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    Nuovo Statuto Comune di Vignola (MO): un inno alla democrazia diretta e alla partecipazione

    22 Giugno 2016 // 11 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    Ass. Monica Maisani - Sindaco Mauro Smeraldi

    Ass. Monica Maisani - Sindaco Mauro Smeraldi

    il 21 giugno 2016, solstizio d’estate, con una sala del Consiglio Comunale gremita di cittadini, è stato approvato il nuovo Statuto Comunale. Un lungo applauso dei presenti ha coronato un percorso partecipato durato più di 6 mesi.

    Il nuovo Statuto Comunale, fortemente voluto dall’amministrazione della lista civica del sindaco Mauro Smeraldi, grazie all’impegno dell’assessore alla cultura e democrazia Monica Maisani (con il grande aiuto della responsabile ufficio partecipazione Dott.ssa Elisa Quartieri e del Segretario Comunale Dott. Giovanni Sapienza e della Dirigente Dott.ssa Elisabetta Pesci), ha introdotto strumenti di partecipazione e di democrazia diretta fortemente innovativi.

    Vignola è diventata così non solo la capitale della democrazia diretta e partecipata in Italia, ma nell’intero mondo. Sembra un’esagerazione, ma non c’è in questo momento una sola città Svizzera, Bavarese, Europea, Brasiliana, Neozelandese o Statunitense che abbia così tanti e così vari strumenti tutti insieme. C’è chi si distingue per uno strumento, chi per un altro. Chi ne mette insieme alcuni. Vignola ha saputo prendere il meglio che c’era nel mondo e fonderlo insieme.

    Ecco la lista degli strumenti inseriti, che suscitano così tanto il mio entusiasmo e a seguire l’intero Statuto Comunale:

    - petizione elettronica su uno spazio web del comune. Risposta obbligata del sindaco entro 60 giorni.

    - la parola al cittadino - primo comune in Italia e nel mondo -  (serata partecipativa in cui tutti i cittadini possono proporre, discutere, votare – le 3 proposte più votate vanno in consiglio comunale nella prima seduta utile);

    - la giornata della democrazia - primo comune in Italia e nel mondo – (un’intera giornata dedicata alla partecipazione di cittadini autoconvocati e scelti ad estrazione nelle liste elettorali su temi cittadini il cui esito è poi portato nelle commissioni del consiglio comunale direttamente dai cittadini – qui per capire meglio cos’è);

    - scelta partecipata – primo comune in Italia e nel mondo – (un nuovo percorso partecipato qui spiegato in dettaglio che permette, se i cittadini ne hanno il desiderio e le energie di attivare il bilancio partecipato, ma non solo. Il percorso può riguardare qualsiasi argomento di competenza comunale e la sua ampliezza è decisa dai cittadini stessi – se l’amministrazione non approva quanto proposto dai cittadini con questo percorso, essi possono, raccogliendo metà firme di quelle necessarie per i referendum, attivare una votazione popolare vincolante sulla proposta da loro formulata);

    - consiglio comunale aperto con proposte dei cittadini votate dai consiglieri – primo comune in Italia -  (dove i cittadini possono partecipare e dove anche le loro proposte possono essere messe al voto dei consiglieri)

    - iniziativa popolare a voto consiliare con discussione entro 3 mesi;

    - iniziativa popolare a voto popolare – primo comune in Italia – questo è il modello della iniziativa svizzera. La proposta dei cittadini, dopo la raccolta di firme va in consiglio comunale. Questo lo discute in tempi precisi e se non lo accetta, si va al voto popolare. Senza quorum.

    - possibilità di controproposta consiliare – primo comune in Italia. Quando i cittadini creano un quesito, se non viene accettato dagli amministratori, essi possono formulare una controproposta. I cittadini alla fine sono chiamati a votare la proposta originale dei cittadini, la controproposta o il mantenimento dello status quo.

    - quorum zero su tutti gli strumenti referendari e tutti hanno esito vincolante.

    - gli amministratori non possono disattendere i risultati del referendum per tutta la durata del loro mandato elettorale.

    - referendum confermativo senza quorum vincolante – prima volta in Italia. Questo è lo strumento più utilizzato dai cittadini in Svizzara. Quando un atto amministrativo è votato dagli amministratori, prima che entri in vigore i cittadini possono raccogliere 1000 firme e chiedere il voto di tutti i cittadini. Esso entra in vigore solo se la maggioranza vota SI.

    - referendum abrogativo senza quorum.

    Qui il nuovo Statuto Comunale del Comune di Vignola approvato il 21-06-2016.

    STATUTO COMPLETO pdf

    Qui la presentazione del percorso partecipato che ha portato al nuovo statuto.

    UNO STATUTO A MISURA DI CITTADINO PRESENTAZIONE pdf

    Ora devono essere approvati i regolamenti attuativi. L’assessore Monica Maisani mi ha detto che il loro obiettivo è di approvarli entro dicembre 2016.

    Da oggi i cittadini italiani che sognano una piena democrazia possono dire: “Vogliamo gli stessi strumenti che hanno introdotto a Vignola”.

    Questo il sito del comune di Vignola dedicato alla partecipazione:

    http://www.partecipattiva.it/

    E dal regolamento attuativo sono sicuro usciranno altri interessanti sviluppi nella raccolta firme innovativa rispetto a quella attuale, nella modalità di voto (elettronico, postale) ed in altri aspetti ancora.

    Edit del 29-06-2016

    **********

    Questa è la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta e partecipazione che mi ha inviato l’assessora Monica Maisani.

    UNO STATUTO A MISURA DI CITTADINO PRESENTAZIONE pdf

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    Questo è il comunicato stampa mandato da Roberto Brambilla:

    Buon pomeriggio! E’ con grande gioia che ti invio questo comunicato. Dopo tanti anni di impegno per la democrazia diretta finalmente un caso esemplare a Vignola. Ti invito a fare il possibile per farlo conoscere perché non ci sono più alibi per le amministrazioni! Se hai un profilo Facebook vai qui e condividi più che puoi.

    La democrazia diretta è uno strumento potente per riavvicinare i cittadini alla gestione della cosa pubblica: diffondiamola!

    Sul sito www.listacivicaitaliana.org trovi anche l’intervista esclusiva all’Assessora alla partecipazione Monica Maisani e al Sindaco di Vignola Mauro Smeraldi.

    Grazie e a presto!

    Roberto B.

    Comunicato Stampa del 24 giugno 2016

    L’amministrazione comunale di Vignola con il nuovo statuto scrive una pagina storica per la democrazia italiana. E il PD…si oppone!

    Il 21 giugno a Vignola (Modena) – comune di 25.250 abitanti amministrato dalle tre Liste civiche Vignola Cambia, Vignola per Tutti e Città di Vignola – il consiglio comunale ha approvato il nuovo statuto che dà ai cittadini avanzatissimi strumenti di democrazia diretta per esercitare a livello comunale la “sovranità”.

    In questo modo il comune di Vignola diventa la punta più avanzata nel settore della democrazia diretta in Italia e probabilmente in Europa.

    Il nuovo Statuto – ricorda Monica Maisani – Assessora alla democrazia e alla partecipazione – prevede numerosi istituti, alcuni assai innovativi come “La parola al cittadino”, “La giornata della Democrazia” e “la Scelta Partecipata”, altri già presenti in alcuni Statuti comunali, ma non tutti assieme, come le diverse tipologie di Referendum (confermativo, consultivo e abrogativo), l’iniziativa popolare a voto popolare e l’iniziativa popolare a voto consiliare. Sono presenti anche le istanze e le petizioni, per queste ultime abbiamo previsto la petizione elettronica e l’opportunità di presentarle anche da parte dei non residenti che studino o lavorino in città e dei sedicenni. Per dare un’idea, nel vecchio Statuto le norme che si riferivano agli istituti di partecipazione erano 4, nel nuovo Statuto sono 18.”

    Tutti questi istituti sono a quorum zero: una regola che obbliga a discutere sul merito delle proposte sia i favorevoli che i contrari; chi non partecipa delega a chi partecipa la decisione.

    Questi strumenti – dice il sindaco di Vignola Mauro Smeraldi – sono i canali attraverso i quali i cittadini potranno esercitare la loro partecipazione, non sono un risultato quanto piuttosto un mezzo. Sono nati attraverso un percorso partecipato che ha coinvolto direttamente i cittadini nella sua stesura. Questo dimostra che già il senso civico è in fase di crescita e sviluppo nella comunità. E’ un fatto che dove si sono messi in atto strumenti di democrazia diretta avanzati le cose funzionano: le amministrazioni diventano più attente già prima di avviare un percorso decisionale e i cittadini si sentono parte delle scelte, tendendo quindi a collaborare (certo talvolta anche con modifiche sostanziali e cambi di direzione) anziché necessariamente a contrapporsi in uno sterile confronto che finisce solo per ledere maggiormente i rapporti. Inoltre gli strumenti di democrazia diretta richiedono organizzazione e responsabilità per essere portati avanti. Il pericolo di blocco della macchina comunale non esiste. Quando infatti si raggiungono i numeri che fanno scattare questi strumenti vuole dire che ci troviamo davanti all’espressione di una porzione importante della popolazione, che sarebbe sotto ogni profilo sbagliato non tenere in considerazione. Recentemente anche uno studio di Gallup ha fatto emergere come i cittadini che hanno a disposizione strumenti partecipativi diretti sono anche cittadini più felici.”

    L’aspetto tragicomico di questa bella operazione è che il PD locale – all’opposizione – ha votato contro adducendo il pretesto che gli istituti inseriti nello statuto potrebbero avere un impatto negativo sull’amministrazione, rallentandone e bloccandone, in alcuni casi, l’attività.

    Lo statuto è il risultato di un percorso iniziato nel marzo del 2015 sostenuto dalla determinazione dell’amministrazione comunale e dall’esperienza di Paolo Michelotto, uno dei massimi esperti di democrazia diretta in Italia.

    Si tratta del frutto di un seme gettato da Dario Rinco a Milano ben 7 anni fa che il 18 ottobre 2009 organizzò l’incontro “Le liste civiche e la democrazia partecipativa” rivolto alle liste civiche e agli attivisti provenienti da tutta Italia.

    Sul sito di Lista Civica Italiana www.listacivicaitaliana.org si può:

    • leggere l’intervista esclusiva al sindaco Mauro Smeraldi e alla Assessora alla partecipazione Monica Maisani

    • scaricare le presentazioni relative al percorso che ha portato allo Statuto e i contenuti dello statuto

    Per contattare l’amministrazione comunale rivolgersi a

    segreteriasindaco@comune.vignola.mo.it

    partecipazione@comune.vignola.mo.it

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    Qui l’intervista realizzata da Roberto Brambilla all’assessora Monica Maisani e sindaco Mauro Smeraldi

    Intervista esclusiva agli amministratori che si trova qui:

    http://www.listacivicaitaliana.org/2016/06/23/democrazia-diretta-lamministrazione-comunale-di-vignola-con-il-nuovo-statuto-scrive-una-pagina-storica-per-la-democrazia-italiana/

    Ieri sera a Vignola (Modena) – comune di 25.250 abitanti amministrato dalle tre Liste civiche (vere!) Vignola Cambia, Vignola per Tutti e Città di Vignola – il consiglio comunale ha approvato il nuovo statuto che dà ai cittadini ottimi strumenti di democrazia diretta per esercitare a livello comunale la “sovranità” citata dall’articolo 1 della nostra Costituzione. In questo modo il comune di Vignola diventa la punta più avanzata nel settore della democrazia diretta in Italia e probabilmente in Europa.

    Si tratta del frutto di un seme gettato ben 7 anni fa con l’incontro del 18 ottobre 2009 a Milano con Paolo Michelotto – uno dei più attivi promotori della democrazia diretta in Italia – organizzato da Dario Rinco per le liste civiche e e gli attivisti provenienti da tutta Italia.

    Chiediamo a Monica Maisani, Assessora alla democrazia e alla partecipazione, di spiegarci i dettagli di questa rivoluzionaria iniziativa.

    Quali strumenti di democrazia diretta prevede lo statuto?

    Il nuovo Statuto prevede numerosi istituti, alcuni estremamente innovativi come La parola al cittadino, La giornata della Democrazia e la Scelta Partecipata, altri già presenti in alcuni Statuti comunali, ma non tutti assieme, come le diverse tipologie di Referendum (confermativo, consultivo e abrogativo), l’iniziativa popolare a voto popolare e l’iniziativa popolare a voto consiliare. Sono presenti anche le istanze e le petizioni, per queste ultime abbiamo previsto la petizione elettronica e l’opportunità di presentarle anche da parte dei non residenti che studino o lavorino in città e dei sedicenni. Per dare un’idea, nel vecchio Statuto le norme che si riferivano agli istituti di partecipazione erano 4, nel nuovo Statuto sono 18.

    Siete riusciti ad abbassare il quorum che di solito viene tenuto alto dalle amministrazioni?

    Tutti i referendum sono senza quorum.

    Quante firme occorrono per far indire i referendum?

    Occorrono mille firme, pari a circa il 6% degli aventi diritto al voto.

    Come è stato l’iter che ha preceduto l’approvazione da parte del consiglio comunale di ieri sera?

    A seguito della Giornata della democrazia organizzata dalla nostra Amministrazione il 1 marzo 2015, in cui sono state presentate e discusse dai cittadini delle proposte di modifica dello Statuto comunale, come il quorum zero, la partecipazione informata e il voto elettronico, abbiamo costituito un tavolo tecnico che ha elaborato una bozza secondo le indicazioni emerse nella giornata del 1 marzo e secondo quelle presenti nelle linee programmatiche della nuova Amministrazione. A dicembre 2015 – conformemente alla legge regionale 3 sulla partecipazione – abbiamo attivato un percorso partecipato che ha coinvolto la prima commissione consiliare e un tavolo di negoziazione costituito da 20 membri, cittadini e rappresentanti di enti e associazioni, e che ha lavorato parallelamente sulla bozza di nuovo Statuto. Il 16 giugno 2016 in una riunione plenaria la Commissione e il Tavolo di negoziazione hanno condiviso un Documento di proposta partecipata che è stato presentato in Consiglio il 21 giugno.

    Come hanno votato le forze all’opposizione e come hanno motivato il loro voto?

    La Consigliera del Movimento Cinquestelle ha votato a favore del nuovo Statuto, avendo tra l’altro partecipato attivamente ai lavori della Commissione e all’organizzazione di una serata pubblica di approfondimento con l’Amministrazione di Parma che ha uno Statuto simile al nostro, il Pd ha votato contro il nuovo Statuto motivando la sua scelta con la contrarietà di principio alla democrazia diretta e in particolare agli istituti che abbiamo inserito in quanto potrebbero avere un impatto negativo sull’amministrazione, rallentandone e bloccandone, in alcuni casi, l’attività.

    Come sono stati coinvolti i cittadini?

    Come ho già detto, li abbiamo coinvolti attraverso un percorso partecipato e, cioè, abbiamo scritto insieme le norme del nuovo Statuto. Inoltre, abbiamo organizzato tre serate di informazione e approfondimento. Abbiamo, sin dall’inizio del percorso, pubblicato tutti i materiali di lavoro, compresi i verbali delle sedute, sul blog Partecipattiva.

    Chiediamo infine il commento del Sindaco di Vignola Mauro Smeraldi.

    Perché le Liste civiche “Vignola Cambia, Vignola per tutti e Città di Vignola credono nella democrazia diretta? Ci sono partiti “nascosti” nella lista?

    L’unione delle nostre liste è nata intorno ad un programma che mette al centro la partecipazione. Nel momento in cui il nostro progetto politico è nato ogni appartenenza partitica è esplicitamente rimasta fuori. Che i cittadini abbiano vissuto un processo di allontanamento dalla vita politica è una realtà (ce lo dicono anche le percentuali sempre più basse di coloro che si recano al voto) e il nostro obiettivo è quello di ridare fiducia e strumenti concreti per tornare a vivere la cosa pubblica.

    Pensa che questi nuovi strumenti possano aiutare a far crescere il senso civico dei cittadini?

    Questi strumenti sono i canali attraverso i quali i cittadini potranno esercitare la loro partecipazione, non sono un risultato quanto piuttosto un mezzo. Ciò che è particolarmente significativo è che tali strumenti sono nati attraverso un percorso partecipato, percorso che ha coinvolto direttamente i cittadini nella sua stesura. Questo dimostra che già il senso civico è in fase di crescita e sviluppo nella comunità.

    Questi strumenti di democrazia diretta potrebbero ritorcersi contro l’amministrazione?

    E’ un fatto che dove si sono messi in atto strumenti di democrazia diretta avanzati le cose funzionano: le amministrazioni diventano più attente già prima di avviare un percorso decisionale e i cittadini si sentono parte delle scelte, tendendo quindi a collaborare (certo talvolta anche con modifiche sostanziali e cambi di direzione) anziché necessariamente a contrapporsi in uno sterile confronto che finisce solo per ledere maggiormente i rapporti. Inoltre gli strumenti di democrazia diretta richiedono comunque organizzazione e responsabilità per essere portati avanti. Non è possibile per individui o piccoli gruppi isolati, che magari agiscono proprio con l’intento di bloccare la macchina decisionale, portare avanti in modo deliberato questi tentativi. Quando si raggiungono i numeri che fanno scattare questi strumenti vuole dire che ci troviamo davanti all’espressione di una porzione importante della popolazione, che sarebbe sotto ogni profilo sbagliato non tenere in considerazione. Recentemente anche uno studio di Gallup ha fatto emergere come i cittadini che hanno a disposizione strumenti partecipativi diretti sono anche cittadini più felici.

    Cosa consiglia ai suoi colleghi sindaci italiani?

    Il mio consiglio non può essere altro che quello di intraprendere percorsi analoghi, coinvolgendo da subito i loro concittadini, che, lo ricordo, sono una risorsa, non un problema per chi amministra. Gli amministratori non devono poi sentirsi soli in questo percorso. Per noi è stato ad esempio fondamentale il contributo apportato da Paolo Michelotto, così come il confronto coni il Professor Andrea Morrone, Docente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. Anche la Regione Emilia Romagna per noi è stata una risorsa importante.

    Il comune di Vignola sarà disponibile a esportare questa esperienza in altri comuni?

    Beh, non è che possiamo invadere altri comuni con la nostra polizia municipale per “esportare la democrazia”, non sarebbe di certo una scelta partecipata, no? Di certo saremo felici di condividere la nostra esperienza con chiunque voglia approfondire il percorso che abbiamo fatto. Il Comune di Vignola ha tratto enorme vantaggio dal conoscere e approfondire le esperienze portate avanti in altre realtà grazie alla disponibilità di altri amministratori e animatori di percorsi analoghi. Siamo certamente disponibili oggi a fare lo stesso per gli altri.

    *************

    Questo l’articolo scritto per il giornale online bilingue del SudTirol “Il Salto” da Thomas Benedikter

    http://www.salto.bz/article/28062016/italiens-neue-hauptstadt-der-buergerbeteiligung


    Neue Satzung für Vignola
    Italiens neue “Hauptstadt der Bürgerbeteiligung”
    Außerhalb der Emilia-Romagna ist diese bei Modena gelegene Kleinstadt kaum bekannt, doch wird sie es werden, denn seit 21. Juni setzt Vignola neue Maßstäbe für Demokratie
    Von Thomas Benedikter   28.6.2016
    Es gibt Gemeinden, die jährlich einen Bürgerhaushalt betreiben, andere haben sich bessere Regelungen für Volksabstimmungen gegeben, andere haben ein gutes Wahlrecht. Vignola hat aus den Verfahren repräsentativer, deliberativer und direkter Demokratie eine nahezu optimale Kombination geschaffen und setzt neue Maßstäbe für die Bürgerbeteiligung. Vignola folgt damit im Wesentlichen den Empfehlungen von Paolo Michelotto und POLITiS in der Publikation „Die Gemeindepolitik mitgestalten“. Die neue Satzung (Satzung der Gemeinde Vignola pdf) ist am 21. Juni mit den Stimmen der Mehrheit aus Bürgerliste und M5S gegen die Stimmen der Opposition aus PD und Rechtsparteien verabschiedet worden. Ein großer Erfolg der Reformer mit BM Smeraldi an der Spitze in dieser schmucken Stadt.

    Was im Einzelnen wird die Demokratie in Vignola so offen für die Mitbestimmung von unten machen? Hier nur das Wichtigste:

    • Für elektronische Petitionen, die von allen Interessierten unterzeichnet werden können, wird auf der Internetseite der Gemeinde eine eigene Rubrik geschaffen. Der Bürgermeister muss binnen 60 Tagen antworten.
    • Das „Wort den Bürgern“: eine neue Form von Bürgerversammlung, bei der über Bürgervorschläge diskutiert und abgestimmt wird (Hier eine kurze Erläuterung).
    • Der Tag der Demokratie: Vignola widmet künftig mindestens einen Tag alle zwei Jahre der Bürgerbeteiligung mit einer Art Bürgerrat (vgl. Vorarlberg). Die Ergebnisse werden direkt dem Gemeinderat zur Beschlussfassung zugeleitet.
    • Die „scelta partecipata“ wird eingeführt: eine Art Bürgergutachten in Form eines längeren Beteiligungsverfahrens an einem bestimmten Vorhaben der Gemeinde, eingeleitet durch ein Promotorenkomitee, begleitet durch die Gemeinde. Wenn die Gemeinde den Bürgervorschlag nicht annimmt, kann mit diesem Bürgervorschlag eine Volksinitiative eingeleitet werden (hier eine kurze Erläuterung).
    • Der „Offene Gemeinderat“: Bürger können bei Sitzungen des Gemeinderats ihre Vorschläge einbringen und selbst das Wort ergreifen. Der Gemeinderat kann noch bei derselben Sitzung darüber entscheiden.
    • Volksbegehren: zielt auf eine Entscheidung des Gemeinderats binnen drei Monaten.
    • Volksinitiative: der Bürgervorschlag mit einer geringen Mindestzahl an Unterschriften wird vom Gemeinderat diskutiert. Wird er abgelehnt, kommt es automatisch zur Volksabstimmung ohne Quorum. Der Gemeinderat kann einen Gegenvorschlag zur Abstimmung bringen.
    • Null-Quorum bei allen Volksabstimmungen.
    • Die Volksabstimmungen haben bindende Wirkung. Die Gemeinde darf für die verbleibende Zeit der Amtsperiode diese Abstimmungsergebnisse nicht mehr verändern.
    • Bestätigendes Referendum auf alle Beschlüsse des Gemeinderats. Wenn die Bürger 1000 Unterschriften sammeln, kann nach der Verabschiedung eines Beschlusses durch den Gemeinderat das Referendum ergriffen werden. Vignola ist die erste Gemeinde, die dieses Instrument für alle Verordnungen einführt (in Trentino-Südtirol gibt es das bestätigende Referendum seit 2015 für Satzungsänderungen).
    • Das abschaffende (abrogative) Referendum ohne Quorum

    Wie die treibenden Kräfte dieser Reform, Stadträtin Monica Maisani und Bürgermeister Smeraldi, versichern, sollen die Durchführungsordnungen zur neuen Satzung der Gemeinde Vignola bis zum Jahresende stehen und weitere Innovationen bringen. Vorbildlich ist nicht nur das Resultat, vorbildlich war auch der ganze partizipative Prozess, der zu dieser Reform geführt hat (www.partecipattiva.it). In Südtirol werden in Sachen Bürgerbeteiligung immer wieder Mals und Kurtatsch zitiert. Vignola geht weit darüber hinaus und macht klar, wie wenig insgesamt die Südtiroler Gemeinden den von der Gemeindeautonomie gebotenen Spielraum an Bürgerbeteiligung nutzen (vgl. auch das POLITiS-Dossier Nr.5/2015). Es wird auch klar, dass ein wohlmeinender Bürgermeister allein nicht ausreicht, wenn er von Parteien abhängt, die bei der Bürgerbeteiligung auf der Bremse stehen, wie in Meran 2015 geschehen. Vignola zeigt auf, wie es anders geht. Bürgerinitiativen für mehr direkte Beteiligung haben jetzt einen klaren Bezugspunkt in Italien: eine Satzung wie Vignola.

    Postato in bilancio partecipativo, consultazione, democrazia diretta, la giornata della democrazia, parola ai cittadini, partecipazione, quorum, referendum, scelta partecipata

    dal Bilancio Partecipativo alla Scelta Partecipata

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    di Paolo Michelotto

    scelta partecipata

    Il 4 maggio 2016 ero stato invitato a Vignola (MO) a parlare di uno strumento di partecipazione molto noto il Bilancio Partecipativo e del Referendum Finanziario. In realtà, ho presentato un nuovo strumento SCELTA PARTECIPATA che raccoglie il meglio di quello che offriva il Bilancio Partecipativo, ma superava anche i suoi aspetti negativi. Questa proposta è stata inserita nel nuovo statuto comunale di Vignola. Primo in Italia. In fondo riporto il testo dell’articolo dello statuto. Ma prima spiego cos’è questo nuovo strumento di partecipazione.

    Ecco il testo della mia proposta di quella sera.

    Dal Bilancio Partecipativo alla Scelta Partecipata

    Il Bilancio Partecipativo, un metodo partecipativo con cui i cittadini possono proporre, discutere, votare e decidere parte del Bilancio Comunale, nato a Porto Alegre in Brasile nel 1989, è stato applicato da allora in centinaia di città in tutto il mondo, ma da alcuni anni sta vivendo difficoltà.

    Questo metodo ha permesso almeno parzialmente, di realizzare il sogno della democrazia diretta. Dove è stato applicato ha dato ai cittadini la possibilità di decidere su temi ed argomenti di solito lasciati in esclusiva agli amministratori e alle lobby.

    Ma molte città dove è stato applicato, un po’ alla volta hanno smesso di farlo oppure continuano ad attuarlo ancora come una formalità consultiva, ma con fatica e senza l’entusiasmo dei suoi primi anni.

    Infatti il Bilancio Partecipativo ha alcuni importanti aspetti negativi:

    - richiede molto tempo ed energie agli amministratori, ai dipendenti comunali che si occupano del processo e ai cittadini;

    - si discute quasi solo sul bilancio comunale;

    - si discute quasi solo su quello che vogliono gli amministratori e su una cifra economica da loro stabilita in partenza;

    - il valore spesso è consultivo e la sua attuazione finale dipende dalla buona volontà degli amministratori;

    - è un processo attivato dall’alto, ossia dagli amministratori, sia che i cittadini siano interessati, sia che non lo siano;

    - è un metodo spesso macchinoso, con regole scritte dagli amministratori, che non sempre tengono conto dei tempi e delle energie che i cittadini hanno possibilità e voglia di dedicare;

    - il metodo ha un brutto nome, che dà idea che si discuta solo di numeri e che occorra essere esperti di economia per poter capire e partecipare.

    Ecco alcune proposte per superare gli aspetti negativi del Bilancio Partecipativo.

    - Il processo deve essere attivato solo dal basso, se richiesto da un numero minimo prestabilito di cittadini e non dall’amministrazione e prosegue solo se ad ogni incontro partecipa un numero minimo di cittadini stabilito dal regolamento, ad esempio la metà del numero che ha richiesto l’attivazione del processo.

    - Rapidità. Il percorso deve essere il più rapido possibile, non possono trascorrere mesi o addirittura anni per arrivare ad un risultato. Molti cittadini hanno poco tempo e poche energie da dedicare. Prima di attivare lo strumento, il comitato proponente si incontra con gli esperti del comune responsabili dell’attuazione e stabiliscono assieme il percorso, il numero di incontri, in conformità al regolamento.

    - Grande risultato. Deve avere un risultato importante, sicuro, in tempi certi e questo deve essere noto a tutti, prima che il processo inizi. Bisogna sapere quando inizia, come si svolge, quando finisce e cosa succede alle raccomandazioni finali elaborate dai cittadini.

    - Struttura snella. Devono essere necessarie poche energie e pochi incontri per arrivare al massimo risultato.

    - Appoggio esperti comune. Il processo deve avere il pieno appoggio di strutture ed esperti del comune. I cittadini che lo propongono devono poter avvalersi dei tecnici dell’amministrazione comunale, nei tempi e modi previsti, come farebbe un assessore o consigliere comunale, ancora nei momenti di preparazione alla richiesta di utilizzo del processo.

    - Scalabile. Deve essere un processo scalabile per ampiezza, partecipazione e durata e queste caratteristiche devono essere decise dai cittadini proponenti insieme all’amministrazione, in conformità al regolamento, prima dell’inizio. Il tutto in proporzione a quanti cittadini sono interessati. Se i proponenti sono il numero minimo richiesto, si potrà solo realizzare un numero basso di incontri e il tempo totale dedicato al processo sarà breve e l’esito meno forte. Se i proponenti sono in numero estremamente alto, allora si possono pianificare molti incontri e i tempi possono essere dilatati per permettere una maggiore discussione. Inutile fare 10 incontri in 10 sale cittadine, se lo scopo è decidere come risistemare un parco cittadino. I cittadini proponenti insieme agli amministratori, decidono all’inizio del processo che esso consisterà di un certo numero di incontri in un certo numero di sale. Si va da un minimo di 1 incontro in 1 sala a un massimo di incontri e di mesi dedicati in base a quanti sono i cittadini richiedenti l’attivazione dello strumento. L’esito deve essere diverso in base a quanta partecipazione c’è stata. Partecipazione più numerosa e per più tempo, esito più forte.

    - Esito certo e proporzionato all’impegno. Se la partecipazione è stata il minimo previsto dal regolamento, le raccomandazioni finali espresse dal processo vanno in consiglio comunale come fosse una iniziativa popolare a voto popolare. Esse possono essere approvate, oppure se il testo non viene recepito dagli amministratori, si procede a referendum senza quorum, dove decide la popolazione sul testo delle raccomandazioni finali e sull’eventuale controproposta degli amministratori. Se la partecipazione è stata molto alta (e ciò viene quantificato nel regolamento) allora l’esito è più forte e rapido. Le raccomandazioni finali espresse dal processo devono essere attuate dagli amministratori in un tempo massimo stabilito dal regolamento, senza il passaggio referendario.

    - Su tutti gli argomenti su cui ha competenza un comune. Il processo deve poter essere realizzato su tutti gli argomenti che interessano ai cittadini, e su cui un comune ha competenza. Per esempio sulle modifiche da fare allo statuto, sul piano del territorio, sulle scuole comunali, sulla cultura, sullo sport, sul bilancio del comune, sulle tasse e imposte, sulle spese di un determinato settore, sulla visione della città per il futuro, sulle scelte strategiche di sviluppo.

    Esempio di testo da inserire nello Statuto per una città grande come Vignola (MO) – 25.000 abitanti – 17.500 elettori:

    Art. XX – SCELTA PARTECIPATA:

    1 – Un comitato promotore di 10 cittadini, sostenuto dalle firme di almeno 100 cittadini, può presentare una richiesta di Scelta Partecipata.

    2 – L’oggetto della Scelta Partecipata deve essere un tema di competenza del Consiglio Comunale o della Giunta su cui i cittadini vogliono attivare un percorso partecipato.

    3 – L’ammissibilità dell’oggetto e l’opportunità di attivare un percorso partecipato anziché altri strumenti previsti dallo statuto, viene decisa dal comitato dei garanti per i referendum.

    4 – I cittadini possono consultare, con i tempi e i modi previsti dal regolamento, esperti dell’ufficio partecipazione e tecnici comunali competenti sulla materia discussa, nella fase di preparazione del progetto di Scelta Partecipata.

    5 – Il progetto di Scelta Partecipata deve spiegare chiaramente l’oggetto di discussione, il numero di incontri programmati e i tempi di loro realizzo, la logistica necessaria, quale ausilio di personale qualificato del Comune è necessario.

    6 – Gli incontri sono pubblici, tutta la cittadinanza è informata e invitata a partecipare e si tengono con metodi partecipativi, con regole e modalità stabilite dal regolamento. Possono partecipare anche consiglieri e assessori. Ad ogni partecipante deve essere garantita pari libertà di proposta, discussione e voto. La partecipazione è libera per tutti i residenti del Comune di Vignola maggiori di 16 anni.

    7 – Il processo inizia e prosegue se almeno 50 cittadini partecipano ad ogni incontro previsto.

    8 – Se il comitato promotore presenta il progetto di Scelta Partecipata con più di 500 firme di cittadini a sostegno e ad ogni incontro partecipano almeno 300 cittadini per almeno 4 incontri, le raccomandazioni finali, vengono attuate dall’amministrazione entro 3 mesi dal loro deposito. Le raccomandazioni finali sono soggette a referendum confermativo, se esso viene richiesto dai cittadini nelle modalità previste dallo Statuto. In questo caso l’amministrazione e/o i cittadini che richiedono il referendum confermativo possono presentare una controproposta.

    9 – Se il numero di firme a sostegno del progetto di Scelta Partecipata è compreso tra 100 e 500, le raccomandazioni finali vengono depositate presso il Consiglio Comunale che le discute con carattere di urgenza. Il Consiglio Comunale può recepirle senza modifiche oppure integrarle con accordo dei partecipanti. Se il testo non viene approvato dal Consiglio Comunale oppure viene approvato con modifiche non accettate dai promotori, si procede a referendum propositivo, con eventuale controproposta del consiglio comunale.

    Quella proposta è diventata realtà.

    Nel nuovo statuto comunale di Vignola, approvato il 21 giugno 2016, e quindi entrato in vigore, il nuovo strumento SCELTA PARTECIPATA è stato inserito  nell’art. 13.

    ART. 13 SCELTA PARTECIPATA

    1. Un comitato promotore di 20 cittadini, sostenuto dalle firme di almeno 250 cittadini, o l’Amministrazione Comunale possono presentare un progetto di scelta partecipata, attraverso l’avvio di un percorso di confronto tra Amministrazione Comunale e cittadini su un tema di competenza del Comune che abbia interesse generale.

    2. Il progetto di scelta partecipata può riguardare anche il bilancio di previsione e le decisioni sugli stanziamenti sia nella parte delle entrate che delle spese.

    3. Nella preparazione del progetto i cittadini possono avvalersi, con i tempi e i modi previsti dal regolamento, dei dipendenti comunali esperti sulle materie in discussione.

    4. Successivamente alla presentazione del progetto, Amministrazione e comitato promotore definiscono tempi e modalità del percorso finalizzato alla stesura del testo definitivo della scelta partecipata da sottoporre all’Amministrazione Comunale.

    5. Nel caso di indizione su istanza dei cittadini, il processo inizia e prosegue se almeno 20 cittadini partecipano ad ogni incontro previsto.

    6. In caso di mancata approvazione da parte del Consiglio Comunale il Comitato promotore può presentare un’iniziativa popolare a voto popolare, previa la raccolta di 500 firme.

    Postato in bilancio partecipativo, deliberazione, democrazia dei cittadini, partecipazione

    Il libro “Il Bilancio Partecipativo” di Thomas Benedikter è disponibile online gratis

    6 Maggio 2014 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    il bilancio partecipativo thomas benedikter

    l’amico Thomas ha deciso di trasformare il suo libro cartaceo “Il Bilancio Partecipativo – Decidere sulle finanze del proprio comune – Un’introduzione” (scritto in Italiano, per chi fosse interessato esiste anche la versione in lingua tedesca) in formato digitale e lo ha reso disponibile gratuitamente.

    È un libro molto utile ed interessante per chi vuole iniziare ad approfondire la tematica del Bilancio Partecipativo.

    Buona lettura.

    Clicca qui sotto per scaricarti gratuitamente il libro!

    Il bilancio partecipativo (2151)

    Clicca qui sopra per scaricarti gratuitamente il libro!

    Postato in bilancio partecipativo

    Il bilancio partecipativo – Una nuova pubblicazione di Thomas Benedikter

    3 Novembre 2013 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto,

    il bilancio partecipativo thomas benedikter

    pubblico molto volentieri la presentazione della nuova pubblicazione di Thomas Benedikter “Il Bilancio Partecipativo”. È un libro recentissimo di cui l’autore ha regalato 200 copie che sono state distribuite tra i cittadini di Parma il 29 settembre 2013 (insieme al libro “Vivere meglio con Più Democrazia”). Per chi fosse interessato, è disponibile in 2 lingue, italiano e tedesco e alla fine del post è descritto come averlo.

    Come decidere da semplici cittadini sulle finanze del proprio Comune?

    Il bilancio partecipativo

    Una nuova pubblicazione di Thomas Benedikter

    Di regola i cittadini in Italia, in base alla Costituzione (art.75, 2), non hanno nessun diritto di partecipazione diretta all’elaborazione dei bilanci degli enti pubblici e delle leggi tributarie. Perciò non possono influire direttamente sulle spese pubbliche. Dall’altra parte in altri paesi e in una trentina di Comuni italiani da tanti anni si pratica un metodo moderno ed efficace per dare voce e peso ai cittadini nelle decisioni finanziarie del proprio Comune. Nato in Brasile e Nuova Zelanda, è però già in uso in centinaia di comuni europei. È conosciuto l’esempio della cittadina di Grottammare nelle Marche, ma ci sono anche grandi città come Siviglia, Cordova, Bradford e Darmstadt nonché alcuni quartieri di Berlino (Lichtenberg), Parigi e Roma ad applicare forme del bilancio partecipativo.

    Il bilancio partecipativo non è un semplice referendum o un’inchiesta demoscopica, ma un tipo di consultazione popolare permanente, ben strutturata, atta a garantire il controllo diretto dei cittadini almeno su una parte del bilancio di previsione comunale. Di regola ad un bilancio partecipativo viene sottoposto non tutto il bilancio di previsione di un Comune, ma una parte delle spese previste per investimenti dell’anno successivo. Questa procedura offre ai cittadini informazioni più precise sul bilancio e permette di sviluppare e proporre le proprie proposte di spesa, che saranno discusse in assemblee civiche a due turni per essere, alla fine, trasmesse al Consiglio comunale per la decisione finale.

    Ma a cosa serve un bilancio partecipativo se i Comuni devono subire continui tagli alle loro entrate? Queste forme di democrazia dal basso, non comportano forse nuove spese di gestione invece di far respirare le casse comunali? Un altro interrogativo sorge spontaneo: s’intenderà mai il cittadino medio sufficientemente di bilancio pubblico quando gli stessi consiglieri comunali si dimostrano spesso poco competenti in materia? Le esperienze raccolte col bilancio partecipativo affermano il contrario. I cittadini non solo riescono ad articolare una vasta gamma di proposte e progetti fattibili e finanziabili, ma possono anche indicare possibilità di risparmio e di spesa pubblica più intelligente. Inoltre, con un bilancio partecipativo l’amministrazione si obbliga anche di spiegare meglio il suo bilancio e le sue strategie di investimento. Infine importantissimo il suo effetto per la democrazia, cioè il Comune nelle sue scelte finanziarie è tenuto ad orientarsi maggiormente secondo le preferenze espresse dai cittadini.

    Una nuova pubblicazione, composta da Thomas Benedikter e edita dalla cooperativa POLITiS illustra concisamente ragioni, obiettivi, metodi e procedure delle varie tipologie di bilanci partecipativi attualmente in uso. Si presentano esperienze raccolte in Italia e all’estero e si propone un modello adatto alle esigenze e alle problematiche dei Comuni della nostra provincia. Più partecipazione diretta dei cittadini alla vita pubblica è possibile: ci sono già validi modelli e esperienze da seguire. “Sono convinto”, afferma l’autore, “che il bilancio partecipativo potrà rappresentare uno strumento efficace per rendere la democrazia nei comuni più viva e partecipata.”

    La pubblicazione può essere ordinata presso la cooperativa sociale POLITiS Onlus, Bolzano, Tel. 0471 973124, info@politis.it (prezzo 6.- Euro incluse le spese postali).

    Postato in bilancio partecipativo, democrazia diretta

    Bilancio Partecipativo: come e perchè introdurlo nello Statuto Comunale

    9 Settembre 2013 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    bilancio partecipativo

    Sul bilancio partecipativo si sono scritti innumerevoli documenti e libri, molti dei quali facilmente reperibili online. Ad esempio il mio libro “Democrazia dei Cittadini” cap. 18 che si può scaricare gratuitamente qui. Il suo funzionamento è diverso da città a città, ma si tratta sostanzialmente di far decidere ai cittadini tramite un percorso partecipativo più o meno lungo come destinare una parte dei fondi del bilancio comunale. In alcune città come Porto Alegre dove nacque nel 1989, erano arrivati a destinare l’intera quota destinata agli investimenti del Bilancio Comunale al processo del Bilancio Partecipativo, in Italia, molto più spesso, gli amministratori assegnano una somma prestabilita da loro stessi, all’inizio del percorso. E’ un metodo partecipativo molto impegnativo dal punto di vista dei cittadini e degli amministratori perchè sono necessarie molte riunioni, molto tempo e molte energie prima di arrivare al risultato finale. Inoltre funziona un po’ come il matrimonio, se entrambi i partner collaborano funziona a bene e a lungo con risultati straordinari, altrimenti fallisce.

    Alcuni comuni hanno inserito questo strumento partecipativo all’interno dello Statuto Comunale, come Malles (BZ), altri invece lo praticano senza averlo inserito nello Statuto.

    Visto l’impegno richiesto da questo strumento la mia proposta è che il Bilancio Partecipativo sia attivato solo se ne viene fatta richiesta da un numero significativo di cittadini.

    Ecco come potrebbe essere scritto l’articolo dello Statuto Comunale.

    Statuto Comunale – Art. XXX

    Bilancio Partecipativo

    1. Il bilancio partecipativo è introdotto come una forma pubblica di partecipazione relativa all’impostazione del bilancio di previsione comunale ed alle sue priorità. Tramite tale forma di partecipazione l’amministrazione comunale promuove la trasparenza e l’assunzione di responsabilità tanto per le spese pubbliche quanto per le possibilità di risparmio.

    2. L’attivazione del processo avviene tramite richiesta effettuata dal 2% dei cittadini. Il Bilancio Partecipativo ha durata annuale. Per attivare nuovamente il processo, deve essere effettuata una nuova richiesta dal 2% dei cittadini.

    3. Il regolamento attuativo viene scritto da una commissione di 50 cittadini estratti a sorte tra i residenti, che si possono avvalere della consulenza di esperti su richiesta della commissione o consigliati dall’amministrazione. Tale regolamento deve essere confermato oppure modificato da una commissione di 50 cittadini estratti a sorte, ogni volta che viene richiesta l’attivazione del Bilanco Partecipativo.

    4. Quanto deciso dal Bilancio Partecipativo ha valore vincolante e l’amministrazione comunale deve attuare tale volontà popolare, senza indugi.

    Postato in bilancio partecipativo, democrazia diretta

    Malles (BZ) ha nuovo Statuto con strumenti di democrazia diretta innovativi

    11 Agosto 2013 // 2 Commenti »

    Malles

    Di Paolo Michelotto

    su segnalazione dell’amico Thomas Benedikter riporto qui sotto il nuovo statuto comunale di Malles (BZ) 5000 abitanti circa, divenuto effettivo nel luglio 2012. È molto interessante per le cose innovative che introduce sul tema della democrazia diretta e della partecipazione, quasi sconosciute nel resto d’Italia.

    Ma prima di iniziare dalle virtù, elenco almeno 2 punti negativi.

    1. Per iniziare un referendum occorre il 6% di firme (cifra comunque accettabile per Malles dove ci saranno circa 4000 elettori e quindi le firme necessarie sono circa 240)

    2. Il quorum dei votanti fissato al 20% invece che zero ( ma anche qui, se i votanti sono circa 4000 persone, significa 800 voti)

    Insomma due punti negativi ma almeno in parte giustificati dalla piccola dimensione del comune.

    Invece i punti positivi sono parecchi:

    1. Art. 37 dice che il cittadino può fare interrogazioni al sindaco e deve avere risposta entro 30 giorni.

    2. Art. 38 parla di Assemblee dei Cittadini convocate almeno 1 volta l’anno dall’amministrazione. Se poi i cittadini ne vogliono una su un tema a loro caro basta che raccolgano 50 firme e l’amministrazione deve organizzarla entro 30 giorni.

    3. Art. 39 è dedicato alle forme innovative di partecipazione. Istituisce un forum internet dove i cittadini possono discutere con l’amministrazione, 50 cittadini possono proporre una petizione che va discussa al primo consiglio comunale utile, viene introdotto il bilancio partecipativo.

    4. Art. 40 sui referendum, dice che l’esito del referendum è vincolante, non può essere cambiato per almeno 3 anni, può essere circoscritto ad una parte di comune, si può fare sullo statuto, viene introdotto il referendum confermativo, il ref propositivo, l’amministrazione può fare una controproposta che viene votata lo stesso giorno del quesito formulato dal comitato referendario, viene introdotto il voto dei 16 enni.

    Un ottimo statuto. Migliorabile ( mettere quorum zero, togliere alcune materie non referendabili es imposte, abbassare le firme al 2%, introdurre il voto postale, il voto agli stranieri residenti, abbinamento alle votazioni nazionali ed europee), ma già così forse il più democratico e partecipativo d’Italia.

    Assolutamente da leggere da parte dei cittadini appassionati di democrazia diretta e dagli amministratori sensibili.

    Qui puoi scaricare l’intero statuto in PDF (leggi gli articoli 37-38-39-40)

    http://www.gemeinde.mals.bz.it/gemeindeamt/download/malles_venosta_1.pdf

    Edit 10-09-13

    Come dice Stefano in un commento all’articolo, non si può effettuare il referendum sullo Statuto, in base alla legge regionale.

    Questo per Malles (BZ) dove grazie allo statuto dell’autonomia vale la legge regionale, per tutto il resto d’Italia vale il Tuel (Testo Unico Enti Locali) che all’art. 6 comma 4 dice:
    4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

    Quindi in realtà i cittadini non possono fare referendum per proporre lo statuto o il cambiamento di qualche articolo. Rimane da valutare se questo comma impedisce che i cittadini facciano un referendum confermativo dopo l’approvazione del Consiglio Comunale.

    Postato in bilancio partecipativo, bolzano, democrazia diretta, partecipazione

    Incontri a Cusano Milanino sui referendum (8-2-12) e a Sesto San Giovanni (10-2-12) sul bilancio partecipativo

    7 Febbraio 2012 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    due interessanti incontri sulla democrazia dal basso in provincia di Milano:

    cusanosesto

    1. Cusano Milanino mercoledì 8 febbraio 2012 ore 21

    Incontro aperto al pubblico – Mercoledì 8 febbraio 2012 il comitato promotore del referendum “area ex Pirelli” di Cusano Milanino terrà una riunione del direttivo aperta al pubblico, dove verranno presentate le idee, gli appuntamenti e le date della campagna referendaria.

    Sono invitati tutte le associazioni e i cittadini che hanno sostenuto e manifestato la loro adesione.

    Ore 21.00 – Sala Moneta, via Alemanni 3 – Cusano Milanino

    2. Sesto San Giovanni (MI) venerdì 10 febbraio 2012 ore 20,30

    L’associazione Più Democrazia a Sesto San Giovanni (MI)

    Vi invita venerdì 10 febbraio 2012 – ore 20,30

    presso la Sala del camino via Puricelli Guerra 24, Sesto S.G. (MI)

    Ad un incontro sul tema Bilancio partecipativo

    Relatore dott. Stefano Stortone

    Quale cittadino non vorrebbe contribuire nel maggior modo possibile, ma anche nel più facile, a rendere migliore e più vivibile la propria città, dunque la propria vita e quella della comunità con cui vive, decidendo direttamente come spendere i soldi del proprio Comune?

    Il Bilancio Partecipativo è un nuovo modo di concepire la democrazia, fondato sulla partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di bilancio, cioè alla scelta dei progetti e delle spese collettive da sostenere.

    Si tratta di una pratica piuttosto diffusa nel mondo e internazionalmente riconosciuta come  valido strumento amministrativo, di gestione efficace ed efficiente delle risorse comuni, oltre che culturale, di sostegno e creazione di capitale sociale e benessere comunitario.

    Seguirà breve relazione di Dario Rinco, presidente associazione Più Democrazia a Sesto San Giovanni

    All’incontro sono invitati tutti i cittadini, gli Amministratori Comunali, i Gruppi Politici e le associazioni della città

    Dario Rinco parlerà dei motivi per togliere il quorum a Cusano Milanino ed è tra gli organizzatori della serata sul Bilancio Partecipativoi di Sesto San Giovanni.

    Postato in bilancio partecipativo, democrazia diretta

    A Napoli sta iniziando un esperimento di democrazia: c’è la consultazione, la partecipazione e spero poi molto altro

    25 Ottobre 2011 // 5 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    logo_laboratorio_napoli350

    a Napoli forse sta per iniziare un esperimento di democrazia che potrebbe cambiare l’Italia. Si sta seriamente, pare, procedendo a iniziare a un processo molto esteso di consultazione su ben 16 tematiche diverse. Si stanno costituendo 16 consulte, a cui si possono iscrivere senza limiti i cittadini napoletani. E già ci sono gli elenchi online dei cittadini iscritti. Centinaia, probabilmente tutti insieme qualche migliaia.

    Laboratorio Napoli

    Queste le 16 consulte:

    - Promozione della pace e cooperazione internazionale

    - Ambiente, Rifiuti, Tutela della salute

    - Politiche Sociali e immigrazione

    - Politica della casa

    - Cultura, Turismo, Spettacoli

    - Forum delle culture

    - Mobilità e Infrastrutture

    - Territorio e Urbanistica

    - Beni comuni

    - Lavoro, Commercio, Artigianato

    - Beni Confiscati e Trasparenza

    - Diritto all’istruzione

    - Bilancio Partecipato

    - Sport

    - Politiche Giovanili e Pari opportunità

    - Patrimonio Comune

    Le consulte si autoregolamenteranno. Le loro proposte dovranno essere vagliate dalla giunta. Insomma l’inizio è ottimo, i propositi descritti dall’assessore al Bene Comune sono pieni di speranza. Non è ancora democrazia diretta, ma se questo processo funzionerà, non tarderanno ad emergere richeste di strumenti di democrazia diretta funzionanti, che non prevedano ad esempio il quorum. Se questo percorso funzionerà in una città così popolosa e piena di problemi come Napoli, allora la storia dell’Italia potrebbe cambiare. In meglio. Napoli potrebbe trascinare il resto d’Italia in una nuova fase, quella dove la voce dei cittadini conta davvero.

    Postato in bilancio partecipativo, consultazione, esempi virtuosi, partecipazione

    nasce la petizione “Io pago, io decido” a Biella: un esempio per il resto d’Italia

    30 Settembre 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione “Io pago, io decido”.

    petizione-iopagoiodecido1

    Ecco le motivazioni:

    Le risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità. Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale di Biella ad attivare lo strumento del bilancio partecipativo, così da permettere a noi cittadini di indicare le problematiche e le priorità economiche per la Città. L’attuale crisi finanziaria – e l’indebitamento del Comune di Biella di oltre 64 milioni di euro – è un’opportunità per introdurre innovativi strumenti di democrazia diretta, destinati a diventare il futuro della vita civica e già utilizzati nel presente da numerosi comuni italiani.

    Se i cittadini possono sviluppare un bilancio partecipativo e dei referendum propositivi senza quorum (per evitare l’uso tattico del non voto) la partecipazione alla vita politica cittadina aumenta e ne guadagna l’intera comunità. In questo modo la cittadinanza diventa protagonista e può dettare l’agenda politica senza essere chiamata in causa solamente una volta ogni 5 anni durante le elezioni. Dando a noi cittadini maggiore responsabilità, il bilancio partecipativo e i referendum senza quorum ci aiutano anche a comportarci più responsabilmente.

    Ecco quindi in breve quanto chiediamo con la petizione “io pago io decido”:
    1. BILANCIO PARTECIPATIVO (io pago, io decido)
    2. REFERENDUM PROPOSITIVI (proposte, non proteste)
    3. TOGLIERE IL QUORUM (chi partecipa decide)

    Qui il sito di riferimento:

    http://www.iopagoiodecido.it/2011/09/10/perche-la-petizione-io-pago-io-decido/

    Qui il documento completo della petizione (come esempio da relìplicare anche nelle nostre città):

    Petizione-iopagoiodecido

    Postato in bilancio partecipativo, democrazia dal basso in Italia, democrazia diretta, esempi virtuosi, partecipazione, quorum, referendum

    E’ in atto il Bilancio Partecipato al Municipio VI di Roma

    13 Novembre 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    grazie alla segnalazione di Carlo Reggiani, ho visto che anche il Municipio VI di Roma (che è qualcosa di più di una circoscrizione, visto che amministra 11 milioni di euro l’anno) ha iniziato un percorso di Bilancio Partecipato. Il sito  http://www.6partecipe.net/ è molto accattivante e professionale, c’è ampia documentazione, video, collegementi in diretta, materiale fotografico, possibilità di inserire proposte, resoconti delle riunioni, i testi delle proposte pervenute. C’è anche un gruppo su Facebook. Il tentativo è studiato nei minimi particolari e la volontà da parte degli amministratori sembra esserci tutta. La partecipazione dei cittadini nelle prime assemblee è ottima, sulle 50 persone. Auguro che gli ottimi presupposti e l’ottimo inizio, si tramutino in una esperienza completa di vera democrazia.

    Qui la brochure completa da scaricare:

    Download Brochure Bilancio Partecipato Municipio VI Roma

    Postato in bilancio partecipativo

    Democrazia e nuove forme di Partecipazione

    9 Novembre 2009 // 1 Commento »

    LuigiBobbiodi Paolo Michelotto

    Luigi Bobbio è intervenuto per una settimana nel forum www.filosofiaecittadinanza.org nell’interessante esperimento di discutere online su un forum su un tema specifico, in questo caso “La democrazia deliberativa: quando i cittadini discutono per davvero“.

    La discussione è stata proficua, ha interessato molte persone e si ripeterà prossimamente con altre tematiche.

    Questa prima discussione si è avvalsa anche di un documento messo a disposizione dal prof. L. Bobbio, che si intitola “Democrazia e nuove forme di Partecipazione”.

    In questo saggio che sarà pubblicato in un libro prossimamente, l’autore esamina tre tipologie di partecipazione:

    1. i bilanci partecipativi

    2. i debat public

    3. il sorteggio casuale dei cittadini

    E oltre a delinearne storia, applicazioni e metodi, trae anche delle conclusioni sui loro pregi e difetti.

    Il documento si può scaricare online qui:

    Download Democrazia e nuove forme di partecipazione - L. Bobbio

    Postato in bilancio partecipativo, deliberazione, documenti recensiti, sorteggio

    presentazione libro “I Bilanci Partecipativi in Europa” di Allegretti a Firenze e a Roma

    6 Novembre 2009 // Nessun commento »

    bilancipartecipativiroma

    di Paolo Michelotto

    il 9 novembre a Firenze e il 23 novembre a Roma, Giovanni Allegretti presenterà il suo ultimo libro “I Bilanci Partecipativi in Europa”. Un libro molto accurato, che sto leggendo proprio in questi giorni, pieno di informazioni e soprattutto, con il resoconto di prima mano proveniente da tutti i paesi d’europa.  Anche da quelli che non ci aspetteremmo.

    Clicca sulle immagini per vederle più grandi.

    bilanci partecipativi firenze

    Postato in bilancio partecipativo

    C’è vita (democratica) a Morciano: domenica 25 ottobre “La Parola ai Cittadini”, ma non solo!

    22 Ottobre 2009 // Nessun commento »

    morciano_in_comune_logo

    morciano_in_comune_logo

    di Paolo Michelotto

    il gruppo “Morciano in Comune” ha organizzato questa domenica 25 ottobre 2009 alle 17.30 una “La Parola ai Cittadini”. Io sarò presente come facilitatore dell’evento e alla fine racconterò gli esempi migliori di democrazia diretta nel mondo. Questo è il primo incontro del ciclo “Virtù in Comune”

    Ma non è l’unica cosa fatta a Morciano. Il 29 Maggio 2009 lo stesso gruppo aveva organizzato “I cittadini incontrano i candidati sindaci”.

    Nel 2010 l’amministrazione vuole realizzare il Bilancio Partecipato di cui parlo alla fine di questo post.

    Il gruppo “Morciano in Comune” sta inoltre presentando una modifica al Regolamento dei diritti di partecipazione in cui è previsto il Consiglio Comunale di Consultazione, una innovazione che permette in certe condizioni di interesse dei cittadini di indire un consiglio comunale in cui i protagonisti siano i cittadini. Riporto qui la bozza di quell’articolo, altamente innovativo, anche se sicuramente migliorabile:

    Articolo 17 – Consiglio Comunale di consultazione

    1. Almeno due volte all’anno, (di cui una obbligatoriamente almeno 15 giorni prima dell’approvazione dei bilancio di previsione), deve essere convocato un Consiglio Comunale di consultazione dei cittadini, finalizzato all’ascolto da parte di Sindaco, Assessori e Consiglieri delle richieste, dei bisogni e delle opinioni dei cittadini in merito alle questioni di maggiore rilevanza e interesse pubblici. (continua…)

    Postato in bilancio partecipativo, consultazione, democrazia dal basso in Italia

    intervista a Giovanni Allegretti su “Il Cittadino Partecipa” e su la partecipazione

    29 Settembre 2009 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    riporto qui l’intervista realizzata dall’amica Denise durante “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino” 20 Settembre 2009 – Rovereto

    Postato in bilancio partecipativo, democrazia dal basso in Italia, partecipazione

    il libro “Bilanci Partecipativi in Europa” di Giovanni Allegretti

    31 Agosto 2009 // Nessun commento »

    Bilanci partecipativi

    Bilanci partecipativi

    di Paolo Michelotto

    Giovanni Allegretti, che sarà a Rovereto (TN) la mattina del 20 settembre a “Il Cittadino Partecipa” ha pubblicato un nuovo libro, che sarà disponibile durante l’evento, che parla di “Bilanci Partecipativi in Europa”.

    Ecco la copertina, una breve descrizione. In libreria dovrebbe apparire da metà ottobre.

    Yves Sintomer, Giovanni Allegretti
    I bilanci partecipativi in Europa
    NUOVE ESPERIENZE DEMOCRATICHE NEL VECCHIO CONTINENTE

    con la collaborazione di Carsten Herzberg e Anja Röcke

    Con la crisi finanziaria in atto, in Europa il tema delle risorse è sempre più al centro del dibattito pubblico:
    la percezione diffusa è che, da sola, la democrazia rappresentativa non sia più in grado di far fronte alle nuove sfide. In questo panorama, l’espressione «bilancio partecipativo» sembra a volte quasi una formula magica, una panacea per i mali del nostro tempo.
    Il libro presenta una sintesi della prima ricerca comparativa condotta nel vecchio continente sui bilanci partecipativi, a partire da un centinaio di esperienze che si sono sviluppate dall’inizio del terzo millennio. Alla base della ricerca c’è un’ipotesi forte: le esperienze analizzate dimostrano che, affinché i servizi pubblici possano superare la ristrettezza delle logiche di mercato, essi devono mettersi davvero al servizio del pubblico. La sfida cruciale sta dunque nel capire come la modernizzazione amministrativa e la partecipazione possano procedere insieme.
    Yves Sintomer è professore di sociologia politica all’Università di Parigi VIII, direttore vicario del Centro Marc Bloch di Berlino e ricercatore all’UMR Culture et sociétés urbaines.
    Giovanni Allegretti è urbanista, ricercatore presso il Centro di Studi Sociali dell’Università di Coimbra e consulente formativo di alcuni bilanci partecipativi europei.
    Carsten Herzberg è dottore in scienze politiche delle Università di Potsdam e Parigi VIII.
    Anja Röcke è dottoranda all’Istituto Universitario Europeo di Firenze.

    Postato in bilancio partecipativo, partecipazione

    Atlante della Partecipazione nella Regione Lazio

    28 Dicembre 2008 // 1 Commento »

    mappa-partecipazione-lazio

    mappa-partecipazione-lazio

    di Paolo Michelotto

    la Regione Lazio ha approvato in questi ultimi 3 anni leggi che promuovono, incentivano e sostengono economicamente i processi partecipativi nei comuni del proprio territorio. Il risultato è stato notevole.

    Marrazzo, il presidente della Regione Lazio scrive nella presentazione dell’Atlante della Partecipazione:

    “Chiamare i cittadini a condividere le scelte che riguardano la loro vita e il loro futuro è la strada maestra per creare nuova fiducia nella politica e nelle istituzioni.”

    Sono 80 i comuni laziali descritti in questo Atlante, che hanno applicato in parte o in forma completa il bilancio partecipativo. Per ognuno è descritto chi è il soggetto promotore, di cosa si è discusso, come, quali sono stati gli esiti. Le esperienze sono state diversissime ed è stimolante leggere questo Atlante. La democrazia partecipativa si sta facendo strada anche in Italia.

    Questo il sito della Regione Lazio pagina partecipazione

    http://www.regione.lazio.it/web/bilancio/economia/home.php

    Cliccando qui sotto puoi scaricare l’Atlante della Partecipazione nella Regione Lazio

    Download Atlante Partecipazione Regione Lazio Version 1.0

    Postato in bilancio partecipativo, italia, link recensiti

    Partecip.A. 1° Salone della Democrazia Partecipativa – Modena 21-23 Gennaio 2009

    23 Dicembre 2008 // Nessun commento »

    partecipa

    partecipa

    di Paolo Michelotto

    una grande occasione per chi vuole approfondire la conoscenza della democrazia partecipativa in Italia e nel mondo. Ci sono persone esperte, teorici, professori e persone che costruiscono concretamente i processi. Sarà possibile ascoltare le relazioni, partecipare a workshop formativi su tecniche specifiche, discutere con i presenti e sentire cosa viene fatto e come in molte città e regioni del mondo.

    Qui il sito del comune di modena, nella sua pagina del bilancio partecipativo, che organizza il salone:

    http://www.comune.modena.it/bilanciopartecipativo/

    Qui riporto il depliant del salone:programma-partecipa

    A seguire i testi presenti nella pagina del comune di modena dedicata al salone: http://www.comune.modena.it/partecipa

    Cos’è ParteciP.A.

    ParteciP.A., il salone della democrazia partecipativa, si svolgerà a Modena dal 21 al 23 gennaio 2009 ed ha l’obiettivo di offrire un momento di confronto e discussione sulle esperienze di progetti partecipativi in Italia e all’Estero, rivolto ad operatori, amministratori pubblici e professionisti.

    ParteciP.A. propone tre giornate organizzate in workshop, presentazioni di esperienze partecipative, e la sperimentazione di un convegno partecipativo con la modalità dell’Open Space Technology.  Trentadue Pubbliche Amministrazioni e Istituzioni hanno aderito al progetto in qualità di espositori per presentare al pubblico i risultati dei loro percorsi partecipativi. Trentatre relatori incontreranno gli iscritti ai workshop per affrontare diversi temi correlati alla democrazia partecipativa, dal bilancio di genere ai diritti di cittadinanza dei migranti. Questi alcuni dei numeri del salone che vorremmo trasformare in un punto di incontro tra amministratori locali ed esperti della materia per promuovere nuove e più interessanti progettualità per il futuro. (continua…)

    Postato in bilancio partecipativo, partecipazione, prg partecipato

    Il Comune Udine sperimenta il Bilancio Partecipativo

    5 Dicembre 2008 // Nessun commento »

    bpudine

    bilancio partecipativo udine

    di Paolo Michelotto

    il comune di Udine sta sperimentando un progetto pilota di Bilancio Partecipativo. Si inizia con la progettazione partecipata di 3 piccole zone di un’area sportiva impegnando la cifra di 100.000 euro. E poi in base ai risultati si passerà nei prossimi anni all’intera città. Questo progetto si basa su un percorso attuato dal basso che nel  2007 aveva progettato come portare il Bilancio Partecipativo nella città. Il nuovo sindaco durante la campagna elettorale aveva promesso l’attuazione del BP ed ora inizia. Interessante perchè la consigliera con delega alla partecipazione oggi, era colei che aveva coordinato il progetto del 2007. Possono partecipare e votare i maggiori di 12 anni e i residenti, anche stranieri.

    Maggiori dettagli sul sito del comune di Udine:

    Sito comune udine

    Sono già stati realizzati alcuni incontri con buon riscontro, e altri si effettuano proprio in questi giorni.

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    Grottammare un esempio italiano di successo di democrazia partecipativa

    4 Dicembre 2008 // Nessun commento »

    decido anch'io

    decido anch'io

    di Paolo Michelotto

    in questi giorni si è svolto a Grottammare il ciclo del bilancio partecipativo “Decido Anch’io”. Per la cittadina adriatica di 15.000 abitanti in provincia di Ascoli Piceno, questo processo è una consuetudine. L’amministrazione ogni anno dal 1993 coinvolge i cittadini, prima in maniera sperimentale, poi un po’ alla volta in maniera sempre più strutturata. Poi nell’ultimo decennio con lo studio del modello quasi coetaneo del Bilancio Partecipativo di Porto Alegre (nato nel 1989-90), si sono aggiunti metodi sofisticati di gestione del Bilancio comunale fino a farlo divenire partecipativo. Anche il Piano Regolatore Comunale è stato realizzato con il contributo dei cittadini. Qui il sito del comune di Grottammare dedicato alla Partecipazione.

    http://www.comune.grottammare.ap.it/modules.php?name=News&file=article&sid=388

    Di seguito la spiegazione del processo partecipativo attuato a Grottammare, tratto direttamente dal sito del comune.

    La Democrazia partecipativa nel Comune di Grottammare

    Genesi

    Le pratiche partecipative che sono state attuate nel Comune di Grottammare risalgono ai primi anni  ‘90  con la vittoria alle elezioni Amministrative di una lista chiamata “Solidarietà  e Partecipazione” in una cornice politica, nazionale e locale, tutt’altro che agevole. Tangentopoli aveva, di fatto, sgretolato il principale partito di riferimento del dopoguerra e una sistema elettorale fortemente maggioritario imponeva una dinamica centripeta  nella ricerca del consenso verso un centro che risultava fortemente destrutturato;  il disorientamento e la delusione dei cittadini verso una classe dirigente corrotta si riversava inevitabilmente nei confronti degli enti locali in quanto fronte più vicino e diretto della macchina statale. (continua…)

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    Sulla via della partecipazione: San Giuliano Terme (PI) 27-11-08

    25 Novembre 2008 // Nessun commento »

    sangiulianoterme

    sangiulianoterme

    di Paolo Michelotto

    convegno sulla Partecipazione e sull’esperienza di Bilancio Partecipativo portato avanti dal comune di San Giuliano Terme (PI).

    Ecco il programma completo e la locandina in formato pdf

    Terme di san giuliano – dalle 9.30 fino alle 13.30

    Programma:

    Ore 9.30 Caffè di benvenuto
    Ore 9,45 Inizio dei lavori
    Intervengono: Paolo Panattoni, Sindaco di San Giuliano Terme
    Il progetto “Bilanc-io”
    Agostino Fragai, Assessore alla Partecipazione Regione Toscana
    Lo stato di attuazione della Legge regionale sulla Partecipazione (continua…)

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