a Bolzano prosegue il percorso per dare ai cittadini maggiore potere decisionale. Dopo i referendum del 25 ottobre 2009 invalidati di un soffio, l’associazione Più Democrazia (Mehr Demokratie) si è ritrovata ed ha deciso il percorso da attuare nel futuro. Ecco il comunicato che Raffaella Zito, membro del direttivo, ha inviato.
Iniziativa per più democrazia: più italiano il nuovo direttivo.
I soci dell’Iniziativa per più democrazia, provenienti dai quattro angoli della provincia, si sono riuniti in gran numero a Bolzano lo scorso fine settimana per l’assemblea annuale: all’ordine del giorno l’elezione del nuovo direttivo ed i prossimi passi da compiere tenendo conto del risultato del referendum dello scorso ottobre.
Il direttivo dell’Iniziativa per più democrazia è composto da 9 persone, 4 delle quali sono ora di madrelingua italiana. “Un segnale forte – spiegano Marco Tavernar e Raffaella Zito, membri del nuovo direttivo – che è una risposta ai timori che gli strumenti di democrazia diretta possano essere usati contro la minoranza italiana”.
Un passo determinante in questo senso sarà anche l’impegno dell’Iniziativa affinché nella legge provinciale che regola gli strumenti di democrazia diretta sia introdotta un’apposita clausola a difesa delle minoranze linguistiche. Questa viene vista come uno dei presupposti assolutamente necessari affinché nella nostra provincia il diritto di partecipazione democratica dei cittadini sia assicurato a vantaggio di tutta la popolazione.
Al fine di rendere effettivamente praticabile e efficace il referendum come strumento di partecipazione popolare, l’Iniziativa per più democrazia punta ora in modo limitato e mirato:
· all’abbassamento del quorum;
· all’introduzione del referendum su determinate decisioni della giunta provinciale;
· all’assicurazione di un’informazione istituzionale obiettiva.
Per portare avanti questi elementi di riforma assolutamente necessari l’Iniziativa per più democrazia si sta preparando a rivolgersi al Consiglio provinciale con le proprie proposte nonché di posizionarsi per una nuova iniziativa referendaria nel caso queste proposte minime non dovessero essere recepite.
Nel corso della riunione di sabato è stato comunicato all’assemblea dei soci che il debito di 60 mila euro, prodotto dall’impegno per il referendum del 2009, è stato saldato grazie alle donazioni soprattutto di singoli cittadini ma anche di organizzazioni sostenitrici. Anche in questo senso l’Iniziativa ha constatato quanto grande sia l’apprezzamento per il lavoro che sta portando avanti a favore della partecipazione democratica.
Forte di un direttivo in larga parte rinnovato, nel quale sono rappresentati equamente i gruppi linguistici, i generi e i comprensori, l’Iniziativa continuerà il suo lavoro con rinnovato entusiasmo. Tra le attività di quest’anno ci saranno le consulenze per migliorare gli strumenti di partecipazione nei Comuni, dove, in seguito al referendum, l’interesse su questo fronte è notevolmente cresciuto. Particolare sarà anche l’impegno di sensibilizzazione e di informazione verso la popolazione di lingua italiana.
Raffaella Zito
(membro del direttivo)
Il nuovo direttivo in ordine dei voti espressi: Cornelia Dell’Eva, Raffaella Zito, Otto von Aufschnaiter, Karl Zerzer, Marco Tavernar, Bernd Karner, Claudio Campedelli, Pinuccia Di Gesaro (sospeso per incompatibilità), Karl Berger e i membri ausiliari: Erwin Demichiel e Marlene Stein.
riporto qui l’articolo realizzato da un periodico locale sul percorso di democrazia diretta e partecipata che sta avvenendo a Morciano. E’ un percorso importante e che darà frutti perchè l’amministrazione si sta impegnando nel Bilancio Partecipativo come promesso prima delle elezioni nel 2009. Ma contrariamente da tante altre città dove il percorso è stato calato dall’alto su una cittadinanza sospettosa, qui ha trovato un gruppo combattivo e sinceramente interessato alla democrazia diretta e partecipata, che sta usufruendo di tutti i momenti partecipativi offerti dall’amministrazione e ne sta creando di nuovi sui temi che l’amministrazione non ha interesse o voglia di toccare. Da questa continua sollecitazione uscirà di sicuro qualcosa di importante. Clicca sull’immagine dell’articolo, per vederla più grande.
con felicità riporto il comunicato stampa della lista regionale “Rete dei Cittadini” che è riuscita a raccogliere le firme necessarie per presentarsi alle elezioni regionali del LAZIO. La particolarità di questa lista è che pratica la democrazia diretta e partecipata al suo interno, lo ha scritto nello statuto e il suo programma richiede espressamente i referendum senza quorum e il bilancio partecipato. Una grande possibilità per gli elettori laziali che vogliono tornare ad avere voce reale e non solo ogni 5 anni, nella gestione della loro bella regione.
Approvata la Lista civica RETE DEI CITTADINI per le elezioni regionali 2010 del Lazio.
Martedì 2 marzo, alle ore 9:54 è arrivata l’ultima conferma dal Tribunale di Latina della validità delle firme e della documentazione per la presentazione della RETE DEI CITTADINI alle prossime elezioni regionali del Lazio.
La Lista civica RETE DEI CITTADINI sarà presente nelle liste provinciali di Roma, Viterbo e Latina e in tutta la regione con Marzia Marzoli come candidato presidente.
Il listino regionale della RETE DEI CITTADINI è stato il primo ad essere approvato, poi è arrivata la conferma di Roma (ore 11.08 di domenica 28 febbraio) e Viterbo (ore 15:57) e infine Latina.
I volontari della RETE DEI CITTADINI hanno presentato piu di 4000 firme, raccolte a partire dal 23 gennaio.
La candidata Presidente di RETE DEI CITTADINI Marzia Marzoli ha così commentato: “Sono felice, semplicemente felice! È stata dura, abbiamo depositato tutte le firme necessarie e tutta la documentazione senza ritardi né gesti eclatanti. Adesso RETE DEI CITTADINI c’è e ci faremo sentire! La RETE DEI CITTADINI è la dimostrazione che una nuova politica, democratica e partecipata, non solo è possibile, ma continua a incontrare un consenso sempre maggiore”.
Responsabile Ufficio stampa
Tiziana D’Amico
328/8326581
riporto qui da oggi le idee di democrazia diretta e partecipata che abbiamo pensato per la lista civica “Più Democrazia a Rovereto”. Magari qualcuno potrebbe trarne spunto.
La Parola ai Cittadini è un metodo partecipativo inventato dal Gruppo Bilancio Partecipativo di Vicenza nel 2003. Da allora è stato utilizzato decine e decine di volte in tutta Italia e in tutti gli ambiti, da quello informale di gruppi di amici fino ad assemblee pubbliche con 370 persone.
E’ facile, richiede pochissimi materiali e strutture, può essere realizzato da chiunque con un tempo di 1-2 ore.
Si inizia raccogliendo i titoli di 10-15 idee dei presenti, con il loro nome.
Poi si continua chiamando il primo proponente a presentare la propria proposta e a seguire tutti gli altri.
Con questo metodo i cittadini hanno 1-2 minuti per fare una proposta, seguono 2-3 interventi di 1 minuto ciascuno dei cittadini in sala, infine c’è un intervento di 1 minuto del proponente, per rispondere agli interventi dei presenti. In totale da 4 a 6 minuti per presentare in maniera sufficiente un’idea.
Alla fine questa proposta viene votata per alzata di mano.
E così dopo circa 1 ora 1 ora e mezza, si sono ascoltate, discusse e votate 10-15 proposte.
Queste idee votate vengono poi messe in ordine di votazione e si determina così le priorità che i presenti intendono assegnare alle proposte.
Noi vogliamo che le proposte più votate con questo metodo, realizzato almeno 1 volta all’anno nel proprio comune, vengano obbligatoriamente discusse in Consiglio Comunale nella prima seduta utile successiva alla data de “La Parola ai Cittadini”.
su segnalazione di Aphler Sasso, riporto questo importante successo della democrazia diretta a Torino
Autore: Andrea Bertaglio
di Comitato Acqua Pubblica Torino
Moderata soddisfazione del Comitato – Sconfitta del Sindaco Chiamparino
Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione senza scopo di lucro del servizio idrico integrato.
La delibera, che aveva ottenuto il parere favorevole di tutte e 10 le Circoscrizioni cittadine. è passata malgrado l’ostilità dichiarata del Sindaco, che ha certamente pesato sui consiglieri di maggioranza e un loro primo tentativo di emendarla stravolgendone il testo fino a snaturarla.
La ferma opposizione del Comitato – sostenuta anche da una vivace mobilitazione popolare – e un’opera di mediazione condotta dalle consigliere Monica Cerutti-SD e MariaTeresa Silvestrini –PRC con il consigliere Lorusso del PD – hanno portato a una soluzione non ottimale ma accettabile.
I fautori della privatizzazione dell’acqua non si sono fatti mancare nulla: non solo l’astensione del Sindaco ma anche la non partecipazione al voto della minoranza e dei due consiglieri PD Enzo Lavolta e Stefano Gallo. I loro tre voti mancanti hanno così impedito di raggiungere i due terzi dei voti richiesti dalla legge per l’approvazione della delibera in prima lettura (i voti favorevoli sono stati 31 rispetto ai 34 necessari).
Si è dovuto quindi procedere a due successive e distinte votazioni a maggioranza semplice, che si sono concluse oggi 8 febbraio con l’approvazione della delibera di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 12.000 cittadini torinesi. Crediamo che non esista un precedente di così vasto coinvolgimento popolare nella politica istituzionale della Città.
riporto integralmente l’appello mandato da Pino Strano per firmare le liste de La Rete dei Cittadini. Interessante l’articolo 15 citato. Molto interessante e vicino a quanto una democrazia dovrebbe essere.
Aiutateci a raccogliere le firme necessarie a presentare la RETE DEI CITTADINI alle regionali del Lazio.
ecco un interessante aggiornamento inviato da Stephan Lausch, su come si stanno evolvendo le cose a Bolzano. Il 25 ottobre 2009 si sono svolti 5 referendum tra cui quello per il miglioramento della legge sulla democrazia diretta. Il 38% andò a votare (la stragrande maggioranza votò SI), ma il quorum al 40% invalidò la consultazione.
Comunicato stampa tre mesi dopo il voto referendario
Bolzano 26 gennaio 2010
Miglioramenti minimi per la democrazia diretta e le proposte inaccettabili del direttivo SVP alla sua base
Il referendum provinciale del 25 ottobre 2009, fallito solo a causa del quorum mancato, ha catapultato la questione della democrazia diretta fra gli argomenti politici più discussi di questi mesi. La SVP si è sentita chiamata a discutere seriamente dei necessari miglioramenti delle regole per la partecipazione politica diretta dei cittadini della nostra provincia.
Il nostro obiettivo è una democrazia più completa, dotata di diritti referendari praticabili. È per questo che stiamo lavorando da anni. Dall’altra parte la mole di problemi irrisolti e l’opposizione derivante da un sistema politico bloccato non fanno che aumentare. Siamo convinti che la società, se dotata di più ampi diritti di partecipazione, si sarebbe impegnata in maniera più costruttiva. I politici al potere devono rendersi conto che sono responsabili anche della crisi del sistema politico e del differimento della soluzione dei problemi che non fanno che aumentare. Aumentano anche perché non si permette il coinvolgimento di tutti in uno sforzo comune di individuare soluzioni.
Esattamente tre mesi dopo il referendum l’INIZIATIVA ora elenca (continua…)
gli amici di Morciano in Comune, con cui avevamo fatto “La Parola ai Cittadini” il 25 ottobre 2009, hanno presentato una lista di proposte per attuare la partecipazione e la democrazia nella nuova provincia di Rimini, direttamente al suo presidente. Le riporto qui perchè sono proposte sensate di democrazia diretta, partecipazione e trasparenza, che ognuno di noi può trascrivere integralmente e inviare al proprio presidente di provincia.
Ecco il testo completo della loro proposta: Qui in pdf: Il_Cittadino_Partecipa_lettera_vitali
OGGETTO: Il Cittadino Partecipa
Egr. Sig. Presidente,
innanzitutto volevamo esprimerLe il nostro più sincero apprezzamento e ringraziamento per aver reso oggi possibile questo momento di incontro e di reciproca conoscenza, momento, che per noi partecipanti ai Comitati “Morciano in Comune” ed al “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”, rappresenta un’altra importante e significativa tappa di quel lungo e stimolante cammino di partecipazione e condivisione intrapreso, volto a promuovere e diffondere i principi e gli strumenti della Democrazia diretta e rappresentativa fra la Cittadinanza e le sue Istituzioni.
Per fare questo abbiamo promosso e promuoviamo, ovunque ci presentiamo, la partecipazione attiva, (continua…)
ricevo dall’amica Lara il report di quanto accaduto nel consiglio comunale di Feltre il 15 dicembre 2009. E’ un esempio chiaro che la mobilitazione dal basso funziona. Un esempio che mi rincuora e che ci può smuovere dalla rassegnazione.
Report consiglio comunale Feltre
Salve a tutti, di seguito trovate un “breve” report dell’importante consiglio comunale di ieri a Feltre:
“Importante vittoria del Comitato Acqua Bene Comune: il Comune di Feltre approva la Delibera! La Delibera viene approvata nell´imbarazzo della Lega e del Sindaco-Senatore Vaccari.
Ieri sera alcune persone del Comitato hanno dato vita ad un Presidio durante il consiglio Comunale di Feltre, dato che si sarebbe discusso un ordine del giorno che conteneva la delibera proposta dal comitato secondo cui l´acqua è un bene comune di non rilevanza economica ma di interesse generale. > Abbiamo presidiato il Consiglio fin dall´ingresso di consiglieri e sindaco, esponendo di fronte al Comune uno striscione che recitava:” IL SENATORE VACCARI PRIVATIZZA L´ACQUA, IL SINDACO CHE FA?”, contemporaneamente abbiamo distribuito a consiglieri e assessori un volantino che ricordava i numeri di questa battaglia: più di 9000 cittadini hanno sottoscritto la petizione, oltre 1500 cittadini hanno partecipato alla manifestazione del 24 ottobre, oltre 30 realtà territoriali hanno aderito alla campagna. (continua…)
i referendum autogestiti per l’autodeterminazione della Catalogna si sono svolti il 13 dicembre 2009 ed ha vinto una maggioranza schiacciante di SI. Ovvio il tentativo di ridimensionare questo successo della democrazia dal basso, da parte del premier spagnolo Zapatero. Ma i referendum autogestiti (come quello della Val Pusteria di qualche anno fa e quello di Vicenza del 2008), anche se non sono vincolanti, mostrano qual è l’effettiva opinione della gente e servono per costruire consapevolezza e conoscenza degli strumenti della democrazia diretta. Un grande plauso agli organizzatori, al di là del contenuto del quesito in votazione. La rivoluzione delle pentole in Argentina di pochi anni fa, partì dall’esito di un referendum autogestito, disprezzato e non ascoltato dai rappresentanti al potere. Che poi furono allontanati con la forza dalla gente.
Ecco i contenuti, tratti da Euronews
“Siete favorevoli a una Catalogna stato sovrano, indipendente, democratico e sociale, integrato nell’Unione Europea?” E’ la domanda a cui hanno risposto in 170 comuni e 700 mila persone, chiamate alle urne per un referendum autogestito sull’indipendenza della regione spagnola.
Una consultazione non ufficiale, organizzata da attivisti e volontari, che fa seguito a quella che in settembre ha visto vincere il fronte del si nella cittadina di Arenys de Munt con il 96% dei voti. I risultati del referendum non sono vincolanti per la Spagna, ma sicuramente peseranno sul dibattito che si svolge da anni sul grado di autonomia da concedere a questa regione che con 7,5 milioni di abitanti concentra il 25% del Pil nazionale, una regione in cui il catalano è la lingua ufficiale insieme allo spagnolo. Dopo Girona in gennaio, il 25 aprile toccherà a Barcellona dire si o no all’indipendenza della Catalogna.
Ha vinto il “sì” al referendum simbolico sull’indipendenza della Catalogna, ma con il voto di circa il trenta per cento dei cittadini coinvolti nella consultazione. Meno di un terzo dei 700mila chiamati alle urne in 166 comuni per pronunciarsi sull’indipendenza da Madrid. Se il “sì” non ha destato sorprese, gli organizzatori speravano invece in una maggiore affluenza.
“È un modo di recuperare un po’ più di attenzione e rispetto per il popolo catalano” afferma un cittadino, che ha dato il suo voto. “Primo, non ho avuto tempo. E secondo, non ero realmente interessato a votare” spiega invece un altro.
I movimenti indipendentisti sperano ora che questa prima consultazione “privata” su larga scala contribuisca a imporre un vero referendum di autodeterminazione.
“Il nuovo futuro politico della Catalogna – spiega Carles Ribes, sindaco di L’Arboç, uno dei comuni coinvolti nella consultazione – include le elezioni parlamentari del prossimo anno. E con queste consultazioni tutti i partiti in seno al Parlamento dovranno decidere se sarà necessario indire un referendum. Ma stavòlta ufficiale, non come questo che è non vincolante”.
L’iniziativa dei referendum interviene in un momento di forte tensione fra Barcellona e Madrid, visto che è all’esame della Corte Costituzionale spagnola una revisione allo Statuto catalano.
gli amici di Verona che da anni si battono contro la realizzazione del mega traforo per la bretella nord e che avevano presentato una proposta di referendum sul tema, hanno avuto il quesito bocciato dai Garanti, nominati dalla giunta del governo leghista di Verona.
Ecco i dettagli presentati nel comunicato stampa del Comitato di Cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle:
NUOVO RICORSO: “REFERENDUM IMPEDITO AD OGNI COSTO”
Chiesto l’avvio della raccolta firme e risarcimento danni
IL QUESITO: «Volete voi che sia revocata la deliberazione della giunta comunale di Verona 29 maggio 2009 n. 152 avente per oggetto l’individuazione del promotore e la dichiarazione di pubblico interesse in relazione al completamento dell’anello circonvallatorio Nord – traforo delle Torricelle?».
Premessa
In nome della trasparenza e della lealtà che dovrebbe sempre contraddistinguere il rapporto tra cittadini ed amministrazioni pubbliche, vogliamo oggi esporre le ragioni dei Promotori contro la decisione del Collegio dei Garanti che il 10 ottobre scorso ha bocciato il quesito referendario presentato in giugno. Tali argomentazioni rispecchiano abbastanza fedelmente i contenuti del ricorso che i legali dei Promotori hanno depositato al Tribunale di Verona (il terzo nel giro di pochi mesi) pochi giorni fa. Ci accingiamo a questo passo nella speranza che, in luogo di costringerci a dialogare attraverso le carte bollate, continuando a chiamare in causa i giudici il cui compito sarebbe quello di intervenire sulle patologie del sistema sociale e non di regolarne la fisiologia, l’amministrazione comunale e segnatamente il sindaco Tosi si decidano finalmente a parlare anche con i cittadini che sono in disaccordo su un’opera molto controversa. Nel procedere all’esposizione intendiamo essere quanto più espliciti ed esaustivi possibili, ma pur sempre nel rispetto delle prerogative e dell’autonomia dei giudici, la cui decisione verrà accettata da parte nostra di buon grado, qualunque essa sia.
di Paolo Michelotto
cosa possono fare i cittadini dal basso, in Italia, con gli strumenti informatici attuali?
di Paolo Michelotto
ecco uno splendido video realizzato dagli amici di Vicenza. Per rinfrescare la memoria a chi ha perso qualche passaggio della vicenda Dal Molin, riporto una breve storia della mancanza di democrazia a Vicenza, che Michele Boato ha scritto sul trimestrale Gaia.
La lotta contro la nuova, enorme, base militare USA a Vicenza è ancora in corso, anche se sono iniziati i lavori, autorizzati dai governi Prodi e Berlusconi e diretti dal commissario (di Prodi e Berlusconi) Paolo Costa.
Città e movimento hanno fatto di tutto per impedirlo: una manifestazione come quella del 17 febbraio 2007 con 100mila persone non si era mai vista prima a Vicenza, rovinata però dalla doccia fredda di Prodi, nei telegiornali della sera: “manifestare è un diritto, ma dobbiamo rispettare i patti (quali? ndr) e la base verrà raddoppiata”.
C’è poi, in luglio 2007, il ricorso al Tar Veneto di Codacons ed Ecoistituto del Veneto contro l’illeggittimità del progetto Dal Molin dal punto di vista urbanistico (un abuso edilizio) e costituzionale (non è un’opera di difesa nazionale); accolto dal Tar il 18 giugno 2008, e, quasi immediatamente (il 29 luglio) annullato dal Consiglio di Stato, cui si era appellato il governo.
In primavera 2008 la città elegge sindaco, pur con una maggioranza risicatissima, Achille Variati del PD, che si presenta su una netta posizione anti-base (isolato dal resto del PD veneto e nazionale).
Variati conferma ciò che aveva promesso in campagna elettorale: in autunno la città verrà chiamata a pronunciarsi sulla nuova basa attraverso un Referendum Comunale. Si fissa la data del 5 ottobre e il quesito, strettamente legato alle competenze urbanistiche del Comune. Con una lettera pubblica Berlusconi invita pressantemente il sindaco a “non indire il referendum, essendo già stata consegnata, il 30 luglio, l’area agli Stati Uniti” e ricorre al Tar perchè dichiari inammissibile la consultazione. Il Tar non si lascia intimidire e respinge il ricorso: “Nessun danno dalla consultazione esplorativa”. Ci pesna però poi il solito Consiglio di Stato che, il 1 ottobre (a 3 giorni dal referendum!), annulla la sentenza del Tar e lo dichiara inammissibile.
La sera stessa oltre 10mila persone riempiono Piazza dei Signori e il sindaco annuncia “Se non ci permettono di votare nelle nostre scuole, domenica voteremo davanti alle nostre scuole, sotto i nostri gazebo”. Così avviene. In meno di 3 giorni centinaia di volontari organizzano 32 seggi e il 5 ottobre vanno ordinatamente a votare 24.094 elettori di Vicenza: 23.050 hanno votato SI alla proposta di smilitarizzare l’area. 906 NO, 92 schede bianche e 46 nulle. LA città esprime tutta la sua dignità, ma viene calpestata.
Nell’estate 2009 iniziano i lavori di sbancamento nell’area Dal Molin.
di Paolo Michelotto
ecco la proposta più votata dai cittadini il 20 settembre 2009. Ruggero Pozzer chiede che le amministrazioni comunali si incontrino a scadenza fissa con i cittadini e che rispondano alle loro domande.
Questa cosa è per esempio prevista nello statuto del comune di Ortisei:
Cap 40:
Assemblee dei cittadini
1. Una volta all’anno viene convocata l’assemblea dei cittadini, durante la quale la giunta comunale riferisce sull’attività amministrativa. In ogni caso l’assemblea dei cittadini deve tenersi prima dell’approvazione del
piano urbanistico.
Qui trovi lo statuto di Ortisei:
E qui un altro esempio che stanno discutendo a Morciano:
Il gruppo “Morciano in Comune” sta inoltre presentando una modifica al Regolamento dei diritti di partecipazione in cui è previsto il Consiglio Comunale di Consultazione, una innovazione che permette in certe condizioni di interesse dei cittadini di indire un consiglio comunale in cui i protagonisti siano i cittadini. Riporto qui la bozza di quell’articolo, altamente innovativo, anche se sicuramente migliorabile:
Articolo 17 – Consiglio Comunale di consultazione
1. Almeno due volte all’anno, (continua…)
di Paolo Michelotto
ci siamo incontrati mercoledì 28 ottobre con due membri veronesi del Comitato dei cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle. Lo scopo era quello di scambiarci considerazioni ed opinioni sul percorso referendario.
Qui il loro bel sito, ricco di informazioni e della storia delle iniziative che hanno preso e di ciò che faranno.
A Verona l’amministrazione del Sindaco Tosi ha deciso senza discussioni in consiglio comunale e tantomeno sentendo i cittadini, di realizzare una bretella autostradale a nord della città per completare il cerchio attorno a Verona. Il problema è che va a toccare una zona splendida che sarà cementificata e attorno a cui poi verranno urbanizzate aree e fatti centri commerciali. Il progetto prevede che i privati che costruiranno il tutto spenderanno 330 milioni di euro e guadagneranno 4,5 miliardi di euro.
Cifre colossali e i cittadini non sono mai stati coinvolti o sentiti sull’argomento.
Il Comitato che agisce da qualche anno su questo argomento, ha provato tutte le strade per incontrare gli amministratori, senza risultato e per far discutere. Ora ha deciso di usare lo strumento referendario, ma il comitato dei garanti (di nomina della maggioranza del sindaco) ha bocciato il quesito con vari pretesti.
Il comitato ora farà ricorso e ripresenterà contemporaneamente un altro quesito.
Al di là della vicenda specifica, spicca la voglia di democrazia che è diffusa tra i cittadini italiani, la loro caparbietà e la mancanza di democrazia dei nostri eletti, di qualunque colore politico. Quando si muovono tanti soldi i rappresentanti rappresentano invariabilmente gli interessi dei costruttori, che poi casualmente figurano anche tra i finanziatori della campagna referendaria. Che straordinarie somiglianze tra Tosi (Verona), Valduga (Rovereto), Andreatta (Trento), Durnwalder (Bolzano). Partiti diversi, ma l’azione è sempre uguale.
Noi abbiamo suggerito al Comitato di Verona:
- di chiedere di farsi aiutare nello stilare il quesito dal difensore civico e da eminenti professori di diritto riconosciuti per il loro prestigio;
- di coinvolgere altri comitati e altre zone di Verona per tentare di unire le forze nella raccolta delle firme e nel superamento del quorum (come è stato fatto a Bolzano e a Rovereto).
- di organizzare serate partecipative sullo stile “La Parola ai Cittadini” per far emergere le idee dei cittadini di Verona riguardo la propria città.
- di presentare contemporaneamente un referendum per abolire il quorum
- di chiedere di abbinare i referendum comunali alle elezioni nazionali, regionali, europee per risparmiare soldi e fatica ai cittadini e innalzare l’affluenza al voto.
di Paolo Michelotto
il gruppo “Morciano in Comune” ha organizzato questa domenica 25 ottobre 2009 alle 17.30 una “La Parola ai Cittadini”. Io sarò presente come facilitatore dell’evento e alla fine racconterò gli esempi migliori di democrazia diretta nel mondo. Questo è il primo incontro del ciclo “Virtù in Comune”
Ma non è l’unica cosa fatta a Morciano. Il 29 Maggio 2009 lo stesso gruppo aveva organizzato “I cittadini incontrano i candidati sindaci”.
Nel 2010 l’amministrazione vuole realizzare il Bilancio Partecipato di cui parlo alla fine di questo post.
Il gruppo “Morciano in Comune” sta inoltre presentando una modifica al Regolamento dei diritti di partecipazione in cui è previsto il Consiglio Comunale di Consultazione, una innovazione che permette in certe condizioni di interesse dei cittadini di indire un consiglio comunale in cui i protagonisti siano i cittadini. Riporto qui la bozza di quell’articolo, altamente innovativo, anche se sicuramente migliorabile:
Articolo 17 – Consiglio Comunale di consultazione
1. Almeno due volte all’anno, (di cui una obbligatoriamente almeno 15 giorni prima dell’approvazione dei bilancio di previsione), deve essere convocato un Consiglio Comunale di consultazione dei cittadini, finalizzato all’ascolto da parte di Sindaco, Assessori e Consiglieri delle richieste, dei bisogni e delle opinioni dei cittadini in merito alle questioni di maggiore rilevanza e interesse pubblici. (continua…)
di Paolo Michelotto
riporto qui l’intervista realizzata dall’amica Denise durante “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino” 20 Settembre 2009 – Rovereto
di Paolo Michelotto
clicca sull’immagine per vedere l’album di 139 foto realizzate da:
Nicola M.
Alessandro I.
inserite nel blog:
e che raccontano alcuni momenti e persone della prima giornata partecipativa realizzata dal basso, in Trentino:
Il Cittadino Partecipa
Rovereto 20 settembre 2009
di Paolo Michelotto
grazie al sostegno tecnico di FUTUR3 e LUNA WEB TV, e all’impegno di Andrea Bisegna che seguirà la ripresa, dalle 9,30 di domenica 20 settembre 2009, ci sarà la diretta video con la webcam presente nella sala della Palestra Damiano Chiesa.
Per vedere il video e audio, clicca sull’immagine oppure vai a questo indirizzo.
di Paolo Michelotto
un gruppo di cui i promotori sono: Laura Frascaroli; Graziano Pini; Costantino Papadopoulos che fanno capo al blog http://riformanomine.wordpress.com/ , hanno scritto una Proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare (per l’Emilia Romagna) il cui tema è la Riforma delle Nomine.
Cioè stanno raccogliendo le 5000 firme previste dallo statuto regionale per presentare la proposta di legge presso il consiglio regionale perchè venga lì discusso. Stanno utilizzando uno strumento di democrazia diretta, per far discutere una legge dai loro rappresentanti regionali. E sono già a buon punto perchè hanno raccolto 4000 firme.
La motivazione della proposta di legge è semplice, vogliono che le nomine pubbliche siano trasparenti, selezionino il meglio, non permettano a condannati di essere nominati e non siano la consueta spartizione tra non-eletti dei partiti o degli amici degli amici. Queste le specifiche richieste:
1 – DIVIETO DI CUMULO DELLE CARICHE
2 – LIMITE ALLE RETRIBUZIONI
3 – APERTURA ALLE AUTOCANDIDATURE
4 – MASSIMA TRASPARENZA
5 – TRASPARENZA DEI PROPONENTI DELLE NOMINE
6 – MERITOCRAZIA
7 – NON CANDIDABILITÀ DEI CONDANNATI
Una proposta simile è stata fatta dalla lista civica regionale del friuli (Cittadini per il presidente) nel loro libro bianco per le nomine. Lì sono elencate tutte le nomine provinciali e a pag.54 c’è la proposta per una nuova legge per le nomine più trasparenti.
Altra proposta simile è stata quella portata al Comune di Bologna e lì bocciata dalla maggioranza (PD, IDV, Rifondazione, Sinistra Democratica) che riporto qui sotto.
Proposta simile è stata portata alla Regione Liguria e anche lì è stata bocciata.
Una proposta del genere si può quindi proporre a tutti i livelli di amministrazione, comunale, provinciale e regionale. Dipende da noi se farla applicare anche dove viviamo. Io la proporrò il 20 settembre a “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel trentino” e nel mio comune.
Ecco il testo completo della proposta di legge regionale per l’Emilia Romagna e a seguire quella per il Comune di Bologna.
“DISCIPLINA DELLE NOMINE REGIONALI IN ENTI E ORGANIZZAZIONI”
RELAZIONE
Con il presente progetto di iniziativa popolare, i firmatari intendono farsi promotori di una legge di riforma del sistema delle nomine pubbliche regionali, al momento regolata dalla legge regionale n. 24 del 1994. L’obiettivo di questa proposta è rendere trasparente e accessibile a tutti la nomina ad una carica regionale, attualmente decisa nelle stanze del potere secondo logiche sconosciute ai cittadini. L’intenzione è quella di scompaginare le oligarchie mediante il divieto assoluto di cumulo delle cariche, e avere dirigenti pubblici che abbiano requisiti di onorabilità, professionalità e merito. Si intende inoltre porre un tetto alle retribuzioni per contenere i costi della politica, e per contribuire alla moralizzazione delle funzioni pubbliche per le quali i compensi, in questi ultimi anni, hanno talvolta perso ogni rapporto oggettivo con le funzioni esercitate. Il Progetto di legge consta di 10 articoli: (continua…)
di Paolo Michelotto
interessante incontro organizzato da Carta. Io non ci sarò perchè proprio quel giorno si voterà a Rovereto per i referendum più democrazia. Ci abbiamo dedicato due anni di impegno e intendo andare a votare il mio SI, ma ci saranno amici che parleranno, se ci sarà la possibilità, dell’esperienza di Rovereto. Le potenzialità sono enormi…
Incontro per l’autogoverno: 10 e 11 ottobre, presso la Comunità della Piagge, Firenze. L’appello e i primi firmatari. Per associarsi scrivete a carta@carta.org [nome e cognome, qualifica e città].
Come i nostri affezionati sanno, Carta è portatrice di un [buon] virus. Quello della democrazia diretta, dal basso, insomma l’autogoverno. Che presuppone, e propone, un altro genere di economia, diversa da quella che ci ha fatto precipitare nella crisi e, va da sé, un nuovo sistema di diritti sociali.
Perciò da ora, e fino al 10 ottobre, veicoleremo la proposta di un incontro tra quelle che abbiamo chiamato «comunità insorgenti» e che hanno preso la forma di presidi, movimenti e liste di cittadinanza, associazioni, comitati e reti, fuori e oltre la politica dei partiti e la crisi della rappresentanza.
Questo incontro, che viene proposto dalle persone il cui elenco è nelle pagine successive, e che si sono radunate con il solo passaparola [chiunque si associerà sarà allo stesso titolo «promotore»], si intitolerà «Democrazia chilometro zero. Incontro per l’autogoverno», si terrà sabato 10 e domenica 11 ottobre alla comunità delle Piagge di Firenze, che offre una preziosa e premeditata ospitalità, e sarà organizzato in modo tale che tutti possano dire la loro, proporre e discutere.
Tutti coloro che si sentono in sintonia con questa proposta possono scrivere, per commentare o annunciare adesione e partecipazione. A fine agosto, quando Carta uscirà di nuovo [il 28], rilanceremo la proposta insieme a coloro che si saranno nel frattempo associati.
Democrazia chilometro zero
Incontro per l’autogoverno 10 e 11 ottobre 2009, comunità delle Piagge, Firenze
Una nuova democrazia si diffonde nel paese al di sotto dei radar dei media e vista con diffidenza dai partiti. Chi la promuove si propone anche di aprire qualche breccia nelle istituzioni della rappresentanza a livello locale, ma il centro di gravità della sua azione è fuori, nella società, dove si creano alleanze basate su progetti concreti e sulle relazioni tra persone.
L’obiettivo è costruire una società solidale e conviviale che parta dalla salvaguardia e difesa dei beni comuni dall’invadenza del mercato e dal riconoscimento dei diritti di cittadinanza, distanziandosi dalla ormai evidente subordinazione al mercato dei rappresentanti politici. Per fare questo si creano organizzazioni orizzontali, che decidono per consenso e promuovono dal basso progettualità ancorate ai territori locali ma nello stesso tempo universali, nell’epoca della grande crisi sociale e finanziaria,
ambientale e democratica.
Si tratta di esperienze a volte molto diverse tra loro, ma allo stesso tempo simili. Questa neo-democrazia, che chiamiamo «insorgente», è un’uscita necessaria e «altra» dalla gabbia autoreferenziale dei partiti e della rappresentanza. Ed è soprattutto un modo di creare in pratica, nella vita delle comunità, laboratori
di una civiltà diversa: le reti dell’economia sociale e la gestione pubblica delle risorse essenziali, una concezione del territorio diversa da quella di un vuoto da riempire di cemento, una moltiplicazione di esperienze di auto-aiuto e di autogestione e di nuova interazione con i migranti, di resistenza alla militarizzazione del territorio.
A noi parrebbe utile che presidi e comitati territoriali, reti, associazioni e liste di cittadinanza si riconoscano e si sostengano tra loro, nella loro pluralità, e divengano più consapevoli di essere la sola alternativa, molto diffusa e per niente marginale, che può ostacolare la politica della paura, degli affari e della distruzione ambientale, e proporre un’altra via ragionevole e ambiziosa: la società del buon vivere e della armonia tra uomo a natura, della democrazia di tutti e della convivialità delle differenze.
Perciò proponiamo un incontro, un dialogo: è un invito rivolto a chiunque senta l’urgenza di cercare, insieme ad altri cittadini «insorgenti», un’altra possibilità: la nascita di una cittadinanza attiva e responsabile capace di confrontarsi con le istituzioni a partire dai beni comuni e non per interessi privati e che si opponga al sistema politico clientelare.
di Paolo Michelotto
in tutta Italia nascono gruppi che vogliono estendere la democrazia, far partecipare i cittadini, limitare lo strapotere della elite politica dominante. E’ un trend naturale, positivo, spontaneo e necessario. Spesso però non ne siamo a conoscenza e pensiamo di lottare da soli ognuno nella propria zona. E a volte siamo scoraggiati, mentre invece siamo noi la maggioranza, ma nessuno ne parla e quindi non lo sappiamo. Per questo inauguro una nuova categoria di post “Democrazia dal basso in Italia” per segnalare gruppi, comitati e associazioni che portano avanti l’idea nobile della democrazia come “potere della gente”. A Morciano (Rn) esiste il gruppo “Morciano in Comune” che è nato di recente e che ha iniziato facendo dibattere i candidati sindaci prima delle recenti elezioni e che si prefigge di affrontare le tematiche di democrazia diretta e partecipativa. Il loro sito si trova all’indirizzo http://www.morcianoincomune.it/ (tra l’altro è interessante anche il sistema di Google Site da loro usato). In maniera trasparente c’è tutto ciò che fanno, che organizzano, gli esiti, le lettere inviate. Un ottimo inizio.