di Paolo Michelotto
la provincia di Bolzano è la prima provincia italiana ad aver introdotto il quorum zero nei referendum provinciali il 6-6-2013. Questo è molto importante perché Bolzano, (Sud Tirol – Alto Adige) è una provincia autonoma, quindi ha poteri molto più forti e vasti delle altre provincie italiane. I suoi atti sono chiamati infatti leggi provinciali. Ed ha un bilancio economico molto significativo. E’ in realtà un ente più forte e ricco ed autonomo di molte regioni italiane. Inoltre tutti i comuni che vi fanno parte ora non potranno più trovare giustificazioni per mantenere il quorum. E quindi ai 10 comuni del Sud Tirol che già oggi hanno quorum zero o al 10%, ben presto se ne aggiungeranno centinaia di nuovi. Diventerà una piccola isola di democrazia in Italia.
Ma non tutto è oro quello che luccica. Quest’ultimo atto della SVP, realizzato a pochi mesi delle elezioni di ottobre 2013, grazie alla pressione costante della Iniziativa Più Democrazia di Bolzano negli ultimi 18 (DICIOTTO) anni, in realtà non è la migliore delle leggi possibili sulla democrazia diretta, ma nasconde insidie significative. Ecco quanto scrive l’amico Thomas Benedikter.
La nuova legge provinciale sulla partecipazione referendaria dei cittadini
È caduto il quorum, ma non la diffidenza della SVP nei cittadini
La nostra provincia ora è la prima realtà territoriale in Italia che si è congedata dal quorum di partecipazione nei referendum. Ciò che sembrava essere regola ferrea, imposta dalla Costituzione, ciò che ha fatto strage fra tante votazioni referendarie a tutti i livelli, è superato. Bisogna darne atto alla SVP che hanno capito che questo meccanismo nefasto mortifica il buon funzionamento della democrazia diretta. Pure occorre riconoscere un’altra innovazione interessante. In base alla nuova legge si potrà firmare le proposte popolari per via elettronica. Ciò non esiste da nessuna parte in Italia, solo per l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE), ma questa in fondo è solo una petizione di massa, che non porta ad un referendum.
Benché ci fossero altri elementi positivi, in generale la SVP con questa legge non è riuscita a fare uno strappo nel suo atteggiamento di diffidenza nei confronti dei cittadini quando osano avviare iniziative autogestite. La democrazia diretta classica si basa su due strumenti principali il referendum propositivo con cui i cittadini possono proporre una loro soluzione al resto dell’elettorato, e il referendum confermativo per porre un veto contro atti voluti dalla Giunta o dal Consiglio che non sembrano accettabili dalla popolazione. La SVP ha peggiorato la praticabilità del primo, e ha semplicemente ignorato il secondo, cioè il referendum confermativo. Quest’ultimo, però, nei sistemi di democrazia diretta più evoluti, è quello più utilizzato dai cittadini che molto più spesso se ne avvalgono con successo. Forse è la paura della SVP che i cittadini possano bloccare con il loro buonsenso la libera gestione del potere da parte della maggioranza SVP, forse è questa strana diffidenza nei confronti dei cittadini e del mondo associazionista non controllato ad aver impedito alla SVP una scelta più coraggiosa e coerente con il suo nome (S-Volks-P).
Nel secondo strumento la SVP ha ripreso un modello di iniziativa popolare esistente in Baviera e altri Länder tedeschi che ha un “pregio”: introducendo due passaggi il referendum propositivo si trasforma in una corsa ad ostacoli estenuante, macchinosa. Una trattativa lunga con il Consiglio provinciale in cui ogni proposta affronterà un muro di gomma o sarà stravolta, ricotta e girata per poter poi essere presentata come meravigliosa soluzione di compromesso per evitare il referendum. Già arrivarci è comunque improbabile per la maggior parte delle istanze legittime. Raccogliere prima 8.000 firme solo per il diritto di poter dialogare con il Consiglio, poi ancora 26.000 firme per poter indire una votazione referendaria in soli due mesi (sommando sono 34.000 firme, quasi il 10% degli aventi diritto al voto) equivale ad una tattica di logoramento per scoraggiare i movimenti civici, non per promuovere la partecipazione.
Non parliamo di altre trappole disseminate nel testo della nuova legge, che rendono il bicchiere neanche mezzo pieno. Riaffermiamo che contro questa legge non c’è altro rimedio che il referendum abrogativo offerto dallo Statuto di autonomia. Sarà promosso sia dall’Iniziativa per più democrazia, sia dai partiti di opposizione. Almeno la SVP ha avuto il coraggio di uscier allo scoperto con questa legge prima della scadenza della legislatura, mantenendo una promessa, e quindi di misurarsi con tutto l’elettorato nel gennaio/febbraio prossimo. Nel dibattito finale al Consiglio la SVP stessa non l’ha presentata come grande conquista, ma come un compromesso: ma da quando i cittadini dovrebbero fare compromessi con i loro rappresentanti: sono avversari, sono nemici?
Thomas Benedikter
Questo il comunicato stampa inviato dall’associazione Iniziativa Più Democrazia di Bolzano
L’Iniziativa per più democrazia rileva con stupore che il gruppo consiliare della SVP ha varato ora, nel ultimo scorcio della legislatura e con i soli propri voti, la propria legge sulla democrazia diretta. Questo è veramente inaccettabile! Qui infatti non abbiamo a che fare con una qualsiasi legge, ma con una legge che stabilisce le norme che regolano l’altrà metà della democrazia, quella diretta: una tale legge richiederebbe un consenso allargato e non dovrebbe esprimere l’idea di un solo partito. Il vertice della SVP da molto tempo sa benissimo che a questa sua proposta non manca solo ogni consenso all’interno del Consiglio ma anche di quella parte della società civile che negli anni passati ha approfondito la materia. Non si capisce inoltre perché l’attuale gruppo consiliare SVP abbia voluto impegnare con tale legge, da difendere nel referendum, la nuova formazione che uscirà dalle elezioni, ben sapendo che, con l’uscita di scena di Luis Durnwalder, si aprirebbero nuove prospettive per affrontare la materia.
L’Iniziativa per più democrazia non nasconde la sua soddisfazione per il fatto che la propria contrarietà al disegno di legge SVP possa aver contribuito alla chiusura totale verso la legge stessa non solo di tutta l’opposizione in Consiglio ma anche del partner di coalizione della SVP. L’Iniziativa considera un atteggiamento ipocrita e di basso profilo la svalutazione che alcuni esponenti del gruppo consiliare SVP hanno fatto sul mancato consenso alla legge da parte di tutti gli altri partiti, giudicato non di contenuto ma già parte della campagna elettorale. In realtà la valutazione dei partiti di opposizione coincide con quella dell’Iniziativa per più democrazia che, in quanto organizzazione di volontariato apartitica, non ha alcun scopo elettorale: essa esprime il suo giudizio negativo basandosi su conoscenze ed esperienze acquisite attraverso la trattazione di tale materia da quasi due decenni! Gli attivisti e sostenitori dell’Iniziativa con il proprio impegno non hanno altro da guadagnare che la certezza di impegnarsi a favore di una politica più sensata e ragionevole e non hanno da “perdere” altro che il loro tempo che si vedono costretti di dover impegnare in questi anni per contrastare l’atteggiamento tanto ostile quanto ottuso e chiuso dell’SVP.
Contro questa legge ora non rimane che promuovere il referendum: questo referendum è un’opportunità data ai cittadini dallo Statuto di Autonomia solo in riferimento alle leggi fondamentali con le quali vengono stabilite le regole della democrazia.
Il voto referendario si svolgerà probabilmente in gennaio del 2014. In questo caso non è previsto un quorum di partecipazione e decideranno coloro che si recheranno alle urne.
Sarà un’ulteriore esperienza importante per i cittadini della nostra provincia poter decidere per la prima volta in assoluta sull’entrata in vigore o meno di una legge varata dal Consiglio. L’Iniziativa da anni si batte affinché ai cittadini sia data tale possibilità, non solo in casi d’eccezione come questo, ma ogni qualvolta essi lo ritengano necessario e quindi di fronte ad una qualsiasi legge varata dal Consiglio o ad una delibera della Giunta con valenza provinciale. Sotto la pressione di un possibile referendum l’attività legislativa sarebbe costretta a tenere maggiormente in considerazione le aspettative dei cittadini e risulterebbe qualitativamente migliore. Ma è proprio questo diritto di controllo diretto che la dirigenza della SVP, con la sua legge, preclude ai cittadini!
Se nel referendum i cittadini respingeranno questa legge nella prossima legislatura l’SVP sarà costretta ad accettare finalmente una regolamentazione della materia che sia veramente praticabile e condivisa. A tale scopo in aprile 2014 l’Iniziativa ripresenterà al voto la propria proposta di legge sulla democrazia diretta, frutto di uno studio approfondito e di un ampio dibattito all’interno della società civile.
Qui il link della provincia di Bolzano sulla Legge Partecipazione Civica in Alto Adige, approvata il 06-06-13
http://www.landtag-bz.org/it/attualita/cs-consiglio-attuali.asp?aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=427707
Qui sotto l’ultimo testo disponibile della legge, quello approvato. La data di inizio discussione è agosto 2011. Due anni dopo, 4 mesi prima delle votazioni provinciali è stata approvata. Qui il testo in pdf.
di Paolo Michelotto
pubblico molto volentieri qui l’articolo di Thomas Benedikter sull’incontro sulla Democrazia in Islanda che si è tenuto a Bolzano alcuni giorni fa.
Conferenza a Bolzano con la presidente del Consiglio costituzionale
Due eventi marcano gli ultimi sviluppi della democrazia islandese: il 28 marzo, nella sua ultima seduta, l’Allthingi, il Parlamento uscente, approva una nuova procedura per modificare la Costituzione. In futuro, se il paese intende emendare la sua carta costituzionale avrà la scelta fra il modo tradizionale (maggioranza semplice del parlamento, poi elezioni, e conferma o meno della modifica da parte del nuovo parlamento) oppure un nuovo iter: una modifica della Costituzione potrà entrare in vigore se approvato dalla maggioranza di due terzi dell’Allthingi e successivamente approvato dal 40% degli elettori in un referendum. Senza dubbi questa regola renderà molto difficile ogni riforma alla Costituzione. Un metodo piuttosto lontano da quello svizzero, in cui la maggioranza dei votanti e del Consiglio dei Cantoni basta per modificare la Costituzione, naturalmente senza quorum.
Un secondo contraccolpo arriva il 27 aprile 2013. Alle elezioni del parlamento gli islandesi assegnano il 51% dei voti al partito di centro-destra (Partito dell’Indipendenza) e al Partito progressista (liberali), entrambi veri responsabili della politica neoliberista che aveva portato alla crisi finanziaria del 2008 nonché avversari del processo costituzionale partecipativo “crowd sourcing”, ammirato da movimenti per più democrazia europei. Sembra un risultato in contraddizione stridente con il referendum del 20-10-2012 in cui gli islandesi, con una maggioranza dei due terzi approvarono la Costituzione uscita dal Consiglio costituzionale eletto dal popolo. “In Islanda non è solo questo processo costituzionale a preoccupare la gente,” afferma Sölver Nordal, presidente del Consiglio costituzionale, in collegamento diretto in una conferenza sull’ “Islanda coraggiosa” a Bolzano il 31 maggio, organizzato dalla Fondazione per il coraggio civile e l’Iniziativa più democrazia, “pesano tanti altri fattori come la politica fiscale del governo rosso-verde, l’imminente domanda di adesione alla UE che tanti non vogliono. Cosí le vecchie cordate politiche hanno riguadagnato terreno.”
Ad un tratto la politica di questo piccolo popolo nordico appare molto più complesso e la sua scelta di cambiare pagina dandosi un sistema politico con forti diritti di controllo e iniziativa dei cittadini appare un mito quasi sfatato. Tanti giornalisti, ATTAC e movimenti per più democrazia furono entusiasti della “rivoluzione partecipativa” dell’Islanda, ma visto da vicino, il processo di democratizzazione è più lento e contraddittorio, afferma lo specialista Beat Kissling, il relatore della conferenza di Bolzano. In due referendum gli islandesi avevano respinto gli accordi del loro Governo per ripagare i debiti alle banche creditori in Gran Bretagna e Olanda. Poi nel 2011 avevano innescato un percorso molto innovativo per rifare la propria Costituzione. Dal giro di 522 candidati 25 furono eletti a comporre un Consiglio costituzionale, presieduto dalla signora Nordal, che con intenso coinvolgimento dei cittadini in soli 4 mesi elaborò una nuova Costituzione con un rafforzamento dei poteri dei cittadini.
Se questa nuova Costituzione, come afferma Sölver Nordal, poteva apparire molto “inclusiva” e “partecipativa”, a ben vedere non raggiunge uno standard esemplare a livello internazionale per quanto riguarda i diritti referendari. L’Islanda ha introdotto il referendum confermativo (art. 65) contro norme approvate dal Parlamento e il referendum propositivo (art.66). Il Parlamento in questo caso ha il diritto di presentare una controproposta alla votazione referendaria. Ma non solo il numero di firme è molto alto (10% degli aventi diritto al voto), ma spetta al Parlamento stesso decidere se il voto popolare sia vincolante o meno. Poi, stranamente, gli islandesi non si sono dati il diritto al referendum costituzionale, lasciando al Parlamento l’ultima parola sulla nuova Costituzione e sui futuri emendamenti. Una mancanza di coerenza?
Infatti, l’Islanda nel 2009 ha costretto la vecchia maggioranza conservatore-liberale e lasciare il governo, sostituendolo con un governo dei socialdemocratici insieme ai verdi. Dopo la “kitchenware-revolution” del 2009 nel 2010 e nel 2011 fu questo governo a chiamare alla riforma partecipativa della Costituzione (crowd-sourcing-reform), mentre fu il Presidente ad indire due referendum confermativi sui progetti governativi per l’ICESAVE, il salvataggio delle banche e il risanamento del debito pubblico. Proprio questi due partiti sono stati puniti nell’aprile del 2013, riportando alla carica i conservatori e liberali. Ora l’Islanda neanche sa se il nuovo Parlamento approverà la Costituzione voluta dal popolo nel referendum del 20 ottobre 2012, perché quel voto non fu vincolante e definitivo. Non a caso un noto politico a Reykjavik affermò: “Talvolta tanti europei ci considerano un paese molto più democratico di quanto riusciamo ad essere in realtà.”
Thomas Benedikter
di Paolo Michelotto
riporto qui la bella iniziativa di Più Democrazia di Bolzano per chi vuole approfondire sul percorso democratico in Islanda.
Il Centro per la Pace del Comune di Bolzano invita tutti gli interessati al seguente evento:
COURAGIERTES ISLAND – IL CORAGGIO DELL’ISLANDA
PIU DEMOCRAZIA COME RISPOSTA ALLA CRISI?
incontro con Beat Kissling di Zurigo e in collegamento diretto la Presidente dell’Assemblea Costituente Islandese
Venerdì 31 maggio 2013
a Bolzano, dalle ore 18 alle ore 20 presso la Sala di Rappresentanza di vicolo Gumer 7
ingresso libero e gratuito
Evento organizzato in collaborazione con Iniziativa per più democrazia
Vi aspettiamo numerosi!
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Associazione Pax Christi Punto Pace Bolzano / Pax Christi Treffpunkt Bozen
Sede legale: piazza Gries, 18 – 39100 BOLZANO
Gestione del Centro per la Pace del Comune di Bolzano / Friedenszentrum der Gemeinde Bozen
Palazzo Altmann/ Haus Altmann: Piazza Gries – Grieser Platz 18 – 39100 Bolzano Bozen
Codice fiscale – Steuernummer: 94074690218
Tel.: 0471/402382 – Fax: 0471/404751.
website: peacebz.wordpress.com
facebook: www.facebook.com/peacebz
e-mail: centropacebz@gmail.com
di Paolo Michelotto
È arrivata oggi la convocazione ufficiale. Martedì 15 gennaio 2013 a partire dalle ore 19 in Cons. Comunale di Rovereto si parlerà di Quorum Zero. Sarà il secondo tema dopo l’elezione del Vice Presidente del Cons. Com. ma pare che sarà una formalità.
Qui la convocazione in pdf:
convocazione consiglio 15 gennaio
Qui cosa dice il sindaco di Lagundo (BZ) Ulrich Gamper della SVP sul fatto che il suo comune ha tolto il quorum a fine settembre 2012
di Paolo Michelotto
martedì scorso 20/11/12 i capigruppo dei partiti presenti nel Consiglio Comunale di Rovereto si sono riuniti nella consueta Conferenza dei Capigruppo con la presenza anche del Segretario Comunale.
Hanno discusso anche la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare Quorum Zero e Più Democrazia che avevamo depositato il 18 Giugno 2012. Su forte sollecitazione di Mauro Previdi, capogruppo dei Verdi, hanno deciso di proporre innanzitutto un incontro pubblico informativo rivolto a tutti i Consiglieri Comunali e a tutti i cittadini, organizzato per il mercoledì 5 dicembre ore 20,30 presso l’Urban Center sul tema quorum zero. Sarà un incontro moderato dal Presidente del Consiglio Comunale e tutti i presenti potranno fare domande ed ottenere risposte.
Il capogruppo PD Fabrizio Gerola, si è incaricato di trovare un esperto che porti le ragioni per sostenere la presenza del quorum nei referendum, mentre io spiegherò le ragioni per toglierlo e per accorpare le date dei referendum comunali alle votazioni nazionali ed europee.
Questo incontro sarà poi seguito, in una data da fissare, dalla discussione in Consiglio Comunale dello stesso argomento.
L’incontro è aperto a tutti e tutti i cittadini che hanno a cuore la democrazia sono invitati a partecipare.
Nel frattempo a Lagundo (BZ) comune di 4800 abitanti, vicino a Merano, a poco più di 100 km da noi, il 3 ottobre 2012 hanno tolto il quorum dai referendum comunali con voto all’unanimità di tutti i consiglieri comunali.
Ecco l’articolo apparso il 5 ottobre 2012 sul quotidiano Alto Adige
Referendum, a Lagundo fissato il quorum zero
LAGUNDO – Nuove regole nel Comune di Lagundo per la indizione e il verdetto dei referendum popolari sul territorio, varate l’altra sera dal consiglio comunale. Per indire una consultazione popolare sarà necessario che i promotori raccolgano le firme di almeno il 10% degli elettori del Comune. Poi, una volta ottenuto parere di ammissibilità favorevole da parte dell’apposita commissione, l’esito del referendum non sarà inficiato dalla soglia del quorum, fissata a… zero: ovvero qualsiasi sarà l’esito del voto, varrà il parere della maggioranza degli elettori. In sostanza il Comune di Lagundo applica il cosidetto quorum zero, ovvero non sarà necessario che al voto partecipi una soglia minima di elettori, scelta che ha trovato concordi tutti i consiglieri. L’unanimità di intenti invece non c’è stata quando si è trattato di parlare della composizione delle future giunte comunali. Confermando la spaccatura evidenziata dalla commissione nominata proprio per proporre le modifiche allo statuto, il consiglio si è diviso sul numero dei futuri assessori. Alla fine ha prevalso la tesi Svp, ovvero il mantenimento dell’attuale composizione, sei assessori oltre al sindaco, niente “tagli”. (rog)
Lagundo (BZ) si aggiunge a questa lista di comuni che hanno già tolto il quorum dai referendum comunali. Notare il nostro comune confinante Villa Lagarina dove è stato tolto il quorum nel 2009.
A Cortaccia (BZ) dal 2009 il quorum è 15%
A S. Candido (BZ) dal 2010 il quorum è 15%
A Verano (BZ) dal 2005 il quorum è 0%
A Ortisei (BZ) dal 2006 il quorum è 0%
A La Val (BZ) dal 2006 il quorum è 0%
A Fiè (BZ) dal 2006 il quorum è 0%
A Villa Lagarina (TN) dalla fine 2009 il quorum è 0%
A Lana (BZ) dal 2010 il quorum è 0%
A Varna (BZ) dal 2010 il quorum è 0%
A Dobbiaco (BZ) dal 2010 il quorum è 0%
A Terento (BZ) dal 2010 il quorum è 0%
Inoltre coincidenza vuole che molto probabilmente una analoga iniziativa popolare per togliere il quorum venga discussa in Consiglio Comunale di Trento il 4 Dicembre 2012.
Mentre in provincia è già iniziata la discussione della analoga iniziativa di legge popolare Più Democrazia in Trentino già il 6 settembre 2012
Quando riusciremo a discutere dello stesso argomento in Consiglio Comunale a Rovereto?
di Paolo Michelotto
l’amico Thomas Benedikter ha realizzato il fascicolo informativo bilingue in lingua tedesca e italiana, della Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia per spiegare ai suoi concittadini della provincia di Bolzano di lingua tedesca e a quelli di lingua italiana il contenuto della nostra proposta di legge.
Eccolo qui. Molto interessante anche l’impaginazione e l’uso di varie foto illustrative.
Qui il testo completo in pdf:
Ottimo lavoro che spero venga letto e motivi i cittadini della provincia di Bolzano ad andare a firmare.
di Paolo Michelotto
bella serata introdotta da Stephan Lausch, promotore storico dell’Iniziativa Più Democrazia, che ha spiegato la necessità di introdurre strumenti di democrazia diretta migliori. Alla fine la proposta più votata è stata quella di togliere il quorum e i consiglieri del M5S presenti hanno promesso davanti ai cittadini presenti di portare avanti questa idea all’interno del consiglio comunale di Bolzano, con l’aiuto di Stephan.
Queste le proposte formulate con le più votate in alto:
Nome Titolo proposta Voti ottenuti
stephan efficaci strumenti dem. diretta quorum zero 27
paolo alternativa al parkfiume 25
andreas dimezzamento costi politica 25
daniel Perc. + partec. per urb. e problemi quart. 22
teresa bici contromano nei sensi unici 20
flavio inceneritore 19
mirko rivedere servizio autobus pubblici 18
pierluigi bosco al posto di areale ferroviario 17
gerda più orti e meno parchi e parcheggi 13
pietro aprire via trento 9
Questa la presentazione sugli esempi di democrazia diretta che funzionano nel mondo, illustrata nella seconda parte della serata.
Questi i video realizzati:
di Paolo Michelotto
il 25 gennaio 2012, dalle ore 20.30 circa ci sarà lo streaming, ossia la diretta video dell’evento. Utilizzando Ustream, il mio iPhone (è davvero facile e gratuito per tutti realizzare dirette video di eventi). Il tutto ovviamente se ci sarà linea all’interno della sala dell’incontro, organizzato da AltoAdige5Stelle.
Ci sarà il mio canale video e anche il canale video realizzato da Alto Adige5Stelle
di Paolo Michelotto
con grande piacere sono stato invitato a Bolzano dal Movimento 5 Stelle a parlare di Democrazia Diretta. La prima parte della serata sarà dedicata a La Parola ai Cittadini. Nella stessa sera parledà anche Stephan Lausch.
Mercoledì 25 Gennaio 2012 – ore 20.30 - Sala Polifunzionale Ortles – Piazza Anne Frank 21
di Paolo Michelotto
oggi 5 settembre 2011 dalle 11 alle 17,30 abbiamo discusso della legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. Eravamo in 9 persone da varie parti d’Italia: Thomas da Caldaro (BZ), Stephan da BZ, Gianni da TN, Enrico da Albignasego (PD), Emanuele di Piove di Sacco (PD), Giuseppe, Marco e Fabrizio da MN e io da Rovereto (TN). Ho vissuto un incontro emozionante, partecipato, onesto, costruittivo, pieno di buon senso e di voglia di contribuire al bene del paese.
Siamo partiti da quanto elaborato in questi mesi nelle riunioni skype e sul forum
Fino alla pausa pranzo alle 15 abbiamo discusso dei temi da introdurre nella bozza della proposta di legge.
In seguito abbiamo cominciato ad affrontare i primi articoli.
Su questo file, versione 005 della bozza di legge, c’è quanto elaborato fino a Pag. 4. e che riporto qui sotto (il resto è la versione 004 da cui partire per le prossime discussioni).
Alla fine abbiamo stabilito di realizzare una nuova riunione skype martedì 13 settambre ore 20.30. La riunione è aperta a tutti.
Per poter partecipare è essenziale inviare il proprio tel (per risolvere eventuali problemi di connessione) e nome skype al mio indirizzo paolorove@gmail.com – chi non fornisce questi dati non potrà partecipare.
Questo il file 005
005 legge quorum dd elaborato a BZ il 5-09-11
Ecco quanto elaborato:
Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta
Obiettivi votati assieme – incontro a Bolzano 5-09-11
Livello di comune, provincia, città metropolitana, regione
Quorum
Trasparenza
Obbligatorietà seguito iniziative
Referendum obbligatori su modifiche costituzionali e trattati internazionali
Libretto informativo
Iniziative di legge a voto popolare
Raccolta firme senza funzionario
Revoca
Referendum opzionale
DD nella informazione
Firme via internet
Diritto dei cittadini di poter deliberare su tutte le materie di competenza degli eletti a tutti i livelli
Indennità dei parlamentari è approvata dal popolo
Art. 67 – Revoca
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 67. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
(su ispirazione dell’art. 72 cost. Venezuela)
Diventa:
Art. 67. – Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
I membri del parlamento eletti o nominati sono soggetti a revoca. Trascorso un anno del mandato della persona eletta o nominata, un numero di elettori pari ad almeno il 12% degli aventi diritto al voto del collegio elettorale di pertinenza o l’1% dell’insieme nazionale, può presentare una richiesta di votazione per la revoca del mandato. Quando la maggioranza dei votanti si esprime a favore della revoca, il mandato del parlamentare sarà considerato revocato e dovrà essere intrapresa un’azione immediata per ricoprire la posizione vacante, con le modalità previste dalla legge.
Art. 69 – Indennità degli eletti
Articolo nella costituzione in vigore
Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge.
Diventa:
Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto in un intervallo compreso tra il – 50% e il + 50% della media europea.
Gli altri articoli non sono stati toccati e rimangono quelli della versione 004 da cui partiremo nelle prossime riunioni.
di Paolo Michelotto
in preparazione dell’incontro del 5 settembre a Bolzano nella sede di Più Democrazia e con gli amici interessati, ho condensato in questa presentazione slide il percorso fatto finora e il testo finora emerso dalle discussioni e presente nel forum:
Qui la presentazione con la bozza 004
di Paolo Michelotto
durante l’ultima riunione su Skype (19-08-11) per discutere il testo della proposta di legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta, abbiamo pensato che il modo migliore per arrivare a un buon testo è ancora quello della discussione dal vivo.
Almeno ora che ci siamo fatti delle idee chiare sulla situazione attuale e su dove vogliamo arrivare. Ai presenti andava bene incontrarsi per una volta a Bolzano, Thomas Benedikter e Stephan Lausch hanno accettato e messo a disposizione la saletta che utilizzano per gli incontri di Mehr Demokratie. Quindi ci incontriamo lunedì 5 settembre 2011 ore 11 in Via Argentieri 15 – Bolzano.
La sede è in Via Argentieri 15 – (5 minuti dalla stazione passando per viale Stazione, oltrepassando in diagonale piazza Walther, salendo il vicolo con a fianco l’albergo Città sbucando in Via Argentieri e girando poi subito a sinistra per arrivare al numero civico 15).
L’incontro è fissato alle ore 11 del mattino. Chiunque sia interessato può partecipare. L’ideale sarebbe leggere prima dell’incontro tutte le proposte che sono state formulate finora e che si trovano qui:
http://quorum.forumattivo.it/f11-fase-4-dalle-idee-al-testo-finale
Chi pensa di venire avvisi sul forum o sul blog. Non sappiamo cosa uscirà, ma sarà ancora una bozza integrabile da chi non è potuto venire.
di Paolo Michelotto
gli amici di Mehr Demokratie – Più Democrazia di Bolzano, hanno presentato per la QUARTA volta la proposta di legge sulla Democrazia Diretta. E’ dal 1995 che lavorano per ottenere questo risultato e dopo 16 anni ancora si battono con passione. Ma i risultati stanno cominciando ad arrivare: 10 comuni con quorum eliminato o abbassato al 15%, sostegno e simpatia dei cittadini, dibattito anche all’interno della struttura monolitica del partito da sempre al potere, il SVP. In nessuna provincia italiana si è dibattuto così tanto di democrazia diretta. E ad oggi comunque, anche la pessima legge in vigore a Bolzano, grazie alla loro pressione, è la migliore legge sulla democrazia diretta tra tutte le provincie italiane.
Grazie per l’esempio che date ai cittadini del resto d’Italia!
foto1: Consegna delle firme al Presidente dell Consiglio provinciale Mauro Minniti
Ecco il comunicato ufficiale scritto da Stephan Lausch per l’occasione della consegna delle firme.
Bolzano 5 luglio 2011
12.556 cittadini chiedono con l’iniziativa popolare 2011 al Consiglio provinciale:
Trasformate la proposta sulla democrazia diretta approvata dai cittadini in legge provinciale!
Oggi, 5 luglio, l’Iniziativa per più democrazia consegna la sua proposta di legge di iniziativa popolare, firmata da 12.556 cittadini, al Consiglio provinciale. Viene posta così all’ordine del giorno del Consiglio provinciale la proposta di legge su cui la popolazione si è espressa nel primo voto referendario in Alto Adige del 25 ottobre 2009. Niente meno che l’83% dei votanti in quell’occasione si sono espressi a favore della legge migliore sulla democrazia diretta.
Le firme per la nostra proposta provengono da quasi tutti i comuni. Sono state raccolte in massima parte da attivisti della nostra associazione in più di mille ore di volontariato, sostenuti attivamente dalle organizzazioni aderenti all’„Alleanza per più democrazia“. Solo una piccola parte delle firme è stata resa negli uffici comunali. Una ragione per cui i cittadini non si sono recati nei Comuni per deporre lì la firma è sicuramente dovuto alla quasi assenza di informazioni su questa iniziativa popolare sui due quotidiani maggiori, il DOLOMITEN e l’ALTO ADIGE.
La nostra proposta di legge è nata senza coinvolgimento dei partiti, ma anche stavolta vari partiti si sono espressi a favore. Tant’è vero che anche in questa campagna di raccolta di firme – oltre i consiglieri provinciali e comunali di altri partiti e liste – si sono impegnati con l’autenticazione delle firme dei sindaci, assessori e consiglieri della SVP.
foto2: conferenza stampa davanti al Consiglio provinciale
La proposta di legge in sostanza è quella approvata da 114.884 cittadini e cittadine nel referendum del 2009, migliorata in qualche dettaglio. È la quarta volta dal 1995 che i cittadini sottopongono in sostanza questa proposta all’attenzione della rappresentanza politica.
Il messaggio e l’incarico dei cittadini rivolto al Consiglio provinciale in questa materia non potrebbe essere più chiaro di così. L’Iniziativa per più democrazia si rivolge in particolare ai Consiglieri della SVP di rendersi conto del significato di questo incarico da parte dell’elettorato. Sono chiamati a rispettare il loro dovere, sancito dalla Costituzione all’art. 67 („Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato“), rifiutando la disciplina di partito in una questa questione sulla quale esiste un chiara espressione di volontà dei cittadini.
È da tanti anni che la società civile della nostra provincia e tante organizzazioni insistono a vedere trasformata questa nostra proposta in legge provinciale, dotando la nostra provincia di un moderno sistema di partecipazione dei cittadini alla politica provinciale. I referendum abrogativi nazionali, appena svolti, confermano l’importanza e la popolarità dei diritti referendari, ma anche un buon regolamento di questi diritti, favorevole alla partecipazione. Questi strumenti però, non possono essere attuabili solo in situazioni eccezionali per evitare il peggio, come è stato il caso nel giugno scorso, ma devono essere ingredienti normali di una democrazia moderna e partecipata. Si tratta di introdurre strumenti referendari così come viene previsto dal nostro disegno di legge. Devono essere disponibili ed utilizzabili dalla società civile in forma preventiva per correggere le scelte politiche non accettate, nonché in forma propositiva per dare spazio creativo a tutti nella soluzione dei problemi.
Le tappe della proposta per una legge migliore sulla democrazia diretta
dal 1995 al 2011
|
proposta di legge di iniziativa popolare 1995 |
4.800 |
recepita dal Consiglio regionale, |
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proposta di legge di iniziativa popolare 2003 |
6.300 |
respinta in Consiglio provinciale, promuove la legge provinciale sulla democrazia diretta |
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referendum propositivo |
25.810 |
acquisizione del diritto al voto referendario sulla proposta per una legge migliore sulla democrazia diretta |
|
referendum propositivo |
114.884 votanti a favore della proposta di legge |
vota il 38,1 % vota a favore l’ 83,2 % quorum mancato per 7.344 voti |
|
proposta di legge di iniziativa popolare 2011 |
12.556 |
il disegno di legge votato nel referendum deve essere trattato in Consiglio provinciale |
immagini dello svolgimento della conferenza stampa e la consegna delle firme su http://directdemocracydiary.wordpress.com/2011/07/05/12-556/
di Paolo Michelotto
giro molto volentieri l’interessante incontro organizzato dagli amici di Mehr Demokratie di Bolzano il 7 maggio 2011.
DEMOCRAZIA DIRETTA: SCOPRI COS’È DAVVERO!
Giornata della Democrazia Diretta Bolzano
sabato 7 maggio - ore 15.30 – 22.00
Liceo scientifico Torricelli – via Rovigo, Bolzano
Programma:
15.30 Gita nell’arcipelago della democrazia diretta
laboratorio, workshop, filmati, materiale.
17.00 Che cos’è la democrazia diretta?
Incontro con Enzo Trentin (Accademia degli Uniti – 1551, Venezia).
20.30 Minoranze etniche: devono avere paura della democrazia diretta?
Forum civico, sono invitati al dibattito tutti i partiti presenti nel Consiglio provinciale. Con Thomas Benedikter (esperto autonomie locali e minoranze etniche).
La democrazia diretta è la forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, non sono soltanto elettori che delegano il proprio potere politico ai rappresentanti ma sono anche legislatori aventi il diritto, costituzionalmente garantito, di proporre e votare direttamente le leggi ordinarie e la costituzione attraverso diversi istituti di consultazione popolare e diverse forme di partecipazione popolare.
(Wikipedia)
Il rischio della moderna libertà è che, assorbiti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguimento dei nostri interessi particolari, rinunciamo con troppa facilità al nostro diritto di partecipazione al potere politico.
Benjamin Constant (1767 – 1830)
Mehr Demokratie di Bolzano ha svolto la propria assemblea il 22 gennaio ed ha deciso di rinviare l’idea di promuovere il referendum regionale, che mi avevano proposto settimane addietro. Ci sono vari motivi e opportunità dietro a questa scelta. Ma l’idea non è annullata solo rinviata forse all’autunno o al 2012. Chiaramente da soli noi trentini non possiamo tentare di raccogliere l’enormità delle firme necessarie. Per cui credo che dobbiamo accettare questo slittamento.
Ma tutto sommato può essere anche una buona cosa. A breve, se tutto va bene la settimana prossima, vari gruppi di molte parti d’Italia lanceranno la Settimana della Democrazia Diretta, che ruoterà attorno al 2 giugno 2011. E ci saranno tante iniziative e possibilità di promuovere la conoscenza di queste tematiche e quindi nel nostro caso del trentino, la possibilità di conoscere persone e gruppi interessati poi a impegnarsi sull’idea del referendum regionale.
A breve aggiornamenti succosi.
Ciao a tutti e un grande augurio di Buone Feste!!!
Vi giro una proposta che mi arriva da Stephan Lausch di Mehr Demokratie di Bolzano.
Gli amici di Mehr Demokratie probabilmente da febbraio 2011 (in quella data è previsto che la SVP presenterà una legge per abolire il quorum dai referendum a livello provinciale, ma nel contempo rendendo più difficile ed ardua la raccolta firme – 10% della provincia e doppia raccolta come il modello bavarese) inizieranno una raccolta di firme per presentare una proposta di legge popolare per migliorare gli strumenti di democrazia diretta nella provincia di Bolzano.
Contemporaneamente vogliono anche fare una proposta per ridurre lo stipendio dei Consiglieri Provinciali. Ma essendo questi anche Consiglieri Regionali, devono iniziare un referendum regionale.
E chiedono a noi trentini se siamo disposti a collaborare per quanto riguarda la raccolta delle 15.000 firme necessarie a livello regionale (quindi 7500 per ciascuna delle due provincie).
Sarebbe bello che anche noi trentini facessimo una cosa simile e magari contemporaneamente abbinare una proposta provinciale per migliorare gli strumenti di democrazia diretta del trentino (come hanno fatto a Bolzano nel passato) e anche proposte a livello dei singoli comuni a Trento e a Rovereto e nei comuni dove ci sia qualcuno disposto ad attivarsi.
Ossia migliorare gli strumenti di democrazia diretta in ambito regionale (lo stipendio dei consiglieri) e in ambito provinciale e comunale (abolizione del quorum).
Servono persone che autentichino (consiglieri comunali e provinciali, ma possono autenticare anche semplici dipendenti della provincia – esempio insegnanti superiori – e dei comuni che ne facciano richiesta ai sindaci o presidente della provincia), persone che siano disposte a stare nei banchetti per raccogliere firme e qualsiasi altro tipo di aiuto.
Chi vuole collaborare o commentare può scrivere direttamente un commento sotto al post qui
oppure scrivere un’email a partecipazione@cittadinirovereto.it (riporterò io il commento sotto al post)
E di nuovo Buone Democratiche Feste!!!
Paolo Michelotto
Caro Paolo,
ecco qui come siamo rimasti una breve presentazione dell’intenzione di arrivare ad un referendum sugli stipendi dei politici a livello regionale. Qui in Provincia di Bolzano non abbiamo difficoltà di organizzare la raccolta delle firme che vorremmo svolgere insieme alla raccolta per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta, proposta che è stata votata con una maggioranza del 83% del 38,2% degli aventi diritto al voto il 25 ottobre 2009, mancando così di poco il quorum del 40%.
So che i tempi sono stretti ma sarebbe bello riuscire a partire con la raccolta delle firme nella seconda metà di febbraio.
Ci sentiamo e intanto Ti mando un caro saluto
Stephan
Gli stipendi dei politici
Detto semplicemente: non si può più tollerare che i nostri politici guadagnino così tanto. Se poi confrontiamo i loro stipendi con quelli di altri paesi e consideriamo pure la scarsa qualità del loro lavoro la cosa risulta veramente inaccettabile: è ora che cambi qualcosa. Non è per invidia o per la necessità di risparmiare: la cosa più preoccupante è che noi affidiamo i compiti più importanti che riguardano l’intera collettività a persone che mirano in primo luogo al vantaggio di stipendi lucrativi. E’ un criterio poco nobile che purtroppo hanno molte persone che ambiscono a questa posizione; proprio coloro che si occupano della cosa pubblica invece dovrebbero essere le persone che maggiormente hanno a cuore non i propri vantaggi ma il bene del popolo.
La nostra democrazia è malata proprio a causa di questa selezione negativa. Se vogliamo una guarigione della democrazia è necessario che coloro che lavorano in ambito politico siano animati da altre motivazioni e prospettive: non dalla prospettiva di un potere esclusivo e di privilegi strepitosi, non dalla presunzione di non dover imparare, di essere esentati dal dover argomentare le proprie idee, non accettando un distacco tale da non sentirsi in dovere di ricercare per le proprie decisioni il consenso dei cittadinii. Al contrario dovrebbero essere persone che cercono una collaborazione costruttiva e soluzioni ottimali, che sono disponibili a sottoporre le proprie idee all’opinione pubblica, che prendono decisioni a seconda delle proprie convinzioni senza sottostare agli interessi di potere del partito cui sono legati per la propria ricandidatura e per l’ottenimento di privilegi, tra cui quello di una vita assicurata dal punto di vista economico.
Per questi motivi è più che mai necessario rivedere e regolare ex novo gli stipendi dei politici. È data la possibilità di sottoporre al referendum abrogativo parti delle attuali normative che regolano gli stipendi dei politici e di mettere così in discussione lo status del rappresentante politico all’interno della popolazione: deve esercitare il potere sulla popolazione o servire i cittadini?
Dettagli di un possibile referendum abrogativo sugli stipendi dei consiglieri provinciali
Sarebbe utilizzabile lo strumento del referendum abrogativo a livello regionale in quanto dovrebbe essere esercitato su una o più leggi regionali. Esso è regolamentato con leggi regionali unificati nel Testo Unico delle leggi regionali contenenti norme sul referendum abrogativo di leggi regionali e provinciali deliberato con decreto del Presidente della Giunta regionale 23 febbraio 1984, n. 3/L.
Questi sono gli elementi essenziali:
- Il referendum è indetto quando venga presentata richiesta scritta da almeno quindicimila elettori iscritti nelle liste lettorali per l’elezione del Consiglio regionale.
- vige il quorum di partecipazione del 50%
- la richiesta non può essere depositata nell’anno anteriore alla scadenza del Consiglio reg.
- le firme devono essere autenticate da un notaio, da un cancelliere diun ufficio giudiziario della circoscrizione nella quale è compreso il comune dove è iscritto l’elettore, il giudice conciliatore, il segretario del comune o da un funzionario incaricato dal sindaco.
- le firme devono essere raccolte entro quattro mesi dal verbale di presentazione della richiesta;
- accertata la regolarità formale il presidente del Consiglio reg. convoca l’uffico di presidenza del Cons. reg. che delibera all’unamità sulla ammissibilità della richiesta di referendum. Qualora non si raggiunga l’unanimità delibera il Consiglio regionale.
a Bolzano dal 1995 i cittadini lottano per avere strumenti di democrazia diretta facilmente usabili ed efficaci, sull’esempio della Svizzera e della Baviera. Ma l’SVP che detiene il potere sta mettendo in campo tutte le astuzie legali per non concedere nulla ai cittadini. Ecco un aggiornamento di questa lotta impari mandato dagli amici di Mehr Democratie di Bolzano.
Per ricordare
Il 25 ottobre 2009 114.884 (83%) dei 148.815 votanti al referendum si sono espressi a favore della proposta dell’Iniziativa per più Democrazia per una legge migliore sulla democrazia diretta e solo 23.250 (16,8%) hanno votato contro. Per il raggiungimento del quorum si sarebbero dovuti raggiungere 156.159 voti: ne sono mancati quindi solo 7.344.
L’SVP, sulla base di questo risultato, ha promesso di portare in Consiglio Provinciale una riforma della legge attualmente in vigore nei punti indicati dalla base del proprio partito. Sono passati i mesi e (continua…)
di Paolo Michelotto
fino ad oggi ci sono 10 comuni in Italia che hanno abolito il quorum dai referendum comunali. 9 sono in Sud Tirol (prov. Bolzano), 1 nel Trentino. Ecco la lista completa.
Sud – Tirol (Prov. Bolzano)
Fiè, Lana (nella foto tiene la rosa della democrazia), La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, e Verano, Dobbiaco e Terento
Prov. Trento
Villa Lagarina
Un enorme grazie ai loro amministratori che hanno tracciato una strada per i loro colleghi amministratori più coraggiosi di tutta Italia.
Attenzione, abolire il quorum si può in tutta Italia, non solo nelle regioni a statuto autonomo. Una sentenza della corte costituzionale ha ribadito che la scelta di mettere o abolire il quorum a livello locale compete solamente agli amministratori locali.
Riporto il comunicato degli amici di Mehr Democratie
L’Iniziativa per più democrazia quest’anno conferisce per la prima volta la Rosa della Democrazia.
Vengono onorati i sette comuni in Alto Adige che hanno introdotto il quorum di partecipazione 0 %.
Coloro che si impegnano maggiormente nella realizzazione di nuove forme e regole valide per la partecipazione democratica delle cittadine e dei cittadini alla ricerca delle decisioni migliori, in futuro saranno onorati. L’Iniziativa per più democrazia da questo anno conferirà annualmente a tal scopo la Rosa della Democrazia. (continua…)
B. A. mi ha scritto alcuni dubbi riguardanti la realizzazione de “La Parola ai Cittadini” nella sua città.
Riporto la sua email e la mia risposta, sperando che possa servire a qualcun altro.
Mi chiamo A. B. e sono un attivista di Democrazia Diretta di Bolzano, ho scoperto con molto piacere della manifestazione “la parola ai cittadini” e sono intenzionato ad organizzare delle serate anche a da noi. Per farlo ho bisogno di condividere le vostre esperienze. perciò ti pongo un po’ di domande alle quali potrai rispondere con comodo.
Un minuto per l’esposizione mi sembra poco come alcuni blogger lamentano però tu scrivi che l’esperienza insegna che basta e avanza. Sto pensando ai 5 minuti anche perché non mi aspetto almeno all’inizio le 100 persone che avete a Rovereto (Bolzano è una città provinciale e lenta da morire). Che ne dici?
Non mi aspetto nessun assessore in sala che possa raccogliere dal vivo le proposte più votate, fattibili o interessanti. Poi che ne faccio? Gliele mando facendo un po’ di pubblicità alla cosa?
I vostri volantini sono sul sito? Mi risparmierei un sacco di tempo ed energie a lavorare su qualcosa di concreto (non intendo copiarli ma usarli come base). Tra il resto al momento sono solo con questo progetto e sto cercando di coinvolgere altri che però sono restii.
Per ora è tutto
Ti ringrazio
Ciao B.,
1. dei 107 partecipanti, uno che c’era si è lamentato del tempo breve. L’altro blogger che si lamentava non c’era e non fa quindi testo. 106 su 107 quindi hanno apprezzato il tempo dato ossia 1 minuto, 3 interventi del pubblico da 1 minuto a testa e la risposta finale di 1 minuto del proponente. Ossia in totale 5 minuti per ogni intervento. Detto questo, tu sei liberissimo di stabilire il tempo che vuoi. Noi dopo anni di esperienze e decine di Parola ai Cittadini siamo arrivati a questa conclusione di dare spazio a ogni persona per 1 minuto, che per noi è ottimale.
2. Bolzano non è provinciale e lenta più di Rovereto o di qualsiasi altra città d’Italia o del mondo. Tutto dipende dalla convinzione e dalla diffusione che farai della notizia e se parteciperanno amministratori o almeno consiglieri comunali.
3. non puoi dire che non ci sarà nessun assessore finchè non avrai provato a chiederglielo. Meglio dal vivo con un appuntamento nel loro tempo riservato agli incontri con i cittadini. Io partirei prima dal sindaco. A volte ci sono sorprese. A loro costa poco ed hanno grande ritorno di immagine.
4. se non viene il sindaco e nessun assessore, chiedi a tutti i 50 consiglieri comunali delle tua città. Di persona o per telefono. Mi rifiuto di credere che nessuno venga, se tu lo chiedi con cortesia, sincerità, senza pregiudizi e con chiarezza di dettagli e propositi.
5. la proposta più votata va portata in consiglio comunale, o dal sindaco o dagli assessori o dai consiglieri presenti. In quest’ultima ipotesi basta a loro presentare una mozione con la proposta firmata da loro, perchè venga messa all’ordine del giorno. E’ importante che la proposta più votata abbia una strada futura. Se tutto finisce in quella serata i cittadini non verranno più in futuro. Bisogna rendere massimo il rapporto risultato ottenuto per unità di fatica del cittadino (tempo, fatica, energie) spesa.
6. i volantini sono sul sito www.paolomichelotto.it oppure www.cittadinirovereto.it e tutti scaricabili. Cerca con “La Parola ai Cittadini” sul campo “cerca”.
7. a Bolzano c’è Mehr Demokratie (Stephan Lausch, Thomas Benedikter) e Movimento 5 Stelle (che ha anche un consigliere comunale che non può dirti di no senza rinnegare il movimento a cui appartiene) che portano avanti tematiche simili. Meglio lavorare insieme che separati.
Ciao e in bocca al lupo.
Paolo
gli amici di Mehr Demokratie di Bozen stanno organizzando un viaggio-studio-confronto con la realtà della democrazia diretta svizzera per 20-21 agosto in Val Poschiavo. Riporto il loro comunicato per chi fosse interessato a partecipare.
Pronti per il viaggio di studio in Val Poschiavo
per conoscere il significato della democrazia diretta per una minoranza etnica.
Con e-mail del 12 maggio 2010 Vi abbiamo proposto di fare un viaggio in una delle tre valli del Cantone dei Grigioni nelle quali vive una minoranza linguistica italiana.
Abbiamo ricevuto la disponibilità del signor Livio Mengotti, membro del Gran Consiglio cantonale e rappresentante della Val Poschiavo, di informarci, come ci scrive, “sui nostri strumenti di democrazia diretta, che ci permettono quale minoranza all’interno del Cantone dei Grigioni di difendere i nostri diritti.”
Il viaggio ora è fissato per venerdì/sabato 20/21 agosto utilizzando i mezzi pubblici: treno per Malles, autobus per Zernez in valle Engadina e da lì fino a Poschiavo con la Rhätische Bahn. L’incontro con il signor Livio Mengotti si svolgerà venerdì pomeriggio/sera.
Il pernottamento è possibile sia in un albergo a Poschiavo nonché a Le Prese che dista qualche chilometro da Poschiavo sul lago. Ci saranno a disposizione anche un numero limitato di stanze singole. Preghiamo di comunicarci subito chi volesse usufruirne con una maggiorazione dei costi. Il numero di partecipanti per motivi logistici non potrà superare le 15-20 persone. I costi dipendono dalla possibilità o meno di ricevere un contributo da parte della Regione e si agireranno tra un minimo di 70 euro e un massimo di 150 euro per il viaggio e il pernottamento.
Chi vuole mettersi in viaggio con noi ora è pregato di comunicarcelo in modo definitivo (anche coloro che ci avevano già comunicato di essere interessati) entro e non oltre il 10 luglio. Le prenotazioni saranno accettate fino ad arrivare al numero massimo possibile di partecipanti.
Vi saluto cordialmente
Stephan Lausch
per contatti:
Initiative fur Mehr Demokratie
Via Argentieri 15 – 39100 Bolzano tel 0471 324987
info@dirdemdi.org
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