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    Il potere al popolo: libro di Yves Sintomer

    3 Agosto 2010 // Nessun commento »

    il potere al popolodi Paolo Michelotto

    ho letto in questi giorni l’ultimo libro pubblicato in Italia di Yves Sintomer. Questo professore di Sociologia dell’università di Parigi VIII, ha scritto saggi sui Bilanci Partecipativi in Europa, sul BP di Porto Alegre e molti altri sulla democrazia partecipativa. Ma in questo libro fa un passo ulteriore. Parla sistematicamente delle assemblee di cittadini estratti a sorte.

    Inizia facendo un’analisi dettagliata della crisi del sistema rappresentativo. Poi racconta come il sorteggio sia stato usato nella storia per selezionare i governanti di città e paesi. Partendo da Atene dove il sorteggio era consuetudinario sia nella scelta dei “parlamentari”, che nella scelta dei “governanti”. Il percorso prosegue a Firenze e a Venezia dove si alternava il sorteggio all’elezione, con meccanismi complicati, ma che assicuravano che il potere fosse distribuito sia per merito che per “sorte”. Sintomer poi racconta come sia nata la consuetudine dei giurati dei tribunali, quali siano le motivazioni per questa scelta di rottura con il passato, prima in Gran Bretagna, poi in USA, poi in Francia e in altri paesi.

    Il capitolo migliore e più sviluppato è quello dove l’autore racconta le esperienze che conosce molto bene per averle vissute direttamente delle giurie dei cittadini, del sondaggi deliberativi americani e britannici, delle assemblee cittadine del Canada e delle consensus conferences danesi. Vengono anche raccontate le esperienze berlinesi dove cittadini estratti a sorte hanno deciso a livello di quartiere i progetti da finanziare e solo accennate purtroppo alle esperienze dell’arrondissement 20 di Parigi dove 1/3 dei rappresentanti viene eletto, 1/3 è costituito da membri di associazioni, e 1/3 è costituito da cittadini estratti a sorte.

    Infine il capitolo conclusivo “Rinnovare la democrazia” fa una sintesi delle possibilità offerte dal sorteggio per rinnovare, rinforzare, legittimare la democrazia e restituirle quel significato originario che aveva “il potere al popolo”.

    Termina una ricca bibliografia su cui continuare la propria ricerca su questi argomenti.

    Libro innovativo, da leggere con attenzione. Edizioni Dedalo 16 Euro, 220 pagine.

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    PartecipAzione un esperimento di rivista ancora attuale

    10 Novembre 2008 // 1 Commento »

    partecipazioneuno

    partecipazione n°1

    di Paolo Michelotto

    nel 2003 facevo parte del Gruppo Bilancio Partecipativo a Vicenza. Insieme realizzammo il numero 1 della rivista PartecipAzione. I contenuti furono scritti dai membri del gruppo oppure ricavati da internet e dedicammo molto tempo per realizzare una rivista che a me sembra ancora attuale e per questo motivo la ripresento su questo sito. In fondo trovi il link per scaricarla. Gli articoli erano:

    Storia (e vantaggi) di una democrazia a cielo aperto di Victoria Curzon Price. Una tassazione molto bassa e un uso frequente dei referendum: sono questi i segreti dei successi economici e istituzionali della Svizzera
    L’esperienza di Grottammare di Guglielmo Verneau. La città marchigiana dove da dieci anni la partecipazione dei cittadini nell’amministrazione comunale è una realtà di successo.
    Bilancio Partecipativo:l’esperienza di Porto Alegre di Sandra Cangemi
    Quattordici anni fa a Porto Alegre, in Brasile, nasceva l’esperienza dell’Orcamento Partecipativo – il Bilancio
    Partecipativo. Ecco come funziona.
    Il Potere è di Tutti: l’esperienza dei C.O.S. di Angelo Neri. Nel luglio del 1944, Capitini, filosofo alla Normale di Pisa, membro non violento della Resistenza e futuro creatore del Movimento Nonviolento, ideò e animò un’interessante esperienza di partecipazione e di democrazia diretta che chiamò Centri di Orientamento Sociale (C.O.S).


    La Crisi della Democrazia Rappresentativa
    di Paul Ginsborg. Quali sono le ragioni di questa grande malattia della democrazia rappresentativa? Trascrizione della conferenza all’European Social Forum di Firenze – Novembre 2002
    Domande frequenti sulla democrazia diretta di Jos Verhulst
    Tutte le domande che prima o poi ci facciamo su questo arogomento, con risposte chiare, ricche di fatti ed esempi.

    La rivista completa la puoi scaricare qui sotto

    Download PartecipAzione 1 Version 1

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    Capitolo 38 Difetti della democrazia rappresentativa

    3 Novembre 2008 // Nessun commento »

    libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola

    Prima pagina del capitolo 38 del libro Democrazia dei Cittadini

    Capitolo 38 Difetti della democrazia rappresentativa

    Non rappresentazione

    Le persone elette come rappresentanti non rappresentano demograficamente il paese. Sono spesso più ricchi e più educati, c’è una predominanza dei maschi e della razza maggioritaria, del gruppo etnico e della religione più diffusi, rispetto a un campione estratto a caso dei cittadini di quel paese. Spesso ci sono delle professioni che predominano, come quella degli avvocati in Italia o degli impiegati in Danimarca.
    Conflitti di interesse

    Non sempre gli interessi degli eletti coincidono con quelli dei loro elettori. Ad esempio gli eletti votano le loro retribuzioni. Il loro interesse è che il loro salario sia il più alto possibile, l’interesse dell’elettore è quello che sia il più basso possibile, visto che il salario degli eletti è pagato con le tasse dei cittadini. In Svizzera, uno dei pochi paesi al mondo dove la retribuzione degli eletti è soggetta a referendum popolare, lo stipendio degli eletti è uno dei più bassi d’Europa.
    Corruzione

    La concentrazione del potere che è caratteristico nella democrazia rappresentativa, facilita la creazione della corruzione. E’ più facile corrompere una sola persona, o un gruppetto di persone che decidono su un determinato argomento, piuttosto che tutto il popolo…


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