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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; esempi virtuosi</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>Desenzano (BS) raggiunte le firme per il referendum comunale</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[desenzano (BS)]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
grande iniziativa dei cittadini di Desenzano. E ancora una volta una dimostrazione della inadeguatezza degli strumenti di democrazia diretta in Italia. Infatti a Desenzano, pur avendo superato le 2350 firme necessarie per attivare il referendum consultivo (consultivo significa che il consiglio comunale può anche votare in senso contrario &#8211; e quindi non ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>grande iniziativa dei cittadini di Desenzano. E ancora una volta una dimostrazione della inadeguatezza degli strumenti di democrazia diretta in Italia. Infatti a Desenzano, pur avendo superato le 2350 firme necessarie per attivare il referendum consultivo (consultivo significa che il consiglio comunale può anche votare in senso contrario &#8211; e quindi non ha nessun valore vincolante), e oltre al fatto di avere il quorum del 50%, i cittadini di Desenzano in base al regolamento devono ancora aspettare che il consiglio comunale faccia la delibera per attuare il referendum.</p>
<p>Situazione macchinosa e difficile per la democrazia. Ma a Desenzano non si sono persi d&#8217;animo. Hanno raccolto le firme, le hanno depositate, aspettano di avere il via libera per il referendum consultivo con quorum 50% e poi daranno battaglia per il voto.</p>
<p>Coraggiosi, tenaci, un esempio da imitare da tutti noi. Curioso che a Desenzano il PD appoggi i referendum contro il governo di centro destra, mentre a Trento ad utilizzarli sia la Lega contro il governo del centrosinistra. Quando sono all&#8217;opposizione i partiti si sentono molto più vicini ai cittadini, tanto da usare gli strumenti a loro riservati. <strong>Che sia il caso di tenere tutti i partiti all&#8217;opposizione?</strong></p>
<p>Ecco i fatti raccontati da Brescia Today</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/grezze-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3685" title="grezze-2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/grezze-2.jpg" alt="grezze-2" width="384" height="288" /></a></p>
<p><strong>Desenzano verso il referendum: 2350 firme contro le Tassere e le Grezze</strong></p>
<p><strong>L&#8217;ultima parola spetta al Consiglio Comunale, dopo la validazione e la certificazione delle firme raccolte dal Comitato promotore. &#8220;I desenzanesi sono stanchi dell&#8217;edilizia selvaggia, sono stanchi delle seconde case!&#8221;</strong></p>
<p>di Alessandro Gatta 07/01/2012</p>
<p>Il primo quorum delle 2100 firme è stato raggiunto e superato, ora si aspetta la decisione del Consiglio Comunale. A Desenzano del Garda cresce la febbre del referendum, quesito popolare in cui si chiederà alla cittadinanza un significativo parere sui due Piani integrati contestati, quello delle Tassere e quello delle Grezze. Il comitato promotore, composto tra gli altri da Legambiente, Pd, Sel, Idv, Giovani Democratici, Desenzano in Movimento, Desenzano Resiste, Salviamo la Spiaggia Feltrinelli, Parco Colline Moreniche e Pro Referendum, ha consegnato le 2350 firme utili per il prossimo passaggio, la validazione e la certificazione prima del dibattito in Consiglio.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è stata grande soddisfazione nel comitato promotore &#8211; racconta a BresciaToday il coordinatore Rodolfo Bertoni &#8211; per un obiettivo più che superato, oltre alla grande soddisfazione da parte dei cittadini che si sono battuti per questo referendum. Purtroppo non c&#8217;è niente di scontato, e dovremo aspettare il primo Consiglio Comunale utile, a febbraio o a marzo. A mio parere personale si tratta di un atto dovuto, di fronte a una raccolta di firme come questa il Consiglio dovrebbe dare l&#8217;assenso senza pensarci due volte&#8221;.</p>
<p>La delibera non è assicurata, sarà battaglia all&#8217;ultimo voto. Ma c&#8217;è ottimismo tra i promotori, c&#8217;è ottimismo tra gli stessi consiglieri firmatari. &#8220;I cittadini non ne possono più! &#8211; continua Bertoni &#8211; La forte volontà della popolazione è più che evidente, e a tutti. I desenzanesi da tempo sono stanchi di questa nuova edificazione selvaggia, stanchi di seconde case dappertutto, anche in campagna. Non sarà un&#8217;impresa facile, anche i referendum comunali prevedono il quorum del 50% più uno, serviranno 10mila e 500 voti. Ma siamo convinti che i cittadini si faranno valere&#8221;.“</p>
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		<title>Valle D&#8217;Aosta e Puglia: la democrazia diretta avanza in Italia passo dopo passo</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 13:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[sant'agata di puglia]]></category>
		<category><![CDATA[valle d'aosta]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
due ottime notizie di fine anno dai due estremi dell&#8217;Italia:

1 &#8211; In Valle D&#8217;Aosta l&#8217;associazione Valle Virtuosa ha consegnato quasi 8000 firme per una iniziativa di legge popolare con referendum propositivo per impedire la costruzione di inceneritori nella vallata. Questo il quesito. 
La legge della Regione Valle D&#8217;Aosta sulle iniziative popolari e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>due ottime notizie di fine anno dai due estremi dell&#8217;Italia:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/aosta-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3649" title="aosta 1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/aosta-1.jpg" alt="aosta 1" width="402" height="277" /></a></p>
<p>1 &#8211; In <strong>Valle D&#8217;Aosta</strong> l&#8217;associazione <a href="http://www.vallevirtuosa.blogspot.com/">Valle Virtuosa</a> ha consegnato quasi 8000 firme per una iniziativa di legge popolare con referendum propositivo per impedire la costruzione di inceneritori nella vallata. <a href="http://www.vallevirtuosa.blogspot.com/p/testo-quesito-referendario.html">Questo il quesito. </a></p>
<p><a href="http://www.consiglio.regione.vda.it/banche_dati/leggi_regolamenti/dettaglio_i.asp?pk_lr=2709">La legge della Regione Valle D&#8217;Aosta sulle iniziative popolari e i referendum</a></p>
<p>Questo strumento prevede che la proposta di legge sia presentata nel Consiglio Regionale, se essa non viene approvata nei tempi stabiliti, viene trasformata in referendum propositivo. Ed è ciò che succederà probabilmente, visto che i rappresentanti di solito sono a favore degli inceneritori per le ovvie pressioni economiche. Quindi probabilmente in ottobre i Valdostani andranno a referendum su questo tema. C&#8217;è il quorum del 45% da superare, ma i promotori sono fiduciosi.</p>
<p>cito l&#8217;ANSA:</p>
<p><em>(ANSA) &#8211; AOSTA, 29 DIC &#8211; Sono state depositate nel primo pomeriggio di oggi alla Presidenza del Consiglio regionale 7.748 firme autenticate contro il Pirogassificatore. Si avvia cosi&#8217; referendario riguardante la proposta di iniziativa popolare in materia di nuove disposizioni per la gestione dei rifiuti, con particolare riguardo agli impianti di trattamento a caldo. La raccolta firme, che ha coinvolto circa 100 volontari in 43 banchetti, si e&#8217; svolta dal 9 ottobre al 15 dicembre. La Segreteria generale del Consiglio Valle ha ora 20 giorni di tempo per la verifica delle firme. Poi iniziera&#8217; l&#8217;iter legislativo in Consiglio. Il referendum potrebbe svolgersi tra ottobre e novembre del prossimo anno. (ANSA).</em></p>
<p>2. in Puglia nel Comune di Sant&#8217;Agata di Puglia (FG), la lista civica Progetto Sant&#8217;Agata e IDV hanno presentato la campagna referendaria &#8220;Io non delego, decido&#8221; per organizzare il referendum consultivo sulla centrale a Biomasse<em></em></p>
<p><em><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/io-non-delego.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3650" title="io non delego" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/io-non-delego.jpg" alt="io non delego" width="302" height="432" /></a></em></p>
<p>Qui l&#8217;indirizzo dell&#8217;<a href="http://www.facebook.com/notes/progetto-santagata/presentazione-campagna-referendaria-sulla-centrale-a-biomasse-io-non-delegodecid/266264723433073">evento su FB</a></p>
<p><em>Due interessanti esempi che gli italiani vogliono poter avere maggiore voce nelle scelte pubbliche ed usano strumenti imperfetti (il ref. propositivo con quorum del 45% in Valle d&#8217;Aosta e il referendum consultivo non vincolante a Sant&#8217;Agata).</em></p>
<p><em><strong>Esempi virtuosi per tutti noi!</strong><br />
</em></p>
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		<title>Movimento Referendario Sardo: interessante iniziativa di democrazia diretta in atto</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[movimento referendario sardo]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
in questo giorni in varie città della Sardegna si stanno raccogliendo firme per promuovere 10 referendum regionali.

È un fatto molto interessante, che potrebbe essere d&#8217;esempio anche in altre parti d&#8217;Italia, iniziato da 500 amministratori dei comuni sardi che chiedono di abolire le provincie, di eleggere il presidente della Regione direttamente e dopo le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in questo giorni in varie città della Sardegna si stanno raccogliendo firme per promuovere 10 referendum regionali.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/referendum-sardegna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3583" title="referendum sardegna" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/referendum-sardegna.jpg" alt="referendum sardegna" width="302" height="432" /></a></p>
<p>È un fatto molto interessante, che potrebbe essere d&#8217;esempio anche in altre parti d&#8217;Italia, iniziato da 500 amministratori dei comuni sardi che chiedono di abolire le provincie, di eleggere il presidente della Regione direttamente e dopo le primarie e di abbassare il numero dei consiglieri regionali a 50 e il loro stipendio e di creare una assemblea costituente per riscrivere lo Statuto della Regione. Ecco il link della loro pagina su FB:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/movimentoreferendariosardo?sk=info">http://www.facebook.com/movimentoreferendariosardo?sk=info</a></p>
<p>Questi i quesiti referendari:</p>
<p>500 tra Sindaci e amministratori comunali di tutta la Sardegna  promuovono il Movimento Referendario Sardo che, trasversalmente ai  partiti, punta a realizzare un complessivo progetto di modernizzazione  della Sardegna.<br />
Una novità vera per la politica sarda, tutta schierata &#8220;dalla parte del cittadino&#8221;.</p>
<p>10 referendum per cambiare la Sardegna.</p>
<p>ABROGAZIONE DELLE PROVINCE.<br />
Quesito 1, 2, 3, 4 (abrogativi delle nuove quattro province: sono  necessari quattro quesiti, in quanto sono quattro le leggi regionali che  – con il loro combinato disposto- determinano l’istituzione e il  funzionamento delle quattro nuove province sarde). Quesito 5,  consultivo, per l’abrogazione delle altre quattro province sarde.</p>
<p>ABROGAZIONE della legge che determina staus e indennità dei CONSIGLIERI REGIONALI.<br />
Quesito 6. Referendum abrogativo.</p>
<p>RIDUZIONE a 50 del NUMERO dei CONSIGLIERI REGIONALI.<br />
Quesito 7. Referendum consultivo.</p>
<p>ABOLIZIONE dei CONSIGLI di AMMINISTRAZIONE degli Enti Regionali.<br />
Quesito 8. Referendum consultivo.</p>
<p>ELEZIONI DIRETTA del Presidente della Regione, previa scelta dei candidati attraverso le primarie.<br />
Quesito 9. Referendum consultivo.</p>
<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE per riscrivere lo Statuto della Sardegna.<br />
Quesito 10. Referendum Consultivo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stuttgart 21 &#8211; Il referendum per la nuova stazione di Stoccarda: un esempio di democrazia diretta in funzione</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 18:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[stoccarda]]></category>
		<category><![CDATA[stuttgart 21]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 27 Novembre 2011 nel lander del Baden-Württemberg si è tenuto un importante referendum per decidere se realizzare oppure no il progetto Stuttgart 21. Un megaprogetto riguardante la costruzione di una nuova stazione ferroviaria che prevedeva anche l&#8217;alta velocità,  che aveva suscitato dubbi, perplessità, sostegno e opposizione. Invece di fermarsi alle sole proteste, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 27 Novembre 2011 nel lander del Baden-Württemberg si è tenuto un importante referendum per decidere se realizzare oppure no il progetto Stuttgart 21. Un megaprogetto riguardante la costruzione di una nuova stazione ferroviaria che prevedeva anche l&#8217;alta velocità,  che aveva suscitato dubbi, perplessità, sostegno e opposizione. Invece di fermarsi alle sole proteste, i cittadini hanno fatto uso dello strumento del referendum. E l&#8217;esito è stato che i cittadini del Laender vogliono a grande maggioranza che questo progetto venga realizzato. Questo ha messo in evidenza alcune cose interessanti:</p>
<p>1. la democrazia diretta non si presta facilmente a considerazioni partitiche. Gli iniziatori del referendum (vicini al partito Verde) avevano i sondaggi a favore, ma la maggioranza dei votanti ha detto che si deve procedere. E i promotori del referendum hanno comunque accettato democraticamente l&#8217;esito.</p>
<p>2. il presidente del Laender ha detto chiaramente che si deve togliere il quorum dallo strumento referendario. Un ulteriore passo verso una migliore democrazia nel mondo&#8230;</p>
<p>3. con un referendum realizzato con trasparenza e chiarezza, si possono prendere decisioni importanti anche del valore di miliardi di euro. E una volta prese le decisioni con maggioranza democratica, esse possono venire attuate più speditamente.</p>
<p>Ecco l&#8217;immagine con la scheda del referendum:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/stutgart-21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3518" title="stutgart 21" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/stutgart-21.jpg" alt="stutgart 21" width="470" height="720" /></a></p>
<p>Questa l&#8217;immagine di ringraziamento post &#8211; voto del comitato a favore del progetto e quindi del voto NO</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/stuttgart-21-danke.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3519" title="stuttgart 21 danke" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/stuttgart-21-danke.jpg" alt="stuttgart 21 danke" width="560" height="400" /></a></p>
<p>Questo è un interessante video di EuroNews prima del voto:</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/3oU7zl-yZlw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>e questo di alcune settimane fa:</p>
<p><iframe width="560" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/t8Ciu3e0G7U" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E questo un articolo de L&#8217;unità</p>
<p><strong>In Germania nel referendum sulla Tav a sorpresa hanno vinto i favorevoli all’alta velocità. A Stoccarda verrà realizzato il progetto contestato dagli ambientalisti.</strong></p>
<p>In Germania nel referendum sulla Tav hanno vinto i favorevoli all’alta velocità. Gli elettori del Baden-Württemberg che oggi si sono recati alle urne per il primo referendum della storia della regione, dovevano rispondere con un Sì, o con un No, al quesito se il governo potesse avvalersi del diritto di recesso per lo scioglimento degli accordi contrattuali con gli obblighi finanziari del Paese riguardo al progetto ferroviario “Stuttgart 21”.</p>
<p>A sorpresa hanno vinto i No, il che significa che il nodo ferroviario di Stoccarda verrà realizzato secondo il progetto tanto contestato dagli ambientalisti. “Stuttgart 21”, come la Tav in Valsusa, è parte integrante delle infrastrutture sull’alta velocità incentivate dall’UE. Secondo gli ideatori, si tratta di uno degli snodi irrinunciabili per la futura mobilità della linea Budapest-Parigi e la modernizzazione dell’intera rete ferroviaria europea. Il progetto, mai stato accettato dai movimenti ecologisti, per anni ha finito col condizionare l’intera agenda politica della capitale industriale della Germania. Tanto che l’ultima tornata elettorale della scorsa primavera, vide i Verdi, convinti oppositori dell’alta velocità e animatori del movimento contrario a “Stuttgart 21”, trionfare su tutte le altre forze politiche.</p>
<p>Un risultato che permise alla sinistra di destituire la CDU che aveva governato la regione ininterrottamente dal 1948. Subito dopo le elezioni, SPD e Grünen, partner di governo, ma con posizioni antitetiche sull’alta velocità, arrivarono alla soluzione di un referendum popolare che permettesse ai cittadini di esprimersi sull’opera e alle segreterie dei due partiti di evitare scontri che avrebbero potuto mettere a rischio la tenuta del governo regionale. Durante la campagna referendaria, a parte i Grünen naturalmente, i partiti hanno fatto di tutto per tenere sottotono la consultazione e vanificare il risultato con l’astensionismo. Ora, alla luce dei risultati, con i favorevoli alla costruzione dell’opera poco sotto il 60 percento, si può dire che evidentemente nessuno aveva chiaro il quadro della situazione.</p>
<p>La CDU, e ancora meno l’SPD, hanno evitato di esporsi in una battaglia che ritenevano troppo rischiosa. Il movimento SìTav, forse convinto di andare incontro ad una sconfitta, solo alla fine ha cercato di utilizzare simboli e valori del movimento ecologista nel tentativo di creare una breccia nei sentimenti ambientalisti degli indecisi. E così, i favorevoli alla Tav hanno tappezzato le città di manifesti che eleggevano i sostenitori dell’alta velocità a campioni dell’ecologismo: “Più parchi e meno binari”, il loro slogan più riuscito. A sostegno della necessità dell’opera hanno portato anche il fatto che, secondo i progettisti di “Stuttgart 21”, gli attuali 17 binari della stazione di Stoccarda, diventeranno 8 e verranno interrati in maniera tale che la superficie del centro di Stoccarda sarà ampliata di 20 ettari che saranno usati, una parte, per creare nuovi spazi verdi, che ingrandiranno notevolmente il parco cittadino dello Schlosspark e, l’altra, per la realizzazione di unità abitative per 11.000 persone.</p>
<p>“Ora, ci atterremo all&#8217;esito del referendum”, è stato il commento di Winfried Kretschmann, presidente del ricco Land del Sud della Germania. Indipendentemente dal risultato, il confronto, anche aspro, per il progetto ferroviario “è comunque stato un grande successo, perché in futuro non sarà più possibile far passare grandi opere senza il diretto coinvolgimento dei cittadini. Il prossimo passo per una democrazia compiuta –ha aggiunto Kretschmann- dovrebbe essere la completa abolizione del quorum, affinché l’astensionismo non venga più usato strumentalmente al fine di invalidare i risultati delle consultazioni referendarie”.</p>
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		<title>Ecco la proposta di introduzione della revoca fatta a Morciano (RN)</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/30/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 09:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
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		<category><![CDATA[revoca]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto




il 27 ottobre 2011 a Morciano (RN), Hossein Fayaz, ha chiesto l&#8217;introduzione dei referendum propositivi e la realizzazione del Regolamento dei Referendum e l&#8217;introduzione della Revoca degli Eletti.
Pilatesca, ridicola, falsa, ma scontata la risposta del sindaco Battazza: &#8220;&#8230;finora non esiste nell’ordinamento italiano. Per inserirla, occorre avviare una       [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>

<a href='http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/30/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/fayaz-al-consiglio-aperto/' title='FAYAZ AL CONSIGLIO APERTO'><img width="150" height="150" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/2011102902101400074-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="FAYAZ AL CONSIGLIO APERTO" /></a>
<a href='http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/30/ecco-la-proposta-di-introduzione-della-revoca-fatta-a-morciano-rn/battazza-dice-s%c2%93-al-referendum/' title='Battazza dice s al referendum'><img width="150" height="150" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/2011102902134400312-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Battazza dice s al referendum" /></a>

<p>il 27 ottobre 2011 a Morciano (RN), Hossein Fayaz, ha chiesto l&#8217;introduzione dei referendum propositivi e la realizzazione del Regolamento dei Referendum e l&#8217;introduzione della Revoca degli Eletti.</p>
<p>Pilatesca, ridicola, falsa, ma scontata la risposta del sindaco Battazza: &#8220;&#8230;<span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;"><em>finora non esiste nell’ordinamento italiano.<span> </span>Per inserirla, occorre avviare una           campagna di           carattere nazionale. Lo devono decidere in Parlamento.</em>” </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;">Ecco il resoconto di Hossein e un paio di articoli dei giornali locali mandati da Fabio Bartolini. Nel Corriere di Rimini, arrivano a definire la revoca: &#8220;teorizzazioni dei grillini piemontesi&#8221;. Alla faccia della competenza e dell&#8217;obiettività che dovrebbero avere i giornalisti.</span></p>
<p>Cara         amica/caro amico,</p>
<p>Buon         giorno. In allegato e di         seguito, invio il mio intervento al Consiglio comunale aperto di ieri sera giovedì 27 ottobre 2011, presso           la sala <span id="more-3295"></span>consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.</p>
<p>L’Amministrazione         comunale a distanza di 18 mesi dall’ultimo Consiglio comunale         aperto ai cittadini, ha dato nuovamente l’occasione ai         morcianesi desiderosi,         di fare la domanda, per essere ammessi e fare un intervento di         dieci minuti su         uno o più argomenti già dichiarati, e senza il diritto di         replica.</p>
<p>Da cittadino         attivo e l’aderente al “Comitato per la difesa dei diritti         del cittadino”, ho ritenuto che in questo momento, nel nostro         Comune, come del         resto al livello nazionale, la questione democratica è al primo         posto. In         quanto, ritengo che con maggiore “democrazia diretta” e la         partecipazione dei         cittadini, si potrà trovare delle idonee soluzioni anche alla         crisi economica,         occupazionale e di credibilità che attualmente il nostro Paese e         Comune sta         attraversando.</p>
<p>La proposta di         aggiungere due nuovi articoli allo Statuto comunale: il         “Referendum         propositivo” e “Le Elezioni di Revoca del mandato dell’eletto         per la giusta         causa”, sono mirati a dare qualche strumento democratico al         cittadino, nei         lunghissimi cinque anni tra gli appuntamenti elettorali.</p>
<p>In un Comune,         dove manca il Regolamento attuativo dei Referendum         abrogativi e propositivi &#8211; sugli argomenti molto limitati &#8211; da         più di cinque         anni, era chiaro che l’attuale maggioranza e Consiglio comunale,         non sia disposte         a concedere ai cittadini dei nuovi diritti referendari. Questa         non era una         buona ragione per rinunciare a questo diritto.</p>
<p>Ho preferito di         leggere il mio intervento, per poi consegnare delle copie         al Segretario comunale e i capi gruppi consigliari.         Nell’impossibilità fisica,         di occupare posto nel seggiolino e tavolino che avevano         preparato per l’intervento         di due bravi, alluni delle medie &#8211; eredità dell’era di Ciotti –         con la schiena         verso il pubblico. Ho cercato di leggere il mio discorso in         piedi, tra un         brusio continuo, e la contrarietà evidente, di alcuni         Consiglieri della         maggioranza e di un Consigliere della minoranza.</p>
<p>Alla fine è         intervenuto Sindaco Claudio Battazza: “<em>I Referendum           sono necessari. Faremo il Regolamento mancante, quando           prima. In ogni caso, prima di andare via lo faremo. Per quando           riguarda alle           Elezioni di Revoca del mandato dell’eletto per la giusta           causa, come diceva           Fayaz stesso, finora non esiste nell’ordinamento italiano.  Per inserirla, occorre avviare una           campagna di           carattere nazionale. Lo devono decidere in Parlamento.</em>”.</p>
<p>Grazie e         Cordiali Saluti.<br />
Hossein Fayaz – <a href="mailto:info@fayaz.it" target="_blank">info@fayaz.it</a><br />
&#8220;Comitato per la difesa dei diritti del cittadino&#8221;.</p>
<p>Di seguito         il testo dell’intervento:</p>
<p>Signor         Sindaco, Signore e Signori Consiglieri, Signora Segretario         Generale, Signore e         Signori del Pubblico.</p>
<p>Buona sera e         grazie per quest’opportunità.</p>
<p>È stato         accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di una maggiore         democrazia e         partecipazione dei cittadini è sinonimo di maggiore prosperità,         benessere,         coesione sociale e felicità degli abitanti. Per questa ragione         propongo che         vengono inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia         Diretta” nello         Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il Referendum         Propositivo;         secondo, l’Elezione di Revoca del mandato dell’eletto per la         giusta causa.</p>
<p>L’Amministrazione         Ciotti (centro destra) prima, e Battazza (centro         sinistra) ora, pur esistendo ripetute richieste, l’ultima volta         nel Consiglio         comunale aperto del 15 aprile 2010, hanno negato agli elettori         morcianesi         l’esercizio del diritto statutario (Articoli 38 e 39) dei         Referendum abrogativi         e consultivi comunali, dal lontano 2006 ad oggi. Infatti, non ne         hanno regolamentate         le modalità di espletamento, tanto da costringere recentemente i         Comitati         cittadini “Per la difesa dei diritti del cittadino” e “Morciano         in Comune” a         rivolgersi al Difensore Civico regionale per vedersi         riconosciuto un diritto         costituzionalmente garantito. Il Difensore Civico è intervenuto         prontamente         avviando un’inchiesta.</p>
<p>La         politica locale non può ignorare il significato del voto         referendario         del 12 e 13 giugno 2011 a Morciano.</p>
<p>Non         si può chiedere ai cittadini di fare la raccolta differenziata         dei         rifiuti urbani, con ottimi risultati e grande partecipazione e         impegno, per poi         aumentare anziché diminuire, com’era stato promesso, la Tarsu.</p>
<p>Non         è accettabile che Hera, dopo il verdetto referendario sui         servizi         pubblici, non diminuisca la tariffa dell’acqua.</p>
<p>Non         si può orchestrare la “Urbanistica Partecipata” per il Pru         Ghigi,         come stabilisce la Legge Regionale n. 6/2009, Art. 4, comma uno,         tenere         occupati la cittadinanza attiva dal settembre 2010 al febbraio         2011 e poi         procedere come niente fosse successo, realizzando esattamente i         termini         dell’accordo del 18 febbraio 2010 sottoscritto in Provincia con         la Società         Rinnovamento Ghigi S.r.l. la proprietaria dell’ex Pastificio.</p>
<p>La         Costituzione dell’Italia repubblicana, che entrò in vigore il         primo         gennaio 1948, ha garantito le libertà democratiche, pace,         progresso sociale ed         economico al Paese. Ma in pratica il sistema quasi         esclusivamente della “democrazia         rappresentativa”, ha avuto alcune lacune clamorose, tra queste         escluse i         Referendum abrogativi, nessuna forma di democrazia diretta e         partecipativa         della popolazione.</p>
<p>Come hanno risolto         questi problemi i         nostri vicini?</p>
<p>Ad         esempio i cittadini svizzeri possono effettuare iniziative e         referendum su qualsiasi argomento su cui può legiferare il         parlamento. Gli         unici obblighi sono che rispettino i diritti universali         dell’uomo.</p>
<p>Promuovere         un referendum è relativamente facile. Il numero delle firme         necessarie non è eccessivo. Il tempo a disposizione degli         organizzatori per la         raccolta delle firme è ragionevole. Il quorum necessario dei         partecipanti al         referendum non costituisce un ostacolo. In alcuni Comuni e         cantoni è eguale a         zero. In altri è del cinque, dieci o venti percento degli aventi         il diritto di         voto o talvolta dei partecipanti alle ultime elezioni del         Parlamento.</p>
<p>Inoltre, la durata del mandato         dei         Consigli territoriali e del Parlamento è breve. La         rieleggibilità per più di         due mandati non è possibile.<strong> </strong>E         più importante di tutto hanno una giustizia veloce e precisa.</p>
<p>Hanno un altro         strumento legislativo formidabile. Nella Costituzione Svizzera e         negli Statuti         comunali degli enti territoriali svizzeri, anche in quella di         altri Paesi come         molti Stati degli Stati Uniti d’America e Canada, esistono le         elezioni di         revoca dell’eletto per giusta causa. Ad esempio incapacità ed         inadempienza         dell’eletto di svolgere il suo ruolo di Amministratore e di         realizzare il suo         programma elettorale. La revoca è lo strumento democratico che         permette agli         elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto.         La revoca del         mandato di un eletto, in diversi Paesi, viene chiesta tramite         una petizione         popolare sottoscritta dal 12 al 25 % dei votanti alle ultime         elezioni.<strong></strong></p>
<p>I Referendum         consultivi (Art. 39), aiutano gli amministratori a capire le         volontà della         maggioranza degli elettori. I Referendum abrogativi (Art. 38),         liberano i         cittadini dalle conseguenze negative delle decisioni sbagliate         degli         Amministratori o Dirigenti comunali. I Referendum propositivi,         durante i lunghi         cinque anni del mandato, ricordano ed impongono all’eletto le         volontà del corpo         elettorale. Nei Comuni dove si ricorre a questi tre tipi di         Referendum,         l’Amministrazione funziona perfettamente, e di rado si ricorre         alle Elezioni di         Revoca del mandato dell’eletto.</p>
<p>È arrivato il         tempo che i candidati delle prossime elezioni comunali, si         esprimano su questi         principi della “Democrazia Diretta” e sulla reale possibilità di         partecipazione         dei cittadini alle decisioni.</p>
<p>Per rispondere         alla domanda frequente del Sindaco Battazza: “<em>Dove           eravate durante l’Amministrazione Ciotti?</em>”, rammento che         senza         avere la possibilità di ricorrere ai tre tipi di Referendum ed         Elezione di         Revoca del mandato, la presenza, le proposte e le proteste dei         cittadini non         incidono sulle scelte sbagliate degli Amministratori. Gli esempi         non mancano:         progetto Ghigi a Morciano, Compartone a San Giovanni in         Marignano, condomini         nel Parco Tirso a Riccione, il porto turistico di Baia Vallugola         a Gabicce Mare         ect…</p>
<p>Il referendum         propositivo esiste in centinaia di Comuni italiani (tutti i         Comuni del Trentino         Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Sicilia, della         Sardegna e della         Val d&#8217;Aosta. Inoltre c&#8217;è ad esempio a Massa in Toscana.)<br />
Esiste in alcuni Comuni anche senza il “limite” quorum:<br />
sono undici i Comuni all’avanguardia in Italia, che hanno gli         strumenti dei         referendum propositivi e abrogativi con un quorum molto basso         (15%), oppure         pari a zero. Dieci di essi si trovano nella provincia di Bolzano         e uno nella         provincia di Trento, guardi caso sono le Province che hanno il         tasso più basso         di disoccupazione, e il reddito pro capite più alto italiano.<br />
Il primo comune a togliere il quorum è stato Verano, nella         Provincia di         Bolzano, già nel 2005.<br />
La revoca per ora non esiste in nessuna istituzione italiana. E&#8217;         stata         presentata nella Regione Piemonte da Davide Bono consigliere del         “Movimento 5 Stelle”,         ma non è stata ancora discussa. Lui l&#8217;ha chiamata &#8220;richiamo&#8221;.<strong></strong></p>
<p>Questa         sera il Consiglio comunale aperto di Morciano è il primo in         Italia         a esaminare questo diritto, riconosciuto in diversi Paesi         europei e nord         americani.<br />
Sono certo che in un futuro non lontano, anche noi elettori         morcianesi         conquisteremo questi diritti basilari del cittadino.</p>
<p>Hossein         Fayaz</p>
<p>Morciano         di Romagna, 27 ottobre 2011.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A Morciano (RN) il 27 ottobre 2011 viene chiesto di introdurre la revoca nel comune. Prima volta in Italia a livello comunale!</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/26/a-morciano-rn-il-27-ottobre-2011-viene-chiesto-di-introdurre-la-revoca-nel-comune-prima-volta-in-italia-a-livello-comunale/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 20:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale aperto]]></category>
		<category><![CDATA[hossein fayaz]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente l&#8217;introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E&#8217; la prima volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del Comitato per la difesa dei diritti del cittadino. Non credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/convocazione-CC-aperto-27102011.png"><img class="alignnone size-large wp-image-3250" title="convocazione CC aperto 27102011" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/convocazione-CC-aperto-27102011-716x1024.png" alt="convocazione CC aperto 27102011" width="430" height="614" /></a></p>
<p>giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente l&#8217;introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E&#8217; la prima volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del Comitato per la difesa dei diritti del cittadino. Non credo proprio che la giunta comunale e il consiglio comunale, approveranno la proposta, ma da qualche parte bisognava iniziare. Anche negli Stati Uniti dove questo strumento esiste in moltissime città, alla fine del 1800 si è cominciato a considerarlo, poi a discuterlo, poi a proporlo ed infine è entrato nella mente e nei cuori dei cittadini e anche dentro alle istituzioni. Nel gennaio 2011, grazie a Davide Bono, consigliere regione piemonte del M5S era stata fatta la prima mozione in assoluto in Italia su questo argomento in qualsiasi istituzione. Giovedì 27 ottobre 2011, si entra per la prima volta in un comune con una identica proposta. Sono sicuro che molte altre città seguiranno; chi sarà la seconda? Il primo passo che dobbiamo fare noi cittadini è quello di informarci. Ad esempio leggendo il capitolo sulla revoca del libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221; scaricabile gratuitamente qui: <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37">http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37</a></p>
<p>Nei prossimi giorni inserirò il video della serata. Purtroppo gli amici di Morciano in Comune non possono realizzare la diretta video in streaming per esplicito volere degli amministratori.</p>
<p>Questo il modulo che i cittadini hanno riempito per poter fare una proposta (lo metto come esempio, magari da riprodurre più amichevolmente):</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Modulo-istanza-consiglio-comunale-aperto.pdf">Modulo istanza consiglio comunale aperto</a></p>
<p>Un grande in bocca al lupo ad Hossein, che ha mostrato un esempio da seguire da tutti noi!</p>
<p>Ecco la lettera inviata da Hossein:</p>
<p>Cara amica/Caro         amico,</p>
<p>Buon giorno. Augurandomi di fare       una cosa gradita, in allegato invio il nostro Comunicato Stampa       dal titolo: “<strong>Perché chiediamo più democrazia nel         nostro Comune?”, riguardo al Consiglio comunale aperto ai         cittadini di giovedì sera, 27 ottobre, alle ore 20:30, presso la         sala consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.<br />
Con la preghiera di divulgazione.</strong><br />
Grazie e Cordiali Saluti.<br />
Hossein Fayaz<br />
&#8220;Comitato per la difesa dei diritti del cittadino&#8221;.</p>
<p align="center">Perché chiediamo più democrazia nel         nostro Comune?</p>
<p>È         stato accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di una         maggiore         democrazia e partecipazione dei cittadini è sinonimo di maggiore         prosperità,         benessere, coesione sociale e felicità degli abitanti. Per         questa ragione nel Consiglio comunale aperto         convocato per giovedì sera 27 ottobre, alle ore 20:30, in         Municipio, proponiamo         che vengono inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia         Diretta” nello         Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il Referendum         Propositivo;         secondo, l’Elezione di Revoca del mandato dell’eletto per la         giusta causa.<span id="more-3249"></span></p>
<p>L’Amministrazione         Ciotti (centro destra) prima, e Battazza (centro         sinistra) ora, pur esistendo ripetute richieste, l’ultima volta         nel Consiglio         comunale aperto del 15 aprile 2010, hanno negato agli elettori         morcianesi         l’esercizio del diritto statutario (Articoli 38 e 39) dei         Referendum abrogativi         e consultivi comunali, dal lontano 2006 ad oggi. Infatti, non ne         hanno         regolamentato le modalità di espletamento, tanto da costringere         recentemente i         Comitati cittadini “Per la difesa dei diritti del cittadino” e         “Morciano in         Comune” a rivolgersi al Difensore Civico regionale per vedersi         riconosciuto un         diritto costituzionalmente garantito. Il Difensore Civico è         intervenuto         prontamente avviando un’inchiesta.</p>
<p>Poiché         le vaghe risposte del Sindaco di Morciano di Romagna non l’hanno         convinto, con molta probabilità chiederà la nomina di un         commissario per         decretare il regolamento mancante e stabilire il diritto negato         ai cittadini.</p>
<p>La         politica locale non può ignorare il significato del voto         referendario         del 12 e 13 giugno 2011 a Morciano. Non si può chiedere ai         cittadini di fare la         raccolta differenziata dei rifiuti urbani, con ottimi risultati         e grande         partecipazione e impegno, per poi aumentare anziché diminuire,         com’era stato         promesso, la Tarsu. Non è accettabile che Hera non diminuisca la         tariffa         dell’acqua. Non si può orchestrare la “Urbanistica Partecipata”         per il Pru         Ghigi, come stabilisce la Legge Regionale n. 6/2009, Art. 4,         comma 1, tenere         occupati la cittadinanza attiva dal settembre 2010 al febbraio         2011 e poi         procedere come niente fosse successo, realizzando esattamente i         termini         dell’accordo del 18 febbraio 2010 sottoscritto in Provincia con         la Società Rinnovamento         Ghigi S.r.l. la proprietaria dell’ex Pastificio.</p>
<p><strong>I Referendum consultivi</strong> (Art. 39), aiutano gli amministratori a capire le volontà della         maggioranza         degli elettori. <strong>I Referendum abrogativi</strong> (Art. 38), liberano i cittadini dalle conseguenze negative delle         decisioni         sbagliate degli Amministratori o Dirigenti comunali. <strong>I Referendum propositivi</strong>, durante i lunghi cinque         anni del mandato,         ricordano ed impongono all’eletto le volontà del corpo         elettorale. Nei Comuni         dove si ricorre a questi tre tipi di Referendum,         l’Amministrazione funziona         perfettamente, e di rado si ricorre alle <strong>Elezioni           di Revoca del mandato dell’eletto. </strong></p>
<p>Per         rispondere alla domanda frequente del Sindaco Battazza: “<strong><em>Dove eravate durante             l’Amministrazione Ciotti?</em></strong>”, rammendo che senza avere         la possibilità di         ricorrere ai tre tipi di Referendum ed Elezione di Revoca del         mandato, la presenza,         le proposte e le proteste dei cittadini non incidono sulle         scelte sbagliate         degli Amministratori. Gli esempi non mancano: progetto Ghigi a         Morciano,         Compartone a San Giovanni in Marignano, condomini nel Parco         Tirso a Riccione,         il porto turistico di Baia Vallugola a Gabicce Mare ect… <strong></strong></p>
<p align="left">Il referendum         propositivo esiste in centinaia di Comuni italiani (tutti i         Comuni del Trentino         Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Sicilia, della         Sardegna e della         Val d&#8217;Aosta. Inoltre c&#8217;è ad esempio a Massa in Toscana).<br />
Esiste in         alcuni Comuni         anche senza il “limite” quorum:<br />
sono undici i Comuni all’avanguardia in Italia, che hanno gli         strumenti dei         referendum propositivi e abrogativi con un quorum molto basso         (15%) oppure pari         a zero. Dieci di essi si trovano nella provincia di Bolzano e         uno nella         provincia di Trento.<br />
Il primo         comune a         togliere il quorum è stato Verano, nella Provincia di Bolzano,         già nel 2005.<br />
La revoca         per ora non         esiste in nessuna istituzione italiana. E&#8217;         stata         presentata nella Regione Piemonte da Davide Bono consigliere del         “Movimento 5 Stelle”,         ma non è stata ancora discussa. Lui l&#8217;ha chiamata &#8220;richiamo&#8221;.</p>
<p align="left">Giovedì sera il Consiglio comunale aperto di         Morciano è il         primo in Italia a esaminare questo diritto, riconosciuto in         diversi Paesi         europei e nord americani.<br />
Sono certo che in un futuro non lontano, anche noi elettori         morcianesi         conquisteremo questi diritti basilari del cittadino.</p>
<p>Hossein         Fayaz</p>
<p>“Comitato per la difesa         dei diritti del cittadino”.</p>
<p><a href="mailto:info@fayaz.it" target="_blank">info@fayaz.it</a></p>
<p>Morciano di Romagna, 26         ottobre 2011.</p>
<pre><a href="http://www.hosseinfayaz.com/" target="_blank">www.hosseinfayaz.com</a></pre>
]]></content:encoded>
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		<title>A Napoli sta iniziando un esperimento di democrazia: c&#8217;è la consultazione, la partecipazione e spero poi molto altro</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 18:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

a Napoli forse sta per iniziare un esperimento di democrazia che potrebbe cambiare l&#8217;Italia. Si sta seriamente, pare, procedendo a iniziare a un processo molto esteso di consultazione su ben 16 tematiche diverse. Si stanno costituendo 16 consulte, a cui si possono iscrivere senza limiti i cittadini napoletani. E già ci sono gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/logo_laboratorio_napoli350.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3246" title="logo_laboratorio_napoli350" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/logo_laboratorio_napoli350.jpg" alt="logo_laboratorio_napoli350" width="350" height="372" /></a></p>
<p>a Napoli forse sta per iniziare un esperimento di democrazia che potrebbe cambiare l&#8217;Italia. Si sta seriamente, pare, procedendo a iniziare a un processo molto esteso di consultazione su ben 16 tematiche diverse. Si stanno costituendo 16 consulte, a cui si possono iscrivere senza limiti i cittadini napoletani. E già ci sono gli elenchi online dei cittadini iscritti. Centinaia, probabilmente tutti insieme qualche migliaia.</p>
<p><a title="Laboratorio Napoli" href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15019">Laboratorio Napoli</a></p>
<p>Queste le 16 consulte:</p>
<p>- Promozione della pace e cooperazione internazionale</p>
<p>- Ambiente, Rifiuti, Tutela della salute</p>
<p>- Politiche Sociali e immigrazione</p>
<p>- Politica della casa</p>
<p>- Cultura, Turismo, Spettacoli</p>
<p>- Forum delle culture</p>
<p>- Mobilità e Infrastrutture</p>
<p>- Territorio e Urbanistica</p>
<p>- Beni comuni</p>
<p>- Lavoro, Commercio, Artigianato</p>
<p>- Beni Confiscati e Trasparenza</p>
<p>- Diritto all&#8217;istruzione</p>
<p>- Bilancio Partecipato</p>
<p>- Sport</p>
<p>- Politiche Giovanili e Pari opportunità</p>
<p>- Patrimonio Comune</p>
<p>Le consulte si autoregolamenteranno. Le loro proposte dovranno essere vagliate dalla giunta. Insomma l&#8217;inizio è ottimo, i<a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/c%252F5%252F2%252FD.0b6b7ed567846e9c005b/P/BLOB%3AID%3D15019"> propositi descritti dall&#8217;assessore al Bene Comune</a> sono pieni di speranza. Non è ancora democrazia diretta, ma se questo processo funzionerà, non tarderanno ad emergere richeste di strumenti di democrazia diretta funzionanti, che non prevedano ad esempio il quorum. Se questo percorso funzionerà in una città così popolosa e piena di problemi come Napoli, allora la storia dell&#8217;Italia potrebbe cambiare. In meglio. Napoli potrebbe trascinare il resto d&#8217;Italia in una nuova fase, quella dove la voce dei cittadini conta davvero.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>a Formigine (MO) iniziativa popolare per togliere il quorum, a Carpi (MO) il consiglio boccia una mozione che chiede di togliere il quorum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/10/18/a-formigine-mo-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum-a-carpi-mo-il-consiglio-boccia-una-mozione-che-chiede-di-togliere-il-quorum/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 12:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione quorum]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi (MO)]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

il Movimento 5 Stelle di Formigine (MO) ha iniziato la raccolta firme per la iniziativa popolare che chiede di togliere il quorum dai referendum comunali. Rocco Cipriano, uno dei promotori, mi ha inviato il modulo ultilizzato. Lo pubblico qui, perchè magari può essere di esempio per altri comuni. Ovviamente deve essere riscritto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/firme-no-quorum-formigine.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3210" title="firme no quorum formigine" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/firme-no-quorum-formigine.gif" alt="firme no quorum formigine" width="300" height="225" /></a></p>
<p>il Movimento 5 Stelle di Formigine (MO) ha iniziato la raccolta firme per la iniziativa popolare che chiede di togliere il quorum dai referendum comunali. Rocco Cipriano, uno dei promotori, mi ha inviato il modulo ultilizzato. Lo pubblico qui, perchè magari può essere di esempio per altri comuni. Ovviamente deve essere riscritto in base allo statuto comunale e il regolamento che ogni città ha. E come consiglia Rocco, può essere utile una visita all&#8217;URP locale per sentire i loro commenti. Inoltre per esempio a Rovereto le firme devono essere autenticate (che fortuna, eh!) e quindi ci deve essere uno spazio sul fondo del foglio riservato ai dati degli autenticatori.</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf">FORMIGINE MODULO </a><a href="../wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf">RACCOLTA FIRME iniziativa</a><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Formigine-RACCOLTA-FIRME_MODULO_NoQuorum_pdf.pdf"> No Quorum_pdf</a></strong></p>
<p>A Carpi (MO) il Movimento 5 Stelle &#8211; Rifondazione Comunista, che hanno un consigliere in comune, Lorenzo Paluan, hanno presentato una mozione per togliere il quorum dai referendum, che è stata bocciata dal consiglio con PD e PDL uniti e d&#8217;accordo. Qui il testo presentato, condiviso gentilmente da Lorenzo.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/carpi-abolizione-quorum.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3215" title="carpi abolizione quorum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/carpi-abolizione-quorum-774x1024.jpg" alt="carpi abolizione quorum" width="464" height="614" /></a></p>
<p>Ecco qui il testo di Lorenzo dove descrive il consiglio comunale del 13 ottobre in cui è stata bocciata la sua mozione. Io gli suggerisco di ripresentare L&#8217;IDENTICA proposta come iniziativa popolare con l&#8217;appoggio dei cittadini.</p>
<p><em>Ieri sera PD e PDL hanno bocciato l’odg presentato da Carpi 5 Stelle e Rifondazione che chiedeva l’abolizione del quorum sui referendum comunali.</em></p>
<p><em>Ricordo per inciso che il referendum comunale per il nostro Statuto è solo consultivo e richiede un numero di firme pari al 4% dell’elettorato (cioè in proporzione quasi il quadruplo delle firme necessarie per un referendum nazionale).</em></p>
<p><em>Noi avevamo colto mesi fa, nelle parole dell’Assessore Bellelli (che ha la delega alla partecipazione, ieri sera assente in aula), la disponibilità a valutare la questione e il segretario Dalle Ave durante il dibattito ha ricordato che sul tema il PD si interroga “da più di un anno”:<span id="more-3208"></span></em></p>
<p><em>Quale occasione migliore quindi di farci sapere ieri sera dov’era giunto il loro livello di “elaborazione” sul tema, dato che si dibatteva un OdG in calendario da circa 7 mesi.</em></p>
<p><em>Invece, i due principali partiti di Carpi (l’odg oltre che da Carpi 5 Stelle – Rifondazione è stato votato da Alleanze per Carpi e Lega, l’IDV si è astenuta), hanno dimostrato di vedere l’avanzamento di qualche strumento di democrazia diretta (comunque regolato da leggi e regolamenti che salvaguardano le funzioni del consiglio, e con una valenza meramente consultiva) come fumo negli occhi.</em></p>
<p><em>Se il PDL ovviamente non se lo può permettere (gli italiani hanno dimostrato di essere molto più rapidi nello sfiduciare il governo con i referendum, di quanto non faccia la loro maggioranza di lacchè nominati da due capi di partito), il PD tenta la sua arrampicata sugli specchi, regalandoci un “ci stiamo pensando” che però, a sette mesi dal deposito della nostra proposta, non si sostanzia in nessuna loro proposta, fosse di emendamento o di “contrordine del giorno”.</em></p>
<p><em>Ci siamo sentiti dire che va bene abolire il quorum in cambio di un aumento delle firme (peraltro già alto), se ne poteva discutere, ma la proposta del PD (dopo più di un anno di arguto pensare, a sentir loro) sul tavolo non c’era.</em></p>
<p><em>C’è stata anche la mozione “bon ton” istituzionale bipartisan di Dalle Ave e Benatti: “queste proposte si fanno in accordo con tutti i capigruppo” , ottimo, peccato che i medesimi capigruppo di PD e PDL non si degnino di rispondere ad una mail che tratta di ordini del giorno sulla toponomastica, figuriamoci se parliamo di Statuto.</em></p>
<p><em>Insomma, la fiera del pretesto.</em></p>
<p><em>Non sia mai che i cittadini scoprano che non tutto in politica deve passare per la mediazione dei partiti (e per inciso, ricordiamo che il partito con la  maggioranza dei seggi  in consiglio comunale, ha raccolto poco più di un terzo dei voti degli aventi diritto, come a dire, il non voto non conta se si tratta di elezioni, diventa decisivo se si tratta di referendum).</em></p>
<p><em>Ma l’intervento migliore è stato quello del consigliere Pompeo, che ci ha ricordato come i referendum siano inutili, dato che quello che il popolo italiano decide (ed ha citato l’esempio del finanziamento pubblico ai partiti) poi i partiti lo negano negli atti (quindi lo scandalo è che i referendum si facciano, non che il sistema dei partiti ne neghi il risultato, secondo Pompeo)</em></p>
<p><em>Motivo in più per ricordare a  chi ci rinfacciava che i referendum costano, che il loro sistema dei partiti (una greppia da un miliardo di euro all’anno) ci costa infinitamente di più di qualsiasi referendum (e ovviamente il taglio alle loro spese, non è all’ordine del giorno.</em></p>
<p><em>Faranno prima a tagliare le pensioni, che siano di destra o di centrosinistra&#8230;).</em></p>
<p>Qui il suo blog:<em> </em><a href="http://lorenzopaluan.blogspot.com/2011/10/pd-e-pdl-quando-la-paura-della.html">http://lorenzopaluan.blogspot.com/2011/10/pd-e-pdl-quando-la-paura-della.html</a></p>
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		<title>Capannori (LU): finalmente anche in Italia si sperimenta il sorteggio dei rappresentanti</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 19:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[sorteggio]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[dire fare partecipare]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
su Capannori (LU) nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli giornalistici, di cui uno parlava di democrazia diretta, che riporto alla fine di questo post.

Il titolista forse ha leggermente calcato la mano nel descrivere questo processo come democrazia diretta, però certo è un esperimento di superamento del normale modello rappresentativo con una interessante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>su Capannori (LU) nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli giornalistici, di cui uno parlava di democrazia diretta, che riporto alla fine di questo post.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/capannori.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-3156" title="capannori" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/capannori.JPG" alt="capannori" width="553" height="368" /></a></p>
<p>Il titolista forse ha leggermente calcato la mano nel descrivere questo processo come democrazia diretta, però certo è un esperimento di superamento del normale modello rappresentativo con una interessante novità. Quella del <strong>sorteggio</strong>. In Italia poche volte si è creata una assemblea di cittadini con poteri così forti, tramite <strong>estrazione a sorte</strong>. Mentre nei paesi anglosassoni, le esperienze cominciano ad essere varie e significative, nel nostro paese questa è ancora una rarità.</p>
<p>Cosa sta succedendo a Capannori? Si sta facendo un <strong>bilancio socio-partecipativo</strong> (come lo chiamano loro), in cui gli 80 cittadini partecipanti sono stati estratti a sorte dalle liste elettorali in modo che rispecchino demograficamente la composizione della società.</p>
<p>Questi 80 cittadini discuteranno di progetti da realizzare con  <strong>400.000 euro.</strong> Forse questa è la debolezza di tutto il processo. Perchè poi nel percorso è stato stabilito che gli 80 si dividano in 4 parti corrispondenti alle 4 circoscrizioni ed ugnuna studi le sue proposte, da effettuarsi quindi con 100.000 euro a testa.</p>
<p>Un po&#8217; pochino su una popolazione di 46.000 abitanti. Il <a href="http://www.comune.capannori.lu.it/sites/default/files/ici/All.1%20-%20Bilancio%202011%20Annuale.pdf">bilancio 2011</a> del comune, risulta infatti di 89 milioni di euro. La somma di 400.000 euro che sarà discussa in questo processo partecipativo, significa che lo 0,45% del Bilancio Comunale verrà deciso dai cittadini e il 99,55% dai rappresentanti.</p>
<p>Tutto da gettare quindi? No. Anzi, il processo <strong>&#8220;Dire, fare, partecipare&#8221;</strong> sembra studiato molto bene.</p>
<p>Lo si può vedere qui (documenti, progetto, foto e risultati):</p>
<p><a href="http://www.comune.capannori.lu.it/node/9066">http://www.comune.capannori.lu.it/node/9066</a></p>
<p>Ed è solo un inizio. Magari tutti i comuni in Italia avessero di queste iniziative. Molti gruppi di cittadini hanno tentato di realizzare qualcosa di simile, senza soldi in gioco. Qui dove una piccola somma c&#8217;è, potrebbe diffondere voglia di maggiore democrazia e chissà che nei prossimi anni non fioriscano richieste in questo senso. Per cui studiamolo, capiamolo, duplichiamolo e miglioriamolo. In tutta Italia.</p>
<p><strong><em>articolo apparso su Il Fatto Quotidiano<span id="more-3155"></span></em></strong></p>
<p><strong><em>Nel paese della democrazia diretta Capannori, dove a decidere sono i cittadini </em></strong></p>
<p><strong><em>La  giunta di Giorgio Del Ghingaro, eletto con il centrosinistra, ha  infatti deciso di stanziare 400mila euro e sarà una commissione scelta  “dal basso” a stabilire in quali progetti investire.</em></strong><br />
E’ più urgente riasfaltare la strada, costruire il parco giochi o  sistemare l’illuminazione pubblica? A Capannori, in provincia di Lucca,  lo decidono i cittadini. La giunta di Giorgio Del Ghingaro, eletto con  il centrosinistra, ha infatti deciso di stanziare 400mila euro e sarà  una commissione scelta “dal basso” a stabilire in quali progetti  investire. Un’iniziativa che porta i residenti a condividere e discutere  le priorità del territorio, dai marciapiedi agli spazi pubblici, e ad  entrare in modo trasparente nelle pieghe del bilancio comunale.</p>
<p>“L’idea nasce da un percorso di partecipazione inaugurato qualche  anno fa con il varo di quattro commissioni partecipate su rifiuti,  acqua, mobilità e barriere architettoniche”, spiega Giorgio Del  Ghingaro, sindaco di Capannori dal 2004, oggi al secondo mandato e  iscritto al Partito democratico. “La commissione di questo nuovo  progetto, avviato attraverso un bando della Regione Toscana, rappresenta  proporzionalmente i 46mila residenti. Infatti include quattro immigrati  che sul territorio sono il 6% della popolazione”. L’unica percentuale  che il Comune ha voluto “ritoccare” per eccesso è quella che riguarda i  giovani tra i 18 e i 35 anni, troppo spesso emarginati dalla vita  istituzionale anche nelle piccole amministrazioni.</p>
<p>Per garantire la massima trasparenza nella selezione della  commissione, una ditta specializzata ha reclutato telefonicamente per  conto del Comune un campione rappresentativo di 80 cittadini, divisi  equamente tra maschi e femmine e tra le 4 ex circoscrizioni del  territorio, tagliando fuori i “professionisti della politica”. Infatti  nel gruppo decisionale, monitorato da un comitato di garanzia di cinque  membri che include un consigliere di maggioranza e uno di opposizione,  non può accedere chi ricopre una carica politica o è presidente di  un’associazione. I cittadini quindi partecipano al percorso di  elaborazione degli interventi fino alla votazione finale dell’election  week a dicembre, momento in cui stabiliranno come investire i 400.000  euro stanziati. Le opere scelte saranno realizzate entro il 2012 e i  lavori sono già iniziati da oltre un mese.</p>
<p>“Si incontrano ogni venerdì pomeriggio nella sala mensa del Comune  che abbiamo messo a disposizione”, spiega Del Ghingaro. “Finora hanno  ascoltato i dirigenti del Comune per conoscere i problemi e le aree di  intervento prioritario. Al termine della fase informativa discuteranno  suddivisi in base alla circoscrizione per poi confrontarsi  collettivamente. Poi entro il 31 dicembre, al termine dell’election  week, voteranno i progetti da finanziare che la giunta adotterà porterà  in consiglio comunale”. Il sindaco ricorda quindi che il lavoro della  commissione non è di carattere consultivo ma decisionale “perché il  Comune deve essere un palazzo di vetro in cui sono i cittadini a  decidere”.</p>
<p>Ma a Capannori la democrazia diretta non si esaurisce con i 400mila  euro e Del Ghingaro sta già pensando a un “bilancio di genere” per  “ridurre le diseguaglianze tra le donne e gli uomini attraverso una più  equa distribuzione delle risorse e la stesura di politiche ‘ad hoc’.  “Vorremmo abbattere le barriere con l’aumento degli asili nido, più  corsi di italiano per le immigrate e incentivi alle imprese femminili.  Il governo ci ha tolto 2 milioni di euro di finanziamenti, ma non  abbiamo tagliato il welfare a sostegno delle fasce più deboli della  popolazione”, osserva il sindaco. “Perché questa – conclude – è una  battaglia di civiltà”.</p>
<p>Corriere Fiorentino</p>
<p><em>di Alessio Ciacci &#8211; Corriere Fiorentino di Giovedì 29 Settembre</em></p>
<p><em><strong>Cittadini protagonisti con il Bilancio Partecipativo di Capannori</strong></em></p>
<p>«Il  Bilancio Partecipativo è una forma pubblica di gestione del potere, con  cui i cittadini decidono come sarà utilizzato il bilancio pubblico. E’  un modo di controllare da dove viene il denaro e dove va, una maniera  con cui tutti partecipano a decidere come le risorse saranno spese».<br />
dal Regolamento dell’Orçamento Participativo, Porto Alegre<br />
Per costruire nuovi modelli di democrazia diretta, nasceva venti anni fa  a Porto Alegre, città del sud del Brasile, l’esperienza dell’Orcamento  Partecipativo, il bilancio partecipativo. Una nuova forma di “democrazia  diretta’’ attraverso cui i cittadini scelgono autonomamente ogni anno  come e dove investire parte delle risorse del municipio. Fare bilancio  partecipativo vuol dire delegare l’allocazione delle spese pubbliche ad  organizzati momenti assembleari in cui ogni cittadino ha diritto di  esprimere il proprio parere rispetto a progetti nati dal percorso  partecipativo e decidere quali realizzare.<br />
La Regione Toscana, prima in Italia,  ha varato un’apposita ed avanzata  legge sulla Partecipazione che finanzia la partenza di progetti  partecipativi a livello locale legati alle scelte più importanti delle  comunità, sulle opere pubbliche, gli strumenti di decisione urbanistica,  la cultura, l’integrazione, l’ambiente. Proprio grazie a questa legge  Capannori ha ottenuto un finanziamento per l’avvio del bilancio  partecipativo. Dopo l’adesione alla strategia Rifiuti Zero al 2020,  Capannori si conferma sempre più un laboratorio nazionale per le buone  pratiche ambientali e partecipative.<br />
Con questo progetto 400 mila euro del bilancio comunale saranno infatti  riservati, nel 2012, ad interventi decisi in processi partecipativi, in  corso proprio in queste settimane. A settembre sono iniziati i  laboratori, in cui si illustrano le caratteristiche di un bilancio  comunale ed il bilancio sociale, in modo da dare un quadro generale  dell’operato dell’Amministrazione. A Dicembre i progetti saranno  presentati in assemblee pubbliche sul territorio e si svolgeranno e  votazioni aperte per una settimana per scegliere i progetti da  realizzare. Con questo progetto parte a Capannori una nuova stagione di  buone pratiche e una nuova, importante ed innovativa forma di  partecipazione diretta alle scelte della comunità, una democrazia  diretta che lascia intravedere la nascita di un rapporto diverso tra  cittadini ed istituzioni. Vogliamo continuare a fare di Capannori un  grande laboratorio di innovazione, partecipazione, buone pratiche e  sostenibilità, per continuare tutti assieme a costruire una comunità che  costruisce, da protagonista, il proprio futuro.</p>
<p>Alessio Ciacci<br />
Assessore all’Ambiente e alla Partecipazione Comune di Capannori</p>
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		<title>A Concorezzo (MB) sono iniziate 3 raccolte firme: una chiede di togliere il quorum dai referendum comunali</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 17:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
Roberto Brambilla che tra le molte cose è anche consigliere comunale a Concorezzo (MB) per una lista civica, mi ha mandato il testo e il volantino esplicativo di tre petizioni che hanno iniziato da poco nel loro comune.

Due riguardano il PGT, la terza chiede che vengano introdotti e rgolamentati i referendum propositivi, abrogativi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Roberto Brambilla che tra le molte cose è anche consigliere comunale a Concorezzo (MB) per una lista civica, mi ha mandato il testo e il volantino esplicativo di tre petizioni che hanno iniziato da poco nel loro comune.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/comune-concorezzo_mb.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3145" title="comune-concorezzo_mb" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/comune-concorezzo_mb.jpg" alt="comune-concorezzo_mb" width="450" height="338" /></a></p>
<p>Due riguardano il PGT, la terza chiede che vengano introdotti e rgolamentati i referendum propositivi, abrogativi e venga tolto il quorum. Ecco il testo di questa terza richiesta:</p>
<p><em>Egregio signor Sindaco di Concorezzo,</em></p>
<p><em>chiedo di prendere al più presto tutti i provvedimenti necessari (es. regolamento dei referendum e modifica dello statuto del comune) per dare ai cittadini la possibilità di decidere sul futuro della propria comunità con strumenti quali il referendum consultivo previsto dallo statuto comunale (art. 47 capo V), il referendum abrogativo, il referendum propositivo. Chiedo inoltre che il quorum sia azzerato.</em></p>
<p>E questo il testo del volantino intero:</p>
<p><em>Firma le tre petizioni</em></p>
<p><em><strong>1) Per evitare la cementificazione di Concorezzo</strong></em></p>
<p><em><strong>2) Per tutelare meglio il poco verde rimasto attorno al paese</strong></em></p>
<p><em><strong>3) Per dare più potere ai cittadini con la democrazia diretta</strong></em></p>
<p><em>Stiamo raccogliendo le firme per tre petizioni al Sindaco di Concorezzo.</em></p>
<p><em><strong>La prima petizione</strong> è per chiedere che la <strong>grande tangenziale</strong> – che parte dalla rotonda del nuovo spaccio di Frette e gira intorno alla vecchia dogana per connettersi con la strada per Oreno (non era prevista nel programma della maggioranza) – venga tolta dal Piano di Governo del Territorio.</em></p>
<p><em>Questa tangenziale  asfalta  30.000 mq. e pone le premesse per una perdita di terreno agricolo pari a 87.500 mq nelle adiacenze di  via Remo Brambilla + 96.000mq in via Piave; per non parlare di Via Kennedy dove si devastano altri 87.500 mq.  Il tutto è pari alla bellezza di circa 45 campi di calcio!</em></p>
<p><em>Le nuove edificazioni previste da questo PGT portano 1800 nuovi abitanti aggravando lo squilibrio territoriale e ambientale già fortissimo a ciò si aggiungono altri 2 o 3 mila abitanti a causa delle nuove  aree che vengono “accerchiate” dalla tangenziale. Chi paga la manutenzione futura di quella strada dopo che sarà costruita con i soldi dei cittadini e che serve a pochi privati? Perché non fare una rotatoria al semaforo della Pagani? Perché continuiamo a fare cassa svendendo il territorio? E quando il territorio finirà?</em></p>
<p><em>Non sarebbe meglio parlare direttamente alla cittadinanza dei problemi economici del comune e come far fronte ad essi senza continuare a cementificare il territorio ovvero le “radici”  del nostro paese? Vogliamo che Concorezzo resti simile ad un paese o vogliamo che si saldi ai paesi confinanti?</em></p>
<p><em><strong>La seconda petizione</strong> è per chiedere la <strong>tutela del territorio agricolo</strong> che sta intorno a Concorezzo estendendo il Parco della Cavallera. I vincoli che prevede l&#8217;attuale amministrazione sono assolutamente modificabili: in sostanza non danno alcuna garanzia di preservare il poco verde rimasto. Il Parco é l&#8217;unica speranza di poter ancora trovare dei luoghi piacevoli a portata di piede o di bici. Se avete terreno agricolo e lo date ai terzisti contattateci per dar vita ad un progetto coordinato che vi renderà di più&#8230;</em></p>
<p><em><strong>La terza petizione</strong> serve per chiedere che a Concorezzo si introducano gli strumenti necessari per dare <strong>più potere ai cittadini</strong> grazie a referendum comunali abrogativi e propositivi (un solo esempio: se li avessimo avuti l&#8217;Acqua World sarebbe rimasto sulla carta&#8230; Vogliamo inoltre abbassare il quorum a zero per non ammazzare la democrazia. Chiediamo inoltre il regolamento per i referendum che Concorezzo aspetta da 10 anni!</em></p>
<p><em>Firmate al banchetto!! I cittadini che volessero dare una mano si mettano in contatto con il numero 039 988 10 21 o scrivano a info@listacivicaconcorezzo.org . Chiedeteci i moduli per raccoglierle voi stessi tra i vostri familiari o scaricateli da www.listacivicaconcorezzo.org</em></p>
<p><em>Altre date per poter firmare: Il 25 settembre alla festa della Lista civica in Cortenuova (via Libertà 136/F) : biciclettata, focacce bio, spettacoli, musica, giochi! Martedì  27 settembre al mercato.</em></p>
<p><em>Cari cittadini non delegate la gestione del territorio! Ne va del nostro futuro!</em></p>
<p><em>Il territorio cementificato è perso per sempre!</em></p>
<p><em>www.listacivicaconcorezzo.org </em></p>
<p><em> www.retecivicaitaliana.it</em></p>
<p>Questi i file in formato .doc per poterli modificare ed usare anche nella propria città:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/2011-09-Moduli-per-la-raccolta-di-firme-sul-PGT-e-Dem-Dir-20-luglio-2011.doc">2011-09 Moduli per la raccolta di firme sul  PGT e Dem Dir 20 luglio 2011</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/2011-10-Volantino-per-promuovere-la-raccolta-di-firme-per-le-3-petizioni-2-set.doc">2011-10 Volantino per promuovere la raccolta di firme per le 3 petizioni 2 set</a></p>
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		<title>nasce la petizione &#8220;Io pago, io decido&#8221; a Biella: un esempio per il resto d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 20:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione &#8220;Io pago, io decido&#8221;.

Ecco le motivazioni:
Le risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità.  Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale  di Biella ad attivare lo strumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione &#8220;Io pago, io decido&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/petizione-iopagoiodecido1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3138" title="petizione-iopagoiodecido1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/petizione-iopagoiodecido1.jpg" alt="petizione-iopagoiodecido1" width="500" height="219" /></a></p>
<p>Ecco le motivazioni:</p>
<p><strong>L</strong><strong>e risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità</strong>.  Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale  di Biella ad attivare lo strumento del bilancio partecipativo, così da  permettere a noi cittadini di indicare le problematiche e le priorità  economiche per la Città. <strong>L’attuale crisi finanziaria – e  l’indebitamento del Comune di Biella di oltre 64 milioni di euro – è  un’opportunità per introdurre innovativi strumenti di democrazia diretta</strong>, destinati a diventare il futuro della vita civica e già utilizzati nel presente da numerosi comuni italiani.</p>
<p>Se i cittadini possono sviluppare <strong>un bilancio partecipativo e dei</strong> <strong>referendum propositivi senza quorum</strong> (per evitare l’uso tattico del non voto) la partecipazione alla vita  politica cittadina aumenta e ne guadagna l’intera comunità. In questo  modo <strong>la cittadinanza diventa protagonista</strong> e può dettare l’agenda politica senza essere chiamata in causa solamente una volta ogni 5 anni durante le elezioni. <strong>Dando  a noi cittadini maggiore responsabilità, il bilancio partecipativo e i  referendum senza quorum ci aiutano anche a comportarci più  responsabilmente</strong>.</p>
<p>Ecco quindi in breve quanto chiediamo con la <strong>petizione “io pago io decido”</strong>:<br />
1. <strong>BILANCIO PARTECIPATIVO</strong> (io pago, io decido)<br />
2.<strong> REFERENDUM PROPOSITIVI</strong> (proposte, non proteste)<br />
3.<strong> TOGLIERE IL QUORUM</strong> (chi partecipa decide)</p>
<p>Qui il sito di riferimento:</p>
<p><a href="http://www.iopagoiodecido.it/2011/09/10/perche-la-petizione-io-pago-io-decido/">http://www.iopagoiodecido.it/2011/09/10/perche-la-petizione-io-pago-io-decido/</a></p>
<p>Qui il documento completo della petizione (come esempio da relìplicare anche nelle nostre città):</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Petizione-iopagoiodecido.pdf">Petizione-iopagoiodecido</a></p>
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		<title>lettera al sindaco di Milano per chiedere gli strumenti di democrazia diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/15/lettera-al-sindaco-di-milano-per-chiedere-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 17:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
l&#8217;amico Giacomo Consalez, ha scritto una lettera al nuovo sindaco di Milano Pisapia, chiedendo che introduca all&#8217;interno dello statuto comunale migliori e soprattutto efficaci strumenti di democrazia diretta. E&#8217; una lettera interessante, che potrebbe, opportunamente modificata, essere un esempio per cittadini di tutta Italia per effettuare la stessa richiesta al proprio sindaco.

La Carta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;amico Giacomo Consalez, ha scritto una lettera al nuovo sindaco di Milano Pisapia, chiedendo che introduca all&#8217;interno dello statuto comunale migliori e soprattutto<strong> efficaci</strong> strumenti di democrazia diretta. E&#8217; una lettera interessante, che potrebbe, opportunamente modificata, essere un esempio per cittadini di tutta Italia per effettuare la stessa richiesta al proprio sindaco.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Pisapia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3077" title="Pisapia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Pisapia.jpg" alt="Pisapia" width="258" height="258" /></a></p>
<p><em>La Carta Europea delle autonomie locali, emanata nel 1985, stabilisce  che gli stati membri debbano sostenere il progressivo sviluppo di forme  di autogoverno, termine che quel testo definisce da un lato come un  trasferimento di parte delle funzioni di potere dai governi centrali ai  governi locali, dall’altro come un’assunzione di responsabilità da parte  dei cittadini, ai quali si aprono spazi crescenti di partecipazione  attiva alle decisioni assunte dagli enti locali.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>A seguito della sua entrata in vigore, il parlamento italiano ha dovuto,  con somma riluttanza, recepire almeno formalmente alcune indicazioni  della Carta Europea, promulgando inizialmente la legge 8 giugno 1990, n.  142, denominata «Ordinamento delle autonomie locali», quindi la Legge 3  agosto 1999, n. 265, denominata «Più autonomia per gli enti locali».  Infine il governo Amato ha adottato il Decreto Legislativo 18 agosto  2000, n. 267 «Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti  locali»</em> <em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Questo quadro giuridico prevede che, a partire dal 1990, i Comuni siano  dotati di uno statuto, che costituisce nei fatti una sorta di  costituzione dell’ente locale. Per la normativa vigente in Italia, la  formulazione, le modifiche, gli aggiornamenti e l’approvazione degli  statuti sono di esclusiva competenza dei consigli comunali e  provinciali. Ciononostante, gli statuti degli enti locali rappresentano  una grande opportunità per la riforma del nostro sistema politico, e un  vero e proprio tallone d’Achille del regime partitocratico italiano,  blindato nella propria assoluta e criminale autoreferenzialità.</em> <em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Una revisione degli statuti dei comuni potrebbe consentire a un numero  crescente di comunità locali di sperimentare gli strumenti della  democrazia diretta esercitando un reale potere deliberativo. Nei comuni,  una siffatta riforma degli statuti permetterebbe ai cittadini di  prendere piena coscienza dei propri diritti, li abituerebbe alla  discussione e alla deliberazione su fatti precisi e limitati, scevra da  contrapposizioni tra fazioni ideologiche precostituite, e promuoverebbe  la partecipazione diretta e decisiva dei cittadini al governo della cosa  pubblica.</em> <em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Chiediamo quindi al Sindaco Giuliano Pisapia di dare corpo ai numerosi  pronunciamenti fatti in campagna elettorale da esponenti della  coalizione vincente in tema di “democrazia deliberativa” (verbatim)  mettendo in atto la prima modifica dello statuto in modo tale da  introdurre i referendum deliberativi di iniziativa e di revisione. Per  referendum di iniziativa, s’intendono azioni tese ad imporre a sindaco,  giunta e consiglio comunale o provinciale, deliberazioni su argomenti  che interessano l’intera comunità. Per referendum di revisione,  s’intende il pronunciamento popolare su deliberazioni che, già assunte  dall’amministrazione comunale, si vogliono modificare emendando o  abrogando norme esistenti. In entrambi i casi la volontà espressa dalla  maggioranza dei cittadini elettori circa materie di ambito locale  dovrebbe avere valore esecutivo immediato, senza ulteriori elaborazioni o  mediazioni politiche, e indipendentemente dal numero dei votanti. Il  quorum, strumento che nega la democrazia assegnando a chi non partecipa  un potere decisionale maggiore rispetto alle persone responsabili che  partecipano alla consultazione popolare, dovrebbe essere abolito.<span id="more-3076"></span></em> <em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>L’unico limite all’esecuzione letterale della volontà espressa dalla  maggioranza dei Cittadini sarebbe rappresentato dalla salvaguardia dei  diritti fondamentali dei Cittadini e dei diritti delle minoranze,  garantita da una disamina preventiva fatta da una commissione mista di  probiviri rappresentativa del Comune e del comitato promotore. Il comune  dovrebbe mettere a disposizione della cittadinanza un ufficio di  assistenza all’esercizio del diritto referendario. Questo sottrarrebbe  l’iniziativa referendaria (in questo caso è più appropriato dire  “plebiscitaria”) alle segreterie dei partiti, i soli a poter oggi  contare sullo spiegamento di forze e sulla disponibilità economica  necessari.</em> <em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Una iniziativa di questo tipo garantirebbe l’effettivo esercizio della  partecipazione popolare, leggasi sovranità popolare, come previsto sia  dalla costituzione italiana sia dalla Carta Europea delle Autonomie  Locali, e proietterebbe Milano all’avanguardia in Europa nell’esercizio  della partecipazione dei cittadini sovrani al governo del territorio, e  nella battaglia allo strapotere dei partiti e dei poteri forti economici  e finanziari che spesso, se non sempre, ne condizionano le scelte a  proprio consumo, e a danno dell’interesse generale.</em> <em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Norberto Bobbio affermava: «La vecchia domanda che percorre tutta la  storia del pensiero politico: “chi custodirà i custodi?” oggi si può  ripetere con quest’altra formula: “chi controllerà i controllori?”. Se  non si riuscirà a trovare una risposta adeguata a questa domanda, la  democrazia, come avvento del governo visibile, è perduta.». La facoltà  per i cittadini di esercitare, tramite la democrazia diretta, la propria  sovranità in corso d’opera, durante il mandato di un governo locale,  rappresenta l’unica forma di controllo in itinere in grado di mettere  l’amministrazione dei Comuni al servizio degli interessi della  maggioranza, sottraendola al rischio ormai quotidiano di abusi e  condotte riprovevoli messi in atto dai politici di professione.</em></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/notes/giacomo-consalez/cittadinanza-sovrana-tramite-il-potenziamento-della-democrazia-diretta-a-milano/10150321723668128?notif_t=note_tag">Il thread è sulla bacheca Facebook di Giacomo Consalez<br />
</a><br />
(grazie a Paolo Bonacchi ed Enzo Trentin)</p>
<p>fonte: <a href="http://www.pisapiajabitte.org/?p=4320">http://www.pisapiajabitte.org/?p=4320</a></p>
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		<title>A Formigine (MO) incontro con il difensore civico per chiedere il regolamento per i referendum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/19/a-formigine-mo-incontro-con-il-difensore-civico-per-chiedere-il-regolamento-per-i-referendum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/19/a-formigine-mo-incontro-con-il-difensore-civico-per-chiedere-il-regolamento-per-i-referendum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 20:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

ho ricevuto un aggiornamento dagli amici di Formigine (MO). Hanno incontrato il difensore civico Giuseppe Ferorelli (nella foto). Ecco l&#8217;email di Rocco:
Ciao Paolo,
oggi come detto siamo andati dal Difensore Civico.
L&#8217;incontro è stato diciamo più che altro un pro forma per ufficializzare e comunicare al Sindaco di Formigine che siamo decisi a raggiungere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/giuseppe-ferorelli-difensore-civico-modena.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2984" title="giuseppe ferorelli difensore civico modena" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/giuseppe-ferorelli-difensore-civico-modena.jpg" alt="giuseppe ferorelli difensore civico modena" width="250" height="337" /></a></p>
<p>ho ricevuto un aggiornamento dagli amici di Formigine (MO). Hanno incontrato il difensore civico Giuseppe Ferorelli (nella foto). Ecco l&#8217;email di Rocco:</p>
<p><em>Ciao Paolo,<br />
oggi come detto siamo andati dal Difensore Civico.<br />
L&#8217;incontro è stato diciamo più che altro un pro forma per ufficializzare e comunicare al Sindaco di Formigine che siamo decisi a raggiungere il nostro obiettivo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Nel pomeriggio il Difensore ci ha detto che avrebbe mandato una lettere di sollecito affinchè il Consiglio Comunale si attivi e metta in agenda il punto del “Regolamento per il Referendum”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>Il punto è… ok lo metteranno senz’altro in agenda… ma come convincerli o attivarsi affinchè il “Regolamento” che definiranno NON sia come sempre volto ad auto tutelare il potere di chi governa i Comuni escludendo i Cittadini?.</strong></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Grazie per il prezioso supporto.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Allego bozza definitiva che proporremo a Formigine (e con le opportune modifiche nei comuni limitrofi).</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Se reputi che possa servire da esempio fanne pure l&#8217;uso che meglio credi.</em></p>
<p><em>Rocco ed i ragazzi di Formigine</em></p>
<p>Ecco il regolamento per i referendum proposto a Formigine:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/FORMIGINE-Bozza_Regolamento_Referendum-Versione-2.0-20072011.pdf">FORMIGINE &#8211; Bozza_Regolamento_Referendum Versione 2.0 20072011</a></p>
<p>Questa la mia email di risposta:</p>
<p>Il modo è il solito, trasformando questa vostra esigenza di 15 persone in esigenza di 5000 persone.</p>
<p>Un  percorso possibile è quello che avete già pensato di realizzare, ossia  una iniziativa popolare, che chieda i referendum propositivi e  abrogativi senza quorum e raccogliere molte firme, anche più del  necessario.</p>
<p>Contemporaneamente alla stessa iniziativa per togliere il quorum e  migliorare gli strumenti di democrazia diretta, che porteremo avanti a  livello nazionale.</p>
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		<title>A Vicenza, la commissione che sta cambiano lo statuto sente il Comitato Più Democrazia e Partecipazione, che chiede quorum zero</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 20:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
oggi la commissione che sta modificando lo Statuto Comunale di Vicenza, ha sentito il Comitato Più Democrazia e Partecipazione. Questo comitato aveva promosso nel 2006 il referendum Più Democrazia in cui chiedeva di introdurre il ref. Propositivo e Abrogativo con quorum del 10% (inizialmente chiedeva quorum zero, ma il comitato dei garanti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>oggi la commissione che sta modificando lo Statuto Comunale di Vicenza, ha sentito il Comitato Più Democrazia e Partecipazione. Questo comitato aveva promosso nel 2006 il referendum Più Democrazia in cui chiedeva di introdurre il ref. Propositivo e Abrogativo con quorum del 10% (inizialmente chiedeva quorum zero, ma il comitato dei garanti per approvare il quesito aveva &#8220;suggerito&#8221; di cambiare il testo in 10%).</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/volantino-referendum21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2977" title="volantino-referendum21" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/volantino-referendum21.jpg" alt="volantino-referendum21" width="454" height="638" /></a></p>
<p>Annamaria Macripò, insieme ad altri del comitato che hanno partecipato alla riunione, ha letto il seguente testo che ben descrive perchè è necessario togliere il quorum e non innalzare troppo il numero delle firme.</p>
<p>Qui lo metto sotto forma di documento allegato.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/Commissione_Statuto_report.rtf">Commissione_Statuto_report</a></p>
<p>E qui per esteso. Il testo è molto bello e può essere sicuramente utile ad altri che stanno facendo un percorso simile in Italia.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Relazione del Comitato Più Democrazia convocato dalla Commissione Statuto</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="font-family: Verdana,serif;"> Vicenza, 18 luglio 2011</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Il Comitato Più Democrazia e Partecipazione ringrazia il Presidente e i membri della Commissione Statuto per questo incontro e si augura che possa essere il primo non di una lunga serie, perché chiaramente l’augurio principale è che il nuovo Statuto possa essere introdotto quanto prima, ma l’inizio di un confronto fra di noi e pubblico che porti i cittadini a conoscenza della bozza della nuova carta comunale vicentina in una forma condivisa e partecipata prima della sua approvazione definitiva.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">In quanto promotori del referendum comunale del 2006, abbiamo particolarmente a cuore le sorti dei nuovi strumenti di democrazia diretta che verranno introdotti nel nuovo Statuto e le caratteristiche che ne determineranno il reale utilizzo da parte della popolazione vicentina.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Ricordiamo che il referendum del 2006 fu il primo referendum celebrato nella città di Vicenza e il primo in assoluto in Italia a richiedere dal basso strumenti di partecipazione più forti, quali il referendum propositivo e abrogativo. Da qui consegue il nostro impegno affinché sia rispettato il volere dei cittadini che si espressero a favore: 90,45% degli 11.701 vicentini che andarono a votare dissero sì all’introduzione del referendum propositivo, abrogativo e alla combinazione dei due con il 2% delle firme e il 10% di quorum.<span id="more-2975"></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Qui entriamo nel vivo dell’argomento. Ma prima di esprimere la nostra posizione sui due elementi dal cui equilibrio dipende l’effettivo utilizzo di questi strumenti, è necessario soffermarsi sull’origine dell’impostazione del quesito referendario.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">A tal proposito è fondamentale ricordare che un quesito deve superare lo scoglio dell’ammissibilità da parte di un comitato di esperti (e questa è una delle cose che secondo noi andrebbe rivista, perché riteniamo che essendo di nomina politica, questo comitato non rispecchi quel ruolo di oggettività e terzietà che invece dovrebbe avere; potrebbe essere sostituito nel suo ruolo, ad esempio, dal segretario comunale). In sede di discussione del quesito, il Comitato, che ha da sempre sostenuto il quorum zero per i referendum, ha dovuto quindi raggiungere il compromesso del 10% di quorum per poter ottenere l’approvazione del quesito.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Riteniamo doveroso distinguere perciò in questa sede la posizione del Comitato, che continua a sostenere l’azzeramento del quorum, e il risultato di una votazione ufficiale e il quesito referendario, che non rispecchiava in materia la nostra volontà.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Il Comitato Più Democrazia ha già presentato a questa Commissione le proprie osservazioni in merito a una prima bozza di statuto che ci era stata consegnata brevi manu dal Presidente Meridio in occasione di un’assemblea pubblica sul tema del referendum svoltasi il 18 febbraio di quest’anno. Per questo non ci dilungheremo su quelle che sono le nostre proposte di modifica per alcuni articoli, ma cogliamo l’occasione di questo incontro per ribadire la nostra posizione sull’argomento principe degli istituti di partecipazione, il referendum nelle sue varie forme, per assicurarci che il risultato finale rispecchi una disciplina rispettosa del voto dei cittadini e dei principi della democrazia diretta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Perché il quorum zero. Le motivazioni sono molteplici e numerosi sono gli esempi che dimostrano come il quorum sia il principale nemico della partecipazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Il quorum storicamente è stato giustificato con la necessità di assicurare alle decisioni referendarie una particolare legittimazione, e come per l’approvazione di ogni legge è richiesta la maggioranza dei membri del Parlamento, la votazione referendaria dovrebbe coinvolgere la maggioranza degli aventi diritto al voto. Tuttavia, per le elezioni non vale nessuna regola di quorum partecipativo: l’astensione dal voto elettorale non è rilevante ai fini della validità dell’elezione. Con il quorum, invece, la diserzione delle urne referendarie in effetti equivale a un NO. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Negli ultimi decenni il quorum di partecipazione è stato utilizzato con forme di boicottaggio per unire i numeri dei contrari con quelli di coloro che per vari motivi avevano scelto di non votare, creando così una maggioranza fittizia e invalidando di fatto i referendum. In questo senso il quorum appare un meccanismo perverso che danneggia l’istituto del referendum stesso e il confronto aperto e democratico su una questione di interesse generale. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Con il boicottaggio, è facile far scendere la partecipazione al di sotto della soglia di quorum prevista, così che gli oppositori non devono più sprecare energie e risorse per informare i cittadini con argomenti e proposte alternative, ma si limitano a invitarli a non andare a votare. Quindi viene meno il confronto democratico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Un altro risultato negativo è che i cittadini attivi che si impegnano a informarsi per andare poi a votare vengono di fatto puniti, nel caso in cui il referendum sia invalidato a causa del non raggiungimento del quorum, mentre i non interessati e i fautori del boicottaggio vengono premiati. Da questi risultati deriva poi la sfiducia del cittadino virtuoso negli strumenti di partecipazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Al contrario, quanto non è previsto il quorum, tutti si attivano per informare la popolazione e i contrari devono mettersi in gioco.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">In Italia non è previsto quorum nel caso di referendum molto importanti quale il referendum confermativo facoltativo di leggi costituzionali e nel caso di leggi sulla forma di governo a livello regionale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">In Svizzera e in 27 stati degli Stati Uniti, e in altri paesi europei non esiste il quorum di partecipazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Va anche ricordato che la democrazia diretta deve promuovere e non scoraggiare la partecipazione dei cittadini (ribadita anche nella Costituzione con l’introduzione del principio di sussidiarietà), soprattutto quando viene riscontrato uno scollamento fra le istituzioni e gli elettori.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Un alto livello di partecipazione non si ottiene imponendo l’obbligo legale di raggiungere una quota predeterminata e non è certo perché c’è il quorum che si convincono a votare i cittadini non interessati. Avviene invece il contrario: i cittadini interessati e motivati, dopo una serie di esperienze negative con referendum falliti a causa del mancato raggiungimento del quorum, si sentono frustrati e perdono fiducia in questo strumento.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Infine non si può non rilevare che il quorum scaturisce da una mancanza di fiducia nei confronti dei cittadini. Siccome la democrazia diretta è sempre stata vista come uno strumento di difesa dei cittadini dalle istituzioni, all’epoca della Costituente si è ritenuto che la legittimità di tale “atto di difesa” andasse comprovato da una maggioranza di elettori. Oggi gli strumenti referendari sono strumenti di partecipazione attiva, una preziosa collaborazione fra istituzioni e cittadinanza, la necessaria integrazione della democrazia rappresentativa, perciò tali strumenti devono essere disegnati in modo tale da incoraggiare la comunicazione a tutti i livelli. In quest’ottica, abbiamo già visto come il quorum, con le relative campagne di boicottaggio, sia un ostacolo alla comunicazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">La Costituzione permette referendum locali senza quorum. Alcuni pensano che essendo previsto il quorum del 50% a livello nazionale per i referendum abrogativi, ciò sia un obbligo anche a livello locale. Vale invece richiamare la sentenza (2-12-2004 n.372) della Corte di Cassazione che ha stabilito che l’art. 75 della Costituzione non comporta l’obbligo del quorum per i referendum previsti negli statuti degli enti locali. Quindi, l’introduzione del quorum è sempre una scelta politica. Tanto è vero che negli ultimi anni si sta rilevando una tendenza all’abbassamento o all’azzeramento del quorum in alcuni comuni italiani. Sono già 11 i comuni virtuosi (di cui 10 in provincia di Bolzano e uno in provincia di Trento) che hanno abbassato (Cortaccia e S. Candido quorum 15%) o azzerato il quorum per i referendum comunali (Fiè, Lana, La Val, Ortisei, Varna, Verano, Dobbiaco, Terento, Villa Lagarina).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Quando sono i cittadini a chiedere l’introduzione degli strumenti referendari, come in Svizzera all’inizio del 1800 e in California e in altri stati degli USA, il quorum non viene mai introdotto; viceversa, quando questi strumenti sono introdotti dagli amministratori, questi si premurano sempre di inserire il quorum come tutela al loro potere.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Vale la pena di citare l’esempio della Baviera dove nel 1995 i cittadini riuscirono con un referendum a togliere il quorum a livello locale. Per 3 anni poterono indire referendum senza quorum, ma nel 1998 la Corte costituzionale bavarese, di nomina politica (si stima che l’80% dei giudici fosse simpatizzante o legato al partito che in Baviera aveva la maggioranza assoluta nel parlamento), reintrodusse il quorum, anche se in misura molto ridotta, dal 15% al 25% a seconda delle dimensioni delle città. Da allora, nelle città medio-piccole (10.000-50.000 abitanti) di questa regione, dove c’è il quorum del 20%,  il 40% circa dei referendum viene invalidato.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Interessante sarebbe anche analizzare i dati di afflusso alle urne con e senza quorum; per rimanere in Italia negli ultimi referendum nazionali senza quorum (2006), l’affluenza al voto è stata maggiore di quelli con il quorum dal 1995 al 2009).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Traducendo in termini pratici: se gli amministratori vogliono realmente e concretamente fornire ai cittadini strumenti validi per la partecipazione, se vogliono incoraggiarli a essere parte attiva delle decisioni, allora ne introdurranno di flessibili e facilmente attivabili (ovvero referendum senza quorum), se invece la loro volontà è solo di facciata, se invece di stringere un patto di reciproca fiducia con la popolazione, continueranno a considerarla ‘incapace’ di gestire ‘il bene comune’ tranne che al momento del voto elettorale ogni cinque anni, allora introdurranno strumenti monchi, di difficile utilizzo (referendum con quorum).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">A questo punto, l’amministrazione vicentina può scegliere se diventare il 12° comune, nonché la prima città di una certa grandezza, fra i più virtuosi e all’avanguardia in Italia in fatto di partecipazione, oppure se rimanere nel limbo di un atteggiamento fintamente progressista con l’introduzione di referendum con quorum.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Nel momento in cui si adottano strumenti referendari, vanno presi in considerazione, oltre al quorum, anche altri fattori importanti come il numero delle firme necessario per richiedere un referendum, i tempi e le modalità di raccolta e la restrizione delle materie sottoponibili a referendum.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Nel caso delle firme, la bozza di febbraio presentava una proposta peggiorativa rispetto al quesito approvato nel 2006. Si passa dal 2% (che corrisponde a 1700 votanti circa) a 5000 firme (attualmente per il referendum consultivo ne sono previste 4000). È chiaro che questo numero deve essere calcolato in modo proporzionale al numero degli elettori di un territorio e in linea generale dovrebbe corrispondere ai voti occorrenti per essere eletti in un organo legislativo. Se si guarda alle diverse esperienze del mondo, il valore indicativo si situa intorno al 2% degli aventi diritto al voto (in Italia, le attuali 500 mila firme previste per il referendum abrogativo equivalgono all’1,5% degli aventi diritto al voto). Anche in questo caso, qualora il numero delle firme fosse eccessivamente alto (a fronte di tempi brevi per la raccolta), lo strumento sarebbe poco agevole per la cittadinanza.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Per quanto riguarda gli altri fattori, suggerivamo un’agevolazione per la raccolta delle firme tramite l’autocertificazione (e successiva verifica dell’ufficio anagrafe) facendo valere il principio della responsabilità del cittadino.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Infine, il catalogo di esclusione delle materie ‘referendabili’ dovrebbe essere il più breve possibile per mettere in pratica concretamente il principio di sovranità del cittadino. L’esperienza in altri paesi dimostra, ad esempio, che dove le materie di politica finanziaria non sono escluse, i cittadini hanno sempre scelto per costi più ragionevoli della politica rappresentativa e per una riduzione dell’indebitamento pubblico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Prima di concludere, vorremmo dare risposta a quei dubbi e a quelle obiezioni di varia natura espressi dai consiglieri in occasione delle interviste sul tema del referendum e della democrazia diretta condotte dal nostro comitato negli ultimi mesi.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Ci rendiamo conto che in Paesi con una tradizione e un’esperienza ancora limitate in fatto di democrazia diretta, è normale che in una fase di rivendicazione e riforma degli istituti di partecipazione, le persone abbiano molte domande e dubbi e facciano obiezioni. Ma questo non implica che non vi siano altrettante risposte adeguate che facciano riferimento a esempi virtuosi o a esperienze funzionanti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">È preoccupante però quando i dubbi formulati assumono invece la forma di preconcetti stabili e difficili da scalfire perché presentati sotto forma di paura nei confronti del ‘nuovo’ rappresentato dalla partecipazione attiva e decidente dei cittadini. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Spesso viene paventato il fatto che la democrazia diretta possa esautorare gli organi rappresentativi. Ma noi non ci stanchiamo di ripetere che la democrazia diretta non vuole sostituire gli organi rappresentativi ma integrarli e con questo perfezionare la democrazia. Con le iniziative e i referendum il popolo interviene solo quando la politica rimane inerte oppure quando decisioni importanti sono contrarie agli interessi di consistenti fasce di popolazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">La metà degli Stati americani si è dotata di diritti referendari di una certa qualità ai quali i cittadini ricorrono regolarmente e anche in quegli stati il 99,9% delle leggi vengono comunque elaborate e approvate dai politici eletti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Spesso si obietta che con il referendum si esige troppo dai cittadini, continuando così a perpetrare il falso mito del cittadino incompetente.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">A questo si può rispondere che il voto ai candidati alle elezioni e la scelta tra i vari programmi di governo richiedono al cittadino uno sforzo di comprensione e informazione molto maggiori rispetto al voto su singole decisioni riguardanti temi concreti, dove i pro e i contro si possono distinguere con una certa facilità. Quindi o il cittadino è competente sempre, o non lo è mai. È importantissima anche la fase dell’informazione (anche in questo caso la presenza del quorum, come già detto svolge un ruolo dirimente, perché solo quando non c’è è possibile un vero confronto democratico sui temi affrontati). In Svizzera i cittadini prima del voto referendario ricevono a casa un opuscolo informativo compilato in modo oggettivo e imparziale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Inoltre, oggi, nel XXI secolo è quanto mai obsoleto, oltre che fuori luogo, continuare a utilizzare l’argomento della mancanza di competenza del cittadino medio in quanto il livello di istruzione della popolazione dei paesi europei e la crescita della domanda di maggiore partecipazione non lascia più spazio a valutazioni sulla mancanza di capacità intellettuali. Tali argomenti furono utilizzati contro il suffragio universale maschile, poi contro il diritto di voto dalle donne e in Sudafrica contro il diritto di voto alle persone di colore.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">E può dirsi senz’altro superata anche l’idea che ai rappresentanti, tramite il solo atto di elezione, venga attribuito un automatico salto di qualità di saggezza politica!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Inoltre con l’introduzione di strumenti di democrazia diretta si instaura un rapporto diverso tra il cittadino e il politico in quanto potendo entrambi intervenire su decisioni politiche, seppur con azioni differenti, si incontrano su un piano di parità. I cittadini dotati di più diritti di partecipazione sono anche meglio informati riguardo alle questioni politiche: potendo partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica, si sentono più motivati a seguire i problemi politici. I politici, dal canto loro, sapendo che i cittadini possono intervenire sulle loro decisioni, saranno stimolati a conoscere la posizione della cittadinanza su determinate questioni e si muoveranno verso quello che è il bene comune. Quindi la democrazia diretta, negli paesi in cui è integrata, opera come un programma di formazione politica e civica per tutti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">La macchina amministrativa viene bloccata con l’accesso facile ai referendum? Niente di più falso. Nei paesi in cui gli strumenti di democrazia vengono comunemente utilizzati nella prassi politica questo non avviene. La Svizzera non è certo un paese sull’orlo del collasso, bensì è uno dei paesi meglio governati d’Europa, con un’economia fiorente e servizi pubblici efficienti. Inoltre la soglia del numero di firme (che varia tra il 2% e il 4%) degli aventi diritto al voto costituisce una barriera non facile da superare e una garanzia per far giungere al voto solo iniziative che stanno a cuore a una fetta consistente della popolazione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Verdana,serif;">Agli strumenti di democrazia diretta, in particolare ai referendum, viene imputato di pesare eccessivamente sui bilanci pubblici. Nell’eventualità di un’estensione dei diritti referendari, possibile causa di votazioni più frequenti, i rappresentanti politici amano paventare il pericolo di un “eccesso di costi’” dovuti ai referendum. In generale tuta la democrazia costa: il problema centrale in Italia non sta nel finanziamento di qualche giornata in più di votazione referendaria (soprattutto quando, potendo scegliere se associarla alle amministrative, per risparmiare, si sceglie altrimenti, sempre come tentativo malcelato di non far raggiugere il quorum) ma in quello più grave dei costi della politica rappresentativa. I costi di un referendum vanno raffrontati ai risultati che produce.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Infine, vogliamo sottolineare come la paura che i referendum siano utilizzati in modo improprio da parte di lobby influenti sia da scartare in quanto in genere l’influenza di queste organizzazioni si fonda più sui rapporti con la classe politica che altro: le lobby politiche hanno già piazzato i propri rappresentanti nei posti di rilievo e in genere non corrono il rischio di mettersi alla prova con un referendum.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">La possibilità di indire un referendum viene invece sfruttata da quei gruppi che non hanno altre possibilità di influenza come ad esempio le associazioni di cittadini.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Quanto alla tutela dei diritti delle minoranze da eventuali ‘assalti’ di gruppi razzisti o xenofobi, vogliamo tranquillizzare gli animi ricordando che ogni disegno di legge così come ogni quesito referendario è soggetto a verifica per controllare se è contrario ai diritti fondamentali o al divieto di discriminazione delle minoranze. Al di là di questa tutela, spetta poi alla sensibilità  e responsabilità della popolazione trovare la soluzione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,serif;">Ricordiamo che la democrazia diretta non è altro che uno specchio del livello culturale e sociale di un popolo. Inutile romperlo se l’immagine che riflette non ci piace.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
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		<title>A Morciano (RN) il difensore civico sul richiesta dei cittadini, sollecita il Consiglio Comunale a realizzare il regolamento dei referendum, che manca</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 20:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[morciano (RN)]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto qui come aggiornamento cosa sta succedendo a Morciano (RN). Non c&#8217;è il regolamento dei referendum, da parecchi anni. Da alcuni anni gli amici di &#8220;Morciano in Comune&#8221; hanno prima richiesto amichevolmente che il Consiglio Comunale provvedesse. Poi durante un Consiglio Comunale Aperto lo hanno richiesto ufficialmente e presentato anche un esempio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto qui come aggiornamento cosa sta succedendo a Morciano (RN). Non c&#8217;è il regolamento dei referendum, da parecchi anni. Da alcuni anni gli amici di &#8220;Morciano in Comune&#8221; hanno prima richiesto amichevolmente che il Consiglio Comunale provvedesse. Poi durante un Consiglio Comunale Aperto lo hanno richiesto ufficialmente e presentato anche un esempio di Regolamento completo, rifiutato sdegnosamente dagli amministratori, perchè era una cosa di loro competenza, e non di cittadini &#8220;comuni&#8221; anche se si erano avvalsi della consulenza di un valente avvocato. Passato un anno, il gruppo di cittadini si è rivolto il 21 giugno 2011 al Difensore Civico. Ora aspetteranno il 21 luglio 2011 per vedere cosa verrà risposto alla sollecitazione del Difensore Civico inviata agli amministratori. Sembra che gli amministratori e non solo a Morciano, abbiano<strong> paura della democrazia e dei cittadini.</strong></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/paura1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2964" title="paura" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/paura1.jpg" alt="paura" width="320" height="319" /></a></p>
<p>Riporto qui l&#8217;email inviata dall&#8217;amico Fabio Bartolini di Morciano.</p>
<p><em>Ciao Paolo, ti aggiorno da Morciano per quanto riguarda lo stato  dell&#8217;istanza presentata al Difensore civico regionale per veder  finalmente regolamentato a Morciano l&#8217;istituto referendario. Ho  raggiunto personalmente colui che segue per conto del difensore la  nostra pratica e questi mi ha dato lettura della lettera inviata al  municipio laddove si &#8216; invitava&#8217; Sindaco e Consiglio a provvedere . La  lettera e&#8217; stata trasmessa il 21 Giugno ed ancora nota in risposta da  parte del Municipio non e&#8217; pervenuta; attendiamo il 21 del corrente mese  (30gg) per sapere quali altri azioni intraprendera&#8217; il Difensore civico.  Al momento non ho altre notizie. Attendiamo tale ultima data per poi  inviare ufficiale richiesta a tutti gli altre 26 Comuni della Provincia  di Rimini perche&#8217; regolamentino gli istituti della partecipazione. Un  caro saluto. Fabio</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/15/a-morciano-rn-il-difensore-civico-sul-richiesta-dei-cittadini-sollecita-il-consiglio-comunale-a-realizzare-il-regolamento-dei-referendum-che-manca/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>A Formigine (MO) e altri comuni modenesi si cominciano a muovere per togliere il quorum</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/12/a-formigine-mo-e-altri-comuni-modenesi-si-cominciano-a-muovere-per-togliere-il-quorum/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/12/a-formigine-mo-e-altri-comuni-modenesi-si-cominciano-a-muovere-per-togliere-il-quorum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 19:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[castelvetro]]></category>
		<category><![CDATA[formigine]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amici di M5S di Formigine e di Castelvetro e di Fiorano si stanno attivando per capire come poter togliere il quorum dai referendum comunali delle loro città. Il martedì 19 luglio hanno appuntamento con il Difensore Civico provinciale per capire come stanno esattamente le cose e come poter attivarsi.

Ecco l&#8217;email inviata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amici di M5S di Formigine e di Castelvetro e di Fiorano si stanno attivando per capire come poter togliere il quorum dai referendum comunali delle loro città. Il martedì 19 luglio hanno appuntamento con il Difensore Civico provinciale per capire come stanno esattamente le cose e come poter attivarsi.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/castelvetro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2953" title="castelvetro" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/castelvetro.jpg" alt="castelvetro" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ecco l&#8217;email inviata da Michele di Formigine (MO), che pubblico anche qui, perchè è un esempio che qualcosa si sta muovendo e che qualcosa si può fare.</p>
<p style="padding-left: 30px;">hola!</p>
<div style="padding-left: 30px;">allora <strong>mercoledi 20</strong> ci incontriamo a Magreta per fare il punto della situazione:</div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="font-family:Tahoma;white-space:pre-wrap"><a href="http://www.meetup.com/grillimodenesi/events/24723391/" target="_blank">http://www.meetup.com/grillimodenesi/events/24723391/</a></span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><br />
</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><strong>oltre a Formigine sembra che anche Castelvetro sia nella stessa situazione.</strong> mail da castelvetro:</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><span style="font-family:arial, sans-serif;font-size:small;white-space:pre-wrap"><em>anche  a castelvetro c&#8217;e&#8217; un buco in quanto nello statuto si rimanda ad un  fantomatico regolamento di attuazione che pero&#8217; non trovo da nessuna  parte . in settimana telefono all&#8217;urp e vedo se hanno dimenticato di  caricarlo sul sito oppure si tratta di un regolamento fantasma. monica</em></span></span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><br />
</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap">Inoltre mi è arrivata questa mail da <strong>Fiorano:</strong></span></div>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="white-space:pre-wrap"><span style="font-family:arial, sans-serif;font-size:small;white-space:pre-wrap"></p>
<ul style="padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-top:0px;margin-right:0px;margin-bottom:0px;margin-left:0px"><span style="font-style:italic">a fiorano il referendum previsto è quello consultivo.</span><br />
<span style="font-style:italic">per le proposte popolari di delibera consigliare, secondo lo statuto, devon essere &#8220;presentate da almeno 75 elettori&#8221;</span><br />
<span style="font-style:italic">e invece secondo l&#8217;apposito regolamento sulla partecipazione, &#8220;da almeno 50 residenti, cittadini e non&#8221;</span><br />
<span style="font-style:italic">!! incredibile discordanza. <span> </span><span> </span></span></ul>
<div><em><br />
</em></div>
<div>insomma un GRAN casino.!!</div>
<div><strong>inoltre martedi 19 abbiamo preso appuntamento come avevi suggerito con il difensore civico provinciale.</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>Ci riaggiorniamo il 20&#8230;.</div>
<div>ciaoo</div>
<div style="padding-left: 30px;">michele</div>
<p></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A Bolzano il 5 luglio 2011 Più Democrazia ha presentato 12.556 firme per l&#8217;iniziativa di legge sulla Democrazia Diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/06/a-bolzano-il-5-luglio-2011-piu-democrazia-ha-presentato-12-556-firme-per-liniziativa-di-legge-sulla-democrazia-diretta/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/06/a-bolzano-il-5-luglio-2011-piu-democrazia-ha-presentato-12-556-firme-per-liniziativa-di-legge-sulla-democrazia-diretta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 16:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amici di Mehr Demokratie &#8211; Più Democrazia di Bolzano, hanno presentato per la QUARTA volta la proposta di legge sulla Democrazia Diretta. E&#8217; dal 1995 che lavorano per ottenere questo risultato e dopo 16 anni ancora si battono con passione. Ma i risultati stanno cominciando ad arrivare: 10 comuni con quorum eliminato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amici di Mehr Demokratie &#8211; Più Democrazia di Bolzano, hanno presentato per la QUARTA volta la proposta di legge sulla Democrazia Diretta. E&#8217; dal 1995 che lavorano per ottenere questo risultato e dopo 16 anni ancora si battono con passione. Ma i risultati stanno cominciando ad arrivare: 10 comuni con quorum eliminato o abbassato al 15%, sostegno e simpatia dei cittadini, dibattito anche all&#8217;interno della struttura monolitica del partito da sempre al potere, il SVP. In nessuna provincia italiana si è dibattuto così tanto di democrazia diretta. E ad oggi comunque, anche la pessima legge in vigore a Bolzano, grazie alla loro pressione, è la migliore legge sulla democrazia diretta tra tutte le provincie italiane.</p>
<p>Grazie per l&#8217;esempio che date ai cittadini del resto d&#8217;Italia!</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/12556.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2934" title="12556" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/12556.jpg" alt="12556" width="480" height="360" /></a></p>
<p>foto1: Consegna delle firme al Presidente dell Consiglio provinciale Mauro Minniti</p>
<p>Ecco il comunicato ufficiale scritto da Stephan Lausch per l&#8217;occasione della consegna delle firme.</p>
<p>Bolzano 5 luglio 2011</p>
<p><strong>12.556 cittadini chiedono con l’iniziativa popolare 2011 al Consiglio provinciale:</strong></p>
<p><strong>Trasformate la proposta sulla democrazia diretta approvata dai cittadini in legge provinciale!</strong></p>
<p>Oggi, 5 luglio, l&#8217;Iniziativa per più democrazia consegna la sua proposta di legge di iniziativa popolare, firmata da 12.556 cittadini, al Consiglio provinciale. Viene posta così all&#8217;ordine del giorno del Consiglio provinciale la proposta di legge su cui la popolazione si è espressa nel primo voto referendario in Alto Adige del 25 ottobre 2009. Niente meno che l&#8217;83% dei votanti in quell&#8217;occasione si sono espressi a favore della legge migliore sulla democrazia diretta.</p>
<p>Le firme per la nostra proposta provengono da quasi tutti i comuni. Sono state raccolte in massima parte da attivisti della nostra associazione in più di mille ore di volontariato, sostenuti attivamente dalle organizzazioni aderenti all’„Alleanza per più democrazia“. Solo una piccola parte delle firme è stata resa negli uffici comunali. Una ragione per cui i cittadini non si sono recati nei Comuni per deporre lì la firma è sicuramente dovuto alla quasi assenza di informazioni su questa iniziativa popolare sui due quotidiani maggiori, il DOLOMITEN e l&#8217;ALTO ADIGE.</p>
<p>La nostra proposta di legge è nata senza coinvolgimento dei partiti, ma anche stavolta vari partiti si sono espressi a favore. Tant&#8217;è vero che anche in questa campagna di raccolta di firme – oltre i consiglieri provinciali e comunali di altri partiti e liste &#8211; si sono impegnati con l&#8217;autenticazione delle firme dei sindaci, assessori e consiglieri della SVP.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/raccolta-bolzano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2935" title="raccolta bolzano" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/raccolta-bolzano.jpg" alt="raccolta bolzano" width="480" height="360" /></a></p>
<p>foto2: conferenza stampa davanti al Consiglio provinciale</p>
<p>La proposta di legge in sostanza è quella approvata da 114.884 cittadini e cittadine nel referendum del 2009, migliorata in qualche dettaglio. È la quarta volta dal 1995 che i cittadini sottopongono in sostanza questa proposta all&#8217;attenzione della rappresentanza politica.</p>
<p>Il messaggio e l&#8217;incarico dei cittadini rivolto al Consiglio provinciale in questa materia non potrebbe essere più chiaro di così. L&#8217;Iniziativa per più democrazia si rivolge in particolare ai Consiglieri della SVP di rendersi conto del significato di questo incarico da parte dell&#8217;elettorato. Sono chiamati a rispettare il loro dovere, sancito dalla Costituzione all&#8217;art. 67 („Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato“), rifiutando la disciplina di partito in una questa questione sulla quale esiste un chiara espressione di volontà dei cittadini.</p>
<p>È da tanti anni che la società civile della nostra provincia e tante organizzazioni insistono a vedere trasformata questa nostra proposta in legge provinciale, dotando la nostra provincia di un moderno sistema di partecipazione dei cittadini alla politica provinciale. I referendum abrogativi nazionali, appena svolti, confermano l&#8217;importanza e la popolarità dei diritti referendari, ma anche un buon regolamento di questi diritti, favorevole alla partecipazione. Questi strumenti però, non possono essere attuabili solo in situazioni eccezionali per evitare il peggio, come è stato il caso nel giugno scorso, ma devono essere ingredienti normali di una democrazia moderna e partecipata. Si tratta di introdurre strumenti referendari così come viene previsto dal nostro disegno di legge. Devono essere disponibili ed utilizzabili dalla società civile in forma preventiva per correggere le scelte politiche non accettate, nonché in forma propositiva per dare spazio creativo a tutti nella soluzione dei problemi.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-left: -0.19cm; margin-bottom: 0cm; text-align: left;" lang="it-IT"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le tappe della proposta per una legge migliore sulla democrazia diretta </span></span></p>
<p style="margin-left: -0.19cm; margin-bottom: 0cm; text-align: left;" lang="it-IT"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">dal 1995 al 2011</span></span></p>
<p style="margin-left: -0.19cm; margin-bottom: 0cm" lang="it-IT"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<table style="height: 513px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="5" width="516">
<colgroup>
<col width="234"></col>
<col width="208"></col>
<col width="309"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="234">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">proposta 				di legge di iniziativa popolare </span></span></span><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">1995</span></span></span></p>
</td>
<td width="208">
<p align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>4.800</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><br />
firme</span></span></td>
<td width="309">
<p style="margin-top: 0.14cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: medium;">recepita 				dal Consiglio regionale,<br />
respinta dal Governo italiano</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="234">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">proposta 				di legge di iniziativa popolare </span></span></span><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">2003</span></span></span></p>
</td>
<td width="208">
<p align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>6.300</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><br />
firme</span></span></td>
<td width="309">
<p style="margin-top: 0.14cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: medium;">respinta 				in Consiglio provinciale, promuove la legge provinciale sulla 				democrazia diretta<br />
in vigore dal 2005</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="234">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">referendum 				propositivo<br />
</span></span></span><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">2007</span></span></span></td>
<td width="208">
<p align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>25.810</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><br />
firme</span></span></td>
<td width="309">
<p style="margin-top: 0.14cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: medium;">acquisizione 				del diritto al voto referendario sulla proposta per una legge 				migliore sulla democrazia diretta</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">
<p style="margin-bottom: 0cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">referendum</span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">propositivo<br />
</span></span></span><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">2009</span></span></span></td>
<td width="208">
<p align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>114.884</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> votanti a favore della proposta di legge</span></span></p>
</td>
<td width="309">
<p style="margin-top: 0.07cm; margin-bottom: 0.07cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: medium;">vota il 38,1 %</span></p>
<p style="margin-top: 0.07cm; margin-bottom: 0.07cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: medium;">vota a favore l’ 83,2 %</span></p>
<p style="margin-top: 0.07cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: medium;">quorum 				mancato per 7.344 voti</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">proposta 				di legge di iniziativa popolare </span></span></span><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">2011</span></span></span></p>
</td>
<td width="208">
<p align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>12.556</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><br />
firme</span></span></td>
<td width="309">
<p style="margin-top: 0.14cm" lang="it-IT" align="CENTER"><span style="font-size: medium;">il 				disegno di legge votato nel referendum deve essere trattato in 				Consiglio provinciale</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-left: 2.21cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 0.71cm"><span style="font-family: Arial Black,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> </span></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> </span></span></p>
<p>immagini dello svolgimento della conferenza stampa e la consegna delle firme su <a href="http://directdemocracydiary.wordpress.com/2011/07/05/12-556/">http://directdemocracydiary.wordpress.com/2011/07/05/12-556/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Islanda: esperimento avanzato di democrazia diretta e partecipata per creare la nuova Costituzione</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/11/islanda-lesperimento-piu-avanzato-della-democrazia-diretta-e-partecipata-per-creare-la-nuova-costituzione/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/11/islanda-lesperimento-piu-avanzato-della-democrazia-diretta-e-partecipata-per-creare-la-nuova-costituzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 20:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[islanda]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
in Islanda, 320.000 abitanti, si sta compiendo un esperimento reale di democrazia diretta e partecipata che non ha uguali nel mondo.

Stanno costruendo la nuova Costituzione con l&#8217;aiuto e il contributo di tutti i cittadini che vogliono collaborare. Ecco come:
- nel 2008 il crollo delle banche private, poi nazionalizzate dal governo, ha innescato una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in Islanda, 320.000 abitanti, si sta compiendo un esperimento reale di democrazia diretta e partecipata che non ha uguali nel mondo.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/assemblea-costituente-islandese.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2800" title="assemblea costituente islandese" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/assemblea-costituente-islandese.jpg" alt="assemblea costituente islandese" width="430" height="323" /></a></p>
<p>Stanno costruendo la nuova Costituzione con l&#8217;aiuto e il contributo di tutti i cittadini che vogliono collaborare. Ecco come:</p>
<p>- nel 2008 il crollo delle banche private, poi nazionalizzate dal governo, ha innescato una <strong>crisi economica</strong> e una recessione senza precedenti per il paese.</p>
<p>- <strong>i cittadini protestano contro la decisione del governo</strong> di far pagare ai contribuenti il crack dei privati e si oppongono a un accordo di risarcimento agli investitori inglesi e olandesi sulle spalle dei cittadini. Viene effettuato un primo referendum con ipotesi di accordo, che viene bocciato dai cittadini. Dopo un anno viene stilato una nuova ipotesi di accordo che viene anch&#8217;essa bocciata con referendum dai cittadini.</p>
<p>- nel 2009 il primo ministro <strong>Johanna Sigurdardottir</strong> spinge per creare la nuova Costituzione del paese. E spinge anche per utilizzare metodi partecipativi.</p>
<p>-nel 27 novembre 2010 vengono votate dai cittadini, 25 persone tra 522 candidati non appartenenti ai partiti che si erano autoproposti (chiunque poteva concorrere: unici requisiti 18 anni e 30 firme di sostegno). Queste formeranno la Assemblea Costituente (Stjornlagarad).</p>
<p>- all&#8217;Assemblea Costituente viene fornito un volume di 700 pagine scritto da una apposita commissione con i contenuti ottenuti intervistando 950 cittadini estratti a sorte e riuniti in un Forum Nazionale.</p>
<p>- i lavori iniziano nel febbraio 2011. Le sedute sono trasmesse in diretta su internet, su FaceBook, su Twitter. I cittadini possono interagire con i Costituenti continuamente. E&#8217; stato anche realizzato una apposito canale su Youtube, con i commenti abilitati.</p>
<p>- i lavori che dovevano finire a giugno 2011 sono stati prorogati su richiesta dell&#8217;Assemblea Costituente di un mese. Quindi la bozza di costituzione dovrebbe essere scritta entro luglio 2011.  Questa è la costituzione che sta nascendo, tradotta in automatico in Italiano con Google:</p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?js=n&amp;prev=_t&amp;hl=en&amp;ie=UTF-8&amp;layout=2&amp;eotf=1&amp;sl=is&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fstjornlagarad.is%2Fstarfid%2Fafangaskjal"></a><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=is&amp;tl=it&amp;u=http%3A%2F%2Fstjornlagarad.is%2Fstarfid%2Fafangaskjal">http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=is&amp;tl=it&amp;u=http%3A%2F%2Fstjornlagarad.is%2Fstarfid%2Fafangaskjal</a></p>
<p>Già la bozza si annuncia molto interessante e prevede il referendum propositivo e abrogativo.</p>
<p>- la bozza di costituzione scritta dalla Assemblea Costituente sarà votata con un referendum da tutti i cittadini ed infine, se approvata, andrà nel parlamento per la discussione e la ratifica finale.</p>
<p>Un processo intelligente, logico, democratico. Eppure ancora impensabile in Italia, a meno che noi cittadini non lo esigiamo con decisione, come hanno fatto i cittadini islandesi con manifestazioni nel corso degli ultimi 3 anni.</p>
<p>Qui ci sono le foto dell&#8217;assemblea costituente:</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/stjornlagarad/5818344762/">http://www.flickr.com/photos/stjornlagarad/5818344762/</a></p>
<p>Qui c&#8217;è il sito istituzionale dell&#8217;assemblea costituente (in inglese) con tutti i link</p>
<p><a href="http://stjornlagarad.is/english/">http://stjornlagarad.is/english/</a></p>
<p>Questo è il canale su youtube</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/stjornlagarad">http://www.youtube.com/stjornlagarad</a></p>
<p>Questa la pagina su FaceBook:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/Stjornlagarad">http://www.facebook.com/Stjornlagarad</a></p>
<p>Questa lo spazio su Twitter</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Stjornlagarad">http://twitter.com/#!/Stjornlagarad</a></p>
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		<title>Gli amministratori non vogliono fare il regolamento dei referendum? I cittadini fanno una istanza al difensore civico: l&#8217;esempio di Morciano (RN)</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/10/gli-amministratori-non-vogliono-fare-il-regolamento-dei-referendum-i-cittadini-fanno-una-istanza-al-difensore-civico-lesempio-di-morciano-rn/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 19:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amministratori di Morciano (RN) non vogliono realizzare il regolamento dei referendum e così impediscono ai cittadini di usufruire di questo strumento previsto dal loro stesso comune.
Cosa possono fare i cittadini per ottenere i loro diritti? Ecco l&#8217;esempio portato avanti dal Comitato Morciano in Comune:
1. partecipazione al Consiglio Comunale Aperto del 15 /04/10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amministratori di Morciano (RN) non vogliono realizzare il regolamento dei referendum e così impediscono ai cittadini di usufruire di questo strumento previsto dal loro stesso comune.</p>
<p>Cosa possono fare i cittadini per ottenere i loro diritti? Ecco l&#8217;esempio portato avanti dal Comitato Morciano in Comune:</p>
<p>1. partecipazione al Consiglio Comunale Aperto del 15 /04/10 e consegna di un regolamento completo, scritto gratuitamente dall&#8217;avvocato di Rimini Massimo Manduchi</p>
<p>2. nel giugno 2010 un sollecito a tutta l&#8217;amministrazione</p>
<p>3. nel dicembre 2010 un ulteriore sollecito all&#8217;amministrazione</p>
<p>4. una istanza al Difensore Civico dell&#8217;Emilia Romagna (Daniele Lugli &#8211; nella foto) consegnata il 01 giugno 2011</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/daniele-lugli-difensore-civico-emilia-romagna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2795" title="daniele lugli difensore civico emilia romagna" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/daniele-lugli-difensore-civico-emilia-romagna.jpg" alt="daniele lugli difensore civico emilia romagna" width="375" height="500" /></a></p>
<p>Che potete leggere, anzi che consiglio a tutti i cittadini consapevoli di leggere e di scaricarsi come esempio da seguire in tutti i comuni dove gli amministratori si ostinano a non realizzare il regolamento dei referendum.</p>
<p>Eccolo il documento completo, con tutti gli allegati, mandatomi dagli amici di Morciano (ho cancellato solo alcune parti con dati privati dei presentatori dell&#8217;istanza):</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/istanza-difensore-civico-emilia-romagna.pdf">istanza difensore civico emilia romagna</a></strong></p>
<p>In questo post il video della serata del Consiglio Comunale Aperto, e la proposta di regolamento dei referendum presentato dai cittadini:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/09/morciano-rn-un-esempio-di-democrazia-diretta-allopera-il-consiglio-comunale-aperto/">http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/09/morciano-rn-un-esempio-di-democrazia-diretta-allopera-il-consiglio-comunale-aperto/</a></p>
<p>Sono a questo punto molto curioso di sapere gli sviluppi della vicenda, il potere effettivo del difensore civico e se finalmente sarà disponibile il regolamento dei referendum finora negato ai cittadini di Morciano&#8230;</p>
<p>E gli ulteriori passi che i cittadini saranno costretti a compiere.</p>
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		<title>La democrazia diretta a Rimini: notevoli passi in avanti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 14:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
la democrazia diretta fa passi avanti in molte zone d&#8217;Italia. A Rimini un gruppo di amici sostenitori della democrazia diretta, Movimento 5 Stelle Rimini, sta portando avanti con notevole impegno un percorso che sta ora registrando notevoli successi.

Ecco quanto mi scrive Daniele Arduini da Rimini (che riporto qui con suo permesso):
Caro Paolo,
ti scrivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>la democrazia diretta fa passi avanti in molte zone d&#8217;Italia. A Rimini un gruppo di amici sostenitori della democrazia diretta, Movimento 5 Stelle Rimini, sta portando avanti con notevole impegno un percorso che sta ora registrando notevoli successi.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/rimini.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2763" title="rimini" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/rimini.png" alt="rimini" width="361" height="247" /></a></p>
<p>Ecco quanto mi scrive Daniele Arduini da Rimini (che riporto qui con suo permesso):</p>
<p><em>Caro Paolo,<br />
ti scrivo innanzi tutto per ringraziarti nuovamente per tutto il lavoro  di informazione che stai facendo sulla Democrazia Diretta in tutta  Italia. Grazie a te molte persone conoscono per la prima volta la  possibilità di poter incidere direttamente sul proprio futuro, ed anche i  più scettici sono costretti ad arrendersi davanti i fatti e numeri a  sostegno della tesi della sovranità popolare.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>L&#8217;altro aspetto che vorrei riconoscerti è la semplicità della tua  esposizione e del materiale che hai col tempo raccolto, che permette a  chiunque di utilizzarlo rendendosi a sua volta il tuo portavoce.</em> <em><br />
Anche a Rimini come Movimento 5 Stelle abbiamo più volte utilizzato la  Parola al Cittadino come strumento per il coinvolgimento dei cittadini  nella costruzione del nostro programma elettorale. I risultati ottenuti  sono notevoli:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>- 11,76% di voti espressi</strong></em><strong> </strong><em><strong><br />
- 3° lista dopo PD e PDL<br />
- 3 consiglieri eletti in Comune<br />
- un programma da realizzare, in particolare: <a href="http://rimini5stelle.it/programma/sovranita-e-partecipazione/" target="_blank">http://rimini5stelle.it/programma/sovranita-e-partecipazione/</a></strong></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Ti siamo quindi riconoscenti per la tua parte di merito, festeggeremo  insieme alla prossima occasione in cui capiterai dalle nostre parti.</em> <em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Ora passo alla proposta.</em> <em><br />
Siamo ancora nella fase esplorativa sulla possibilità di organizzare un  incontro a livello nazionale tra i simpatizzanti/aderenti del M5S per  discutere di proposte organizzative e di coordinamento tra i diversi  gruppi.<br />
Vorrei proporre una tipologia di assemblea in stile Town Meeting per  dare a tutti la possibilità di formulare e discutere proposte e  contemporaneamente rendere produttiva l&#8217;assemblea.<br />
Per realizzare tutto questo è assolutamente necessario che  l&#8217;organizzazione dell&#8217;assemblea venga diretta da facilitatori esperti.<br />
Considerando il contesto nazionale potrebbe essere una importante esposizione per far conoscere il metodo dei Town Meeting.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Saresti eventualmente disponibile direttamente o indirettamente  istruendo alcuni di noi a sovraintendere i lavori di questa assemblea?</em></p>
<p><strong>Ovviamente ho dato la mia disponibilità.</strong></p>
<p><strong>Riporto qui il contenuto del link al programma che mi ha segnalato Daniele, per comodità del lettore:</strong></p>
<h2>Sovranità e partecipazione</h2>
<h2>Referendum deliberativi senza quorum<span id="more-2762"></span></h2>
<p>Eliminazione degli attuali tipi di referendum, ed introduzione in  loro vece dei referendum deliberativi di iniziativa e di revisione a  livello comunale e provinciale.<br />
Per referendum di iniziativa, s’intendono azioni tese ad imporre a  sindaco, giunta e consiglio comunale, deliberazioni su argomenti che  interessano l’intera comunità.<br />
Per referendum di revisione, s’intendono quelle deliberazioni che, già  assunte dall’amministrazione comunale, si vogliono modificare emendando o  abrogando norme esistenti.<br />
In entrambi i casi la volontà espressa dalla maggioranza dei  Cittadini elettori circa materie di ambito locale dovrà avere valore  esecutivo immediato, senza ulteriori elaborazioni o mediazioni  politiche, indipendentemente dal numero dei votanti, cioè senza quorum.<br />
Riteniamo che per ogni tipo di consultazione popolare, a livello locale,  la volontà espressa dalla maggioranza dei Cittadini elettori debba  avere valore esecutivo indipendentemente dal numero dei votanti.<br />
Nei referendum, il quorum assegna a chi non partecipa un potere  decisionale maggiore rispetto alle persone responsabili che partecipano  alla consultazione popolare.<br />
Quando non c’è il quorum, entrambe le campagne per il NO e per il SI si  concentrano solo sulle loro argomentazioni pro e contro, e non sul  raggiungimento o meno del quorum, aumentando la conoscenza dei cittadini  e il loro impegno civico.<br />
Quando non esiste quorum l’affluenza degli elettori è maggiore, in linea  con quanto verificabile anche in altri paesi nel mondo. Il quorum  inoltre non esiste nei paesi che maggiormente vengono ritenuti  democratici (es. Svizzera, Irlanda, Spagna, Francia, Regno Unito, Stati  Uniti d’America).</p>
<h2>Elezione diretta del Difensore Civico</h2>
<p>Il difensore civico è una figura istituzionale che si pone al  servizio dei cittadini per aiutarli a dirimere contese aperte con le  amministrazioni locali, e a vigilare sulla puntuale osservanza degli  adempimenti che spettano a questi ultimi.<br />
L’attuale statuto comunale prevede la nomina del Difensore Civico da  parte del Consiglio Comunale, cioè proprio da coloro che dovrebbero  essere controllati dal Difensore Civico stesso.<br />
La nostra proposta è quella di modificare lo statuto del comune di  Rimini affinché il Difensore Civico venga eletto direttamente dai  cittadini in modo che sia effettiva espressione della società civile e  non legato a meccanismi clientelari della politica.</p>
<h2>Limite alla delega</h2>
<p>Attraverso le elezioni gli amministratori ricevono una delega da  parte dei cittadini per la gestione ordinaria della città. Tale delega  comunque non è illimitata ma delimitata nel tempo dalla durata del  mandato.<br />
Nella realtà invece ci troviamo amministratori che realizzano opere con  un impatto, urbanistico sulla città e finanziario sui contribuenti, per  numerosi decenni, ben oltre il mandato ricevuto dai cittadini, i quali  nulla possono fare per esercitare la proprià sovranità salvo costituirsi  in comitati per informare l’opinione pubblica.<br />
Per tutte le opere di importanza tale da superare determinate soglie di  spesa o di impatto sulla città è serio e di buon senso rimettere ai  cittadini la scelta finale attraverso un referendum deliberativo senza  quorum obbligatorio, che consenta di informare i cittadini sull’opera da  realizzare e delle possibili soluzioni da adottare, con quali costi e  tempi di realizzazione e soprattutto la valutazione del miglior  beneficio per la comunità.</p>
<h2>Assemblee di quartiere</h2>
<p>Nello statuto dei Comuni di una certa dimensione, compreso quello di  Rimini, è prevista la suddivisione del proprio territorio in  circoscrizioni istituite quali organi di partecipazione, di gestione di  servizi di base nonché per l’esercizio di funzioni delegate dal Comune.<br />
A Rimini dalla prossima legislatura non sono più previsti gli organi  politici nelle circoscrizioni come il Presidente ed il Consiglio  Circoscrizionale, che comunque ai fini dell’esercizio della sovranità  popolare erano strumenti inefficaci visto che le relative deliberazioni  avevano ruolo consultivo e non vincolante per l’amministrazione  centrale.<br />
La nostra proposta è quella di modificare lo statuto comunale per  rendere realmente efficaci e corrispondenti ai principi ispiratrici le  assemblee di quartiere che dovranno essere composte da semplici  cittadini senza limite di partecipazione.<br />
Le assemblee di quartiere hanno già tutto il necessario per diventare  veri luoghi decisionali, invece dei vecchi, costosi ed inutili baracconi  che sono stati fino a ieri. Esiste già una sede per le riunioni, un  dipendente comunale per svolgere le pratiche burocratiche e assicurare  il corretto svolgimento delle assemblee nel rispetto di un regolamento,  manca solamente la volontà politica di renderle veramente sovrane.<br />
In ogni quartiere le assemblee di cittadini hanno il compito di  individuare autonomamente le opere di manutenzione necessarie e come  gestire il budget di spesa loro assegnato e previsto a bilancio. Le  deliberazioni dovranno essere vincolanti per l’amministrazione centrale e  non solamente consultive.<br />
Non è necessario gravare il bilancio comunale di ulteriori costi,  piuttosto l’amministrazione dovrà delegare alle circoscrizioni la  realizzazione della parte di bilancio di loro competenza, che di  conseguenza diverrà veramente, e non solo a parole, “partecipato”.</p>
<h2>Bilancio partecipato</h2>
<p>Il bilancio partecipato è una forma di partecipazione diretta dei  cittadini alla vita della propria città. Il fine è quello di permettere  ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo e all’elaborazione  della politica municipale.<br />
La popolazione è invitata, attraverso pubblici incontri articolati per  circoscrizioni comunali e gruppi di interesse, a precisare i suoi  bisogni e a stabilire delle priorità negli investimenti comunali e  nell’attribuzione dei fondi in vari settori (ambiente, educazione,  salute, ecc….). a questo si aggiunge una partecipazione complementare  organizzata su base tematica attraverso il coinvolgimento di categorie  economiche, professionali e lavorative (sindacati, studenti, lavoratori,  commercianti, liberi professionisti, ecc…) che devono pronunciarsi sui  bisogni delle proprie rispettive categorie al fine di dare una visione  complessiva più informata e competente sui diversi capitoli di spesa.</p>
<h2>Revoca degli eletti</h2>
<p>La revoca è lo strumento democratico, previsto a livello locale nelle  migliori democrazie come la Svizzera e la maggior parte degli Stati  Uniti d’America, che permette agli elettori di allontanare e sostituire  un amministratore eletto.<br />
Anche se meno utilizzato dello strumento referendario, aiuta  l’amministratore a conservare una mentalità da candidato. Con la  potenziale revoca sulla testa, gli eletti rimangono attenti, onesti e  pronti a rispondere alle esigenze dei cittadini. E’ un modo per  ricordare agli eletti che sono dei dipendenti, degli agenti dei  cittadini, non i loro superiori.<br />
La revoca inoltre riduce il potere di chi finanzia i candidati e rende  questi ultimi attenti agli interessi dei loro elettori, i quali hanno  una ragione in più per rimanere aggiornati sulla condotta dell’eletto e  su come vengano affrontati i problemi, spingendo i cittadini verso  l’attivismo.</p>
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		<title>E&#8217; disponibile il libro &#8220;Vivere meglio con più democrazia&#8221; &#8211; online &#8211; gratis</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 17:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
dopo un lavoro di alcuni mesi è disponibile il libro &#8220;Vivere meglio con più democrazia&#8221;. E&#8217; in versione pdf, scaricabile online gratuitamente. E&#8217; stato scritto con il contributo di 6 autori e l&#8217;intento era di avere una guida sulla democrazia diretta e partecipativa concreta, ricca di esempi, con una strada concreta per chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>dopo un lavoro di alcuni mesi è disponibile il libro &#8220;Vivere meglio con più democrazia&#8221;. E&#8217; in versione pdf, scaricabile online gratuitamente. E&#8217; stato scritto con il contributo di 6 autori e l&#8217;intento era di avere una guida sulla democrazia diretta e partecipativa concreta, ricca di esempi, con una strada concreta per chi vuole darsi da fare nella propria città e aggiornata al maggio 2011, pronta per &#8220;La Settimana della Democrazia Diretta&#8221; che avverrà dal 23 maggio al 2 giugno 2011. Speriamo esserci avvicinati all&#8217;obiettivo che ci eravamo posti. In particolare sono citate le proposte di legge na zionale, regionale, provinciali e comunali per introdurre strumenti di democrazia diretta funzionanti. Utilizzabili come esempio e base da cui partire per applicarle nella propria città.</p>
<p>Qui la copertina:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/copertina-vivere-meglio-con-più-democrazia-piccola.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2516" title="copertina vivere meglio con più democrazia piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/copertina-vivere-meglio-con-più-democrazia-piccola.jpg" alt="copertina vivere meglio con più democrazia piccola" width="466" height="666" /></a></p>
<p>Qui la copertina fronte retro in pdf: <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/copertina-vivere-meglio-con-più-democrazia.pdf">copertina vivere meglio con più democrazia</a></p>
<p>Qui il libro scaricabile gratuitamente in pdf:</p>
<h1><strong><a class="downloadlink" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50" title=" downloaded 1901 times" >vivere meglio con più democrazia (1901)</a></strong></h1>
<p>gli autori sono</p>
<p>Bruno Aprile</p>
<p>Thomas Benedikter</p>
<p>Roberto Brambilla</p>
<p>Paolo Michelotto</p>
<p>Dario Rinco</p>
<p>Pino Strano</p>
<p>Questo il testo sul retro della copertina:</p>
<p>Un libro scritto con passione a più mani, con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini la democrazia diretta e di dare strumenti per poter agire concretamente nei propri comuni e regioni.</p>
<p>Ricco di   idee e di documenti modificabili con un semplice computer.</p>
<p>Questi i capitoli in cui è suddiviso:</p>
<p><strong>Votare e restare a guardare?</strong></p>
<p><strong>Eleggere e votare: i nostri diritti e la realtà</strong></p>
<p><strong>Come funziona la democrazia diretta: il freno e l’acceleratore</strong></p>
<p><strong>Domande e obiezioni più frequenti sulla democrazia diretta</strong></p>
<p><strong>Il quorum: cos’è e perché va abolito</strong></p>
<p><strong>Come migliorare la democrazia a livello comunale</strong></p>
<p><strong>La Regione: spazio di democrazia diretta da valorizzare</strong></p>
<p><strong>Nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini</strong></p>
<p><strong>Quando la democrazia si fa elettronica</strong></p>
<p><strong>Come eleggere più democraticamente i nostri rappresentanti</strong></p>
<p><strong>Il diritto di revoca degli eletti</strong></p>
<p><strong>Coraggio, la democrazia diretta è possibile!</strong></p>
<h3><strong>Ogni commento sarà estremamente gradito!<br />
</strong></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E-Mozioni: l&#8217;idea del candidato sindaco PD di Trieste, ripresentata a Carpi (MO), per facilitare le mozioni dei cittadini</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/04/13/e-mozioni-lidea-del-sindaco-di-trieste-ripresentata-a-carpi-mo-per-facilitare-le-mozioni-dei-cittadini/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 18:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[idee di DD per il proprio comune]]></category>
		<category><![CDATA[e-mozioni]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

nel mondo di Twitter e di FaceBook e dei blog, questa è un&#8217;idea semplice o addirittura banale. Ma ci voleva qualcuno che la proponesse e che la realizzasse. Il candidato sindaco PD di Trieste e un consigliere M5S di Carpi (MO).
La riporto pari pari, come è stata fatta nel consiglio di Carpi (MO).
Qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/trieste-e-mozioni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2371" title="trieste e-mozioni" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/trieste-e-mozioni.jpg" alt="trieste e-mozioni" width="274" height="300" /></a></p>
<p>nel mondo di Twitter e di FaceBook e dei blog, questa è un&#8217;idea semplice o addirittura banale. Ma ci voleva qualcuno che la proponesse e che la realizzasse. Il candidato sindaco PD di Trieste e un consigliere M5S di Carpi (MO).</p>
<p>La riporto pari pari, come è stata fatta nel consiglio di Carpi (MO).</p>
<p>Qui il sito dove è stato pubblicata</p>
<p><a href="http://modena5stelle.it/2011/03/e-mozioni-moltiplicare-le-occasioni-di-partecipazione-diretta/">http://modena5stelle.it/2011/03/e-mozioni-moltiplicare-le-occasioni-di-partecipazione-diretta/</a></p>
<p>Carpi, 18 marzo 2011</p>
<p>Al Presidente del Consiglio Comunale</p>
<p>Al Sindaco</p>
<p>Oggetto: <strong>Proposta di mozione per l’attuazione dell’art 12 dello Statuto del Comune di Carpi anche con modalità “on line”</strong></p>
<p>Visto</p>
<p>- L’articolo 12 dello Statuto del Comune di Carpi</p>
<p>- La proposta avanzata dal candidato Sindaco di Trieste Roberto Cosolini, denominata “E-Mozioni” per agevolare la presentazione “on line” di mozioni e ordini del giorno al consiglio comunale da parte dei cittadini, come singoli o organizzati in gruppi e associazioni</p>
<p>Considerato</p>
<p>- Il ruolo che le tecnologie informatiche possono svolgere nel facilitare la partecipazione dei cittadini alle attività di questa Amministrazione Comunale</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Carpi impegna il Sindaco e la giunta</p>
<p><strong>A presentare una bozza di regolamento e a predisporre i necessari strumenti tecnici negli spazi della rete civica comunale per consentire l’attuazione dell’articolo 12 dello Statuto Comunale anche attraverso la presentazione di proposte di mozione e raccolta di firme on-line</strong></p>
<p>Questo quanto scritto dal candidato sindaco<strong> Cosolini</strong></p>
<p>Il Comune di Trieste con Sindaco Cosolini farà obbligo per il Consiglio Comunale di dibattere tutte le ‘E-Mozioni’ presentate online e sottoscritte via internet da almeno 2.000 cittadini. Questa l’idea che intende sfruttare le nuove tecnologie per rendere più immediati i rapporti tra cittadinanza e scelte politiche. Internet come base di condivisione e di maggior partecipazione dei cittadini alla pubblica amministrazione.</p>
<p>La proposta è stata illustrata nel pomeriggio di ieri, durante l’evento “Trieste Polis Digitale“, incontro tra Roberto Cosolini e la comunità digitale della città, per ascoltare e accogliere le proposte dei cittadini più esperti proprio su come internet e i nuovi media possano contribuire a cambiare i servizi e le politiche del Comune di Trieste. Trasparenza, partecipazione ed efficienza, queste le tre parole chiave sulle quali il candidato sindaco si è espresso in maniera convinta nel proprio intervento finale, e che ben riassumono quanto illustrato dai dodici relatori della serata.</p>
<p>Il progetto E-Mozione ben concretizza tutte le tre componenti. Trasparente come tutto ciò che si trova online, sempre a disposizione di tutti, immediatamente a disposizione di chiunque voglia partecipare ed efficiente, essendo un filo diretto tra cittadini e comune.</p>
<p>E’ diretto al numero sempre crescente di cittadini che usano su base quotidiana il computer e internet, che ormai è divenuto centro nevralgico di molti dibattiti e aggregatore di gruppi e comunità di cittadini che condividono obbiettivi civici, culturali e politici.</p>
<p>Come funzionerebbe?</p>
<p>Un’area apposita del sito del Comune di Trieste, con Cosolini Sindaco, verrà riservata alla partecipazione diretta da parte dei cittadini. In quest’area ci sarà lo strumento per la ‘E- Mozione’, che funzionerà così:</p>
<p>1) Previa il pagamento di una tassa simbolica, ogni cittadino di Trieste potrà depositare in Comune il testo di una ‘E-Mozione’.</p>
<p>2) Il testo verrà pubblicato online nel sito del Comune di Trieste e a quel punto potranno partire le sottoscrizioni da parte dei cittadini.</p>
<p>3) Ogni cittadino per rendere valida la sua sottoscrizione, dovrà dichiarare i propri nome, cognome, indirizzo di residenza nel Comune, età di nascita.</p>
<p>4) Per rendere valida la sottoscrizione, il cittadino dovrà lasciare o il proprio codice fiscale OPPURE inserire un codice univoco e personale inviato via sms dal Comune al cellulare del sottoscrittore durante la procedura di sottoscrizione.</p>
<p>5) Ogni cittadino potrà facoltativamente lasciare i propri indirizzi email e cellulare per essere aggiornato se la ‘E-Mozione’ avrà raggiunto i 2.000 sottoscrittori e per sapere il risultato del dibattimento in Consiglio Comunale.</p>
<p>Esistono già delle iniziative simili:</p>
<p><a href="http://petitions.number10.gov.uk/">E-Petition promosse dal Governo laburista in Gran Bretagna</a><br />
<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/29/news/cameron_internet-10671346/">Nuovo progetto sulle e-petition promosse dal governo Cameron</a><br />
<a href="http://epetitions.scottish.parliament.uk/">E-Petitions, Scottish Parliament</a><br />
<a href="http://europetition.eu/">Europetition, iniziativa privata per sostenere petizioni online al Parlamento Europeo</a></p>
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		<title>uno striscione da ogni balcone: Berlusconi dimettiti!</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/02/07/uno-striscione-da-ogni-balcone-berlusconi-dimettiti/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 08:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi dem. rappresentativa]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi dimettiti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

Berlusconi è un enorme problema per la democrazia in Italia.
1. è stato membro della loggia massonica P2 che aveva come scopo proprio quello di sovvertire la democrazia in Italia;
2. ha ottenuto il monopolio della tv e quindi sull&#8217;informazione di massa (più del 90% degli italiani si informa solo con la tv), corrompendo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/dimettiti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2254" title="dimettiti" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/dimettiti.jpg" alt="dimettiti" width="552" height="346" /></a></p>
<p>Berlusconi è un enorme problema per la democrazia in Italia.</p>
<p>1. è stato membro della loggia massonica P2 che aveva come scopo proprio quello di sovvertire la democrazia in Italia;</p>
<p>2. ha ottenuto il monopolio della tv e quindi sull&#8217;informazione di massa (più del 90% degli italiani si informa solo con la tv), corrompendo con il denaro Craxi &#8211; in nessun stato democratico del mondo esiste un monopolio dei media e in nessun stato democratico un leader politico ha una tv &#8211; lui le ha tutte;</p>
<p>3. ha preso il più grande gruppo editoriale italiano, la Mondadori, corrompendo i giudici, come dimostra il caso Mills;</p>
<p>4. mina uno dei principi fondamentali degli stati moderni, quello della divisione dei poteri, attaccando ogni giorno il potere giudiziario, togliendo fondi, creando leggi che lo indeboliscono, delegittimandolo;</p>
<p>5. ha mostrato che il potere del denaro riesce a prendere il potere politico;</p>
<p>6. si è creato più di 80 leggi ad personam, che vanno contro l&#8217;interesse collettivo;</p>
<p>7. ha fatto eleggere servi e serve fedeli con il miraggio del potere e dei soldi, ma che non rappresentano minimamente il popolo italiano &#8211; ha tolto con la legge elettorale agli italiani la possibilità di indicare i candidati da eleggere e ora tutti i mille parlamentari sono indicati dai 6-7 segretari di partito;</p>
<p>8. ha distrutto la divisione dei poteri esecutivo e legislativo che ora sono tutti strettamente nelle sue uniche mani;</p>
<p>9. mente ogni giorno agli italiani, ai giudici, e dà un terribile esempio che durerà anni;</p>
<p>10. grazie alla propria forza economica decide completamente da solo e per i propri interessi personali economici e giudiziari.</p>
<p>11. ha sempre avuto forti collegamenti con la mafia. Aveva un capo mafioso alle sue dipendenze ad Arcore:  Mangano. Il Co-Fondatore di Forza Italia Dell&#8217;Utri e suo braccio destro è stato condannato in secondo grado per mafia, numerosi pentiti di mafia lo indicano come referente della mafia dal 1993. Alcuni addirittura lo indicano come mandante delle stragi di mafia del 92-93.</p>
<p>12. ed ora nella sua parabola discendente come uomo e come statista, commette anche reati comuni minori, come la concussione e lo sfruttamento di prostitute minorenni, rivendicando il suo essere sopra le leggi.</p>
<p>Questi sono alcuni dei motivi per cui chi ha a cuore una democrazia migliore e più compiuta, deve urlare con tutto il proprio cuore: &#8220;Dimettiti!&#8221;</p>
<p>Anche con uno striscione. Quando dai balconi saranno appesi migliaia, milioni di inviti a dimettersi, non potrà più ignorarci. Le sue dimissioni verranno solo se noi cittadini oseremo farci sentire, tutti insieme. Questo è un piccolo passo che tutti possiamo compiere, nessuna iniziativa è inutile. L&#8217;unica cosa che non possiamo fare è rimanere solo spettatori.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="278" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xywOwmz60wY?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="278" src="http://www.youtube.com/v/xywOwmz60wY?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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<p><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/contagio-democratico/?com=16107">http://temi.repubblica.it/micromega-online/contagio-democratico/?com=16107</a></p>
<p><a href="http://www.indignati.org/">http://www.indignati.org/</a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=106585336083031">http://www.facebook.com/event.php?eid=106585336083031</a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_168306996548480">http://www.facebook.com/home.php?sk=group_168306996548480</a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=186905734664700">http://www.facebook.com/event.php?eid=186905734664700</a></p>
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		<title>il presidente della Mongolia studia la democrazia diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 21:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[mongolia]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
su segnalazione degli amici di Più Democrazia di Bolzano, riporto la notizia che il presidente della Mongolia, Tsakhiagiin Elbegdorj, eletto nel 2009, è andato a studiare come funziona la democrazia diretta direttamente in Svizzera. E&#8217; un ex giornalista che ha effettuato gli studi in Ucraina e negli Stati Uniti.  E&#8217; bello vedere quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/800px-Elbegdorj-2.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-2249" title="800px-Elbegdorj-2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/800px-Elbegdorj-2.JPG" alt="800px-Elbegdorj-2" width="336" height="224" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>su segnalazione degli amici di Più Democrazia di Bolzano, riporto la notizia che il presidente della Mongolia, Tsakhiagiin Elbegdorj, eletto nel 2009, è andato a studiare come funziona la democrazia diretta direttamente in Svizzera. E&#8217; un ex giornalista che ha effettuato gli studi in Ucraina e negli Stati Uniti.  E&#8217; bello vedere quanto nel mondo la democrazia progredisca e lo stridore con la situazione italiana.</p>
<h3><a href="http://kundunews.blogspot.com/2011/01/il-presidente-mongolo-oggi-ad-aarau.html">fonte Kundun</a></h3>
<h3>Il presidente mongolo oggi ad Aarau</h3>
<p>Il presidente della  Mongolia, Tsakhiagiin Elbegdorj, è stato oggi ad Aarau per informarsi  sulle regole della democrazia diretta e del federalismo svizzero. Egli  vorrebbe introdurre una sistema come quello elvetico nel grande Paese  asiatico situato tra Russia e Cina, ha riferito la cancelleria  cantonale. La Mongolia vuole imparare dall&#8217;esperienza svizzera e  diventare «un esempio per l&#8217;Asia», ha detto il capo di stato, giunto ad  Aarau a capo di una delegazione di una quarantina di persone, su invito  del governo cantonale argoviese.<br />
Tsakhiagiin Elbegdorj, diventato presidente nel 2009, ha incontrato gli  esperti del Centro di Aarau per la democrazia (ZDA) e vari esponenti  dell&#8217;amministrazione cantonale.</p>
<p>Qui un interessante video in lingua italiana della tv Svizzera RSI, dove il presidente spiega il suo concetto di democrazia: &#8220;la democrazia è come un bambino che non cresce mai, a cui ogni giorno bisogna cambiare i pannolini..&#8221;</p>
<p><a href="http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/info_on_line/2011/01/24-La-democrazia-diretta-spiegata-a">http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/info_on_line/2011/01/24-La-democrazia-diretta-spiegata-a</a></p>
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		<title>il ruolo sempre più grande di internet nelle rivolte per avere democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/01/14/il-ruolo-sempre-piu-grande-di-internet-nelle-rivolte-per-avere-democrazia/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 20:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet e democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
forse dalla rivolta tunisina sta emergendo che i nuovi strumenti forniti dai social network e da internet permettono ai cittadini di collegarsi tra di loro e di fare emergere e coordinare le loro esigenze. Nonostante la repressione del potere. Sembra di assistere ad una situazione nuova di pericoloso equilibrio. Ci sono stati come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/tunisia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2208" title="tunisia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/tunisia.jpg" alt="tunisia" width="540" height="373" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>forse dalla rivolta tunisina sta emergendo che i nuovi strumenti forniti dai social network e da internet permettono ai cittadini di collegarsi tra di loro e di fare emergere e coordinare le loro esigenze. Nonostante la repressione del potere. Sembra di assistere ad una situazione nuova di pericoloso equilibrio. Ci sono stati come la Cina e Iran dove riescono a censurare la rete, altri dove non hanno ancora le capacità per farlo, altri come l&#8217;Islanda dove invece questa libertà è tutelata con cura dalla legge. Forse stiamo assistendo a un nuovo sviluppo della democrazia, una strada senza ritorno per la creazione di un sistema politico che tenga davvero conto delle esigenze dei cittadini. Sarebbe proprio un paradosso, nato da uno strumento concepito dai militari&#8230; Ma anche il bello dell&#8217;imprevidibilità della storia del genere umano.</p>
<p>Ecco una interessante analisi de Il Sole 24 Ore</p>
<p><strong>La cyber rivolta 2.0 dei giovani tunisini in dieci punti</strong></p>
<p>La rivolta dei giovani disoccupati tunisini ha superato il blocco della censure attraverso le autostrade della rete. Ecco in dieci punti una ricostruzione di quello che è accaduto nelle ultime settimane.</p>
<p><strong>1 Mohamed si dà fuoco</strong></p>
<p>La rivolta in Tunisia ha inizio il 17 dicembre quando Mohamed Bouaziz, un giovane diplomato di 26 anni si dà fuoco a Sidi Bouzid, capo luogo della regione del centro ovest, tra le più depresse del paese. Mohamed protesta contro la polizia che gli ha sequestrato il chiosco di di frutta e verdura con cui fa vivere la sua famiglia. E&#8217; morto il 4 gennaio, la sera. La sua morte diffusa via Facebook, sms e Twitter è la miccia che accende gli scontri</p>
<p><strong>2 Il via da Facebook</strong></p>
<p>Dai social network come Facebook e Twitter la notizia della morte di Mohamed Bouaziz si diffonde rapidamente in tutta la Tunisia. Cominciano in diverse città le proteste in strada dei giovani contro il governo Ben Ali.</p>
<p><strong>3 Rivolta in tempo reale</strong></p>
<p>Un po&#8217; come è accaduto in Italia durante le proteste degli studenti universitari che sui social network annunciavano le occupazioni della Torre di Pisa, del Colosseo, anticipando la polizia, la rete è servita da grancassa ai giovani della Tunisia per quella che è stata battezzata come la &#8220;rivolta dei gelsomini&#8221;. Su 12 milioni di tunisini, 3,6 milioni hanno seguito dallo schermo del loro computer, minuto per minuto, gli avvenimenti avvenuti ad una ventina di giorni a questa parte in tutto il paese. .</p>
<p><strong>4 I blog e i video contro la censura</strong></p>
<p>I blogger sono stati in prima linea per riprendere con le loro telecamere gli scontri nelle banlieu di Tunisi e delle altre città. Zouheir Makhlouf, blogger di Tunisi, è diventato un mito nella rete. Con la sua telecamerina ha ripreso tutto, le cariche della polizia, le gomme bruciate, le auto girate in mezzo alla strada, i morti. I video sono commentati dalla sua voce: «Dappertutto lo stesso scenario, un serpente a mille strade ha invaso le strade scandndo lo slogana &#8220;Ben Ali barra barra&#8221;, Ben Ali vai via». I video sono condivisi e scambiati, fanno il giro del paese in un attimo attraverso i social network. L&#8217;indignazione aumenta.</p>
<p><strong>5 Cyber resistenza…</strong></p>
<p>Attraverso i video e le informazioni che giravano sulla rete si è alimentata la rete informativa delle agenzie di stampa. Facebook è stato dentro al cuore degli avvenimenti. «Facebook ha rotto l&#8217;immagine di una tnisia che balla e danza, Abbiamo mostrato una Tunisia che urla, che brucia», dice Abdel Ghazala, un altro blogger tunisino. Negli ultimi 30 giorni la Tunisia è stato il terzo paese al mondo il termine Facebook è stato il più cercato nella rete, anche se conta appena 12 milioni di abitanti.</p>
<p><strong>6 &#8230;E cyber polizia</strong></p>
<p>La polizia tunisina ha cercato di riprendere in questi giorni il controllo della rete. Si sono riuniti a Cartagine il 5 gennaio per mettere a punto una controffensiva al fine di frenare la guerriglia 2.0. Tra le proposte che stanno cercando di mettere in atto ci sono il rallentamento dei pc, il blocco delle reti di telefonia mobile, l&#8217;hackeraggio dei codici di accesso delle pagine Facebook e soprattutto l&#8217;arresto dei leader della rivolta sulla rete.</p>
<p><strong>7 Hacker occidentali in aiuto</strong></p>
<p>A fianco della rivolta dei giovani tunisini,in rete in queste settimane si sono schierati gli hacker di mezzo mondo. Per aiutarli a dribblare la censura e l&#8217;oscuramento dei siti. Hanno spiegato come difendersi con i virus, come aggirare la censura attraverso server alternativi come Hotspold Shield.</p>
<p><strong>8 Guerriglia invisibile</strong></p>
<p>Il collettivo hacker Anonymous nell&#8217;operazione Tunisia è riuscito seppur per poco tempo a entrare e mettere fuori servizio il sito del governo, i siti dei ministeri, il sito della Banca Zotouna di proprietà del genero di Ben Ali, Sakhr Materi. Sul video di questi siti è apparsa una scritta che ha scaldato il cuore degli internauti tunisini. «Voi avete unilateralmente dichiarato la guerra alla libertà di espressione, alla democrazia e al vostro popolo. Anonymous aiuta il popolo tunisino nella sua lotta contro l&#8217;oppressione».</p>
<p><strong>9 I messaggi istantanei</strong></p>
<p>Twitter e gli sms hanno giocato un ruolo fondamentale nella guerriglia urbana di questi giorni. L&#8217;invio di piccoli messaggi, di video e di informazioni o di foto ha permesso a un piccolo gruppo di rimanere in contatto con milioni di persone che volevano informarsi sull&#8217;evoluzione del movimento in corso. Anche i forum sono stati una piazza virtuale dove si sono scambiate le opinioni. La rete isomma ha creato una forma vuova di resistenza e solidarietà collettiva. .</p>
<p><strong>10 La resistenza sul web</strong></p>
<p>Ben Ali per il popolo della rete è Zaba (Zine El-Abidine Ben Ali). El general, rapper autore del brano &#8220;Ascoltami signor presidente&#8221; ne ha cantato le gesta, con parole di protesta e di invito ad aprire gli occhi rivolto ai giovani del suo paese. Per la polizia è difficile contrastare il flusso di notizie anti regime che circola sulla rete, sulle chat e i social network. La velocità della comunicazione, l&#8217;anomimato che offre la rete e la rapidità hanno permesso ai giovani di anticiparla in molti casi o di ritirarsi all&#8217;avvicinarsi dell&#8217;esercito nelle strade.</p>
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		<title>documentario su Wikileaks</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/12/29/documentario-su-wikileaks/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 21:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[wikileaks]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
bel documentario che racconta cos&#8217;è Wikileaks. Ottimo lo sforzo fatto da Il Fatto Quotidiano per tradurlo e renderlo disponibile anche a noi cittadini italiani. Cose già note, ma viste raccontare dai protagonisti rende tutto più nitido. Complimenti Assange e tutti i suoi amici che ci permettono di avere notizie che i nostri &#8220;rappresentanti&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>bel documentario che racconta cos&#8217;è Wikileaks. Ottimo lo sforzo fatto da Il Fatto Quotidiano per tradurlo e renderlo disponibile anche a noi cittadini italiani. Cose già note, ma viste raccontare dai protagonisti rende tutto più nitido. Complimenti Assange e tutti i suoi amici che ci permettono di avere notizie che i nostri &#8220;rappresentanti&#8221; non vorrebbero farci avere. La democrazia comincia dall&#8217;informazione e dalla trasparenza.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Pzp4DCzPzxU?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Pzp4DCzPzxU?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Qui la seconda parte</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qwMRMFXlIQ0?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qwMRMFXlIQ0?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Inghilterra: i cittadini potranno proporre e votare i temi da discutere in Parlamento</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/12/28/inghilterra-i-cittadini-potranno-proporre-e-votare-i-temi-da-discutere-in-parlamento/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/12/28/inghilterra-i-cittadini-potranno-proporre-e-votare-i-temi-da-discutere-in-parlamento/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 19:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[david cameron]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa di legge]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto un interessante articolo apparso oggi sul Corriere. Interessante anche per la distanza abissale che ormai separa l&#8217;Italia dal resto del mondo in fatto di democrazia. Ma tutto sommato anche una iniezione di fiducia. Non saranno singole persone a fermare il cammino della democrazia nel mondo. Potranno fare danni a livello locale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/DAVID_CAMERON.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2197" title="DAVID_CAMERON" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/DAVID_CAMERON.jpeg" alt="DAVID_CAMERON" width="455" height="207" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto un interessante articolo apparso oggi sul Corriere. Interessante anche per la distanza abissale che ormai separa l&#8217;Italia dal resto del mondo in fatto di democrazia. Ma tutto sommato anche una iniezione di fiducia. Non saranno singole persone a fermare il cammino della democrazia nel mondo. Potranno fare danni a livello locale e purtroppo in Italia, ma il trend di sviluppo mondiale è ben chiaro.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_28/xfactor-concorrenti_b9a16ff8-127f-11e0-80e3-00144f02aabc.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_28/xfactor-concorrenti_b9a16ff8-127f-11e0-80e3-00144f02aabc.shtml</a></p>
<p><strong>In discussione la riforma PER DARE PIU&#8217; VOCE AGLI ELETTORI</strong></p>
<p><strong>Inghilterra: le leggi le sceglie il pubblico&#8221;, come in X Factor</strong></p>
<p>&#8220;E-petizioni&#8221; sul Web potranno indicare i temi da trattare in Parlamento. Le critiche: scelta rischiosa e populista</p>
<p>MILANO – I progetti di leggi del Parlamento britannico scelti e votati dal pubblico come i concorrenti di X Factor. L&#8217;idea di creare una sorta di democrazia diretta grazie alle nuove tecnologie e di avvicinare i cittadini alla politica di tutti i giorni non è affatto nuova, ma è stata pensata sin dagli albori di Internet. Ma</p>
<p>David Cameron</p>
<p>come racconta un recente articolo del Guardian di Londra il governo inglese potrebbe essere il primo in Occidente a tradurre questo possibilità in realtà: in questi giorni il primo ministro David Cameron sta pensando di dedicare alcune pagine del sito web governativo esclusivamente alle petizioni pubbliche. Le più votate dovrebbero essere discusse in Parlamento e successivamente potrebbero diventare leggi dello Stato.</p>
<p>E-PETIZIONI – Secondo il progetto del governo le e-petizioni sottoscritte da almeno 100.000 votanti saranno sempre discusse alla Camera dei Comuni, mentre sullo stesso sito web dovrebbe essere pubblicati svariati progetti di leggi: saranno proprio gli utenti-elettori a giudicare quali sono quelli prioritari e necessari al paese e la loro decisione porterà le proposte più velocemente all&#8217;esame in Parlamento. Il governo sta pensando di far conoscere il meccanismo delle e-petizioni anche a coloro che frequentano abitualmente i più popolari social network. Ad esempio gli utenti di Facebook che sostengono una certa causa o una campagna politica, potrebbero rimanere in contatto tra loro e discutere per mesi la proposta di legge prima di pubblicarle sul sito del governo.</p>
<p>APPROVAZIONE &#8211; George Young, leader della Camera dei Comuni, ha confessato al quotidiano di Londra che la riforma sulle e-petizioni potrebbe essere portata avanti già all&#8217;inizio del nuovo anno. Naturalmente nessuna tra le petizioni votate dagli utenti-elettori otterrà automaticamente il sostegno del governo. L&#8217;iniziale proposta di tradurre direttamente in legge le e-petizioni che supererebbero il milione di sostenitori è stata sonoramente bocciata dal governo. Alla fine sarà sempre il Parlamento a decidere se tradurre in legge le proposte degli elettori. In passato già Tony Blair aveva provato ad avvicinare i cittadini alla politica quotidiana creando il sito web del Primo Ministro (http://www.number10.gov.uk/) attraverso il quale tentava un colloquio diretto e interattivo con gli utenti-elettori. Adesso questo principio dovrebbe essere ampliato ed esteso a tutti i dicasteri.</p>
<p>CRITICHE &#8211; La proposta del governo inglese ha già scatenato grandi polemiche perché &#8211; affermano i detrattori &#8211; petizioni populiste come la reintroduzione della pena di morte o l&#8217;uscita dell&#8217;Inghilterra dall&#8217;Unione Europea potrebbero ottenere grande sostegno e mettere in seria difficoltà il governo guidato da David Cameron: «Apprezziamo il vecchio principio del sito web di Downing Street &#8211; afferma una fonte anonima di Whitehall intervistata dal Guardian- ma questa tecnica di consenso appare poco edificante. Bisognerebbe trovare un modo più efficiente e maturo per impegnare il grande pubblico a interagire con il Governo e il Parlamento». Anche Paul Flynn, deputato laburista ascoltato dal Daily Mail boccia la proposta: «Questa può sembrare un’idea attraente solo a coloro che non hanno mai visto quanto è risultata inutile una riforma del genere nei paesi in cui è stata applicata. La blogosfera non è un luogo dove si può aprire un dibattito complesso e sensibile. Spesso essa è dominata dagli ossessionati e dai fanatici e da qui spesso escono solo idee pazze».</p>
<p>Francesco Tortora</p>
<p>28 dicembre 2010</p>
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		<title>Io decido: la serata partecipativa a Venezia del 9 dicembre, come è andata e la presentazione fatta</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 20:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[io decido]]></category>
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		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ho ricevuto da Tiziana Plebani una email, che racconta brevemente come è andata la serata del 9 dicemre 2010 (un successo) con una foto e la presentazione che lei ha fatto durante la serata. Ottima presentazione che invito tutti a scaricare e a leggere.
Caro Paolo,
ti ringraziamo di aver dato visibilità alla nostra iniziativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Io-Decido-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2189" title="Io Decido 1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Io-Decido-1.jpg" alt="Io Decido 1" width="463" height="308" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ho ricevuto da Tiziana Plebani una email, che racconta brevemente come è andata la serata del 9 dicemre 2010 (un successo) con una foto e la presentazione che lei ha fatto durante la serata. Ottima presentazione che invito tutti a scaricare e a leggere.</p>
<p><em>Caro Paolo,</em></p>
<p><em>ti ringraziamo di aver dato visibilità alla nostra iniziativa che è stata un successo. Una straordinaria partecipazione e in sala si sentiva un&#8217;energia tangibile e positiva. La Cittadinanza sa costruire spazio pubblico condiviso e progettare&#8230;. una città migliore. L&#8217;Amministrazione saprà accettere la sfida e questa opportunità?</em></p>
<p><em>Ti invio una foto dell&#8217;incontro e il ppt che ho presentato e che attinge ampiamente alle esperienze di altri così generosi da lasciare in rete documenti, locandine&#8230;</em></p>
<p><em>Saluti carissimi</em></p>
<p><em>Tiziana Plebani</em></p>
<p><em>Coordinamento Io Decido</em></p>
<p><em>Venezia</em></p>
<p><em><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Presentazione-Io-Decido-9-dicembre.ppt">Presentazione Io Decido 9 dicembre</a><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I quesiti dei referendum di Gorizia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/12/03/i-quesiti-dei-referendum-di-gorizia/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 21:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ancora grazie a Diego Galli, che mi ha fornito il link con i testi dei quesiti referendari. Nello loro semplicità, sono rivoluzionari. La democrazia non deve per forza essere cervellotica&#8230;
http://www.radicalifvg.it/quesiti_gorizia.pdf
Li riporto qui per comodità:
Dopo la sentenza del Tribunale di  Gorizia che ha dato ragione al Comitato promotore dei Referendum  composta da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/cenni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2185" title="Lorenzo Cenni" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/cenni.jpg" alt="Lorenzo Cenni" width="448" height="382" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ancora grazie a Diego Galli, che mi ha fornito il link con i testi dei quesiti referendari. Nello loro semplicità, sono rivoluzionari. La democrazia non deve per forza essere cervellotica&#8230;</p>
<p><a href="http://www.radicalifvg.it/quesiti_gorizia.pdf">http://www.radicalifvg.it/quesiti_gorizia.pdf</a></p>
<p>Li riporto qui per comodità:</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la sentenza del Tribunale di  Gorizia che ha dato ragione al Comitato promotore dei Referendum  composta da Verdi del Giorno e Radicali goriziani riparte la campagna  referendaria sui due quesiti riammessi e su altri due nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;">I quesiti riammessi sono:<br />
<strong>“volete che il referendum consultivo (art.77 Comune di Gorizia) sia  valido qualunque sia il numero di elettori che vi partecipi?”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Volete che tra gli istituti di consultazione popolare previsti dallo  Statuto del Comune di Gorizia venga introdotta la delibera di iniziativa  popolare?”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I nuovi quesiti sono:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Volete che il Comitato dei garanti sia  composto da un rappresentante del Comune, un rappresentante indicato dal  Comitato Promotore del Referendum comunale e dal Difensore Civico con  funzioni di Presidente?”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>” Volete che il Comune di Gorizia  istituisca un registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento  (DAT) altrimenti conosciuto come Registro dei Testamenti Biologici?”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La raccolta firme inizierà lunedì 6  dicembre 2010 alle ore 20.30 durante l’inaugurazione della nuova sede  dell’IDV a Gorizia in via XXIV Maggio e proseguirà con tavoli nei giorni  seguenti con calendario che verrà tempestivamente comunicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il PD goriziano, l’Italia dei Valori ed il movimento 5 stelle hanno assicurato la loro adesione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lorenzo Cenni<br />
segretario Associazione Radicale<br />
Trasparenza è Partecipazione<br />
Gorizia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Gorizia giudicato ammissibile il referendum che chiede di togliere il quorum</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 19:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum abolizione quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
da Gorizia, grazie alla segnalazione di Diego Galli, arriva una bella notizia. I Verdi e i Radicali hanno presentato un referendum per chiedere di togliere il quorum dai referendum comunali. Questa domanda è stata giudicata ammissibile dall&#8217;apposito comitato ed ora può iniziare il percorso che terminerà con il voto dei cittadini chiamati ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/messaggero_171110.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2173" title="messaggero_171110" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/messaggero_171110-1024x739.jpg" alt="messaggero_171110" width="430" height="310" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>da Gorizia, grazie alla segnalazione di Diego Galli, arriva una bella notizia. I Verdi e i Radicali hanno presentato un referendum per chiedere di togliere il quorum dai referendum comunali. Questa domanda è stata giudicata ammissibile dall&#8217;apposito comitato ed ora può iniziare il percorso che terminerà con il voto dei cittadini chiamati ad esprimersi su questo argomento. Clicca sull&#8217;immagine per vederla più grande.</p>
<p>Sarà la quarta volta in Italia dopo il referendum di Vicenza del 10 settembre 2006, quello di Rovereto (TN) dell&#8217;11 ottobre 2009, e quello della provincia di Bolzano del 25 ottobre 2009 (in realtà a Vicenza si chiedeva il 10% e a Bolzano il 15%, ma il risultato era lo stesso). Ed è un buon segno per lo sviluppo della democrazia. Più voci chiedono una cosa ovvia, alla base del concetto democratico: <strong>chi partecipa decide.</strong></p>
<p>Ecco il testo dell&#8217;articolo del Messaggero Veneto</p>
<p><strong>Abolizione del quorum, via libera del referendum</strong></p>
<p><strong>L’ha deciso il comitato dei garanti</strong></p>
<p>Pagina 1 – Gorizia &#8211; Il Comitato dei garanti ha detto sì, ieri mattina, ai due quesiti referendari presentati dal Comitato promotore, ma la strada per il Referendum day che vorrebbero promuovere Radicali e Verdi la primavera prossima è ancora lunga e non priva di ostacoli. Facendo seguito alla sentenza del Tribunale civile di Gorizia, che il 27 ottobre ha accolto il ricorso presentato dai promotori del referendum (composto dal coordinatore Renato Fiorelli, da Pietro Pipi, dall’avvocato Marzia Paoluzzi, Lorena Vuga e Guido Trani), giudicando ammissibili i due quesiti, i garanti ieri mattina, in municipio, hanno preso atto della situazione e proceduto agli ulteriori adempimenti previsti.</p>
<p>Sono stati ammessi dunque i referendum sull’abolizione del quorum elettorale del 50% più 1, necessario per la validità dell’esito referendario e quello per l’inserimento della delibera di iniziativa popolare all’interno degli strumenti di consultazione popolare previsti dallo Statuto del Comune di Gorizia. Tali quesiti erano stati respinti dall’allora Comitato dei garanti, due anni fa, con la motivazione che avrebbero modificato lo Statuto comunale. Il Tribunale ha affermato che, però, la modifica dello Statuto comunale non rientra fra le cause di inammissibilità, dando ragione al Comitato del referendum.</p>
<p>Ieri mattina il Comitato dei garanti, insieme a due esponenti dei promotori del referendum, ha proceduto all’autenticazione delle firme finora raccolte. Sono state giudicate valide 447 firme sulle 450 consegnate per il quesito sul quorum e 523 su 527 per il quesito sulla delibera di iniziativa popolare. Dall’avvenuta notifica dell’autenticazione, che sarà inoltrata entro questa settimana, il Comitato promotore del referendum avrà 60 giorni di tempo per raccogliere gli autografi mancanti. Servono 1.500 firme per ciascun quesito (alle quali vanno sottratte quelle già autenticate).</p>
<p>Pertanto Verdi e Radicali, in due mesi, dovranno raccogliere ancora 1.053 firme per il primo quesito e 977 per il secondo. Se i promotori riusciranno ad ottenere questo risultato, il consiglio comunale dovrà fissare la data per la consultazione popolare. Altrimenti non sarà indetto il referendum. Dopodiché, visto che non è ancora passato il quesito per l’abolizione del quorum, se alle urne non si presenterà il 50% più uno degli aventi diritto, il referendum non passerà. Non bisogna dimenticare poi che lo strumento referendario ha soltanto valore consultivo, dunque non obbliga il Comune ad assumere una decisione conforme. Insomma, il consiglio comunale sarà sì obbligato a discuterne in aula (nel caso in cui si raggiunga il tetto di elettori), ma poi potrà anche decidere di cestinare le richieste dei cittadini, assumendosi, ovviamente, la responsabilità politica del diniego.</p>
<p>Ilaria Purassanta</p>
<p>Qui altri approfondimenti:<span id="more-2172"></span></p>
<p><a href="http://www.radicalifvg.it/piccolo_091110.pdf">IL PICCOLO (Gorizia) – Gorizia Sì al referendum per abolire i garanti</a></p>
<p>Pagina 6 &#8211; Lo ha deciso il tribunale che ha accolto il ricorso di Verdi e Radicali</p>
<p>Tra aprile e giugno i goriziani voteranno. Così ha deciso il Tribunale che ha accolto il ricorso contro la bocciatura dei referendum decisa dal Comune in ordine a due quesiti presentati ormai quasi due anni fa dai radicali dell’associazione “Trasparenza è partecipazione” e dai Verdi di Renato Fiorelli. I due quesiti facevano riferimento all’eliminazione del comitato dei garanti e all’eliminazione del quorum per la validità del referendum stesso.</p>
<p>«Si tratta di una vittoria di libertà e di democrazia», ha detto Fiorelli, commentando ieri mattina la sentenza redatta dal giudice Daniele Venier. Ad occuparsi del ricorso è stata la stessa presidente dei radicali goriziani, Marzia Pauluzzi, che nella vita fa l’avvocato. «Il giudice ha riconosciuto le nostre ragioni – ha sottolineato – stabilendo che il Comune, a questo punto, una volta verificate le firme, deve bandire la consultazione.</p>
<p>E, per garantire appieno l’esercizio del diritto di promuovere dei referendum da qui in avanti, ha imposto al Comune di mettere a disposizione dei promotori il personale degli uffici comunali, in modo che chiunque voglia coinvolgere la comunità in ordine a un dato problema, attraverso un referendum, possa disporre degli strumenti idonei per farlo». Pietro Pipi, tesoriere dei radicali, ha parlato di un risultato, quello determinato dalla sentenza, «capace di affermare il fatto che i cittadini non sono condannati a un rapporto di sudditanza nei confronti del Comune».</p>
<p>E Lorenzo Cenni, il segretario dell’associazione radicale, ha rimarcato come «a questo punto lo Statuto comunale, così restrittivo in materia di referendum, potrà e dovrà essere modificato». Ma la battaglia condotta dal comitato promotore dei referendum non è finita qua. Perché la sentenza apre a un impiego di maggior portata dello strumento referendario. E già vengono ipotizzati una serie di nuovi quesiti da presentare nel prossimo futuro agli elettori goriziani circa il grado di soddisfazione sul funzionamento delle mense scolastiche, l’ipotizzata chiusura del punto nascita e la gestione dei beni demaniali.</p>
<p>«Si apre una nuova stagione di libertà – hanno rimarcato Radicali e Verdi del giorno – grazie a una sentenza che ribadisce come la partecipazione rappresenti un pieno diritto soggettivo della cittadinanza. Che non può essere compresso».</p>
<p>Nicola Comelli</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>UE: E&#8217; TEMPO DI DEMOCRAZIA DAL BASSO!</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/11/24/ue-e-tempo-di-democrazia-dal-basso/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 20:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[petizione UE]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
io ho firmato questa petizione. Trovo che sia un&#8217;eccezionale opportunità per noi cittadini di far sentire la nostra voce. Tra i siti citati c&#8217;è anche quello degli autori del libro &#8220;Democrazia Diretta &#8211; Fatti concreti&#8221; che si può scaricare qui: http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=38
Suggerisco a tutti di firmare e di far firmare. In Italia la democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/ue.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2157" title="ue" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/ue.jpg" alt="ue" width="460" height="230" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>io ho firmato questa petizione. Trovo che sia un&#8217;eccezionale opportunità per noi cittadini di far sentire la nostra voce. Tra i siti citati c&#8217;è anche quello degli autori del libro &#8220;Democrazia Diretta &#8211; Fatti concreti&#8221; che si può scaricare qui: http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=38</p>
<p>Suggerisco a tutti di firmare e di far firmare. In Italia la democrazia è alla deriva, in Europa forse si può ancora fare qualcosa.</p>
<p>Cari amici,</p>
<table border="0" width="220" align="right" bgcolor="#ffffff">
<tbody>
<tr>
<td style="border: 1px solid #000000; padding: 10px;"><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: x-small;"><a href="http://www.avaaz.org/it/eu_citizens_initiative/?cl=841779901&amp;v=7626" target="_blank"><img src="https://avaazimages.s3.amazonaws.com/eci_email.jpg" border="0" alt="" width="200" /></a></p>
<p>Proprio ora l&#8217;Ue sta decidendo il destino di <strong>una riforma democratica rivoluzionaria</strong> che potrebbe cambiare la governance dell&#8217;Europa e contrastare così il  potere degli interessi organizzati. Ma alcuni funzionari stanno cercando  di far passare <strong>regole che impedirebbero la partecipazione dei cittadini. Firma la petizione</strong> per proteggere il nostro diritto d&#8217;intervenire nella formazione delle decisioni che influenzano la vita di tutti noi:</p>
<div style="text-align: center;">
<a href="http://www.avaaz.org/it/eu_citizens_initiative/?cl=841779901&amp;v=7626" target="_blank"> <img src="http://avaazimages.s3.amazonaws.com/italian_firmalapetizione.png" border="0" alt="Sign the petition!" width="200" /></a></div>
<p></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Proprio in questi giorni i funzionari europei stanno decidendo a porte chiuse il destino di una <strong>riforma democratica rivoluzionaria</strong> che potrebbe cambiare la politica dell&#8217;Ue, al momento dominata da  un&#8217;élite composta da governi, aziende multinazionali e lobbisti.</p>
<p><strong>L&#8217;Iniziativa dei Cittadini europei</strong> costringe la Commissione  europea ad agire quando questa riceve la richiesta da oltre 1 milione di  cittadini. E&#8217; un&#8217;innovazione radicale nella governance dell&#8217;Ue che <strong>spaventa molti funzionari, che ora stanno tentando di seppellirla con una montagna di lungaggini burocratiche</strong> e barriere che ostacolino la partecipazione dei cittadini.</p>
<p>Molti parlamentari europei si stanno battendo con forza per proteggere l&#8217;Iniziativa dei Cittadini. <strong>Abbiamo l&#8217;urgenza di sollevare una denuncia enorme dei cittadini</strong> per sostenere i parlamentari e svergognare i governi e i funzionari che  stanno ostacolando la democrazia diretta che i cittadini vogliono.  Firma la petizione sotto &#8211; <strong>il parlamentare europeo Gerald Häfner, in  prima linea nelle negoziazioni, presenterà la nostra petizione in ogni  singolo incontro a Bruxelles</strong> in cui potrebbe fare la differenza:</p>
<p><a href="http://www.avaaz.org/it/eu_citizens_initiative/?vl" target="_blank">http://www.avaaz.org/it/eu_citizens_initiative/?vl</a></p>
<p>Per decenni l&#8217;Unione europea è stata accusata di avere un processo  decisionale troppo complesso e non democratico, che ha reso la politica  europea inaccessibile ai cittadini. Ma ora, grazie all&#8217;Iniziativa dei  Cittadini introdotta dal Trattato di Lisbona l&#8217;anno scorso, <strong>potremmo assistere a un vero cambio di direzione negli sforzi per rispondere al deficit democratico dell&#8217;Ue.</strong></p>
<p>Alcuni stati membri, che hanno paura di una maggiore partecipazione dei cittadini nel processo legislativo, stanno <strong>insistendo  affinché ogni firmatario dell&#8217;Iniziativa dei Cittadini europei lasci il  numero della propria carta d&#8217;identità o passaporto</strong>, una richiesta  che diminuirebbe incredibilmente la partecipazione. Organismi  indipendenti per la protezione dei dati in Europa dicono che i numeri  della carta d&#8217;identità non sono necessari per verificare i firmatari;  raccogliere questi dati, infatti, è <strong>intrusivo e può incrementare il fenomeno del furto d&#8217;identità</strong>.</p>
<p>La Commissione europea ha inoltre proposto l&#8217;introduzione di termini  temporali troppo brevi e di quote non necessarie per ogni paese, che  escluderebbero di fatto molti gruppi di cittadini dall&#8217;avvalersi  dell&#8217;Iniziativa. Il Parlamento ha controproposto obblighi fattibili: una  scadenza di 18 mesi per la raccolta di firme e un quinto dei paesi  membri dell&#8217;Ue per quanto riguarda le quote.</p>
<p>Avaaz sta già utilizzando l&#8217;Iniziativa dei Cittadini per migliorare la  democrazia europea: abbiamo raccolto oltre 1 milione di firme e stiamo  quindi consegnando la <strong>prima Iniziativa dei Cittadini di sempre</strong> per bloccare le coltivazioni OGM dall&#8217;entrare in Europa. Ma questa, come  tante altre iniziative, potrebbe essere azzoppata se i funzionari  riusciranno a mandare in porto le loro condizioni esageramente  stringenti.</p>
<p>Le negoziazioni sono arrivate alla loro fase critica: cerchiamo di far  decollare l&#8217;Iniziativa dei Cittadini e di mettere al lavoro l&#8217;Europa per  noi. <strong>Firma la petizione ora, e inoltra questo messaggio a tutti</strong>:</p>
<p><a href="http://www.avaaz.org/it/eu_citizens_initiative/?vl" target="_blank">http://www.avaaz.org/it/eu_citizens_initiative/?vl</a></p>
<p>Con speranza,</p>
<p>Luis, Benjamin, Alice, Paula, Alex, Ben, Pascal, Ricken e tutto il team di Avaaz.</p>
<p><strong>FONTI:</strong></p>
<p>European Voice, &#8220;I parlamentari europei si spendono perché le iniziative dei cittadini siano più fattibili&#8221; (in inglese):<br />
<a href="http://www.europeanvoice.com/article/imported/meps-look-to-make-it-easier-to-launch-citizens-initiatives/69310.aspx" target="_blank">http://www.europeanvoice.com/article/imported/meps-look-to-make-it-easier-to-launch-citizens-initiatives/69310.aspx</a></p>
<p>Iniziativa dei Cittadini europei, &#8220;Il Parlamento può ancora opporsi agli  stati membri che ostacolano l&#8217;Iniziativa dei Cittadini europei&#8221; (in  inglese):<br />
<a href="http://www.citizens-initiative.eu/?p=374" target="_blank">http://www.citizens-initiative.eu/?p=374</a></p>
<p>Maggiori informazioni sulla &#8220;Campagna per l&#8217;Iniziativa dei Cittadini europei a portata di cittadino&#8221; (in inglese):<br />
<a href="http://www.citizens-initiative.eu/" target="_blank">http://www.citizens-initiative.eu</a></p>
<p>Democracy International promuove la democrazia diretta, ed è  l&#8217;organizzazione che sta sponsorizzando l&#8217;Iniziativa dei Cittadini  europei:<br />
<a href="http://www.democracy-international.org/" target="_blank">www.democracy-international.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Democrazia 2.0: un software per decidere dal basso</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/29/democrazia-2-0-un-software-per-decidere-dal-basso/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 18:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia liquida]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto un interessante articolo de Il Fatto Quotidiano
In Germania i cittadini decidono online

 

LiquidFeedback è una piattaforma decisionale creata dal Partito Pirata  tedesco. I politici tradizionali hanno preferito Adhocracy, che esclude  la delega della scelta

Tesserati di tutto il mondo, unitevi, Perché i vostri partiti non  offrono una reale opportunità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto un interessante articolo de <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/29/in-germania-i-cittadini-decidono-online/74142/">Il Fatto Quotidiano</a></p>
<p>In Germania i cittadini decidono online</p>
<div id="apDivfac2">
<div id="fb_share_1" style="float: right; margin-left: 10px;"><a style="text-decoration: none;" type="button_count" name="fb_share" href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2010%2F10%2F29%2Fin-germania-i-cittadini-decidono-online%2F74142%2F&amp;t=Il%20Fatto%20Quotidiano%20%C2%BB%20Societ%C3%A0%20%C2%BB%20In%20Germania%20i%20cittadini%20decidono%20online&amp;src=sp"><span><span style="cursor: pointer;"><span> </span></span><span></span></span></a></div>
</div>
<p>LiquidFeedback è una piattaforma decisionale creata dal Partito Pirata  tedesco. I politici tradizionali hanno preferito Adhocracy, che esclude  la delega della scelta</p>
<div><img class="alignleft" style="margin: 0pt 20px 10px 0pt;" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2010/10/Piratentruck.jpg" alt="" width="295" height="152" /></div>
<p>Tesserati di tutto il mondo, unitevi, Perché i vostri partiti non  offrono una reale opportunità di influire sulle loro decisioni, di  revocare la fiducia a chi ormai considerate sepolcri imbiancati, di  espellere chi crede nell’eternità della poltrona. Nei tempi in cui il  rispetto del mandato elettorale è soltanto un inutile orpello, sono in  atto efficaci tentativi di politica cooperativa per riportare al centro  l’elettore. Il <strong>Partito Pirata tedesco</strong> infatti ha creato <a href="http://liquidfeedback.org/" target="_blank"><strong>LiquidFeedback</strong></a>,  la piattaforma online che consente ai suoi membri di prendere parte  alle discussioni e intervenire direttamente nella filiera programmatica.</p>
<p>L’applicazione, scaricabile e online da gennaio, è fondata sul  principio della democrazia liquida, postulata dal partito nel 2007: si  tratta di un sistema ibrido di decisione intrapartitica per assegnare  una priorità alle mozioni da affrontare. E tutto è stabilito dal basso. I  membri possono votare direttamente o, se non possiedono informazioni  sufficienti, delegare ad altri soggetti più preparati sulla materia in  discussione. Ma la delega è solo <em>pro tempore</em>: può essere  revocata in qualsiasi momento se i risultati non corrispondono alle  aspettative e online è possibile monitorare costantemente lo stato dei  lavori. LiquidFeedback permette così lo sviluppo di una griglia di  valutazione meritocratica delle singole competenze e dell’impegno dei  membri del partito. Nessuna gerarchia che pilota le decisioni e diritti  uguali per tutti. “Il Partito Pirata in Germania conta oltre 12mila  membri ed è in costante crescita. Sentivamo la necessità di trovare un  metodo che garantisse partecipazione e trasparenza nel processo  decisionale”, spiega <strong>Christopher Lauer</strong>, responsabile di LiquidFeedback.</p>
<p>L’idea di una rappresentatività fluida riesce anche per rispondere, come prevede la <em>mission filosofica </em>del  Partito Pirata, alla volontaria assenza di gerarchie o commissioni  interne preposte alla scelta delle priorità da affrontare. Queste  infatti sono stabilite dal basso in base al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Schulze_method" target="_blank"><strong>Metodo Schulze</strong></a>,  complesso sistema di valutazione dei voti elaborato nel 1997 che  seleziona un singolo vincitore secondo i voti di preferenza e stimola lo  sviluppo di opzioni alternative alle mozioni di origine. LiquidFeedback  supplisce ai deficit di <em>decision making</em> interni alle organizzazioni, dalle Ong ai partiti, anche se alcune parti politiche in Germania sono diffidenti. “La <strong>Enquête-Kommission Internet und digitale Gesellschaft</strong> del <strong>Bundestag</strong> (una sorta di <a href="http://camere2punto0.wordpress.com/" target="_blank">Intergruppo Parlamentare 2.0</a>,  anche se più sviluppato, ndr) dopo l’entusiasmo iniziale, ha  accantonato l’idea di utilizzarla, intimorita dalla complessità del  metodo Schulze e dalla possibilità degli utenti di modificare le  mozioni. Hanno quindi scelto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Adhocracy" target="_blank"><strong>Adhocracy</strong></a>,  un software basato sul concetto di democrazia liquida ma che esclude la  delega, uno dei nostri pilastri fondanti”, puntualizza Lauer.</p>
<p>L’applicazione online ha suscitato anche un ampio dibattito  sull’equilibrio tra privacy e garanzia di trasparenza: ogni singolo step  dei membri, dai voti alle deleghe, viene infatti registrato dal sistema  e potrebbe paradossalmente inibire il coinvolgimento individuale. Ma è  la politica liquida nell’era della globalizzazione e dei new media a  creare il bisogno di ripensare la partecipazione: “Rimane aperta la  domanda se un sistema di partiti come abbiamo oggi abbia ancora senso in  futuro, ma è ormai anacronistico che i membri di un movimento non  abbiano capacità decisionale. LiquidFeedback è stato creato affinché  tutti godano degli stessi diritti e fornisce una reale possibilità di  controllo sui delegati ”. Un sistema complesso e trasparente che da  piattaforma intrapartitica potrebbe estendersi alle campagne elettorali  perché, conclude Lauer, “è inaccettabile che il partito a cui sei  iscritto non ti consenta di influire sulle sue decisioni”.</p>
<p><strong>Di Eleonora Bianchini</strong></p>
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		<title>Abbiamo un sogno</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/10/23/abbiamo-un-sogno/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 19:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[abbiamo un sogno]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
sta nascendo una cosa molto interessante. Un partito dal basso, senza leader carismatici ma tanti cittadini sognatori. Io ho aderito, voglio essere anch&#8217;io un sognatore e spero che alcune idee di democrazia diretta possano essere recepite all&#8217;interno di questo movimento.
Ecco l&#8217;appello. Chi vuole aderire lo può fare personalmente nel sito:
www.abbiamounsogno.it
Ho fatto un sogno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/abbiamo-un-sogno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2137" title="abbiamo un sogno" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/abbiamo-un-sogno.jpg" alt="abbiamo un sogno" width="434" height="298" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>sta nascendo una cosa molto interessante. Un partito dal basso, senza leader carismatici ma tanti cittadini sognatori. Io ho aderito, voglio essere anch&#8217;io un sognatore e spero che alcune idee di democrazia diretta possano essere recepite all&#8217;interno di questo movimento.</p>
<p>Ecco l&#8217;appello. Chi vuole aderire lo può fare personalmente nel sito:</p>
<p><a href="http://www.abbiamounsogno.it/">www.abbiamounsogno.it</a></p>
<p>Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.</p>
<p>Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di</p>
<p>Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche.</p>
<p>Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!<span id="more-2136"></span></p>
<p>Un movimento che sa dire sì quando è il momento di dire sì e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: sì all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.</p>
<p>Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.</p>
<p>E così, mostrando una saggezza che non si è mai vista in Italia, questi “leader” di un “movimento senza leader” sceglieranno consapevolmente di fare ciascuno un passo indietro, per poterne fare dieci avanti tutti insieme.</p>
<p>Ho sognato che ognuno metterà da parte per un attimo quel pizzico di orgoglio, più che legittimo… direi quasi sacrosanto, per i percorsi meravigliosi che ha creato fino ad ora e rinuncerà alla propria sigla, al proprio nome, al proprio logo, per vederne i contenuti aprirsi all’intera società.</p>
<p>Sarà un atto di coraggio e grandezza d’animo, oltre che di lungimirante umiltà!</p>
<p>Un gesto di portata storica, che aprirà uno scenario nuovo per il paese.</p>
<p>E sarà così che in un solo giorno decideranno di fondersi tutti insieme -per un obiettivo comune- le associazioni di volontariato, i comitati, i movimenti e le liste civiche territoriali, le reti di comuni e gli enti locali virtuosi, il mondo del commercio equo e dei gruppi di acquisto solidale, le esperienze di finanza etica e di consumo critico, il mondo ecologista e quello pacifista, i comitati per i beni comuni e quanti si battono contro tutte le mafie… per creare uno straordinario progetto politico unitario ed aprirsi ad ogni singolo cittadino onesto del nostro Paese!</p>
<p>E tutti insieme creeranno un Partito ispirato al buonsenso e fondato sull’onestà, che inizierà da subito a presentare il proprio programma su internet, nelle piazze, in tutte le riviste della società civile, nei bagni in spiaggia e nelle baite in montagna, nelle liste d’attesa dei pediatri e delle poste, nei pub e ai concerti… spinto dall’entusiasmo di milioni di volontari di ogni età che ritroveranno finalmente il piacere di impegnarsi civilmente per il proprio paese.</p>
<p>I sondaggi presto rileveranno il peso enorme di questo partito, per cui presto anche le tv non potranno più ignorarlo e la visibilità sarà così moltiplicata.</p>
<p>I tentativi di screditarlo -e ve ne saranno diversi- falliranno miseramente, perché la credibilità delle persone che lo rappresentano è tale che non potrà essere smontata così facilmente.</p>
<p>I migliori esponenti della società civile, infatti, si impegneranno in questa sfida che la storia ha posto sul loro cammino.</p>
<p>Gli altri partiti, terrorizzati, reagiranno come possono, alla vecchia maniera, facendo mirabolanti promesse a cui nessun italiano ormai crede più e insinuando che i rappresentanti del nuovo “partito” non possono essere all’altezza della sfida, troppo inesperti dei meccanismi della politica e dell’economia…</p>
<p>A quel punto però nessuno li ascolterà, né replicherà, perché il “programma di governo” della nuova realtà è ormai chiaro a tutti e soprattutto pare scritto dalla gente, finalmente.</p>
<p>Si taglieranno gli inutili e costosissimi investimenti in armi, così come tutti i vergognosi privilegi della Casta, si riaffermerà con forza il valore della cultura, dell’istruzione pubblica, della sanità pubblica, dell’acqua pubblica, si ridistribuirà finalmente la ricchezza nel paese dopo decenni di accresciuta disuguaglianza, si stringerà un patto di solidarietà fra le generazioni che interromperà quella odiosa “guerra fra genitori e figli” sul piano professionale, sociale ed economico.</p>
<p>Liberi dalla paura, così a lungo strumentalizzata per fini elettorali, si ritroverà il piacere di uscire di casa, di stare insieme, di incontrare l’altro. Il razzismo sarà sconfitto dall’amicizia (e quando è il caso anche dall’amore)  promossa da precise politiche volte a favorire l’incontro fra le culture.</p>
<p>Le esperienze virtuose -dopo innumerevoli e conclamati successi- verranno prese a modello per tracciare le politiche nazionali, finalmente improntate su una sana ricerca della felicità, più che sulla assurdità della crescita illimitata del PIL.</p>
<p>chi-siamoL’occupazione ripartirà fondata su base più solide, libera dalle fluttuazioni e  dalle speculazioni della finanza e più concretamente incentrata sull’economia reale, sull’energia verde, sugli scambi locali, sulla solidarietà. Una solidarietà che andrà anche oltre le frontiere affrontando le sfide globali della fame, della sete, dell’analfabetismo, del lavoro minorile, con la necessaria efficacia.</p>
<p>Ho sognato che la stragrande maggioranza degli italiani -gente onesta che si alza la mattina per andare a lavorare, fa la fila in posta, rispetta il rosso al semaforo- troverà nel “Partito del buonsenso e dell’onestà” il proprio riferimento naturale alle elezioni, e milioni di cittadini che avevano abbandonato il voto perché esasperati e delusi, ritorneranno alle urne non dovendo più scegliere il “meno peggio”, ma potendo finalmente scegliere il “meglio”!</p>
<p>E così alle elezioni sarà un vero trionfo e la gente tornerà a sorridere, libera da quel velo grigio che impedisce oggi di guardare al futuro con speranza e serenità.</p>
<p>Le divisioni ideologiche presto saranno dimenticate e i nostri nipoti un giorno non riusciranno a capire, studiando la storia sui libri di testo, come noi abbiamo potuto impiegare tanto tempo prima di renderci conto di avere la forza necessaria e le capacità sufficienti per realizzare questa rivoluzione pacifica, prima di divenire consapevoli che questo sogno poteva davvero divenire realtà.</p>
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		<title>L&#8217;esempio di quello che può fare un cittadino nel suo comune, per la democrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 19:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[dario rinco]]></category>
		<category><![CDATA[difensore civico]]></category>
		<category><![CDATA[sesto san giovanni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
Dario Rinco, consultando lo Statuto del suo comune nella parte riguardante i referendum e il Regolamento di Attuazione, ha scoperto una differenza notevole. Nello Statuto venivano richieste il 5% delle firme degli aventi diritto al voto per iniziare un referendum, mentre nel Regolamento venivano richieste il 10%. Inoltre nello Statuto si parlava di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/vittoria2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2131" title="vittoria2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/vittoria2.jpg" alt="vittoria2" width="256" height="384" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>Dario Rinco, consultando lo Statuto del suo comune nella parte riguardante i referendum e il Regolamento di Attuazione, ha scoperto una differenza notevole. Nello Statuto venivano richieste il 5% delle firme degli aventi diritto al voto per iniziare un referendum, mentre nel Regolamento venivano richieste il 10%. Inoltre nello Statuto si parlava di Referendum Consultivo e Abrogativo, nel Regolamento invece si parlava solo di Referendum Consultivo. Differenze non da poco. Comunque Dario, che abita nel Comune di Sesto San Giovanni (MI) è andato dagli amministratori a chiedere di provvedere a sistemare le cose. Dopo sei mesi di totale mancanza di ascolto e di provvedimenti, si è rivolto al Difensore Civico. Il quale ha mandato la lettera che allego agli amministratori, chiedendo che provvedano alle correzioni.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/com.SSG.pdf">lettera difensore civico Sesto San Giovanni</a></p>
<p>Ecco quindi che anche un comune cittadino può ottenere qualcosa se si rivolge alle istituzioni giuste, in questo caso il Difensore Civico. La morale è: non lasciamo perdere quando riteniamo di avere dei diritti non rispettati e facciamoci valere. Se tutti facessimo come Dario, gli amministratori sarebbero più attenti ai loro comportamenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Parola ai Cittadini a Rimini</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/09/27/la-parola-ai-cittadini-a-rimini/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 19:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[la parola ai cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[rimini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amici del MoVimento 5 Stelle di Rimini che stanno costruendo il programma dei cittadini, con cui presentarsi alle elezioni comunali nel 2011, stanno portando avanti una serie di serate partecipative &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; in cui fanno emergere le esigenze vere della città, in maniera sistematica in tutti i quartieri della città.
Bello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/volantino-town-meeting-2010_fronte_low.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2069" title="volantino-town-meeting-2010_fronte_low" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/volantino-town-meeting-2010_fronte_low.jpg" alt="volantino-town-meeting-2010_fronte_low" width="357" height="502" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amici del MoVimento 5 Stelle di Rimini che stanno costruendo il programma dei cittadini, con cui presentarsi alle elezioni comunali nel 2011, stanno portando avanti una serie di serate partecipative &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; in cui fanno emergere le esigenze vere della città, in maniera sistematica in tutti i quartieri della città.</p>
<p>Bello il loro slogan: la sovranità appartiene al popolo, solo che non lo sa.<br />
MA SI STA INFORMANDO&#8230;. <a style="color: #074d8f;" href="http://www.rimini5stelle.it/" target="_blank">http://www.rimini5stelle.it</a></p>
<p>Questo il loro volantino.</p>
<p>Bello, pulito, molto esplicito. Spero che sia di esempio anche ad altri gruppi e liste civiche.</p>
<p>Meritano sicuramente il sostegno e il voto dei loro concittadini.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Vivibilità o cementificazione?</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/07/14/vivibilita-o-cementificazione/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/07/14/vivibilita-o-cementificazione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 20:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>
		<category><![CDATA[vivibilità o cementificazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=2011</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto molto volentieri come esempio da imitare anche nelle nostre città la rassegna organizzata a Morciano dagli amici di Morciano in Comune (interessante anche l&#8217;utilizzo di tre media quali lo spettacolo teatrale, la presentazione del libro, la visione di un documentario).
Rassegna: Vivibilità o Cementificazione ?
Morciano di Romagna si trova ad un bivio: continuare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/vivibilita-o-cementificazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2012" title="vivibilità o cementificazione" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/vivibilita-o-cementificazione.jpg" alt="vivibilità o cementificazione" width="357" height="505" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto molto volentieri come esempio da imitare anche nelle nostre città la rassegna organizzata a Morciano dagli amici di Morciano in Comune (interessante anche l&#8217;utilizzo di tre media quali lo spettacolo teatrale, la presentazione del libro, la visione di un documentario).</p>
<p><strong>Rassegna: Vivibilità o Cementificazione </strong>?</p>
<p>Morciano di Romagna si trova ad un bivio: continuare a cementificare e  congestionare il Territorio oppure intraprendere un percorso di  sostenibilità ambientale volto a salvaguardare il benessere della  Comunità insediata ed il suo progresso? La <strong>Rassegna &#8220;Vivibilità o  Cementificazione ?&#8221;</strong> vuole portare un contributo di conoscenza sulle  tematiche della Città, sui suoi tanti equilibri così che ognuno possa  trovare la giusta risposta e fare la scelta conseguente, partecipando  attivamente e concretamente alla salvaguardia del Territorio in cui  vive. La nostra speranza è che grazie agli argomenti trattati cresca nel  nostro Comune quel senso di condivisione sui limiti da non superare,  ritrovando nella partecipazione attiva e responsabile, il senso compiuto  dell&#8217;essere fino in fondo Cittadini.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/vivibilita-o-cemento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2013" title="vivibilità o cementificazione 2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/vivibilita-o-cemento.jpg" alt="vivibilità o cementificazione 2" width="375" height="532" /></a>17 Luglio 2010 &#8211; <strong>IL POTERE DEL CEMENTO</strong> &#8211; In un misto di  presentazione di libro, teatro civile e narrazione gli Autori  raccontano. ognuno a suo modo, come e perchè il &#8220;Potere del Cemento&#8221;  condiziona le politiche territoriali. In ogni momento dello spettacolo  teatrale è esplicito il riferimento all&#8217;intricato sistema di potere  basato su una gestione del territorio dettata da evidenti spinte  speculative, piegando così l&#8217;interesse pubblico a quello privato. Il  &#8220;Potere del Cemento&#8221; costituisce un partito trasversale nella gestione  del potere in Romagna e non solo, tutto intento a fabbricare con  disinvoltura il proprio consenso elettorale, sulla base di illimitati  permessi di costruire concessi ai privati</p>
<p>21 Luglio 2010 &#8211; <strong>LA CITTA&#8217; VIVIBILE </strong>- Riqualificazione, qualità  urbana, rigenerazione, vivibilità: queste parole sembrano l&#8217;obiettivo di  molte azioni sulla Città. In nome di esse si sono determinati mutamenti  consistenti nelle tecniche e nei procedimenti per il governo delle  trasformazioni urbane. Qual è il significato di queste parole, da dove  deriva il loro uso e applicazione, quali slittamenti di senso, e quindi  di pratiche, si sono verificati? Al loro impiego ha corrisposto davvero  la ricerca di una città più giusta, più sana, più amichevole e più  bella? I risultati proclamati sono stati raggiunti? E chi ne ha  beneficiato? A queste ed altre domande anche Morciano dovrà dare  risposta con l&#8217;aiuto degli Autori.</p>
<p>28 Luglio 2010 -<strong> IL SUOLO MINACCIATO</strong> &#8211; Il film di Nicola  Dall&#8217;Olio, premiato al XIII Film Festival Cinemambiente di Torino. ha la  capacità di spiegare in modo chiaro ed efficace un problema quanto mai  attuale nel nostro Paese come quello del consumo di suolo. L&#8217;originale  regia e gli interessanti interventi di Luca Mercalli, Carlo Petrini e  Edoardo Salzano hanno la capacità di coinvolgere lo spettatore  conducendolo verso la presa di coscienza del problema del consumo di  suolo, una ferita aperta per il nostro territorio che deve essere  arginata al più presto. Il film mostra senza veli quanto sta accadendo  al territorio ed al paesaggio evidenziando l&#8217;importanza di preservare  una risorsa finita e non rinnova bile come il suolo agricolo. Questa  minaccia incombe anche in Valconca.</p>
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		<title>I referendum del 4 luglio 2010 in Baviera</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 20:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 4 luglio 2010 è stata una giornata di referendum a livello del Laender della Baviera e di 25 comuni di quello stesso Laender. A livello di Laender il quorum è zero, e le regole per far partire il referendum molto complesse e difficili da ottemperare per i cittadini. Comunque la partecipazione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/referendum-fumo-baviera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2006" title="referendum fumo baviera" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/referendum-fumo-baviera.jpg" alt="referendum fumo baviera" width="400" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 4 luglio 2010 è stata una giornata di referendum a livello del Laender della Baviera e di 25 comuni di quello stesso Laender. A livello di Laender il quorum è zero, e le regole per far partire il referendum molto complesse e difficili da ottemperare per i cittadini. Comunque la partecipazione è stata del 37,7%. A livello dei comuni la partecipazione media è stata del 33% ( a livello comunale il quorum è del 10-15% a seconda della grandezza della città). Sono numeri su cui riflettere. Questi referendum in Baviera sono stati considerati validi. Fossero avvenuti in Italia sarebbero tutti stati invalidati. A livello comunale quasi sempre in Italia il quorum è del 50%, nei comuni e provincie e regioni &#8220;illuminate&#8221; (Ferrara, Bressanone, Bolzano) si arriva al 40%, in Toscana a livello regionale si arriva al 50% dei votanti delle ultime elezioni regionali (ossia attualmente al 35% degli aventi diritto). Poi ci sono quei 7 comuni davvero all&#8217;avanguardia del Trentino Alto Adige che hanno strumenti di democrazia diretta nella mani  dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato  Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A  seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè  (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ)  che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009  ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha  abbassato il quorum al 15%.</p>
<p>Ecco il comunicato con maggiori notizie, diramato da Stephan Lausch di Mehr Demokratie di Bolzano.</p>
<p><strong>In Alto Adige, il voto referendario bavarese per “una efficiente protezione dei non-fumatori” non sarebbe stato valido.</strong></p>
<p>Ieri in Baviera il 61 % dei votanti si è espresso a favore del disegno di legge popolare che prevede una efficiente protezione dei non-fumatori. Ha partecipato alla votazione referendaria il 37,7 % degli aventi diritto al voto. Di conseguenza, in Alto Adige questo voto non sarebbe stato valido a causa del qui vigente quorum di partecipazione del 40 %. Considerando la partecipazione referendaria in Baviera, è possibile darsi conto posteriormente, quanto sia stata alta la partecipazione nella prima votazione referendaria in Alto Adige a livello provinciale, alla quale si presentò alle urne il 38,2 % degli aventi diritto al voto.</p>
<p>Nella Baviera non esiste il quorum di partecipazione, dall&#8217;altro canto sono in vigore in questo stato ostacoli proibitivi in fase propositiva: il 10 % degli aventi diritto al voto deve firmare nei municipi, entro il termine di due settimane, una proposta di votazione referendaria. Per questo motivo, la suddetta votazione è appena la sesta nella Baviera, da quando questo strumento fu introdotto nel 1946, per cui in media avviene solo una votazione ogni 13 anni. In Germania, nel 1946 la Baviera fu la precursora dell&#8217;introduzione della democrazia diretta a livello di stato federale. Risale essenzialmente al fatto che il primo Presidente del governo bavarese, Dr. Wilhelm Hoegner, conobbe la democrazia diretta durante il suo precedente esilio in Svizzera. Nel frattempo la regolamentazione dello strumento referendario permette una migliore applicazione in altri stati federali tedeschi.</p>
<p>Parallelamente a questa votazione, nella Baviera sono stati effettuati 21 voti referendari a livello comunale. Da quando, nel 1995, col voto referendario su un&#8217;iniziativa legislativa popolare promossa dall&#8217;organizzazione &#8220;Mehr Demokratie&#8221; le cittadine e i cittadini bavaresi si conferirono il diritto di effettuare proposte e voti referendari a livello comunale, la Baviera è lo stato federale nel quale è stata effettuata la maggior parte dei voti civici (a livello comunale). A detto voto referendario ha partecipato il 33 % degli aventi diritto al voto.</p>
<p>Anche in considerazione di questi fatti l&#8217;Iniziativa per più democrazia si chiede, fino a quando la SVP lascerà trascorrere altro tempo prima di presentare la legge sulla Democrazia Diretta che prevede strumenti di maggiore applicabilità e che già da tempo fu promessa.</p>
<p>Stephan Lausch</p>
<p>coordinatore dell&#8217;Iniziativa per più democrazia</p>
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		<title>A Rimini il Movimento 5 Stelle costruisce il programma dei cittadini tramite serate partecipative</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 19:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[idee di DD per il proprio comune]]></category>
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con entusiasmo riporto la notizia mandatami da Massimo Manduchi (che con orgoglio ricordo era anche candidato a Rovereto con la lista Più Democrazia a Rovereto) che racconta che a Rimini il Movimento 5 Stelle sta costruendo il proprio programma per le comunali del 2011, tramite serate partecipative che chiamano Town Meeting che funzionano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/IMG_0064.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1962" title="IMG_0064" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/IMG_0064.jpg" alt="IMG_0064" width="442" height="332" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>con entusiasmo riporto la notizia mandatami da Massimo Manduchi (che con orgoglio ricordo era anche candidato a Rovereto con la lista Più Democrazia a Rovereto) che racconta che a Rimini il Movimento 5 Stelle sta costruendo il proprio programma per le comunali del 2011, tramite serate partecipative che chiamano Town Meeting che funzionano con i tempi de La Parola ai Cittadini, e che fanno emergere le idee e le proposte dei cittadini. E la buona notizia è che la partecipazione c&#8217;è. I cittadini fanno proposte concrete e di buon senso. Anche noi a Rovereto tra dicembre 2009 e febbraio 2010 avevamo fatto un percorso molto simile, con gli stessi risultati positivi. Comunque vada poi alle elezioni, questi centinaia di cittadini coinvolti avranno assaggiato un metodo partecipativo che funziona e poi lo richiederanno ancora e ancora. Avanti così!</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/rimini.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1963" title="rimini" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/rimini-1024x768.jpg" alt="rimini" width="368" height="277" /></a>Ecco il comunicato ufficiale. A seguire la scheda con le domande data da compilare nella serata e disponibile anche nel sito ufficiale del Movimento 5 Stelle di Rimini.</p>
<p>Comunicato Stampa del 9 giugno 2010</p>
<p><strong>Le prime proposte dal Town Meeting del quartiere n° 1</strong></p>
<p>Si è svolto ieri sera il primo Town Meeting di Rimini. Organizzato dal Movimento 5 Stelle l&#8217;incontro era volto a coinvolgere i cittadini del Quartiere n°1 ed a raccogliere idee e problematiche sollevati dagli stessi. La sala provinciale del Buonarrivo era gremita e la partecipazione è stata entusiasmante in un crescendo di interventi. A prova del fatto che, se consultati, i cittadini possono essere una utile risorsa per l&#8217;Amministrazione comunale nel trovare idee e soluzioni migliorative per la situazione della città, ieri sera tanti residenti del quartiere n.1 hanno voluto dare il proprio contributo. Ogni proponente aveva 3 minuti per spiegare il problema o proposta che intendeva esporre all&#8217;assemblea, dopodiché gli astanti avevano la possibilità di formulare domande di 1 minuto l&#8217;una ed il proponente aveva altri 3 minuti per rispondere. Alla fine si procedeva ad una votazione per valutare quali fossero i temi più sentiti. In questo modo si è riusciti ad affrontare molte questioni sottolineando i punti principali ed a tenere vivace il ritmo della serata. I problemi sollevati sono stati i seguenti: razionalizzare la viabilità del centro storico, nuovo progetto per il mercato degli ambulanti, allargare l&#8217;isola pedonale, realizzare bagni pubblici nel centro, iniziare ad affrontare la situazione fognaria di Rimini, migliorare le piste ciclabili e i raccordi, ottimizzare i parcheggi legandoli ad un piano di mobilità serio, semplificare lo smaltimento dell&#8217;eternit e ridurre lo spreco di acqua dalle fontane. Tutti i proponenti hanno denunciato circostanze che richiederebbero interventi urgenti e tanti hanno fatto anche proposte concrete. Tutte le questioni hanno avuto la massima attenzione dei partecipanti e tutte hanno raggiunto un alto numero di voti. È stata illustrata la proposta degli ambulanti per una nuova dislocazione del mercato settimanale (voti 28), si è parlato di rivedere la ZTL del centro con criteri realmente ecologisti (voti 28), di riqualificare le banchine dell&#8217;invaso dal Ponte di Tiberio al Ponte dei Mille (voti 27), di copiare prassi virtuose di altre province nello smaltimento dell&#8217;eternit (voti 23) e di porre rimedio allo spreco di acqua da fontane (voti 29). Le più votate sono state le proposte riguardanti il miglioramento e la revisione delle piste ciclabili che ha guadagnato 37 voti, il ripensamento del centro storico come bene culturale e sociale con 32 preferenze a pari merito con la necessità di effettuare investimenti lungimiranti sull&#8217;impianto fognario. Il Movimento 5 Stelle crede fermamente che i cittadini possano fornire un grande apporto al governo del territorio e che debbano riappropriarsi dei loro diritti e poteri. Ecco perché tramite questi incontri intende raccogliere idee che saranno studiate ed eventualmente inserite nel programma elettorale per le comunali del 2011. Appuntamento quindi al prossimo Town Meeting tra 2 settimane.</p>
<p>Ufficio Stampa Rimini 5 Stelle  MoVimento 5 Stelle – Grilli Pensanti Rimini <a href="http://www.rimini5stelle.it/">http://www.rimini5stelle.it/</a></p>
<p>Qui sotto la scheda da compilare, data ai cittadini.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/TownMeeting-Q11.pdf">TownMeeting-Q1[1]</a></p>
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		<title>Islanda: i cittadini decidono sul loro destino con il referendum</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 20:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum islanda]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
finalmente è arrivato il giorno del referendum in Islanda. Un referendum fortemente voluto dai cittadini, mentre i loro &#8220;rappresentanti&#8221; hanno fatto di tutto per allontanarlo. Domani i cittadini islandesi decideranno se il fallimento di una grande banca islandese che trattava soprattutto con clienti inglesi e olandesi, poi nazionalizzata dallo stato, debba pesare direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/islanda.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1821" title="islanda" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/islanda.jpg" alt="islanda" width="226" height="170" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>finalmente è arrivato il giorno del referendum in Islanda. Un referendum fortemente voluto dai cittadini, mentre i loro &#8220;rappresentanti&#8221; hanno fatto di tutto per allontanarlo. Domani i cittadini islandesi decideranno se il fallimento di una grande banca islandese che trattava soprattutto con clienti inglesi e olandesi, poi nazionalizzata dallo stato, debba pesare direttamente sul bilancio dei cittadini. Ossia se le perdite di una grande azienda privata debbano essere pagate dai contribuenti.</p>
<p>I sondaggi dicono che i cittadini sono orientati a grande maggioranza a bocciare il provvedimento. I &#8220;rappresentanti&#8221; hanno paura dell&#8217;esito per timore di ritorsioni degli organismi internazionali, l&#8217;UE tenta di influire nel voto affermando che se vince il NO sarà più difficile per l&#8217;Islanda entrare nell&#8217;UE.</p>
<p>Ecco un&#8217;interessante sintesi di<a href="http://periodicoitaliano.info/2010/03/05/islanda-al-referendum-per-non-pagare-i-debiti-delle-banche/"> Alessandro Cascia</a></p>
<p>E’ giusto pagare per errori che non si commettono? La risposta di larga parte della popolazione mondiale è: “No”. Durante questa crisi economica globale tanti comitati, cittadini comuni, hanno manifestato contro la scelta di garantire con i soldi pubblici gli errori che i privati hanno commesso. E’ accaduto in molti Paesi, ma quasi ovunque la necessità e il ‘non avere altra scelta’ hanno avuto la meglio. Perciò un gran numero di banche sono state nazionalizzate, molti debiti sono stati garantiti grazie al lavoro che le future generazioni dovranno svolgere per appianare tutto ciò.</p>
<p>Ma esistono delle eccezioni. <strong>Sono giorni determinanti e alquanto delicati per l’Islanda</strong>. Il paese nordico, alle prese anche con un delicato ingresso nella Comunità Europea, è stato <strong>chiamato al referendum grazie alla decisione del presidente islandese <strong>Olafur Grimsson</strong>, che ha deciso di non firmare la legge che autorizza l’uso di fondi pubblici per rimborsare gli istituti di credito britannici e olandesi rimasti invischiati nel crac dell’ex stella del banking online nordico, la Icesave</strong>. Il <strong>governo di Reykjavik, quelli britannico e olandese stanno cercando un accordo dell’ultimo momento per non finire contro il plebiscito e un esito quasi scontato</strong>.</p>
<p>In una nazione, in cui la Costituzione ha il suo ruolo naturale e non viene costantemente messa in discussione, <strong>il popolo è sovrano</strong>. I rappresentanti politici eletti dalla popolazione devono semplicemente amministrare i beni pubblici in virtù di questo grande privilegio. Senza la pretesa di poter decidere per un intero popolo solo perché in una tornata elettorale le urne hanno dato un vantaggio a una parte politica anziché a un’altra. <strong>Sarà dunque una consultazione popolare a stabilire se lo Stato dovrà versare, o meno, i 5,7 miliardi di dollari anticipati dai governi di Londra e di Amsterdam per coprire i propri risparmiatori</strong>. Una cifra che deve essere letta come il 40 per cento del Pil dell’isola. E’ come se il governo italiano dovesse rimborsare circa 700 miliardi di euro con i soldi pubblici per il crollo di un istituto finanziario privato.<span id="more-1820"></span></p>
<p>La storia risale al 2008, anno in cui la tempesta finanziaria seguita al crollo dei mutui speculativi americani ha fatto collassare la <strong>Landsbanki</strong> a Reykjavik, un istituto dall’etica finanziaria assai discutibile che amministrava, tra l’altro, i servizi di risparmio della <strong>Icesave</strong>. In seguito alla bancarotta e alla nazionalizzazione della capogruppo, anche i conti correnti sul web sono stati bloccati, creando un buco da sei miliardi di dollari nelle tasche di 400 mila investitori, quasi tutti britannici e olandesi. I governi britannico e olandese rivendicano con fermezza il denaro per i clienti della banca, gran parte dei quali furono attratti dal tasso d’interesse superiore offerto dall’Icesave nel periodo precedente alla sua scomparsa. Nel Regno Unito, i depositi fino a 50mila sterline furono garantiti dal governo nell’ambito del Financial Services Compensation Scheme.</p>
<p>I cittadini islandesi sono stati subito salvati grazie alla garanzia totale dei depositi, mentre gli stranieri hanno dovuto attendere. L’economia isolana, fondata sulla finanza e sulla pesca del merluzzo, è rimasta priva di una delle sue risorse chiave, scivolando in una recessione senza precedenti che ha provocato anche la caduta del governo. La scorsa primavera le redini dell’esecutivo sono passate a Johanna Sigurdardottir, leader socialdemocratica che ha avviato la strategia di risanamento insieme con l’avvicinamento all’UE, incominciato ufficialmente in luglio.</p>
<p>«Faremo in fretta», assicura Grimsson, mentre il voto negativo appare molto probabile, come le sue conseguenze nefaste per la corsa di Reykjavik verso l’adesione all’Unione europea. La spiegazione è che «il popolo lo vuole», il che magari funziona per gli islandesi, ma sarà arduo da spiegare alle banche che si sono esposte. Il parlamento islandese aveva adottato la legge che sdoganava il risarcimento di Regno Unito e Olanda, con 33 voti a favore e 30 contrari, atto dovuto visto che avevano coperto i risparmiatori rimasti a secco per colpa dell’Icesave. Un risarcimento che sarebbe stato spalmato in 14 anni circa. Tutto inutile. Gridando «non pagheremo noi gli errori delle banche» una serie di comitati aveva avviato una petizione per bloccare il provvedimento. E’ stata firmata da un quarto della popolazione. E Grimsson non ha avuto scelta.</p>
<p>La premier Sigurdardottir rimane preoccupata. Solo un accordo in extremis tra il governo islandese con quelli olandese e britannico potrebbe evitare il referendum. Ma l’Islanda è un Paese in cui i cittadini non accettano compromessi poco chiari, gli islandesi vogliono essere padroni del proprio futuro, poi dell’Europa se ne parlerà.</p>
<p><strong>Alessandro Cascia</strong></p>
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		<title>A Morciano (RN) prosegue il percorso verso una democrazia migliore</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 20:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto qui l&#8217;articolo realizzato da un periodico locale sul percorso di democrazia diretta e partecipata che sta avvenendo a Morciano. E&#8217; un percorso importante e che darà frutti perchè l&#8217;amministrazione si sta impegnando nel Bilancio Partecipativo come promesso prima delle elezioni nel 2009. Ma contrariamente da tante altre città dove il percorso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/Morciano-in-comune.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1811" title="Morciano in comune" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/Morciano-in-comune-208x300.jpg" alt="Morciano in comune" width="208" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto qui l&#8217;articolo realizzato da un periodico locale sul percorso di democrazia diretta e partecipata che sta avvenendo a Morciano. E&#8217; un percorso importante e che darà frutti perchè l&#8217;amministrazione si sta impegnando nel Bilancio Partecipativo come promesso prima delle elezioni nel 2009. Ma contrariamente da tante altre città dove il percorso è stato calato dall&#8217;alto su una cittadinanza sospettosa, qui ha trovato un gruppo combattivo e sinceramente interessato alla democrazia diretta e partecipata, che sta usufruendo di tutti i momenti partecipativi offerti dall&#8217;amministrazione e ne sta creando di nuovi sui temi che l&#8217;amministrazione non ha interesse o voglia di toccare. Da questa continua sollecitazione uscirà di sicuro qualcosa di importante. Clicca sull&#8217;immagine dell&#8217;articolo, per vederla più grande.</p>
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		<title>A Morciano (RN) è stato fatto &#8220;Il Cittadino Partecipa&#8221;</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/02/24/a-morciano-rn-e-stato-fatto-il-cittadino-partecipa/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/02/24/a-morciano-rn-e-stato-fatto-il-cittadino-partecipa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 19:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[il cittadino partecipa]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto il resoconto della splendida serata partecipativa attuata a Morciano (RN) direttamente dalla penna di uno dei promotori, Fabio Bartolini. Un percorso di democrazia vera, molto promettente.
Martedì sera 23 Febbraio presso la Sala Lavatoio si è tenuta una pubblica assemblea con più di 100 cittadini ed operatori economici di Morciano di Romagna. L&#8217;incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/Volantino-Ghigi-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1788" title="Volantino Ghigi 2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/Volantino-Ghigi-2-205x300.jpg" alt="Volantino Ghigi 2" width="205" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto il resoconto della splendida serata partecipativa attuata a Morciano (RN) direttamente dalla penna di uno dei promotori, Fabio Bartolini. Un percorso di democrazia vera, molto promettente.</p>
<p>Martedì sera 23 Febbraio presso la Sala Lavatoio si è tenuta una pubblica assemblea con più di 100 cittadini ed operatori economici di Morciano di Romagna. L&#8217;incontro convocato dai Comitati Morcianesi, avente per tema la riqualificazione urbana dell&#8217;area ex Ghigi e stato moderato dall&#8217;avv. Giuliano Cardellini. Fabio Bartolini in rappresentanza del &#8220;Comitato Morciano in Comune&#8221; ha svolto un&#8217;ampia relazione sulla vicenda &#8220;Ghigi&#8221; dal 1999 ad oggi ed Hossein Fayaz del &#8220;Comitato per la difesa dei diritti del cittadino&#8221; ha esaminato la questione, dal punto di vista della legittimità e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica proponendo tre vie per circoscrivere o bloccare i danni che il nuovo accordo di programma sulla riqualificazione del vecchio pastificio, così come deliberato, certamente recherà all&#8217;intera collettività, conseguente alla costruzione di un grosso Centro Commerciale ed abitativo nel cuore della Città. La decisione affrettata e presa in solitudine dalla maggioranza con l&#8217;approvazione della Delibera di Consiglio comunale del 08/02/2010 recante disposizioni riguardo “approvazione testo atto integrativo accordo di programma per la riqualificazione del comparto comprendente il pastificio Ghigi”, ha causato grandi preoccupazioni nella stragrande maggioranza della popolazione ed è argomento dibattutto e diffuso per le vie del paese.</p>
<p>Sono intervenuti numerosi cittadini presenti arricchendo così il pubblico dibattito. A tarda serata, dopo le ore 23,00 sono stati messi a votazione le seguenti proposte:</p>
<p>1 – L&#8217;inoltro della richiesta all&#8217;Amministrazione Comunale della partecipazione dei singoli cittadini, comitati e associazioni a tutti i progetti urbanistici in corso  nello spirito della Legge Regionale sulla partecipazione n. 115/2010 &#8211; (approvata a larga maggioranza).</p>
<p>2 – L&#8217;inoltro di una petizione popolare per l&#8217; annullamento o, in subordine, la sospensione della delibera oggetto – Art. 40, comma 2 dello Statuto Comunale &#8211; (approvata da tutti i presenti  con una sola astensione).</p>
<p>3 – Referendum abrogativo della delibera in oggetto – Art. 38, comma 4 dello Statuto Comunale- (approvata all&#8217;unanimità dei presenti in sala).</p>
<p>I partecipanti si sono dati appuntamento per l&#8217;Assemblea pubblica del prossimo 26 febbraio 2010, alle ore 20,30, alla sala &#8220;Lavatoio&#8221;, convocata dall&#8217;Amministrazione Comunale di Morciano di Romagna per portare democraticamente  le proprie istanze di libertà.</p>
<p>Cari saluti</p>
<p>Fabio</p>
<p>P.s.: che emozione tutte quelle braccia alzate!</p>
<p>&#8220;Comitato per la difesa dei diritti del cittadino&#8221;</p>
<p>&#8220;Morciano in Comune&#8221;</p>
<p><a href="http://www.morcianoincomune.it">www.morcianoincomune.it </a></p>
<p>info@morcianoincomune.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A Torino approvata la delibera d’iniziativa popolare per l’Acqua Pubblica!</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 07:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[delibera di inziativa popolare]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
su segnalazione di Aphler Sasso, riporto questo importante successo della democrazia diretta a Torino
Autore: Andrea Bertaglio

di Comitato Acqua Pubblica Torino
Moderata soddisfazione del Comitato &#8211; Sconfitta del Sindaco Chiamparino
Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/locandina23gen.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1764" title="locandina23gen" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/locandina23gen-210x300.png" alt="locandina23gen" width="210" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>su segnalazione di Aphler Sasso, riporto questo importante successo della democrazia diretta a Torino</p>
<p><small>Autore: Andrea Bertaglio</small></p>
<div>
<p>di Comitato Acqua Pubblica Torino</p>
<p>Moderata soddisfazione del Comitato &#8211; Sconfitta del Sindaco Chiamparino<br />
Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione senza scopo di lucro del servizio idrico integrato.</p>
<p>La delibera, che aveva ottenuto il parere favorevole di tutte e 10 le Circoscrizioni cittadine. è passata malgrado l’ostilità dichiarata del Sindaco, che ha certamente pesato sui consiglieri di maggioranza e un loro primo tentativo di emendarla stravolgendone il testo fino a snaturarla.</p>
<p>La ferma opposizione del Comitato – sostenuta anche da una vivace mobilitazione popolare &#8211; e un’opera di mediazione condotta dalle consigliere Monica Cerutti-SD e MariaTeresa Silvestrini –PRC con il consigliere Lorusso del PD – hanno portato a una soluzione non ottimale ma accettabile.</p>
<p>I fautori della privatizzazione dell’acqua non si sono fatti mancare nulla: non solo l’astensione del Sindaco ma anche la non partecipazione al voto della minoranza e dei due consiglieri PD Enzo Lavolta e Stefano Gallo. I loro tre voti mancanti hanno così impedito di raggiungere i due terzi dei voti richiesti dalla legge per l’approvazione della delibera in prima lettura (i voti favorevoli sono stati 31 rispetto ai 34 necessari).</p>
<p>Si è dovuto quindi procedere a due successive e distinte votazioni a maggioranza semplice, che si sono concluse oggi 8 febbraio con l’approvazione della delibera di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 12.000 cittadini torinesi. Crediamo che non esista un precedente di così vasto coinvolgimento popolare nella politica istituzionale della Città.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.acquapubblicatorino.org/">http://www.acquapubblicatorino.org/<span id="more-1763"></span></a></p>
<p><strong>A Torino l’acqua è salva</strong></p>
<p>Non essendo tipo che si abbandona, facilmente, a facili entusiasmi così come a facili avvilimenti, quando una buona notizia bussa alla porta, non la accolgo senza darle una bella controllata.<br />
Pur con modalità e modifiche che vi risparmio, poco più di un’ora fa, il Consiglio Comunale della nostra città, ha approvato la nostra delibera per <strong>l’acqua pubblica</strong>!</p>
<p>Concludendo un percorso cominciato a Febbraio dell’anno scorso, e ridimensionando le mire privatistiche del Sindaco Chiamparino, che, ostile, ha influenzato non poco il voto dei Consiglieri di maggioranza, a Torino <strong>l’acqua è salva</strong>! Per ora. Al riparo dagli artigli affilati di chi l’avrebbe venduta al miglior offerente.</p>
<p>Mai come in queste situazioni voglio sottolineare l’importanza avuta dalla <strong>partecipazione</strong> cittadina, dagli attivisti a chi ha apposto la sua firma, come sempre capace di spostare equilibri e decisioni che la riguarda, quando queste vengono vissute e riconosciute come tali.<br />
Noi tutti dovremmo essere orgogliosi: Torino è la prima grande città in cui sarà modificato lo Statuto (praticamente la costituzione di un comune) a tutela della proprietà e della gestione del Servizio Idrico Integrato.</p>
<p>Vigilando sulla sua applicazione e le modalità con cui lo si farà,</p>
<p>Andrea Sunseri<br />
comitato “<strong>acqua pubblica a Torino</strong>“(<a href="http://www.acquapubblicatorino.org/" target="_blank">http://www.acquapubblicatorino.org/</a>)<br />
Forum italiano dei movimenti per l´Acqua</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Toscana: town meeting sul paesaggio in 5 comuni</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/02/09/toscana-town-meeting-sul-paesaggio-in-5-comuni/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[town meeting]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[town meeting paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto una valida iniziativa di partecipazione e di democrazia, programmata in Toscana, segnalatemi da Stefano M.
In cinque città toscane 150 cittadini a confronto sul governo del territorio
6 febbraio: il primo town meeting italiano sul paesaggio
“Come preservare e tutelare il paesaggio toscano?” La risposta ai cittadini
di Francesca Calonaci
Firenze  Castelnuovo Berardenga, Cortona, Orbetello, Piombino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/toscana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1751" title="toscana" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/toscana-300x243.jpg" alt="toscana" width="300" height="243" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto una valida iniziativa di partecipazione e di democrazia, programmata in Toscana, segnalatemi da Stefano M.</p>
<p><strong>In cinque città toscane 150 cittadini a confronto sul governo del territorio</strong></p>
<p><strong>6 febbraio: il primo town meeting italiano sul paesaggio</strong></p>
<p><strong>“Come preservare e tutelare il paesaggio toscano?” La risposta ai cittadini</strong></p>
<p>di Francesca Calonaci</p>
<p>Firenze  Castelnuovo Berardenga, Cortona, Orbetello, Piombino e Prato sono le cinque sedi del primo town meeting italiano sul paesaggio, che si svolgerà il prossimo 6 febbraio in Toscana. In queste cinque città toscane, paesaggisticamente emblematiche per i valori rurali e urbani del loro territorio, 150 cittadini estratti a sorte in ogni comune coinvolto saranno chiamati a discutere sui caratteri più importanti di un paesaggio, quelli da proteggere o da ricostruire e su che cosa fare per preservare (o ricostruire) la qualità del paesaggio in Toscana.</p>
<p>Il Town meeting del prossimo 6 febbraio &#8211; diretto dal garante della comunicazione per il PIT, Massimo Morisi &#8211; sarà, per i cittadini, un momento di partecipazione diretta al governo locale attraverso la discussione per piccoli gruppi  e una votazione finale.<span id="more-1750"></span></p>
<p>Appuntamento, quindi, per i cittadini sorteggiati a partecipare e per la stampa il prossimo 6 febbraio a partire dalle ore  9.30  nelle seguenti sedi:</p>
<p>- Castelnuovo Be! rardenga (presso la Sala Conferenze Centro Studi di Villa Chigi);</p>
<p>- Cortona (presso il Centro Convegni Sant’Agostino);</p>
<p>- Orbetello (presso la ex Sala del Consiglio comunale);</p>
<p>- Piombino (presso il Centro Giovani Fabrizio De Andrè);</p>
<p>- Prato (presso l’Urban Center).</p>
<p>Gli assessori all&#8217;urbanistica e territorio, Riccardo Conti, ed alle riforme istituzionali ed enti locali, Agostino Fragai, porteranno il loro saluto, dalle ore 09.30, all&#8217;apertura dei lavori nella seduta che si svolgerà a Prato.</p>
<p>I risultati della giornata saranno presentati il 19 febbraio 2010 in occasione degli “Stati Generali del Paesaggio”, presso il Cenacolo di Santa Apollonia a Firenze, un&#8217;occasione per riflettere sul tema alla presenza di esperti e delle autorità del Ministero dei Beni culturali e della Regione Toscana, organizzato in vista del decennale della stipula della Convenzione sul Paesaggio a Firenze e in coerenza con la concezione di paesaggio che la stessa convenzione sancisce.</p>
<p><strong>Con l&#8217;e-town meeting 130 cittadini toscani ridisegnano la loro terra</strong></p>
<p><strong>Bello, possibile, partecipato: quale futuro per il paesaggio toscano?</strong></p>
<p><strong>I risultati verranno illustrati il 19 febbraio agli Stati Generali del Paesaggio</strong></p>
<p>Cosa accade a colline, campi, vigne, cipressi e casali del mitico Chianti? Com’è cambiato uno fra i paesaggi più dolci e armoniosi al mondo dopo i cambiamenti nell’organizzazione agricola? Che potrebbe succedere, in Valdichiana, con gli impianti per la produzione di energia pulita nell’entroterra di Cortona? Le pale eoliche che aiutano l’energia verde davvero rovinano il paesaggio? C’è un futuro per i delicatissimi equilibri (dune, pineta, spiaggia, mare, campi) nella fragile lingua di terra che unisce Argentario e terraferma? E Piombino, icona di una città industriale sul mare, ce la farà a conciliare le sue spesso contraddittorie anime? Quale il futuro del paesaggio in un’area così satura di costruzioni come la Prato dei capannoni, delle fabbriche, delle case? E’ possibile, per Prato, ripensare la sua identità territoriale quando molte fabbriche vengono smantellate? E che fare delle piccole aree verdi scampate all’espansione industriale?</p>
<p>130 toscani, estratti a sorte fra i residenti in cinque comuni (Castelnuovo Berardenga, Cortona, Orbetello, Piombino, Prato), hanno discusso sul paesaggio e fornito un contributo di partecipazione dal basso in applicazione di una normativa che fa della Regione Toscana la prima, fra le Regioni italiane, a dotarsi di una legge che favorisce proprio la partecipazione dei cittadini nella formazione delle decisioni di interesse pubblico.</p>
<p>«Non è solo una tecnica – ha sottolineato l’assessore ai rapporti con i cittadini, Agostino Fragai – ma l’unica strada possibile per aiutare la politica di oggi a ritrovare sé stessa». In linea l’assessore toscano al Territorio, Riccardo Conti, per cui «è indispensabile che chi ha responsabilità di governo sia in costante sintonia con chi lo vive».</p>
<p>50 cittadini pratesi e 20 per ciascuno degli altri quattro Comuni hanno dunque preso parte a un nuovo “electronic town meeting” (e-TM) voluto dalla Regione Toscana. Stavolta si è parlato del paesaggio (“Bello e possibile”, secondo il titolo scelto per l’incontro) inteso “come ponte tra passato e futuro”, come ha detto Massimo Morisi, garante della comunicazione – in Regione Toscana &#8211; per il governo del territorio.</p>
<p>E stavolta il “town meeting” (strumento di partecipazione diretta del governo locale da parte dei cittadini, nato nella regione statunitense del New England e fortemente lanciato dalla Regione Toscana proprio in applicazione di una innovativa legge sulla partecipazione) ha avuto una svolta metodologica: non ci si è fermati alle discussioni ai tavoli (piccoli gruppi, aiutati da facilitatori, che discutono profili concreti e poi, su questi, esprimono un loro voto s egreto) ma si è proseguito con “laboratori progettuali”: cittadini e tecnici (architetti e urbanisti) si sono riuniti attorno a grandi foto aeree dei 5 rispettivi territori (foto prese da un apposito dirigibile rosso) avendo la possibilità di tracciare nuove linee per il futuro di un paesaggio talvolta compromesso e sofferente ma comunque sempre di enorme valore, il paesaggio di una Toscana che è nota, apprezzata e invidiata in tutto il mondo per la sua armonia, la sua bellezza, le sue qualità.</p>
<p>Ma – ecco il punto – come garantire che le sfide della modernità non distruggano un patrimonio così invidiato? Cosa conservare del paesaggio rurale anche quando l’agricoltura è così mutata? Quali i caratteri più importanti, in un paesaggio toscano, da proteggere e quali, quando siano scomparsi o danneggiati, da ricostruire? Come governare le trasformazioni in modo che siano un arricchimento del paesaggio e non una sua distruzione?</p>
<p>I 130 “messaggeri di partecipazione” in cinque realtà diverse della Toscana (una ex scuola media nel centro storico di Prato, il centro giovani intitolato “Fabrizio De Andrè” a Piombino, la ex sala del Consiglio Comunale a Orbetello, il centro convegni intitolato “Sant’Agostino” a Cortona, il centro studi “Villa Chigi” a Castelnuovo Berardenga), collegati fra loro in streaming, hanno ricevuto informazioni tecniche, hanno discusso e tele votato, hanno disegnato nuovi idee sulle grandi fotografie scattate dal dirigibile rosso.</p>
<p>«Adesso – precisa Morisi – la mole dei risultati sarà analizzata per poi essere presentata a Firenze il 19 febbraio, nel rinnovato Cenacolo di Sant’Apollonia, durante gli “Stati Generali del Paesaggio”: un importante convegno organizzato da Regione Toscana in occasione del decennale della stipula –avvenuta a Firenze nel 2000 &#8211; della Convenzione europea sul paesaggio».</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Rete dei Cittadini: la lista regionale del Lazio con il programma di democrazia diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/02/02/la-rete-dei-cittadini-la-lista-regionale-del-lazio-con-il-programma-di-democrazia-diretta/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 18:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[rete dei cittadini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto integralmente l&#8217;appello mandato da Pino Strano per firmare le liste de La Rete dei Cittadini. Interessante l&#8217;articolo 15 citato. Molto interessante e vicino a quanto una democrazia dovrebbe essere.
Aiutateci a raccogliere le firme necessarie a presentare la RETE DEI CITTADINI alle regionali del Lazio.


Non è soltanto che abbiamo un bel programma, non è soltanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/rete-dei-cittadini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1737" title="rete dei cittadini" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/rete-dei-cittadini.jpg" alt="rete dei cittadini" width="320" height="298" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto integralmente l&#8217;appello mandato da Pino Strano per firmare le liste de La Rete dei Cittadini. Interessante l&#8217;articolo 15 citato. Molto interessante e vicino a quanto una democrazia dovrebbe essere.</p>
<p>Aiutateci a raccogliere le firme necessarie a presentare la <a href="http://retedeicittadini.it/" target="_blank">RETE DEI CITTADINI</a> alle regionali del Lazio.</p>
<div>
<div>
<div>Non è soltanto che abbiamo un bel <a href="http://retedeicittadini.it/?page_id=85" target="_blank">programma</a>, non è soltanto che abbiamo <a href="http://retedeicittadini.it/?page_id=64" target="_blank">belle facce pulite</a>, ma la <a href="http://retedeicittadini.it/?page_id=210" target="_blank">struttura dell&#8217;organizzazione</a> che presenta la lista</div>
<div>è frutto della ricerca della massima democrazia, prima e soprattutto DOPO le elezioni.</div>
<div>Lo <a href="http://retedeicittadini.it/?page_id=210" target="_blank">statuto della rete dei cittadini</a>, è costruito per ridurre al minimo il rischio che gli eletti poi non mantengano fede ai patti.</div>
<div>Per chi lo ha conosciuto, lo statuto è praticamente identico a quello già definito a suo tempo per la <a href="http://listapartecipata.org/" target="_blank">Lista Partecipata</a>.</div>
<div>Attraverso assemblee fisiche, bollettini stampati, e un sito web (<a href="http://www.decidiamo.it/democracyforum" target="_blank">ecco un esempio</a>) appositamente costruito (e altri strumenti ancora) i cittadini potranno esprimersi, in maniera vincolante per gli eletti attraverso la RETE DEI CITTADINI, decidendo proprio come dovrà votare il consigliere eletto, e quali proposte dovrà presentare.</div>
<div>Ecco un estratto dello STATUTO della Rete dei Cittadini:</div>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #333333; font-size: 14px; line-height: 20px;">Articolo 15) – Obblighi degli Eletti di Lista<br />
Ogni iscritto, in ogni momento, ha diritto di proporre un voto, un iniziativa o qualsiasi attività che sia di pertinenza o prerogativa, formale ed informale, dell’Eletto. Tali proposte saranno presentate ufficialmente a tutti gli altri iscritti e, dopo essere state discusse ed eventualmente emendate, e se approvate dalla maggioranza degli iscritti, verranno sostenute dagli Eletti, in tutte le sedi opportune.<br />
L’Eletto, nell’esercizio delle sue funzioni e prerogative, è tenuto a votare ed agire coerentemente a tali deliberazioni, espresse secondo la volontà della maggioranza degli iscritti. Solo nel caso in cui fosse impossibile far giungere in tempo utile all’Eletto la volontà generale espressa dagli iscritti egli potrà agire secondo il proprio giudizio ritenendosi comunque sempre assolutamente vincolato ai programmi e alle indicazioni elaborate dalla Lista. Egli potrà liberamente emettere dichiarazioni personali relative a questioni di interesse dell’istituzione in cui è stato eletto, qualora specifichi la natura personale di tali dichiarazioni.<br />
Nel caso ci fossero più Eletti, essi dovranno votare in maniera proporzionale alle volontà degli iscritti, secondo le indicazioni degli iscritti stessi.<br />
L’Eletto sarà eventualmente coadiuvato da assistenti, eletti esclusivamente dall’Assemblea.</span></div>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #333333; font-size: medium;"><span style="font-size: 14px; line-height: 20px;"><br />
</span></span></div>
<div><span style="color: #333333; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;">QUESTA E LA VERA RISPOSTA ALLA CASTA!!!</span></div>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #333333; font-size: medium;"><span style="font-size: 14px; line-height: 20px;"><br />
</span></span></div>
<div>Potete trovare la descrizione dI tutto il <a href="http://retedeicittadini.it/?page_id=2" target="_blank">PROGETTO</a> Rete dei Cittadini qui:</div>
<div><a href="http://retedeicittadini.it/?page_id=2" target="_blank">http://retedeicittadini.it/?page_id=2</a></div>
<div>AIUTATECI, AIUTATEVI a RIPRENDERVI LA SOVRANITA PERDUTA!</div>
<div>SOSTENETE LA RETE DEI CITTADINI, FIRMANDO PER LA PRESENTAZIONE DELLA LISTA</div>
<div>trovate qui i l<a href="http://retedeicittadini.it/?page_id=353" target="_blank">uoghi e le date per la raccolta delle firme</a>:</div>
<div><a href="http://retedeicittadini.it/?page_id=353" target="_blank">http://retedeicittadini.it/?page_id=353</a></div>
<div>(se non siete del Lazio, potete comunque aiutarci segnalando la rete ai vostri contatti e specialmente ai vostri amici residenti a Roma e nel Lazio)</div>
<div>Grazie e scusate l&#8217;eventuale disturbo.</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le proposte di partecipazione e di democrazia fatte al pres. Provincia Rimini</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/01/19/le-proposte-di-partecipazione-e-di-democrazia-fatte-al-pres-provincia-rimini/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/01/19/le-proposte-di-partecipazione-e-di-democrazia-fatte-al-pres-provincia-rimini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 07:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[morciano]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amici di Morciano in Comune, con cui avevamo fatto &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; il 25 ottobre 2009, hanno presentato una lista di proposte per attuare la partecipazione e la democrazia nella nuova provincia di Rimini, direttamente al suo presidente. Le riporto qui perchè sono proposte sensate di democrazia diretta, partecipazione e trasparenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Vitali_Provincia_Rimini_incontro_15_01_2010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1698" title="Vitali_Provincia_Rimini_incontro_15_01_2010" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Vitali_Provincia_Rimini_incontro_15_01_2010.jpg" alt="Vitali_Provincia_Rimini_incontro_15_01_2010" width="277" height="208" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amici di Morciano in Comune, con cui avevamo fatto <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/26/la-parola-ai-cittadini-a-morciano-rn-splendida-tappa-verso-una-vera-democrazia/">&#8220;La Parola ai Cittadini&#8221; il 25 ottobre 2009</a>, hanno presentato una lista di proposte per attuare la partecipazione e la democrazia nella nuova provincia di Rimini, direttamente al suo presidente. Le riporto qui perchè sono <strong>proposte sensate di democrazia diretta, partecipazione e trasparenza, </strong>che ognuno di noi può trascrivere integralmente e inviare al proprio presidente di provincia.</p>
<p>Ecco il testo completo della loro proposta: Qui in pdf: <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Il_Cittadino_Partecipa_lettera_vitali.pdf">Il_Cittadino_Partecipa_lettera_vitali</a></p>
<p>OGGETTO: Il Cittadino Partecipa</p>
<p>Egr. Sig. Presidente,</p>
<p>innanzitutto volevamo esprimerLe il nostro più sincero apprezzamento e ringraziamento per aver reso oggi possibile questo momento di incontro e di reciproca conoscenza, momento, che per noi partecipanti ai Comitati “Morciano in Comune” ed al “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”, rappresenta un&#8217;altra importante e significativa tappa di quel lungo e stimolante cammino di partecipazione e condivisione intrapreso, volto a promuovere e diffondere i principi e gli strumenti della Democrazia diretta e rappresentativa fra la Cittadinanza e le sue Istituzioni.</p>
<p>Per fare questo abbiamo promosso e promuoviamo, ovunque ci presentiamo, la partecipazione attiva, <span id="more-1696"></span>responsabile e propositiva dei cittadini e dei residenti alla vita della Comunità, attraverso una serie coordinata ed organica di azioni, ritrovando nello spazio pubblico il luogo nel quale produrre ed esercitare la discussione ed il civile confronto, riportando al centro della politica l’unico soggetto titolare della sovranità, il Cittadino, informandolo e dotandolo della conoscenza degli strumenti propri della democrazia partecipativa.</p>
<p>Il recente passato ci ha visto protagonisti di alcune piccole ma significative azioni svolte nel nostro Comune, a Morciano di Romagna, ma ovunque replicabili rispondendo queste al buon senso ed ai principi fondanti del nostro stare insieme, in merito alle quali troverà, allegata alla presente, apposita Rassegna stampa di approfondimento.</p>
<p>– organizzato incontro di confronto pubblico durante la campagna elettorale del Giugno scorso tra i candidati Sindaco “Una poltrona per tre un paese per tutti”;</p>
<p>– richiesta ed ottenuta l&#8217;autorizzazione alla realizzazione delle riprese audio-video delle sedute pubbliche di Consiglio comunale e loro trasmissione sul sito web del Comune;</p>
<p>– garantita la pressoché totale “copertura” e diffusione delle registrazioni audio-video delle più importanti assemblee pubbliche cittadine trasmettendole attraverso il nostro sito web www.morcianoincomune.it</p>
<p>– promossa e sostenuta la realizzazione del Bilancio Partecipativo a Morciano di Romagna, proposta prontamente raccolta dall&#8217;Amministrazione comunale con la realizzazione del “Bilancio Partecipato 2010”</p>
<p>– avanzate proposte per rendere partecipato e sostenibile il “PRU dell&#8217; area ex-Ghigi” invitando formalmente l&#8217;Amministrazione comunale di Morciano di Romagna, la Provincia e la Regione ad introdurle nel nuovo e definendo accordo di programma con la proprietà.</p>
<p>– organizzata la Rassegna di incontri e conferenze “Virtù in comune” durante la quale sono stati trattate, grazie alla competenza, passione e umanità dei numerosi ospiti e relatori che vi hanno partecipato, tutta una serie di tematiche aventi nella partecipazione quell&#8217;elemento comune di forte coesione.</p>
<p>Tanto lavoro e tanto impegno hanno reso possibile quanto Le abbiamo sopra esposto, ed ora forti di tale esperienza, vorremmo con la presente, avanzare a Lei alcune proposte per avviare anche e grazie alla Provincia di Rimini, un percorso di crescita civile e politica della Comunità provinciale e delle sue Istituzioni democratiche promuovendo politiche partecipative, politiche che includono, adottando e regolamentando l&#8217;utilizzo degli istituti della partecipazione all&#8217;interno degli Statuti consentendo così alla cittadinanza di ritrovare quel protagonismo civico tanto oggi necessario per affrontare, non soltanto l&#8217;incerto e convulso presente, ma per porci già oggi come “Sistema Rimini” all&#8217;avanguardia nell&#8217;innovazione sociale, nell&#8217;innovazione immateriale, facendo così crescere, moltiplicarsi e consolidarsi il capitale più prezioso, quello umano e sociale.</p>
<p>Così come il bambino conquista non senza fatica ed impegno la posizione eretta trovando la propria centralità tra i suoi simili e nel mondo, facendo in ogni momento tesoro della continua esperienza vissuta e maturata, così dovrà essere immaginato il cammino che insieme, questo è l&#8217;augurio, potrà essere compiuto per dare così la possibilità ad ognuno di poter maturare una propria, personale e libera opinione sulla realtà che vive, ponendo finalmente al centro del processo decisionale il Cittadino, non più solo quale destinatario delle politiche pubbliche ma suo promotore, sostenitore, artefice.</p>
<p>Perché tale auspicio diventi azione, pratica, metodo di lavoro, occorrerà sin da subito sostenere la partecipazione attraverso l&#8217;informazione, la trasparenza, la semplificazione ed il pubblico ed aperto confronto di opinioni e proprio per dare seguito e senso a quanto suddetto siamo con la presente a proporle di:</p>
<p>– rendere le riprese audio-video delle sedute di Consiglio Provinciale disponibili per la pubblica visione attraverso e grazie i nuovi media;</p>
<p>– rendere disponibili sul sito web della Provincia tutti gli atti deliberativi, sia essi di Giunta che di Consiglio Provinciale, così come di rendere sempre disponibili e pubbliche le determinazioni dei responsabili degli uffici provinciali. Tali atti dovranno sempre essere corredati dagli atti allegati richiamati, essendone questi ultimi, per loro stessa natura, parte integrante e sostanziale;</p>
<p>– avviare e sollecitare, su scala provinciale, il pubblico dibattito per introdurre quelle necessarie modifiche statutarie volte a rendere effettiva la partecipazione ed il coinvolgimento profondo dei cittadini nei processi politici e nelle decisioni attraverso gli Istituti della partecipazione quali il referendum “senza quorum” sia essi propositivi, abrogativi e consultivi;</p>
<p>– istituire il Difensore Civico provinciale attraverso una consultazione popolare;</p>
<p>– sostenere l&#8217;iniziativa, la “Parola ai cittadini”, sperimentata con successo durante la Rassegna “Virtù in comune”, da realizzarsi presso ogni singolo Comune dei 27 che animano la nostra nuova Provincia attraverso un&#8217;assemblea pubblica il cui scopo è quello di far parlare i cittadini davanti ad altri cittadini cercando di far emergere proposte, idee e critiche riguardanti la propria città, di votarle e trasformarle in “mozioni” da inviare al proprio Consiglio comunale, con la presenza del cittadino o del gruppo di cittadini proponenti;</p>
<p>– realizzare entro la fine dell&#8217;estate un “Elettronic-Town Meeting”provinciale un evento per dar voce alle speranze, timori, proposte e visioni presenti sul territorio, frutto del confronto e del dibattito attorno a problemi di interesse comuni. Inoltre può essere pensato e realizzato un evento ad-hoc, un “Town Meeting 18-35” ad-hoc per i giovani della nostra Provincia di età compresa tra i 18 e 35 anni.</p>
<p>Dovendo necessariamente affrontare la complessità sociale del nostro vivere presente, per sostenere politiche inclusive, d&#8217;integrazione, ci siamo dati l&#8217;obbiettivo di sensibilizzare alla partecipazione anche tutti coloro che risiedono sul territorio in permanenza, arrivati da altri luoghi vicini e lontani, incontrandoli, dialogando con loro cercando di farli sentire parte viva ed integrante della Comunità insediata.</p>
<p>Se vogliamo infine dar risposta alla domanda centrale che Platone fece nella Repubblica, “Come deve essere strutturata una società perché si creino le condizioni che spingono i suoi abitanti in direzione della virtù” dobbiamo con forza e decisione sostenere il processo di democratizzazione delle Istituzioni permettendo ad ognuno di partecipare al processo decisionale.</p>
<p>In conclusione, congedandoci, rinnoviamo a Lei la nostra disponibilità a partecipare a tale processo ed alle azioni sopra richiamate certi che l&#8217;agire su tali fronti legittimerà la rappresentanza, creerà le condizioni per l&#8217;innovazione e porterà maggior coesione sociale nell&#8217;ambito provinciale.</p>
<p>Distinti saluti</p>
<p>Per il Comitato “Morciano in comune”</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Radiofura: novità sulla radio su sviluppo sostenibile e progettazione partecipata</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/01/18/radiofura-novita-sulla-radio-su-sviluppo-sostenibile-e-progettazione-partecipata/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 21:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[radiofura]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Paolo Michelotto
riporto il comunicato stampa della nascita di RadioFura.
Radiofura. Rubrica quotidiana su sviluppo sostenibile e progettazione partecipata.
E’ in onda da gennaio 2010 Radiofura la rubrica radiofonica di Marrai a Fura sullo sviluppo sostenibile e la progettazione partecipata.
Dopo due settimane di prova, Radiofura parte ufficialmente su resetradio.net il 18 gennaio 2010, in concomitanza con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0.56cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Radiofura-300x155.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1693" title="Radiofura-300x155" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Radiofura-300x155.png" alt="Radiofura-300x155" width="300" height="155" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p style="margin-bottom: 0.56cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT">riporto il comunicato stampa della nascita di RadioFura.</p>
<p style="margin-bottom: 0.56cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Radiofura. Rubrica quotidiana su sviluppo sostenibile e progettazione partecipata.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">E’ in onda da</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">gennaio 2010 </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Radiofura</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> la </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>rubrica radiofonica</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> di </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Marrai a Fura</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> sullo </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>sviluppo sostenibile</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> e la </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>progettazione partecipata</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Dopo due settimane di prova, Radiofura </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>parte ufficialmente su resetradio.net il 18 gennaio 2010, in concomitanza con la pubblicazione del nuovo sito.</strong></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">All’interno della programmazione della radio web </span></span><a href="http://www.resetradio.net/"><span style="color: #000099;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Reset Radio</strong></span></span></span></span></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> sono in rotazione </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>tutti i giorni</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> le notizie, le curiosità e gli appuntamenti di </span></span><a href="http://marraiafura.com/"><span style="color: #000099;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Marrai a Fura</strong></span></span></span></span></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> dal mondo della </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>sostenibilità</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> e della </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>partecipazione</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Reset Radio</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> è una radio che puoi ascoltare via web e trasmette solo </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>musica Creative Commons</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, ovvero musica non coperta dal tradizionale copyright. Puoi sentire la musica e se vuoi puoi</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> scaricarla gratis e legalmente</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> sul tuo computer o lettore mp3.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">A partire dal </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>gennaio 2010</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> Marrai a Fura e Reset Radio zappano insieme, tutti i giorni, con </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>5 news </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">sullo </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>sviluppo sostenibile </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">e la</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> progettazione partecipata.</strong></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Radiofura</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> è un </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>progetto</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> che nasce </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>dal basso</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, basato su </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>condivisione, partecipazione, cooperazione e sostenibilità.</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Senza padrini e senza padroni.</strong></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Durante la giornata </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>5 brevi news</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> (una al giorno) su</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> sviluppo sostenibile</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> e </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>progettazione partecipata</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ogni giorno, </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>dal lunedì al venerdì</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> alle ore </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>9</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.00</span></span><span style="color: #b3e400;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>/</strong></span></span><span style="color: #b3e400;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>11</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.00 </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>/</strong></span></span><span style="color: #b3e400;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>13</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.00 </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>/</strong></span></span><span style="color: #b3e400;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>15</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.00 / </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>19</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.00 / </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>22</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.00.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; line-height: 40%; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Radiofura</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> parte con </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>5 eco-rubriche</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">:</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>- Buone notizie </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- le good news</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> &#8211; Degni di nota </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- le notizie da associazioni, società, imprese…</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> &#8211; Eco sesso </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- l’erotismo sostenibile</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> &#8211; L’erba del vicino </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- i buoni esempi e le buone pratiche</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> &#8211; Evento della settimana</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> &#8211; la segnalazione</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>sabato</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> e la </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>domenica</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> tutte e 5 le rubriche in un </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>unico blocco in rotazione</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> casuale durante la programmazione.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tutte le notizie si possono ascoltare online e</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">sono scaricabili in </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>podcast</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> sul sito </span></span><a href="http://resetradio.net/"><span style="color: #000099;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>resetradio.net</strong></span></span></span></span></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> e </span></span><a href="http://marraiafura.com/"><span style="color: #000099;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>marraiafura.com</strong></span></span></span></span></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.<span id="more-1692"></span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #b3b3b3;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT">
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Reset Radio &gt; </strong></span></span><a href="http://www.resetradio.net/"><span style="color: #000099;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>www.resetradio.net</strong></span></span></span></span></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> &#8211; </strong></span></span><a href="mailto:info@resetradio.net"><span style="color: #000099;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>info@resetradio.net</strong></span></span></span></span></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Reset Radio è una radio che puoi ascoltare via web e trasmette solo musica Creative Commons, ovvero musica non coperta dal tradizionale copyright. Puoi ascoltare la musica alla Radio, e se vuoi puoi scaricarla gratis e liberamente sul tuo computer o lettore mp3. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT">
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Marrai a Fura &gt; </strong></span></span><a href="http://www.marraiafura.com/"><span style="color: #000099;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>www.marraiafura.com</strong></span></span></span></span></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> &#8211; </strong></span></span><a href="mailto:info@marraiafura.com"><span style="color: #000099;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>info@marraiafura.com</strong></span></span></span></span></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Marrai a Fura è un sito web ricco di notizie, curiosità e appuntamenti su sviluppo sostenibile, progettazione partecipata, comunicazione ambientale, ecologia. Segnàla e dà visibilità a convegni, corsi, master, fiere, appuntamenti, incontri, libri, associazioni, iniziative, novità.</span></span></span></p>
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		<title>Finlandia e la legge progressiva: più sei ricco più la multa è salata</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 19:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[finlandia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
in Finlandia se violi il codice della strada, prendi la multa, come in tutti i paesi.
Ma c&#8217;è una grossa differenza: l&#8217;importo economico da pagare varia da persona a persona. Dal 1999 la Polizia che ti ferma per un&#8217;infrazione, controlla con il cellulare collegato ad internet la tua ultima dichiarazione dei redditi, che in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/finlandia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1679" title="finlandia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/finlandia-300x232.jpg" alt="finlandia" width="300" height="232" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>in Finlandia se violi il codice della strada, prendi la multa, come in tutti i paesi.</p>
<p>Ma c&#8217;è una grossa differenza: l&#8217;importo economico da pagare varia da persona a persona. Dal 1999 la Polizia che ti ferma per un&#8217;infrazione, controlla con il cellulare collegato ad internet la tua ultima dichiarazione dei redditi, che in Finlandia sono tutti online. Dopo di che con una procedura di calcolo sofisticata, ti calcola la multa da pagare. E&#8217; successo così che Jaako Rytsola un giovane imprenditore e editorialista, si sia visto affibiare una multa di 49250 euro. E non era un errore, ma la combinazione di andare quasi al doppio della volocità consentita e il fatto di avere un reddito molto alto.</p>
<p>Erkki Wuoma il consigliere del ministro degli interni finlandese dice che questa è &#8220;una tradizione nordica&#8221; e &#8220;abbiamo la tassazione progressiva e le punizioni progressive. Così più guadagni, più paghi&#8221;.</p>
<p>I cittadini approvano questa norma. Alcuni politici hanno provato a mitigarla proponendo un tetto all&#8217;entità delle multe, ma la proposta è stata bocciata con 29 a 200 voti contrari.</p>
<p>Se avessimo gli strumenti di democrazia diretta funzionanti (ossia i referendum senza quorum) potremmo almeno sognare di proporre una legge che in Finlandia fa parte della tradizione. Perchè ovviamente non possiamo aspettarci una simile legge dai nostri &#8220;rappresentanti&#8221;.</p>
<p>Per leggere l&#8217;articolo del Wall Street Journal (riportato sul blog stay free) del 2001 da cui ho tratto queste informazioni, vai qui:</p>
<p><a href="http://www.stayfreemagazine.org/public/wsj_finland.html">http://www.stayfreemagazine.org/public/wsj_finland.html</a></p>
<p>che riporto qui sotto:<span id="more-1678"></span></p>
<p>Wall Street Journal</p>
<p>January 2, 2001</p>
<p>Finnish Drivers Don&#8217;t Mind Sliding Scale, But Instant Calculation Gets Low Marks</p>
<p>By Steve Stecklow</p>
<p>HELSINKI, Finland &#8212; Jaako Rytsola, a 27-year-old Finnish Internet entrepreneur and newspaper columnist, was cruising in his BMW one recent evening. &#8220;The road was wide and I was feeling good,&#8221; he later wrote. &#8220;It&#8217;s nice to be driving when there&#8217;s no one in sight.&#8221;</p>
<p>But this road wasn&#8217;t empty; a radar-equipped police car was clocking his speed. The officer pulled over Mr. Rytsola&#8217;s car and issued him a speeding ticket for driving 43 miles an hour in a 25-mile-an-hour zone. The fine: $71,400.</p>
<p>The staggering sum was no mistake. In Finland, traffic fines generally are based on two factors: the severity of the offense and the driver&#8217;s income. The concept has been embedded in Finnish law for decades: When it comes to crime, the wealthy should suffer as much as the poor. Indeed, sliding-scale financial penalties are also imposed for offenses ranging from shoplifting to securities-law violations. &#8220;This is a Nordic tradition,&#8221; says Erkki Wuoma, special planning adviser at the Ministry of Interior. &#8220;We have progressive taxation and progressive punishments. So the more you earn, the more you pay.&#8221;</p>
<p>But the arrival of a new, high-tech police tool for calculating traffic fines is making some well-to-do Finns progressively furious.</p>
<p>For years, the size of traffic fines was largely dependent on the honor system. Police officers asked violators for their current monthly gross income, then consulted a book of tables to calculate the fine. The police complained that drivers routinely lied &#8212; it was &#8220;the national sport,&#8221; says traffic officer Risto Maksimainen &#8212; and the only recourse was to go to court. Motorists complained, too, arguing that the fines should be based on take-home pay, which given Finland&#8217;s hefty income-tax rates, is considerably less than gross income.</p>
<p>And so, in October 1999, the Finnish government made some major changes, including basing fines on net income. But the biggest change was this: Using cellular phones, the police can now tap into official tax records, which in Finland are open to the public, and learn within seconds a driver&#8217;s reported income and the corresponding traffic fine.</p>
<p><strong>A Courtroom Challenge</strong></p>
<p>Keijo Kopra, managing director of Vierumaen Teollisuus Oy, a wood-products company, experienced this firsthand in November 1999. On his way home from work, Mr. Kopra was pulled over for driving 14 miles an hour over the speed limit. Using the new system, the officer wrote him a ticket for $14,500.</p>
<p>Enraged, the executive challenged the amount in court, and a judge lowered it to $9,000. But then the police mentioned that Mr. Kopra had received two previous speeding tickets in 1999 before the new system went into effect. Based on the income he had claimed at the time, each fine was $750. The judge, outraged, imposed additional fines of $38,000 Mr. Kopra remains apoplectic. &#8220;This is no constitutionally governed state, this is a land of rhinos!&#8221; he says. &#8220;This is legalized robbery by police. I&#8217;m surprised they&#8217;re not authorized to shoot you, too. But of course if they shoot you, they cannot get any money out of you.&#8221;</p>
<p>Rather than pay the fine, Mr. Kopra says he offered to go to jail. The judge refused &#8212; and Mr. Kopra was forced to pay. Teemu Selanne, Finland&#8217;s most celebrated hockey player and a member of the National Hockey League&#8217;s Anaheim Mighty Ducks, apparently isn&#8217;t thrilled with the system, either. In June, he was fined $39,000 for colliding with another car in Finland and injuring five people. Mr. Selanne declined to comment for this story, but a close friend says he was so upset by the fine that he threatened to leave his country for good. &#8220;He was really angry because he thought it was not fair,&#8221; says Hjallis Harkimo, who owns several European sports teams.</p>
<p>Many Finns believe the system is fair. Patrolling the highways outside Helsinki in an unmarked Opel, Officer Maksimainen and his partner, Anssi Ukonaho, clock a red Volkswagen Golf driving 18 miles an hour over the speed limit. They stop the car, and the driver, Janne Rajala, a 26-year-old student, produces his driver&#8217;s license. Officer Ukonaho whips out his Nokia phone and punches in some numbers, including Mr. Rajala&#8217;s social-security number.</p>
<p>Within seconds, Mr. Rajala&#8217;s 1999 tax records appear on the phone&#8217;s tiny screen: his monthly gross income ($975) and his after-tax income ($724). The screen also flashes his fine: $82. Because this amount is below the minimum fine for driving this fast, the officers write a ticket for $106.</p>
<p>&#8220;I think it&#8217;s okay,&#8221; Mr. Rajala says, adding he would see nothing wrong with paying more if he earned more. &#8220;Why not? When you have so much money, it doesn&#8217;t matter.&#8221;</p>
<p>Many politicians here apparently agree. Leena Harkimo, a Conservative Party member of the Finnish Parliament and wife of the sports-team owner, tried to introduce a bill last year that would have capped most speeding tickets at a mere $7,825. But only 29 of the 200 members of parliament supported the legislation. &#8220;Some people think it&#8217;s the only way to get the wealthy people to drive slowly or respect the law,&#8221; she says. &#8220;If they&#8217;re speeding often, let&#8217;s make a system where they lose their driver&#8217;s license easily.&#8221; Traffic fines go to Finland&#8217;s treasury to be used for general government purposes. Mr. Rytsola, who was issued the $71,400 speeding ticket in October and another $44,100 ticket in August for zigzagging in downtown Helsinki, says he supports income-based penalties, but with a cap on traffic fines. Under the present system, he says, &#8220;if you earn enough you shouldn&#8217;t even touch a car,&#8221; noting that accidentally driving too fast could cost the richest Finns hundreds of thousands of dollars.</p>
<p>Government officials concede the new system is more about equity than safety. While the average fine has doubled in the past year to about $219, the number of speeding tickets issued is about the same, and there has been no drop in the number of traffic fatalities. &#8220;It&#8217;s a big problem,&#8221; says Anna Lisa Tarvainen, a senior officer in the Ministry of Transport. Traffic fines are paid to the Ministry of Justice.</p>
<p>Heikki Summala, a professor of traffic psychology at the University of Helsinki, blames the healthy Finnish economy. &#8220;Always when the economy is strong, people drive somewhat faster and have somewhat more accidents,&#8221; he says. &#8220;Some people are simply more in a hurry &#8230; and time is money.&#8221;</p>
<p>Dr. Summala notes that what makes Finland&#8217;s new fine system possible is the country&#8217;s extensive computerized databases and advanced cellular-phone technology. Finland, after all, is home to Nokia Corp., the world&#8217;s largest cellular-phone-handset maker, and seven out of every 10 Finns use cell phones. However, given the complexity of the new law, it&#8217;s hard to imagine that anything short of a supercomputer could calculate a Finnish speeding ticket.</p>
<p>Using an overhead projector back at the Interior Ministry, Mr. Wuoma attempts to explain the math. He takes out a piece of paper covered with long equations, which seem more appropriate for a college class in nuclear physics.</p>
<p>The equations start with a motorist&#8217;s net monthly income. The figure comes into play whenever a driver is caught going at least 12 miles an hour over the posted limit (below that, the fine is a fixed amount, ranging from $63 to $110). To begin, the driver&#8217;s monthly net income is reduced by 1,500 Finnish marks ($235) and that total is divided by 60. This figure is supposed to represent a person&#8217;s daily disposable income. Then, for every dependent, such as a child or nonworking spouse, 15 marks is subtracted. But as many as 20 marks may be added depending on the value of the driver&#8217;s other assets, including real estate.</p>
<p>The final figure, called a day fine, is then multiplied by a number ranging between one and 120, representing the severity of the violation as determined by the traffic officer. For example, a person driving 20 miles an hour over the limit on a highway in good weather might be assessed 12 day fines.</p>
<p>It all seems to make sense to the traffic officers looking on. &#8220;It&#8217;s so simple,&#8221; says Mr. Ukonaho.</p>
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		<title>Islanda: esempio di democrazia per l&#8217;europa e il mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 21:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
l&#8217;Islanda è stata colpita pesantemente dalla crisi finanziaria. Le sue banche, private sono fallite.
Le motivazioni sono molteplici. Però ora gli stati europei e il parlamento degli eletti islandesi vogliono che siano i cittadini a rimborsare i 5,7 miliardi di euro che il fallimento della Banca online Icesave ha bruciato, con molti clienti inglesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Iceland-protests-001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1673" title="Iceland-protests-001" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Iceland-protests-001-300x180.jpg" alt="Iceland-protests-001" width="300" height="180" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;Islanda è stata colpita pesantemente dalla crisi finanziaria. Le sue banche, private sono fallite.</p>
<p>Le motivazioni sono molteplici. Però ora gli stati europei e il parlamento degli eletti islandesi vogliono che siano i cittadini a rimborsare i 5,7 miliardi di euro che il fallimento della Banca online Icesave ha bruciato, con molti clienti inglesi e dei paesi bassi.</p>
<p>Una banca privata Icesave è fallita, i suoi clienti privati hanno perso i loro risparmi e si chiede ai cittadini Islandesi di ripagare il danno con le loro tasse.</p>
<p>E si ricatta l&#8217;Islanda dicendo che se non pagherà, il suo ingresso nella UE sarà molto più difficile.</p>
<p>Il parlamento Islandese a grande maggioranza e in tempi assai veloci, aveva approvato un legge per risarcire i danni fatti dalla banca privata, ma il presidente islandese, Olafur Ragnar Grimsson si è rifiutato di firmare la legge sul rimborso dei risparmiatori. Il presidente ha preferito ascoltare la voce dei cittadini islandesi, contrari a questo rimborso, che con una petizione avevano raccolto e consegnato 1/4 delle firme degli elettori totali.</p>
<p>Una serie di comitati aveva avviato la petizione per bloccare il provvedimento con lo slogan «non pagheremo noi gli errori delle banche». L’ha firmata un quarto della popolazione, 60.000 elettori.</p>
<p>E Grimsson non ha avuto scelta. «Il mio compito è di accertarmi che la volontà del paese sia rispettata &#8211; ha detto ieri sera -. Per questo ho deciso di presentare la nuova legge al giudizio del popolo per un referendum».</p>
<p>Quindi per legge, questo rifiuto del presidente islandese a una legge non amata dai cittadini, si tramuterà in un referendum. Il parlamento per ora ha deciso il testo del quesito, ma non la data. Ma la data termine è il 6 marzo 2010.</p>
<p>I 320.000 abitanti islandesi stanno dando un esempio di democrazia al mondo intero. Le decisioni importanti di un paese devono essere fatte consultando i cittadini, se i cittadini così vogliono. L&#8217;ultima parola nelle democrazie, spetta a loro.</p>
<p>Subito sono arrivate le minacce di ritorsioni:</p>
<p>1. l&#8217;ingresso nella UE sarà a rischio</p>
<p>2. le agenzie di rating S&amp;P e Fitch hanno annunciato un declassamento del rating in caso di esito di referendum contro il rimborso.</p>
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		<title>Cap 10-1 Democrazia dei Cittadini – Il nuovo statuto di Chelsea (USA)</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 19:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[chelsea]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco la lettura della prima parte del 10°  capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”:  Il Nuovo Statuto di Chelsea (USA)
Chelsea (USA) piccola città americana vicina a Boston, aveva una amministrazione così corrotta da essere stata commissariata dal Governo dello stato del Massachussetts. Il capitale sociale era pari a zero, i cittadini sfiduciati. Eppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/paolo-michelotto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1670" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo-michelotto" width="150" height="150" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della prima parte del 10°  capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”:  Il Nuovo Statuto di Chelsea (USA)</p>
<p>Chelsea (USA) piccola città americana vicina a Boston, aveva una amministrazione così corrotta da essere stata commissariata dal Governo dello stato del Massachussetts. Il capitale sociale era pari a zero, i cittadini sfiduciati. Eppure in pochi mesi, grazie alla lungimiranza del commissario della città e di una esperta di tecniche partecipative, un gruppo di cittadini costruì lo statuto della città e lo mise a referendum, ottenendo la conferma da tutti i cittadini.</p>
<p>Lo statuto di questa città, è stato uno dei primi esempi al mondo di statuto comunale discusso, scritto ed approvato dai cittadini. Un esempio virtuoso di democrazia vera.</p>
<p>Questi i paragrafi letti:</p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p><strong>Città virtuosa</strong></p>
<p><strong>Il negoziato</strong></p>
<p><strong>La mediazione</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2009/12/cap-9-1-democrazia-dei-cittadini.mp3"></a><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/cap-10-1-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap 10 -1 democrazia dei cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo qui:</p>
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<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/podcast/">Qui i capitoli audio precedenti finora pubblicati</a></strong></p>
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		<title>La tregua di Natale del 1914</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 21:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[tregua di natale 1914]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riprendo da Il Fatto, che a sua volta lo riprende da Cacaoonline, l&#8217;episodio realmente accaduto, passato alla storia come &#8220;La tregua di Natale&#8221;.
Io credo che abbia una stretta attinenza con gli esempi di democrazia diretta di cui spesso parlo.
C&#8217;era una volta a Ypres, in Belgio, una guerra. La chiamarono Prima Guerra Mondiale, perche&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/ypres-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1649" title="ypres 1" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/ypres-1-299x204.jpg" alt="ypres 1" width="299" height="204" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>riprendo da Il Fatto, che a sua volta lo riprende da Cacaoonline, l&#8217;episodio realmente accaduto, passato alla storia come &#8220;La tregua di Natale&#8221;.</p>
<p>Io credo che abbia una <strong>stretta attinenza con gli esempi di democrazia diretta</strong> di cui spesso parlo.</p>
<p>C&#8217;era una volta a Ypres, in Belgio, una guerra. La chiamarono Prima Guerra Mondiale, perche&#8217; poi ce ne furono altre. Era il 1914 e a pochi metri di distanza gli uni dagli altri, due battaglioni degli eserciti britannici e tedeschi si combattevano dalle loro trincee.</p>
<p>Immersi nel fango, sotto la pioggia, calpestando i cadaveri dei propri compagni, i soldati erano logorati da un&#8217;inutile battaglia per la conquista di una striscia di terra.</p>
<p>In autunno i due generali nemici, impantanati anche da un punto di vista strategico, iniziano a scambiarsi i primi favori, come quello di non sparare durante l&#8217;ora dei pasti.</p>
<p>Inizia la “tregua di Natale”, che ebbe il suo culmine tra il 24 e il 25 dicembre 1914: i soldati tedeschi decorano gli alberi con candele e intonano canti natalizi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ujJD122Yd9U&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ujJD122Yd9U&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Gli inglesi rispondono coi loro canti tradizionali. Poi gli ufficiali si scambiano gli auguri a distanza. Il giorno dopo entrambi gli schieramenti depongono i fucili e si incontrano, scambiandosi addirittura doni come sigari, whisky e cioccolata.</p>
<p>Nei giorni seguenti la tregua si estende lungo due terzi del fronte occidentale , in alcune zone e&#8217; poi durata fino a Capodanno.</p>
<p>Il giorno di Natale non fu sparato un solo colpo.</p>
<p>Pubblicata da Focus.it questa storia e&#8217; vera, non ne trovate traccia nei libri di storia perche&#8217; siamo dei baluba, ma e&#8217; chiaramente raccontata in una canzone folk dell’artista inglese Mike Harding, dal titolo Christmas 1914: “I fucili rimasero in silenzio […] senza disturbare la notte. Parlammo, cantammo, ridemmo […] e a Natale giocammo a calcio insieme, nel fango della terra di nessuno”.</p>
<p>La Storia narra che la partita si interruppe quando il pallone colpi&#8217; il filo spinato, bucandosi.</p>
<p>Nacque li&#8217; il terzo tempo.</p>
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