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  • Domenica 13 ottobre 2013 a Varsavia si è tenuta una votazione di Revoca del Sindaco

    15 Ottobre 2013

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    Postato in: democrazia diretta, revoca degli eletti

    di Paolo Michelotto

    Hanna_Gronkiewicz_Waltz

    al di la delle motivazioni politiche, è interessante che a Varsavia, la capitale della Polonia, domenica 13 ottobre 2013 si sia tenuta una votazione di revoca del Sindaco. Quindi oltre alla Germania (esempio di Duisburg del 2012), anche in Polonia di possono revocare i sindaci eletti. Questa domenica la revoca non ha avuto successo. Infatti qui in Polonia era necessario superare il quorum del 30%, ma sono andati a votare il 25% degli aventi diritto. Il Primo Ministro polacco, dello stesso partito del Sindaco aveva invitato i cittadini all’astensione e aveva detto che se il sindaco fosse stato revocato lo avrebbe nominato come commissario governativo della città fino alle nuove elezioni.

    Qui l’articolo apparso su L’unione Sarda:

    Polonia: referendum per destituire il sindaco di Varsavia

    Braccio di ferro, domenica a Varsavia, fra il partito di centro Piattaforma civica (Po) del premier Donald Tusk e il maggior partito di opposizione Diritto e giustizia (Pis) dell’ex premier conservatore, Jaroslaw Kaczynski: la popolazione è chiamata a decidere in un referendum se destituire o meno il sindaco della capitale, Hanna Gronkiewicz-Waltz. Al referendum promosso da Piotr Guziol, capo di autogestione del quartiere Ursynow, si è arrivati dopo una raccolta di firme di 167.000 dei residenti. Il premier Tusk invita a boicottare il referendum ma stando ai sondaggi, gli abitanti, stanchi dei disagi quotidiani legati all’accavallarsi degli investimenti (inclusa la costruzione della seconda linea metropolitana), potrebbero ignorare il suo appello. In caso di sconfitta, Tusk non esclude di rinominare, in base alla legge, lo stesso sindaco quale commissario, oppure anche di indire l’anno prossimo elezioni anticipate a Varsavia.

    Venerdì 11 ottobre 2013 15:22

    Qui l’articolo apparso su Euronews

    Il sindaco di Varsavia resta al suo posto, fallisce referendum

    È riuscito ad evitare lo smacco il partito del primo ministro polacco Donald Tusk, Platforma Obywatelska, che ha rischiato di vedere umiliato uno dei suoi leader, il sindaco di Varsavia Hanna Gronkiewicz-Waltz.

    Il referendum per rimuoverla, promosso dal partito di opposizione Prawo i Sprawiedliwość, dell’ex premier Jaroslaw Kaczynski, non ha infatti raggiunto il quorum del 30%.

    Questo l’articolo apparso su Bloomberg.com

    Polish Ruling Party Avoids Warsaw Mayor Recall on Turnout

    By Marta Waldoch & Piotr Skolimowski – Oct 14, 2013 3:57

    Poland’s ruling party avoided the ouster of Warsaw Mayor Hanna Gronkiewicz-Waltz as a recall vote fell short of the minimum turnout required.

    Out of Warsaw’s 1.33 million registered voters 25.7 percent cast ballots in the recall referendum, less than the minimum 389,430, or 29 percent, required to validate the measure, according to official results from the State Election Commission today.

    Prime Minister Donald Tusk and his ruling Civic Platform party called on supporters to block the recall by boycotting the referendum. Of those who voted, 95 percent favored recalling Gronkiewicz-Waltz, a deputy chairman of the ruling party who had angered Varsovians with utility-price increases and delays in public works. Her support is dropping as backing for the party, the first to win back-to-back elections since the fall of communism in 1989, dropped below the opposition Law and Justice for the first time in six years.

    “We were given a yellow card. We’ve noticed and are taking the appropriate steps,” Andrzej Halicki, head of Civic Platform’s party organization in the greater Warsaw area, said yesterday in an interview on TVN24. “The referendum was used by Law and Justice not to talk about Warsaw issues but to attack Donald Tusk and take the conflict nationwide.”

    Economy, No-Confidence

    Poland’s economy is poised to grow at its weakest pace since at least 1997 while the unemployment rate was 13 percent in August, up from 12.4 percent a year earlier. With a plan to cancel government debt held by private pension funds angering urban voters, Tusk’s ruling coalition is clinging to a two-seat majority in parliament.

    “This is my vote on no-confidence in the government, which told us not to take part in this referendum,” Marek Zagenczuk, a 30-year-old who voted to recall Gronkiewicz-Waltz, said yesterday. “If the mayor’s accomplished anything, it’s only because of European Union money, and that wasn’t her doing.”

    Snap parliamentary elections before the scheduled 2015 ballot are possible, according to Tusk, who spent the past two weeks quashing speculation that the ouster of Finance Minister Jacek Rostowski was imminent, a sign of discord in the coalition.

    Since the referendum was announced on Aug. 20, Gronkiewicz-Waltz had campaigned door-to-door, canvassing support and promising discounts for public transport and other city amenities to people who pay taxes in Poland’s richest and most populous city. Tusk last month said the government will provide funding to complete a previously shelved beltway around Warsaw.

    Local Elections

    Poland’s capital, with per-capita income of three times the national average and home to 1.7 million of the country’s 38.4 million residents, has overwhelmingly voted for the current ruling party in every election since 2005.

    That allegiance will be tested in votes for local governments and the European Parliament next year and general elections in late 2015.

    While the boycott appears to have staved off Gronkiewicz-Waltz’s recall, it may also damage Civic Platform in a key urban stronghold, according to Aleksander Smolar, president of the Batory Foundation, an independent research center in Warsaw.

    “Civic Platform’s always had a hard time mobilizing its support base,” Smolar said in a discussion on TVN24. “Now they could have a serious problem before the next elections.”

    To contact the reporters on this story: Piotr Skolimowski in Warsaw at pskolimowski@bloomberg.net

    Marta Waldoch in Warsaw at mwaldoch@bloomberg.net

  • Commenti recenti

    • riccardo leone ha scritto

      1

      167mila firme su 1.7 milioni di abitanti -> firme necessarie per la revoca 10%

      sono i numeri che mi lasciano perplesso.. qual è la percentuale giusta di elettori che devono chiedere la revoca? con una troppo bassa non si rischia di paralizzare l’attività rendendo le revoche troppo frequenti?

      10/15/13 11:19 PM | Comment Link

    • paolo michelotto ha scritto

      2

      Riccardo se gli abitanti sono 1700000 gli aventi diritto al voto saranno circa l’ 80 % ossia 1370000. Quindi la percentuale diventa del 12%. Che a me sembra molto alto. Considera che in usa la percentuale del 10-12-15 è sul numero di chi aveva votato la persona da revocare non sugli aventi diritto al voto. E sulla frequenza troppo alta di revoche dovrei fare ricerche più approfondite ma io sono molto attento a queste notizie e da una decina di anni in qua è la prima volta che leggo della Polonia.

      10/16/13 6:49 AM | Comment Link

    • stefano.Caranti ha scritto

      3

      Io credo che il numero sia corretto.
      Raccogliere il 10 % di firme degli elettori non è lavoro da poco e la democrazia diretta deve essere accessibile (numeri superiori vanificano la partecipazione). A mio parere bisogna cambiare leggermente ottica se vengono richieste tante revoche non è il sistema che non funziona probabilmente la gestione dell’amministratore è da rivedere

      10/19/13 9:06 AM | Comment Link

    • Giannantonio Zanolli ha scritto

      4

      Quello che abbiamo visto in Polonia dimostra che la revoca perfino del Sindaco di una grande città, diventa possibile solo quando è funzionale all’insieme del sistema e quindi da ipotetico strumento per i cittadini, diventa strumento dei poteri.
      È il sistema intero con le sue forze e i suoi equilibri da difendere o da cambiare, che decide se spingere o impedire la revoca di quel singolo eletto in funzione non tanto dei cittadini, ma per rafforzare il sistema stesso o una sua parte.
      Qui i cittadini corrono il rischio di essere strumento inconsapevole per giochi di potere interni al sistema e l’eletto da revocare l’eventuale capro espiatorio della situazione.
      Mi rendo conto che quello che ho appena detto non risulti molto incoraggiante per chi crede nella revoca, ma purtroppo la mia convinzione in merito è abbastanza pessimista.

      10/22/13 3:54 AM | Comment Link

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