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  • Diamo una “scossa” all’Italia con i referendum!

    11 Giugno 2014

    Postato in: democrazia dal basso in Italia, democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, referendum

    di Paolo Michelotto

    democrazia diretta

    si sta presentando una rara e inaspettata opportunità per l’Italia di cambiare davvero, grazie alla democrazia diretta. La Lega Nord sta ultimando la raccolta firme per 5 referendum che non lasceranno indifferenti la cittadinanza. Per cui ci sono buone ragioni per pensare che l’affluenza il giorno del voto sarà alta e il limite del quorum del 50% potrebbe essere superato.

    Se il M5S, aggiungesse altri quesiti, la probabilità di successo nel superare la soglia del 50% sarebbe ancora maggiore.

    E se questi quesiti fossero rivolti al bene comune e scelti con buon senso, allora potrebbe esserci davvero una forte e benefica “scossa” in Italia. Una scossa tanto più benefica, quanto inaspettata e dovuta a quelle concomitanze storiche che difficilmente si ripetono, che uniscono nel loro percorso forze che mai camminerebbero insieme, ma che prese insieme rappresentano la maggioranza dei cittadini.

    Il percorso democratico ottimale è chiedere a tutti i cittadini (non solo ai registrati) tramite il blog di Beppe Grillo su quali temi vorrebbero fossero fatti degli ulteriori referendum che puntino al bene comune, approffittando del cammino dei 5 quesiti della Lega Nord già praticamente presentati e che andranno presto al voto. E dopo la creazione di una lista di possibili quesiti (titolo e 140 caratteri di spiegazione), e dopo aver scartato quelli non fattibili dal punto tecnico legislativo, si dovrebbe fare una votazione online (questa volta solo degli utenti registrati) per mettere i quesiti in ordine di priorità e scegliere i primi 5 o 10 da portare avanti. Fatto questo, con l’ausilio degli esperti amministrativi dei parlamentari si potrebbero scrivere, preparare e distribuire i moduli per via digitale in tempi molto rapidi (poi ogni gruppo se li stamperebbe in proprio). Per questa fase preparatoria basterebbe qualche settimana. Per la raccolta firme si potrebbe organizzare un appuntamento collettivo (un V-Day 4?) in una sola data all’inizio di settembre 2014 in tutte le città italiane e nel frattempo portare i moduli negli uffici elettorali dei comuni, per permettere ai cittadini volenterosi di andarseli a firmare.

    I tempi sono molto stretti per la scelta, la scrittura, la preparazione dei moduli, l’organizzazione della raccolta firme. Ma non impossibili.

    In Italia si possono fare solo referendum abrogativi, quindi per cancellare una norma. Ma nella nostra Costituzione è previsto anche lo strumento della Legge di Iniziativa Popolare, che permette ai cittadini di essere parte propositiva. Finora le Leggi di iniziativa popolare non sono quasi mai state discusse dal Parlamento, ma raccogliendo milioni di firme invece che le necessarie 50.000 forse riceverebbero maggiore “attenzione”.

    Sarebbe interessante per la prima volta in Italia, proporre un referendum per abrogare una norma e contemporaneamente proporre una legge di iniziativa popolare che la regolamenti in maniera nuova. Questi sono i temi su cui farei referendum e contemporaneamente realizzerei una proposta di legge di iniziativa popolare (basterebbe anche solo utilizzare gli ottimi testi già scritti dai parlamentari m5s trasformandoli in Iniziativa Popolare).

    Conflitto d’Interessi

    Referendum per abrogare l’attuale legge sul conflitto d’interessi inefficace
    Legge 20 luglio 2004. n. 215 ( Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi) (Legge Frattini)

    Corruzione

    Referendum su Legge sulle rogatorie internazionali(L. 367/2001): limitazione dell’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria (trova applicazione anche al processo “Sme-Ariosto 1″ per corruzione in atti giudiziari)

    Referendum su Depenalizzazione del falso in bilancio(L. 61/2002): modifica della disciplina del falso in bilancio (nei processi “All Iberian 2″ e “Sme-Ariosto2″ Berlusconi viene assolto perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”)

    Referendum su  “Legge Cirami” (L. 248/2002): introduzione fra le cause di ricusazione e trasferimento del processo del “legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice” (la norma utilizzata per spostare il processo da Milano a Brescia non ottenne i risultati sperati).

    Referendum “Legge ex Cirielli” (L. 251/2005): riduzione dei termini prescrizione (denominata anche legge salva-Previti, ha introdotto una riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati e trasformato in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni, consentendo l’estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi “Diritti TV Mediaset” e”Mills” a carico di Berlusconi)

    Media e informazione

    Referendum su Decreto-salva Rete 4 (D.L. 352/2003): Introdotta ‘ad hoc’ per consentire unicamente a Rete 4 di Mediaset di continuare a trasmettere in analogico, sfavorendo Italia 7.

    Referendum su CANONE RAI: regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246 relativo alla Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 5 aprile 1938)

    Referendum su l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria

    Referendum su abolizione dell’ordine dei giornalisti

    Referendum su “Legge Gasparri” (L. 112/2004): introduzione del SIC (”Sistema Integrato delle Comunicazioni”) che ha per effetto di estendere il numero di canali televisivi che un singolo soggetto può avere in concessione (la norma consente di evitare la riduzione del numero di concessioni del gruppo Mediaset, evitò lo scioglimento del monopolio televisivo Mediaset)

    Finanziamento partiti

    Referendum sulla legge n.13/2014 che modifica il finanziamento dei partiti solo a partire dal 2017.

    Indennità dei Parlamentari

    Referendum per abrogare la Legge 31 ottobre 1965, n. 1261 – Determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento

    Legge elettorale

    Legge di iniziativa popolare basata sulla proposta scritta collettivamente dal M5S

    Democrazia diretta

    Legge di iniziativa popolare

    Su questo argomento non è possibile realizzare referendum, perchè toccherebbero la Costituzione, è ciò è vietato dalla Costituzione stessa. Ma si può procedere con una Legge di Iniziativa Popolare. Si potrebbe quindi realizzare una legge simile o uguale alla Legge di Iniziativa Popolare Quorum Zero e Più Democrazia che ha già raccolto 52.000 firme ed è stata depositata in Parlamento nell’agosto 2012. Essa contiene già tutti gli strumenti di democrazia diretta migliori presenti nel mondo. Basterebbe solo aggiungere lo strumento della revoca degli eletti al testo già pronto.

    Questi i quesiti della Lega Nord:

    http://www.leganord.org/index.php/seguici/eventi/referendum

    Abrogazione della “riforma Fornero” sulle pensioni
    Il quesito chiede di abrogare la Legge Fornero del Governo Monti che colpisce i giovani, le lavoratrici ed i lavoratori.
    La Legge Fornero, fra l’altro, ha penalizzato l’entrata e l’uscita nel mondo del lavoro, ha allungato l’attività lavorativa di milioni di donne già impegnate nel lavoro familiare e ha creato il problema degli esodati lasciando senza stipendio né pensione centinaia di migliaia di lavoratori.
    Abrogarla significa ridare dignità al lavoro ed ai lavoratori e dare la speranza di un futuro migliore ai nostri giovani.).

    Abrogazione della Legge Merlin (prostituzione)
    Il quesito chiede di abrogare la Legge Merlin del 1958 che è la causa, fra l’altro, della prostituzione di strada.
    Finalmente sarà possibile non solo regolare e controllare la prostituzione al fine di tutelare la salute pubblica e combattere il degrado, ma anche tassare tale attività, come già avviene in Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Svizzera. Le entrate fiscali, che alcuni studi stimano in circa 4 miliardi di euro all’anno, consentiranno di ridurre o eliminare alcune tasse che gravano sui cittadini.
    Abrogare la Legge Merlin significa anche contrastare la criminalità organizzata, la tratta e lo sfruttamento della prostituzione e portare ordine e sicurezza nelle nostre città.

    Stop ai concorsi pubblici per gli immigrati
    Il quesito chiede di abolire la norma, sostenuta dall’ex Ministro Kyenge, che consente agli immigrati di partecipare ai concorsi pubblici. In un momento di crisi, come quello che stiamo vivendo, con il record di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che ha superato il tasso del 42% e il tasso di disoccupazione generale pari al 12,9%, dobbiamo pensare prima al futuro della nostra gente e dare perciò precedenza ai cittadini italiani. Abrogando questa legge tuteliamo il requisito della cittadinanza nell’accesso ai concorsi pubblici (ospedali, scuole, enti pubblici, ecc.).

    Abrogazione della Legge Mancino (reati di opinione)
    Il quesito chiede di abrogare la Legge Mancino del 1993 perché contrasta la libertà di espressione e colpisce chi manifesta le proprie idee.
    Con la scusa della discriminazione razziale, etnica e religiosa, attraverso questa legge ci impediscono didifendere i nostri valori, la nostra storia e la nostra cultura.
    Abrogarla significa garantire a ogni cittadino la libertà di esprimersi liberamente senza incorrere in sanzioni penali.

    Abolizione delle prefetture
    Il quesito chiede di abolire le prefetture, istituzioni di origine napoleonica che non hanno più motivo di esistere.
    Mantenerle è un vero e proprio spreco che costa ai contribuenti oltre 500 milioni di euro all’anno, di cui l’80% per pagare stipendi e spese di gestione e rappresentanza.
    Abolendo le prefetture, le competenze verranno attribuite alle questure e agli enti locali come avviene in molti Paesi europei, ad esempio in Germania, con conseguente risparmio di soldi pubblici.

  • Commenti recenti

    • Federico B ha scritto

      1

      Ciao Paolo, come ho già scritto a Fraccaro e Cozzolino, sulla dem.diretta si potrebbe fare un referendum secondo me!

      La legge che li regola è la 352 del 1970
      http://www.giurcost.org/fonti/referendum.htm

      magari cancellando 2-3 norme obsolete per renderlo piu’ fluido, ad esempio:

      art. 8: “debbono essere allegati i certificati, anche collettivi, dei sindaci dei singoli comuni”
      art. 28: “deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimo”
      art. 31: “Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime.”
      Art. 32 “Salvo il disposto dell’articolo precedente, le richieste di referendum devono essere depositate in ciascun anno dal 1° gennaio al 30 settembre.”

      Già eliminando questi articoli si inizierebbe ad avere una legge piu’ equa, oltre al fatto di “spronare” i nostri deputati ad aggiornarla!

      06/11/14 9:32 PM | Comment Link

    • paolo michelotto ha scritto

      2

      ottima aggiunta!!

      06/11/14 10:46 PM | Comment Link

    • Emanuele Sarto ha scritto

      3

      Vi prego, NON DIMENTICHIAMO DI ABROGARE UN ALTRO ELEMENTO FONDAMENTALE presente nella legge che Federico B ci segnala.
      L’articolo 36 recita: L’Ufficio centrale per il referendum, appena pervenuti i verbali ed i relativi allegati, procede, in pubblica adunanza con l’intervento del procuratore generale della Corte di cassazione, facendosi assistere, per l’esecuzione materiale dei calcoli, da esperti designati dal primo presidente, all’accertamento della partecipazione alla votazione della maggioranza degli aventi diritto, alla somma dei voti validi favorevoli e dei voti validi contrari all’abrogazione della legge, e alla conseguente proclamazione dei risultati del referendum.
      Un referendum
      andrebbe assolutamente fatto per togliere questo passaggio “all’accertamento della partecipazione alla votazione della maggioranza degli aventi diritto”

      06/13/14 6:43 AM | Comment Link

    • paolo michelotto ha scritto

      4

      Eh… La forza dell’intelligenza collettiva all’opera. Stupenda idea. Questa è una legge ordinaria su cui si può fare ref. Quindi si può togliere il quorum tramite ref. Poi è vero che rimane nell’art 75 della costituzione, ma i cittadini avrebbero dato l’opinione se mai ci fossero rappresentanti che li volessero ascoltare. Poi bisogna vedere se la consulta giudicherebbe ammissibile questo quesito. Ma anche se non lo fosse la raccolta firme ne varrebbe la pena. Da approfondire!!

      06/13/14 7:07 AM | Comment Link

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