• Archivio della categoria "quorum" .

    I referendum del 4 luglio 2010 in Baviera

    6 Luglio 2010 // Nessun commento »

    referendum fumo bavieradi Paolo Michelotto

    il 4 luglio 2010 è stata una giornata di referendum a livello del Laender della Baviera e di 25 comuni di quello stesso Laender. A livello di Laender il quorum è zero, e le regole per far partire il referendum molto complesse e difficili da ottemperare per i cittadini. Comunque la partecipazione è stata del 37,7%. A livello dei comuni la partecipazione media è stata del 33% ( a livello comunale il quorum è del 10-15% a seconda della grandezza della città). Sono numeri su cui riflettere. Questi referendum in Baviera sono stati considerati validi. Fossero avvenuti in Italia sarebbero tutti stati invalidati. A livello comunale quasi sempre in Italia il quorum è del 50%, nei comuni e provincie e regioni “illuminate” (Ferrara, Bressanone, Bolzano) si arriva al 40%, in Toscana a livello regionale si arriva al 50% dei votanti delle ultime elezioni regionali (ossia attualmente al 35% degli aventi diritto). Poi ci sono quei 7 comuni davvero all’avanguardia del Trentino Alto Adige che hanno strumenti di democrazia diretta nella mani dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ) che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009 ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha abbassato il quorum al 15%.

    Ecco il comunicato con maggiori notizie, diramato da Stephan Lausch di Mehr Demokratie di Bolzano.

    In Alto Adige, il voto referendario bavarese per “una efficiente protezione dei non-fumatori” non sarebbe stato valido.

    Ieri in Baviera il 61 % dei votanti si è espresso a favore del disegno di legge popolare che prevede una efficiente protezione dei non-fumatori. Ha partecipato alla votazione referendaria il 37,7 % degli aventi diritto al voto. Di conseguenza, in Alto Adige questo voto non sarebbe stato valido a causa del qui vigente quorum di partecipazione del 40 %. Considerando la partecipazione referendaria in Baviera, è possibile darsi conto posteriormente, quanto sia stata alta la partecipazione nella prima votazione referendaria in Alto Adige a livello provinciale, alla quale si presentò alle urne il 38,2 % degli aventi diritto al voto.

    Nella Baviera non esiste il quorum di partecipazione, dall’altro canto sono in vigore in questo stato ostacoli proibitivi in fase propositiva: il 10 % degli aventi diritto al voto deve firmare nei municipi, entro il termine di due settimane, una proposta di votazione referendaria. Per questo motivo, la suddetta votazione è appena la sesta nella Baviera, da quando questo strumento fu introdotto nel 1946, per cui in media avviene solo una votazione ogni 13 anni. In Germania, nel 1946 la Baviera fu la precursora dell’introduzione della democrazia diretta a livello di stato federale. Risale essenzialmente al fatto che il primo Presidente del governo bavarese, Dr. Wilhelm Hoegner, conobbe la democrazia diretta durante il suo precedente esilio in Svizzera. Nel frattempo la regolamentazione dello strumento referendario permette una migliore applicazione in altri stati federali tedeschi.

    Parallelamente a questa votazione, nella Baviera sono stati effettuati 21 voti referendari a livello comunale. Da quando, nel 1995, col voto referendario su un’iniziativa legislativa popolare promossa dall’organizzazione “Mehr Demokratie” le cittadine e i cittadini bavaresi si conferirono il diritto di effettuare proposte e voti referendari a livello comunale, la Baviera è lo stato federale nel quale è stata effettuata la maggior parte dei voti civici (a livello comunale). A detto voto referendario ha partecipato il 33 % degli aventi diritto al voto.

    Anche in considerazione di questi fatti l’Iniziativa per più democrazia si chiede, fino a quando la SVP lascerà trascorrere altro tempo prima di presentare la legge sulla Democrazia Diretta che prevede strumenti di maggiore applicabilità e che già da tempo fu promessa.

    Stephan Lausch

    coordinatore dell’Iniziativa per più democrazia

    Postato in democrazia diretta germania, esempi virtuosi, quorum, referendum

    i sondaggi al posto dei referendum? La strana opinione di Mannheimer.

    11 Giugno 2010 // 2 Commenti »

    mannheimer3ym4di Paolo Michelotto

    l’amico Carlo Reggiani mi ha mandato un video in cui il sondaggista di Porta a Porta e del Corriere, Mannheimer dice che sarebbe meglio fare un sondaggio piuttosto di un costoso referendum.  E chiede la mia opinione.

    Guardatevi intanto il video e poi se volete, il mio commento.

    Il sondaggio è una somma delle risposte ottenute da cittadini che non hanno tempo di pensare a questioni complesse, che vengono facilmente manipolati dalla forma con cui viene posta la domanda  e che vengono sollecitati a rispondere in fretta e che comunque sanno che i risultati non avranno nessuna influenza sulle decisioni.

    I referendum sono strumenti di democrazia diretta, attivati con enorme fatica dai cittadini, ostacolati dalla istituzioni, in cui vanno a rispondere solo i cittadini interessati (e perché bisogna far decidere a chi non interessa nulla? In una assemblea condominiale decide chi partecipa, non chi non va), dopo aver ascoltato le varie opinioni a favore e contro e dopo essersi confrontati con altri cittadini e mezzi di stampa. L’affluenza bassa in Italia, ai referendum è un effetto della presenza del quorum, ostacolo pensato dagli amministratori per poter invalidare sistematicamente i referendum con l’invito all’astensione. Dove non c’è il quorum come in Svizzera, in California, in Baviera (al 15%) l’affluenza è significativamente più alta.

    Si potrebbe informare i cittadini anche prima dei sondaggi, come dice Mannheimer, ma non c’è un solo caso al mondo dove questa ipotesi teorica sia stata fatta, tranne nei Sondaggi Deliberativi, che però sono tutt’altra cosa di quelli che vuole fare Mannheimer. Al contrario l’uso distorto e manipolatorio che Berlusconi e prima di lui Bush e Blair ad esempio hanno fatto con i sondaggi realizzati da aziende attente al denaro dei committenti più del risultato scientifico, dimostra che i sondaggi possono essere pericolosi strumenti che rafforzano il potere di chi già ce l’ha.

    Se il problema è il costo per la democrazia per realizzare un referendum, basta realizzarlo per via postale come avviene all’80% a Zurigo o come avviene al 100% nell’Oregon. La verità è che dietro la motivazione che i referendum costano, la classe politica che ci amministra che non ha nessuna remora di spendere per rimpinguare le casse dei propri partiti e le proprie personali, nasconde ipocritamente la paura che uno strumento di democrazia diretta troppo efficace nella mano dei cittadini, mostri che in realtà i cittadini non amano i provvedimenti  che gli amministratori attuano.

    Postato in consultazione, quorum, referendum, voto postale

    i sette comuni che hanno abolito o fortemente ridotto il quorum dai referendum

    9 Giugno 2010 // Nessun commento »

    fiumedi Paolo Michelotto

    Fino a questo momento 6 comuni della provincia di Bolzano e 1 della provincia di Trento hanno abolito o notevolmente abbassato (15%) il quorum previsto per i loro referendum comunali. Ed altri stanno proprio in questo periodo discutendo nei consigli comunali se abolire o abbassare il quorum, per cui il numero è destinato ad aumentare.

    Questo trend è importante perché nella Regione Trentino Alto Adige una legge regionale ha stabilito che tutti i comuni devono prevedere all’interno del proprio statuto i referendum propositivi e abrogativi. Nel resto d’Italia invece questo è una facoltà non un obbligo. E quindi moltissimi comuni italiani prevedono i referendum nella loro forma più blanda e meno efficace, ossia quella consultiva. I cittadini si esprimono, ma gli amministratori possono tener conto di quanto espresso oppure no a loro piacere. Invece tutti i comuni del Trentino Alto Adige prevedono referendum vincolanti o in cui gli amministratori possono opporsi solo con maggioranze qualificate (di solito i 2/3) al volere espresso dai cittadini.

    Dunque questi 7 comuni hanno strumenti di democrazia diretta nella mani dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ) che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009 ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha abbassato il quorum al 15%.

    Nella provincia di Bolzano dal 1996 opera una associazione chiamata Mehr Demokratie – Più democrazia e che si ispira ad una omologa associazione tedesca attiva dal 1991 che è riuscita a introdurre i referendum senza quorum nella Baviera. Nel suo lavoro ormai quindicinale, Mehr Demokratie di Bolzano è riuscita a fare opera di sensibilizzazione presso molte associazioni e cittadini in tutta la provincia. Grazie alla sua pressione la Provincia di Bolzano ha già il quorum più basso tra tutte le provincia italiane, ossia il 40%. Il 25 ottobre 2009 questa associazione ha portato alla votazione i cittadini della provincia a un referendum per migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Per un soffio (mancava poco più dell’1 % dei votanti) il quorum non è riuscito a superare la soglia prevista. Questo a livello complessivo provinciale. Ma in molti comuni questa soglia è stata abbondantemente superata e da allora gli amministratori stanno valutando come hanno fatto Kurtatsch – Cortaccia e Innichen – San Candido, di adeguarsi alla volontà dei cittadini.

    Anche a Rovereto (TN) dal 2007 opera una associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto che vuole migliorare gli strumenti di democrazia diretta usufruibili dai cittadini. L’11 ottobre 2009 si è svolto un referendum comunale a Rovereto che chiedeva appunto l’abolizione del quorum. Ma non ha superato il quorum in vigore, del 50%. Nel comune confinante di Villa Lagarina (TN), appena dopo due settimane il referendum comunale di Rovereto, che ha avuto una certa eco nei quotidiani locali, è stato approvato il nuovo statuto, che tra le altre cose prevede l’abolizione del quorum, e l’introduzione del Consiglio Comunale Aperto.

    Le azioni di pressione che vengono dal basso, dalle associazioni dei cittadini, anche se a volte sembrano non arrivare a nulla, creano comunque una consapevolezza di fondo, grazie alla quale, a volte inaspettatamente avvengono cambiamenti nella direzione desiderata.

    Postato in bolzano, quorum, referendum

    Altri 2 comuni con quorum zero, Voeran-Verano (BZ) e La Valle-Wengen (BZ)

    // Nessun commento »

    Voerandi Paolo Michelotto

    altri due comuni nella provincia di Bolzano hanno il quorum zero, sono Voeran-Verano e di La Valle – Wengen. Uno da fine 2005 e l’altro dall’inizio 2006. Hanno entrambi uno statuto molto simile e entrambi dicono

    “Il referendum si intende approvato se ottiene il 50% dei voti validi, a prescindere dalla partecipazione al voto.”

    Ecco i loro statuti:

    Statuto Voeran -Verano

    Statuto Wengen – La Valle

    Postato in bolzano, quorum

    Comune di Fiè allo Scilliar (Voels) (BZ): quorum zero ed altri interessanti strumenti

    // Nessun commento »

    voels_am_schlerndi Paolo Michelotto

    Anche il comune di Fiè – Voels (BZ) ha tolto il quorum nei referendum comunali, già nel 2006. Inoltre ha inserito nel suo statuto che possono votare chi ha compiuto 16 anni, una volta l’anno l’amministrazione deve indire un’assemblea pubblica in cui racconta ai cittadini quanto ha fatto, il referendum abrogativo è vincolante e quello propositivo è vincolante se l’azione proposta è finanziabile.

    Ecco lo statuto di Fiè – Voels

    statuto comunale Fie – Voels

    Ecco il regolamento dei referendum comunali di Fiè – Voels

    regolamento referendum fie voels

    Postato in bolzano, quorum

    San Candido/Innichen (BZ) il quorum sui referendum è stato abbassato al 15%

    25 Maggio 2010 // 2 Commenti »

    Innichendi Paolo Michelotto

    a San Candido /Innichen gli amministratori nel dicembre 2009 hanno deciso di abbassare il quorum dei referendum comunali dal 50%al 15%.

    Non è ancora la situazione ottimale di abolizione del quorum, ma un passo importate. Con il 15% infatti l’invito al boicottaggio rischia di non avere efficacia e quindi entrambi i partiti del SI e del NO devono andare a votare. E quindi l’affluenza aumenta. E si tratta di referendum deliberativo, ossia vincolante per l’amministrazione.

    Un grande complimenti agli amministratori di San Candido /Innichen, che vicini alle esigenze dei cittadini, hanno deciso di dotarli di strumenti di democrazia efficaci.

    Allego la delibera di attuazione la numero 72/09 del 23 dicembre 2009.

    san candido referendum 15

    Per maggiori dettagli basta consultare il sito del comune di San Candido /Innichen qui:

    http://www.comune.sancandido.bz.it/

    Qui il regolamento dei referendum di San Candido / Innichen

    regolamento referendum san candido innichen

    Sono oggi 5 i comuni della provincia di Bolzano in cui il quorum è stato abolito o significativamente ridotto (per ora ho descritto su questo blog Ortisei/ St. Ulrich e Cortaccia /Kortasch prossimamente gli altri). Grazie a Stephan Lausch per la segnalazione e per l’impegno a divulgare queste tematiche.

    Postato in quorum

    Cosa succede a 3 mesi dai referendum di Bolzano?

    28 Gennaio 2010 // Nessun commento »

    Logo_DD_dtdi Paolo Michelotto

    ecco un interessante aggiornamento inviato da Stephan Lausch, su come si stanno evolvendo le cose a Bolzano. Il 25 ottobre 2009 si sono svolti 5 referendum tra cui quello per il miglioramento della legge sulla democrazia diretta. Il 38% andò a votare (la stragrande maggioranza votò SI), ma il quorum al 40% invalidò la consultazione.

    Comunicato stampa tre mesi dopo il voto referendario

    Bolzano 26 gennaio 2010

    Miglioramenti minimi per la democrazia diretta e le proposte inaccettabili del direttivo SVP alla sua base

    Il referendum provinciale del 25 ottobre 2009, fallito solo a causa del quorum mancato, ha catapultato la questione della democrazia diretta fra gli argomenti politici più discussi di questi mesi. La SVP si è sentita chiamata a discutere seriamente dei necessari miglioramenti delle regole per la partecipazione politica diretta dei cittadini della nostra provincia.

    Il nostro obiettivo è una democrazia più completa, dotata di diritti referendari praticabili. È per questo che stiamo lavorando da anni. Dall’altra parte la mole di problemi irrisolti e l’opposizione derivante da un sistema politico bloccato non fanno che aumentare. Siamo convinti che la società, se dotata di più ampi diritti di partecipazione, si sarebbe impegnata in maniera più costruttiva. I politici al potere devono rendersi conto che sono responsabili anche della crisi del sistema politico e del differimento della soluzione dei problemi che non fanno che aumentare. Aumentano anche perché non si permette il coinvolgimento di tutti in uno sforzo comune di individuare soluzioni.

    Esattamente tre mesi dopo il referendum l’INIZIATIVA ora elenca (continua…)

    Postato in bolzano, democrazia dal basso in Italia, democrazia diretta, quorum, referendum

    Villa Lagarina (TN) il secondo comune de-quorumizzato d’Italia. Altri dettagli

    8 Dicembre 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    inserisco qui di seguito, per chi vuole approfondire, l’articolo apparso su “L’Adige” un quotidiano locale, l’intervista telefonica e la sua trascrizione, che ho fatto all’assessore alla partecipazione di Villa Lagarina, Roberto Dell’Uomo, e la bozza quasi finale dello Statuto Comunale (lo statuto nuovo approvato mercoledì scorso non è ancora disponibile online).

    ecco il testo dell’articolo de L’Adige 4-12-09

    Villa Lagarina – Il nuovo statuto, via il quorum referendario

    Ok alle “coppie di fatto”

    di Michele Comper

    Regolarizzazione delle coppie  cosiddette di fatto, pari opportunità di genere nella Giunta Comunale  nelle commissioni, abolizione di qualsiasi quorum per i referendum (che quindi saranno validi con qualsiasi numero di votanti, e a decidere in futuro sarà chi vorrà farlo).

    Sono solo alcune delle tante novità contenute nel testo del nuovo statuto comunale, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta di mercoledì. Frutto di tre anni di lavoro, lo statuto è il risultato di un lavoro improntato alla massima condivisione: (continua…)

    Postato in democrazia, partecipazione, quorum, referendum

    Villa Lagarina: il primo comune trentino che ha abolito il quorum

    4 Dicembre 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    oggi ottima, straordinaria notizia su L’Adige, uno dei due quotidiano trentini. A Villa Lagarina, comune che confina con Rovereto, il Consiglio Comunale ha deciso di abolire il quorum dai referendum comunali.

    Grande esempio di democrazia vera, che spero valichi il fiume e contagi anche la confinante Rovereto, dove abbiamo fatto l’11 ottobre 2009 un referendum sull’argomento, con l’83% dei votanti a favore dell’abolizione del quorum. Referendum purtroppo invalidato perchè oggi c’è il quorum a Rovereto e l’affluenza è stata del 15%.

    Così finora c’è Ortisei (BZ) quorum zero, Cortaccia (BZ), quorum del 15% e da oggi Villa Lagarina (TN) quroum zero.

    La democrazia, quella vera, contagia e si diffonde. Il Sindaco di Rovereto aveva detto in occasione dei referendum che togliere il quorum è antidemocratico, mostrando profonda ignoranza su cosa sia la democrazia. Per fortuna c’è invece chi è davvero democratico e preferisce ascoltare le esigenze dei cittadini e dar loro strumenti di democrazia diretta che funzionano. Ai nostri confini comunali, non a 1000 km. Presto approfondimenti.

    Postato in democrazia diretta, quorum

    Cortaccia – Kurtatsch (BZ), il quorum dei referendum comunali è stato portato al 15%

    26 Novembre 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    dopo un mese dal referendum provinciale di Bolzano, fallito di un soffio (38% di affluenza con quorum del 40%) che chiedeva di introdurre a livello provinciale il quorum del 10% e molti altri miglioramenti per la legge sulla democrazia diretta, un comune della provincia, governato dall’SVP il cui vertice aveva chiesto ai cittadini l’astensione o di votare NO, ha deciso di abbassare il quorum al 15%.

    A Cortaccia il consiglio comunale ha voluto così rispettare quanto chiesto a maggioranza dai cittadini e ha aperto una breccia sul muro alzato dalla casta politica per proteggere il proprio potere. Probabilmente questo è solo il primo comune della provincia ad adottare una scelta in linea con la volontà della popolazione. Altri ne sono sicuro, seguiranno la strada di Cortaccia. Prossimamente dettagli. Per ora lo scarno comunicato apparso nel radiogiornale della Rai regionale.

    Postato in bolzano, quorum

    Svizzera 29 novembre 2009: referendum su commercio internazionale d’armi, nuovi minareti e traffico aereo

    10 Novembre 2009 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    altra normale, ma eccezionale per noi italiani, prova di democrazia che ci viene dalla Svizzera. Il 29 novembre 2009 in uno dei consueti 3-4 appuntamenti referendari annuali, i cittadini svizzeri potranno esprimersi su 3 temi. Temi proposti dal parlamento, da un raggruppamento di associazioni, chiese e partiti e da un partito di estrema destra. E’ bello vedere che i referendum non sono un patrimonio di uno schieramento, ma di tutti i cittadini svizzeri.

    Il primo è una modifica alla costituzione, proposta dal parlamento svizzero, per permettere di dirottare parte delle imposte sui carburanti per coprire costi del traffico aereo. Sembra una cosa tecnica, e lo è, ma ogni modifica della costituzione svizzera deve essere sempre approvata dai cittadini tramite referendum, come in questo caso.

    Il secondo quesito, proposto da decine di organizzazioni pacifiste, partiti, associazioni e chiese, chiede il divieto di esportare materiale bellico fuori dalla Svizzera.Vedi www.materialebellico.ch

    Il terzo quesito, proposto da un partito di estrema destra il Partito del Popolo (SVP) chiede di impedire la costruzione di nuovi minareti oltre ai 4 già esistenti in territorio elvetico. Attenzione non chiede di impedire luoghi di culto, ci sono già circa 200 moschee, il 5% degli abitanti svizzeri è mussulmano, ma la costruzione dei minareti. Vedi il www.minareti.ch

    Per avere maggiori informazioni, materiali e sapere cosa consigliano di votare tutti i partiti, i sindacati, le associazioni economiche e quelle giovanili, basta andare qui.

    Trasparenza e completezza di informazioni straordinarie per noi italiani, a pochi km dal nostro confine. Ricordo che ovviamente i referendum in Svizzera (come in gran parte del mondo democratico, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Irlanda, USA) non hanno quorum.

    Quando anche noi?

    Ecco l’opuscolo informativo che è stato stampato in milioni di copie e che viene mandato a tutti i cittadini svizzeri. C’è l’opinione del comitato proponente, dei contrari, del governo e del parlamento e diventa una piacevole lettura e un sogno del futuro anche per noi italiani:

    Download Opuscolo informativo Votazioni Svizzera 29 -11-09

    Postato in democrazia svizzera, documenti recensiti, quorum, referendum

    Abbinare i referendum alle elezioni, per superare i quorum

    30 Ottobre 2009 // Nessun commento »

    elezioni

    di Paolo Michelotto

    gli ultimi due referendum di Rovereto e di Bolzano hanno dimostrato che il quorum ammazza lo strumento del referendum.

    Quindi è difficilissimo cercare di togliere o abbassare il quorum, usando lo strumento del referendum.

    A meno che… a meno che non si riesca a far effettuare i referendum nello stesso giorno delle altre votazioni.

    Che è quanto avviene ad esempio in California, o che è avvenuto ad Amburgo.E in questo modo visto che i cittadini si recano già a votare alle elezioni, votano normalmente anche per i referendum abbinati.

    Come fare per ottenere questo abbinamento? (continua…)

    Postato in quorum, referendum

    Emilio Piccoli spiega perchè è necessario eliminare il quorum dai referendum al Pres. Prov. Trentino, Kessler

    27 Ottobre 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    questa è stata la seconda propostapiù votata dai cittadini a “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino” – Rovereto 20 settembre 2009.

    Il 21 ottobre abbiamo avuto un incontro con il presidente della provincia Trentino, Kessler per portargli le prime 4 proposte più votate dai cittadini e per chiedergli che le faccia discutere in Consiglio Provinciale.

    Postato in quorum, referendum

    Bolzano: 38%! Il quorum ammazza la voglia di partecipazione dei cittadini

    26 Ottobre 2009 // 2 Commenti »

    38

    di Paolo Michelotto

    il quorum ha ammazzato i referendum anche a Bolzano. Un lavoro durato 14 anni (Stephan ha iniziato nel 1995 questo percorso), l’impegno di 46 organizzazioni, di alcuni partiti, 5 referendum invalidati, migliaia di euro dei cittadini spesi inutilmente per la campagna referendaria e per l’organizzazione del voto, ore e giorni e settimane e mesi e anni di impegno impiegati apparentemente senza risultato.

    http://www.referendumdemocraziadiretta.it/

    Perchè apparentemente? Perchè è stato dimostrato con i due referendum di Rovereto del 11 ottobre e di Bolzano del 25 ottobre, che è proprio la presenza del quorum ad allontanare l’affluenza al voto. E’ il quorum ad essere antidemocratico. E’ il quorum che bastona senza pietà al voglia di partecipazione dei cittadini più impegnati. E’ il quorum che permette a chi non vuole decidere di essere l’unico decisore.

    E’ un bastone tra le ruote della democrazia, che ipocritamente serve per mantenere il potere alla casta politica che detiene oggi il potere. Durnwalder a Bolzano, Valduga a Rovereto, Berlusconi in Italia. Tutti hanno usato lo stesso metodo: indire i referendum in date assurde e non abbinarli ad altre elezioni previste nello stesso anno. Per poi poter dire che sono i cittadini a non volere. Ma i cittadini non sono sciocchi e vedono. Eccome se vedono. Siamo al crepuscolo della democrazia rappresentativa in cui abbiamo sempre vissuto. Ultimi atti di sopruso antidemocratico.

    38-bz

    38-bz

    http://elezioni.provincia.bz.it/refhome_li_vg.htm

    Il quorum ammazza i referendum e con essi la democrazia. Un immenso grazie agli amici di Bolzano e sono certo che come noi a Rovereto, la loro strada proseguirà con ancora più energia. Abbiamo dimostrato purtroppo a nostre spese quanto sia antidemocratico il quorum. Quando c’è il quorum i referendum vengono quasi sempre invalidati. Il maggior partito di Bolzano l’SVP aveva invitato chiaramente al boicottaggio. Il quorum è servito per far vincere antidemocraticamente la posizione dell’SVP e dei maggiori partiti di governo.

    La nostra democrazia si è rivelata ancora una volta una democrazia apparente, dove una elitè al potere lotta ipocritamente, ma con tutte le sue forze per mantenere il suo potere. E che per ora riesce, a trattenere con le unghie. Per ora!

    Ma ora abbiamo visto tutti che il RE è NUDO!

    Postato in bolzano, quorum, referendum

    perchè abolire il quorum dai referendum: intervento di Emilio Piccoli

    25 Ottobre 2009 // 1 Commento »

    ci-prendono-per-il-quorum

    ci-prendono-per-il-quorum

    di Paolo Michelotto

    mercoledì 21 ottobre 2009 durante l’incontro con il Pres. Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler, l’amico Emilio Piccoli ha fatto un bell’intervento sulle motivazioni per cui è necessario abolire il quorum dai referendum e in quel contesto dai referendum provinciali.

    Questi sono i punti scritti da cui ha tratto spunto la sua argomentazione:

    Emilio Piccoli

    Proposta n.2 della giornata partecipativa di Rovereto “Il Cittadino Partecipa”:

    Abolizione del quorum di partecipazione per tutte le consultazioni referendarie
    In sintesi:

    La proposta è volta a emendare la legge provinciale del 5 marzo 2003 n.4. Nello specifico si chiede che l’art.4 venga modificato come segue:

    art.4

    validità del referendum propositivo

    La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti favorevoli validamente espressi[, a condizione che alla votazione abbia partecipato la maggioranza degli aventi diritto al voto]
    Alcune motivazioni per la richiesta dell’abolizione del quorum:

    * Quanto più il quorum di partecipazione nelle consultazioni referendarie è elevato, tanto più è messa a repentaglio l’efficacia e la fiducia dei cittadini nei confronti del referendum stesso. Si può affermare ciò sulla scorta delle vicende referendarie nazionali che ci raccontano come l’ultimo referendum ad aver superato il quorum risalga al 1995, e grazie soprattutto a un enorme battage del gruppo Fininvest (coinvolto in tre quesiti sulle TV). Le sei tornate referendarie tenute negli anni successivi hanno registrato un progressivo abbandono delle urne da parte della gente. Ciò è evidenziato dai dati di affluenza alle urne: dal 58% del ‘95 si crolla al 30% del ‘97 per finire al 23% nel referendum di quest’anno. Stessa sorte, e forse anche peggio, è toccata a tutti i referendum tenuti a livello regionale nel corso di questi ultimi cinque anni.
    * In un clima di disaffezione per la politica è sempre più difficile in una votazione referendaria raggiungere un quorum del 50%, anche se l’elettorato viene mobilitato da (continua…)

    Postato in quorum

    incontro con Pres. Consigl. Prov. del Trentino, Kessler per presentare le proposte de “Il Cittadino Partecipa”

    23 Ottobre 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21, una ventina di cittadini trentini, hanno incontrato il Presidente del Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler.

    C’è stata una breve introduzione di Francesco Ghensi che ha ricordato come è nata, come si è svolta e cosa ha ottenuto la giornata partecipativa provinciale “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino” del 20 settembre scorso

    Poi abbiamo visto il video di 7 minuti che riassumeva la giornata, e che si trova all’inizio di questo post, realizzato da Luca Brogin.

    L’incontro è proseguito con la presentazione delle 4 proposte più votate il 20 settembre dai cittadini, dai proponenti stessi. Nei prossimi giorni metterò il loro video. Qui i testi:

    1. Assemblee di confronto tra amministrazione e cittadini.(Ruggero P.)

    2. Abolizione quorum tutte consultazioni referendarie.(Emilio P.)

    3. Acqua gestita in maniera pubblica/gas naturali.(Ezio F.)

    3. Valorizziamo i terreni incolti. (Sebastiano M.)

    Infine c’è stato il commento di Kessler e un dibattito informale sul destino di queste proposte.

    Kessler ha detto che procederà così: nei prossimi giorni manderà le 4 proposte a tutti i 35 consiglieri provinciali chiedendo che le esaminino. Poi lascerà trascorrere del tempo (noi gli abbiamo proposto che faccia passare 1 settimana) perchè i consiglieri possano valutare se “adottare” loro quelle proposte con una mozione. Infine se nessuno lo farà lui si è impegnato a portarne avanti almeno una, lasciando intendere che possa essere quella dell’abolizione del quorum, fatta da Emilio Piccoli.

    Lui però a caldo ha detto che propende più per una riduzione del quorum che per la sua abolizione, ma che ne dobbiamo ridiscutere a fondo. Lui è più portato verso l’ipotesi 50% dei votanti alle ultime elezioni provinciali.

    E’ un ottimo inizio da cui partire per una discussione seria e approfondita.

    Postato in parola ai cittadini, partecipazione, quorum

    il 23 ottobre 2009, Beppe Grillo a Bolzano chiude la campagna referendaria

    20 Ottobre 2009 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    riporto gli ultimi messaggi dell’amico Stephan Lausch: Coordinatore dell’Iniziative per più democrazia di Bolzano. Vi appoggio con tutto il cuore!

    Il comico genovese che già nel 2007 aveva sostenuto la campagna di raccolta firme per i referendum ospitando l’appello di Stephan Lausch durante il suo spettacolo RESET, torna a Bolzano dopo due anni per parlare dei referendum del 25 ottobre e in particolare di democrazia diretta.

    Grillo interverrà durante la manifestazione di chiusura della campagna referendaria che si terrà presso una piazza della città. Probabilmente piazza Matteotti per cui è stata chiesta l’autorizzazione al Comune, ma gli organizzatori, l’associazione Iniziativa per più democrazia e il Meetup di Bolzano, sono in attesa di conferma.

    La popolazione e i media verranno informati tempestivamente riguardo la definitiva ambientazione della manifestazione.

    E’ possibile visionare un breve video di Grillo, con un invito alla manifestazione, sul sito
    www.referendumdemocraziadiretta.it

    Beppe Grillo a Bolzano in piazza Matteotti dalle ore 18 in poi.

    La serata si aprirà con le percussioni del gruppo Officina delle ArtiColate, a seguire l’intervento di Beppe Grillo. La serata si concluderà con la musica di Ago’ & friends.
    In piazza saranno presenti tavoli informativi sulle proposte referendarie, in particolare sulla proposta di legge per una migliore democrazia diretta e sulla legge che propone di interdire il finanziamento pubblico delle infrastrutture aeroportuali e il sovvenzionamento di compagnie aeree.

    Inoltre, giovedì, 22 ottobre 2009
    alle ore 10 nella sala riunioni 2 del Consiglio provinciale

    Professori costituzionalisti e un ex-senatore confermano la conformità costituzionale
    del referendum propositivo sulla democrazia diretta

    Prof. Stelio Mangiameli e prof. Robert Louvin presentano il loro parere legale relativo alla conformità costituzionale del nostro disegno di legge referendario sulla democrazia diretta confermando il giudizio espresso da parte della Commissione per i procedimenti referendari che nel febbraio 2007 ha dichiarato questo disegno di legge ammissibile al referendum propositivo anche sotto il profilo costituzionale (vedi sotto). L’ex-senatore Marco Boato interverrà sul significato politico e la portata giuridica delle norme sui diritti referendari contenuti nello Statuto di Autonomia.

    Postato in bolzano, quorum, referendum

    Referendum di Rovereto: risultati e considerazioni personali

    11 Ottobre 2009 // 4 Commenti »

    referendum

    referendum

    di Paolo Michelotto

    questi i risultati

    L’affluenza è stata del 15,02% e il referendum è stato invalidato.

    Mentirei se dicessi che non speravo nel miracolo. Ossia di superare il quorum del 50%. Ma ero cosciente dell’estrema difficoltà. Tutti i referendum comunali italiani che prevedevano quorum, finora svolti, organizzati da cittadini, sono stati invalidati e sapevo che questo era probabilmente il destino anche di quello di Rovereto dell’11 ottobre 2009. Eppure ci siamo impegnati al massimo fino all’ultimo giorno. Abbiamo mandato volantini a casa di tutti i cittadini, organizzato incontri in tutte le circoscrizioni, cercato di coinvolgere tutti i partiti e associazioni, volantinato, appeso manifesti, fatto interviste alla radio e alla tv. Creato siti web, eventi partecipativi, mailing list, mandato sms.

    Nessun comitato di cittadini potrà fare più di noi nella nosta città per promuovere un referendum, eppure solo il 15% degli aventi diritto si è recato a votare. E quindi?

    Quindi abbiamo dimostrato scientificamente che il quorum (superiore al 10-15%) ammazza lo strumento del referendum.

    Per cui chiedo agli amministratori che non vogliono prendere in giro se stessi e i cittadini, di togliere in toto lo strumento del referendum se intendono lasciare il quorum. Tanto verrà sempre invalidato e sarà solo un simulacro vuoto e inutile di democrazia.

    Mentre agli amministratori davvero democratici chiedo di togliere il quorum e vedranno i risultati. Maggiore affluenza, maggiore partecipazione, maggiore informazione.

    Nel 2006 nel referendum confermativo costituzionale andò a votare il 52,3 % degli aventi diritto e non c’era quorum.

    Nel 2009 nei referendum abrogativi con quorum andarono a votare il 23,3 % degli aventi diritto. Ed esempi simili si sono verificati in Germania negli anni ‘80.

    E’ matematico: se c’è il quorum l’affluenza è più bassa di quando non c’è.

    Ed ora? Per quanto mi riguarda, domani 12 ottobre 2009 parteciperò all’incontro per discutere i risultati, nella piazza Mart ore 19.00. E poi proseguirò il percorso. La domanda guida per me sarà sempre: come posso fare, quali strategia adottare, che percorsi attuare per abolire il quorum dai referendum?

    Finora abbiamo provato l’assemblea pubblica (La Parola ai Cittadini del 23 gennaio 2008), la iniziativa di delibera popolare (consegnata in comune il 9 maggio 2009 e MAI discussa), oggi 11 ottobre 2009 il referendum. Nel frattempo il sostegno è passato gradualmente da 5 cittadini iniziali a 38 a La Parola ai Cittadini del 2008, ai 220 della iniziativa di delibera popolare di maggio 2008, ai 4514 di oggi ottobre 2009.

    Quindi un grande grazie ai 4514 cittadini che hanno approfondito i temi e votato con convinzione. La vostra fatica non andrà sprecata, ma sarà valorizzata. Nessuna acredine o accusa verso gli astenuti. E’ un loro diritto astenersi, ed è solo l’assurdo l’impedimento antidemocratico del quorum che fa sì, che accada il paradosso che chi decide di non decidere, alla fine decida. Toglieremo il quorum. Questo dell’11 ottobre 2009 è stato solo un ulteriore passo verso la sensibilizzazione democratica di Rovereto. Ci vorranno ulteriori passi, ma il numero di cittadini di Rovereto oggi consapevoli ha raggiunto le migliaia di unità.

    Postato in quorum, referendum, rovereto

    Ragioni per abolire il quorum 12

    15 Settembre 2009 // Nessun commento »

    nurtingen

    nurtingen

    di Paolo Michelotto

    La presenza del quorum, paradossalmente scoraggia i cittadini ad andare a votare. Infatti i cittadini vanno a votare se sanno dello svolgimento del referendum in una determinata giornata e se pensano di aver capito l’argomento su cui sono invitati ad esprimersi. Ma se la campagna per il NO invita all’astensione e non promuove le proprie argomentazioni, evita di affiggere manifesti, non manda materiale informativo a casa dei votanti, non partecipa a dibattiti, non si fa intervistare dai media, non partecipa ad assemblee informative, i cittadini non vengono a sapere del referendum o ritengono di non saperne abbastanza e non si recano a votare. Ciò è dimostrato dai referendum nazionali italiani con e senza quorum e dall’esempio seguente fornito da due città tedesche negli anni ‘80.

    Il laender tedesco del Baden – Wuerttemberg prevede i referendum municipali fin dal 1956 (negli altri laender ciò fu introdotto negli anni ‘90), ma esso ha molte restrizioni. Una delle più gravose è quella che prevede che almeno il 30% degli elettori abbiano votato SI’ al quesito referendario, pena il suo invalidamento. L’effetto distorsivo di questo quorum si vede chiaramente su 3 votazioni effettuate in 3 città vicine sullo stesso argomento.

    A. Nel 1986 fu proposto a Reutlingen un referendum contro una decisione della giunta al governo, della CDU, che aveva deciso la costruzione di un rifugio aintiaereo. Il consiglio comunale e la CDU boicottò il referendum non partecipando a nessun dibattito con sistematicità. L’ultima settimana prima del voto, improvvisamente, la CDU ruppe il silenzio con una pubblicità e un fascicolo allegato al giornale locale, firmato tra gli altri anche dal sindaco. Esso diceva: “…le persone professionali e intelligenti, devono agire sensibilmente, non emozionalmente, con un comportamento elettorale intelligente. Così puoi stare a casa la prossima domenica; dopotutto ti viene solo richiesto di votare contro la costruzione di un rifugio. Anche se non voti, esprimerai la tua approvazione della decisione presa dal consiglio comunale. Hai sempre dato la tua fiducia al CDU per molti anni alle elezioni. Puoi darci fiducia su questa questione.” Il risultato fu che 16.784 su 69.932 elettori si recarono alle urne: il 24%. Di questi solo 2126 votarono a favore del rifugio e 14.658 contro. Il quorum del 30% a favore non fu raggiunto e il referendum venne invalidato.

    B. A Nurtingen, una città vicina a Reutlingen, ci fu un referendum simile. Questa volta la CDU locale scelse di non boicottare:il risultato fu un’affluenza del 57% di cui il 90% votò contro il rifugio. E il referendum ebbe successo.

    C. In una terza città, Schramberg, ci fu un referendum simile. Anche questa volta la CDU scelse la via del boicottaggio. Questa volta il comitato organizzatore venne a conoscenza per tempo del progetto della CDU e quindi riuscì a controbattere. Il giornale locale pubblicò critiche all’idea del boicottaggio. I risultati furono affluenza del 49,25% di cui l’88,5% votò contro il rifugio e quindi il quorum del 30% di voti a favore del referendum fu raggiunto e il referendum ebbe successo.

    Postato in quorum

    Ragioni per abolire il quorum 11

    14 Settembre 2009 // Nessun commento »

    paesi-senza-quorum

    paesi-senza-quorum

    di Paolo Michelotto

    il quorum esiste in paesi come l’Italia, i paesi dell’est europa (Ungheria, Polonia, Slovenia). Ma in Svizzera, in 23 stati americani su 50, tra cui la California e l’Oregon, non è previsto il quorum nei referendum statali e locali.

    Inoltre in Europa, in stati come l’Irlanda,

    http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_the_Republic_of_Ireland

    Spagna,

    http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_Spain

    Regno Unito

    http://en.wikipedia.org/wiki/Referendums_in_the_United_Kingdom

    e Francia

    http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Referendums_in_France

    non è previsto il quorum del 50% nei referendum nazionali. Tutte queste democrazia sono antidemocratiche o siamo noi italiani abituati a concepire come normale una cosa che normale non è? Ossia la presenza di un quorum nei referendum?

    Postato in quorum, referendum

    Una forte brezza di democrazia diretta dal Nord

    10 Agosto 2009 // Nessun commento »

    thomas-benedikter

    thomas-benedikter

    Pubblico volentieri un articolo di Thomas Benedikter sulla presentazione della proposta di legge sulla Democrazia Diretta avvenuta a Roma.

    ddl Democrazia Diretta Peterlini documento pdf

    ddl Democrazia Diretta PD documento pdf

    Il senatore Oskar Peterlini a Roma, insieme all’Iniziativa per più democrazia, presenta un disegno di legge di modifica della Costituzione sui diritti referendari

    Una forte brezza di democrazia diretta dal Nord

    L’Italia si trova fra quei paesi in cui più frequentemente vengono svolti referendum nazionali: dal 1974 15 tornate referendarie su un totale di 62 quesiti singoli, escludendo i referendum consultivi e costituzionali. Ma queste cifre grezze traggono in inganno. Sin dallo storico verdetto popolare sul divorzio nel lontano 1974, a parte tre eccezioni, sempre si è trattato solo di referendum abrogativi. I votanti hanno cancellato qualche articolo di singole leggi (o meno), ma spesso l’effetto è stato neutralizzato da un successivo intervento del Parlamento. Il referendum confermativo facoltativo, con cui gli elettori possono bloccare o confermare una legge ordinaria prima dell’entrata in vigore, non esiste in Italia. Pure non esiste la forma genuina di iniziativa popolare, con cui un numero minimo di cittadini può presentare un disegno di legge acquistando il diritto ad un successivo referendum, qualora la sostanza del disegno non fosse accolta dal Parlamento: un referendum per questo definito „propositivo”. Oggi con almeno 50.000 firme è possibile presentare un progetto di legge al Parlamento, ma la stragrande maggioranza di queste istanze viene respinta o neanche trattata. Perfino lo stesso referendum abrogativo è entrato in crisi, non solo (continua…)

    Postato in democrazia diretta, quorum, referendum

    Abolizione del quorum dai referendum: proposta di legge della sen. Poretti

    5 Agosto 2009 // 1 Commento »

    poretti

    poretti

    di Paolo Michelotto

    la sen. Donatella Poretti (PD-Radicali) ha depositato il 22 giugno 2009 in senato un disegno di legge per togliere il quorum dai referendum nazionali.

    Riporto qui sotto subito la proposta assai semplice e poi sotto ancora tutta l’argomentazione da lei fatta al senato.

    Sembra forse poco, ma ricordo che “parlare di cambiamento è il primo passo per ottenere il cambiamento”.

    Disegno di legge costituzionale

    Art. 1
    1. L’articolo 75, quarto comma della Costituzione è sostituito dal seguente:
    La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

    Onorevoli Senatori,
    Il presente disegno di legge e’ stato presentato grazie alla collaborazione dell’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori).
    La Costituzione italiana all’art. 75 ha previsto il referendum abrogativo di leggi ed atti aventi forza di legge, uno strumento di intervento diretto dei cittadini sulla compagine normativa, che consente agli elettori da un lato di manifestare il proprio volere e dall’altro di controllare e correggere l’operato del legislatore.Ma questo strumento, nato con i migliori intenti ma reso inutilizzabile fino al 1970, negli anni ha subito una pesante opera di depotenziamento, e ciò ad opera di scelte politiche e legislative tanto zelanti quanto antidemocratiche.
    In primo luogo
    ha inciso fortemente la (continua…)

    Postato in quorum

    colloquio con Sindaco Ortisei (BZ) – Ewald Moroder

    25 Giugno 2009 // Nessun commento »

    ewald moroder

    ewald moroder

    di Paolo Michelotto

    finalmente sono riuscito a parlare al telefono al sindaco di Ortisei (BZ) Ewald Moroder, in centro nella foto.

    Perchè avete tolto il quorum dal referendum comunale?
    Perchè riteniamo che chi partecipa debba scegliere, come in Svizzera dove in alcuni comuni le decisioni vengono prese in piazza per alzata di mano e chi c’è decide.

    L’ho invitato a fare una relazione sul perchè il comune di Ortisei ha scelto nel 2006 con il nuovo statuto comunale di togliere il quorum dai referendum, per il 20 settembre 2009 a Rovereto durante “Il cittadino partecipa”. Mi saprà dire nei prossimi giorni.

    Qui maggiori notizie sul primo comune de-quorumizzato d’Italia, Ortisei.

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/31/ortisei-il-primo-comune-italiano-senza-quorum-nei-referendum/

    Postato in quorum, referendum

    Il referendum non ha fallito: la classe politica lo ha reso inutilizzabile. Occorre una riforma dal basso!

    22 Giugno 2009 // 1 Commento »

    manifesto_referendum2

    manifesto_referendum2

    di Paolo Michelotto

    dopo l’inevitabile mancato raggiungimento del quorum nel referendum nazionale del 21 giugno 2009 i commenti fuori luogo degli esponenti della classe politica si sprecano:

    Fini: il cittadino non crede più allo strumento referendario

    Chiti: bene il mancato raggiungimento del quorum

    Casini: referendum fallito miseramente e spreco di denaro pubblico

    Calderoli: vittoria della Lega

    L’unico che dice per ora una cosa condivisibile è D’Alema: “eliminare il quorum”, ma subito viene colto dal panico dei cittadini e la controbilancia con una tutela per la classe politica “innalzare il numero delle firme”.

    Invece non è il referendum uno strumento che ha fallito, ma il modo con cui è stato introdotto dalla nostra classe politica in Italia, che non funziona:

    1. il quorum del 50% (che non esiste in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Svizzera, California) stimola appunto chi governa a fare appello all’astensionismo per boicottare il referendum invalidandolo e così facendo prevalere la sua parte con minima fatica contando gli astenuti come voti NO.

    2. Berlusconi ha sabotato la partecipazione al referendum mettendolo 2 settimane dopo il voto delle europee in una domenica estiva. Negli altri stati europei e in USA al contrario, per stimolare la partecipazione fanno appositamente l’abbinamento elezioni – referendum.

    3. in Italia esiste solo il referendum per abrogare una legge già entrata in vigore. In Svizzera e in Baviera esiste invece il referendum opzionale o confermativo, che funziona così: ogni volta che il parlamento pubblica una legge, c’è un periodo di 100 giorni in cui i cittadini contrari possono raccogliere 50.000 firme (1% degli aventi diritto al voto). Se riescono nell’impresa, nella prima data utile riservata ai referendum (ci sono 3-4 domeniche all’anno già prefissate per i referendum) i cittadini sono chiamati al voto, se i cittadini dicono di SI la legge entra subito in vigore, altrimenti non entra in vigore.

    4. poi esiste in Svizzera, Baviera e California anche la possibilità di proporre qualcosa tramite referendum, e questo strumento viene chiamato Iniziativa (in Italia, Referendum Propositivo). Con esso i cittadini previa raccolta di 100.000 firme (2 % degli aventi diritto) possono chiedere ai loro concittadini se vogliono introdurre una nuova norma. Se alla votazione la maggioranza dice SI, essa viene introdotta. Senza modifiche. Inoltre è possibile mettere a referendum un quesito semplice e lasciare che venga poi normato dal parlamento, oppure una legge completa di articoli e commi.

    Se questi due strumenti, che dove esistono in Svizzera, in California non hanno il quorum e in Baviera dal 10 al 15%, esistessero in Italia, cosa sarebbe successo nel caso della legge elettorale “porcata”?

    1. appena Calderoli avesso pubblicato la legge, i cittadini avrebbero raccolto le firme per il referendum opzionale, e la legge sarebbe stata promulgata solo se i cittadini l’avessero approvata. Il tutto in 100 giorni per le firme – un paio di mesi per il referendum, in 5 mesi tutto sarebbe stato deciso. Tempi rapidi e soluzioni condivise. Inverno – Primavera 2006 la legge “porcata” era stata promulgata, entro estate i cittadini avrebbero potuto dire SI oppure NO.

    2. se i cittadini avessero accettato la legge porcata nel 2006 quando era stata “creata”, per i più disparati motivi (colpo di sole collettivo, influenza cerebrale, mancanza di informazione vera, mancanza di opposizione, convergenza di interessi di tutti i partiti più grossi PD e PDL) e avessero ritenuto che la legge “porcata” era da cambiare solamente 3 anni dopo, ossia oggi nel 2009, e avessero avuto gli strumenti Svizzeri, Californiani e Bavaresi, avrebbero potuto iniziare la raccolta firme per l’Iniziativa (Referendum Propositivo) per una nuova legge elettorale. L’avrebbero messa la voto di tutti i cittadini e poichè non esiste il quorum, chi fosse andato al voto avrebbe deciso.

    La nostra democrazia italiana è una democrazia bloccata, formale, apparente, dove poche persone decidono per 60 milioni. Per trasformarla in democrazia vera, dobbiamo noi cittadini esigere che venga tolto il quorum, che venga introdotto il referendum opzionale e il referendum propositivo. E lo potremo esigere quando in molti sapremo che questi strumenti esistono, ad esempio a pochi chilometri dal nostro confine.

    Per migliorare la nostra democrazia, diffondiamo questa notizia!

    A Rovereto (TN) ci stiamo impegnando da 2 anni per questo motivo: togliere il quorum dai referendum comunali. L’11 ottobre 2009 i cittadini roveretani saranno chiamati alle urne per dire SI ed eliminare il quorum.

    http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-quattro-quesiti-referendari/

    Postato in newsletter inviate, quorum, referendum

    è nato il coordinamento referendum deliberativi senza quorum

    9 Giugno 2009 // Nessun commento »

    refdeliberativi

    refdeliberativi

    riporto un messaggio di Fabio Castellucci

    È nato il sito del COORDINAMENTO per i REFERENDUM Deliberativi senza Quorum
    www.refdeliberativi.net
    Vediamo di UNIRE tutte le forze che credono nella Sovranità del Popolo almeno per questa cosa SEMPLICE!
    APPOGGIARE in qualunque modo chi vuole introdurre a tutti i livelli (Comuni – Province – Regioni – Stato) il solo e unico fattore di reale Sovranità Popolare: (continua…)

    Postato in democrazia diretta, quorum, referendum

    Ortisei: il primo comune italiano SENZA QUORUM nei referendum

    31 Maggio 2009 // 4 Commenti »

    ortisei

    ortisei

    di Paolo Michelotto

    finalmente il muro del quorum ha una breccia. Dal 2006, ma io l’ho saputo solo ieri (grazie, Stephan Lausch!), il comune di Ortisei (BZ) ha tolto dal suo statuto la necessità del quorum perchè i referendum siano validi. La frase esatta usata nello statuto del comune di Ortisei è questa, art. 43, comma 7: “Il referendum è valido con qualsiasi numero di votanti e si intende approvato se ottiene il 50% più uno dei voti validi.”

    Per l’Italia questa è una rivoluzione. Tenendo anche conto del comma 8: “Effetti – Il referendum propositivo e
    abrogativo per l’amministrazione comunale è vincolante.”

    Eppure in questi 3 anni il cielo non è caduto su Ortisei, come paventato da quasi tutti i “rappresentanti” eletti quando gli si parla di togliere il quorum, anzi, il comune prospera come e più di prima. Semplicemente, i cittadini hanno uno strumento democratico migliore di prima.

    Inoltre nello statuto, cap 40 è previsto:

    Assemblee dei cittadini

    1. Una volta all’anno viene convocata l’assemblea dei cittadini, durante la quale la giunta comunale riferisce sull’attività amministrativa. In ogni caso l’assemblea dei cittadini deve tenersi prima dell’approvazione del
    piano urbanistico.

    Prendiamo esempio da Ortisei!

    Chiediamo che anche il nostro comune sia de-quorumizzato

    Sito comune di Ortisei:

    http://www.ortisei.eu/system/web/default.aspx?sprache=3

    Statuto comune di Ortisei:

    Download Statuto Comune Ortisei Version 2006

    Postato in bolzano, democrazia diretta, documenti recensiti, quorum

    Democrazia diretta, partecipata e trasparenza: proposte per una lista civica

    // Nessun commento »

    cittadini

    cittadini

    di Paolo Michelotto

    una lista civica lombarda mi ha chiesto dei suggerimenti per il loro programma per il capitolo dedicato alla democrazia diretta e partecipativa. Il limite era di 5000 battute, quasi rispettato. Ecco quanto io proporrei in 9 punti.

    Democrazia significa letteralmente “Potere della Gente”. Invece sempre più constatiamo che il potere non è della gente, ma di una piccola parte di essa, quella che fa politica, che ha costituito una elite, o come dice Gian Antonio Stella, una “casta”, e che amministra a favore dei propri interessi e privilegi, anziché per il bene comune. Noi vogliamo invece che tutti i cittadini che desiderano partecipare ed avere voce nella gestione della propria città, lo possa fare anche nel lungo intervallo che intercorre tra una elezione e l’altra.

    Come ottenere questo risultato? Basta guardare alle migliori esperienze di democrazia che ci sono nel mondo e prendere esempio. Non occorre inventare niente.

    Quindi quando saremo eletti, modificheremo lo statuto in questo modo:

    1. introdurremo l’elezione diretta da parte dei cittadini del Difensore Civico, che così risponderà del proprio operato ai cittadini e non al consiglio comunale o all’amministrazione che oggi lo nomina. Oggi la situazione è che il controllato (l’amministrazione) nomina il controllore (il difensore civico). Come se a una partita a calcio tra due squadre, una avesse il diritto di nominare l’arbitro. Il Difensore Civico eletto dai cittadini deve inoltre avere maggior potere sanzionatorio nei confronti degli amministratori ed ottenere risposte e provvedimenti da parte dell’amministrazione, entro tempi definiti. Questo succede in Scandinavia.
    2. Introdurremo l’iniziativa popolare in cui basterà presentare l’1% delle firme degli aventi diritto al voto, tempi stretti e certi (esempio entro 2 mesi) per la discussione di questa iniziativa in consiglio comunale. Se essa viene modificata o respinta, il comitato promotore ha facoltà di tramutarla in referendum propositivo, senza quorum, senza ulteriore raccolta di firme. Questo succede in Svizzera e Baviera.
    3. Introdurremo il referendum abrogativo. Quando l’amministrazione delibera di procedere con un atto che i cittadini non vogliono, essi, nei primi 100 giorni dalla delibera, avranno la possibilità di raccogliere l’1% delle firme degli aventi diritto al voto. Se riescono in questo proposito, l’atto amministrativo sarà posto a referendum abrogativo nei mesi successivi. Senza quorum di partecipazione. La deliberazione diventerà effettiva se la maggioranza dei votanti l’avrà votata. Questo strumento esiste in Svizzera.
    4. Introdurremo il referendum propositivo. Quando un amministratore non ascolta la volontà o i suggerimenti dei cittadini, essi devono avere la possibilità di rivolgersi direttamente ai loro concittadini. (continua…)

    Postato in democrazia diretta, partecipazione, quorum, town meeting

    ottenere una rosa piantando un’erba nociva: boicottare il referendum per fare del bene alla democrazia?

    12 Maggio 2009 // 1 Commento »

    gandhi

    gandhi

    di Paolo Michelotto

    “Si dice che i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io vorrei dire i mezzi in fin dei conti sono tutto. Il vostro ragionamento equivale a dire che si può ottenere una rosa piantando un’erba nociva…”.
    Gandhi

    diverse voci si stanno levando anche da fuori gli schieramenti politici per invitare a boicottare il referendum.

    Così facendo invece si boicotta la democrazia. Il quorum è un ostacolo pensato da chi governa per togliere efficacia all’unico strumento di democrazia diretta in mano ai cittadini. Nei paesi democraticamente più evoluti come la Svizzera, la California, la Francia, la Gran Bretagna, l’Irlanda, la Spagna, il quorum non esiste.

    Esiste in Italia e nei paesi dell’europa centrale (Polonia, Ungheria, Slovenia etc). Chi si appella al boicottaggio ha scarsa fiducia nella capacità di scelta e di approfondimento di noi cittadini, ha scarsa fiducia nella propria capacità di far vincere la sua posizione per il NO. Quindi preferisce usare una scorciatoia, che gli dia un ingiusto vantaggio a basso costo, per far trionfare facilmente la propria posizione.

    Bisogna lottare per abolire il quorum, invece alcuni paladini della democrazia, lo vogliono utilizzare come arma, antidemocratica, per far vincere la loro idea.

    Con l’uso strumentale del quorum si peggiora la democrazia.

    Un ulteriore passo indietro della democrazia italiana. Io vado a votare. E’ giusto che chi fatica ad andare a votare, decida. Chi resta a casa e non partecipa non deve avere ingiustamente più forza di chi invece si impegna. Ci sono due opzioni chiare: SI  e NO. Scegliamo quella che riteniamo opportuno.

    Ecco un articolo di Pancho Pardi dal chiaro titolo:

    Boicottiamo il referendum

    Pare che molti nel centrosinistra siano orientati a votare Sì nel referendum Guzzetta. Spero che cambino idea. (continua…)

    Postato in quorum, referendum