citta oppure anche come commento su questo post e poi lo riporterò io sul forum.
Qui il doodle per decidere il quindicesimo incontro:
di Paolo Michelotto
in questo giorni in varie città della Sardegna si stanno raccogliendo firme per promuovere 10 referendum regionali.
È un fatto molto interessante, che potrebbe essere d’esempio anche in altre parti d’Italia, iniziato da 500 amministratori dei comuni sardi che chiedono di abolire le provincie, di eleggere il presidente della Regione direttamente e dopo le primarie e di abbassare il numero dei consiglieri regionali a 50 e il loro stipendio e di creare una assemblea costituente per riscrivere lo Statuto della Regione. Ecco il link della loro pagina su FB:
http://www.facebook.com/movimentoreferendariosardo?sk=info
Questi i quesiti referendari:
500 tra Sindaci e amministratori comunali di tutta la Sardegna promuovono il Movimento Referendario Sardo che, trasversalmente ai partiti, punta a realizzare un complessivo progetto di modernizzazione della Sardegna.
Una novità vera per la politica sarda, tutta schierata “dalla parte del cittadino”.
10 referendum per cambiare la Sardegna.
ABROGAZIONE DELLE PROVINCE.
Quesito 1, 2, 3, 4 (abrogativi delle nuove quattro province: sono necessari quattro quesiti, in quanto sono quattro le leggi regionali che – con il loro combinato disposto- determinano l’istituzione e il funzionamento delle quattro nuove province sarde). Quesito 5, consultivo, per l’abrogazione delle altre quattro province sarde.
ABROGAZIONE della legge che determina staus e indennità dei CONSIGLIERI REGIONALI.
Quesito 6. Referendum abrogativo.
RIDUZIONE a 50 del NUMERO dei CONSIGLIERI REGIONALI.
Quesito 7. Referendum consultivo.
ABOLIZIONE dei CONSIGLI di AMMINISTRAZIONE degli Enti Regionali.
Quesito 8. Referendum consultivo.
ELEZIONI DIRETTA del Presidente della Regione, previa scelta dei candidati attraverso le primarie.
Quesito 9. Referendum consultivo.
ASSEMBLEA COSTITUENTE per riscrivere lo Statuto della Sardegna.
Quesito 10. Referendum Consultivo.
di Paolo Michelotto
ieri 2 dicembre 2011 abbiamo terminato la stesura della legge costituzionale di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Avevamo iniziato la discussione online nel giugno 2011, poi abbiamo continuato nell’apposito forum, con 2 incontri dal vivo e con 12 incontri su skype e con innumerevoli scambi di email tra i componenti del gruppo che stava lavorando attivamente.
Questa bozza 017 quasi finale ha come novità l’art. 50 che parla delle petizioni, in cui noi abbiamo specificato che possono essere iniziate da residenti e non solo da cittadini e dai 16 anni in su. E inoltre, importante, abbiamo scritto che ci deve essere risposta alla petizione entro 3 mesi.
Inoltre abbiamo stabilito come deve essere scritto l’art. 138 per la revisione della costituzione, che ora prevede il diritto di iniziativa popolare con esito la votazione.
Qui la bozza 017 con tutti gli articoli discussi:
Manca ancora una illustrazione completa della proposta e una illustrazione sintetica e poi dobbiamo stabilire come procedere per attivarci a raccogliere le firme. L’idea era di partire da gennaio e terminare a giugno 2012 in coincidenza della seconda Settimana della Democrazia Diretta.
Per decidere questi passi ulteriori, ci si trova su doodle. Indichiamo la data che ognuno di noi preferisce qui e se è la prima volta, il nome del contatto skype.
di Paolo Michelotto
incontro molto caldo, argomentato e combattuto, ma altamente democratico. Abbiamo modificato l’art. 73 nel comma 7 e l’art. 73 bis nel comma analogo, introducendo il decorso dei 12 mesi oltre i quali il parlamento deve discutere la proposta di legge dal deposito delle firme. Poi abbiamo discusso lungamente se adottare la soluzione svizzera di votazione in caso di proposta e controproposta oppura la nostra come scritta nell’art. 73 bis. Alla fine abbiamo deciso di mantenere la nostra soluzione. Abbiamo modificato l’art. 75 bis scrivendolo in forma più leggibile. Abbiamo deciso di chiamare l’art 73 ter, 73 quater, 73 quinquies in 75 ter, 75 quater, 75 quinquies, perchè si riferivano anche agli articoli 75 e 75 bis e quindi dovevano essere scritti dopo di essi.
Manca da completare l’art. 138, che però per coerenza dovrà adottare la soluzione di voto del 73 bis.
Qui il documento 016
Qui la pagina su doodle su cui possiamo indicare la nostra scelta per il prossimo incontro su skype.
di Paolo Michelotto
il giorno più votato per l’incontro è martedì 22 novembre 2011 ore 21. Discuteremo la bozza di legge costituzione di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta versione 015.
Che si trova qui
Ore 21 su skype.
di Paolo Michelotto
ricevo dall’amico Thomas Benedikter, condivido integralmente e molto volentieri pubblico.
Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini
L’argomento che attualmente domina il dibattito politico è la crisi di alcuni membri dell’Eurozona, dovuto ad un debito pubblico eccessivo, che mette in ballo la stabilità e la sostenibilità stessa della moneta unica europea. L’Italia è tornata a quota 120% di debito pubblico totale sul PIL, quasi uguagliando la quota della fine del 1994, dopo il breve primo governo Berlusconi (122%). Forse la storia si sta ripetendo. La politica dell’indebitamento è iniziata con la 1a Repubblica, che fino al 1992 aveva accumulato già il 98% di debito sul PIL. È poi allegramente proseguita con la 2a Repubblica, frenata dai governi Prodi, accelerata dai governi Berlusconi. Questa corsa all’indebitamento si consuma con il consenso tacito dei cittadini, che eleggono i partiti di loro fiducia. D’altronde, dalla politica economica e soprattutto dalla finanza pubblica i cittadini sono esclusi da ogni coinvolgimento diretto, tant’è vero che la Costituzione non consente referendum in materia tributaria. Alla luce degli ultimi sviluppi un provvedimento giustificato?
L’indebitamento pubblico è un dato di fondo che pesa sulla nostra economia e incide nel portafoglio dei contribuenti. Benché fossero i contribuenti – o quelli odierni o quelli futuri – a pagare il conto finale, non sono ammessi ad esprimere la loro opinione specifica sulle decisioni di finanza pubblica. Anzi è uno degli spauracchi principali sbandierato quando si discute di rafforzare i diritti referendari dei cittadini, e cioè che i cittadini non debbano essere coinvolti nelle decisioni finanziarie e tributarie. In generale si paventa il rischio che più democrazia ridurrebbe la governabilità, e i cittadini, a differenza dei politici responsabili del bene comune, sarebbero sempre tentati a tagliarsi le imposte. I fatti confermano l’opposto: in Italia la materia fiscale e tributaria è totalmente esclusa dai referendum, i cittadini non hanno voce in capitolo di bilancio pubblico a nessun livello di governo. Lo Stato oggi è superindebitato perché lo hanno voluto i partiti di governo. Anche negli altri paese dell’UE, in cui l’Euro oggi è a rischio a causa del debito pubblico – la Spagna, il Portogallo, la Grecia – non si sono mai svolti referendum nazionali su questi argomenti e sulla spesa pubblica in generale. È l’esclusione dei cittadini da tutte le decisioni sulla politica finanziaria ad avere favorito il superindebitamento. Anziché chiedere il parere dei cittadini per via di un plebiscito – un referendum deciso dall’alto – sul programma di risparmio imposto dall’UE, quindi con la pistola puntata alla tempia, il governo Papandreou e i governi greci precedenti avrebbero fatto meglio di coinvolgere i cittadini già prima sulle grandi decisioni di politica economica, che dopo si sono trasformati in gravissime ipoteche per il bilancio nazionale e l’economia greca.
Dall’altra parte ci sono paesi in cui i cittadini sono titolari del diritto di intervenire anche nella politica finanziaria e fiscale. In Svizzera i cittadini col referendum confermativo hanno il diritto di veto quando ritengono che i politici esagerano col prelievo fiscale o con la spesa pubblica, addossando troppi debiti sui bilanci pubblici, e quindi addossando troppi oneri sulle spalle dei futuri contribuenti, delle generazioni giovani. Con l’iniziativa popolare – in Italia di solito definito referendum propositivo – possono portare a votazione le loro proposte per un fisco più equo, per limitare i debiti, per indurre i politici ad una spesa più equa e equilibrata. Quindi da una parte uno strumento di veto, un freno di emergenza; dall’altra parte lo strumento propositivo, cioè l’acceleratore quando la classe politica, i partiti non si muovono. Infine in tanti Cantoni e tantissimi Comuni svizzeri esiste il referendum finanziario. Quando un progetto pubblico supera una predeterminata soglia di spesa obbligatoriamente i cittadini vengono chiamati ad esprimersi per via referendaria.
Non solo questi diritti popolari, ma anche questi diritti e meccanismi hanno fatto della Svizzera uno dei paesi con minor indebitamento pubblico, con un livello impositivo più basso, con una maggior efficienza dell’amministrazione pubblica e stabilità dell’economia. Ci sono tutta una serie di ricerche non solo in Svizzera, ma anche in California e altri stati federati degli USA che comprovano questa dinamica; cioè dove funzionano bene i meccanismi di democrazia diretta ci sono:
meno spese pro capite per l’amministrazione pubblica e un livello contributivo minore
una distribuzione dei redditi più equa
più responsabilità dei cittadini per il fisco.
In effetti si registra anche un effetto positivo nella lotta contro l’evasione fiscale. Nei Cantoni dove (continua…)
di Paolo Michelotto
l’8 novembre 2011 è nata a Sesto San Giovanni l’ass. Più Democrazia a Sesto San Giovanni. Un augurio di grandi successi nell’introdurre gli strumenti di democrazia funzionanti nel vostro comune, e che possa diventare da esempio per Milano!
Ecco la lettera con cui l’amico Dario Rinco me ne ha dato l’annuncio:
di Paolo Michelotto
anche questa riunione come le precedenti è stata molto intensa, dibattuta ed ha partorito ottime soluzioni.
Abbiamo affrontato l’art. 73 bis (iniziativa popolare a voto popolare) e aggiunto alla fine: “Il parlamento non può modificare la legge di iniziativa popolare a voto popolare approvata dai cittadini, per tutta la durata della legislatura nella quale è stata approvata la legge stessa.”
Poi abbiamo discusso l’art 73 ter (firme elettroniche) e aggiunto: “La legge definirà le forme più funzionali ed economiche per consentire le votazioni popolari.”
Infine abbiamo ripreso in mano l’art 75 bis (promulgazione leggi e risultati referendum) e aggiunto: “Il parlamento non può modificare o eludere l’esito del voto popolare, per tutta la durata della legislatura.”
Qui la bozza 014.
La prossima riunione partirà dalla discussione dell’art. 75 bis e quater in giù.
Chi vuole può già riportare i suoi commenti nella bozza 014 e inviarla a me o metterla sul forum.
Qui la votazione su doodle per decidere il giorno del decimo incontro su skype per discutere questa bozza di legge.
http://www.doodle.com/nx6uiy3eu8xahuzu
Intanto, questo fine settimana a Massa, la proposta di legge verrà presentata ufficialmente da Thomas Benedikter nell’incontro:
di Paolo Michelotto
su segnalazione di Giacomo Volpinari, ho scoperto che anche nella repubblica di San Marino, c’è un gruppo di cittadini che ha presentato una proposta di legge popolare che chiede migliori strumenti di democrazia diretta e l’abolizione del quorum. Ottimo esempio anche per noi italiani.
Il 27 marzo 2011 a San Marino si è tenuto un referendum a protezione dei beni dello stato. Si è raggiunta l’affluenza del 36.90 % e si è superato l’attuale quorum previsto a San Marino che è del 32%.
Ma il comitato dei cittadini che aveva promosso il referendum, dopo aver vissuto in prima persona l’assurdità della presenza del quorum, che permette ai sostenitori del NO di vincere facilmente semplicemente con un invito al boicottaggio, ha presentato il 6 ottobre 2011 una proposta di legge popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta esistenti.
Ecco la notizia su: www.libertas.sm
Niente più quorum nei referendum / Presentata la legge “popolare” / Michelotti: “Servono nuove regole per autotutelarsi dalla casta: classe politica vecchia e stantia che pensa prima a se stessa e non al Paese”
Riporto qui la proposta di legge e la sua relazione introduttiva, perchè può servire come esempio a tutti noi:
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DELLA VIGENTE NORMATIVA IN MATERIA DI REFERENDUM
RELAZIONE
La proposta di legge di iniziativa popolare è presentata a norma degli artt. 33 e 34 della vigente legge 28 novembre 1994, n. 101, con lo scopo di rendere più agevole, da parte della cittadinanza, il ricorso ad uno strumento di democrazia diretta quale quello del Referendum.
Senza soffermarci sull’analisi della validità democratica dell’istituto referendario, che certamente sarà svolta dalle forze politiche consiliari chiamate a pronunziarsi sulla nostra iniziativa, i sottoscritti promotori intendono far presente – nei punti che seguono – all’organismo parlamentare quelle che sono le modifiche più significative all’attuale assetto legislativo in materia referendaria.
I - Per quanto concerne il referendum abrogativo di iniziativa popolare, è stato previsto un diverso iter per il giudizio di ammissibilità. In base alla presente proposta infatti è stato ripristinato il giudizio del Collegio Garante all’atto del deposito del quesito e prima della raccolta delle firme. Tale procedura è stata prevista anche per i referendum confermativo e per quello propositivo e di indirizzo. Inoltre è stato previsto un perentorio termine di trenta giorni, sempre prima della raccolta delle firme, concesso al Governo per emanare e sottoporre a ratifica un decreto che recepisca sostanzialmente e completamente la proposta referendaria. Le modifiche qui indicate hanno l’evidente scopo di evitare una dispendiosa ed impegnativa raccolta di firme per lo svolgimento del referendum, con il rischio che il quesito sia dichiarato inammissibile o che il Governo accolga, prima delle firme, il quesito proposto non per considerazioni di merito, ma solo dopo aver tentato di evitarlo nella speranza che il Comitato non riesca a raggiungere il numero di firme necessario. Infine, la verifica della regolarità delle firme è affidata al Dirigente dell’Ufficio di Presidenza, in collaborazione con l’Ufficio Elettorale.
II – Altra modifica sostanziale è quella relativa al quorum. Con la presente proposta infatti, il referendum viene considerato validamente svolto qualunque sia il numero degli elettori che vi partecipano, evitando così di considerare impropriamente l’astensione come espressione negativa alla proposta referendaria. La proposta è approvata se la maggioranza dei voti validi si è espressa per l’accoglimento del quesito. Osserviamo a tal proposito che il ricorso al quorum per la partecipazione dell’elettorato non ha riconoscimento nella legislazione legata alla materia elettorale. Infatti, le stesse elezioni politiche, principale espressione democratica, non tengono conto del quorum di partecipazione in linea generale (nel senso che i risultati sono sempre definitivi e rispettati qualsiasi partecipazione si sia verificata) mentre anche nelle comunicazioni ufficiali ogni partito viene rappresentato con la percentuale che emerge dal calcolo effettuato sul numero dei votanti e non sul totale degli iscritti a votare. Anche la maggioranza consiliare di oggi, ed alcune del passato, non rappresentano più del 50% del corpo elettorale, se il conteggio venisse effettuato sulla base degli iscritti al voto e non dei votanti (come accade oggi). Riconoscere la validità al referendum in condizioni di scarsa affluenza resta comunque il riconoscimento di una volontà popolare che tiene conto di chi partecipa e si interessa e non tiene conto degli indifferenti ed agnostici sull’argomento in discussione, che invece, in base alla legge vigente in materia referendaria, finiscono per essere compresi in maniera totale, mentre in realtà sono “indifferenti” al problema. (continua…)
di Paolo Michelotto
anche ieri sera ottimo incontro, ottima discussione ed ottime decisioni. Abbiamo confermato l’art 67 revoca, abbiamo migliorato l’art.69 indennità dei parlamentari, abbiamo affrontato il referendum obbligatorio e abbiamo deciso di introdurlo come comma nell’art. 74 che riguarda i referendum confermativi. Semplicemente abbiamo messo gli argomenti in cui è obbligatorio tenere un referendum confermativo.
Cioè abbiamo aggiunto: “Si procede obbligatoriamente a referendum confermativo per:
- ogni modifica della Costituzione;
- ogni trattato internazionale che trasferisce diritti di sovranità ad altre organizzazioni;
- le leggi elettorali;
- le leggi sul finanziamento dei partiti e della attività politica; – i decreti legge entro un anno dalla loro approvazione.”
Qui la bozza 013 che contiene queste modifiche.
Dobbiamo decidere la data del prossimo incontro su skype. Facciamolo a questo link:
di Paolo Michelotto
il 27 ottobre 2011 a Morciano (RN), Hossein Fayaz, ha chiesto l’introduzione dei referendum propositivi e la realizzazione del Regolamento dei Referendum e l’introduzione della Revoca degli Eletti.
Pilatesca, ridicola, falsa, ma scontata la risposta del sindaco Battazza: “…finora non esiste nell’ordinamento italiano. Per inserirla, occorre avviare una campagna di carattere nazionale. Lo devono decidere in Parlamento.”
Ecco il resoconto di Hossein e un paio di articoli dei giornali locali mandati da Fabio Bartolini. Nel Corriere di Rimini, arrivano a definire la revoca: “teorizzazioni dei grillini piemontesi”. Alla faccia della competenza e dell’obiettività che dovrebbero avere i giornalisti.
Cara amica/caro amico,
Buon giorno. In allegato e di seguito, invio il mio intervento al Consiglio comunale aperto di ieri sera giovedì 27 ottobre 2011, presso la sala (continua…)
di Paolo Michelotto
gli amici di Marina di Carrara, dove ero stato il 30 aprile 2011, stanno pensando in grande. Faranno una serie di incontri partecipativi aperti a tutti i cittadini chiamati “La Parola ai Cittadini” in tutti i quartieri. Da questi incontri ricaveranno il loro programma elettorale, infatti hanno deciso di partecipare alle elezioni del 2012. Inoltre avvieranno un referendum sul porto turistico e hanno annunciato che uno dei punti fondamentali del loro programma, sarà quello di chiedere maggiori strumenti di democrazia diretta, senza la presenza del quorum! Un bellissimo inizio per un’avventura che sarà lunga e faticosa, ma sono certo che riserverà grandi soddisfazioni a quel bel gruppo e sarà di enorme beneficio per l’intera città. Auguro per il bene della città che molti di loro vengano eletti e che possano attuare il programma che stanno elaborando e tutti i punti sulla democrazia diretta. E magari primi in Italia a livello comunale, che riescano a introdurre lo strumento della revoca degli eletti.
di Paolo Michelotto
c’è a Massa l’11 -12 -13 novembre 2011 un interessante incontro tra varie realtà italiane. Parleranno di molte cose, ma anche del tema che mi sta più a cuore ossia della democrazia diretta. Verrà fatta “La Parola ai Cittadini” dall’amico Dario Rinco, mentre il super competente Thomas Benedikter parlerà della Democrazia Diretta e presenterà per la prima volta ufficialmente in Italia la Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Se non la proposta finale, una molto vicina alla definitiva.
Riporto qui il messaggio con tutti i dettagli, inviato da uno degli organizzatori Roberto Brambilla:
11-12-13 novembre 2011, vieni a Marina di Massa!

Nuove frontiere per la società civile
Incontro-corso con dibattito per chi vuole “fare rete” per cambiare l’Italia lavorando su obiettivi comuni per approdare ad una nuova rappresentanza politica.
Noi firmatari di questo invito abbiamo deciso di proporre un incontro aperto a tutti coloro che fanno parte di Liste civiche, di movimenti o di associazioni e che soffrono per come sta andando la società italiana, per la difficoltà nel trovare spazi istituzionali che permettano una partecipazione attiva, per non vedere le proprie idee rappresentate in modo coerente e operativo a livello politico. Siamo convinti che i tempi siano maturi per creare un coordinamento a rete che – come per i referendum di giugno – possa dare un grande contributo al cambiamento.
Non abbiamo, non vogliamo una ideologia che interpreti tutto. Vogliamo agire sulla base di ciò che constatiamo e che possiamo cambiare in meglio da subito. Riteniamo che occorra un grandissimo sforzo di tipo culturale per riportare gli italiani alla Politica con idee nuove e immediatamente utili per chi vuole impegnarsi nelle istituzioni. (continua…)
di Paolo Michelotto
ottimo incontro, estremamente produttivo, quello del 18 ottobre 2011 via skype riguardante la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Risolto ogni problema tecnico abbiamo potuto concentrarci solo sulla discussione. Abbiamo rivisto e approvato gli art. 67 (revoca degli eletti), 69 (indennità degli eletti), 70 (funzione legislativa), 71 (iniziativa delle leggi), 73 (iniziativa di legge popolare a voto parlamentare), 73 bis (iniziativa di legge popolare a voto popolare), 73 ter (firme elettroniche), 73 quater (materie di competenza), 73 quinquies (libretto informativo).
Dalla discussione di ieri sera è uscita la bozza 011. Il prossimo incontro skype sarà martedì 25 ottobre ore 21. Chi vuole partecipare, è utile che lo segnali agli altri qui su doodle:
http://www.doodle.com/kv8zmz3tk2zdxkck
Abbiamo deciso che nella prossima riunione gli articoli dal 67 al 73 quinquies non verranno discussi.
Cominceremo la discussione dall’art. 74 in avanti.
Questo il documento 011 che invito tutti a scaricarsi e a leggere e magari a commentare.
di Paolo Michelotto
dopo aver raccolto i commenti sulla bozza precedente, ho redatto la bozza 010.
Essa è un tentativo di sintesi per poter continuare la discussione. Tutto deve comunque essere approvato durante il prossimo incontro.
Invito tutti a scaricarla, leggerla, commentarla e rimandarla a paolorovechiocciolagmailpuntocom (sostituendo chiocciola con @ e punto con .).
Qui il documento:
Propongo di incontrarci su skype (in alternativa su Voxli a questo indirizzo https://voxli.com/ny7n voxli non richiede installazione di programmi. Basta andare all’indirizzo indicato e inserire il proprio nome – poi è anche divertente da usare).
Qui su doodle decidiamo quando incontrarci su skype, una sera della prossima settimana dalle 21 alle 23
di Paolo Michelotto
alcuni giorni fa, avevo postato la bozza 009 della legge di iniziativa popolare, chiedendo commenti.
Ecco qui la bozza 009 con tutti i commenti arrivati fino alla sera del 10/10/11. Nei prossimi giorni proverò a proporre una nuova bozza che tenga conto di quei commenti, su cui continuare a discutere.
di Paolo Michelotto
lunedì ci siamo incontrati per tutta la giornata 7 persone appassionate di DD provenienti da Vicenza, Padova, Mantova, Trento, Milano, Como, Rovereto.
E abbiamo proseguito la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.
Abbiamo mantenuto uguali gli articoli già discussi in precedenza, tranne l’art. 69 che nella versione precedente ci sembrava poco chiaro e che ora diventa così:
Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dagli elettori al momento del voto.
Gli elettori scelgono nella scheda elettorale un numero intero compreso tra 1 e 10, la cui media aritmetica ottenuta dalle indicazioni di voto valide viene moltiplicata per il reddito medio pro capite dei cittadini italiani, arrotondata al primo decimale.
Poi gran parte della giornata siamo stati impegnati a discutere l’art. 73
Abbiamo pensato che l’ultima versione di Zaquini, Pistelli, forum, era troppo lunga, dettagliata e complessa. E quindi abbiamo pensato di suddividerla in questo modo. Ovviamente la numerazione è provvisoria.
Art. 73 (xx) Iniziativa di Legge popolare a voto parlamentare.
Il popolo può esercitare l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di legge di iniziativa popolare a voto parlamentare.
I promotori di una legge di iniziativa popolare a voto parlamentare devono costituirsi in comitato composto da almeno 11 persone aventi diritto di voto.
Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena la decadenza della stessa.
Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa popolare a voto parlamentare deve essere almeno pari allo 0,1% del numero degli elettori della Camera dei Deputati. Il tempo per la raccolta di firme è di massimo 18 mesi.
Il testo della proposta di legge di iniziativa popolare a voto parlamentare deve essere consegnato alla cancelleria della Camera dei deputati.
Una legge di iniziativa popolare a voto parlamentare, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, segue l’iter legislativo previsto dall’articolo 72.
Il parlamento deve prendere in esame la proposta di legge di iniziativa popolare a voto parlamentare e votarla nel termine massimo di 12 mesi dalla data di presentazione alla Cancelleria della Camera dei Deputati.
In mancanza di voto parlamentare la legge sarà sottoposta a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale.
Art. 73 (yy) Iniziativa di Legge popolare a voto popolare.
Il popolo può esercitare l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di legge di iniziativa popolare a voto popolare.
I promotori di una legge di iniziativa popolare a voto popolare devono costituirsi in comitato composto da almeno 11 persone aventi diritto di voto.
Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena la decadenza della stessa.
Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa popolare a voto popolare deve essere almeno pari all’1% del numero degli elettori della Camera dei Deputati. Il tempo per la raccolta di firme è di massimo 18 mesi.
Il testo della proposta di legge di iniziativa popolare a voto popolare deve essere consegnato alla cancelleria della Camera dei deputati.
Una legge di iniziativa popolare a voto popolare, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, segue l’iter legislativo previsto dall’articolo 72.
Il parlamento deve prendere in esame la proposta di legge di iniziativa popolare a voto popolare nel termine massimo di 6 mesi dalla data di presentazione alla Cancelleria della Camera dei Deputati.
Entrambe le camere hanno il diritto di proporre al comitato di iniziativa popolare a voto popolare emendamenti, nel rispetto dello spirito originario della proposta di legge, che possono essere accettati o rifiutati dal comitato stesso.
In caso che il parlamento approvi la legge con gli eventuali emendamenti accettati dal comitato non si procede al voto popolare.
In mancanza di approvazione parlamentare la legge sarà sottoposta a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale.
Il parlamento può elaborare una controproposta di legge.
La proposta popolare e la controproposta parlamentare sono sottoposte al voto popolare.
Se esiste una controproposta parlamentare, gli elettori potranno votare a favore della iniziativa popolare o a favore della controproposta parlamentare, oppure contro entrambe.
Nel caso che la proposta e la controproposta raccolgano insieme la maggioranza dei voti, viene approvata l’opzione delle due che ha ottenuto più voti.
Ecco la bozza 009 con l’ultima versione. Contiene uno spazio per i commenti, chi lo desidera, può scriverli lì e poi inviarmi il file al mio indirizzo paolorovechiocciolagmailpuntocom (ovviamente cambiando la chiocciola con @ e il punto con .). Poi farò una versione con tutti i commenti riportati in un’unico documento.
Qui la discussione su come proseguire. Incontri dal vivo, su skype o su altri sistemi?
http://quorum.forumattivo.it/t110-quando-e-come-ci-incontriamo-skype-dal-vivo-altro#330
di Paolo Michelotto
Roberto Brambilla che tra le molte cose è anche consigliere comunale a Concorezzo (MB) per una lista civica, mi ha mandato il testo e il volantino esplicativo di tre petizioni che hanno iniziato da poco nel loro comune.
Due riguardano il PGT, la terza chiede che vengano introdotti e rgolamentati i referendum propositivi, abrogativi e venga tolto il quorum. Ecco il testo di questa terza richiesta:
Egregio signor Sindaco di Concorezzo,
chiedo di prendere al più presto tutti i provvedimenti necessari (es. regolamento dei referendum e modifica dello statuto del comune) per dare ai cittadini la possibilità di decidere sul futuro della propria comunità con strumenti quali il referendum consultivo previsto dallo statuto comunale (art. 47 capo V), il referendum abrogativo, il referendum propositivo. Chiedo inoltre che il quorum sia azzerato.
E questo il testo del volantino intero:
Firma le tre petizioni
1) Per evitare la cementificazione di Concorezzo
2) Per tutelare meglio il poco verde rimasto attorno al paese
3) Per dare più potere ai cittadini con la democrazia diretta
Stiamo raccogliendo le firme per tre petizioni al Sindaco di Concorezzo.
La prima petizione è per chiedere che la grande tangenziale – che parte dalla rotonda del nuovo spaccio di Frette e gira intorno alla vecchia dogana per connettersi con la strada per Oreno (non era prevista nel programma della maggioranza) – venga tolta dal Piano di Governo del Territorio.
Questa tangenziale asfalta 30.000 mq. e pone le premesse per una perdita di terreno agricolo pari a 87.500 mq nelle adiacenze di via Remo Brambilla + 96.000mq in via Piave; per non parlare di Via Kennedy dove si devastano altri 87.500 mq. Il tutto è pari alla bellezza di circa 45 campi di calcio!
Le nuove edificazioni previste da questo PGT portano 1800 nuovi abitanti aggravando lo squilibrio territoriale e ambientale già fortissimo a ciò si aggiungono altri 2 o 3 mila abitanti a causa delle nuove aree che vengono “accerchiate” dalla tangenziale. Chi paga la manutenzione futura di quella strada dopo che sarà costruita con i soldi dei cittadini e che serve a pochi privati? Perché non fare una rotatoria al semaforo della Pagani? Perché continuiamo a fare cassa svendendo il territorio? E quando il territorio finirà?
Non sarebbe meglio parlare direttamente alla cittadinanza dei problemi economici del comune e come far fronte ad essi senza continuare a cementificare il territorio ovvero le “radici” del nostro paese? Vogliamo che Concorezzo resti simile ad un paese o vogliamo che si saldi ai paesi confinanti?
La seconda petizione è per chiedere la tutela del territorio agricolo che sta intorno a Concorezzo estendendo il Parco della Cavallera. I vincoli che prevede l’attuale amministrazione sono assolutamente modificabili: in sostanza non danno alcuna garanzia di preservare il poco verde rimasto. Il Parco é l’unica speranza di poter ancora trovare dei luoghi piacevoli a portata di piede o di bici. Se avete terreno agricolo e lo date ai terzisti contattateci per dar vita ad un progetto coordinato che vi renderà di più…
La terza petizione serve per chiedere che a Concorezzo si introducano gli strumenti necessari per dare più potere ai cittadini grazie a referendum comunali abrogativi e propositivi (un solo esempio: se li avessimo avuti l’Acqua World sarebbe rimasto sulla carta… Vogliamo inoltre abbassare il quorum a zero per non ammazzare la democrazia. Chiediamo inoltre il regolamento per i referendum che Concorezzo aspetta da 10 anni!
Firmate al banchetto!! I cittadini che volessero dare una mano si mettano in contatto con il numero 039 988 10 21 o scrivano a info@listacivicaconcorezzo.org . Chiedeteci i moduli per raccoglierle voi stessi tra i vostri familiari o scaricateli da www.listacivicaconcorezzo.org
Altre date per poter firmare: Il 25 settembre alla festa della Lista civica in Cortenuova (via Libertà 136/F) : biciclettata, focacce bio, spettacoli, musica, giochi! Martedì 27 settembre al mercato.
Cari cittadini non delegate la gestione del territorio! Ne va del nostro futuro!
Il territorio cementificato è perso per sempre!
www.listacivicaconcorezzo.org
www.retecivicaitaliana.it
Questi i file in formato .doc per poterli modificare ed usare anche nella propria città:
2011-09 Moduli per la raccolta di firme sul PGT e Dem Dir 20 luglio 2011
2011-10 Volantino per promuovere la raccolta di firme per le 3 petizioni 2 set
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