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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; democrazia svizzera</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 19:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ricevo dall&#8217;amico Thomas Benedikter, condivido integralmente e molto volentieri pubblico.

Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini


L&#8217;argomento che attualmente domina il dibattito politico è la crisi di alcuni membri dell&#8217;Eurozona, dovuto ad un debito pubblico eccessivo, che mette in ballo la stabilità e la sostenibilità stessa della moneta unica europea. L&#8217;Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ricevo dall&#8217;amico Thomas Benedikter, condivido integralmente e molto volentieri pubblico.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/debito-pubblico.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3390" title="debito pubblico" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/debito-pubblico.gif" alt="debito pubblico" width="360" height="232" /></a></p>
<p><strong>Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L&#8217;argomento che attualmente domina il dibattito politico è la crisi di alcuni membri dell&#8217;Eurozona, dovuto ad un debito pubblico eccessivo, che mette in ballo la stabilità e la sostenibilità stessa della moneta unica europea. L&#8217;Italia è tornata a quota 120% di debito pubblico totale sul PIL, quasi uguagliando la quota della fine del 1994, dopo il breve primo governo Berlusconi (122%). Forse la storia si sta ripetendo. La politica dell&#8217;indebitamento è iniziata con la 1</span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;">a</span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> Repubblica, che fino al 1992 aveva accumulato già il 98% di debito sul PIL. È poi allegramente proseguita con la 2</span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;">a</span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> Repubblica, frenata dai governi Prodi, accelerata dai governi Berlusconi. Questa corsa all&#8217;indebitamento si consuma con il consenso tacito dei cittadini, che eleggono i partiti di loro fiducia. D&#8217;altronde, dalla politica economica e soprattutto dalla finanza pubblica i cittadini sono esclusi da ogni coinvolgimento diretto, tant&#8217;è vero che la Costituzione non consente referendum in materia tributaria. Alla luce degli ultimi sviluppi un provvedimento giustificato?</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;indebitamento pubblico è un dato di fondo che pesa sulla nostra economia e incide nel portafoglio dei contribuenti. Benché fossero i contribuenti – o quelli odierni o quelli futuri &#8211; a pagare il conto finale, non sono ammessi ad esprimere la loro opinione specifica sulle decisioni di finanza pubblica. Anzi è uno degli spauracchi principali sbandierato quando si discute di rafforzare i diritti referendari dei cittadini, e cioè che i cittadini non debbano essere coinvolti nelle decisioni finanziarie e tributarie. In generale si paventa il rischio che più democrazia ridurrebbe la governabilità, e i cittadini, a differenza dei politici responsabili del bene comune, sarebbero sempre tentati a tagliarsi le imposte. I fatti confermano l&#8217;opposto: in Italia la materia fiscale e tributaria è totalmente esclusa dai referendum, i cittadini non hanno voce in capitolo di bilancio pubblico a nessun livello di governo. Lo Stato oggi è superindebitato perché lo hanno voluto i partiti di governo. Anche negli altri paese dell&#8217;UE, in cui l&#8217;Euro oggi è a rischio a causa del debito pubblico – la Spagna, il Portogallo, la Grecia – non si sono mai svolti referendum nazionali su questi argomenti e sulla spesa pubblica in generale. È l&#8217;esclusione dei cittadini da tutte le decisioni sulla politica finanziaria ad avere favorito il superindebitamento. Anziché chiedere il parere dei cittadini per via di un plebiscito – un referendum deciso dall&#8217;alto &#8211; sul programma di risparmio imposto dall&#8217;UE, quindi con la pistola puntata alla tempia, il governo Papandreou e i governi greci precedenti avrebbero fatto meglio di coinvolgere i cittadini già prima sulle grandi decisioni di politica economica, che dopo si sono trasformati in gravissime ipoteche per il bilancio nazionale e l&#8217;economia greca.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Dall&#8217;altra parte ci sono paesi in cui i cittadini sono titolari del diritto di intervenire anche nella politica finanziaria e fiscale. In Svizzera i cittadini col referendum confermativo hanno il diritto di veto quando ritengono che i politici esagerano col prelievo fiscale o con la spesa pubblica, addossando troppi debiti sui bilanci pubblici, e quindi addossando troppi oneri sulle spalle dei futuri contribuenti, delle generazioni giovani. Con l&#8217;iniziativa popolare &#8211; in Italia di solito definito referendum propositivo – possono portare a votazione le loro proposte per un fisco più equo, per limitare i debiti, per indurre i politici ad una spesa più equa e equilibrata. Quindi da una parte uno strumento di veto, un freno di emergenza; dall&#8217;altra parte lo strumento propositivo, cioè l&#8217;acceleratore quando la classe politica, i partiti non si muovono. Infine in tanti Cantoni e tantissimi Comuni svizzeri esiste il referendum finanziario. Quando un progetto pubblico supera una predeterminata soglia di spesa obbligatoriamente i cittadini vengono chiamati ad esprimersi per via referendaria.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non solo questi diritti popolari, ma anche questi diritti e meccanismi hanno fatto della Svizzera uno dei paesi con minor indebitamento pubblico, con un livello impositivo più basso, con una maggior efficienza dell&#8217;amministrazione pubblica e stabilità dell&#8217;economia. Ci sono tutta una serie di ricerche non solo in Svizzera, ma anche in California e altri stati federati degli USA che comprovano questa dinamica; cioè dove funzionano bene i meccanismi di democrazia diretta ci sono:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">meno 	spese pro capite per l&#8217;amministrazione pubblica e un livello 	contributivo minore</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">una 	distribuzione dei redditi più equa</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">più 	responsabilità dei cittadini per il fisco.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In effetti si registra anche un effetto positivo nella lotta contro l&#8217;evasione fiscale. Nei Cantoni dove <span id="more-3389"></span>più si vota su questioni fiscali l&#8217;evasione risulta più bassa. Ciò si verifica a causa di un semplice legame: più contenti i cittadini sono con l&#8217;amministrazione pubblica, anche perché direttamente coinvolti nelle scelte, più disposti sono a pagare le imposte dovute. Più possono influire direttamente sulle spese e sul modo in cui vengono prodotti i servizi pubblici, più si sentono corresponsabili. Più i cittadini possono controllare la spesa pubblica, più si rafforza la loro disponibilità di sostenere lo sforzo fiscale. Un circolo semplice e virtuoso.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quali sono i motivi di fondo per questi risultati? Ovvero perché sistemi avanzati di democrazia diretta riescono a produrre questo effetto salutare sulla democrazia in generale, ma anche sui conti pubblici e sulla stabilità dell&#8217;economia? Alcune ragioni:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Con 	l&#8217;intervento tempestivo tramite referendum i cittadini non hanno 	solo l&#8217;opzione di eleggere un&#8217;altra maggioranza alle prossime 	elezioni, punendo gli incapaci ogni 5 anni, ma di intervenire 	durante la legislatura, bloccando determinate spese, tributi, 	megaprogetti, sprechi. In Italia con l&#8217;ultimo referendum nazionale è 	stato evitato uno spreco gigantesco, la via nucleare, ma ci sono 	tanti altri megaprogetti già pronti che peseranno sulle spalle dei 	contribuenti.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 	cittadini, grazie al referendum, sono più informati sulla spesa 	pubblica e sulla politica in generale. Per esperienza i cittadini, 	sapendo che saranno loro a dover sborsare, sono più cauti e 	responsabili.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I 	cittadini con il referendum possono controllare anche il costo della 	politica, le spese destinate per la politica clientelare e la casta.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Si 	affronta il grande problema dello scollegamento fra le preferenze 	dei politici e le preferenze dei cittadini. Ci sono fortissimi 	gruppi di interesse, ben organizzate e finanziate, che riescono 	continuamente ad indirizzare la spesa pubblica e la linea del 	governo. Per contro, i cittadini normali nell&#8217;occasione delle 	elezioni, per motivi ideologici, votano un partito con un voto 	„forfettario“, ma su tante questioni la pensano diversamente 	dalle scelte operate dal governo che si è formato dopo.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Con questi brevi cenni sulla mancanza di democrazia diretta dei cittadini in materia tributaria e sulle spese pubbliche vorrei sottolineare: escludere i cittadini dalle decisioni referendarie sulla materia fiscale ha prodotto il contrario di quanto forse l&#8217;Assemblea Costituente aveva in mente. Se il livello contributivo oggi in Italia nel 2012 raggiungerà il 44% con una qualità di servizi pubblici piuttosto mediocri, se l&#8217;evasione fiscale divampa in tutto il territorio, se il debito pubblico tocca livelli record e si registrano tanti casi di spreco di denaro pubblico, è anche dovuto al fatto che i cittadini e contribuenti non hanno voce in capitolo e il diritto di controllo politico su singole decisioni importanti. Non è assolutamente vero, che solo più decisionismo e centralismo potrebbe riportare più responsabilità nella finanza pubblica, anzi è vero il contrario: un ruolo più forte del sovrano è essenziale per risanare i conti  pubblici.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Thomas Benedikter, Bolzano</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Viaggio nel Cantone Grigioni: la democrazia diretta e le minoranze</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 20:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[cantone grigioni]]></category>
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		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
una obienzione che qualcuno fa è che se fossero introdotti gli strumenti di democrazia diretta, poi i primi a subirne le conseguenze sarebbero le minoranze.
Per sfatare questo mito &#8220;Iniziativa Più Democrazia&#8221; di Bolzano ha organizzato il 21 agosto 2010 una gita a Poschiavo, nel Cantone Grigioni, dove vive la minoranza di lingua italiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/poschiavo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2043" title="poschiavo" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/poschiavo.jpg" alt="poschiavo" width="350" height="263" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>una obienzione che qualcuno fa è che se fossero introdotti gli strumenti di democrazia diretta, poi i primi a subirne le conseguenze sarebbero le minoranze.</p>
<p>Per sfatare questo mito &#8220;Iniziativa Più Democrazia&#8221; di Bolzano ha organizzato il 21 agosto 2010 una gita a Poschiavo, nel Cantone Grigioni, dove vive la minoranza di lingua italiana del cantone. Ed hanno chiesto loro la situzione reale che vivono. Ecco la newsletter inviata dagli amici di Bolzano sull&#8217;esito del viaggio.</p>
<p>Bolzano 27 agosto 2010</p>
<p><strong>La minoranza italiana che ha nella democrazia diretta il suo punto di forza</strong></p>
<p>Il direttivo e membri dell’Iniziativa per più democrazia di lingua italiana sono di ritorno da un viaggio di studio a Poschiavo. La Valposchiavo è una della quattro valli nelle quali si concentra la minoranza di lingua italiana del cantone dei Grigioni, cantone di nascita della Svizzera stessa, adiacente alla nostra provincia, e in particolare luogo di nascita del concetto di democrazia diretta.</p>
<p>Il gruppo di quindici persone si è messo in viaggio per conoscere come questa minoranza vive e valuta la presenza di forti e effettivi strumenti di democrazia diretta a livello cantonale (voto referendario istitutivo e di controllo su nuove leggi e delibere senza quorum) e come essi si riflettono sulle sue condizioni. A tal fine sono stati programmati due incontri con rappresentanti politici cantonali e comunali della valle. Questo interesse ovviamente è scaturito dallo scetticismo di gran parte della popolazione italiana altoatesina che si è espresso in occasione del primo voto referendario propositivo provinciale. Al vaglio è stato innanzitutto un ordinamento della democrazia diretta simile a quello in vigore in Svizzera.<span id="more-2042"></span></p>
<p>Con stupore i partecipanti hanno appreso che questi strumenti di democrazia diretta sono vissuti da questa minoranza (ca. il 15% della popolazione cantonale) effettivamente come strumenti per confrontare il cantone con le esigenze peculiari della valle e della sua popolazione. Livio Mengotti, ex membro del Gran Consiglio del cantone ha parlato dei &#8220;nostri strumenti di democrazia diretta, che ci permettono quale minoranza all’interno del Cantone dei Grigioni di difendere i nostri diritti&#8221;.</p>
<p>Ancora più sorprendente è stato recepire che tali strumenti potrebbero essere sì utilizzati per limitare i diritti e le opportunità a scapito della minoranza etnica, in quanto non esiste un’esplicita esclusione di questioni che riguardano i diritti della minoranza etnica. Così p.e. è stato lanciato un referendum contro una legge varata dal Gran Consiglio del Cantone che prevede misure a favore delle lingue di minoranza senza che questo abbia trovato una maggioranza nei votanti nel senso che hanno accettato la legge.</p>
<p>I partecipanti del viaggio hanno colto dalle parole dei due rappresentanti politici di Poschiavo, che vige invece una consolidata reciproca fiducia tra i cittadini all’interno del cantone e la convinzione che il potere che loro stessi esercitano con gli strumenti di democrazia diretta venga usato in modo ragionevole e non a scapito di rivendicazioni sensate e giustificate di minoranze. Ciò è presupposto e in qualche modo garantito già dal fatto che ogni cittadino con un esercizio naturale e frequente del potere referendario fa continua esperienza di trovarsi una volta da parte della maggioranza vincente e un’altra da parte di una minoranza che deve accettare il responso all’urna. I partecipanti al viaggio sono stati colpiti dalla rilassatezza con la quale sembra che ci si confronti con i problemi o anche con manchevolezze del sistema politico nella convinzione che con uno spirito costruttivo e appunto fiducioso sono sempre risolvibili. Hanno confrontato questo atteggiamento con le diverse forme di alta litigiosità, di diffidenza reciproca, di protagonismo politico che sfrutta ogni occasione di discreditare l’avversario politico che contraddistinguono la quotidianità politica locale.</p>
<p>Però anche lì, dove il livello di possibilità di partecipazione dei cittadini alla vita politica è inparagonabilmente più alto che nella nostra regione, i politici all’incontro hanno fatto capire che queste possibilità purtroppo non vengono utilizzate come sarebbe auspicabile e che in ogni modo anche lì c’è da lavorare a favore di un continuo adeguamento delle forme democratiche al fine di un esercizio possibilmente sempre più diretto del potere politico dei cittadini.</p>
<p>(Il gruppo del viaggio di studio a Poschiavo nella foto in piedi da sinistra a destra: Monica Margoni, Stephan Lausch, Raffaella Zito, Eugenio Patuzzi, Giampaolo Franchi, Marco Tavernar, Josef Gruber e, seduti, Iris Franceschini, Simonetta Stringari, Gustavo Lo Presti, Cornelia Dell&#8217;Eva, Liliana Turri, Roberta Zanolari del Consiglio di Poschiavo, Thomas Benedikter.)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Viaggio per conoscere la democrazia diretta svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/07/04/viaggio-per-conoscere-la-democrazia-diretta-svizzera/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 04:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[mehr demokratie]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
gli amici di Mehr Demokratie di Bozen stanno organizzando un viaggio-studio-confronto con la realtà della democrazia diretta svizzera per 20-21 agosto in Val Poschiavo. Riporto il loro comunicato per chi fosse interessato a partecipare.
Pronti per il viaggio di studio in Val Poschiavo
per conoscere il significato della democrazia diretta per una minoranza etnica.
Con e-mail [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Poschiavo_im_Zugfensterkl.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2002" title="Poschiavo_im_Zugfensterkl" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Poschiavo_im_Zugfensterkl.jpg" alt="Poschiavo_im_Zugfensterkl" width="360" height="270" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>gli amici di Mehr Demokratie di Bozen stanno organizzando un viaggio-studio-confronto con la realtà della democrazia diretta svizzera per 20-21 agosto in Val Poschiavo. Riporto il loro comunicato per chi fosse interessato a partecipare.</p>
<p><strong>Pronti per il viaggio di studio in Val Poschiavo</strong></p>
<p>per conoscere il significato della democrazia diretta per una minoranza etnica.</p>
<p>Con e-mail del 12 maggio 2010 Vi abbiamo proposto di fare un viaggio in una delle tre valli del Cantone dei Grigioni nelle quali vive una minoranza linguistica italiana.</p>
<p>Abbiamo ricevuto la disponibilità del signor Livio Mengotti, membro del Gran Consiglio cantonale e rappresentante della Val Poschiavo, di informarci, come ci scrive, &#8220;sui nostri strumenti di democrazia diretta, che ci permettono quale minoranza all’interno del Cantone dei Grigioni di difendere i nostri diritti.&#8221;</p>
<p>Il viaggio ora è fissato per <strong>venerdì/sabato 20/21 agosto</strong> utilizzando i mezzi pubblici: treno per Malles, autobus per Zernez in valle Engadina e da lì fino a Poschiavo con la Rhätische Bahn. L&#8217;incontro con il signor Livio Mengotti si svolgerà venerdì pomeriggio/sera.</p>
<p>Il pernottamento è possibile sia in un albergo a Poschiavo nonché a Le Prese che dista qualche chilometro da Poschiavo sul lago. Ci saranno a disposizione anche un numero limitato di stanze singole. Preghiamo di comunicarci subito chi volesse usufruirne con una maggiorazione dei costi. Il numero di partecipanti per motivi logistici non potrà superare le 15-20 persone. I costi dipendono dalla possibilità o meno di ricevere un contributo da parte della Regione e si agireranno tra un minimo di 70 euro e un massimo di 150 euro per il viaggio e il pernottamento.</p>
<p>Chi vuole mettersi in viaggio con noi ora è pregato di comunicarcelo in modo definitivo (anche coloro che ci avevano già comunicato di essere interessati) entro e non oltre il 10 luglio. Le prenotazioni saranno accettate fino ad arrivare al numero massimo possibile di partecipanti.</p>
<p>Vi saluto cordialmente</p>
<p>Stephan Lausch</p>
<p>per contatti:</p>
<p>Initiative fur Mehr Demokratie</p>
<p>Via Argentieri 15 &#8211; 39100 Bolzano tel 0471 324987</p>
<p>info@dirdemdi.org</p>
<p><a href="http://www.dirdemdi.org">www.dirdemdi.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I cittadini decidono: incontro con il deputato svizzero Josef Zisyadis. Martedì 11 maggio Lizzana ore 20.30</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/05/02/i-cittadini-decidono-incontro-con-il-deputato-svizzero-josef-zisyadis-martedi-11-maggio-lizzana-ore-20-30/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/05/02/i-cittadini-decidono-incontro-con-il-deputato-svizzero-josef-zisyadis-martedi-11-maggio-lizzana-ore-20-30/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 11:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[lista civica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Zisyadis]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 11 Maggio 2010; 20:30 a 23:00. ] 

di Paolo Michelotto

abbiamo organizzato a Rovereto un incontro estremamente interessante per  conoscere un esempio dove i cittadini decidono e contano davvero, la  Svizzera. E avremo con noi un deputato del parlamento svizzero che ci  racconterà in che modo i suoi concittadini vivono la democrazia e gli  strumenti utilizzati, che noi vogliamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2010/05/josef-definitivo.jpg"><img class="alignleft" title="josef definitivo" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2010/05/josef-definitivo-724x1024.jpg" alt="josef definitivo" width="347" height="491" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>abbiamo organizzato a Rovereto un incontro estremamente interessante per  conoscere un esempio dove i cittadini decidono e contano davvero, la  Svizzera. E avremo con noi un deputato del parlamento svizzero che ci  racconterà in che modo i suoi concittadini vivono la democrazia e gli  strumenti utilizzati, che noi vogliamo da anni far applicare anche nella  nostra città, Rovereto. Senza stravolgimenti o rivoluzioni, ma  applicando norme di buon senso comune. Un grande grazie a Monia Benini  di “Per il bene comune” che ha contattato Zisyadis, e a Maria, che ha  realizzato graficamente il volantino della serata.</p>
<p>Se vuoi conoscere meglio Josef Zisyadis e la sua grande carica di  umanità, dai un’occhiata al suo piacevole blog:</p>
<p><a href="http://zisyadis.ch/">http://zisyadis.ch/</a></p>
<p><strong>Martedì 11 maggio 2010 </strong></p>
<p><strong>Centro Civico di Lizzana</strong></p>
<p><strong>Via Panizza 17 ore 20,30</strong></p>
<p><strong>I cittadini decidono</strong></p>
<p>Incontro con il deputato svizzero <strong>Josef Zisyadis</strong> che  ci racconterà come funziona la democrazia nel suo paese, dove i  cittadini possono davvero decidere su tutto e quando lo ritengono  opportuno.</p>
<p>Ingresso libero</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2010/05/josef-definitivo.pdf">josef  volantino definitivo pdf</a></div>
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		<title>La popolazione Europea dice NO ai minareti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 21:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[minareti]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi in europa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
cosa voterebbero gli europei se avessero la possibilità di fare un referendum sui minareti come in Svizzera? Ecco i risultati dei sondaggi fatti in europa e riportati nell&#8217;articolo di Domenico Bonvegna. Lo posto qui come ulteriore spunto di riflessione.
LA POPOLAZIONE EUROPEA DICE NO AI MINARETI
Società(21/12/2009) &#8211; Il 29 novembre scorso il 57,5% degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/minareto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1642" title="minareto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/minareto-225x300.jpg" alt="minareto" width="225" height="300" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>cosa voterebbero gli europei se avessero la possibilità di fare un referendum sui minareti come in Svizzera? Ecco i risultati dei sondaggi fatti in europa e riportati nell&#8217;articolo di Domenico Bonvegna. Lo posto qui come ulteriore spunto di riflessione.</p>
<p><strong>LA POPOLAZIONE EUROPEA DICE NO AI MINARETI</strong></p>
<p>Società(21/12/2009) &#8211; Il 29 novembre scorso il 57,5% degli svizzeri ha approvato la messa al bando di nuovi minareti sul suolo della Svizzera. Un “Si” massiccio, appena quattro dei 26 cantoni del Paese di 7,7 milioni di abitanti hanno bocciato l&#8217;iniziativa anti-minareti: Ginevra, Basilea città, Neuchatel e Vaud. Altrove ha ovunque vinto i sì all&#8217;iniziativa con percentuali significative, come in Ticino (68,09%), e punte oltre il 70% ad Appenzello interno. Il “no” ai minareti non è un “no” al diritto di preghiera per i musulmani, ha esplicitamente affermato il parlamentare Oskar Freysinger dell&#8217;Unione democratica di centro, tra i promotori del referendum. «Il divieto dei minareti rappresenta un messaggio. La società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell&#8217;islam», ha detto Freysinger. Il risultato del referendum è stato criticato da molti, il premier turco Recep Tayyip Erdogan, a capo dell’AKP, partito islamico-moderato Giustizia e Sviluppo, ha pronunciato parole dure contro il referendum, definendo il risultato &#8220;il riflesso di un&#8217;ondata di razzismo e di estrema destra in Europa&#8221;. Ma anche il governo elvetico e la conferenza episcopale elvetica che imbarazzata per il “no” ai minareti, esprime delusione e crede che questo risultato aumenta i problemi della coabitazione tra religioni e culture. Mons. Felix Gmur, segretario della Conferenza Episcopale svizzera, ha affermato che i vescovi elvetici non sono &#8220;per niente contenti&#8221; del voto dei loro concittadini e che «il Concilio Vaticano II dice chiaramente che è lecita per tutte le religioni la costruzione di edifici religiosi, e anche il minareto è un edificio religioso». Ancora una volta in Europa troviamo: da una parte i leader “illuminati”, dall&#8217;altra il popolo “bue” egoista e che pensa solo alla pancia. L’establishment da una parte, gli svizzeri dall’altra, scrive Paolo Del Debbio su Il Giornale. Ma gli svizzeri non sono contro i musulmani. Si affretta a scrivere Andrea Holzer su L&#8217;Occidentale del 11.12.09. Loro, infatti, raramente si mettono contro qualcosa o qualcuno e il caso del referendum non fa eccezione. Hanno scoperto che i minareti di mezza Europa stanno diventando simboli politici in cui gli Imam radicali predicano la supremazia morale e politica della loro religione. Gli Svizzeri sono contro la segregazione sociale dei gay, la condanna morale degli ebrei e l’annichilimento di ogni altra religione. Sono contro le bombe umane, l’infibulazione, la lapidazione e la limitazione dei diritti e della libertà delle donne, in una parola: sono contro la Sharia. L&#8217;indizione del referendum sembrava una scampagnata di qualche esaltato, di una ristretta minoranza di scalmanati che, a detta dei più, non sarebbe andata da nessuna parte. Invece da nessuna parte è andato tutto quell’establishment che era contro coloro che non volevano più minareti in Svizzera. (Paolo Del Debbio, E&#8217; una lezione, la gente non ascolta i salotti ma la propria paura, 30.11.09 Il Giornale). Una vittoria significativa per Vittorio Messori, su un territorio dove i campanili delle chiese cattoliche come quelli dei templi protestanti hanno sempre contrassegnato gli scenari urbani come i romantici paesaggi montani(&#8230;) una sorta di compendio, di sintesi della storia e della cultura europea, piantata nel cuore del Continente, dove fa convivere le due grandi radici, la latinità e il germanesimo, ha detto no. No alla convivenza esplicita, avvertibile già a colpo d’occhio, della croce con la mezzaluna, del campanile con il minareto. Le bianche montagne, le verdi vallate, i laghi azzurri non hanno nulla a che fare con i deserti e le steppe da cui spuntarono i maomettani, tante volte contenuti a suon di spada (e le milizie elvetiche fecero la loro parte) e che ora muovono silenziosamente ma implacabilmente a una nuova conquista, varcando le frontiere spesso in modo abusivo. (Vittorio Messori, Così si scoprono le radici cristiane e la nostra cultura, 30.11.09 Corriere della Sera) Nel no ai minareti c&#8217;è qualcosa di positivo per Messori, nonostante la delusione dei vescovi, innanzitutto, la riscoperta della nostra civiltà e cultura, abbandonando quell’«inspiegabile odio di sé che caratterizza da tempo l’Occidente», per usare le parole di Joseph Ratzinger quando ancora era cardinale e ricordava agli europei che nella loro storia le luci, malgrado tutto, prevalgono sulle ombre. Ma il no ai minareti riguarda solo gli svizzeri? E&#8217; stato pubblicato un sondaggio su alcuni giornali europei dove emerge chiaramente che i cittadini europei non ne vogliono sapere di fare concessioni agli islamici. In Francia, il giornale Le Monde ha fatto un’inchiesta: “Organizzare un referendum come quello della Svizzera è un segno di democrazia o di irresponsabilità? Il 61,5% ha detto che è democrazia; 33,2% ha detto che è irresponsabilità; il 5,3% senza opinione. Le Figaro, che è di destra: 77% sì al divieto; 23% no. <strong>L’Express ha fatto un’altra domanda: Se si facesse lo stesso referendum in Francia che cosa rispondeste? L’86% risponde sì, è contro i minareti; 11% no; 2% non risponde.</strong> Radio Montecarlo <strong>83% sì; 17% no</strong>; e Soir in Belgio <strong>63,2% si; 34% no; 2,8 senza parere.</strong></p>
<p>In Spagna “Venti minutos” dà <strong>94% di sì; 6% di no</strong>. El Mundo <strong>79% sì; 21% </strong>no (con 25 mila intervenuti) In Germania, Die Welt online: <strong>87% sì; 12% no; 2% non so</strong>. In Austria, Die Presse : <strong>54% sì; 46% no</strong>. È la più bassa di tutte le inchieste. In Olanda Elzevier ha dato <strong>86% sì; 16% no</strong>. In Italia <span id="more-1641"></span>ho visto solo “Leggo” che dà 84,4% sì; 13,6 no; 2% non so. Nando Pagnoncelli, direttore dell’IPSOS, afferma però che “in generale il tema dell&#8217;Islam e dell&#8217;immigrazione suscita preoccupazione e in alcuni casi anche allarme sociale, in quanto c&#8217;è una percezione di fanatismo”. Se ci fosse un referendum simile a quello svizzero, le voci favorevoli sarebbero largamente vincenti. E se si votasse in Italia come andrebbe a finire? In alcune regioni del Nord, Lombardia e Veneto in testa, scrive Del Debbio il risultato appare scontato, si andrebbe incontro a una evidente e schiacciante sconfitta. E nel resto d’Italia? Come al Nord. Anche se poi i benpensanti sicuramente dichiareranno che il popolo italiano è incivile e che fa prevalere lo stomaco al posto del cervello. Vedete, quando in Italia qualcuno interpreta gli umori del popolo viene immediatamente tacciato di populismo. Si dice che liscia il pelo alle peggiori pulsioni del popolo bue e che, così facendo, porta l’Italia verso il baratro, scrive Del Debbio. Tante volte, poi, alle elezioni, il popolo ha scelto questi che vengono chiamati populisti perché in essi ha trovato chi dava voce a quello che pensa, che sente, che ritiene più giusto.</p>
<p>DOMENICO BONVEGNA</p>
<p>domenicobonvegna@alice.it</p>
<p>Tratto da:</p>
<p><a href="http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=47896&amp;idsezione=4">http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=47896&amp;idsezione=4</a></p>
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		<title>Referendum Minareti in Svizzera: l&#8217;opinione di Thomas Benedikter</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 07:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[referendum minareti]]></category>

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		<description><![CDATA[pubblico qui volentieri una lettera di Thomas Benedikter sui recenti referendum in Svizzera, tra cui quello sui minareti.
Non spaccare lo specchio se l&#8217;immagine non ci gradisce
Premetto subito che mi dispiace assai il SI degli svizzeri al divieto di costruire nuovi minareti. È un colpo duro alla convivenza delle comunità religiose in Svizzera ed un messaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/minareti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1586" title="minareti" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/minareti-300x192.jpg" alt="minareti" width="300" height="192" /></a>pubblico qui volentieri una lettera di Thomas Benedikter sui recenti referendum in Svizzera, tra cui quello sui minareti.</p>
<p><strong>Non spaccare lo specchio se l&#8217;immagine non ci gradisce</strong></p>
<p>Premetto subito che mi dispiace assai il SI degli svizzeri al divieto di costruire nuovi minareti. È un colpo duro alla convivenza delle comunità religiose in Svizzera ed un messaggio ostile al mondo islamico. Ne saranno più delusi ancora milioni di cristiani, che vivono nei paesi islamici, dotati di migliaia di chiese con campanili. Anche per motivi più generali le chiese svizzere si erano tutte espresse contro questo divieto. Va comunque aggiunto che in Svizzera ci sono già centinaia di moschee e nulla vieta la costruzione di altre senza campanile. Referendum di stampo xenofobo del resto in Svizzera non sono una  novità: è dal 1964 che regolarmente vengono promosse iniziative popolari sulla politica dell&#8217;immigrazione, sui rifugiati, sull&#8217;asilo politico e l&#8217;acquisizione della cittadinanza. Fino a ieri l&#8217;elettorato elvetico ha sempre dimostrato di voler essere una società accogliente. Ma esiste anche quella parte della Svizzera che la pensa come milioni di italiani, opposta alla presenza visibile di altre religioni, specie nel caso dell&#8217;Islam, che fatica ad accettare i nuovi concittadini con i loro diritti e bisogni. Nonostante tutto, l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione è un processo lento, figurarsi quanto durerà da noi.<span id="more-1585"></span></p>
<p>Dall&#8217;altra parte è scontato che questo risultato sarà un&#8217;occasione gratuita per chi da noi critica i diritti referendari in quanto tali. La democrazia diretta non è altro che uno specchio di questo processo e di atteggiamenti diffusi. Inutile spaccare lo specchio quando l&#8217;immagine non ci piace. Le votazioni referendarie portano a galla le posizioni attuali presenti fra la gente, dubbi, timori, rigetti. Sono importanti per legare la politica alla società, per informare i politici dove duole il ventre, dove occorre sensibilizzare, informare, intervenire.</p>
<p>Due sono comunque gli insegnamenti in merito alla democrazia diretta che si possono trarre dal voto svizzero dell&#8217;altro ieri. Primo, la democrazia diretta non va ristretta nei settori di applicazione, ma deve avere dei limiti sostanziali. I diritti umani e fondamentali, sanciti dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani, indica tale limite e anche la Svizzera dovrà tenerne conto. A questo scopo dovrà dotarsi di una Corte Costituzionale che possa in anticipo vagliare le proposte referendarie sulla compatibilità con le convenzioni internazionali sui diritti umani. Né in Italia in generale né in Provincia di Bolzano movimenti per più democrazia hanno chiesto che vengano aboliti tali limiti. Anzi, nella nostra provincia giustamente vale anche il limite dello Statuto di Autonomia. Del resto, è molto probabile che musulmani svizzeri faranno ricorso alla Corte di Strasburgo che dovrà necessariamente cassare il risultato di questo referendum.</p>
<p>Secondo, in Svizzera come altrove in Europa esiste il problema dell&#8217;islamofobia, e si dovrà imparare che la convivenza con comunità religiose diverse non si organizza vietando le i loro simboli architettonici. L&#8217;islamofobia però neanche si contrasta vietando referendum che si occupano della politica dell&#8217;immigrazione. Per arrivare ad una società più rispettosa delle differenze culturali, più aperta e solidale con i nuovi cittadini, non serve vietare gli strumenti che evidenziano le paure ed i timori. Non si chiede l&#8217;abolizione delle elezioni perché ci sono forze politiche xenofobe in lizza. Il „populismo“ ha gioco più facile nelle elezioni che nei referendum; tantomeno in Svizzera, dove per un referendum passano tre anni fra raccolta di firme, controproposta del parlamento, informazioni ufficiali, presa di posizione di tutte le forze sociali e politiche senza campagne di boicottaggio, quindi un dibattito pubblico molto articolato. Alla fine si vota e  &#8211; che ci piaccia o meno – una buona parte del popolo svizzero la pensa proprio cosí.</p>
<p>La lezioni quindi è quella di consentire campagne referendarie corrette, equi, trasparenti, con sufficiente tempo per un dibattito aperto e pubblico, che non violino diritti umani. Confrontarsi con i risultati è poi una sfida sia per la politica sia per tutta la società. Contro atteggiamenti islamofobici  serve più informazione, dibattito, educazione, incontri. Va rafforzata l&#8217;educazione interculturale, va sensibilizzata la società ed il dibattito aperto, anche con l&#8217;aiuto dei diritti popolari. Nelle grandi città svizzere la maggioranza è contro il divieto dei minareti, invece dove vivono meno musulmani l&#8217;opposizione è più accentuata. Non sarebbe diverso da noi.</p>
<p>Thomas Benedikter, Bolzano</p>
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		<title>democrazia diretta, minareti e diritti umani</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/30/democrazia-diretta-minareti-e-diritti-umani/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[bando ai minareti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ridicole le reazioni dei media italiani e del mondo politico antidemocratico che governa l&#8217;Italia. Proiettano la politica italiana su fatti di un paese davvero democratico.
In Svizzera c&#8217;è stata una votazione popolare, i cittadini hanno espresso il loro parere. Ciò ha portato ad un risultato che probabilmente dovrà essere invalidato per la prima volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/svizzera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1559" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/svizzera-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ridicole le reazioni dei media italiani e del mondo politico antidemocratico che governa l&#8217;Italia. Proiettano la politica italiana su fatti di un paese davvero democratico.</p>
<p>In Svizzera c&#8217;è stata una votazione popolare, i cittadini hanno espresso il loro parere. Ciò ha portato ad un risultato che probabilmente dovrà essere invalidato per la prima volta della storia democratica svizzera per decisione della corte suprema europea e probabilmente verranno fatte delle correzioni sugli strumenti democratici svizzeri. Che però come tutte le leggi, dovranno essere approvate dai cittadini. Questo testimonia solo della vivacità, della democraticità e della dinamicità del sistema di governo della Svizzera. Al contrario dell&#8217;Italia, ingessata su discussioni su temi che non interessano ai cittadini e che riguardano solo i problemi giudiziari del suo premier.</p>
<p>Comunque interessante sentire le voci del dibattito che sta avvenendo in Svizzera a causa di questa votazione.</p>
<p>Qui l&#8217;intervista che Radio Radicale ha fatto ad un esperto svizzero,  Andreas Auer (Centro di Ricerca sulla Democrazia diretta) sul referendum svizzero sui minareti</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/MP532890.mp3">intervista a Andreas Auer</a></p>
<p>Qui alcuni articoli interessanti tratti dal sito www.swissinfo.ch</p>
<p><strong>«Il popolo svizzero è stato ingannato»<span id="more-1558"></span></strong></p>
<p><strong>I musulmani in Svizzera si considerano bene integrati</strong></p>
<p>Una chiara maggioranza di svizzeri si è detta contraria ai minareti. L&#8217;esito della votazione di domenica ha stupito anche Ismael Amin, l&#8217;ex presidente dell&#8217;Associazione delle organizzazioni islamiche di Zurigo, per il quale è stata condotta una campagna aggressiva e ingannevole.</p>
<p>Il popolo elvetico ha accettato l&#8217;iniziativa che vieta la costruzione di nuovi minareti nella Confederazione con il 57,5% delle preferenze.</p>
<p><strong>swissinfo.ch: A sorpresa i cittadini si sono espressi chiaramente contro l&#8217;edificazione di nuovi minareti in Svizzera. Si attendeva un risultato così netto?</strong></p>
<p>Ismael Amin: Assolutamente no. Non immaginavo affatto che l&#8217;iniziativa venisse accettata. Mi aspettavo un &#8220;no&#8221;, seppur di misura. Per me è stata una giornata triste.</p>
<p><strong>swissinfo.ch: Come hanno reagito i musulmani in Svizzera?</strong></p>
<p>I.A.: Non sono molto a conoscenza delle reazioni. Domenica ho parlato con un paio di amici al telefono: tutti sono estremamente indignati e delusi.</p>
<p><strong>swissinfo.ch: Sei svizzeri su dieci si sono detti contrari alla costruzione di minareti. Come interpreta questo voto?</strong></p>
<p>I.A.: La campagna è stata condotta in modo duro e aggressivo. Si è parlato più dell&#8217;Islam che dei minareti, e questo utilizzando argomenti ingannevoli.</p>
<p>Si è così parlato dei matrimoni forzati, peraltro vietati esplicitamente dalla Sharia. Si è parlato delle escissioni delle donne, quando tutti gli esperti di diritto vi si oppongono. Lo stesso si può dire del burqa. Ma in Svizzera non si è mai visto nessuno indossare il burqa&#8230;</p>
<p>Sono poi state sollevate questioni che non hanno nulla a che vedere con i minareti. È stata sfruttata e strumentalizzata la paura e l&#8217;ignoranza della popolazione. Un modo di agire che spiega il risultato della votazione.</p>
<p>Non voglio ad ogni modo criticare il popolo svizzero: la gente è stata ingannata.</p>
<p><strong>swissinfo.ch: Il risultato scaturito dalle urne è forse legato a lacune nell&#8217;integrazione dei musulmani in Svizzera?</strong></p>
<p>I.A.: Non credo che i musulmani siano male integrati nella società elvetica. La maggior parte dei musulmani è al contrario ben inserita e pratica la propria religione senza problemi.</p>
<p><strong>swissinfo.ch: Si può invece parlare di una certa paura, di diffidenza?</strong></p>
<p>I.A.: Dopo il crollo dell&#8217;Unione sovietica si è cercato un nuovo nemico nell&#8217;Islam. Da allora l&#8217;immagine dell&#8217;Islam veicolata dai media si è degradata. Per questa ragione è stato possibile manipolare la gente e approfittare di una certa mancanza di conoscenza [della cultura islamica].</p>
<p><strong>swissinfo.ch: Parlando di mancanza di conoscenza, intende dire che la comunità musulmana dovrebbe essere più presente nella società e cercare contatti più stretti con il popolo svizzero?</strong></p>
<p>I.A.: Esatto. Dobbiamo dare maggiore rilievo alla nostra presenza in Svizzera. Non dobbiamo rimanere in secondo piano, come se non facessimo parte della società.</p>
<p>La comunità musulmana non gode di una solida posizione sociale. Non ha quindi potuto condurre una sua compagna, come invece ha fatto l&#8217;Unione democratica di centro.</p>
<p><strong>swissinfo.ch: In Svizzera vivono circa 400&#8242;000 persone originarie dei paesi musulmani. Per loro quali saranno le conseguenze della votazione?</strong></p>
<p>I.A.: È difficile fare previsioni. Credo comunque che si tenterà di discutere e di valutare come proseguire nel nuovo contesto.</p>
<p><strong>swissinfo.ch: Secondo lei come si andrà avanti?</strong></p>
<p>I.A.: Anche da quello che ho constatato sui giornali, sarà difficile implementare l&#8217;iniziativa. Non si sa nemmeno se potrà essere messa in pratica. Non è da escludere un intervento della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo. Come e in che modo, non lo so.</p>
<p>Gaby Ochsenbein, swissinfo.ch</p>
<p>(traduzione dal tedesco di Luigi Jorio)</p>
<p><strong>Una sconfitta per la Svizzera dei diritti umani</strong></p>
<p>Domenica sera, diverse centinaia di persone hanno protestato contro il divieto di minareti.</p>
<p>La messa al bando di nuovi minareti in Svizzera trova ampio spazio sui media internazionali, che denunciano la deriva di un paese paladino della tolleranza e dei diritti umani e sottolineano quanto questo rappresenti un passo indietro sulla via dell&#8217;integrazione.</p>
<p>«È un&#8217;umiliazione»: è con queste parole, pronunciate dal capo religioso egiziano Ali Gomaa, che diversi siti internet in lingua araba hanno commentato l&#8217;esito delle urne di domenica. Un &#8220;no&#8221; ai minareti che ha scioccato il mondo mussulmano e che rischia di «fomentare ulteriormente l&#8217;odio», come scrive il settimanale bosniaco Oslobodjenje, citando la Commissione svizzera antirazzismo. Toni simili si ritrovano anche sui quotidiani degli altri paesi dell&#8217;ex Yugoslavia, dai quali provengono gran parte dei mussulmani residenti in Svizzera.</p>
<p>Il giornale libanese Assafir parla di una «fobia dell&#8217;Islam» che ha nettamente vinto sulla pluralità, mentre il sito Islam Online spiega come i musulmani in Svizzera abbiano accolto con «confusione e la sorpresa» il voto di domenica. L&#8217;Annahar si spinge oltre e spiega come attraverso questo voto gli svizzeri «si siano piazzati sulla prima linea di scontro in Europa, mentre la densità dei musulmani continua a crescere nel continente».</p>
<p>Nonostante la vittoria a sorpresa dell&#8217;iniziativa, la stampa mussulmana si è spesso limitata a riportare la notizia, senza tuttavia rilasciare commenti. Diversamente, invece, i giornali europei e americani che parlano di un voto «catastrofico», dettato dalla «rabbia e dalla frustrazione» e che rimette in questione l&#8217;immagine di una Svizzera paladina della tolleranza e dei diritti umani.</p>
<p><strong>La Svizzera deve fare i conti con l&#8217;estero</strong></p>
<p>Dopo gli attacchi al segreto bancario, la crisi di UBS, le tensioni con la Libia, la Svizzera si trova così a dover affrontare di petto un nuovo attacco alla propria immagine. «Questo paese che si issa a difensore neutrale dei diritti umani, sede del CICR e custode delle Convenzioni di Ginevra, questo presunto paese modello di democrazia, domenica ha violato il diritto della libertà di culto e discriminato un unico gruppo religioso, i mussulmani», scrive lo Spiegel. A farne le spese sarà l&#8217;economia, continua il quotidiano tedesco: le banche in primis, ma probabilmente anche il turismo. L&#8217;approvazione dell&#8217;iniziativa ha inoltre danneggiato la credibilità di Berna quale mediatrice nei conflitti.</p>
<p>«Il divieto di costruire nuovi minareti non tocca le moschee», ricorda dal canto suo il tedesco Die Welt. «Porta però la Svizzera un passo indietro dalla tolleranza e dalla comprensione minuziosamente costruite in passato». Gli fa eco il New York Times, secondo cui la «Svizzera si distanzia dall&#8217;immagine di paladina della tolleranza, assumendosi il rischio di uno scontro con il mondo musulmano e il diritto internazionale». Più categorico il britannico The Guardian: &#8220;Il risultato deve far vergognare la Svizzera e preoccupare l&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Le Figaro sottolinea inoltre come l&#8217;iniziativa, sostenuta unicamente dall&#8217;Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) e dall&#8217;Unione democratica federale (UDF, destra ispirata alla Bibbia) rappresenti una «sconfitta per la classe politica svizzera». E visto che «il Governo non ha certo fatto una bella figura &#8211; incalza la Süddeutsche Zeitung &#8211; il voto di domenica è una chiara lezione anche per lui».</p>
<p><strong>Una questione non solo svizzera</strong></p>
<p>Il segnale di allarme lanciato dal popolo svizzero sembra toccare da vicino soprattutto i paesi europei, coscienti di quanto questo malessere non si fermi ai confini della Confederazione. «Se la votazione si fosse svolta in Belgio, ammette Le Soir, una maggioranza dei cittadini si sarebbe pronunciata a favore».</p>
<p>Per il Corriere della Sera l&#8217;esito delle urne conferma il complesso dell&#8217;assedio che attanaglia l&#8217;Europa, un ritorno al grido «i barbari alle porte» che ha caratterizzato gli ultimi secoli dell&#8217;impero romano.</p>
<p>Questo voto conferma «come la forza del conflitto in Europa assuma, sempre più, i tratti del conflitto sui valori, sia ormai la visibilizzazione dell&#8217;Islam nello spazio pubblico», scrive nel suo commento La Repubblica. «Visibilizzazione negata, nel tentativo di marcare gerarchicamente il territorio attraverso l&#8217;espulsione di dimensioni simboliche, siano esse il minareto o il velo, considerate minacciose per l&#8217;identit locale declinata in chiave religiosa o etnica».</p>
<p>L&#8217;editorialista del francese Libération sottolinea quanto sia importante la «forza assurda dei pregiudizi, visto che l&#8217;iniziativa è stata accolta soprattutto in quei cantoni dove vi sono meno cittadini mussulmani». Il voto, prosegue il Wall Street Journal mostra dunque il «conflitto d&#8217;integrazione di una crescente popolazione musulmana con la popolazione civile».</p>
<p><strong>Un problema irrisolto</strong></p>
<p>La stampa internazionale sottolinea inoltre come la pace religiosa sia stata inutilmente disturbata. Il divieto di costruire minareti non potrà certo fermare il fondamentalismo islamico, né favorire l&#8217;integrazione, sottolinea lo spagnolo El Pais, e rischia invece di creare nuove frazioni con il mondo mussulmano.</p>
<p>Secondo La Repubblica, inoltre, il chiaro monito della Svizzera «deve far riflettere anche quanti ritengono l&#8217;integrazione dell&#8217;islam nelle società europee un corollario del nuovo pluralismo religioso e culturale che le caratterizza. I generici appelli al dialogo e al riconoscimento del pluralismo non bastano più per fronteggiare le derive xenofobe: servono pragmatiche politiche pubbliche capaci di produrre insieme coesione, sicurezza e libertà»</p>
<p>«Ormai non è più possibile discutere serenamente di musulmani in Europa e del loro posto nella nostra società», conclude Le Monde Diplomatique. «È ironico constatare che gli svizzeri, con il loro voto, hanno inflitto una terribile sconfitta alla ragione stessa&#8230;»</p>
<p>Stefania Summermatter, swissinfo.ch</p>
<p><strong>Il voto della paura</strong></p>
<p><strong>Il bando di minareti occupa le prime pagine dei quotidiani svizzeri.</strong></p>
<p>La decisione del popolo di vietare la costruzione di nuovi minareti è un segnale di paura verso l&#8217;Islam e di malcontento nei confronti della politica estera, commenta unanime la stampa svizzera, che rimprovera ai responsabili politici di non essersi impegnati a sufficienza per evitare questo risultato.</p>
<p>«I musulmani della Svizzera non meritano l&#8217;ingiustizia di questo voto ispirato dalla paura, dai fantasmi e dall&#8217;ignoranza», scrive il quotidiano romando Le Temps. «Alcuni cittadini, traumatizzati dalla crisi, hanno messo nell&#8217;urna un voto di protesta, più che di odio e di diffidenza», gli fa eco La Tribune de Genève.</p>
<p>Paura dell&#8217;altro, rabbia, irrazionalità, ignoranza: è in questi termini che la stampa svizzera commenta lunedì la decisione del popolo di impedire la costruzione di nuovi minareti in Svizzera. Una decisione che sorprende e che costituisce «un&#8217;umiliazione per Consiglio federale e Parlamento» e una lezione per il comitato contrario, rei di aver sottovalutato la portata dell&#8217;iniziativa e di non aver compreso i sentimenti del popolo.</p>
<p>È una sconfitta per la «pace religiosa», che mostra una «Svizzera profondamente divisa», sottolinea dal canto suo lo zurighese Tages Anzeiger. «Non si tratta però del solito Röstigraben, ma di un fossato tra una visione moderna e internazionale della Svizzera e una visione più tradizionalista e nazionalista».</p>
<p>«La reazione di autodifesa e resistenza incoraggiata dagli iniziativisti» ha dunque fatto breccia, scrive la Neue Zuercher Zeitung. Con un «voto di pancia», precisa il Quotidien jurassien, gli svizzeri hanno così testimoniato «i timori per uno stato di diritto sempre più fragile, in un mondo globalizzato e multiculturale».</p>
<p><strong>Il lato oscuro dell&#8217;Islam</strong></p>
<p>Secondo il Corriere del Ticino, il voto di domenica è un «altolà a un Islam conquistatore e fondamentalista che vuole imporre anche in Occidente la legge della sharìa e nega alle donne parità di diritti». Poco importa, continua il quotidiano, «se questa immagine dell&#8217;Islam non corrisponde all&#8217;atteggiamento di centinaia di migliaia di mussulmani moderati che vivono ben integrati in Svizzera e in altri paesi europei».</p>
<p>Attraverso una campagna senza esclusione di colpi, gli «iniziativisti sono così riusciti a mettere in luce il lato più oscuro dell&#8217;Islam», scrive la Südostschweiz, e a «fomentare la paura tra una popolazione» che si sente sempre più a disagio nel proprio paese. Ci si deve quindi interrogare, sottolinea dal canto suo La Regione Ticino, «sui risultati della politica di integrazione degli stranieri che, in questa occasione, ha dimostrato la propria scarsa efficacia, per non dire il suo fallimento».</p>
<p>Questo «autogol della paura», come lo definisce il Journal du Jura, dovrebbe inoltre portare «la comunità musulmana a risolvere questo problema di immagine con un&#8217;apertura più grande», sottolinea il Bund. E la Thurgauer Zeitung si spinge oltre: i musulmani dovrebbero adattarsi di più e gli svizzeri dovrebbero vivere in modo più cosciente i loro valori.</p>
<p><strong>Mondo politico sotto accusa</strong></p>
<p>Al di li là dei timori del popolo, la stampa svizzera non risparmia critiche ai diversi attori che si sono schierati apertamente contro l&#8217;iniziativa popolare lanciata dall&#8217;Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) e dall&#8217;Unione democratica federale (UDF, destra ispirata alla Bibbia).</p>
<p>Consiglio federale, partiti politici, ambienti economici e padronali, così come l&#8217;élite religiosa hanno lasciato «campo aperto ai promotori del divieto», senza far sentire abbastanza la loro voce. «Invece di puntare sull&#8217;impossibile saggezza popolare, Governo e Parlamento avrebbero fatto meglio a prendersi le proprie responsabilità e a dichiarare irricevibile questa iniziativa», scrivono L&#8217;Express e L&#8217;Impartial.</p>
<p>Anche perché, ricorda il Corriere del Ticino, «il Consiglio federale è ora costretto ad affrontare un eventuale ricorso alla Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo. Di fronte ad una sentenza che invalidasse la decisione del Popolo svizzero, che cosa farà?».</p>
<p><strong>Quali conseguenze per la Svizzera ?</strong></p>
<p>In poche ore, domenica, la notizia dell&#8217;inatteso sì al bando dei minareti ha fatto il giro del mondo e lunedì la stampa svizzera si interroga sulle possibili conseguenze di questo voto, al momento ancora difficili da valutare. Sanzioni economiche, problemi giudiziari, o perfino attentati ?</p>
<p>Una cosa è sicura, l&#8217;immagine della Svizzera all&#8217;estero ne esce una volta di più indebolita. «Il divieto di costruire minareti si aggiunge a una lista già imbarazzante di casi economici e politici, che piazzano il nostro paese in una posizione più debole su scala internazionale», scrive il romando 24 Heures. E Le Temps aggiunge: «La credibilità della Svizzera rischia di infrangersi a favore di un gesto di protesta, simbolico, ma dalle conseguenze incalcolabili».</p>
<p>Sta di fatto che, come scrive il Corriere del Ticino, questa «reazione di rabbia e orgoglio potrebbe costare un prezzo elevato in termini politici, giuridici ed economici». Un prezzo che gli Svizzeri sono manifestamente disposti a pagare». E allora, conclude la Neue Zuercher Zeitung, «ai nostri diplomatici spetterà dunque un arduo lavoro».</p>
<p>Stefania Summermatter, swissinfo.ch</p>
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<h2 class="page-title">Intervista ad Andreas Auer (Centro di Ricerca sulla Democrazia diretta) sul referendum svizzero sui minareti</h2>
</div>
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		<title>Svizzera 29 novembre 2009: referendum su commercio internazionale d&#8217;armi, nuovi minareti e traffico aereo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
altra normale, ma eccezionale per noi italiani, prova di democrazia che ci viene dalla Svizzera. Il 29 novembre 2009 in uno dei consueti 3-4 appuntamenti referendari annuali, i cittadini svizzeri potranno esprimersi su 3 temi. Temi proposti dal parlamento, da un raggruppamento di associazioni, chiese e partiti e da un partito di estrema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/char.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1482" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/char-300x150.png" alt="" width="300" height="150" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>altra normale, ma eccezionale per noi italiani, prova di democrazia che ci viene dalla Svizzera. Il 29 novembre 2009 in uno dei consueti 3-4 appuntamenti referendari annuali, i cittadini svizzeri potranno esprimersi su 3 temi. Temi proposti dal parlamento, da un raggruppamento di associazioni, chiese e partiti e da un partito di estrema destra. E&#8217; bello vedere che i referendum non sono un patrimonio di uno schieramento, ma di tutti i cittadini svizzeri.</p>
<p><strong>Il primo è una modifica alla costituzione, </strong>proposta dal parlamento svizzero, per permettere di dirottare parte delle imposte sui carburanti per coprire costi del traffico aereo. Sembra una cosa tecnica, e lo è, ma ogni modifica della costituzione svizzera deve essere sempre approvata dai cittadini tramite referendum, come in questo caso.</p>
<p>Il secondo quesito, proposto da decine di organizzazioni pacifiste, partiti, associazioni e chiese, chiede il <strong>divieto di esportare materiale bellico fuori dalla Svizzera.</strong>Vedi <a href="http://www.materialebellico.ch/site/Liniziativa/Ragioni-delliniziativa.html">www.materialebellico.ch</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/Plakat_250_i.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1483" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/Plakat_250_i-211x300.gif" alt="" width="211" height="300" /></a>Il terzo quesito, proposto da un partito di estrema destra il Partito del Popolo (SVP) chiede di <strong>impedire la costruzione di nuovi minareti</strong> oltre ai 4 già esistenti in territorio elvetico. Attenzione non chiede di impedire luoghi di culto, ci sono già circa 200 moschee, il 5% degli abitanti svizzeri è mussulmano, ma la costruzione dei minareti. Vedi il <a href="http://www.minareti.ch/index.html">www.minareti.ch</a></p>
<p>Per avere maggiori informazioni, materiali e sapere cosa consigliano di votare tutti i partiti, i sindacati, le associazioni economiche e quelle giovanili, basta <a href="http://www.ch.ch/abstimmungen_und_wahlen/01253/01958/index.html?partner=5011&amp;canton=140&amp;lang=it&amp;refurl=YToyOntzOjQ6InR5cGUiO3M6NDoicGFnZSI7czozOiJ1cmwiO3M6NTU6Ii9hYnN0aW1tdW5nZW5fdW5kX3dhaGxlbi8wMTI1My8wMTk1OC9pbmRleC5odG1sP2xhbmc9aXQiO30%3D">andare qui.</a></p>
<p>Trasparenza e completezza di informazioni straordinarie per noi italiani, a pochi km dal nostro confine. Ricordo che ovviamente i referendum in Svizzera (come in gran parte del mondo democratico, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Irlanda, USA) non hanno quorum.</p>
<p>Quando anche noi?</p>
<p>Ecco l&#8217;opuscolo informativo che è stato stampato in milioni di copie e che viene mandato a tutti i cittadini svizzeri. C&#8217;è l&#8217;opinione del comitato proponente, dei contrari, del governo e del parlamento e diventa una piacevole lettura e un sogno del futuro anche per noi italiani:</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=32" title=" downloaded 222 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Opuscolo informativo Votazioni Svizzera 29 -11-09 " /></a></code></p>
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		<title>La democrazia negata a Vicenza e il passaggio della Marcia Mondiale per la Pace</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[[ 8 Novembre 2009; ] di Paolo Michelotto

ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.



La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JVTxjwTQq_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JVTxjwTQq_U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora in corso, anche se sono iniziati i lavori, autorizzati dai governi Prodi e Berlusconi e diretti dal commissario (di Prodi e Berlusconi) Paolo Costa.</p>
<p>Città e movimento hanno fatto di tutto per impedirlo: una manifestazione come quella del 17 febbraio 2007 con 100mila persone non si era mai vista prima a Vicenza, rovinata però dalla doccia fredda di Prodi, nei telegiornali della sera: &#8220;manifestare è un diritto, ma dobbiamo rispettare i patti (quali? ndr) e la base verrà raddoppiata&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è poi, in luglio 2007, il ricorso al Tar Veneto di Codacons ed Ecoistituto del Veneto contro l&#8217;illeggittimità del progetto Dal Molin dal punto di vista urbanistico (un abuso edilizio) e costituzionale (non è un&#8217;opera di difesa nazionale); accolto dal Tar il 18 giugno 2008, e, quasi immediatamente (il 29 luglio) annullato dal Consiglio di Stato, cui si era appellato il governo.</p>
<p>In primavera 2008 la città elegge sindaco, pur con una maggioranza risicatissima, Achille Variati del PD, che si presenta su una netta posizione anti-base (isolato dal resto del PD veneto e nazionale).</p>
<p>Variati conferma ciò che aveva promesso in campagna elettorale: in autunno la città verrà chiamata a pronunciarsi sulla nuova basa attraverso un Referendum Comunale. Si fissa la data del 5 ottobre e il quesito, strettamente legato alle competenze urbanistiche del Comune. Con una lettera pubblica Berlusconi invita pressantemente il sindaco a &#8220;non indire il referendum, essendo già stata consegnata, il 30 luglio, l&#8217;area agli Stati Uniti&#8221; e ricorre al Tar perchè dichiari inammissibile la consultazione. Il Tar non si lascia intimidire e respinge il ricorso: &#8220;Nessun danno dalla consultazione esplorativa&#8221;. Ci pesna però poi il solito Consiglio di Stato che, il 1 ottobre (a 3 giorni dal referendum!), annulla la sentenza del Tar e lo dichiara inammissibile.</p>
<p>La sera stessa oltre 10mila persone riempiono Piazza dei Signori e il sindaco annuncia &#8220;Se non ci permettono di votare nelle nostre scuole, domenica voteremo davanti alle nostre scuole, sotto i nostri gazebo&#8221;. Così avviene. In meno di 3 giorni centinaia di volontari organizzano 32 seggi e il 5 ottobre vanno ordinatamente a votare 24.094 elettori di Vicenza:<strong> 23.050 hanno votato SI</strong> alla proposta di smilitarizzare l&#8217;area. 906 NO, 92 schede bianche e 46 nulle. LA città esprime tutta la sua dignità, ma viene calpestata.</p>
<p><strong>Nell&#8217;estate 2009</strong> iniziano i lavori di sbancamento nell&#8217;area Dal Molin.</p>
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		<title>incontro a Cesena sulla Democrazia Diretta: 21 febbraio 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 08:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
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		<category><![CDATA[la parola ai cittadini]]></category>
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		<description><![CDATA[[ 21 Febbraio 2010; 09:00 a 19:00. ]   
di Paolo Michelotto

il 21 febbraio 2010 a Cesena è stato organizzato un incontro "Dal Signoraggio bancario alla Democrazia Diretta - Proposta per una Metamorfosi Sociale".

Qui maggiori dettagli.

Io mi occuperò del tema "Democrazia Diretta" e realizzerò un esperimento de "La Parola ai Cittadini"

-Relatori: Antonio Miclavez, Marco Della Luna, Paolo Michelotto, Eugenio Benetazzo, Argo Fedrigo
-Data: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1382" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/cesena.jpg"><img class="size-medium wp-image-1382" title="cesena" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/cesena-212x300.jpg" alt="cesena" width="212" height="300" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 21 febbraio 2010 a Cesena è stato organizzato un incontro &#8220;<strong>Dal Signoraggio bancario alla Democrazia Diretta</strong> &#8211; Proposta per una Metamorfosi Sociale&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/servizi/__dal-signoraggio-bancario-alla-democrazia-diretta.php">Qui maggiori dettagli.</a></p>
<p>Io mi occuperò del tema &#8220;Democrazia Diretta&#8221; e realizzerò un esperimento de &#8220;La Parola ai Cittadini&#8221;</p>
<p>-Relatori: Antonio Miclavez, Marco Della Luna, Paolo Michelotto, Eugenio Benetazzo, Argo Fedrigo<br />
-Data: Domenica 21 Febbraio 2010<br />
-Luogo: Piazza Aldo Moro, 90 &#8211; Cesena (FC)<br />
Il convegno si svolgerà presso l&#8217;Aula Magna della facoltà di Psicologia a Cesena (di fronte alla stazione).</p>
<p>Orari<br />
• Check- in ore 09:00<br />
• Inizio ore 09:30<br />
• Termine ore 18:30<br />
- prevista pausa pranzo con buffet su prenotazione.</p>
<p>Prezzi<br />
€ 7,00 in prevendita<br />
€ 12,00 con pagamento all&#8217;ingresso.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ABC della Democrazia Diretta e le esperienze di un paese che l&#8217;ha imparato bene</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/11/labc-della-democrazia-diretta-e-le-esperienze-di-un-paese-che-lha-imparato-bene/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/11/labc-della-democrazia-diretta-e-le-esperienze-di-un-paese-che-lha-imparato-bene/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 20:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[hans urs wili]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[hans-urs-wili
Riporto una mail dell&#8217;amico Stephan Lausch di Bolzano
Care amiche, cari amici della democrazia diretta !
Per sabato 19 settembre 2009 Viinvitiamo tutti a un incontro del tutto particolare che sarà anche l&#8217;avvio vero e proprio e già uno dei momenti di spicco nella nostra campagna verso la votazione referendaria per una legge migliore sulla democrazia diretta.
Probabilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1207" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/hans-urs-wili-vortrag-eisenach-06kl.jpg"><img class="size-medium wp-image-1207" title="hans-urs-wili-vortrag-eisenach-06kl" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/hans-urs-wili-vortrag-eisenach-06kl-300x200.jpg" alt="hans-urs-wili" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">hans-urs-wili</p></div>
<p>Riporto una mail dell&#8217;amico Stephan Lausch di Bolzano<br />
Care amiche, cari amici della democrazia diretta !</p>
<p>Per sabato 19 settembre 2009 Viinvitiamo tutti a un incontro del tutto particolare che sarà anche l&#8217;avvio vero e proprio e già uno dei momenti di spicco nella nostra campagna verso la votazione referendaria per una legge migliore sulla democrazia diretta.<br />
Probabilmente non esiste altra persona che possa raccontare con altrettanta esperienza alle spalle come</p>
<p><strong>Hans-Urs Wili,</strong><br />
direttore della Sezione diritti politici della Cancelleria Federale svizzera.<br />
<strong>Sabato, 19 settembre, dalle ore 9 alle 12, presso il Filmclub, Bolzano, via Dr. Streiter</strong></p>
<p>ci parlerà sul tema<br />
<strong>&#8220;L&#8217;ABC della democrazia diretta<br />
e le esperienze di un paese che l&#8217;ha imparato bene.&#8221;</strong></p>
<p>e risponderà alle Vostre domande in un&#8217;audizione pubblica.</p>
<p>Presentiamo così un&#8217;occasione unica di informazione sul funzionamento della democrazia diretta e del sistema politico svizzero da parte di una persona che ha tutti i titoli per informare oggettivamente: Hans-Urs Wili è il funzionario di più alto rango del Governo svizzero per i diritti politici. Data la divulgazione di informazioni distorte questo incontro ci sembra più che mai importante.<span id="more-1206"></span></p>
<p>Abbiamo invitato in modo particolare a questo evento<br />
i consiglieri provinciali,<br />
i rappresentanti dei mass media e<br />
i rappresentanti delle organizzazioni sostenitrici</p>
<p>Fiduciosi di poterVi salutare la mattina del sabato 19 settembre<br />
Vi salutiamo molto cordialmente</p>
<p>Stephan Lausch</p>
<p>Vi comunicheremo se saremo in grado di garantire una traduzione simultanea.</p>
<p><strong> Sulla persona di Hans-Urs Wili:</strong></p>
<p>Hans-Urs Wili, il direttore della Sezione per i diritti politici della Cancelleria Federale ha messo a disposizione un giorno di vacanza per venire a Bolzano e per raccontarci della sua esperienza trentennale. Hans-Urs Wili è sicuramente una delle persone le quali per la loro professione vantano la conoscenza più ampia possibile sullo sviluppo della democrazia diretta nei paesi di tutto il mondo. Egli abitualmente informa delegazioni da tutto il mondo sulla democrazia diretta in Svizzera, egli viene invitato da parlamenti per riferire sulle esperienze svizzere e consulenza sulla regolamentazione della democrazia diretta. In veste della sua funzione di direttore della Sezione per i diritti politici è anche responsabile per lo svolgimento di elezioni e votazioni referendarie, per la consulenza dei cittadini che fanno uso dei loro diritti politici e per il loro continuo aggiornamento alle nuove esigenze e possibilità (p.e. e-voting).<br />
Hans-Urs Wili ha seguito più di 120 votazioni referendarie, e quindi conosce l&#8217;utilizzo che i cittadini ne fanno, i riflessi che ha sulla politica istituzionale, l&#8217;incidenza delle regole sulla praticabilità concreta di questi diritti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>raccogliere firme per i referendum deve diventare facile come in Svizzera e in USA</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/07/14/raccogliere-firme-per-i-referendum-deve-diventare-facile-come-in-svizzera-e-in-usa/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 07:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il mattino
grazie ad un amico svizzero ho ricevuto una copia di un giornale domenicale locale del Cantone Ticino. Sull&#8217;ultima pagina del giornale c&#8217;era stampato il modulo per raccogliere firme per un referendum. Al di là del quesito referendario che potrà non piacere a molti italiani e al partito che lo propone, la Lega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<div id="attachment_1067" class="wp-caption alignleft" style="width: 207px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/ilmattino.jpg"><img class="size-medium wp-image-1067" title="il mattino" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/ilmattino-197x300.jpg" alt="il mattino" width="197" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il mattino</p></div>
<p>grazie ad un amico svizzero ho ricevuto una copia di un giornale domenicale locale del Cantone Ticino. Sull&#8217;ultima pagina del giornale c&#8217;era stampato il modulo per raccogliere firme per un referendum. Al di là del quesito referendario che potrà non piacere a molti italiani e al partito che lo propone, la Lega dei Ticinesi, ho creato questo post per mostrare a noi italiani quanto facili sono le procedure in Svizzera per raccogliere firme per i referendum. Il giornale si trova qui:</p>
<p><a href="http://www.mattinonline.ch/">http://www.mattinonline.ch/</a></p>
<p>Da noi occorrono fogli di una certa misura, di un certo colore, vidimati dal segretario comunale, con le firme autenticate da un notaio o un rappresentante eletto.</p>
<p>In Svizzera, ma la stessa cosa accade anche negli USA, le firme si raccolgono su fogli di qualsiasi formato, stampati sui giornali, disponibili su internet, senza vidimazioni, senza autenticatori. Ma seguendo le leggi riguardanti i referendum. E una di questa dice che &#8220;chiunque si rende colpevole di corruzione attiva o passiva oppure altera il risulato della raccolta delle firme è punibile secondo l&#8217;articolo 281 e rispettivamente 282 del Codice penale&#8221;. <strong></strong></p>
<div id="attachment_1068" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/firme.jpg"><img class="size-medium wp-image-1068" title="modulo raccolta firme" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/firme-214x300.jpg" alt="modulo raccolta firme" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">modulo raccolta firme</p></div>
<p><strong>Ossia la raccolta è resa molto facile, ma chi imbroglia e viene scoperto subisce conseguenze penali.</strong></p>
<p>La democrazia dovrebbe essere così anche in Italia, facilitata al massimo per chi inizia gli strumenti di democrazia diretta, molto rigorosa per chi sgarra e tenta di imbrogliare.</p>
<p>Funziona così in Svizzera e negli USA. Mentre per la Svizzera qualcuno poteva dire &#8220;eh sono svizzeri!&#8221;, per gli USA questa affermazione non vale più. Per esempio la revoca del Governatore della California Davis nel 2003 è iniziata raccogliendo firme (ne servivano 800.000) su fogli simili a questi, fatti circolare per internet e a mano nelle varie città.</p>
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		<title>presentazione sulla democrazia diretta fatta a Rovereto 3/07/09</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/07/12/presentazione-sulla-democrazia-diretta-fatta-a-rovereto-30709/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 20:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[paolo michelotto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
la prima parte della presentazione con proiettore sulla Democrazia Diretta, fatta a Rovereto durante la serata in cui Marco Boschini presentava il suo libro &#8220;L&#8217;Anticasta&#8221;
E&#8217; la prima parte, fino alla descrizione dell&#8217;esperienza svizzera, statunitense e bavarese.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>la prima parte della presentazione con proiettore sulla Democrazia Diretta, fatta a Rovereto durante la serata in cui Marco Boschini presentava il suo libro &#8220;L&#8217;Anticasta&#8221;</p>
<p>E&#8217; la prima parte, fino alla descrizione dell&#8217;esperienza svizzera, statunitense e bavarese.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7-2ef__UArE&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7-2ef__UArE&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Svizzera: caratteristiche del sistema scolastico</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/02/svizzera-caratteristiche-del-sistema-scolastico/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 19:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[scuola svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[universita-zurigo
di Paolo Michelotto
riporto qui un interessante articolo che mi ha inviato Paolo Fabbri (che ha vissuto e insegnato 20 anni in quel paese) sulle caratteristiche della scuola Svizzera. Interessanti le conseguenze della democrazia diretta e del forte federalismo.
Svizzera: caratteristiche del sistema scolastico
di PaoloFabbri
Nella Confederazione elvetica l&#8217;istruzione pubblica è caratterizzata da un deciso decentramento amministrativo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_985" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/universita-zurigo.jpg"><img class="size-medium wp-image-985" title="universita-zurigo" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/universita-zurigo-300x199.jpg" alt="universita-zurigo" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">universita-zurigo</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto qui un interessante articolo che mi ha inviato Paolo Fabbri (che ha vissuto e insegnato 20 anni in quel paese) sulle caratteristiche della scuola Svizzera. Interessanti le conseguenze della democrazia diretta e del forte federalismo.</p>
<p><strong>Svizzera: caratteristiche del sistema scolastico</strong></p>
<p>di PaoloFabbri</p>
<p>Nella Confederazione elvetica l&#8217;istruzione pubblica è caratterizzata da un deciso decentramento amministrativo e  finanziario. A livello centrale vengono definiti i principi generali, mentre le linee guida sono stabilite dalle Conferenza dei Direttori scolastici cantonali. Ognuno dei 26 cantoni ha la piena autonomia nella gestione del sistema scolastico. Così succede, ad esempio,  che, mentre l&#8217;obbligo scolastico è di 9 anni per tutta la Confederazione, ci sono cantoni dove si va a scuola a 7 anni, altri a 5, alcuni in cui la scuola elementare dura 5 anni, altri in cui dura 6 anni. In alcuni cantoni è previsto l&#8217;obbligo di frequenza della scuola materna (+2 anni). Anche per quanto riguarda le ferie, mentre è generale il principio di distribuire le vacanze durante tutto l&#8217;anno (praticamente in ogni stagione dell&#8217;anno c&#8217;è un periodo di vacanze), ogni cantone predispone un suo proprio calendario scolastico.<br />
Soprattutto per eliminare i disagi di chi cambia cantone, il 21 maggio 2006 si è svolto un referendum, in base al quale gli Svizzeri si sono pronunciati a favore della progressiva armonizzazione dei sistemi scolastici cantonali.</p>
<p>I singoli Comuni gestiscono il funzionamento delle scuole dell&#8217;obbligo, mentre le scuole secondarie sono amministrate direttamente dai Cantoni. Nel settore postobbligatorio (ginnasi, formazione professionale e scuole universitarie) le competenze del sistema educativo pubblico sono invece  ripartite tra Confederazione e Cantoni.<br />
La scuola è completamente gratuita, ciò vuol dire che libri, quaderni e materiale vario sono messi a disposizione dall&#8217;ente locale di riferimento. Tutte le spese scolastiche, compresi gli stipendi dei docenti, dipendono da Comuni e Cantoni; sono perciò sotto il controllo dei cittadini che, attraverso le consultazioni popolari, decidono di volta in volta gli interventi da effettuare per i miglioramenti strutturali proposti. C&#8217;è da dire, a questo proposito, che la quasi totalità delle imposte dirette va ai Cantoni e ai Comuni.<br />
Dato che oltre il 95% della popolazione scolastica frequenta il sistema di istruzione pubblica, si può ben dire che la scuola svolge un importante ruolo di integrazione fra alunni che provengono da background sociali, culturali, linguistici molto diversi, in un paese dove gli stranieri sono il 22% degli abitanti! <span id="more-984"></span><br />
La scuola secondaria di 1° grado (corrispondente alla nostra scuola media) si articola in 3 indirizzi: orientamento verso la maturità, orientamento generalista e orientamento professionale con curricoli di studio differenziati.  La scelta dell&#8217;indirizzo degli studi è determinata dal Consiglio di classe dell&#8217;ultimo anno della scuola elementare, sulla base della media dei voti, in particolare in matematica e nella lingua locale (tedesco/francese/italiano).<br />
In Svizzera esistono ancora le scuole differenziali e le classi riservate agli alunni con difficoltà di apprendimento. È tuttavia in atto, soprattutto nei cantoni maggiori e, in modo particolare nel canton Basilea,  un processo di integrazione nelle classi normali di alunni con disabilità, attuato con il sostegno di docenti specializzati.<br />
La scuola sec. di 2°grado si suddivide in formazione ginnasiale o liceale (suddivisa in indirizzi) e in formazione professionale. I ginnasi sono in media frequentati dal 25-30% della popolazione scolastica e rilasciano il diploma di maturità federale che permette l&#8217;accesso all&#8217;Università.  La formazione professionale è perlopiù organizzata secondo il sistema duale: addestramento/tirocinio in azienda (3/4 giorni alla settimana) e studio a scuola (1/2 giorni alla settimana). I possessori di diplomi di formazione professionale, che sono riconosciuti a livello federale,  non hanno un prestigio inferiore rispetto a chi ha frequentato i licei.<br />
Inoltre la formazione professionale di base può essere completata con il diploma di maturità professionale. Si tratta di una formazione generale più ampia, di durata annuale,  che consente di accedere direttamente alle scuole universitarie professionali. C&#8217;è comunque una certa permeabilità fra i percorsi, che permette di passare da un tipo di formazione ad un altro.<br />
L&#8217;istruzione di 3° livello, o postscolastica, si articola in tre settori: università,  politecnici federali e scuole universitarie professionali, tutti ben noti per l&#8217;alta qualità degli insegnamenti, per la funzionalità delle strutture e per l&#8217;efficienza organizzativa.<br />
Infine, molta importanza viene data all&#8217;istruzione di 4°livello, cioè quella della formazione continua.<br />
L&#8217;organizzazione della settimana scolastica prevede generalmente orari spezzati ed è  articolata su 9 mezze giornate (5 mattinate e 4 pomeriggi) che lasciano, in genere, liberi il mercoledì pomeriggio ed il sabato. Gli edifici sono attrezzati dal punto di vista architettonico e tecnologico in modo che sussistano le migliori condizioni di apprendimento.<br />
In ogni scuola vigono severe regole che riguardano l&#8217;ordine, la pulizia e il comportamento. La pulizia delle aule è affidata alle stesse classi, che sono tenute a lasciare gli spazi utilizzati così come li hanno trovati al mattino. Non esistono bidelli, ma in ogni plesso c&#8217;è un custode che svolge la funzione di &#8220;padrone di casa&#8221;.  Gli alunni sono molto responsabilizzati sia per quanto riguarda il rispetto degli ambienti e delle attrezzature, sia per quel che concerne la vita di relazione interna alla scuola. Inoltre partecipano, con loro organi, alla gestione scolastica.<br />
Dal punto di vista metodologico-didattico prevale un approccio pragmatico: si dà la priorità al &#8220;fare&#8221;, per cui la teoria è sempre seguita dalla pratica. C&#8217;è poi da dire che, nella scuola secondaria, oltre all&#8217;insegnamento delle discipline di base, si svolgono molte attività opzionali, come informatica, musica, latino, attività manuali, nuoto, sport vari.<br />
Dal punto di vista organizzativo, le mansioni amministrative all&#8217;interno dei plessi scolastici sono ridotte al minimo, essendo affidate agli appositi uffici comunali o cantonali. Negli ultimi tempi, però, con lo sviluppo dell&#8217;autonomia scolastica, specialmente a livello secondario, molte funzioni sono state trasferite ai singoli istituti. Ciò ha, in parte, comportato la rinuncia alla parità dei ruoli e la separazione fra funzione dirigente e funzione insegnante. Precedentemente il preside era solo il &#8220;primus inter pares&#8221; ed era eletto a rotazione, secondo la magica formula del governo federale (dove la funzione di premier ruota annualmente). Ora c&#8217;è la tendenza alla creazione di dirigenze manageriali, talora di provenienza extrascolastica.<br />
Gli insegnanti hanno ampia facoltà di gestire le lezioni, forti della preparazione di base precedentemente acquisita sia a livello dei contenuti sia a livello dei metodi. Molta importanza viene data al lavoro d&#8217;equipe fra docenti.<br />
La formazione dei docenti avviene nelle università e nelle scuole di specializzazione e comprende prolungate esperienze di tirocinio. La Svizzera ha una grande tradizione pedagogica che discende dagli studi di Rousseau e di Piaget. Fra i pedagogisti affermatisi più recentemente sono da citare Karl Frey, famoso per le teorie del curricolo e per l&#8217;analisi delle diverse metodologie d&#8217;insegnamento/apprendimento (&#8221;un insegnante che si serve solo della lezione frontale non è un buon docente&#8221;), Rolf Dubs, che ha, tra l&#8217;altro,  sviluppato i criteri per definire una scuola di qualità, Elmar Osswald, che ha prodotto studi sull&#8217;attività cooperativa fra docenti e sullo sviluppo della scuola collegato all&#8217;autovalutazione d&#8217;istituto.</p>
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		<title>Gli stranieri e il voto in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/25/gli-stranieri-e-il-voto-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 17:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di voto agli stranieri in svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[lo straniero
di Paolo Michelotto
riporto qui un contributo molto interessante di Paolo Fabbri, che ha avuto un&#8217;esperienza come insegnante in Svizzera per 20 anni. Gli stranieri come regola, non votano in Svizzera. Ma, visto l&#8217;estremo livello di federalismo e di diversità di leggi, in 2 cantoni ciò avviene, e in molti comuni. Ecco i dati con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_932" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/lo-straniero.jpg"><img class="size-medium wp-image-932" title="lo straniero" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/lo-straniero-213x300.jpg" alt="lo straniero" width="213" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">lo straniero</p></div>
<p>di Paolo Michelotto<br />
riporto qui un contributo molto interessante di Paolo Fabbri, che ha avuto un&#8217;esperienza come insegnante in Svizzera per 20 anni. Gli stranieri come regola, non votano in Svizzera. Ma, visto l&#8217;estremo livello di federalismo e di diversità di leggi, in 2 cantoni ciò avviene, e in molti comuni. Ecco i dati con maggior precisione. E&#8217; interessante notare che spesso in Svizzera l&#8217;introduzione delle novità avviene così. Prima nei comuni, poi nei cantoni e infine a livello federale. All&#8217;inizio lentamente, quasi sempre tramite strumenti di democrazia diretta.</p>
<p>Queste notizie sono prese soprattutto da siti svizzeri</p>
<p><a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Ausl%C3%A4nderstimm-_und_-wahlrecht">http://de.wikipedia.org/wiki/Ausl%C3%A4nderstimm-_und_-wahlrecht</a></p>
<p><cite></cite><a href="http://ww.auslaenderstimmrecht-bs.ch/" target="_blank">www.auslaenderstimmrecht-bs.ch</a></p>
<p><strong>Diritto di voto agli stranieri in Svizzera</strong><br />
In Svizzera vivono circa 1 milione e mezzo di stranieri, cioè il 20% della popolazione, senza considerare i diplomatici (in questo caso il numero sale a oltre 1 milione e 600.000 persone, pari al 22% della popolazione totale). Il 90% degli stranieri è d&#8217;origine europea (soprattutto Italiani, Serbi, Portoghesi, Tedeschi).<br />
Il diritto di voto è negato a livello federale, mentre a livello cantonale è concesso solo nei cantoni di Neuchâtel (dal 2000) e Giura (dal 1978). Numerosi sono invece i Comuni in cui gli stranieri possono esercitare il diritto di voto attivo e precisamente:<span id="more-931"></span></p>
<p>tutti i Comuni del canton Neuchâtel,</p>
<p>tutti i Comuni del canton Giura,</p>
<p>tutti i Comuni del canton Friburgo,</p>
<p>tutti i Comuni del canton Vaud</p>
<p>tutti i Comuni del canton Ginevra (solo per le iniziative popolari),</p>
<p>3 Comuni del canton Appenzel AR,</p>
<p>6 Comuni del canton Grigioni,</p>
<p>Canton Basilea città (per i referendum facoltativi)<br />
Nel 2007 il parlamento del canton Berna si è espresso contro il diritto di voto agli stranieri.<br />
Il diritto di voto passivo (cioè il diritto di essere eletti) esiste nei Consigli comunali dei seguenti cantoni:</p>
<p>- Giura,<br />
- Vaud,<br />
- Friburgo,<br />
- Grigioni,<br />
- Appenzell AR<br />
Nel canton Babilea &#8211; città è attualmente al vaglio delle autorità cantonali una iniziativa popolare lanciata nel 2007 e presentata a marzo di quest&#8217;anno, che prevede una modifica della costituzione cantonale.</p>
<p>Si chiede che venga aggiunto il seguente articolo:</p>
<p>I residenti nel Cantone, non in possesso della cittadinanza svizzera, hanno il diritto di voto se risiedono da almeno 5 anni nel cantone e se hanno il permesso di soggiorno permanente (Niederlassung)</p>
<p>La commissione cantonale presenterà prossimamente tale iniziativa al Parlamento del Cantone, che prenderà posizione in merito e la sottoporrà al referendum popolare.</p>
<p><a></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I risultati delle votazioni del 17 maggio 2009 in Svizzera: come la democrazia dovrebbe essere.</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/19/i-risultati-delle-votazioni-del-17-maggio-2009-in-svizzera-come-la-democrazia-dovrebbe-essere/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/05/19/i-risultati-delle-votazioni-del-17-maggio-2009-in-svizzera-come-la-democrazia-dovrebbe-essere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 21:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[risultati 17 maggio 2009]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=915</guid>
		<description><![CDATA[hasard
di Paolo Michelotto
Questi i risultati delle votazioni e alcuni articoli presenti qui.
Passaporto biometrico
Sì: 953&#8242;136 (50,1%)
No: 947&#8242;632 (49,9%)
Medicine complementari
Sì: 1&#8242;283&#8242;838 (67%)
No: 631&#8242;908 (33%)
Partecipazione: 38,3%
Questi alcuni articoli che spiegano quanto accaduto secondo l&#8217;ottica dei media svizzeri, sui due referendum confederali ma anche sui molti referendum e iniziative cantonali, votati nella stessa giornata
18 maggio 2009 &#8211; 08.54
Un &#8217;sì&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_916" class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/hasard.jpg"><img class="size-medium wp-image-916" title="hasard" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/hasard.jpg" alt="hasard" width="277" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">hasard</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Questi i risultati delle votazioni e alcuni articoli presenti <a href="http://www.swissinfo.ch/ita/politica/votazioni/index.html?siteSect=300&amp;market=yes&amp;front=mk">qui.</a></p>
<p><strong>Passaporto biometrico</strong></p>
<p>Sì: 953&#8242;136 (50,1%)<br />
No: 947&#8242;632 (49,9%)<br />
<strong>Medicine complementari</strong></p>
<p>Sì: 1&#8242;283&#8242;838 (67%)<br />
No: 631&#8242;908 (33%)</p>
<p>Partecipazione: <strong>38,3%</strong></p>
<p>Questi alcuni articoli che spiegano quanto accaduto secondo l&#8217;ottica dei media svizzeri, sui due referendum confederali ma anche sui molti referendum e iniziative cantonali, votati nella stessa giornata</p>
<p>18 maggio 2009 &#8211; 08.54<br />
<strong>Un &#8217;sì&#8217; che ha valore di messa in guardia</strong></p>
<p><strong>Approvando solo di stretta misura domenica l&#8217;introduzione del passaporto biometrico gli svizzeri hanno voluto lanciare un segnale chiaro al governo: con la protezione dei dati non si scherza, commenta la stampa svizzera.</strong></p>
<p>All&#8217;indomani del fine settimana di votazioni, la stampa elvetica dedica i suoi commenti soprattutto al risicato &#8217;sì&#8217; &#8211; &#8220;Una maggioranza casuale&#8221;, come titolano il Blick e Le Temps &#8211; con il quale gli svizzeri hanno accettato l&#8217;introduzione del nuovo passaporto biometrico.</p>
<p>&#8220;Alla fine gli svizzeri hanno privilegiato il loro attaccamento alla libertà di movimento. Ma il risultato è così striminzito che traduce un profondo scetticismo sulla gestione della biometria&#8221;, riassume il quotidiano vodese 24 Heures.<span id="more-915"></span><br />
<strong>Il tempo passa, ma la diffidenza resta</strong></p>
<p>&#8220;Le generazioni passano, ma nei geni del cittadino elvetico la diffidenza, nata vent&#8217;anni fa con lo scandalo delle schede e della polizia segreta P26, resta&#8221;, scrive dal canto suo La Liberté, secondo cui il risultato rappresenta un segnale chiaro, che dovrà essere tenuto in debita considerazione dal governo.</p>
<p>La Neue Zürcher Zeitung osserva che &#8220;non è stata tanto l&#8217;introduzione del passaporto biometrico che ha diviso la Svizzera in due campi quasi uguali, quanto piuttosto le postille della proposta&#8221;. &#8220;Concretamente &#8211; scrive il giornale zurighese &#8211; la registrazione delle impronte digitali del proprietario del passaporto in una banca dati centralizzata dell&#8217;Ufficio federale di polizia&#8221;.</p>
<p>Un argomento sviluppato anche dal Tages Anzeiger, secondo cui il parlamento adesso dovrà esaminare con serietà la proposta dei Verdi, che chiedono di introdurre la possibilità per ogni detentore di passaporto di domandare la cancellazione delle sue impronte dalla banca dati. &#8220;Basterebbe una sola frase nella legge, che non causerebbe il minimo problema né con gli Stati Uniti né con l&#8217;accordo di Schengen&#8221;, sottolinea il Tages Anzeiger.<br />
<strong>Il governo &#8220;ha fallito&#8221;</strong></p>
<p>I commenti non risparmiano inoltre l&#8217;operato del governo. Per l&#8217;Aargauer Zeitung, il risultato del voto di domenica rappresenta uno &#8220;schiaffo per l&#8217;establishement (&#8230;), che solo per caso non appartiene campo dei perdenti&#8221;. Un &#8216;establishement&#8217; &#8211; governo e parlamentari navigati &#8211; che non ha &#8220;preso sul serio le paure della popolazione di essere schedata&#8221;.</p>
<p>Secondo il Corriere del Ticino, il governo avrebbe potuto agire diversamente, evitando così di far quasi naufragare il progetto: &#8220;Gli svizzeri amano la libera scelta: poter decidere liberamente fra un passaporto biometrico e uno normale (come hanno fatto diversi paesi europei, a cominciare dalla Germania) non avrebbe scatenato tanto sospetto e tanta ostilità da parte di larghi strati della popolazione&#8221;.</p>
<p>Il quotidiano romando Le Temps sottolinea dal canto suo che &#8220;nel paese del segreto bancario, dove si dà così tanta importanza alla protezione della sfera privata, lo Stato doveva rassicurare. Però ha fallito. E ciò che è peggio, ha contribuito per eccesso di zelo ad aumentare la diffidenza del cittadino, progettando di creare una banca dati centralizzata&#8221;.</p>
<p>In materia di passaporto biometrico e di protezione dei dati, il governo è sotto stretta sorveglianza: &#8220;Nessuno strappo sarà perdonato&#8221;, conclude Le Temps.</p>
<p>Per questa ragione, il Consiglio federale dovrà ora &#8220;dissipare i timori giustificati degli oppositori&#8221;, applicando con discernimento la nuova legge sul passaporto biometrico, scrive il Bund. La tentazione di aprire la banca dati a potenziali ricerche rimane grande, è il timore espresso dal giornale bernese.<br />
<strong>&#8220;Un ministro al capolinea&#8221;</strong></p>
<p>Il secondo tema in votazione &#8211; l&#8217;articolo costituzionale sul riconoscimento delle medicine complementari &#8211; è abbordato solo da alcuni quotidiani.</p>
<p>&#8220;Olio di ricino&#8221;, titola Le Matin, secondo cui con il voto di ieri &#8220;la popolazione ha inviato il messaggio di non voler più essere presa in ostaggio dalle minacce sull&#8217;aumento dei premi&#8221; dell&#8217;assicurazione malattia, ma di &#8220;volere un altro sistema sanitario&#8221;.</p>
<p>Secondo il Corriere del Ticino, &#8220;il segnale politico è chiaro: gli svizzeri vogliono il più ampio ventaglio di cure mediche di alta qualità per tutti, coperte cioè dall&#8217;assicurazione di base. In altre parole: risparmiamo pure su molte cose ma per favore non sulle cure mediche!&#8221;.</p>
<p>Per La Regione, &#8220;la popolazione non ha inteso firmare un assegno scoperto&#8221;, ma ha voluto indicare di volere &#8220;piuttosto che si persegua il contenimento dei costi senza rinunciare alla medicina alternativa, che aiuta, anche solo psicologicamente, quei &#8216;malati immaginari&#8217; che causano più spese al sistema sanitario&#8221;.</p>
<p>Secondo il quotidiano ticinese, il risultato rappresenta però soprattutto un chiaro segnale di sfiducia nei confronti del ministro della sanità Pascal Couchepin, che ha sostenuto l&#8217;articolo costituzionale solo perché così ha deciso la maggioranza del parlamento. &#8220;Il consigliere federale Pascal Couchepin deve ormai riflettere seriamente sul fallimento della sua politica sanitaria e sull&#8217;opportunità di dimettersi&#8221;</p>
<p><strong>Dalle urne due &#8217;sì&#8217;, di cui uno di stretta misura</strong></p>
<p>Il passaporto svizzero, creato nel 1915, entrerà presto nell&#8217;era della biometria</p>
<p>La popolazione svizzera ha approvato domenica per una manciata di voti l&#8217;introduzione del nuovo passaporto biometrico. Senza storia invece la votazione sull&#8217;articolo costituzionale sulla medicina complementare, che ha ottenuto il 67% di consensi.</p>
<p>L&#8217;esito del referendum sull&#8217;introduzione del nuovo passaporto biometrico è stato incerto sino alla fine: favorevoli e contrari sono infatti divisi solo da 5&#8242;504 schede.</p>
<p>Il progetto, approvato da governo e parlamento, è stato sostenuto dal 50,14% di votanti. Il &#8217;sì&#8217; ha prevalso però solo in dieci cantoni e semicantoni. Il tasso di accettazione più forte è stato registrato a Lucerna (57,6%), Zugo (55,3%) e Obvaldo (55,1%).</p>
<p>In alcuni cantoni, la differenza è stata di poche centinaia di schede. A Glarona, ad esempio, il &#8216;no&#8217; ha vinto per soli cinque voti. In Ticino, i contrari sono stati il 50,5% (33&#8242;313 contro 32&#8242;597). Le più forti percentuali di &#8216;no&#8217; sono state registrate nei cantoni di Giura (56%), Sciaffusa (55,5%) e Vaud (54,5%).<br />
<strong>Libertà di viaggiare</strong></p>
<p>Grazie al risultato del voto di domenica, la Svizzera si allinea così ai paesi dell&#8217;Unione Europea e alle esigenze dell&#8217;accordo di Schengen, nonché alle norme di sicurezza statunitensi.</p>
<p>Il passaporto, che dovrebbe essere introdotto nel 2010, conterrà un microchip sul quale vengono registrati elettronicamente i dati, tra cui un&#8217;immagine del viso e due impronte digitali.</p>
<p>Ad aver fatto breccia tra la popolazione svizzera è stato probabilmente l&#8217;argomento legato alla libertà di viaggiare con un passaporto riconosciuto e più sicuro rispetto a quello attuale.</p>
<p>La sinistra e l&#8217;Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) avevano lanciato il referendum non tanto per impedire l&#8217;introduzione del nuovo passaporto, quanto piuttosto per opporsi alla creazione di una banca dati centralizzata, in cui saranno memorizzati tutti i dati dei passaporti biometrici. Un&#8217;esigenza, questa, non richiesta dall&#8217;Accordo di Schengen e alla quale, ad esempio, ha rinunciato la Germania. Il timore spesso evocato è di una possibile deriva, con un uso a fini diversi da quelli inizialmente previsti di questa banca dati.<br />
<strong>Eveline Widmer-Schlumpf può respirare</strong></p>
<p>Il sì della popolazione svizzera è stato accolto con un grande sospiro di sollievo dalla ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>La consigliera federale ha promesso che farà il necessario affinché la protezione dei dati sia assicurata e ha dichiarato che, almeno per il momento, i dati biometrici saranno obbligatori solo sul passaporto e non sulla carta d&#8217;identità. Se un giorno dovesse essere introdotta anche una carta d&#8217;identità biometrica, il governo ne proporrà anche una versione non biometrica, ha aggiunto.</p>
<p>A nome del comitato per il &#8220;sì&#8221;, il consigliere nazionale del Partito liberale radicale Hugues Hiltpold si è detto naturalmente soddisfatto, poiché la Svizzera non rischia più di uscire dallo Spazio Schengen. Secondo Hiltpold, tuttavia, occorre prendere in seria considerazione la preoccupazione manifestata da gran parte degli svizzeri. Il governo dovrà dare prova di estrema chiarezza sul fatto che la banca dati non venga utilizzato per altri scopi.</p>
<p>Soddisfazione è stata espressa anche dall&#8217;ambasciatore dell&#8217;Unione Europea in Svizzera, Michael Reiterer, secondo cui il risultato del voto &#8220;conferma la via intrapresa dalla Svizzera&#8221;.</p>
<p>I contrari, dal canto loro, hanno sottolineato che l&#8217;introduzione del passaporto biometrico dovrà avvenire con cautela e conformemente alla protezione dei dati. Hanno inoltre ribadito la loro opposizione all&#8217;introduzione di una carta d&#8217;identità esclusivamente biometrica.<br />
<strong>Sì alle medicine complementari</strong></p>
<p>Se il passaporto biometrico è stato accettato di stretta misura, l&#8217;articolo costituzionale denominato &#8220;Un futuro per la medicina complementare&#8221; ha invece superato con estrema facilità lo scoglio popolare, ottenendo il 67% di sì.</p>
<p>Le percentuali più alte di favorevoli sono state registrate nella Svizzera francese, con punte del 78,4% nel canton Vaud e del 77,9% a Ginevra.</p>
<p>Il risultato riflette quanto avvenuto in sede parlamentare: ad eccezione dell&#8217;Unione democratica di centro e di alcune sezioni cantonali del Partito liberale radicale, tutti gli altri grandi partiti svizzeri si erano pronunciati a favore dell&#8217;articolo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questa modifica costituzionale è di reintegrare nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall&#8217;assicurazione malattia obbligatoria cinque medicine alternative (fitoterapia, omeopatia, terapia neurale, medicina cinese e antroposofica), stralciate nel 2005 dal ministro della sanità Pascal Couchepin.<br />
<strong>Couchepin fa buon viso a cattivo gioco</strong></p>
<p>Durante la campagna, Couchepin aveva però ricordato che in ogni caso per applicare il nuovo articolo costituzionale occorrerà elaborare una nuova legge. Il ministro della sanità non ha mai nascosto di non essere favorevole al progetto e di averlo dovuto sostenere poiché così ha voluto la maggioranza del parlamento.</p>
<p>Presentandosi domenica davanti ai media, il consigliere federale non si è pronunciato sulla sorte che sarà riservata alle terapie alternative. &#8220;La mia preoccupazione &#8211; ha dichiarato &#8211; è di frenare l&#8217;esplosione dei costi della salute e non il contrario&#8221;.</p>
<p>Secondo gli oppositori, se le medicine complementari dovessero essere reintrodotte nel catalogo delle spese rimborsate dall&#8217;assicurazione malattia, i costi della salute aumenterebbero di mezzo miliardo di franchi all&#8217;anno (altre stime parlano di un importo tra 80 e 100 milioni).</p>
<p>Per i fautori delle medicine complementari, il ministro della sanità non può comunque più tergiversare: &#8220;Pascal Couchepin ha sempre detto che non si sarebbe lasciato impressionare, ma con oltre i due terzi di sì, la pressione popolare è forte&#8221;, ha dichiarato la consigliera agli Stati socialista Simonetta Sommaruga. E se Couchepin non dovesse reintrodurre queste prestazioni nel catalogo di quelle rimborsare, sarà il parlamento o il suo successore a farlo, ha aggiunto.</p>
<p>Daniele Mariani, swissinfo.ch e agenzie</p>
<p><strong>Votazioni Cantonali</strong></p>
<p><strong>Il divieto di fumo si estende a nuovi cantoni</strong></p>
<p><strong>Oltre che sui due oggetti in votazione federale, in 14 cantoni gli elettori domenica erano chiamati alle urne per esprimersi su temi di carattere regionale. Divieto di fumare in locali pubblici, riforme scolastiche e giudiziarie hanno tenuto banco.</strong></p>
<p>Appena otto mesi dopo i vicini di Basilea Città, anche gli elettori di Basilea Campagna hanno deciso di bandire il fumo nei ritrovi pubblici. A schiacciante maggioranza, hanno accolto oggi un&#8217;iniziativa popolare in tal senso. Gli esercizi pubblici potranno mettere a disposizione della clientela locali appositi per fumare, separati e ben ventilati, ma senza servizio.</p>
<p>Sullo stesso argomento gli urani erano chiamati a votare per la seconda volta in meno di un anno. E per la seconda volta hanno mantenuto le regole fissate dalla legge sulla sanità, adottata nel giugno 2008. Questa vieta il fumo negli stabilimenti pubblici e accorda la possibilità di installare &#8220;fumoir&#8221; separati e ventilati.</p>
<p>Il tentativo di allentare la normativa adeguandola a quella federale che proibisce il fumo negli stabilimenti pubblici, ma concede una deroga a quelli con una superficie inferiore agli 80 metri quadrati, è fallito. L&#8217;elettorato ha bocciato la proposta con 5&#8242;341 voti contro 4&#8242;887.</p>
<p>Al contrario, l&#8217;elettorato turgoviese ha optato per una legge più blanda. Con 31&#8242;075 voti contro 25&#8242;627, ha respinto un&#8217;iniziativa popolare che chiedeva il divieto generalizzato con la possibilità di spazi per fumatori senza servizio. Ha invece accettato il controprogetto ispirato alla legge federale.</p>
<p>Ad eccezione di Sciaffusa e Appenzello Interno, tutti i cantoni hanno ormai legiferato sul fumo passivo, creando un mosaico di regolamenti. Nella maggioranza dei casi le norme sono già più restrittive della Legge federale sul fumo passivo adottata dal parlamento svizzero nell&#8217;ottobre 2008.<br />
<strong>Regolamenti scolastici in quattro cantoni</strong></p>
<p>In Argovia, l&#8217;elettorato ha bocciato nettamente e su tutta la linea una controversa riforma scolastica, già costata la poltrona al suo principale fautore: l&#8217;ex capo del Dipartimento della pubblica educazione, il popolare democratico Rainer Huber, che alle alle recenti elezioni è stato sconfitto dall&#8217;esponente dell&#8217;Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) Alex Hürzeler. E proprio l&#8217;UDC è il partito che si opponeva a tutti i punti della riforma, che avrebbe riorganizzato l&#8217;intera scuola dell&#8217;obbligo.</p>
<p>Essa prevedeva in particolare l&#8217;abolizione dell&#8217;asilo e l&#8217;inizio della scolarizzazione a 5 anni con un ciclo primario di 4 anni, seguito da 4 anni di scuola media e quindi da un ciclo medio superiore di 3 anni e tre livelli di apprendimento.</p>
<p>In Appenzello Esterno saranno reintrodotti i voti a scuola a partire dalla quarta elementare. L&#8217;elettorato ha approvato a netta maggioranza un&#8217;iniziativa popolare in tal senso lanciata dall&#8217;UDC. Il cantone aveva abolito nel 2000 i voti dal primo al sesto anno, sostituendoli con valutazioni scritte.</p>
<p>I ginevrini hanno invece approvato un controprogetto governativo sulla scuola media, opposto ad un&#8217;iniziativa che voleva ripristinare un sistema scolastico più selettivo e tradizionale.</p>
<p>Nella scuola obbligatoria nei Grigioni in futuro gli allievi dovranno seguire obbligatoriamente un&#8217;ora settimanale di &#8220;scienza delle religioni ed etica&#8221;. Contemporaneamente l&#8217;insegnamento religioso passa da due ore a una sola. Gli elettori hanno accolto a schiacciante maggioranza il cosiddetto modello &#8220;1+1&#8243;. Si tratta di un controprogetto del parlamento retico a un&#8217;iniziativa dei Giovani socialisti che chiedeva di sostituire le due ore di religione dalla prima alla nona classe con due ore di etica.<br />
<strong>Riforme giudiziarie</strong></p>
<p>Sempre nei Grigioni, l&#8217;elettorato ha anche nettamente approvato la revisione parziale della Costituzione cantonale, che prevede di togliere i compiti giudiziari ai 39 circoli retici. In base alle nuove disposizioni federali sulla giustizia, che entreranno probabilmente in vigore nel 2011, non saranno più i presidenti di circolo a emanare i mandati penali per delitti e crimini, bensì la Procura pubblica. I compiti legati al diritto civile saranno competenza dei tribunali distrettuali.</p>
<p>Dal canto loro, i ginevrini hanno deciso di abolire un&#8217;istituzione cantonale nata 200 anni fa: la giuria popolare. Con il 64,5% dei voti, l&#8217;elettorato ha seguito il governo, che aveva sottolineato l&#8217;incompatibilità di questa istituzione con il nuovo codice di procedura penale unificato a livello nazionale, che entrerà in vigore nel 2011.</p>
<p>Pure per adattarsi al nuovo codice di procedura penale svizzero, l&#8217;elettorato di Basilea campagna ha dato l&#8217;assenso a una modifica della Costituzione cantonale e alla Legge introduttiva.<br />
<strong>Il voto ai 16enni non avanza</strong></p>
<p>L&#8217;elettorato di Uri ha seccamente rifiutato l&#8217;iniziativa popolare lanciata dai Giovani socialisti per il diritto di voto a partire da 16 anni. Gli urani seguono così l&#8217;elettorato di Basilea Città, che aveva respinto un&#8217;analoga iniziativa in febbraio. L&#8217;unico cantone ad avere finora introdotto il voto ai sedicenni è Glarona.</p>
<p>I solettesi hanno deciso di introdurre prestazioni complementari per famiglie con reddito inferiore al minimo vitale. La misura dovrebbe sostenere 1100 nuclei famigliari e costare allo Stato 15 milioni di franchi all&#8217;anno.Le famiglie di working poor potranno così evitare di ricorrere all&#8217;assistenza sociale.</p>
<p>Gli svittesi potranno dedurre 1500 franchi in più per ogni figlio a carico nella dichiarazione fiscale. L&#8217;elettorato ha accolto la revisione della legge sulle imposte, che prevede anche una compensazione parziale della &#8220;progressione a freddo&#8221; e una riduzione dell&#8217;imposta sugli utili delle imprese.</p>
<p>I giurassiani hanno dato il nullaosta a un meccanismo di freno all&#8217;indebitamento. La relativa modifica costituzionale è stata approvata dal 68,6% dei votanti.<br />
<strong>Di tutto un po&#8217;</strong></p>
<p>Nel canton Neuchâtel sarà ancora possibile vendere bevande alcoliche nei negozi dei benzinai. L&#8217;elettorato ha infatti rifiutato la legge che introduceva tale divieto.</p>
<p>Nel canton San Gallo saranno create commissioni comunali incaricate di decidere sulle naturalizzazioni. L&#8217;elettorato ha dato il nullaosta al nuovo regolamento, che dovrebbe porre fine a decisioni abusive.</p>
<p>Nel canton Lucerna il provento delle multe disciplinari per le infrazioni stradali non sarà ridistribuito ai contribuenti sotto forma di detrazione fiscale. I cittadini hanno respinto nettamente un&#8217;iniziativa in tal senso lanciata dall&#8217;UDC.</p>
<p>L&#8217;elettorato lucernese ha invece accettato l&#8217;adesione al concordato intercantonale per la lotta agli hooligan, contro il quale la sinistra e gruppi di tifosi dell&#8217;FC Lucerna avevano lanciato il referendum.</p>
<p>Nel canton Zurigo l&#8217;elettorato ha respinto con una maggioranza del 63,3% un&#8217;iniziativa che chiedeva di introdurre collegamenti ferroviari ogni mezz&#8217;ora in tutte le stazioni della rete regionale della &#8220;S-Bahn&#8221;. La proposta era combattuta da governo e parlamento, che la consideravano troppo onerosa e &#8220;in parte irrealizzabile&#8221;.</p>
<p>swissinfo.ch e agenzie</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Votazione popolare del 17 maggio 2009 in Svizzera: ulteriore esempio di democrazia diretta</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 20:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il 17 maggio 2009 in Svizzera avviene una votazione popolare (così chiamano le quattro giornate di votazione per referendum e iniziative che si tengono ogni anno nel paese) interessante su due quesiti che evidenziano le caratteristiche della democrazia svizzera. Per saperne di più il sito governo svizzero
medicina
Il primo quesito è una modifica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>il 17 maggio 2009 in Svizzera avviene una votazione popolare (così chiamano le quattro giornate di votazione per referendum e iniziative che si tengono ogni anno nel paese) interessante su due quesiti che evidenziano le caratteristiche della democrazia svizzera. <a href="http://www.admin.ch/aktuell/abstimmung/00228/index.html?lang=it">Per saperne di più il sito governo svizzero</a></p>
<div id="attachment_912" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/medicina.gif"><img class="size-medium wp-image-912" title="medicina" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/medicina-300x69.gif" alt="medicina" width="300" height="69" /></a><p class="wp-caption-text">medicina</p></div>
<p>Il primo quesito è una modifica di articolo della costituzione riguardante <strong>&#8220;Un futuro con la medicina complementare&#8221;</strong> pensato come controproposta del parlamento svizzero a una iniziativa di cittadini, che poi è stata ritirata. Ossia i cittadini hanno raccolto 100.000 firme per presentare una iniziativa (referendum propositivo), il parlamento ha fatto una controproposta che in base alla legge svizzera si deve votare nello stesso giorno della iniziativa originale. Ma i cittadini proponenti, ritenendo di essere soddisfatti dal testo della controproposta, hanno ritirato la loro proposta originale, facilitando di fatto il voto positivo alla proposta fatta dal parlamento.</p>
<div id="attachment_913" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/passaporto.gif"><img class="size-medium wp-image-913" title="passaporto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/passaporto-300x70.gif" alt="passaporto" width="300" height="70" /></a><p class="wp-caption-text">passaporto</p></div>
<p>Il secondo quesito riguarda una legge fatta dal parlamento riguardante la <strong>creazione del passaporto elettronico</strong>. Contro questa legge promulgata dal parlamento svizzero, in 100 giorni sono state raccolte 50.000 firme e ora tutti i cittadini svizzeri possono tramite referendum approvare o invalidare la norma.</p>
<p>Interessante l&#8217;opuscolo informativo realizzato dall&#8217;amministrazione e inviato a tutti gli elettori. Un esempio ottimo di come funziona la democrazia dove i cittadini contano davvero. Vengono riportate le argomentazioni del parlamento e quelle del comitato referendario (nel referendum &#8220;passaporto elettronico&#8221;)</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/abs_mai-09_i.pdf">opuscolo informativo 17 maggio 2009</a></p>
<p><strong>Articolo costituzionale «Un futuro con la medicina complementare»</strong> &#8211; (controprogetto all&#8217;iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare», ritirata)<span id="more-910"></span></p>
<p>Il Parlamento ha elaborato un articolo costituzionale quale con troprogetto all&#8217;iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare». Il nuovo articolo chiede che la Confederazione e i Cantoni, nell&#8217;ambito delle loro competenze, provvedano alla considerazione della medicina complementare. Dopo il ritiro dell&#8217;iniziativa, Popolo e Cantoni sono chiamati a esprimersi su questo controprogetto.<br />
<strong>La domanda che figura sulla scheda</strong><br />
Volete accettare l&#8217;articolo costituzionale «Un futuro con la medicina complementare»? (controprogetto all&#8217;iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare», ritirata)</p>
<p><strong>Introduzione di dati biometrici registrati elettronicamente nel passaporto svizzero e nei documenti di viaggio per stranieri (modifica della legge sui documenti d&#8217;identità e della legge sugli stranieri)</strong></p>
<p>Nel mondo sono sempre più numerosi gli Stati che introducono i passaporti contenenti dati biometrici registrati elettronicamente, i cosiddetti passaporti elettronici. Per continuare a garantire anche in futuro la libertà di viaggio ai cittadini svizzeri e mantenere l&#8217;elevato standard di sicurezza del passaporto svizzero, Consiglio federale e Parlamento hanno deciso di introdurre definitivamente anche in Svizzera il passaporto elettronico. In tal modo, le norme vincolanti per gli Stati Schengen saranno attuate anche nei passaporti svizzeri.<br />
Contro il decreto federale è stato chiesto il referendum.<br />
<strong>La domanda che figura sulla scheda</strong><br />
Volete accettare il decreto federale del 13 giugno 2008 che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e la Comunità europea concernente il recepimento del regolamento (CE) n. 2252/2004 sui passaporti e i documenti di viaggio biometrici (Sviluppo dell&#8217;acquis di Schengen)?</p>
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		<title>Gli Svizzeri dicono SI alla libera circolazione dei cittadini europei</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 20:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[referendum svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[voti svizzera ue
di Paolo Michelotto
l&#8217;esito del voto del Referendum con cui si chiedeva ai cittadini svizzeri se erano a favore oppure no a mantenere in vigore gli accordi per la libera circolazione dei cittadini europei, è stato forte: circa il 60% ha detto SI.
A noi italiani rischia sfuggire la grandezza di questo fatto: il governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_669" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/votisvizzeraue.gif"><img class="size-medium wp-image-669" title="voti svizzera ue" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/votisvizzeraue-300x212.gif" alt="voti svizzera ue" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">voti svizzera ue</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>l&#8217;esito del voto del Referendum con cui si chiedeva ai cittadini svizzeri se erano a favore oppure no a mantenere in vigore gli accordi per la libera circolazione dei cittadini europei, è stato forte: circa il 60% ha detto SI.</p>
<p>A noi italiani rischia sfuggire la grandezza di questo fatto: il governo Svizzero aveva firmato gli accordi per la libera circolazione dei cittadini europei. E poi i cittadini svizzeri hanno potuto esprimersi su questo argomento. E così su tutto. Non è la democrazia perfetta, ma una democrazia che i cittadini apprezzano ed hanno fortemente voluto nella loro storia. L&#8217;ultima parola spetta sempre ai cittadini, i partiti sono solo degli attori importanti, ma non decisivi.</p>
<p>Riporto un articolo della <a href="http://www.swissinfo.ch/ita/prima_pagina/Il_popolo_svizzero_rimane_coi_piedi_per_terra.html?siteSect=105&amp;sid=10305042&amp;cKey=1234167240000&amp;ty=st">swissinfo.ch</a> che spiega molto bene i fatti.</p>
<p><strong>9 febbraio 2009<br />
&#8220;Il popolo svizzero rimane coi piedi per terra&#8221;</strong></p>
<p>La stampa elvetica accoglie con un sospiro di sollievo il sì alla libera circolazione delle persone con l&#8217;UE. Contrariamente a quanto alcuni temevano, in questo periodo di crisi economica gli svizzeri non hanno avuto un riflesso di chiusura e di protezionismo.</p>
<p>&#8220;Si temeva il peggio, invece tutto è andato per il meglio&#8221;: il commento del Journal de Jura è condiviso da buona parte della stampa svizzera all&#8217;indomani del sì della popolazione elvetica al rinnovo dell&#8217;accordo di libera circolazione con l&#8217;Unione Europea e alla sua estensione a Bulgaria e Romania.</p>
<p>Il verdetto delle urne (quasi il 60% di sì) è stato molto più netto rispetto a quanto era emerso nei sondaggi. Secondo la Neue Zürcher Zeitung, questo risultato è da interpretare come &#8220;un no agli esperimenti&#8221;.<span id="more-668"></span></p>
<p>&#8220;In questi tempi economicamente difficili &#8211; scrive la NZZ &#8211; gli svizzeri si sono espressi chiaramente per il proseguimento della libera circolazione delle persone con il loro più grande partner commerciale&#8221;.</p>
<p>Da più parti si pensava che a causa della crisi, i cittadini elvetici avrebbero avuto un riflesso protezionistico e di chiusura. Invece, &#8220;questo spettacolare risultato dà l&#8217;immagine di una Svizzera aperta e capace di pensare al futuro&#8221;, sottolinea il Tages Anzeiger.</p>
<p>Per La Liberté, &#8220;il popolo svizzero è rimasto coi piedi per terra&#8221;. &#8220;Alla tentazione del protezionismo, ha preferito la garanzia di un sistema che ha fatto le sue prove&#8221;. &#8220;Non si va soli in un mare in tempesta&#8221;, titola dal canto suo il Corriere del Ticino.</p>
<p>Per molte testate, il risultato della votazione di domenica è anche un &#8220;chiaro sì alla strada bilaterale&#8221; che la Svizzera ha intrapreso da ormai diversi anni per regolare i suoi rapporti con Bruxelles. Il sì &#8211; sottolineano ad esempio il Bund e il Tages Anzeiger &#8211; rafforza la posizione del governo elvetico nei negoziati a venire con Bruxelles.</p>
<p>&#8220;Questo approccio &#8211; scrive Le Temps &#8211; manca sicuramente di brio (&#8230;) ma almeno può ottenere un consenso&#8221;.</p>
<p>La via bilaterale rischia però di diventare sempre più difficile, osservano molti commentatori. &#8220;L&#8217;UE cambia, cresce e con l&#8217;adesione di nuovi paesi la strada bilaterale rischia di diventare sempre più complicata&#8221;, si legge sull&#8217;Aargauer Zeitung.</p>
<p>&#8220;Il problema &#8211; rincara Le Temps &#8211; è che questo consenso si rafforza in Svizzera nel momento in cui la via bilaterale comincia ad andare stretta ai nostri partner europei&#8221;.</p>
<p>Adesione ancora lontana</p>
<p>Per L&#8217;Express, dopo il sì di domenica è &#8220;ormai ora di andare un po&#8217; più lontani&#8221;. Sedici anni dopo il rifiuto dell&#8217;adesione allo Spazio economico europeo, gli svizzeri sono &#8220;ben coscienti che il nostro paese è ancorato all&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;opinione &#8211; quella espressa dalla testata neocastellana &#8211; che in pochi però condividono. &#8220;L&#8217;entrata nell&#8217;UE rimane ancora lontana&#8221;, scrive ad esempio il Bund, mentre per Le Nouvelliste molte persone &#8220;hanno votato con il sentimento di non avere altra scelta vista la crisi; o anche con la certezza che esistono delle strade che conducono al successo economico senza per forza aderire all&#8217;Unione Europea&#8221;.<br />
Uno schiaffo per l&#8217;UDC</p>
<p>L&#8217;esito del voto ha conseguenze importante anche sul fronte della politica interna svizzera. Il risultato &#8211; e su questo aspetto gli editorialisti sono unanimi &#8211; è sicuramente mortificante per l&#8217;Unione democratica di centro, che aveva sostenuto il referendum.</p>
<p>Il 60% di sì è &#8220;una risposta del popolo all&#8217;eccitazione e all&#8217;allarmismo della destra&#8221;, sottolinea il Tages Anzeiger, che parla di &#8220;un vero schiaffo&#8221; per il partito di Christoph Blocher.</p>
<p>Secondo la Berner Zeitung, i &#8220;continui e pietosi cambiamenti di direzione dell&#8217;UDC&#8221; (che in un primo tempo non voleva sostenere il referendum) hanno irritato l&#8217;ala economica del partito. Un partito che secondo la Südostschweiz &#8220;ha perso la bussola&#8221;. &#8220;E dire &#8211; rincara La Liberté &#8211; che per un certo tempo il mondo economico svizzero ha scommesso sull&#8217;UDC&#8221;.<br />
Il messaggio del Ticino</p>
<p>Per quanto concerne il risultato del voto in Ticino (quasi il 66% di no), il Corriere del Ticino osserva che esso &#8220;non si discosta gran che da quelli precedenti riguardo all&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>&#8220;Cantone di frontiera (&#8230;), con un tessuto economico fragile e ancora poco aperto all&#8217;innovazione, non stupisce la reazione di difesa di fronte ad una difficile concorrenza, in un contesto di mercati sempre più globali&#8221;, scrive il CdT.</p>
<p>In Ticino &#8211; sottolinea La Regione &#8211; vi è il forte sentimento che &#8220;i lavoratori lombardi possono accedere con estrema facilità al mercato del lavoro svizzero, mentre quelli svizzeri non possono lavorare oltre confine a causa dei mille cavilli burocratici che ancora sussistono&#8221;.</p>
<p>Per La Regione, il risultato in fondo non è altro che &#8220;un chiaro messaggio all&#8217;indirizzo del governo centrale&#8221;. I ticinesi non sono &#8220;eurocontrari per sport&#8221;, ma chiedono semplicemente di essere presi sul serio a Berna quando affermano che esiste un problema di reciprocità tra Ticino e Lombardia in materia di accesso al mercato del lavoro.</p>
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		<title>Cap 3 -11 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 18:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
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		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta in svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della undicesima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Democrazia nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo michelotto" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della undicesima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p><strong><strong>Democrazia nei municipi</strong></strong></p>
<p><strong>Effetti della democrazia diretta</strong></p>
<p><strong>Risultati economici</strong></p>
<p><strong>Efficienza dell&#8217;amministrazione pubblica</strong></p>
<p><strong>Gli effetti economici dell&#8217;uso della democrazia diretta</strong></p>
<p><strong>Debito pubblico</strong></p>
<p><strong>Spesa pubblica</strong></p>
<p><strong>Conoscenza politica dei cittadini</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/cap-3-11-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-11-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>Cap 3 -10 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 21:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta in svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della decima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Referendum strumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo michelotto" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della decima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p><strong>Referendum strumento dinamico<br />
</strong></p>
<p><strong>Caratteristiche della democrazia diretta svizzera<br />
</strong></p>
<p><strong>Democrazia a livello dei cantoni</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/cap-3-10-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-10-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>Cap 3 -9 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 20:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta e dei cittadini]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della nona parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Strumenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo michelotto" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della nona parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p><strong>Strumenti di democrazia diretta in Svizzera</strong></p>
<p><strong>La pratica dei referendum</strong></p>
<p><strong>Esempio dei referendum del 2005</strong></p>
<p><strong>L&#8217;approvazione delle iniziative</strong></p>
<p><strong>Abolire l&#8217;esercito?</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/cap-3-9-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-9-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cap 3 -8 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/25/cap-3-8-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 11:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta in svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della ottava parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
cronologia della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della ottava parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p><strong>cronologia della democrazia diretta in Svizzera</strong></p>
<p><strong>come votano i cittadini?</strong></p>
<p><strong>Democrazia in Svizzera</strong></p>
<p><strong>Perché in Svizzera la democrazia diretta è così sviluppata?</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cap-3-8-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-8-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cap 3 -7 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/16/cap-3-7-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 20:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta in svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della settima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
democratizzare gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo michelotto" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della settima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>democratizzare gli strumenti della democrazia diretta</p>
<p>utopia che diventa realtà?</p>
<p>come distinguere i referendum dai plebisciti?</p>
<p>come si creano le leggi in svizzera</p>
<p>voto postale in svizzera</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cap-3-7-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-7-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Svizzera pone a referendum un accordo internazionale, quello di Schengen</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/14/la-svizzera-pone-a-referendum-un-accordo-internazionale-quello-di-schengen/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 10:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[schengen
di Paolo Michelotto
in Svizzera c&#8217;è un esempio edificante di come funziona una vera democrazia. Il governo ha negoziato con l&#8217;UE l&#8217;adesione all&#8217;accordo di Schengen. Ossia il libero transito delle persone attraverso le sue frontiere. Alcuni partiti di fuori del governo e vari gruppi e associazioni, hanno raccolto le firme necessarie per indire un referendum sull&#8217;accordo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_483" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schengen.gif"><img class="size-medium wp-image-483" title="schengen" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/schengen.gif" alt="schengen" width="200" height="145" /></a><p class="wp-caption-text">schengen</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>in Svizzera c&#8217;è un esempio edificante di come funziona una vera democrazia. Il governo ha negoziato con l&#8217;UE l&#8217;adesione all&#8217;accordo di Schengen. Ossia il libero transito delle persone attraverso le sue frontiere. Alcuni partiti di fuori del governo e vari gruppi e associazioni, hanno raccolto le firme necessarie per indire un referendum sull&#8217;accordo. Ossia chiederanno a tutta la popolazione se sono d&#8217;accordo oppure no a questa adesione a Schengen. Massimo segno di democrazia. Chi meglio del popolo nel suo insieme può decidere sul proprio destino? Io non sono schierano pro o contro Schengen, sia chiaro. Trovo solo straordinario che ai cittadini svizzeri sia data la possibilità di informarsi, riflettere e votare sull&#8217;argomento.</p>
<p>Eppure sui giornali italiani sono apparsi articoli schierati pro Schengen, che denigrano questa possibilità dei cittadini svizzeri di poter sovvertire quanto deciso dal governo e confondono il fatto che i partiti di estrema destra (ma meno estremi di quelli che abbiamo noi al governo in Italia) abbiano raccolto le firme, non significa che questi partiti decideranno l&#8217;esito dei referendum l&#8217;8 febbraio 2009. Saranno i cittadini svizzeri che informati dai loro media estremamente obiettivi e non di proprietà dei partiti e tantomeno finanziati dallo stato, prenderanno la loro decisione.</p>
<p>Ecco l&#8217;opuscolo informativo che tutti i cittadini svizzeri hanno ricevuto a casa insieme al certificato elettorale. Opuscolo che riporta le posizioni del governo e quelle dei comitati referendari.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/referendum-svizzera-8-febbraio-2009-abs_febr-09_i.pdf">referendum svizzera 8-2-09 opuscolo informativo mandato ai cittadini<br />
</a></p>
<p>E a seguire un esempio di articolo italianocentrico e che mostra di non conoscere la democrazia svizzera, apparso sul Sole 24 ore.</p>
<p><strong>La Svizzera entra in Schengen,<br />
con l&#8217;incognita destra estrema<br />
di Andrea Franceschi</strong></p>
<p>La Svizzera entra ufficialmente a far parte dell&#8217;area Schengen. Da venerdì 12 dicembre non ci saranno più controlli delle persone alle frontiere, ma solo sulle merci. Un traguardo che arriva alla termine di anni di negoziati tra la Confederazione e l&#8217;Unione Europea, su cui però pende una spada di Damocle.<span id="more-481"></span></p>
<p>L&#8217;8 febbraio infatti il popolo svizzero sarà chiamato a pronunciarsi sul decreto federale del 13 giugno 2008, con cui la Confederazione ha approvato il rinnovo dell&#8217;Accordo tra Svizzera e Ue sulla libera circolazione delle persone e la sua estensione a Bulgaria e Romania.</p>
<p>Se al referendum vincesse il no, la Svizzera rischierebbe infatti di uscire da Schengen pochi mesi dopo esserci entrata. L&#8217;accordo sulla libera circolazione fa parte del primo pacchetto di accordi bilaterali che la Svizzera ha sottoscritto con l&#8217;Ue. Patti vincolati tra loro da una clausola detta &#8220;ghigliottina&#8221; che prevede che se solo uno non viene rinnovato, anche gli altri vengono a decadere. Gli accordi del 1999 non sono solo sulla libera circolazione delle persone. Ma riguardano anche temi come il commercio, l&#8217;agricoltura, i trasporti aerei e terrestri, gli appalti pubblici e la ricerca scientifica. Non c&#8217;è l&#8217;adesione a Schengen (essendo inclusa nel secondo pacchetto di trattati, sottoscritto nel 2004). Ma se venisse a cadere uno dei due pilastri (i bilaterali I del 1999 e quelli del 2004) della cooperazione Svizzera-Ue, uno o più paesi dell&#8217;Unione potrebbero denunciare la Confederazione. Facendo decadere quindi gli accordi del 2004. Intese raggiunte in anni di negoziati. Che verrebbero così a decadere costringendo le parti a rinegoziarle. «Il nostro paese ricadrebbe in un isolazionismo pericoloso tornando indietro di 20 anni» commenta Manuele Bertoni, presidente del partito socialista del Canton Ticino.</p>
<p>La consultazione è stata promossa da un comitato che comprende forze politiche eurocettiche dell&#8217;estrema destra come i Democratici Svizzeri, la Lega dei ticinesi e i giovani dell&#8217;Udc (il primo partito della Confederazione che alle ultime elezioni federali ha ottenuto il 27% delle preferenze). Nella formazione di Christoph Blocher inizialmente aveva prevalso il si alla proroga dei bilaterali. Lo scorso 29 novembre però, all&#8217;assemblea del partito, la maggioranza dei delegati si è ufficialmente schierata per il no.</p>
<p>Il cambio di rotta arriva dopo mesi di discussione all&#8217;interno del partito. L&#8217;Udc inizialmente è contraria solo all&#8217;estensione degli accordi di libera circolazione a Romania e Bulgaria. L&#8217;apertura dei confini ad Est, per i conservatori, farebbe aumentare l&#8217;immigrazione. E di conseguenza la criminalità e il dumping salariale. Per questo motivo, qualche mese fa, quando il Parlamento deve votare il rinnovo dei patti sulla libera circolazione e la sua estensione a Romania e Bulgaria, il partito fa pressione per votare due provvedimenti diversi. In modo da chiedere il referendum solo sulla seconda parte. Ma alla fine il Parlamento decide di votare un solo decreto. L&#8217;Ue &#8211; questa l&#8217;argomentazione &#8211; difficilmente potrebbe accettare una clausola discriminatoria verso due suoi paesi membri (che non fanno tuttavia ancora parte dell&#8217;area Schengen).</p>
<p>L&#8217;Udc, che è anche un punto di riferimento per una parte del mondo dell&#8217;imprenditoria, si trova con le mani legate. L&#8217;ala economica infatti non vuole mettere in discussione i bilaterali (che contengono anche intese di carattere commerciale, vitali per molte imprese). Perciò solo i giovani del partito (più sensibili ai temi populisti) aderiscono al comitato promotore del referendum. Insieme ad altre forze dell&#8217;estrema destra come i Democratici Svizzeri e la Lega dei ticinesi. Ai primi di ottobre il comitato presenta 51941 firme valide per il Referendum (appena sopra la soglia minima di 50mila). E qui c&#8217;è il colpo di scena. Il partito di Blocher, inizialmente diviso, si è schiera apertamente per il no all&#8217;assemblea del 29 novembre.</p>
<p>La scelta di campo è pesante, considerando il fatto che l&#8217;Udc è la prima forza politica del Paese . Cavalcando i temi dell&#8217;euroscetticismo e del contrasto all&#8217;immigrazione, il partito è passato in pochi anni dal 9 al 27% dei consensi. Attirandosi l&#8217;attenzione della stampa estera per toni piuttosto forti di alcune sue campagne (come quella per l&#8217;espulsione degli immigrati che commettono reati).</p>
<p>Sull&#8217;adesione a Schengen della Svizzera pesa quindi una pesante ipoteca. Anche se la maggior parte dei commentatori è convinta che una vittoria del no sia poco probabile. Tutte le volte che il popolo svizzero si trovato a dire il suo parere sugli accordi bilaterali con l&#8217;Unione europea, i favorevoli hanno sempre superato i contrari. «Gli elettori dell&#8217;Udc, specialmente gli imprenditori, sono gente molto pragmatica» spiega Davide Vignati, corrispondente da Berna del Corriere del Ticino. «L&#8217;Udc non è nuovo a queste campagne referendarie. Ma non sempre i suoi elettori lo seguono in queste sue crociate. Specialmente se si tratta di gente che ha attività economiche che verrebbero fortemente danneggiate da un mancato rinnovo dei bilaterali». Con ogni probabilità quindi vincerà il si. «Ma in ogni caso servirà un&#8217;ampia maggioranza per dare un segnale all&#8217;Unione Europea della nostra volontà di colaborare».<br />
Tra Svizzera e Ue ci sono alcune questioni in sospeso, che sono venute a galla particolarmente in questa fase di crisi economica. Una riguarda il regime fiscale della Confederazione che sta portando sia individui che società a trasferire qui la propria sede legale. Ogni cantone infatti decide autonomamente su questioni fiscali e la Confederazione non può metterle in discussione. Il problema è che si sta scatenando una gara al ribasso tra i singoli cantoni per attrarre capitali dall&#8217;estero (non solo dai paesi europei, ma anche dall&#8217;Asia). Altra questione rimasta irrisolta poi è quella del segreto bancario. L&#8217;Ue chiede di abolirlo da anni, ma finora ha ottenuto solo parziali concessioni.</p>
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		<title>Cap 3 -6 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 07:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della sesta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Vantaggi economici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della sesta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>Vantaggi economici della democrazia diretta</p>
<p>Cittadini a favore di aumenti delle tasse specifici</p>
<p>Costi delle campagne</p>
<p>Diversità di forme degli strumenti di democrazia diretta</p>
<p>I benefici della democrazia diretta</p>
<p>Plebiscito e referendum</p>
<p>Modernizzazione della democrazia diretta</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cap-3-6-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-6-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>Andi Gross un deputato svizzero che gira il mondo a parlare di Democrazia Diretta</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 20:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[andi gross]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
Andi Gross è un rappresentante atipico. Invece di fare politica con i suoi pari, gira per il mondo per parlare della Democrazia Diretta. Partecipa a conferenze, tiene lezioni universitarie, scrive saggi sulla democrazia diretta, cura il suo sito su questi argomenti. E&#8217; un deputato Svizzero che fin dal 1992 svolge questa attività di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/andi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-458" title="andi" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/andi.jpg" alt="andi gross" width="139" height="209" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>Andi Gross è un rappresentante atipico. Invece di fare politica con i suoi pari, gira per il mondo per parlare della Democrazia Diretta. Partecipa a conferenze, tiene lezioni universitarie, scrive saggi sulla democrazia diretta, cura il suo sito su questi argomenti. E&#8217; un deputato Svizzero che fin dal 1992 svolge questa attività di divulgazione. Il suo sito è:</p>
<p><a href="http://www.andigross.ch/">http://www.andigross.ch/</a></p>
<p>Nel sito Andi ha inserito molti documenti, tanti in tedesco, ma alcuni anche in inglese e francese, sui vari aspetti della democrazia diretta che lui ha trattato in questi anni.</p>
<p>Forse verrà anche a Rovereto nelle prossime settimane&#8230; Maggiori aggiornamenti a breve.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Cap 3 -5 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/03/cap-3-5-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 17:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della quinta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Referendum come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo michelotto" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della quinta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>Referendum come strumento di controllo</p>
<p>Alcuni motivi per cui nascono le iniziative</p>
<p>Alcuni effetti della democrazia diretta</p>
<p>A livello locale</p>
<p>Giura: democrazia diretta in azione</p>
<p>L&#8217;informazione</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/cap-3-5-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-5-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I referendum in Svizzera del 30 novembre 2008</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/01/i-referendum-in-svizzera-del-30-novembre-2008/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/01/i-referendum-in-svizzera-del-30-novembre-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 21:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[risultati-referendum-pedofili
di Paolo Michelotto
interessante notare come in Italia si sia parlato dei referendum in Svizzera del 30-11-08 solamente dal punto di vista di quello della possibilità della depenalizzazione dell&#8217;uso della canapa. Mentre in Svizzera ha avuto molta più risonanza quello sulla flessibilità dell&#8217;età del pensionamento e quello sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. Inoltre in ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_420" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/risultati-referendum-pedofili.gif"><img class="size-medium wp-image-420" title="risultati-referendum-pedofili" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/risultati-referendum-pedofili-300x197.gif" alt="risultati-referendum-pedofili" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">risultati-referendum-pedofili</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>interessante notare come in Italia si sia parlato dei referendum in Svizzera del 30-11-08 solamente dal punto di vista di quello della possibilità della depenalizzazione dell&#8217;uso della canapa. Mentre in Svizzera ha avuto molta più risonanza quello sulla flessibilità dell&#8217;età del pensionamento e quello sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. Inoltre in ben 4 casi su 5 i cittadini hanno accolto i suggerimenti del governo e questo significa che in questa particolare occasione il governo e i cittadini sono ben sintonizzati. In 1 caso però, i cittadini hanno votato contro quanto sostenuto dal governo ossia sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. La percentuale dei votanti è stata del 46% cosa che in Italia, visto la presenza del quorum, avrebbe fatto invalidare tutti i referendum. Mentre in Svizzera è stata recepita come cosa assolutamente normale.</p>
<p>Interessante l&#8217;informazione completa sui 5 temi referendari, presente su tutti i media. Anche su quelli governativi come ad esempio <a href="http://www.swissinfo.org/ita/index.html" target="_blank">www.swissinfo.ch</a> (l&#8217;informazione svizzera nel mondo). C&#8217;erano le posizioni di tutti i partiti e dei maggiori gruppi e associazioni.</p>
<p>Tutte le famiglie hanno ricevuto le spiegazioni del consiglio federale. Esse sono un riassunto dei titoli e delle proposte, delle proposte di voto del consiglio federale e dei proponenti il quesito. Bello leggere tutte le posizioni, sia dei favorevoli, che dei contrari su un unico fascicolo obiettivo. Tutto spiegato con parole chiare, ma esaurienti. Si trova online, e viene mandato a tutti gli elettori insieme alle schede elettorali. Così il cittadino si può fare una buona opinione e votare in maniera informata e competente.</p>
<p>Ecco <code>questo fascicolo con le spiegazioni in italiano</code></p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=16" title="Version 1 downloaded 315 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download spiegazione del consiglio federale svizzero sui referendum del 30-11-08 Version 1" /></a></code></p>
<p>E a seguire alcuni articoli, a partire da quelli svizzeri in lingua italiana e poi quelli apparsi sui giornali italiani, come paragone&#8230;<span id="more-419"></span></p>
<p>30 novembre 2008 &#8211; 19.41<br />
<strong>Votazioni: governo piuttosto soddisfatto</strong></p>
<p>Gli svizzeri hanno seguito domenica le raccomandazioni del governo per quattro dei cinque oggetti in votazione. Non sarà semplice mettere in pratica l&#8217;iniziativa sull&#8217;imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile, ha avvertito Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>Accettando il testo, i cittadini hanno chiaramente mostrato che i pedofili non devono potersi nascondere dietro la prescrizione, ha osservato la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>La consigliera federale si è impegnata affinché questo nuovo articolo costituzionale entri in vigore immediatamente e non resti lettera morta. Tuttavia ha espresso un certo rammarico per il fatto che «gli argomenti pratici e giuridici presentati dal governo non hanno convinto la maggioranza».</p>
<p>Dal canto loro, i promotori dell&#8217;iniziativa non si aspettavano di vincere: «È incredibile», ha commentato Christine Bussat. La presidente dell&#8217;associazione Marche Blanche si è detta convinta che questa vittoria darà un impulso a numerosi altri dossier in sospeso concernenti la pedofilia.</p>
<p><strong>AVS, niente avventurismo</strong></p>
<p>Contrariamente alla sua collega di governo Eveline Widmer-Schlumpf, il ministro dell&#8217;interno e della sanità Pascal Couchepin ha potuto presentarsi sorridente ai giornalisti. Per i tre dossier che riguardavano il suo dipartimento (AVS, stupefacenti e canapa), la popolazione svizzera ha seguito le raccomandazioni del governo.</p>
<p>«Il popolo ha chiaramente dimostrato la sua volontà di consolidare le assicurazioni sociali ed ha detto no a una politica avventuristica in materia di AVS», ha dichiarato Couchepin riferendosi alla bocciatura dell&#8217;iniziativa dei sindacati per un pensionamento flessibile.</p>
<p>La questione del pensionamento anticipato non sarà però messa in disparte dal governo: sì alla flessibilità, ma senza ricorrere a sovvenzioni statali e senza gravare sulle persone che continuano a lavorare, ha promesso il ministro dell&#8217;interno. Nel progetto che verrà presentato al parlamento, Couchepin intende introdurre delle disposizioni in tal senso.</p>
<p>Per gli sconfitti, i cittadini svizzeri hanno visto nell&#8217;iniziativa «una cattiva risposta a un vero problema».</p>
<p>«Le persone attive aspettano da 15 anni una soluzione per un pensionamento flessibile», ha dichiarato Paul Rechsteiner, presidente dell&#8217;Unione sindacale svizzera. Per Christian Levrat, presidente del Partito socialista, si dovrà ora trovare un compromesso parlamentare nel quadro dell&#8217;11esima revisione dell&#8217;Assicurazione vecchiaia e superstiti.</p>
<p>Per il comitato contrario, formato da rappresentanti di praticamente tutti i partiti ad eccezione di socialisti e verdi, è illusorio di pensare a un abbassamento dell&#8217;età di pensionamento, tenuto conto dell&#8217;evoluzione demografica.</p>
<p><strong>Droga, confermata via pragmatica</strong></p>
<p>Pascal Couchepin si è detto soddisfatto anche per il fatto che la «strada pragmatica e ragionevole» seguita in questi ultimi anni in materia di politica della droga, ad esempio con la distribuzione controllata di eroina, sia stata ancora una volta confermata dai cittadini, che hanno accettato a larga maggioranza la revisione della legge sugli stupefacenti.</p>
<p>Quanto all&#8217;iniziativa sulla depenalizzazione della canapa, per il consigliere federale essa si focalizzava su un solo stupefacente, mentre attualmente i consumatori mischiano varie sostanze. «È necessario un approccio globale al problema &#8211; ha aggiunto &#8211; come garantisce la revisione della legge sugli stupefacenti approvata oggi». «L&#8217;iniziativa &#8211; ha precisato &#8211; rischiava inoltre di metterci in conflitto con i paesi confinanti e col diritto internazionale».</p>
<p>I promotori dell&#8217;iniziativa hanno dal canto loro osservato che la bocciatura non risolve in alcun modo il problema della protezione dei giovani. Oltre alla depenalizzazione dello spinello, il testo chiedeva infatti misure di protezione della gioventù.</p>
<p>Anche sul fronte opposto le reazioni non si sono fatte attendere. Per risolvere una situazione non ottimale, diverse associazioni hanno suggerito di multare gli adulti che fumano cannabis, piuttosto che avviare procedure penali. Ai minorenni dovrebbe invece essere offerta assistenza.<br />
<strong>No a soluzioni estreme</strong></p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;ultima iniziativa sottoposta al giudizio del popolo &#8211; quella sul diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste &#8211; il ministro dell&#8217;ambiente ha fatto notare che la proposta ha ottenuto il peggior risultato della giornata.</p>
<p>A suo parere, la popolazione ha dimostrato di non accettare progetti che propugnano soluzioni estreme, ma di preferire quelle frutto di una politica consensuale e di compromesso.</p>
<p>Gli sconfitti hanno da parte loro promesso di voler continuare a «lottare contro la politica ostruzionista», come dichiarato dalla consigliera nazionale del Partito liberale radicale Doris Fiala. «Si tratta ora di osservare come si comportano le organizzazioni ambientaliste», gli ha fatto eco il presidente del partito Fulvio Pelli.</p>
<p>swissinfo e agenzie</p>
<p>Risultati ufficiali:</p>
<p><strong>Imprescrittibilità pornografia infantile</strong></p>
<p><strong>Sì</strong> 1&#8242;206&#8242;222 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;119&#8242;152</p>
<p>Percentuale 51,9% &#8211; 48,1%<br />
Cantoni 18 &#8211; 5</p>
<p><strong>Pensionamento flessibile</strong><br />
<strong>Sì</strong> 970&#8242;490 &#8211; <strong>No </strong> 1&#8242;374&#8242;107<br />
Percentuale 41,4% &#8211; 58,6%<br />
Cantoni 4 &#8211; 19</p>
<p><strong>Diritto ricorso associazioni</strong><br />
<strong>Sì</strong> 774&#8242;018 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;501&#8242;184<br />
Percentuali 36,8% &#8211; 63,2%<br />
Cantoni 0 &#8211; 23</p>
<p><strong>Depenalizzazione consumo canapa</strong><br />
<strong>Sì</strong> 848&#8242;470 &#8211; <strong>No</strong> 1&#8242;456&#8242;336<br />
Percentuali 36,8% &#8211; 63,2%<br />
Cantoni 0 &#8211; 23</p>
<p><strong>Legge federale stupefacenti</strong><br />
<strong>Sì</strong> 1&#8242;541&#8242;227 &#8211; <strong>No</strong> 723&#8242;714<br />
Percentuali 68% &#8211; 32%<br />
Cantoni 23 &#8211; 0</p>
<p><strong>Tasso di partecipazione:</strong> 46%</p>
<p>Repubblica:</p>
<p>Ginevra, 20:42<br />
<strong>SVIZZERA: REFERENDUM;SI&#8217;A EROINA DI STATO, NO A CANNABIS</strong></p>
<p>E&#8217; svolta in Svizzera. Gli elvetici, con un voto contrastante, da una parte hanno autorizzato la somministrazione dell&#8217;eroina ai tossicodipendenti dietro prescrizione medica, dall&#8217;altra hanno bocciato la legalizzazione della cannabis. Questi i primi risultati della nuova tornata di referendum su cui sono stati chiamati a esprimersi i cittadini della Confederazione, che tra l&#8217;altro, hanno eliminato la prescrizione per il reato di pedofilia. Secondo uno studio recente, la Svizzera e&#8217; il Paese europeo che fa piu&#8217; uso di cannabis, ma nonostante cio&#8217;, la proposta di legalizzarla non ha ricevuto il sostegno della maggioranza della popolazione. Mentre, per quanto riguarda la prescrizione dell&#8217;eroina per i tossicomani (sperimentalmente avviata nel 1994) il 68% degli elettori si e&#8217; espresso a favore, confermando la legge approvata del Parlamento all&#8217;inizio di quest&#8217;anno: una svolta che fa della Svizzera uno dei primi Paesi al mondo a introdurre &#8216;l&#8217;eroina di Stato&#8217;. E&#8217; rivoluzione anche per la giurisprudenza: non esistera&#8217; piu&#8217; in Svizzera la prescrizione per il reato di pedofilia. Quasi il 52% dell&#8217;elettorato, circa 1,2 milioni di persone, ha votato infatti per un testo di legge che abolisce un termine temporale per presentare denuncia per reati di pedofilia. Tutti i maggiori partiti, eccetto l&#8217;Svp di estrema destra, avevano respinto la proposta di legge e nella revisione del codice penale di giugno avevano inserito il limite di 33 anni di eta&#8217; per poter presentare denuncia per reati di pedofilia. Bocciato infine il referendum per abbassare l&#8217;eta&#8217; pensionabile a 62 anni.</p>
<p>(30 novembre 2008)</p>
<p>Corriere:</p>
<p><strong>Doppio no, dei cantoni e nel voto popolare<br />
Svizzera, la depenalizzazione della cannabis non passa al referendum<br />
Parere favorevole invece per la legge sugli stupefacenti : distribuzione di eroina ai tossicodipendenti più gravi</strong></p>
<p>BERNA &#8211; Gli svizzeri hanno bocciato con un referendum un&#8217;iniziativa popolare che chiedeva la depenalizzazione del consumo di cannabis. La maggioranza dei cantoni ha infatti respinto il progetto che per essere approvato necessitava della doppia maggioranza dei 26 cantoni e della popolazione (4,9 milioni di elettori). Secondo i primi dati, nessun cantone ha approvato l&#8217;iniziativa e si profila una bocciatura anche sul fronte dei voti.</p>
<p>EROINA &#8211; Gli svizzeri hanno invece approvato a larga maggioranza la legge che prevede l&#8217;ampliamento di un programma federale giá esistente che prevede la distribuzione controllata dell&#8217;eroina ai tossicodipendenti più gravi. La revisione della legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope crea la base legale per la cosiddetta politica dei quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione dei danni, repressione. Ribadisce la possibilitá, giá in vigore dal 1994, di distribuire eroina sotto controllo medico a persone da lungo tempo dipendenti e refrattarie ad altre terapie. Da anni questa politica poggia su decreti federali limitati nel tempo che devono quindi essere periodicamente rinnovati. L&#8217;attuale decreto scade alla fine del 2009. All&#8217;inizio dell&#8217;anno quasi 1300 persone partecipavano al programma di distribuzione controllata di eroina. In alcuni casi si riesce a sostituire il metadona all&#8217;eroina. Gli oppositori del programma sostengono che in questo modo si rinuncia a liberare dalla dipendenza queste persone, mentre i sostenitori affermano che in questo modo si è riusciti a ridurre il numero dei crimini e dei decessi legati alla droga, rispetto ai livelli allarmanti dell&#8217;inizio degli anni &#8216;90.</p>
<p>ALTRI &#8211; Respinta invece l&#8217;iniziativa sul diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste. Si profila un no anche per il pensionamento anticipato flessibile. Resta in bilico l&#8217;iniziativa sull&#8217;imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile.<br />
30 novembre 2008</p>
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		<title>Cap 3 -4 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 09:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
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		<category><![CDATA[podcast]]></category>
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		<description><![CDATA[


di Paolo Michelotto
ecco la lettura della quarta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
L&#8217;imitazione istituzionale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<dl id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="../wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="../wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a></dt>
</dl>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della quarta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>L&#8217;imitazione istituzionale di Hayek</p>
<p>Caratteristiche che emergono dalla storia Svizzera</p>
<p>Alcune cifre sulla democrazia diretta in Svizzera</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cap-3-4-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-4-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>Cap 3 -3 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 17:26:24 +0000</pubDate>
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di Paolo Michelotto
ecco la lettura della terza parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Storia della democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<dl id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a></dt>
</dl>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della terza parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>Storia della democrazia diretta in Svizzera</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cap-3-3-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-3-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>il sito del governo svizzero: referendum, iniziative, votazioni, opuscoli informativi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 22:08:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[svizzera
di Paolo Michelotto
un link utile per chi è interessato ad approfondire la democrazia svizzera. E&#8217; il sito del governo e racchiude tra le innumerevoli altre cose, anche tutte le votazioni effettuate, le elezioni svolte, i referendum e le iniziative in corso e programmate nel futuro. Contiene anche l&#8217;opuscolo informativo per ogni referendum nazionale, che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_358" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/swiss_map.jpg"><img class="size-medium wp-image-358" title="swiss_map" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/swiss_map-300x190.jpg" alt="svizzera" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">svizzera</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>un link utile per chi è interessato ad approfondire la <strong>democrazia svizzera</strong>. E&#8217; il sito del governo e racchiude tra le innumerevoli altre cose, anche tutte le votazioni effettuate, le elezioni svolte, i referendum e le iniziative in corso e programmate nel futuro. Contiene anche l&#8217;<strong>opuscolo informativo</strong> per ogni referendum nazionale, che il governo manda a casa di ogni elettore insieme alla sua scheda elettorale. Da esplorare con cura e pazienza. Lingua italiana o a scelta tedesca e francese&#8230;</p>
<p><a href="http://www.admin.ch/">http://www.admin.ch/</a></p>
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		<title>Cap 3 -2 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 22:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della seconda parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
Progetti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della seconda parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>Progetti a lungo termine</p>
<p>Il referendum</p>
<p>Referendum Obbligatori</p>
<p>A livello locale</p>
<p>Differenze</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:<a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cap-3-2-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-2-democrazia-dei-cittadini</a><a href="../wp-content/uploads/2008/11/cap-3-1-democrazia-dei-cittadini.mp3"></a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>Cap 3 -1 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 22:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della prima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera
E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.
Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:
La democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_339" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-podcast2.jpg"><img class="size-medium wp-image-339" title="paolo-podcast2" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-podcast2.jpg" alt="paolo michelotto" width="210" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della prima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p>La democrazia diretta si diffonde</p>
<p>Alcuni fatti</p>
<p>Com&#8217;è in Svizzera</p>
<p>Panoramica della Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”: <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/cap-3-1-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-3-1-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

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		<title>PartecipAzione un esperimento di rivista ancora attuale</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
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		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[partecipazione n°1
di Paolo Michelotto
nel 2003 facevo parte del Gruppo Bilancio Partecipativo a Vicenza. Insieme realizzammo il numero 1 della rivista PartecipAzione. I contenuti furono scritti dai membri del gruppo oppure ricavati da internet e dedicammo molto tempo per realizzare una rivista che a me sembra ancora attuale e per questo motivo la ripresento su questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_257" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/partecipazioneuno.jpg"><img class="size-full wp-image-257" title="partecipazioneuno" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/partecipazioneuno.jpg" alt="partecipazioneuno" width="180" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">partecipazione n°1</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>nel 2003 facevo parte del Gruppo Bilancio Partecipativo a Vicenza. Insieme realizzammo il numero 1 della rivista PartecipAzione. I contenuti furono scritti dai membri del gruppo oppure ricavati da internet e dedicammo molto tempo per realizzare una rivista che a me sembra ancora attuale e per questo motivo la ripresento su questo sito. In fondo trovi il link per scaricarla. Gli articoli erano:</p>
<p><strong>Storia (e vantaggi) di una democrazia a cielo aperto</strong> di Victoria Curzon Price. Una tassazione molto bassa e un uso frequente dei referendum: sono questi i segreti dei successi economici e istituzionali della Svizzera<br />
<strong>L’esperienza di Grottammare</strong> di Guglielmo Verneau. La città marchigiana dove da dieci anni la partecipazione dei cittadini nell’amministrazione comunale è una realtà di successo.<br />
<strong>Bilancio Partecipativo:l’esperienza di Porto Alegre</strong> di Sandra Cangemi<br />
Quattordici anni fa a Porto Alegre, in Brasile, nasceva l’esperienza dell’Orcamento Partecipativo &#8211; il Bilancio<br />
Partecipativo. Ecco come funziona.<br />
<strong>Il Potere è di Tutti: l’esperienza dei C.O.S</strong>. di Angelo Neri. Nel luglio del 1944, Capitini, filosofo alla Normale di Pisa, membro non violento della Resistenza e futuro creatore del Movimento Nonviolento, ideò e animò un’interessante esperienza di partecipazione e di democrazia diretta che chiamò Centri di Orientamento Sociale (C.O.S).</p>
<p><strong><br />
La Crisi della Democrazia Rappresentativa</strong> di Paul Ginsborg. Quali sono le ragioni di questa grande malattia della democrazia rappresentativa? Trascrizione della conferenza all’European Social Forum di Firenze &#8211; Novembre 2002<br />
<strong>Domande frequenti sulla democrazia diretta</strong> di Jos Verhulst<br />
Tutte le domande che prima o poi ci facciamo su questo arogomento, con risposte chiare, ricche di fatti ed esempi.</p>
<p>La rivista completa la puoi scaricare qui sotto</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=10" title="Version 1 downloaded 501 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download PartecipAzione 1 Version 1" /></a></code></p>
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		<title>L&#8217;esperienza di Democrazia Diretta della Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/04/an-interactional-model-of-direct-democracy-lessons-from-the-swiss-experience/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 19:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[svizzera
di Paolo Michelotto. Questo documento è stato scritto da JOHANNES REICH dell&#8217;università di Berna. E&#8217; un testo di 32 pagine che sintetizza il modello di democrazia diretta svizzera e mostra come e perché è un modello di successo da più di un secolo. In lingua inglese.
Scarica qui sotto: An Interactional Model of Direct Democracy &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_192" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/svizzera.jpg"><img class="size-medium wp-image-192" title="svizzera" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/svizzera-300x190.jpg" alt="svizzera" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">svizzera</p></div>
<p>di Paolo Michelotto. Questo documento è stato scritto da JOHANNES REICH dell&#8217;università di Berna. E&#8217; un testo di 32 pagine che sintetizza il modello di democrazia diretta svizzera e mostra come e perché è un modello di successo da più di un secolo. In lingua inglese.</p>
<p>Scarica qui sotto: An Interactional Model of Direct Democracy &#8211; Lessons from the Swiss Experience</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=5" title="Version 1 downloaded 564 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download An Interactional Model of Direct Democracy - Lessons from the Swiss Experience Version 1" /></a></code></p>
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		<title>Democrazia diretta a livello comunale in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/democrazia-diretta-a-livello-comunale-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 17:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia comunale svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto

La democrazia a livello comunale in Svizzera è fondamentale. Molti cittadini la praticano e la vivono quotidianamente in tutte le sue forme. Gli strumenti utilizzati possono essere fonte di ispirazione anche per le nostre città. Un rapporto scritto in francese e tedesco per l&#8217;università di Ginevra da Sébastien Micotti / Michael Bützer fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><img style="margin: 10px; float: left;" src="../../images/stories/lucerna.jpg" alt="" width="261" height="195" /></p>
<p>La democrazia a livello comunale in Svizzera è fondamentale. Molti cittadini la praticano e la vivono quotidianamente in tutte le sue forme. Gli strumenti utilizzati possono essere fonte di ispirazione anche per le nostre città. Un rapporto scritto in francese e tedesco per l&#8217;università di Ginevra da Sébastien Micotti / Michael Bützer fa un&#8217;analisi approfondita basata su dati raccolti in 3 anni.</p>
<p>Per ulteriori informazioni si può consultare il Centre for Research on Direct Democracy (c2d): <span class="description">Sito curato dall&#8217;università di Ginevra, che raccoglie informazioni, ricerche e dati aggiornati frequentemente sulla democrazia diretta in tutto il mondo. <a href="http://www.c2d.ch/" target="_blank">Sito della democrazia diretta da cui partire per approfondimenti</a></span></p>
<p>Qui sotto trovi &#8220;La democratie communale in Suisse&#8221;</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=2" title="Version 1 downloaded 257 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download La démocratie communale en Suisse Report Version 1" /></a></code></p>
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		<title>Capitolo 3  La Democrazia Diretta in Svizzera</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/03/capitolo-3-la-democrazia-diretta-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[sfoglia Libro]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[




Prima pagina del capitolo 3 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 3  La Democrazia Diretta in Svizzera
La democrazia diretta si diffonde
Gli strumenti di democrazia diretta si stanno diffondendo sempre di più. Molti stati occidentali li hanno già all’interno delle loro costituzioni. Quasi tutti gli stati dell’Europa dell’Est li hanno introdotti nelle loro nuove costituzioni. Inoltre a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 3 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 3  La Democrazia Diretta in Svizzera</p>
<div><strong>La democrazia diretta si diffonde</strong></div>
<p>Gli strumenti di democrazia diretta si stanno diffondendo sempre di più. Molti stati occidentali li hanno già all’interno delle loro costituzioni. Quasi tutti gli stati dell’Europa dell’Est li hanno introdotti nelle loro nuove costituzioni. Inoltre a livello locale è tutto un fiorire di iniziative per far partecipare di più e meglio i cittadini. Quindi la domanda non è più se introdurre strumenti di democrazia diretta oppure no, ma come devono essere progettati perché funzionino. Questi strumenti possono  avere molti aspetti. Ma se sono progettati male possono produrre frustrazione e alienazione nei cittadini. Gli stessi strumenti concepiti bene, possono permettere ai cittadini un coinvolgimento profondo nei processi politici e nelle decisioni.<br />
Molte persone hanno la speranza che la democrazia diretta possa portare a maggiore partecipazione, maggiore coesione sociale, maggiore legittimità, maggiore innovazione e migliore protezione delle minoranze.<br />
Per altri solleva paure che le decisioni vengano prese da persone non qualificate, male informate, sotto la spinta di emozioni e che la democrazia venga sovvertita da elementi populisti.<br />
Joseph Deiss, presidente della Confederazione Svizzera nel 2004, rispose così a questa perplessità: “La democrazia diretta richiede una cittadinanza matura e responsabile. Visto dall’esterno può causare perplessità il fatto che in Svizzera la gente sia consultata di routine su decisioni a volte anche estremamente complesse. La risposta è che in Svizzera comprendiamo che la democrazia diretta è sempre un processo di&#8230;</p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=337">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -1</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=341">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -2</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=378">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -3</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=408">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -4</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=427">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -5</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=452">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -6</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=495">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -7</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=523">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -8</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/02/cap-3-9-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -9</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/08/cap-3-10-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -10</a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/15/cap-3-11-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-svizzera/">Qui puoi ascoltare il Cap 3 -11</a></p>
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