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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; prg partecipato</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>Parola ai Cittadini a Jesolo (VE) &#8211; Martedì 28 giugno 2011</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/26/parola-ai-cittadini-a-jesolo-martedi-28-giugno-2011/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 10:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[prg partecipato]]></category>
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		<category><![CDATA[la parola ai cittadini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
l&#8217;amico Federico Bonollo e il Movimento 5 Stelle Jesolo hanno organizzato una serata partecipativa incentrata sul PAT (piano assetto territorio, ossia il piano regolatore) di Jesolo in cui si utilizzerà il metodo de &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; e alla fine Federico farà una presentazione sugli esempi di democrazia diretta che funzionano nel mondo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;amico Federico Bonollo e il Movimento 5 Stelle Jesolo hanno organizzato una serata partecipativa incentrata sul PAT (piano assetto territorio, ossia il piano regolatore) di Jesolo in cui si utilizzerà il metodo de &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; e alla fine Federico farà una presentazione sugli esempi di democrazia diretta che funzionano nel mondo. Grande Federico!</p>
<p>Qui per saperne di più:</p>
<p><a href="http://mov5stelle.altervista.org/blog/p-a-t-di-jesolo-2020/">http://mov5stelle.altervista.org/blog/p-a-t-di-jesolo-2020/</a></p>
<p>Qui il volantino:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/parteci-pat.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2901" title="parteci-pat" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/parteci-pat-716x1024.jpg" alt="parteci-pat" width="501" height="717" /></a></p>
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		<item>
		<title>consegnate le firme per fare 4 referendum comunali a Rovereto: per avere più democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/20/consegnate-le-firme-per-fare-4-referendum-comunali-a-rovereto-per-avere-piu-democrazia/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 19:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[prg partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
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		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
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		<description><![CDATA[consegna-firme19012009342
di Paolo Michelotto
negli ultimi giorni abbiamo avuto un grande impegno da terminare: la consegna delle firme raccolte quest&#8217;inverno per realizzare i quattro referendum comunali. Abbiamo consegnato il tutto lunedì mattina e subito alla sera c&#8217;era un incontro organizzato dal sindaco su uno dei temi messi a referendum. L&#8217;inceneritore che l&#8217;azienda Sandoz vuole aprire per bruciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_618" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/consegna-firme19012009342.jpg"><img class="size-medium wp-image-618" title="consegna-firme19012009342" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/consegna-firme19012009342-300x257.jpg" alt="consegna-firme19012009342" width="300" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">consegna-firme19012009342</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>negli ultimi giorni abbiamo avuto un grande impegno da terminare: la consegna delle firme raccolte quest&#8217;inverno per realizzare i quattro referendum comunali. Abbiamo consegnato il tutto lunedì mattina e subito alla sera c&#8217;era un incontro organizzato dal sindaco su uno dei temi messi a referendum. L&#8217;inceneritore che l&#8217;azienda Sandoz vuole aprire per bruciare i propri rifiuti industriali (solventi organici).</p>
<p>Adesso si parte. Nei prossimi mesi verranno controllate le firme e stabilita la data della consultazione. Noi chiediamo che venga effettuata in concomitanza con le elezioni europee, per risparmiare soldi e per avere maggior partecipazione dei cittadini e quindi superare più agevolmente la soglia del quorum oggi esistente.</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/consegnate-le-firme-la-parola-ora-passa-ai-cittadini-risparmiare-dipende-invece-dallamministrazione/">Qui per saperne di più:</a></p>
<p>Questi i quesiti</p>
<p><strong>1. Referendum Propositivo per la determinazione del quorum di  validità dei referendum comunali</strong><em><br />
Vuoi che le consultazioni  referendarie siano valide qualsiasi sia il numero di elettori che vi prendono  parte?</em></p>
<p><strong>2. Referendum Propositivo per realizzare il Piano Regolatore Generale  Comunale con la partecipazione dei cittadini.</strong><br />
<em>Vuoi che il Piano  Regolatore Comunale di Rovereto, che stabilirà il futuro della città e dei suoi  abitanti, quanti spazi assegnare al verde pubblico, alle aree edificabili, alle  aree commerciali, artigianali e industriali, alle aree coltivabili, ai servizi  per la popolazione, venga progettato nel corso del 2009 coinvolgendo i cittadini  con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore,  riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><em></em><br />
<strong>3. Referendum propositivo per la Riqualificazione  Piazzale Ex-Stazione Corriere</strong><br />
<em>Vuoi che la riqualificazione  dell’edificio ex stazione corriere e relativa piazza venga progettata  coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto  qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p><strong>4. Referendum per non consentire l’apertura del nuovo inceneritore  della Sandoz</strong></p>
<p><em>Vuoi che il comune esprima parere negativo alle richieste di Sandoz spa e  di qualsiasi altra azienda per la realizzazione, sul territorio comunale, di  impianti che aggravino l’attuale grado di inquinamento atmosferico con le loro  emissioni?</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>a Rovereto stiamo per consegnare le firme di 4 referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/13/a-rovereto-stiamo-per-consegnare-le-firme-di-4-referendum/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 21:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[prg partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum più democrazia rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[battello-volante
di Paolo Michelotto
a Rovereto (TN) si sta realizzando un evento straordinario. Un gruppo di cittadini, di cui faccio parte con orgoglio (PartecipAzione Cittadini Rovereto) ha quasi terminato la raccolta di firme necessarie per attivare 4 referendum comunali. Abbiamo impiegato quasi un anno a percorrere questo burocratico gioco dell&#8217;oca che è la procedura referendaria. Abbiamo raccolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_599" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/battello-volante.jpg"><img class="size-medium wp-image-599" title="battello-volante" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/battello-volante-300x240.jpg" alt="battello-volante" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">battello-volante</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>a Rovereto (TN) si sta realizzando un evento straordinario. Un gruppo di cittadini, di cui faccio parte con orgoglio <a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/">(PartecipAzione Cittadini Rovereto)</a> ha quasi terminato la raccolta di firme necessarie per attivare 4 referendum comunali. Abbiamo impiegato quasi un anno a percorrere questo burocratico gioco dell&#8217;oca che è la procedura referendaria. Abbiamo raccolto le firme in primavera, in estate, in autunno e in inverno. Ce le hanno annullate una volta, messo innumerevoli bastoni tra le ruota, ma siamo arrivati alla fine. Probabilmente consegneremo le firme lunedì 19 gennaio 2009 mattino al segretario comunale.</p>
<p>Cos&#8217;hanno di così importante questi referendum? Sono stati pensati per aprire le porte della farraginosa democrazia comunale. Se essi supereranno il quorum del 50% attuale (e siamo convinti di farcela) e i cittadini diranno a maggioranza SI, aboliremo i quorum dai referendum comunali futuri, faremo il PRG partecipato, progetteremo una piazza centrale in maniera partecipata, e diremo SI o NO a un nuovo inceneritore industriale. E abolendo il quorum realizzeremo la condizione basilare perchè i cittadini contino davvero nelle decisioni della città. Presto seguiranno novità.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Partecip.A. 1° Salone della Democrazia Partecipativa &#8211; Modena 21-23 Gennaio 2009</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/23/partecipa-1%c2%b0-salone-della-democrazia-partecipativa-modena-21-23-gennaio-2009/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/23/partecipa-1%c2%b0-salone-della-democrazia-partecipativa-modena-21-23-gennaio-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 20:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[prg partecipato]]></category>

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		<description><![CDATA[partecipa
di Paolo Michelotto
una grande occasione per chi vuole approfondire la conoscenza della democrazia partecipativa in Italia e nel mondo. Ci sono persone esperte, teorici, professori e persone che costruiscono concretamente i processi. Sarà possibile ascoltare le relazioni, partecipare a workshop formativi su tecniche specifiche, discutere con i presenti e sentire cosa viene fatto e come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_517" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/partecipa.jpg"><img class="size-medium wp-image-517" title="partecipa" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/partecipa.jpg" alt="partecipa" width="200" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">partecipa</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>una grande occasione per chi vuole approfondire la conoscenza della democrazia partecipativa in Italia e nel mondo. Ci sono persone esperte, teorici, professori e persone che costruiscono concretamente i processi. Sarà possibile ascoltare le relazioni, partecipare a workshop formativi su tecniche specifiche, discutere con i presenti e sentire cosa viene fatto e come in molte città e regioni del mondo.</p>
<p>Qui il sito del comune di modena, nella sua pagina del bilancio partecipativo, che organizza il salone:</p>
<p><a href="http://www.comune.modena.it/bilanciopartecipativo/">http://www.comune.modena.it/bilanciopartecipativo/</a></p>
<p>Qui riporto il depliant del salone:<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/programma-partecipa.pdf">programma-partecipa</a></p>
<p>A seguire i testi presenti nella pagina del comune di modena dedicata al salone: <a href="http://www.comune.modena.it/partecipa">http://www.comune.modena.it/partecipa</a></p>
<h1>Cos&#8217;è ParteciP.A.</h1>
<p><strong>ParteciP.A.,</strong> il salone della democrazia partecipativa, si svolgerà a Modena dal 21 al 23 gennaio 2009 ed ha l&#8217;obiettivo di offrire un momento di confronto e discussione sulle esperienze di progetti partecipativi in Italia e all&#8217;Estero, rivolto ad operatori, amministratori pubblici e professionisti.</p>
<p><strong>ParteciP.A.</strong> propone tre giornate organizzate in workshop, presentazioni di esperienze partecipative, e la sperimentazione di un convegno partecipativo con la modalità dell&#8217;Open Space Technology.  Trentadue Pubbliche Amministrazioni e Istituzioni hanno aderito al progetto in qualità di espositori per presentare al pubblico i risultati dei loro percorsi partecipativi. Trentatre relatori incontreranno gli iscritti ai workshop per affrontare diversi temi correlati alla democrazia partecipativa, dal bilancio di genere ai diritti di cittadinanza dei migranti. Questi alcuni dei numeri del salone che vorremmo trasformare in un punto di incontro tra amministratori locali ed esperti della materia per promuovere nuove e più interessanti progettualità per il futuro.<span id="more-516"></span></p>
<h1>Relatori</h1>
<p><strong>TINDARA ADDABBO</strong> &#8211; Docente di Economia del lavoro e Macroeconomia presso la Facoltà<br />
di Economia &#8220;Marco Biagi&#8221; di Modena. è componente del Centro di Analisi delle Politiche<br />
Pubbliche (CAPP) del Dipartimento di Economia Politica-Università degli Studi di Modena e<br />
Reggio Emilia e svolge attività di ricerca sull&#8217;impatto di genere delle politiche pubbliche,<br />
lo sviluppo umano, la qualità del lavoro, discriminazione occupazionale e salariale e economia<br />
dello spettacolo dal vivo.</p>
<p><strong>ALI ADEL JABBAR</strong> &#8211; Sociologo ricercatore nell&#8217;ambito dei processi migratori e interculturali.<br />
Ha insegnato Sociologia delle Migrazioni presso il corso di laurea in Servizi Sociali<br />
dell&#8217;Università &#8220;Ca&#8217; Foscari&#8221; di Venezia e al Master sull&#8217;immigrazione presso la medesima<br />
Università (2000-2006). Membro del comitato scientifico del Centro Interculturale del Comune<br />
di Torino. Membro della Consulta Nazionale per L&#8217;immigrazione, Roma.</p>
<p><strong>GIOVANNI ALLEGRETTI</strong> &#8211; Ricercatore senior presso il CES della Facoltà di Economia, Università<br />
di Coimbra. Dirige il nuovo Osservatorio delle Pratiche Partecipative (OPP) ed è<br />
coordinatore esecutivo del corso di Dottorato &#8220;Democrazia nel secolo XXI&#8221;. Tra gli scritti<br />
molti (libri e articoli) sono dedicati al Bilancio Partecipativo o alla pianificazione territoriale<br />
condivisa.</p>
<p><strong>UMBERTO ALLEGRETTI</strong> &#8211; Ordinario di Diritto pubblico generale nell&#8217;Università di Firenze, è<br />
direttore della rivista &#8220;Democrazia e diritto&#8221; dell&#8217;Associazione Crs (Centro studi e iniziative<br />
per la riforma dello Stato) ed è coodinatore di un Progetto di ricerca nazionale su &#8220;Fondamenti,<br />
strumenti e procedure della Democrazia Partecipativa tra Stato, Regione, Enti Locali<br />
e Unione Europea&#8221;.</p>
<p><strong>SALVATORE AMURA</strong> &#8211; Assessore al Bilancio, Bilancio Partecipato e informatizzazione del<br />
Comune di Canagrate (Mi) e Vicepresidente con funzioni di coordinamento nazionale dell&#8217;Associazione<br />
Rete Nuovo Municipio (ARNM).</p>
<p><strong>MICHELE BERTOLA</strong> &#8211; Da ottobre 2008 è direttore generale del comune di Legnano (MI).<br />
Presidente di ANDIGEL (Associazione Nazionale dei Direttori Generali degli Enti Locali),<br />
è componente del Comitato tecnico scientifico di Legautonomie e collabora con diversi<br />
Master universitari.</p>
<p><strong>CRISTINA BIANCHETTI</strong> &#8211; Professore di Urbanistica presso il Politecnico di Torino. Ha insegnato<br />
nelle Facoltà di Architettura di Pescara, Venezia,Milano. Collabora con numerose<br />
riviste disciplinari ed è nel comitato redazionale de &#8220;L&#8217;Indice&#8221;.</p>
<p><strong>LAVINIA BIFULCO</strong> &#8211; Insegna Sistemi locali di welfare presso la Facoltà di Sociologia dell&#8217;Università<br />
di Milano Bicocca ed è membro del Laboratorio di Sociologia dell&#8217;azione<br />
pubblica Sui Generis, istituito presso la stessa Università. Si occupa di azione pubblica,<br />
politiche sociali, governance locale e partecipazione.</p>
<p><strong>LUIGI BOBBIO</strong> &#8211; Professore di Analisi delle politiche pubbliche presso la Facoltà di Scienze<br />
Politiche dell&#8217;Università di Torino. Presidente del Master in analisi delle politiche pubbliche<br />
presso il Corep di Torino. Si occupa in particolare di Politiche territoriali innovative e<br />
contrattualizzate, processi consensuali per la risoluzione di conflitti ambientali e territoriali<br />
e di democrazia deliberativa.<br />
<strong>VANDO BORGHI</strong> &#8211; Insegna Sociologia dello sviluppo e Sociologia dell&#8217;organizzazione presso<br />
la Facoltà di Scienze Politiche di Bologna. Si occupa in particolare di trasformazioni del<br />
lavoro, delle relazioni tra politiche del lavoro e politiche sociali, di trasformazioni delle<br />
organizzazioni e delle istituzioni pubbliche. Fa parte del Centro Internazionale di Documentazione<br />
e Studi dei Problemi del Lavoro.<br />
<strong>YVES CABANNES</strong>- Professore di Pianificazione allo Sviluppo; Teacher MSc UDP Esperto in<br />
pianificazione urbana e specializzato nel coordinamento dei programmi di ricerca sulla<br />
governance urbana a e locale, compresi la pianificazione e il bilancio partecipativi, e nella<br />
definizione di pratiche innovative di lotta alla povertà a livello locale. Attualmente è<br />
membro dell&#8217;Advisory Group della Nazioni Unite su &#8220;Forced Evictions&#8221;.</p>
<p><strong>CHIARA CASELGRANDI</strong> &#8211; Docente, consulente, esperta di organizzazione &#8211; Partener di C.O.<br />
Gruppo società di ricercatori universitari e di consulenti che operano da più di vent&#8217;anni a<br />
fianco di politici, imprenditori e manager pubblici e privati per studiare i loro problemi di<br />
governo e di gestione delle organizzazioni.</p>
<p><strong>ANDREA CIARINI</strong> &#8211; Dottore di ricerca in sociologia. I suoi interessi riguardano la governance<br />
dei servizi sociali e del lavoro e le forme della democrazia partecipativa. è co-autore del<br />
libro &#8220;Welafre locale e democrazia partecipativa. La programmazione sociale nei municipi<br />
di Roma&#8221;.<br />
Ernesto D&#8217;Albergo &#8211; Professore associato di Sociologia dei fenomeni politici, insegna<br />
Sociologia delle relazioni internazionali e Governo locale nella Facoltà di Sociologia<br />
dell&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma. Ha realizzato ricerche sulle politiche pubbliche e i<br />
processi di governance e partecipazione nei contesti urbani.</p>
<p><strong>DANIELE DONATI</strong> &#8211; Insegna Diritto Pubblico, Diritto Amministrativo e Diritto dell&#8217;Informazione<br />
e della Comunicazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;Università di Bologna.<br />
è redattore per la sezione Norme della rivista on line Labsus e prende parte come esperto<br />
ai lavori dell&#8217;Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà.</p>
<p><strong>ANTONIO FLORIDIA</strong> &#8211; Dirigente della Regione Toscana, presso la Presidenza della Giunta,<br />
con la responsabilità dei settori &#8220;Ufficio e Osservatorio elettorale&#8221; e &#8220;Politiche per la partecipazione&#8221;.<br />
Tra le pubblicazioni più recenti Democrazia deliberativa e processi decisionali:<br />
il caso della legge regionale toscana sulla partecipazione (Stato e mercato n.1 2008).</p>
<p><strong>ORIANO GIOVANNELLI</strong> &#8211; Dal 2000 è presidente nazionale della Lega delle Autonomie Locali.<br />
A seguito delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006, è stato eletto Deputato della<br />
Repubblica. Da sempre, la sua attenzione è rivolta agli aspetti salienti della società civile:<br />
il pluralismo culturale, la ricchezza del mondo associativo, il dinamismo economico.<br />
Giusepe Grosi &#8211; Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni<br />
pubbliche presso la Facoltà di Economia dell&#8217;Università degli Studi di Siena. Direttore del<br />
Corso di Laurea specialistica in Direzione delle pubbliche amministrazioni e Coordinatore<br />
del Master di secondo livello in Management Pubblico.</p>
<p><strong>SAMIA KOUIDER</strong> &#8211; Sociologa &#8211; Esperta Diritti umani, Pari Opportunità e migrazioni internazionali.<br />
Attualmente lavora come esperta e consulente di diritti umani, di sviluppo sociale<br />
e di politiche di lotta alla povertà e alle discriminazioni con particolare specializzazione<br />
nei paesi Mediterraneo.<br />
<strong>ANGELA LA ROTELLA</strong> &#8211; Dirigente Settore Eventi Culturali Città di Torino, Direttore organizzativo<br />
Biennale Democrazia: una manifestazione culturale di respiro internazionale che avrà<br />
luogo a Torino ad anni alterni, con la sua prima edizione da mercoledì 22 a domenica 26<br />
aprile 2009.<br />
<strong>RODOLFO LEWANSKI</strong> &#8211; Professore associato presso il Dipartimento di Scienza Politica della<br />
Facoltà di Scienze Politiche di Bologna, dove insegna i corsi di Politiche dell&#8217;Ambiente e<br />
Analisi delle Politiche Pubbliche. In particolare si occupa di politiche ambientali, la gestione<br />
dei conflitti ambientali, la democrazia deliberativa. Dall&#8217;ottobre 2008 è Autorità<br />
Regionale per la Partecipazione della Toscana ex l.r. 69/2007.<br />
<strong>CATERINA LIOTTI</strong> &#8211; Presidente del Centro Documentazione Donna di Modena, un&#8217;associazione<br />
culturale femminile e un istituto di ricerca che lavora perchè si valorizzi la differenza<br />
di genere e si affermi il punto di vista delle donne in ogni ambito della vita sociale, politica<br />
e culturale.<br />
<strong>GERARDO DE LUZENBERGER</strong> &#8211; Facilitatore di gruppi di lavoro ed esperto di progettazione<br />
partecipata. Socio della Genius Loci, societa operante nel campo della progettazione partecipata,<br />
della formazione e del change management. Co-fondatore della Scuola Superiore<br />
di Facilitazione.<br />
<strong>GIULIO MOINI</strong> &#8211; Docente di Analisi delle politiche pubbliche e di Valutazione delle politiche<br />
pubbliche della Facoltà di Sociologia dell&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma. Ha svolto attività<br />
di ricerca per il Comune di Roma su &#8220;Politiche urbane, pratiche partecipative e società<br />
civile a Roma&#8221; e &#8220;Pratiche partecipative a Roma. Le osservazioni al Piano regolatore e il<br />
bilancio partecipativo&#8221;.</p>
<p><strong>MARINA PIAZZA</strong> &#8211; Sociologa, presidente di Gender. Si è occupata dell&#8217;analisi delle soggettività<br />
femminili e delle trasformazioni negli atteggiamenti e nei comportamenti sia in ambito<br />
lavorativo che familiare. Ha diretto numerose ricerche per enti pubblici e privati sui temi<br />
della conciliazione e della valorizzazione delle competenze femminili.<br />
<strong>WALTER SANCASSIANI</strong>- Si occupa da oltre 10 anni di facilitazione di processi partecipati,<br />
in campo urbanistico e in politiche di sviluppo territoriale, con Enti pubblici, attori<br />
multisettoriali e cittadini, con varie tecniche di progettazione partecipata. Ha curato diverse<br />
indagini e pubblicazioni sul tema. Responsabile di Focus Lab e co-promotore Scuola<br />
Progettazione Partecipata.</p>
<p><strong>FELIPE LLAMA SANCHEZ</strong>- Coordinatore Osservatorio Cooperazione decentrata e del Fondo<br />
andaluz de municipios para la solidariedad international (famsi), soggetto promotore della<br />
Rete Spagnola sul Bilancio Partecipativo.</p>
<p><strong>MARIANELLA PIRZIO BIROLI SCLAVI</strong> &#8211; Per quasi 20 anni ha insegnato Etnografia Urbana<br />
al Politecnico di Milano. Scrittrice ed esperta in Arte di Ascoltare e Gestione Creativa dei<br />
Conflitti, dalla fine del 2008 ha lasciato l&#8217;Università e creato l&#8217;associazione &#8220;Ascolto Attivo&#8221;<br />
per lavorare a pieno tempo come esperta di confronto creativo nei processi decisionali<br />
partecipativi. Per il Comune di Modena ha curato il progetto partecipativo: &#8220;Ex-fonderie&#8221;.</p>
<p><strong>CHIARA SEBASTIANI</strong> &#8211; Insegna Governo locale e Politiche locali e urbane comparate presso<br />
la Facoltà Scienze Politiche dell&#8217;Università di Bologna; insegna inoltre Analisi del discorso<br />
e politiche pubbliche presso la facoltà di Scienze della Comunicazione della stessa università<br />
e Discorsi pubblici presso l&#8217;Università &#8220;Cà Foscari&#8221; di Venezia. Svolge ricerche sulle<br />
politiche della città, gli spazi pubblici urbani, la partecipazione dei cittadini e l&#8217;approccio<br />
di genere alle politiche urbane.</p>
<p><strong>MICHELANGELO SECCHI</strong> &#8211; Responsabile di diversi processi di Bilancio Partecipativo del<br />
territorio Milanese presso i Comuni di Pieve Emanuele, Cinisello Balsamo, Vimodrone e<br />
consulente dell&#8217;Ufficio Partecipazione della Provincia di Milano. Presidente della Cooperativa<br />
MesaVerde.</p>
<p><strong>TARCISIO TARQUINI</strong> &#8211; Giornalista specializzato in tematiche di enti locali e welfare territoriale,<br />
Presidente della cooperativa di giornalisti Edit Coop. è autore e coautore di manuali<br />
inerenti la rendicontazione sociale pubblica, il bilancio sociale degli enti locali e la Fiducia<br />
e responsabilità nella gestione dell&#8217;ente pubblico.</p>
<p><strong>AVVENTURA URBANA</strong> &#8211; gruppo di esperti di diverse discipline (architetti, urbanisti, politologi,<br />
comunicatori, facilitatori, web designer) che lavora insieme da quindici anni per promuovere<br />
la progettazione partecipata esplorando percorsi innovativi per gestire in modo<br />
creativo le politiche pubbliche e gli interventi privati sul territorio.</p>
<p><strong>GIOVANNI VALOTTI</strong> &#8211; Professore ordinario di Economia delle aziende e delle amministrazioni<br />
pubbliche presso l&#8217;Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS) dell&#8217;Università<br />
Bocconi. Direttore del Corso di Laurea Specialistica in Economia e Management delle Amministrazioni<br />
Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali, Università Bocconi.</p>
<h1>Esperienze partecipative</h1>
<p><strong><a href="http://www.comune.arezzo.it/bilanciopartecipativosaione">COMUNE DI AREZZO</a></strong>: realizzati diversi progetti di riqualificazione urbana e<br />
sociale partecipata (quartiere Saione, Piazza S. Agostino, Triangolo delle Cave) e<br />
sperimentazione del Bilancio Partecipativo &#8220;proponiamo insieme, decidiamo insieme&#8221;<br />
nella Circ.3 Saione.</p>
<p><strong><a href="http://www.comune.bergamo.it/partecipazione">COMUNDE DI BERGAMO</a></strong>: progetto &#8220;Ex Gres-Fabbrica della Partecipazione&#8221; -<br />
percorso di coinvolgimento e co-progettazione rivolto ai cittadini residenti in due<br />
quartieri di Bergamo, con l&#8217;obiettivo di elaborare una proposta condivisa per la destinazione<br />
d&#8217;uso di una fabbrica dismessa.</p>
<p><strong><a href="http://www.comune.bologna.it/psc">COMUNE DI BOLOGNA</a></strong>: &#8220;Bologna città che cambia &#8211; L&#8217;urbanistica partecipata<br />
per scegliere il futuro&#8221; &#8211; percorso pubblico, sperimentale e volontario di accompagnamento<br />
alla redazione del piano strutturale attraverso differenti gradi di coinvolgimento<br />
degli attori locali (dai trekking urbani, ai forum, ai numerosi laboratori di<br />
quartiere).</p>
<p><a href="http://www.comune.bracciano.rm.it/"><strong>COMUNE DI BRACCIANO</strong></a>: &#8220;La P.A. partecipata&#8221; &#8211; La partecipazione è stata sperimentata<br />
come pratica di &#8220;policy making&#8221;, la cittadinanza riconosciuta come protagonista<br />
del processo di programmazione per la costruzione del Bilancio di previsione<br />
2009.<br />
<strong><a href="http://www.canegrate.org/">COMUNE DI CANEGRATE</a></strong>: &#8220;Canegrate Partecipa!&#8221;, percorso partecipativo per<br />
l&#8217;elaborazione del bilancio di previsione 2009, che prevede la consultazione diretta<br />
della cittadinanza per la scelta di investimenti e priorità di interesse collettivo.</p>
<p><a href="http://www.comunecolorno.it/"><strong>COMUNE DI COLORNO</strong></a>: &#8220;Bilancio Partecipativo 2009&#8243; &#8211; Sperimentazione di un<br />
percorso di partecipazione per consentire ai cittadini di intervenire attivamente nella<br />
definizione di alcune priorità e alcune spese, sul Bilancio di Previsione 2009.</p>
<p><a href="http://www.comune.cremona.it/"><strong>COMUNE DI CREMONA</strong></a>: l&#8217;esperienza dell&#8217;Agenda21 locale &#8211; L&#8217;amministrazione<br />
Comunale ha attivato il percorso di Agenda 21 già nel 1999 con l&#8217;adozione della Carta<br />
di Aalborg, sottoscritta con ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale del 15<br />
Aprile 1999.<br />
<a href="http://www.comune.fiorenzuola.pc.it/"><strong>COMUNE DI FIORENZUOLA D&#8217;ARDA</strong></a>: &#8220;costruzione partecipata del nuovo<br />
strumento urbanistico&#8221; &#8211; predisposizione del Documento Preliminare del Piano Strutturale<br />
Comunale: sostenibilità, valorizzazione dei caratteri territoriali e interazione/<br />
partecipazione.</p>
<p><a href="http://cisternino2020.comune./"><strong>COMUNE DI LIVORNO</strong></a>: &#8220;Cisternino2020&#8243; &#8211; Un progetto di sperimentazione di<br />
nuove forme di partecipazione alle scelte della città <a href="http://cisternino2020.comune/">http://cisternino2020.comune</a>.<br />
livorno.it/<br />
<a href="http://www.locateditriulzi.it/"><strong>COMUNE DI LOCATE TRIULZI</strong></a>: avvio sperimentazione dal 2004 di un progetto<br />
di partecipazione (Par.Lo Partecipa Locate) attraverso il Bilancio Partecipativo, la progettazione<br />
partecipata.<br />
<a href="http://www.comune.modena.it/bilanciopartecipativo/"><strong>COMUNE DI MODENA</strong> </a>- accanto a esperienze già avviate da anni (agenda 21,<br />
Modena Media Felix), sono state realizzate a cura dell&#8217;Ufficio Partecipazione diversi<br />
percorsi partecipativi, tra i quali i più rilevanti sono: &#8220;ViaperVia&#8221; , progetto di Bilancio<br />
Partecipativo avviato nel 2005, il progetto Partecipativo &#8220;ex Fonderie&#8221; e il progetto<br />
&#8220;PerviaGallucci&#8221;.</p>
<p><a href="http://web.comune.nonantola.mo.it/"><strong>COMUNE DI NONATOLA</strong></a>: &#8220;DiLaTua&#8221; percorso di Bilancio Partecipativo al suo<br />
secondo anno di sperimentazione.<br />
<a href="http://www.comune.novellara.re.it/"><strong>COMUNE DI NOVELLARA</strong></a>: &#8220;Regalaci le tue Idee&#8221; &#8211; percorso di bilancio partecipativo<br />
avviato dal 2006.<br />
<strong><a href="http://www.comune.paderno-dugnano.mi.it/">COMUNE DI PADERNO DUGNANO</a></strong>: le pratiche di partecipazione come strumento<br />
innovativo della governance locale: l&#8217;esperienza di Paderno Dugnano.<br />
<strong><a href="http://www.bilanciopartecipativo./">COMUNE DI PARMA</a></strong>: &#8220;Bilancio Partecipativo&#8221; &#8211; percorso di partecipazione che,<br />
partendo dalla progettualità espressa dai 13 quartieri e dalle Consulte dell&#8217;Associazionismo,<br />
ha portato la città a votare le priorità di intervento.<br />
<strong><a href="http://www.comune.piacenza.it/partecipazione">COMUNE DI PIACENZA</a></strong>: &#8220;Dal Bilancio di Mandato al Bilancio Sociale&#8221;.<br />
L&#8217;Amministrazione comunale ha preso la decisione di avviare il Bilancio sociale dopo<br />
aver sperimentato il percorso partecipativo in occasione del Bilancio di metà e fine<br />
Mandato 2005-2007.<br />
<a href="http://facciamoilmacello.blogspot.com/"><strong>COMUNE DI PUTIGNANO</strong></a>: &#8220;Facciamo il Macello&#8221; un percorso di progettazione<br />
partecipata per il completamento dell&#8217;ex mattatoio comunale volto a definire possibili<br />
utilizzi degli spazi a disposizione con il coinvolgimento dei cittadini.</p>
<p><a href="http://www.partecipazione.comune.re.it/homefolder/bilancio-partecipativo-2008"><strong>COMUNE DI REGGIO EMILIA</strong></a>: &#8220;Dire, Fare, Partecipare &#8211; I processi partecipativi<br />
a Reggio Emilia e la direttiva sulla partecipazione.</p>
<p><a href="http://www.comune.scandiano.re.it/"><strong>COMUNE DI SCANDIANO</strong></a>: &#8220;Partecipo Anch&#8217;io&#8221; &#8211; un progetto di ascolto, coinvolgimento<br />
e partecipazione dei cittadini per la definizione del Bilancio Comunale,<br />
dell&#8217;anno finanziario successivo.<br />
<a href="http://www.comune.vimodrone.milano.it/"><strong>COMUNE DI VIMODRONE</strong></a>: &#8220;Vi.P. (Vimodrone Partecipa) &#8211; Ognuno è importante&#8221;.<br />
Dal 2005 sperimentazione del Bilancio Partecipativo; attualmente sospeso per l&#8217;attuazione<br />
del Piano di Governo del Territorio partecipato nel 2009, dopo il quale è prevista<br />
la riattivazione.<br />
<strong><a href="http://www.provincia.modena.it/">PROVINCIA DI MODENA</a></strong>: da oltre 10 anni è attivo un processo di Agenda21<br />
provinciale che ha visto la realizzazione di numerosi progetti settoriali. Predisposizione<br />
del PTCP attraverso un percorso di progettazione partecipata.<br />
<a href="http://www.provincia.tn.it/"><strong>PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO</strong></a>: &#8220;Progettazione partecipata del marchio<br />
Ecofesta&#8221; &#8211; progetto innovativo di coinvolgimento della cittadinanza nella progettazione<br />
partecipata di uno standard di sostenibilità ambientale legato alla riduzione dei<br />
rifiuti prodotti da feste, sagre e manifestazioni pubbliche.<br />
<a href="http://www.iopartecipo.net/"><strong>REGIONE EMILIA-ROMAGNA</strong></a>: &#8220;Io partecipo. La comunità della Partecipazione<br />
in Emilia Romagna&#8221; &#8211; progetto volto a fornire ai cittadini servizi informativi, canali di<br />
ascolto e per promuoverne la partecipazione alla vita pubblica attraverso l&#8217;utilizzo del<br />
kit dell&#8217;e-democracy, sviluppato nell&#8217;ambito del progetto Partecipa.net.<br />
<a href="http://www.regione.lazio.it/web/bilancio/economia/home.php"><strong>REGIONE LAZIO</strong></a>: &#8220;Economia Partecipata&#8221; &#8211; esperienza di coinvolgimento dei cittadini<br />
alla definizione del Bilancio Regionale e realizzazione di un bando per erogare<br />
contributi ai comuni del Lazio che intendono sperimentare meccanismi di coinvolgimento<br />
dei cittadini.<br />
<a href="http://www.regione.toscana.it/partecipazione"><strong>REGIONE TOSCANA</strong></a>: dopo un ampio percorso partecipativo è stata approvata dal<br />
Consiglio regionale il 19 dicembre 2007 la legge sulla partecipazione (l.r. 69/07) che<br />
consentirà a cittadini, associazioni e istituzioni di richiedere l&#8217;attivazione di percorsi<br />
partecipativi.</p>
<p><a href="http://pugliattiva.regione.puglia.it/web/bacheca/index.php"><strong>REGIONE PUGLIA</strong></a>: &#8220;Cittadinanza attiva nella Regione Puglia&#8221; &#8211; serie di azioni per<br />
promuovere la cittadinanza attiva, intesa come diritto dei cittadini alla partecipazione<br />
ai processi decisionali relativi alle politiche della Regione<br />
<a href="http://www.azionelocale.it/"><strong>UNIVERSITA&#8217; IUAV DI VENEZIA &#8211; DIPARTIMENTO DI PIANIFICAZIONE</strong></a><br />
Il Laboratorio l&#8217;Ombrello dal 2000 collabora con svariate amministrazioni pubbliche<br />
per l&#8217;allargamento dei processi decisionali su questioni ambientali ed urbane. www.<br />
ombrello.org. Corso &#8220;Azione Locale partecipata e sviluppo urbano sostenibile&#8221; &#8211; forma<br />
mista tra didattica frontale e laboratori permette l&#8217;esplorazione della letteratura di<br />
riferimento e l&#8217;acquisizione di tecniche e approcci in uso nei percorsi partecipativi.<br />
<strong><a href="http://www.biennaledemocrazia.it/">BIENNALE DEMOCRAZIA</a></strong>: La Città di Torino e il Comitato Italia 150, in vista delle<br />
celebrazioni, nel 2011, del 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, hanno deciso di dar vita a Biennale<br />
Democrazia, un laboratorio pubblico culturale di respiro internazionale sulle grandi<br />
sfide dell&#8217;attualità, che avrà luogo a Torino ad anni alterni, con la prima edizione da<br />
mercoledì 22 a domenica 26 aprile 2009.<br />
<a href="http://www.miw.it/AbruzzoA21.htm"><strong>AGENDA 21 LOCALE DELLE PROVINCE D&#8217;ABR</strong></a>UZZO: nell&#8217;anno 2002, le<br />
Province di Chieti, L&#8217;Aquila, Pescara e Teramo hanno attivato il progetto Abru21, l&#8217;A21L<br />
delle Province d&#8217;Abruzzo, co-finanziato dal Ministero dell&#8217;Ambiente.</p>
<p><a href="http://www.malaga.eu/participa"><strong>AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MALAGA</strong> </a>(ES): il bilancio partecipativo<br />
GECOR è un sistema tecnologico realizzato con l&#8217;obiettivo di gestire le proposte,<br />
migliorando il processo e diminuendo il tempo di risposta<br />
<strong>FONDO ANDALUZ DE MUNICIPIOS PARA LA SOLIDARIEDAD<br />
INTERNATIONAL (FAMSI)</strong>: promotore della Rete Spagnola sul Bilancio Partecipativo<br />
e del gruppo di lavoro su Foro delle Autorità Locali per l&#8217;inclusione sociale e<br />
la democrazia partecipativa.<br />
<strong>SALAR:</strong> Associazione svedese delle Autorità locali e delle Regioni, che rappresenta<br />
gli interessi di 290 Comuni, 18 Consigli di Contea e 2 Regioni. L&#8217;Associazione si<br />
occupa della promozione dell&#8217;autogoverno locale e dello sviluppo della democrazia<br />
regionale e locale.</p>
<h1>Il Programma</h1>
<p>E&#8217; possibile scaricare il programma in <a title="Programma" href="http://www.comune.modena.it/partecipa/web/il-programma/programma">formato pdf.</a></p>
<p>Oppure consultarlo on line diviso per giornate:</p>
<p><a title="MERCOLEDI' 21 GENNAIO" href="http://www.comune.modena.it/partecipa/web/il-programma/il-programma#mercoledi-21-gennaio-1">Mercoledì 21 gennaio</a></p>
<p><a title="GIOVEDI' 22 GENNAIO" href="http://www.comune.modena.it/partecipa/web/il-programma/il-programma#giovedi-22-gennaio">Giovedì 22 gennaio</a></p>
<p><a title="VENERDI' 23 GENNAIO" href="http://www.comune.modena.it/partecipa/web/il-programma/il-programma#venerdi-23-gennaio">Venerdì 23 gennaio</a></p>
<p>Ricordiamo che:</p>
<p>- per agevolare la partecipazione dei genitori sarà allestita un&#8217;AREA BIMBI;</p>
<p>- la partecipazione agli eventi è gratuita ad eccezione dei Workshop formativi per i quali è necessario <a title="Workshoop" href="http://www.comune.modena.it/partecipa/workshoop">preiscriversi entro il 17 gennaio 2009.</a></p>
<h2>MERCOLEDI&#8217; 21 GENNAIO</h2>
<p><em>ore 9.30</em> Saluti di apertura<br />
<em>ore 10.00 &#8211; 13.00</em> <strong>WORKSHOP FORMATIVI</strong></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> TRA MODELLI E CONTESTI: COSTRUIRE UN</li>
</ul>
<p>BILANCIO PARTECIPATIVO &#8211; Giovanni Allegretti,<br />
Michelangelo Secchi</p>
<ul class="unIndentedList">
<li> TECNICHE PER L&#8217;ELABORAZIONE PARTECIPATA</li>
</ul>
<p>DI SCENARI E PROGETTI STRUTTURATI (EASW<br />
E PCM-GOPP) &#8211; Walter Sancassiani</p>
<ul class="unIndentedList">
<li> INTRODUZIONE ALL&#8217;OPEN SPACE TECHNOLOGY</li>
</ul>
<p>Gerardo de Luzenberger<br />
<em>ore 10.00 &#8211; 13.00</em> <strong>PRESENTAZIONE ESPERIENZE PARTECIPATIVE</strong><br />
Presentazione &#8220;Biennale Democrazia&#8221;<br />
a cura di Angela La Rotella e Luigi Bobbio</p>
<p><em>ore 10.00 &#8211; 13.00</em> <strong>Partecipazione al feminile</strong><br />
un approccio di genere alla costruzione e valutazione<br />
delle politiche pubbliche<br />
Coordina: Simona Arletti &#8211; Ass. Decentramento e Pari<br />
Opportunità Comune di Modena<br />
Intervengono: Palma Costi &#8211; Ass. Pari Opportunità Provincia<br />
di Modena, Tindara Addabbo, Marina Piazza,<br />
Chiara Sebastiani, Chiara Caselgrandi, Caterina Liotti</p>
<p><em>ore 10.00 &#8211; 13.00</em> <strong>Gruppo di Lavoro COORDINAMENTO<br />
NAZIONALE AGENDE 21</strong> &#8220;Strumenti di democrazia<br />
partecipativa per lo sviluppo sostenibile&#8221;<br />
Coordina: Francesco R. Frieri &#8211; Ass. Bilancio e Partecipazione<br />
Comune di Modena<br />
Intervengono: Eriuccio Nora &#8211; Provincia di Modena<br />
Roberto Montagnani, Susanna Ferrari<br />
Comune di Reggio Emilia<br />
(presso La Tenda &#8211; Viale Molza angolo Viale Monte Kosica)</p>
<h3>Pausa pranzo</h3>
<p><em>ore 14.30 &#8211; 17.30</em> <strong>WORKSHOP FORMATIVI</strong></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA (ascolto attivo</li>
</ul>
<p>e metodo del consensus building)<br />
Marianella Sclavi, Susan Podziba</p>
<ul class="unIndentedList">
<li> II BILANCIO SOCIALE (trasparenza e partecipazione)</li>
</ul>
<p>Tarcisio Tarquini</p>
<ul class="unIndentedList">
<li> INTRODUZIONE ALL&#8217;ELECTRONIC TOWN MEETING</li>
</ul>
<p>a cura di Avventura Urbana<br />
<em>ore 14.30 &#8211; 18.00</em> <strong>PRESENTAZIONE ESPERIENZE<br />
PARTECIPATIVE<br />
</strong></p>
<p><em>ore 15.00 &#8211; 18.00</em> <strong>PROGETTO DELLA CITTA&#8217;, POLITICHE E FORME DI PARTECIPAZIONE: ESPERIENZE, INTERROGATIVI E ORIZZONTI EVOLUTIVI<br />
</strong>Coordina: Vando Borghi<br />
Intervengono: Cristina Bianchetti, Andrea Acciarini,<br />
Chiara Sebastiani, Lavinia Bifulco<br />
(presso sede Arci)<br />
<em>ore 15.00 &#8211; 18.00</em> <strong>PARTECIPAZIONE E ORGANIZZAZIONI<br />
COMPLESSE </strong>- in collaborazione con ANDIGEL<br />
(Associazione Nazionale Direttori Generali Enti Locali)<br />
Intervengono: Giovanni Valotti, Oriano Giovannelli,<br />
Michele Bertola, Giuseppe Grossi<br />
ore 18.00 &#8211; 20.30 CITTADINANZA E PARTECIPAZIONE<br />
I migranti quali soggetti attivi nella vita pubblica<br />
Coordina: Francesca Maletti &#8211; Ass. Politiche Sociali Comune<br />
di Modena<br />
Intervengono: Ali Adel Jabbar, Samia Kouider<br />
(presso la Tenda)</p>
<h3>ore 20.30 Buffet e concerto con Zambramora<br />
e FontonFrom</h3>
<h2>GIOVEDI&#8217; 22 GENNAIO</h2>
<p><img src="http://www.comune.modena.it/partecipa/web/il-programma/convegno-partecipativo/image_large" alt="Convegno Partecipativo" width="632" height="417" /></p>
<h2>VENERDI&#8217; 23 GENNAIO</h2>
<h3>Seminario &#8211; In collaborazione con la Regione Emilia Romagna</h3>
<p><strong>VERSO UN&#8217;INTEGRAZIONE DELLE ESPERIENZE, METODI E STRUMENTI PARTECIPATIVI</strong></p>
<p><em>ore 9.30 &#8211; 13.30</em></p>
<p>Baluardo della Cittadella</p>
<p>Saluto introduttivo:<br />
Francesco R. Frieri &#8211; Assessore al Bilancio<br />
e alla Partecipazione Comune di Modena<br />
Contributo:<br />
Gino Mazzoli, Studio Praxis<br />
&#8220;Gli scenari sociali, economici e istituzionali<br />
e l&#8217;opzione partecipativa in Emilia-Romagna&#8221;</p>
<p>Tavola rotonda: Regioni, Enti Locali e Associazioni a confronto<br />
Coordina: Paolo Tamburini &#8211; Resp. Servizio Comunicazione<br />
ed educazione alla sostenibilità Regione Emilia-Romagna<br />
Luigi Nieri &#8211; Assessore al Bilancio Regione Lazio<br />
Francesco Bicciato &#8211; vice Presidente coordinamento<br />
Agenda 21 Italia, Assessore Comune di Padova<br />
Guglielmo Minervini &#8211; Assessore alla trasparenza<br />
e Cittadinanza Attiva Regione Puglia<br />
Stefano Vaccari &#8211; Assessore al Bilancio Provincia di Modena<br />
Antonio Gioiellieri &#8211; ANCI Emilia-Romagna<br />
Agostino Fragai &#8211; Assessore alle riforme istituzionali<br />
Regione Toscana</p>
<p>Intervento:<br />
On.le Bruno Solaroli &#8211; Capo di Gabinetto della<br />
Presidenza della Giunta Regionale Emilia-Romagna</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>il comune di Mezzago (MI) realizza il PGT (piano governo del territorio &#8211; alias piano regolatore generale PRG) partecipato</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/05/il-comune-di-mezzago-mi-realizza-il-pgt-piano-governo-del-territorio-alias-piano-regolatore-generale-prg-partecipato/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/05/il-comune-di-mezzago-mi-realizza-il-pgt-piano-governo-del-territorio-alias-piano-regolatore-generale-prg-partecipato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 05:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[prg partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[mezzago]]></category>
		<category><![CDATA[pgt partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica partecipata]]></category>

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		<description><![CDATA[pgt mezzago partecipato
di Paolo Michelotto
un esempio di comune virtuoso. Gli amministratori hanno iniziato proprio in questi giorni l&#8217;attuazione del PGT partecipato. Il 10 dicembre 2008 ci sarà il primo incontro. In Lombardia il vecchio PRG comunale ora si chiama PGT, ma il concetto non varia molto. La progettazione del territorio del comune di Mazzago (MI), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_438" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/pgt-mezzago-corretto-big.jpg"><img class="size-medium wp-image-438" title="pgt-mezzago-corretto-big" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/pgt-mezzago-corretto-big-212x300.jpg" alt="pgt-mezzago-corretto-big" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">pgt mezzago partecipato</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>un esempio di comune virtuoso. Gli amministratori hanno iniziato proprio in questi giorni l&#8217;attuazione del PGT partecipato. Il 10 dicembre 2008 ci sarà il primo incontro. In Lombardia il vecchio PRG comunale ora si chiama PGT, ma il concetto non varia molto. La progettazione del territorio del comune di Mazzago (MI), 3600 abitanti, sarà realizzata in maniera partecipata con i cittadini. Questo è un percorso da seguire da vicino. E un esempio per tutti i comuni, a partire dal mio Rovereto. Noi di PartecipAzione Cittadini Rovereto stiamo raccogliendo le firme per 4 referendum. Uno di essi chiede di realizzare il PRG partecipato.</p>
<p>Clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla e leggere la proposta.</p>
<p>Il sito del comune è:</p>
<p><a href="http://www.comunemezzago.brianzaest.it/2006/default.asp">http://www.comunemezzago.brianzaest.it/2006/default.asp</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/05/il-comune-di-mezzago-mi-realizza-il-pgt-piano-governo-del-territorio-alias-piano-regolatore-generale-prg-partecipato/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Grottammare un esempio italiano di successo di democrazia partecipativa</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/04/grottammare-un-esempio-italiano-di-successo-di-democrazia-partecipativa/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 16:02:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[decido anch&#39;io
di Paolo Michelotto
in questi giorni si è svolto a Grottammare il ciclo del bilancio partecipativo &#8220;Decido Anch&#8217;io&#8221;. Per la cittadina adriatica di 15.000 abitanti in provincia di Ascoli Piceno, questo processo è una consuetudine. L&#8217;amministrazione ogni anno dal 1993 coinvolge i cittadini, prima in maniera sperimentale, poi un po&#8217; alla volta in maniera sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_433" class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/grottammare-2008-decido-anchio.jpg"><img class="size-medium wp-image-433" title="decido anch'io" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/grottammare-2008-decido-anchio-206x300.jpg" alt="decido anch'io" width="206" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">decido anch&#39;io</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in questi giorni si è svolto a Grottammare il ciclo del bilancio partecipativo &#8220;Decido Anch&#8217;io&#8221;. Per la cittadina adriatica di 15.000 abitanti in provincia di Ascoli Piceno, questo processo è una consuetudine. L&#8217;amministrazione ogni anno dal 1993 coinvolge i cittadini, prima in maniera sperimentale, poi un po&#8217; alla volta in maniera sempre più strutturata. Poi nell&#8217;ultimo decennio con lo studio del modello quasi coetaneo del Bilancio Partecipativo di Porto Alegre (nato nel 1989-90), si sono aggiunti metodi sofisticati di gestione del Bilancio comunale fino a farlo divenire partecipativo. Anche il Piano Regolatore Comunale è stato realizzato con il contributo dei cittadini. Qui il sito del comune di Grottammare dedicato alla Partecipazione.</p>
<p><a href="http://www.comune.grottammare.ap.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=388">http://www.comune.grottammare.ap.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=388</a></p>
<p>Di seguito la spiegazione del processo partecipativo attuato a Grottammare, tratto direttamente dal sito del comune.</p>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">La Democrazia partecipativa nel Comune di Grottammare</span></strong></p>
<p align="justify"><em>Genesi</em></p>
<p align="justify">Le pratiche partecipative che sono state attuate nel Comune di Grottammare risalgono ai primi anni  &#8216;90  con la vittoria alle elezioni Amministrative di una lista chiamata &#8220;Solidarietà  e Partecipazione&#8221; in una cornice politica, nazionale e locale, tutt&#8217;altro che agevole. Tangentopoli aveva, di fatto, sgretolato il principale partito di riferimento del dopoguerra e una sistema elettorale fortemente maggioritario imponeva una dinamica centripeta  nella ricerca del consenso verso un centro che risultava fortemente destrutturato;  il disorientamento e la delusione dei cittadini verso una classe dirigente corrotta si riversava inevitabilmente nei confronti degli enti locali in quanto fronte più vicino e diretto della macchina statale.<span id="more-432"></span></p>
<p align="justify">Grottammare non solo non sfugge da questo senso di risentimento generale verso un periodo che in molti considerano la fine della I Repubblica, ma aggiunge proprie specificità che non fanno che aggravare ed aumentare il malcontento del tessuto sociale dell&#8217;epoca; dal dopoguerra fino a quel momento il dominio incontrastato di amministrazioni di centro mai avevano favorito forme di decentramento o partecipazione popolare avallando una previsione di sviluppo territoriale assolutamente sovradimensionato, lento e prevedibile. Inoltre, nei primi anni &#8216;90,  problemi all&#8217;interno della maggioranza non avevano permesso uno sviluppo lineare ed armonioso del territorio,  arrivando ben presto al commissariamento dell&#8217;amministrazione giunto a causa di dimissioni anticipate da parte del Sindaco.</p>
<p align="justify">È dunque in questo stato di cose prende vita a Grottammare un movimento chiamato Solidarietà e Partecipazione formato da persone provenienti dalla società civile (senza esperienza politica o amministrativa), come dai partiti tradizionali (Rifondazione Comunista, Verdi&#8230;) nonché da diverse realtà associative del luogo; movimento che si radica sempre più nel territorio e che individua nella partecipazione popolare uno dei suoi capisaldi facendo le prove generali sul proprio programma elettorale realizzato attraverso il coinvolgimento di un numero elevatissimo di cittadini ed elettori.</p>
<p align="justify">Si arriva, dunque, alle elezioni amministrative del 1993 in un forte stato di crisi a livello locale inserito all&#8217;interno di un quadro completamente  rivoluzionato del panorama politico nazionale; in questo contesto una sinistra divisa non riesce ad avere la meglio su una destra che, anche se di poco, vince la competizione elettorale e va alla guida del paese.</p>
<p align="justify">Basterà un anno ad evidenziare la fragilità della nuova maggioranza; nel 1994 si tornerà, infatti, alle elezioni.</p>
<p align="justify">Questa volta Solidarietà e Partecipazione e le forze del centro &#8211; sinistra troveranno un accordo programmatico che li porterà a vincere le elezioni. Questo momento rappresenta la consacrazione per il movimento, che risulterà il più votato, nonché l&#8217; &#8220;anno zero&#8221; del laboratorio partecipativo tutt&#8217;ora in essere nel comune dell&#8217;ascolano.  In altri termini quello che era stato auspicato, promesso e ventilato in campagna elettorale in tema di partecipazione popolare doveva farsi adesso vera e propria azione di governo.</p>
<p align="justify">Non si può non precisare che parlare di partecipazione politica all&#8217;inizio degli anni &#8216;90 non risultava facile come oggi; Porto Alegre in questo senso era molto più lontana, nessun Social Forum mondiale aveva portato a galla questa esperienza e soprattutto nessun caso del genere in Italia che potesse fungere da punto di riferimento. Tuttavia la neo-amministrazione non si impaurì e cominciò a convocare le Assemblee cittadine prima della redazione del Bilancio di previsione annuale proprio per ricevere non solo una maggiore legittimazione, ma anche una funzionale conoscenza delle esigenze e delle problematiche della cittadina.</p>
<p align="justify">Le successive conferme elettorali (1998 e 2003) evidenziano che questo tipo di approccio nella gestione del territorio è stato a dir poco vincente e un analisi più approfondita del trend elettorale ne evidenzia anche la misura; se, infatti, incrociamo i dati delle elezioni amministrative con quelle dei risultati delle politiche scopriamo che a livello nazionale la popolazione grottammarese è di centro destra  mentre alle amministrative riversa il proprio consenso verso una lista spiccatamente di sinistra. Questo ordine di considerazioni sul trend elettorale non è fatto per mero marketing &#8211; politico, ma per evidenziare che la cittadinanza ha individuato nell&#8217;attuale amministrazione un qualcosa da voler difendere al di là della &#8220;casacca&#8221; politica indossata dal corpo amministrativo; gli istituti di partecipazione popolare possono rappresentare a pieno titolo questo surplus qualitativo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em>Aspetti strutturali</em></p>
<p align="justify">Sin da subito il processo partecipativo si è poggiato su due strumenti portanti che hanno lo hanno sorretto costantemente anche se, nel corso dei dieci anni di sperimentazione, hanno assunto consistenza e funzioni leggermente diverse; in altri termini i cittadini hanno privilegiato a volte uno strumento a volte un altro per intervenire più efficacemente nell&#8217;operato amministrativo. Questo è stato possibile grazie anche all&#8217;enorme flessibilità del processo, dovuta ad una scarsa formalizzazione, che ha permesso di non ingabbiare il procedimento all&#8217;interno di regole statutarie o regolamenti interni.</p>
<p align="justify">Tuttavia è possibile tracciare a grandi linee il funzionamento dei due principali istituti partecipativi.</p>
<p align="justify"><strong><em>Assemblee di Quartiere</em></strong></p>
<p align="justify">Esse si configurano come vere e proprie arene all&#8217;interno delle quali i singoli cittadini esprimono segnalazioni, interventi, discutono il bilancio, fanno proposte, individuano i problemi e ne trovano le soluzioni. Il tutto è regolarmente  verbalizzato e portato in Giunta.</p>
<p align="justify">Sono convocate prima della redazione del Bilancio di previsione annuale, una in ognuno dei sei quartieri per due cicli (totale 12 Assemblee), e hanno lo scopo di arrivare ad un approvazione condivisa e generalizzata di questo documento contabile così importante per la comunità di riferimento. Esse regalano al processo partecipativo la dimensione della collettività e del dibattito pubblico, caratteristica determinante proprio perché è solo all&#8217;interno di esso che l&#8217;interesse privatistico soccombe alla dimensione collettiva; è solo attraverso il confronto e la discussione   tra i cittadini che un problema individuale può diventare una battaglia comune. Inoltre la trasparenza garantita dal momento Assembleare è il miglior anticorpo a eventuali processi corruttivi o collusivi tra interessi economici e corpo Amministrativo.</p>
<p align="justify"><strong><em>Comitati di Quartiere</em></strong></p>
<p align="justify">Se le Assemblee rappresentano la dimensione collettiva della partecipazione popolare, i Comitati rappresentano quella permanente; ossia essi permettono di non relegare il processo a singoli ed isolati incontri tra cittadini e amministratori. Infatti hanno il compito di seguire lo stato di attuazione delle richieste fatte dai cittadini ed, eventualmente, riferire; sono portatori di nuove richieste, preparano il dibattito Assembleare, possono richiedere Assemblee tematiche e allo stesso tempo sollecitare l&#8217;apparato amministrativo su questioni delicate. Inoltre avvisano i cittadini su eventuali questioni da discutere, concordano date e modalità dello svolgimento delle Assemblee con il Comune e, non da ultimo, svolgono un ruolo informativo per la collettività.</p>
<p align="justify">In altri termini dei veri e propri corpi intermedi che si pongono come strumenti in mano alla cittadinanza per raggiungere più agevolmente l&#8217;apparato amministrativo e viceversa. Il tutto senza pretese di rappresentanza né in seno alla base popolare da parte della Giunta né dei cittadini nei confronti dell&#8217;amministrazione. Sono altresì facilitatori e garanti del processo in grado di mantenere costante e viva la partecipazione popolare.</p>
<p align="justify"><em>Come funziona il processo partecipativo</em></p>
<p align="justify">Come è stato precedentemente accennato, il carattere perennemente evolutivo del percorso partecipativo non consente di tracciare un modello standard e  fotografare il processo in uno dei sui diversi stati non permetterebbe una visione adeguata del processo in questione; tuttavia è possibile descrivere il punto di arrivo della sperimentazione.</p>
<p align="justify">Dal 2003 Il processo partecipativo finalizzato all&#8217;approvazione del Bilancio, ma non solo, si compone di due momenti fondamentali: <em>Gli &#8220;Amministratori ascoltano i Cittadini&#8221;</em>, che inizierà a ottobre, e &#8220;<em>Decido anch&#8217;io&#8221;. </em> Nella prima fase la Giunta raccoglie tutte le richieste d&#8217;intervento fatte dai cittadini impegnandosi, prima dell&#8217;inizio della seconda fase, a razionalizzarle e a sistematizzarle in tre settori distinti:</p>
<p align="justify"><strong>Segnalazioni</strong></p>
<p align="justify">sono quegli interventi che riguardano l&#8217;ordinaria amministrazione e sulla quale non c&#8217;è un grosso potere decisionale da porre in essere; sono, in altri termini, interventi di piccola entità (ma non per questo meno importanti)  che l&#8217;amministrazione non ha realizzato perché momentaneamente impossibilitata o semplicemente perché non né era al corrente. Una volta raccolte tutte le segnalazioni di tutti i quartieri, vengono accorpate e girate automaticamente agli uffici di competenza (vigilanza, manutenzione, ecc.)</p>
<p align="justify"><strong>Interventi di quartiere</strong></p>
<p align="justify">riguardano quegli interventi sulla quale il potere decisionale è decisivo e la realizzazione di una richiesta può escluderne un&#8217;altra; sono usualmente opere di che prevedono una spesa, usualmente di media importanza,  da parte del Comune e che per questo sono decise dalla base popolare. Anche queste vengono riportate in apposite schede che saranno consegnate all&#8217;interno del secondo ciclo Assembleare e sulla quale i cittadini potranno materialmente esprimere la propria preferenza. La Giunta si impegna a realizzare quella più richiesta all&#8217;interno di ogni Quartiere.</p>
<p align="justify"><strong>Interventi cittadini</strong></p>
<p align="justify">Sono quelle richieste che riguardano tutta la città e non solo il quartiere di riferimento. Essi sono normalmente  &#8220;macro-interventi&#8221;  strutturali che impegnano il Bilancio Comunale in maniera piuttosto importante. Anche in questo caso le richieste vengono isolate e portate su delle schede dove i cittadini andranno ad esprimere la propria preferenza; chiaramente in questo caso la Giunta non si impegna a realizzare l&#8217;intervento entro l&#8217;anno (sarebbe demagogico farlo!) ma a prendere a titolo di sondaggio questo strumento per uno sviluppo condiviso dalla comunità di Grottammare.</p>
<p align="justify">La seconda fase, <em>Decido anch&#8217;io</em>, è quella che si svolge in autunno inoltrato e che vede il Cittadino ancora più protagonista, in quanto:</p>
<ol>
<li>
<p align="justify">Il 	Sindaco rende conto delle risposte degli uffici tecnici a riguardo 	delle <em>segnalazioni</em> espresse nell&#8217;Assemblea precedente</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Esprimono 	la preferenza sugli interventi di quartiere, l&#8217;intervento più 	richiesto sarà realizzato entro l&#8217;anno.</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Esprimono 	la preferenza sugli interventi cittadini.</p>
</li>
</ol>
<p align="justify"><em>Analisi dei risultati</em></p>
<p align="justify">Spostando lo spettro di analisi da un livello descrittivo ad uno più marcatamente analitico &#8211; qualitativo è possibile effettuare una serie di considerazioni assolutamente importanti per una visione più completa della sperimentazione in questione. Attraverso un lavoro di ricerca che ha ricostruito 124 processi decisionali effettuati nei dieci anni di sperimentazione, diverse sono state le conclusioni e gli spunti su cui riflettere.</p>
<p align="justify">Innanzitutto analizzando le diverse richieste d&#8217;intervento si è potuto evidenziare come, specialmente nel momento iniziale, la maggior parte di esse provenivano soprattutto da due quartieri; essi in altri termini quasi monopolizzavano l&#8217;attenzione dell&#8217;amministrazione a scapito degli altri quartieri. Solo un approccio socio-cultarale ha potuto svelare il perché di questa apparente anomalia. Le due zone in questione erano, infatti, quelle più a sud della città ed erano figlie di una pianificazione territoriale assolutamente screiterata e affatto razionale; Ischia II e Ischia I (questi i loro nomi), agli inizi degli anni &#8216;90, si configuravano come veri e propri quartieri dormitorio con un tasso di immigrazione elevatissimo e nessuna politica sociale, culturale o spazi aggregativi che potessero ammortizzare e contrastare l&#8217;incremento  demografico di queste zone.</p>
<p align="justify">Le prime Assemblee furono dunque prese letteralmente d&#8217;assalto da questi quartieri che chiedevano all&#8217;amministrazione più attenzione e opere di sostegno alle fasce più deboli della società. In altri termini la partecipazione popolare ha permesso di azionare meccanismi di inclusione sociale determinanti per uno sviluppo equilibrato ed equo del territorio. Oggi, infatti, questi quartieri sono splendide realtà che non hanno nulla da invidiare a realtà più centrali o storicamente più strutturate. Se consideriamo che anche la formazione di Comitati di Quartiere in queste zone è stata più rapida e autonoma vediamo come la partecipazione si è posta proprio come strumento perequativo del tessuto sociale grottammarese.</p>
<p align="justify">Altro ordine di considerazione si può effettuare se consideriamo la portata delle richieste emerse nelle pubbliche Assemblee; se le classifichiamo convenzionalmente in zonali (quando riguardano il solo quartiere che le richiede), interzonali (riguardano più quartieri) e cittadini (riguardano l&#8217;intera città) possiamo vedere che un analisi sincronica evidenzia una forte predominanza di richieste del primo tipo; tuttavia incrociando a questa variabile una dimensione cronologica, si evidenzia come con il passare del tempo la percentuale delle richieste di carattere generale raddoppi con il passare del tempo. Segno tangibile che oltre a dinamiche inclusive, questo processo mette in moto meccanismi di educazione popolare affatto trascurabili e per certi versi determinanti per la riuscita del processo. Avere una popolazione che ragiona in maniera globale abbandonando logiche particolaristiche e individuali significa spostare la qualità della partecipazione su un gradino decisamente più alto.</p>
<p align="justify">Altri risultati degni di nota sono il grado di realizzazione degli interventi richiesti e l&#8217;impegno economico delle diverse richieste; la prima variabile da la misura dell&#8217;importanza degli istituti partecipativi in questione non tanto per la base popolare, quanto per l&#8217;amministrazione stessa; in altri termini l&#8217;analisi evidenzia che il 90 % degli interventi richiesti hanno trovato una effettiva realizzazione. Questa percentuale così elevata va a legittimare il processo ponendo la partecipazione  come vero e proprio modus operandi del corpo amministrativo e non tanto ricompensa per il consenso elettorale.</p>
<p align="justify">Ragionare sull&#8217;impegno economico delle richieste significa altresì sfatare un luogo comune affatto sopito da chi non conosce da vicino il processo; infatti l&#8217;obiezione di parecchi amministratori secondo la quale non ci sarebbero i soldi nelle casse comunali per assecondare i cittadini in tutte le loro richieste appare confutata dall&#8217;analisi dei dati: oltre il 60 % delle richieste sono a basso costo (nessuna spesa o talmente bassa da non rappresentare un problema per le casse comunali), in 23 % hanno un costo intermedio e solo il 9 % degli interventi richiesti è ad alto costo (investimenti caratterizzanti e che pesano fortemente sul bilancio). Il 2003 ha dimostrato per l&#8217;ennesima volta che il cittadino non può essere considerato come un bambino capriccioso che scegli sempre il giocattolo più costoso; nelle sei Assemblee di Decido Anch&#8217;io solo un quartiere ha scelto l&#8217;intervento più oneroso.</p>
<p align="justify"><em>Non solo bilancio</em></p>
<p align="justify">Come precedentemente accennato, parlare di partecipazione popolare in un ottica esclusivamente bilancistica risulta fortemente riduttivo oltre che fuorviante. Una consapevole riflessione su queste dinamiche di inclusione non può, infatti, non tenere conto di altre arene ugualmente significative e determinanti dell&#8217;azione amministrativa. Rendere la partecipazione popolare più efficace significa inevitabilmente passare per meccanismi partecipativi applicati anche ad altri settori strategicamente determinanti per il governo di un territorio.</p>
<p align="justify"><strong>Piano Regolatore Generale</strong></p>
<p align="justify">Se pur efficace e significativa l&#8217;esperienza partecipativa in tema di Bilancio, essa non risulta esaustiva al fine di illustrare i meccanismi partecipativi in essere nella realtà di Grottammare. Percorso altrettanto significativo è quello relativo al Paino Regolatore Generale.</p>
<p align="justify">Quando il movimento Solidarietà e Partecipazione si fece vera e propria azione di governo ereditò una Piano Regolatore vecchio di oltre 20 anni e che presagiva uno sviluppo spropositato oltre che disordinato e privo di verde o spazi aggregativi; quando nel 1997 la nuova amministrazione decise di rimettere mano al documento di pianificazione territoriale, decise di farlo seguendo quel percorso partecipativo che aveva caratterizzato il suo operato ormai da diversi anni.</p>
<p align="justify">Decine di Assemblee tematiche, una forte azione dei Comitati di Quartiere e l&#8217;istituzione di un Ufficio di Piano in cui le persone potevano vedere l&#8217;evolvere dei lavori esprimendo la propria idea di sviluppo, permisero di arrivare ancora una volta ad un&#8217;approvazione condivisa e generalizzata di questo documento così importante. La scommessa in questo caso, come per il Bilancio, fu quella di far intervenire in maniera effettiva i cittadini su percorsi per troppo tempo relegati agli &#8220;addetti ai lavori&#8221;; attraverso una costante e capillare opera di semplificazione fatta quartiere per quartiere si è potuto dimostrare che non solo non esistono argomenti in cui la cittadinanza non può essere coinvolta, ma anche che la trasparenza è garanzia essenziale per scongiurare dinamiche di collusione tra potere politico ed economico sul terreno del consenso.</p>
<p align="justify">Ragionamenti del tipo &#8220;&#8230;dammi la possibilità di fabbricare in questa parte di territorio e io ti aiuto alle elezioni&#8230;&#8221; si sono sgretolati davanti all&#8217;interesse pubblico. I risultati mostrano in tutta la sua interezza la veridicità di quanto appena esposto: 1 000 000 di metri cubi in termini di area edificabile sono stati tagliati su un territorio di 14 km quadrati.</p>
<p align="justify">Inoltre questa esperienza si è rivelata utile anche per confutare l&#8217;ennesimo luogo comune che vede nella partecipazione popolare un ostacolo al raggiungimento di determinati obiettivi in quanto allungherebbe eccessivamente i tempi del confronto; l&#8217;esperienza di Grottammare in questo campo dimostra che non è stato così, in poco più di dodici mesi si è riusciti a modificare un Piano Regolatore che non veniva toccato da oltre venti anni. Questo è stato possibile perché la stessa maggioranza ha ricevuto una forte legittimazione popolare a riguardo trovando il coraggio di assumere una decisione così radicale senza correre il rischio di perdere il consenso della collettività che ha espresso una chiara indicazione a riguardo.</p>
<p align="justify">Dunque, ai tradizionali strumenti partecipativi in mano alla popolazione per la redazione del Bilancio se ne unito un altro appositamente creato per favorire una partecipazione più consapevole ed effettiva. Più nello specifico da un punto di vista metodologico il processo si è svolto avvalendosi di queste diverse arene partecipative:</p>
<p align="justify">-<strong>Due cicli assembleari di quartiere</strong>: una volta effettuate le riunioni necessarie per approvare il Bilancio appariva chiaro che per risolvere i diversi problemi espressi dai cittadini bisognava mettere mano al Piano Regolatore. I due cicli Assembleari che seguirono furono strumentali a dare una visione d&#8217;insieme alla portata del problema. Il primo è stato utile a raccogliere elementi, suggerimenti, previsioni, segnalazioni riguardanti l&#8217;idea di sviluppo territoriale che la cittadina aveva della propria comunità. La seconda tornata di incontri ha invece permesso di illustrare ai cittadini la sintesi del progetto in essere e intercettare nuovi spunti di dibattito. Anche in questo caso la forza di questi cicli assembleari risiede nella dimensione collettiva e nella discussione cittadina sulla cosa pubblica.</p>
<p align="justify">-<strong>Assemblea settimanale</strong>: questo strumento ha permesso ai cittadini di seguire la formazione del Piano in  tutte le sue tappe evolutive agevolando quel processo di sintesi determinante per avere una visione condivisa oltre che generale del processo in questione.</p>
<p align="justify">-<strong>Ufficio del Piano Regolatore Generale</strong>: questo ha rappresentato un nuovo strumento partecipativo ed era un vero e proprio luogo fisico, aperto ogni pomeriggio, all&#8217;interno del quale i cittadini potevano intervenire per prendere visione dell&#8217;evoluzione del progetto ma anche per esprimere proprie osservazioni o particolari preferenze. Il tutto è stato realizzato alla presenza di tecnici che avevano il compito di facilitare il processo ai cittadini che avevano comprensibili difficoltà nell&#8217;interpretazione del documento</p>
<p align="justify">-<strong>Comitati di Quartieri</strong>: hanno svolto in modo ancora più significativo il loro ruolo di facilitatori e promotori del processo; essi, hanno in altri termini coinvolto i cittadini permettendogli di arrivare preparati ai momenti assembleari illustrando in maniera semplificata il progetto di Piano Regolatore in itinere. Hanno anche in questo caso richiesto assemblee e &#8220;lubrificato&#8221; l&#8217;interazione delle diverse arene partecipative.</p>
<p align="justify"><strong>Accordo di programma</strong></p>
<p align="justify">Non da ultimo recentemente si sono svolte Assemblee partecipatissime per effettuare un opera di riqualificazione di una zona del paese. Questo intervento prevedeva l&#8217;intervento di un privato e quindi l&#8217;amministrazione si è trovata nelle condizioni di  dover contrattare con esso per arrivare porre in essere l&#8217;opera; è proprio in questa fase che la partecipazione popolare ha assunto toni decisivi in quanto ha dato al Sindaco un vero e proprio mandato al quale esso si è dovuto attenere proprio perché espressione della volontà cittadina.</p>
<p align="justify">Riqualificazione e valorizzazione di una zona di verde, parcheggi pubblici, alloggi da destinare ai meno abbienti e altri risultati emersi in sede Assembleare sono stati ottenuti proprio perché a quel punto il rappresentante dell&#8217;amministrazione non ha potuto distanziarsi dalle linee guida espresse dai cittadini e il privato non è riuscito effettuare eventuali e ipotetiche  azioni speculative proprio perché l&#8217;argomento era diventato di dominio pubblico.</p>
<p align="justify">Un&#8217;Assemblea preliminare, le tradizionali Assemblee di quartiere e un  ulteriore incontro con la cittadinanza hanno in certo senso blindato la volontà cittadina permettendo di raggiungere agevolmente i risultati espressi dalla popolazione. Da una parte il Sindaco non ha né potuto (i cittadini avrebbero fatto valere le loro ragioni nelle successive Assemblee) né voluto scostarsi da quella che è stata una chiara volontà della cittadinanza; dall&#8217;altra il privato non ha avuto la forza contrattuale e morale di opporsi ad una legittimazione così radicata all&#8217;interno del tessuto sociale del paese.</p>
<p align="justify">Dunque bilancio, Piano Regolatore Generale, progettazione di singoli interventi, accordi di programma, contratti di quartiere e via dicendo si configurano come arene all&#8217;interno della quale la partecipazione assume connotati decisivi in quanto si passa da dinamiche di mera consultazione a meccanismi di effettiva co-decisione sulla cosa pubblica.</p>
<p align="justify"><em>Non esportabilità dei modelli partecipativi</em></p>
<p align="justify">Sebbene la stessa Grottammare è stata considerata da più parti come la &#8220;Porto  Alegre&#8221; italiana è bene fare una serie di riflessioni sul carattere esclusivamente evocativo del paragone in questione.</p>
<p align="justify">La città brasiliana è una metropoli di oltre un milione di abitanti e risulta chiaro che strutture e procedimenti partecipativi non possono essere paragonati a quelli della cittadina dell&#8217;Adriatico che raggiunge a malapena 15 000 abitanti; questi processi di inclusione sociale vanno governati all&#8217;interno di ogni singola specificità adattando il modello alla realtà di riferimento che di volta in volta sperimenta questo processo.</p>
<p align="justify">Non esistono insomma modelli univoci e applicabili ad ogni situazione, non esistono kit partecipativi così come non esistono procedimenti obbligatori.</p>
<p align="justify">Ogni comunità può adattare il proprio percorso alla rispettiva identità territoriale e socio &#8211; culturale del tessuto cittadino rimanendo fermo il passaggio della dimensione pubblica della partecipazione e del carattere di co-decisione, questo sì imprescindibile. Deve essere una partecipazione che si nutre di partecipazione facendo individuare ai cittadini stessi modalità e forme di coinvolgimento.</p>
<p align="right"><em>(Il materiale è tratto dal sito web del Comune di Grottammare (AP)) </em></p>
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		<title>Capitolo 20  Un esempio di Piano Regolatore Partecipato</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sfoglia Libro]]></category>

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Prima pagina del capitolo 20 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 20  Un esempio di Piano Regolatore Partecipato
Il Piano Regolatore Comunale di una città stabilisce il futuro della città e dei suoi abitanti, quanti spazi assegnare al verde pubblico, alle aree edificabili, alle aree commerciali, artigianali e industriali, alle aree coltivabili, ai servizi per la popolazione. [...]]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
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</div>
<p>Prima pagina del capitolo 20 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 20  Un esempio di Piano Regolatore Partecipato</p>
<p>Il Piano Regolatore Comunale di una città stabilisce il futuro della città e dei suoi abitanti, quanti spazi assegnare al verde pubblico, alle aree edificabili, alle aree commerciali, artigianali e industriali, alle aree coltivabili, ai servizi per la popolazione. E’ un progetto fondamentale che influenza enormemente la qualità della vita dei cittadini. Come potrebbe essere costruito un Piano Regolatore Generale Partecipato?<br />
Alcune città cominciano a realizzare piani regolatori con la partecipazione dei cittadini. Grottammare (AN), Trezzo sull’Adda (MI), Ancona l’hanno realizzato o lo stanno facendo.<br />
PartecipAzione Cittadini Rovereto sta chiedendo ai cittadini di Rovereto tramite un referendum, se vogliono che anche nella loro città venga realizzato in forma partecipata il PRG.<br />
Poiché l’obiezione è spesso su come è possibile coinvolgere i cittadini in un progetto così tecnico, ecco un esempio di come potrebbe svolgersi.</p>
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<li>L’amministrazione manda a casa di tutti i cittadini una spiegazione sul vecchio PRG e le proposte di novità per un nuovo PRG. Insieme al fascicolo con la spiegazione, viene inserito un questionario dove inserire le opinioni del cittadino, con domande chiuse ed aperte, da compilare e da rispedire gratuitamente.</li>
<li>Le risposte ricevute, vengono elaborate da un apposito ufficio&#8230;</li>
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