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  • Esempio di testo di Iniziativa popolare comunale Più Democrazia – da proporre nella propria città

    15 Febbraio 2015

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    Postato in: democrazia diretta, iniziativa di legge popolare

    di Paolo Michelotto

    mandela

    lo strumento di iniziativa popolare (chiamata anche mozione popolare oppure proposta popolare oppure proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare) esiste in tutti i comuni italiani. I regolamenti sono diversi, ma quasi tutti permettono a un gruppo di cittadini di scrivere una proposta da discutere in consiglio comunale, farla firmare da un numero previsto dal regolamento, di concittadini e di presentarla al Segretario Comunale perchè venga inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale.

    Ora poi ci sono anche in tutta Italia dei consiglieri comunali molto sensibili alle tematiche della democrazia diretta. Ognuno di loro può presentare una mozione in consiglio comunale, anche se fa parte della minoranza.

    Si possono mettere assieme le due cose per ottenere una forza maggiore.

    Quindi un gruppo di cittadini può scrivere una Iniziativa Più Democrazia, raccogliere le firme (magari con l’aiuto dei consiglieri sopra citati, se servono firme autenticate), depositare la richiesta presso la Segreteria del Comune. Se non viene discussa la proposta dei cittadini, i consiglieri sensibili alla DD, possono fare proprio il testo della iniziativa popolare e presentarla sotto forma di propria mozione. Con maggiore speranza che venga discussa.

    Qualche consigliere comunale e qualche gruppo di cittadini mi ha chiesto se davo una mano nella realizzazione di un possibile testo di iniziativa. Questo che segue è il testo che io presenterei, ricavato direttamente dal Dossier Diritti di Partecipazione dei cittadini nei comuni (scaricabile gratis qui) Per approfondire i contenuti, utile anche il libro: Più democrazia nella politica comunale, scaricabile gratis qui. Da questo dossier, se serve, si può ricavare anche una presentazione agli articoli della iniziativa, con un semplice copia incolla. Se qualcuno utilizza o modifica questo testo, me lo scriva, così lo inserisco qui come esempio per gli altri.

    Qui il documento nei formati .doc .odt .pdf

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.doc

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.odt

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.pdf

    Qui di seguito il testo:

    Iniziativa popolare Più Democrazia

    Io cittadina/o iscritta/o alle liste elettorali del Comune di YYY, chiedo che gli art. xx – xxx – xxxx dello Statuto comunale di YYY vengano sostituiti dai seguenti articoli.

    Strumenti di partecipazione non decidenti:

    Istanze

    1. Le istanze sono volte a sollecitare l’intervento dell’Amministrazione comunale in determinate materie e concernono questioni di carattere specifico e particolare, pur non essendo necessariamente dirette ad ottenere un provvedimento amministrativo determinato.

    2. Modalità di presentazione:

    2.1. Le istanze vanno indirizzate al Sindaco.

    2.2. Sono sottoscritte, senza formalità di autenticazione, dal presentatore o dai presentatori, che dovranno essere comunque identificati.

    2.3. All’atto della presentazione, l’Ufficio Protocollo rilascia una ricevuta.

    3. Esito e comunicazioni:

    3.1. Il Sindaco provvede direttamente sulle istanze tramite gli Uffici e Servizi comunali competenti.

    3.2. Un funzionario appositamente incaricato dal Segretario Generale assume la responsabilità dei procedimenti relativi alle istanze.

    3.3 In esito all’istanza, nel termine di 30 giorni dalla presentazione, viene data risposta scritta in merito al provvedimento adottato, ovvero esplicita le motivazioni in merito alla mancata adozione di un provvedimento.

    Petizioni

    1. Le petizioni sono intese a sollecitare l’intervento dell’Amministrazione comunale per la migliore tutela di interessi collettivi o diffusi in materie determinate o per questioni specifiche e particolari. La loro presentazione è soggetta alle formalità previste negli articoli seguenti e vengono esaminate dalla Giunta o dal Consiglio, secondo la rispettiva competenza.

    2. Presentazione e raccolta delle firme

    a. Chiunque, anche se non residente nel territorio comunale, può presentare petizioni agli organi dell’Amministrazione Comunale.

    b. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità di sorta in calce al testo comprendente le richieste rivolte all’ Amministrazione e indica nome e indirizzo del soggetto petente.

    c. Per ogni sottoscrittore deve essere chiaramente riportato il cognome ed il nome, il luogo e la data di nascita e la residenza.

    3. Deposito della petizione ed esame ai fini dell’ammissibilità:

    a. A cura dei promotori, la petizione viene depositata mediante consegna presso l’Ufficio Protocollo generale, il quale ne rilascia ricevuta, ovvero viene presentata a mezzo del servizio postale, ovvero viene presentata mediante invio a mezzo posta elettronica certificata (PEC) ovvero viene presenta mediante mezzi informatici predisposti dall’amministrazione comunale. Se vengono utilizzati metodi informatici, ai promotori è fatto obbligo di conservare la documentazione autentica e ad esibirla su richiesta delle autorità preposte.

    b. Il Segretario Generale, od un funzionario appositamente delegato, effettua l’esame di ammissibilità della petizione, accertandone la riferibilità alle funzioni del Comune.

    c. La petizione viene pubblicata sulla bacheca comunale e sul sito internet comunale per un periodo prefissato di 30 giorni dalla dichiarazione di ammissibilità.

    d. Nel periodo di pubblicazione è concessa la sottoscrizione della petizione da parte di qualsiasi soggetto tramite deposito della firma sugli appositi moduli presenti nella sede comunale ovvero tramite deposito della firma presso i punti di raccolta organizzati dai promotori nell’ambito di eventi pubblici correlati all’iniziativa o nei luoghi pubblici appositamente individuati per la propaganda elettorale e referendaria, oppure tramite procedura di sottoscrizione della petizione online all’interno del sito internet Comunale

    4. Trattazione della petizione:

    1. Qualora la petizione sia presentata con meno di 30 firme o non raggiunga la quota di 30 firme entro i 30 giorni dalla data di pubblicazione:

    a) il sindaco è tenuto a dare risposta scritta al soggetto o comitato proponente specificando nel testo le valutazioni in merito alla petizione

    b) la risposta dovrà essere pubblicata nell’apposito spazio sul sito internet comunale

    2. Qualora la petizione sia presentata con almeno 30 firme o raggiunga la quota di 30 firme entro i 30 giorni dalla data della pubblicazione:

    a) il proponente entro 30 giorni è invitato ad illustrare la petizione al consiglio comunale.

    b) la petizione segue l’iter dell’interrogazione a risposta scritta.

    Petizioni elettroniche aperte

    I cittadini hanno il diritto di presentare petizioni per via informatica al sindaco (e agli assessori competenti). Su libera scelta di chi inizia la petizione, questa può essere pubblicata sull’apposito spazio del sito Internet comunale affinché altri cittadini possano sostenerla firmandola online. Decorsi 30 giorni, la petizione elettronica viene chiusa ed inoltrata al sindaco ai fini della risposta. Questi ha l’obbligo di comunicare la sua risposta entro 30 giorni, nonché di pubblicarla sul sito.

    Forum elettronico civico

    Il Comune istituisce sul proprio sito internet il forum cittadino. Ogni cittadino interessato può inviare proposte e suggerimenti senza vincoli di forma.

    Petizioni al Consiglio comunale

    Almeno cinquanta cittadini possono porre una petizione scritta all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.

    Assemblee civiche

    1. Una volta all’anno viene convocata l’assemblea dei cittadini, durante la quale la giunta comunale riferisce sulle attività amministrative. In ogni caso l’assemblea dei cittadini deve tenersi prima dell’approvazione del piano urbanistico o del rielaborato piano urbanistico.

    2. I cittadini possono richiedere, su domanda firmata da almeno cinquanta elettori, lo svolgimento di una assemblea dei cittadini su una certa tematica. L’assemblea dei cittadini dev’essere svolta entro 30 giorni dalla ricevuta della richiesta.

    Assemblea “La Parola al Cittadino”

    Una volta l’anno su iniziativa dell’amministrazione o su richiesta di 200 aventi diritto al voto referendario, viene convocata entro 1 mese dal deposito delle firme, una assemblea aperta al pubblico, pubblicizzata in maniera adeguata dall’amministrazione, con le seguenti caratteristiche:

    • orario e luoghi scelti in modo da agevolare la massima partecipazione dei cittadini;

    • tutti i residenti del comune hanno facoltà di partecipare;

    • presenza del Sindaco e degli assessori;

    • viene stilato ad inizio serata un elenco delle proposte dei cittadini da discutere;

    • si discute la prima proposta scritta in ordine temporale e poi via via le altre con pari breve tempo massimo uguale per tutti gli interventi;

    • ogni proposta dopo breve discussione viene votata;

    • ogni presente può votare quante proposte ritiene opportuno sostenere;

    • la proposta più votata durante la serata viene approfondita, discussa e votata nel primo Consiglio Comunale utile, invitando il cittadino proponente a relazionare.

    Consiglio comunale aperto

    Il Presidente del Consiglio convoca, almeno una volta l’anno, una ‘seduta aperta ai cittadini’ del Consiglio comunale, nella sua sede abituale o anche in luogo diverso, per rilevanti motivi d’interesse della comunità relativi a bisogni e richieste dei cittadini.

    a) Di sua iniziativa, sentita la Conferenza dei capigruppo;

    b) Su richiesta di almeno 1/3 dei consiglieri o del Sindaco;

    c) Su richiesta di almeno XXX (numero pari alle firme necessarie per presentare una lista elettorale alle elezioni comunali) residenti.

    2. Tali sedute hanno carattere straordinario e sono aperte a tutti i residenti nel Comune.

    3. In tali particolari sedute il Presidente garantisce la piena libertà di espressione di tutti i presenti. I rappresentanti di coloro che hanno presentato istanza di partecipazione, possono illustrare le proprie richieste anche per orientare il Consiglio Comunale nel merito. Gli interventi non possono avere una durata superiore a 3 minuti, salvo deroga consentita dal Presidente del Consiglio.

    4. Le istanze che i cittadini intendono sottoporre al Consiglio comunale aperto devono essere presentate, almeno quindici giorni prima della seduta, su apposito modulo depositato presso l’ufficio segreteria, nel quale devono essere indicati:

    a) generalità del cittadino o dei cittadini che presentano l’istanza;

    b) indicazione dei cittadini e/o dei rappresentanti chiamati ad esporre le osservazioni, le proposte, i suggerimenti oggetto dell’istanza, nonché individuazione del soggetto destinatario delle comunicazioni dell’Amministrazione comunale;

    c) l’oggetto dell’istanza deve riguardare problemi della collettività;

    d) individuazione di una eventuale proposta specifica sull’orientamento dell’Amministrazione comunale.

    5. Durante le sedute ‘aperte ai cittadini’ possono essere approvate mozioni, ordini del giorno e deliberazioni su argomenti di competenza del Consiglio comunale. Il voto spetta ai soli consiglieri comunali.

    La data di convocazione del Consiglio comunale ‘aperto ai cittadini’ deve essere portata a conoscenza della cittadinanza almeno trenta giorni prima del suo svolgimento.

    Istruttoria pubblica

    1. Nei procedimenti amministrativi concernenti la formazione di regolamenti o di atti amministrativi di carattere generale, l’adozione del provvedimento finale può essere preceduta da Istruttoria Pubblica, secondo le modalità stabilite dal Regolamento.

    2. Sull’indizione dell’istruttoria decide il Consiglio comunale quando è su proposta della Giunta, di due capigruppo del Consiglio, di un Consiglio di Quartiere. L’istruttoria deve essere indetta altresì quando ne faccia richiesta almeno lo 0,05% della popolazione.

    3. La richiesta deve essere presentata da un comitato promotore composto da non meno di dieci cittadini.

    4. I cittadini di cui al precedente comma devono provvedere alla raccolta delle firme entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta di istruttoria alla Segreteria Generale.

    5. L’istruttoria deve essere indetta entro trenta giorni dal deposito presso la Segreteria Generale delle firme richieste.

    6. L’istruttoria si svolge nella forma di pubblico contraddittorio, a cui possono partecipare, per il tramite di un esperto, oltre alla Giunta e ai gruppi consiliari, associazioni, comitati, gruppi di cittadini portatori di un interesse a carattere non individuale e singoli cittadini.

    7. Il documento finale della Istruttoria Pubblica diventa la base del dibattito relativo all’oggetto dell’istruttoria in Consiglio Comunale. Il provvedimento finale è motivato con riferimento alle risultanze istruttorie.

    8. Il Regolamento disciplina le modalità di raccolta delle firme per la richiesta, le forme di pubblicità, le modalità di svolgimento dell’istruttoria, che deve essere conclusa entro trenta giorni dall’inizio.

    9. Sono fatte salve le forme di partecipazione ai procedimenti di amministrazione giuridica generale previste dalla legislazione vigente.

    Dibattito pubblico

    1. Il Dibattito Pubblico comunale, di seguito Dibattito Pubblico, è un processo di informazione, confronto pubblico e partecipazione su opere, progetti o interventi che assumono una particolare rilevanza per la comunità comunale, in materia ambientale, territoriale, paesaggistica, sociale, culturale ed economica.

    2. Il Dibattito Pubblico si svolge, di norma, nelle fasi preliminari di elaborazione di un progetto, o di un’opera o di un intervento, quando tutte le diverse opzioni sono ancora possibili; esso può svolgersi anche in fasi successive ma comunque non oltre l’avvio della progettazione definitiva.

    Consiglio civico

    L’amministrazione comunale può convocare un “Consiglio civico” per discutere su un argomento di particolare importanza per il Comune. 15 cittadini, iscritti nelle liste elettorali, vengono estratti a sorte. Non sono richieste conoscenze specifiche né una preparazione mirata. Accompagnati da moderatori professionisti i cittadini elaborano una prospettiva per la soluzione del problema in questione. Il Consiglio civico conclude il proprio lavoro con un rapporto che non prevede necessariamente dei progetti concreti, ma contiene suggerimenti che vengono sottoposti al Consiglio e alla Giunta comunale.

    Bilancio partecipativo

    Il bilancio partecipativo è introdotto come una forma pubblica di partecipazione relativa all’impostazione del bilancio di previsione comunale e alle sue priorità. Tramite tale forma di partecipazione l’amministrazione comunale promuove la trasparenza e l’assunzione di responsabilità tanto per le spese pubbliche quanto per le possibilità di risparmio. L’attuazione viene regolata con apposito regolamento comunale.

    La giornata della democrazia

    Almeno una volta l’anno su iniziativa dell’amministrazione o su richiesta di un numero di elettori pari a quello necessario per presentare una lista elettorale alle elezioni comunali, viene convocata entro 1 mese dal deposito delle firme, “La giornata della democrazia”, in cui si invitano a partecipare 300 cittadini, metà estratti a sorte dalle liste elettorali e metà autoconvocati dopo pubblicizzazione dell’evento, con le seguenti caratteristiche:

    - orario e luoghi scelti in modo da agevolare la massima partecipazione dei cittadini;

    - presenza del Sindaco e degli assessori;

    - si utilizzano vari metodi partecipativi ai tavoli e in seduta plenaria per permettere a tutti di fare proposte, discuterle, scegliere insieme con votazione le proposte prioritarie, approfondirle e presentarle sotto forma di raccomandazioni finali;

    - le raccomandazioni finali de “La Giornata della Democrazia” vengono approfondite, discusse e votate con urgenza nelle apposite commissioni del Consiglio comunale, con invito al cittadino proponente a relazionare.

    Strumenti referendari:

    Il diritto referendario

    I cittadini sono titolari delle forme principali della democrazia diretta: il referendum propositivo, il referendum confermativo, il referendum abrogativo. Tutte queste votazioni referendarie producono un effetto vincolante. In aggiunta possono essere svolti anche referendum consultivi senza effetto vincolante.

    Forma del testo dei quesiti referendari

    Il referendum deve avvenire sulla base di un quesito, formulato in modo chiaro ed inequivocabile, e può riguardare solo provvedimenti di interesse generale. Il quesito posto a votazione con gli strumenti dei diritti referendari può assumere una forma breve e sintetica, da essere sviluppato dopo la votazione dagli amministratori, oppure può assumere la forma completa ed articolata di come i cittadini vogliono esso venga approvato.

    Iniziativa popolare a voto consiliare

    I cittadini possono esercitare l’iniziativa degli atti amministrativi mediante la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare a voto consiliare.

    I promotori di una iniziativa popolare a voto consiliare devono costituirsi in comitato composto da almeno 11 cittadini elettori.

    Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena la decadenza della stessa.

    Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una iniziativa popolare a voto consiliare deve essere almeno pari allo 0,5% del numero degli elettori del Comune. Il tempo per la raccolta di firme è di un periodo massimo di 180 giorni.

    Il testo della proposta di iniziativa popolare a voto consiliare deve essere consegnato alla Segreteria Generale.

    Una iniziativa popolare a voto consiliare, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, viene discussa nel primo Consiglio Comunale utile.

    La discussione può avere un tempo massimo di 3 mesi dalla data di presentazione delle firme alla Segreteria Generale.

    L’eventuale accoglimento o rigetto della proposta popolare deve essere motivato e comunicato ai presentatori, nei modi e nei tempi previsti dal regolamento. Il regolamento può altresì prevedere adeguate forme di pubblicità per rendere note a tutti i cittadini le determinazioni del Consiglio comunale.

    In mancanza di voto consiliare l’iniziativa sarà sottoposta a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti.

    Iniziativa popolare a voto popolare

    I cittadini possono esercitare l’iniziativa degli atti amministrativi mediante la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare a voto consiliare.

    I promotori di un’iniziativa popolare a voto popolare devono costituirsi in comitato composto da almeno 11 cittadini elettori.

    Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena la decadenza della stessa.

    Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa popolare a voto popolare deve essere almeno pari all’2% del numero degli elettori del Comune. Il tempo per la raccolta di firme è di 180 giorni.

    Il testo della proposta di iniziativa popolare a voto popolare deve essere consegnato alla Segreteria Generale.

    Un’iniziativa popolare a voto popolare, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, viene discussa nel primo Consiglio Comunale utile. Il Consiglio Comunale può prendere in esame la proposta di iniziativa popolare a voto popolare ed ha il diritto di proporre al comitato di iniziativa popolare a voto popolare emendamenti, nel rispetto dello spirito originario della proposta di atto amministrativo, che possono essere accettati o rifiutati dal comitato stesso.

    In caso che il Consiglio Comunale approvi l’atto amministrativo con gli eventuali emendamenti accettati dal comitato non si procede al voto popolare.

    Il Consiglio Comunale può elaborare una controproposta di atto amministrativo. La proposta popolare e la controproposta consiliare sono sottoposte al voto popolare. In tal caso gli aventi diritto al voto possono scegliere in base ad una seconda domanda quale delle due proposte favoriscono.

    Se l’atto amministrativo non è stato approvato dal Consiglio Comunale entro 12 mesi dalla presentazione al Segretario Comunale, la iniziativa popolare e l’eventuale controproposta consiliare, devono essere sottoposte a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti, in una data da fissarsi non prima di 14 e non oltre 18 mesi dalla presentazione alla Segreteria Generale.

    Se esiste una controproposta consiliare, gli elettori potranno votare a favore della iniziativa popolare o a favore della controproposta consiliare, oppure contro entrambe per mantenere lo status quo.

    Nel caso che la proposta e la controproposta raccolgano insieme la maggioranza dei voti, viene approvata l’opzione delle due che ha ottenuto più voti.

    Il Consiglio Comunale non può modificare la iniziativa popolare a voto popolare approvata dai cittadini, per tutta la durata del suo mandato.

    Referendum propositivo

    È indetto referendum popolare propositivo per deliberare in tutto o in parte un nuovo atto amministrativo oppure per deliberare la modifica di un analogo provvedimento vigente, quando lo richiedono il 3% degli elettori. La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

    In caso di esito positivo, il Consiglio Comunale è tenuto a dare attuazione all’esito del referendum entro 90 giorni dallo spoglio delle schede. Il Consiglio Comunale non può modificare o derogare il risultato del referendum propositivo prima che siano trascorsi 10 anni dalla sua entrata in vigore. Il risultato del referendum propositivo è modificabile o derogabile da un altro referendum in qualsiasi momento.

    Referendum abrogativo

    È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di un atto amministrativo quando lo richiedano almeno il 2% degli elettori. La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Il regolamento determina le modalità di attuazione del referendum.

    Referendum confermativo

    I cittadini hanno il diritto al referendum confermativo facoltativo ai fini del controllo dell’operato degli organi eletti. A tal fine, è sospesa l’entrata in vigore di un atto amministrativo, quando lo richieda, entro 10 giorni dall’avvenuta approvazione, un comitato composto da 11 cittadini sostenuto dalle firme di almeno lo 0,2% degli elettori. In seguito alla richiesta di sospensione è indetto il referendum confermativo se, entro tre mesi dall’avvenuta approvazione in Consiglio Comunale dell’atto amministrativo, tale richiesta viene sostenuta dalle firme di almeno il 2% degli elettori. La proposta di atto amministrativo sottoposta a referendum confermativo entra comunque in vigore se la richiesta di referendum confermativo non raccoglie il numero minimo di firme a sostegno.

    L’atto amministrativo entra in vigore quando la maggioranza dei voti validamente espressi nel referendum confermativo si esprime a favore. Se il referendum confermativo dà esito sfavorevole all’atto amministrativo, esso non entra in vigore e non può più essere ripresentato prima di 5 anni. Gli atti amministrativi sottoposti a voto popolare e approvati dagli elettori entrano in vigore il giorno dopo l’esito favorevole del referendum.

    Il regolamento determina le modalità di attuazione del referendum confermativo. Il Consiglio Comunale non può modificare o eludere l’esito del voto popolare, per tutta la durata del suo mandato.

    Referendum confermativo con controprogetto popolare

    Il comitato promotore del referendum confermativo può presentare un controprogetto elaborato entro 30 giorni dalla pubblicazione ufficiale del testo osteggiato. Il Comitato dei Garanti si pronuncia sull’ammissibilità del controprogetto. La proposta del Consiglio Comunale e la controproposta del comitato referendario sono sottoposte al voto popolare. Gli elettori possono votare a favore della proposta del Consiglio Comunale o della controproposta del comitato referendario, oppure contro entrambe per mantenere lo status quo. Nel caso che la proposta del Consiglio comunale e la controproposta popolare raccolgano insieme la maggioranza dei voti, viene approvata l’opzione delle due che ha ottenuto più voti.

    Referendum su iniziativa consiliare

    Sulle materie rientranti nella propria competenza il consiglio comunale, con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati, può disporre un referendum propositivo.

    Referendum consultivo statutario

    È indetto referendum consultivo statutario su tutto o parte dello statuto quando lo richiedano almeno il 2% degli elettori. La proposta soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e alla votazione in merito, con la massima urgenza.

    Referendum confermativo statutario

    I cittadini hanno il diritto al referendum confermativo senza quorum nel caso in cui il Consiglio comunale abbia approvato una modifica dello Statuto comunale.

    A questo scopo va raccolto un numero di firme scaglionato secondo la popolazione del rispettivo comune. Nei comuni fino a 10.000 abitanti il 10%, nei comuni con 10-30.000 abitanti al massimo 7% e nei comuni sopra i 30.000 abitanti al massimo il 5%.

    I promotori hanno 90 giorni per la raccolta di questo numero di firme minimo. Se l’elettorato s’oppone alla modifica dello Statuto voluto dal Consiglio comunale, questa non entra in vigore.

    Referendum consultivo revocatorio

    È indetto referendum consultivo revocatorio sul Sindaco, o sugli assessori quando lo richiedano almeno il 5% degli elettori. La proposta soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e alla votazione di una mozione di sfiducia nei confronti dei soggetti del referendum, con la massima urgenza.

    Applicabilità dei referendum

    Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutte le materie di competenza del Consiglio Comunale. Non possono in alcun caso essere in conflitto né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, né con il catalogo dei diritti fondamentali contenuto nei Trattati dell’Unione Europea. Ciascuna iniziativa o referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.

    Sono esclusi dal referendum materie vietate o già regolamentate dalla legge nazionale in vigore nonché quesiti riguardanti minoranze linguistiche e religiose.

    Diritto al voto referendario e alle iniziative popolari

    Hanno diritto a partecipare ai referendum e alle iniziative popolari i cittadini iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e che posseggano gli ulteriori requisiti necessari per l’esercizio del diritto elettorale attivo per l’elezione del Consiglio comunale di questo Comune.

    Raccolta delle firme

    La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative popolari, può avvenire su supporto sia cartaceo che elettronico-informatico. Alla certificazione delle firme in forma cartacea sono abilitati, sull’intero territorio nazionale, anche i cittadini che ne fanno richiesta scritta agli uffici preposti dei Comuni. Essi esercitano una funzione pubblica e sono quindi soggetti a norme, doveri e responsabilità penali valide per l’esercizio di dette funzioni.

    Ammissibilità

    Allo scopo della verifica dell’ammissibilità di una richiesta di referendum viene costituito un comitato di garanti formato da 15 cittadini estratti a sorte nelle liste elettorali. Ai loro incontri partecipano anche il Segretario Comunale e un rappresentante del comitato referendario. Il comitato dei garanti può invitare esperti esterni ai suoi incontri. La decisione del comitato dei garanti è vincolante per il Comune.

    Indizione del referendum

    Nel caso di ammissione del referendum sia su iniziativa popolare sia su iniziativa consiliare, il sindaco, entro 90 giorni nel caso di un referendum propositivo ed entro 45 giorni nel caso di referendum confermativo, indice la votazione referendaria. Ai fini della riunione di più votazioni referendarie e elezioni da effettuarsi in un anno si può derogare dal termine sopra indicato. L’avviso di convocazione della votazione deve contenere i quesiti precisamente formulati, il luogo e l’orario della votazione.

    Le modalità di informazione, la propaganda elettorale, le norme regolanti la votazione nonché le ulteriori modalità procedurali formano oggetto di un apposito regolamento comunale.

    Garanzia nel tempo

    La Giunta e il Consiglio comunale non possono disciplinare un determinato quesito in deroga dai risultati di un referendum popolare per la durata di cinque anni.

    Referendum in più comuni

    Un referendum popolare può essere effettuato anche in comune da più amministrazioni comunali

    Libretto informativo

    Viene assicurata la corretta informazione degli aventi diritto al voto riguardo le proposte referendarie e iniziative popolari tramite un apposito libretto informativo disponibile entro 3 settimane dalla data del voto. In esso vengono descritti per capitoli il problema in breve, gli argomenti redatti dal comitato promotore e gli argomenti redatti dalle parti che si oppongono. Tale libretto viene inviato, a cura dell’amministrazione, a ogni avente diritto al voto in forma cartacea e può essere scaricato dal sito Internet del Comune. Il quesito della votazione referendaria viene pubblicizzato opportunamente sui media locali.

    Voto postale e elettronico

    I cittadini hanno il diritto di avvalersi del voto postale. A questo scopo agli elettori almeno tre settimane prima della data della votazione referendaria viene inviata una doppia busta, contenente la scheda di votazione e la carta di legittimazione, con durata utile di consegna di due settimane.

    Lo svolgimento del voto per corrispondenza è disciplinato da un apposito regolamento comunale.

    L’amministrazione comunale si impegna a studiare, sperimentare ed implementare quando possibile, nuovi metodi di votazione, tra cui quello elettronico.

    Scrutatori volontari

    L’amministrazione comunale al fine di ottimizzare le risorse di cui dispone, si avvale quando possibile, di scrutatori volontari non retribuiti per le votazioni popolari.

    Abbinamento referendum comunali a votazioni nazionali ed europee

    I referendum e le iniziative a voto popolare sono abbinati quando possibile alle votazioni nazionali ed europee. In questo caso i seggi dei referendum comunali e iniziative a voto popolare, sono aperti per la stessa durata delle votazioni nazionali ed europee.

    Referendum e iniziative riguardanti parti del Comune

    Il Comitato dei Garanti su richiesta del Comitato Referendario decide se un quesito di una iniziativa o di un referendum affronta problemi di interesse generale, ma di rilevanza peculiare delle singole parti del Comune. Se il Comitato dei Garanti decide di effettuare la votazione popolare in parte del Comune, la raccolta firme e la votazione finale coinvolgono solamente i cittadini residenti.

    Qualora il referendum sia circoscritto ad una parte del Comune, l’istanza deve essere firmata da almeno il 10% degli elettori ivi residenti

    Validità della votazione referendaria

    La proposta sottoposta a referendum è valida se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.

    Effetti del referendum

    1. Nel caso di referendum propositivo il sindaco predispone entro sessanta giorni dalla proclamazione del risultato, che sarà sottoposta al Consiglio comunale la norma che recepisce la proposta approvata nella votazione referendaria. Il Consiglio comunale approva questa proposta con eventuali modifiche, senza derogare dalla sostanza del quesito referendario.

    2. Nel caso di referendum consultivo il Sindaco è tenuto a sottoporre al Consiglio Comunale, entro sessanta giorni dalla proclamazione del risultato, la deliberazione sull’oggetto del quesito sottoposto al referendum. La deliberazione terrà conto della partecipazione alla consultazione e dell’esito della stessa. Il Consiglio Comunale è comunque tenuto a motivare le ragioni della deliberazione di cui sopra.

    3. Nel caso di referendum abrogativo gli effetti dell’atto deliberativo si intendono cessati a partire dal giorno successivo alla proclamazione del risultato positivo. L’Organo che ha adottato il provvedimento abrogato provvede, entro quindici giorni, a disciplinare e sanare rapporti e situazioni giuridiche o di fatto, eventualmente sospesi, nel rispetto della volontà popolare espressa.

    Regolamento

    Il regolamento determina le norme per la disciplina del referendum, ed in particolare, i criteri di formulazione del quesito, le modalità per la raccolta e la autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle operazioni di voto e la proclamazione del risultato.

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