di Paolo Michelotto
due ottime notizie di fine anno dai due estremi dell’Italia:
1 – In Valle D’Aosta l’associazione Valle Virtuosa ha consegnato quasi 8000 firme per una iniziativa di legge popolare con referendum propositivo per impedire la costruzione di inceneritori nella vallata. Questo il quesito.
La legge della Regione Valle D’Aosta sulle iniziative popolari e i referendum
Questo strumento prevede che la proposta di legge sia presentata nel Consiglio Regionale, se essa non viene approvata nei tempi stabiliti, viene trasformata in referendum propositivo. Ed è ciò che succederà probabilmente, visto che i rappresentanti di solito sono a favore degli inceneritori per le ovvie pressioni economiche. Quindi probabilmente in ottobre i Valdostani andranno a referendum su questo tema. C’è il quorum del 45% da superare, ma i promotori sono fiduciosi.
cito l’ANSA:
(ANSA) – AOSTA, 29 DIC – Sono state depositate nel primo pomeriggio di oggi alla Presidenza del Consiglio regionale 7.748 firme autenticate contro il Pirogassificatore. Si avvia cosi’ referendario riguardante la proposta di iniziativa popolare in materia di nuove disposizioni per la gestione dei rifiuti, con particolare riguardo agli impianti di trattamento a caldo. La raccolta firme, che ha coinvolto circa 100 volontari in 43 banchetti, si e’ svolta dal 9 ottobre al 15 dicembre. La Segreteria generale del Consiglio Valle ha ora 20 giorni di tempo per la verifica delle firme. Poi iniziera’ l’iter legislativo in Consiglio. Il referendum potrebbe svolgersi tra ottobre e novembre del prossimo anno. (ANSA).
2. in Puglia nel Comune di Sant’Agata di Puglia (FG), la lista civica Progetto Sant’Agata e IDV hanno presentato la campagna referendaria “Io non delego, decido” per organizzare il referendum consultivo sulla centrale a Biomasse
Qui l’indirizzo dell’evento su FB
Due interessanti esempi che gli italiani vogliono poter avere maggiore voce nelle scelte pubbliche ed usano strumenti imperfetti (il ref. propositivo con quorum del 45% in Valle d’Aosta e il referendum consultivo non vincolante a Sant’Agata).
Esempi virtuosi per tutti noi!
di Paolo Michelotto
da alcuni tempi è attivo un gruppo di cittadini a SantaMarinella (RM) sul litorale romano, che si stanno impegnando a promuovere la democrazia diretta nella loro città.
Ecco quanto mi scrive Marco Pagliarani su quanto hanno fatto e stanno facendo:
Ciao Paolo,
in sintesi quello che abbiamo fatto e stiamo facendo :
-Abbiamo creato un gruppo di lavoro ( stiamo cercando di coinvolgere attivamente altre persone perchè le cose da fare aumentano).
-Siamo andati a parlare con il Sindaco.
-Stiamo avendo incontri con i presidenti delle associazioni della città per coinvolgerle e fare in seguito una riunione tutti
insieme.
-Insieme ai referenti delle associazioni ci presenteremo in una riunione che ci ha chiesto il Sindaco che si dovrebbe
svolgere prima di Natale.
-Se le cose avanzeranno con l’ amministrazione insieme ai referenti delle associazioni proveremo a cambiare lo
Statuto per i referendum, le assemblee pubbliche, consiglio municipale aperto etc..
- In ogni caso faremo una assemblea pubblica di educazione civica circa la democrazia partecipata.
- Se l’ amministrazione non ha intenzione di cambiare proveremo a raccogliere le firme per un referendum.
E’ molto arduo perchè lo statuto non è mai stato cambiato riguarda le iniziative popolari : si parla di 5000 firme su 14.000 votanti
e la maggior parte dei residenti è domiciliata a Roma. Santa Marinella è una località balneare.
Ci sentiamo presto. Se hai dei suggerimenti scrivimi.
Ciao
Questo il loro sito di riferimento:
http://democraziasantamarinella.blogspot.com/
Un grande in bocca al lupo ai santamarinellesi!!! E spero che per tutti noi questo sia un esempio di come con un po’ di buona volontà e determinazione possiamo attuare un percorso di democrazia anche nella nostra città. Nulla ci pioverà dall’alto, se non siamo noi a richiederlo.
di Paolo Michelotto
grazie all’impegno di Tania Rontini di Bologna, del Movimento 5 Stelle di Ferrara e tantissimi altri singoli e gruppi M5S della Regione Emilia Romagna, domenica 27 novembre 2011 si svolgerà a Ferrara il primo Democracy Day.
Il nome di questo evento già racchiude il suo significato. Una intera giornata di democrazia per discutere dei temi importanti per il M5S dell’Emilia Romagna. Tania mi aveva contattato in ottobre per sentire se avevo qualche idea su come si poteva organizzare un incontro regionale dove tutti potessero discutere in maniera produttiva. Stavano valutando di effettuare un incontro di 3 giorni a cavallo del 31 ottobre. Le ho spiegato quello che facevo abitualmente e abbiamo fissato un primo incontro a Bologna il 13 ottobre dove ho mostrato “La Parola ai Cittadini”. Il metodo è piaciuto ai presenti, per cui l’ho replicato il 3 novembre a Ravenna e poi il 10 novembre a Reggio Emilia
Poi ho fatto una proposta dettagliata su come poteva essere organizzata una giornata partecipativa che funzionasse. Basata sui town meeting del 21° secolo, ad esempio “Il cittadino partecipa” che avevamo organizzato nel 2009 a Rovereto. E sul lavoro e l’impegno gratuito di tutti noi. Anche il cibo è portato da ognuno di noi e condiviso. Avevamo anche bisogno di realizzare il tutto senza un sistema informatico dedicato, con metodi più facili ed economici da gestire, con la partecipazione di tutti. Ho proposto di utilizzare il meglio di vari metodi partecipativi (La Parola ai Cittadini, il World Cafè, l’Open Space Technology). E di alternare in maniera organizzata momenti plenari, con momenti in cui saremo suddivisi in gruppi. Con lo scopo di permettere a tutti di parlare, discutere, confrontarsi e allo stesso tempo con la necessità di arrivare a risultati di valore e che abbiano un seguito. Il tutto con la massima trasparenza e diffusione pubblica di contenuti sul web. Metteremo online in diretta streaming un video che riprenderà l’evento, le foto che faremo durante la giornata, i documenti elaborati, le proposte effettuate e le votazioni. Questo mix di tecniche, di tempi e di utilizzo di software e di hardware l’ho chiamato Democracy Day. E questo sarà il primo Democracy Day e spero non l’ultimo. Nei prossimi giorni altri dettagli. Il 27 novembre 2011 su questo blog sarà possibile vedere la diretta video, i documenti, le foto, le votazioni etc.
Ecco qui il comunicato inviato dagli organizzatori a tutti i partecipanti (con la mappa per arrivare) e a seguire la mia traccia completa, su cui il comunicato si basa.
Democracy-Day: Movimento 5 Stelle e Democrazia Partecipata
Ferrara 27.11.2011

Questo incontro vuole essere un momento per ritrovarci e condividere le proposte per migliorare il Movimento 5 Stelle, attraverso un nuovo modello di democrazia partecipata attuabile al nostro interno e perché no, da esportare anche nella società e nelle istituzioni.
Di seguito il programma della giornata che potrete inviare agli attivisti per informarli dell’incontro.
Svolgimento giornata avente come tema centrale “Argomenti da affrontare oggi per migliorare il Movimento 5 Stelle”:
Accoglienza:
9.00 – 9.30
ore 9.00 accoglienza e registrazione ospiti su computer portatili dell’organizzazione.
Inizio:
9.30 – 10.00
ore 9.30 Assemblea Plenaria – illustrazione della giornata:
10.00 – 12.00
La Parola ai Cittadini: “Argomenti da affrontare oggi per migliorare il M5S”.
Pranzo:
12.00 -13.00
World Cafè:
13.00 – 14.00
Lavoro in piccoli gruppi: “World Cafè”. Incontri in tavoli da 4 persone. Partecipanti al tavolo assegnati in ordine casuale. Un ospite con computer per tavolo. Dopo 20 minuti, i tre senza computer si alzano e cambiano tavolo, sempre a caso, evitando di sedersi con amici e conoscenti. Si ricomincia. Chi ha il computer racconta in pochi minuti la sintesi dei 20 minuti precedenti. Poi si ricomincia la discussione liberamente. Dopo 20 minuti si cambia ancora. Si ripete 3 volte. Per un totale di 1 ora. Tutte le sintesi appaiono in tempo reale nel documento collaborativo, mentre vengono scritte. In questa fase si comincia ad approfondire le tematiche più sentite dai partecipanti, liberamente e con molto tempo per ciascuna persona. Ci si scambia idee e le si forma insieme agli altri.
Brainstorming:
14.00 – 15.00
Assemblea Plenaria – brainstorming di proposte. Tutte vengono presentate 1 minuto a testa senza discussione e votate con alzata di mano. Tempo massimo 1 ora. Quindi max 60 proposte. Alla fine tutte vengono messe in ordine di priorità. Lo scopo è di far emergere tutte le proposte discusse fino a questo punto. Queste proposte saranno messe in ordine di priorità e saranno il tema discusso in ciascun tavolo della fase successiva.
Pausa 10 minuti:
15.00 – 15.10
Open Space Technology:
15.10 – 17.10
Anche questa è una tecnica con vari anni di esperienza nel mondo. Vengono creati i tavoli di discussione per le proposte emerse nell’ora precedente. Si invita chi vuole discutere di quell’argomento di portarsi attorno a quel tavolo. Non c’è numero minimo o massimo di partecipanti. Si creano tavoli così via finché c’è qualcuno che ancora non ha trovato il suo argomento preferito. Si usano le regole della OST. Non ci sono facilitatori, i tavoli si autogestiscono. I partecipanti si possono spostare da un tavolo all’altro. Tempo massimo 2 ore. Per ogni proposta bisogna indicare anche chi si impegna a portarla avanti e come. A ogni tavolo c’è 1 persona con un computer, che si impegna a rimanere sempre su quel tavolo e a scrivere nell’apposito spazio sul documento collaborativo appunti su quanto emerge. In questa fase le persone discutono a fondo l’argomento scelto, trovano soluzioni e proposte ed emerge chi e come attua il percorso.
Pausa 10 minuti:
17.10 – 17.20
Presentazione proposte finali all’assemblea e voto:
17.20 – 18.20
Assemblea plenaria dove tutte le proposte elaborate dai gruppi di discussione vengono presentate da 1 o più persone di quel gruppo. Ogni proposta viene votata per alzata di mano e alla fine vengono ordinate per priorità.
Saluti finali:
18.20
Fine primo Democracy Day.
A tutti viene indicato l’indirizzo web dove trovare il documento collaborativo scritto in tempo reale, lo streaming della diretta video, foto, video su youtube e tutto il materiale emerso.
Compilazione di un foglio di valutazione sulla giornata.
Al momento vi sono 250 iscritti, mancano ancora i dati relativi ad alcune province.
Tutte le iscrizioni che ci sono pervenute fino ad ora sono confermate.
Vi comunichiamo di seguito alcune informazioni utili.
Luogo: Sala S. Francesco Via Savonarola, 3 – zona centro storico (Ferrara)
Orario: dalle 9,00 alle 18,30 circa.
Materiale che ogni partecipante dovrebbe portare: pc, ciabatta a prese multiple, prolunga, carta, penna, chiavetta USB e chiavetta Wind o Tim, ecc per collegamento a Internet (nella sala non vi è WIFI).
Pranzo: ciascuno dei partecipanti è pregato di portare qualcosa da mangiare e condividere con gli altri (non utilizzeremo catering o mense per lasciare alla giornata l’impronta originale, senza snaturarla).
Costo individuale di partecipazione: per sostenere i costi per la sala e l’acquisto di materiali vi chiediamo di donarci una somma che potrà essere di 2 euro (o superiore) i soldi avanzati verranno utilizzati per organizzare altri eventi.
Come raggiungere Ferrara e la Sala S. Francesco:
IN TRENO: arrivati alla stazione tenere la sinistra percorrere tutto il viale e proseguire diritto per viale Cavour, passare il castello e proseguendo per C.so Giovecca al secondo semaforo svoltare a Dx ( via terranuova) dopo 150 mt. a Sx la basilica ( tempo previsto 15 minuti)
Dalla Stazione
Linea 1 orari festivi : 7.22- 8.07 -8.52- 9.37
Linea 3C : 7.20- 8.00- 8.40- 9.20
Linea 4C : 7.00 -7.40 -8.20- 9.00
linea 6 (fermata, prendere Viale Costituzione all’incrocio andare alla prima fermata di V.le Cavour a dx): 7.32 8.12 8.52 9.32
i biglietti sono acquistabili in stazione o al bar di fronte alla stazione)
IN AUTO
Da BOLOGNA : uscita Ferrara Sud – prendere per ferrara centro, percorre tutta via Bologna sino a che non vedete Porta Paola, appena passata trovate la prima area di parcheggio , oppure tenendo la dx trovate una salitina che porta ad un parcheggio gratuito. Da qui, scendere e procedere per Via Spronello, via delle Scienze, Via Terranuova dopo 150 mt a DX la Basilica S. Francesco.
Da RAVENNA : seguire per il centro, al Ponte di S.Giorgio (ponte sul Volano con le statue) a dx per via colombarola al semaforo tenete la Sx alla rotonda dopo ol cimitero entrate in città, dopo il cavalcavia tenete ancora la Sx e cercate parcheggio. Per raggiungere il Convegno prendete Via Scandiana – Via savonarola alla fine la Basilica, oppure C.so Giovecca e al primo semaforo a Sx e a 150 mt. siete arrivati
DA NORD : Rovigo-Padova. Uscita FE Nord seguire per centro città. Dopo il sottopasso al secondo semaforo a SX in V.le Cavour Parcheggiare dove trovate e poi proseguite a piedi. Prima della discesa del sottopasso seguite indicazioni per il parcheggio di via del lavoro. Prendere il sottopassaggio che vi porta nel piazzale della stazione per il Bus o per venire a piedi.
Alleghiamo la piantina con indicati l’area ZTL e la Sala S. Francesco.
Per qualsiasi chiarimento contattateci.
Vi ringraziamo per la grande partecipazione e collaborazione.
Un caro saluto a tutti, a presto.
La mia proposta: (continua…)
di Paolo Michelotto
giovedì 27 ottobre 2011 durante il Consiglio Comunale Aperto di Morciano (RN) per la prima volta in Italia verrà richiesto ufficialmente l’introduzione dello strumento della revoca degli eletti. E’ la prima volta in Italia a livello comunale. Questo grazie ad Hossein Fayaz del Comitato per la difesa dei diritti del cittadino. Non credo proprio che la giunta comunale e il consiglio comunale, approveranno la proposta, ma da qualche parte bisognava iniziare. Anche negli Stati Uniti dove questo strumento esiste in moltissime città, alla fine del 1800 si è cominciato a considerarlo, poi a discuterlo, poi a proporlo ed infine è entrato nella mente e nei cuori dei cittadini e anche dentro alle istituzioni. Nel gennaio 2011, grazie a Davide Bono, consigliere regione piemonte del M5S era stata fatta la prima mozione in assoluto in Italia su questo argomento in qualsiasi istituzione. Giovedì 27 ottobre 2011, si entra per la prima volta in un comune con una identica proposta. Sono sicuro che molte altre città seguiranno; chi sarà la seconda? Il primo passo che dobbiamo fare noi cittadini è quello di informarci. Ad esempio leggendo il capitolo sulla revoca del libro “Democrazia dei Cittadini” scaricabile gratuitamente qui: http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37
Nei prossimi giorni inserirò il video della serata. Purtroppo gli amici di Morciano in Comune non possono realizzare la diretta video in streaming per esplicito volere degli amministratori.
Questo il modulo che i cittadini hanno riempito per poter fare una proposta (lo metto come esempio, magari da riprodurre più amichevolmente):
Modulo istanza consiglio comunale aperto
Un grande in bocca al lupo ad Hossein, che ha mostrato un esempio da seguire da tutti noi!
Ecco la lettera inviata da Hossein:
Cara amica/Caro amico,
Buon giorno. Augurandomi di fare una cosa gradita, in allegato invio il nostro Comunicato Stampa dal titolo: “Perché chiediamo più democrazia nel nostro Comune?”, riguardo al Consiglio comunale aperto ai cittadini di giovedì sera, 27 ottobre, alle ore 20:30, presso la sala consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.
Con la preghiera di divulgazione.
Grazie e Cordiali Saluti.
Hossein Fayaz
“Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”.
Perché chiediamo più democrazia nel nostro Comune?
È stato accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di una maggiore democrazia e partecipazione dei cittadini è sinonimo di maggiore prosperità, benessere, coesione sociale e felicità degli abitanti. Per questa ragione nel Consiglio comunale aperto convocato per giovedì sera 27 ottobre, alle ore 20:30, in Municipio, proponiamo che vengono inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia Diretta” nello Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il Referendum Propositivo; secondo, l’Elezione di Revoca del mandato dell’eletto per la giusta causa. (continua…)
di Paolo Michelotto
Roberto Brambilla che tra le molte cose è anche consigliere comunale a Concorezzo (MB) per una lista civica, mi ha mandato il testo e il volantino esplicativo di tre petizioni che hanno iniziato da poco nel loro comune.
Due riguardano il PGT, la terza chiede che vengano introdotti e rgolamentati i referendum propositivi, abrogativi e venga tolto il quorum. Ecco il testo di questa terza richiesta:
Egregio signor Sindaco di Concorezzo,
chiedo di prendere al più presto tutti i provvedimenti necessari (es. regolamento dei referendum e modifica dello statuto del comune) per dare ai cittadini la possibilità di decidere sul futuro della propria comunità con strumenti quali il referendum consultivo previsto dallo statuto comunale (art. 47 capo V), il referendum abrogativo, il referendum propositivo. Chiedo inoltre che il quorum sia azzerato.
E questo il testo del volantino intero:
Firma le tre petizioni
1) Per evitare la cementificazione di Concorezzo
2) Per tutelare meglio il poco verde rimasto attorno al paese
3) Per dare più potere ai cittadini con la democrazia diretta
Stiamo raccogliendo le firme per tre petizioni al Sindaco di Concorezzo.
La prima petizione è per chiedere che la grande tangenziale – che parte dalla rotonda del nuovo spaccio di Frette e gira intorno alla vecchia dogana per connettersi con la strada per Oreno (non era prevista nel programma della maggioranza) – venga tolta dal Piano di Governo del Territorio.
Questa tangenziale asfalta 30.000 mq. e pone le premesse per una perdita di terreno agricolo pari a 87.500 mq nelle adiacenze di via Remo Brambilla + 96.000mq in via Piave; per non parlare di Via Kennedy dove si devastano altri 87.500 mq. Il tutto è pari alla bellezza di circa 45 campi di calcio!
Le nuove edificazioni previste da questo PGT portano 1800 nuovi abitanti aggravando lo squilibrio territoriale e ambientale già fortissimo a ciò si aggiungono altri 2 o 3 mila abitanti a causa delle nuove aree che vengono “accerchiate” dalla tangenziale. Chi paga la manutenzione futura di quella strada dopo che sarà costruita con i soldi dei cittadini e che serve a pochi privati? Perché non fare una rotatoria al semaforo della Pagani? Perché continuiamo a fare cassa svendendo il territorio? E quando il territorio finirà?
Non sarebbe meglio parlare direttamente alla cittadinanza dei problemi economici del comune e come far fronte ad essi senza continuare a cementificare il territorio ovvero le “radici” del nostro paese? Vogliamo che Concorezzo resti simile ad un paese o vogliamo che si saldi ai paesi confinanti?
La seconda petizione è per chiedere la tutela del territorio agricolo che sta intorno a Concorezzo estendendo il Parco della Cavallera. I vincoli che prevede l’attuale amministrazione sono assolutamente modificabili: in sostanza non danno alcuna garanzia di preservare il poco verde rimasto. Il Parco é l’unica speranza di poter ancora trovare dei luoghi piacevoli a portata di piede o di bici. Se avete terreno agricolo e lo date ai terzisti contattateci per dar vita ad un progetto coordinato che vi renderà di più…
La terza petizione serve per chiedere che a Concorezzo si introducano gli strumenti necessari per dare più potere ai cittadini grazie a referendum comunali abrogativi e propositivi (un solo esempio: se li avessimo avuti l’Acqua World sarebbe rimasto sulla carta… Vogliamo inoltre abbassare il quorum a zero per non ammazzare la democrazia. Chiediamo inoltre il regolamento per i referendum che Concorezzo aspetta da 10 anni!
Firmate al banchetto!! I cittadini che volessero dare una mano si mettano in contatto con il numero 039 988 10 21 o scrivano a info@listacivicaconcorezzo.org . Chiedeteci i moduli per raccoglierle voi stessi tra i vostri familiari o scaricateli da www.listacivicaconcorezzo.org
Altre date per poter firmare: Il 25 settembre alla festa della Lista civica in Cortenuova (via Libertà 136/F) : biciclettata, focacce bio, spettacoli, musica, giochi! Martedì 27 settembre al mercato.
Cari cittadini non delegate la gestione del territorio! Ne va del nostro futuro!
Il territorio cementificato è perso per sempre!
www.listacivicaconcorezzo.org
www.retecivicaitaliana.it
Questi i file in formato .doc per poterli modificare ed usare anche nella propria città:
2011-09 Moduli per la raccolta di firme sul PGT e Dem Dir 20 luglio 2011
2011-10 Volantino per promuovere la raccolta di firme per le 3 petizioni 2 set
di Paolo Michelotto
ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione “Io pago, io decido”.
Ecco le motivazioni:
Le risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità. Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale di Biella ad attivare lo strumento del bilancio partecipativo, così da permettere a noi cittadini di indicare le problematiche e le priorità economiche per la Città. L’attuale crisi finanziaria – e l’indebitamento del Comune di Biella di oltre 64 milioni di euro – è un’opportunità per introdurre innovativi strumenti di democrazia diretta, destinati a diventare il futuro della vita civica e già utilizzati nel presente da numerosi comuni italiani.
Se i cittadini possono sviluppare un bilancio partecipativo e dei referendum propositivi senza quorum (per evitare l’uso tattico del non voto) la partecipazione alla vita politica cittadina aumenta e ne guadagna l’intera comunità. In questo modo la cittadinanza diventa protagonista e può dettare l’agenda politica senza essere chiamata in causa solamente una volta ogni 5 anni durante le elezioni. Dando a noi cittadini maggiore responsabilità, il bilancio partecipativo e i referendum senza quorum ci aiutano anche a comportarci più responsabilmente.
Ecco quindi in breve quanto chiediamo con la petizione “io pago io decido”:
1. BILANCIO PARTECIPATIVO (io pago, io decido)
2. REFERENDUM PROPOSITIVI (proposte, non proteste)
3. TOGLIERE IL QUORUM (chi partecipa decide)
Qui il sito di riferimento:
http://www.iopagoiodecido.it/2011/09/10/perche-la-petizione-io-pago-io-decido/
Qui il documento completo della petizione (come esempio da relìplicare anche nelle nostre città):
di Paolo Michelotto
il 19 settembre 2011 ci siamo ritrovati su skype dalle 20,30 alle 22,30 e abbiamo continuato l’esame della bozza degli articoli da inserire nella inziativa di legge popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. Questi incontri sono estremamente interessanti dal mio punto di vista, perchè ogni volta arriviamo ognuno con idee diverse e poi dopo la discussione giungiamo ad una sintesi che è sempre migliore delle singole partenze. Una dimostrazione continua che l’intelligenza collettiva è migliore di quella del più illuminato singolo.
Gli articoli 67, 69 e 70 rimangono gli stessi scritti le volte precedenti.
Ieri abbiamo toccato l’art. 71.
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 71.
L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
Diventa:
Art. 71. – L’iniziativa delle leggi appartiene ai cittadini elettori, a ciascun membro delle Camere, al Governo ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
I cittadini elettori esercitano l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di un progetto redatto in articoli secondo le modalità previste dall’art. xx (quello che descrive l’iniziativa, probabilmente il 74 bis, ma verrà deciso in futuro).
Poi abbiamo formulato l’art. 74 ter che in precedenza chiamavamo art. 71 bis. Ci siamo accorti che la sua posizione ideale nella costituzione non è dopo l’art. 71 esistente, ma probabilmente, ma verà deciso nella prossima riunione dopo l’art. 74. E quindi l’abbiamo chiamato provvisoriamente 74 ter.
La numerazione sarà comunque sistemata una volta scritti tutti gli articoli da modificare.
Articolo nuovo
Verrà inserito dopo l’art. che discute l’iniziativa popolare probabilmente si chiamerà 74 ter
art 74 ter
La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, può avvenire su supporto cartaceo e/od elettronico-informatico.
ed infine hanno definito anche l’art. 74 quater (che per le stesse ragione di sopra, finora avevamo chiamato 71 ter):
Articolo nuovo
probabilmente si chiamerà 74 quater (deve venire dopo l’art. della iniziativa popolare)
art. 74 quater
Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutta la materia legislativa già di competenza dei rappresentanti eletti dal popolo e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Ciascuna proposta di legge o di referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.
Chi vuole partecipare può farlo, basta che mi invii il suo nome skype al mio indirizzo paolorove@gmail.com
Qui c’è l’attuale costituzione esistente:
http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html
Questa la bozza della legge di iniziativa popolare versione 007 con le modifiche fatte fino al 19-09-11 negli incontri e sul forum, formato ppt:
Qui la stessa versione 007 in formato pdf
Qui il forum in cui stiamo discutendo questa legge:
http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale
di Paolo Michelotto
l’amico Giacomo Consalez, ha scritto una lettera al nuovo sindaco di Milano Pisapia, chiedendo che introduca all’interno dello statuto comunale migliori e soprattutto efficaci strumenti di democrazia diretta. E’ una lettera interessante, che potrebbe, opportunamente modificata, essere un esempio per cittadini di tutta Italia per effettuare la stessa richiesta al proprio sindaco.
La Carta Europea delle autonomie locali, emanata nel 1985, stabilisce che gli stati membri debbano sostenere il progressivo sviluppo di forme di autogoverno, termine che quel testo definisce da un lato come un trasferimento di parte delle funzioni di potere dai governi centrali ai governi locali, dall’altro come un’assunzione di responsabilità da parte dei cittadini, ai quali si aprono spazi crescenti di partecipazione attiva alle decisioni assunte dagli enti locali.
A seguito della sua entrata in vigore, il parlamento italiano ha dovuto, con somma riluttanza, recepire almeno formalmente alcune indicazioni della Carta Europea, promulgando inizialmente la legge 8 giugno 1990, n. 142, denominata «Ordinamento delle autonomie locali», quindi la Legge 3 agosto 1999, n. 265, denominata «Più autonomia per gli enti locali». Infine il governo Amato ha adottato il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 «Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali»
Questo quadro giuridico prevede che, a partire dal 1990, i Comuni siano dotati di uno statuto, che costituisce nei fatti una sorta di costituzione dell’ente locale. Per la normativa vigente in Italia, la formulazione, le modifiche, gli aggiornamenti e l’approvazione degli statuti sono di esclusiva competenza dei consigli comunali e provinciali. Ciononostante, gli statuti degli enti locali rappresentano una grande opportunità per la riforma del nostro sistema politico, e un vero e proprio tallone d’Achille del regime partitocratico italiano, blindato nella propria assoluta e criminale autoreferenzialità.
Una revisione degli statuti dei comuni potrebbe consentire a un numero crescente di comunità locali di sperimentare gli strumenti della democrazia diretta esercitando un reale potere deliberativo. Nei comuni, una siffatta riforma degli statuti permetterebbe ai cittadini di prendere piena coscienza dei propri diritti, li abituerebbe alla discussione e alla deliberazione su fatti precisi e limitati, scevra da contrapposizioni tra fazioni ideologiche precostituite, e promuoverebbe la partecipazione diretta e decisiva dei cittadini al governo della cosa pubblica.
Chiediamo quindi al Sindaco Giuliano Pisapia di dare corpo ai numerosi pronunciamenti fatti in campagna elettorale da esponenti della coalizione vincente in tema di “democrazia deliberativa” (verbatim) mettendo in atto la prima modifica dello statuto in modo tale da introdurre i referendum deliberativi di iniziativa e di revisione. Per referendum di iniziativa, s’intendono azioni tese ad imporre a sindaco, giunta e consiglio comunale o provinciale, deliberazioni su argomenti che interessano l’intera comunità. Per referendum di revisione, s’intende il pronunciamento popolare su deliberazioni che, già assunte dall’amministrazione comunale, si vogliono modificare emendando o abrogando norme esistenti. In entrambi i casi la volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini elettori circa materie di ambito locale dovrebbe avere valore esecutivo immediato, senza ulteriori elaborazioni o mediazioni politiche, e indipendentemente dal numero dei votanti. Il quorum, strumento che nega la democrazia assegnando a chi non partecipa un potere decisionale maggiore rispetto alle persone responsabili che partecipano alla consultazione popolare, dovrebbe essere abolito. (continua…)
di Paolo Michelotto
il percorso procede. La riunione skype tra chi era interessato, ieri è stata molto profiqua. Abbiamo discusso di come procedere, del fatto che alla fine tutto dovrà essere approvato da una assemblea plenaria aperta a tutti gli interessati, abbiamo fissato le prossime riunioni su skype e dal vivo ed abbiamo esaminato alcuni articoli della bozza.
Ma andiamo per ordine:
1. abbiamo deciso che i presenti ad ogni riunione possono decidere ogni volta su quanto fatto. Per cui anche su articoli “esaminati” nel passato possiamo fare proposte e se tutti d’accordo variare la forma del testo. Ogni volta partendo dall’ultima versione del testo. Quindi non esistono articoli “deliberati” ed immutabili, tutto è discutibile finchè non arriveremo all’ultimo incontro dal vivo dove voteremo articolo per articolo la forma da tenere.
2. prossimi due riunioni su skype sono lunedì 19 settembre 2011 ore 20,30 e martedì 27 settembre 2011 ore 20,30. Chi vuole partecipare può farlo liberamente. I requisiti sono: avere skype installato sul proprio pc, una cuffia e microfono, comunicare il nome skype a me (paolo) scrivendo a paolorove@gmail.com, così verrà invitato alla riunione il giorno stabilito.
3. prossima riunione dal vivo sarà lunedì 3 ottobre 2011 ore 10,30 a Rovereto in una sala che comunicheremo nei prossimi giorni.
4. abbiamo messo in forma migliore l’art. 67 dove prima diceva “…l’1% dell’insieme nazionale…” abbiamo scritto “… l’1% dell’intero corpo elettorale nazionale…”
5. abbiamo modificato l’art. 69. Nella versione 005 avevamo scritto “Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto in un intervallo compreso tra il – 50% e il + 50% della media europea.” abbiamo pensato di scollegare l’indennità dalla media europea e invece paragonarla al reddito medio italiano e così è diventata nella versione 006 : “Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto scelta tra i multipli da 1 a 10 del reddito medio pro capite dei cittadini italiani.”
6. l’art. 70 nella versione 005 era: “Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere e dal popolo sovrano ogni volta che almeno il 2% di elettori ne faccia richiesta.” abbiamo pensato di togliere la percentuale del 2% perchè in realtà essa varia per l’iniziativa e per il referendum opzionale. Quindi il testo diventa nella versione 006: “Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere o dal popolo sovrano ogni qualvolta ne faccia richiesta un numero di elettori stabilito dagli articoli successivi della Costituzione.”
Questo il testo 006 nel formato ppt e pdf
Qui il forum in cui stiamo discutendo la forma finale della legge e in cui puoi scrivere anche tu la tua opinione.
http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale
di Paolo Michelotto
qual è il senso del Cozza Day? Sono partito alle 2 e sono tornato all’1 del giorno dopo, con il bus che veniva da Bolzano e che faceva tappe lungo l’A22. 50 euro di biglietto a/r, un giorno di ferie, il giorno successivo a riposare per recuperare, 36 persone che venivano dalla val d’adige. Qual è il senso?
Non si è parlato di democrazia diretta, ma migliaia (io c’ero e non credete a chi parla di poche centinaia. Eravamo in migliaia da tutta Italia) di italiani hanno speso energie e soldi e tempo per gridare tutta la loro insoddisfazione verso questa democrazia rappresentativa che non ci rappresenta proprio per nulla.
Fosse anche stato solo per questa piccola soddisfazione morale di urlare ai nostri rappresentanti di andare a casa perchè non ci rappresentano affatto, l’impegno e la fatica sarebbero stati ricompensati. Ma c’è molto di più.
Per la prima volta in Italia una manifestazione ha detto chiaramente e senza ipocrisie i motivi del malessere italiano. Ha chiesto leggi innovative, ha chiesto 2 mandati per eletto, ha chiesto che non ci siano rimborsi elettorali, che i condannati siano cacciati. Cose ovvie in una democrazia, ma non ovvie in Italia. Ed è solo l’inizio. Tutte queste migliaia di persone, sono consapevoli che in Italia esistono ed ognuna di esse si impegna ed impegnerà sempre con più energie nel proprio territorio. E tutti siamo consapevoli che gli strumenti di democrazia presenti sono inadeguati per portare il nostro volere all’interno delle istituzioni che ci governano.
La democrazia diretta si può ottenere solo quando la consapevolezza dei propri diritti è diffusa e quando la si confronta con le mancanze esistenti. Tutti i presenti rivendicavano con forza i loro diritti democratici. E molti di loro già oggi si fanno promotori nel proprio comune delle richieste.
Dai prossimi giorni saremo molti in più, ogni giorno di più.
Un ottimo e fondamentale passo in avanti.
di Paolo Michelotto
il 10 settembre 2011 un bus partirà da Bolzano per andare a Roma a sollecitare il senato di degnarsi si prendere in considerazione le 350.000 firme “Parlamento Pulito” che avevamo raccolto nel 2007.
Per chi ha ancora la forza di indignarsi e di chiedere che l’Italia sia un paese democratico, ci sono ancora posti. Il costo è di 40 euro andata e ritorno. Il bus farà tappa a Trento, Rovereto, Verona, Mantova. Un Cozza Day Bus Pooling.
Telefonare a me 347 0907427 oppure a Maria Teresa Fortini di BZ 3356397809
Ecco gli orari definitivi: Partenza Bolzano sud ore 01,00, Trento sud ore 01.45 Rovereto sud ore 02.10Verona nord ore 03.00 Mantova sud ore 3.35 Roma ore 9.00 Roma rip. per rit. ore 17.00 Fermate inverse arrivo BZ ore 01.00
di Paolo Michelotto
l’8 settembre 2007 in tutta Italia e anche nel trentino avevamo raccolto 350.000 firme per l’iniziativa di legge popolare Parlamento Pulito. A Rovereto ne avevamo raccolte 2000 in una sola giornata. Qui dettagli di quell’epico evento:
http://www.cittadinirovereto.it/discussione/index.php?topic=646.0
Dopo 4 anni questa iniziativa di legge non è stata neppure esaminata in Parlamento. Beppe Grillo ha annunciato che dal 10 settembre 2011 ad oltranza, sarà davanti a Montecitorio per chiedere che la legge venga discussa. E’ un semplice fatto di democrazia. I cittadini lo hanno richiesto con 350.000 firme, i parlamentari devono ascoltare i cittadini. In democrazia il potere appartiene ai cittadini non ai parlamentari. E così funziona in tutto il mondo, ma non in Italia. Molti di noi saranno con lui per chiedere che questo semplice atto di democrazia venga realizzato, ossia che una legge di iniziativa popolare che ha raccolto 7 volte il numero di firme previsto (350.000 anzichè 50.000) venga discussa dai nostri “rappresentanti” come previsto dalla costituzione.
http://www.beppegrillo.it/2011/08/per_evitare_la/index.html
Io sarò presente. Dal Trentino Alto Adige il 10 settembre 2011 il gruppo M5S Bolzano ha organizzato un bus che porterà tutti i cittadini che credono nella democrazia, a Roma per le ore 9 davanti a Montecitorio. Sono solo 50 posti.
Sarà una giornata di mobilitazione nazionale, probabilmente l’inizio di un risveglio democratico di noi cittadini. Se vuoi venire anche tu, contattami, ma non farlo l’ultimo giorno perchè il bus parte da Bolzano, fa tappa a Trento e poi a Rovereto. Il costo del biglietto andata e ritorno da Roma è di 40 euro.
La partenza è prevista alle ore 1.00 da Bolzano e chi abita lì per prenotare un posto deve contattare: 5stellebz@fastwebnet.it oppure info@altoadige5stelle.it
Per chi abita nel trentino, la partenza è prevista dal casello Trento Sud alle 1.30 circa e da Rovereto Sud alle ore 1,50 circa. Si ripartirà da Roma alle ore 18 circa per essere nel trentino alto adige alle 1 circa della domenica. Per chi abita nel trentino, contattare me (Paolo) al 347 0907427 e/o paolorove@gmail.com
di Paolo Michelotto
Federico Bonollo mi ha mandato il 6 agosto una splendida notizia in questa triste fine estate. A Cavallino – Treporti forse utilizzeranno il metodo islandese per realizzare il nuovo regolemento sui referendum.
il comune di Cavallino-Treporti vuole fare il “regolamento sulla partecipazione” (che manca) con gli strumenti della D.D.! Hanno 3000 Euro da investire e l’assessore aspetta una proposta.
Io avevo fatto partire una petizione online chiedendo di farla “all’islandese” e …hanno accettato!
Per adesso martedì ho un appuntamento e vorrei intanto portargli 1 proposta generica, per poi approfondire nei dettagli…
Quando sono tornato, gli ho chiesto come è andata. Ecco la sua risposta:
L’assessore è entusiasta del progetto e vuole farlo.
Io ho solo chiesto che il regolamento fatto dai cittadini dovrà essere ratificato dal consiglio e non usato come semplice “proposta”, magari da modificare a loro piacimento! Il sindaco era dubbioso ma mi rispondono entro qualche giorno.
Ti sapro’ dire appena possibile!
- Di seguito il progetto provvisorio che gli ho spedito:
1) conferenza su: democrazia diretta e forme di partecipazione popolare
con stampa di un opuscolo informativo da mandare a tutti i capofamiglia/stakeholders
2) town meeting di apertura lavori
discussione dei vari argomenti da cui nascerà la prima bozza con tutte le proposte.
3) assemblee specifiche su ogni argomento
da 1 a 5 assemblee in base al mandato ricevuto dalla giunta, con scrematura delle proposte (quorum 90-100%)
4) opuscolo finale con proposte rimaste
5) assemblea plenaria di chiusura lavori
con votazione finale delle proposte. (quorum 75-80-100%)
6) ratifica in consiglio comunale
con quorum 75-80-100%, oppure si rimanda ad un referendum.
Il tutto teletrasmesso su internet, con l’uso di sondaggi d’opinione e servizi periodici sulla tv-giornale locale-web.
di Paolo
sembrava pochi giorni fa, ma era l’8 settembre 2007 in cui abbiamo raccolto le firme Parlamento Pulito. Nella mia città, Rovereto, ne abbiamo raccolte 2000. In un solo giorno. Un evento eccezionale.
http://www.cittadinirovereto.it/discussione/index.php?topic=646.0
E così in tutta Italia, 350.000 firme raccolte in un solo giorno. E da allora, sono passati 4 anni e quella proposta non è mai stata discussa in parlamento.
E’ indegno in una democrazia, dove il popolo è SOVRANO, non i loro rappresentanti…
Quindi il 10 settembre 2011 andrò a Roma in gita, ad aiutare Beppe Grillo a ricordare ai nostri indegni rappresentanti, di ascoltare gli unici titolari del potere nelle democrazie, il popolo.
Qui l’organizzazione di un bus dal trentino alto adige
Chi vuole partecipare dal trentino mi contatti
di Paolo Michelotto
riporto qui alcune informazioni riguardanti la giornata partecipativa “Il Cittadino Partecipa” che avevamo organizzato a Rovereto il 20-10-2009 a Rovereto. Avevamo costruito un blog apposito, ma quest’anno non è stato rinnovato e quindi tutte le informazioni sono andate perse.
La giornata “Il Cittadino Partecipa” utilizzava la tecnica dei Town Meeting del 21° secolo.
Per sapere cosa sono i Town Meeting del 21° secolo guarda questo post:
Qui c’è un descrizione del percorso seguito per realizzare “Il Cittadino Partecipa”
Questo il documento finale di 7 pagine con la descrizione dell’evento e del metodo seguito, inviato a tutti i 140 partecipanti:
programma-20-settembre-versione-35-del-11-9-9(5)
Questo era il gruppo aperto su FaceBook per l’occasione, che ha ancora tutti i messaggi organizzativi e preparatori:
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=43845484607
Questa la proposta più votata presentata poi al presidente del Consiglio Provinciale di Trento
Questa è la seconda proposta più votata presentata al presidente del Consiglio Provinciale di Trento
Questo il video che tentava di riassumere la giornata:
Qui i risultati della giornata:
http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/21/il-cittadino-partecipa-un-grande-inizio/
Questo il video realizzato dagli amici di Beppe Grillo di Modena
Qui le foto caricate su Flikr dell’evento:
di Paolo Michelotto
gli amministratori di Morciano (RN) non vogliono realizzare il regolamento dei referendum e così impediscono ai cittadini di usufruire di questo strumento previsto dal loro stesso comune.
Cosa possono fare i cittadini per ottenere i loro diritti? Ecco l’esempio portato avanti dal Comitato Morciano in Comune:
1. partecipazione al Consiglio Comunale Aperto del 15 /04/10 e consegna di un regolamento completo, scritto gratuitamente dall’avvocato di Rimini Massimo Manduchi
2. nel giugno 2010 un sollecito a tutta l’amministrazione
3. nel dicembre 2010 un ulteriore sollecito all’amministrazione
4. una istanza al Difensore Civico dell’Emilia Romagna (Daniele Lugli – nella foto) consegnata il 01 giugno 2011
Che potete leggere, anzi che consiglio a tutti i cittadini consapevoli di leggere e di scaricarsi come esempio da seguire in tutti i comuni dove gli amministratori si ostinano a non realizzare il regolamento dei referendum.
Eccolo il documento completo, con tutti gli allegati, mandatomi dagli amici di Morciano (ho cancellato solo alcune parti con dati privati dei presentatori dell’istanza):
istanza difensore civico emilia romagna
In questo post il video della serata del Consiglio Comunale Aperto, e la proposta di regolamento dei referendum presentato dai cittadini:
Sono a questo punto molto curioso di sapere gli sviluppi della vicenda, il potere effettivo del difensore civico e se finalmente sarà disponibile il regolamento dei referendum finora negato ai cittadini di Morciano…
E gli ulteriori passi che i cittadini saranno costretti a compiere.
di Paolo Michelotto
chiarisco subito: un esempio mica tanto positivo!
Fabio Bartolini e Daniele Arduni del Comitato Morciano in Comune
http://www.morcianoincomune.it/consigli-comunali/consiglioapertodel15042010
mi hanno inviato un estratto video del primo Consiglio Comunale Aperto tenutosi il 15 aprile 2010. In quell’occasione oltre a varie richieste trattate da altri cittadini, il Comitato Morciano in Comune ha presentato una proposta di Regolamento per l’attuazione dei Referendum comunali. Che era fino a quel momento mancante. E lo è ancora oggi. E quindi ai cittadini è negato un diritto, quello di realizzare referendum comunali, previsto nel loro stesso statuto.
Interessante l’utilizzo dello strumento del Consiglio Comunale Aperto, che è presente in pochi comuni italiani, tra cui a Morciano (RN). Ma questa occasione fortemente voluta dalle associazioni dei cittadini, è stata svilita dalla risposta degli amministratori. Che si sono riservati in esclusiva il compito di redigere il regolamento dei referendum, che colpevolmente non avevano ancora scritto. E tanto hanno pensato e studiato che lo statuto non è ancora, dopo un anno dal Consiglio Comunale Aperto del 15 aprile 2010, realizzato.
Amministratori che pensano che la democrazia sia una delega in bianco data nelle loro mani ogni 5 anni e in cui i cittadini non devono immischiarsi. Vedere questo video è tristissimo per chi come noi sa come la democrazia è vissuta in molte zone del mondo, ma anche uno stimolo. Questa che vediamo oggi rappresentata a Morciano, ma in quasi tutta l’Italia, non è democrazia, ma solo la sua parvenza esterna. La democrazia vera, completa, diretta è un nostro diritto, e ovunque in Italia, come hanno fatto e stanno facendo ogni giorno gli amici di Morciano, dobbiamo riconquistarcela, riprendendocela da questa casta isolata e senza futuro, avvinghiata al potere per quanto piccolo esso sia e ai piccoli privilegi che ognuno di loro trae. Democrazia non è dare tutto il potere a 20 – 40 persone che poi decidano a nostro nome per 5 anni. Servono strumenti di democrazia diretta nelle mani dei cittadini, come in Svizzera e in Baviera e in California. Il passo più importante che dobbiamo compiere è togliere il quorum dai referendum.
Per spalancare la porta a tutte le energie che vorranno riprendersi il diritto di decidere come gestire la propria vita comune.
Ma la democrazia potrà svilupparsi solo se noi cittadini lo esigeremo con piena consapevolezza.
Questo è il regolamento dei referendum predisposto gratuitamente dall’avvocato riminese Manduchi Massimo, avanzato in Consiglio da Fabio Bartolini a nome del Comitato Morciano in Comune, più di un anno fa:”
regolamento referendum Morciano
E Fabio e gli amici del Comitato, continuano a lavorare e a battersi su questo tema. Questo è ad esempio quanto stanno programmando di fare nei prossimi mesi, da un’email di Fabio:
Presto invieremo ad ogni comune comunicazione per relizzare il censimento degli istituti di partecipazione in provincia di Rimini che presenteremo poi in autunno. Sempre entro la fine dell’anno iniziera’ il tour che tocchera’ogni comune della nostra provincia e della vicina provincia di pesaro urbino per portare più’ democrazia. Si puo’ fare. Forza Paolo. Parte del merito e’ tuo. Cari saluti. Fabio
di Paolo Michelotto
nel mondo di Twitter e di FaceBook e dei blog, questa è un’idea semplice o addirittura banale. Ma ci voleva qualcuno che la proponesse e che la realizzasse. Il candidato sindaco PD di Trieste e un consigliere M5S di Carpi (MO).
La riporto pari pari, come è stata fatta nel consiglio di Carpi (MO).
Qui il sito dove è stato pubblicata
http://modena5stelle.it/2011/03/e-mozioni-moltiplicare-le-occasioni-di-partecipazione-diretta/
Carpi, 18 marzo 2011
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco
Oggetto: Proposta di mozione per l’attuazione dell’art 12 dello Statuto del Comune di Carpi anche con modalità “on line”
Visto
- L’articolo 12 dello Statuto del Comune di Carpi
- La proposta avanzata dal candidato Sindaco di Trieste Roberto Cosolini, denominata “E-Mozioni” per agevolare la presentazione “on line” di mozioni e ordini del giorno al consiglio comunale da parte dei cittadini, come singoli o organizzati in gruppi e associazioni
Considerato
- Il ruolo che le tecnologie informatiche possono svolgere nel facilitare la partecipazione dei cittadini alle attività di questa Amministrazione Comunale
Il Consiglio Comunale di Carpi impegna il Sindaco e la giunta
A presentare una bozza di regolamento e a predisporre i necessari strumenti tecnici negli spazi della rete civica comunale per consentire l’attuazione dell’articolo 12 dello Statuto Comunale anche attraverso la presentazione di proposte di mozione e raccolta di firme on-line
Questo quanto scritto dal candidato sindaco Cosolini
Il Comune di Trieste con Sindaco Cosolini farà obbligo per il Consiglio Comunale di dibattere tutte le ‘E-Mozioni’ presentate online e sottoscritte via internet da almeno 2.000 cittadini. Questa l’idea che intende sfruttare le nuove tecnologie per rendere più immediati i rapporti tra cittadinanza e scelte politiche. Internet come base di condivisione e di maggior partecipazione dei cittadini alla pubblica amministrazione.
La proposta è stata illustrata nel pomeriggio di ieri, durante l’evento “Trieste Polis Digitale“, incontro tra Roberto Cosolini e la comunità digitale della città, per ascoltare e accogliere le proposte dei cittadini più esperti proprio su come internet e i nuovi media possano contribuire a cambiare i servizi e le politiche del Comune di Trieste. Trasparenza, partecipazione ed efficienza, queste le tre parole chiave sulle quali il candidato sindaco si è espresso in maniera convinta nel proprio intervento finale, e che ben riassumono quanto illustrato dai dodici relatori della serata.
Il progetto E-Mozione ben concretizza tutte le tre componenti. Trasparente come tutto ciò che si trova online, sempre a disposizione di tutti, immediatamente a disposizione di chiunque voglia partecipare ed efficiente, essendo un filo diretto tra cittadini e comune.
E’ diretto al numero sempre crescente di cittadini che usano su base quotidiana il computer e internet, che ormai è divenuto centro nevralgico di molti dibattiti e aggregatore di gruppi e comunità di cittadini che condividono obbiettivi civici, culturali e politici.
Come funzionerebbe?
Un’area apposita del sito del Comune di Trieste, con Cosolini Sindaco, verrà riservata alla partecipazione diretta da parte dei cittadini. In quest’area ci sarà lo strumento per la ‘E- Mozione’, che funzionerà così:
1) Previa il pagamento di una tassa simbolica, ogni cittadino di Trieste potrà depositare in Comune il testo di una ‘E-Mozione’.
2) Il testo verrà pubblicato online nel sito del Comune di Trieste e a quel punto potranno partire le sottoscrizioni da parte dei cittadini.
3) Ogni cittadino per rendere valida la sua sottoscrizione, dovrà dichiarare i propri nome, cognome, indirizzo di residenza nel Comune, età di nascita.
4) Per rendere valida la sottoscrizione, il cittadino dovrà lasciare o il proprio codice fiscale OPPURE inserire un codice univoco e personale inviato via sms dal Comune al cellulare del sottoscrittore durante la procedura di sottoscrizione.
5) Ogni cittadino potrà facoltativamente lasciare i propri indirizzi email e cellulare per essere aggiornato se la ‘E-Mozione’ avrà raggiunto i 2.000 sottoscrittori e per sapere il risultato del dibattimento in Consiglio Comunale.
Esistono già delle iniziative simili:
E-Petition promosse dal Governo laburista in Gran Bretagna
Nuovo progetto sulle e-petition promosse dal governo Cameron
E-Petitions, Scottish Parliament
Europetition, iniziativa privata per sostenere petizioni online al Parlamento Europeo
di Paolo Michelotto
ottima serata, eravamo 30-40 persone, tra cui alcuni consiglieri comunali. Purtroppo la sala era situata nell’interrato dell’edificio, eravamo circondati di cemento e acciaio e all’interno non arrivava la rete telefonica. Avevo situato comunque il cel vicino all’uscita di sicurezza, lasciata un po’ aperta, ma c’era segnale molto debole e variabile. Quindi niente diretta, tranne alcuni minuti iniziali.
Questo la foto dei pochi secondi trasmessi:
All’inizio Fulvio Rebesani ha fatto una sintesi di quanto fatto finora a Vicenza:
storia del percorso di democrazia diretta vicenza
Poi Eugenio ha fatto una “invocazione” chiedendo che vengano introdotti gli strumenti di democrazia diretta nello statuto, citando anche un valente costituzionalista.
Poi sono stati proiettati questi tre video. Essi sono la sintesi delle interviste realizzate a 30 consiglieri comunali a cui sono state fatte 3 identiche domande. I video sono la sintesi di tutte le loro risposte a ogni domanda.
1. Oltre al voto, a quali altre forme di partecipazione attiva dei cittadini alla vita della città lei sarebbe favorevole?
2. Dato che nel 2006 è stata fatta richiesta di inserire i referendum propositivo e abrogativo nello statuto del comune da 12.000 cittadini, cosa ne pensa di questi strumenti di democrazia diretta?
3. Nei paesi in cui i referendum vengono comunemente utilizzati in genere sono senza quorum e la partecipazione è alta. Secondo lei perchè?
Poi c’è stata discussione su quanto detto dai consiglieri.
Il presidente della commissione riforma istituzionale “Meridio” ha raccontato cosa hanno finora pensato e quali strumenti vogliono introdurre (referendum propositivo, abrogativo, e propositivo abrogativo contemporaneamente) e con quale quorum (stanno pensando dal 30 al 50% ).
Poi c’è stato il mio intervento sui motivi per cui è necessario togliere il quorum. Ho usato questa presentazione:
Infine c’è stata ulteriore discussione, presentazione delle proposte da votare tra cui queste 4:
proposta consiglio comunale aperto fabio
proposta parola ai cittadini 2 volte anno Eugenio
Proposta Trasparenza e Partecipazione Zancan
proposta statuto partecipato annamaria
proposta rappresentanti estratti a sorte – giovanni
E la votazione finale in cui ha vinto la proposta di Eugenio di far introdurre la possibilità di fare 2 volte l’anno la Parola ai Cittadini alla presenza dei consiglieri e della giunta. Che ora l’associazione Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza si impegnerà a portare avanti.
Che riporto qui per esteso nella forma poi effettivamente esposta e mandatami da Eugenio:
IL SINDACO E LA GIUNTA MUNICIPALE INCONTRANO I CITTADINI
Almeno due volte l’anno, in primavera e in autunno, l’amministrazione comunale organizza un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini con il metodo “La parola ai cittadini”, presso il teatro comunale.
Un’assemblea dove è prevista una prima parte di rendicontazione da parte degli amministratori e una seconda parte dove i cittadini hanno l’opportunità di fare richieste, osservazioni, critiche o quant’altro, alle quali seguirà breve dibattito. La fase finale della seconda parte consisterà nella votazione per alzata di mano, da parte dei presenti delle eventuali richieste, delle quali le più votate impegneranno il sindaco e la giunta alla loro realizzazione.
di Paolo Michelotto
gli amici di Venezia saranno felici di vedere come il nome del loro comitato sia diventato anche il nome di una serata partecipativa a Albignasego (PD) pur senza che i rispettivi gruppi si conoscano. Il potere di internet e delle buone idee.
Durante la serata, a cui parteciperò anch’io, faremo una “Parola ai Cittadini” e poi parlerò degli esempi di democrazia diretta che ci sono nel mondo e cosa si può fare a livello locale in Italia.
Qui il loro sito, per approfondire:
http://iodecidoalbignasego.blogspot.com/
Ecco il volantino:
di Paolo Michelotto
su segnalazione di Tiziana Plebani del coordinamento Io Decido, molto volentieri riporto le informazioni di questa attività propedeutica all’apertura del processo partecipativo sulla mobilità-sublagunare che hanno richiesto e che sta partendo, che si svolgerà sabato 26 febbraio 2011 a Mestre.
Ecco il testo:
qui il documento in formato doc: Io Decido seminario
Questo il sito di riferimento: iodecido.blogspot.com
Coordinamento.io.decido@gmail.com
Dalla parte di chi partecipa: coinvolgere, comunicare e informare.
La partecipazione alla prova dei fatti: presupposti, obiettivi e limiti di un’esperienza da cui poter apprendere. Il caso di Udine”
Seminario di formazione condotto da Anna Paola Peratoner
Sabato 26 febbraio Centro Civico di Via Sernaglia n. 43 – 30171 Mestre/Ve, ore 16-19
LA TRACCIA di riflessione:
1. lettura del territorio
2. emersione di ciò che muove la gente: occorre un’emozione condivisa per muovere la gente
3. campagna di comunicazione forte
4. lavoro capillare e dal basso
5. centralità della volontà politica degli amministratori = messa a disposizione di risorse umane (dipendenti) ed economiche (previsione di investimenti soprattutto nella comunicazione)
I GRUPPI DI LAVORO
1) IL “METODO”: quale lettura del territorio per quale lavoro politico? cosa significa creare una rete di relazioni?
2) LE “PAROLE”: quale linguaggio e quali informazioni per quale comunicazione?
3) LA “POLITICA”: quale rapporto con i partiti politici e con le istituzioni?
Variabile trasversale ai 3 gruppi: la variabile “TEMPO” come centrale nella discussione dei 3 gruppi = il suo bisogno versus la “fretta” delle decisioni politiche.
Quali passi e strumenti per riuscire a essere informati, a informare e a fare/diventare massa critica senza perdere tempo?
di Paolo Michelotto
c’ero anch’io con orgoglio, e con un bel cartello, che avevo raccolto da terra, con una scritta che nel mio caso voleva essere un po’ ironica: “Il mio corpo non è in vendita!” poi una fotografa dell’Adige (il quotidiano locale), mi ha fotografato e mi sono ritrovato a simboleggiare i maschi presenti alla manifestazione sulla edizione del lunedì).
Qui alcune immagini e i video della diretta che ho realizzato per l’occazione:
Foto:
alcune immagini della manifestazione di Rovereto 13-02-2011
Video
ecco i video registrati delle manifestazioni Rovereto e di Trento del 13-02-2011
di Paolo Michelotto
Berlusconi sta distruggendo la democrazia in Italia, chi ama la democrazia diretta e partecipativa non può permettersi di vedere distruggere la democrazia rappresentativa attuale, piena di difetti e limiti, ma l’unica da cui possiamo partire per introdurre strumenti per dare più voce ai cittadini. Per questo anch’io sarò in piazza nella mia città e farò un collegamento video.
Se non adesso quando?
Manifestazione in 230 località italiane. Qui le dirette da Rovereto e da Trento.
questa la diretta effettuata da Paolo Michelotto dalla piazza di Rovereto dalle 17 in poi:
questa la diretta effettuata da Milena Bertagnin dalla piazza di Trento dalle 17 in poi:
di Paolo Michelotto
Berlusconi è un enorme problema per la democrazia in Italia.
1. è stato membro della loggia massonica P2 che aveva come scopo proprio quello di sovvertire la democrazia in Italia;
2. ha ottenuto il monopolio della tv e quindi sull’informazione di massa (più del 90% degli italiani si informa solo con la tv), corrompendo con il denaro Craxi – in nessun stato democratico del mondo esiste un monopolio dei media e in nessun stato democratico un leader politico ha una tv – lui le ha tutte;
3. ha preso il più grande gruppo editoriale italiano, la Mondadori, corrompendo i giudici, come dimostra il caso Mills;
4. mina uno dei principi fondamentali degli stati moderni, quello della divisione dei poteri, attaccando ogni giorno il potere giudiziario, togliendo fondi, creando leggi che lo indeboliscono, delegittimandolo;
5. ha mostrato che il potere del denaro riesce a prendere il potere politico;
6. si è creato più di 80 leggi ad personam, che vanno contro l’interesse collettivo;
7. ha fatto eleggere servi e serve fedeli con il miraggio del potere e dei soldi, ma che non rappresentano minimamente il popolo italiano – ha tolto con la legge elettorale agli italiani la possibilità di indicare i candidati da eleggere e ora tutti i mille parlamentari sono indicati dai 6-7 segretari di partito;
8. ha distrutto la divisione dei poteri esecutivo e legislativo che ora sono tutti strettamente nelle sue uniche mani;
9. mente ogni giorno agli italiani, ai giudici, e dà un terribile esempio che durerà anni;
10. grazie alla propria forza economica decide completamente da solo e per i propri interessi personali economici e giudiziari.
11. ha sempre avuto forti collegamenti con la mafia. Aveva un capo mafioso alle sue dipendenze ad Arcore: Mangano. Il Co-Fondatore di Forza Italia Dell’Utri e suo braccio destro è stato condannato in secondo grado per mafia, numerosi pentiti di mafia lo indicano come referente della mafia dal 1993. Alcuni addirittura lo indicano come mandante delle stragi di mafia del 92-93.
12. ed ora nella sua parabola discendente come uomo e come statista, commette anche reati comuni minori, come la concussione e lo sfruttamento di prostitute minorenni, rivendicando il suo essere sopra le leggi.
Questi sono alcuni dei motivi per cui chi ha a cuore una democrazia migliore e più compiuta, deve urlare con tutto il proprio cuore: “Dimettiti!”
Anche con uno striscione. Quando dai balconi saranno appesi migliaia, milioni di inviti a dimettersi, non potrà più ignorarci. Le sue dimissioni verranno solo se noi cittadini oseremo farci sentire, tutti insieme. Questo è un piccolo passo che tutti possiamo compiere, nessuna iniziativa è inutile. L’unica cosa che non possiamo fare è rimanere solo spettatori.
Condividi la tua foto in questi link:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/contagio-democratico/?com=16107
http://www.facebook.com/event.php?eid=106585336083031
Mehr Demokratie di Bolzano ha svolto la propria assemblea il 22 gennaio ed ha deciso di rinviare l’idea di promuovere il referendum regionale, che mi avevano proposto settimane addietro. Ci sono vari motivi e opportunità dietro a questa scelta. Ma l’idea non è annullata solo rinviata forse all’autunno o al 2012. Chiaramente da soli noi trentini non possiamo tentare di raccogliere l’enormità delle firme necessarie. Per cui credo che dobbiamo accettare questo slittamento.
Ma tutto sommato può essere anche una buona cosa. A breve, se tutto va bene la settimana prossima, vari gruppi di molte parti d’Italia lanceranno la Settimana della Democrazia Diretta, che ruoterà attorno al 2 giugno 2011. E ci saranno tante iniziative e possibilità di promuovere la conoscenza di queste tematiche e quindi nel nostro caso del trentino, la possibilità di conoscere persone e gruppi interessati poi a impegnarsi sull’idea del referendum regionale.
A breve aggiornamenti succosi.
Ciao a tutti e un grande augurio di Buone Feste!!!
Vi giro una proposta che mi arriva da Stephan Lausch di Mehr Demokratie di Bolzano.
Gli amici di Mehr Demokratie probabilmente da febbraio 2011 (in quella data è previsto che la SVP presenterà una legge per abolire il quorum dai referendum a livello provinciale, ma nel contempo rendendo più difficile ed ardua la raccolta firme – 10% della provincia e doppia raccolta come il modello bavarese) inizieranno una raccolta di firme per presentare una proposta di legge popolare per migliorare gli strumenti di democrazia diretta nella provincia di Bolzano.
Contemporaneamente vogliono anche fare una proposta per ridurre lo stipendio dei Consiglieri Provinciali. Ma essendo questi anche Consiglieri Regionali, devono iniziare un referendum regionale.
E chiedono a noi trentini se siamo disposti a collaborare per quanto riguarda la raccolta delle 15.000 firme necessarie a livello regionale (quindi 7500 per ciascuna delle due provincie).
Sarebbe bello che anche noi trentini facessimo una cosa simile e magari contemporaneamente abbinare una proposta provinciale per migliorare gli strumenti di democrazia diretta del trentino (come hanno fatto a Bolzano nel passato) e anche proposte a livello dei singoli comuni a Trento e a Rovereto e nei comuni dove ci sia qualcuno disposto ad attivarsi.
Ossia migliorare gli strumenti di democrazia diretta in ambito regionale (lo stipendio dei consiglieri) e in ambito provinciale e comunale (abolizione del quorum).
Servono persone che autentichino (consiglieri comunali e provinciali, ma possono autenticare anche semplici dipendenti della provincia – esempio insegnanti superiori – e dei comuni che ne facciano richiesta ai sindaci o presidente della provincia), persone che siano disposte a stare nei banchetti per raccogliere firme e qualsiasi altro tipo di aiuto.
Chi vuole collaborare o commentare può scrivere direttamente un commento sotto al post qui
oppure scrivere un’email a partecipazione@cittadinirovereto.it (riporterò io il commento sotto al post)
E di nuovo Buone Democratiche Feste!!!
Paolo Michelotto
Caro Paolo,
ecco qui come siamo rimasti una breve presentazione dell’intenzione di arrivare ad un referendum sugli stipendi dei politici a livello regionale. Qui in Provincia di Bolzano non abbiamo difficoltà di organizzare la raccolta delle firme che vorremmo svolgere insieme alla raccolta per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta, proposta che è stata votata con una maggioranza del 83% del 38,2% degli aventi diritto al voto il 25 ottobre 2009, mancando così di poco il quorum del 40%.
So che i tempi sono stretti ma sarebbe bello riuscire a partire con la raccolta delle firme nella seconda metà di febbraio.
Ci sentiamo e intanto Ti mando un caro saluto
Stephan
Gli stipendi dei politici
Detto semplicemente: non si può più tollerare che i nostri politici guadagnino così tanto. Se poi confrontiamo i loro stipendi con quelli di altri paesi e consideriamo pure la scarsa qualità del loro lavoro la cosa risulta veramente inaccettabile: è ora che cambi qualcosa. Non è per invidia o per la necessità di risparmiare: la cosa più preoccupante è che noi affidiamo i compiti più importanti che riguardano l’intera collettività a persone che mirano in primo luogo al vantaggio di stipendi lucrativi. E’ un criterio poco nobile che purtroppo hanno molte persone che ambiscono a questa posizione; proprio coloro che si occupano della cosa pubblica invece dovrebbero essere le persone che maggiormente hanno a cuore non i propri vantaggi ma il bene del popolo.
La nostra democrazia è malata proprio a causa di questa selezione negativa. Se vogliamo una guarigione della democrazia è necessario che coloro che lavorano in ambito politico siano animati da altre motivazioni e prospettive: non dalla prospettiva di un potere esclusivo e di privilegi strepitosi, non dalla presunzione di non dover imparare, di essere esentati dal dover argomentare le proprie idee, non accettando un distacco tale da non sentirsi in dovere di ricercare per le proprie decisioni il consenso dei cittadinii. Al contrario dovrebbero essere persone che cercono una collaborazione costruttiva e soluzioni ottimali, che sono disponibili a sottoporre le proprie idee all’opinione pubblica, che prendono decisioni a seconda delle proprie convinzioni senza sottostare agli interessi di potere del partito cui sono legati per la propria ricandidatura e per l’ottenimento di privilegi, tra cui quello di una vita assicurata dal punto di vista economico.
Per questi motivi è più che mai necessario rivedere e regolare ex novo gli stipendi dei politici. È data la possibilità di sottoporre al referendum abrogativo parti delle attuali normative che regolano gli stipendi dei politici e di mettere così in discussione lo status del rappresentante politico all’interno della popolazione: deve esercitare il potere sulla popolazione o servire i cittadini?
Dettagli di un possibile referendum abrogativo sugli stipendi dei consiglieri provinciali
Sarebbe utilizzabile lo strumento del referendum abrogativo a livello regionale in quanto dovrebbe essere esercitato su una o più leggi regionali. Esso è regolamentato con leggi regionali unificati nel Testo Unico delle leggi regionali contenenti norme sul referendum abrogativo di leggi regionali e provinciali deliberato con decreto del Presidente della Giunta regionale 23 febbraio 1984, n. 3/L.
Questi sono gli elementi essenziali:
- Il referendum è indetto quando venga presentata richiesta scritta da almeno quindicimila elettori iscritti nelle liste lettorali per l’elezione del Consiglio regionale.
- vige il quorum di partecipazione del 50%
- la richiesta non può essere depositata nell’anno anteriore alla scadenza del Consiglio reg.
- le firme devono essere autenticate da un notaio, da un cancelliere diun ufficio giudiziario della circoscrizione nella quale è compreso il comune dove è iscritto l’elettore, il giudice conciliatore, il segretario del comune o da un funzionario incaricato dal sindaco.
- le firme devono essere raccolte entro quattro mesi dal verbale di presentazione della richiesta;
- accertata la regolarità formale il presidente del Consiglio reg. convoca l’uffico di presidenza del Cons. reg. che delibera all’unamità sulla ammissibilità della richiesta di referendum. Qualora non si raggiunga l’unanimità delibera il Consiglio regionale.
ho ricevuto da Tiziana Plebani una email, che racconta brevemente come è andata la serata del 9 dicemre 2010 (un successo) con una foto e la presentazione che lei ha fatto durante la serata. Ottima presentazione che invito tutti a scaricare e a leggere.
Caro Paolo,
ti ringraziamo di aver dato visibilità alla nostra iniziativa che è stata un successo. Una straordinaria partecipazione e in sala si sentiva un’energia tangibile e positiva. La Cittadinanza sa costruire spazio pubblico condiviso e progettare…. una città migliore. L’Amministrazione saprà accettere la sfida e questa opportunità?
Ti invio una foto dell’incontro e il ppt che ho presentato e che attinge ampiamente alle esperienze di altri così generosi da lasciare in rete documenti, locandine…
Saluti carissimi
Tiziana Plebani
Coordinamento Io Decido
Venezia
alla presenza di una trentina di persone sì è svolto il 2 dicembre 2010 la serata sul tema “Democrazia Diretta” a Torino, organizzata dal Movimento5StelleTorino. Prima di me ha fatto un interessante intervento sulla Crisi Della Democrazia Rappresentativa, Alberto. Gli ho chiesto poi il permesso di riprodurla qui, che forse interessa anche altri.
Metto qui anche il foglio di calcolo usato per raccogliere le idee per la simulazione di serata partecipativa “La Parola ai Cittadini”, (per chi vuole usarlo, basta svuotare tutti i campi, riempirli e poi ordinare la colonna D in ordine decrescente).
domande cittadini torino 02-12-10
Metto anche la presentazione che ho videoproiettato (è la consueta che uso, ma la riposto qui per comodità).
Infine il link al programma Timer, gratuito, che ho usato per tenere i tempi: Cool Timer
Le persone presenti, mi sono sembrate molto interessate ad approfondire la conoscenza degli strumenti di democrazia diretta e sono sicuro che ci saranno sviluppi interessanti. Ci sono state anche domande molto pertinenti, di persone che cercavano il modo per replicare le esperienze mostrate. Insomma un bel momento.
Alla fine c’è stato l’intervento di Helen che ha chiarito i punti programmatici della futura lista civica comunale del Movimento 5 Stelle di Torino e le modalità per raccogliere adesioni di candidati e il percorso futuro da qui al prossimo maggio 2011, data presunta per le elezioni comunali di Torino.
Ecco l’intervento di Alberto, che consiglio di leggere:
La crisi della Democrazia Rappresentativa (qui il file doc: La crisi)
Tratto da “Il futuro della democrazia” di Norberto Bobbio
A paragone della democrazia d’ispirazione rousseauiana, infatti, la partecipazione popolare negli stati democratici reali è in crisi almeno per tre ragioni: a) la partecipazione si risolve nella migliore delle ipotesi nella formazione della volontà della maggioranza parlamentare; ma il parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove; (continua…)
ho ricevuto questa bella email, che riporto con estremo piacere, anche perchè il senso di questo blog è appunto questo, fornire spunti e materiali sulla democrazia diretta, per invogliare i cittadini a iniziare un percorso nel proprio territorio:
Gentile Paolo,
il tuo sito, i tuoi testi e tutto il materiale che hai raccolto, per noi è stato fondamentale per provare a partire anche qui a Venezia con una richiesta di avvio di processi partecipativi
grazie del tuo lavoro!!!!
Ti mando la locandina di questo primo incontro pubblico che abbiamo organizzato, se vuoi darne conoscenza
saluti
Tiziana Plebani
Coordinamento Io Decido
Volantino completo in 2 pagine in pdf
sta nascendo una cosa molto interessante. Un partito dal basso, senza leader carismatici ma tanti cittadini sognatori. Io ho aderito, voglio essere anch’io un sognatore e spero che alcune idee di democrazia diretta possano essere recepite all’interno di questo movimento.
Ecco l’appello. Chi vuole aderire lo può fare personalmente nel sito:
Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.
Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di
Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche.
Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente! (continua…)
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