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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; democrazia</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>Morciano (RN) un esempio di democrazia diretta all&#8217;opera: Il Consiglio Comunale Aperto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/09/morciano-rn-un-esempio-di-democrazia-diretta-allopera-il-consiglio-comunale-aperto/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 21:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
chiarisco subito: un esempio mica tanto positivo!
Fabio Bartolini e Daniele Arduni del Comitato Morciano in Comune
http://www.morcianoincomune.it/consigli-comunali/consiglioapertodel15042010
mi hanno inviato un estratto video del primo Consiglio Comunale Aperto tenutosi il 15 aprile 2010. In quell&#8217;occasione oltre a varie richieste trattate da altri cittadini, il Comitato Morciano in Comune ha presentato una proposta di Regolamento per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>chiarisco subito: un esempio mica tanto positivo!</p>
<p>Fabio Bartolini e Daniele Arduni del Comitato Morciano in Comune</p>
<p><a href="http://www.morcianoincomune.it/consigli-comunali/consiglioapertodel15042010">http://www.morcianoincomune.it/consigli-comunali/consiglioapertodel15042010</a></p>
<p>mi hanno inviato un estratto video del primo Consiglio Comunale Aperto tenutosi il 15 aprile 2010. In quell&#8217;occasione oltre a varie richieste trattate da altri cittadini, il Comitato Morciano in Comune ha presentato una proposta di Regolamento per l&#8217;attuazione dei Referendum comunali. Che era fino a quel momento mancante. E lo è ancora oggi. E quindi ai cittadini è negato un diritto, quello di realizzare referendum comunali, previsto nel loro stesso statuto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="367" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f7N8Ph-tH2E?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/v/f7N8Ph-tH2E?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Interessante l&#8217;utilizzo dello strumento del Consiglio Comunale Aperto, che è presente in pochi comuni italiani, tra cui a Morciano (RN). Ma questa occasione fortemente voluta dalle associazioni dei cittadini, è stata svilita dalla risposta degli amministratori. Che si sono riservati in esclusiva il compito di redigere il regolamento dei referendum, che colpevolmente non avevano ancora scritto. E tanto hanno pensato e studiato che lo statuto non è ancora, dopo un anno dal Consiglio Comunale Aperto del 15 aprile 2010, realizzato.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/referendum-morciano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2783" title="referendum morciano" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/referendum-morciano.jpg" alt="referendum morciano" width="515" height="473" /></a></p>
<p>Amministratori che pensano che la democrazia sia una delega in bianco data nelle loro mani ogni 5 anni e in cui i cittadini non devono immischiarsi. Vedere questo video è tristissimo per chi come noi sa come la democrazia è vissuta in molte zone del mondo, ma anche uno stimolo. Questa che vediamo oggi rappresentata a Morciano, ma in quasi tutta l&#8217;Italia, non è democrazia, ma solo la sua parvenza esterna. La democrazia vera, completa, diretta è un nostro diritto, e ovunque in Italia, come hanno fatto e stanno facendo ogni giorno gli amici di Morciano, dobbiamo riconquistarcela, riprendendocela da questa casta isolata e senza futuro, avvinghiata al potere per quanto piccolo esso sia e ai piccoli privilegi che ognuno di loro trae. Democrazia non è dare tutto il potere a 20 &#8211; 40 persone che poi decidano a nostro nome per 5 anni. Servono strumenti di democrazia diretta nelle mani dei cittadini, come in Svizzera e in Baviera e in California. Il passo più importante che dobbiamo compiere è togliere il quorum dai referendum.</p>
<p>Per spalancare la porta a tutte le energie che vorranno riprendersi il diritto di decidere come gestire la propria vita comune.</p>
<p>Ma la  democrazia potrà svilupparsi solo se noi cittadini lo esigeremo con piena consapevolezza.</p>
<p>Questo è il regolamento dei referendum predisposto gratuitamente dall&#8217;avvocato riminese Manduchi Massimo, avanzato in Consiglio da Fabio Bartolini a nome del Comitato Morciano in Comune, più di un anno fa:&#8221;</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/regolamento-referendum.pdf">regolamento referendum</a> Morciano</p>
<p>E Fabio e gli amici del Comitato, continuano a lavorare e a battersi su questo tema. Questo è ad esempio quanto stanno programmando di fare nei prossimi mesi, da un&#8217;email di Fabio:</p>
<p><em>Presto invieremo ad ogni comune comunicazione per relizzare il  censimento degli istituti di partecipazione in provincia di Rimini che  presenteremo poi in autunno. Sempre entro la fine dell&#8217;anno iniziera&#8217; il  tour che tocchera&#8217;ogni comune della nostra provincia e della vicina  provincia di pesaro urbino per portare più&#8217; democrazia. Si puo&#8217; fare.  Forza Paolo. Parte del merito e&#8217; tuo. Cari saluti. Fabio</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>E-Mozioni: l&#8217;idea del candidato sindaco PD di Trieste, ripresentata a Carpi (MO), per facilitare le mozioni dei cittadini</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/04/13/e-mozioni-lidea-del-sindaco-di-trieste-ripresentata-a-carpi-mo-per-facilitare-le-mozioni-dei-cittadini/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 18:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[idee di DD per il proprio comune]]></category>
		<category><![CDATA[e-mozioni]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

nel mondo di Twitter e di FaceBook e dei blog, questa è un&#8217;idea semplice o addirittura banale. Ma ci voleva qualcuno che la proponesse e che la realizzasse. Il candidato sindaco PD di Trieste e un consigliere M5S di Carpi (MO).
La riporto pari pari, come è stata fatta nel consiglio di Carpi (MO).
Qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/trieste-e-mozioni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2371" title="trieste e-mozioni" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/trieste-e-mozioni.jpg" alt="trieste e-mozioni" width="274" height="300" /></a></p>
<p>nel mondo di Twitter e di FaceBook e dei blog, questa è un&#8217;idea semplice o addirittura banale. Ma ci voleva qualcuno che la proponesse e che la realizzasse. Il candidato sindaco PD di Trieste e un consigliere M5S di Carpi (MO).</p>
<p>La riporto pari pari, come è stata fatta nel consiglio di Carpi (MO).</p>
<p>Qui il sito dove è stato pubblicata</p>
<p><a href="http://modena5stelle.it/2011/03/e-mozioni-moltiplicare-le-occasioni-di-partecipazione-diretta/">http://modena5stelle.it/2011/03/e-mozioni-moltiplicare-le-occasioni-di-partecipazione-diretta/</a></p>
<p>Carpi, 18 marzo 2011</p>
<p>Al Presidente del Consiglio Comunale</p>
<p>Al Sindaco</p>
<p>Oggetto: <strong>Proposta di mozione per l’attuazione dell’art 12 dello Statuto del Comune di Carpi anche con modalità “on line”</strong></p>
<p>Visto</p>
<p>- L’articolo 12 dello Statuto del Comune di Carpi</p>
<p>- La proposta avanzata dal candidato Sindaco di Trieste Roberto Cosolini, denominata “E-Mozioni” per agevolare la presentazione “on line” di mozioni e ordini del giorno al consiglio comunale da parte dei cittadini, come singoli o organizzati in gruppi e associazioni</p>
<p>Considerato</p>
<p>- Il ruolo che le tecnologie informatiche possono svolgere nel facilitare la partecipazione dei cittadini alle attività di questa Amministrazione Comunale</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Carpi impegna il Sindaco e la giunta</p>
<p><strong>A presentare una bozza di regolamento e a predisporre i necessari strumenti tecnici negli spazi della rete civica comunale per consentire l’attuazione dell’articolo 12 dello Statuto Comunale anche attraverso la presentazione di proposte di mozione e raccolta di firme on-line</strong></p>
<p>Questo quanto scritto dal candidato sindaco<strong> Cosolini</strong></p>
<p>Il Comune di Trieste con Sindaco Cosolini farà obbligo per il Consiglio Comunale di dibattere tutte le ‘E-Mozioni’ presentate online e sottoscritte via internet da almeno 2.000 cittadini. Questa l’idea che intende sfruttare le nuove tecnologie per rendere più immediati i rapporti tra cittadinanza e scelte politiche. Internet come base di condivisione e di maggior partecipazione dei cittadini alla pubblica amministrazione.</p>
<p>La proposta è stata illustrata nel pomeriggio di ieri, durante l’evento “Trieste Polis Digitale“, incontro tra Roberto Cosolini e la comunità digitale della città, per ascoltare e accogliere le proposte dei cittadini più esperti proprio su come internet e i nuovi media possano contribuire a cambiare i servizi e le politiche del Comune di Trieste. Trasparenza, partecipazione ed efficienza, queste le tre parole chiave sulle quali il candidato sindaco si è espresso in maniera convinta nel proprio intervento finale, e che ben riassumono quanto illustrato dai dodici relatori della serata.</p>
<p>Il progetto E-Mozione ben concretizza tutte le tre componenti. Trasparente come tutto ciò che si trova online, sempre a disposizione di tutti, immediatamente a disposizione di chiunque voglia partecipare ed efficiente, essendo un filo diretto tra cittadini e comune.</p>
<p>E’ diretto al numero sempre crescente di cittadini che usano su base quotidiana il computer e internet, che ormai è divenuto centro nevralgico di molti dibattiti e aggregatore di gruppi e comunità di cittadini che condividono obbiettivi civici, culturali e politici.</p>
<p>Come funzionerebbe?</p>
<p>Un’area apposita del sito del Comune di Trieste, con Cosolini Sindaco, verrà riservata alla partecipazione diretta da parte dei cittadini. In quest’area ci sarà lo strumento per la ‘E- Mozione’, che funzionerà così:</p>
<p>1) Previa il pagamento di una tassa simbolica, ogni cittadino di Trieste potrà depositare in Comune il testo di una ‘E-Mozione’.</p>
<p>2) Il testo verrà pubblicato online nel sito del Comune di Trieste e a quel punto potranno partire le sottoscrizioni da parte dei cittadini.</p>
<p>3) Ogni cittadino per rendere valida la sua sottoscrizione, dovrà dichiarare i propri nome, cognome, indirizzo di residenza nel Comune, età di nascita.</p>
<p>4) Per rendere valida la sottoscrizione, il cittadino dovrà lasciare o il proprio codice fiscale OPPURE inserire un codice univoco e personale inviato via sms dal Comune al cellulare del sottoscrittore durante la procedura di sottoscrizione.</p>
<p>5) Ogni cittadino potrà facoltativamente lasciare i propri indirizzi email e cellulare per essere aggiornato se la ‘E-Mozione’ avrà raggiunto i 2.000 sottoscrittori e per sapere il risultato del dibattimento in Consiglio Comunale.</p>
<p>Esistono già delle iniziative simili:</p>
<p><a href="http://petitions.number10.gov.uk/">E-Petition promosse dal Governo laburista in Gran Bretagna</a><br />
<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/29/news/cameron_internet-10671346/">Nuovo progetto sulle e-petition promosse dal governo Cameron</a><br />
<a href="http://epetitions.scottish.parliament.uk/">E-Petitions, Scottish Parliament</a><br />
<a href="http://europetition.eu/">Europetition, iniziativa privata per sostenere petizioni online al Parlamento Europeo</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Costituente ecologista 9 aprile 2011 &#8211; Trento: Più democrazia a Rovereto parlerà di&#8230; democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/04/06/costituente-ecologista-9-aprile-2011-trento-piu-democrazia-a-rovereto-parlera-di-democrazia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/04/06/costituente-ecologista-9-aprile-2011-trento-piu-democrazia-a-rovereto-parlera-di-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 20:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[costituente ecologista]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

Convention_09-04-2011 (file pdf stampabile)
questo sabato 9 aprile 2011 si terrà l&#8217;incontro della Costituente  Ecologista. Ci saremo anche noi come associazione Più Democrazia a  Rovereto. Non faremo parte della Costituente Ecologista, ma racconteremo  le argomentazioni per cui è necessario estendere gli strumenti  democratici in mano ai cittadini e abolire il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><img title="gallery columns=&quot;2&quot;" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-includes/js/tinymce/plugins/wpgallery/img/t.gif" alt="" /><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Convention_09-04-2011-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2353" title="Convention_09-04-2011_ESTERNO.jpg" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Convention_09-04-2011-1-285x300.jpg" alt="Convention_09-04-2011_ESTERNO.jpg" width="285" height="300" /></a><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Convention_09-04-2011-21.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2355" title="Convention_09-04-2011_ESTERNO.jpg" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Convention_09-04-2011-21-285x300.jpg" alt="Convention_09-04-2011_ESTERNO.jpg" width="285" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2011/04/Convention_09-04-2011.pdf">Convention_09-04-2011 (file pdf stampabile)</a></p>
<p>questo sabato 9 aprile 2011 si terrà l&#8217;incontro della Costituente  Ecologista. Ci saremo anche noi come associazione Più Democrazia a  Rovereto. Non faremo parte della Costituente Ecologista, ma racconteremo  le argomentazioni per cui è necessario estendere gli strumenti  democratici in mano ai cittadini e abolire il quorum dai referendum.  Ecco alcune delle argomentazioni che esporrà Milena Bertagnin a nome  dell&#8217;associazione.</p>
<p><strong>Democrazia diretta</strong></p>
<p>i cittadini che possono intervenire sono più responsabili e  consapevoli. Più soddisfatti delle leggi poiché possono contribuire alla  approvazione delle stesse.</p>
<p>Le decisioni dei cittadini sono pari come livello di informazione a  quelle prese dai politici edin più sono libere da condizionamenti  economici, da corruzioni e da interessi di carriera politica.</p>
<p>in svizzera nel 93 i cittadini hanno approvato addirittura degli  aumenti delle tasse a favore delle pensioni e del rimpinguare le casse  dello stato. il poter controllare lʼamministrazione del proprio denaro e  lʼoperato delle persone elette da maggiore tranquillità ed aumenta lo  spirito di collaborazione.</p>
<p>se i cittadini partecipano: aumenta la legittimità delle decisioni  prese collaborando e confrontandosi civilmente aumenta il rispetto  reciproco e il rispetto dei diritti umani con un controllo effettivo sul  parlamento e sul governo locale e nazionale si evita il formarsi di  caste e oligarchie costringe i politici a comunicare con i cittadini e a  condividere le decisioni prese la tecnologia moderna facilita  enormemente lʼinformazione e il voto dei cittadini</p>
<p>Rousseau diceva che i cittadini hanno bisogno di leggi per convivere.  Se ogni cittadino è coinvolto nella scrittura di queste leggi alla ﬁne  ciascuno obbedisce a se stesso. Si ha quindi unʼautoregolamentazione  invece del dominio di pochi su molti.</p>
<p>Riferendosi all&#8217;esperienza di Rovereto, Milena inoltre ricorderà che:</p>
<div>1. in tutti gli statuti comunali del trentino esistono già gli  strumenti di democrazia diretta più importanti,  quali quelli dei  referendum propositivo e abrogativo. Ma tutti hanno il  grosso limite ed  handicap di esigere il quorum di partecipazione del 50%  per la loro  validità. L&#8217;unica eccezione è dal 2009 il comune di  Villalagarina che  nel suo nuovo statuto ha eliminato il quorum.</div>
<div>2. noi a Rovereto il 10 ottobre 2009 dopo un  percorso durato 2  anni abbiamo dato la possibilità ai cittadini di  togliere il quorum,  tramite un referendum comunale. Purtroppo sono  andati a votare l&#8217;11%  degli aventi diritti e il quorum ha ammazzato la  richiesta fatta da  quasi il 90% di chi era andato a votare.</div>
<div>3. nel 2010 abbiamo partecipato alle competizioni  elettorali con  una lista civica &#8220;Più Democrazia a Rovereto&#8221; che si  batteva per avere  maggiore democrazia a Rovereto e il cui punto  qualificante era la  richiesta di eliminare il quorum dai referendum  comunali.</div>
<div>4. abbiamo organizzato 4 volte serate partecipative  &#8220;La Parola ai  Cittadini&#8221; a Rovereto in cui tutti i cittadini potevano  fare una  proposta e votare quella degli altri e la più votata veniva  portata in  consiglio comunale. L&#8217;ultima volta nell&#8217;ottobre 2010 e la  prossima  volta a fine maggio 2011.</div>
<div>5. siamo tra i promotori della &#8220;Settimana della  Democrazia  Diretta&#8221; che avverrà in contemporanea in 30-40 località  italiane con  eventi concentrati dal 23 maggio al 2 giugno 2011.</div>
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		<item>
		<title>amo il mio paese e la democrazia: questo è il mio piccolo atto di resistenza</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/02/19/amo-il-mio-paese-e-la-democrazia-questo-e-il-mio-piccolo-atto-di-resistenza/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/02/19/amo-il-mio-paese-e-la-democrazia-questo-e-il-mio-piccolo-atto-di-resistenza/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 21:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi dimettiti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
la democrazia in Italia potrà sopravvivere solo se TUTTI noi ci impegneremo a realizzare un PICCOLO ATTO DI RESISTENZA.
Ad esempio con uno striscione dal balcone. In questo video ho messo alcune foto di striscioni appesi in giro per l&#8217;Italia. Nulla è inutile, ogni piccola cosa che possiamo fare, può servire. Non possiamo permetterci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>la democrazia in Italia potrà sopravvivere solo se TUTTI noi ci impegneremo a realizzare un PICCOLO ATTO DI RESISTENZA.</p>
<p>Ad esempio con uno striscione dal balcone. In questo video ho messo alcune foto di striscioni appesi in giro per l&#8217;Italia. Nulla è inutile, ogni piccola cosa che possiamo fare, può servire. Non possiamo permetterci di rimanere a guardare e basta.</p>
<p><object width="450" height="283"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MRfCYhBFQDk?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/MRfCYhBFQDk?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="283"></embed></object></p>
<p>Questo è il testo che ho letto:</p>
<p>amo l’Italia, non voglio un primo ministro iscritto alla loggia massonica eversiva Propaganda 2</p>
<p>amo l’informazione, non voglio un governante che con la corruzione e la forza ha il monopolio totale delle tv private</p>
<p>amo il servizio pubblico, non voglio un primo ministro che imbottisce le istituzioni di servi, pregiudicati e prostitute</p>
<p>amo la cultura, non voglio un primo ministro che corrompendo alcuni giudici ha arraffato più grande casa editrice italiana, la Mondadori</p>
<p>amo lo stato moderno, non voglio un capo del governo che pretende di comandare la giustizia</p>
<p>amo l’onestà, non voglio un politico che diventa primo ministro grazie ai soldi, la corruzione, la menzogna e allo strapotere dei suoi media</p>
<p>amo l’uguaglianza di fronte alla legge, non voglio un primo ministro che si crea più di 80 leggi create per se stesso e per sfuggire alla giustizia e per fare ancora più soldi, contro l’interesse collettivo</p>
<p>amo la possibilità di scegliere e non voglio un primo ministro che mi ha rubato la possibilità di decidere chi mandare in parlamento</p>
<p>amo la divisione dei poteri, fondamenta degli stati moderni da 300 anni e non voglio un primo ministro che pretende di governare e allo stesso tempo di fare le leggi</p>
<p>amo la sincerità e non voglio come mio governante un bugiardo davanti ai giudici, al parlamento, alla stampa e ai cittadini</p>
<p>amo la giustizia e non voglio come mio governante uno che aveva come dipendente un capo mafioso, Mangano da lui indicato come eroe e che ha come braccio destro e co-fondatore di partito un condannato per mafia, come Dell’Utri</p>
<p>amo la storia e non mi piace pensare che il mio governante possa essere stato, come sempre più pentiti affermano, il mandante delle stragi di mafia del 1992-93</p>
<p>amo e rispetto le donne e non mi piace essere governato da uno che compra il sesso anche da minorenni</p>
<p>amo la libertà degli altri e non sopporto un primo ministro che offende gli omosessuali, gli ebrei, chi ha il colore della pelle più abbronzato</p>
<p>ho rispetto per me stesso e mi offende che un simile uomo dica che tutti noi italiani siamo come lui</p>
<p>amo i cittadini quando scelgono con la propria testa e non mi piace un prepotente che rovescia le scelte dei referendum</p>
<p>amo il mio paese e per continuare ad avere rispetto di me stesso, urlo con tutto il mio cuore: “Dimettiti!”</p>
<p>Dimostro il mio amore per l’Italia, per la giustizia, per la democrazia con un sistema semplice uno striscione appeso al mio balcone.</p>
<p>Quando dai balconi saranno appesi migliaia e migliaia e milioni di inviti a dimetterti, caro Berlusconi,</p>
<p>Non potrai più ignorarci.</p>
<p>Le tue dimissioni saranno inevitabili, perchè tutti rideranno di te</p>
<p>Quando gli striscioni saranno migliaia e migliaia e milioni, anche noi cittadini ci renderemo finalmente conto di essere la maggioranza e capiremo che tutti i tuoi sondaggi erano tristi bugie</p>
<p>Questo è un piccolo passo che tutti possiamo compiere</p>
<p>Nessuna iniziativa è inutile.</p>
<p>E’ il nostro Piccolo Atto di Resistenza</p>
<p>L’unica cosa che non possiamo fare è rimanere a guardare.</p>
<p>Torniamo ad essere orgogliosi di noi stessi.</p>
<p>Fare uno striscione costa poca fatica, è divertente, poi ti sentirai più leggero.</p>
<p>Metti anche tu uno striscione nel tuo balcone e manda la foto su questi siti e ai maggiori giornali:</p>
<p><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/contagio-democratico-le-foto-dei-lettori/">Micromega</a></p>
<p><a href="http://www.indignati.org/uno-striscione-da-ogni-balcone/">Indignati.org</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/contatti/">Il Fatto Quotidiano</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/static/servizi/scrivi.html?ref=HRF-1">Repubblica</a></p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/common/_info/scrivi.asp">La Stampa</a></p>
<p>Oppure cerca su FaceBook <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=106585336083031">“Striscione dal balcone”</a> e “<a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=186905734664700">Lenzuolo dal Balcone</a>”</p>
<p>oppure mandali al mio blog <a href="http://www.paolomichelotto.it">www.paolomichelotto.it</a></p>
<p>e li farò girare io.</p>
<p>Appendi uno striscione, fai una foto e manda questo video a tutti i tuoi amici</p>
<p>Torniamo ad avere orgoglio in noi, mettiamo tutti uno striscione sul nostro balcone</p>
<p><strong>Berlusconi: dimettiti!</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>P.S. dopo aver realizzato il video ho scoperto anche questo sito, che promuove l&#8217;appello striscioni dai balconi:</p>
<p><strong><a href="http://donnedellarealta.wordpress.com/2011/01/22/adesso-basta-dimissioni/">donne della realtà</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le nuove norme per l&#8217;Iniziativa Europea</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/01/08/le-nuove-norme-per-liniziativa-europea/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 19:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa europea]]></category>
		<category><![CDATA[thomas benedikter]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ricevo questo interessante contributo da Thomas Benedikter e lo condivido con chi è interessato ad approfondire gli strumenti di democrazia diretta che stiamo per avere nell&#8217;ambito dell&#8217;Unione Europea.
Il Parlamento europeo approva le norme di applicazione per l&#8217;Iniziativa dei cittadini europei (ICE)

Luci e ombre del nuovo regolamento dell&#8217;ICE

Dopo le decisioni della Commissione e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/cittadino-europa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2203" title="cittadino europa" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/cittadino-europa.jpg" alt="cittadino europa" width="350" height="350" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ricevo questo interessante contributo da Thomas Benedikter e lo condivido con chi è interessato ad approfondire gli strumenti di democrazia diretta che stiamo per avere nell&#8217;ambito dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;">Il Parlamento europeo approva le norme di applicazione per l&#8217;Iniziativa dei cittadini europei (ICE)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<h4 style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: large;"><strong>Luci e ombre del nuovo regolamento dell&#8217;ICE</strong></span></h4>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Dopo le decisioni della Commissione e del Consiglio europeo, il 15 dicembre il Parlamento europeo (PE) ha varato una direttiva per rendere operativo il primo strumento di partecipazione dei cittadini alla politica dell&#8217;UE: l&#8217;ICE, istituita dal Trattato di Lisbona (Art. 11,4). Non si tratta ancora di una strumento referendario vero e proprio, ma di una „iniziativa popolare agenda“, in Italia paragonabile alla proposta di legge di iniziativa popolare. Almeno un milione di cittadini UE, provenienti da un numero minimo di paesi membri, hanno il diritto di invitare la commissione europea ad avviare un&#8217;iniziativa legislativa, giacché è la Commissione l&#8217;organo che origina le norme europee. La proposta dei cittadini deve essere trattata dagli organi comunitari, ma se la Commissione decidesse di accantonarla, non seguirà nessun tipo di referendum europeo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">In breve, i punti di forza di questa direttiva, stando al giudizio di „</span><span style="font-size: small;"><em>Mehr Demokratie</em></span><span style="font-size: small;">“ sono questi:</span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">La 	raccolta delle firme sarà possibile anche online. A questo scopo la 	Commissione UE mette a disposizione die promotori software open 	source.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Una 	volta raccolto il numero necessario di firme, i promotori ottengono 	il diritto di essere sentiti in audizione pubblica dal PE, in 	presenza di un rappresentante della Commissione;</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Per la 	raccolta delle firme vale il principio della proporzionalità 	degressiva, cioè nei paesi membri più piccoli devono essere 	raccolti relativamente più firme, nei paesi più grandi meno firme.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">I 	promotori di un&#8217;ICE devono rendere pubbliche le loro fonti di 	finanziamento.</span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">I lati deboli, per contro, si questa direttiva sull&#8217;ICE sono i seguenti:</span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">L&#8217;ICE 	non viene registrata se in palese contrasto con i valori 	fondamentali dell&#8217;UE, oppure se il quesito non rientra nelle 	competenze della Commissione, oppure palesemente poco seria. Queste 	regole sono troppo vaghe e consentono alla Commissione di bloccare 	un&#8217;ICE senza che ci fosse una verifica legale e approfondita in un 	momento precedente alla raccolta di tutto il milione di firme.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Si 	prevede che la verifica definitiva dell&#8217;oggetto dell&#8217;ICE avvenga 	solo dopo la raccolta del milione di firme richiesto. Perciò, il 	rischio che un&#8217;ICE non venga ritenuta ammissibile, ricade 	interamente sui promotori.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Si 	prevede che l&#8217;ICE sarà attuabile solo a partire dall&#8217;inizio del 	2012, siccome i paesi membri hanno ancora un anno di tempo per 	adattare provvedimenti di attuazione.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">18 su 	27 paesi membri richiedono l&#8217;indicazione del numero della carta 	d&#8217;identità o del passaporto per poter validamente firmare un&#8217;ICE. 	In Italia questo numero va indicato per poter firmare ogni tipo di 	richiesta di referendum.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Le 	firme (1 milione) devono prove</span><span style="font-size: small;"><em>nire da una 	quarto dei paesi membri (attualmente 7 su 27). Il PE e </em></span><span style="font-size: small;">Democracy 	International avevano proposto un quinto.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">A 	differenza della proposta del PE sull&#8217;ICE non c&#8217;è un termine 	perentorio per l&#8217;applicazione di un&#8217;ICE, dopo essere stata 	favorevolmente accolta dalla Commissione.</span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Tutto sommato, le prospettive sono non troppo promettenti. A parte il rinvio dell&#8217;applicabilità concreta – le prime ICE potranno partire solo nel 2012 – l&#8217;ICE servirà per pubblicizzare intenti politici fortemente sentiti dalla cittadinanza europea, ma non per portare un quesito urgente al referendum europeo. Quindi a questo nuovo diritto europeo mancano ancora le punte per poter spronare gli organi comunitari di sentire la voce e di adeguarsi alla volontà dei cittadini.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Thomas Benedikter</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">(Illustrazioni più estese sulla democrazia diretta in Europa e su come democratizzare l&#8217;UE si trovano sulla pubblicazione „Più democrazia per l&#8217;Europa“, <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=45">scaricabile qui</a>)</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>woodstock, la speranza e la democrazia</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/09/27/woodstock-la-speranza-e-la-democrazia/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 19:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi dem. rappresentativa]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Paolo Michelotto
per usare una parola ripetuta decine di volte da Beppe Grillo, i due giorni di Cesena del 25 e 26 settembre 2010,  sono stati STRAORDINARI. Musica di ottimo livello per tutti i palati, dai più raffinati ai più giovanili e arrabbiati. Una organizzazione impeccabile, con raccolta differenziata spinta di tutti i rifiuti, un&#8217;autobotte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/woodstock25-26-settembre-2010.jpg"><img class="size-full wp-image-2065 alignnone" title="IMG_0031" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/woodstock25-26-settembre-2010.jpg" alt="IMG_0031" width="393" height="295" /></a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/woodstock25-26-settembre-2010.jpg"></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>per usare una parola ripetuta decine di volte da Beppe Grillo, i due giorni di Cesena del 25 e 26 settembre 2010,  sono stati STRAORDINARI. Musica di ottimo livello per tutti i palati, dai più raffinati ai più giovanili e arrabbiati. Una organizzazione impeccabile, con raccolta differenziata spinta di tutti i rifiuti, un&#8217;autobotte con acqua gratuita pubblica, il parco che ci ospitava splendido e grande il giusto, lo spazio caravan ottimale e lo spazio tende grandissimo. Il presentatore d&#8217;eccezione era Beppe, che alternava interventi musicali, con interventi di premi Nobel, improvvisazioni canore sue assieme ai gruppi (tra l&#8217;altro ha una buona capacità canora alla Joe Cocker) blues e rock, duetti su pianoforte con vari artisti. Anche il clima meteo ha aiutato e non ha piovuto per entrambi i giorni, nonostante le previsioni dei giorni precedenti. I volontari erano tantissimi, le persone arrivate da tutta Italia, una marea. Beppe ha parlato di 70.000 persone, Il Fatto Quotidiano di 100.000, la questura di 2900 persone (e quando Beppe ci diceva i dati della questura, c&#8217;erano boati di risate). Tante proposte, tante famiglie, tantissimi bambini, tante energie, tante speranze. Da questo MoVimento può nascere una speranza per la democrazia, le energie e le emozioni ci sono. Le cose da migliorare sono la democrazia interna. Per ora tutto è deciso dal leader carismatico Beppe Grillo, anche se pubblicamente lui nega questo suo ruolo. Il luogo della manifestazione, le date, gli artisti che si esibivano, gli interventi degli ospiti, i temi di cui si è parlato, lo statuto del MoVimento, la Carta di Firenze. Tutto era stato deciso da lui e dai suoi stretti collaboratori. Tutti temi che tutti i presenti condividevano, ma a cui non è stata chiesta l&#8217;opinione. Ma questo MoVimento, con tutti i suoi limiti di giovinezza ed improvvisazione, è ancora il più democratico movimento politico in Italia (tra le sue proposte i referendum propositivi e abrogativi senza quorum), c&#8217;è la possibilità e la speranza che germogli al suo interno la vera democrazia. Intanto c&#8217;è stata una iniezione di divertimento e speranza.</p>
<p>Qui le foto dell&#8217;amica Milena Bertagnin scattate nell&#8217;arco dei due giorni.</p>
<p><a href="http://gallery.me.com/milenabertagnin#100194">http://gallery.me.com/milenabertagnin#100194</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Primarie dei Cittadini su iniziativa de Il Fatto Quotidiano</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 19:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[consultazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
oggi il quotidiano &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; ha lanciato la proposta di realizzare le primarie online, da parte dei cittadini. Ottima iniziativa. Ma migliorabile. Ecco le mie proposte che ho anche inviato in quel sito.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/19/primarie-le-facciamo-noi/51239/comment-page-16/#comment-588858
Questo proposito è ottimo. Ma i commenti si disperdono.
L’ideale sarebbe di dividere l’iniziativa in più fasi. Ad esempio
1. fino al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/candidato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2026" title="candidato" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/candidato.jpg" alt="candidato" width="250" height="180" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>oggi il quotidiano &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; ha lanciato la proposta di realizzare le primarie online, da parte dei cittadini. Ottima iniziativa. Ma migliorabile. Ecco le mie proposte che ho anche inviato in quel sito.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/19/primarie-le-facciamo-noi/51239/comment-page-16/#comment-588858">http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/19/primarie-le-facciamo-noi/51239/comment-page-16/#comment-588858</a></p>
<p>Questo proposito è ottimo. Ma i commenti si disperdono.<br />
L’ideale sarebbe di dividere l’iniziativa in più fasi. Ad esempio</p>
<p>1. fino al 10 settembre 2010 brainstorming di candidati con un forum  aperto a noi vostri lettori, dove ognuno possa fare la proposta di un  candidato e dove ogni proposta sia votabile dagli utenti registrati.</p>
<p>2. dal 10 al 20 settembre, si fa una prima scrematura di 10 nomi con  votazione online, con un sistema sicuro che eviti voti multipli.</p>
<p>3. dal 20 settembre al 20 novembre si invitano i 10 candidati più votati  a una serie di conferenze aperte al pubblico almeno una per regione,  dove ognuno presenta le proprie idee con un tempo uguale per tutti. Con  votazione reale dei presenti.</p>
<p>4. il 21 novembre si proclama il candidato più votato dagli italiani,  facendo la somma di tutti i voti ricevuti, sommando i voti online e i  voti reali (moltiplicando questi ultimi per 10-50 volte quelli online,  perchè ottenuti con la fatica di persone che si sono presentate agli  incontri).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Più Democrazia per l&#8217;Europa</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/06/08/piu-democrazia-per-leuropa/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 20:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[più democrazia per l'europa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ricevo da Thomas Benedikter queste informazioni sul libro che ha appena scritto &#8220;Più Democrazia in Europa&#8221; e sulle iniziative che sta promuovendo su questo argomento in Europa. Riporto l&#8217;appello generale e in fondo l&#8217;appello che ha inviato a tutti gli europarlamentari e la scheda in pdf di presentazione del libro.
Il Trattato di Lisbona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/piudemocraziaperleuropa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1940" title="piudemocraziaperleuropa" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/piudemocraziaperleuropa.jpg" alt="piudemocraziaperleuropa" width="304" height="433" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ricevo da Thomas Benedikter queste informazioni sul libro che ha appena scritto &#8220;Più Democrazia in Europa&#8221; e sulle iniziative che sta promuovendo su questo argomento in Europa. Riporto l&#8217;appello generale e in fondo l&#8217;appello che ha inviato a tutti gli europarlamentari e la scheda in pdf di presentazione del libro.</p>
<p><strong>Il Trattato di Lisbona per la prima volta permette la partecipazione diretta dei cittadini europei:</strong></p>
<p><strong>L&#8217;Iniziativa dei cittadini europei: una breccia per più partecipazione alla politica europea</strong></p>
<p>Ultimamente si sono moltiplicate le richieste di referendum europei: i Verdi e Greenpeace hanno invocato una votazione sulla patata geneticamente modificata, autorizzata dalla UE; un gruppo di ONG vuole impedire l&#8217;entrata della Turchia nella UE tramite referendum; politici austriaci hanno annunciato la richiesta di un referendum europeo per un&#8217; „imposta europea sulle transazioni finanziarie“. Iniziative precoci, perché lo strumento dell&#8217; “Iniziativa dei cittadini europei” (ICE in breve, previsto dal Trattato di Lisbona, art. 11,4) in mancanza del regolamento di attuazione non è ancora applicabile. Ma anche una volta regolamentata, l&#8217;ICE non permetterà una votazione referendaria a livello europeo. La nuova ICE è il primo strumento transnazionale di democrazia diretta  in assoluto, ma è solo una „iniziativa di agenda“, cioè simile alla nostra proposta di legge di iniziativa popolare: almeno un milione di cittadini UE potranno sottoporre alla Commissione di adottare una norma europea in uno dei settori di sua competenza. La Commissione deve agire, ma come lo farà resta affare suo. Se non fa sua la proposta dei cittadini o perfino propone un regolamento di contenuto opposto, non seguirà una votazione referendaria europea.</p>
<p>Quindi lo strumento è debole, ma comunque per la prima volta la UE ammette la partecipazione diretta dei cittadini, non mediata né dai governi né dal Parlamento o dai partiti. Lo strumento è teso a ravvicinare i cittadini all&#8217; “Europa di Bruxelles”, ma il suo utilizzo concreto dipenderà essenzialmente dal regolamento attuativo che dovrà tener conto del suo carattere transnazionale. La stessa commissaria competente, Cecilia Malmström, affermò: „Il nuovo strumento democratico dev&#8217;essere accessibile, trasparente e favorevole ai cittadini.“ Ciò nonostante la Commissione nel marzo 2010 ha presentato una sua proposta che si scosta notevolmente da tali aspettative. Nel regolamento di applicazione si tratta di definire soprattutto</p>
<ul>
<li>i termini della raccolta delle firme;</li>
<li>il numero minimo di paesi membri, dai quali devono provenire le firme;</li>
<li>il numero minimo di firme da raccogliere per paese membro</li>
<li>le modalità della raccolta delle firme (cartaceo e/o elettronico)</li>
<li>il termine perentorio entro il quale la Commissione dovrà reagire e sottoporre la sua proposta di regolamento;</li>
<li>il momento dell&#8217;esame di ammissibilità di un&#8217;ICE dopo un certo numero minimo di firme;</li>
<li>l&#8217;applicabilità dell&#8217;ICE anche per modifiche del Trattato europeo.</li>
</ul>
<p>Le ONG sottolineano, che uno strumento di partecipazione transnazionale richiede regole diverse, più generose e speciali rispetto gli strumenti analoghi nazionali. Le distanze geografiche, la pluralità di lingue, la mancanza di uno spazio pubblico comune, e altri fattori rendono un&#8217;ICE più dispendiose e complesse, come dimostrato da varie esperienze di campagne transnazionali.. Se tali campagne non saranno facilitate da un regolamento appropriato, tutto lo strumento rischia di essere mortificato già dall&#8217;inizio. Dall&#8217;altra parte la Commissione ha già ventilato il timore che la nuova ICE, se regolamentata in modo „user-friendly“, potrà provocare un&#8217;ondata di richieste dei cittadini. L&#8217;esperienza italiana della proposta di legge di iniziativa popolare smentisce tali paure. Con la soglia più bassa che esista in Europa (50.000 firme) dal 1948 al 2005 sono state presentate 213 proposte, cioè solo quattro in media annuale, di cui trasformate in legge solo 29.</p>
<p>Una conquista dei movimenti civici è sicuramente il fatto che la Commissione permetterà le firme elettroniche, con modalità ancora da definire. Per tutta una serie di altre esigenze prevede invece degli ostacoli notevoli: non si prevede il rimborso di una parte delle spese sostenute dai promotori, non c&#8217;è il diritto alla traduzione nelle lingue ufficiali dell&#8217;UE, la proposta di chiedere firme provenienti da 9 paesi è troppo alta, con sei mesi si lascia troppo tempo alla Commissione per elaborare la sua proposta di normativa, mentre soli 12 mesi sono un termine troppo breve per la raccolta di un milione di firme in nove paesi. Si esclude la verifica di ammissibilità preventiva e la possibilità dei cittadini a proporre emendamenti per i Trattati europei. Tutta una serie di chiusure, protesta il mondo delle ONG, non necessarie giacché comunque si tratta solo di una „iniziativa-agenda“, che non si conclude con un referendum popolare.</p>
<p>Ora la palla passa al Parlamento e al Consiglio europei che entro il 1 dicembre 2010 intendono varare un regolamento attuativo. Ci vorrà notevole impegno anche da parte della società civile organizzata per garantire un regolamento favorevole ai cittadini. A questo scopo l&#8217;Iniziativa per più democrazia (Bolzano) e Sovranità popolare (Roma) hanno rivolto un appello a tutti gli europarlamentari italiani di impegnarsi affinché si attuino le miglior regole possibili, come proposto da Democracy International, la federazione delle ONG per più democrazia. “Per colmare il fossato fra cittadini ed istituzioni,” si afferma nell&#8217;appello, “per creare uno “spazio politico pubblico” e un impegno politico transnazionale occorrerà introdurre effettivi diritti referendari. Oggi la stragrande maggioranza dei cittadini europei si sente ancora nel ruolo di spettatore del sistema politico europeo, dibattiti a livello europeo scarseggiano e la partecipazione alle elezioni europee dal 1979 non fa che calare. Siamo ancora lontani dall&#8217;Europa dei cittadini, spesso invocata, tuttavia l&#8217;ICE è  un&#8217;occasione da non perdere per restituire a noi cittadini un pezzo di sovranità anche a livello europeo.”</p>
<p>Thomas Benedikter</p>
<p>PS (a margine con la copertina)</p>
<p>In un volume appena presentato da Thomas Benedikter („Più democrazia per l&#8217;Europa“, ARCA edizioni, Lavis 2010; per la scheda di presentazione vedi www.dirdemdi.org/neu/de/neuigkeiten), non solo si illustra questo nuovo diritto dei cittadini europei, ma si spiega anche di quali strumenti di democrazia diretta i cittadini europei effettivamente avrebbero bisogno e come tutto l&#8217;attuale assetto istituzionale dell&#8217;UE andrebbe ridisegnato in chiave democratica. Il libro è reperibile presso l&#8217;Iniziativa per più democrazia (info@dirdemdi.org), presso l&#8217;editore ARCA (info@edizioniarca.it ) oppure nelle librerie.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Benedikter-contributo-DD-Europa-ICE-31-5-10.doc">Benedikter-contributo-DD-Europa-ICE-31-5-10</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Appello-europarl-ital-ICE-25-5-10.doc">Appello-europarl-ital-ICE-25-5-10</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Scheda-Benedikter-DD-Europa.pdf">Scheda-Benedikter-DD-Europa</a></p>
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		<title>Consiglio Comunale Aperto di Morciano: 15 aprile 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 18:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[idee di DD per il proprio comune]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale aperto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
pochi comuni in Italia hanno la straordinaria possibilità rappresentata dallo strumento del Consiglio Comunale Aperto. Anche noi a Rovereto chiediamo che venga istituito nella nostra città e fa parte del nostro programma elettorale. In cosa consiste? In una certa data viene deciso che si terrà un consiglio comunale a cui tutti i cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Consiglio-Comunale-aperto-15-04-2010.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1861" title="Consiglio Comunale aperto 15-04-2010" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Consiglio-Comunale-aperto-15-04-2010-716x1024.jpg" alt="Consiglio Comunale aperto 15-04-2010" width="458" height="655" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>pochi comuni in Italia hanno la straordinaria possibilità rappresentata dallo strumento del <strong>Consiglio Comunale Aperto.</strong> Anche noi a Rovereto chiediamo che venga istituito nella nostra città e fa parte del nostro programma elettorale. In cosa consiste? In una certa data viene deciso che si terrà un consiglio comunale a cui tutti i cittadini possono partecipare ed avere diritto di parola. Con determinate regole per far si che si possa svolgere in forma ordinata. Una cosa che dovrebbe essere normale in democrazia, ma che è eccezionale in Italia, dove si bada molto di più alla rappresentazione formale della democrazia, più che alla sua sostanza.</p>
<p>L&#8217;immagine è la convocazione effettuata dal comune di Morciano per il 15 aprile.</p>
<p>Come esempio delle potenzialità dello strumento, l&#8217;associazione Morciano in Comune farà questi interventi:</p>
<p style="text-align: left;" dir="rtl"><em>In allegato invio il testo completo del  comunicato stampa  (conferenza stampa del 2 aprile) e le due lettere dei comitati per la  difesa dei  diritti del cittadino e Morciano in comune, inviati al Sindaco ed i  Consiglieri  comunali, riguardanti le nostre proposte per gli ordini del giorno del  Consiglio  comunale aperto ai cittadini di Morciano di Romagna, che avrà luogo  giovedì 15  aprile 2010, alle ore 21:00, presso la sala  consigliare.</em></p>
<p><em>Le due  lettere riguardano: </em></p>
<p><em><strong>1 &#8211; Proposta di delibera per  approvazione del Regolamento delle procedure per l&#8217;espletamento del  referendum  popolare di cui all&#8217;art. 38 comma 5 dello Statuto comunale</strong>. <strong>Ambito  della proposta: Partecipazione</strong>.</em></p>
<p><em><strong>2 &#8211; Proposta di ordine del giorno  avente per tema &#8220;Stop all&#8217;uso del territorio&#8221;.</strong></em></p>
<p><em><strong>Ambito della proposta:  Pianificazione urbanistica</strong>.</em></p>
<p><em>Altre  nostre  due proposte sono relative a:</em></p>
<p><em><strong>3 &#8211; Istituzione commissione  d&#8217;inchiesta temporanea consigliare sul PRU GHIGI dal 1999 ad  oggi</strong>. <strong>Ambito  della proposta:  Trasparenza</strong>.</em></p>
<p><em><strong>4 &#8211; Proposta di ordine del giorno  avente per tema &#8220;Riconoscere le festività delle etnie più  rappresentative tra i  nuovi cittadini dandone visibilità e concedendo l&#8217;uso di adeguati spazi  comunali&#8221;</strong>. <strong>Ambito  della proposta: Politiche di  integrazione.</strong></em></p>
<p style="text-align: left;" dir="rtl"><em>Sabato 3 aprile i quotidiani: La Voce di Romagna, Corriere di  Romagna ed Il Resto del Carlino nelle loro pagine di Cattolica e  Valconca, hanno  dedicato ampio spazio alle nostre istanze.</em></p>
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		<title>Liu Xiaobo, in Cina, condannato a 11 anni per aver chiesto democrazia, Carta 08 ecco il testo integrale</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/12/25/liu-xiaobo-in-cina-condannato-a-11-anni-per-aver-chiesto-democrazia-carta-08-ecco-il-testo-integrale/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 17:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia tradita]]></category>
		<category><![CDATA[carta 08]]></category>
		<category><![CDATA[charter 08]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[liu xiaobo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
la democrazia esige impegno, fatica, privazioni. Ma noi in Italia non mettiamo in gioco la nostra vita. In altre parti del mondo, come la Cina, sì. Questo deve essere stimolo per impegnarci con ancora maggiore forza nei nostri comuni, città e paese.
Oggi Liu Xiaobo è stato condannato a 11 anni di carcere. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/liu-xiaobo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1652" title="liu xiaobo" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/liu-xiaobo-300x211.jpg" alt="liu xiaobo" width="300" height="211" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>la democrazia esige impegno, fatica, privazioni. Ma noi in Italia non mettiamo in gioco la nostra vita. In altre parti del mondo, come la Cina, sì. Questo deve essere stimolo per impegnarci con ancora maggiore forza nei nostri comuni, città e paese.</p>
<p>Oggi <strong>Liu Xiaobo</strong> è stato condannato a 11 anni di carcere. Un eroe vero e coerente  in questo mondo di eroi finti. Non potevo non dedicare a lui questo post.</p>
<p>Carta 08 (Charter 08) è un documento scritto a 60 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, da 303 cittadini cinesi, e che chiede al governo cinese maggiore democrazia e rispetto dei diritti umani.</p>
<p>“Carta 08” si richiama a “Carta ‘77”, il documento firmato da intellettuali e attivisti cechi e slovacchi nel 1977, che premeva sul governo est-europeo per il rispetto dei diritti umani.</p>
<p>Ecco il testo completo di Carta 08 (Charter 08), tradotto da <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=14313">AsiaNews</a></p>
<p><strong>I. Introduzione</strong></p>
<p>Sono passati 100 anni dalla stesura della prima Costituzione cinese. Il 2008 segna anche i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, i 30 anni dall’apparizione del Muro della democrazia a Pechino, i 10 anni dalla firma, da parte della Cina, della Convenzione internazionale dei diritti civili e politici. Ci avviciniamo anche ai 20 anni dal massacro  di Tiananmen del 1989 contro le proteste degli studenti pro-democrazia. In questi stessi anni, il popolo cinese ha sopportato disastri nel campo dei diritti umani e innumerevoli lotte; ora molti di essi vedono con chiarezza che la libertà, l’uguaglianza e i diritti umani sono valori universali di tutta l’umanità e che democrazia e governo costituzionale costituiscono l’ossatura per proteggere questi valori.<span id="more-1651"></span></p>
<p>Allontanandosi da questi valori, il governo cinese ha compiuto un approccio alla “modernizzazione” che si è rivelato disastroso. Esso ha privato la gente dei loro diritti, distrutto la loro dignità, corrotto le normali relazioni umane. Per questo ci domandiamo: Dove va la Cina in questo 21° secolo? Vorrà continuare la “modernizzazione” dominata da un governo autoritario o abbraccerà i valori umani universali, si unirà alla corrente delle nazioni civilizzate, edificando un sistema democratico? Si tratta di una scelta fondamentale, che non può più essere rinviata.</p>
<p>L’impatto con l’occidente nel 19° secolo ha prodotto uno shock che ha portato alla caduta di un sistema autoritario decadente, segnando per la Cina l’inizio di quella che spesso si definisce “il più grande cambiamento in migliaia di anni”. È seguito un movimento di “auto-rafforzamento”, che però ha avuto come scopo solo l’appropriarsi della tecnologia per costruire cannoniere e altri oggetti materiali occidentali. L’umiliante sconfitta navale per mano dei giapponesi nel 1895 ha confermato l’anacronismo del nostro sistema politico. I primi tentativi di trasformazioni politiche in senso moderno sono avvenute nella tragica estate del 1898, duramente schiacciate  dagli ultraconservatori della corte imperiale.</p>
<p>Con la Rivoluzione del 1911 che ha inaugurato la prima Repubblica in Asia, si è creduto di aver messo nella tomba il sistema autoritario imperiale  che era durato per secoli. Ma, conflitti sociali all’interno e pressioni dall’esterno hanno fatto sì che esso durasse ancora; la Cina è caduta in un mosaico di piccoli regni dei signori della guerra e la nuova repubblica è divenuta un sogno sfuggente.</p>
<p>Il fallimento del processo di “auto-rafforzamento” e delle trasformazioni politiche ha spinto molti nostri concittadini a domandarsi se la nostra nazione non fosse afflitta da un “malessere culturale”.</p>
<p>Questo sentire, intorno al 1910, ha portato al Movimento del Quattro Maggio, che ha fatto della “scienza e democrazia” il suo vessillo.</p>
<p>Ma anche questi sforzi si sono dissolti davanti al persistere del caos dei signori della guerra e la crisi nazionale causata dall’invasione giapponese [cominciata in Manciuria nel 1931]</p>
<p>La vittoria su Giappone nel 1945 ha dato una nuova possibilità ala Cina di fare un passo verso un governo moderno, ma la sconfitta dei Nazionalisti nella guerra civile contro i Comunisti, ha gettato la nazione nell’abisso del totalitarismo. La “nuova Cina”, nata nel 1949 [anno di fondazione, da parte di Mao Zedong, della Repubblica popolare cinese - ndt] proclama che “il popolo è sovrano” ma nei fatti ha edificato un sistema in cui “il Partito ha tutti i poteri”.</p>
<p>Il Partito comunista cinese ha preso il controllo di tutti gli organi dello Stato e di tutte le risorse politiche, economiche, sociali e usandole ha prodotto una lunga scia di disastri verso i diritti umani, compresi – fra l’altro – la Campagna contro la destra (1957), il Grande balzo in avanti (1958-1960), la Rivoluzione culturale (1966-1969), il massacro del 4 giugno a piazza Tiananmen (1989). Tutto ciò, insieme agli attacchi ancora oggi in atto contro le religioni non autorizzate e la soppressione dei movimenti che difendono i diritti umani [un movimento che vuole difendere i diritti dei cittadini  promulgati dalla Costituzione cinese e combattere per i diritti umani riconosciuti dalle convenzioni internazionali e che la Cina ha sottoscritto]. In tutto questo periodo il popolo cinese ha pagato un prezzo esorbitante. Decine di milioni di persone hanno perso la loro vita e diverse generazioni hanno visto azzoppata in modo crudele la loro libertà, felicità e dignità umana.</p>
<p>Negli ultimi due decenni del 20° secolo, la politica governativa della “Riforma ed apertura” ha dato al popolo cinese un po’ di sollievo dalla diffusa povertà e dal totalitarismo di Mao Zedong, portando un incremento sostanziale nella ricchezza e nel livello di vita di molti cinesi, come anche ad un parziale recupero della libertà economica e dei diritti economici. É cominciata a crescere una società civile e la richiesta da parte del popolo di più diritti e più libertà politica. Anche l’elite al governo, muovendosi verso la proprietà privata e l’economia di mercato, ha cominciato a muoversi da un rifiuto totale dei “diritti” a un loro parziale riconoscimento.</p>
<p>Nel 1998, il governo cinese ha firmato due importanti convenzioni internazionali sui diritti umani; nel 2004, ha emendato la Costituzione per includere la frase “il rispetto e la salvaguardia dei diritti umani”. E quest’anno, il 2008, il governo ha promesso di promuovere un “Piano d’azione nazionale per i diritti umani”. Purtroppo, tutti questi progressi politici non vanno al di là della carta su cui sono scritti. La realtà politica evidente a tutti, è che la Cina ha molte leggi, ma nessuno sttao di diritto; ha una costituzione, ma non un governo costituzionale. L’elite dominante continua a rimanere aggrappato al suo potere autoritario combattendo ogni mossa verso un cambiamento politico.</p>
<p>I folli risultati sono una endemica corruzione dei quadri, un minare lo Stato di diritto, mancanza di tutela dei diritti della popolazione, perdita di etica, capitalismo grossolano, polarizzazione della società fra ricchi e poveri, sfruttamento e abuso dell’ambiente naturale, dell’ambiente umano e storico, un acutizzarsi di una lunga lista di conflitti sociali, in particolare  un indurimento dell’animosità fra rappresentanti ufficiali e gente ordinaria.</p>
<p>Mentre questi conflitti e crisi crescono di intensità, mentre l’elite al potere continua imperterrita a distruggere e privare i cittadini del loro diritto alla libertà, proprietà, alla ricerca della felicità, noi vediamo i senza-potere della nostra società – i gruppi vulnerabili, gente che viene schiacciata e controllata, coloro che soffrono crudeltà e perfino torture, che non hanno spazio adeguato per far sentire la loro protesta, né tribunali che ascoltino le loro richieste – divenire sempre più decisi, accrescendo la possibilità di un violento conflitto sociale dalle proporzioni disastrose. Il declino del sistema attuale è giunto a un punto in cui il cambiamento non è più opzionale.</p>
<p><strong>II. I nostri principi fondamentali</strong></p>
<p>Questo è un momento storico per la Cina e da esso dipende il nostro futuro. Rivedendo il processo di modernizzazione politica negli ultimi 100 anni e più, noi riaffermiamo e sottoscriviamo i seguenti valori universali fondamentali:</p>
<p><strong>Libertà. </strong>Essa è il fulcro dei valori umani universali. Libertà di parola, di stampa, di credo, di raduno, di associazionismo, di movimento, come anche la libertà di sciopero, di dimostrare e protestare, sono le forme in cui essa si esprime. Senza libertà, la Cina rimarrà sempre lontana dagli ideali della civiltà.</p>
<p><strong>Diritti umani.</strong> Essi non sono concessi benevolmente dallo Stato. Ogni persona nasce con specifici diritti alla dignità e alla libertà. Il governo esiste per la protezione dei diritti umani dei suoi cittadini. L’esercizio del potere dello Stato deve essere autorizzato dal popolo. La serie di disastri politici nella storia recente della Cina è una conseguenza diretta del disprezzo da parte del regime verso i diritti umani.</p>
<p><strong>Uguaglianza.</strong> L’integrità, dignità, libertà di ogni persona – senza guardare al livello sociale, l’occupazione, il sesso, le condizioni economiche, l’etnia, il colore della pelle, la religione o il credo politico – sono uguali per tutti. Bisogna sostenere i principi di uguaglianza di fronte alla legge e nei diritti sociali, economici, culturali, civili e politici.</p>
<p><strong>Repubblica. </strong>La forma repubblicana sostiene che il potere deve essere bilanciato fra rami differenti del governo e deve [comporre e] servire i diversi interessi. Esso ricorda l’ideale politico della tradizione cinese  della “bellezza di tutti sotto il cielo”. Permette a differenti interessi di gruppo e assemblee sociali, persone di varie culture e credo, di esercitare un auto-governo democratico e decidere in modo da raggiungere soluzioni pacifiche a problemi del pubblico, sulla base di un uguale accesso al governo e a una libera e onesta competizione.</p>
<p><strong>Democrazia.</strong> Il principio fondamentale della democrazia è che il popolo è sovrano e che il popolo sceglie il suo governo. La democrazia ha queste caratteristiche: 1) il potere politico comincia con il popolo e la legittimità di un regime deriva dal popolo. (2) Il potere politico va esercitato attraverso scelte fatte dal popolo. (3) Le cariche nei posti più importanti a tutti i livelli del governo sono determinate attraverso libere e competitive elezioni periodiche. (4) Onorando il volere della maggioranza, si deve anche proteggere la dignità fondamentale, la libertà e i diritti umani delle minoranze. In breve, la democrazia è il mezzo moderno per giungere a un governo che sia davvero “del popolo, dal popolo, per il popolo”.</p>
<p><strong>Regole costituzionali.</strong> Esse sono il modo in cui i principi espressi nella costituzione vengono attuati attraverso un sistema legale e delle regole legali. Significa proteggere la libertà e i diritti dei cittadini, limitare e definire gli scopi del potere di un governo legittimo, provvedere che vi sia un apparato amministrativo che serva questi fini.</p>
<p><strong>III. Che cosa difendiamo</strong></p>
<p>C’è un generale declino dei sistemi autoritari in tutto il mondo. Anche in Cina l’era degli imperatori e dei feudatari sta andando verso la fine. In ogni luogo è tempo ormai per tutti i cittadini di divenire padroni dei loro Stati. La pista che conduce fuori dell’impasse attuale in cui versa la Cina  è quella che porta al distacco dalla nozione autoritaria di confidare in un “illuminata supervisione” o in un “onesto burocrate”, seguendo invece un sistema di libertà, democrazia, stato di diritto, verso la crescita della coscienza di moderni cittadini che vedono i diritti come fondamentali e la partecipazione come un dovere. Proprio per questo e in uno spirito di dovere, responsabilità, costruttività di cittadini, offriamo le seguenti raccomandazioni su [come attuare - ndt] un governo nazionale, i diritti dei cittadini, lo sviluppo sociale.</p>
<p><strong>1. Una Nuova Costituzione. </strong>Dobbiamo riformulare la nostra attuale costituzione, eliminando quegli aspetti che non sono in conformità con il principio secondo cui la sovranità è del popolo, trasformandolo in un documento che davvero garantisce i diritti umani, autorizza l’esercizio del potere pubblico, serve come sostegno legale alla democratizzazione della Cina. La Costituzione deve essere la legge suprema del Paese, inviolabile da parte di individui, gruppi o partiti.</p>
<p><strong>2. Separazione dei poteri. </strong>Dobbiamo costruire un governo moderno, in cui sia garantita la separazione fra potere esecutivo, giudiziario e amministrativo. Abbiamo bisogno di una legge amministrativa che definisca l’ampiezza della responsabilità del governo, prevenendo abusi di potere. Il governo deve rispondere a chi paga le tasse. La divisione di potere fra governi provinciali e centrale deve sottostare al principio per cui i poteri del governo centrale sono solo quelli stabiliti dalla costituzione, mentre tutti gli altri poteri appartengono ai governi locali.</p>
<p><strong>3. Democrazia legislativa.</strong> I membri dei corpi legislativi devono essere tutti scelti attraverso elezioni dirette, e una democrazia legislativa dovrebbe osservare norme giuste e imparziali.</p>
<p><strong>4. Indipendenza del potere giudiziario.</strong> La legge deve essere al di sopra degli interessi di ogni specifico partito politico e i giudici devono essere indipendenti. È necessario stabilire una Corte suprema costituzionale e varare procedure per le revisioni della costituzione. Al più presto vanno aboliti tutti quei Comitati per  gli affari politici e legali che a tutt’oggi permettono ai membri del Partito comunista di ogni livello di decidere in anticipo e fuori delle corti su casi politicamente sensibili. Dobbiamo proibire con forza l’uso di cariche pubbliche per scopi privati.</p>
<p><strong>5. Pubblico controllo del servizio pubblico.</strong> L’esercito deve rispondere al governo nazionale, non a un partito politico e dovrebbe essere reso molto più professionale. Il personale militare deve giurare sulla Costituzione e rimanere neutrale. Organizzazioni politiche e partitiche devono essere proibite fra i militari. Tutti i rappresentanti pubblici, compresa la polizia,  devono servire in modo neutrale, senza schierarsi. Deve finire la pratica attuale di favorire un partito politico nelle assunzioni per un servizio pubblico.</p>
<p><strong>6. Garantire i diritti umani.</strong> Si devono garantire in modo preciso i diritti umani e il rispetto per la dignità umana. Si deve creare un Comitato per i diritti umani, capace di vigilanza fino ai corpi legislativi più al vertice, capace di bloccare possibili abusi di potere da parte del governo che violino i diritti umani. Una Cina democratica e costituzionale deve garantire in modo speciale la libertà personale dei cittadini. Nessuno deve subire arresti illegali, detenzione, accuse, interrogatori, punizioni. Il sistema della “rieducazione attraverso il lavoro” deve essere abolito.</p>
<p><strong>7. Elezione dei pubblici ufficiali.</strong> Ci deve essere un sistema completo per elezioni democratiche basate su “una persona, un voto”. Va attuato in modo sistematica l’elezione diretta dei responsabili amministrativi a livello di contea, città, provincia e nazione. Il diritto a tenere elezioni libere e periodiche e a parteciparvi è un diritto inalienabile per ogni cittadino.</p>
<p><strong>8. Uguaglianza fra città e campagne.</strong> Almeno i due terzi del sistema attuale di registrazione [residenza obbligatoria – ndt] deve essere abolito. Esso favorisce i residenti delle città e colpisce quelli che risiedono nelle campagne. Dobbiamo invece stabilire un sistema che dà ad ogni cittadino gli stessi diritti costituzionali e la stessa libertà nello scegliere dove vivere.</p>
<p><strong>9. Libertà di formare gruppi. </strong>Deve essere garantito il diritto dei cittadini a formare gruppi. L’attuale sistema di registrazione per gruppi non governativi, che richiede “l’approvazione” [previa] di un gruppo, va sostituita con un sistema in cui un gruppo registra se stesso in modo diretto e semplice. La costituzione e la legge deve governare la formazione di partiti politici; ciò significa che dobbiamo abolire il privilegio speciale di un partito che monopolizza il potere e dobbiamo garantire principi per una competizione libera e obbiettiva fra i partiti politici.</p>
<p><strong>10. Libertà di raduno. </strong>La Costituzione difende  assemblee pacifiche, dimostrazioni, proteste e libertà di espressione quali diritti fondamentali del cittadino. Non si deve permettere al partito al governo e il governo stesso di interferire in modo illegale o non costituzionale contro di essi.</p>
<p><strong>11. Libertà di espressione.</strong> Dobbiamo rendere universale il diritto di parola, di stampa e di libertà accademica, garantendo che i cittadini siano informati e messi nella possibilità di esercitare il loro diritto di supervisione. Queste libertà vanno sostenute con una legge sulla stampa che abolisca le restrizioni politiche su di essa. L’articolo dell’attuale codice criminale che parla di “crimine di incitamento alla sovversione del potere statale” deve essere abolito. Dobbiamo finirla col guardare alle parole come dei crimini.</p>
<p><strong>12. Libertà di religione.</strong> Dobbiamo garantire la libertà di religione e di credo, istituendo la separazione fra religione e Stato. Non vi devono essere interferenze del governo nelle attività religiose pacifiche. Dobbiamo abolire ogni legge, regolamento, regola locale che limiti o sopprima la libertà religiosa dei cittadini. Dobbiamo abolire il sistema attuale che richiede ai gruppi religiosi (e ai loro luoghi di culto) di ottenere l’approvazione ufficiale in anticipo, sostituendolo con un sistema in cui la registrazione è facoltativa e, per quelli che la scelgono, automatica.</p>
<p><strong>13. Educazione civica.</strong> Nelle nostre scuole dobbiamo eliminare l’educazione politica e gli esami che mirano ad indottrinare gli studenti nell’ideologia di Stato, instillando il sostegno verso il governo di un partito. Dobbiamo sostituirla con l’educazione civica che promuova valori universali e diritti dei cittadini, faccia crescere la coscienza civica e promuova le virtù civiche che servono la società.</p>
<p><strong>14. Protezione della proprietà privata.</strong> Dobbiamo attuare e proteggere il diritto alla proprietà privata e promuovere un sistema economico di mercato libero e onesto. Dobbiamo abbandonare i monopoli governativi nel commercio e nell’industria e garantire la libertà di fondare nuove imprese. Dobbiamo varare un Comitato sulla proprietà dello Stato, che faccia rapporto al parlamento nazionale, che verifiche il trasferimento di imprese statali a proprietà di privati, in una maniera neutra, competitiva e ordinata. Dobbiamo varare una riforma fondiaria che promuova la proprietà privata della terra, garantisca il diritto di comprare e vendere la terra, e permetta alla proprietà privata di essere valutata in modo vero nel mercato.</p>
<p><strong>15. Riforma finanziaria  e delle tasse.</strong> Dobbiamo stabilire un sistema della finanza pubblica che sia regolato in modo democratico e verificabile, e che assicuri la protezione dei diritti di chi paga le tasse, e che operi secondo procedure legali. Abbiamo bisogno di un sistema per cui le entrate pubbliche ad un certo livello – centrale, provinciale, di contea, o locale – siano controllate allo stesso livello. Abbiamo bisogno di una grande riforma del sistema delle tasse che abolisca ogni tassa ingiusta, semplifichi il sistema, distribuisca il peso delle imposte in modo equilibrato. Ai membri del governo è vietato l’aumento delle tasse, o l’istituzione di nuove, senza decisione pubblica e l’approvazione di una assemblea democratica. Dobbiamo riformare anche il sistema di proprietà per incoraggiare la competizione fra un più vasto numero di partecipanti al mercato.</p>
<p><strong>16. Sicurezza sociale.</strong> Dobbiamo costruire un sistema di sicurezza sociale che copra tutti i cittadini, e assicuri loro un accesso fondamentale a istruzione, sanità, pensione e impiego.</p>
<p><strong>17. Proteggere l’ambiente. </strong>Abbiamo bisogno di proteggere l’ambiente naturale e promuovere uno sviluppo che sia sostenibile e responsabile verso i nostri discendenti e verso il resto dell’umanità.  Ciò significa che lo Stato e suoi rappresentanti a tutti i livelli devono non solo fare quello che è giusto per giungere a questi scopi, ma accettare anche la supervisione e la partecipazione di organizzazioni non governative.</p>
<p><strong>18. Una repubblica federale. </strong>Una Cina democratica deve cercare di agire come una massima potenza responsabile, che contribuisca alla pace e allo sviluppo della regione Asia-Pacifico avvicinandosi agli altri in uno spirito di uguaglianza e onestà. Per Hong Kong e Macao dobbiamo sostenere le libertà che là esistono di già. Riguardo a Taiwan, dobbiamo anzitutto dichiarare il nostro impegno verso i principi di libertà e di democrazia, e quindi cercare una formula di riunificazione pacifica, negoziando fra uguali, ed essendo pronti al compromesso. Dobbiamo anche affrontare dispute nelle aeree delle minoranze in Cina con una mente aperta, cercando vie per trovare uno schema in cui tutte i gruppi etnici e religiosi possano fiorire. Dovremmo tendere allo scopo di una federazione di comunità democratiche della Cina.</p>
<p><strong>19. Verità nella riconciliazione.</strong> Dobbiamo riabilitare la reputazione di tutte le persone – comprese le loro famiglie – che hanno sofferto di ostracismo e umiliazione nelle campagne politiche del passato o sono stati bollati come criminali a causa del loro pensiero, parole, o fede. Lo Stato dovrebbe pagare un risarcimento a queste persone. Tutti i prigionieri politici e di coscienza devono essere liberati. Ci deve essere una Commissione per la ricerca della verità incaricata di trovare prove fattuali delle ingiustizie e atrocità del passato, determinando le responsabilità , garantendo giustizia e su queste basi, ricercando anche la riconciliazione sociale.</p>
<p>La Cina è una delle più grandi nazioni del mondo, uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e membro del Consiglio per i diritti umani. Alla luce di questo,  essa deve contribuire alla pace per l’umanità e al progresso dei diritti umani. Purtroppo, a tutt’oggi siamo la sola nazione fra le più grandi che rimane tuttora impantanata in una politica autoritaria. Il nostro sistema politico continua a produrre disastri sui diritti umani e crisi sociali, soffocando lo sviluppo del Paese e limitando anche il progresso di tutta la civilizzazione umana. Tutto ciò deve cambiare. Davvero deve cambiare. La democrazia della politica cinese non può più essere rimandata a dopo.</p>
<p>Per questo motivo noi, spinti da senso civico, annunciamo [la nascita di] Carta ’08. Speriamo che tutti i cittadini cinesi che condividono con noi questo senso di crisi – ma anche di responsabilità e missione – mettano da parte ogni piccola differenza e abbraccino il vasto compito  di questo movimento di cittadini. Siano essi persone del governo o semplici cittadini, di qualunque livello sociale, vogliamo lavorare insieme per produrre una grande trasformazione della società  cinese, e il rapido stabilirsi di una nazione libera, democratica e costituzionale. Possiamo davvero rendere reali gli scopi e gli ideali che il nostro popolo ha sempre cercato in modo instancabile per oltre 100 anni, contribuendo a un nuovo splendente capitolo della civiltà cinese.</p>
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		<title>La popolazione Europea dice NO ai minareti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 21:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[minareti]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
cosa voterebbero gli europei se avessero la possibilità di fare un referendum sui minareti come in Svizzera? Ecco i risultati dei sondaggi fatti in europa e riportati nell&#8217;articolo di Domenico Bonvegna. Lo posto qui come ulteriore spunto di riflessione.
LA POPOLAZIONE EUROPEA DICE NO AI MINARETI
Società(21/12/2009) &#8211; Il 29 novembre scorso il 57,5% degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/minareto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1642" title="minareto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/minareto-225x300.jpg" alt="minareto" width="225" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>cosa voterebbero gli europei se avessero la possibilità di fare un referendum sui minareti come in Svizzera? Ecco i risultati dei sondaggi fatti in europa e riportati nell&#8217;articolo di Domenico Bonvegna. Lo posto qui come ulteriore spunto di riflessione.</p>
<p><strong>LA POPOLAZIONE EUROPEA DICE NO AI MINARETI</strong></p>
<p>Società(21/12/2009) &#8211; Il 29 novembre scorso il 57,5% degli svizzeri ha approvato la messa al bando di nuovi minareti sul suolo della Svizzera. Un “Si” massiccio, appena quattro dei 26 cantoni del Paese di 7,7 milioni di abitanti hanno bocciato l&#8217;iniziativa anti-minareti: Ginevra, Basilea città, Neuchatel e Vaud. Altrove ha ovunque vinto i sì all&#8217;iniziativa con percentuali significative, come in Ticino (68,09%), e punte oltre il 70% ad Appenzello interno. Il “no” ai minareti non è un “no” al diritto di preghiera per i musulmani, ha esplicitamente affermato il parlamentare Oskar Freysinger dell&#8217;Unione democratica di centro, tra i promotori del referendum. «Il divieto dei minareti rappresenta un messaggio. La società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell&#8217;islam», ha detto Freysinger. Il risultato del referendum è stato criticato da molti, il premier turco Recep Tayyip Erdogan, a capo dell’AKP, partito islamico-moderato Giustizia e Sviluppo, ha pronunciato parole dure contro il referendum, definendo il risultato &#8220;il riflesso di un&#8217;ondata di razzismo e di estrema destra in Europa&#8221;. Ma anche il governo elvetico e la conferenza episcopale elvetica che imbarazzata per il “no” ai minareti, esprime delusione e crede che questo risultato aumenta i problemi della coabitazione tra religioni e culture. Mons. Felix Gmur, segretario della Conferenza Episcopale svizzera, ha affermato che i vescovi elvetici non sono &#8220;per niente contenti&#8221; del voto dei loro concittadini e che «il Concilio Vaticano II dice chiaramente che è lecita per tutte le religioni la costruzione di edifici religiosi, e anche il minareto è un edificio religioso». Ancora una volta in Europa troviamo: da una parte i leader “illuminati”, dall&#8217;altra il popolo “bue” egoista e che pensa solo alla pancia. L’establishment da una parte, gli svizzeri dall’altra, scrive Paolo Del Debbio su Il Giornale. Ma gli svizzeri non sono contro i musulmani. Si affretta a scrivere Andrea Holzer su L&#8217;Occidentale del 11.12.09. Loro, infatti, raramente si mettono contro qualcosa o qualcuno e il caso del referendum non fa eccezione. Hanno scoperto che i minareti di mezza Europa stanno diventando simboli politici in cui gli Imam radicali predicano la supremazia morale e politica della loro religione. Gli Svizzeri sono contro la segregazione sociale dei gay, la condanna morale degli ebrei e l’annichilimento di ogni altra religione. Sono contro le bombe umane, l’infibulazione, la lapidazione e la limitazione dei diritti e della libertà delle donne, in una parola: sono contro la Sharia. L&#8217;indizione del referendum sembrava una scampagnata di qualche esaltato, di una ristretta minoranza di scalmanati che, a detta dei più, non sarebbe andata da nessuna parte. Invece da nessuna parte è andato tutto quell’establishment che era contro coloro che non volevano più minareti in Svizzera. (Paolo Del Debbio, E&#8217; una lezione, la gente non ascolta i salotti ma la propria paura, 30.11.09 Il Giornale). Una vittoria significativa per Vittorio Messori, su un territorio dove i campanili delle chiese cattoliche come quelli dei templi protestanti hanno sempre contrassegnato gli scenari urbani come i romantici paesaggi montani(&#8230;) una sorta di compendio, di sintesi della storia e della cultura europea, piantata nel cuore del Continente, dove fa convivere le due grandi radici, la latinità e il germanesimo, ha detto no. No alla convivenza esplicita, avvertibile già a colpo d’occhio, della croce con la mezzaluna, del campanile con il minareto. Le bianche montagne, le verdi vallate, i laghi azzurri non hanno nulla a che fare con i deserti e le steppe da cui spuntarono i maomettani, tante volte contenuti a suon di spada (e le milizie elvetiche fecero la loro parte) e che ora muovono silenziosamente ma implacabilmente a una nuova conquista, varcando le frontiere spesso in modo abusivo. (Vittorio Messori, Così si scoprono le radici cristiane e la nostra cultura, 30.11.09 Corriere della Sera) Nel no ai minareti c&#8217;è qualcosa di positivo per Messori, nonostante la delusione dei vescovi, innanzitutto, la riscoperta della nostra civiltà e cultura, abbandonando quell’«inspiegabile odio di sé che caratterizza da tempo l’Occidente», per usare le parole di Joseph Ratzinger quando ancora era cardinale e ricordava agli europei che nella loro storia le luci, malgrado tutto, prevalgono sulle ombre. Ma il no ai minareti riguarda solo gli svizzeri? E&#8217; stato pubblicato un sondaggio su alcuni giornali europei dove emerge chiaramente che i cittadini europei non ne vogliono sapere di fare concessioni agli islamici. In Francia, il giornale Le Monde ha fatto un’inchiesta: “Organizzare un referendum come quello della Svizzera è un segno di democrazia o di irresponsabilità? Il 61,5% ha detto che è democrazia; 33,2% ha detto che è irresponsabilità; il 5,3% senza opinione. Le Figaro, che è di destra: 77% sì al divieto; 23% no. <strong>L’Express ha fatto un’altra domanda: Se si facesse lo stesso referendum in Francia che cosa rispondeste? L’86% risponde sì, è contro i minareti; 11% no; 2% non risponde.</strong> Radio Montecarlo <strong>83% sì; 17% no</strong>; e Soir in Belgio <strong>63,2% si; 34% no; 2,8 senza parere.</strong></p>
<p>In Spagna “Venti minutos” dà <strong>94% di sì; 6% di no</strong>. El Mundo <strong>79% sì; 21% </strong>no (con 25 mila intervenuti) In Germania, Die Welt online: <strong>87% sì; 12% no; 2% non so</strong>. In Austria, Die Presse : <strong>54% sì; 46% no</strong>. È la più bassa di tutte le inchieste. In Olanda Elzevier ha dato <strong>86% sì; 16% no</strong>. In Italia <span id="more-1641"></span>ho visto solo “Leggo” che dà 84,4% sì; 13,6 no; 2% non so. Nando Pagnoncelli, direttore dell’IPSOS, afferma però che “in generale il tema dell&#8217;Islam e dell&#8217;immigrazione suscita preoccupazione e in alcuni casi anche allarme sociale, in quanto c&#8217;è una percezione di fanatismo”. Se ci fosse un referendum simile a quello svizzero, le voci favorevoli sarebbero largamente vincenti. E se si votasse in Italia come andrebbe a finire? In alcune regioni del Nord, Lombardia e Veneto in testa, scrive Del Debbio il risultato appare scontato, si andrebbe incontro a una evidente e schiacciante sconfitta. E nel resto d’Italia? Come al Nord. Anche se poi i benpensanti sicuramente dichiareranno che il popolo italiano è incivile e che fa prevalere lo stomaco al posto del cervello. Vedete, quando in Italia qualcuno interpreta gli umori del popolo viene immediatamente tacciato di populismo. Si dice che liscia il pelo alle peggiori pulsioni del popolo bue e che, così facendo, porta l’Italia verso il baratro, scrive Del Debbio. Tante volte, poi, alle elezioni, il popolo ha scelto questi che vengono chiamati populisti perché in essi ha trovato chi dava voce a quello che pensa, che sente, che ritiene più giusto.</p>
<p>DOMENICO BONVEGNA</p>
<p>domenicobonvegna@alice.it</p>
<p>Tratto da:</p>
<p><a href="http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=47896&amp;idsezione=4">http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=47896&amp;idsezione=4</a></p>
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		<title>Una petizione online per far pressione sul vertice di Copenaghem</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 12:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[copenaghem]]></category>
		<category><![CDATA[petizione online]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
riporto l’invito a mandare una petizione di noi cittadini per chiedere che il vertice di Copenaghem abbia successo. E’ semplice richiede pochi secondi, clicca sull’immagine qui a fianco e sarai portato in una pagina dove potrai compilare la petizione. Milioni l’hanno già fatto e i governanti stanno capendo che sono sotto i nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.avaaz.org/it/save_copenhagen/?cl=410135036&amp;v=5005"><img class="alignleft" title="copenaghem" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/copenaghem-192x300.jpg" alt="copenaghem" width="192" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto l’invito a mandare una petizione di noi cittadini per chiedere che il vertice di Copenaghem abbia successo. E’ semplice richiede pochi secondi, clicca sull’immagine qui a fianco e sarai portato in una pagina dove potrai compilare la petizione. Milioni l’hanno già fatto e i governanti stanno capendo che sono sotto i nostri occhi. Anche questa è <strong>democrazia dal basso.</strong></p>
<p>Cari amici,</p>
<p>L’ultimo tentativo del vertice a Copenhagen per fermare la catastrofe del riscaldamento globale sta fallendo; soltanto una forte azione pubblica puo’ salvare il pianeta. Firma la petizione qui sotto – puo essere la petizione piú imponente della storia:</p>
<p><strong>Firma la petizione!</strong></p>
<p>A soli 2 giorni dalla sua conclusione, lo storico vertice di Copenhagen sta fallendo.</p>
<p>I leader mondiali hanno gia’ iniziato l’ultima fase di trattative dirette. Il capo di governo britanico ha chiesto direttamente ad Avaaz di promuovere l’ondata di pressione pubblica necessaria per raggiungere un accordo che fermi il catastrofico aumento della temperatura globale di 2 gradi.</p>
<p>Clicca qui sotto per firmare la petizione per un vero accordo — la campagna ha ormai atratto l’enorme cifra di 11 milioni di sostenitori — facciamo entro le prossime 48 ore la piú imponente petizione della storia! Il nome di ogni firmante si sta’ leggendo ad alta voce nel salone pubblico del vertice – firma nel link qui sotto e inoltra questo e-mail a tutti quanti!<span id="more-1635"></span></p>
<p><a href="http://www.avaaz.org/it/save_copenhagen">http://www.avaaz.org/it/save_copenhagen</a></p>
<p>A Copenhagen in questi giorni stiamo scrivendo la storia. Un gruppo di giovani hanno fatto una seduta nel mezzo del vertice e hanno iniziato a leggere il nome di ogni persona che ha firmato la petizione per un vero accordo. Un’altro gruppo sta facendo lo stesso nell’ufficio del capo di governo del Canada, e si commenta che ulteriori azioni del genere potrebbero accadere anche domani. Ieri, in una telefonata di emergenza con 3000 membri di Avaaz, il capo di governo britanico, Gordon Brown, ha detto</p>
<p>“Ciò che voi state facendo in tutto il mondo tramite internet è cruciale per lo sviluppo del vertice. Nelle prossime 48 ore non sottovalutare l’impatto che potete esercitare sui leaders qui a Copenhagen.”</p>
<p>Milioni di persone hanno visto pochi giorni fa in TV la veglia organizzata da Avaaz al vertice di Copenhagen, in cui l’Arcivescovo Desmond Tutu ha detto a centinaia di delegati e bambini:</p>
<p>“Marciammo su Berlino e il muro cadde.</p>
<p>“Marciammo per Sudafrica e l’apartheid cadde.</p>
<p>Adesso marciamo a Copenhagen – e OTTERREMMO un Vero Accordo. ”</p>
<p>A Copenhagen stiamo cercando il mandato piú grande della storia per fermare la piú seria minaccia che l’umanita abbia mai fronteggiato.</p>
<p>Le prossime 48 ore scriveranno la storia. Come ricorderanno i nostri figli questo momento storico? Diciamo loro che noi abbiamo fatto tutto il possibile.</p>
<p><a href="http://www.avaaz.org/it/save_copenhagen">http://www.avaaz.org/it/save_copenhagen</a></p>
<p>Con speranza,</p>
<p>Ricken, Alice, Ben, Paul, Luis, Iain, Veronique, Graziela, Pascal, Paula, Benjamin, Raj, Raluca, Taren, David, Josh e l’intero Avaaz team.</p>
<p>——————-</p>
<p>CHI SIAMO</p>
<p>Avaaz.org è un’organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa “voce” in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888 922 8229</p>
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		<title>Il Trattato di Lisbona istituisce l&#8217; Iniziativa popolare europea</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/12/16/il-trattato-di-lisbona-istituisce-l-iniziativa-popolare-europea/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 07:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[trattato di lisbona]]></category>

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		<description><![CDATA[riporto qui molto volentieri un articolo scritto da Thomas Benedikter
Il Trattato di Lisbona istituisce l&#8217; „Iniziativa popolare europea“
Un passo in avanti, ma troppo poco per un&#8217;Europa dei cittadini
È un inizio. Il nuovo trattato comunitario di Lisbona apre una prima breccia alla partecipazione diretta dei cittadini alla politica dell&#8217;UE. L&#8217;articolo 11, comma 4, prevede uno strumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/lisbona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1624" title="lisbona" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/lisbona-300x186.jpg" alt="lisbona" width="300" height="186" /></a>riporto qui molto volentieri un articolo scritto da Thomas Benedikter</p>
<p><strong>Il Trattato di Lisbona istituisce l&#8217; „Iniziativa popolare europea“</strong></p>
<p><strong>Un passo in avanti, ma troppo poco per un&#8217;Europa dei cittadini</strong></p>
<p>È un inizio. Il nuovo trattato comunitario di Lisbona apre una prima breccia alla partecipazione diretta dei cittadini alla politica dell&#8217;UE. L&#8217;articolo 11, comma 4, prevede uno strumento innovativo che consente ai cittadini di tutti gli stati membri di intervenire attivamente: l&#8217;Iniziativa popolare europea (European Citizens&#8217; Initiative). Almeno un milione di cittadini UE possono rivolgere alla Commissione l&#8217;invito di approvare una direttiva comunitaria. Purtroppo, questo tipo di iniziativa popolare non ha effetto vincolante. Non comporta altro che un obbligo per la Commissione UE ad occuparsi del quesito sollevato dai cittadini, ma non si specifica in che modo, cioè questa può accoglierlo, modificarlo o anche respingerlo. Perciò, l&#8217;iniziativa popolare europea equivale ad una petizione di massa che – a differenza di quella conosciuta in Italia, spesso impiegata, ma raramente efficace – è rivolta all&#8217;esecutivo europeo, non al Parlamento. A parte di questo strumento, il Trattato di Lisbona non prevede altre forme di democrazia diretta, quali per esempio referendum obbligatori o facoltativi a livello europeo. Il nuovo strumento partecipativo ora va reso operativo attraverso un regolamento europeo, a cui anche il Parlamento Europeo è chiamato a contribuire.</p>
<p>Sul piano della democrazia rappresentativa il nuovo Trattato ha rafforzato i poteri del Parlamento, senza però attribuirgli un peso ed un ruolo paragonabile ad un parlamento nazionale. L&#8217;architettura istituzionale dell&#8217;UE rimane sbilanciata a favore dell&#8217;esecutivo – il Consiglio Europeo e la Commissione – ai quali compete l&#8217;iniziativa legislativa. Il Parlamento Europeo non si è ancora assunto il ruolo classico di un parlamento a tutti gli effetti, cioè di avviare, adottare e modificare le “leggi europee“. La principale funzione legislativa resta saldamente nelle mani dei capi di governo e dei commissari da essi nominati. Il Parlamento – a differenza di parlamenti nazionali – non ha ancora la facoltà di proporre ed eleggere l&#8217;esecutivo. Anche nel caso dell&#8217;elezione delle nuove cariche del „Presidente del Consiglio Europeo“ e dell&#8217; „Alto Rappresentate dell&#8217;UE“ il Parlamento non ha voce in capitolo. Un&#8217;effettiva divisione dei poteri fra esecutivo e legislativo a livello europeo non esiste ancora, per cui ogni trasferimento di competenze nazionali all&#8217;UE comporta anche una perdita di partecipazione democratica.</p>
<p>Senza dubbi il Trattato di Lisbona è un notevole passo in avanti nello sforzo di democratizzare l&#8217;UE. Tuttavia resta ancora parecchio da fare. Da una parte il Parlamento deve ottenere il pieno diritto di iniziativa legislativo e di bilancio, cioè il diritto di avviare ed approvare atti giuridici di sua iniziativa. Dall&#8217;altra parte i cittadini devono ottenere la possibilità di intervenire direttamente nei processi decisionali UE attraverso strumenti referendari europei. Un&#8217; „Europa dei cittadini“ non può accontentarsi del solo diritto di petizione.</p>
<p>Thomas Benedikter</p>
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		<title>Villa Lagarina (TN) il secondo comune de-quorumizzato d&#8217;Italia. Altri dettagli</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/12/08/villa-lagarina-tn-il-secondo-comune-de-quorumizzato-ditalia-altri-dettagli/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 12:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[quorum zero]]></category>
		<category><![CDATA[villa lagarina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1576</guid>
		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
inserisco qui di seguito, per chi vuole approfondire, l&#8217;articolo apparso su &#8220;L&#8217;Adige&#8221; un quotidiano locale, l&#8217;intervista telefonica e la sua trascrizione, che ho fatto all&#8217;assessore alla partecipazione di Villa Lagarina, Roberto Dell&#8217;Uomo, e la bozza quasi finale dello Statuto Comunale (lo statuto nuovo approvato mercoledì scorso non è ancora disponibile online).
ecco il testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/villa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1579" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/villa.jpg" alt="" width="200" height="245" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>inserisco qui di seguito, per chi vuole approfondire, <strong>l&#8217;articolo apparso su &#8220;L&#8217;Adige&#8221;</strong> un quotidiano locale,<strong> l&#8217;intervista telefonica e la sua trascrizione, che ho fatto all&#8217;assessore alla partecipazione di Villa Lagarina, Roberto Dell&#8217;Uomo</strong>, e la bozza quasi finale dello <strong>Statuto Comunale </strong>(lo statuto nuovo approvato mercoledì scorso non è ancora disponibile online).</p>
<p>ecco il testo dell’articolo de L’Adige 4-12-09</p>
<p><strong>Villa Lagarina – Il nuovo statuto, via il quorum referendario</strong></p>
<p><strong>Ok alle “coppie di fatto”</strong></p>
<p>di Michele Comper</p>
<p>Regolarizzazione delle coppie  cosiddette di fatto, pari opportunità di genere nella Giunta Comunale  nelle commissioni, <strong>abolizione di qualsiasi quorum per i referendum (che quindi saranno validi con qualsiasi numero di votanti, e a decidere in futuro sarà chi vorrà farlo).</strong></p>
<p>Sono solo alcune delle tante novità contenute nel testo del nuovo statuto comunale, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta di mercoledì. Frutto di tre anni di lavoro, lo statuto è il risultato di un lavoro improntato alla massima condivisione:<span id="more-1576"></span> l’apposita commissione, nata da una delibera consiliare il 28 settembre del 2005, è composta infatti da quattro rappresentanti della maggioranza e quattro dell’opposizione (due per ognuno dei gruppi di minoranza) più il segretario comunale e l’assessore delegato, il vicesindaco Roberto Dell’Uomo. Presidente è Giuliana Graziola.</p>
<p>Il nuovo statuto pone tra i valori ispiratori dell’azione comunale il riconoscimento della famiglia, ma non solo di quella fondata sul matrimonio, bensì di “qualsiasi altro nucleo costituito liberamente sulla base di legami affettivi e di reciproca solidarietà, finalizzato alla stabile convivenza”.</p>
<p>Un intero capitolo è specificatamente dedicato alle pari opportunità, con l’obiettivo di facilitare la compatibilità tra famiglia e attività professionale, lavorativa e istituzionale. In particolare, si stabilisce che “nella Giunta deve essere garantita la partecipazione di entrambi i generi, prevedendo la presenza di almeno il 30% del genere meno rappresentato”. Una norma il cui esito concreto sarà a breve, alle prossime consultazioni amministrative.</p>
<p>Il nuovo statuto, poi, <strong>istituisce il bilancio sociale:</strong> un documento che illustra le attività, le risorse impiegate e i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi dichiarati nel programma. Previsto il ricorso ai consiglio comunali aperti alla popolazione su temi specifici, anche qui per la condivisione e la partecipazione.</p>
<p>Per quanto riguarda il decentramento, sono <strong>istituite le consulte frazionali, con funzioni consultive e propositive,</strong> volute per favorire una maggiore coesione tra le frazioni e il Comune, e per disporre di un osservatorio sui bisogni emergenti del territorio.</p>
<p>In futuro, poi,<strong> i referendum non avranno quorum minimo (unico caso in Trentino)</strong>, saranno perciò validi con qualsiasi numero di votanti. E al voto saranno ammessi anche<strong> i sedicenni, compresi gli apolidi e gli stranieri.</strong></p>
<p>In tema di opere pubbliche, saranno sottoposti al vaglio del Consiglio Comunale i progetti preliminari e definitivi di importo pari o superiore a 500 mila euro (oggi da un milione in su), mentre per tutte le opere pubbliche, le operazioni immobiliari, le concessioni, le costituzioni di diritti reali d’importo superiore ai 200 mila euro sarà necessario il parere consultivo del Consiglio.</p>
<p><strong>Intervista telefonica all&#8217;assessore alla partecipazione di Villa Lagarina &#8211; Roberto Dell&#8217;Uomo</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/intervista-a-Roberto-DellUomo.mp3">intervista a Roberto Dell&#8217;Uomo</a></strong></p>
<p><strong>Trascrizione dell&#8217;intervista telefonica</strong></p>
<p>Paolo Michelotto: Adesso sto parlando con il ViceSindaco di Villa Lagarina e assessore alla Partecipazione, Roberto Dell’Uomo. Oggi il quotidiano L’Adige ha riportato che a Villa Lagarina è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale, nei giorni scorsi, il nuovo Statuto Comunale del Comune di Villa Lagarina. In questo Statuto, tra varie altre cose, c’è anche una norma particolarmente interessante per noi cittadini. E’ stato abolito il quorum dai referendum. Vuole dirci assessore, come siete riusciti a togliere il quorum dai referendum comunali?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Noi nel fare il nuovo Statuto, tutta la Commissione, non soltanto il sottoscritto, tutta la Commissione, composta da maggioranze e minoranze, nonché dal sottoscritto come assessore delegato, ha ragionato sul tema della partecipazione. Ovviamente, come dire, cercando di vedere nella nuova carta, se si riuscivano ad introdurre degli elementi di maggiore democrazia partecipata, nei limiti, come dire, che il consesso cittadino poteva fare. Uno degli elementi che si era individuato era la presenza di un referendum, cioè, diciamo quantomeno le modalità di referendum, senza quorum. In quanto questo stimolava la popolazione da una parte a poter affrontare con quesiti referendari di tipo propositivo o abrogativo o quant’altro alcune tematiche che venivano dal basso, e dall’altra avere la certezza che comunque la popolazione volente o nolente era per forza coinvolta da questo punto di vista in quanto abolendo il quorum, come dire, si stimola, se così si può dire, la partecipazione a questo voto. In quanto chi non vota non ha, come dire, “non può dire la sua”. Ecco questo è stato il tema su cui abbiamo ragionato. Ovviamente poi bisogna cercare di calibrare tutta una serie di cose, perchè era una introduzione che è stata, come dire, un attimo, cercata di essere bilanciata, ma non ci sono stati contrasti particolari se non una lunga e laboriosa discussione per far sì che fosse una norma equilibrata. Ecco.</p>
<p>Paolo Michelotto: Volevo chiederle da cittadino. Come è possibile che due comuni confinanti abbiano dei consigli comunali dove in uno quello di Rovereto, l’abolizione del quorum è vista come una eresia o un tentativo di sovvertire la democrazia e un km più in là, passato il fiume, nel comune di Villa Lagarina, invece questa cosa sia ritenuta una cosa normale, anzi benefica per la democrazia. Come è possibile questa differenza?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Ecco qui è difficile rispondere. Io posso rispondere del mio territorio e del mio percorso. Noi abbiamo una amministrazione comunale, devo dire, nella componente di maggioranza, e che amministra il comune e anche nella componente di minoranza abbiamo trovato sensibilità su questi temi, perchè poi non è soltanto quello sulla partecipazione, ma ci sono nello Statuto tanti elementi nuovi che come dire, che portano a uno statuto che comunque ha degli spiragli nuovi. Si è lavorato in una maniera consona. Cosa succede nella altre parti non lo so. Devo dire che abbiamo preso anche ispirazione per esempio dallo Statuto di Ortisei. Che è un altro Statuto che ha abolito il quorum. Da questo punto di vista. E altri esempi anche extra regionali per capire come erano i meccanismi di questa cosa. La sensibilità trovata a livello delle rappresentanze politiche a livello del comune di Villa Lagarina su questi temi è stata alta. La voglia di far si che la politica fosse sempre più partecipata da questo punto di vista, e che ci fosse sempre più gente che possa essere, come dire, toccata, interessata, ai temi politici del paese, è sembrata una esigenza da non rinviare. Cioè di cogliere questo rinnovamento dello Statuto per farne, come dire, un momento importante anche in questo senso. E anche viceversa, cioè cercando per esempio di introdurre il bilancio sociale, come momento di chiarezza e di trasparenza dell’amministrazione e delle attività comunali nei confronti della popolazione e così via, tante altre piccole cose, insomma.</p>
<p>Paolo Michelotto: Sì, ho visto che nella modifica dello Statuto, c’è anche una cosa abbastanza curiosa per il trentino. Il Consiglio Comunale Aperto. Ci vuole spiegare di cosa si tratta?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Sì, il Consiglio Comunale Aperto si intende proprio un Consiglio Comunale che apre le sue porte agli interventi tecnici diversi, diciamo o che non rimane chiuso nel mondo della delega politica, ma se ci sono temi interessanti in cui servono, come dire, momenti di approfondimento con tecnici o con altre cose, si aprono alla popolazione per poter partecipare in maniera più attiva. Più presente da questo punto di vista.</p>
<p>Paolo Michelotto: Noi dell’Associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto, ci siamo chiesti se il nostro percorso anche referendario in cui chiedevamo di abolire il quorum, ha in qualche modo influito nella vostra decisione finale nel vostro Statuto.</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Su questa cosa diciamo che noi ci stavamo ragionando già da prima, su questo tema, anche perchè questo è un percorso, un lavoro di circa tre anni, per cui se andiamo indietro nel tempo eravamo prima. Indubbiamente poi c’è stata come dire, la presenza, come dire, a Rovereto di chi anche si muoveva su questo senso che sicuramente ha anche, come dire, fatto crescere le sensibilità, all’interno del nostro ragionamento. Anche se, torno a ripetere, in tutta onestà, era un ragionamento nato prima, in quanto sono circa tre anni che si sta lavorando su questi temi, e stiamo lavorando su come aumentare gli strumenti di partecipazione per la popolazione.</p>
<p>Paolo Michelotto: Posso farle alcune obiezioni che di solito ci fanno anche a noi. Ma non si rischia poi la paralisi amministrativa, con centinaia e centinaia di referendum?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Allora questo è come dire, la cosa che non soltanto fanno a voi, ma hanno fatto anche a noi, nel senso che noi in un percorso appunto partecipato, abbiamo fatto le assemblee con la popolazione per spiegare la bozza, cioè quello che ancora non era approvato, per far capire, quelle che erano le novità. Indubbiamente questa è una di quelle cose che non solo dal punto di vista della maggioranza, ma anche dal punto di vista della popolazione lasciava un po’ più, come dire, con un brivido nella schiena. Nel senso che c’era il timore che poi ci fosse la paralisi. Io credo che, anzi noi crediamo nella commissione che questo, come dire, è un rischio della democrazia, cioè bisogna pure correrlo. Io credo che bisogna fare anche un passo di, come dire, un pensiero positivo, e credere che la gente, ciò che c’abbiamo intorno, è tutto un mondo estremamente responsabile, che quando si muove, si muove in maniera responsabile, e se ottiene dei risultati, li ottiene in maniera altrettanto valida e responsabile. Cioè non credo che possa esserci, come dire, o quanto meno spero di non essere smentito, uno tsunami di chissà che tipo, insomma. Ecco, ma unicamente uno strumento in più che possa essere utilizzato e credo che quando verrà utilizzato, sarà utilizzato nella maniera più corretta.</p>
<p>Paolo Michelotto: Come giustifica i costi aggiuntivi per la democrazia dello svolgimento di tutti questi futuri referendum?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Beh, innanzitutto non so quanti ce ne saranno o meno di questi referendum. Adesso non ne ho la minima idea. I costi, sono i costi della democrazia da questo punto di vista. Indubbiamente la gente deve sapere che se si spende da una parte, in un tema di risorse non infinite, non si può spendere da un’altra. E questo devo dire che deve rimanere un quadro generale insomma di equilibrio fra tante cose. E credo che adesso fra tutto quanto i vari regolamenti che saranno fatti anche le sensibilizzazioni etc, io credo anche nella responsabilità delle forze politicamente presenti in consiglio e sul territorio e credo che questo possa essere un discorso quanto meno gestibile. Io credo che la gente per certi versi sia molto più avanti e più matura di quanto magari sono alcune istituzioni.</p>
<p>Paolo Michelotto: Ecco, questa è un’altra obiezione che ci fanno spesso. Ma i cittadini sono competenti poi sui temi del comune?</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: I cittadini a volte sono più competenti di noi sui temi del comune. Cioè sanno molto di più insomma e poi vivendo il territorio e vivendo le cose, hanno anche come dire tutta una serie di, come dire, una serie di idee in maturazione. Non credo che solo la responsabilità del politico e dell’amministratore possa essere in grado di gestire alcune cose. Questo non è possibile, insomma, non è pensabile. Io continuo a credere che ci sia una responsabilità diffusa, di una maturazione diffusa, in cui, questo è un momento buono per inserire alcuni temi, di cui forse abbiamo bisogno proprio come società, di trovare una responsabilità diffusa. Ecco.</p>
<p>Paolo Michelotto: Cosa vorrebbe dire ai suoi colleghi amministratori, a Rovereto, ma non solo, anche negli altri comuni italiani. Cosa vorrebbe dire a riguardo di queste novità che voi avete introdotto nel vostro statuto.</p>
<p>Roberto Dell’Uomo: Io credo che questi sono momenti importanti in cui bisogna gettare il cuore dall’altra parte. Cioè credere in certe cose. Io credo che una cosa ho sempre detto anche in commissione, ho detto anche in Consiglio etc. Ognuno di noi che ha fatto parte di quella commissione si è spogliato in quel momento in cui faceva parte della commissione della statuto, dal proprio ruolo di maggioranza o di minoranza, per cui con una possibilità di guardare il mondo da un’ottica particolare, diciamo da un’ottica con una angolazione ed avere il timore o di non essere garantito o di essere espropriato. Per capirci da questo punto di vista, si è tutti quanti viaggiato in maniera serena. Io credo che tutti quanti debbano fare la stessa cosa, con un’ottica verso il cittadino, che ha tutto sommato, sì, tutte le deleghe che la democrazia ci da, insieme al fatto di poter votare, di poter eleggere i propri amministratori etc, etc, ma io credo che ci sia adesso il momento ampio per, come dire, dare qualche respiro in più anche alla popolazione, alla gente e su questi temi, in quanto come dire, c’è un po’ di stasi, dal punto di vista di sensazione e di sensibilità politica.</p>
<p>Paolo Michelotto: Grazie</p>
<p>A registratore chiuso, è seguita una chiaccherata in cui l’ass. Roberto Dell’Uomo mi ha anche segnalato che hanno deciso di creare una commissione di garanti che decida sull’ammissibilità dei referendum, non di nomina politica. In questa commissione faranno parte l’ ufficio del difensore civico, il revisore dei conti del comune e un esperto nominato dal consorzio dei comuni.</p>
<p>Novità non da poco, visto che i garanti di solito sono nominati dalla maggioranza in Consiglio Comunale e quindi sono soggetti alla volontà del sindaco di turno e non degli interessi dei cittadini.</p>
<p>Bozza semifinale dello Statuto Comunale di Villa Lagarina (TN)</p>
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		<title>Le liste civiche e la democrazia partecipativa: Milano 18 ottobre 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 21:38:52 +0000</pubDate>
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di Paolo Michelotto
giro l&#8217;email informativa dell&#8217;incontro a cui parteciperò anch&#8217;io, predisposta da Dario Rinco:
La lista civica nazionale Per il Bene Comune-Lombardia, allo scopo di creare una connessione e una collaborazione sinergica di intenti ed obiettivi tra le liste civiche e le forze politiche che vogliono essere realmente rappresentative della volontà dei cittadini, organizza per domenica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1062" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/benecomune.jpg"><img class="size-medium wp-image-1062" title="benecomune" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/benecomune.jpg" alt="benecomune" width="255" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">benecomune</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>giro l&#8217;email informativa dell&#8217;incontro a cui parteciperò anch&#8217;io, predisposta da Dario Rinco:</p>
<p><strong>La lista civica nazionale Per il Bene Comune-Lombardia</strong>, allo scopo di creare una connessione e una collaborazione sinergica di intenti ed obiettivi tra le liste civiche e le forze politiche che vogliono essere realmente rappresentative della volontà dei cittadini, organizza per <strong>domenica 18 ottobre 2009  a Milano</strong> un incontro sul tema:</p>
<p><strong>LE LISTE CIVICHE E LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA</strong></p>
<div>La sede, per adesso, sarà in Largo corsi dei servi presso Chiamamilano dalle ore 17:00 alle ore 20:00 (è facilmente raggiungibile con le linee metropolitane 1, rossa, e 3, gialla, essendo in centro città).</div>
<div>In caso di adesioni superiori al previsto, abbiamo un&#8217;altra sala piu&#8217; capiente.</div>
<p>Fare rete tra le mille liste civiche, che si riconoscono realmente con i beni comuni dei propri territori, per rendere più efficaci le iniziative singole e portare ad una amministrazione più legata alla reale volontà e al controllo da parte dei cittadini grazie alla Democrazia Partecipativa.</p>
<p><strong>- Democrazia partecipativa:</strong> quali potenzialità ha? Quali sono gli ostacoli alla sua affermazione  e cosa potremmo fare per diffonderla a livello comunale?</p>
<p><strong>- Referendum comunali senza quorum:</strong> relatore Paolo Michelotto (www.paolomichelotto.it)  viaggio nella democrazia diretta e partecipata che funziona nel mondo. Dopo un esperimento concreto di democrazia partecipata che coinvolgerà i presenti, verranno illustrati con una video presentazione gli esempi dove la democrazia funziona. I referendum e le iniziative senza quorum della Svizzera, degli USA e della Baviera, la revoca degli eletti, i town meeting del new England, i town meeting del 21° secolo, le assemblee dei cittadini estratti a sorte del Canada.<br />
Concluderà la panoramica, una riflessione su quale percorso attivare per introdurre gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa nei comuni e nelle provincie;</p>
<p><strong>- Per il Bene Comune: </strong>quale progetto e quali iniziative da parte dell&#8217;unico movimento politico fuori dagli schemi dei partiti.</p>
<p>Sei invitato a partecipare all&#8217;evento e ti chiederei di inviaci al piu&#8217; presto la tua adesione specificando:</p>
<p>- n.° dei partecipanti;<br />
- comune di provenienza.</p>
<p>Inoltre se vuoi fare un tuo intervento, della durata massima di 5 minuti, inviaci l&#8217;oggetto dell&#8217;argomento stesso al fine di predisporre una scaletta per temi analoghi.</p>
<p>Se ritieni che altri tuoi amici e/o conoscenti possano essere interessati all&#8217;incontro, non esitare ad inoltrare questa mail.</p>
<p>In attesa di un tuo gradito cenno di riscontro, ti saluto caramente.<br />
Dario Rinco</p>
<p>Per il Bene Comune<br />
<a href="http://www.perilbenecomune.org">http://www.perilbenecomune.org</a></p>
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		<title>Senso civico, democrazia e nimby</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/14/senso-civico-democrazia-e-nimby/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 07:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[nimby]]></category>

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		<description><![CDATA[scorie-nuclearibig
di Paolo Michelotto
dal libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221; pag 297.
Senso civico, democrazia e nimby
Nimby è un acronimo ricavato dalle iniziali delle parole inglesi &#8220;Not In My BackYard&#8221;, che significa: non nel mio cortile.
E&#8217; un termine usato per indicare il fenomeno che riguarda le comunità che non accettano che una determinata struttura sorga nel loro territorio. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1017" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/scorie-nuclearibig.jpg"><img class="size-medium wp-image-1017" title="scorie-nuclearibig" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/scorie-nuclearibig-225x300.jpg" alt="scorie-nuclearibig" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">scorie-nuclearibig</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>dal libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221; pag 297.</p>
<p><strong>Senso civico, democrazia e nimby</strong></p>
<p>Nimby è un acronimo ricavato dalle iniziali delle parole inglesi &#8220;Not In My BackYard&#8221;, che significa: non nel mio cortile.<br />
E&#8217; un termine usato per indicare il fenomeno che riguarda le comunità che non accettano che una determinata struttura sorga nel loro territorio. Una struttura che tutti considerano necessaria, come aeroporti, centri di accoglienza per stranieri, depositi di scorie nucleari, ma che non vogliono vicino alla loro casa.<br />
Di solito queste decisioni sono imposte dall&#8217;alto dal governo, spesso accompagnate da compensazioni economiche.<br />
In Svizzera si verificò un caso interessante, perché le comunità hanno diritto di veto tramite referendum o nell&#8217;assemblea pubblica. Nel 1993 venne chiesto agli abitanti di 4 villaggi cosa ne pensassero del fatto che potesse essere costruito un deposito di scorie nucleari nelle loro prossimità. Questo sito era stato scelto dal Servizio Geologico Svizzero come quello più adatto. Le risposte date sarebbero state molto importanti poiché si era molto vicini alla decisione finale.<br />
Il risultato del sondaggio fu che il 50,8% dei cittadini era favorevole e il 44,9% contro.<br />
Un fatto interessante fu che quando venne offerta una compensazione economica annuale variabile dai 1500 ai 4500 euro, il consenso crollò dal 50,8% al 24,6%. Meno della metà. La percentuale rimase la stessa anche quando fu offerta una ricompensa più alta.<br />
L&#8217;indagine mostrò che la correttezza e la trasparenza nelle procedure di decisione giocarono un ruolo fondamentale nella percezione dei cittadini.<br />
L&#8217;offerta di compensazione economica cambiò il modo con cui essi vedevano la scelta.<br />
L&#8217;appello non era più al loro senso civico e il messaggio implicito diventava che erano stati persuasi per un calcolo economico personale. La gente sentiva la sensazione di essere stata imbrogliata.</p>
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		<title>I cittadini sono egoisti oppure altruisti?</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/13/i-cittadini-sono-egoisti-oppure-altruisti/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 09:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[egoismo o altruismo]]></category>

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		<description><![CDATA[fiducia
di Paolo Michelotto
dal libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221; pag. 295
Fiducia tra i cittadini
Ricerche di Putnam hanno dimostrato che c&#8217;è una forte relazione tra senso civico, risultati economici ed efficienza nella pubblica amministrazione. Nelle aree dove il senso civico è più alto, l&#8217;economia prospera e l&#8217;amministrazione è più efficiente.
Putnam propone degli indicatori per valutare il livello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1013" class="wp-caption alignleft" style="width: 297px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/fiducia.jpg"><img class="size-medium wp-image-1013" title="fiducia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/fiducia.jpg" alt="fiducia" width="287" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">fiducia</p></div>
<p><strong>di Paolo Michelotto</strong></p>
<p>dal libro &#8220;Democrazia dei Cittadini&#8221; pag. 295</p>
<p><strong>Fiducia tra i cittadini</strong></p>
<p>Ricerche di Putnam hanno dimostrato che c&#8217;è una forte relazione tra senso civico, risultati economici ed efficienza nella pubblica amministrazione. Nelle aree dove il senso civico è più alto, l&#8217;economia prospera e l&#8217;amministrazione è più efficiente.<br />
Putnam propone degli indicatori per valutare il livello di senso civico:</p>
<ul>
<li>affluenza ai referendum;</li>
<li>numero di quotidiani letti;</li>
<li>livello di partecipazione alla vita sociale in club e associazioni.</li>
</ul>
<p>Un numero di ricerche comparative tra diversi paesi ha mostrato che non è la cultura civica che determina la qualità della democrazia, ma piuttosto il contrario.<br />
Muller e Seligson ad esempio affermano che: &#8220;la fiducia interpersonale appare chiaramente essere un effetto piuttosto che la causa della democrazia.&#8221;<br />
La democrazia crea fiducia tra le persone e tra le persone e le istituzioni dello stato. Ricerche mostrano che coloro che guardano molto la tv mostrano una forte tendenza a prendere meno parte alla vita sociale e a sviluppare una percezione negativa dei loro simili (per esempio sovrastimando l&#8217;impatto del crimine sulla società).<br />
Nel 1960 il 58% degli americani credevano ci si potesse fidare della maggior parte della gente. Nel 1993 la percentuale era scesa al 37%.<br />
Miller e Ratner (1998) affermano che si è diffusa una cultura di reciproca sfiducia basata sulla biologia evolutiva, sull&#8217;economia neoclassica, sul comportamentismo e sulla teoria psicoanalitica che tutte assieme affermano che le persone singolarmente ricercano attivamente il loro proprio interesse. Mentre ricerche sperimentali sempre più numerose affermano una storia molto diversa.<br />
Per esempio si è scoperto che le persone:</p>
<ul>
<li>sono molto più attente alla equità delle procedure a cui sono sottoposte che ai risultati concreti di tali procedure;</li>
<li>ci tengono molto di più ai guadagni collettivi del loro gruppo che ai loro guadagni personali;</li>
<li>hanno atteggiamenti verso le politiche pubbliche modellati dai loro valori e ideologie piuttosto che dall&#8217;impatto che queste politiche hanno nel loro benessere materiale.</li>
</ul>
<p>Le persone sono molto meno concentrate sui loro interessi personali di ciò che le teorie proclamano.<br />
Ma allo stesso tempo queste teorie &#8220;egoistiche&#8221; hanno attecchito in profondità nella percezione comune.<br />
Così la maggior parte delle persone considerano se stesse più altruistiche che il resto dei loro simili.<br />
Un esperimento significativo condotto da Miller e Ratner indagava sulla disponibilità delle persone a donare il sangue gratuitamente o con ricompensa. Il 63% delle persone intervistate dichiarò la loro disponibilità a donare sangue gratuitamente. Quando venne offerta una ricompensa di 15 USD la percentuale aumentò al 73%. Un&#8217;offerta di denaro convinse quindi una percentuale di persone relativamente modesto: il 10%.<br />
Tuttavia, e qui c&#8217;è il risultato interessante dell&#8217;indagine, agli intervistati venne chiesta una stima di come avrebbero risposto. Ciò che pensavano era che il 62% delle persone avrebbe offerto sangue se ricompensate con denaro e solo il 33% lo avrebbe donato gratuitamente. Così le persone sovrastimarono il ruolo del denaro nel motivare le scelte dei loro simili.<br />
Un&#8217;altra indagine di Miller e Ratner riguardò il fumo. Venne chiesto chi approvasse restrizioni al fumo sugli aerei. Il 100% dei non fumatori approvò l&#8217;idea e l&#8217;85% dei fumatori idem. Agli stessi venne chiesto che stime facessero e si scoprì che le persone pensavano che il 93% dei non fumatori avrebbe approvato e solo il 35% dei fumatori avrebbe fatto altrettanto.<br />
Quindi le persone sovrastimarono il ruolo che il proprio interesse avrebbe giocato nelle scelte dei fumatori.<br />
I due autori scoprirono anche che l&#8217;80% dei fumatori era a favore di restrizioni al fumo nei luoghi ad alto rischio di fumo passivo (ristoranti, luoghi di lavoro, mezzi di trasporto) mentre la percezione tra le persone era che sarebbero stati favorevoli a tali restrizioni solo dal 25% al 35% dei fumatori.</p>
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		<title>la sindrome Nimby esiste o è una finta spiegazione nata per delegittimare le proteste dei cittadini?</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 21:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[nimby
di Paolo Michelotto
i cittadini sono egoisti e pensano solo a ciò che succede vicino a loro e si  disinteressano dei problemi degli altri? Se fosse vera questa tesi, allora  avrebbero ragione gli esponenti della elite che ci governa, che dicono che loro  non ci ascoltano noi cittadini, perchè loro sanno meglio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1010" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/nimby-719310.png"><img class="size-medium wp-image-1010" title="nimby" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/nimby-719310.png" alt="nimby" width="300" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">nimby</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>i cittadini sono egoisti e pensano solo a ciò che succede vicino a loro e si  disinteressano dei problemi degli altri? Se fosse vera questa tesi, allora  avrebbero ragione gli esponenti della elite che ci governa, che dicono che loro  non ci ascoltano noi cittadini, perchè loro sanno meglio di noi cos&#8217;è meglio per  noi.</p>
<p><strong>Ma per fortuna NON E&#8217; COSì!</strong></p>
<p>Qui riporto alcuni spunti per non farci prendere in giro quando ci dicono che  noi soffriamo di sindrome Nimby.</p>
<p>dal sito <a href="http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/05/nimby-niaby-e-banana.html">ecoalfabeta</a></p>
<p>Ormai tutti conoscono la cosiddetta sindrome <strong>NIMBY</strong>, Not In  My Back Yard; ovvero costruite centrali nucleari, inceneritori, tangenziali,  rigassificatori, expo ecc da un&#8217;altra parte.</p>
<p>I media (che difendono sempre in modo un po&#8217; troppo solerte i grandi  progetti) dicono che la sindrome NIMBY è effetto di egoismo, particolarismo e  provincialismo, di chi vuole le comodità senza pagarne i costi.</p>
<p>Seguendo (ma a rovescio) la logica di Garrett Harding, i cantori dello  sviluppo argomentano più o meno così: <strong>i vantaggi</strong> (di solito  dati per scontati) di una grande opera sono per tutta la collettività, mentre  gli <strong>svantaggi</strong> (mai documentati però) sono per un piccolo  numero, quindi l&#8217;opera deve essere realizzata.</p>
<p>Se fossero più onesti forse scriverebbero così:</p>
<p>* <strong>i grandi vantaggi</strong> sono per un piccolissimo gruppo  (costruttori, appaltatori, banche);<br />
* la maggioranza ha <strong>vantaggi  modesti o nulli</strong>;<br />
* mentre una minoranza (di solito marginale, con  minore potere contrattuale ecc) si becca <strong>gli svantaggi che di solito si  chiamano inquinamento, malattie e morte.</strong></p>
<p>Ecco allora che salta fuori il meno conosciuto <strong>NIABY,</strong> Not In  Anyone&#8217;s Back Yard; se un&#8217;opera consuma risorse naturali e ha un impatto  ambientale devastante, non deve essere fatta in nessun luogo!</p>
<p>La coalizione dei vari NIMBY d&#8217;Italia sta in effetti portando ad affermare  questo principio: NOTAV, NoDalMolin, ChiaiaNOdiscarica, NoExpo, notangenziale,  NOInceneritori ecc <strong>non sono espressioni di egoismi locali, ma  opposizioni di cittadini attivi a una visione novecentesca e inquinante dello  sviluppo</strong>. Partendo ad esempio dall&#8217;opposizione all&#8217;inceneritore che  vorrebbero costruire sotto casa, si passa a ragionare sull&#8217;insostenibilità di  questi grandi progetti.<span id="more-1009"></span></p>
<p>traggo dal sito <a href="http://www.ecceterra.org/significato.php">Ecceterra</a> degli amici  Nimby trentino</p>
<p>Sul significato di NIMBY<br />
estratto da &#8220;FAR PACE COL PIANETA&#8221; di Barry  Commoner<br />
Garzanti Editore, 1975 &#8211; pagg. 157 e 158</p>
<p>[...] In assenza di opposizione da parte dell&#8217;opinione pubblica, il lavoro  scientifico che ha portato alle conoscenze attuali sugli inceneritori non  sarebbe mai stato fatto. Ma l&#8217;industria è tutt&#8217;altro che grata per il lavoro che  le è stato offerto. Secondo gli industriali del settore e i loro collaboratori,  l&#8217;opposizione della gente agli inceneritori non è dettata da una preoccupazione  di ordine sociale, ma è solo espressione di grettezza individualistica: timore  di conseguenze sfavorevoli per la propria salute, per il proprio vicinato  immediato, per il valore della propria casa o dei propri terreni. Gli  specialisti in relazioni pubbliche dell&#8217;industria degli inceneritori hanno  coniato un furbo neologismo dal suono grazioso &#8211; NIMBY, sigla di Not In My Back  Yard (&#8221;Non nel mio cortile&#8221;) &#8211; per convincerci che chi è contrario agli  inceneritori lo è soltanto per un atteggiamento meschino, perché detesta  qualsiasi intrusione giudicata sgradevole nel proprio piccolo mondo, per un  impulso generico a &#8220;tener lontane le cose brutte dal proprio cortile di  casa&#8221;.<br />
Secondo H. Lanier Hickman Jr., vicepresidente esecutivo della  associazione governativa degli Enti per la raccolta e lo smaltimento dei  rifiuti, organizzazione impegnata nella promozione degli inceneritori, il NIMBY  è una malattia sociale:</p>
<p>La sindrome del NIMBY è un problema di salute pubblica di prim&#8217;ordine. E&#8217; una  malattia mentale ricorrente che continua a colpire il pubblico.</p>
<p>La sua risposta all&#8217;opposizione della gente agli inceneritori è &#8220;una campagna  per sradicare questa malattia&#8221;.<br />
Per Calvin R. Brunner, un consulente  dell&#8217;industria dello smaltimento dei rifiuti, la vera minaccia è quella  dell&#8217;anarchia:</p>
<p>Oltre un secolo fa de Tocqueville ci aveva avvertiti della possibilità che in  America si affermasse un&#8217;eccessiva democrazia. Poiché ogni uomo si sentiva  l&#8217;uguale di ogni altro, egli pronosticò che alla fine questo avrebbe condotto  all&#8217;anarchia&#8230; E&#8217; possibile che i NIMBYsti possano avere una parte importante  nel dimostrare la giustezza dell&#8217;affermazione di Alexis de Tocqueville che la  democrazia è una forma di governo insostenibile?</p>
<p>E secondo &#8220;Newsweek&#8221;:</p>
<p>Dimenticate Love Canal (dove si è avuto un esempio famoso di lotta per  l&#8217;ambiente)&#8230; Arrestate le pattuglie dei NIMBY!</p>
<p>Ma risulta che il cosiddetto NIMBY è un mito. Uno studio assai accurato della  diffusa opposizione agli inceneritori condotto per conto del Comitato per lo  smaltimento dei rifiuti dello stato della California ci dice invece che:</p>
<p>L&#8217;avversione dell&#8217;opinione pubblica agli impianti per lo smaltimento dei  rifiuti è un fenomeno recente. Prima della nascita del movimento ambientalista,  negli anni Settanta, il trattamento dei rifiuti destava scarse preoccupazioni  nel pubblico, e assai di rado furono chiusi impianti a causa delle proteste  locali.</p>
<p><strong>La gente ha incominciato a preoccuparsi del proprio cortile di casa  non perché di recente sia scoppiata un&#8217;epidemia di egoismo antisociale, ma &#8211;  come riferisce lo studio fatto in California &#8211; a causa del fatto  che</strong></p>
<p><strong>Il fallimento del governo e dell&#8217;industria nel compito di smaltire  correttamente i rifiuti ha avuto vasta pubblicità, che si è riflessa in un  crescente timore circa i pericoli collegati a tutti gli impianti di  smaltimento.</strong></p>
<p><strong>A motivare l&#8217;opposizione del pubblico agli inceneritori non è stata  la preoccupazione per la santità del proprio cortile, ma piuttosto la qualità  dell&#8217;ambiente che gli oppositori condividono con il resto della società; e  quindi si tratta di una preoccupazione non solo personale, ma anche e  soprattutto sociale.</strong></p>
<p>Prendo inoltre alcuni paragrafi da wikipedia</p>
<p><strong>Coinvolgimento nelle decisioni dei cittadini interessati</strong></p>
<p>Alcuni sostengono che la carenza di informazione ai cittadini sia spesso tra  le cause delle opposizioni incontrate da un progetto, asserendo che se i  rapporti con questi ultimi fossero impostati in maniera più aperta, anche in  accordo con la legge 2001/42/CE[1] che invita gli amministratori a consultarli e  ragguagliarli preventivamente nel caso di interventi a grande impatto  ambientale, probabilmente molte contestazioni verrebbero mitigate.</p>
<p>A tal proposito, secondo quanto riportato dal primo &#8220;Convegno Nazionale Nimby  Forum&#8221; tenuto a Roma il 6 luglio 2005, in Italia solo nel 3% dei casi sono state  avviate iniziative di ascolto nei confronti delle comunità locali prima  dell&#8217;inizio dei lavori.</p>
<p>In Francia, ad esempio, con il dialogo continuo con gli abitanti dell&#8217;area  interessata e con la loro partecipazione alle scelte progettuali e a quelle in  merito alla destinazione dei proventi compensativi, <strong>è stata fabbricato a  Aube un deposito per le scorie radioattive da 1.000.000 di m3 senza particolari  dissensi. </strong>Con lo stesso metodo il governo belga, a seguito  dell&#8217;opposizione delle amministrazioni locali, ha sospeso alcuni progetti ed ha  accettato di rivedere la propria strategia generale per lo smaltimento dei  rifiuti radioattivi [2].</p>
<p>In Italia il fenomeno del contrasto locale alla realizzazione delle  infrastrutture ha assunto proporzioni oramai rilevanti, facendo partecipi  soprattutto impianti legati al ciclo di trattamento dei rifiuti e reti  viarie.</p>
<p><strong>Possibili strumentalizzazioni</strong></p>
<p>La facile attribuzione della qualifica di NIMBY alle opposizioni ad un  progetto <strong>può squalificare</strong> a priori le eventuali valide  argomentazioni portate contro il progetto, ad esempio le critiche su vari  aspetti del piano, dall&#8217;impatto ambientale alle valutazioni sulla sua effettiva  utilità fino alle osservazioni in merito agli interessi economici che lo  supportano.</p>
<p><strong>Pertanto, l&#8217;argomento NIMBY si presta ad essere usato  pretestuosamente sia da quanti sostengono il progetto (&#8221;tutte le opposizioni  sono causate dalla sindrome NIMBY&#8221;) che da quanti lo avversano (&#8221;i nostri  argomenti non vengono ascoltati, sostenendo che si tratta solo di una protesta  NIMBY&#8221;).</strong></p>
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		<title>Nasce il nuovo quotidiano &#8220;Il Fatto&#8221; di Marco Travaglio</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 12:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[il fatto]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[
domande
di Paolo Michelotto
finalmente. Una vera democrazia non può esistere senza una informazione libera. Nasce finalmente un quotidiano che si annuncia una rivoluzione per l&#8217;Italia. Una rivoluzione perchè sarà finanziato dai lettori, non riceverà finanziamenti dallo Stato o dai partiti, non avrà grandi gruppi industriali e di pressione. Si annuncia bene, Travaglio è una garanzia, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<div id="attachment_964" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/domande2_web.jpg"><img class="size-medium wp-image-964" title="domande" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/domande2_web.jpg" alt="domande" width="300" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">domande</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p></div>
<p>finalmente. Una vera democrazia non può esistere senza una informazione libera. Nasce finalmente un quotidiano che si annuncia una rivoluzione per l&#8217;Italia. Una rivoluzione perchè sarà finanziato dai lettori, non riceverà finanziamenti dallo Stato o dai partiti, non avrà grandi gruppi industriali e di pressione. Si annuncia bene, Travaglio è una garanzia, che questo annuncio non nasconde operazioni bluff. E che io sicuramente comprerò. Almeno finchè lui rimarrà. Non condivido tutto ciò che dice e come a volte lo dice, ma sono sicuro che un quotidiano che nasce da lui sarà il massimo possibile dal punto di vista dell&#8217;obiettività, della completezza e dell&#8217;imparzialità</p>
<p>Testo di Marco Travaglio:</p>
<p><strong>Ci siamo. Il conto alla rovescia è cominciato. A settembre, finalmente, avremo un giornale nuovo, libero, tutto nostro. Un giornale eccentrico, rispetto agli altri. Un fatto nuovo. Perché?</strong></p>
<p>1) Racconterà i fatti, fin dalla sua testata. Darà la notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei temi che gli altri ignorano.</p>
<p>2) Non avrà padroni: la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interessi.</p>
<p>3) Non chiederà né avrà finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito.</p>
<p>4) Nascerà solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo, e a leggerlo. Nel paese dei giornali senza lettori, mantenuti in vita dai contribuenti, anche e soprattutto da quelli che non li comprerebbero mai, noi faremo il nostro giornale soltanto se avremo un numero di lettori sufficiente per mantenerlo in vita.<span id="more-963"></span></p>
<p>Per questo vi chiediamo di abbonarvi subito: il prezzo della nostra libertà di informare e del vostro diritto di essere informati dipende dal numero di copie che i lettori acquisteranno in edicola, ma soprattutto dagli abbonamenti che raccoglieremo prima di partire. Più abbonamenti, più libertà.</p>
<p>Il nostro giornale avrà 16 pagine, tutte a colori. Uscirà sei giorni a settimana, tranne il lunedì. Sarà un giornale di carta e un giornale web. Sarà diretto da Antonio Padellaro. Avrà una redazione di giovani agguerriti. Si avvarrà di un gruppo di firme, di inviati di punta e di autori satirici che hanno condiviso con noi la lunga battaglia contro il regime berlusconiano, senza sconti per un&#8217;opposizione troppo spesso complice. Li scoprirete via via nell&#8217;apposito spazio &#8220;AnteFatto&#8221; che creeremo presto su questo e altri blog e siti amici. Con tutte le indicazioni per abbonarvi e diventare subito soci fondatori del nostro giornale (ricevendolo per posta, possedendo un coupon da presentare in edicola, scaricandolo in rete dopo la mezzanotte, e così via).</p>
<p>Nell&#8217;attesa &#8211; che sarà breve &#8211; dell&#8217;AnteFatto, ecco i riferimenti dell&#8217;ufficio che fin da oggi riceverà le vostre prenotazioni per l&#8217;abbonamento:<br />
telefono 02-66506795<br />
fax 02-66505712<br />
mail: dettofatto@ilfatto.info</p>
<p>Vi terremo aggiornati, di settimana in settimana, delle prenotazioni raccolte. Sarà dura, ma tutti insieme ce la faremo. Dipende da tutti voi, anzi da tutti noi.</p>
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		<title>Democrazia e partecipazione a livello locale: Trento 23 maggio 2009 ore 17,45</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 07:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[GLOCAL
di Paolo Michelotto
il sabato 23 maggio 2009 a Trento c&#8217;è un interessante incontro sulla democrazia e partecipazione. Parlerò anch&#8217;io per 7 minuti delle esperienze di democrazia diretta e del percorso referendario di Rovereto.
Democrazia e Partecipazione /a livello locale
In che modo oggi i cittadini partecipano ai processi decisionali?
SABATO 23 MAGGIO 2009
Ore 17.00
Sala Rappresentanza Regione &#8211; Piazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_899" class="wp-caption alignleft" style="width: 221px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/glocal.jpg"><img class="size-medium wp-image-899" title="GLOCAL" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/glocal-211x300.jpg" alt="GLOCAL" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">GLOCAL</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il sabato 23 maggio 2009 a Trento c&#8217;è un interessante incontro sulla democrazia e partecipazione. Parlerò anch&#8217;io per 7 minuti delle esperienze di democrazia diretta e del percorso referendario di Rovereto.</p>
<p><strong>Democrazia e Partecipazione /a livello locale</strong></p>
<p><strong>In che modo oggi i cittadini partecipano ai processi decisionali?</strong></p>
<p>SABATO 23 MAGGIO 2009</p>
<p>Ore 17.00<br />
Sala Rappresentanza Regione &#8211; Piazza Dante, 16 &#8211; TRENTO</p>
<p>Conferenza con contraddittorio</p>
<p>Intervengono:</p>
<p><strong>Donata Borgonovo Re,</strong> Difensore civico per la Provincia Autonoma di Trento. E&#8217; avvocata<br />
e ricercatrice di Istituzioni di Diritto Pubblico all&#8217;Università di Trento.</p>
<p><strong>Marco Brunazzo,</strong> Ricercatore di Scienza Politica presso la Facoltà di Sociologia<br />
dell&#8217;Università di Trento. Ha contribuito nel maggio 2008 alla stesura del 1° rapporto sulla qualità della democrazia in Trentino con la ricerca &#8220;Sindaci, consigli comunali e leggi elettorali. Uno studio sul caso trentino&#8221;.</p>
<p><strong>Giovanni Kessler,</strong> Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. Magistrato<br />
dal 1985, nel 1995-96 ha prestato servizio presso la direzione distrettuale antimafia di Caltanisetta. Ha successivamente<br />
svolto numerosi incarichi internazionali in particolare a servizio dell&#8217;OCSE.</p>
<p><strong>Piergiorgio Cattani,</strong> Scrittore ed editorialista del quotidiano Il Trentino. Autore nel 2002 del<br />
provocatorio libro &#8220;Ho un sogno popolare: il racconto di un&#8217;esperienza politica in Trentino tra il PPI e la Margherita&#8221;. Dal<br />
2006 è Presidente dell&#8217;Associazione culturale Oscar Romero.</p>
<p><strong>Federico Zappini, </strong>Attivista del Centro Sociale Bruno. Da anni impegnato sui temi dell&#8217;inclusione<br />
sociale e della militarizzazione della società.</p>
<p><strong>Rodolfo Borga,</strong> Consigliere provinciale PDL. Avvocato libero professionista. Dal 1995 al 2000<br />
consigliere dell&#8217;opposizione del Comune di Mezzolombardo e successivamente 2000-2008 Sindaco rieletto col 77% dei voti.</p>
<p><strong>Paolo Michelotto,</strong> socio dell&#8217;associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto.<br />
Autore nel 2008 del libro &#8220;Democrazia dei cittadini: gli esempi reali e di successo dove i cittadini decidono&#8221;.</p>
<p>Moderatore:<br />
<strong>Fabrizio Franchi,</strong> Presidente dell&#8217;ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige.</p>
<p>Glocal / Spazio d&#8217;interdipendenza tra locale e globale<br />
Associazione di promozione sociale<br />
Via Missioni Africane, 7<br />
38100 &#8211; TRENTO<br />
info@glocalproject.org</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il potere della gente</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/01/il-potere-della-gente/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/01/il-potere-della-gente/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 21:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[il potere della gente]]></category>
		<category><![CDATA[inno alla democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
un inno alla democrazia e alla partecipazione

Se sei musicista, cantante o corista e vuoi aiutare, contattami per realizzare insieme la prossima versione.
Qui sotto il testo
Quando Gandhi, cominciò a parlare di non violenza tra la sua gente
quando martin luther king marciava per ottenere i diritti civili
ma forse il loro eroico impegno non avrebbe fruttato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>un inno alla democrazia e alla partecipazione</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lp7z27-iTqQ&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/lp7z27-iTqQ&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Se sei musicista, cantante o corista e vuoi aiutare, contattami per realizzare insieme la prossima versione.</p>
<p>Qui sotto il testo</p>
<p>Quando Gandhi, cominciò a parlare di non violenza tra la sua gente<span id="more-745"></span></p>
<p>quando martin luther king marciava per ottenere i diritti civili</p>
<p>ma forse il loro eroico impegno non avrebbe fruttato niente</p>
<p>senza il sostegno deciso e forte di tanta libera sconosciuta gente</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre idee la speranza per cambiare in meglio il mondo</p>
<p>perché questo è il nostro tempo, il tempo del cambiamento</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre mani il potere di cambiare insieme il mondo</p>
<p>perché ogni nostra azione vale a disegnare il futuro</p>
<p>Quando a Praga nel sessantotto Jan Palach si diede fuoco</p>
<p>Quando a Pechino nell&#8217;ottantanove il ragazzo fermò il carroarmato</p>
<p>ma il loro disperato impegno non ottenne poi nessun riscontro</p>
<p>cercare da soli il cambiamento è la strada sicura per il fallimento</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre idee la speranza per cambiare in meglio il mondo</p>
<p>perché questo è il nostro tempo, il tempo del cambiamento</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre mani il potere di cambiare insieme il mondo</p>
<p>perché ogni nostra azione vale a disegnare il futuro</p>
<p>Non occorre creare niente tutto già è stato inventato</p>
<p>dai referendum senza quorum, alla revoca degli eletti</p>
<p>dal bilancio partecipato al progetto di intere città</p>
<p>milioni di persone in tutto il globo già decidono il loro destino</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre idee la speranza per cambiare in meglio il mondo</p>
<p>perché questo è il nostro tempo, il tempo del cambiamento</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre mani il potere di cambiare insieme il mondo</p>
<p>perché ogni nostra azione vale a disegnare il futuro</p>
<p>Qual è allora la soluzione, nel nostro percorso verso un mondo migliore</p>
<p>Non occorre essere eroi per ottenere il cambiamento</p>
<p>Basta unire le nostre forze in un solo forte movimento</p>
<p>Democrazia letteralmente significa potere della gente</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre idee la speranza per cambiare in meglio il mondo</p>
<p>perché questo è il nostro tempo, il tempo del cambiamento</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre mani il potere di cambiare insieme il mondo</p>
<p>perché ogni nostra azione vale a disegnare il futuro</p>
<p>Tra pochi anni l&#8217;umanità sorriderà del proprio passato</p>
<p>si chiederà come avevamo potuto lasciare il potere in così poche mani</p>
<p>Abbiamo infine scoperto che siamo noi il vero potere</p>
<p>Democrazia letteralmente significa potere della gente</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre idee la speranza per cambiare in meglio il mondo</p>
<p>perché questo è il nostro tempo, il tempo del cambiamento</p>
<p>Perché abbiamo nelle nostre mani il potere di cambiare insieme il mondo</p>
<p>perché ogni nostra azione vale a disegnare il futuro</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Biennale della Democrazia: Torino 22-26 aprile 2009</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/31/biennale-della-democrazia-torino-22-26-aprile-2009/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/31/biennale-della-democrazia-torino-22-26-aprile-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[deliberazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[biennale della democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[biennale-democrazia
di Paolo Michelotto
per chi è interessato ad approfondire di tematiche di democrazia soprattutto dal punto di vista della partecipazione e della deliberazione (curiosamente assente gli esempi di democrazia diretta) il 22-26 aprile a Torino si apre la Biennale della Democrazia.
Riporto qui parte della presentazione che si trova nel sito:
http://www.biennaledemocrazia.it/

Perché Biennale Democrazia
Dal 22 al 26 aprile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_743" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/biennale-democrazia.jpg"><img class="size-medium wp-image-743" title="biennale-democrazia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/biennale-democrazia-300x73.jpg" alt="biennale-democrazia" width="300" height="73" /></a><p class="wp-caption-text">biennale-democrazia</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>per chi è interessato ad approfondire di tematiche di democrazia soprattutto dal punto di vista della partecipazione e della deliberazione (curiosamente assente gli esempi di democrazia diretta) il 22-26 aprile a Torino si apre la Biennale della Democrazia.</p>
<p>Riporto qui parte della presentazione che si trova nel sito:</p>
<p><a href="http://www.biennaledemocrazia.it/">http://www.biennaledemocrazia.it/</a></p>
<div class="not">
<h3>Perché Biennale Democrazia</h3>
<p><strong>Dal 22 al 26 aprile 2009</strong> a Torino si svolgerà la prima edizione di <strong>Biennale Democrazia</strong>, appuntamento culturale sul tema della democrazia aperto all’adesione e al contributo di tutti i cittadini. Una grande <strong>manifestazione internazionale</strong> per rispondere al bisogno diffuso di <strong>partecipazione</strong> e <strong>confronto</strong> che è alla base di ogni società democratica. Le attività di Biennale Democrazia non si esauriranno nei cinque giorni della manifestazione, ma proseguiranno come <strong>laboratorio pubblico permanente</strong>: per elaborare i risultati della prima edizione e preparare quella del 2011, nel 150° dell’Unità d’Italia.<span id="more-742"></span></p>
<h4>Aperta a tutti creata da tutti</h4>
<p>Biennale Democrazia sarà occasione di incontro tra esperti, studiosi e pubblico, e soprattutto metodo e strumento per tradurre la cultura della democrazia in <strong>pratica della democrazia</strong>, per esercitare i diritti e adempiere i doveri nella vita democratica.<br />
Per questo Biennale Democrazia sarà <strong>dialogo</strong> aperto, reciprocità tra posizioni diverse e tra relatori e pubblico, esperienza concreta e <strong>coinvolgimento</strong> diretto dei cittadini.</p>
<h4>Una palestra per l&#8217;esercizio democratico</h4>
<p>Si potranno seguire cinque tipi di allenamento:</p>
<ul>
<li><strong>Esercizi di conoscenza</strong><br />
Lezioni, incontri e dibattiti</li>
<li><strong>Esercizi di dibattito pubblico</strong><br />
Esperienze concrete di deliberazione informata</li>
<li><strong>Esercizi di dialogo</strong><br />
Seminari a iscrizione</li>
<li><strong>Esercizi di formazione</strong><br />
Iniziative per i giovani e gli insegnanti</li>
<li><strong>Esercizi di rappresentazione</strong><br />
La democrazia in mostre, spettacoli e concerti</li>
</ul>
<h4>Torino sede per elezione</h4>
<p>La cultura della democrazia è di casa a Torino. Qui è nato il primo Parlamento italiano e da qui studiosi, giuristi, politici e cittadini hanno dato per decenni importanti contributi alla democrazia: dal Risorgimento fino a oggi, attraverso l’Unità d’Italia e la Resistenza.</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>8 marzo 2009: 2000 cittadini a Firenze da tutta Italia. Molti aspetti positivi, alcuni difetti.</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/08/8-marzo-2009-la-festa-di-firenze-con-2000-cittadini-da-tutta-italia/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/08/8-marzo-2009-la-festa-di-firenze-con-2000-cittadini-da-tutta-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 20:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[firenze 8-3-09]]></category>

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		<description><![CDATA[firenze liste civiche 5 stelle 08032009356
di Paolo Michelotto
l&#8217;incontro a Firenze è stato di grande valore. I relatori, tranne un paio di eccezioni, hanno portato conoscenza, energia e punti su cui riflettere. Le liste civiche 5 stelle in formazione in tante parti d&#8217;Italia hanno mostrato che c&#8217;è un sacco di voglia di cambiamento, le 2000 persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_701" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/08032009356.jpg"><img class="size-medium wp-image-701" title="firenze liste civiche 5 stelle 08032009356" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/08032009356-300x225.jpg" alt="firenze liste civiche 5 stelle 08032009356" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">firenze liste civiche 5 stelle 08032009356</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;incontro a Firenze è stato di grande valore. I relatori, tranne un paio di eccezioni, hanno portato conoscenza, energia e punti su cui riflettere. Le liste civiche 5 stelle in formazione in tante parti d&#8217;Italia hanno mostrato che c&#8217;è un sacco di voglia di cambiamento, le 2000 persone presenti da tutta Italia hanno instaurato una fitta rete di relazioni e di scambio di contatti.</p>
<p>Petrella, un vero Professore, ha parlato in maniera ispirata dell&#8217;acqua. Boschini ha raccontato le tante cose che anche 1 solo consigliere può fare. I due dottori hanno parlato dello scandalo degli inceneritori. Il giornalista di Zero Waste ha raccontato in maniera sconvolgente che l&#8217;obiettivo Rifiuti Zero è già attuato o progettato nei posti più evoluti del pianeta. Nella California, in Nuova Zelanda, a Toronto, a Seattle, a San Jose nella Silicon Valley. Grillo è stato un mostro di bravura nella gestione del pubblico, nel suscitare emozioni, nel rendere la giornata speciale. Travaglio ha datto il suo tocco di ironia nel raccontare la Costituzione e le cose che i nuovi amministratori potrebbero fare conoscendo e chiedendo di fare applicare le leggi. L&#8217;esperto di Digital Divide ha raccontato come attuare la connessione gratuita e diffusa partendo dai comuni, con il Wi-Fi.</p>
<div id="attachment_704" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/08032009357.jpg"><img class="size-medium wp-image-704" title="firenze liste civiche 5 stelle beppe grillo" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/08032009357-300x225.jpg" alt="firenze liste civiche 5 stelle beppe grillo" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">firenze liste civiche 5 stelle beppe grillo</p></div>
<p>Tutto bello? Rispetto al panorama politico italiano è stato un avvenimento con una energia eccezionale. Le persone presenti erano persone oneste, che credono nella moralità, nel rispetto delle regole, nella giustizia, nell&#8217;innovazione. La voglia di cambiamento, le vibrazioni nell&#8217;aria, lo spirito condiviso, erano elettrizanti.</p>
<p>Ma, ci sono dei grossi nei.</p>
<p>1. il programma dei 12 punti (tutti belli, tutti condivisibili, tutti di buon senso) è stato distribuito al nostro arrivo alle 9 del mattino. Ossia già pensato e scritto nei giorni scorsi. Da chi? Non certo dai partecipanti. Probabilmente da Beppe e pochi altri.</p>
<p>2. prima si sono sentiti gli esperti, solo dopo i cittadini, che hanno parlato solo nel pomeriggio, con una buona parte dei presenti che si era già incamminata sulla strada del ritorno.</p>
<p>3. l&#8217;evento poteva essere organizzato con lo stile di una giornata deliberativa (es come i Town Meeting del 21° secolo) ossia facendo emergere le esigenze, i temi e le priorità condivise tra tutti i presenti. E mettendo in ordine di importanza le proposte per creare una Carta dei Cittadini presenti a Firenze. Un&#8217;occasione unica per mostrare a tutti i presenti che si possono organizzare giornate deliberative tra tantissimi presenti (anche fino a 5000) e mandare a casa in tutte le città italiane cittadini con una conoscenza delle tecniche deliberative più avanzate. Un virus della democrazia che poteva infettare l&#8217;intera Italia. Invece tutto è stato un po&#8217; calato dall&#8217;alto. Con buone intenzioni, ma con poca fiducia nei partecipanti.</p>
<p>Il movimento delle Liste Civiche 5 Stelle ha molte funzioni e pregi. L&#8217;aspetto della democrazia e della deliberazione e del coinvolgimento dei cittadini ha ancora grandi margini di miglioramento.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>gita a Firenze a conoscere i VIRUS dal BASSO</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/07/gita-a-firenze-a-conoscere-i-virus-dal-basso/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 19:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
io e alcuni amici di Rovereto e di Trento andremo in gita a Firenze. Ad ascoltare, vedere, conoscere e se possibile a proporre il libro “Democrazia dei Cittadini”. Le eventuali offerte andranno a finanziare la campagna referendaria comunale a Rovereto.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>io e alcuni amici di Rovereto e di Trento andremo in gita a Firenze. Ad ascoltare, vedere, conoscere e se possibile a proporre il libro “Democrazia dei Cittadini”. Le eventuali offerte andranno a finanziare la campagna referendaria comunale a Rovereto.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DDU9Ay4JzGo&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DDU9Ay4JzGo&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le Giunte del Buon Governo in Chiapas, Messico. Un esperimento di democrazia diretta riuscito?</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/29/le-giunte-del-buon-governo-in-chiapas-messico-un-esperimento-di-democrazia-diretta-riuscito/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/29/le-giunte-del-buon-governo-in-chiapas-messico-un-esperimento-di-democrazia-diretta-riuscito/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 22:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[giunta del buon governo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
le Giunte del Buon Governo sono nate nel 2003 nel Chiapas (Messico). Sono formate da rappresentanti eletti dalle comunità per fare parte delle Giunte. La durata del loro incarico è di 3 anni, non è retribuita, è revocabile dalle assemblee che hanno eletto questi rappresentanti. All&#8217;interno delle Giunte si presta servizio continuo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/ezln.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-539" title="ezln" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/ezln.jpg" alt="ezln" width="263" height="233" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>le Giunte del Buon Governo sono nate nel 2003 nel Chiapas (Messico). Sono formate da rappresentanti eletti dalle comunità per fare parte delle Giunte. La durata del loro incarico è di 3 anni, non è retribuita, è revocabile dalle assemblee che hanno eletto questi rappresentanti. All&#8217;interno delle Giunte si presta servizio continuo per 1 settimana, 10 giorni o 1 mese a seconda della zona e dopo c&#8217;è rotazione. Quindi centinaia di persone, giovani, donne e anziani stanno facendo esperienza di governo. Le Giunte del Buon Governo sono gli strumenti di democrazia utilizzati nel Chiapas e nello stesso momento anche scuole di democrazia. Il concetto che sta alla base è che qualunque cittadino può anche diventare amministratore, senza requisiti di studio particolari o esperienze politiche. E&#8217; democrazia diretta? Forse non ancora, almeno per gli standard europei. Però è molto più della democrazia rappresentativa, che convive negli stessi luoghi e che negli stessi luoghi non funziona.</p>
<p>Ecco un brano che spiega nel dettaglio le Giunte del Buon Governo</p>
<p align="center"><strong>BILANCIO DELLE GIUNTE DI BUON GOVERNO<br />
CHIAPAS: LE ALTERNATIVE ZAPATISTE<br />
MISSIONE DI OSSERVAZIONE DEL GRUPPO <em>PAZ CON DEMOCRACIA</em></strong></p>
<p align="justify"><em>Paz con Democracia</em>, organizzazione civile nata nel   contesto del conflitto in Chiapas, ha inviato una   missione di osservazione nello stato meridionale. Qui   pubblichiamo la prima parte di un rapporto che   conferma &#8220;<em>la forza del processo autonomistico   zapatista</em>&#8220;.<br />
Il gruppo conclude che &#8220;<em>ad oltre un anno   dalla nascita dei Caracoles zapatisti, emerge   l&#8217;esperienza dei governi che comandano obbedendo   rispetto alla crisi di legittimità e credibilità della   democrazia formale e della classe politica che la   sostiene</em>&#8220;.<span id="more-537"></span><br />
Nello stesso tempo, gli osservatori hanno   confermato &#8220;<em>l&#8217;insistenza del governo nel mantenere la   guerra di contrainsurgencia e la gestione del   conflitto</em>&#8220;.</p>
<p align="justify"><em><strong>Paz con Democracia</strong></em>, organismo della società civile che   sorge nel contesto dal conflitto in Chiapas, dal 17 al   20 febbraio dell&#8217;anno in corso ha organizzato una   missione di osservazione nello stato. Partendo dal   concetto che il conflitto armato interno è espressione   del conflitto strutturale, la visita ha compreso una   serie di scambi con diversi attori sociali e civili   del Chiapas al fine di fornire una visione più ampia e più vicina possibile al contesto attuale.</p>
<p align="justify">Uno dei principali scopi del gruppo è stato costatare   gli avanzamenti, i problemi e le sfide delle Giunte di   Buon Governo a partire dalla tesi che i processi di   costruzione e pratica di autonomia di fatto in   territorio zapatista, costituiscono un fenomeno di   portata eccezionale per un progetto di nazione   alternativo con pratiche nuove di partecipazione e   democrazia diretta.</p>
<p align="justify">Già Pablo González Casanova nel settembre del 2003   anticipava: &#8220;<em>La concretizzazione del progetto</em> (delle   Giunte di Buon Governo) <em>avviene trasformando le lotte   per le autonomie e la creazione di autonomie in reti   di popoli autonomi&#8230;. Il loro scopo è creare con le   comunità, da parte delle comunità e per le comunità,   organizzazioni di resistenza che d&#8217;ora in poi formino   delle maglie al contempo articolate, coordinate e   autogovernate che permettano loro di migliorare la   capacità di contribuire a far sì che un altro mondo   sia possibile&#8221;</em> <strong>[Perfil, supplemento di La Jornada, 26   settembre 2003]</strong>.</p>
<p><strong>Giunte di Buon Governo</strong></p>
<p align="justify">Ad oltre un anno dalla nascita dei Caracoles   zapatisti, emerge l&#8217;esperienza dei governi che   comandano obbedendo rispetto alla crisi di legittimità   e credibilità della democrazia formale e della classe   politica che la sostiene. Esperienza che si<br />
ingigantisce nel contesto di accerchiamento militare   di penetrazione, guerra di usura, attività di   vessazione paramilitare, precarietà del sostentamento   economico ed alimentare, e minaccia permanente di   corporazioni e progetti governativi che colpiscono il   territorio e le risorse naturali dei maya zapatisti.</p>
<p align="justify">Paz con Democracia ha visitato quattro dei cinque   Caracoles (La Garrucha, Roberto Barrios, Morelia e   Oventic), realizzando interviste ai membri delle   rispettive Giunte di Buon Governo con domande relative   a temi generali di governo, giustizia, economia,   contrainsurgencia e paramilitarismo.</p>
<p align="justify">Le Giunte di Buon Governo (JBG) si stabiliscono dal   momento in cui il governo federale ha chiuso tutte le   porte al compimento degli Accordi di San Andrés   (febbraio 1996). Operano sulla base delle necessità   della gente e a partire dalle abitudini di ogni zona,&#8221;<em>dai modi di ognuno</em>&#8220;. Le Giunte, soprattutto, &#8220;<em>devono   obbedire al popolo, rispettare la voce del popolo, la   decisione del popolo</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">I governi dei municipi autonomi e delle Giunte   regionali hanno legalità e legittimità perché vengono   insediati sulla base e in conformità con gli Accordi   di San Andrés e secondo il mandato conferito dalle   comunità. Le Giunte sono considerate come &#8220;<em>una porta   più grande per camminare in avanti</em>&#8221; e si afferma che   sul terreno politico, stanno dando soluzione ai problemi dei municipi e, spalla a spalla con questi,&#8221;<em>le Giunte stanno dando risultati</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">All&#8217;interno delle Giunte sono rappresentati i diversi   Municipi Autonomi esistenti nella zona di competenza.   Così, le Giunte sono formate da componenti dei diversi   Consigli Municipali Autonomi che sono eletti nelle   rispettive Assemblee Comunitarie per far parte della   Giunta per un periodo di tre anni. In questo modo, la   Giunta raccoglie l&#8217;esperienza di ogni Consiglio e si   garantisce il suo lavoro a tempo pieno attraverso la   rotazione permanente (generalmente settimanale) dei   suoi componenti.</p>
<p align="justify">L&#8217;incarico è onorifico, considerato come un &#8220;<em>servizio   alla comunità</em>&#8221; e solo occasionalmente le comunità   provvedono al pagamento delle spese per i   trasferimenti. Ogni settimana, ogni 10 giorni od ogni   mese, a seconda del caso, la relativa Giunta si   rinnova completamente attraverso la rotazione degli   eletti per un periodo di tre anni, garantendo così la   continuità del seguimento delle questioni in corso di   sua competenza. A partire dai verbali che riportano le   questioni risolte e ancora in corso, viene quindi   elaborata una relazione annuale di tutto quello di cui   si sono occupate questi enti regionali di governo.</p>
<p align="justify">Nonostante esista la revoca del mandato per chi non   adempie ai suoi incarichi, si preferisce ricorrere a   richiami per correggere condotte anomale o eventuali   mancanze nei compiti assegnati da parte di alcuni dei   suoi membri. I membri delle Giunte non hanno   necessariamente titoli di studio ufficiali o   precedenti esperienze, ma si ritiene che   l&#8217;apprendimento avvenga proprio nello svolgimento   dell&#8217;azione di governo.</p>
<p align="justify">Il coinvolgimento delle donne è in aumento dopo   l&#8217;autocritica fatta dal portavoce dell&#8217;EZLN sulla   scarsa partecipazione femminile nel primo anno di vita   delle Giunte. Inoltre, si è notata la presenza di   molti giovani nei compiti di governo. Tuttavia, è   stata rimarcata la particolare considerazione di cui   godono gli anziani nelle comunità, in molte delle   quali sono organizzati come Principali o Consigli   degli Anziani, formati anche da donne.</p>
<p align="justify">È evidente il criterio zapatista di rottura con   l&#8217;idea secondo la quale governare sia un lavoro per   professionisti della politica che monopolizzano le   cariche pubbliche, costituendosi in enti burocratici   che si impadroniscono della rappresentanza e   dell&#8217;informazione, che vengono utilizzate per   garantirsi la permanenza e la riproduzione.</p>
<p align="justify">Al contrario, le Giunte si costituiscono come una   scuola di democrazia per tutta la comunità, perché   centinaia di persone imparano &#8220;<em>dall&#8217;esperienza, che è la cosa che insegna</em>&#8220;, elevando il livello e l&#8217;ampiezza   della coscienza collettiva.   In questi quasi due anni di esistenza, si può notare   un alto grado di consenso dell&#8217;autorità delle Giunte   non solo tra le basi di appoggio e le comunità   zapatiste, ma perfino tra priisti, autorità ufficiali   municipali e statali, arrivando perfino ad alcune   Giunte che hanno ricevuto &#8220;<em>fratelli paramilitari</em>&#8221; con   i quali, a detta dei loro membri, si sono raggiunti &#8220;<em>buoni accordi</em>&#8220;. Nell&#8217;immaginario degli abitanti   delle cinque Giunte di Buon Governo, si è fatta strada   la reputazione di essere istanze in cui &#8220;<em>si risolvono   i problemi</em>&#8221; e, soprattutto, &#8220;<em>senza mance o   corruzione</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">In ogni Giunta funziona una Commissione di Vigilanza,   sempre a rotazione, e nominata dalle assemblee. Queste   funzionano come &#8220;<em>Ufficiale delle Parti</em>&#8221; ed hanno il   compito di raccogliere i dati di chi desidera   presentare istanze alla Giunta, classificare i tipi di   problemi e trasmettere il tutto all&#8217;ente incaricato di   governo. La Commissione di Vigilanza è presente anche   alle riunioni affinché la &#8220;<em>Giunta non prenda una   cattiva strada</em>&#8220;. Tuttavia, si è rilevato che la   vigilanza maggiore su questi governi regionali viene   esercitata dalle comunità, fonte del potere e della   rappresentanza, le quali si preoccupano che si stia   esercitando un buon governo sotto il principio massimo   di &#8220;<em>comandare obbedendo</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">Nella regione sotto le Giunte di Buon Governo non si   rileva conflitto interetnico, malgrado diversi popoli   convivano nei territori sotto il suo controllo, poiché &#8220;<em>esiste una sola direzione per tutti</em>&#8220;. L&#8217;unità tra i   popoli cammina di pari passo con il processo   autonomistico, con la pratica di un&#8217;ampia   partecipazione nell&#8217;esercizio di governo.</p>
<p><strong>Applicazione della giustizia </strong></p>
<p align="justify">La giustizia è esercitata a diversi livelli e per   diversi attori. In prima istanza ci sono le autorità   municipali autonome, i giudici municipali e i Consigli   degli Anziani. Se il conflitto non viene risolto, si   passa alla seconda istanza delle Giunte di Buon   Governo.</p>
<p align="justify">La giustizia zapatista, simile a quella di altri   popoli indios, utilizza la prigione solo in casi e   momenti estremi, perché si ritiene che la reclusione   abbia effetti negativi fisici e mentali. Si preferisce   quasi sempre il &#8220;<em>risarcimento del danno</em>&#8220;, il lavoro   comune, il convincimento e la riflessione di chi ha   tenuto comportamenti o realizzato azioni non approvate   dalla comunità (alcolismo, prostituzione, violenza   famigliare).</p>
<p align="justify">Nei conflitti tra privati, entrano in campo la   conciliazione e la negoziazione tra le parti fino al   raggiungimento di un accordo soddisfacente per le   stesse. Su questo terreno, si risponde ai problemi e   si analizza ognuna delle parti per dare ragione &#8220;a <em>chi   ce l&#8217;ha</em>&#8221; e sulla base che &#8220;<em>tutto sia equo</em>&#8220;. Per i casi   gravi come, omicidio, violenza, narcotraffico, i   trasgressori sono rimessi alle autorità ufficiali con   l&#8217;assistenza delle organizzazioni di diritti umani.   Così, la peggiore punizione è separare il presunto   colpevole dalla sua comunità e lasciarlo nelle mani   della giustizia statale o federale, in cui non ci sono   conciliazione né risarcimento del danno e la pena   stabilita è la reclusione.</p>
<p><strong>Sostenibilità economica </strong></p>
<p align="justify">La sostenibilità del progetto autonomistico è uno   degli aspetti che più preoccupano le Giunte di Buon   Governo; per questo motivo una delle principali sfide è arrivare ad una maggiore autosufficienza economica,   producendo e consumando nelle proprie comunità. La   semina di fagioli, mais e caffè, in molte regioni   realizzata in maniera collettiva, continua ad essere   una delle principali attività economiche benché ci sia   coscienza dell&#8217;usura della terra negli Altos, per   esempio, per l&#8217;uso di fertilizzanti chimici; per   questo stanno imparando ad utilizzare fertilizzanti   organici.</p>
<p align="justify">Parallelamente, vari progetti produttivi sono in   funzione: cooperative per l&#8217;esportazione del caffè,   officine di calzoleria, cooperative di artigianato,   negozi e rivendite di alimentari, caffè e miele. In   alcune delle Giunte ci sono camion utilizzati per il   trasporto pubblico e per trasportare la merce ed   evitare il <em>coyotaje</em> e l&#8217;intermediazione.</p>
<p align="justify">Lo zapatismo, attraverso le Giunte, esprime la sua   determinazione di difendere il territorio e la terra   perché c&#8217;è coscienza che queste sono le basi della   propria cultura e della propria esistenza come popolo.   Enfaticamente dichiarano &#8220;<em>se si vende la terra, è   tutto finito; la terra è nostra madre; il contadino   non sa fare altro che lavorare la terra</em>&#8220;. L&#8217;identità   come popolo e come classe contadina spiega la difesa   storica del proprio territorio fisico e simbolico.   Sanno anche che l&#8217;emigrazione sta colpendo la vita   comunitaria e lo sviluppo autonomistico, benché   segnalino che questo è un fenomeno storico e ricordano   che l&#8217;emigrazione non è di oggi, &#8220;<em>noi abbiamo sempre   emigrato, siamo stati braccianti e lavoratori nelle   fattorie e in città</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">Non si perde di vista neppure il fatto che i progetti   economici del governo hanno una finalità   contrainsurgente la cui strategia è &#8220;<em>dividere i   popoli, colpire l&#8217;unità delle comunità&#8221;. Per questo,   spiegano, &#8220;ci sono compagni che non capiscono la lotta   e si danno al governo&#8221;. Sono anche consapevoli</em> dello   scopo del Plan Puebla Panamá che &#8220;<em>non è a beneficio   del popolo</em>&#8220;. E davanti a questo tipo di programmi   segnalano: &#8220;<em>Non permetteremo che i governi   costruiscano centrali idroelettriche né progetti   ecoturistici. Lottiamo affinché non ci distruggano   come zapatisti e come indigeni. Siamo in resistenza.   Non dipendiamo da nessuno; non accettiamo niente dal   malgoverno. Chiediamo rispetto e noi rispettiamo gli   altri</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Educazione e salute </strong></p>
<p align="justify">L&#8217;educazione e la salute sono due importanti pilastri   del processo autonomistico. Gli zapatisti non   permettono che il governo imponga i suoi programmi   educativi, per cui ci si appoggia sul lavoro dei   promotori di educazione che non ricevono nessun   compenso e che preparano i programmi e i materiali   affinché i &#8220;<em>bambini imparino il carattere e le ragioni   della lotta zapatista</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">Si dichiara che &#8220;<em>stiamo camminando affinché i nostri   figli sappiano far valere i loro diritti, che nessuno   li inganni, affinché i nostri figli abbiano   un&#8217;educazione autonoma</em>&#8220;. I promotori sono sostenuti   dalle comunità, molte delle quali destinano una <em>milpa</em> per il suo sostentamento. Ci sono decine di scuole   primarie nel territorio ribelle, e nel Caracol di   Oventic funziona l&#8217;unica scuola secondaria autonoma   zapatista.</p>
<p align="justify">Alle cliniche presenti nei Caracoles arrivano malati   di tutte le religioni e credo politico, perché i   servizi offerti hanno guadagnato la fiducia e   l&#8217;approvazione della gente. Sono arrivati perfino   paramilitari e priisti che sono stati assistiti con   uguale attenzione e professionalità. Nei Caracoles   esiste un concetto integrale di salute per cui si   pratica la medicina allopatica insieme alla farmacopea   comunitaria e alla medicina tradizionale. Il progetto   di salute comprende programmi di igiene e campagne di   vaccinazione, farmacia, ambulatorio dentale, banca del   sangue, operazioni chirurgiche, ospedalizzazione e   sale parto.</p>
<p><strong>Esercito e paramilitari </strong></p>
<p align="justify">Nelle Giunte di Buon Governo si è consapevoli del   ruolo dell&#8217;Esercito nei loro territori, delle stragi   della militarizzazione, con la sua sequela di   prostituzione, alcolismo e narcotraffico,   dell&#8217;attività permanente dei paramilitari. Si ritiene   che tutto questo serva per distruggere. Tuttavia, a   questa strategia si oppone quella degli zapatisti che è costruire la propria autonomia. &#8220;<em>Loro rappresentano   la morte, noi la vita. Il governo ha i suoi eserciti,   sostiene i paramilitari e vuole la testa dell&#8217;EZLN.   Tuttavia, gli zapatisti hanno dalla loro la società   civile nazionale ed internazionale che ha fornito lo   spazio necessario per potere camminare</em>&#8220;. Di fronte   all&#8217;Esercito ed ai paramilitari, la risposta degli   zapatisti è &#8220;<em>non cadere nella provocazione</em>&#8220;, che   presuppone esercitare la tolleranza e cercare la   conciliazione, valori non estranei alle comunità.</p>
<p align="justify">Nel Caracol di La Garrucha, sede di comunità che   furono &#8220;<em>bruciate</em>&#8221; e &#8220;<em>distrutte</em>&#8221; dalle truppe federali   dopo l&#8217;offensiva militare del febbraio 1995, membri   della JBG segnalano che l&#8217;Esercito Messicano&#8221;<em>pattuglia</em>&#8221; i municipi autonomi, &#8220;<em>sta dentro il territorio zapatista</em>&#8221; e &#8220;<em>a volte utilizza i   paramilitari per fare provocazioni</em> (&#8230;) <em>Non ci   fidiamo. Potrebbe verificarsi un altro tradimento,   come quello di Ernesto Zedillo&#8221;. &#8220;Lo Stato ci assiste   con le briciole e ci fa litigare tra noi; ci divide</em>&#8220;. &#8220;<em>Il governo federale ha il suo Esercito. L&#8217;Esercito   vuole distruggere la testa del Comitato Clandestino   Rivoluzionario Indigeno. Ma noi sappiamo come   difenderli. Nelle nostre comunità arrivano convogli   dell&#8217;Esercito a distribuire dolci ai bambini. Il   governo non vuole sentire che c&#8217;è un&#8217;organizzazione   ribelle. Il governo vuole sterminarci perché vuole   portare qui investimenti di altri paesi. Quello che   facciamo è resistere. Ma noi abbiamo, l&#8217;EZLN. Abbiamo   il sostegno di un esercito</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">Questa visione che riconosce tra le politiche   governative l&#8217;intenzione di &#8220;<em>distruggere</em>&#8220;,   (annichilire) il movimento insurgente, è stata   raccolta anche nel Caracol di Roberto Barrios, dove la   natura dell&#8217;azione militare dell&#8217;Esercito federale è   stata definita come una &#8220;<em>guerra di bassa intensità</em>&#8221;   (GBI). &#8220;<em>Quello che fa il governo è molto sottile, ci   sottopone alla guerra di bassa intensità. Nessuno è   tranquillo.</em> (I soldati) <em>non sono tranquilli. Perché?   Perché sanno che neanche le basi di appoggio sono   tranquille. Ma lo zapatismo costruisce ed il governo   distrugge</em>&#8220;. Inoltre, il governo conduce una &#8220;<em>guerra   economica. Applica politiche per dividere. A volte con   fagioli. Con Maseca. Usa tutto questo per dividere</em>&#8220;.   Dalla prospettiva zapatista, si tratta di &#8220;una lotta   di resistenza nel territorio (&#8230;) Ora abbiamo   territorio e lo difendiamo.&#8221;</p>
<p align="justify">Secondo la testimonianza di un membro della JBG di<br />
Roberto Barrios, negli ultimi mesi &#8220;<em>si vede molta   gente armata ed incappucciata </em>(paramilitari)<em>. Ma la   gente non si confonde. Le basi di appoggio sono al   lavoro, nelle milpa (&#8230;) Quelli di Paz y Justicia non   sono nati per magia. Sono nati grazie ai militari.   Dove c&#8217;è un accampamento militare, è forte Paz y   Justicia. Esiste una relazione tra l&#8217;Esercito ed il   PRI che distribuisce risorse</em>&#8220;. Il governo ha formato   una struttura paramilitare, &#8220;<em>perché gli conviene, non   spende in salari ed usa gente della comunità per   distruggere la comunità. La sua strategia è la guerra   di bassa intensità</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Conclusioni sulle JBG </strong></p>
<p align="justify">Per Paz con Democracia, la visita alle Giunte di Buon   Governo ha rivelato la forza del processo   autonomistico zapatista; le sue possibilità di   proiettare i suoi insegnamenti oltre la geografia   chiapaneca e perfino messicana. Ha inoltre costatato   la persistenza del governo di mantenere la guerra di   contrainsurgencia e la gestione del conflitto. Abbiamo   osservato che la resistenza, condizione storica dei   popoli indigeni, definisce le pratiche autonomistico   dei maya zapatisti, e queste, a loro volta,   costruiscono quel mondo possibile al quale aspiriamo   tutti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Note</strong></span></p>
<p align="justify"><strong>1. Alla missione hanno partecipato Alicia Castellanos,     Carlos Fazio, Dolores González, Fernanda Navarro,     Gilberto López y Rivas, Luis Menéndez, Luis Villoro,     Miguel Álvarez Gándara, Miguel Concha Malo, Pablo     Romo, Paulina Fernández y Teresa Estrada. Además, este     texto es suscrito por Adelfo Regino, Alfredo López     Austin, Ana Esther Ceceña, Guillermo Briceño, Juan     Bañuelos, Luis Hernández Navarro, Magdalena Gómez,     Manuel Pérez Rocha, Oscar González, Pablo González   Casanova, Rafael Moreno Villa, Víctor Flores Olea. </strong></p>
<p><strong>2. La versione completa di questo documento, che comprende la seconda parte: &#8220;Valutazione politica&#8221;, è disponibile alla pagina Internet: www.jornadasinfronteras.com. &#8211; http://www.jornadasinfronteras.com/ligder/chiapas.htm &#8211; http://www.jornadasinfronteras.com/Balance_Juntas_Buen_Gobierno.htm<br />
</strong></p>
<p>(tradotto dal Comitato Chiapas &#8220;Maribel&#8221; &#8211; Bergamo)</p>
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		<title>Capitolo 2  Quali caratteristiche ha la democrazia?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:56:24 +0000</pubDate>
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Prima pagina del capitolo 2 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 2  Quali caratteristiche ha la democrazia?
Immagina che un gruppo di persone si trasferisca in un luogo disabitato e decida di abitarvi. Esse si riuniscono per discutere e progettare il loro futuro e una delle prime cose che decidono di realizzare è un insieme di regole [...]]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
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<p>Prima pagina del capitolo 2 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 2  Quali caratteristiche ha la democrazia?</p>
<p>Immagina che un gruppo di persone si trasferisca in un luogo disabitato e decida di abitarvi. Esse si riuniscono per discutere e progettare il loro futuro e una delle prime cose che decidono di realizzare è un insieme di regole condivise da tutti. All’inizio del  dibattito queste persone decidono che il principio base di queste norme è che tutte le persone adulte devono essere considerate ugualmente in grado di partecipare al processo decisionale, ossia devono essere politicamente uguali.<br />
E quindi stabiliscono quali sono i criteri che queste regole dovranno avere per ottenere l’uguaglianza politica. Essi sono:</p>
<div><strong>Partecipazione effettiva</strong></div>
<p>Prima che qualunque decisione venga presa, tutte le persone devono avere pari ed effettive opportunità per comunicare agli altri i loro pareri al riguardo.</p>
<div><strong>Parità di voto</strong></div>
<p>Quando arriva il momento di decidere, ogni persona ha un voto uguale e dello stesso peso e valore a quello degli altri.</p>
<div><strong>Diritto all’informazione</strong></div>
<p>In tempi ragionevoli, ciascuna persona deve avere uguali opportunità di conoscere le principali alternative strategiche e lo loro possibili conseguenze&#8230;</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=284">Qui puoi ascoltare il capitolo intero.</a><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
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		<title>Capitolo 26  La nostra democrazia è un nonsenso</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:42:01 +0000</pubDate>
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Prima pagina del capitolo 26 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 26  La nostra democrazia è un nonsenso
Il processo decisionale politico in tutta Europa avviene oltre l’influenza e spesso oltre la conoscenza dei cittadini.
Il prof. Hans Herbert Von Armin dell’Univ. Speyer in Germania, insegna Diritto Pubblico e Teoria Costituizionale. Ha scritto parecchi libri sulla democrazia. Nel [...]]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
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</div>
<p>Prima pagina del capitolo 26 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 26  La nostra democrazia è un nonsenso</p>
<p>Il processo decisionale politico in tutta Europa avviene oltre l’influenza e spesso oltre la conoscenza dei cittadini.<br />
Il prof. Hans Herbert Von Armin dell’Univ. Speyer in Germania, insegna Diritto Pubblico e Teoria Costituizionale. Ha scritto parecchi libri sulla democrazia. Nel suo “Das System” del 2001, egli afferma che: “Lo stato e le politiche sono nel complesso in una condizione che solo gli ottimisti di professione o gli ipocriti possono affermare sia il risultato della volontà dei cittadini. Ogni tedesco ha la libertà di obbedire a leggi alle quali non ha mai dato il suo assenso; può ammirare la maestà di una costituzione alla quale egli non ha mai garantito legittimità; è libero di onorare politici che nessun cittadino ha mai eletto e di provvedere a loro lautamente, con le sue tasse, sul quale uso egli non è mai stato consultato”.<br />
Von Armin afferma anche che i partiti tedeschi sono divenuti istituzioni monolitiche completamente nelle mani dei leaders di partito. Von Armin accusa il sistema di finanziamento dei partiti con il quale i politici possono decidere quanta parte delle tasse pubbliche possa andare direttamente a delle associazioni private, quali sono i partiti.<br />
In Gran Bretagna organizzazioni sociali hanno costituito un comitato di cittadini e di politici chiamato The Power Inquiry (Inchiesta sul Potere) che aveva come incarico di indagare a livello nazionale sullo stato della democrazia britannica e sul motivo per il quale molti cittadini sembra voltino le spalle alla politica. Nel loro rapporto finale, il comitato scriveva: “Il singolo fattore che causa il disimpegno politico che si ritrova in tutti gli strati della nostra investigazione è il senso molto diffuso &#8230;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
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