di Paolo Michelotto
a Napoli forse sta per iniziare un esperimento di democrazia che potrebbe cambiare l’Italia. Si sta seriamente, pare, procedendo a iniziare a un processo molto esteso di consultazione su ben 16 tematiche diverse. Si stanno costituendo 16 consulte, a cui si possono iscrivere senza limiti i cittadini napoletani. E già ci sono gli elenchi online dei cittadini iscritti. Centinaia, probabilmente tutti insieme qualche migliaia.
Queste le 16 consulte:
- Promozione della pace e cooperazione internazionale
- Ambiente, Rifiuti, Tutela della salute
- Politiche Sociali e immigrazione
- Politica della casa
- Cultura, Turismo, Spettacoli
- Forum delle culture
- Mobilità e Infrastrutture
- Territorio e Urbanistica
- Beni comuni
- Lavoro, Commercio, Artigianato
- Beni Confiscati e Trasparenza
- Diritto all’istruzione
- Bilancio Partecipato
- Sport
- Politiche Giovanili e Pari opportunità
- Patrimonio Comune
Le consulte si autoregolamenteranno. Le loro proposte dovranno essere vagliate dalla giunta. Insomma l’inizio è ottimo, i propositi descritti dall’assessore al Bene Comune sono pieni di speranza. Non è ancora democrazia diretta, ma se questo processo funzionerà, non tarderanno ad emergere richeste di strumenti di democrazia diretta funzionanti, che non prevedano ad esempio il quorum. Se questo percorso funzionerà in una città così popolosa e piena di problemi come Napoli, allora la storia dell’Italia potrebbe cambiare. In meglio. Napoli potrebbe trascinare il resto d’Italia in una nuova fase, quella dove la voce dei cittadini conta davvero.
di Paolo Michelotto
ottimo esempio da imitare ovunque in Italia. Gli amici del Comitato Più Democrazia di Biella hanno creato la petizione “Io pago, io decido”.
Ecco le motivazioni:
Le risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità. Per fare questo invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale di Biella ad attivare lo strumento del bilancio partecipativo, così da permettere a noi cittadini di indicare le problematiche e le priorità economiche per la Città. L’attuale crisi finanziaria – e l’indebitamento del Comune di Biella di oltre 64 milioni di euro – è un’opportunità per introdurre innovativi strumenti di democrazia diretta, destinati a diventare il futuro della vita civica e già utilizzati nel presente da numerosi comuni italiani.
Se i cittadini possono sviluppare un bilancio partecipativo e dei referendum propositivi senza quorum (per evitare l’uso tattico del non voto) la partecipazione alla vita politica cittadina aumenta e ne guadagna l’intera comunità. In questo modo la cittadinanza diventa protagonista e può dettare l’agenda politica senza essere chiamata in causa solamente una volta ogni 5 anni durante le elezioni. Dando a noi cittadini maggiore responsabilità, il bilancio partecipativo e i referendum senza quorum ci aiutano anche a comportarci più responsabilmente.
Ecco quindi in breve quanto chiediamo con la petizione “io pago io decido”:
1. BILANCIO PARTECIPATIVO (io pago, io decido)
2. REFERENDUM PROPOSITIVI (proposte, non proteste)
3. TOGLIERE IL QUORUM (chi partecipa decide)
Qui il sito di riferimento:
http://www.iopagoiodecido.it/2011/09/10/perche-la-petizione-io-pago-io-decido/
Qui il documento completo della petizione (come esempio da relìplicare anche nelle nostre città):
grazie alla segnalazione di Carlo Reggiani, ho visto che anche il Municipio VI di Roma (che è qualcosa di più di una circoscrizione, visto che amministra 11 milioni di euro l’anno) ha iniziato un percorso di Bilancio Partecipato. Il sito http://www.6partecipe.net/ è molto accattivante e professionale, c’è ampia documentazione, video, collegementi in diretta, materiale fotografico, possibilità di inserire proposte, resoconti delle riunioni, i testi delle proposte pervenute. C’è anche un gruppo su Facebook. Il tentativo è studiato nei minimi particolari e la volontà da parte degli amministratori sembra esserci tutta. La partecipazione dei cittadini nelle prime assemblee è ottima, sulle 50 persone. Auguro che gli ottimi presupposti e l’ottimo inizio, si tramutino in una esperienza completa di vera democrazia.
Qui la brochure completa da scaricare:
Luigi Bobbio è intervenuto per una settimana nel forum www.filosofiaecittadinanza.org nell’interessante esperimento di discutere online su un forum su un tema specifico, in questo caso “La democrazia deliberativa: quando i cittadini discutono per davvero“.
La discussione è stata proficua, ha interessato molte persone e si ripeterà prossimamente con altre tematiche.
Questa prima discussione si è avvalsa anche di un documento messo a disposizione dal prof. L. Bobbio, che si intitola “Democrazia e nuove forme di Partecipazione”.
In questo saggio che sarà pubblicato in un libro prossimamente, l’autore esamina tre tipologie di partecipazione:
1. i bilanci partecipativi
2. i debat public
3. il sorteggio casuale dei cittadini
E oltre a delinearne storia, applicazioni e metodi, trae anche delle conclusioni sui loro pregi e difetti.
Il documento si può scaricare online qui:
di Paolo Michelotto
il 9 novembre a Firenze e il 23 novembre a Roma, Giovanni Allegretti presenterà il suo ultimo libro “I Bilanci Partecipativi in Europa”. Un libro molto accurato, che sto leggendo proprio in questi giorni, pieno di informazioni e soprattutto, con il resoconto di prima mano proveniente da tutti i paesi d’europa. Anche da quelli che non ci aspetteremmo.
Clicca sulle immagini per vederle più grandi.
di Paolo Michelotto
il gruppo “Morciano in Comune” ha organizzato questa domenica 25 ottobre 2009 alle 17.30 una “La Parola ai Cittadini”. Io sarò presente come facilitatore dell’evento e alla fine racconterò gli esempi migliori di democrazia diretta nel mondo. Questo è il primo incontro del ciclo “Virtù in Comune”
Ma non è l’unica cosa fatta a Morciano. Il 29 Maggio 2009 lo stesso gruppo aveva organizzato “I cittadini incontrano i candidati sindaci”.
Nel 2010 l’amministrazione vuole realizzare il Bilancio Partecipato di cui parlo alla fine di questo post.
Il gruppo “Morciano in Comune” sta inoltre presentando una modifica al Regolamento dei diritti di partecipazione in cui è previsto il Consiglio Comunale di Consultazione, una innovazione che permette in certe condizioni di interesse dei cittadini di indire un consiglio comunale in cui i protagonisti siano i cittadini. Riporto qui la bozza di quell’articolo, altamente innovativo, anche se sicuramente migliorabile:
Articolo 17 – Consiglio Comunale di consultazione
1. Almeno due volte all’anno, (di cui una obbligatoriamente almeno 15 giorni prima dell’approvazione dei bilancio di previsione), deve essere convocato un Consiglio Comunale di consultazione dei cittadini, finalizzato all’ascolto da parte di Sindaco, Assessori e Consiglieri delle richieste, dei bisogni e delle opinioni dei cittadini in merito alle questioni di maggiore rilevanza e interesse pubblici. (continua…)
di Paolo Michelotto
riporto qui l’intervista realizzata dall’amica Denise durante “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino” 20 Settembre 2009 – Rovereto
di Paolo Michelotto
Giovanni Allegretti, che sarà a Rovereto (TN) la mattina del 20 settembre a “Il Cittadino Partecipa” ha pubblicato un nuovo libro, che sarà disponibile durante l’evento, che parla di “Bilanci Partecipativi in Europa”.
Ecco la copertina, una breve descrizione. In libreria dovrebbe apparire da metà ottobre.
Yves Sintomer, Giovanni Allegretti
I bilanci partecipativi in Europa
NUOVE ESPERIENZE DEMOCRATICHE NEL VECCHIO CONTINENTE
con la collaborazione di Carsten Herzberg e Anja Röcke
Con la crisi finanziaria in atto, in Europa il tema delle risorse è sempre più al centro del dibattito pubblico:
la percezione diffusa è che, da sola, la democrazia rappresentativa non sia più in grado di far fronte alle nuove sfide. In questo panorama, l’espressione «bilancio partecipativo» sembra a volte quasi una formula magica, una panacea per i mali del nostro tempo.
Il libro presenta una sintesi della prima ricerca comparativa condotta nel vecchio continente sui bilanci partecipativi, a partire da un centinaio di esperienze che si sono sviluppate dall’inizio del terzo millennio. Alla base della ricerca c’è un’ipotesi forte: le esperienze analizzate dimostrano che, affinché i servizi pubblici possano superare la ristrettezza delle logiche di mercato, essi devono mettersi davvero al servizio del pubblico. La sfida cruciale sta dunque nel capire come la modernizzazione amministrativa e la partecipazione possano procedere insieme.
Yves Sintomer è professore di sociologia politica all’Università di Parigi VIII, direttore vicario del Centro Marc Bloch di Berlino e ricercatore all’UMR Culture et sociétés urbaines.
Giovanni Allegretti è urbanista, ricercatore presso il Centro di Studi Sociali dell’Università di Coimbra e consulente formativo di alcuni bilanci partecipativi europei.
Carsten Herzberg è dottore in scienze politiche delle Università di Potsdam e Parigi VIII.
Anja Röcke è dottoranda all’Istituto Universitario Europeo di Firenze.
di Paolo Michelotto
la Regione Lazio ha approvato in questi ultimi 3 anni leggi che promuovono, incentivano e sostengono economicamente i processi partecipativi nei comuni del proprio territorio. Il risultato è stato notevole.
Marrazzo, il presidente della Regione Lazio scrive nella presentazione dell’Atlante della Partecipazione:
“Chiamare i cittadini a condividere le scelte che riguardano la loro vita e il loro futuro è la strada maestra per creare nuova fiducia nella politica e nelle istituzioni.”
Sono 80 i comuni laziali descritti in questo Atlante, che hanno applicato in parte o in forma completa il bilancio partecipativo. Per ognuno è descritto chi è il soggetto promotore, di cosa si è discusso, come, quali sono stati gli esiti. Le esperienze sono state diversissime ed è stimolante leggere questo Atlante. La democrazia partecipativa si sta facendo strada anche in Italia.
Questo il sito della Regione Lazio pagina partecipazione
http://www.regione.lazio.it/web/bilancio/economia/home.php
Cliccando qui sotto puoi scaricare l’Atlante della Partecipazione nella Regione Lazio
di Paolo Michelotto
una grande occasione per chi vuole approfondire la conoscenza della democrazia partecipativa in Italia e nel mondo. Ci sono persone esperte, teorici, professori e persone che costruiscono concretamente i processi. Sarà possibile ascoltare le relazioni, partecipare a workshop formativi su tecniche specifiche, discutere con i presenti e sentire cosa viene fatto e come in molte città e regioni del mondo.
Qui il sito del comune di modena, nella sua pagina del bilancio partecipativo, che organizza il salone:
http://www.comune.modena.it/bilanciopartecipativo/
Qui riporto il depliant del salone:programma-partecipa
A seguire i testi presenti nella pagina del comune di modena dedicata al salone: http://www.comune.modena.it/partecipa
ParteciP.A., il salone della democrazia partecipativa, si svolgerà a Modena dal 21 al 23 gennaio 2009 ed ha l’obiettivo di offrire un momento di confronto e discussione sulle esperienze di progetti partecipativi in Italia e all’Estero, rivolto ad operatori, amministratori pubblici e professionisti.
ParteciP.A. propone tre giornate organizzate in workshop, presentazioni di esperienze partecipative, e la sperimentazione di un convegno partecipativo con la modalità dell’Open Space Technology. Trentadue Pubbliche Amministrazioni e Istituzioni hanno aderito al progetto in qualità di espositori per presentare al pubblico i risultati dei loro percorsi partecipativi. Trentatre relatori incontreranno gli iscritti ai workshop per affrontare diversi temi correlati alla democrazia partecipativa, dal bilancio di genere ai diritti di cittadinanza dei migranti. Questi alcuni dei numeri del salone che vorremmo trasformare in un punto di incontro tra amministratori locali ed esperti della materia per promuovere nuove e più interessanti progettualità per il futuro. (continua…)
di Paolo Michelotto
il comune di Udine sta sperimentando un progetto pilota di Bilancio Partecipativo. Si inizia con la progettazione partecipata di 3 piccole zone di un’area sportiva impegnando la cifra di 100.000 euro. E poi in base ai risultati si passerà nei prossimi anni all’intera città. Questo progetto si basa su un percorso attuato dal basso che nel 2007 aveva progettato come portare il Bilancio Partecipativo nella città. Il nuovo sindaco durante la campagna elettorale aveva promesso l’attuazione del BP ed ora inizia. Interessante perchè la consigliera con delega alla partecipazione oggi, era colei che aveva coordinato il progetto del 2007. Possono partecipare e votare i maggiori di 12 anni e i residenti, anche stranieri.
Maggiori dettagli sul sito del comune di Udine:
Sono già stati realizzati alcuni incontri con buon riscontro, e altri si effettuano proprio in questi giorni.
di Paolo Michelotto
in questi giorni si è svolto a Grottammare il ciclo del bilancio partecipativo “Decido Anch’io”. Per la cittadina adriatica di 15.000 abitanti in provincia di Ascoli Piceno, questo processo è una consuetudine. L’amministrazione ogni anno dal 1993 coinvolge i cittadini, prima in maniera sperimentale, poi un po’ alla volta in maniera sempre più strutturata. Poi nell’ultimo decennio con lo studio del modello quasi coetaneo del Bilancio Partecipativo di Porto Alegre (nato nel 1989-90), si sono aggiunti metodi sofisticati di gestione del Bilancio comunale fino a farlo divenire partecipativo. Anche il Piano Regolatore Comunale è stato realizzato con il contributo dei cittadini. Qui il sito del comune di Grottammare dedicato alla Partecipazione.
http://www.comune.grottammare.ap.it/modules.php?name=News&file=article&sid=388
Di seguito la spiegazione del processo partecipativo attuato a Grottammare, tratto direttamente dal sito del comune.
La Democrazia partecipativa nel Comune di Grottammare
Genesi
Le pratiche partecipative che sono state attuate nel Comune di Grottammare risalgono ai primi anni ‘90 con la vittoria alle elezioni Amministrative di una lista chiamata “Solidarietà e Partecipazione” in una cornice politica, nazionale e locale, tutt’altro che agevole. Tangentopoli aveva, di fatto, sgretolato il principale partito di riferimento del dopoguerra e una sistema elettorale fortemente maggioritario imponeva una dinamica centripeta nella ricerca del consenso verso un centro che risultava fortemente destrutturato; il disorientamento e la delusione dei cittadini verso una classe dirigente corrotta si riversava inevitabilmente nei confronti degli enti locali in quanto fronte più vicino e diretto della macchina statale. (continua…)
di Paolo Michelotto
convegno sulla Partecipazione e sull’esperienza di Bilancio Partecipativo portato avanti dal comune di San Giuliano Terme (PI).
Ecco il programma completo e la locandina in formato pdf
Terme di san giuliano – dalle 9.30 fino alle 13.30
Programma:
Ore 9.30 Caffè di benvenuto
Ore 9,45 Inizio dei lavori
Intervengono: Paolo Panattoni, Sindaco di San Giuliano Terme
Il progetto “Bilanc-io”
Agostino Fragai, Assessore alla Partecipazione Regione Toscana
Lo stato di attuazione della Legge regionale sulla Partecipazione (continua…)
di Paolo Michelotto
l’associazione Nuovo Municipio opera da alcuni anni come coordinamento tra molte associazioni, organizzazioni ed enti locali che attuano e promuovono la partecipazione a livello locale in Italia. Ci sono molte schede sulle pratiche di buon governo, sulle città che realizzano il Bilancio Partecipativo, i resoconti dei convegni sul tema democrazia e partecipazione, gli avvenimenti e gli appuntamenti. E’ molto focalizzata sul Bilancio Partecipativo e tutti gli strumenti che permettono la partecipazione dei cittadini. Molti link da cui partire per approfondimenti.
il suo sito è www.nuovomunicipio.org
di Paolo Michelotto
ho letto il libro Partecipatory Budgeting in The UK: Tool Kit. E’ un testo di 76 pagine in inglese, dove viene raccontato cos’è il Bilancio Partecipativo, dove viene applicato e come e soprattutto come implementarlo passo dopo passo in una citta europea.
Vengono descritti i benefici, i rischi e le sfide.
E’ un kit utilizzato davvero dal gruppo PBUnit per realizzare il Bilancio Partecipativo nelle città dove hanno ricevuto tale incarico. Interessante punto di partenza. Io l’ho letto con piacere e ho tratto molti spunti di riflessione.
Con schede utilizzate durante il processo reale.
Lo puoi scaricare qui
Questo il sito britannico dove lo si può trovare:
di Paolo Michelotto
nel 2003 facevo parte del Gruppo Bilancio Partecipativo a Vicenza. Insieme realizzammo il numero 1 della rivista PartecipAzione. I contenuti furono scritti dai membri del gruppo oppure ricavati da internet e dedicammo molto tempo per realizzare una rivista che a me sembra ancora attuale e per questo motivo la ripresento su questo sito. In fondo trovi il link per scaricarla. Gli articoli erano:
Storia (e vantaggi) di una democrazia a cielo aperto di Victoria Curzon Price. Una tassazione molto bassa e un uso frequente dei referendum: sono questi i segreti dei successi economici e istituzionali della Svizzera
L’esperienza di Grottammare di Guglielmo Verneau. La città marchigiana dove da dieci anni la partecipazione dei cittadini nell’amministrazione comunale è una realtà di successo.
Bilancio Partecipativo:l’esperienza di Porto Alegre di Sandra Cangemi
Quattordici anni fa a Porto Alegre, in Brasile, nasceva l’esperienza dell’Orcamento Partecipativo – il Bilancio
Partecipativo. Ecco come funziona.
Il Potere è di Tutti: l’esperienza dei C.O.S. di Angelo Neri. Nel luglio del 1944, Capitini, filosofo alla Normale di Pisa, membro non violento della Resistenza e futuro creatore del Movimento Nonviolento, ideò e animò un’interessante esperienza di partecipazione e di democrazia diretta che chiamò Centri di Orientamento Sociale (C.O.S).
La Crisi della Democrazia Rappresentativa di Paul Ginsborg. Quali sono le ragioni di questa grande malattia della democrazia rappresentativa? Trascrizione della conferenza all’European Social Forum di Firenze – Novembre 2002
Domande frequenti sulla democrazia diretta di Jos Verhulst
Tutte le domande che prima o poi ci facciamo su questo arogomento, con risposte chiare, ricche di fatti ed esempi.
La rivista completa la puoi scaricare qui sotto
di Paolo Michelotto – Ottimo libro per approfondire con l’aiuto dei protagonisti.
Delegando potere alla gente – Il Bilancio Partecipativo di Porto Alegre di Marta Harnecker.
Questo libro, uno dei migliori a livello mondiale, scritto da una famosa sociologa cilena, fa parlare i protagonisti di 14 anni di realizzazione della democrazia diretta a Porto Alegre. Parlano con linguaggio chiaro e diretto, ricco di aneddoti e di esempi, i sindaci, i collaboratori dell’amministrazione comunale, i consiglieri, i cittadini che hanno collaborato fin dall’inizio. Spiegano, stimolati dalle domande, come è nata l’idea, gli errori iniziali e gli insegnamenti, come funzionano le riunioni, quali sono le priorità, i risultati, gli aspetti da superare, le riflessioni. 96 pagine. E’ stato realizzato in italiano nel 2003 dal Gruppo Bilancio Partecipativo di Vicenza ed è ancora attualissimo. Bella, piacevole e svelta la lettura. Serve per capire davvero l’origine, l’evoluzione, il funzionamento, il presente e il futuro del Bilancio Partecipativo. Con tantissimi aneddoti ed esempi. L’autrice ha intervistato una decina di persone di Porto Alegre (sindaci, delegati della popolazione, funzionari del comune) che hanno originato e portato avanti quest’esperienza fin dall’inizio.
Qui sotto puoi scaricare gratuitamente il libro “Delegando potere alla gente”
Prima pagina del capitolo 18 del libro Democrazia dei Cittadini
Capitolo 18 Il Bilancio Partecipativo
Il Bilancio Partecipativo è un metodo innovativo di gestione del bilancio di una città. Esso è nato a partire dal 1989 a Porto Alegre, la capitale dello stato Rio Grande del Sud (Brasile).
Questa città che ha circa 1.4 milioni di abitanti, nelle prime elezioni libere nel 1984, dopo un lungo periodo di dittatura militare, elesse un candidato del PDT, Alceu Collares. Questo partito di sinistra aveva promesso nella sua campagna elettorale, che avrebbe consultato i movimenti sociali nella gestione della città. In realtà una volta eletto cercò di creare dei consigli popolari municipali con l’idea di sostituire quelli nati spontaneamente nelle varie zone della città.
Questi consigli avrebbero avuto carattere esclusivamente consultivo. Promise l’inizio di lavori per costruire strade, canali, fognature per le vilas, le bidonville sorte attorno alla città. Nessuno di questi lavori partì. Ci fu il divorzio tra Collares e i movimenti popolari.
Nel 1989 vinse le elezioni il candidato del partito dei lavoratori, il PT, Olivio Dutra, nel cui programma elettorale c’era l’intenzione di permettere la partecipazione dei movimenti sociali alla creazione del bilancio. C’era molta speranza, rabbia e scetticismo in quella vittoria. Ma appena entrato nelle sue funzioni, Olivio Dutra incontrò le associazioni degli abitanti e spiegò che il municipio aveva poco denaro, ma che avrebbe cercato di investire per le comunità nella forma e nella maniera che esse avrebbero voluto…
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