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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; link recensiti</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>Il Parlamento dei Cittadini in Australia &#8211; Australia Citizens&#8217; Parliament</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/13/il-parlamento-dei-cittadini-in-australia-australia-citizens-parliament/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 11:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[sorteggio]]></category>
		<category><![CDATA[australia citizens' parliament]]></category>

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		<description><![CDATA[australia-citizens-parliament-groupshot
di Paolo Michelotto
un altro notevole passo verso una democrazia dal basso si è compiuto da pochi mesi in Australia.
Un esempio per tutto il mondo, una ulteriore conferma che i cittadini hanno la competenza e la saggezza per auto &#8211; governarsi con buon senso, un passo ulteriore dopo le Citizens Assembly del British Columbia e dell&#8217;Ontario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1139" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/australia-citizens-parliament-groupshot.jpg"><img class="size-medium wp-image-1139" title="australia-citizens-parliament-groupshot" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/australia-citizens-parliament-groupshot-300x169.jpg" alt="australia-citizens-parliament-groupshot" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">australia-citizens-parliament-groupshot</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>un altro notevole passo verso una democrazia dal basso si è compiuto da pochi mesi in Australia.</p>
<p>Un esempio per tutto il mondo, una ulteriore conferma che i cittadini hanno la competenza e la saggezza per auto &#8211; governarsi con buon senso, un passo ulteriore dopo le Citizens Assembly del British Columbia e dell&#8217;Ontario (entrambe provincie canadesi) che mostra che la migliore forma di governo è fornita da <strong>cittadini estratti a caso con metodo scientifico</strong>, piuttosto che <strong>un parlamento fatto da politici di professione, soggetti all&#8217;influenza del proprio partito, delle lobby economiche e dai propri interessi personali.</strong></p>
<p>Un parlamento i cui 150 componenti erano cittadini estratti a caso provenienti da tutta Australia, si sono ritrovati in una serie di incontri regionali e poi nella sede del vecchio parlamento a Camberra. Per quattro giorni dal 6 al 9 febbraio 2009 i cittadini estratti a sorte in maniera scientifica per rappresentare un campione statistico della popolazione di tutta Australia, hanno discusso questa domanda:</p>
<p><strong>&#8220;Come può il sistema politico australiano essere rafforzato per servirci in maniera migliore?&#8221;</strong></p>
<p>Ne sono uscite alcune raccomandazioni finali che si possono leggere sul rapporto che trovi qui sotto:</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=29" title="Version 1.0 downloaded 230 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Australia First Citizens Parliament Final Report Version 1.0" /></a></code></p>
<p>Per saperne di più guarda il sito</p>
<p><a href="http://citizensparliament.org.au/">http://citizensparliament.org.au/</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qWOoQwpJdrE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/qWOoQwpJdrE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Questo metodo, è lo stesso che applicheremo a Rovereto il 20 Settembre 2009 durante l&#8217;incontro &#8220;Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare la democrazia nel Trentino&#8221;. <a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it">www.ilcittadinopartecipa.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuovo eccezionale libro gratuito sulla Democrazia Diretta: Direct Democracy &#8211; The international IDEA Handbook</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/07/nuovo-eccezionale-libro-gratuito-sulla-democrazia-diretta-direct-democracy-the-international-idea-handbook/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/08/07/nuovo-eccezionale-libro-gratuito-sulla-democrazia-diretta-direct-democracy-the-international-idea-handbook/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 16:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[Direct Democracy The Internationa IDEA Handbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Direct Democracy IDEA Handbook
di Paolo Michelotto
sto leggendo in questi giorni un libro fatto molto bene sulla democrazia diretta. Si intitola Direct Democracy &#8211; The International IDEA Handbook.
Questo è il sito di IDEA:
http://www.idea.int/publications/direct_democracy/index.cfm
E&#8217; in lingua inglese, ma essendo scritto da esperti internazionali, è un inglese relativamente facile.
Cos&#8217;ha questo nuovo libro che lo distingue da altri due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1110" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/directdemocracyidea.jpg"><img class="size-medium wp-image-1110" title="Direct Democracy IDEA Handbook" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/directdemocracyidea.jpg" alt="Direct Democracy IDEA Handbook" width="120" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Direct Democracy IDEA Handbook</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>sto leggendo in questi giorni un libro fatto molto bene sulla democrazia diretta. Si intitola <strong>Direct Democracy &#8211; The International IDEA Handbook</strong>.</p>
<p>Questo è il sito di IDEA:</p>
<p><a href="http://www.idea.int/publications/direct_democracy/index.cfm">http://www.idea.int/publications/direct_democracy/index.cfm</a></p>
<p>E&#8217; in lingua inglese, ma essendo scritto da esperti internazionali, è un inglese relativamente facile.</p>
<p>Cos&#8217;ha questo nuovo libro che lo distingue da altri due eccezionali libri quali il <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/05/disponibile-gratis-the-guidebook-to-direct-democracy-2008/">Guidebook to Direct Democracy</a> e il <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/democrazia-diretta-verhulst/">Direct Democracy di Verhulst</a></p>
<p>1. è scritto da un gruppo molto numeroso di esperti di tutte le parti del mondo</p>
<p>2. gli esempi riportati sono anche di paesi non abitualmente riportati come casi studio: il Venezuela, l&#8217;Oregon, l&#8217;Ungheria, l&#8217;Uganda, l&#8217;Uruguay.</p>
<p>3. il capitolo sulla revoca degli eletti si presenta molto vasto, con descrizioni di tutti i paesi dove essa esiste. E ci sono molti più paesi di quelli di solito citati.</p>
<p>4. C&#8217;è un intero capitolo sulla comparazione degli strumenti della democrazia diretta in tutto il mondo.</p>
<p>5. L&#8217;ultimo capitolo che si presenta estremamente interessante racchiude le raccomandazioni e le migliori pratiche presenti al mondo.</p>
<p>E ci sono innumerevoli inserti con descrizioni ed esempi di tutto il mondo relativo a questi argomenti. Probabilmente si differenzia dagli altri libri per la vastita dei paesi descritti. E non solo quelli di lingua europea o anglosassone, ma anche paesi africani ed asiatici. Insomma il percorso verso la democrazia diretta è molto più ampio e diffuso di quanto di solito pensiamo anche noi che ci dedichiamo all&#8217;argomento.</p>
<p>E&#8217; un peccato che non sia in italiano (come presto saranno i due libri citati sopra). Vuoi tradurlo per agevolarne la diffusione anche nel nostro paese? Scrivi a paolochiocciolacittadinirovereto.it (togliendo “chiocciola” e mettendo @)</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=27" title="Version 1.0 downloaded 238 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Direct Democracy - The international IDEA Handbook Version 1.0" /></a></code></p>
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		</item>
		<item>
		<title>A Morciano (RN) nasce un gruppo per avere maggiore democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/27/a-morciano-rn-nasce-un-gruppo-per-avere-maggiore-democrazia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/27/a-morciano-rn-nasce-un-gruppo-per-avere-maggiore-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 04:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>

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		<description><![CDATA[morciano_in_comune
di Paolo Michelotto
in tutta Italia nascono gruppi che vogliono estendere la democrazia, far partecipare i cittadini, limitare lo strapotere della elite politica dominante. E&#8217; un trend naturale, positivo, spontaneo e necessario. Spesso però non ne siamo a conoscenza e pensiamo di lottare da soli ognuno nella propria zona. E a volte siamo scoraggiati, mentre invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1045" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/morciano_in_comune_logo.png"><img class="size-medium wp-image-1045" title="morciano_in_comune" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/morciano_in_comune_logo-300x183.png" alt="morciano_in_comune" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">morciano_in_comune</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in tutta Italia nascono gruppi che vogliono estendere la democrazia, far partecipare i cittadini, limitare lo strapotere della elite politica dominante. E&#8217; un trend naturale, positivo, spontaneo e necessario. Spesso però non ne siamo a conoscenza e pensiamo di lottare da soli ognuno nella propria zona. E a volte siamo scoraggiati, mentre invece siamo noi la maggioranza, ma nessuno ne parla e quindi non lo sappiamo. Per questo inauguro una nuova categoria di post &#8220;Democrazia dal basso in Italia&#8221; per segnalare gruppi, comitati e associazioni che portano avanti l&#8217;idea nobile della democrazia come &#8220;potere della gente&#8221;. A Morciano (Rn) esiste il gruppo <strong>&#8220;Morciano in Comune&#8221;</strong> che è nato di recente e che ha iniziato facendo dibattere i candidati sindaci prima delle recenti elezioni e che si prefigge di affrontare le tematiche di democrazia diretta e partecipativa.  Il loro sito si trova all&#8217;indirizzo <a href="http://www.morcianoincomune.it/">http://www.morcianoincomune.it/</a> (tra l&#8217;altro è interessante anche il sistema di Google Site da loro usato). In maniera trasparente c&#8217;è tutto ciò che fanno, che organizzano, gli esiti, le lettere inviate. Un ottimo inizio.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Biennale della Democrazia: Torino 22-26 aprile 2009</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/31/biennale-della-democrazia-torino-22-26-aprile-2009/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[deliberazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[biennale della democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[biennale-democrazia
di Paolo Michelotto
per chi è interessato ad approfondire di tematiche di democrazia soprattutto dal punto di vista della partecipazione e della deliberazione (curiosamente assente gli esempi di democrazia diretta) il 22-26 aprile a Torino si apre la Biennale della Democrazia.
Riporto qui parte della presentazione che si trova nel sito:
http://www.biennaledemocrazia.it/

Perché Biennale Democrazia
Dal 22 al 26 aprile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_743" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/biennale-democrazia.jpg"><img class="size-medium wp-image-743" title="biennale-democrazia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/biennale-democrazia-300x73.jpg" alt="biennale-democrazia" width="300" height="73" /></a><p class="wp-caption-text">biennale-democrazia</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>per chi è interessato ad approfondire di tematiche di democrazia soprattutto dal punto di vista della partecipazione e della deliberazione (curiosamente assente gli esempi di democrazia diretta) il 22-26 aprile a Torino si apre la Biennale della Democrazia.</p>
<p>Riporto qui parte della presentazione che si trova nel sito:</p>
<p><a href="http://www.biennaledemocrazia.it/">http://www.biennaledemocrazia.it/</a></p>
<div class="not">
<h3>Perché Biennale Democrazia</h3>
<p><strong>Dal 22 al 26 aprile 2009</strong> a Torino si svolgerà la prima edizione di <strong>Biennale Democrazia</strong>, appuntamento culturale sul tema della democrazia aperto all’adesione e al contributo di tutti i cittadini. Una grande <strong>manifestazione internazionale</strong> per rispondere al bisogno diffuso di <strong>partecipazione</strong> e <strong>confronto</strong> che è alla base di ogni società democratica. Le attività di Biennale Democrazia non si esauriranno nei cinque giorni della manifestazione, ma proseguiranno come <strong>laboratorio pubblico permanente</strong>: per elaborare i risultati della prima edizione e preparare quella del 2011, nel 150° dell’Unità d’Italia.<span id="more-742"></span></p>
<h4>Aperta a tutti creata da tutti</h4>
<p>Biennale Democrazia sarà occasione di incontro tra esperti, studiosi e pubblico, e soprattutto metodo e strumento per tradurre la cultura della democrazia in <strong>pratica della democrazia</strong>, per esercitare i diritti e adempiere i doveri nella vita democratica.<br />
Per questo Biennale Democrazia sarà <strong>dialogo</strong> aperto, reciprocità tra posizioni diverse e tra relatori e pubblico, esperienza concreta e <strong>coinvolgimento</strong> diretto dei cittadini.</p>
<h4>Una palestra per l&#8217;esercizio democratico</h4>
<p>Si potranno seguire cinque tipi di allenamento:</p>
<ul>
<li><strong>Esercizi di conoscenza</strong><br />
Lezioni, incontri e dibattiti</li>
<li><strong>Esercizi di dibattito pubblico</strong><br />
Esperienze concrete di deliberazione informata</li>
<li><strong>Esercizi di dialogo</strong><br />
Seminari a iscrizione</li>
<li><strong>Esercizi di formazione</strong><br />
Iniziative per i giovani e gli insegnanti</li>
<li><strong>Esercizi di rappresentazione</strong><br />
La democrazia in mostre, spettacoli e concerti</li>
</ul>
<h4>Torino sede per elezione</h4>
<p>La cultura della democrazia è di casa a Torino. Qui è nato il primo Parlamento italiano e da qui studiosi, giuristi, politici e cittadini hanno dato per decenni importanti contributi alla democrazia: dal Risorgimento fino a oggi, attraverso l’Unità d’Italia e la Resistenza.</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Assemblea Generale Nazionale dei Democratici Diretti: 24(prologo) 25-26 aprile 2009</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/28/assemblea-generale-nazionale-dei-democratici-diretti-24prologo-25-26-aprile-2009/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/28/assemblea-generale-nazionale-dei-democratici-diretti-24prologo-25-26-aprile-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 07:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[democratici diretti]]></category>

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		<description><![CDATA[
aprile2009
di Paolo Michelotto
riporto l&#8217;invito alla Assemblea Generale Nazionale dei Democratici Diretti: 24(prologo) 25-26 aprile 2009
per maggiori informazioni:
http://www.democraticidiretti.org/mediawiki/doku.php
Da dove veniamo? Dove andiamo? Che ora è? Hai messo la maglietta di lana?&#8230; Mille domande affollano la mente di molti democratici diretti italiani in questo momento storico. 
Il movimento democratico diretto complessivo in questi due anni è oggettivamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="level2">
<div id="attachment_740" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/aprile2009bis.gif"><img class="size-medium wp-image-740" title="aprile2009bis" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/aprile2009bis.gif" alt="aprile2009" width="200" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">aprile2009</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto l&#8217;invito alla Assemblea Generale Nazionale dei Democratici Diretti: 24(prologo) 25-26 aprile 2009</p>
<p>per maggiori informazioni:</p>
<p>http://www.democraticidiretti.org/mediawiki/doku.php</p>
<p><em>Da dove veniamo? Dove andiamo? Che ora è? Hai messo la maglietta di lana?&#8230; Mille domande affollano la mente di molti democratici diretti italiani in questo momento storico. </em></p>
<p>Il movimento democratico diretto complessivo in questi due anni è oggettivamente cresciuto. Si sta, lentamente ma inesorabilmente, diffondendo il concetto della <strong>democrazia diretta come unica metodica capace di</strong> <strong><em class="u">ridare senso</em> all’espressione “sovranità del popolo”</strong>, sempre più resa vuota dal sistema rappresentativo, i cui limiti sono chiaramente evidenziati dalla interpretazione berlusconiana di questo sistema.</p>
<p><span id="more-739"></span></p>
<p>Però <strong>intanto la democrazia si riduce sempre di più</strong>. Le “opposizioni” (di centro, di centro-sinistra, di sinistra-centro e di sinistra-sinistra e direi anche di destra-destra), annaspano senza bussola, perchè in realtà non sono capaci di (o non hanno il disinteresse sufficiente a) comprendere che il cuore del problema sta nella perdita di quel senso. E di fatto si rendono complici del processo di desautorazione dei cittadini dal controllo del governo della cosa pubblica.</p>
<p>Gli esempi sono innumerevoli e continui. Dall’opposizione quelle forze talvolta balbettano, ma quando al governo non fanno nulla di diverso. Gli esempi più clamorosi sono: Il conflitto di interessi perennemente irrisolto. Il mantenimento della cancellazione del diritto di scelta dei candidati. Il permanere, anzi l’ampliamento delle soglie di sbarramento che impediscono a nuove idee e forze di esistere e svilupparsi. La creazione di partiti di serie A (già presenti in parlamento) che non devono raccogliere il consenso dei cittadini con le firme per presentarsi alle elezioni e partiti di serie B che invece devono. Progettano di innalzare il numero di firme per la presentazione di referendum. E, negli enti locali, ovunque governano, invece di stimolare la partecipazione dei cittadini, ne hanno paura.</p>
<p>Tutto ciò non è solo un problema per la democrazia. Che già sarebbe più che abbastanza. Ma è un problema gravissimo anche per l’economia.</p>
<p>Ridurre la capacità di incidere dei cittadini sul governo della cosa pubblica non solo ha ridotto i margini di libertà politica e culturale, di giustizia di equità. Ma ha approfondito la già pre-esistenete crisi del sistema italia nel contesto della crisi globale. Lo sta rendendo definitivamente incapace di quei cambiamenti, più che mai necessari, di fronte alle sfide della globalizzazione.</p>
<p>Infatti, inevitabilmente, insieme alla libertà culturale si riduce la capacità di innovazione.<br />
Insieme alla equità sociale retributiva e contributiva si è inevitabilmente ridotto il mercato.<br />
Insieme alla giustizia, con le regole incerte che valgono per pochi e a difesa di pochi, si è ridotta la concorrenza.<br />
Insieme alla libertà politica con la creazione della casta e la corruzione che ad essa è collegata si è ridotta la libertà imprenditoriale.<br />
Si può essere a favore o contro il libero mercato, ma <strong>la politica berlusconiana è contro il mercato</strong>. Il mercato, per essere libero e sano, ha bisogno di regole. Ma regole certe ed eque, che possono essere realmente tali solo quando sono espressione veritiera della volontà del popolo.<br />
Si sta rendendo inerte il patrimonio di fantasia e creatività fondamentale per ogni paese, e particolarmente per un paese come l’Italia.</p>
<p>Occore quindi un recupero di sovranità che rimetta nelle mani del popolo anche il controllo dell’economia, quindi, anche la proprietà della moneta. Strumento fondamentale per lo sviluppo di una comunità. L’attuale sistema, <strong>che lascia ai privati il controllo della emissione di moneta</strong> (<strong><a class="urlextern" title="http://www.signoraggio.it" rel="nofollow" href="http://www.signoraggio.it/">signoraggio</a></strong>) non libera affatto il mercato, non stimola il libero sviluppo. Al contrario lo rende schiavo di pochi che, grazie alla crisi, rastrellano e concentrano ancor più potere economico.</p>
<p>Di fronte a queste enormi sfide, le nostre forze però crescono pochissimo. E il movimento nel suo complesso cresce, sì, ma troppo lentamente. La coscienza che i cittadini devono riprendere il controllo delle proprie vite, delle proprie comunità, stenta a trovare la giusta strada della democrazia diretta e ancora vediamo riproporre come “alternativi” movimenti che sono solo la riproposizione del vecchio con facce nuove. Su questo dobbiamo interrogarci.</p>
<p>L’occasione “canonica”, prevista dal nostro statuto, è in realtà per noi solo una motivazione in più per incontrarci e invitare tutti coloro i quali fanno riferimento alle idee della democrazia diretta a confrontarsi con noi.</p>
<p>Noi vogliamo proporre a tutti i democratici di riflettere e confrontarsi sullo stato del movimento dd in Italia. Vogliamo provare a trovare risposte a domande come:<br />
- su quali iniziative dobbiamo puntare per diffondere e affermare la democrazia diretta?<br />
- è possibile pensare a una federazione (fusione forte) dei gruppi che si riferiscono alla democrazia diretta e che si battono affinchè il popolo recuperi la propria sovranità? a quali condizioni?<br />
- alternativamente può il movimento trovare almeno forme di coordinamento stabile (fusione debole) attorno anche a pochi obbiettivi comuni?<br />
- esistono metodi e forme migliori della <em class="u"><strong><a class="urlextern" title="http://www.listapartecipata.org" rel="nofollow" href="http://www.listapartecipata.org/">Lista Partecipata</a></strong></em> per partecipare alle elezioni e tentare di strappare fette di potere alla casta aprendo ai cittadini una via di partecipazione e controllo reale?</p>
<p>Insieme a queste domande poi, noi, membri dei DD, dobbiamo fare un bilancio di ciò che abbiamo fatto, e una riflessione sulla nostra forma organizzativa. Su ciò che ha funzionato e su ciò che non ha funzionato, e, anche alla luce dell’auspicabile confronto con i non membri, <strong>valutare come e anche se proseguire</strong> con l’esperienza e l’organizazzione dei DD.</p>
<p><em class="u"><strong><a class="wikilink1" title="ag2526:regole" href="http://www.democraticidiretti.org/mediawiki/doku.php/ag2526:regole">Le regole di conduzione dell&#8217;Assemblea</a></strong></em> garantiscono uguale facoltà di partecipazione sia per chi è iscritto ai DD, sia per chi non lo è. Solo per quanto riguarda la votazione degli “incarichi” della Organizzazione DD, queste saranno riservate ai soli iscritti DD. Queste saranno “confinate” ai margini della Assemblea, insieme a tutti gli argomenti specifici dell’Organizzazione su cui comunque tutti (anche i non iscritti) avranno uguale diritto di parola e di proposta.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Giornata partecipativa con 5000 persone? Si può con i Town Meeting del 21° secolo</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/05/giornata-partecipativa-con-5000-persone-si-puo-con-i-town-meeting-del-21%c2%b0-secolo/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 21:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[deliberazione]]></category>
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		<category><![CDATA[giornata partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[town meeting 21 ° secolo]]></category>

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		<description><![CDATA[town-meeting-21-secolo
di Paolo Michelotto
Town Meeting del 21 ° Secolo
Per dimensioni, innovazioni e tecnologie poste in gioco, questo approccio per far deliberare i cittadini è uno dei più promettenti e interessanti da studiare. E’ stato ideato da AmericaSpeaks. http://www.americaspeaks.org/
Di solito i Town Meeting del 21° secolo durano 1 giorno e coinvolgono da 500 a 5000 cittadini che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_696" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/town-meeting-21-secolo.jpg"><img class="size-medium wp-image-696" title="town-meeting-21-secolo" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/town-meeting-21-secolo-300x221.jpg" alt="town-meeting-21-secolo" width="300" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">town-meeting-21-secolo</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Town Meeting del 21 ° Secolo</p>
<p>Per dimensioni, innovazioni e tecnologie poste in gioco, questo approccio per far deliberare i cittadini è uno dei più promettenti e interessanti da studiare. E’ stato ideato da AmericaSpeaks. <a href="http://www.americaspeaks.org/">http://www.americaspeaks.org/</a><br />
Di solito i Town Meeting del 21° secolo durano 1 giorno e coinvolgono da 500 a 5000 cittadini che possono deliberare su argomenti locali, regionali o nazionali.<br />
Uno degli eventi più famosi che utilizzarono questa metodologia fu “Ascoltare la città: Ricostruire Manhattan Bassa” che fu organizzato dopo l’11 settembre 2001 per sentire come la città voleva ricostruire la zona e che attrasse 4500 cittadini.<br />
AmericaSpeaks tenta di combinare la deliberazione faccia a faccia in piccola scala con interazioni a larga scala e decisioni collettive. Per raggiungere questo scopo, vengono utilizzati vari metodi e tecnologie.<br />
Dialoghi fatti in piccoli gruppi, composti da 10-12 cittadini che rispecchiano la diversità demografica della città, con un facilitatore indipendente.<br />
Ogni tavolo ha computer collegati in rete con tutti gli altri della sala per una emersione istantanea di idee e voti da ciascun gruppo.<br />
Individuazione dei temi. Un gruppo dell’organizzazione distilla i commenti dai tavoli e li assembla in temi. Questi possono essere ripresentati alla sala per ulteriori commenti o voti.<br />
Tastierini elettronici. Ciascun cittadino ha un tastierino utilizzato durante la giornata per votare e per fornire dettagli demografici.<br />
Schermi video giganti. Servono per presentare dati, i temi distillati e le informazioni in tempo reale per una retroazione immediata.<br />
Specialisti e parti coinvolte. Esperti forniscono informazioni bilanciate per dare le basi alla deliberazione dei cittadini e sono a disposizione tutto il giorno per rispondere a domande e fornire consigli se richiesti. Fin dall’inizio viene cercato un collegamento con le parti in causa del problema dibattuto e si fa ogni sforzo perché le autorità pubbliche siano presenti durante la giornata.<span id="more-695"></span></p>
<p>Tutti possono richiedere di partecipare, ma AmericaSpeaks si impegna particolarmente a raggiungere settori della popolazione che di solito non sono coinvolti.<br />
I Town Meeting del 21° secolo sono stati usati con particolare successo nella pianificazione, nella distribuzione delle risorse e nella formulazione di agende politiche.<br />
La grande dimensione degli incontri fa sì che i media e le pubbliche autorità si interessino e pubblichino articoli sull’avvenimento.<br />
Lo stesso nome, riprende il tradizionale Town Meeting che si tiene nel New England, ma aggiornato ai bisogni dei cittadini e della democrazia di oggi.<br />
In realtà ci sono notevoli differenze, perché ad esempio i Town Meeting del New England hanno poteri legislativi su molti argomenti.<br />
Ci sono anche dibattiti sul ruolo degli organizzatori nell’estrarre e sintetizzare le idee dei tavoli durante la intensa fase della discussione.<br />
L’idea di coinvolgere un numero così grande di cittadini nel processo, può essere a scapito del controllo dei cittadini sull’agenda e sulla direzione dell’incontro. Eppure il metodo nel complesso ha notevole successo e sempre più diffusione.<br />
AmericaSpeaks è una organizzazione no-profit fondata nel 1995 da Carolyn Lukensmeyer che ne è attualmente presidente.<br />
Il suo scopo è quello di coinvolgere i cittadini in decisioni pubbliche che hanno impatto nella loro vita e di fornire agli amministratori la possibilità di adottare decisioni condivise e quindi durature.<br />
Dal 1995, più di 100.000 cittadini sono stati coinvolti da AmericaSpeaks in forum in larga scala in tutti i 50 stati americani.<br />
Carolyn Lukensmeyer, nel 1994, dopo un servizio di 10 anni nel settore pubblico, era estremamente preoccupata che i cittadini fossero sempre più impossibilitati a far udire la loro voce nelle decisioni pubbliche. Carolyn attraversò gli USA tenendo incontri in cui sperimentava e teorizzava forum su larga scala e le loro applicazioni.<br />
La missione di AmericaSpeaks è quella di creare meccanismi innovativi attraverso i quali i cittadini possono far sentire la loro voce nell’amministrazione locale, regionale e nazionale, e di rinnovare la democrazia attraverso lo sviluppo di una infrastruttura nazionale per la deliberazione democratica.<br />
Il Town Meeting del 21° secolo è un metodo che rivoluziona il concetto di partecipazione dei cittadini. Il focus è nel far discutere e deliberare i cittadini, invece che farli assistere a conferenze, dibattiti o sessioni di domande-risposte.<br />
Ciascun tavolo da 10-12 persone discute a fondo l’argomento. Il facilitatore ha il compito di gestire l’ordine e l’equità della discussione e di mantenerla nei binari prefissati.<br />
L’intero insieme dei cittadini risponde ai temi più forti emersi dai tavoli e vota con i tastierini le raccomandazioni finali da dare agli amministratori. Prima della fine dell’incontro, i risultati vengono scritti sotto forma di rapporto che è distribuito subito ai partecipanti, agli amministratori e ai media.<br />
Alcuni dei Town Meeting del 21° secolo più importanti svolti finora.</p>
<p>1. Ascoltare la città: Ricostruire Manhattan Bassa, si tenne nel luglio 2002 a New York e coinvolse 4500 cittadini che riflettevano la diversità demografica della zona, anche se non esattamente, a discutere sul futuro di Ground Zero. L’incontro fu sponsorizzato dall’autorità portuale e dalla Società di Sviluppo di Manhattan Bassa. A questo seguì un dibattito online durato 2 settimane che coinvolse altri 800 cittadini.</p>
<p>2. Progetto New Orleans Unificata. AmericaSpeaks e l’ organizzazione Progetto New Orleans Unificata, coinvolsero 4000 cittadini di New Orleans in tre Congressi della Comunità tenuti in ottobre 2006, dicembre 2006 e gennaio 2007 per discutere la ricostruzione di New Orleans dopo l’uragano Katrina. Furono messi in contatto con webcast e video su satellite, cittadini evacuati in tutti gli USA. Fu istituito un numero verde telefonico e un sito apposito. Il Congresso della Comunità I fu criticato perché la sua composizione non rispecchiava la composizione della città pre- Katrina. Erano presenti troppi bianchi, il 75% e troppi benestanti, il 40% aveva reddito sopra i 75.000 USD. Mentre la città pre-Katrina aveva il 23% di bianchi e solo il 2% superava il reddito di 75.000 USD. Per il Congresso della Comunità II e III AmericaSpeaks si occupò di coinvolgere i cittadini con una maggiore cura statistica. Nel Congresso II furono stabilite delle raccomandazioni per la ricostruzione. Nel Congresso III fu approvato con il 92% dei presenti una bozza di progetto. L’Autorità Pubblica per la ricostruzione di New Orleans nel maggio 2007 accettò il piano ed assegnò i primi finanziamenti. Riconobbe che il piano era una visione sviluppata con una partecipazione mai vista prima e con una rappresentanza di ogni parte della città.</p>
<p>3. CaliforniaSpeaks. Nell’agosto 2007, 3500 californiani si riunirono in 8 città in un forum interattivo sulle priorità per la salute, organizzato da AmericaSpeaks. Le raccomandazioni che furono più votate furono:<br />
mettere le persone prima del profitto;<br />
dare la priorità al benessere e alla prevenzione;<br />
rendere le cure sanitarie accessibili per le tasche di tutti.<br />
L’intero progetto era studiato per permettere ai cittadini di dire la loro opinione sulle proposte di riforma al sistema sanitario della California. Il governatore, lo speaker del congresso, il presidente del senato e molti rappresentanti eletti presenziarono alla giornata. Tutti enfatizzarono il loro impegno a far passare la riforma nel 2007. La tecnologia permise la connessione in diretta di tutti i forum tenuti nelle varie città.</p>
<p>Letture consigliate:</p>
<p>http://en.wikipedia.org/wiki/AmericaSpeaks</p>
<p>http://www.americaspeaks.org</p>
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		<title>Petizioni dei cittadini al parlamento (in Scozia)</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/04/petizioni-dei-cittadini-al-parlamento-in-scozia/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 21:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[participation handbook]]></category>
		<category><![CDATA[scottish parliament e-petitions]]></category>

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		<description><![CDATA[parlamento scozzese
di Paolo Michelotto
mai pensato di fare una proposta ai nostri parlamentari? Per noi è un sogno o una possibilità legata alla buona predisposizione di qualche nostro rappresentante. In Scozia, dove e forse anche perchè, c&#8217;è un parlamento giovane, creato nel 1999 e che quest&#8217;anno compirà 10 anni di vita, i cittadini possono fare petizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_567" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/parlamento-scozzese.jpg"><img class="size-medium wp-image-567" title="parlamento scozzese" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/parlamento-scozzese-300x199.jpg" alt="parlamento scozzese" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">parlamento scozzese</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>mai pensato di fare una proposta ai nostri parlamentari? Per noi è un sogno o una possibilità legata alla buona predisposizione di qualche nostro rappresentante. In Scozia, dove e forse anche perchè, c&#8217;è un parlamento giovane, creato nel 1999 e che quest&#8217;anno compirà 10 anni di vita, i cittadini possono fare petizioni ai loro deputati e questi, esaminano TUTTE le proposte, LE DISCUTONO TUTTE in una apposita commissione, e quelle che ritengono significative le discutono in parlamento. Un po&#8217; poco forse per noi cittadini sognatori di una democrazia diretta, che magari vorremmo fossero gli stessi cittadini ad assegnare le priorità alle proposte da discutere . Comunque molto più di quanto abbiamo nella nostra democrazia Italiana. E l&#8217;esempio è stato studiato e ripreso dal parlamento tedesco, che si accinge di applicarlo.</p>
<p>Ecco il link della pagine per realizzare le petizioni al parlamento scozzese:</p>
<p><a href="http://epetitions.scottish.parliament.uk/">http://epetitions.scottish.parliament.uk/</a></p>
<p>Ci sono tutte le petizioni fatte finora, quelle concluse, gli esiti delle discussioni e le proposte (poche a dire il vero) portate alla discussione finale in parlamento. E&#8217; una lettura affascinante da sfogliare.</p>
<p>Lo stesso parlamento scozzese ha anche elaborato un libro per aiutare a fare Partecipazione. Ed anche questo è rivelatore della sincerità dei parlamentari scozzesi quando parlano di democrazia. Si chiama Participation Handbook, è stato creato nel 2004 e contiene molte parti e consigli interessanti. A me è piaciuto particolarmente il capitolo dedicato ai metodi per creare partecipazione, il quinto capitolo, ma anche gli altri meritano una lettura per il linguaggio chiaro, semplice e per il fatto che c&#8217;è poca teoria astratta, e tanto buon senso. Lo puoi scaricare qui sotto.</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=19" title="Version 1.0 downloaded 192 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Scottish Parliament Participation Handbook Version 1.0" /></a></code></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Urbanistica partecipata a Fontanellato (PR)</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/30/urbanistica-partecipata-a-fontanellato-pr/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 22:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica partecipata]]></category>
		<category><![CDATA[fontanellato]]></category>

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		<description><![CDATA[fontanellato
di Paolo Michelotto
è in corso proprio in questi giorni un percorso di urbanistica partecipata a Fontanellato (PR). Gli abitanti hanno ricevuto un questionario apposito insieme al notiziario comunale in cui potevano indicare le loro proposte e idee. Inoltre si sono tenute assemblee pubbliche in ogni frazione in cui i cittadini potevano esprimere i loro punti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_551" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/fontanellato.jpg"><img class="size-medium wp-image-551" title="fontanellato" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/fontanellato-300x205.jpg" alt="fontanellato" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">fontanellato</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>è in corso proprio in questi giorni un percorso di urbanistica partecipata a Fontanellato (PR). Gli abitanti hanno ricevuto un questionario apposito insieme al notiziario comunale in cui potevano indicare le loro proposte e idee. Inoltre si sono tenute assemblee pubbliche in ogni frazione in cui i cittadini potevano esprimere i loro punti di vista. E il 29 gennaio 2009 ci sarà la presentazione ufficiale della sintesi di quanto emerso.</p>
<p>E&#8217; un percorso di consultazione, più che di partecipazione, ma una strada sicuramente più interessante di quella normale seguita da quasi tutte le amministrazioni, che non sentono i cittadini se non nella fase finale, quando ormai i giochi sono fatti. Qui invece la consultazione è stata avviata in anticipo alla stesura del piano finale.</p>
<p>link del comune:</p>
<p><a href="http://www.comune.fontanellato.pr.it/main/page.asp?IDCategoria=2178&amp;IDSezione=15415&amp;ID=298478">http://www.comune.fontanellato.pr.it/main/page.asp?IDCategoria=2178&amp;IDSezione=15415&amp;ID=298478</a></p>
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		<title>Atlante della Partecipazione nella Regione Lazio</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/28/atlante-della-partecipazione-nella-regione-lazio/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 20:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[mappa-partecipazione-lazio
di Paolo Michelotto
la Regione Lazio ha approvato in questi ultimi 3 anni leggi che promuovono, incentivano e sostengono economicamente i processi partecipativi nei comuni del proprio territorio. Il risultato è stato notevole.
Marrazzo, il presidente della Regione Lazio scrive nella presentazione dell&#8217;Atlante della Partecipazione:
&#8220;Chiamare i cittadini a condividere le scelte che riguardano la loro vita e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_531" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/mappa-partecipazione-lazio.jpg"><img class="size-medium wp-image-531" title="mappa-partecipazione-lazio" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/mappa-partecipazione-lazio-300x211.jpg" alt="mappa-partecipazione-lazio" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">mappa-partecipazione-lazio</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>la Regione Lazio ha approvato in questi ultimi 3 anni leggi che promuovono, incentivano e sostengono economicamente i processi partecipativi nei comuni del proprio territorio. Il risultato è stato notevole.</p>
<p>Marrazzo, il presidente della Regione Lazio scrive nella presentazione dell&#8217;Atlante della Partecipazione:</p>
<p>&#8220;Chiamare i cittadini a condividere le scelte che riguardano la loro vita e il loro futuro è la strada maestra per creare nuova fiducia nella politica e nelle istituzioni.&#8221;</p>
<p>Sono 80 i comuni laziali descritti in questo Atlante, che hanno applicato in parte o in forma completa il bilancio partecipativo. Per ognuno è descritto chi è il soggetto promotore, di cosa si è discusso, come, quali sono stati gli esiti. Le esperienze sono state diversissime ed è stimolante leggere questo Atlante. La democrazia partecipativa si sta facendo strada anche in Italia.</p>
<p>Questo il sito della Regione Lazio pagina partecipazione</p>
<p><a href="http://www.regione.lazio.it/web/bilancio/economia/home.php">http://www.regione.lazio.it/web/bilancio/economia/home.php</a></p>
<p>Cliccando qui sotto puoi scaricare l&#8217;Atlante della Partecipazione nella Regione Lazio</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=18" title="Version 1.0 downloaded 222 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Atlante Partecipazione Regione Lazio Version 1.0" /></a></code></p>
]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; nato il gruppo Democrazia Diretta e dei Cittadini su FaceBook</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/26/e-nato-il-gruppo-democrazia-diretta-e-dei-cittadini-su-facebook/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 20:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta e dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[facebook
di Paolo Michelotto
ho costituito oggi un gruppo su FaceBook, si trova qui:
http://www.facebook.com/group.php?gid=109383095723
Per chi non è iscritto a FaceBook, c&#8217;è la necessità di iscriversi per vedere il gruppo.
I gruppi su FaceBook sono interessanti perchè permettono di interagire tra tutti gli iscritti a livello di parità e di uguaglianza.
Il nuovo gruppo ha questa descrizione:
Ci sono molti strumenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_528" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/facebook.jpg"><img class="size-medium wp-image-528" title="facebook" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/facebook-300x224.jpg" alt="facebook" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">facebook</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ho costituito oggi un gruppo su FaceBook, si trova qui:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=109383095723">http://www.facebook.com/group.php?gid=109383095723</a></p>
<p>Per chi non è iscritto a FaceBook, c&#8217;è la necessità di iscriversi per vedere il gruppo.</p>
<p>I gruppi su FaceBook sono interessanti perchè permettono di interagire tra tutti gli iscritti a livello di parità e di uguaglianza.</p>
<p>Il nuovo gruppo ha questa descrizione:</p>
<p>Ci sono molti strumenti di democrazia diretta e partecipativa che sono stati creati nel mondo e che funzionano. Il referendum, l&#8217;iniziativa, la revoca degli eletti, i sondaggi informati, i town meeting del 21° secolo, il bilancio partecipativo, gli strumenti per realizzare l&#8217;urbanistica partecipata. Non occorre inventare nulla, basta studiare e applicare gli strumenti che funzionano nel mondo anche in Italia, a partire dai centri di potere più vicini ai cittadini, i Comuni. Se collaboriamo possiamo riuscirci. Sta avvenendo a Rovereto (TN), a Bolzano, a Vicenza&#8230; La democrazia diretta e partecipativa non può essere calata solo dall&#8217;alto, ma deve essere richiesta, controllata e gestita anche da noi cittadini.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obama: iniziative a favore della partecipazione e della democrazia diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/22/obama-iniziative-a-favore-della-partecipazione-e-della-democrazia-diretta/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/22/obama-iniziative-a-favore-della-partecipazione-e-della-democrazia-diretta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 23:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>

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		<description><![CDATA[barack-obama
di Paolo Michelotto
ci sono buone speranze dagli USA per quanto riguarda la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche e la democrazia diretta. Per ora sono piccoli segni, ma sono comunque lungo una strada promettente. Il presidente eletto Obama, ha realizzato un sito http://change.gov/ dove continua il dialogo con i cittadini americani, avuto nei due anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_508" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/barack-obama.jpg"><img class="size-medium wp-image-508" title="barack-obama" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/barack-obama-240x300.jpg" alt="barack-obama" width="240" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">barack-obama</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ci sono buone speranze dagli USA per quanto riguarda la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche e la democrazia diretta. Per ora sono piccoli segni, ma sono comunque lungo una strada promettente. Il presidente eletto Obama, ha realizzato un sito <a href="http://change.gov/">http://change.gov/</a> dove continua il dialogo con i cittadini americani, avuto nei due anni precedenti come candidato.</p>
<p>La cosa interessante è che:</p>
<p>1. ogni settimana il presidente rilascia un video su youtube, scaricabile, commentabile.</p>
<p>2. c&#8217;è una sezione in cui tutti possono fare proposte al presidente</p>
<p>3. c&#8217;è una sezione in cui tutti possono raccontare la loro storia al presidente</p>
<p>4. c&#8217;è un estremo senso di trasparenza in tutte le decisioni che vengono prese e raccontate alla luce del sole</p>
<p>5. ci sono tutti gli incontri che le organizzazioni stanno facendo con il presidente, le loro raccomandazioni e tutti possono fare commenti su queste raccomandazioni.</p>
<p>C&#8217;è un grosso difetto: tutto questo approccio è deciso dall&#8217;alto e concesso ai cittadini. Se un giorno lui cambiasse idea, i cittadini non potrebbero opporsi. In Svizzera le decisioni del popolo sono a volte imposte dal popolo ai suoi governanti. Con Obama è comunque lui che ricevuti i suggerimenti dei cittadini, valuta e decide. A nome del popolo.</p>
<p>Inoltre i suggerimenti dei cittadini non sono consultabili dai visitatori, e tanto meno sono votabili o è possibile dare alle proposte qualche forma di priorità. Insomma molta democrazia rappresentativa illuminata, e poca democrazia diretta. Ma aspettiamo. E&#8217; comunque uno sforzo e un passo in avanti rispetto alle amministrazioni precedenti e al resto del mondo e all&#8217;Italia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Initiative and Referendum Institute (IRI), un sito sulla Democrazia Diretta dell&#8217;Univ. California</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/18/initiative-and-referendum-institute-iri-un-sito-sulla-democrazia-diretta-delluniv-california/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 22:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[iri]]></category>

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		<description><![CDATA[iri
di Paolo Michelotto
La California è uno degli stati al mondo dove si tengono più Referendum Propositivi (Ballots o Initiative) e Referendum Abrogativi. E questi strumenti sono studiati a fondo nelle università. Questo sito dell&#8217;università della california del sud, è interamente dedicato alla democrazia diretta. Sono recensiti libri, sono pubblicati articoli e saggi, sono inseriti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_501" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/iri.jpg"><img class="size-medium wp-image-501" title="iri" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/iri-300x85.jpg" alt="iri" width="300" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">iri</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>La California è uno degli stati al mondo dove si tengono più Referendum Propositivi (Ballots o Initiative) e Referendum Abrogativi. E questi strumenti sono studiati a fondo nelle università. Questo sito dell&#8217;università della california del sud, è interamente dedicato alla democrazia diretta. Sono recensiti libri, sono pubblicati articoli e saggi, sono inseriti con frequenza aggiornamenti sui referendum tenuti nel mondo. C&#8217;è un database in cui stato per stato degli USA sono elencati i referendum fatti e gli strumenti usufruibili (non tutti gli stati hanno l&#8217;iniziativa e il referendum), c&#8217;è una pagina dedicata alle schede usate nei vari paesi e dove disponibile ci sono anche gli opuscoli elettorali, c&#8217;è una lista impressionante di lavori accademici sui vari aspetti della democrazia diretta e moltissime votazioni hanno un rapporto su quanto accaduto.</p>
<p>Tutto in inglese ovviamente.</p>
<p><a href="http://www.iandrinstitute.org/">http://www.iandrinstitute.org/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Schoenau (Germania): storia di cittadini che decidono il loro destino</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/12/schoenau-germania-storia-di-cittadini-che-decidono-il-loro-destino/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 23:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[schoenau]]></category>

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		<description><![CDATA[schoenau (tetti fotovoltaici)
di Paolo Michelotto
Schoenau è una piccola città nella foresta nera, che qualche decennio fa, utilizzando lo strumento del referendum, ha deciso di produrre e distribuire da se energia elettrica non prodotta da Centrali Nucleari. Una storia di successo.
Qui il sito per maggiori informazioni con descrizioni in varie lingue, tra cui l&#8217;italiano
http://www.ews-schoenau.de/footer/international.html
Ecco alcuni resoconti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_470" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau.jpeg"><img class="size-medium wp-image-470" title="schoenau" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau-300x225.jpg" alt="schoenau" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau (tetti fotovoltaici)</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Schoenau è una piccola città nella foresta nera, che qualche decennio fa, utilizzando lo strumento del referendum, ha deciso di produrre e distribuire da se energia elettrica non prodotta da Centrali Nucleari. Una storia di successo.</p>
<p>Qui il sito per maggiori informazioni con descrizioni in varie lingue, tra cui l&#8217;italiano</p>
<p><a href="http://www.ews-schoenau.de/footer/international.html">http://www.ews-schoenau.de/footer/international.html</a></p>
<p>Ecco alcuni resoconti della vicenda.</p>
<p><a href="http://www.meetup.com/gruppo-beppe-grillo-pordenone/boards/thread/5280966/30/"><strong>I ribelli dell’energia</strong></a><br />
<em>Questo è il racconto di Eva, nostra referente del EWS, di come alcuni cittadini di Schoenau sono riusciti ad abbattere un monopolio.</em></p>
<p>Schoneau si trova all&#8217;estremo sud-ovest della Germania nella foresta nera, vicino al confine svizzero e francese.</p>
<p>Dopo la catastrofe di Cernobyl nel 1986, un piccolo gruppo costituito da genitori preoccupati si riuniscono per parlare della salute alimentare dei loro figli.<br />
Si rendono conto di essere loro stessi usufruitori di energia prodotta con l’atomo e cresce la necessità di sottrarsi dal nucleare. Ma come? La prima azione è quella del risparmio energetico per poi ricercare nuove forme di approvvigionamento.<span id="more-469"></span></p>
<p>Da uno studio di un istituto di Basilea risulta che il 40% del fabbisogno energetico tedesco era producibile attraverso cogenerazione, percentuale corrispondente alla produzione del nucleare tedesco. I cittadini, nonostante il gestore della rete locale li osteggiasse, iniziano a prodursi loro energia attraverso cogeneratori (senza incentivi statali) integrati poi con pannelli fotovoltaici.<br />
Vengono riattivate anche delle piccole centrali idroelettriche.</p>
<p>Chiedono la collaborazione del fornitore locale di energia, che invece continua ad ostacolarli (braccio e ombra di 5 lobby tedesche del energia). Decidono così di mettersi in proprio, cogliendo l’occasione, alla fine degli anni novanta, della scadenza del contratto fra il comune e il fornitore locale.</p>
<p>Nel frattempo a Schonau viene eletto un nuovo sindaco che appoggia le iniziative per la creazione di una nuova compagnia.<br />
Fondano la compagnia elettrica EWS.<br />
Per legittimare la creazione di questo nuovo fornitore di energia viene indetto un referendum.</p>
<p>Viene fatta una grande campagna informativa: la vecchia compagnia elettrica riempie le cassette delle lettere di volantini mentre i soci della neonata EWS, spronati dal loro leader dottor Michael Sladek, adottano una campagna di sensibilizzazione porta a porta (anche un produttore locale di marmellate appoggia la campagna EWS con delle etichette a favore del cambiamento).<br />
Tutta la Germania ne parla.<br />
Il giorno dello spoglio dei voti il paese è invaso da tv e giornalisti che commentano la notizia in diretta. La cittadina segue la conta delle schede attraverso un altoparlante raccogliendosi nelle piazze del paese. L&#8217;iniziativa trova il consenso di oltre l’85% della popolazione!<br />
Era marzo, faceva freddo e nevicava. Quando fu annunciato la vittoria dei sì, ci fu un boato di entusiasmo, la gente si abbracciava e piangeva: fu una festa mediterranea.<br />
Il risultato si era ottenuto dopo anni di impegno sociale.</p>
<p>Vinto il referendum non era ancora vinta la battaglia: la vecchia compagnia chiede 8 milioni di marchi per l’acquisto della rete elettrica. Viene chiamato un referente dell&#8217;Università di Basilea per valutare l&#8217;effettivo ammontare del valore che risulta di 3.8 milioni di marchi.<br />
Il monopolista pensa a questo punto di avere partita vinta, crede che mai avrebbero potuto pagare una tale cifra. Anche il ministro del land Baden-Wurttemberg consiglia i cittadini di lasciar perdere il loro proposito di costituire una nuova compagnia.</p>
<p>Viene in aiuto una banca etica (esistono!)di Bochum (centro-nord della Germania). La banca si offre di aiutare i soci della EWS per raccogliere i fondi.<br />
L’idea è di chiedere una donazione di 5 marchi ad ogni attivista ambientalista /antinuclearista tedesco.</p>
<p>Cinquanta delle più grandi agenzie pubblicitarie tedesche accettano l’invito di fare una campagna senza profitto per sensibilizzare la Germania.<br />
Anche il settimanale Der Spiegel aderisce all’iniziativa tenendo aggiornati i lettori sul l’evolversi della vicenda dei “Ribelli dell’Energia”della Foresta Nera.<br />
Si scatena un&#8217;ondata di solidarietà, incominciano ad arrivare i primi contributi dalla Germania poi dalla Francia e da altri stati europei. Anche bambini contribuiscono rinunciando alla “paghetta” settimanale o al regalo di compleanno.</p>
<p>La situazione si sta invertendo, come Davide contro Golia giorno dopo giorno il proprietario della rete elettrica si rende conto di non avere più la situazione sotto controllo e di aver sottovalutato gli attivisti.<br />
Nel 1997 un giudice decreta la stima finale (e reale) della rete pari a 3,5 milioni di marchi, i soldi raccolti in più vengono investiti in progetti ecologici. Inizia la vendita dell’elettricità.</p>
<p>Nel 1996-97 una nuova legge incentiva l’autoproduzione di energia e arrivano molte richieste di acquisto di energia pulita.</p>
<p>Nel 2008 la EWS con 650 soci fornisce energia da fonti rinnovabili a 75.000 utenti tedeschi.</p>
<p>Eva sottolinea che “Se la gente sapesse a chi dà i soldi quando compra l’energia, potrebbe fare Massa Critica e scegliere fornitori etici ed il mondo cambierebbe considerevolmente!”</p>
<p><em>Gli attivisti di Schoenau anche se erano in pochi ci hanno provato. Durante il loro cammino hanno incontrato difficoltà ma anche compagni di viaggio. L’importate è CREDERCI!</em></p>
<p>Altre foto ricavate dal sito:</p>
<p>http://www.meetup.com/gruppo-beppe-grillo-pordenone/boards/thread/5280966/30/</p>
<div id="attachment_471" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau1.jpeg"><img class="size-medium wp-image-471" title="schoenau1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau1-300x225.jpg" alt="schoenau1" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau1</p></div>
<p>Schoenau e “I ribelli dell’energia”<br />
Ciò che vorrei raccontarvi sono le mie prime impressioni della visita che è stata organizzata questo fine settimana (26/27/28 Settembre) dai nostri amici del gruppo Beppe Grillo di Pordenone a cui non potevo mancare e che ringrazio. Cosa porto a casa di cosi importante? Chi conosce questa storia forse lo sa gia, anche la trasmissione Report tempo fa ce l’aveva raccontata, ma vi posso garantire che di persona fa proprio un’altro effetto. Schoneau è un esempio di democrazia cittadina, di risparmio energetico, e di ecosostenibilità. Tutta questa incredibile storia che ha coinvolto questa cittadina, è partita dal trovare una soluzione al nucleare dopo l’incidente di Cernobyl del 1986 e si basa su tre colonne portanti: energie rinnovabili, cogenerazione e risparmio energetico. Il miglior consumo è sempre il risparmio energetico, detto questo si è cercato di capire quale fosse il metodo migliore per sfruttare al meglio la produzione di energia.</p>
<div id="attachment_472" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau2.jpeg"><img class="size-medium wp-image-472" title="schoenau2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau2-300x225.jpg" alt="schoenau2" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau2</p></div>
<p>Da un semplice principio di fisica, si è capito che la produzione di energia elettrica, implica anche due terzi di produzione di calore (Vi voglio ricordare che il progetto è italiano lo ha inventato un ingegnere della Fiat che si chiama Mario Palazzetti ancora nel 1973). Le centrali nucleari oltre al fatto sconveniente di costare tanto denaro, di richiedere tempi molto lunghi di ammortamento e di produrre scorie molto pericolose, perdono la parte di calore che viene generata, che deve necessariamente essere riprodotta utilizzando altro combustibile fossile. Se prendiamo invece in considerazioni sistemi più piccoli e decentralizzati come dei cogeneratori oltre a produrre energia elettrica, sfruttiamo anche i 2/3 di calore per riscaldare le nostre case, rilasciando nell’atmosfera molto meno co2.</p>
<div id="attachment_473" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau3.jpeg"><img class="size-medium wp-image-473" title="schoenau3" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau3-300x225.jpg" alt="schoenau3" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau3</p></div>
<p>Questa soluzione deve essere temporanea per investire e sfruttare appieno le vere energie rinnovabili come il sole, l’acqua, il vento, le biomasse. Detto ciò vi lascio alla foto più rappresentativa di questo posto, che esprime tutto l’impegno che è stato fatto di informazione, di democrazia e di partecipazione e di risparmio energetico di questo luogo, senza contare la dura lotta contro le lobby del nucleare e del petrolio. Una chiesa con un tetto pieno di fotovoltaici che ha un grande significato perchè è riuscita anche a trovare una forte unione anche fra sindaco parroco e cittadini che sono stati unanimi nel concordare che questa era la scelta giusta.</p>
<p>quanto scritto nel sito del EWS<br />
<em><strong>Stá a noi cambiare il mondo!</strong><br />
Quando i cittadini di Schönau dopo Cernobyl cominciarono a cambiare in modo positivo il panorama energetico, l&#8217;esperienza piú importante fu quella di <span style="color: blue;">rendersi conto che non si poteva sempre aspettare che le cose cambino perché mosse &#8220;da qualcun´altro&#8221;</span>. Fú cosí che la gente di Schönau abbandonó l&#8217;illusione che i problemi del mondo si possano risolvere da sé oppure che ci sia sempre qualcuno &#8211; sia nell´ambito della politica, o della scienza o dell´economia &#8211; che sia in grado di risolvere i problemi. La gente di Schönau si rese conto che : &#8220;se vogliamo che qualcosa cambi siamo noi che dobbiamo rimboccarci le maniche e intraprendere qualcosa. Poi, quando prendiamo noi stessi l´iniziativa, la propria attivitá in quanto consapevole contribuisce a far sí che la direzione che pensiamo sia anche quella giusta. Quando invece non prendiamo decisioni consapevoli, influenziamo lo stesso il corso del mondo ma lo facciamo in un modo che non ci piace per niente.</em></p>
<div id="attachment_474" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau4.jpeg"><img class="size-medium wp-image-474" title="schoenau4" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schoenau4-300x225.jpg" alt="schoenau4" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">schoenau4</p></div>
<p><span style="color: blue;"><em>Ognuno di noi ha molte piú possibilitá di contribuire a cambiare le cose di piú di quanto si crede.</em></span><em> Sopratutto la forza del consumatore é enorme. Con ogni decisione fatta quotidianamente riguardante come investire il nostro denaro decidiamo anche sul destino di uomini vivi e non ancora nati &#8211; non soltanto nel settore della corrente.</em></p>
<p><em>&#8220;Dipende da me&#8221; &#8211; questo é il messaggio. L&#8217;attivitá verso una meta costituisce un contrappeso alla sensazione d&#8217;impotenza che ci fa perdere il coraggio in vista della globalizzazione e del potere delle multinazionali. Si impara a fidarsi delle proprie emozioni e dei propri giudizi invece di accettare costrizioni presunte.</em></p>
<p><em>&#8220;Dipende da me&#8221;. Quante volte lo si sente dire, sia come scusa oppure come vero e proprio senso di scoraggiamento quando si crede che il nostro piccolo contributo comunque non serva a cambiare nulla. Invece non é affatto vero, anzi! <span style="color: blue;">Ogni piccolo contributo cambia qualcosa e molti piccoli contributi possono &#8211; alla fin fine &#8211; cambiare il mondo.</span> É un piacere contribuire in parte a questo cambiamento &#8211; é questa l&#8217;esperienza che stanno facendo sia i cittadini di Schönau che gli utenti della corrente elettrica.</em></p>
<p><em>L&#8217;EWS con la vendita di corrente in tutta la repubblica centralizza il potere di mercato dell´utente di corrente elettrica &#8211; e con il potere comune influenza la politica e la percezione sociale. L&#8217;EWS é il simbolo di un rapporto nuovo con l&#8217;energia, ma anche di un nuovo rapporto col denaro che comporta un senso piú profondo di solidarietá e di responsabilitá personale.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Andi Gross un deputato svizzero che gira il mondo a parlare di Democrazia Diretta</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 20:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[andi gross]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
Andi Gross è un rappresentante atipico. Invece di fare politica con i suoi pari, gira per il mondo per parlare della Democrazia Diretta. Partecipa a conferenze, tiene lezioni universitarie, scrive saggi sulla democrazia diretta, cura il suo sito su questi argomenti. E&#8217; un deputato Svizzero che fin dal 1992 svolge questa attività di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/andi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-458" title="andi" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/andi.jpg" alt="andi gross" width="139" height="209" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>Andi Gross è un rappresentante atipico. Invece di fare politica con i suoi pari, gira per il mondo per parlare della Democrazia Diretta. Partecipa a conferenze, tiene lezioni universitarie, scrive saggi sulla democrazia diretta, cura il suo sito su questi argomenti. E&#8217; un deputato Svizzero che fin dal 1992 svolge questa attività di divulgazione. Il suo sito è:</p>
<p><a href="http://www.andigross.ch/">http://www.andigross.ch/</a></p>
<p>Nel sito Andi ha inserito molti documenti, tanti in tedesco, ma alcuni anche in inglese e francese, sui vari aspetti della democrazia diretta che lui ha trattato in questi anni.</p>
<p>Forse verrà anche a Rovereto nelle prossime settimane&#8230; Maggiori aggiornamenti a breve.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>lo Scec: Buono Locale di Solidarietà o moneta complementare</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 20:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[scec]]></category>

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		<description><![CDATA[
scec banconote
di Paolo Michelotto
l&#8217;idea della moneta complementare è molto semplice ed intuitiva. Serve per ridare potere d&#8217;acquisto ai cittadini e alle comunità. Inoltre è stata sperimentata da anni in Italia e all&#8217;estero. Esistono ormai più di 7000 esperienze di questo tipo. In cosa consiste? Nell&#8217;utilizzo di buoni di sconto cartacei che vengono accettati in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp"></div>
<div id="attachment_450" class="wp-caption alignleft" style="width: 261px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/scec-tagli-totali-sito.jpg"><img class="size-medium wp-image-450" title="scec-tagli-totali-sito" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/scec-tagli-totali-sito-251x300.jpg" alt="scec banconote" width="251" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">scec banconote</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;idea della moneta complementare è molto semplice ed intuitiva. Serve per ridare potere d&#8217;acquisto ai cittadini e alle comunità. Inoltre è stata sperimentata da anni in Italia e all&#8217;estero. Esistono ormai più di 7000 esperienze di questo tipo. In cosa consiste? Nell&#8217;utilizzo di buoni di sconto cartacei che vengono accettati in una percentuale rispetto al valore totale da pagare. Ad esempio il 20% del totale. Gli Scec non sono emessi dalle banche, ma dai cittadini. Quindi non creano debito, inoltre poichè devono sempre viaggiare accompagnati dalla moneta corrente (gli euro) non creano inflazione. Poichè sono accettati in ambito locale da una rete di fornitori di beni e servizi, gli Scec favoriscono l&#8217;economia locale a discapito delle grandi multinazionali. Gli Scec hanno molte assonanze e attinenze con i principi e i valori della democrazia diretta. Qui per saperne di più:</p>
<p><a href="http://cms.arcipelagoscec.net/">http://cms.arcipelagoscec.net/</a></p>
<p>E a seguire la descrizione degli Scec fatta nel sito di Arcipelago Scec:<span id="more-449"></span></p>
<p><strong>chi siamo:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo progetto è nato grazie alla <strong>collaborazione tra economisti, analisti finanziari indipendenti, commercialisti, imprenditori e semplici cittadini</strong>, che hanno formato una squadra, con l’intento di mettere al servizio di tutti la loro professionalità, open source.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno di noi può contribuire al suo sviluppo grazie alla <strong>convenienza per tutti</strong> che crea l’uso del Buono.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle varie regioni che si sono riunite in questo coordinamento rnazionale vi sono persone che stanno diffondendo le <strong>conoscenze basilari per una corretta valutazione del momento economico-finanziario,</strong> e potete contattarli in ogni momento per meglio capire i molti aspetti positivi che accompagnano l’utilizzo dei Buoni SCEC, e per porre le domande volete.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni persona che contribuisce alla realizzazione del progetto apporta le proprie capacità, esperienze, professionalità. In pieno spirito open-source gli organizzatori <strong>mettono a disposizione di tutti</strong> il materiale prodotto in questi anni di studio e la loro persona per la messa in opera dei Buoni Locali SCEC.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo sempre disponibili ad allargare le figure che fanno parte del gruppo organizzatore</strong></p>
<h2>Cosa sono gli SCEC?</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Buoni locali della Solidarietà ChE Cammina, gli SCEC, sono delle “cartonote” </strong>(giocando sul termine banco-nota e sottolineando che è sempre e solo carta) <strong>molto semplici e si usano insieme agli Euro.</strong> Il funzionamento è intuitivo. I Buoni SCEC vengono stampati da ArcipelagoSCEC, gestiti dalle Associazioni locali aderenti ad Arcipelago SCEC e consegnati gratuitamente* agli iscritti e alle famiglie. I Buoni Locali SCEC danno diritto poter pagare con gli SCEC una parte dei prezzi delle merci e dei servizi offerti dalle imprese, professionisti, produttori, artigiani, aderenti al circuito.</p>
<p style="text-align: justify;">* ad ogni distribuzione verrà richiesta solo un libero contributo per il recupero delle spese di stampa</p>
<h2 style="text-align: justify;">Emissione</h2>
<p style="text-align: justify;">Viene fatta da<strong> ArcipelagoSCEC</strong> che è il coordinamento nazionale di tutte le “Isole” regionali che lavorano sul territorio, in base a criteri condivisi e trasparenti che si trovano nel Regolamento di Gestione <strong>I Buoni SCEC danno diritto ad una riduzione di prezzo </strong>medio del 20% (dal 10% fino al 30%, ma tra privati nulla vieta che si possa arrivare fino al 100%) sui prezzi praticati, ma ogni esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un servizio <strong>sceglie, comunicandola all’associazione ed esponendola nel proprio esercizio, la percentuale</strong> <strong>da applicare</strong>. Distribuiti direttamente alle famiglie del territorio, attireranno nel circuito locale anche coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Distribuzione agli iscritti</h2>
<p style="text-align: justify;">La quantità iniziale sarà di <strong>100 Buoni locali ad iscritto</strong>, con l’obiettivo di arrivare ad una distribuzione mensile costante nel tempo una volta che il circuito locale sarà perfettamente completo e la circolazione degli SCEC sarà ottimale.</p>
<p style="text-align: justify;">Arcipelago potrà anche distribuire SCEC per comportamenti virtuosi come la raccolta differenziata, l’assistenza a domicilio, ecc. attività che in alcuni casi dovranno essere concertate con gli enti locali.<br />
Tutte queste casistiche sono comunque riportate ne Regolamento di Gestione che fa parte delle regole comuni necessarie per la circolazione degli SCEC anche nelle altre realtà regionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I tagli sono sei: 0,50 – 1 – 2 – 5 – 10 &#8211; 50 SCEC.</strong></p>
<h2>Perché usarli?</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Negli ultimi anni abbiamo assistito dell’impoverimento delle economie locali ad un’accelerazione</strong> in atto ormai da decenni. Le piccole attività industriali, artigianali, commerciali e contadine, una volta il fulcro della vita economica del nostro territorio, si stanno inesorabilmente spengendo. Le cause vanno ricercate essenzialmente in due fattori:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Il meccanismo di emissione della moneta ufficiale</strong> – ogni Euro emesso dalla Banca Centrale o prestato dal sistema bancario crea un debito per la collettività o per il singolo. Lo Stato è fortemente indebitato con la Banca Centrale (il debito pubblico è circa 1600 mld di euro) e le famiglie sono sempre più indebitate con il sistema bancario per la casa e per gli acquisti, come auto, mobili, elettrodomestici.</li>
<li><strong>La grande distribuzione</strong>, oggi quasi totalmente in mano a multinazionali estere, drena continuamente ricchezza dal territorio e questa ricchezza non viene reinvestita localmente; le loro politiche di vendita diventano ogni giorno più aggressive.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo è quello di invertire questo processo e rivitalizzare l’economia locale, attraverso l’adozione di un <strong>BUONO LOCALE SCEC (la Solidarietà ChE Cammina)</strong>, di pari valore all’euro, non convertibile, che si affianchi alla valuta ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">I Buoni Locali di Solidarietà nascono dall’esperienza e dallo studio di<strong> oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo,</strong> compreso il circuito <strong><a href="http://www.wir.ch/index.cfm?16AD5B5ACAC9414F9EE6FA82E2E94BD0" target="_blank">WIR svizzero</a> (più di 75.000 aziende!), <a href="http://www.regiogeld.de/regiogeld.html" target="_blank">REGIO tedesco</a> (oltre 60 monete locali in rete) e il sistema Buoni che copre l’intero Giappone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di tutto ciò ha preso vita questo progetto, nato grazie alla collaborazione tra economisti, analisti finanziari indipendenti, commercialisti, imprenditori e semplici cittadini, che hanno formato una squadra con l’intento di mettere al servizio di tutti la loro professionalità, open source. Ognuno di noi può contribuire al suo sviluppo, grazie alla convenienza per tutti che crea l’uso del Buono locale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2>Come usarli</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Buono locale, <strong>distribuito gratuitamente,</strong> viene accettato per l’acquisto di beni e servizi all’interno del circuito. Sono semplici da usare e aiuteranno imprese e privati a superare questo periodo di estrema difficoltà. Utilizziamo questi metodi per ridare potere di acquisto a famiglie, piccole imprese, pensionati. Con i <strong>Buoni Locali SCEC (la Solidarietà ChE Cammina</strong>), chiunque offra un servizio alla comunità la arricchisce, contribuendo alla fine dell’incubo della quarta settimana.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ad esempio: 100 Buoni Locali aumentano del 20% il potere di acquisto delle pensioni minime (500 euro)<br />
</strong></span></h4>
<div class="wp-caption align:center" style="width: 410px;"><img src="http://www.arcipelagoscec.org/images/esempiobn.png" alt="Esempio di utilizzo" width="400" height="490" /></p>
<p class="wp-caption-text">Esempio di utilizzo</p>
</div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Come vediamo nell’esempio sotto, il cliente che ha i Buoni SCEC, invece di (circa) 36 euro pagherà (circa) 29 in euro e 7 in Buoni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso il negoziante emetterà uno<strong> scontrino di 36 euro con 7 di abbuono</strong>. Il negoziante pagherà le tasse e le imposte ovviamente sui 29 euro effettivamente incassati. A questo punto il negoziante potrà <strong>riutilizzare i 7 SCEC presso ogni altro aderente al circuito</strong>, per soddisfare i suoi bisogni in termini sia di beni che di servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stato attuale i buoni soddisfano pienamente tutte le richieste di rivitalizzare il commercio locale, arricchire il territorio e favorire in chi li usa la nascita della consapevolezza sui meccanismi monetari e delle multinazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imprenditore in possesso di molti Buoni vorrà dire che ha avuto anche un proporzionale incremento di euro e comunque non avrà mai superato il rapporto di 20 SCEC (% di accettazione media) contro 80 Euro. <strong>L’importante è che si faccia un’opera di informazione per cui per i negozianti diventi automatico dare e ricevere Buoni e per i clienti diventi un’abitudine portare Buoni in tasca. Lo SCEC è reale potere di acquisto per chi lo usa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ di fondamentale importanza capire che questo schema di funzionamento, in modo similare, è utilizzato da molti anni nella grande distribuzione. Come ? Con i buoni sconto. I supermercati hanno infatti al loro interno una larghissima gamma di prodotti, raggruppando l’offerta di molti negozi. Possono quindi beneficiare, grazie ai buoni sconto cartacei e alle fidelity card, solo della loro funzione di fidelizzazione della clientela: <strong>una volta spesi muoiono li.</strong> Nel nostro caso le riduzioni di prezzo ricordate dall’uso degli SCEC, possono circolare all’interno delle nostre economie locali, (nell’esempio il 20% dell’importo), e circolando nel circuito <strong>porta ricchezza e clientela a chi ne fa uso</strong>. Per capire bene che è veramente semplice vedete cosa fa un qualunque supermercato; il circuito dei Buoni Locali SCEC si comporta in maniera similare, ma al circuito locale.</p>
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.arcipelagoscec.org/images/scontrinoscec5.png"><img src="http://www.arcipelagoscec.org/images/scontrinoscec5.png" alt="Scec, semplice scontrino di un negozio" width="430" height="608" /></a></dt>
</dl>
<h2>Fisco &amp; Scec</h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fiscalmente il Buono Locale è assimilabile ad un abbuono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abbuono" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Abbuono</a> e come tale non concorre alla determinazione della base imponibile.</span><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>E’ un errore confondere i Buoni Locali con i buoni sconto commerciali</strong>.<br />
Questi ultimi permettono, nel caso il dettagliante accetti, che il consumatore finale paghi il prezzo di vendita del prodotto in parte in contanti ed in parte a mezzo di un buono sconto emesso dal produttore dello stesso, riducendo in questo modo la base imponibile IVA. Successivamente, nel caso il produttore del bene oggetto di transazione rimborsi l’importo indicato su detto buono, il dettagliante è obbligato ad includere il valore nominale di questo buono nella base imponibile. Ciò è chiaramente indicato nella normativa di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri CEE relative alle imposte sulla cifra di affari (Direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977).Tale direttiva è molto chiara nell’indicare che ” … la base imponibile è costituita per le forniture di beni e le prestazioni di servizi: da tutto ciò che costituisce il corrispettivo versato o da versare al fornitore o al prestatore per tali operazioni da parte dell’acquirente, del destinatario o di un terzo … omissis .</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Non molto dissimile  è il caso che il buono sconto emesso da una catena commerciale, in questo caso però la transazione avviene senza che colui che ha emesso il buono, possa recuperare il valore dello sconto offerto al cliente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per quanto invece riguarda i Buoni Locali si deve fare riferimento all’accordo stipulato dal fornitore/prestatore al momento di associarsi al Circuito dei Buoni Locali della <strong>S</strong>olidarietà <strong>C</strong>h<strong>E</strong> <strong>C</strong>ammina come Accettatore.<br />
Con tale contratto il venditore/prestatore d’opera si impegna a riconoscere, a tutti i portatori di SCEC, un determinata riduzione di prezzo per i prodotti venduti, assumendosi anche l’obbligo di ritirare dal cliente Buoni Locali per lo stesso ammontare nominale della riduzione riconosciuta;<br />
L’accordo impegna il venditore/prestatore solo nei confronti dei portatori di Buoni Locali SCEC mentre lo lascia assolutamente libero di offrire o meno sconti e/o abbuoni agli altri clienti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E’ inoltre importante tenere presente che il contratto non garantisce affatto all’accettatore la possibilità di poter utilizzare i Buoni Locali ricevuti per ottenere a sua volta una riduzione di prezzo sui propri acquisti presso i suoi fornitori; quindi, per il venditore/prestatore d’opera, il valore economico intrinseco dei Buoni Locali ricevuti è assolutamente nullo!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Peraltro i buoni sono sempre forniti a titolo gratuito e quindi in ogni caso il loro valore è nullo ed acquistano il titolo di ottenere una diminuzione di prezzo solo presso un fornitore che sia associato al circuito dei Buoni. Poiché alle condizioni contrattuali pattuite i Buoni Locali non rappresentano alcun valore per chi li accetta, non possono che non essere assoggettabili all’IVA.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel caso in cui l’accettatore, al pari di qualunque altro portatore di Buoni Locali, trovasse un associato al circuito dei Buoni Locali in grado di fornirgli le merci da lui desiderate, ecco che potrebbe utilizzare gli SCEC in suo possesso per ottenere la fornitura dei prodotti desiderati. In tal caso, acquistando la merce ad un minor prezzo, all’atto della vendita ad un cliente privo di Buoni Locali otterrebbe un maggior margine sulla vendita, a cui corrisponderà una maggior quantità di IVA da versare. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quanto sopra descritto chiarisce il regime fiscale dei Buoni Locali tuttavia, anche se i Buoni Locali un giorno venissero considerati alla stregua di “crediti di denaro”, a norma del DPR 633 del 26 Ottobre 1972, comma 3, punto a) sarebbero ancora esenti IVA.<br />
Lo SCEC non rientra certo nella legge relativa ai concorsi e manifestazioni a premio, che espressamente esclude i Buoni da questo contesto, anche dalla nuova disciplina entrata in vigore il 12 aprile scorso (Nuovo Regolamento di operazioni pubblicitarie finalizzate a promuovere la conoscenza e la vendita di determinati prodotti o servizi), introdotta dal DPR 430/2001.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Se vediamo la cosa come un circuito dove i Buoni ricordano a chi li riceve che il portatore ha diritto ad un prezzo di favore, contrattualmente in quanto iscritto all’associazione e fiduciariamente se non iscritto, la cosa appare in tutta la sua semplicità.<br />
Il fatto di circolare non deve trarre in inganno perché ogni transazione il Buono conclude la sua funzione e la riprende nel momento che viene presentato nuovamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per chiarire meglio, se il buono fosse una moneta come il Regio (moneta complementare tedesca che permette di acquistare beni totalmente con quella moneta) avremmo un risultato diverso in quanto lo scontrino o la fatturazione sarebbe sull’intero, mentre lo SCEC non essendo tecnicamente una moneta, ma un titolo per ottenere una riduzione del prezzo, si comporta come una liberalità esercitata dal creditore nei confronti del debitore e pertanto non viene computata ai fini dell’imponibile fiscale, come la definizione di abbuono in Wikipedia riporta:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>L’abbuono è una riduzione concessa su una somma da pagare, che puo arrivare fino alla totale rinuncia della riscossione da parte del creditore.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quindi un atto di liberalità tra creditore (commerciante, produttore ecc.) e debitore (acquirente).<br />
In effetti il buono rappresenta il titolo ad avere una riduzione di prezzo,che avviene contrattualmente fra gli iscritti all’associazione emittente e in maniera fiduciaria per i non iscritti.<br />
Il buono infatti è un atto liberale di mutuo soccorso in capo al portatore del buono che ne è anche il proprietario. Nessuna ombra sulla sua esenzione dalla base imponibile in quanto la sesta direttiva comunitaria all’art. 11, parte A, elenca rispettivamente ai suoi nn. 2 e 3 gli elementi da includere nella base imponibile e quelli da escludere. L’art. 11, parte A, n. 3, lett. b), dispone che non sono da includere nella base imponibile «i ribassi e le riduzioni di prezzo concessi all’acquirente o al destinatario della prestazione e acquisiti al momento in cui si compie l’operazione».<br />
Qui non si parla di sconti o altro, ma solo di riduzione di prezzo in cui il nostro Buono Locale si inserisce perfettamente e a pieno titolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In definitiva, la questione è molto semplice : il nostro caso è di “abbuono commerciale” per cui ” sono rilevati come gli abbuoni o i resi, ma non dovranno apparire autonomamente in bilancio bensì imputati in diminuzione dei ricavi.”</span></p>
<p>Per quanto riguarda gli sconti finanziari, questi hanno una natura completamente diversa dall’abbuono dato dallo SCEC. Per il legislatore “In sede di bilancio, gli sconti passivi finanziari non sono imputati in diminuzione dei ricavi in quanto non costituiscono rettifiche negative degli stessi”; anche in partita doppia vanno tra i costi (infatti vedi la voce “sconti passivi” a sinistra nell’esempio in partita doppia). Sono quindi un aumento di costi, non una diminuzione di ricavi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nel caso di un acquisto con gli SCEC la fattura generata è uguale a quella riportata qui sotto: 1000-20% = 800 di imponibile .</p>
<p><span style="color: #000000;">Causale S/Conto Cli/For Descrizione Imponibile %IN RIva Contr. Importo Dare Importo Avere<br />
——————————————————————————————————<br />
—- Numero Reg. 1 Del 23-01-08 —– Numero Doc. 1 Del 23-01-08 —– Prot.<br />
001   EMISSIONE FATTURA   0104001 0000165 ARGORO’ SNC         960,00<br />
0401001                                                 MERCI C/VENDITA              800,00<br />
0202001                                  200 IVA           20%        800,00       160,00<br />
—————————————————————————-<br />
TOTALI DI STAMPA                                                             960,00 -  960,00</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Se poi DOPO al clienti effettua un ulteriore sconto (le ragioni possono essere diverse) questo ha natura finanziaria, non natura commerciale: la vendita è stata effettuata e quindi non c’è variazione su questa. Questo ulteriore sconto aumenterà i costi, non diminuirà i ricavi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">—- Numero Reg. 2 Del 23-01-08 —– Numero Doc. Del &#8211; - —– Prot. ——————————<br />
SCONTO PER PAGAMENTO<br />
100         0303001                                     ABBUONI E RIBASSI PASSIVI    60,00<br />
0104001 0000165                                                         ARGORO’ SNC       60,00<br />
———————————————————————————<br />
TOTALI DI STAMPA                                                                          60,00 &#8211; 60,00</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il cliente paga solo 900,00 euro.<br />
<strong>La casistica del nostro Buono è semplice e lineare anche a livello di contabilità.</strong> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Comune Udine sperimenta il Bilancio Partecipativo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 22:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>

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		<description><![CDATA[bilancio partecipativo udine
di Paolo Michelotto
il comune di Udine sta sperimentando un progetto pilota di Bilancio Partecipativo. Si inizia con la progettazione partecipata di 3 piccole zone di un&#8217;area sportiva impegnando la cifra di 100.000 euro. E poi in base ai risultati si passerà nei prossimi anni all&#8217;intera città. Questo progetto si basa su un percorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_442" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/bpudine.png"><img class="size-medium wp-image-442" title="bpudine" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/bpudine-300x69.png" alt="bpudine" width="300" height="69" /></a><p class="wp-caption-text">bilancio partecipativo udine</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il comune di Udine sta sperimentando un progetto pilota di Bilancio Partecipativo. Si inizia con la progettazione partecipata di 3 piccole zone di un&#8217;area sportiva impegnando la cifra di 100.000 euro. E poi in base ai risultati si passerà nei prossimi anni all&#8217;intera città. Questo progetto si basa su un percorso attuato dal basso che nel  2007 aveva progettato come portare il Bilancio Partecipativo nella città. Il nuovo sindaco durante la campagna elettorale aveva promesso l&#8217;attuazione del BP ed ora inizia. Interessante perchè la consigliera con delega alla partecipazione oggi, era colei che aveva coordinato il progetto del 2007. Possono partecipare e votare i maggiori di 12 anni e i residenti, anche stranieri.</p>
<p>Maggiori dettagli sul sito del comune di Udine:</p>
<p><a href="http://www.comune.udine.it/opencms/opencms/release/ComuneUdine/comune/bilancio_partecipativo/index.html">Sito comune udine</a></p>
<p>Sono già stati realizzati alcuni incontri con buon riscontro, e altri si effettuano proprio in questi giorni.</p>
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		<title>il comune di Mezzago (MI) realizza il PGT (piano governo del territorio &#8211; alias piano regolatore generale PRG) partecipato</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 05:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[prg partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[mezzago]]></category>
		<category><![CDATA[pgt partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica partecipata]]></category>

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		<description><![CDATA[pgt mezzago partecipato
di Paolo Michelotto
un esempio di comune virtuoso. Gli amministratori hanno iniziato proprio in questi giorni l&#8217;attuazione del PGT partecipato. Il 10 dicembre 2008 ci sarà il primo incontro. In Lombardia il vecchio PRG comunale ora si chiama PGT, ma il concetto non varia molto. La progettazione del territorio del comune di Mazzago (MI), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_438" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/pgt-mezzago-corretto-big.jpg"><img class="size-medium wp-image-438" title="pgt-mezzago-corretto-big" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/pgt-mezzago-corretto-big-212x300.jpg" alt="pgt-mezzago-corretto-big" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">pgt mezzago partecipato</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>un esempio di comune virtuoso. Gli amministratori hanno iniziato proprio in questi giorni l&#8217;attuazione del PGT partecipato. Il 10 dicembre 2008 ci sarà il primo incontro. In Lombardia il vecchio PRG comunale ora si chiama PGT, ma il concetto non varia molto. La progettazione del territorio del comune di Mazzago (MI), 3600 abitanti, sarà realizzata in maniera partecipata con i cittadini. Questo è un percorso da seguire da vicino. E un esempio per tutti i comuni, a partire dal mio Rovereto. Noi di PartecipAzione Cittadini Rovereto stiamo raccogliendo le firme per 4 referendum. Uno di essi chiede di realizzare il PRG partecipato.</p>
<p>Clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla e leggere la proposta.</p>
<p>Il sito del comune è:</p>
<p><a href="http://www.comunemezzago.brianzaest.it/2006/default.asp">http://www.comunemezzago.brianzaest.it/2006/default.asp</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Grottammare un esempio italiano di successo di democrazia partecipativa</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/04/grottammare-un-esempio-italiano-di-successo-di-democrazia-partecipativa/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 16:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[prg partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[grottammare]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[decido anch&#39;io
di Paolo Michelotto
in questi giorni si è svolto a Grottammare il ciclo del bilancio partecipativo &#8220;Decido Anch&#8217;io&#8221;. Per la cittadina adriatica di 15.000 abitanti in provincia di Ascoli Piceno, questo processo è una consuetudine. L&#8217;amministrazione ogni anno dal 1993 coinvolge i cittadini, prima in maniera sperimentale, poi un po&#8217; alla volta in maniera sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_433" class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/grottammare-2008-decido-anchio.jpg"><img class="size-medium wp-image-433" title="decido anch'io" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/grottammare-2008-decido-anchio-206x300.jpg" alt="decido anch'io" width="206" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">decido anch&#39;io</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in questi giorni si è svolto a Grottammare il ciclo del bilancio partecipativo &#8220;Decido Anch&#8217;io&#8221;. Per la cittadina adriatica di 15.000 abitanti in provincia di Ascoli Piceno, questo processo è una consuetudine. L&#8217;amministrazione ogni anno dal 1993 coinvolge i cittadini, prima in maniera sperimentale, poi un po&#8217; alla volta in maniera sempre più strutturata. Poi nell&#8217;ultimo decennio con lo studio del modello quasi coetaneo del Bilancio Partecipativo di Porto Alegre (nato nel 1989-90), si sono aggiunti metodi sofisticati di gestione del Bilancio comunale fino a farlo divenire partecipativo. Anche il Piano Regolatore Comunale è stato realizzato con il contributo dei cittadini. Qui il sito del comune di Grottammare dedicato alla Partecipazione.</p>
<p><a href="http://www.comune.grottammare.ap.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=388">http://www.comune.grottammare.ap.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=388</a></p>
<p>Di seguito la spiegazione del processo partecipativo attuato a Grottammare, tratto direttamente dal sito del comune.</p>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">La Democrazia partecipativa nel Comune di Grottammare</span></strong></p>
<p align="justify"><em>Genesi</em></p>
<p align="justify">Le pratiche partecipative che sono state attuate nel Comune di Grottammare risalgono ai primi anni  &#8216;90  con la vittoria alle elezioni Amministrative di una lista chiamata &#8220;Solidarietà  e Partecipazione&#8221; in una cornice politica, nazionale e locale, tutt&#8217;altro che agevole. Tangentopoli aveva, di fatto, sgretolato il principale partito di riferimento del dopoguerra e una sistema elettorale fortemente maggioritario imponeva una dinamica centripeta  nella ricerca del consenso verso un centro che risultava fortemente destrutturato;  il disorientamento e la delusione dei cittadini verso una classe dirigente corrotta si riversava inevitabilmente nei confronti degli enti locali in quanto fronte più vicino e diretto della macchina statale.<span id="more-432"></span></p>
<p align="justify">Grottammare non solo non sfugge da questo senso di risentimento generale verso un periodo che in molti considerano la fine della I Repubblica, ma aggiunge proprie specificità che non fanno che aggravare ed aumentare il malcontento del tessuto sociale dell&#8217;epoca; dal dopoguerra fino a quel momento il dominio incontrastato di amministrazioni di centro mai avevano favorito forme di decentramento o partecipazione popolare avallando una previsione di sviluppo territoriale assolutamente sovradimensionato, lento e prevedibile. Inoltre, nei primi anni &#8216;90,  problemi all&#8217;interno della maggioranza non avevano permesso uno sviluppo lineare ed armonioso del territorio,  arrivando ben presto al commissariamento dell&#8217;amministrazione giunto a causa di dimissioni anticipate da parte del Sindaco.</p>
<p align="justify">È dunque in questo stato di cose prende vita a Grottammare un movimento chiamato Solidarietà e Partecipazione formato da persone provenienti dalla società civile (senza esperienza politica o amministrativa), come dai partiti tradizionali (Rifondazione Comunista, Verdi&#8230;) nonché da diverse realtà associative del luogo; movimento che si radica sempre più nel territorio e che individua nella partecipazione popolare uno dei suoi capisaldi facendo le prove generali sul proprio programma elettorale realizzato attraverso il coinvolgimento di un numero elevatissimo di cittadini ed elettori.</p>
<p align="justify">Si arriva, dunque, alle elezioni amministrative del 1993 in un forte stato di crisi a livello locale inserito all&#8217;interno di un quadro completamente  rivoluzionato del panorama politico nazionale; in questo contesto una sinistra divisa non riesce ad avere la meglio su una destra che, anche se di poco, vince la competizione elettorale e va alla guida del paese.</p>
<p align="justify">Basterà un anno ad evidenziare la fragilità della nuova maggioranza; nel 1994 si tornerà, infatti, alle elezioni.</p>
<p align="justify">Questa volta Solidarietà e Partecipazione e le forze del centro &#8211; sinistra troveranno un accordo programmatico che li porterà a vincere le elezioni. Questo momento rappresenta la consacrazione per il movimento, che risulterà il più votato, nonché l&#8217; &#8220;anno zero&#8221; del laboratorio partecipativo tutt&#8217;ora in essere nel comune dell&#8217;ascolano.  In altri termini quello che era stato auspicato, promesso e ventilato in campagna elettorale in tema di partecipazione popolare doveva farsi adesso vera e propria azione di governo.</p>
<p align="justify">Non si può non precisare che parlare di partecipazione politica all&#8217;inizio degli anni &#8216;90 non risultava facile come oggi; Porto Alegre in questo senso era molto più lontana, nessun Social Forum mondiale aveva portato a galla questa esperienza e soprattutto nessun caso del genere in Italia che potesse fungere da punto di riferimento. Tuttavia la neo-amministrazione non si impaurì e cominciò a convocare le Assemblee cittadine prima della redazione del Bilancio di previsione annuale proprio per ricevere non solo una maggiore legittimazione, ma anche una funzionale conoscenza delle esigenze e delle problematiche della cittadina.</p>
<p align="justify">Le successive conferme elettorali (1998 e 2003) evidenziano che questo tipo di approccio nella gestione del territorio è stato a dir poco vincente e un analisi più approfondita del trend elettorale ne evidenzia anche la misura; se, infatti, incrociamo i dati delle elezioni amministrative con quelle dei risultati delle politiche scopriamo che a livello nazionale la popolazione grottammarese è di centro destra  mentre alle amministrative riversa il proprio consenso verso una lista spiccatamente di sinistra. Questo ordine di considerazioni sul trend elettorale non è fatto per mero marketing &#8211; politico, ma per evidenziare che la cittadinanza ha individuato nell&#8217;attuale amministrazione un qualcosa da voler difendere al di là della &#8220;casacca&#8221; politica indossata dal corpo amministrativo; gli istituti di partecipazione popolare possono rappresentare a pieno titolo questo surplus qualitativo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em>Aspetti strutturali</em></p>
<p align="justify">Sin da subito il processo partecipativo si è poggiato su due strumenti portanti che hanno lo hanno sorretto costantemente anche se, nel corso dei dieci anni di sperimentazione, hanno assunto consistenza e funzioni leggermente diverse; in altri termini i cittadini hanno privilegiato a volte uno strumento a volte un altro per intervenire più efficacemente nell&#8217;operato amministrativo. Questo è stato possibile grazie anche all&#8217;enorme flessibilità del processo, dovuta ad una scarsa formalizzazione, che ha permesso di non ingabbiare il procedimento all&#8217;interno di regole statutarie o regolamenti interni.</p>
<p align="justify">Tuttavia è possibile tracciare a grandi linee il funzionamento dei due principali istituti partecipativi.</p>
<p align="justify"><strong><em>Assemblee di Quartiere</em></strong></p>
<p align="justify">Esse si configurano come vere e proprie arene all&#8217;interno delle quali i singoli cittadini esprimono segnalazioni, interventi, discutono il bilancio, fanno proposte, individuano i problemi e ne trovano le soluzioni. Il tutto è regolarmente  verbalizzato e portato in Giunta.</p>
<p align="justify">Sono convocate prima della redazione del Bilancio di previsione annuale, una in ognuno dei sei quartieri per due cicli (totale 12 Assemblee), e hanno lo scopo di arrivare ad un approvazione condivisa e generalizzata di questo documento contabile così importante per la comunità di riferimento. Esse regalano al processo partecipativo la dimensione della collettività e del dibattito pubblico, caratteristica determinante proprio perché è solo all&#8217;interno di esso che l&#8217;interesse privatistico soccombe alla dimensione collettiva; è solo attraverso il confronto e la discussione   tra i cittadini che un problema individuale può diventare una battaglia comune. Inoltre la trasparenza garantita dal momento Assembleare è il miglior anticorpo a eventuali processi corruttivi o collusivi tra interessi economici e corpo Amministrativo.</p>
<p align="justify"><strong><em>Comitati di Quartiere</em></strong></p>
<p align="justify">Se le Assemblee rappresentano la dimensione collettiva della partecipazione popolare, i Comitati rappresentano quella permanente; ossia essi permettono di non relegare il processo a singoli ed isolati incontri tra cittadini e amministratori. Infatti hanno il compito di seguire lo stato di attuazione delle richieste fatte dai cittadini ed, eventualmente, riferire; sono portatori di nuove richieste, preparano il dibattito Assembleare, possono richiedere Assemblee tematiche e allo stesso tempo sollecitare l&#8217;apparato amministrativo su questioni delicate. Inoltre avvisano i cittadini su eventuali questioni da discutere, concordano date e modalità dello svolgimento delle Assemblee con il Comune e, non da ultimo, svolgono un ruolo informativo per la collettività.</p>
<p align="justify">In altri termini dei veri e propri corpi intermedi che si pongono come strumenti in mano alla cittadinanza per raggiungere più agevolmente l&#8217;apparato amministrativo e viceversa. Il tutto senza pretese di rappresentanza né in seno alla base popolare da parte della Giunta né dei cittadini nei confronti dell&#8217;amministrazione. Sono altresì facilitatori e garanti del processo in grado di mantenere costante e viva la partecipazione popolare.</p>
<p align="justify"><em>Come funziona il processo partecipativo</em></p>
<p align="justify">Come è stato precedentemente accennato, il carattere perennemente evolutivo del percorso partecipativo non consente di tracciare un modello standard e  fotografare il processo in uno dei sui diversi stati non permetterebbe una visione adeguata del processo in questione; tuttavia è possibile descrivere il punto di arrivo della sperimentazione.</p>
<p align="justify">Dal 2003 Il processo partecipativo finalizzato all&#8217;approvazione del Bilancio, ma non solo, si compone di due momenti fondamentali: <em>Gli &#8220;Amministratori ascoltano i Cittadini&#8221;</em>, che inizierà a ottobre, e &#8220;<em>Decido anch&#8217;io&#8221;. </em> Nella prima fase la Giunta raccoglie tutte le richieste d&#8217;intervento fatte dai cittadini impegnandosi, prima dell&#8217;inizio della seconda fase, a razionalizzarle e a sistematizzarle in tre settori distinti:</p>
<p align="justify"><strong>Segnalazioni</strong></p>
<p align="justify">sono quegli interventi che riguardano l&#8217;ordinaria amministrazione e sulla quale non c&#8217;è un grosso potere decisionale da porre in essere; sono, in altri termini, interventi di piccola entità (ma non per questo meno importanti)  che l&#8217;amministrazione non ha realizzato perché momentaneamente impossibilitata o semplicemente perché non né era al corrente. Una volta raccolte tutte le segnalazioni di tutti i quartieri, vengono accorpate e girate automaticamente agli uffici di competenza (vigilanza, manutenzione, ecc.)</p>
<p align="justify"><strong>Interventi di quartiere</strong></p>
<p align="justify">riguardano quegli interventi sulla quale il potere decisionale è decisivo e la realizzazione di una richiesta può escluderne un&#8217;altra; sono usualmente opere di che prevedono una spesa, usualmente di media importanza,  da parte del Comune e che per questo sono decise dalla base popolare. Anche queste vengono riportate in apposite schede che saranno consegnate all&#8217;interno del secondo ciclo Assembleare e sulla quale i cittadini potranno materialmente esprimere la propria preferenza. La Giunta si impegna a realizzare quella più richiesta all&#8217;interno di ogni Quartiere.</p>
<p align="justify"><strong>Interventi cittadini</strong></p>
<p align="justify">Sono quelle richieste che riguardano tutta la città e non solo il quartiere di riferimento. Essi sono normalmente  &#8220;macro-interventi&#8221;  strutturali che impegnano il Bilancio Comunale in maniera piuttosto importante. Anche in questo caso le richieste vengono isolate e portate su delle schede dove i cittadini andranno ad esprimere la propria preferenza; chiaramente in questo caso la Giunta non si impegna a realizzare l&#8217;intervento entro l&#8217;anno (sarebbe demagogico farlo!) ma a prendere a titolo di sondaggio questo strumento per uno sviluppo condiviso dalla comunità di Grottammare.</p>
<p align="justify">La seconda fase, <em>Decido anch&#8217;io</em>, è quella che si svolge in autunno inoltrato e che vede il Cittadino ancora più protagonista, in quanto:</p>
<ol>
<li>
<p align="justify">Il 	Sindaco rende conto delle risposte degli uffici tecnici a riguardo 	delle <em>segnalazioni</em> espresse nell&#8217;Assemblea precedente</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Esprimono 	la preferenza sugli interventi di quartiere, l&#8217;intervento più 	richiesto sarà realizzato entro l&#8217;anno.</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Esprimono 	la preferenza sugli interventi cittadini.</p>
</li>
</ol>
<p align="justify"><em>Analisi dei risultati</em></p>
<p align="justify">Spostando lo spettro di analisi da un livello descrittivo ad uno più marcatamente analitico &#8211; qualitativo è possibile effettuare una serie di considerazioni assolutamente importanti per una visione più completa della sperimentazione in questione. Attraverso un lavoro di ricerca che ha ricostruito 124 processi decisionali effettuati nei dieci anni di sperimentazione, diverse sono state le conclusioni e gli spunti su cui riflettere.</p>
<p align="justify">Innanzitutto analizzando le diverse richieste d&#8217;intervento si è potuto evidenziare come, specialmente nel momento iniziale, la maggior parte di esse provenivano soprattutto da due quartieri; essi in altri termini quasi monopolizzavano l&#8217;attenzione dell&#8217;amministrazione a scapito degli altri quartieri. Solo un approccio socio-cultarale ha potuto svelare il perché di questa apparente anomalia. Le due zone in questione erano, infatti, quelle più a sud della città ed erano figlie di una pianificazione territoriale assolutamente screiterata e affatto razionale; Ischia II e Ischia I (questi i loro nomi), agli inizi degli anni &#8216;90, si configuravano come veri e propri quartieri dormitorio con un tasso di immigrazione elevatissimo e nessuna politica sociale, culturale o spazi aggregativi che potessero ammortizzare e contrastare l&#8217;incremento  demografico di queste zone.</p>
<p align="justify">Le prime Assemblee furono dunque prese letteralmente d&#8217;assalto da questi quartieri che chiedevano all&#8217;amministrazione più attenzione e opere di sostegno alle fasce più deboli della società. In altri termini la partecipazione popolare ha permesso di azionare meccanismi di inclusione sociale determinanti per uno sviluppo equilibrato ed equo del territorio. Oggi, infatti, questi quartieri sono splendide realtà che non hanno nulla da invidiare a realtà più centrali o storicamente più strutturate. Se consideriamo che anche la formazione di Comitati di Quartiere in queste zone è stata più rapida e autonoma vediamo come la partecipazione si è posta proprio come strumento perequativo del tessuto sociale grottammarese.</p>
<p align="justify">Altro ordine di considerazione si può effettuare se consideriamo la portata delle richieste emerse nelle pubbliche Assemblee; se le classifichiamo convenzionalmente in zonali (quando riguardano il solo quartiere che le richiede), interzonali (riguardano più quartieri) e cittadini (riguardano l&#8217;intera città) possiamo vedere che un analisi sincronica evidenzia una forte predominanza di richieste del primo tipo; tuttavia incrociando a questa variabile una dimensione cronologica, si evidenzia come con il passare del tempo la percentuale delle richieste di carattere generale raddoppi con il passare del tempo. Segno tangibile che oltre a dinamiche inclusive, questo processo mette in moto meccanismi di educazione popolare affatto trascurabili e per certi versi determinanti per la riuscita del processo. Avere una popolazione che ragiona in maniera globale abbandonando logiche particolaristiche e individuali significa spostare la qualità della partecipazione su un gradino decisamente più alto.</p>
<p align="justify">Altri risultati degni di nota sono il grado di realizzazione degli interventi richiesti e l&#8217;impegno economico delle diverse richieste; la prima variabile da la misura dell&#8217;importanza degli istituti partecipativi in questione non tanto per la base popolare, quanto per l&#8217;amministrazione stessa; in altri termini l&#8217;analisi evidenzia che il 90 % degli interventi richiesti hanno trovato una effettiva realizzazione. Questa percentuale così elevata va a legittimare il processo ponendo la partecipazione  come vero e proprio modus operandi del corpo amministrativo e non tanto ricompensa per il consenso elettorale.</p>
<p align="justify">Ragionare sull&#8217;impegno economico delle richieste significa altresì sfatare un luogo comune affatto sopito da chi non conosce da vicino il processo; infatti l&#8217;obiezione di parecchi amministratori secondo la quale non ci sarebbero i soldi nelle casse comunali per assecondare i cittadini in tutte le loro richieste appare confutata dall&#8217;analisi dei dati: oltre il 60 % delle richieste sono a basso costo (nessuna spesa o talmente bassa da non rappresentare un problema per le casse comunali), in 23 % hanno un costo intermedio e solo il 9 % degli interventi richiesti è ad alto costo (investimenti caratterizzanti e che pesano fortemente sul bilancio). Il 2003 ha dimostrato per l&#8217;ennesima volta che il cittadino non può essere considerato come un bambino capriccioso che scegli sempre il giocattolo più costoso; nelle sei Assemblee di Decido Anch&#8217;io solo un quartiere ha scelto l&#8217;intervento più oneroso.</p>
<p align="justify"><em>Non solo bilancio</em></p>
<p align="justify">Come precedentemente accennato, parlare di partecipazione popolare in un ottica esclusivamente bilancistica risulta fortemente riduttivo oltre che fuorviante. Una consapevole riflessione su queste dinamiche di inclusione non può, infatti, non tenere conto di altre arene ugualmente significative e determinanti dell&#8217;azione amministrativa. Rendere la partecipazione popolare più efficace significa inevitabilmente passare per meccanismi partecipativi applicati anche ad altri settori strategicamente determinanti per il governo di un territorio.</p>
<p align="justify"><strong>Piano Regolatore Generale</strong></p>
<p align="justify">Se pur efficace e significativa l&#8217;esperienza partecipativa in tema di Bilancio, essa non risulta esaustiva al fine di illustrare i meccanismi partecipativi in essere nella realtà di Grottammare. Percorso altrettanto significativo è quello relativo al Paino Regolatore Generale.</p>
<p align="justify">Quando il movimento Solidarietà e Partecipazione si fece vera e propria azione di governo ereditò una Piano Regolatore vecchio di oltre 20 anni e che presagiva uno sviluppo spropositato oltre che disordinato e privo di verde o spazi aggregativi; quando nel 1997 la nuova amministrazione decise di rimettere mano al documento di pianificazione territoriale, decise di farlo seguendo quel percorso partecipativo che aveva caratterizzato il suo operato ormai da diversi anni.</p>
<p align="justify">Decine di Assemblee tematiche, una forte azione dei Comitati di Quartiere e l&#8217;istituzione di un Ufficio di Piano in cui le persone potevano vedere l&#8217;evolvere dei lavori esprimendo la propria idea di sviluppo, permisero di arrivare ancora una volta ad un&#8217;approvazione condivisa e generalizzata di questo documento così importante. La scommessa in questo caso, come per il Bilancio, fu quella di far intervenire in maniera effettiva i cittadini su percorsi per troppo tempo relegati agli &#8220;addetti ai lavori&#8221;; attraverso una costante e capillare opera di semplificazione fatta quartiere per quartiere si è potuto dimostrare che non solo non esistono argomenti in cui la cittadinanza non può essere coinvolta, ma anche che la trasparenza è garanzia essenziale per scongiurare dinamiche di collusione tra potere politico ed economico sul terreno del consenso.</p>
<p align="justify">Ragionamenti del tipo &#8220;&#8230;dammi la possibilità di fabbricare in questa parte di territorio e io ti aiuto alle elezioni&#8230;&#8221; si sono sgretolati davanti all&#8217;interesse pubblico. I risultati mostrano in tutta la sua interezza la veridicità di quanto appena esposto: 1 000 000 di metri cubi in termini di area edificabile sono stati tagliati su un territorio di 14 km quadrati.</p>
<p align="justify">Inoltre questa esperienza si è rivelata utile anche per confutare l&#8217;ennesimo luogo comune che vede nella partecipazione popolare un ostacolo al raggiungimento di determinati obiettivi in quanto allungherebbe eccessivamente i tempi del confronto; l&#8217;esperienza di Grottammare in questo campo dimostra che non è stato così, in poco più di dodici mesi si è riusciti a modificare un Piano Regolatore che non veniva toccato da oltre venti anni. Questo è stato possibile perché la stessa maggioranza ha ricevuto una forte legittimazione popolare a riguardo trovando il coraggio di assumere una decisione così radicale senza correre il rischio di perdere il consenso della collettività che ha espresso una chiara indicazione a riguardo.</p>
<p align="justify">Dunque, ai tradizionali strumenti partecipativi in mano alla popolazione per la redazione del Bilancio se ne unito un altro appositamente creato per favorire una partecipazione più consapevole ed effettiva. Più nello specifico da un punto di vista metodologico il processo si è svolto avvalendosi di queste diverse arene partecipative:</p>
<p align="justify">-<strong>Due cicli assembleari di quartiere</strong>: una volta effettuate le riunioni necessarie per approvare il Bilancio appariva chiaro che per risolvere i diversi problemi espressi dai cittadini bisognava mettere mano al Piano Regolatore. I due cicli Assembleari che seguirono furono strumentali a dare una visione d&#8217;insieme alla portata del problema. Il primo è stato utile a raccogliere elementi, suggerimenti, previsioni, segnalazioni riguardanti l&#8217;idea di sviluppo territoriale che la cittadina aveva della propria comunità. La seconda tornata di incontri ha invece permesso di illustrare ai cittadini la sintesi del progetto in essere e intercettare nuovi spunti di dibattito. Anche in questo caso la forza di questi cicli assembleari risiede nella dimensione collettiva e nella discussione cittadina sulla cosa pubblica.</p>
<p align="justify">-<strong>Assemblea settimanale</strong>: questo strumento ha permesso ai cittadini di seguire la formazione del Piano in  tutte le sue tappe evolutive agevolando quel processo di sintesi determinante per avere una visione condivisa oltre che generale del processo in questione.</p>
<p align="justify">-<strong>Ufficio del Piano Regolatore Generale</strong>: questo ha rappresentato un nuovo strumento partecipativo ed era un vero e proprio luogo fisico, aperto ogni pomeriggio, all&#8217;interno del quale i cittadini potevano intervenire per prendere visione dell&#8217;evoluzione del progetto ma anche per esprimere proprie osservazioni o particolari preferenze. Il tutto è stato realizzato alla presenza di tecnici che avevano il compito di facilitare il processo ai cittadini che avevano comprensibili difficoltà nell&#8217;interpretazione del documento</p>
<p align="justify">-<strong>Comitati di Quartieri</strong>: hanno svolto in modo ancora più significativo il loro ruolo di facilitatori e promotori del processo; essi, hanno in altri termini coinvolto i cittadini permettendogli di arrivare preparati ai momenti assembleari illustrando in maniera semplificata il progetto di Piano Regolatore in itinere. Hanno anche in questo caso richiesto assemblee e &#8220;lubrificato&#8221; l&#8217;interazione delle diverse arene partecipative.</p>
<p align="justify"><strong>Accordo di programma</strong></p>
<p align="justify">Non da ultimo recentemente si sono svolte Assemblee partecipatissime per effettuare un opera di riqualificazione di una zona del paese. Questo intervento prevedeva l&#8217;intervento di un privato e quindi l&#8217;amministrazione si è trovata nelle condizioni di  dover contrattare con esso per arrivare porre in essere l&#8217;opera; è proprio in questa fase che la partecipazione popolare ha assunto toni decisivi in quanto ha dato al Sindaco un vero e proprio mandato al quale esso si è dovuto attenere proprio perché espressione della volontà cittadina.</p>
<p align="justify">Riqualificazione e valorizzazione di una zona di verde, parcheggi pubblici, alloggi da destinare ai meno abbienti e altri risultati emersi in sede Assembleare sono stati ottenuti proprio perché a quel punto il rappresentante dell&#8217;amministrazione non ha potuto distanziarsi dalle linee guida espresse dai cittadini e il privato non è riuscito effettuare eventuali e ipotetiche  azioni speculative proprio perché l&#8217;argomento era diventato di dominio pubblico.</p>
<p align="justify">Un&#8217;Assemblea preliminare, le tradizionali Assemblee di quartiere e un  ulteriore incontro con la cittadinanza hanno in certo senso blindato la volontà cittadina permettendo di raggiungere agevolmente i risultati espressi dalla popolazione. Da una parte il Sindaco non ha né potuto (i cittadini avrebbero fatto valere le loro ragioni nelle successive Assemblee) né voluto scostarsi da quella che è stata una chiara volontà della cittadinanza; dall&#8217;altra il privato non ha avuto la forza contrattuale e morale di opporsi ad una legittimazione così radicata all&#8217;interno del tessuto sociale del paese.</p>
<p align="justify">Dunque bilancio, Piano Regolatore Generale, progettazione di singoli interventi, accordi di programma, contratti di quartiere e via dicendo si configurano come arene all&#8217;interno della quale la partecipazione assume connotati decisivi in quanto si passa da dinamiche di mera consultazione a meccanismi di effettiva co-decisione sulla cosa pubblica.</p>
<p align="justify"><em>Non esportabilità dei modelli partecipativi</em></p>
<p align="justify">Sebbene la stessa Grottammare è stata considerata da più parti come la &#8220;Porto  Alegre&#8221; italiana è bene fare una serie di riflessioni sul carattere esclusivamente evocativo del paragone in questione.</p>
<p align="justify">La città brasiliana è una metropoli di oltre un milione di abitanti e risulta chiaro che strutture e procedimenti partecipativi non possono essere paragonati a quelli della cittadina dell&#8217;Adriatico che raggiunge a malapena 15 000 abitanti; questi processi di inclusione sociale vanno governati all&#8217;interno di ogni singola specificità adattando il modello alla realtà di riferimento che di volta in volta sperimenta questo processo.</p>
<p align="justify">Non esistono insomma modelli univoci e applicabili ad ogni situazione, non esistono kit partecipativi così come non esistono procedimenti obbligatori.</p>
<p align="justify">Ogni comunità può adattare il proprio percorso alla rispettiva identità territoriale e socio &#8211; culturale del tessuto cittadino rimanendo fermo il passaggio della dimensione pubblica della partecipazione e del carattere di co-decisione, questo sì imprescindibile. Deve essere una partecipazione che si nutre di partecipazione facendo individuare ai cittadini stessi modalità e forme di coinvolgimento.</p>
<p align="right"><em>(Il materiale è tratto dal sito web del Comune di Grottammare (AP)) </em></p>
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		<title>I referendum in Svizzera del 30 novembre 2008</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 21:59:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
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di Paolo Michelotto
interessante notare come in Italia si sia parlato dei referendum in Svizzera del 30-11-08 solamente dal punto di vista di quello della possibilità della depenalizzazione dell&#8217;uso della canapa. Mentre in Svizzera ha avuto molta più risonanza quello sulla flessibilità dell&#8217;età del pensionamento e quello sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. Inoltre in ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_420" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/risultati-referendum-pedofili.gif"><img class="size-medium wp-image-420" title="risultati-referendum-pedofili" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/risultati-referendum-pedofili-300x197.gif" alt="risultati-referendum-pedofili" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">risultati-referendum-pedofili</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>interessante notare come in Italia si sia parlato dei referendum in Svizzera del 30-11-08 solamente dal punto di vista di quello della possibilità della depenalizzazione dell&#8217;uso della canapa. Mentre in Svizzera ha avuto molta più risonanza quello sulla flessibilità dell&#8217;età del pensionamento e quello sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. Inoltre in ben 4 casi su 5 i cittadini hanno accolto i suggerimenti del governo e questo significa che in questa particolare occasione il governo e i cittadini sono ben sintonizzati. In 1 caso però, i cittadini hanno votato contro quanto sostenuto dal governo ossia sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. La percentuale dei votanti è stata del 46% cosa che in Italia, visto la presenza del quorum, avrebbe fatto invalidare tutti i referendum. Mentre in Svizzera è stata recepita come cosa assolutamente normale.</p>
<p>Interessante l&#8217;informazione completa sui 5 temi referendari, presente su tutti i media. Anche su quelli governativi come ad esempio <a href="http://www.swissinfo.org/ita/index.html" target="_blank">www.swissinfo.ch</a> (l&#8217;informazione svizzera nel mondo). C&#8217;erano le posizioni di tutti i partiti e dei maggiori gruppi e associazioni.</p>
<p>Tutte le famiglie hanno ricevuto le spiegazioni del consiglio federale. Esse sono un riassunto dei titoli e delle proposte, delle proposte di voto del consiglio federale e dei proponenti il quesito. Bello leggere tutte le posizioni, sia dei favorevoli, che dei contrari su un unico fascicolo obiettivo. Tutto spiegato con parole chiare, ma esaurienti. Si trova online, e viene mandato a tutti gli elettori insieme alle schede elettorali. Così il cittadino si può fare una buona opinione e votare in maniera informata e competente.</p>
<p>Ecco <code>questo fascicolo con le spiegazioni in italiano</code></p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=16" title="Version 1 downloaded 185 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download spiegazione del consiglio federale svizzero sui referendum del 30-11-08 Version 1" /></a></code></p>
<p>E a seguire alcuni articoli, a partire da quelli svizzeri in lingua italiana e poi quelli apparsi sui giornali italiani, come paragone&#8230;<span id="more-419"></span></p>
<p>30 novembre 2008 &#8211; 19.41<br />
<strong>Votazioni: governo piuttosto soddisfatto</strong></p>
<p>Gli svizzeri hanno seguito domenica le raccomandazioni del governo per quattro dei cinque oggetti in votazione. Non sarà semplice mettere in pratica l&#8217;iniziativa sull&#8217;imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile, ha avvertito Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>Accettando il testo, i cittadini hanno chiaramente mostrato che i pedofili non devono potersi nascondere dietro la prescrizione, ha osservato la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>La consigliera federale si è impegnata affinché questo nuovo articolo costituzionale entri in vigore immediatamente e non resti lettera morta. Tuttavia ha espresso un certo rammarico per il fatto che «gli argomenti pratici e giuridici presentati dal governo non hanno convinto la maggioranza».</p>
<p>Dal canto loro, i promotori dell&#8217;iniziativa non si aspettavano di vincere: «È incredibile», ha commentato Christine Bussat. La presidente dell&#8217;associazione Marche Blanche si è detta convinta che questa vittoria darà un impulso a numerosi altri dossier in sospeso concernenti la pedofilia.</p>
<p><strong>AVS, niente avventurismo</strong></p>
<p>Contrariamente alla sua collega di governo Eveline Widmer-Schlumpf, il ministro dell&#8217;interno e della sanità Pascal Couchepin ha potuto presentarsi sorridente ai giornalisti. Per i tre dossier che riguardavano il suo dipartimento (AVS, stupefacenti e canapa), la popolazione svizzera ha seguito le raccomandazioni del governo.</p>
<p>«Il popolo ha chiaramente dimostrato la sua volontà di consolidare le assicurazioni sociali ed ha detto no a una politica avventuristica in materia di AVS», ha dichiarato Couchepin riferendosi alla bocciatura dell&#8217;iniziativa dei sindacati per un pensionamento flessibile.</p>
<p>La questione del pensionamento anticipato non sarà però messa in disparte dal governo: sì alla flessibilità, ma senza ricorrere a sovvenzioni statali e senza gravare sulle persone che continuano a lavorare, ha promesso il ministro dell&#8217;interno. Nel progetto che verrà presentato al parlamento, Couchepin intende introdurre delle disposizioni in tal senso.</p>
<p>Per gli sconfitti, i cittadini svizzeri hanno visto nell&#8217;iniziativa «una cattiva risposta a un vero problema».</p>
<p>«Le persone attive aspettano da 15 anni una soluzione per un pensionamento flessibile», ha dichiarato Paul Rechsteiner, presidente dell&#8217;Unione sindacale svizzera. Per Christian Levrat, presidente del Partito socialista, si dovrà ora trovare un compromesso parlamentare nel quadro dell&#8217;11esima revisione dell&#8217;Assicurazione vecchiaia e superstiti.</p>
<p>Per il comitato contrario, formato da rappresentanti di praticamente tutti i partiti ad eccezione di socialisti e verdi, è illusorio di pensare a un abbassamento dell&#8217;età di pensionamento, tenuto conto dell&#8217;evoluzione demografica.</p>
<p><strong>Droga, confermata via pragmatica</strong></p>
<p>Pascal Couchepin si è detto soddisfatto anche per il fatto che la «strada pragmatica e ragionevole» seguita in questi ultimi anni in materia di politica della droga, ad esempio con la distribuzione controllata di eroina, sia stata ancora una volta confermata dai cittadini, che hanno accettato a larga maggioranza la revisione della legge sugli stupefacenti.</p>
<p>Quanto all&#8217;iniziativa sulla depenalizzazione della canapa, per il consigliere federale essa si focalizzava su un solo stupefacente, mentre attualmente i consumatori mischiano varie sostanze. «È necessario un approccio globale al problema &#8211; ha aggiunto &#8211; come garantisce la revisione della legge sugli stupefacenti approvata oggi». «L&#8217;iniziativa &#8211; ha precisato &#8211; rischiava inoltre di metterci in conflitto con i paesi confinanti e col diritto internazionale».</p>
<p>I promotori dell&#8217;iniziativa hanno dal canto loro osservato che la bocciatura non risolve in alcun modo il problema della protezione dei giovani. Oltre alla depenalizzazione dello spinello, il testo chiedeva infatti misure di protezione della gioventù.</p>
<p>Anche sul fronte opposto le reazioni non si sono fatte attendere. Per risolvere una situazione non ottimale, diverse associazioni hanno suggerito di multare gli adulti che fumano cannabis, piuttosto che avviare procedure penali. Ai minorenni dovrebbe invece essere offerta assistenza.<br />
<strong>No a soluzioni estreme</strong></p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;ultima iniziativa sottoposta al giudizio del popolo &#8211; quella sul diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste &#8211; il ministro dell&#8217;ambiente ha fatto notare che la proposta ha ottenuto il peggior risultato della giornata.</p>
<p>A suo parere, la popolazione ha dimostrato di non accettare progetti che propugnano soluzioni estreme, ma di preferire quelle frutto di una politica consensuale e di compromesso.</p>
<p>Gli sconfitti hanno da parte loro promesso di voler continuare a «lottare contro la politica ostruzionista», come dichiarato dalla consigliera nazionale del Partito liberale radicale Doris Fiala. «Si tratta ora di osservare come si comportano le organizzazioni ambientaliste», gli ha fatto eco il presidente del partito Fulvio Pelli.</p>
<p>swissinfo e agenzie</p>
<p>Risultati ufficiali:</p>
<p><strong>Imprescrittibilità pornografia infantile</strong></p>
<p><strong>Sì</strong> 1&#8242;206&#8242;222 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;119&#8242;152</p>
<p>Percentuale 51,9% &#8211; 48,1%<br />
Cantoni 18 &#8211; 5</p>
<p><strong>Pensionamento flessibile</strong><br />
<strong>Sì</strong> 970&#8242;490 &#8211; <strong>No </strong> 1&#8242;374&#8242;107<br />
Percentuale 41,4% &#8211; 58,6%<br />
Cantoni 4 &#8211; 19</p>
<p><strong>Diritto ricorso associazioni</strong><br />
<strong>Sì</strong> 774&#8242;018 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;501&#8242;184<br />
Percentuali 36,8% &#8211; 63,2%<br />
Cantoni 0 &#8211; 23</p>
<p><strong>Depenalizzazione consumo canapa</strong><br />
<strong>Sì</strong> 848&#8242;470 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;456&#8242;336<br />
Percentuali 36,8% &#8211; 63,2%<br />
Cantoni 0 &#8211; 23</p>
<p><strong>Legge federale stupefacenti</strong><br />
<strong>Sì</strong> 1&#8242;541&#8242;227 &#8211; <strong>No</strong> 723&#8242;714<br />
Percentuali 68% &#8211; 32%<br />
Cantoni 23 &#8211; 0</p>
<p><strong>Tasso di partecipazione:</strong> 46%</p>
<p>Repubblica:</p>
<p>Ginevra, 20:42<br />
<strong>SVIZZERA: REFERENDUM;SI&#8217;A EROINA DI STATO, NO A CANNABIS</strong></p>
<p>E&#8217; svolta in Svizzera. Gli elvetici, con un voto contrastante, da una parte hanno autorizzato la somministrazione dell&#8217;eroina ai tossicodipendenti dietro prescrizione medica, dall&#8217;altra hanno bocciato la legalizzazione della cannabis. Questi i primi risultati della nuova tornata di referendum su cui sono stati chiamati a esprimersi i cittadini della Confederazione, che tra l&#8217;altro, hanno eliminato la prescrizione per il reato di pedofilia. Secondo uno studio recente, la Svizzera e&#8217; il Paese europeo che fa piu&#8217; uso di cannabis, ma nonostante cio&#8217;, la proposta di legalizzarla non ha ricevuto il sostegno della maggioranza della popolazione. Mentre, per quanto riguarda la prescrizione dell&#8217;eroina per i tossicomani (sperimentalmente avviata nel 1994) il 68% degli elettori si e&#8217; espresso a favore, confermando la legge approvata del Parlamento all&#8217;inizio di quest&#8217;anno: una svolta che fa della Svizzera uno dei primi Paesi al mondo a introdurre &#8216;l&#8217;eroina di Stato&#8217;. E&#8217; rivoluzione anche per la giurisprudenza: non esistera&#8217; piu&#8217; in Svizzera la prescrizione per il reato di pedofilia. Quasi il 52% dell&#8217;elettorato, circa 1,2 milioni di persone, ha votato infatti per un testo di legge che abolisce un termine temporale per presentare denuncia per reati di pedofilia. Tutti i maggiori partiti, eccetto l&#8217;Svp di estrema destra, avevano respinto la proposta di legge e nella revisione del codice penale di giugno avevano inserito il limite di 33 anni di eta&#8217; per poter presentare denuncia per reati di pedofilia. Bocciato infine il referendum per abbassare l&#8217;eta&#8217; pensionabile a 62 anni.</p>
<p>(30 novembre 2008)</p>
<p>Corriere:</p>
<p><strong>Doppio no, dei cantoni e nel voto popolare<br />
Svizzera, la depenalizzazione della cannabis non passa al referendum<br />
Parere favorevole invece per la legge sugli stupefacenti : distribuzione di eroina ai tossicodipendenti più gravi</strong></p>
<p>BERNA &#8211; Gli svizzeri hanno bocciato con un referendum un&#8217;iniziativa popolare che chiedeva la depenalizzazione del consumo di cannabis. La maggioranza dei cantoni ha infatti respinto il progetto che per essere approvato necessitava della doppia maggioranza dei 26 cantoni e della popolazione (4,9 milioni di elettori). Secondo i primi dati, nessun cantone ha approvato l&#8217;iniziativa e si profila una bocciatura anche sul fronte dei voti.</p>
<p>EROINA &#8211; Gli svizzeri hanno invece approvato a larga maggioranza la legge che prevede l&#8217;ampliamento di un programma federale giá esistente che prevede la distribuzione controllata dell&#8217;eroina ai tossicodipendenti più gravi. La revisione della legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope crea la base legale per la cosiddetta politica dei quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione dei danni, repressione. Ribadisce la possibilitá, giá in vigore dal 1994, di distribuire eroina sotto controllo medico a persone da lungo tempo dipendenti e refrattarie ad altre terapie. Da anni questa politica poggia su decreti federali limitati nel tempo che devono quindi essere periodicamente rinnovati. L&#8217;attuale decreto scade alla fine del 2009. All&#8217;inizio dell&#8217;anno quasi 1300 persone partecipavano al programma di distribuzione controllata di eroina. In alcuni casi si riesce a sostituire il metadona all&#8217;eroina. Gli oppositori del programma sostengono che in questo modo si rinuncia a liberare dalla dipendenza queste persone, mentre i sostenitori affermano che in questo modo si è riusciti a ridurre il numero dei crimini e dei decessi legati alla droga, rispetto ai livelli allarmanti dell&#8217;inizio degli anni &#8216;90.</p>
<p>ALTRI &#8211; Respinta invece l&#8217;iniziativa sul diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste. Si profila un no anche per il pensionamento anticipato flessibile. Resta in bilico l&#8217;iniziativa sull&#8217;imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile.<br />
30 novembre 2008</p>
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		<title>la democrazia locale nel new england (USA): i Town Meeting nel libro Real Democracy</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 20:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[town meeting]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
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		<description><![CDATA[realdemocracy
di Paolo Michelotto
c&#8217;è un libro estremamente interessante, disponibile online (nella versione non ridotta) gratuitamente, che descrive con arguzia, simpatia e professionalità accademica come funzionano i Town Meeting del New England. Si intitola Real Democracy e l&#8217;autore è Franck Bryan che insegna politica all&#8217;università del Vermont.
Le Town Meeting sono assemblee di cittadini che si riuniscono 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_405" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/realdemocracy.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-405" title="realdemocracy" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/realdemocracy-150x150.jpg" alt="realdemocracy" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">realdemocracy</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>c&#8217;è un libro estremamente interessante, disponibile online (nella versione non ridotta) gratuitamente, che descrive con arguzia, simpatia e professionalità accademica come funzionano i Town Meeting del New England. Si intitola Real Democracy e l&#8217;autore è Franck Bryan che insegna politica all&#8217;università del Vermont.</p>
<p>Le Town Meeting sono assemblee di cittadini che si riuniscono 1 volta l&#8217;anno per decidere con voto uguale per ogni partecipante come deve essere governata la città per l&#8217;anno successivo. E gli amministratori che per quell&#8217;anno dovranno attuare i provvedimenti votati. Di solito si svolgono in città piccole di qualche migliaia di abitanti. Sono più di 1000 le cittadine amministrate così, soprattutto nel Vermont, Maine, Massachussets, cioè nel nord est degli USA.</p>
<p><a href="http://www.uvm.edu/~fbryan/">Qui il sito di Bryan dove puo trovare anche le sue pubblicazioni</a></p>
<p>Qui la prefazione del libro:</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=14" title="Version 1 downloaded 158 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Real Democracy Preface Version 1" /></a></code></p>
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		<title>Rete del Nuovo Municipio: una associazione che diffonde la partecipazione in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 19:20:21 +0000</pubDate>
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di Paolo Michelotto
l&#8217;associazione Nuovo Municipio opera da alcuni anni come coordinamento tra molte associazioni, organizzazioni ed enti locali che attuano e promuovono la partecipazione a livello locale in Italia. Ci sono molte schede sulle pratiche di buon governo, sulle città che realizzano il Bilancio Partecipativo, i resoconti dei convegni sul tema democrazia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_401" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/nuovo-municipio.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-401" title="nuovo-municipio" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/nuovo-municipio-150x150.jpg" alt="nuovo municipio " width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">nuovo municipio </p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;associazione Nuovo Municipio opera da alcuni anni come coordinamento tra molte associazioni, organizzazioni ed enti locali che attuano e promuovono la partecipazione a livello locale in Italia. Ci sono molte schede sulle pratiche di buon governo, sulle città che realizzano il Bilancio Partecipativo, i resoconti dei convegni sul tema democrazia e partecipazione, gli avvenimenti e gli appuntamenti. E&#8217; molto focalizzata sul Bilancio Partecipativo e tutti gli strumenti che permettono la partecipazione dei cittadini. Molti link da cui partire per approfondimenti.</p>
<p>il suo sito è <a href="http://www.nuovomunicipio.org/index.htm">www.nuovomunicipio.org</a></p>
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		<title>l&#8217;iniziativa Più Democrazia di Bolzano: un esempio per l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:38:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
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di Paolo Michelotto
a Bolzano dal 1995 opera un gruppo di attivisti tenaci e preparati tra cui fanno parte Thomas Benedikter e Stephan Lausch, che stanno cercando di introdurre nella loro provincia e nel loro comune gli strumenti di democrazia diretta che esistono già in Svizzera e in Baviera. Nel 2009 finalmente verrà posto a voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_368" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cartolinapartecipazione.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-368" title="cartolinapartecipazione" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cartolinapartecipazione-150x150.jpg" alt="cartolinapartecipazione" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">cartolinapartecipazione</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>a Bolzano dal 1995 opera un gruppo di attivisti tenaci e preparati tra cui fanno parte Thomas Benedikter e Stephan Lausch, che stanno cercando di introdurre nella loro provincia e nel loro comune gli strumenti di democrazia diretta che esistono già in Svizzera e in Baviera. Nel 2009 finalmente verrà posto a voto il referendum per il miglioramento degli strumenti di democrazia, per cui hanno già raccolto più di 26.000 firme autenticate nel 2007. Poi non si era fatto nel 2008 perchè lo statuto vieta concomitanza tra referendum provinciale ed elezioni provinciali, effettuate appunto nel 2008. La loro azione, determinazione e tenacia nel voler raggiungere il risultato di avere maggiore democrazia può servire come esempio a tutti noi per darci da fare ognuno nel proprio comune e nel proprio ambito. E non è vero che loro possono fare tutto ciò perchè sono in una regione a statuto speciale. Ho portato avanti gli stessi temi anche quando abitavo a Vicenza, nella regione a statuto ordinario del Veneto. Se si vuole, ma bisogna mettere in preventivo qualche goccia di sudore, si può cercare di migliorare gli strumenti di democrazia della nostra città. Il loro esempio e la loro proposta di legge dettagliata può servire come esempio di norma su cui lavorare.</p>
<p>Il loro sito è:</p>
<p><a href="http://www.dirdemdi.org">www.dirdemdi.org</a></p>
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		<title>il sito del governo svizzero: referendum, iniziative, votazioni, opuscoli informativi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 22:08:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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di Paolo Michelotto
un link utile per chi è interessato ad approfondire la democrazia svizzera. E&#8217; il sito del governo e racchiude tra le innumerevoli altre cose, anche tutte le votazioni effettuate, le elezioni svolte, i referendum e le iniziative in corso e programmate nel futuro. Contiene anche l&#8217;opuscolo informativo per ogni referendum nazionale, che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_358" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/swiss_map.jpg"><img class="size-medium wp-image-358" title="swiss_map" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/swiss_map-300x190.jpg" alt="svizzera" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">svizzera</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>un link utile per chi è interessato ad approfondire la <strong>democrazia svizzera</strong>. E&#8217; il sito del governo e racchiude tra le innumerevoli altre cose, anche tutte le votazioni effettuate, le elezioni svolte, i referendum e le iniziative in corso e programmate nel futuro. Contiene anche l&#8217;<strong>opuscolo informativo</strong> per ogni referendum nazionale, che il governo manda a casa di ogni elettore insieme alla sua scheda elettorale. Da esplorare con cura e pazienza. Lingua italiana o a scelta tedesca e francese&#8230;</p>
<p><a href="http://www.admin.ch/">http://www.admin.ch/</a></p>
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		<title>Ballotpedia.org un sito collaborativo dedicato alla democrazia diretta e dei cittadini</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 19:22:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ballotpedia
di Paolo Michelotto
voglio condividere un sito che ho scoperto da poco sulla democrazia diretta e partecipativa, americano. E&#8217; fatto sullo stile di wikipedia, ognuno può inserire voci e correggere ed ampliare quelle degli altri. E&#8217; recente e sta diventando ricchissimo di informazioni sulla democrazia diretta negli USA. Ci sono tutti i referendum, le iniziative, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_347" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/ballotpedia.png"><img class="size-medium wp-image-347" title="ballotpedia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/ballotpedia-300x79.png" alt="ballotpedia" width="300" height="79" /></a><p class="wp-caption-text">ballotpedia</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>voglio condividere un sito che ho scoperto da poco sulla democrazia diretta e partecipativa, americano. E&#8217; fatto sullo stile di wikipedia, ognuno può inserire voci e correggere ed ampliare quelle degli altri. E&#8217; recente e sta diventando ricchissimo di informazioni sulla democrazia diretta negli USA. Ci sono tutti i referendum, le iniziative, le revoche, con informazioni recentissime e quotidianamento aggiornato. In Inglese, per chi vuole approfondire come funziona in USA la democrazia diretta.</p>
<p><a href="http://ballotpedia.org/">http://ballotpedia.org/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>bilancio partecipativo libro kit per iniziare</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/15/bilancio-partecipativo-libro-kit-per-iniziare/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/15/bilancio-partecipativo-libro-kit-per-iniziare/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 21:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=306</guid>
		<description><![CDATA[pb tollkit 2008
di Paolo Michelotto
ho letto il libro Partecipatory Budgeting in The UK: Tool Kit. E&#8217; un testo di 76 pagine in inglese, dove viene raccontato cos&#8217;è il Bilancio Partecipativo, dove viene applicato e come e soprattutto come implementarlo passo dopo passo in una citta europea.
Vengono descritti i benefici, i rischi e le sfide.
E&#8217; un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_307" class="wp-caption alignleft" style="width: 221px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/pbtollkit-2008-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-307" title="pbtollkit-2008-1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/pbtollkit-2008-1-211x300.jpg" alt="pb tollkit 2008" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">pb tollkit 2008</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ho letto il libro Partecipatory Budgeting in The UK: Tool Kit. E&#8217; un testo di 76 pagine in inglese, dove viene raccontato cos&#8217;è il Bilancio Partecipativo, dove viene applicato e come e soprattutto come implementarlo passo dopo passo in una citta europea.</p>
<p>Vengono descritti i benefici, i rischi e le sfide.</p>
<p>E&#8217; un kit utilizzato davvero dal gruppo PBUnit per realizzare il Bilancio Partecipativo nelle città dove hanno ricevuto tale incarico. Interessante punto di partenza. Io l&#8217;ho letto con piacere e ho tratto molti spunti di riflessione.</p>
<p>Con schede utilizzate durante il processo reale.</p>
<p>Lo puoi scaricare qui</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=11" title="Version 1 downloaded 213 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Partecipatory Budgeting in The UK: Tool Kit Version 1" /></a></code></p>
<p>Questo il sito britannico dove lo si può trovare:</p>
<p><a href="http://www.participatorybudgeting.org.uk/">http://www.participatorybudgeting.org.uk/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Wiki Democracy un esperimento per dare ai cittadini la possibilità di scrivere il programma elettorale</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/06/wiki-democracy-un-esperimento-per-dare-ai-cittadini-la-possibilita-di-scrivere-il-programma-elettorale/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 20:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[wikidemocracy]]></category>

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		<description><![CDATA[wikidemocracy
di Paolo Michelotto
interessante esperimento sul web si chiama Wiki Democracy ed è un sito dove i cittadini, noi, possiamo scrivere le nostre idee riguardo i programmi elettorali che vorremmo.
Riporto di seguito la presentazione che gli autori del sito fanno di Wiki Democracy
Cos&#8217;é WikiDemocracy
É un ambiente collaborativo e democratico per la stesura e revisione di programmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_229" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/wikidemocracy.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-229" title="wikidemocracy" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/wikidemocracy-150x150.jpg" alt="wikidemocracy" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">wikidemocracy</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>interessante esperimento sul web si chiama Wiki Democracy ed è un sito dove i cittadini, noi, possiamo scrivere le nostre idee riguardo i programmi elettorali che vorremmo.</p>
<p>Riporto di seguito la presentazione che gli autori del sito fanno di Wiki Democracy</p>
<p><strong>Cos&#8217;é WikiDemocracy</strong></p>
<p>É un ambiente collaborativo e democratico per la stesura e revisione di programmi politici, con partecipazione dal basso, non governato nè controllato dai partiti, il cui obiettivo e&#8217; riportare ai partiti un contenuto generato dai loro elettori con proposte e iniziative di programma politico. Detto in parole povere, far sapere ai partiti cosa pensano i loro elettori che abitano la rete.</p>
<p>L&#8217;idea è di facilitare il consolidamento di proposte per i programmi elettorali di ogni partito e, una volta ottenuto un insieme di documenti (uno per ogni partito), organizzare un evento pubblico in cui i redattori presentino assieme queste istanze ai partiti di riferimento (ciascuno al proprio partito). <span id="more-228"></span></p>
<p><strong>Perché WikiDemocracy</strong><br />
La rete é uno strumento fenomenale di disintermediazione che ha manifestato i suoi effetti principalmente nelle aziende, nell&#8217;informazione, nella economia e anche nella politica.</p>
<p>Internet ribalta i modi di fare, inverte paradigmi, nelle piccole come nelle grandi cose: da &#8220;stampa e distribuisci&#8221; a &#8220;distribuisci e stampa&#8221;, da &#8220;internet dentro il telefono&#8221; a &#8220;il telefono dentro internet&#8221;, da &#8220;programmi proposti dai candidati&#8221; a &#8220;programmi proposti ai candidati&#8221;.</p>
<p>Cosí come Roma non é stata fatta in un giorno, non si puó pensare che la rete sia l&#8217;unico luogo partecipativo democratico e che tutto il pregresso svanisca. L&#8217;inversione dei paradigmi é un processo che richiede del tempo e in questa transizione non si puó dimenticare che anche il mondo off-line riveste una sua rilevanza significativa.</p>
<p>Anche per questo crediamo che la Democrazia Rappresentativa sará il modello democratico futuro. Non crediamo che i partiti possano sparire.</p>
<p>Crediamo peró che, a differenza di quanto avvenuto finora, la informazione disintermediata della rete porterá a un sistema in cui il rapporto tra cittadini e partiti che li rappresentano sará piú corto, piú diretto e trasparente, con nuove occasioni di partecipazione.</p>
<p>Per questo nasce WikiDemocracy: un ambiente collaborativo e democratico che non si pone contro i partiti, ma che anzi si pone l&#8217;obiettivo di aumentare la partecipazione dal basso; usando gli strumenti che sono propri della rete, WikiDemocracy nasce per portare ai candidati le proposte programmatiche del &#8220;popolo della rete&#8221;.</p>
<p>Nessuna idea viene censurata su WikiDemocracy; WikiDemocracy incoraggia la partecipazione responsabile.</p>
<p><strong>Come funziona WikiDemocracy</strong><br />
<strong>Lo strumento</strong><br />
Il wiki é lo strumento collaborativo di scrittura per antonomasia ed universalmente noto come tale ai cittadini della rete: ci è venuto immediatamente naturale adottarlo per le finalità che si pone questo progetto. Per approfondimenti circa il principio del wiki ed il funzionamento di WikiDemocracy, vai alla pagina di aiuto.</p>
<p><strong>La struttura</strong><br />
Proprio perché riteniamo che non sia ipotizzabile la scomparsa dei partiti nei molti anni di transizione dalla partecipazione &#8220;fisica&#8221; alla partecipazione &#8220;on-line&#8221;, dobbiamo partire dai dati di fatto; i dati di fatto sono che esistono regole che determinano il funzionamento elettorale, e agli effetti di queste regole noi ci dobbiamo attenere se vogliamo contribuire in modo realmente costruttivo.</p>
<p>WikiDemocracy pertanto é organizzato in aree, una per ogni partito oggi rappresentato in parlamento (o presente sulle schede quando si giunge in vista di una tornata elettorale), nonchè un&#8217;area per ciascuna consultazione regionale e comunale (limitata ai capoluoghi di provincia).</p>
<p><strong>I Ruoli<br />
Utente </strong></p>
<p>L&#8217;utente registrato è l&#8217;elemento portante di WikiDemocracy, è colui che può partecipare alla discussione e stesura dei contenuti.</p>
<p>In fase di registrazione l&#8217;utente sceglie il proprio partito di riferimento &#8211; il partito cui vuole fare delle proposte di programma &#8211; e viene abilitato a modificare il wiki di quel solo partito (la lettura dei wiki relativi a tutti i partiti è libera, e non occorre nemmeno la registrazione.)</p>
<p>Naturalmente possono verificarsi errori o ripensamenti per cui, in ogni periodo pre-elettorale, un utente registrato puó cambiare partito un numero limitato di volte (inizialmente definito pari a 3).</p>
<p><strong>Coordinatore </strong></p>
<p>Ogni wiki-partito per essere avviato necessita di un coordinatore, ed é organizzato con una struttura che ricalca il programma elettorale di ciascun partito e suddiviso per competenze istituzionali.</p>
<p>Per iniziare i coordinatori sono stati scelti tra volontari che si sono resi disponibili e che non hanno mai fatto parte di struttura di partito, per assicurare che non si parta con il bias di una corrente o dei vertici ma anzi sia una operazione il piu possibile costruita dal basso.</p>
<p><strong>Moderatore </strong></p>
<p>Uno o più moderatori possono rendersi volontari ed essere nominati dal coordinatore di un wiki-partito, per supportarlo nei lavori. L&#8217;autonomia del moderatore viene definita dal proprio coordinatore.</p>
<p><strong>Esperto Conoscitore </strong></p>
<p>E&#8217; un utente con particolari conoscenze (da documentare) messe a servizio di uno specifico wiki-partito. Potrebbe essere un esperto di energia, di Internet e telecomunicazioni, piuttosto che di qualunque altro tema. La sua opinione avrà una evidenza maggiore rispetto ad altre, nel momento in cui si dibatte la stesura di un capitolo di programma inerente alle sue conoscenze. Se siete esperti di una certa tematica, fatelo presente al vostro coordinatore.</p>
<p><strong>Chi c&#8217;è dietro WikiDemocracy</strong><br />
Dietro WikiDemocracy non c&#8217;è nessuno legato alla politica attiva ed al sistema partitico, nè a centri di potere. I fondatori di WikiDemocracy sono imprenditori italiani legati da una visione trasversalmente comune della politica e collegati al mondo dell&#8217;innovazione, di Internet, dell&#8217;associazionismo.</p>
<p>Il progetto nasce da un&#8217;idea di Stefano Quintarelli, finanziata e sviluppata insieme ai co-fondatori Gianmarco Carnovale, Francesco Face e Guido Tripaldi.</p>
<p>Giuridicamente la personalità è assunta in via transitoria dalla Goware s.r.l. (per gestire i contratti di hosting, per il trattamento dati, etc), in attesa di raggiungere la sostenibilità economica per assumere una forma autonoma ed adeguata.</p>
<p>Per saperne di più vai al sito <a href="http://www.wikidemocracy.org/wiki/" target="_blank">Wiki Democracy</a></p>
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		<title>Democrazia Diretta in Baviera: storia e fatti di 10 anni di applicazione</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/04/democrazia-diretta-in-baviera-storia-e-fatti-di-10-anni-di-applicazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 19:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[baviera]]></category>

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		<description><![CDATA[baviera
di Paolo Michelotto
Un rapporto in Inglese di 10 anni di democrazia diretta in Baviera (dal 1995 al 2005). Completo di storia, dati ed esempi. Un percorso lungo e difficile che i cittadini di tutto il mondo dovrebbero imitare. Maggiori dettagli sul sito di mehr demokratie che racchiude tutte le esperienze di democrazia diretta in Germania.
http://www.mehr-demokratie.de/
Qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_204" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/baviera.gif"><img class="size-medium wp-image-204" title="baviera" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/baviera.gif" alt="baviera" width="200" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">baviera</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Un rapporto in Inglese di 10 anni di democrazia diretta in Baviera (dal 1995 al 2005). Completo di storia, dati ed esempi. Un percorso lungo e difficile che i cittadini di tutto il mondo dovrebbero imitare. Maggiori dettagli sul sito di mehr demokratie che racchiude tutte le esperienze di democrazia diretta in Germania.</p>
<p><a href="http://www.mehr-demokratie.de/">http://www.mehr-demokratie.de/</a></p>
<p>Qui trovi il libro:</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=8" title="Version 1 downloaded 145 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download direct democracy bavaria Version 1" /></a></code></p>
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		</item>
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		<title>Democrazia Diretta: un testo fondamentale</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/04/democrazia-diretta-un-testo-fondamentale/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 19:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>

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		<description><![CDATA[direct-democracy-verhulst
di Paolo Michelotto
Un grande libro, gratuito, ma che vale un capitale. Dati, fatti, storie, esempi sulla Democrazia Diretta, sui Referendum e sulle Iniziative. Risponde a moltissime domande con fatti, non con teorie. Disponibile in 6 lingue europee, qui in Inglese.
Si trova in molte lingue (non ancora l&#8217;italiano) su questo sito:
http://www.democracy-international.org/
Qui lo puoi scaricare:

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_201" class="wp-caption alignleft" style="width: 185px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/direct-democracy-verhulst.jpg"><img class="size-medium wp-image-201" title="direct-democracy-verhulst" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/direct-democracy-verhulst.jpg" alt="direct-democracy-verhulst" width="175" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">direct-democracy-verhulst</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Un grande libro, gratuito, ma che vale un capitale. Dati, fatti, storie, esempi sulla Democrazia Diretta, sui Referendum e sulle Iniziative. Risponde a moltissime domande con fatti, non con teorie. Disponibile in 6 lingue europee, qui in Inglese.</p>
<p>Si trova in molte lingue (non ancora l&#8217;italiano) su questo sito:</p>
<p><a href="http://www.democracy-international.org/">http://www.democracy-international.org/</a></p>
<p>Qui lo puoi scaricare:</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=7" title="Version 1 downloaded 229 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Verhulst, Nijeboer: Direct Democracy Version 1" /></a></code></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Democrazia diretta a livello comunale in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/democrazia-diretta-a-livello-comunale-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 17:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia comunale svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

La democrazia a livello comunale in Svizzera è fondamentale. Molti cittadini la praticano e la vivono quotidianamente in tutte le sue forme. Gli strumenti utilizzati possono essere fonte di ispirazione anche per le nostre città. Un rapporto scritto in francese e tedesco per l&#8217;università di Ginevra da Sébastien Micotti / Michael Bützer fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><img style="margin: 10px; float: left;" src="../../images/stories/lucerna.jpg" alt="" width="261" height="195" /></p>
<p>La democrazia a livello comunale in Svizzera è fondamentale. Molti cittadini la praticano e la vivono quotidianamente in tutte le sue forme. Gli strumenti utilizzati possono essere fonte di ispirazione anche per le nostre città. Un rapporto scritto in francese e tedesco per l&#8217;università di Ginevra da Sébastien Micotti / Michael Bützer fa un&#8217;analisi approfondita basata su dati raccolti in 3 anni.</p>
<p>Per ulteriori informazioni si può consultare il Centre for Research on Direct Democracy (c2d): <span class="description">Sito curato dall&#8217;università di Ginevra, che raccoglie informazioni, ricerche e dati aggiornati frequentemente sulla democrazia diretta in tutto il mondo. <a href="http://www.c2d.ch/" target="_blank">Sito della democrazia diretta da cui partire per approfondimenti</a></span></p>
<p>Qui sotto trovi &#8220;La democratie communale in Suisse&#8221;</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=2" title="Version 1 downloaded 181 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download La démocratie communale en Suisse Report Version 1" /></a></code></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una donna che ha speso la sua vita sperimentando la deliberazione</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/una-donna-che-ha-speso-la-sua-vita-sperimentando-la-deliberazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 15:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[deliberazione]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[active democracy
di Paolo Michelotto
Lyn Carson è una signora australiana che ha passato molti anni della sua vita a studiare, praticare e insegnare la partecipazione e la deliberazione. Ha creato un sito ricco di contenuti sulla deliberazione e sulla partecipazione. www.activedemocracy.net
E&#8217; interessante perchè Lyn lavora nelle università e con gli enti pubblici, ma ha anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_157" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/active-democracy.jpg"><img class="size-medium wp-image-157" title="active-democracy" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/active-democracy-300x273.jpg" alt="active democracy" width="300" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">active democracy</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Lyn Carson è una signora australiana che ha passato molti anni della sua vita a studiare, praticare e insegnare la partecipazione e la deliberazione. Ha creato un sito ricco di contenuti sulla deliberazione e sulla partecipazione. <a href="http://www.activedemocracy.net/" target="_blank">www.activedemocracy.net</a></p>
<p>E&#8217; interessante perchè Lyn lavora nelle università e con gli enti pubblici, ma ha anche un approccio molto pratico e pragmantico. Non esita a studiare e applicare nuovi metodi ed ama sperimentare la commistione di vari sistemi per tentare di arrivare a combinare i tre fattori che lei ritiene fondamentali nella democrazia: influenza, inclusione, deliberazione. Nel suo sito sono inclusi numerosi documenti e casi studio legati soprattutto alla democrazia deliberativa e partecipativa, ma anche alla selezione casuale a sorteggio delle assemblee legislative.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I referendum di Rovereto: 3 ammessi, 1 cassato</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/i-referendum-di-rovereto-3-ammessi-1-cassato/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/i-referendum-di-rovereto-3-ammessi-1-cassato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 15:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta firme]]></category>

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		<description><![CDATA[raccolta firme durante Mescolanze agosto 2008
di Paolo Michelotto
il 23 ottobre 2008 è arrivata la risposta che aspettavamo dal Comitato dei Garanti sull&#8217;ammissibilità dei referendum che abbiamo presentato. 3 sono stati giudicati ammissibili, 1 è stato cassato. Sapevamo già tutto, ma è interessante il documento che ci ha mandato il sindaco perchè contiene le motivazioni.
I quesiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_154" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/15082008mescolanze.jpg"><img class="size-medium wp-image-154" title="15082008mescolanze" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/15082008mescolanze-300x225.jpg" alt="raccolta firme durante Mescolanze agosto 2008" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">raccolta firme durante Mescolanze agosto 2008</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 23 ottobre 2008 è arrivata la risposta che aspettavamo dal Comitato dei Garanti sull&#8217;ammissibilità dei referendum che abbiamo presentato. 3 sono stati giudicati ammissibili, 1 è stato cassato. Sapevamo già tutto, ma è interessante il documento che ci ha mandato il sindaco perchè contiene le motivazioni.</p>
<p>I quesiti dei referendum ammessi sono:</p>
<p><strong>1. Referendum Propositivo per la determinazione del quorum di validità dei referendum comunali</strong><em><br />
Vuoi che le consultazioni referendarie siano valide qualsiasi sia il numero di elettori che vi prendono parte?</em></p>
<p><strong>2. Referendum Propositivo per realizzare il Piano Regolatore Generale Comunale con la partecipazione dei cittadini.</strong></p>
<p><em>Vuoi che il Piano Regolatore Comunale di Rovereto, che stabilirà il futuro della città e dei suoi abitanti, quanti spazi assegnare al verde pubblico, alle aree edificabili, alle aree commerciali, artigianali e industriali, alle aree coltivabili, ai servizi per la popolazione, venga progettato nel corso del 2009 coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em><br />
<strong>3. Referendum propositivo per la Riqualificazione Piazzale Ex-Stazione Corriere</strong><br />
<em>Vuoi che la riqualificazione dell’edificio ex stazione corriere e relativa piazza venga progettata coinvolgendo i cittadini con un percorso partecipativo coordinato da un esperto qualificato del settore, riconosciuto a livello nazionale?</em></p>
<p>Abbiamo tempo fino al 23 gennaio 2009 per raccogliere 600 firme autenticate. Sopra la foto di quando in agosto avevamo raggiunto quota 600 nella raccolta firme che poi ci è stata invalidata.</p>
<p>Qui informazioni più dettagliate sul percorso referendario: <a href="http://www.cittadinirovereto.it/" target="_self">www.cittadinirovereto.it</a></p>
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