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  • Come introdurre La Parola ai Cittadini negli Statuti comunali

    30 Agosto 2013

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    Il metodo partecipativo “La Parola ai Cittadini”

    la parola ai cittadini

    la parola ai cittadini

    La Parola ai Cittadini è un metodo partecipativo inventato dal Gruppo Bilancio Partecipativo di Vicenza nel 2003. Da allora è stato utilizzato decine e decine di volte in tutta Italia e in tutti gli ambiti, da quello informale di gruppi di amici fino ad assemblee pubbliche con 370 persone.

    È facile da preparare, richiede pochissimi materiali e strutture, può essere realizzato da chiunque e ha una durata di un paio d’ore, richiede 5 volontari più un facilitatore che sta al tavolo della presidenza.

    Si inizia raccogliendo i titoli di una ventina di idee dei presenti. Ciascun proponente dice il suo nome e il titolo della sua proposta in poche parole.

    Dopo aver realizzato questo elenco di nomi e proposte, scritto in tempo reale su un foglio elettronico videoproiettato in modo che tutti possano seguire l’evoluzione della serata, si comincia chiamando il primo proponente a presentare la propria proposta.

    Il cittadino ha un minuto per descrivere la sua proposta, poi c’è lo spazio per tre interventi (es. richieste di chiarimento) di un minuto ciascuno dei cittadini in sala, infine c’è la risposta finale di un minuto del proponente. In totale cinque minuti per presentare in maniera sufficiente un’idea.

    I tempi vengono tenuti con un timer videoproiettato, con lo spazio di un minuto uguale per tutti, senza deroghe od eccezioni. Tutto ciò viene spiegato durante il primo intervento del facilitatore. Sono regole semplici, ma bisogna essere chiari e farle rispettare.

    Colui che facilita la serata è un elemento neutro, non fa proposte e non commenta i contenuti esposti. Fa rispettare i tempi, fa fare interventi della stessa durata e ogni tanto interviene (ad es. con delle battute) per alleggerire la tensione che inevitabilmente si crea rispetto agli argomenti più caldi.

    Alla fine di questi cinque minuti, la proposta viene fatta votare dal facilitatore per alzata di mano e una o più persone con l’incarico di contare, fanno la somma di tutte le mani alzate. Si possono votare da zero a tutte lo proposte: la scelta è libera. Il numero di voti ottenuti viene scritto su un foglio di calcolo videoproiettato di fianco alla proposta e così dopo circa due ore, si sono ascoltate, discusse e votate venti proposte.

    Queste idee votate vengono poi messe in ordine di votazione (basta ordinare la colonna del voto in maniera decrescente) e si determina in questo modo il grado di priorità che i presenti hanno assegnato alle proposte. Fatto questo ordinamento il facilitatore riassume i risultati della serata in modo che tutti escano con le idee chiare e sappiano cosa avverrà in seguito (esempio consegna dei risultati nel Consiglio comunale).

    L’ideale è che alla “Parola ai Cittadini” partecipino anche gli amministratori della città e che possano esprimere con tempi uguali a quelli riservati ai cittadini le loro osservazioni tecniche sulle proposte avanzate. È importante che a fine serata dicano cosa vogliono fare delle proposte più votate.

    In sintesi, “La Parola ai Cittadini” è un modo per permettere ai cittadini di avanzare proposte, farle discutere, farle votare da loro ed infine, se gli organizzatori sono bravi, riuscire a farle discutere in Consiglio Comunale tramite gli amministratori presenti alla serata. Tutto in una sola serata, ottenendo quindi dal punto di vista dei cittadini, un ottimo rapporto tra costi (energia, tempo, fatica) e risultati. Quando tutto funziona bene, la proposta più votata dai cittadini diventa un punto all’ordine del giorno (se portato da un consigliere di maggioranza) o una mozione (se portata da un consigliere di minoranza) in consiglio comunale in pochi giorni, anche se nessun Statuto comunale italiano lo prevede.

    È quindi importante che gli organizzatori prima di lanciare pubblicamente “La parola ai cittadini” contattino l’amministrazione in carica per chiarire se è disponibile a portare i punti più votati in consiglio comunale. Se la disponibilità è bassa ci si può accordare con le minoranze che trasformeranno in mozione (è un loro diritto) i punti più votati, In un modo o nell’altro, con questo accordo preliminare, si può quindi annunciare sulle locandine di invito che le proposte più votate saranno discusse in consiglio comunale. Questo è uno degli elementi più motivanti per i cittadini a impiegare del tempo per una riunione pubblica.

    Per saperne di più sullo strumento, vedere qualche video, leggere i risultati, conoscere le città dove è stata organizzati, si suggerisce di cercare “La Parola ai Cittadini” nel blog www.paolomichelotto.it oppure www.cittadinirovereto.it

    Proposta di articolo per lo Statuto Comunale

    Art. XXX

    La Parola ai Cittadini

    Una volta l’anno su iniziativa dell’amministrazione o su richiesta di 200 aventi diritto al voto referendario, viene convocata entro 1 mese dal deposito delle firme, una assemblea aperta al pubblico, pubblicizzata in maniera adeguata dall’amministrazione, con le seguenti caratteristiche:

    - orario e luoghi scelti in modo da agevolare la massima partecipazione dei cittadini

    - tutti i residenti del comune hanno facoltà di partecipare

    - presenza del Sindaco e degli assessori

    - viene stilato un elenco delle proposte da discutere

    - si discute la prima proposta e poi via via le altre con pari breve tempo massimo uguale per tutti gli interventi

    - ogni proposta dopo breve discussione viene votata

    - la proposta più votata della serata viene approfondita, discussa e votata nel primo Consiglio Comunale utile, con invito del cittadino proponente a relazionare.

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