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  • La Giornata della Democrazia: i cittadini vogliono che Parma diventi capitale italiana della democrazia

    1 Ottobre 2013

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia, partecipazione

    di Paolo Michelotto

    parola plenaria pomeriggio

    le scelte prese dai cittadini presenti all’evento sono molto chiare. Vogliono che Parma diventi la capitale italiana della democrazia. Mentre fuori imperversava una fragorosa bufera, all’interno del Palasport, 317 cittadini (diventati 197 alla fine), hanno partecipato a 10 ore di discussioni accese.

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    Fanno un po’ tenerezza i detrattori quando dicono che c’erano solo 300 cittadini, quando proprio questo numero mette “La Giornata della Democrazia” tra i più grandi eventi partecipativi mai organizzati in Italia.

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    Un po’ di tristezza quando ipocritamente dicono che i costi sostenuti, tra i 10 e i 14.000 euro potevano essere spesi meglio, quando eventi partecipativi ben più modesti sono costati 10-20 volte di più in Italia.

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    Un po’ alla volta con il metodo utilizzato, sono emerse le proposte più condivise e chiara è stata la richiesta di avere maggiore voce nelle scelte del bene pubblico.

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    La prima proposta quasi, all’unanimità è stata quella di inserire il Codice Etico Carta di Pisa (e questo basta a sottolineare quanta stima i cittadini abbiano dei loro amministratori del passato), subito dopo i cittadini hanno chiesto l’introduzione del Referendum Propositivo senza Quorum. Ovvio che l’eliminazione del quorum nel referendum propositivo significherà nello stesso tempo e con la stessa logica toglierlo anche dal referendum abrogativo.

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    Solo questo fatto, ossia avere i due pilastri della democrazia diretta efficaci e nello Statuto su richiesta esplicita dei cittadini, è un evento di portato gigantesca. Ed infatti tutti i media l’hanno ignorato. Ma oltre a questo i cittadini hanno chiesto l’introduzione del Bilancio Partecipativo sia per decidere sugli investimenti che sui i tagli, hanno richiesto il referendum opzionale stile svizzero per decidere immediatamente sulle scelte fatte dagli amministratori, prima che queste abbiano procurato danni, l’introduzione della possibilità di revocare gli amministratori, l’introduzione del referendum finanziario o comunque di una consultazione online sulle spese sopra una certa entità.

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    È stata una emozionante celebrazione della democrazia. I cittadini hanno cominciato ad assaporare il gusto di partecipare, di sentire che quello che dicono è ascoltato e che il potere è nelle loro mani. Molti erano sorpresi che un’assemblea di simili dimensioni potesse discutere con un ordine simile e con risultati così chiari e condivisi. Nei prossimi giorni si vedranno i passi concreti dell’amministrazione per sostenere tutte queste proposte. Andate a vedere le proposte emerse, i fogli su cui i cittadini scrivevano, le tabelle con le votazioni, le foto. Nei prossimi giorni i video.

    Il sito di riferimento per avere tutte le notizie è:

    www.ilquartierechevorrei.it

    Qui i link per approfondire:

    Grafico delle Raccomandazioni Finali votate dai cittadini

    Nuovi articoli dei media su “La Giornata della Democrazia” e tabella composizione assemblea

    LIVE – La Giornata della Democrazia – diretta video, foto, testi elaborati ai tavoli e raccomandazioni finali

    Guardate tutti i materiali inseriti in tempo reale. Tutta l’organizzazione ha dedicato grandi energie perchè tutta questa documentazione fosse messa online in tempo reale. Merita di essere sfogliata, le emozioni del dibattito di cittadini entusiasti emergono e coinvolgono. Quando il 20 ottobre 2009 fui tra i promotori della prima giornata partecipativa trentina “Il Cittadino Partecipa” non avrei mai sognato di poter essere chiamato da una amministrazione a collaborare ad un evento del genere. Ma questo è avvenuto.

    C’è speranza per l’Italia!

  • Commenti recenti

    • Giannantonio Zanolli ha scritto

      1

      Il mio augurio è che la modalità assembleare divenga sempre più praticata e che si sviluppi nella coscienza comune il fatto che è possibile una democrazia dove l’assemblea diventi la sola sovrana della democrazia.
      Questo di Parma è un evento storico che segna un grande passo avanti in direzione di un sistema democratico che poggi su valori che valorizzino la partecipazione egualitari e la consapevolezza che molte teste funzionano meglio di poche teste.
      Un ringraziamento a tutti coloro che hanno permesso, promosso e realizzato l’iniziativa anche alla luce del coraggio dimostrato nell’utilizzare ” anche ” la modalità del sorteggio.
      Bravi e complimenti!

      10/2/13 5:01 PM | Comment Link

    • Fabio Cavalca ha scritto

      2

      C’ero.
      Ci vuole molta fantasia a presentare una ‘festa campestre’ come fatto epocale. E’ semplicemente fuorviante.

      10/3/13 3:07 AM | Comment Link

    • paolo michelotto ha scritto

      3

      Fabio in democrazia ogni opinione è legittima. Quello che conta è ciò che pensa la maggioranza. E il video è inequivocabile.

      10/3/13 5:43 AM | Comment Link

    • Giannantonio Zanolli ha scritto

      4

      Unico rammarico dovuto al fatto che tra i punti di proposta portati a buon fine dai partecipanti, non ci sia quello che a me sembra il più importante e che una occasione simile avrebbe potuto ben considerare: proporre per lo Statuto di rendere obbligatoria la modalità assembleare almeno in occasione della presentazione del piano di programma comunale e che questo stesso programma sia vincolato alla decisione dell’assemblea stessa.
      ..spero per il prossimo futuro.

      10/3/13 7:05 AM | Comment Link

    • paolo michelotto ha scritto

      5

      Giannantonio, un po’ ci speravo anch’io, in alcuni tavoli questa proposta era emersa, ma non è stata poi quella più votata. Comunque ora siamo solo a metà dell’opera. Adesso bisogna tradurre quanto richiesto dai cittadini in cose concrete approvate dal Consiglio Comunale. Una volta fatto questo, sono sicuro che sia l’amministrazione, che i cittadini vorranno ripetere nuovamente “La Giornata della Democrazia”. Intanto il primo passo è stato fatto.

      10/3/13 8:44 AM | Comment Link

    • Stefano Longano ha scritto

      6

      Ciao Paolo. Innanzitutto complimenti. Ho seguito in diretta domenica scorsa il pomeriggio di lavori, ed è stato veramente interessante, soprattutto per illivello di discussione che si è avuto.
      Lascia pure che critichino. Non sarà andato tutto perfettamente, ma di sicuro il dibattito è stato più serio di tutti quelli a cui ho avuto la ventura di assistere in un consiglio comunale.
      E non ho certo assisito ai peggiori.
      Comunque credo che la chiave di volta sarà proprio vedere il Consiglio trasformare in norme le proposte di questa giornata.
      Ciò posto, ho una osservazione su un punto che hai toccato nel finale, quando il segretario ti ha detto che ai referendum abrogativi possono votare solo gli aventi diritto al voto, mentre a quelli propositivi anche i sedicenni.
      Attenzione qui ad un possibile disallineamento tra quanto pensiamo noi dell’iniziativa, e quanto accade nella realtà italiana.
      Purtroppo nella totalità dei casi che ho avuto modo di verificare(e mi sto occupando di vari casi di proposte di modifica degli statuti comunali sugli istituti di partecipazione), il referendum propositivo viene normato in maniera tale per cui alla fine è comunque il consiglio che delibera.
      Questo con varie formule. Per esempio trovi “entro 60 giorni dalla proclamazione dei risltati, il Consiglio Comunale si pronuncia sull’oggetto del referendum”.
      Il referendum propositivo non deve nemmeno avere la forma di un atto consiliare o eventualmente giuntale, ma solo essere esoresso in un forma che ammetta senza ambiguità una risposta si o no.
      Se proprio vogliamo fare un parallelo, è simile, ma non analogo, ad una iniziativa generica di stampo svizzero.
      In sostanza, nella interpretazione normativa prevalente in Italia, il referendum abrogativo è deliberativo (la norma oggetto del referendum viene in toto o in parte abrogata in seguito al voto, senza altre intermediazioni), mentre quello propositivo no. La sola differenza rispetto ad uno consultivo è che di norma quest’ultimo ammette risposte multiple.
      Per cui è conseguente a questa impostazione che ad un referendum abrogativo votino solo gli aventi diritto al voto per il consiglio comunale (il loro voto ha effetti legislativi non mediati) mentre a quello propositivo si possano ammettere altri (comunque poi la deliberazione la assume, eventualmente, il Consiglio).

      10/6/13 5:45 PM | Comment Link

    • il blog di paolo michelotto » Risultati de “La Parola ai Cittadini” svoltasi a Vignola (MO) il 4-12-2014 » Democrazia Diretta e dei Cittadini ha scritto

      7

      [...] Giornata della Democrazia” (quindi i primi mesi del 2015) sullo stile di quella organizzata a Parma il 20 Settembre 2013 per permettere ai cittadini di Vignola di proporre, discutere e decidere gli strumenti di [...]

      12/5/14 9:21 PM | Comment Link

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