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	<title>il blog di paolo michelotto &#187; democrazia diretta USA</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>inizia il Global Forum sulla Democrazia Diretta 2010, in California</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2010/06/23/inizia-il-global-forum-sulla-democrazia-diretta-2010-in-california/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 20:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
dal 30 luglio al 4 agosto 2010 si terrà il Global Forum on Direct Democracy. E&#8217; un incontro che si tiene ogni anno in una nazione differente, lo scorso anno in Korea del Sud. Quest&#8217;anno il paese ospitante è la California, uno degli stati USA che usa con maggiore intensità gli strumenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2010globalforum.com/"><img class="alignleft size-full wp-image-1988" title="2010 global forum" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/2010-global-forum.jpg" alt="2010 global forum" width="332" height="217" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>dal 30 luglio al 4 agosto 2010 si terrà il Global Forum on Direct Democracy. E&#8217; un incontro che si tiene ogni anno in una nazione differente, lo scorso anno in Korea del Sud. Quest&#8217;anno il paese ospitante è la California, uno degli stati USA che usa con maggiore intensità gli strumenti di democrazia diretta quali il referendum propositivo, il referendum abrogativo e la revoca degli eletti.</p>
<p>Molto interessante il programma e gli oratori che sono i maggiori esperti di democrazia del mondo. Spero che come negli anni scorsi, i testi degli interventi verranno raccolti in un unico volume.</p>
<p>Qui il sito di riferimento per saperne di più (e per consultare ottimi libri online sull&#8217;argomento):</p>
<p><a href="http://www.2010globalforum.com/">http://www.2010globalforum.com/</a></p>
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		<title>Cap 10-1 Democrazia dei Cittadini – Il nuovo statuto di Chelsea (USA)</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 19:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[chelsea]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
ecco la lettura della prima parte del 10°  capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”:  Il Nuovo Statuto di Chelsea (USA)
Chelsea (USA) piccola città americana vicina a Boston, aveva una amministrazione così corrotta da essere stata commissariata dal Governo dello stato del Massachussetts. Il capitale sociale era pari a zero, i cittadini sfiduciati. Eppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/paolo-michelotto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1670" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo-michelotto" width="150" height="150" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della prima parte del 10°  capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”:  Il Nuovo Statuto di Chelsea (USA)</p>
<p>Chelsea (USA) piccola città americana vicina a Boston, aveva una amministrazione così corrotta da essere stata commissariata dal Governo dello stato del Massachussetts. Il capitale sociale era pari a zero, i cittadini sfiduciati. Eppure in pochi mesi, grazie alla lungimiranza del commissario della città e di una esperta di tecniche partecipative, un gruppo di cittadini costruì lo statuto della città e lo mise a referendum, ottenendo la conferma da tutti i cittadini.</p>
<p>Lo statuto di questa città, è stato uno dei primi esempi al mondo di statuto comunale discusso, scritto ed approvato dai cittadini. Un esempio virtuoso di democrazia vera.</p>
<p>Questi i paragrafi letti:</p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p><strong>Città virtuosa</strong></p>
<p><strong>Il negoziato</strong></p>
<p><strong>La mediazione</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2009/12/cap-9-1-democrazia-dei-cittadini.mp3"></a><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/cap-10-1-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap 10 -1 democrazia dei cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo qui:</p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[</p>
<p>			AudioPlayer.embed("pod_audio_1", {soundFile: "http%3A%2F%2Fwww.paolomichelotto.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2009%2F12%2Fcap-9-1-democrazia-dei-cittadini.mp3"});
// ]]&gt;</script></p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[</p>
<p>			AudioPlayer.embed("pod_audio_1", {soundFile: "http%3A%2F%2Fwww.paolomichelotto.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2009%2F11%2Fcap-7-2-democrazia-dei-cittadini.mp3"});
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// ]]&gt;
// ]]&gt;</script></p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[</p>
<p>			AudioPlayer.embed("pod_audio_1", {soundFile: "http%3A%2F%2Fwww.paolomichelotto.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2009%2F11%2Fcap-6-1-democrazia-dei-cittadini.mp3"});
// ]]&gt;
// ]]&gt;
// ]]&gt;
// ]]&gt;
// ]]&gt;</script></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/podcast/">Qui i capitoli audio precedenti finora pubblicati</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Maine (USA) 3-11-2009: 7 referendum tra cui quello sui matrimoni gay</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/11/maine-usa-3-11-2009-7-referendum-tra-cui-quello-sui-matrimoni-gay/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 07:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
per alcuni giorni il 4-5 novembre 2009 si è parlato in Italia di un referendum avvenuto in uno stato spopolato del nord est degli USA il MAINE. Questo perchè uno dei 7 referendum votati il 3 novembre 2009 nel Maine chiedeva di abrogare la legge sul matrimonio Gay voluta dal governatore quasi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/maine_same_sex_marriage_t_shirt-p2354074542023471563lnj_400.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1487" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/maine_same_sex_marriage_t_shirt-p2354074542023471563lnj_400-300x300.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>per alcuni giorni il 4-5 novembre 2009 si è parlato in Italia di un referendum avvenuto in uno stato spopolato del nord est degli USA il MAINE. Questo perchè uno dei 7 referendum votati il 3 novembre 2009 nel Maine chiedeva di <strong>abrogare la legge sul matrimonio Gay</strong> voluta dal governatore quasi un anno prima e i cittadini votanti si espressero per l&#8217;abolizione di detta legge.</p>
<p>I commenti andavano dal compiacimento di Buttiglione, alla affermazione che tale risultato confermava che con i referendum si va verso la dittatura della maggioranza.</p>
<p>In realtà cosa successe? Che in una giornata, il 3 novembre in cui si votò per 32 referendum in 7 stati degli USA e per centinaia di referendum locali, nel Maine,  con una affluenza del 54% degli iscritti al voto (504.000 cittadini), il 52,75% (266.000 cittadini) dissero SI alla richiesta di abrogare la legge (i NO furono il 47,25% ossia 238.000 cittadini).</p>
<p><a href="http://ballotpedia.org/wiki/index.php/Maine_Same-Sex_Marriage_People%27s_Veto,_Question_1_(2009)">Qui maggiori dettagli sui numeri, sulle tesi dei favorevoli e dei contrari.</a></p>
<p>Nello stesso giorno, come paragone, il 58% dei votanti dissero SI anche alla legalizzazione della Marjiuana per scopi medici</p>
<p><a href="http://ballotpedia.org/wiki/index.php/Maine_Medical_Marijuana_Initiative,_Question_5_(2009)">Qui ulteriori informazioni</a></p>
<p>E quindi cosa successe? Un abuso della maggioranza ai danni di una minoranza? O un normale passaggio democratico?</p>
<p>Io propendo più alla seconda ipotesi, e cioè che nel 2008, la legge che permetteva il matrimonio ai Gay, che fu promulgata dal Governatore del Maine, non fu discussa a sufficienza con i cittadini. Che quindi un anno dopo decisero di usare il pedale del freno della democrazia, rappresentato dal Referendum Abrogativo, tra l&#8217;altro usato raramente negli USA. Ma visto che nel MAINE la democrazia è forte e in salute e non c&#8217;è il Quorum e neppure limiti temporali per ripresentare la proposta, le associazioni che si battono per i diritti dei GAY, hanno già preannunciato di pensare a un futuro referendum per introdurre nuovamente la legge che permette i matrimoni tra GAY. Non avranno magari successo l&#8217;anno prossimo, ma a forza di discutere l&#8217;argomento e con la maturazione dei cittadini, riusciranno ad introdurre questa legge.</p>
<p><a href="http://www.maine.gov/sos/cec/elec/upcoming.html">sito del governo dello stato del Maine sulle votazioni</a></p>
<p>Come termine di paragone in Svizzera hanno fatto nel 2005 un referendum, approvato dai cittadini, che regolamenta le coppie GAY:</p>
<p>&#8220;In Svizzera, il tessuto sociale si è fortunatamente evoluto nel corso degli ultimi anni e la tolleranza sessuale sembra ormai un fatto acquisito, almeno nella maggioranza della popolazione votante. Prova ne sia che nel corso del mese di giugno 2005, il popolo elvetico ha adottato per via referendaria la nuova legge federale sull&#8217;unione domestica registrata di coppie omosessuali, la quale migliora notevolmente la  posizione giuridica  delle coppie omosessuali, ancorché la stessa non possa essere equiparata al 100 % al matrimonio. Come descritto in seguito, molti diritti e doveri dell&#8217;istituto del matrimonio, si ritrovano comunque consolidati anche nella nuova legge in rassegna.&#8221; <a href="http://www.miralux.ch/gay_it.htm">Per saperne di più qui</a></p>
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		<item>
		<title>La democrazia diretta negli USA: articolo apparso sulla rivista Diogene</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/26/la-democrazia-diretta-negli-usa-articolo-apparso-sulla-rivista-diogene/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 07:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[town meeting]]></category>
		<category><![CDATA[diogene]]></category>

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di Paolo Michelotto
la bella rivista di filosofia Diogene, ha pubblicato un mio articolo sulla democrazia diretta negli USA. Un paio di precisazioni: il titolo non l&#8217;ho scelto io, e neppure ho mai scritto che &#8220;referendum consultivi=iniziative&#8221;, che è un&#8217;eguaglianza che non è vera&#8230;
Ma l&#8217;insieme dello spazio dedicato, il contesto degli articoli prima e dopo, rende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1347" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/townmeeting.png"><img class="size-medium wp-image-1347" title="townmeeting" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/townmeeting-300x191.png" alt="townmeeting" width="300" height="191" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>la bella rivista di filosofia Diogene, ha pubblicato un mio articolo sulla democrazia diretta negli USA. Un paio di precisazioni: il titolo non l&#8217;ho scelto io, e neppure ho mai scritto che &#8220;referendum consultivi=iniziative&#8221;, che è un&#8217;eguaglianza che non è vera&#8230;</p>
<p>Ma l&#8217;insieme dello spazio dedicato, il contesto degli articoli prima e dopo, rende questi refusi veramente marginali.</p>
<p>Ecco l&#8217;articolo:</p>
<p><strong>La democrazia istantanea</strong></p>
<p>Scritto da Paolo Michelotto<br />
<a href="http://www.diogenemagazine.eu/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=380:la-democrazia-istantanea&amp;catid=10:cittadinanza&amp;Itemid=76">Tratto da Diogene N°16</a></p>
<p><strong>La democrazia diretta negli Stati Uniti ha molti strumenti: i referendum consultivi, la revoca delle cariche, i Town Meeting del 21° secolo.<br />
</strong><br />
Gli Stati Uniti possono vantare una lunga &#8211; rispetto alla loro storia &#8211; tradizione di democrazia diretta che affianca da circa un secolo le procedure della democrazia rappresentativa nel processo decisionale.<br />
Diverse pratiche permettono ai cittadini di accedere alla sfera politica senza la mediazione di rappresentanti: due degli strumenti più importanti sono il referendum abrogativo e il referendum consultivo (in inglese, initiative).</p>
<p>Le proposte di democrazia diretta risalgono agli ultimi decenni del XIX secolo, quando apparvero libri e articoli che promuovevano il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini nella definizione dell&#8217;agenda politica. Nel 1882 fu pubblicato Direct Legislation by the People di Nathan Cree, che definiva il referendum nazionale come il passo necessario verso un ulteriore sviluppo del governo. Cree pensava che l&#8217;unico modo per insegnare l&#8217;autogoverno fosse quello di praticarlo e propugnava l&#8217;idea di un governo basato sulla discussione, perché era convinto che la maggioranza della gente fosse saggia.<br />
Nel 1893 J. W. Sullivan scrisse Direct Legislation by the Citizenship through the Initiative and Referendum, prendendo ad esempio le esperienze maturate in Svizzera. Nelle procedure messe in atto nel paese d&#8217;Oltralpe, Sullivan vide che la democrazia diretta non era un sogno utopistico, ma una pratica concreta e reale e quindi esportabile negli USA. Con gli strumenti di democrazia diretta, la sfera politica di ogni cittadino si sarebbe allargata; ciascuno avrebbe acquisito un&#8217;educazione adeguata al suo ruolo e sviluppato un vivo interesse negli affari pubblici.<br />
I libri di Cree, Sullivan e altri attrassero inizialmente l&#8217;attenzione di molti leader populisti, tra cui William U&#8217;Ren dell&#8217;Oregon, che appena lette le loro opere abbracciò la lotta per l&#8217;introduzione degli strumenti di democrazia diretta nel suo Stato. Populisti, ma anche femministe, socialisti, e poi democratici e progressisti si batterono per ottenere la partecipazione attiva dei cittadini nella gestione delle questioni politiche cruciali, conquistando nei primi anni del secolo un risultato positivo. Infatti, mentre la Prima guerra mondiale si andava esaurendo nel Vecchio continente, gli Stati Uniti conoscevano la fine della prima ondata dell&#8217;introduzione di democrazia diretta: entro il 1918, ventitré Stati avevano introdotto il referendum abrogativo o l&#8217;initiative o entrambi.<br />
Da allora, la democrazia diretta si è rivelata una pratica vitale e significativa della politica statunitense, la cui portata viene riflessa in alcuni dati. Mentre a livello federale gli USA sono una delle poche nazioni al mondo che non prevedono l&#8217;uso del referendum, a livello locale la democrazia diretta è invece molto diffusa.<br />
Circa la metà di tutte le città USA, tra le quali si annoverano le più grandi metropoli americane, permettono l&#8217;iniziativa popolare. Così è stato calcolato che circa il 70% dei cittadini americani vive in città o Stati dove c&#8217;è l&#8217;initiative. Tutti gli Stati, tranne il Delaware, hanno il referendum obbligatorio per le modifiche costituzionali. Tra il 1904 e il 2000 ci furono circa 2000 iniziative a livello statale. Nel solo 1996 ad esempio, nei 24 Stati che hanno l&#8217;initiative si tennero 96 consultazioni. Sembrano tante, in realtà nello stesso anno e negli stessi Stati, i rappresentanti eletti promulgarono 14.000 leggi. Quindi le leggi votate dai cittadini furono solo lo 0,7% del totale. Il numero totale dei referendum a livello statale è stato di 19.000 fino al 1999, mentre a livello locale vengono effettuati circa 10.000 referendum ogni anno.</p>
<p><strong>La revoca degli eletti</strong><br />
Accanto a referendum e initiative, la revoca è la procedura che permette agli elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto. La maggioranza degli Stati USA (almeno 36) permettono la revoca a livello locale, 18 su 50 la permettono a livello statale.<br />
La revoca richiede una petizione, <span id="more-1346"></span>ossia una domanda fatta per iscritto accompagnata da una raccolta di un certo numero di firme, generalmente più elevato di quello necessario per far partire una consultazione d&#8217;iniziativa popolare. La revoca viene avviata con un numero di firme che sia pari ad almeno il 25% dei voti ricevuti dall&#8217;eletto che si vuole revocare e può essere applicata a tutti i livelli dell&#8217;amministrazione, a sindaci come a governatori. Tuttavia, la revoca è stata finora usata raramente (solo 2 volte) nei confronti dei governatori.<br />
Il caso più recente risale al 2003 quando il governatore della California Davis fu revocato e sostituito da Schwarzenegger. Nemmeno i parlamentari possono sottrarsi alla volontà dei cittadini espressa attraverso la revoca: ne furono revocati due in California nel 1913, due in Idaho nel 1971, due in Michigan nel 1983 e uno in Oregon nel 1988. Lo strumento fu attivato parecchie volte in California, in Louisiana, in Michigan, ma non portato a termine per mancato raggiungimento del numero di firme necessarie.<br />
Da quando nel 1903 Los Angeles divenne la prima amministrazione locale a dotarsi dello strumento della revoca, esso fu usato in più di 2000 casi. Furono revocati sindaci di molte città tra cui Seattle, Atlantic City e Omaha, consiglieri (ad esempio tre nel 1985 a Honolulu), consigli scolastici e solo nel 1987 i cittadini del Nebraska iniziarono la revoca contro 66 eletti, in 25 iniziative di revoca, che portarono all&#8217;allontanamento di 16 di essi.<br />
Fino al 1989 si tennero negli USA dalle 4000 alle 5000 votazioni di revoca. Ne furono iniziate alcune migliaia in più, ma non portate a termine per mancanza di firme o per difficoltà tecniche o legali. È interessante notare che la revoca non è lo strumento di una parte politica e viene utilizzata con la stessa frequenza contro eletti di tutti gli schieramenti. Tra le cause più ricorrenti si annoverano: corruzione, comportamenti stravaganti, mancanza di ascolto delle istanze dei cittadini. Uno studio sulla revoca a Los Angeles, dove si tennero più di 45 votazioni di questo tipo, mostra che i cittadini tendono a rifiutare un uso fazioso dello strumento da parte di candidati sconfitti, intenzionati solo a inseguire le loro ambizioni personali. Invece i cittadini danno il loro appoggio per le revoche per motivi di corruzione o cattiva amministrazione.</p>
<p><strong>Town Meeting del 21° secolo</strong><br />
Per dimensioni, innovazioni e tecnologie poste in gioco, l&#8217;approccio dei Town meeting del 21° secolo (incontri della comunità) proposto dall&#8217;associazione AmericaSpeaks è uno degli esperimenti più promettenti, e quindi interessanti da studiare. L&#8217;idea dei Town meeting del 21° secolo viene plasmata sul modello del tradizionale Town Meeting che si tiene da secoli nel New England, ma aggiornata ai bisogni dei cittadini e della democrazia di oggi. In realtà tra i due incontri cittadini sussistono notevoli differenze: al contrario di quelli del 21 secolo, i Town Meeting del New England hanno poteri legislativi su molti argomenti.<br />
Di solito i Town Meeting del 21° secolo coinvolgono da 500 a 5000 cittadini che possono intervenire su argomenti locali, regionali o nazionali per circa un giorno in cui si tenta di combinare la deliberazione faccia a faccia in piccola scala con interazioni a larga scala e decisioni collettive. Per raggiungere questo scopo, vengono utilizzati vari metodi e tecnologie:<br />
1) dialoghi che si svolgono in piccoli gruppi, composti da 10-12 cittadini che rispecchiano la diversità demografica della città, con un facilitatore indipendente;<br />
2) ogni tavolo ha computers collegati in rete con tutti gli altri della sala per una emersione istantanea di idee e voti da ciascun gruppo;<br />
3) l&#8217;individuazione delle questioni da trattare è mediata dai membri di AmericaSpeaks, che distilla i commenti dai tavoli e li assembla in temi sottoponibili alla sala per ulteriori commenti o voti;<br />
4) ciascun cittadino ha un tastierino utilizzato durante la giornata per votare e per fornire dettagli demografici;<br />
5) schermi video giganti presentano a tutti i partecipanti i dati, i temi scelti e le informazioni in tempo reale per una retroazione immediata;<br />
6) specialisti e parti coinvolte sono presenti agli incontri: gli esperti forniscono informazioni bilanciate per dare le basi alla deliberazione dei cittadini e sono a loro disposizione tutto il giorno per rispondere alle domande e fornire consigli se richiesti.<br />
Fin dall&#8217;inizio del Town Meeting, viene cercato un collegamento tra i cittadini e le parti in causa del problema dibattuto e si fa ogni sforzo perché le autorità pubbliche siano presenti durante la giornata.<br />
Attraverso questi strumenti, il Town Meeting è stato in grado di trasformare la partecipazione politica dei cittadini, chiamati a discutere e deliberare invece che costretti ad assistere passivamente a conferenze, dibattiti o sessioni di domande-risposte. Lo svolgimento di un Town Meeting prevede che ciascun tavolo (da 10-12 persone) discuta a fondo l&#8217;argomento mentre il facilitatore ha il compito di gestire l&#8217;ordine e l&#8217;equità della discussione e di mantenerla nei binari prefissati. Successivamente l&#8217;intero insieme dei cittadini risponde ai temi più forti emersi dai tavoli e vota con i tastierini le raccomandazioni finali da dare agli amministratori. Prima della fine dell&#8217;incontro, i risultati vengono scritti sotto forma di rapporto che è distribuito subito ai partecipanti, agli amministratori e ai media.<br />
I Town Meeting del 21° secolo sono stati usati con particolare successo nella pianificazione, nella distribuzione delle risorse e nella discussione politica. La grande dimensione degli incontri fa sì che i media e le pubbliche autorità si interessino e pubblichino articoli sull&#8217;avvenimento.<br />
L&#8217;associazione AmericaSpeaks, promotrice dei Town Meeting, è una organizzazione no profit fondata nel 1995 da Carolyn Lukensmeyer, l&#8217;attuale presidente. Nel 1994, Carolyn Lukensmeyer, dopo un servizio di 10 anni nel settore pubblico, era estremamente preoccupata che per i cittadini fosse sempre più difficile far udire la loro voce nelle decisioni pubbliche. Per colmare il distacco tra cittadini e istituzioni, Lukensmeyer attraversò gli USA tenendo incontri in cui sperimentava e teorizzava forum su larga scala e le loro applicazioni nel processo decisiona-<br />
le ai temi più complessi e delicati dell&#8217;agenda politica.<br />
Da allora, la missione di AmericaSpeaks è quella di creare meccanismi innovativi attraverso i quali i cittadini possano far sentire la loro voce nell&#8217;amministrazione locale, regionale e nazionale, innovando la democrazia attraverso lo sviluppo di una infrastruttura nazionale per la deliberazione democratica. Dal 1995, più di 100000 cittadini sono stati coinvolti da AmericaSpeaks in forum in larga scala in tutti gli Stati americani, spesso chiamati a esprimersi su alcuni dei temi cruciali: grazie ai Town Meeting degli ultimi anni, i cittadini statunitensi sono riusciti a partecipare ai progetti di ricostruzione di Ground Zero e di New Orleans o alla definizione dei provvedimenti della politica sanitaria californiana.</p>
<p><strong>A New Orleans dopo l&#8217;uragano</strong><br />
Una delle occasioni più famose nella quale venne utilizzata la metodologia dei Town Meeting fu &#8220;Ascoltare la città: ricostruire Manhattan Bassa&#8221;, organizzata in seguito ai fatti dell&#8217;11 settembre 2001 per ascoltare l&#8217;opinione dei 4500 cittadini partecipanti all&#8217;evento sulla ricostruzione del quartiere newyorkese.<br />
L&#8217;incontro si tenne nel luglio 2002 (sponsorizzato dall&#8217;autorità portuale e dalla Società di sviluppo di Manhattan Bassa) e a questo seguì un dibattito on-line che coinvolse altri 800 cittadini nella discussione sul futuro di Ground Zero.<br />
AmericaSpeaks e l&#8217;organizzazione Progetto New Orleans Unificata coinvolsero 4000 cittadini di New Orleans in tre congressi della comunità (ottobre 2006, dicembre 2006 e gennaio 2007) per definire un progetto di ricostruzione di New Orleans dopo l&#8217;uragano Katrina. Per rendere più efficace la deliberazione, i cittadini evacuati e trasferiti in tutti gli angoli degli USA furono messi in contatto con webcast e video su satellite e furono istituiti un numero verde telefonico e un sito apposito.<br />
Fondamentale per la buona riuscita del Town Meeting è un&#8217;adeguata composizione del campione di cittadini coinvolti, che devono essere rappresentativi di tutta la popolazione. Per questa ragione, il primo Congresso della comunità fu criticato perché i cittadini coinvolti non riflettevano la composizione della città prima dell&#8217;uragano Katrina. Al primo Town Meeting erano presenti troppi bianchi (il 75% del campione) e troppi benestanti (il 40% dei partecipanti aveva reddito sopra i 75.000 USD) rispetto alla popolazione reale della città, composta solo per il 23% di bianchi e solo per il 2% da cittadini con reddito superiore ai 75.000 USD. Per il secondo e il terzo Congresso, AmericaSpeaks tentò di coinvolgere i cittadini con una maggiore cura statistica e, mentre nel secondo furono stabilite raccomandazioni per la ricostruzione, nel terzo fu approvata con il 92% dei presenti una bozza di progetto. L&#8217;Autorità pubblica per la ricostruzione di New Orleans nel maggio 2007 approvò il piano e riconobbe che era stato sviluppato a partire da una partecipazione mai vista prima e rappresentativa di ogni parte della città, assegnando così i primi finanziamenti.</p>
<p><strong>La salute in California</strong><br />
Nell&#8217;agosto 2007, 3500 californiani si riunirono in otto città in un forum interattivo denominato CaliforniaSpeaks sulle priorità per la salute, sempre organizzato da AmericaSpeaks. Le raccomandazioni più votate furono: 1) mettere le persone prima del profitto; 2) dare la priorità al benessere e alla prevenzione; 3) rendere le cure sani-tarie accessibili per le tasche di tutti. L&#8217;intero progetto fu studiato per permettere ai cittadini di dire la loro opinione sulle proposte di riforma del sistema sanitario della California. Il governatore, lo speaker del Congresso, il presidente del Senato e molti rappresentanti eletti presenziarono alla giornata ed enfatizzarono il loro impegno a far approvare la riforma nel 2007.</p>
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		<title>presentazione sulla Democrazia Diretta fatta durante &#8220;Il Cittadino Partecipa&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 21:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[revoca degli eletti]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[il cittadino partecipa]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione democrazia diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[titoli
di Paolo Michelotto
durante la giornata del 20 settembre &#8220;Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare la democrazia nel Trentino&#8221; ho fatto una presentazione slide su questi temi:
Quorum, Democrazia Diretta negli USA, Revoca degli Eletti, Town Meeting, Rovereto.
Ho tralasciato temi importanti come la Democrazia Diretta in Svizzera, in Germania e Bilancio Partecipativo, perchè trattati dai relatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1248" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/titoli.jpg"><img class="size-medium wp-image-1248" title="titoli" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/titoli-300x224.jpg" alt="titoli" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">titoli</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>durante la giornata del 20 settembre &#8220;Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare la democrazia nel Trentino&#8221; ho fatto una presentazione slide su questi temi:</p>
<p><strong>Quorum, Democrazia Diretta negli USA, Revoca degli Eletti, Town Meeting, Rovereto.</strong></p>
<p>Ho tralasciato temi importanti come la Democrazia Diretta in Svizzera, in Germania e Bilancio Partecipativo, perchè trattati dai relatori che mi precedevano, rispettivamente Stephan Lausch, Thomas Benedikter, Giovanni Allegretti e Gianfranco Pomatto.</p>
<p>Una amica mi ha chiesto oggi se le inviavo la presentazione, e quindi la pubblico qui, se a qualcuno interessa. Sono solo titoli e immagini, poi io mettevo a voce i contenuti&#8230;</p>
<p>E&#8217; scaricabile qui: <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/il-cittadino-partecipa.ppt">il-cittadino-partecipa</a></p>
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		<title>raccogliere firme per i referendum deve diventare facile come in Svizzera e in USA</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 07:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
il mattino
grazie ad un amico svizzero ho ricevuto una copia di un giornale domenicale locale del Cantone Ticino. Sull&#8217;ultima pagina del giornale c&#8217;era stampato il modulo per raccogliere firme per un referendum. Al di là del quesito referendario che potrà non piacere a molti italiani e al partito che lo propone, la Lega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<div id="attachment_1067" class="wp-caption alignleft" style="width: 207px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/ilmattino.jpg"><img class="size-medium wp-image-1067" title="il mattino" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/ilmattino-197x300.jpg" alt="il mattino" width="197" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il mattino</p></div>
<p>grazie ad un amico svizzero ho ricevuto una copia di un giornale domenicale locale del Cantone Ticino. Sull&#8217;ultima pagina del giornale c&#8217;era stampato il modulo per raccogliere firme per un referendum. Al di là del quesito referendario che potrà non piacere a molti italiani e al partito che lo propone, la Lega dei Ticinesi, ho creato questo post per mostrare a noi italiani quanto facili sono le procedure in Svizzera per raccogliere firme per i referendum. Il giornale si trova qui:</p>
<p><a href="http://www.mattinonline.ch/">http://www.mattinonline.ch/</a></p>
<p>Da noi occorrono fogli di una certa misura, di un certo colore, vidimati dal segretario comunale, con le firme autenticate da un notaio o un rappresentante eletto.</p>
<p>In Svizzera, ma la stessa cosa accade anche negli USA, le firme si raccolgono su fogli di qualsiasi formato, stampati sui giornali, disponibili su internet, senza vidimazioni, senza autenticatori. Ma seguendo le leggi riguardanti i referendum. E una di questa dice che &#8220;chiunque si rende colpevole di corruzione attiva o passiva oppure altera il risulato della raccolta delle firme è punibile secondo l&#8217;articolo 281 e rispettivamente 282 del Codice penale&#8221;. <strong></strong></p>
<div id="attachment_1068" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/firme.jpg"><img class="size-medium wp-image-1068" title="modulo raccolta firme" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/firme-214x300.jpg" alt="modulo raccolta firme" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">modulo raccolta firme</p></div>
<p><strong>Ossia la raccolta è resa molto facile, ma chi imbroglia e viene scoperto subisce conseguenze penali.</strong></p>
<p>La democrazia dovrebbe essere così anche in Italia, facilitata al massimo per chi inizia gli strumenti di democrazia diretta, molto rigorosa per chi sgarra e tenta di imbrogliare.</p>
<p>Funziona così in Svizzera e negli USA. Mentre per la Svizzera qualcuno poteva dire &#8220;eh sono svizzeri!&#8221;, per gli USA questa affermazione non vale più. Per esempio la revoca del Governatore della California Davis nel 2003 è iniziata raccogliendo firme (ne servivano 800.000) su fogli simili a questi, fatti circolare per internet e a mano nelle varie città.</p>
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		<title>presentazione sulla democrazia diretta fatta a Rovereto 3/07/09</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 20:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta germania]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[paolo michelotto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
la prima parte della presentazione con proiettore sulla Democrazia Diretta, fatta a Rovereto durante la serata in cui Marco Boschini presentava il suo libro &#8220;L&#8217;Anticasta&#8221;
E&#8217; la prima parte, fino alla descrizione dell&#8217;esperienza svizzera, statunitense e bavarese.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>la prima parte della presentazione con proiettore sulla Democrazia Diretta, fatta a Rovereto durante la serata in cui Marco Boschini presentava il suo libro &#8220;L&#8217;Anticasta&#8221;</p>
<p>E&#8217; la prima parte, fino alla descrizione dell&#8217;esperienza svizzera, statunitense e bavarese.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7-2ef__UArE&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7-2ef__UArE&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giornata partecipativa con 5000 persone? Si può con i Town Meeting del 21° secolo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 21:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[co-governo]]></category>
		<category><![CDATA[deliberazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[americaspeaks]]></category>
		<category><![CDATA[giornata partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[town meeting 21 ° secolo]]></category>

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		<description><![CDATA[town-meeting-21-secolo
di Paolo Michelotto
Town Meeting del 21 ° Secolo
Per dimensioni, innovazioni e tecnologie poste in gioco, questo approccio per far deliberare i cittadini è uno dei più promettenti e interessanti da studiare. E’ stato ideato da AmericaSpeaks. http://www.americaspeaks.org/
Di solito i Town Meeting del 21° secolo durano 1 giorno e coinvolgono da 500 a 5000 cittadini che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_696" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/town-meeting-21-secolo.jpg"><img class="size-medium wp-image-696" title="town-meeting-21-secolo" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/town-meeting-21-secolo-300x221.jpg" alt="town-meeting-21-secolo" width="300" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">town-meeting-21-secolo</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>Town Meeting del 21 ° Secolo</p>
<p>Per dimensioni, innovazioni e tecnologie poste in gioco, questo approccio per far deliberare i cittadini è uno dei più promettenti e interessanti da studiare. E’ stato ideato da AmericaSpeaks. <a href="http://www.americaspeaks.org/">http://www.americaspeaks.org/</a><br />
Di solito i Town Meeting del 21° secolo durano 1 giorno e coinvolgono da 500 a 5000 cittadini che possono deliberare su argomenti locali, regionali o nazionali.<br />
Uno degli eventi più famosi che utilizzarono questa metodologia fu “Ascoltare la città: Ricostruire Manhattan Bassa” che fu organizzato dopo l’11 settembre 2001 per sentire come la città voleva ricostruire la zona e che attrasse 4500 cittadini.<br />
AmericaSpeaks tenta di combinare la deliberazione faccia a faccia in piccola scala con interazioni a larga scala e decisioni collettive. Per raggiungere questo scopo, vengono utilizzati vari metodi e tecnologie.<br />
Dialoghi fatti in piccoli gruppi, composti da 10-12 cittadini che rispecchiano la diversità demografica della città, con un facilitatore indipendente.<br />
Ogni tavolo ha computer collegati in rete con tutti gli altri della sala per una emersione istantanea di idee e voti da ciascun gruppo.<br />
Individuazione dei temi. Un gruppo dell’organizzazione distilla i commenti dai tavoli e li assembla in temi. Questi possono essere ripresentati alla sala per ulteriori commenti o voti.<br />
Tastierini elettronici. Ciascun cittadino ha un tastierino utilizzato durante la giornata per votare e per fornire dettagli demografici.<br />
Schermi video giganti. Servono per presentare dati, i temi distillati e le informazioni in tempo reale per una retroazione immediata.<br />
Specialisti e parti coinvolte. Esperti forniscono informazioni bilanciate per dare le basi alla deliberazione dei cittadini e sono a disposizione tutto il giorno per rispondere a domande e fornire consigli se richiesti. Fin dall’inizio viene cercato un collegamento con le parti in causa del problema dibattuto e si fa ogni sforzo perché le autorità pubbliche siano presenti durante la giornata.<span id="more-695"></span></p>
<p>Tutti possono richiedere di partecipare, ma AmericaSpeaks si impegna particolarmente a raggiungere settori della popolazione che di solito non sono coinvolti.<br />
I Town Meeting del 21° secolo sono stati usati con particolare successo nella pianificazione, nella distribuzione delle risorse e nella formulazione di agende politiche.<br />
La grande dimensione degli incontri fa sì che i media e le pubbliche autorità si interessino e pubblichino articoli sull’avvenimento.<br />
Lo stesso nome, riprende il tradizionale Town Meeting che si tiene nel New England, ma aggiornato ai bisogni dei cittadini e della democrazia di oggi.<br />
In realtà ci sono notevoli differenze, perché ad esempio i Town Meeting del New England hanno poteri legislativi su molti argomenti.<br />
Ci sono anche dibattiti sul ruolo degli organizzatori nell’estrarre e sintetizzare le idee dei tavoli durante la intensa fase della discussione.<br />
L’idea di coinvolgere un numero così grande di cittadini nel processo, può essere a scapito del controllo dei cittadini sull’agenda e sulla direzione dell’incontro. Eppure il metodo nel complesso ha notevole successo e sempre più diffusione.<br />
AmericaSpeaks è una organizzazione no-profit fondata nel 1995 da Carolyn Lukensmeyer che ne è attualmente presidente.<br />
Il suo scopo è quello di coinvolgere i cittadini in decisioni pubbliche che hanno impatto nella loro vita e di fornire agli amministratori la possibilità di adottare decisioni condivise e quindi durature.<br />
Dal 1995, più di 100.000 cittadini sono stati coinvolti da AmericaSpeaks in forum in larga scala in tutti i 50 stati americani.<br />
Carolyn Lukensmeyer, nel 1994, dopo un servizio di 10 anni nel settore pubblico, era estremamente preoccupata che i cittadini fossero sempre più impossibilitati a far udire la loro voce nelle decisioni pubbliche. Carolyn attraversò gli USA tenendo incontri in cui sperimentava e teorizzava forum su larga scala e le loro applicazioni.<br />
La missione di AmericaSpeaks è quella di creare meccanismi innovativi attraverso i quali i cittadini possono far sentire la loro voce nell’amministrazione locale, regionale e nazionale, e di rinnovare la democrazia attraverso lo sviluppo di una infrastruttura nazionale per la deliberazione democratica.<br />
Il Town Meeting del 21° secolo è un metodo che rivoluziona il concetto di partecipazione dei cittadini. Il focus è nel far discutere e deliberare i cittadini, invece che farli assistere a conferenze, dibattiti o sessioni di domande-risposte.<br />
Ciascun tavolo da 10-12 persone discute a fondo l’argomento. Il facilitatore ha il compito di gestire l’ordine e l’equità della discussione e di mantenerla nei binari prefissati.<br />
L’intero insieme dei cittadini risponde ai temi più forti emersi dai tavoli e vota con i tastierini le raccomandazioni finali da dare agli amministratori. Prima della fine dell’incontro, i risultati vengono scritti sotto forma di rapporto che è distribuito subito ai partecipanti, agli amministratori e ai media.<br />
Alcuni dei Town Meeting del 21° secolo più importanti svolti finora.</p>
<p>1. Ascoltare la città: Ricostruire Manhattan Bassa, si tenne nel luglio 2002 a New York e coinvolse 4500 cittadini che riflettevano la diversità demografica della zona, anche se non esattamente, a discutere sul futuro di Ground Zero. L’incontro fu sponsorizzato dall’autorità portuale e dalla Società di Sviluppo di Manhattan Bassa. A questo seguì un dibattito online durato 2 settimane che coinvolse altri 800 cittadini.</p>
<p>2. Progetto New Orleans Unificata. AmericaSpeaks e l’ organizzazione Progetto New Orleans Unificata, coinvolsero 4000 cittadini di New Orleans in tre Congressi della Comunità tenuti in ottobre 2006, dicembre 2006 e gennaio 2007 per discutere la ricostruzione di New Orleans dopo l’uragano Katrina. Furono messi in contatto con webcast e video su satellite, cittadini evacuati in tutti gli USA. Fu istituito un numero verde telefonico e un sito apposito. Il Congresso della Comunità I fu criticato perché la sua composizione non rispecchiava la composizione della città pre- Katrina. Erano presenti troppi bianchi, il 75% e troppi benestanti, il 40% aveva reddito sopra i 75.000 USD. Mentre la città pre-Katrina aveva il 23% di bianchi e solo il 2% superava il reddito di 75.000 USD. Per il Congresso della Comunità II e III AmericaSpeaks si occupò di coinvolgere i cittadini con una maggiore cura statistica. Nel Congresso II furono stabilite delle raccomandazioni per la ricostruzione. Nel Congresso III fu approvato con il 92% dei presenti una bozza di progetto. L’Autorità Pubblica per la ricostruzione di New Orleans nel maggio 2007 accettò il piano ed assegnò i primi finanziamenti. Riconobbe che il piano era una visione sviluppata con una partecipazione mai vista prima e con una rappresentanza di ogni parte della città.</p>
<p>3. CaliforniaSpeaks. Nell’agosto 2007, 3500 californiani si riunirono in 8 città in un forum interattivo sulle priorità per la salute, organizzato da AmericaSpeaks. Le raccomandazioni che furono più votate furono:<br />
mettere le persone prima del profitto;<br />
dare la priorità al benessere e alla prevenzione;<br />
rendere le cure sanitarie accessibili per le tasche di tutti.<br />
L’intero progetto era studiato per permettere ai cittadini di dire la loro opinione sulle proposte di riforma al sistema sanitario della California. Il governatore, lo speaker del congresso, il presidente del senato e molti rappresentanti eletti presenziarono alla giornata. Tutti enfatizzarono il loro impegno a far passare la riforma nel 2007. La tecnologia permise la connessione in diretta di tutti i forum tenuti nelle varie città.</p>
<p>Letture consigliate:</p>
<p>http://en.wikipedia.org/wiki/AmericaSpeaks</p>
<p>http://www.americaspeaks.org</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Cap 4 -3 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta negli USA</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/03/cap-4-3-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-negli-usa/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 19:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della terza e ultima parte del 4° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in USA.
E’ un capitolo che illustra le applicazioni a livello municipale e dei singoli stati della Democrazia Diretta negli USA. Da più di un secolo questi strumenti molto evoluti (referendum, iniziativa, revoca, primarie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 136px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="126" height="126" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della terza e ultima parte del 4° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in USA.</p>
<p>E’ un capitolo che illustra le applicazioni a livello municipale e dei singoli stati della Democrazia Diretta negli USA. Da più di un secolo questi strumenti molto evoluti (referendum, iniziativa, revoca, primarie, elezioni di consigli scolastici e dei giudici, giuria di cittadini nei processi) si estendono e si ampliano, ma curiosamente, non sono ancora riusciti ad imporsi a livello nazionale. Per cui gli USA rimangono uno dei pochi paesi al mondo a non avere un referendum nazionale, anche se 26 stati lo hanno introdotto nelle loro costituzioni.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p><strong>Sostegno popolare alla democrazia diretta</strong></p>
<p><strong>Effetti della democrazia diretta su tasse e spese negli stati</strong></p>
<p><strong>Soldi e democrazia diretta</strong></p>
<p><strong>Le iniziative approvate</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/cap-4-3-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-4-3-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo qui:</p>

]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cap 4 -2 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta negli USA</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/26/cap-4-2-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-negli-usa/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 23:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della seconda parte del 4° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in USA.
E’ un capitolo che illustra le applicazioni a livello municipale e dei singoli stati della Democrazia Diretta negli USA. Da più di un secolo questi strumenti molto evoluti (referendum, iniziativa, revoca, primarie, elezioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto-150x150.jpg" alt="paolo michelotto" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della seconda parte del 4° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in USA.</p>
<p>E’ un capitolo che illustra le applicazioni a livello municipale e dei singoli stati della Democrazia Diretta negli USA. Da più di un secolo questi strumenti molto evoluti (referendum, iniziativa, revoca, primarie, elezioni di consigli scolastici e dei giudici, giuria di cittadini nei processi) si estendono e si ampliano, ma curiosamente, non sono ancora riusciti ad imporsi a livello nazionale. Per cui gli USA rimangono uno dei pochi paesi al mondo a non avere un referendum nazionale, anche se 26 stati lo hanno introdotto nelle loro costituzioni.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p><strong>Democrazia diretta e California</strong></p>
<p><strong>Storia della Democrazia diretta in California</strong></p>
<p><strong>Caratteristiche della Democrazia diretta in California</strong></p>
<p><strong>Utilizzo dei referendum in California</strong></p>
<p><strong>Proposition 13</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/cap-4-2-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-4-2-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cap 4 -1 Democrazia dei Cittadini. La Democrazia Diretta negli USA</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/21/cap-4-1-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-negli-usa/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 18:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[paolo michelotto
di Paolo Michelotto
ecco la lettura della prima parte del 4° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in USA.
E’ un capitolo che illustra le applicazioni a livello municipale e dei singoli stati della Democrazia Diretta negli USA. Da più di un secolo questi strumenti molto evoluti (referendum, iniziativa, revoca, primarie, elezioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_344" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-344" title="paolo-michelotto" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="paolo michelotto" width="180" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">paolo michelotto</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della prima parte del 4° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in USA.</p>
<p>E’ un capitolo che illustra le applicazioni a livello municipale e dei singoli stati della Democrazia Diretta negli USA. Da più di un secolo questi strumenti molto evoluti (referendum, iniziativa, revoca, primarie, elezioni di consigli scolastici e dei giudici, giuria di cittadini nei processi) si estendono e si ampliano, ma curiosamente, non sono ancora riusciti ad imporsi a livello nazionale. Per cui gli USA rimangono uno dei pochi paesi al mondo a non avere un referendum nazionale, anche se 26 stati lo hanno introdotto nelle loro costituzioni.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p><strong>Nascita della democrazia diretta negli USA</strong></p>
<p><strong>La situazione attuale</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/cap-4-1-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap-4-1-democrazia-dei-cittadini</a></p>
<p>Oppure ascoltalo cliccando qui:</p>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/21/cap-4-1-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-negli-usa/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Referendum ambientali negli USA</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/22/referendum-ambientali-negli-usa/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/22/referendum-ambientali-negli-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 22:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>

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		<description><![CDATA[sequoia
di Paolo Michelotto
riporto un articolo apparso su AAM Terra Nuova (segnalato dall&#8217;amico Andrea), che parla di un aspetto non evidenziato nei commenti riguardanti l&#8217;ondata dei 153 referendum tenuti di recente nei 26 stati americani che permettono gli strumenti di democrazia diretta. Ossia il fatto che i cittadini americano possono decidere su temi ambientali del loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_511" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/sequoia-big.jpg"><img class="size-medium wp-image-511" title="sequoia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/sequoia-big-300x224.jpg" alt="sequoia" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">sequoia</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>riporto un articolo apparso su AAM Terra Nuova (segnalato dall&#8217;amico Andrea), che parla di un aspetto non evidenziato nei commenti riguardanti l&#8217;ondata dei 153 referendum tenuti di recente nei 26 stati americani che permettono gli strumenti di democrazia diretta. Ossia il fatto che i cittadini americano possono decidere su temi ambientali del loro stato.</p>
<p><strong>Referendum ambientali in Usa</strong></p>
<p>Dei 153 quesiti referendari svoltisi insieme alle recenti elezioni negli Stati Uniti, solo alcuni avevano una specifica valenza ambientale o sociale. Nel Missouri, stato conservatore, gli elettori hanno approvato con il 66% dei voti la Proposition C, il cui scopo è di arrivare gradualmente all&#8217;approvigionamento dal 15% di energie rinnovabili.<span id="more-510"></span></p>
<p>Positivo anche se decisamente poco coraggioso come obiettivo: forse è stata proprio la lentezza del cambiamento proposto ad aver giocato a favore del successo finale.</p>
<p>Così invece non è stato per gli altri due referendum che avevano come obiettivo un cambiamento nella politica energetica. La Propostion 7 in California, aveva la scopo ambizioso di stabilire il 2025 come data ultima per arrivare al 50% di fonti rinnovabili nello stato. Il risultato, grazie anche a lotte intestine del locale movimento ambientalista, è stato catastrofico. Gli elettori hanno bocciato l&#8217;iniziativa col 66% dei voti. Sorte analoga è toccata alla Proposition 10 tesa a dare incentivi fiscali per l&#8217;acquisto di auto meno inquinanti, respinta con 60%.</p>
<p>Meglio, sempre in California, è andata la Proposition 2 che, approvata col 63%, garantirà standard minimi di spazio nelle gabbie per gli animali da allevamento. Strani risultati e strane priorità per i quesiti proposti dalla destra cristiana, come quelli tesi a limitare l&#8217;aborto legale, tutti respinti. Approvati invece quelli che hanno reso illegale il matrimonio gay.</p>
<p>A Milwaukee i lavoratori avranno diritto a 9 giorni di malattia pagati: quest&#8217;ultimo un piccolo grande risultato. Non rimane che attendere con fiducia in materia ambientale la nuova amministrazione Obama&#8230;</p>
<p>Tratto dalla rivista ‘Aam Terra Nuova&#8217; &#8211; numero di gennaio 2009</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Initiative and Referendum Institute (IRI), un sito sulla Democrazia Diretta dell&#8217;Univ. California</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/18/initiative-and-referendum-institute-iri-un-sito-sulla-democrazia-diretta-delluniv-california/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 22:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[iri]]></category>

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		<description><![CDATA[iri
di Paolo Michelotto
La California è uno degli stati al mondo dove si tengono più Referendum Propositivi (Ballots o Initiative) e Referendum Abrogativi. E questi strumenti sono studiati a fondo nelle università. Questo sito dell&#8217;università della california del sud, è interamente dedicato alla democrazia diretta. Sono recensiti libri, sono pubblicati articoli e saggi, sono inseriti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_501" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/iri.jpg"><img class="size-medium wp-image-501" title="iri" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/iri-300x85.jpg" alt="iri" width="300" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">iri</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>La California è uno degli stati al mondo dove si tengono più Referendum Propositivi (Ballots o Initiative) e Referendum Abrogativi. E questi strumenti sono studiati a fondo nelle università. Questo sito dell&#8217;università della california del sud, è interamente dedicato alla democrazia diretta. Sono recensiti libri, sono pubblicati articoli e saggi, sono inseriti con frequenza aggiornamenti sui referendum tenuti nel mondo. C&#8217;è un database in cui stato per stato degli USA sono elencati i referendum fatti e gli strumenti usufruibili (non tutti gli stati hanno l&#8217;iniziativa e il referendum), c&#8217;è una pagina dedicata alle schede usate nei vari paesi e dove disponibile ci sono anche gli opuscoli elettorali, c&#8217;è una lista impressionante di lavori accademici sui vari aspetti della democrazia diretta e moltissime votazioni hanno un rapporto su quanto accaduto.</p>
<p>Tutto in inglese ovviamente.</p>
<p><a href="http://www.iandrinstitute.org/">http://www.iandrinstitute.org/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Andi Gross un deputato svizzero che gira il mondo a parlare di Democrazia Diretta</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/09/andi-gross-un-deputato-svizzero-che-gira-il-mondo-a-parlare-di-democrazia-diretta/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 20:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[andi gross]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Michelotto
Andi Gross è un rappresentante atipico. Invece di fare politica con i suoi pari, gira per il mondo per parlare della Democrazia Diretta. Partecipa a conferenze, tiene lezioni universitarie, scrive saggi sulla democrazia diretta, cura il suo sito su questi argomenti. E&#8217; un deputato Svizzero che fin dal 1992 svolge questa attività di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/andi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-458" title="andi" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/andi.jpg" alt="andi gross" width="139" height="209" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>Andi Gross è un rappresentante atipico. Invece di fare politica con i suoi pari, gira per il mondo per parlare della Democrazia Diretta. Partecipa a conferenze, tiene lezioni universitarie, scrive saggi sulla democrazia diretta, cura il suo sito su questi argomenti. E&#8217; un deputato Svizzero che fin dal 1992 svolge questa attività di divulgazione. Il suo sito è:</p>
<p><a href="http://www.andigross.ch/">http://www.andigross.ch/</a></p>
<p>Nel sito Andi ha inserito molti documenti, tanti in tedesco, ma alcuni anche in inglese e francese, sui vari aspetti della democrazia diretta che lui ha trattato in questi anni.</p>
<p>Forse verrà anche a Rovereto nelle prossime settimane&#8230; Maggiori aggiornamenti a breve.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Real Democracy: il libro completo sui Town Meeting del New England</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/28/real-democracy-il-libro-completo-sui-town-meeting-del-new-england/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/28/real-democracy-il-libro-completo-sui-town-meeting-del-new-england/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 13:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[town meeting]]></category>
		<category><![CDATA[real democracy]]></category>

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		<description><![CDATA[realdemocracy
di Paolo Michelotto
qualcuno mi ha chiesto di inserire l&#8217;intero libro Real Democracy di cui avevo parlato alcuni giorni fa. In realtà avevo messo il link dove si poteva scaricare. Comunque per comodità lo inserisco anche qui.
Eccolo compresso in formato zip. Contiene tutti i capitoli in pdf. Ogni capitolo è praticamente un libro in se.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_405" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/realdemocracy.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-405" title="realdemocracy" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/realdemocracy-150x150.jpg" alt="realdemocracy" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">realdemocracy</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>qualcuno mi ha chiesto di inserire l&#8217;intero libro Real Democracy di cui avevo parlato alcuni giorni fa. In realtà avevo messo il link dove si poteva scaricare. Comunque per comodità lo inserisco anche qui.</p>
<p>Eccolo compresso in formato zip. Contiene tutti i capitoli in pdf. Ogni capitolo è praticamente un libro in se.</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=15" title="Version 1 downloaded 220 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Real Democracy Libro completo Version 1" /></a></code></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>la democrazia locale nel new england (USA): i Town Meeting nel libro Real Democracy</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/25/la-democrazia-locale-nel-new-england-usa-i-town-meeting-nel-libro-real-democracy/</link>
		<comments>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/25/la-democrazia-locale-nel-new-england-usa-i-town-meeting-nel-libro-real-democracy/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 20:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[documenti recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[town meeting]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[real democracy]]></category>

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		<description><![CDATA[realdemocracy
di Paolo Michelotto
c&#8217;è un libro estremamente interessante, disponibile online (nella versione non ridotta) gratuitamente, che descrive con arguzia, simpatia e professionalità accademica come funzionano i Town Meeting del New England. Si intitola Real Democracy e l&#8217;autore è Franck Bryan che insegna politica all&#8217;università del Vermont.
Le Town Meeting sono assemblee di cittadini che si riuniscono 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_405" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/realdemocracy.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-405" title="realdemocracy" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/realdemocracy-150x150.jpg" alt="realdemocracy" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">realdemocracy</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>c&#8217;è un libro estremamente interessante, disponibile online (nella versione non ridotta) gratuitamente, che descrive con arguzia, simpatia e professionalità accademica come funzionano i Town Meeting del New England. Si intitola Real Democracy e l&#8217;autore è Franck Bryan che insegna politica all&#8217;università del Vermont.</p>
<p>Le Town Meeting sono assemblee di cittadini che si riuniscono 1 volta l&#8217;anno per decidere con voto uguale per ogni partecipante come deve essere governata la città per l&#8217;anno successivo. E gli amministratori che per quell&#8217;anno dovranno attuare i provvedimenti votati. Di solito si svolgono in città piccole di qualche migliaia di abitanti. Sono più di 1000 le cittadine amministrate così, soprattutto nel Vermont, Maine, Massachussets, cioè nel nord est degli USA.</p>
<p><a href="http://www.uvm.edu/~fbryan/">Qui il sito di Bryan dove puo trovare anche le sue pubblicazioni</a></p>
<p>Qui la prefazione del libro:</p>
<p><code><a class="downloadlink dlimg" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=14" title="Version 1 downloaded 158 times" ><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Real Democracy Preface Version 1" /></a></code></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/25/la-democrazia-locale-nel-new-england-usa-i-town-meeting-nel-libro-real-democracy/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Ballotpedia.org un sito collaborativo dedicato alla democrazia diretta e dei cittadini</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 19:22:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[link recensiti]]></category>
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		<description><![CDATA[ballotpedia
di Paolo Michelotto
voglio condividere un sito che ho scoperto da poco sulla democrazia diretta e partecipativa, americano. E&#8217; fatto sullo stile di wikipedia, ognuno può inserire voci e correggere ed ampliare quelle degli altri. E&#8217; recente e sta diventando ricchissimo di informazioni sulla democrazia diretta negli USA. Ci sono tutti i referendum, le iniziative, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_347" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/ballotpedia.png"><img class="size-medium wp-image-347" title="ballotpedia" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/ballotpedia-300x79.png" alt="ballotpedia" width="300" height="79" /></a><p class="wp-caption-text">ballotpedia</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>voglio condividere un sito che ho scoperto da poco sulla democrazia diretta e partecipativa, americano. E&#8217; fatto sullo stile di wikipedia, ognuno può inserire voci e correggere ed ampliare quelle degli altri. E&#8217; recente e sta diventando ricchissimo di informazioni sulla democrazia diretta negli USA. Ci sono tutti i referendum, le iniziative, le revoche, con informazioni recentissime e quotidianamento aggiornato. In Inglese, per chi vuole approfondire come funziona in USA la democrazia diretta.</p>
<p><a href="http://ballotpedia.org/">http://ballotpedia.org/</a></p>
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		<title>Referendum USA 2008: passa la legge contro il matrimonio Gay</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 23:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[votanti no
di Paolo Michelotto
una raccolta dei primi articoli sui referendum propositivi e abrogativi USA 2008. I referendum sono in realtà 150, qui si parla dei più rilevanti. A futura memoria.
Unità
Nel giorno di Obama passa la legge contro le nozze gay
«Il sogno americano si è avverato», «la Storia ha un nuovo corso». Hanno aperto così, mercoledì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_226" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/votantino.jpg"><img class="size-medium wp-image-226" title="votantino" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/votantino.jpg" alt="votanti no" width="250" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">votanti no</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>una raccolta dei primi articoli sui referendum propositivi e abrogativi USA 2008. I referendum sono in realtà 150, qui si parla dei più rilevanti. A futura memoria.</p>
<p><strong>Unità<br />
Nel giorno di Obama passa la legge contro le nozze gay</strong></p>
<p>«Il sogno americano si è avverato», «la Storia ha un nuovo corso». Hanno aperto così, mercoledì, la maggior parte dei giornali del mondo, seguiti dall&#8217;eco delle tv e delle radio di tutti i continenti. Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. «La Casa Bianca è nera», abitata di nuovo da un democratico. Ma il 4 novembre, il giorno della vittoria della speranza sulla paura del cambiamento, in pochi, almeno in Europa, hanno dato risalto ad una piccola, grande rivoluzione mancata. Contestualmente all&#8217;Election Day, tre Stati americani erano impegnati in un referendum per l&#8217;abrogazione del matrimonio gay.<span id="more-225"></span></p>
<p>Gli abitanti di Arizona, Florida e California sono stati chiamati a votare una risoluzione per riscrivere la definizione di &#8220;unione coniugale&#8221; come &#8220;unione fra un uomo e un donna&#8221;. In tutti e tre i Paesi, al termine dello scrutinio mercoledì sera, oltre il 55 per cento degli aventi diritto al voto ha detto sì alla cosiddetta &#8220;Proposition 8&#8243;, che limita il matrimonio alle coppie eterosessuali.</p>
<p>Se in Arizona, roccaforte del candidato repubblicano McCain e dei conservatori, il risultato era quasi scontato, ha sorpreso la California, tradizionale baluardo dei democratici passata ora però tra le mani del governatore Arnold Schwarzenegger, repubblicano anche se imparentato con la famiglia Kennedy.</p>
<p>Anche in California comunque i sostenitori della &#8220;Proposta 8&#8243; sono passati con una certa facilità. Proprio in questo Stato, nel 2004, il sindaco di San Francisco Gavin Newsom aveva autorizzato le celebrazioni di nozze gay nella sua città, di seguito approvati anche dalla Corte Suprema dopo un primo parere contrario. La svolta è arrivata lo scorso giugno, quando il governo californiano ha ammesso il referendum abrogativo.</p>
<p>Da allora, prima del &#8220;D-day&#8221; del 4 novembre, centinaia di coppie omosessuali hanno accelerato le pratiche per il matrimonio, per paura di vedere negati i loro diritti. Adesso, per loro, il futuro è quanto mai incerto: la Proposta 8 potrebbe essere considerata retroattiva &#8211; il dubbio viene avanzato anche dal Los Angeles Times &#8211; e dunque invalidare le nozze, le aspettative e i sogni di migliaia di persone.</p>
<p>Unica vera sorpresa, dunque: la Florida dove in effetti la maggioranza politica è voltata verso i democratici anche se per uno scarto molto ristretto &#8211; pari a 190mila voti &#8211; e invece al referendum è rimasta una solida maggioranza meno progressistaverso i diritti delle persone omosessuali. Lì il Sì alla Proposta 8 ha ottenuto oltre il 55 percento dei consensi. Obama, se non vorrà adeguarsi, dovrà lavorare ancora parecchio.</p>
<p><strong>Repubblica<br />
Los Angeles, 19:48<br />
USA 2008:REFERENDUM,ANCHE CALIFORNIA VIETA MATRIMONI GAY</strong></p>
<p>Dopo la Florida e l&#8217;Arkansas anche la libertaria California, profondamente democratica e che ha eletto a valanga Barack Obama, ha messo al bando i matrimoni omosessuali. Il 52,1% ha approvato il referendum che annulla la sentenza della Corte Suprema della California che aveva autorizzato le unioni gay. In difesa del provvedimento si e&#8217; espresso il 47,9 dei californiani.<br />
(05 novembre 2008)<br />
<strong>Reuters<br />
mercoledì, 5 novembre 2008 11.24<br />
Voto Usa: non passa divieto aborto, Florida ferma matrimoni gay</strong></p>
<p>SAN FRANCISCO (Reuters) &#8211; Gli elettori americani hanno ampiamente respinto le proposte presentate da due Stati di limitare il diritto all&#8217;aborto, rendendo improbabile un ricorso alla Corte Suprema Usa.</p>
<p>Ma i risultati provenienti da oltre 150 consultazioni referendarie organizzate in tutta la nazione mostrano una mappa culturale più complessa di quanto possa indicare la vittoria schiacciante del democratico Barack Obama alla Casa Bianca.</p>
<p>Florida e Arizona hanno vietato i matrimoni omosessuali e l&#8217;Arkansas ha appoggiato una misura che impedisce l&#8217;adozione agli omosessuali, secondo i risultati mostrati da Nbc.</p>
<p>&#8220;L&#8217;approvazione di questo emendamento è una stella che illumina una notte altrimenti cupa, in cui l&#8217;America ha eletto il presidente più liberale della sua storia&#8221;, ha detto in una nota Mathew Staver, fondatore di Liberty Counsel, dopo l&#8217;approvazione della misura contro i matrimoni gay in Florida, stato che ha appoggiato Obama.</p>
<p>Gli elettori in Colorado hanno respinto con un margine di circa tre a uno una misura che avrebbe reso l&#8217;aborto l&#8217;equivalente dell&#8217;omicidio, definendo vita umana l&#8217;inizio del concepimento. In Sud Dakota è ormai data per certa la bocciatura di una proposta che vieta l&#8217;aborto.</p>
<p>&#8220;Lo abbiamo battuto qui, e non si diffonderà ad altri Stati&#8221;, ha detto Sarah Stoesz, presidente dell&#8217;organizzazione locale Planned Parenthood. &#8220;Abbiamo appena dato il via a un contromovimento in una parte molto conservatrice del Paese&#8221;.</p>
<p>Altri risultati preliminari, citati dai principali network Usa, indicano come probabile l&#8217;autorizzazione dell&#8217;uso terapeutico della marijuana in Michigan e del suicidio assistito da un medico a Washington.</p>
<p><strong>Repubblica<br />
San Francisco, 08:14<br />
USA 2008: REFERENDUM, NO MATRIMONI GAY FLORIDA E ARIZONA</strong></p>
<p>Gli Stati Uniti dell&#8217;era Obama difendono l&#8217;aborto, bocciano i matrimoni gay e l&#8217;adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali, e consentono il suicidio assitito. Questo il quadro che merge dalle prime proiezioni sui 150 referendum su cui in 36 Stati che in contemporanea alle presidenziali gli americani sono stati consultati Sia Florida che ha eletto Obama che l&#8217;Arizona di John Mccain hanno messo al bando le unioni matrimoniali tra coppie dello stesso sesso mentre l&#8217;Arkansas, lo Stato dei Clinton conquistato dal candidato repubblicano, ha adottato un provvedimento che vieta&#8217; le adozioni ai gay In Colorado e&#8217; stato bocciata una legge che avrebbe assimilato l&#8217;aborto all&#8217;omicidio equiparando l&#8217;embrione appena concepito a un essere umano completo. Sulla stessa linea il South Dakota che ha respinto un altra consultazione popolare che avrebbe reso illegale l&#8217;interruzione anticipata della gravidanza In Michigan, secondo le proiezioni dei principali network, e&#8217; stata invece approvato il referendum che autorizza l&#8217;uso medico marijuana. Il Nebraska ha posto fine al principio dell&#8217;&#8221;affirmative action&#8221;, che riserva alle minoranze quote di posti di lavoro o facilita&#8217; l&#8217;ingresso nelle universita&#8217; rispetto alla maggioranza bianca; lo Stato di Washington, infine, ha consentito il suicidio assistito.</p>
<p>(05 novembre 2008)</p>
<p><strong>Ansa</strong></p>
<p><strong>California: referendum boccia le nozze tra gay NEW YORK </strong>- La California ha approvato per referendum il bando delle nozze tra gay. Il voto degli elettori, 52 a 48 per cento, ha rimesso in dubbio la legalità di migliaia di matrimoni tra omosessuali celebrati negli ultimi quattro mesi e mezzo. Sono circa 18 mila le coppie gay che si sono unite in matrimonio da quando in maggio la Corte Suprema statale ha deliberato sulla legalità delle nozze tra omosessuali.<br />
Quello sui matrimoni gay era uno dei numerosi referendum che la California indice in coincidenza con le principali elezioni, ed era probabilmente il piu&#8217; controverso di questo 4 novembre. All&#8217;inizio della campagna il &#8221;no&#8221; al bando veniva dato ampiamente in testa, visto il carattere tradizionalmente &#8216;liberal&#8217; della California, che per esempio autorizza, entro certi limiti, l&#8217;adozione da parte delle coppie gay e riconosce ai conviventi diritti analoghi a quelli delle coppie sposate.</p>
<p>E&#8217; stato verosimilmente l&#8217;elettorato cattolico, in crescita nel Golden State dove gli ispanici sono sempre piu&#8217; numerosi, a contribuire al si&#8217; alla cosidetta proposta numero otto. La campagna per il no e&#8217; stata finanziata anche da grandi aziende californiani, come la Apple di Steve Jobs, che ha versato 100mila dollari.</p>
<p>Non e&#8217; chiaro che cosa succedera&#8217; esattamente in California per le migliaia di coppie gay che si sono sposate, ma probabilmente la loro unione verra&#8217; ufficialmente riconosciuta in una maniera o l&#8217;altra. Attualmente i matrimoni omosessuali sono autorizzati solo in Massachusetts e nel Connecticut.</p>
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		<title>I referendum del 4 novembre 2008 negli USA: primi risultati</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 12:58:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum USA]]></category>

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		<description><![CDATA[yes on prop 8 - California
di Paolo Michelotto
oltre alle elezioni per eleggere il presidente per i prossimi 4 anni, molti americani hanno avuto la possibilità di votare per i referendum propositivi (propositions). Molto interesse ha suscitato la Prop. 8 che riguarda il matrimonio tra omosessuali in California. Ecco un primo articolo apparso su Peace Reporter.
Elezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_216" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/yes-on-prop-8.jpg"><img class="size-medium wp-image-216" title="yes-on-prop-8" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/yes-on-prop-8.jpg" alt="yes-on-prop-8" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">yes on prop 8 - California</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>oltre alle elezioni per eleggere il presidente per i prossimi 4 anni, molti americani hanno avuto la possibilità di votare per i referendum propositivi (propositions). Molto interesse ha suscitato la Prop. 8 che riguarda il matrimonio tra omosessuali in California. Ecco un primo articolo apparso su Peace Reporter.</p>
<p><strong>Elezioni Usa, in 36 Stati si è votato per 158 referendum. I primi risultati</strong></p>
<p><strong>I primi risultati dei voti sulle leggi</strong></p>
<p>Oltre alle elezioni presidenziali e a quelle per Camera e Senato in 36 Stati Usa si è votato per 158 referendum.<br />
In Colorado, e in Sud Dakota gli elettori hanno respinto la proposta di rendere illegale l&#8217;aborto, anche terapeutico, mentre in Michigan e in Massachussetts si è votato sull&#8217;uso della marijuana. Nel primo caso, è stato approvato l&#8217;uso terapeutico della pianta, nel secondo è stato depenalizzato il possesso di marijuana sotto i 30 grammi.<br />
In Florida è stata respinta a grande maggioranza la proposta di rendere legali le nozze tra coppie dello stesso sesso.<br />
In California è stata approvata una legge che garantisce una vita migliore agli animali da allevamento, e un&#8217;altra che garanmtisce una pensione ai reduci di guerra. Ancora da  definire i risultati dei referendum californiani sulle nozze gay , mentre sono state respinte le proposte di offrire alternative al carcere per i tossicodipendenti, di prevedere pene più severe per le gang, e di portare le energie rinnovabili al 20% dei consumi elettrici nel 2010.</p>
<p>da <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/12631/Elezioni+Usa%2C+in+36+Stati+si+%E8+votato+per+158+referendum.+I+primi+risultati" target="_blank">Peace Reporter</a></p>
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		<title>Capitolo 4  La Democrazia Diretta negli USA</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta USA]]></category>
		<category><![CDATA[sfoglia Libro]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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Prima pagina del capitolo 4 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 4  La Democrazia Diretta negli USA
Nascita della Democrazia Diretta negli USA
Per vent’anni, ho predicato agli studenti di Princeton che il Referendum e la Revoca degli eletti era spazzatura. Da allora ho approfondito e voglio scusarmi con quegli studenti. Questi strumenti sono la salvaguardia della politica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<dl id="attachment_26" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><img class="size-full wp-image-26" title="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola.jpg" alt="libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola" width="170" height="199" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Prima pagina del capitolo 4 del libro Democrazia dei Cittadini</p>
<p>Capitolo 4  La Democrazia Diretta negli USA</p>
<div><strong>Nascita della Democrazia Diretta negli USA</strong></div>
<p>Per vent’anni, ho predicato agli studenti di Princeton che il Referendum e la Revoca degli eletti era spazzatura. Da allora ho approfondito e voglio scusarmi con quegli studenti. Questi strumenti sono la salvaguardia della politica. Tolgono potere ai capi dei partiti e lo mettono nelle mani della gente.<br />
Woodrow Wilson 1911 (28° presidente USA)</p>
<p>Fino dal 1640 nei villaggi del New England gli uomini liberi si riunivano per approvare leggi che avrebbero governato la loro vita.<br />
Dopo la guerra di indipendenza con l’Inghilterra, il dibattito su come governare un grande e per l’epoca, popoloso (già oltre i 4 milioni di abitanti), paese come gli USA fu ampio e controverso. C’era chi voleva adottare i principi della Democrazia come applicati dagli ateniesi e dai comuni italiani del medioevo e chi invece preferiva la forma della Repubblica con i rappresentanti eletti che dovevano legiferare a nome del popolo. Prevalse questa ultima tesi.<br />
Ciò nonostante nel 1780 la costituzione del Massachusetts fu approvata con un referendum popolare. Entro la fine del diciannovesimo secolo quasi tutte le costituzioni dei singoli stati vennero ratificate con voto popolare.<br />
Jefferson, il terzo presidente degli USA e uno dei principali autori della Dichiarazione d’Indipendenza, riteneva che il volere del popolo è l’unico legittimo fondamento di ogni&#8230;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/?page_id=43">Continua a sfogliare il libro</a></strong></p>
<p><a href="http://www.mondotroll.it/catalog/product_info.php?products_id=5439&amp;sort=2a" target="_blank"><strong>PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)</strong></a></p>
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