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    Gli amministratori di Rovereto votano per rendere più difficili i referendum

    8 Maggio 2009 // Nessun commento »

    democracy_challenge

    democracy_challenge

    di Paolo Michelotto

    gli amministratori cominciano ad aver paura dei cittadini. l’11 ottobre 2009 i cittadini di Rovereto voteranno 4 referendum comunali per chiedere maggiore democrazia. Gli amministratori hanno già iniziato a tutelarsi per il futuro.

    Infatti la prossima settimana i consiglieri di Rovereto voteranno per alzare il numero di firme necessarie per iniziare un referendum. Dalle attuali 600 passeranno al 6%.
    Sembra un innocente modifica di poco conto, invece si passerà dal 2% degli elettori agli altre 1800
    Questi amministratori voteranno per triplicare la fatica dei cittadini che vogliono poter dare voce ai loro concittadini.

    Ricordiamo che per presentare una lista alle elezioni comunali, ossia per loro stessi, i partiti e le liste civiche devono raccogliere solo 250 firme.
    E poi governano per 5 anni e amministrano 133 milioni di euro l’anno.
    Ma ai cittadini che chiedono di consultare gli altri cittadini su un solo unico tema, chiedono 7 volte tanta fatica e impegno.

    Qui maggiori dettagli:

    http://www.cittadinirovereto.it/diario/i-consiglieri-comunali-votano-per-triplicare-le-firme-necessarie-per-i-referendum/

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    buzzurri al potere:posso palpare un po’ la signora?

    5 Maggio 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    la casta politica italiana, ha perso ogni contatto con la realtà. Cose così non sarebbero tollerate se i cittadini avessero voce reale nel governo del nostro paese. Obama e Sarkozy avessero detto così sarebbero già stati dimissionati a furor di popolo e ancor prima sarebbero stati demoliti dai media. Ma serve informazione libera (fa onore ai trentini che il video sia di TCA) e strumenti che diano forza ai cittadini. I nostri rappresentanti non ci rappresentano più. Berlusconi è il caso più eclatante, più pagliaccesco, ma moltissimi amministratori si comportano come lui, pensano di essere al di sopra della moralità e delle regole civiche. Ma non rassegnamoci, è proprio quello che vogliono. A Rovereto con il Referendum Day dell’11 ottobre 2009 partiamo dal basso a riformare la nostra democrazia, proponiamo di abolire il quorum, e così facendo spalanchiamo la porta della democrazia, quella vera. 10 – 100 – 1000 Referendum Day come a Rovereto. E a Bolzano il 25 ottobre 2009 accade una cosa analoga

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    Meno casta più democrazia: le cifre di uno scandalo italiano

    8 Febbraio 2009 // 2 Commenti »

    fabbrini

    fabbrini

    di Paolo Michelotto

    riporto un articolo apparso oggi su L’Adige e scritto da Sergio Fabbrini (tra i maggiori studiosi europei della politica americana, è professore di scienza politica e direttore della Scuola di studi internazionali all’Università di Trento, direttore della “Rivista italiana di scienza politica” e visiting Professor alla University of California di Berkeley).

    Politica e costi
    Meno casta più democrazia – SERGIO FABBRINI

    Bene ha fatto Pierangelo Giovanetti a sollevare il problema dei costi della politica democratica. Ancora meglio hanno fatto i consiglieri provinciali del Partito democratico ad accettare la sua proposta di trasferire l’incremento «automatico» della loro indennità in un fondo di solidarietà. Tuttavia, ciò non basta. Occorre fare molto di più. Contrariamente a ciò che pensano alcuni, sono coloro che amano la democrazia, e non i demagoghi, che rivendicano la necessità di istituire una politica sobria ed essenziale. Costoro sanno che la politica serve. E, per questa ragione, vogliono riformarla per salvarla dal disprezzo populista. Abbiamo bisogno della politica. Ma, ancora di più, abbiamo bisogno di una buona politica. L’autonomia istituzionale dovrebbe servire a questo: perseguire la buona politica, a prescindere da ciò che fanno o ci farebbero fare gli altriP er questo motivo, non basta rinunciare ad un incremento, ma occorre avere il coraggio di riformare l’intero sistema dei costi della politica. Spiego perché. In Italia, molto più che in altri Paesi, la politica ha dato vita ad una vera e propria «casta», insediata nella molteplicità di posizioni pubbliche da cui si prendono decisioni rilevanti collettivamente, finanziata dalla spesa pubblica, generosissima nel sostenere economicamente le proprie attività. Se si considerano i paesi con popolazione comparabile all’Italia, le dimensioni ipertrofiche di tale «industria italiana della politica» appiano subito evidenti. Basti pensare che i rimborsi elettorali in Italia (200 milioni di euro, per una popolazione di 58 milioni di abitanti) sono quasi il doppio di quelli che ricevono i partiti in Germania (133 milioni di euro, per una popolazione di 82 milioni di abitanti), sono quasi tre volte superiori a quelli che ricevono i partiti in Francia (73,4 milioni di euro, per una popolazione di 64 milioni di abitanti), sono più di tre volte più alti di quelli che ricevono i partiti in Spagna (60,7 milioni di euro, per una popolazione di 45 milioni di abitanti), sono incomparabilmente più alti di quelli che ricevono i partiti in Gran Bretagna (9,3 milioni di euro, per una popolazione di 60 milioni di abitanti). Se poi si considerano gli Stati Uniti con i loro 302 milioni di abitanti, si vede che i partiti di quel paese ricevono molto meno (149,6 milioni) di ciò che ricevono i nostri partiti. (continua…)

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    La società sparente: la politica e la corruzione in Calabria

    6 Gennaio 2009 // Nessun commento »

    la societa sparente

    la societa sparente

    di Paolo Michelotto

    riporto qui il libro scaricabile in versione pdf. Non si trova più nelle librerie e l’editore ha deciso così di continuare a farlo leggere. Questo è anche un mio omaggio al coraggio dei due autori. Racconta di come funziona la politica, la ndrangheta, la corruzione in Calabria. E’ una descrizione terribile di come può degenerare una democrazia rappresentativa, in cui una elite di politici, di massoni e di delinquenti si spartisce il potere e ai cittadini non viene lasciato nulla.

    Qui per scaricarlo.

    Download La società sparente Version 1

    Ecco la descrizionedi Massimiliano Sorrento
    19 Dicembre, 2008
    Scaricabile gratis “La società sparente”, libro su De Magistris e l’oscura Catanzaro, la corruzione in Calabria, ‘ndrangheta, politica e massoneria deviata

    Pubblichiamo in pdf il testo della seconda edizione di “La società sparente” (Neftasia Editore), di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio. Misteriosamente scomparso, il volume, con prefazione di Gianni Vattimo e Angela Napoli, racconta la vicenda dell’ex pm Luigi De Magistris, la Calabria della corruzione, l’impegno dei movimenti civili a favore del magistrato, le indagini a carico dei consiglieri regionali, la sparizione della società calabrese, delitti e omicidi impuniti alla punta dello Stivale italiano. (continua…)

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    L’election day del 6 giugno 2009 e referendum il 13 giugno 2009: tentativo evidente di far fallire i referendum

    30 Dicembre 2008 // 24 Commenti »

    quorum

    quorum

    di Paolo Michelotto

    i referendum nazionali italiani richiedono il quorum del 50%. In Svizzera non c’è quorum, in 26 stati degli USA non c’è quorum, in Italia sì.

    Questo è un meccanismo introdotto dalla classe politica al momento della nascita della costituzione, per tutelare il proprio potere. Infatti minoranze di no che accolgono l’invito al boicottaggio che sempre chi governa fa, fanno invalidare abitudinalmente i referendum.

    Ecco una lettera di Gianluigi Mannucci inviata al Corriere alla rubrica di Beppe Savergnini, che evidenzia la cosa.

    L’«election day» scippa il referendum

    Caro Beppe,
    in questi giorni gli organi d’informazione si sono occupati del ministro dell’Interno Roberto Maroni per l’anniversario della fondazione della sua «band» musicale. Forse avrebbero fatto bene a parlare dell’attacco alla democrazia che il predetto sta compiendo per conto di un’altra «band». Il nostro ha infatti deciso un election day per amministrative ed europee il 6 giugno. Ma per il referendum, già rimandato di un anno, la data è il 13 giugno. Che election day è questo, se si va alle urne due volte? Ebbene, il referendum in questione è quello con cui si chiede:
    1) che le preferenze siano date dagli elettori e non dai partiti (che poi sceglieranno persone meritevoli, oppure, guarda caso, affaristi senza scrupoli)
    2) che si metta fine ai governi di coalizione (cioè a quella cosa «italica» che rende possibile a partiti coalizzati con il 2% di far cadere i governi, e alla Lega Nord di imporre a un intero Paese le sue visioni e/o farneticazioni).
    Allora la cosa è chiara: se si va alle urne il 6 giugno, saremo meno propensi a «rivotare» appena una settimana dopo, ciò è dimostrato. Se poi si tratta di un referendum (importantissimo, perché riguarda due punti che affrontano direttamente i problemi etici e politici del Paese), complicato da spiegare (ci vorrebbe una campagna lunga e paziente), la cosa è ultra-chiara: il ministro non vuole che il referendum raggiunga il quorum. Un gioco già riuscito altre volte. Ma stavolta il problema non è solo la spesa inutile per i contribuenti, il danno è soprattutto nell’ennesima mancata riforma di questo Paese.
    Grazie e auguri,

    Postato in crisi dem. rappresentativa, quorum, referendum

    Ecco perché l’Italia non è una democrazia

    15 Dicembre 2008 // Nessun commento »

    assenza di democrazia in italia

    assenza di democrazia in italia

    di Paolo Michelotto

    Margherita Fabbri e Diego Galli con la collaborazione di Valeria Franchitti, Benedetto Motisi e Sara Tescione hanno realizzato un dossier molto accurato sulle disfunzioni della democrazia italiana. Si intitola “Ecco perché l’Italia non è una democrazia.” E’ è scaricabile gratuitamente in forma digitale in questo post. Questo dossier era stato dato a tutti i partecipanti al BarCamp Esperimenti sulla Democrazia, sulla (non) democrazia tenutosi a Roma il 4 ottobre scorso. Sono cose note, affrontate in una moltitudine di libri e di articoli, ma questa è una sintesi chiara, che racchiude i fatti, le citazioni e i casi più significativi. E’ un libro utile per chi affronta lo studio della democrazia diretta, perchè mostra come un paese in cui i cittadini non possono praticamente mai pronunciarsi sulla gestione della vita pubblica, possa gradualmente decadere e ridurre via via la democrazia al suo interno. Mostra che la democrazia rappresentativa in forma quasi pura come in Italia, porta inevitabilmente al fallimento civico. Consiglio la lettura di tutto il libro, io ho particolarmente apprezzato i capitoli sull’informazione, sulla giustizia e sui referendum.

    Download Ecco perché l'Italia non è una democrazia Version 1

    Ecco i capitoli e alcune precisazioni di Margherita, uno degli autori. (continua…)

    Postato in crisi dem. rappresentativa

    Senza uguaglianza la democrazia è un regime

    2 Dicembre 2008 // Nessun commento »

    gustavo zagrebelsky

    gustavo zagrebelsky

    di Paolo Michelotto

    riporto l’articolo scritto da GUSTAVO ZAGREBELSKY ex-presidente della Corte Costituzionale per il quotidiano La Repubblica il 26-11-08. E’ un grido di allarme sul futuro della democrazia in Italia.

    Senza uguaglianza la democrazia è un regime

    Repubblica – 26 novembre 2008 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA
    Regime o non-regime? Un confronto su questo dilemma, pur così tanto determinante rispetto al dovere morale che tutti riguarda, ora come sempre, qui come ovunque, di prendere posizione circa la conduzione politica del paese di cui si è cittadini, non è neppure incominciato. La ragione sta, probabilmente, in un’ associazione di idee. Se il “regime”, inevitabilmente, è quello del ventennio fascista, allora la domanda se in Italia c’ è un regime significa se c’ è “il” o “un” fascismo; oppure, più in generale, se c’ è qualcosa che gli assomigli in autoritarismo, arbitrio, provincialismo, demagogia, manipolazione del consenso, intolleranza, violenza, ecc. Così, una questione seria, anzi cruciale, viene attratta sul terreno, che non si presta all’ analisi, della demonizzazione politica, funzionale all’ isteria e allo scontro. (continua…)

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