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  • Petizione sulla democrazia diretta presentata al comune di Lecce dal m5s

    6 Maggio 2014

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    gli amici del m5s di Lecce mi hanno mandato questa email, che è un bellissimo esempio di ciò che qualunque gruppo può fare nella propria città. Se ognuno lo facesse, la consapevolezza dei nostri diritti aumenterebbe e un po’ alla volta, quando diventerà una opinione condivisa dalla maggioranza dei cittadini, sarà inevitabile che essa entri nelle istituzioni. Questo è un utilissimo passo per iniziare.

    petizione lecce

    Qui il comunicato ufficiale che mi ha inviato l’attivista Caterina Vitiello

    Martedi 22 aprile, la portavoce al senato del M5S  Barbara Lezzi isieme a tanti attivisti proponenti, hanno depositato la petizione “DEMOCRAZIA PARTECIPATA A LECCE”.

    La Petizione, sottoscritta da circa 900 cittadini, intende modificare lo Statuto Comunale e il suo Regolamento. Propone l’istituzione di nuovi strumenti di Democrazia Diretta e Partecipativa già adottati in molti enti locali italiani ed europei.

    I promotori della Petizione sono convinti che accrescere la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica porti un vantaggio alla collettività e al bene comune a scapito degli interessi “privati”.

    I punti salienti della petizione riguardano:
    - l’abolizione del quorum per tutti i referendum popolari,
    - il bilancio partecipativo,
    - il consiglio comunale aperto
    - maggiore trasparenza riguardo le commissioni consiliari e le attività degli assessorati.

    La presenza di un “quorum” di fatto favorisce il boicottaggio dei quesiti referendari difendendo in tal modo gli interessi dei gruppi di potere interessati a non far scegliere e a non sviluppare il dibattito democratico tra i cittadini.
    Quindi, l’ abolizione rappresenterebbe una prospettiva differente della visione politica perchè stimolerebbe e premierebbe la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni democratiche della città.

    Si richiede anche:
    - la riduzione del numero di cittadini che possono proporre un referendum. Oggi è prevista la sottoscrizione del 20% del corpo elettorale, quasi 16mila firme, per quello abrogativo,
    - l’ampliamento delle materie sulle quali è possibile chiedere un referendum
    - la rapida attuazione dell’esito referendario entro 90 giorni.
    - maggiore trasparenza, in conformità con l’attuale legislazione in materia, attraverso l’utilizzo dello streaming, anche per le Commissioni Consiliari.
    - Consigli Comunali Aperti (per “aperti” si intende aperti agli interventi dei cittadini) su temi cruciali come in materia urbanistica ed economico/finanziaria.

    Non da ultimo la Petizione presentata richiede l’istituzione del Bilancio Partecipativo, ossia la possibilità che Cittadini possano intervenire nella gestione di parte delle risorse comunali, mettendo al centro gli interessi della collettività. Le modalità di coinvolgimento della cittadinanza verranno stabilite con apposito regolamento.

    Qui il documento in formato .doc per chi vuole usarlo come esempio per la propria città:

    testo petizione democrazia diretta lecce

    Questo il loro spazio su FB
    https://www.facebook.com/m5sattivistilecce?fref=ts

    Qui di seguito il testo online:

    ________________________________________

    Allegato del comunicato stampa sulla PETIZIONE DEMOCRAZIA PARTECIPATA A LECCE:

    PETIZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI LECCE

    (ART.15 STATUTO COMUNALE)

    I sottoscritti cittadini, in attuazione dei principi costituzionali e normativi ed in considerazione di quanto previsto nei principi fondamentali e negli art. 2 e 9 dello Statuto Comunale, in materia di partecipazione dei cittadini alla vita politica ed alla gestione della cosa pubblica, rivolgono al Presidente del Consiglio Comunale la seguente petizione, composta, disgiuntamente,dai punti sotto elencati. Pertanto voglia il Consiglio Comunale:

    1) REFERENDUM PROPOSITIVO

    sostituire l’art. 17 dello statuto comunale con il seguente:

    È indetto referendum popolare propositivo per deliberare in tutto od in parte un nuovo atto amministrativo oppure per deliberare la modifica di un analogo provvedimento vigente, quando lo richiedono il 2% degli elettori. La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. In caso di esito positivo, il Consiglio Comunale è tenuto a dare attuazione all’esito del referendum entro 90 giorni dallo spoglio delle schede. Il Consiglio Comunale non può modificare o derogare il risultato del referendum propositivo prima che siano trascorsi 10 anni dalla sua entrata in vigore. Il risultato del referendum propositivo è modificabile o derogabile da un altro referendum in qualsiasi momento.”

    2) REFERENDUM ABROGATIVO

    sostituire l’art.18 dello statuto comunale con il seguente:

    È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di un atto amministrativo quando lo richiedano almeno il 2% degli elettori. La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Il regolamento determina le modalità di attuazione del referendum.”

    3) REFERENDUM CONSULTIVO

    aggiungere all’art.16 comma 1 dello statuto comunale il punto c):“ dal 2% del corpo elettorale”.

    4)MODIFICA DEI LIMITI DEL REFERENDUM

    aggiungere al comma 3 dell’art. 19 dello Statuto Comunale :

    salvo quanto previsto dal successivo proposto comma 5 art. 20 statuto comunale”.

    sostituire il Comma 1 dell’art. 20 con il seguente:

    Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutte le materie di competenza del Consiglio Comunale e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, né con il catalogo dei diritti fondamentali contenuto nei Trattati dell’Unione Europea. Ciascuna iniziativa o referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.”

    abrogare il Comma 4 dell’art. 20 dello Statuto Comunale.

    Sostituire il Comma 5 dell’art. 20 dello Statuto Comunale con il seguente: “In assenza di specifica indicazione del proponente il referendum dovrà essere indetto in concomitanza con le altre operazioni elettorali se previste nell’arco dei dodici mesi successivi dalla data di deposito delle firme.”

    5)BILANCIO PARTECIPATIVO

    di introdurre nello statuto comunale il seguente articolo:

    Il comune facilita la partecipazione dei cittadini nel decidere come utilizzare parte delle risorse economiche con il bilancio socio-partecipativo. Tramite tale forma di partecipazione l’amministrazione comunale promuove la trasparenza e l’assunzione di responsabilità tanto per le spese pubbliche quanto per le possibilità di risparmio. Le modalità di coinvolgimento della cittadinanza verranno stabilite con apposito regolamento, scritto da una commissione mista di consiglieri e cittadini, che sarà composta da 10 Consiglieri Comunali indicati dal Presidente del Consiglio equamente distribuiti tra maggioranza e minoranza, e 30 cittadini individuati tramite sorteggio in un elenco di soggetti dichiaratisi disponibili. Tale Commissione deve tenersi entro 60 giorni dall’introduzione di tale articolo nello Statuto Comunale. Quanto deciso dal bilancio partecipativo ha valore vincolante e l’amministrazione comunale deve attuare tale volontà popolare, senza indugi.”

    6)DIARIO DELL’ASSESSORE

    istituire il diario dell’assessore tenendo conto delle linee guida della legge n.33/2013 sulla trasparenza con il quale rendere pubblici tutti i provvedimenti e le movimentazioni economiche dell’assessorato.

    7)TRASPARENZA DELLE COMMISSIONI

    deliberare che le riunioni delle Commissioni Consiliari avvengano in diretta streaming e che siano anche on-demand.

    8)CONSIGLIO COMUNALE APERTO AI CITTADINI

    istituire il Consiglio Comunale Aperto. Tale seduta ha carattere straordinario ed è aperta a tutti . Tale Consiglio potrà essere indetto dal Presidente del Consiglio, da 1/3 dei Consiglieri e su richiesta di almeno 250 cittadini residenti, nella sua sede abituale o anche in luogo diverso, per rilevanti motivi d’interesse della comunità relativi a bisogni e richieste dei cittadini. In particolare il consiglio aperto dovrà essere obbligatoriamente convocato in occasione dell’approvazione del bilancio previsionale, consuntivo e dei piani urbanistici. Il Presidente garantisce la piena libertà di espressione di tutti i presenti. Durante le sedute possono essere approvate mozioni, ordini del giorno e deliberazioni su argomenti di competenza del Consiglio Comunale.

    La data di convocazione del Consiglio comunale “aperto ai cittadini” deve essere portato a conoscenza della cittadinanza almeno trenta giorni prima della data di convocazione.

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