di Paolo Michelotto
riporto questa bella notizia, che Rocco Cipriano di Formigine (MO) mi ha inviato.
Ciao Paolo,
da quanto tempo non ci sentiamo!
Sono Rocco Cipriano, Attivista del MoVimento 5 Stelle di Formigine (MO).
Ti scrivo per aggiornarti sulla situazione No Quorum nel nostro Comune.
Avendo riscontrato che anche Formigine purtroppo è dotato solo di un Referendum di tipo Consultivo, ci siamo attivati, e dopo aver raccolto le firme necessarie, abbiamo presentato una nostra proposta (che allego, nel caso servisse ad altri Cittadini) di Regolamento per l’attuazione ed il funzionamento dei Referendum Comunali a Formigine.
In dettaglio i formiginesi chiedono che il nostro Comune si doti dell’Istituto del Referendum Propositivo, Abrogativo e che venga abolito il Quorum di partecipazione.
Siamo stati contattati dall’Assessore con Delega ai temi legati alla Partecipazione e dovremmo incontrarci il 7 Giugno noi Attivisti, il Cittadino Deputato Michele Dell’Orco (M5S), il Sindaco, il Presidente del Consiglio, ed il Presidente della Commissione Affari Istituzionali.
Spero che in un momento in cui i Cittadini stanno chiedendo a gran voce di poter Partecipare, ci sia una forte volontà politica delle Istituzioni affinché si passi dai facili slogan alla realizzazione di questi buoni propositi.
Ti ringrazio per averci seguito nei primi passi di questa battaglia di civiltà.
Ti terremo informato sugli sviluppi.
Un grande abbraccio.
Rocco e i ragazzi del MoVimento 5 Stelle Formigine
Qui c’è la bozza del testo del Regolamento che prevede questi strumenti in formato pdf:
FORMIGINE – Bozza_Regolamento_Referendum Versione 2.0 20072011
di Paolo Michelotto
riporto qui la bella iniziativa di Più Democrazia di Bolzano per chi vuole approfondire sul percorso democratico in Islanda.
Il Centro per la Pace del Comune di Bolzano invita tutti gli interessati al seguente evento:
COURAGIERTES ISLAND – IL CORAGGIO DELL’ISLANDA
PIU DEMOCRAZIA COME RISPOSTA ALLA CRISI?
incontro con Beat Kissling di Zurigo e in collegamento diretto la Presidente dell’Assemblea Costituente Islandese
Venerdì 31 maggio 2013
a Bolzano, dalle ore 18 alle ore 20 presso la Sala di Rappresentanza di vicolo Gumer 7
ingresso libero e gratuito
Evento organizzato in collaborazione con Iniziativa per più democrazia
Vi aspettiamo numerosi!
______________________________________________________________________________
Associazione Pax Christi Punto Pace Bolzano / Pax Christi Treffpunkt Bozen
Sede legale: piazza Gries, 18 – 39100 BOLZANO
Gestione del Centro per la Pace del Comune di Bolzano / Friedenszentrum der Gemeinde Bozen
Palazzo Altmann/ Haus Altmann: Piazza Gries – Grieser Platz 18 – 39100 Bolzano Bozen
Codice fiscale – Steuernummer: 94074690218
Tel.: 0471/402382 – Fax: 0471/404751.
website: peacebz.wordpress.com
facebook: www.facebook.com/peacebz
e-mail: centropacebz@gmail.com
di Paolo Michelotto
oggi il capogruppo dei Verdi in Cons. Com. Maurizio Previdi, mi ha confermato che nella riunione dei capigruppo di ieri sera, è stato deciso di discutere della proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare Quorum Zero, martedì prossimo 15 gennaio 2013.
Finora non mi è arrivata ancora nessuna comunicazione ufficiale, appena la riceverò la metterò online.
Intanto una buona notizia per cominciare l’anno. Probabilmente stasera o massimo domani sera, a Vicenza verrà completata la discussione iniziata ieri sull’approvazione del nuovo statuto comunale che prevede Quorum Zero.
Si prevede un voto a favore perchè anche il sindaco Achille Variati (del Partito Democratico) si è espresso a favore del principio di togliere il quorum. Sarebbe la prima grande città con quorum zero in Italia, la prima al di fuori della regione Trentino Alto Adige e la 11^ tra tutte.
Nei prossimi giorni aggiornamenti sulla votazione e sui contenuti!
di Paolo Michelotto
un ulteriore esempio di democrazia che funziona. In Finlandia, ma chissà che non diventi un esempio anche per l’Italia, anche a partire dagli enti locali. Non è ancora la democrazia diretta, ma un piccolo passo avanti, il fatto che l’agenda della discussione politica possa essere stabilita dai cittadini. In Italia, come noto, ciò non è possibile.
Un articolo apparso sul Corriere scritto da Federica Seneghini.
MILANO – Vietare l’allevamento di animali per la produzione di pellicce. Legalizzare l’eutanasia. Proibire il consumo di energy drink ai minori di 16 anni. Permettere ai ciclisti di circolare in entrambi i sensi di marcia anche sulle strade a senso unico. Sono solo alcune delle oltre 300 proposte pubblicate in appena pochi mesi sul sito «Avoin ministeriö» («Ministero aperto» – avoinministerio.fi), neonata piattaforma (attiva dall’inizio di ottobre) che, in Finlandia, permette a chiunque di pubblicare un’idea e, grazie all’aiuto di legali ed esperti (tutti volontari), di trasformarla in una proposta di legge vera e propria: servono almeno 50.000 firme di cittadini (da raccogliere entro sei mesi online o in modo tradizionale) per farla poi arrivare in Parlamento, che avrà l’obbligo di votarla.
Joonas Pekkanen Joonas Pekkanen, 34 anni, ideatore della piattaforma e fondatore della Ong omonima, usa un termine preciso per definire questo processo: «Open crowdsourced lawmaking». Tradotto: «La creazione di leggi in modalità open, utilizzando il crowdsourcing». Tutto all’insegna della democrazia diretta (elettronica) e della partecipazione. Era dicembre scorso quando il Parlamento di Helsinki ha approvato la «legge di iniziativa della cittadinanza». «La domanda che ci siamo subito fatti è stata: come far fruttare al meglio le potenzialità di questa novità?», spiega Pekkanen. La risposta passa attraverso due concetti chiave: l’utilizzo del crowdsourcing per la stesura e la realizzazione delle leggi e la possibilità di raccogliere online i voti necessari per portarle in Parlamento. Sono questi i punti di forza della piattaforma, lanciata appena due mesi dopo grazie al lavoro e all’energia di una ventina di esperti di tecnologie e programmazione (anche qui rigorosamente volontari). Il risultato? «I cittadini hanno iniziato da subito a pubblicare sul sito decine di idee di legge», continua Pekkanen, «poi a settembre l’”Autorità Nazionale per la Sicurezza nelle Comunicazioni” ci ha dato l’ok per raccogliere le firme online, grazie ad un sistema di identificazione univoco e sicuro, che passa attraverso le banche e gli operatori telefonici del Paese».
«Ministero Aperto» non è un caso isolato. Casi di leggi fatte con il concorso diretto del popolo ci sono stati anche in Brasile e nelle Filippine. In Islanda, il 21 ottobre, il Parlamento ha approvato la prima costituzione in crowdsourcing. In Italia le leggi di iniziativa popolare non sono certamente una novità – le prevede l’articolo 71 della Costituzione – ma «le istituzioni non le hanno mai considerate seriamente», spiega Cristian Vaccari, docente di Comunicazione politica dell’Università di Bologna e autore del libro «La Politica online», di recente pubblicato dal Mulino. «Lo ha dimostrato per esempio Beppe Grillo, che nel 2007 si presentò a Palazzo Madama per consegnare il plico di sottoscrizioni raccolte su tre disegni di legge, mai discussi in Parlamento».

A Helsinki per arrivare fin qui è bastato appena un anno di lavoro, durante il quale Ong e governo hanno collaborato gomito a gomito. Se da un lato non sorprende che tutto questo capiti in Finlandia, Paese che ha fatto di Internet un diritto per tutti i cittadini e dove il «digital divide» è praticamente assente (con oltre l’86% dei finlandesi che usa abitualmente il web, ben sopra la media europea del 69%), nascondersi dietro la scusa del gap tecnologico non serve. «In Italia sei cittadini su dieci dispongono ormai di un collegamento alla rete e diversi episodi più o meno recenti dimostrano che gli italiani sarebbero altrettanto propensi a processi di partecipazione online di questo tipo», riprende Vaccari. «Il vero problema sta invece nella chiusura e nell’atteggiamento di diffidenza di gran parte della classe dirigente e dei nostri canali istituzionali verso Internet, spesso per paura di perdere il controllo dei processi e di cederlo ai cittadini-utenti».
Il colore politico non c’entra. «Destra o sinistra non contano», taglia corto Pekkanen. «Il nostro obiettivo è stimolare la partecipazione attiva della società civile alla vita del Paese. Siamo convinti che il web offra in questo senso potenzialità enormi, anche se è importante che la discussione non avvenga solo online, ma si dovrebbe avere ogni tanto l’opportunità di incontrarsi anche di persona». Una posizione condivisa e appoggiata dal governo. «Stiamo sviluppando una piattaforma simile a “Avoin ministeriö” oltre ad altri progetti di democrazia diretta», conferma Teemu Ropponen, funzionario del ministero della Giustizia finlandese. Qualche esempio? «Una legge di iniziativa popolare su base comunale e il portale lausuntopalvelu.fi, attraverso il quale i cittadini possono commentare online i disegni di legge che vengono discussi in Parlamento». «La rete dovrebbe essere lo strumento che tutte le parti politiche dovrebbero impiegare per governare e per comunicare meglio con i cittadini», conclude Vaccari. «E vista la diffusa mancanza di fiducia nelle istituzioni, strumenti di questo tipo potrebbero essere il mezzo più adatto per recuperarne almeno un po’».
Federica Seneghini
di Paolo Michelotto
martedì scorso 20/11/12 i capigruppo dei partiti presenti nel Consiglio Comunale di Rovereto si sono riuniti nella consueta Conferenza dei Capigruppo con la presenza anche del Segretario Comunale.
Hanno discusso anche la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare Quorum Zero e Più Democrazia che avevamo depositato il 18 Giugno 2012. Su forte sollecitazione di Mauro Previdi, capogruppo dei Verdi, hanno deciso di proporre innanzitutto un incontro pubblico informativo rivolto a tutti i Consiglieri Comunali e a tutti i cittadini, organizzato per il mercoledì 5 dicembre ore 20,30 presso l’Urban Center sul tema quorum zero. Sarà un incontro moderato dal Presidente del Consiglio Comunale e tutti i presenti potranno fare domande ed ottenere risposte.
Il capogruppo PD Fabrizio Gerola, si è incaricato di trovare un esperto che porti le ragioni per sostenere la presenza del quorum nei referendum, mentre io spiegherò le ragioni per toglierlo e per accorpare le date dei referendum comunali alle votazioni nazionali ed europee.
Questo incontro sarà poi seguito, in una data da fissare, dalla discussione in Consiglio Comunale dello stesso argomento.
L’incontro è aperto a tutti e tutti i cittadini che hanno a cuore la democrazia sono invitati a partecipare.
Nel frattempo a Lagundo (BZ) comune di 4800 abitanti, vicino a Merano, a poco più di 100 km da noi, il 3 ottobre 2012 hanno tolto il quorum dai referendum comunali con voto all’unanimità di tutti i consiglieri comunali.
Ecco l’articolo apparso il 5 ottobre 2012 sul quotidiano Alto Adige
Referendum, a Lagundo fissato il quorum zero
LAGUNDO – Nuove regole nel Comune di Lagundo per la indizione e il verdetto dei referendum popolari sul territorio, varate l’altra sera dal consiglio comunale. Per indire una consultazione popolare sarà necessario che i promotori raccolgano le firme di almeno il 10% degli elettori del Comune. Poi, una volta ottenuto parere di ammissibilità favorevole da parte dell’apposita commissione, l’esito del referendum non sarà inficiato dalla soglia del quorum, fissata a… zero: ovvero qualsiasi sarà l’esito del voto, varrà il parere della maggioranza degli elettori. In sostanza il Comune di Lagundo applica il cosidetto quorum zero, ovvero non sarà necessario che al voto partecipi una soglia minima di elettori, scelta che ha trovato concordi tutti i consiglieri. L’unanimità di intenti invece non c’è stata quando si è trattato di parlare della composizione delle future giunte comunali. Confermando la spaccatura evidenziata dalla commissione nominata proprio per proporre le modifiche allo statuto, il consiglio si è diviso sul numero dei futuri assessori. Alla fine ha prevalso la tesi Svp, ovvero il mantenimento dell’attuale composizione, sei assessori oltre al sindaco, niente “tagli”. (rog)
Lagundo (BZ) si aggiunge a questa lista di comuni che hanno già tolto il quorum dai referendum comunali. Notare il nostro comune confinante Villa Lagarina dove è stato tolto il quorum nel 2009.
A Cortaccia (BZ) dal 2009 il quorum è 15%
A S. Candido (BZ) dal 2010 il quorum è 15%
A Verano (BZ) dal 2005 il quorum è 0%
A Ortisei (BZ) dal 2006 il quorum è 0%
A La Val (BZ) dal 2006 il quorum è 0%
A Fiè (BZ) dal 2006 il quorum è 0%
A Villa Lagarina (TN) dalla fine 2009 il quorum è 0%
A Lana (BZ) dal 2010 il quorum è 0%
A Varna (BZ) dal 2010 il quorum è 0%
A Dobbiaco (BZ) dal 2010 il quorum è 0%
A Terento (BZ) dal 2010 il quorum è 0%
Inoltre coincidenza vuole che molto probabilmente una analoga iniziativa popolare per togliere il quorum venga discussa in Consiglio Comunale di Trento il 4 Dicembre 2012.
Mentre in provincia è già iniziata la discussione della analoga iniziativa di legge popolare Più Democrazia in Trentino già il 6 settembre 2012
Quando riusciremo a discutere dello stesso argomento in Consiglio Comunale a Rovereto?
di Paolo Michelotto
grande iniziativa dei cittadini di Desenzano. E ancora una volta una dimostrazione della inadeguatezza degli strumenti di democrazia diretta in Italia. Infatti a Desenzano, pur avendo superato le 2350 firme necessarie per attivare il referendum consultivo (consultivo significa che il consiglio comunale può anche votare in senso contrario – e quindi non ha nessun valore vincolante), e oltre al fatto di avere il quorum del 50%, i cittadini di Desenzano in base al regolamento devono ancora aspettare che il consiglio comunale faccia la delibera per attuare il referendum.
Situazione macchinosa e difficile per la democrazia. Ma a Desenzano non si sono persi d’animo. Hanno raccolto le firme, le hanno depositate, aspettano di avere il via libera per il referendum consultivo con quorum 50% e poi daranno battaglia per il voto.
Coraggiosi, tenaci, un esempio da imitare da tutti noi. Curioso che a Desenzano il PD appoggi i referendum contro il governo di centro destra, mentre a Trento ad utilizzarli sia la Lega contro il governo del centrosinistra. Quando sono all’opposizione i partiti si sentono molto più vicini ai cittadini, tanto da usare gli strumenti a loro riservati. Che sia il caso di tenere tutti i partiti all’opposizione?
Ecco i fatti raccontati da Brescia Today
Desenzano verso il referendum: 2350 firme contro le Tassere e le Grezze
L’ultima parola spetta al Consiglio Comunale, dopo la validazione e la certificazione delle firme raccolte dal Comitato promotore. “I desenzanesi sono stanchi dell’edilizia selvaggia, sono stanchi delle seconde case!”
di Alessandro Gatta 07/01/2012
Il primo quorum delle 2100 firme è stato raggiunto e superato, ora si aspetta la decisione del Consiglio Comunale. A Desenzano del Garda cresce la febbre del referendum, quesito popolare in cui si chiederà alla cittadinanza un significativo parere sui due Piani integrati contestati, quello delle Tassere e quello delle Grezze. Il comitato promotore, composto tra gli altri da Legambiente, Pd, Sel, Idv, Giovani Democratici, Desenzano in Movimento, Desenzano Resiste, Salviamo la Spiaggia Feltrinelli, Parco Colline Moreniche e Pro Referendum, ha consegnato le 2350 firme utili per il prossimo passaggio, la validazione e la certificazione prima del dibattito in Consiglio.
“C’è stata grande soddisfazione nel comitato promotore – racconta a BresciaToday il coordinatore Rodolfo Bertoni – per un obiettivo più che superato, oltre alla grande soddisfazione da parte dei cittadini che si sono battuti per questo referendum. Purtroppo non c’è niente di scontato, e dovremo aspettare il primo Consiglio Comunale utile, a febbraio o a marzo. A mio parere personale si tratta di un atto dovuto, di fronte a una raccolta di firme come questa il Consiglio dovrebbe dare l’assenso senza pensarci due volte”.
La delibera non è assicurata, sarà battaglia all’ultimo voto. Ma c’è ottimismo tra i promotori, c’è ottimismo tra gli stessi consiglieri firmatari. “I cittadini non ne possono più! – continua Bertoni – La forte volontà della popolazione è più che evidente, e a tutti. I desenzanesi da tempo sono stanchi di questa nuova edificazione selvaggia, stanchi di seconde case dappertutto, anche in campagna. Non sarà un’impresa facile, anche i referendum comunali prevedono il quorum del 50% più uno, serviranno 10mila e 500 voti. Ma siamo convinti che i cittadini si faranno valere”.“
di Paolo Michelotto
due ottime notizie di fine anno dai due estremi dell’Italia:
1 – In Valle D’Aosta l’associazione Valle Virtuosa ha consegnato quasi 8000 firme per una iniziativa di legge popolare con referendum propositivo per impedire la costruzione di inceneritori nella vallata. Questo il quesito.
La legge della Regione Valle D’Aosta sulle iniziative popolari e i referendum
Questo strumento prevede che la proposta di legge sia presentata nel Consiglio Regionale, se essa non viene approvata nei tempi stabiliti, viene trasformata in referendum propositivo. Ed è ciò che succederà probabilmente, visto che i rappresentanti di solito sono a favore degli inceneritori per le ovvie pressioni economiche. Quindi probabilmente in ottobre i Valdostani andranno a referendum su questo tema. C’è il quorum del 45% da superare, ma i promotori sono fiduciosi.
cito l’ANSA:
(ANSA) – AOSTA, 29 DIC – Sono state depositate nel primo pomeriggio di oggi alla Presidenza del Consiglio regionale 7.748 firme autenticate contro il Pirogassificatore. Si avvia cosi’ referendario riguardante la proposta di iniziativa popolare in materia di nuove disposizioni per la gestione dei rifiuti, con particolare riguardo agli impianti di trattamento a caldo. La raccolta firme, che ha coinvolto circa 100 volontari in 43 banchetti, si e’ svolta dal 9 ottobre al 15 dicembre. La Segreteria generale del Consiglio Valle ha ora 20 giorni di tempo per la verifica delle firme. Poi iniziera’ l’iter legislativo in Consiglio. Il referendum potrebbe svolgersi tra ottobre e novembre del prossimo anno. (ANSA).
2. in Puglia nel Comune di Sant’Agata di Puglia (FG), la lista civica Progetto Sant’Agata e IDV hanno presentato la campagna referendaria “Io non delego, decido” per organizzare il referendum consultivo sulla centrale a Biomasse
Qui l’indirizzo dell’evento su FB
Due interessanti esempi che gli italiani vogliono poter avere maggiore voce nelle scelte pubbliche ed usano strumenti imperfetti (il ref. propositivo con quorum del 45% in Valle d’Aosta e il referendum consultivo non vincolante a Sant’Agata).
Esempi virtuosi per tutti noi!
di Paolo Michelotto
in questo giorni in varie città della Sardegna si stanno raccogliendo firme per promuovere 10 referendum regionali.
È un fatto molto interessante, che potrebbe essere d’esempio anche in altre parti d’Italia, iniziato da 500 amministratori dei comuni sardi che chiedono di abolire le provincie, di eleggere il presidente della Regione direttamente e dopo le primarie e di abbassare il numero dei consiglieri regionali a 50 e il loro stipendio e di creare una assemblea costituente per riscrivere lo Statuto della Regione. Ecco il link della loro pagina su FB:
http://www.facebook.com/movimentoreferendariosardo?sk=info
Questi i quesiti referendari:
500 tra Sindaci e amministratori comunali di tutta la Sardegna promuovono il Movimento Referendario Sardo che, trasversalmente ai partiti, punta a realizzare un complessivo progetto di modernizzazione della Sardegna.
Una novità vera per la politica sarda, tutta schierata “dalla parte del cittadino”.
10 referendum per cambiare la Sardegna.
ABROGAZIONE DELLE PROVINCE.
Quesito 1, 2, 3, 4 (abrogativi delle nuove quattro province: sono necessari quattro quesiti, in quanto sono quattro le leggi regionali che – con il loro combinato disposto- determinano l’istituzione e il funzionamento delle quattro nuove province sarde). Quesito 5, consultivo, per l’abrogazione delle altre quattro province sarde.
ABROGAZIONE della legge che determina staus e indennità dei CONSIGLIERI REGIONALI.
Quesito 6. Referendum abrogativo.
RIDUZIONE a 50 del NUMERO dei CONSIGLIERI REGIONALI.
Quesito 7. Referendum consultivo.
ABOLIZIONE dei CONSIGLI di AMMINISTRAZIONE degli Enti Regionali.
Quesito 8. Referendum consultivo.
ELEZIONI DIRETTA del Presidente della Regione, previa scelta dei candidati attraverso le primarie.
Quesito 9. Referendum consultivo.
ASSEMBLEA COSTITUENTE per riscrivere lo Statuto della Sardegna.
Quesito 10. Referendum Consultivo.
di Paolo Michelotto
il 27 Novembre 2011 nel lander del Baden-Württemberg si è tenuto un importante referendum per decidere se realizzare oppure no il progetto Stuttgart 21. Un megaprogetto riguardante la costruzione di una nuova stazione ferroviaria che prevedeva anche l’alta velocità, che aveva suscitato dubbi, perplessità, sostegno e opposizione. Invece di fermarsi alle sole proteste, i cittadini hanno fatto uso dello strumento del referendum. E l’esito è stato che i cittadini del Laender vogliono a grande maggioranza che questo progetto venga realizzato. Questo ha messo in evidenza alcune cose interessanti:
1. la democrazia diretta non si presta facilmente a considerazioni partitiche. Gli iniziatori del referendum (vicini al partito Verde) avevano i sondaggi a favore, ma la maggioranza dei votanti ha detto che si deve procedere. E i promotori del referendum hanno comunque accettato democraticamente l’esito.
2. il presidente del Laender ha detto chiaramente che si deve togliere il quorum dallo strumento referendario. Un ulteriore passo verso una migliore democrazia nel mondo…
3. con un referendum realizzato con trasparenza e chiarezza, si possono prendere decisioni importanti anche del valore di miliardi di euro. E una volta prese le decisioni con maggioranza democratica, esse possono venire attuate più speditamente.
Ecco l’immagine con la scheda del referendum:
Questa l’immagine di ringraziamento post – voto del comitato a favore del progetto e quindi del voto NO
Questo è un interessante video di EuroNews prima del voto:
e questo di alcune settimane fa:
E questo un articolo de L’unità
In Germania nel referendum sulla Tav a sorpresa hanno vinto i favorevoli all’alta velocità. A Stoccarda verrà realizzato il progetto contestato dagli ambientalisti.
In Germania nel referendum sulla Tav hanno vinto i favorevoli all’alta velocità. Gli elettori del Baden-Württemberg che oggi si sono recati alle urne per il primo referendum della storia della regione, dovevano rispondere con un Sì, o con un No, al quesito se il governo potesse avvalersi del diritto di recesso per lo scioglimento degli accordi contrattuali con gli obblighi finanziari del Paese riguardo al progetto ferroviario “Stuttgart 21”.
A sorpresa hanno vinto i No, il che significa che il nodo ferroviario di Stoccarda verrà realizzato secondo il progetto tanto contestato dagli ambientalisti. “Stuttgart 21”, come la Tav in Valsusa, è parte integrante delle infrastrutture sull’alta velocità incentivate dall’UE. Secondo gli ideatori, si tratta di uno degli snodi irrinunciabili per la futura mobilità della linea Budapest-Parigi e la modernizzazione dell’intera rete ferroviaria europea. Il progetto, mai stato accettato dai movimenti ecologisti, per anni ha finito col condizionare l’intera agenda politica della capitale industriale della Germania. Tanto che l’ultima tornata elettorale della scorsa primavera, vide i Verdi, convinti oppositori dell’alta velocità e animatori del movimento contrario a “Stuttgart 21”, trionfare su tutte le altre forze politiche.
Un risultato che permise alla sinistra di destituire la CDU che aveva governato la regione ininterrottamente dal 1948. Subito dopo le elezioni, SPD e Grünen, partner di governo, ma con posizioni antitetiche sull’alta velocità, arrivarono alla soluzione di un referendum popolare che permettesse ai cittadini di esprimersi sull’opera e alle segreterie dei due partiti di evitare scontri che avrebbero potuto mettere a rischio la tenuta del governo regionale. Durante la campagna referendaria, a parte i Grünen naturalmente, i partiti hanno fatto di tutto per tenere sottotono la consultazione e vanificare il risultato con l’astensionismo. Ora, alla luce dei risultati, con i favorevoli alla costruzione dell’opera poco sotto il 60 percento, si può dire che evidentemente nessuno aveva chiaro il quadro della situazione.
La CDU, e ancora meno l’SPD, hanno evitato di esporsi in una battaglia che ritenevano troppo rischiosa. Il movimento SìTav, forse convinto di andare incontro ad una sconfitta, solo alla fine ha cercato di utilizzare simboli e valori del movimento ecologista nel tentativo di creare una breccia nei sentimenti ambientalisti degli indecisi. E così, i favorevoli alla Tav hanno tappezzato le città di manifesti che eleggevano i sostenitori dell’alta velocità a campioni dell’ecologismo: “Più parchi e meno binari”, il loro slogan più riuscito. A sostegno della necessità dell’opera hanno portato anche il fatto che, secondo i progettisti di “Stuttgart 21”, gli attuali 17 binari della stazione di Stoccarda, diventeranno 8 e verranno interrati in maniera tale che la superficie del centro di Stoccarda sarà ampliata di 20 ettari che saranno usati, una parte, per creare nuovi spazi verdi, che ingrandiranno notevolmente il parco cittadino dello Schlosspark e, l’altra, per la realizzazione di unità abitative per 11.000 persone.
“Ora, ci atterremo all’esito del referendum”, è stato il commento di Winfried Kretschmann, presidente del ricco Land del Sud della Germania. Indipendentemente dal risultato, il confronto, anche aspro, per il progetto ferroviario “è comunque stato un grande successo, perché in futuro non sarà più possibile far passare grandi opere senza il diretto coinvolgimento dei cittadini. Il prossimo passo per una democrazia compiuta –ha aggiunto Kretschmann- dovrebbe essere la completa abolizione del quorum, affinché l’astensionismo non venga più usato strumentalmente al fine di invalidare i risultati delle consultazioni referendarie”.
di Paolo Michelotto
il 27 ottobre 2011 a Morciano (RN), Hossein Fayaz, ha chiesto l’introduzione dei referendum propositivi e la realizzazione del Regolamento dei Referendum e l’introduzione della Revoca degli Eletti.
Pilatesca, ridicola, falsa, ma scontata la risposta del sindaco Battazza: “…finora non esiste nell’ordinamento italiano. Per inserirla, occorre avviare una campagna di carattere nazionale. Lo devono decidere in Parlamento.”
Ecco il resoconto di Hossein e un paio di articoli dei giornali locali mandati da Fabio Bartolini. Nel Corriere di Rimini, arrivano a definire la revoca: “teorizzazioni dei grillini piemontesi”. Alla faccia della competenza e dell’obiettività che dovrebbero avere i giornalisti.
Cara amica/caro amico,
Buon giorno. In allegato e di seguito, invio il mio intervento al Consiglio comunale aperto di ieri sera giovedì 27 ottobre 2011, presso la sala (continua…)
di Paolo Michelotto
giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente l’introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E’ la prima volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del Comitato per la difesa dei diritti del cittadino. Non credo proprio che la giunta comunale e il consiglio comunale, approveranno la proposta, ma da qualche parte bisognava iniziare. Anche negli Stati Uniti dove questo strumento esiste in moltissime città, alla fine del 1800 si è cominciato a considerarlo, poi a discuterlo, poi a proporlo ed infine è entrato nella mente e nei cuori dei cittadini e anche dentro alle istituzioni. Nel gennaio 2011, grazie a Davide Bono, consigliere regione piemonte del M5S era stata fatta la prima mozione in assoluto in Italia su questo argomento in qualsiasi istituzione. Giovedì 27 ottobre 2011, si entra per la prima volta in un comune con una identica proposta. Sono sicuro che molte altre città seguiranno; chi sarà la seconda? Il primo passo che dobbiamo fare noi cittadini è quello di informarci. Ad esempio leggendo il capitolo sulla revoca del libro “Democrazia dei Cittadini” scaricabile gratuitamente qui: http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37
Nei prossimi giorni inserirò il video della serata. Purtroppo gli amici di Morciano in Comune non possono realizzare la diretta video in streaming per esplicito volere degli amministratori.
Questo il modulo che i cittadini hanno riempito per poter fare una proposta (lo metto come esempio, magari da riprodurre più amichevolmente):
Modulo istanza consiglio comunale aperto
Un grande in bocca al lupo ad Hossein, che ha mostrato un esempio da seguire da tutti noi!
Ecco la lettera inviata da Hossein:
Cara amica/Caro amico,
Buon giorno. Augurandomi di fare una cosa gradita, in allegato invio il nostro Comunicato Stampa dal titolo: “Perché chiediamo più democrazia nel nostro Comune?”, riguardo al Consiglio comunale aperto ai cittadini di giovedì sera, 27 ottobre, alle ore 20:30, presso la sala consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.
Con la preghiera di divulgazione.
Grazie e Cordiali Saluti.
Hossein Fayaz
“Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”.
Perché chiediamo più democrazia nel nostro Comune?
È stato accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di una maggiore democrazia e partecipazione dei cittadini è sinonimo di maggiore prosperità, benessere, coesione sociale e felicità degli abitanti. Per questa ragione nel Consiglio comunale aperto convocato per giovedì sera 27 ottobre, alle ore 20:30, in Municipio, proponiamo che vengono inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia Diretta” nello Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il Referendum Propositivo; secondo, l’Elezione di Revoca del mandato dell’eletto per la giusta causa. (continua…)
di Paolo Michelotto
a Napoli forse sta per iniziare un esperimento di democrazia che potrebbe cambiare l’Italia. Si sta seriamente, pare, procedendo a iniziare a un processo molto esteso di consultazione su ben 16 tematiche diverse. Si stanno costituendo 16 consulte, a cui si possono iscrivere senza limiti i cittadini napoletani. E già ci sono gli elenchi online dei cittadini iscritti. Centinaia, probabilmente tutti insieme qualche migliaia.
Queste le 16 consulte:
- Promozione della pace e cooperazione internazionale
- Ambiente, Rifiuti, Tutela della salute
- Politiche Sociali e immigrazione
- Politica della casa
- Cultura, Turismo, Spettacoli
- Forum delle culture
- Mobilità e Infrastrutture
- Territorio e Urbanistica
- Beni comuni
- Lavoro, Commercio, Artigianato
- Beni Confiscati e Trasparenza
- Diritto all’istruzione
- Bilancio Partecipato
- Sport
- Politiche Giovanili e Pari opportunità
- Patrimonio Comune
Le consulte si autoregolamenteranno. Le loro proposte dovranno essere vagliate dalla giunta. Insomma l’inizio è ottimo, i propositi descritti dall’assessore al Bene Comune sono pieni di speranza. Non è ancora democrazia diretta, ma se questo processo funzionerà, non tarderanno ad emergere richeste di strumenti di democrazia diretta funzionanti, che non prevedano ad esempio il quorum. Se questo percorso funzionerà in una città così popolosa e piena di problemi come Napoli, allora la storia dell’Italia potrebbe cambiare. In meglio. Napoli potrebbe trascinare il resto d’Italia in una nuova fase, quella dove la voce dei cittadini conta davvero.
di Paolo Michelotto
il Movimento 5 Stelle di Formigine (MO) ha iniziato la raccolta firme per la iniziativa popolare che chiede di togliere il quorum dai referendum comunali. Rocco Cipriano, uno dei promotori, mi ha inviato il modulo ultilizzato. Lo pubblico qui, perchè magari può essere di esempio per altri comuni. Ovviamente deve essere riscritto in base allo statuto comunale e il regolamento che ogni città ha. E come consiglia Rocco, può essere utile una visita all’URP locale per sentire i loro commenti. Inoltre per esempio a Rovereto le firme devono essere autenticate (che fortuna, eh!) e quindi ci deve essere uno spazio sul fondo del foglio riservato ai dati degli autenticatori.
FORMIGINE MODULO RACCOLTA FIRME iniziativa No Quorum_pdf
A Carpi (MO) il Movimento 5 Stelle – Rifondazione Comunista, che hanno un consigliere in comune, Lorenzo Paluan, hanno presentato una mozione per togliere il quorum dai referendum, che è stata bocciata dal consiglio con PD e PDL uniti e d’accordo. Qui il testo presentato, condiviso gentilmente da Lorenzo.
Ecco qui il testo di Lorenzo dove descrive il consiglio comunale del 13 ottobre in cui è stata bocciata la sua mozione. Io gli suggerisco di ripresentare L’IDENTICA proposta come iniziativa popolare con l’appoggio dei cittadini.
Ieri sera PD e PDL hanno bocciato l’odg presentato da Carpi 5 Stelle e Rifondazione che chiedeva l’abolizione del quorum sui referendum comunali.
Ricordo per inciso che il referendum comunale per il nostro Statuto è solo consultivo e richiede un numero di firme pari al 4% dell’elettorato (cioè in proporzione quasi il quadruplo delle firme necessarie per un referendum nazionale).
Noi avevamo colto mesi fa, nelle parole dell’Assessore Bellelli (che ha la delega alla partecipazione, ieri sera assente in aula), la disponibilità a valutare la questione e il segretario Dalle Ave durante il dibattito ha ricordato che sul tema il PD si interroga “da più di un anno”: (continua…)
di Paolo Michelotto
su Capannori (LU) nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli giornalistici, di cui uno parlava di democrazia diretta, che riporto alla fine di questo post.
Il titolista forse ha leggermente calcato la mano nel descrivere questo processo come democrazia diretta, però certo è un esperimento di superamento del normale modello rappresentativo con una interessante novità. Quella del sorteggio. In Italia poche volte si è creata una assemblea di cittadini con poteri così forti, tramite estrazione a sorte. Mentre nei paesi anglosassoni, le esperienze cominciano ad essere varie e significative, nel nostro paese questa è ancora una rarità.
Cosa sta succedendo a Capannori? Si sta facendo un bilancio socio-partecipativo (come lo chiamano loro), in cui gli 80 cittadini partecipanti sono stati estratti a sorte dalle liste elettorali in modo che rispecchino demograficamente la composizione della società.
Questi 80 cittadini discuteranno di progetti da realizzare con 400.000 euro. Forse questa è la debolezza di tutto il processo. Perchè poi nel percorso è stato stabilito che gli 80 si dividano in 4 parti corrispondenti alle 4 circoscrizioni ed ugnuna studi le sue proposte, da effettuarsi quindi con 100.000 euro a testa.
Un po’ pochino su una popolazione di 46.000 abitanti. Il bilancio 2011 del comune, risulta infatti di 89 milioni di euro. La somma di 400.000 euro che sarà discussa in questo processo partecipativo, significa che lo 0,45% del Bilancio Comunale verrà deciso dai cittadini e il 99,55% dai rappresentanti.
Tutto da gettare quindi? No. Anzi, il processo “Dire, fare, partecipare” sembra studiato molto bene.
Lo si può vedere qui (documenti, progetto, foto e risultati):
http://www.comune.capannori.lu.it/node/9066
Ed è solo un inizio. Magari tutti i comuni in Italia avessero di queste iniziative. Molti gruppi di cittadini hanno tentato di realizzare qualcosa di simile, senza soldi in gioco. Qui dove una piccola somma c’è, potrebbe diffondere voglia di maggiore democrazia e chissà che nei prossimi anni non fioriscano richieste in questo senso. Per cui studiamolo, capiamolo, duplichiamolo e miglioriamolo. In tutta Italia.
articolo apparso su Il Fatto Quotidiano (continua…)
di Paolo Michelotto
Roberto Brambilla che tra le molte cose è anche consigliere comunale a Concorezzo (MB) per una lista civica, mi ha mandato il testo e il volantino esplicativo di tre petizioni che hanno iniziato da poco nel loro comune.
Due riguardano il PGT, la terza chiede che vengano introdotti e rgolamentati i referendum propositivi, abrogativi e venga tolto il quorum. Ecco il testo di questa terza richiesta:
Egregio signor Sindaco di Concorezzo,
chiedo di prendere al più presto tutti i provvedimenti necessari (es. regolamento dei referendum e modifica dello statuto del comune) per dare ai cittadini la possibilità di decidere sul futuro della propria comunità con strumenti quali il referendum consultivo previsto dallo statuto comunale (art. 47 capo V), il referendum abrogativo, il referendum propositivo. Chiedo inoltre che il quorum sia azzerato.
E questo il testo del volantino intero:
Firma le tre petizioni
1) Per evitare la cementificazione di Concorezzo
2) Per tutelare meglio il poco verde rimasto attorno al paese
3) Per dare più potere ai cittadini con la democrazia diretta
Stiamo raccogliendo le firme per tre petizioni al Sindaco di Concorezzo.
La prima petizione è per chiedere che la grande tangenziale – che parte dalla rotonda del nuovo spaccio di Frette e gira intorno alla vecchia dogana per connettersi con la strada per Oreno (non era prevista nel programma della maggioranza) – venga tolta dal Piano di Governo del Territorio.
Questa tangenziale asfalta 30.000 mq. e pone le premesse per una perdita di terreno agricolo pari a 87.500 mq nelle adiacenze di via Remo Brambilla + 96.000mq in via Piave; per non parlare di Via Kennedy dove si devastano altri 87.500 mq. Il tutto è pari alla bellezza di circa 45 campi di calcio!
Le nuove edificazioni previste da questo PGT portano 1800 nuovi abitanti aggravando lo squilibrio territoriale e ambientale già fortissimo a ciò si aggiungono altri 2 o 3 mila abitanti a causa delle nuove aree che vengono “accerchiate” dalla tangenziale. Chi paga la manutenzione futura di quella strada dopo che sarà costruita con i soldi dei cittadini e che serve a pochi privati? Perché non fare una rotatoria al semaforo della Pagani? Perché continuiamo a fare cassa svendendo il territorio? E quando il territorio finirà?
Non sarebbe meglio parlare direttamente alla cittadinanza dei problemi economici del comune e come far fronte ad essi senza continuare a cementificare il territorio ovvero le “radici” del nostro paese? Vogliamo che Concorezzo resti simile ad un paese o vogliamo che si saldi ai paesi confinanti?
La seconda petizione è per chiedere la tutela del territorio agricolo che sta intorno a Concorezzo estendendo il Parco della Cavallera. I vincoli che prevede l’attuale amministrazione sono assolutamente modificabili: in sostanza non danno alcuna garanzia di preservare il poco verde rimasto. Il Parco é l’unica speranza di poter ancora trovare dei luoghi piacevoli a portata di piede o di bici. Se avete terreno agricolo e lo date ai terzisti contattateci per dar vita ad un progetto coordinato che vi renderà di più…
La terza petizione serve per chiedere che a Concorezzo si introducano gli strumenti necessari per dare più potere ai cittadini grazie a referendum comunali abrogativi e propositivi (un solo esempio: se li avessimo avuti l’Acqua World sarebbe rimasto sulla carta… Vogliamo inoltre abbassare il quorum a zero per non ammazzare la democrazia. Chiediamo inoltre il regolamento per i referendum che Concorezzo aspetta da 10 anni!
Firmate al banchetto!! I cittadini che volessero dare una mano si mettano in contatto con il numero 039 988 10 21 o scrivano a info@listacivicaconcorezzo.org . Chiedeteci i moduli per raccoglierle voi stessi tra i vostri familiari o scaricateli da www.listacivicaconcorezzo.org
Altre date per poter firmare: Il 25 settembre alla festa della Lista civica in Cortenuova (via Libertà 136/F) : biciclettata, focacce bio, spettacoli, musica, giochi! Martedì 27 settembre al mercato.
Cari cittadini non delegate la gestione del territorio! Ne va del nostro futuro!
Il territorio cementificato è perso per sempre!
www.listacivicaconcorezzo.org
www.retecivicaitaliana.it
Questi i file in formato .doc per poterli modificare ed usare anche nella propria città:
2011-09 Moduli per la raccolta di firme sul PGT e Dem Dir 20 luglio 2011
2011-10 Volantino per promuovere la raccolta di firme per le 3 petizioni 2 set
di Paolo Michelotto
ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione “Io pago, io decido”.
Ecco le motivazioni:
Le risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità. Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale di Biella ad attivare lo strumento del bilancio partecipativo, così da permettere a noi cittadini di indicare le problematiche e le priorità economiche per la Città. L’attuale crisi finanziaria – e l’indebitamento del Comune di Biella di oltre 64 milioni di euro – è un’opportunità per introdurre innovativi strumenti di democrazia diretta, destinati a diventare il futuro della vita civica e già utilizzati nel presente da numerosi comuni italiani.
Se i cittadini possono sviluppare un bilancio partecipativo e dei referendum propositivi senza quorum (per evitare l’uso tattico del non voto) la partecipazione alla vita politica cittadina aumenta e ne guadagna l’intera comunità. In questo modo la cittadinanza diventa protagonista e può dettare l’agenda politica senza essere chiamata in causa solamente una volta ogni 5 anni durante le elezioni. Dando a noi cittadini maggiore responsabilità, il bilancio partecipativo e i referendum senza quorum ci aiutano anche a comportarci più responsabilmente.
Ecco quindi in breve quanto chiediamo con la petizione “io pago io decido”:
1. BILANCIO PARTECIPATIVO (io pago, io decido)
2. REFERENDUM PROPOSITIVI (proposte, non proteste)
3. TOGLIERE IL QUORUM (chi partecipa decide)
Qui il sito di riferimento:
http://www.iopagoiodecido.it/2011/09/10/perche-la-petizione-io-pago-io-decido/
Qui il documento completo della petizione (come esempio da relìplicare anche nelle nostre città):
di Paolo Michelotto
l’amico Giacomo Consalez, ha scritto una lettera al nuovo sindaco di Milano Pisapia, chiedendo che introduca all’interno dello statuto comunale migliori e soprattutto efficaci strumenti di democrazia diretta. E’ una lettera interessante, che potrebbe, opportunamente modificata, essere un esempio per cittadini di tutta Italia per effettuare la stessa richiesta al proprio sindaco.
La Carta Europea delle autonomie locali, emanata nel 1985, stabilisce che gli stati membri debbano sostenere il progressivo sviluppo di forme di autogoverno, termine che quel testo definisce da un lato come un trasferimento di parte delle funzioni di potere dai governi centrali ai governi locali, dall’altro come un’assunzione di responsabilità da parte dei cittadini, ai quali si aprono spazi crescenti di partecipazione attiva alle decisioni assunte dagli enti locali.
A seguito della sua entrata in vigore, il parlamento italiano ha dovuto, con somma riluttanza, recepire almeno formalmente alcune indicazioni della Carta Europea, promulgando inizialmente la legge 8 giugno 1990, n. 142, denominata «Ordinamento delle autonomie locali», quindi la Legge 3 agosto 1999, n. 265, denominata «Più autonomia per gli enti locali». Infine il governo Amato ha adottato il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 «Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali»
Questo quadro giuridico prevede che, a partire dal 1990, i Comuni siano dotati di uno statuto, che costituisce nei fatti una sorta di costituzione dell’ente locale. Per la normativa vigente in Italia, la formulazione, le modifiche, gli aggiornamenti e l’approvazione degli statuti sono di esclusiva competenza dei consigli comunali e provinciali. Ciononostante, gli statuti degli enti locali rappresentano una grande opportunità per la riforma del nostro sistema politico, e un vero e proprio tallone d’Achille del regime partitocratico italiano, blindato nella propria assoluta e criminale autoreferenzialità.
Una revisione degli statuti dei comuni potrebbe consentire a un numero crescente di comunità locali di sperimentare gli strumenti della democrazia diretta esercitando un reale potere deliberativo. Nei comuni, una siffatta riforma degli statuti permetterebbe ai cittadini di prendere piena coscienza dei propri diritti, li abituerebbe alla discussione e alla deliberazione su fatti precisi e limitati, scevra da contrapposizioni tra fazioni ideologiche precostituite, e promuoverebbe la partecipazione diretta e decisiva dei cittadini al governo della cosa pubblica.
Chiediamo quindi al Sindaco Giuliano Pisapia di dare corpo ai numerosi pronunciamenti fatti in campagna elettorale da esponenti della coalizione vincente in tema di “democrazia deliberativa” (verbatim) mettendo in atto la prima modifica dello statuto in modo tale da introdurre i referendum deliberativi di iniziativa e di revisione. Per referendum di iniziativa, s’intendono azioni tese ad imporre a sindaco, giunta e consiglio comunale o provinciale, deliberazioni su argomenti che interessano l’intera comunità. Per referendum di revisione, s’intende il pronunciamento popolare su deliberazioni che, già assunte dall’amministrazione comunale, si vogliono modificare emendando o abrogando norme esistenti. In entrambi i casi la volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini elettori circa materie di ambito locale dovrebbe avere valore esecutivo immediato, senza ulteriori elaborazioni o mediazioni politiche, e indipendentemente dal numero dei votanti. Il quorum, strumento che nega la democrazia assegnando a chi non partecipa un potere decisionale maggiore rispetto alle persone responsabili che partecipano alla consultazione popolare, dovrebbe essere abolito. (continua…)
di Paolo Michelotto
ho ricevuto un aggiornamento dagli amici di Formigine (MO). Hanno incontrato il difensore civico Giuseppe Ferorelli (nella foto). Ecco l’email di Rocco:
Ciao Paolo,
oggi come detto siamo andati dal Difensore Civico.
L’incontro è stato diciamo più che altro un pro forma per ufficializzare e comunicare al Sindaco di Formigine che siamo decisi a raggiungere il nostro obiettivo.
Nel pomeriggio il Difensore ci ha detto che avrebbe mandato una lettere di sollecito affinchè il Consiglio Comunale si attivi e metta in agenda il punto del “Regolamento per il Referendum”.
Il punto è… ok lo metteranno senz’altro in agenda… ma come convincerli o attivarsi affinchè il “Regolamento” che definiranno NON sia come sempre volto ad auto tutelare il potere di chi governa i Comuni escludendo i Cittadini?.
Grazie per il prezioso supporto.
Allego bozza definitiva che proporremo a Formigine (e con le opportune modifiche nei comuni limitrofi).
Se reputi che possa servire da esempio fanne pure l’uso che meglio credi.
Rocco ed i ragazzi di Formigine
Ecco il regolamento per i referendum proposto a Formigine:
FORMIGINE – Bozza_Regolamento_Referendum Versione 2.0 20072011
Questa la mia email di risposta:
Il modo è il solito, trasformando questa vostra esigenza di 15 persone in esigenza di 5000 persone.
Un percorso possibile è quello che avete già pensato di realizzare, ossia una iniziativa popolare, che chieda i referendum propositivi e abrogativi senza quorum e raccogliere molte firme, anche più del necessario.
Contemporaneamente alla stessa iniziativa per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta, che porteremo avanti a livello nazionale.
di Paolo Michelotto
oggi la commissione che sta modificando lo Statuto Comunale di Vicenza, ha sentito il Comitato Più Democrazia e Partecipazione. Questo comitato aveva promosso nel 2006 il referendum Più Democrazia in cui chiedeva di introdurre il ref. Propositivo e Abrogativo con quorum del 10% (inizialmente chiedeva quorum zero, ma il comitato dei garanti per approvare il quesito aveva “suggerito” di cambiare il testo in 10%).
Annamaria Macripò, insieme ad altri del comitato che hanno partecipato alla riunione, ha letto il seguente testo che ben descrive perchè è necessario togliere il quorum e non innalzare troppo il numero delle firme.
Qui lo metto sotto forma di documento allegato.
E qui per esteso. Il testo è molto bello e può essere sicuramente utile ad altri che stanno facendo un percorso simile in Italia.
Relazione del Comitato Più Democrazia convocato dalla Commissione Statuto
Vicenza, 18 luglio 2011
Il Comitato Più Democrazia e Partecipazione ringrazia il Presidente e i membri della Commissione Statuto per questo incontro e si augura che possa essere il primo non di una lunga serie, perché chiaramente l’augurio principale è che il nuovo Statuto possa essere introdotto quanto prima, ma l’inizio di un confronto fra di noi e pubblico che porti i cittadini a conoscenza della bozza della nuova carta comunale vicentina in una forma condivisa e partecipata prima della sua approvazione definitiva.
In quanto promotori del referendum comunale del 2006, abbiamo particolarmente a cuore le sorti dei nuovi strumenti di democrazia diretta che verranno introdotti nel nuovo Statuto e le caratteristiche che ne determineranno il reale utilizzo da parte della popolazione vicentina.
Ricordiamo che il referendum del 2006 fu il primo referendum celebrato nella città di Vicenza e il primo in assoluto in Italia a richiedere dal basso strumenti di partecipazione più forti, quali il referendum propositivo e abrogativo. Da qui consegue il nostro impegno affinché sia rispettato il volere dei cittadini che si espressero a favore: 90,45% degli 11.701 vicentini che andarono a votare dissero sì all’introduzione del referendum propositivo, abrogativo e alla combinazione dei due con il 2% delle firme e il 10% di quorum. (continua…)
di Paolo Michelotto
riporto qui come aggiornamento cosa sta succedendo a Morciano (RN). Non c’è il regolamento dei referendum, da parecchi anni. Da alcuni anni gli amici di “Morciano in Comune” hanno prima richiesto amichevolmente che il Consiglio Comunale provvedesse. Poi durante un Consiglio Comunale Aperto lo hanno richiesto ufficialmente e presentato anche un esempio di Regolamento completo, rifiutato sdegnosamente dagli amministratori, perchè era una cosa di loro competenza, e non di cittadini “comuni” anche se si erano avvalsi della consulenza di un valente avvocato. Passato un anno, il gruppo di cittadini si è rivolto il 21 giugno 2011 al Difensore Civico. Ora aspetteranno il 21 luglio 2011 per vedere cosa verrà risposto alla sollecitazione del Difensore Civico inviata agli amministratori. Sembra che gli amministratori e non solo a Morciano, abbiano paura della democrazia e dei cittadini.
Riporto qui l’email inviata dall’amico Fabio Bartolini di Morciano.
Ciao Paolo, ti aggiorno da Morciano per quanto riguarda lo stato dell’istanza presentata al Difensore civico regionale per veder finalmente regolamentato a Morciano l’istituto referendario. Ho raggiunto personalmente colui che segue per conto del difensore la nostra pratica e questi mi ha dato lettura della lettera inviata al municipio laddove si ‘ invitava’ Sindaco e Consiglio a provvedere . La lettera e’ stata trasmessa il 21 Giugno ed ancora nota in risposta da parte del Municipio non e’ pervenuta; attendiamo il 21 del corrente mese (30gg) per sapere quali altri azioni intraprendera’ il Difensore civico. Al momento non ho altre notizie. Attendiamo tale ultima data per poi inviare ufficiale richiesta a tutti gli altre 26 Comuni della Provincia di Rimini perche’ regolamentino gli istituti della partecipazione. Un caro saluto. Fabio
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