finalmente è arrivato il giorno del referendum in Islanda. Un referendum fortemente voluto dai cittadini, mentre i loro “rappresentanti” hanno fatto di tutto per allontanarlo. Domani i cittadini islandesi decideranno se il fallimento di una grande banca islandese che trattava soprattutto con clienti inglesi e olandesi, poi nazionalizzata dallo stato, debba pesare direttamente sul bilancio dei cittadini. Ossia se le perdite di una grande azienda privata debbano essere pagate dai contribuenti.
I sondaggi dicono che i cittadini sono orientati a grande maggioranza a bocciare il provvedimento. I “rappresentanti” hanno paura dell’esito per timore di ritorsioni degli organismi internazionali, l’UE tenta di influire nel voto affermando che se vince il NO sarà più difficile per l’Islanda entrare nell’UE.
Ecco un’interessante sintesi di Alessandro Cascia
E’ giusto pagare per errori che non si commettono? La risposta di larga parte della popolazione mondiale è: “No”. Durante questa crisi economica globale tanti comitati, cittadini comuni, hanno manifestato contro la scelta di garantire con i soldi pubblici gli errori che i privati hanno commesso. E’ accaduto in molti Paesi, ma quasi ovunque la necessità e il ‘non avere altra scelta’ hanno avuto la meglio. Perciò un gran numero di banche sono state nazionalizzate, molti debiti sono stati garantiti grazie al lavoro che le future generazioni dovranno svolgere per appianare tutto ciò.
Ma esistono delle eccezioni. Sono giorni determinanti e alquanto delicati per l’Islanda. Il paese nordico, alle prese anche con un delicato ingresso nella Comunità Europea, è stato chiamato al referendum grazie alla decisione del presidente islandese Olafur Grimsson, che ha deciso di non firmare la legge che autorizza l’uso di fondi pubblici per rimborsare gli istituti di credito britannici e olandesi rimasti invischiati nel crac dell’ex stella del banking online nordico, la Icesave. Il governo di Reykjavik, quelli britannico e olandese stanno cercando un accordo dell’ultimo momento per non finire contro il plebiscito e un esito quasi scontato.
In una nazione, in cui la Costituzione ha il suo ruolo naturale e non viene costantemente messa in discussione, il popolo è sovrano. I rappresentanti politici eletti dalla popolazione devono semplicemente amministrare i beni pubblici in virtù di questo grande privilegio. Senza la pretesa di poter decidere per un intero popolo solo perché in una tornata elettorale le urne hanno dato un vantaggio a una parte politica anziché a un’altra. Sarà dunque una consultazione popolare a stabilire se lo Stato dovrà versare, o meno, i 5,7 miliardi di dollari anticipati dai governi di Londra e di Amsterdam per coprire i propri risparmiatori. Una cifra che deve essere letta come il 40 per cento del Pil dell’isola. E’ come se il governo italiano dovesse rimborsare circa 700 miliardi di euro con i soldi pubblici per il crollo di un istituto finanziario privato. (continua…)
riporto qui l’articolo realizzato da un periodico locale sul percorso di democrazia diretta e partecipata che sta avvenendo a Morciano. E’ un percorso importante e che darà frutti perchè l’amministrazione si sta impegnando nel Bilancio Partecipativo come promesso prima delle elezioni nel 2009. Ma contrariamente da tante altre città dove il percorso è stato calato dall’alto su una cittadinanza sospettosa, qui ha trovato un gruppo combattivo e sinceramente interessato alla democrazia diretta e partecipata, che sta usufruendo di tutti i momenti partecipativi offerti dall’amministrazione e ne sta creando di nuovi sui temi che l’amministrazione non ha interesse o voglia di toccare. Da questa continua sollecitazione uscirà di sicuro qualcosa di importante. Clicca sull’immagine dell’articolo, per vederla più grande.
riporto il resoconto della splendida serata partecipativa attuata a Morciano (RN) direttamente dalla penna di uno dei promotori, Fabio Bartolini. Un percorso di democrazia vera, molto promettente.
Martedì sera 23 Febbraio presso la Sala Lavatoio si è tenuta una pubblica assemblea con più di 100 cittadini ed operatori economici di Morciano di Romagna. L’incontro convocato dai Comitati Morcianesi, avente per tema la riqualificazione urbana dell’area ex Ghigi e stato moderato dall’avv. Giuliano Cardellini. Fabio Bartolini in rappresentanza del “Comitato Morciano in Comune” ha svolto un’ampia relazione sulla vicenda “Ghigi” dal 1999 ad oggi ed Hossein Fayaz del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino” ha esaminato la questione, dal punto di vista della legittimità e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica proponendo tre vie per circoscrivere o bloccare i danni che il nuovo accordo di programma sulla riqualificazione del vecchio pastificio, così come deliberato, certamente recherà all’intera collettività, conseguente alla costruzione di un grosso Centro Commerciale ed abitativo nel cuore della Città. La decisione affrettata e presa in solitudine dalla maggioranza con l’approvazione della Delibera di Consiglio comunale del 08/02/2010 recante disposizioni riguardo “approvazione testo atto integrativo accordo di programma per la riqualificazione del comparto comprendente il pastificio Ghigi”, ha causato grandi preoccupazioni nella stragrande maggioranza della popolazione ed è argomento dibattutto e diffuso per le vie del paese.
Sono intervenuti numerosi cittadini presenti arricchendo così il pubblico dibattito. A tarda serata, dopo le ore 23,00 sono stati messi a votazione le seguenti proposte:
1 – L’inoltro della richiesta all’Amministrazione Comunale della partecipazione dei singoli cittadini, comitati e associazioni a tutti i progetti urbanistici in corso nello spirito della Legge Regionale sulla partecipazione n. 115/2010 – (approvata a larga maggioranza).
2 – L’inoltro di una petizione popolare per l’ annullamento o, in subordine, la sospensione della delibera oggetto – Art. 40, comma 2 dello Statuto Comunale – (approvata da tutti i presenti con una sola astensione).
3 – Referendum abrogativo della delibera in oggetto – Art. 38, comma 4 dello Statuto Comunale- (approvata all’unanimità dei presenti in sala).
I partecipanti si sono dati appuntamento per l’Assemblea pubblica del prossimo 26 febbraio 2010, alle ore 20,30, alla sala “Lavatoio”, convocata dall’Amministrazione Comunale di Morciano di Romagna per portare democraticamente le proprie istanze di libertà.
Cari saluti
Fabio
P.s.: che emozione tutte quelle braccia alzate!
“Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”
“Morciano in Comune”
info@morcianoincomune.it
su segnalazione di Aphler Sasso, riporto questo importante successo della democrazia diretta a Torino
Autore: Andrea Bertaglio
di Comitato Acqua Pubblica Torino
Moderata soddisfazione del Comitato – Sconfitta del Sindaco Chiamparino
Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione senza scopo di lucro del servizio idrico integrato.
La delibera, che aveva ottenuto il parere favorevole di tutte e 10 le Circoscrizioni cittadine. è passata malgrado l’ostilità dichiarata del Sindaco, che ha certamente pesato sui consiglieri di maggioranza e un loro primo tentativo di emendarla stravolgendone il testo fino a snaturarla.
La ferma opposizione del Comitato – sostenuta anche da una vivace mobilitazione popolare – e un’opera di mediazione condotta dalle consigliere Monica Cerutti-SD e MariaTeresa Silvestrini –PRC con il consigliere Lorusso del PD – hanno portato a una soluzione non ottimale ma accettabile.
I fautori della privatizzazione dell’acqua non si sono fatti mancare nulla: non solo l’astensione del Sindaco ma anche la non partecipazione al voto della minoranza e dei due consiglieri PD Enzo Lavolta e Stefano Gallo. I loro tre voti mancanti hanno così impedito di raggiungere i due terzi dei voti richiesti dalla legge per l’approvazione della delibera in prima lettura (i voti favorevoli sono stati 31 rispetto ai 34 necessari).
Si è dovuto quindi procedere a due successive e distinte votazioni a maggioranza semplice, che si sono concluse oggi 8 febbraio con l’approvazione della delibera di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 12.000 cittadini torinesi. Crediamo che non esista un precedente di così vasto coinvolgimento popolare nella politica istituzionale della Città.
riporto una valida iniziativa di partecipazione e di democrazia, programmata in Toscana, segnalatemi da Stefano M.
In cinque città toscane 150 cittadini a confronto sul governo del territorio
6 febbraio: il primo town meeting italiano sul paesaggio
“Come preservare e tutelare il paesaggio toscano?” La risposta ai cittadini
di Francesca Calonaci
Firenze Castelnuovo Berardenga, Cortona, Orbetello, Piombino e Prato sono le cinque sedi del primo town meeting italiano sul paesaggio, che si svolgerà il prossimo 6 febbraio in Toscana. In queste cinque città toscane, paesaggisticamente emblematiche per i valori rurali e urbani del loro territorio, 150 cittadini estratti a sorte in ogni comune coinvolto saranno chiamati a discutere sui caratteri più importanti di un paesaggio, quelli da proteggere o da ricostruire e su che cosa fare per preservare (o ricostruire) la qualità del paesaggio in Toscana.
Il Town meeting del prossimo 6 febbraio – diretto dal garante della comunicazione per il PIT, Massimo Morisi – sarà, per i cittadini, un momento di partecipazione diretta al governo locale attraverso la discussione per piccoli gruppi e una votazione finale. (continua…)
riporto integralmente l’appello mandato da Pino Strano per firmare le liste de La Rete dei Cittadini. Interessante l’articolo 15 citato. Molto interessante e vicino a quanto una democrazia dovrebbe essere.
Aiutateci a raccogliere le firme necessarie a presentare la RETE DEI CITTADINI alle regionali del Lazio.
gli amici di Morciano in Comune, con cui avevamo fatto “La Parola ai Cittadini” il 25 ottobre 2009, hanno presentato una lista di proposte per attuare la partecipazione e la democrazia nella nuova provincia di Rimini, direttamente al suo presidente. Le riporto qui perchè sono proposte sensate di democrazia diretta, partecipazione e trasparenza, che ognuno di noi può trascrivere integralmente e inviare al proprio presidente di provincia.
Ecco il testo completo della loro proposta: Qui in pdf: Il_Cittadino_Partecipa_lettera_vitali
OGGETTO: Il Cittadino Partecipa
Egr. Sig. Presidente,
innanzitutto volevamo esprimerLe il nostro più sincero apprezzamento e ringraziamento per aver reso oggi possibile questo momento di incontro e di reciproca conoscenza, momento, che per noi partecipanti ai Comitati “Morciano in Comune” ed al “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”, rappresenta un’altra importante e significativa tappa di quel lungo e stimolante cammino di partecipazione e condivisione intrapreso, volto a promuovere e diffondere i principi e gli strumenti della Democrazia diretta e rappresentativa fra la Cittadinanza e le sue Istituzioni.
Per fare questo abbiamo promosso e promuoviamo, ovunque ci presentiamo, la partecipazione attiva, (continua…)
riporto il comunicato stampa della nascita di RadioFura.
Radiofura. Rubrica quotidiana su sviluppo sostenibile e progettazione partecipata.
E’ in onda da gennaio 2010 Radiofura la rubrica radiofonica di Marrai a Fura sullo sviluppo sostenibile e la progettazione partecipata.
Dopo due settimane di prova, Radiofura parte ufficialmente su resetradio.net il 18 gennaio 2010, in concomitanza con la pubblicazione del nuovo sito.
All’interno della programmazione della radio web Reset Radio sono in rotazione tutti i giorni le notizie, le curiosità e gli appuntamenti di Marrai a Fura dal mondo della sostenibilità e della partecipazione.
Reset Radio è una radio che puoi ascoltare via web e trasmette solo musica Creative Commons, ovvero musica non coperta dal tradizionale copyright. Puoi sentire la musica e se vuoi puoi scaricarla gratis e legalmente sul tuo computer o lettore mp3.
A partire dal gennaio 2010 Marrai a Fura e Reset Radio zappano insieme, tutti i giorni, con 5 news sullo sviluppo sostenibile e la progettazione partecipata.
Radiofura è un progetto che nasce dal basso, basato su condivisione, partecipazione, cooperazione e sostenibilità. Senza padrini e senza padroni.
Durante la giornata 5 brevi news (una al giorno) su sviluppo sostenibile e progettazione partecipata.
Ogni giorno, dal lunedì al venerdì alle ore 9.00 / 11.00 / 13.00 / 15.00 / 19.00 / 22.00.
Radiofura parte con 5 eco-rubriche:
- Buone notizie - le good news
– Degni di nota - le notizie da associazioni, società, imprese…
– Eco sesso - l’erotismo sostenibile
– L’erba del vicino - i buoni esempi e le buone pratiche
– Evento della settimana – la segnalazione
Il sabato e la domenica tutte e 5 le rubriche in un unico blocco in rotazione casuale durante la programmazione.
Tutte le notizie si possono ascoltare online e sono scaricabili in podcast sul sito resetradio.net e marraiafura.com. (continua…)
in Finlandia se violi il codice della strada, prendi la multa, come in tutti i paesi.
Ma c’è una grossa differenza: l’importo economico da pagare varia da persona a persona. Dal 1999 la Polizia che ti ferma per un’infrazione, controlla con il cellulare collegato ad internet la tua ultima dichiarazione dei redditi, che in Finlandia sono tutti online. Dopo di che con una procedura di calcolo sofisticata, ti calcola la multa da pagare. E’ successo così che Jaako Rytsola un giovane imprenditore e editorialista, si sia visto affibiare una multa di 49250 euro. E non era un errore, ma la combinazione di andare quasi al doppio della volocità consentita e il fatto di avere un reddito molto alto.
Erkki Wuoma il consigliere del ministro degli interni finlandese dice che questa è “una tradizione nordica” e “abbiamo la tassazione progressiva e le punizioni progressive. Così più guadagni, più paghi”.
I cittadini approvano questa norma. Alcuni politici hanno provato a mitigarla proponendo un tetto all’entità delle multe, ma la proposta è stata bocciata con 29 a 200 voti contrari.
Se avessimo gli strumenti di democrazia diretta funzionanti (ossia i referendum senza quorum) potremmo almeno sognare di proporre una legge che in Finlandia fa parte della tradizione. Perchè ovviamente non possiamo aspettarci una simile legge dai nostri “rappresentanti”.
Per leggere l’articolo del Wall Street Journal (riportato sul blog stay free) del 2001 da cui ho tratto queste informazioni, vai qui:
http://www.stayfreemagazine.org/public/wsj_finland.html
che riporto qui sotto: (continua…)
l’Islanda è stata colpita pesantemente dalla crisi finanziaria. Le sue banche, private sono fallite.
Le motivazioni sono molteplici. Però ora gli stati europei e il parlamento degli eletti islandesi vogliono che siano i cittadini a rimborsare i 5,7 miliardi di euro che il fallimento della Banca online Icesave ha bruciato, con molti clienti inglesi e dei paesi bassi.
Una banca privata Icesave è fallita, i suoi clienti privati hanno perso i loro risparmi e si chiede ai cittadini Islandesi di ripagare il danno con le loro tasse.
E si ricatta l’Islanda dicendo che se non pagherà, il suo ingresso nella UE sarà molto più difficile.
Il parlamento Islandese a grande maggioranza e in tempi assai veloci, aveva approvato un legge per risarcire i danni fatti dalla banca privata, ma il presidente islandese, Olafur Ragnar Grimsson si è rifiutato di firmare la legge sul rimborso dei risparmiatori. Il presidente ha preferito ascoltare la voce dei cittadini islandesi, contrari a questo rimborso, che con una petizione avevano raccolto e consegnato 1/4 delle firme degli elettori totali.
Una serie di comitati aveva avviato la petizione per bloccare il provvedimento con lo slogan «non pagheremo noi gli errori delle banche». L’ha firmata un quarto della popolazione, 60.000 elettori.
E Grimsson non ha avuto scelta. «Il mio compito è di accertarmi che la volontà del paese sia rispettata – ha detto ieri sera -. Per questo ho deciso di presentare la nuova legge al giudizio del popolo per un referendum».
Quindi per legge, questo rifiuto del presidente islandese a una legge non amata dai cittadini, si tramuterà in un referendum. Il parlamento per ora ha deciso il testo del quesito, ma non la data. Ma la data termine è il 6 marzo 2010.
I 320.000 abitanti islandesi stanno dando un esempio di democrazia al mondo intero. Le decisioni importanti di un paese devono essere fatte consultando i cittadini, se i cittadini così vogliono. L’ultima parola nelle democrazie, spetta a loro.
Subito sono arrivate le minacce di ritorsioni:
1. l’ingresso nella UE sarà a rischio
2. le agenzie di rating S&P e Fitch hanno annunciato un declassamento del rating in caso di esito di referendum contro il rimborso.
ecco la lettura della prima parte del 10° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: Il Nuovo Statuto di Chelsea (USA)
Chelsea (USA) piccola città americana vicina a Boston, aveva una amministrazione così corrotta da essere stata commissariata dal Governo dello stato del Massachussetts. Il capitale sociale era pari a zero, i cittadini sfiduciati. Eppure in pochi mesi, grazie alla lungimiranza del commissario della città e di una esperta di tecniche partecipative, un gruppo di cittadini costruì lo statuto della città e lo mise a referendum, ottenendo la conferma da tutti i cittadini.
Lo statuto di questa città, è stato uno dei primi esempi al mondo di statuto comunale discusso, scritto ed approvato dai cittadini. Un esempio virtuoso di democrazia vera.
Questi i paragrafi letti:
Introduzione
Città virtuosa
Il negoziato
La mediazione
Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.
Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva destinazione con nome”:
cap 10 -1 democrazia dei cittadini
Oppure ascoltalo qui:
riprendo da Il Fatto, che a sua volta lo riprende da Cacaoonline, l’episodio realmente accaduto, passato alla storia come “La tregua di Natale”.
Io credo che abbia una stretta attinenza con gli esempi di democrazia diretta di cui spesso parlo.
C’era una volta a Ypres, in Belgio, una guerra. La chiamarono Prima Guerra Mondiale, perche’ poi ce ne furono altre. Era il 1914 e a pochi metri di distanza gli uni dagli altri, due battaglioni degli eserciti britannici e tedeschi si combattevano dalle loro trincee.
Immersi nel fango, sotto la pioggia, calpestando i cadaveri dei propri compagni, i soldati erano logorati da un’inutile battaglia per la conquista di una striscia di terra.
In autunno i due generali nemici, impantanati anche da un punto di vista strategico, iniziano a scambiarsi i primi favori, come quello di non sparare durante l’ora dei pasti.
Inizia la “tregua di Natale”, che ebbe il suo culmine tra il 24 e il 25 dicembre 1914: i soldati tedeschi decorano gli alberi con candele e intonano canti natalizi.
Gli inglesi rispondono coi loro canti tradizionali. Poi gli ufficiali si scambiano gli auguri a distanza. Il giorno dopo entrambi gli schieramenti depongono i fucili e si incontrano, scambiandosi addirittura doni come sigari, whisky e cioccolata.
Nei giorni seguenti la tregua si estende lungo due terzi del fronte occidentale , in alcune zone e’ poi durata fino a Capodanno.
Il giorno di Natale non fu sparato un solo colpo.
Pubblicata da Focus.it questa storia e’ vera, non ne trovate traccia nei libri di storia perche’ siamo dei baluba, ma e’ chiaramente raccontata in una canzone folk dell’artista inglese Mike Harding, dal titolo Christmas 1914: “I fucili rimasero in silenzio […] senza disturbare la notte. Parlammo, cantammo, ridemmo […] e a Natale giocammo a calcio insieme, nel fango della terra di nessuno”.
La Storia narra che la partita si interruppe quando il pallone colpi’ il filo spinato, bucandosi.
Nacque li’ il terzo tempo.