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    Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini

    17 Novembre 2011 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    ricevo dall’amico Thomas Benedikter, condivido integralmente e molto volentieri pubblico.

    debito pubblico

    Una finanza pubblica più sana dando più potere ai cittadini

    L’argomento che attualmente domina il dibattito politico è la crisi di alcuni membri dell’Eurozona, dovuto ad un debito pubblico eccessivo, che mette in ballo la stabilità e la sostenibilità stessa della moneta unica europea. L’Italia è tornata a quota 120% di debito pubblico totale sul PIL, quasi uguagliando la quota della fine del 1994, dopo il breve primo governo Berlusconi (122%). Forse la storia si sta ripetendo. La politica dell’indebitamento è iniziata con la 1a Repubblica, che fino al 1992 aveva accumulato già il 98% di debito sul PIL. È poi allegramente proseguita con la 2a Repubblica, frenata dai governi Prodi, accelerata dai governi Berlusconi. Questa corsa all’indebitamento si consuma con il consenso tacito dei cittadini, che eleggono i partiti di loro fiducia. D’altronde, dalla politica economica e soprattutto dalla finanza pubblica i cittadini sono esclusi da ogni coinvolgimento diretto, tant’è vero che la Costituzione non consente referendum in materia tributaria. Alla luce degli ultimi sviluppi un provvedimento giustificato?

    L’indebitamento pubblico è un dato di fondo che pesa sulla nostra economia e incide nel portafoglio dei contribuenti. Benché fossero i contribuenti – o quelli odierni o quelli futuri – a pagare il conto finale, non sono ammessi ad esprimere la loro opinione specifica sulle decisioni di finanza pubblica. Anzi è uno degli spauracchi principali sbandierato quando si discute di rafforzare i diritti referendari dei cittadini, e cioè che i cittadini non debbano essere coinvolti nelle decisioni finanziarie e tributarie. In generale si paventa il rischio che più democrazia ridurrebbe la governabilità, e i cittadini, a differenza dei politici responsabili del bene comune, sarebbero sempre tentati a tagliarsi le imposte. I fatti confermano l’opposto: in Italia la materia fiscale e tributaria è totalmente esclusa dai referendum, i cittadini non hanno voce in capitolo di bilancio pubblico a nessun livello di governo. Lo Stato oggi è superindebitato perché lo hanno voluto i partiti di governo. Anche negli altri paese dell’UE, in cui l’Euro oggi è a rischio a causa del debito pubblico – la Spagna, il Portogallo, la Grecia – non si sono mai svolti referendum nazionali su questi argomenti e sulla spesa pubblica in generale. È l’esclusione dei cittadini da tutte le decisioni sulla politica finanziaria ad avere favorito il superindebitamento. Anziché chiedere il parere dei cittadini per via di un plebiscito – un referendum deciso dall’alto – sul programma di risparmio imposto dall’UE, quindi con la pistola puntata alla tempia, il governo Papandreou e i governi greci precedenti avrebbero fatto meglio di coinvolgere i cittadini già prima sulle grandi decisioni di politica economica, che dopo si sono trasformati in gravissime ipoteche per il bilancio nazionale e l’economia greca.

    Dall’altra parte ci sono paesi in cui i cittadini sono titolari del diritto di intervenire anche nella politica finanziaria e fiscale. In Svizzera i cittadini col referendum confermativo hanno il diritto di veto quando ritengono che i politici esagerano col prelievo fiscale o con la spesa pubblica, addossando troppi debiti sui bilanci pubblici, e quindi addossando troppi oneri sulle spalle dei futuri contribuenti, delle generazioni giovani. Con l’iniziativa popolare – in Italia di solito definito referendum propositivo – possono portare a votazione le loro proposte per un fisco più equo, per limitare i debiti, per indurre i politici ad una spesa più equa e equilibrata. Quindi da una parte uno strumento di veto, un freno di emergenza; dall’altra parte lo strumento propositivo, cioè l’acceleratore quando la classe politica, i partiti non si muovono. Infine in tanti Cantoni e tantissimi Comuni svizzeri esiste il referendum finanziario. Quando un progetto pubblico supera una predeterminata soglia di spesa obbligatoriamente i cittadini vengono chiamati ad esprimersi per via referendaria.

    Non solo questi diritti popolari, ma anche questi diritti e meccanismi hanno fatto della Svizzera uno dei paesi con minor indebitamento pubblico, con un livello impositivo più basso, con una maggior efficienza dell’amministrazione pubblica e stabilità dell’economia. Ci sono tutta una serie di ricerche non solo in Svizzera, ma anche in California e altri stati federati degli USA che comprovano questa dinamica; cioè dove funzionano bene i meccanismi di democrazia diretta ci sono:

    • meno spese pro capite per l’amministrazione pubblica e un livello contributivo minore

    • una distribuzione dei redditi più equa

    • più responsabilità dei cittadini per il fisco.

    In effetti si registra anche un effetto positivo nella lotta contro l’evasione fiscale. Nei Cantoni dove (continua…)

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    Viaggio nel Cantone Grigioni: la democrazia diretta e le minoranze

    29 Agosto 2010 // 1 Commento »

    poschiavodi Paolo Michelotto

    una obienzione che qualcuno fa è che se fossero introdotti gli strumenti di democrazia diretta, poi i primi a subirne le conseguenze sarebbero le minoranze.

    Per sfatare questo mito “Iniziativa Più Democrazia” di Bolzano ha organizzato il 21 agosto 2010 una gita a Poschiavo, nel Cantone Grigioni, dove vive la minoranza di lingua italiana del cantone. Ed hanno chiesto loro la situzione reale che vivono. Ecco la newsletter inviata dagli amici di Bolzano sull’esito del viaggio.

    Bolzano 27 agosto 2010

    La minoranza italiana che ha nella democrazia diretta il suo punto di forza

    Il direttivo e membri dell’Iniziativa per più democrazia di lingua italiana sono di ritorno da un viaggio di studio a Poschiavo. La Valposchiavo è una della quattro valli nelle quali si concentra la minoranza di lingua italiana del cantone dei Grigioni, cantone di nascita della Svizzera stessa, adiacente alla nostra provincia, e in particolare luogo di nascita del concetto di democrazia diretta.

    Il gruppo di quindici persone si è messo in viaggio per conoscere come questa minoranza vive e valuta la presenza di forti e effettivi strumenti di democrazia diretta a livello cantonale (voto referendario istitutivo e di controllo su nuove leggi e delibere senza quorum) e come essi si riflettono sulle sue condizioni. A tal fine sono stati programmati due incontri con rappresentanti politici cantonali e comunali della valle. Questo interesse ovviamente è scaturito dallo scetticismo di gran parte della popolazione italiana altoatesina che si è espresso in occasione del primo voto referendario propositivo provinciale. Al vaglio è stato innanzitutto un ordinamento della democrazia diretta simile a quello in vigore in Svizzera. (continua…)

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    Viaggio per conoscere la democrazia diretta svizzera

    4 Luglio 2010 // Nessun commento »

    Poschiavo_im_Zugfensterkldi Paolo Michelotto

    gli amici di Mehr Demokratie di Bozen stanno organizzando un viaggio-studio-confronto con la realtà della democrazia diretta svizzera per 20-21 agosto in Val Poschiavo. Riporto il loro comunicato per chi fosse interessato a partecipare.

    Pronti per il viaggio di studio in Val Poschiavo

    per conoscere il significato della democrazia diretta per una minoranza etnica.

    Con e-mail del 12 maggio 2010 Vi abbiamo proposto di fare un viaggio in una delle tre valli del Cantone dei Grigioni nelle quali vive una minoranza linguistica italiana.

    Abbiamo ricevuto la disponibilità del signor Livio Mengotti, membro del Gran Consiglio cantonale e rappresentante della Val Poschiavo, di informarci, come ci scrive, “sui nostri strumenti di democrazia diretta, che ci permettono quale minoranza all’interno del Cantone dei Grigioni di difendere i nostri diritti.”

    Il viaggio ora è fissato per venerdì/sabato 20/21 agosto utilizzando i mezzi pubblici: treno per Malles, autobus per Zernez in valle Engadina e da lì fino a Poschiavo con la Rhätische Bahn. L’incontro con il signor Livio Mengotti si svolgerà venerdì pomeriggio/sera.

    Il pernottamento è possibile sia in un albergo a Poschiavo nonché a Le Prese che dista qualche chilometro da Poschiavo sul lago. Ci saranno a disposizione anche un numero limitato di stanze singole. Preghiamo di comunicarci subito chi volesse usufruirne con una maggiorazione dei costi. Il numero di partecipanti per motivi logistici non potrà superare le 15-20 persone. I costi dipendono dalla possibilità o meno di ricevere un contributo da parte della Regione e si agireranno tra un minimo di 70 euro e un massimo di 150 euro per il viaggio e il pernottamento.

    Chi vuole mettersi in viaggio con noi ora è pregato di comunicarcelo in modo definitivo (anche coloro che ci avevano già comunicato di essere interessati) entro e non oltre il 10 luglio. Le prenotazioni saranno accettate fino ad arrivare al numero massimo possibile di partecipanti.

    Vi saluto cordialmente

    Stephan Lausch

    per contatti:

    Initiative fur Mehr Demokratie

    Via Argentieri 15 – 39100 Bolzano tel 0471 324987

    info@dirdemdi.org

    www.dirdemdi.org

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    I cittadini decidono: incontro con il deputato svizzero Josef Zisyadis. Martedì 11 maggio Lizzana ore 20.30

    2 Maggio 2010 // Nessun commento »

    josef definitivodi Paolo Michelotto

    abbiamo organizzato a Rovereto un incontro estremamente interessante per conoscere un esempio dove i cittadini decidono e contano davvero, la Svizzera. E avremo con noi un deputato del parlamento svizzero che ci racconterà in che modo i suoi concittadini vivono la democrazia e gli strumenti utilizzati, che noi vogliamo da anni far applicare anche nella nostra città, Rovereto. Senza stravolgimenti o rivoluzioni, ma applicando norme di buon senso comune. Un grande grazie a Monia Benini di “Per il bene comune” che ha contattato Zisyadis, e a Maria, che ha realizzato graficamente il volantino della serata.

    Se vuoi conoscere meglio Josef Zisyadis e la sua grande carica di umanità, dai un’occhiata al suo piacevole blog:

    http://zisyadis.ch/

    Martedì 11 maggio 2010

    Centro Civico di Lizzana

    Via Panizza 17 ore 20,30

    I cittadini decidono

    Incontro con il deputato svizzero Josef Zisyadis che ci racconterà come funziona la democrazia nel suo paese, dove i cittadini possono davvero decidere su tutto e quando lo ritengono opportuno.

    Ingresso libero

    josef volantino definitivo pdf

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    La popolazione Europea dice NO ai minareti

    21 Dicembre 2009 // Nessun commento »

    minaretodi Paolo Michelotto

    cosa voterebbero gli europei se avessero la possibilità di fare un referendum sui minareti come in Svizzera? Ecco i risultati dei sondaggi fatti in europa e riportati nell’articolo di Domenico Bonvegna. Lo posto qui come ulteriore spunto di riflessione.

    LA POPOLAZIONE EUROPEA DICE NO AI MINARETI

    Società(21/12/2009) – Il 29 novembre scorso il 57,5% degli svizzeri ha approvato la messa al bando di nuovi minareti sul suolo della Svizzera. Un “Si” massiccio, appena quattro dei 26 cantoni del Paese di 7,7 milioni di abitanti hanno bocciato l’iniziativa anti-minareti: Ginevra, Basilea città, Neuchatel e Vaud. Altrove ha ovunque vinto i sì all’iniziativa con percentuali significative, come in Ticino (68,09%), e punte oltre il 70% ad Appenzello interno. Il “no” ai minareti non è un “no” al diritto di preghiera per i musulmani, ha esplicitamente affermato il parlamentare Oskar Freysinger dell’Unione democratica di centro, tra i promotori del referendum. «Il divieto dei minareti rappresenta un messaggio. La società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell’islam», ha detto Freysinger. Il risultato del referendum è stato criticato da molti, il premier turco Recep Tayyip Erdogan, a capo dell’AKP, partito islamico-moderato Giustizia e Sviluppo, ha pronunciato parole dure contro il referendum, definendo il risultato “il riflesso di un’ondata di razzismo e di estrema destra in Europa”. Ma anche il governo elvetico e la conferenza episcopale elvetica che imbarazzata per il “no” ai minareti, esprime delusione e crede che questo risultato aumenta i problemi della coabitazione tra religioni e culture. Mons. Felix Gmur, segretario della Conferenza Episcopale svizzera, ha affermato che i vescovi elvetici non sono “per niente contenti” del voto dei loro concittadini e che «il Concilio Vaticano II dice chiaramente che è lecita per tutte le religioni la costruzione di edifici religiosi, e anche il minareto è un edificio religioso». Ancora una volta in Europa troviamo: da una parte i leader “illuminati”, dall’altra il popolo “bue” egoista e che pensa solo alla pancia. L’establishment da una parte, gli svizzeri dall’altra, scrive Paolo Del Debbio su Il Giornale. Ma gli svizzeri non sono contro i musulmani. Si affretta a scrivere Andrea Holzer su L’Occidentale del 11.12.09. Loro, infatti, raramente si mettono contro qualcosa o qualcuno e il caso del referendum non fa eccezione. Hanno scoperto che i minareti di mezza Europa stanno diventando simboli politici in cui gli Imam radicali predicano la supremazia morale e politica della loro religione. Gli Svizzeri sono contro la segregazione sociale dei gay, la condanna morale degli ebrei e l’annichilimento di ogni altra religione. Sono contro le bombe umane, l’infibulazione, la lapidazione e la limitazione dei diritti e della libertà delle donne, in una parola: sono contro la Sharia. L’indizione del referendum sembrava una scampagnata di qualche esaltato, di una ristretta minoranza di scalmanati che, a detta dei più, non sarebbe andata da nessuna parte. Invece da nessuna parte è andato tutto quell’establishment che era contro coloro che non volevano più minareti in Svizzera. (Paolo Del Debbio, E’ una lezione, la gente non ascolta i salotti ma la propria paura, 30.11.09 Il Giornale). Una vittoria significativa per Vittorio Messori, su un territorio dove i campanili delle chiese cattoliche come quelli dei templi protestanti hanno sempre contrassegnato gli scenari urbani come i romantici paesaggi montani(…) una sorta di compendio, di sintesi della storia e della cultura europea, piantata nel cuore del Continente, dove fa convivere le due grandi radici, la latinità e il germanesimo, ha detto no. No alla convivenza esplicita, avvertibile già a colpo d’occhio, della croce con la mezzaluna, del campanile con il minareto. Le bianche montagne, le verdi vallate, i laghi azzurri non hanno nulla a che fare con i deserti e le steppe da cui spuntarono i maomettani, tante volte contenuti a suon di spada (e le milizie elvetiche fecero la loro parte) e che ora muovono silenziosamente ma implacabilmente a una nuova conquista, varcando le frontiere spesso in modo abusivo. (Vittorio Messori, Così si scoprono le radici cristiane e la nostra cultura, 30.11.09 Corriere della Sera) Nel no ai minareti c’è qualcosa di positivo per Messori, nonostante la delusione dei vescovi, innanzitutto, la riscoperta della nostra civiltà e cultura, abbandonando quell’«inspiegabile odio di sé che caratterizza da tempo l’Occidente», per usare le parole di Joseph Ratzinger quando ancora era cardinale e ricordava agli europei che nella loro storia le luci, malgrado tutto, prevalgono sulle ombre. Ma il no ai minareti riguarda solo gli svizzeri? E’ stato pubblicato un sondaggio su alcuni giornali europei dove emerge chiaramente che i cittadini europei non ne vogliono sapere di fare concessioni agli islamici. In Francia, il giornale Le Monde ha fatto un’inchiesta: “Organizzare un referendum come quello della Svizzera è un segno di democrazia o di irresponsabilità? Il 61,5% ha detto che è democrazia; 33,2% ha detto che è irresponsabilità; il 5,3% senza opinione. Le Figaro, che è di destra: 77% sì al divieto; 23% no. L’Express ha fatto un’altra domanda: Se si facesse lo stesso referendum in Francia che cosa rispondeste? L’86% risponde sì, è contro i minareti; 11% no; 2% non risponde. Radio Montecarlo 83% sì; 17% no; e Soir in Belgio 63,2% si; 34% no; 2,8 senza parere.

    In Spagna “Venti minutos” dà 94% di sì; 6% di no. El Mundo 79% sì; 21% no (con 25 mila intervenuti) In Germania, Die Welt online: 87% sì; 12% no; 2% non so. In Austria, Die Presse : 54% sì; 46% no. È la più bassa di tutte le inchieste. In Olanda Elzevier ha dato 86% sì; 16% no. In Italia (continua…)

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    Referendum Minareti in Svizzera: l’opinione di Thomas Benedikter

    9 Dicembre 2009 // Nessun commento »

    minaretipubblico qui volentieri una lettera di Thomas Benedikter sui recenti referendum in Svizzera, tra cui quello sui minareti.

    Non spaccare lo specchio se l’immagine non ci gradisce

    Premetto subito che mi dispiace assai il SI degli svizzeri al divieto di costruire nuovi minareti. È un colpo duro alla convivenza delle comunità religiose in Svizzera ed un messaggio ostile al mondo islamico. Ne saranno più delusi ancora milioni di cristiani, che vivono nei paesi islamici, dotati di migliaia di chiese con campanili. Anche per motivi più generali le chiese svizzere si erano tutte espresse contro questo divieto. Va comunque aggiunto che in Svizzera ci sono già centinaia di moschee e nulla vieta la costruzione di altre senza campanile. Referendum di stampo xenofobo del resto in Svizzera non sono una novità: è dal 1964 che regolarmente vengono promosse iniziative popolari sulla politica dell’immigrazione, sui rifugiati, sull’asilo politico e l’acquisizione della cittadinanza. Fino a ieri l’elettorato elvetico ha sempre dimostrato di voler essere una società accogliente. Ma esiste anche quella parte della Svizzera che la pensa come milioni di italiani, opposta alla presenza visibile di altre religioni, specie nel caso dell’Islam, che fatica ad accettare i nuovi concittadini con i loro diritti e bisogni. Nonostante tutto, l’accoglienza e l’integrazione è un processo lento, figurarsi quanto durerà da noi. (continua…)

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    democrazia diretta, minareti e diritti umani

    30 Novembre 2009 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    ridicole le reazioni dei media italiani e del mondo politico antidemocratico che governa l’Italia. Proiettano la politica italiana su fatti di un paese davvero democratico.

    In Svizzera c’è stata una votazione popolare, i cittadini hanno espresso il loro parere. Ciò ha portato ad un risultato che probabilmente dovrà essere invalidato per la prima volta della storia democratica svizzera per decisione della corte suprema europea e probabilmente verranno fatte delle correzioni sugli strumenti democratici svizzeri. Che però come tutte le leggi, dovranno essere approvate dai cittadini. Questo testimonia solo della vivacità, della democraticità e della dinamicità del sistema di governo della Svizzera. Al contrario dell’Italia, ingessata su discussioni su temi che non interessano ai cittadini e che riguardano solo i problemi giudiziari del suo premier.

    Comunque interessante sentire le voci del dibattito che sta avvenendo in Svizzera a causa di questa votazione.

    Qui l’intervista che Radio Radicale ha fatto ad un esperto svizzero,  Andreas Auer (Centro di Ricerca sulla Democrazia diretta) sul referendum svizzero sui minareti

    intervista a Andreas Auer

    Qui alcuni articoli interessanti tratti dal sito www.swissinfo.ch

    «Il popolo svizzero è stato ingannato» (continua…)

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    Svizzera 29 novembre 2009: referendum su commercio internazionale d’armi, nuovi minareti e traffico aereo

    10 Novembre 2009 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    altra normale, ma eccezionale per noi italiani, prova di democrazia che ci viene dalla Svizzera. Il 29 novembre 2009 in uno dei consueti 3-4 appuntamenti referendari annuali, i cittadini svizzeri potranno esprimersi su 3 temi. Temi proposti dal parlamento, da un raggruppamento di associazioni, chiese e partiti e da un partito di estrema destra. E’ bello vedere che i referendum non sono un patrimonio di uno schieramento, ma di tutti i cittadini svizzeri.

    Il primo è una modifica alla costituzione, proposta dal parlamento svizzero, per permettere di dirottare parte delle imposte sui carburanti per coprire costi del traffico aereo. Sembra una cosa tecnica, e lo è, ma ogni modifica della costituzione svizzera deve essere sempre approvata dai cittadini tramite referendum, come in questo caso.

    Il secondo quesito, proposto da decine di organizzazioni pacifiste, partiti, associazioni e chiese, chiede il divieto di esportare materiale bellico fuori dalla Svizzera.Vedi www.materialebellico.ch

    Il terzo quesito, proposto da un partito di estrema destra il Partito del Popolo (SVP) chiede di impedire la costruzione di nuovi minareti oltre ai 4 già esistenti in territorio elvetico. Attenzione non chiede di impedire luoghi di culto, ci sono già circa 200 moschee, il 5% degli abitanti svizzeri è mussulmano, ma la costruzione dei minareti. Vedi il www.minareti.ch

    Per avere maggiori informazioni, materiali e sapere cosa consigliano di votare tutti i partiti, i sindacati, le associazioni economiche e quelle giovanili, basta andare qui.

    Trasparenza e completezza di informazioni straordinarie per noi italiani, a pochi km dal nostro confine. Ricordo che ovviamente i referendum in Svizzera (come in gran parte del mondo democratico, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Irlanda, USA) non hanno quorum.

    Quando anche noi?

    Ecco l’opuscolo informativo che è stato stampato in milioni di copie e che viene mandato a tutti i cittadini svizzeri. C’è l’opinione del comitato proponente, dei contrari, del governo e del parlamento e diventa una piacevole lettura e un sogno del futuro anche per noi italiani:

    Download Opuscolo informativo Votazioni Svizzera 29 -11-09

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    La democrazia negata a Vicenza e il passaggio della Marcia Mondiale per la Pace

    2 Novembre 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.

    La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora in corso, anche se sono iniziati i lavori, autorizzati dai governi Prodi e Berlusconi e diretti dal commissario (di Prodi e Berlusconi) Paolo Costa.

    Città e movimento hanno fatto di tutto per impedirlo: una manifestazione come quella del 17 febbraio 2007 con 100mila persone non si era mai vista prima a Vicenza, rovinata però dalla doccia fredda di Prodi, nei telegiornali della sera: “manifestare è un diritto, ma dobbiamo rispettare i patti (quali? ndr) e la base verrà raddoppiata”.

    C’è poi, in luglio 2007, il ricorso al Tar Veneto di Codacons ed Ecoistituto del Veneto contro l’illeggittimità del progetto Dal Molin dal punto di vista urbanistico (un abuso edilizio) e costituzionale (non è un’opera di difesa nazionale); accolto dal Tar il 18 giugno 2008, e, quasi immediatamente (il 29 luglio) annullato dal Consiglio di Stato, cui si era appellato il governo.

    In primavera 2008 la città elegge sindaco, pur con una maggioranza risicatissima, Achille Variati del PD, che si presenta su una netta posizione anti-base (isolato dal resto del PD veneto e nazionale).

    Variati conferma ciò che aveva promesso in campagna elettorale: in autunno la città verrà chiamata a pronunciarsi sulla nuova basa attraverso un Referendum Comunale. Si fissa la data del 5 ottobre e il quesito, strettamente legato alle competenze urbanistiche del Comune. Con una lettera pubblica Berlusconi invita pressantemente il sindaco a “non indire il referendum, essendo già stata consegnata, il 30 luglio, l’area agli Stati Uniti” e ricorre al Tar perchè dichiari inammissibile la consultazione. Il Tar non si lascia intimidire e respinge il ricorso: “Nessun danno dalla consultazione esplorativa”. Ci pesna però poi il solito Consiglio di Stato che, il 1 ottobre (a 3 giorni dal referendum!), annulla la sentenza del Tar e lo dichiara inammissibile.

    La sera stessa oltre 10mila persone riempiono Piazza dei Signori e il sindaco annuncia “Se non ci permettono di votare nelle nostre scuole, domenica voteremo davanti alle nostre scuole, sotto i nostri gazebo”. Così avviene. In meno di 3 giorni centinaia di volontari organizzano 32 seggi e il 5 ottobre vanno ordinatamente a votare 24.094 elettori di Vicenza: 23.050 hanno votato SI alla proposta di smilitarizzare l’area. 906 NO, 92 schede bianche e 46 nulle. LA città esprime tutta la sua dignità, ma viene calpestata.

    Nell’estate 2009 iniziano i lavori di sbancamento nell’area Dal Molin.

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    incontro a Cesena sulla Democrazia Diretta: 21 febbraio 2010

    28 Ottobre 2009 // 3 Commenti »

    cesena

    di Paolo Michelotto

    il 21 febbraio 2010 a Cesena è stato organizzato un incontro “Dal Signoraggio bancario alla Democrazia Diretta – Proposta per una Metamorfosi Sociale”.

    Qui maggiori dettagli.

    Io mi occuperò del tema “Democrazia Diretta” e realizzerò un esperimento de “La Parola ai Cittadini”

    -Relatori: Antonio Miclavez, Marco Della Luna, Paolo Michelotto, Eugenio Benetazzo, Argo Fedrigo
    -Data: Domenica 21 Febbraio 2010
    -Luogo: Piazza Aldo Moro, 90 – Cesena (FC)
    Il convegno si svolgerà presso l’Aula Magna della facoltà di Psicologia a Cesena (di fronte alla stazione).

    Orari
    • Check- in ore 09:00
    • Inizio ore 09:30
    • Termine ore 18:30
    - prevista pausa pranzo con buffet su prenotazione.

    Prezzi
    € 7,00 in prevendita
    € 12,00 con pagamento all’ingresso.

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    L’ABC della Democrazia Diretta e le esperienze di un paese che l’ha imparato bene

    11 Settembre 2009 // Nessun commento »

    hans-urs-wili

    hans-urs-wili

    Riporto una mail dell’amico Stephan Lausch di Bolzano
    Care amiche, cari amici della democrazia diretta !

    Per sabato 19 settembre 2009 Viinvitiamo tutti a un incontro del tutto particolare che sarà anche l’avvio vero e proprio e già uno dei momenti di spicco nella nostra campagna verso la votazione referendaria per una legge migliore sulla democrazia diretta.
    Probabilmente non esiste altra persona che possa raccontare con altrettanta esperienza alle spalle come

    Hans-Urs Wili,
    direttore della Sezione diritti politici della Cancelleria Federale svizzera.
    Sabato, 19 settembre, dalle ore 9 alle 12, presso il Filmclub, Bolzano, via Dr. Streiter

    ci parlerà sul tema
    “L’ABC della democrazia diretta
    e le esperienze di un paese che l’ha imparato bene.”

    e risponderà alle Vostre domande in un’audizione pubblica.

    Presentiamo così un’occasione unica di informazione sul funzionamento della democrazia diretta e del sistema politico svizzero da parte di una persona che ha tutti i titoli per informare oggettivamente: Hans-Urs Wili è il funzionario di più alto rango del Governo svizzero per i diritti politici. Data la divulgazione di informazioni distorte questo incontro ci sembra più che mai importante. (continua…)

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    raccogliere firme per i referendum deve diventare facile come in Svizzera e in USA

    14 Luglio 2009 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    il mattino

    il mattino

    grazie ad un amico svizzero ho ricevuto una copia di un giornale domenicale locale del Cantone Ticino. Sull’ultima pagina del giornale c’era stampato il modulo per raccogliere firme per un referendum. Al di là del quesito referendario che potrà non piacere a molti italiani e al partito che lo propone, la Lega dei Ticinesi, ho creato questo post per mostrare a noi italiani quanto facili sono le procedure in Svizzera per raccogliere firme per i referendum. Il giornale si trova qui:

    http://www.mattinonline.ch/

    Da noi occorrono fogli di una certa misura, di un certo colore, vidimati dal segretario comunale, con le firme autenticate da un notaio o un rappresentante eletto.

    In Svizzera, ma la stessa cosa accade anche negli USA, le firme si raccolgono su fogli di qualsiasi formato, stampati sui giornali, disponibili su internet, senza vidimazioni, senza autenticatori. Ma seguendo le leggi riguardanti i referendum. E una di questa dice che “chiunque si rende colpevole di corruzione attiva o passiva oppure altera il risulato della raccolta delle firme è punibile secondo l’articolo 281 e rispettivamente 282 del Codice penale”.

    modulo raccolta firme

    modulo raccolta firme

    Ossia la raccolta è resa molto facile, ma chi imbroglia e viene scoperto subisce conseguenze penali.

    La democrazia dovrebbe essere così anche in Italia, facilitata al massimo per chi inizia gli strumenti di democrazia diretta, molto rigorosa per chi sgarra e tenta di imbrogliare.

    Funziona così in Svizzera e negli USA. Mentre per la Svizzera qualcuno poteva dire “eh sono svizzeri!”, per gli USA questa affermazione non vale più. Per esempio la revoca del Governatore della California Davis nel 2003 è iniziata raccogliendo firme (ne servivano 800.000) su fogli simili a questi, fatti circolare per internet e a mano nelle varie città.

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    presentazione sulla democrazia diretta fatta a Rovereto 3/07/09

    12 Luglio 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    la prima parte della presentazione con proiettore sulla Democrazia Diretta, fatta a Rovereto durante la serata in cui Marco Boschini presentava il suo libro “L’Anticasta”

    E’ la prima parte, fino alla descrizione dell’esperienza svizzera, statunitense e bavarese.

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    Svizzera: caratteristiche del sistema scolastico

    2 Giugno 2009 // 3 Commenti »

    universita-zurigo

    universita-zurigo

    di Paolo Michelotto

    riporto qui un interessante articolo che mi ha inviato Paolo Fabbri (che ha vissuto e insegnato 20 anni in quel paese) sulle caratteristiche della scuola Svizzera. Interessanti le conseguenze della democrazia diretta e del forte federalismo.

    Svizzera: caratteristiche del sistema scolastico

    di PaoloFabbri

    Nella Confederazione elvetica l’istruzione pubblica è caratterizzata da un deciso decentramento amministrativo e finanziario. A livello centrale vengono definiti i principi generali, mentre le linee guida sono stabilite dalle Conferenza dei Direttori scolastici cantonali. Ognuno dei 26 cantoni ha la piena autonomia nella gestione del sistema scolastico. Così succede, ad esempio, che, mentre l’obbligo scolastico è di 9 anni per tutta la Confederazione, ci sono cantoni dove si va a scuola a 7 anni, altri a 5, alcuni in cui la scuola elementare dura 5 anni, altri in cui dura 6 anni. In alcuni cantoni è previsto l’obbligo di frequenza della scuola materna (+2 anni). Anche per quanto riguarda le ferie, mentre è generale il principio di distribuire le vacanze durante tutto l’anno (praticamente in ogni stagione dell’anno c’è un periodo di vacanze), ogni cantone predispone un suo proprio calendario scolastico.
    Soprattutto per eliminare i disagi di chi cambia cantone, il 21 maggio 2006 si è svolto un referendum, in base al quale gli Svizzeri si sono pronunciati a favore della progressiva armonizzazione dei sistemi scolastici cantonali.

    I singoli Comuni gestiscono il funzionamento delle scuole dell’obbligo, mentre le scuole secondarie sono amministrate direttamente dai Cantoni. Nel settore postobbligatorio (ginnasi, formazione professionale e scuole universitarie) le competenze del sistema educativo pubblico sono invece ripartite tra Confederazione e Cantoni.
    La scuola è completamente gratuita, ciò vuol dire che libri, quaderni e materiale vario sono messi a disposizione dall’ente locale di riferimento. Tutte le spese scolastiche, compresi gli stipendi dei docenti, dipendono da Comuni e Cantoni; sono perciò sotto il controllo dei cittadini che, attraverso le consultazioni popolari, decidono di volta in volta gli interventi da effettuare per i miglioramenti strutturali proposti. C’è da dire, a questo proposito, che la quasi totalità delle imposte dirette va ai Cantoni e ai Comuni.
    Dato che oltre il 95% della popolazione scolastica frequenta il sistema di istruzione pubblica, si può ben dire che la scuola svolge un importante ruolo di integrazione fra alunni che provengono da background sociali, culturali, linguistici molto diversi, in un paese dove gli stranieri sono il 22% degli abitanti! (continua…)

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    Gli stranieri e il voto in Svizzera

    25 Maggio 2009 // 1 Commento »

    lo straniero

    lo straniero

    di Paolo Michelotto
    riporto qui un contributo molto interessante di Paolo Fabbri, che ha avuto un’esperienza come insegnante in Svizzera per 20 anni. Gli stranieri come regola, non votano in Svizzera. Ma, visto l’estremo livello di federalismo e di diversità di leggi, in 2 cantoni ciò avviene, e in molti comuni. Ecco i dati con maggior precisione. E’ interessante notare che spesso in Svizzera l’introduzione delle novità avviene così. Prima nei comuni, poi nei cantoni e infine a livello federale. All’inizio lentamente, quasi sempre tramite strumenti di democrazia diretta.

    Queste notizie sono prese soprattutto da siti svizzeri

    http://de.wikipedia.org/wiki/Ausl%C3%A4nderstimm-_und_-wahlrecht

    www.auslaenderstimmrecht-bs.ch

    Diritto di voto agli stranieri in Svizzera
    In Svizzera vivono circa 1 milione e mezzo di stranieri, cioè il 20% della popolazione, senza considerare i diplomatici (in questo caso il numero sale a oltre 1 milione e 600.000 persone, pari al 22% della popolazione totale). Il 90% degli stranieri è d’origine europea (soprattutto Italiani, Serbi, Portoghesi, Tedeschi).
    Il diritto di voto è negato a livello federale, mentre a livello cantonale è concesso solo nei cantoni di Neuchâtel (dal 2000) e Giura (dal 1978). Numerosi sono invece i Comuni in cui gli stranieri possono esercitare il diritto di voto attivo e precisamente: (continua…)

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    I risultati delle votazioni del 17 maggio 2009 in Svizzera: come la democrazia dovrebbe essere.

    19 Maggio 2009 // 2 Commenti »

    hasard

    hasard

    di Paolo Michelotto

    Questi i risultati delle votazioni e alcuni articoli presenti qui.

    Passaporto biometrico

    Sì: 953′136 (50,1%)
    No: 947′632 (49,9%)
    Medicine complementari

    Sì: 1′283′838 (67%)
    No: 631′908 (33%)

    Partecipazione: 38,3%

    Questi alcuni articoli che spiegano quanto accaduto secondo l’ottica dei media svizzeri, sui due referendum confederali ma anche sui molti referendum e iniziative cantonali, votati nella stessa giornata

    18 maggio 2009 – 08.54
    Un ’sì’ che ha valore di messa in guardia

    Approvando solo di stretta misura domenica l’introduzione del passaporto biometrico gli svizzeri hanno voluto lanciare un segnale chiaro al governo: con la protezione dei dati non si scherza, commenta la stampa svizzera.

    All’indomani del fine settimana di votazioni, la stampa elvetica dedica i suoi commenti soprattutto al risicato ’sì’ – “Una maggioranza casuale”, come titolano il Blick e Le Temps – con il quale gli svizzeri hanno accettato l’introduzione del nuovo passaporto biometrico.

    “Alla fine gli svizzeri hanno privilegiato il loro attaccamento alla libertà di movimento. Ma il risultato è così striminzito che traduce un profondo scetticismo sulla gestione della biometria”, riassume il quotidiano vodese 24 Heures. (continua…)

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    Votazione popolare del 17 maggio 2009 in Svizzera: ulteriore esempio di democrazia diretta

    15 Maggio 2009 // 4 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    il 17 maggio 2009 in Svizzera avviene una votazione popolare (così chiamano le quattro giornate di votazione per referendum e iniziative che si tengono ogni anno nel paese) interessante su due quesiti che evidenziano le caratteristiche della democrazia svizzera. Per saperne di più il sito governo svizzero

    medicina

    medicina

    Il primo quesito è una modifica di articolo della costituzione riguardante “Un futuro con la medicina complementare” pensato come controproposta del parlamento svizzero a una iniziativa di cittadini, che poi è stata ritirata. Ossia i cittadini hanno raccolto 100.000 firme per presentare una iniziativa (referendum propositivo), il parlamento ha fatto una controproposta che in base alla legge svizzera si deve votare nello stesso giorno della iniziativa originale. Ma i cittadini proponenti, ritenendo di essere soddisfatti dal testo della controproposta, hanno ritirato la loro proposta originale, facilitando di fatto il voto positivo alla proposta fatta dal parlamento.

    passaporto

    passaporto

    Il secondo quesito riguarda una legge fatta dal parlamento riguardante la creazione del passaporto elettronico. Contro questa legge promulgata dal parlamento svizzero, in 100 giorni sono state raccolte 50.000 firme e ora tutti i cittadini svizzeri possono tramite referendum approvare o invalidare la norma.

    Interessante l’opuscolo informativo realizzato dall’amministrazione e inviato a tutti gli elettori. Un esempio ottimo di come funziona la democrazia dove i cittadini contano davvero. Vengono riportate le argomentazioni del parlamento e quelle del comitato referendario (nel referendum “passaporto elettronico”)

    opuscolo informativo 17 maggio 2009

    Articolo costituzionale «Un futuro con la medicina complementare» – (controprogetto all’iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare», ritirata) (continua…)

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    Gli Svizzeri dicono SI alla libera circolazione dei cittadini europei

    9 Febbraio 2009 // Nessun commento »

    voti svizzera ue

    voti svizzera ue

    di Paolo Michelotto

    l’esito del voto del Referendum con cui si chiedeva ai cittadini svizzeri se erano a favore oppure no a mantenere in vigore gli accordi per la libera circolazione dei cittadini europei, è stato forte: circa il 60% ha detto SI.

    A noi italiani rischia sfuggire la grandezza di questo fatto: il governo Svizzero aveva firmato gli accordi per la libera circolazione dei cittadini europei. E poi i cittadini svizzeri hanno potuto esprimersi su questo argomento. E così su tutto. Non è la democrazia perfetta, ma una democrazia che i cittadini apprezzano ed hanno fortemente voluto nella loro storia. L’ultima parola spetta sempre ai cittadini, i partiti sono solo degli attori importanti, ma non decisivi.

    Riporto un articolo della swissinfo.ch che spiega molto bene i fatti.

    9 febbraio 2009
    “Il popolo svizzero rimane coi piedi per terra”

    La stampa elvetica accoglie con un sospiro di sollievo il sì alla libera circolazione delle persone con l’UE. Contrariamente a quanto alcuni temevano, in questo periodo di crisi economica gli svizzeri non hanno avuto un riflesso di chiusura e di protezionismo.

    “Si temeva il peggio, invece tutto è andato per il meglio”: il commento del Journal de Jura è condiviso da buona parte della stampa svizzera all’indomani del sì della popolazione elvetica al rinnovo dell’accordo di libera circolazione con l’Unione Europea e alla sua estensione a Bulgaria e Romania.

    Il verdetto delle urne (quasi il 60% di sì) è stato molto più netto rispetto a quanto era emerso nei sondaggi. Secondo la Neue Zürcher Zeitung, questo risultato è da interpretare come “un no agli esperimenti”. (continua…)

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    Cap 3 -11 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    15 Gennaio 2009 // Nessun commento »

    paolo michelotto

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della undicesima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    Democrazia nei municipi

    Effetti della democrazia diretta

    Risultati economici

    Efficienza dell’amministrazione pubblica

    Gli effetti economici dell’uso della democrazia diretta

    Debito pubblico

    Spesa pubblica

    Conoscenza politica dei cittadini

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

    Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva destinazione con nome”:

    cap-3-11-democrazia-dei-cittadini

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    Cap 3 -10 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    8 Gennaio 2009 // Nessun commento »

    paolo michelotto

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della decima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    Referendum strumento dinamico

    Caratteristiche della democrazia diretta svizzera

    Democrazia a livello dei cantoni

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

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    Cap 3 -9 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    2 Gennaio 2009 // Nessun commento »

    paolo michelotto

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della nona parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    Strumenti di democrazia diretta in Svizzera

    La pratica dei referendum

    Esempio dei referendum del 2005

    L’approvazione delle iniziative

    Abolire l’esercito?

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

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    cap-3-9-democrazia-dei-cittadini

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    Cap 3 -8 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    25 Dicembre 2008 // 1 Commento »

    paolo michelotto

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della ottava parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    cronologia della democrazia diretta in Svizzera

    come votano i cittadini?

    Democrazia in Svizzera

    Perché in Svizzera la democrazia diretta è così sviluppata?

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

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    Cap 3 -7 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    16 Dicembre 2008 // 1 Commento »

    paolo michelotto

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della settima parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    democratizzare gli strumenti della democrazia diretta

    utopia che diventa realtà?

    come distinguere i referendum dai plebisciti?

    come si creano le leggi in svizzera

    voto postale in svizzera

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

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    La Svizzera pone a referendum un accordo internazionale, quello di Schengen

    14 Dicembre 2008 // 7 Commenti »

    schengen

    schengen

    di Paolo Michelotto

    in Svizzera c’è un esempio edificante di come funziona una vera democrazia. Il governo ha negoziato con l’UE l’adesione all’accordo di Schengen. Ossia il libero transito delle persone attraverso le sue frontiere. Alcuni partiti di fuori del governo e vari gruppi e associazioni, hanno raccolto le firme necessarie per indire un referendum sull’accordo. Ossia chiederanno a tutta la popolazione se sono d’accordo oppure no a questa adesione a Schengen. Massimo segno di democrazia. Chi meglio del popolo nel suo insieme può decidere sul proprio destino? Io non sono schierano pro o contro Schengen, sia chiaro. Trovo solo straordinario che ai cittadini svizzeri sia data la possibilità di informarsi, riflettere e votare sull’argomento.

    Eppure sui giornali italiani sono apparsi articoli schierati pro Schengen, che denigrano questa possibilità dei cittadini svizzeri di poter sovvertire quanto deciso dal governo e confondono il fatto che i partiti di estrema destra (ma meno estremi di quelli che abbiamo noi al governo in Italia) abbiano raccolto le firme, non significa che questi partiti decideranno l’esito dei referendum l’8 febbraio 2009. Saranno i cittadini svizzeri che informati dai loro media estremamente obiettivi e non di proprietà dei partiti e tantomeno finanziati dallo stato, prenderanno la loro decisione.

    Ecco l’opuscolo informativo che tutti i cittadini svizzeri hanno ricevuto a casa insieme al certificato elettorale. Opuscolo che riporta le posizioni del governo e quelle dei comitati referendari.

    referendum svizzera 8-2-09 opuscolo informativo mandato ai cittadini

    E a seguire un esempio di articolo italianocentrico e che mostra di non conoscere la democrazia svizzera, apparso sul Sole 24 ore.

    La Svizzera entra in Schengen,
    con l’incognita destra estrema
    di Andrea Franceschi

    La Svizzera entra ufficialmente a far parte dell’area Schengen. Da venerdì 12 dicembre non ci saranno più controlli delle persone alle frontiere, ma solo sulle merci. Un traguardo che arriva alla termine di anni di negoziati tra la Confederazione e l’Unione Europea, su cui però pende una spada di Damocle. (continua…)

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    Cap 3 -6 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    10 Dicembre 2008 // 1 Commento »

    paolo michelotto

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della sesta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    Vantaggi economici della democrazia diretta

    Cittadini a favore di aumenti delle tasse specifici

    Costi delle campagne

    Diversità di forme degli strumenti di democrazia diretta

    I benefici della democrazia diretta

    Plebiscito e referendum

    Modernizzazione della democrazia diretta

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

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    cap-3-6-democrazia-dei-cittadini

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    Andi Gross un deputato svizzero che gira il mondo a parlare di Democrazia Diretta

    9 Dicembre 2008 // Nessun commento »

    andi grossdi Paolo Michelotto

    Andi Gross è un rappresentante atipico. Invece di fare politica con i suoi pari, gira per il mondo per parlare della Democrazia Diretta. Partecipa a conferenze, tiene lezioni universitarie, scrive saggi sulla democrazia diretta, cura il suo sito su questi argomenti. E’ un deputato Svizzero che fin dal 1992 svolge questa attività di divulgazione. Il suo sito è:

    http://www.andigross.ch/

    Nel sito Andi ha inserito molti documenti, tanti in tedesco, ma alcuni anche in inglese e francese, sui vari aspetti della democrazia diretta che lui ha trattato in questi anni.

    Forse verrà anche a Rovereto nelle prossime settimane… Maggiori aggiornamenti a breve.

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    Cap 3 -5 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    3 Dicembre 2008 // 1 Commento »

    paolo michelotto

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della quinta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    Referendum come strumento di controllo

    Alcuni motivi per cui nascono le iniziative

    Alcuni effetti della democrazia diretta

    A livello locale

    Giura: democrazia diretta in azione

    L’informazione

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

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    cap-3-5-democrazia-dei-cittadini

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    I referendum in Svizzera del 30 novembre 2008

    1 Dicembre 2008 // 2 Commenti »

    risultati-referendum-pedofili

    risultati-referendum-pedofili

    di Paolo Michelotto

    interessante notare come in Italia si sia parlato dei referendum in Svizzera del 30-11-08 solamente dal punto di vista di quello della possibilità della depenalizzazione dell’uso della canapa. Mentre in Svizzera ha avuto molta più risonanza quello sulla flessibilità dell’età del pensionamento e quello sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. Inoltre in ben 4 casi su 5 i cittadini hanno accolto i suggerimenti del governo e questo significa che in questa particolare occasione il governo e i cittadini sono ben sintonizzati. In 1 caso però, i cittadini hanno votato contro quanto sostenuto dal governo ossia sulla imprescrittibilità del reato di pedofilia. La percentuale dei votanti è stata del 46% cosa che in Italia, visto la presenza del quorum, avrebbe fatto invalidare tutti i referendum. Mentre in Svizzera è stata recepita come cosa assolutamente normale.

    Interessante l’informazione completa sui 5 temi referendari, presente su tutti i media. Anche su quelli governativi come ad esempio www.swissinfo.ch (l’informazione svizzera nel mondo). C’erano le posizioni di tutti i partiti e dei maggiori gruppi e associazioni.

    Tutte le famiglie hanno ricevuto le spiegazioni del consiglio federale. Esse sono un riassunto dei titoli e delle proposte, delle proposte di voto del consiglio federale e dei proponenti il quesito. Bello leggere tutte le posizioni, sia dei favorevoli, che dei contrari su un unico fascicolo obiettivo. Tutto spiegato con parole chiare, ma esaurienti. Si trova online, e viene mandato a tutti gli elettori insieme alle schede elettorali. Così il cittadino si può fare una buona opinione e votare in maniera informata e competente.

    Ecco questo fascicolo con le spiegazioni in italiano

    Download spiegazione del consiglio federale svizzero sui referendum del 30-11-08 Version 1

    E a seguire alcuni articoli, a partire da quelli svizzeri in lingua italiana e poi quelli apparsi sui giornali italiani, come paragone… (continua…)

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    Cap 3 -4 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    26 Novembre 2008 // 1 Commento »

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della quarta parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    L’imitazione istituzionale di Hayek

    Caratteristiche che emergono dalla storia Svizzera

    Alcune cifre sulla democrazia diretta in Svizzera

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

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    Cap 3 -3 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta in Svizzera

    22 Novembre 2008 // 1 Commento »

    paolo michelotto

    di Paolo Michelotto

    ecco la lettura della terza parte del 3° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Svizzera

    E’ un capitolo abbastanza lungo, perchè è fondamentale per capire come funziona la democrazia diretta nel paese che la applica da più lungo tempo, con successo, al mondo.

    Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:

    Storia della democrazia diretta in Svizzera

    Buon ascolto e ogni commento è benvenuto.

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