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  • Abbinamento referendum comunali alle votazioni nazionali: un passo in avanti a Rovereto (TN)

    15 Luglio 2013

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    Postato in: democrazia diretta, rovereto

    di Paolo Michelotto

    democrazia diretta rovereto

    a Rovereto (TN) stiamo chiedendo dal 2009 di abbinare i referendum comunali alle votazioni nazionali ed europee, per aumentare la partecipazione al voto e superare il quorum, risparmiare soldi dell’amministrazioni comunale e tempo e fatica ai cittadini.

    Il 16 luglio 2013 questa richiesta viene portata nella conferenza dei capigruppo (ossia la riunione dei capigruppo dei partiti presenti nel consiglio comunale, che decide gli argomenti da discutere in Consiglio Comunale e che è la prima fase necessaria perchè una proposta venga affrontata dal Consiglio). Sarà il vice presidente del consiglio Mario Airoldi a fare la proposta a nome del suo partito PD (il partito a cui appartiene il Sindaco in carica).

    Se la conferenza dei capigruppo approverà, la proposta verrà discussa nel prossimo Consiglio Comunale, forse già a fine luglio.

    Incrociamo le dita e speriamo per sia davvero la volta buona.

    Ecco il testo della proposta di Mario Airoldi.

    PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE

    OGGETTO: Regolamento per i diritti di informazione e partecipazione – modifica art. 22, comma 2 e art. 35, comma 8.

    Relazione.

    In data 18 giugno 2012 un comitato promotore composto dai signori Paolo Fabris, Ruggero Pozzer e Paolo Michelotto aveva depositato presso la Segreteria generale del Comune, una proposta di deliberazione di iniziativa popolare sottoscritta da 211 cittadini. Gli obbiettivi della proposta di iniziativa popolare, rivolta alla Giunta, ma di competenza del Consiglio comunale, erano stati così individuati :

    • togliere l’obbligo del quorum del 50% +1 degli aventi diritto al voto, per ritenere una votazione referendaria valida, modificando o abrogando l’art 30 comma 4 del “Regolamento Comunale per l’Esercizio dei Diritti di Informazione e di Partecipazione dei Cittadini” del Comune di Rovereto;

    • adottare misure per pubblicizzare in maniera adeguata le votazioni referendarie (manifesti su tabelloni da parte degli amministratori e del comitato proponente, rimborsati in base al numero di voti ottenuti come nelle elezioni degli amministratori, adeguata informazione sul periodico di notizie del Comune, partecipazione obbligatoria degli amministratori ai dibattiti organizzati dal comitato promotore);

    • stabilire di inviare a casa di tutte le famiglie roveretane un opuscolo informativo sui temi posti a votazione referendaria, sull’esempio di quanto già avviene in Svizzera, in Baviera e in California. In detto opuscolo devono essere riportate le posizioni dell’amministrazione e con pari spazio, quelle del comitato promotore;

    • abbinare i referendum comunali di Rovereto alle votazioni nazionali e europee (come accade nel Comune di La Spezia, Milano e Gorizia), per ottenere un risparmio economico per l’ente comunale e quindi per i contribuenti (i referendum da soli costerebbero 30-50.000 euro secondo l’ufficio elettorale comunale, abbinati alle votazioni nazionali ed europee, la spesa si ridurrebbe alla sola stampa delle schede) e per aumentare l’affluenza al voto e innalzare la fiducia dei cittadini verso gli strumenti di partecipazione democratica;

    • rendere l’esito del referendum propositivo vincolante per l’amministrazione;

    • abbassare il numero di firme necessarie per attivare il referendum dall’attuale 5% al 2% degli elettori (come era fino al 2009), considerando che a livello nazionale sono necessarie solo l’1% delle firme degli elettori.

    Il contenuto delle proposte dei cittadini era stato quindi trasposto in una proposta di deliberazione di iniziativa popolare che prevedeva la modifica di alcuni articoli sia dello Statuto comunale che del regolamento dei diritti di informazione e partecipazione e che a seguito dell’acquisizione del parere della Commissione dei garanti dello Statuto e del Regolamento, era quindi stata presentata e discussa dal consiglio comunale nella seduta di data 15 gennaio 2013.

    Al termine di approfondito dibattito in aula, nel corso del quale erano state espresse varie opinioni in particolare sulla questione dell’azzeramento del quorum per la validità dei referendum comunali, la proposta non era stata approvata dal Consiglio comunale. Peraltro alcuni consiglieri, che avevano espresso valutazioni positive rispetto ad alcuni punti della proposta ritenuti condivisibili, avevano assunto l’impegno di ripresentare al Consiglio una nuova proposta che facesse propri i punti della proposta ritenuti accoglibili, quali l’abbinamento dei referendum alle elezioni nazionali ed europee e l’invio, a carico del Comune, di un opuscolo informativo alle famiglie delle ragioni del si e del no al referendum .

    Nel febbraio 2013, la modifica del TU dell’Ordinamento dei Comuni e del Tu delle leggi sulle elezioni degli organi dei Comuni stabilivano il termine di 18 mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme per l’adeguamento degli statuti da parte dei Comuni. A seguito di tale evoluzione normativa, al fine di accorpare in un’unica proposta di revisione statutaria sia le modifiche richieste dalla legge sia le proposte accoglibili del dispositivo non approvato dal consiglio lo scorso 15 gennaio ma fatte proprie da alcuni consiglieri, oltre chè dal sindaco, su indicazione della Giunta, gli uffici avevano avviato un procedimento di rivisitazione completa dello statuto comunale .

    Nel corso delle ultime settimane, uno dei promotori della proposta “Quorum Zero”, Paolo Michelotto, ha rinnovato la richiesta di poter avviare almeno una parte delle proposte contenute nel documento sottoscritto dai cittadini e in particolare :

    • l’abbinamento dei referendum comunali alle elezioni nazionali e europee, che presenterebbe il vantaggio di aumentare la partecipazione ai referendum e diminuire il costo dei referendum dei 2/3 perchè alcuni costi sono sostenuti da chi organizza le elezioni nazionali ed europee oltre a diminuire la fatica degli elettori, che invece che recarsi a votare in due occasioni diverse, concentrano il loro impegno in un’unica mezzo’ora.

    • l’invio dell’opuscolo informativo alle famiglie da parte del Comune

    Il consigliere Airoldi si è quindi fatto carico di sottoporre al Segretario generale le proposte di modifica del regolamento come sopra indicate per una valutazione in merito all’ammissibilità e alla regolarità tecnico amministrativa.

    In sintesi la proposta di modifica del regolamento prevede :

    1. all’articolo 22, sostituire il comma 2. con il seguente testo: “Le consultazioni referendarie vengono effettuate in una unica tornata annua, riunite in una unica giornata, di domenica, non in coincidenza con altre operazioni di voto a livello comunale e provinciale. La tornata referendaria deve coincidere con le eventuali altre operazioni di voto a rilevanza nazionale ed europea. In questi casi le operazioni di voto si svolgeranno con la stessa durata.

    2. al titolo dell’articolo 35 togliere le parole “ a mezzo manifesti” ;

    3. all’articolo 35, comma 8 aggiungere il seguente nuovo testo : “Nel periodo di cui al comma 1 deve essere diffuso, a cura e spese dell’Amministrazione comunale, un opuscolo informativo, inviato a ciascuna famiglia, nel quale, assegnando il medesimo spazio di almeno una pagina, vengano rappresentate le ragioni insindacabili dei favorevoli e dei contrari, a condizione che i contenuti non contrastino con norme penali”;

    La presente proposta è stata esaminata dalla Conferenza dei capigruppo nella riunione del


    ………………………………………


    visto lo statuto

    visto il TULLROC

    visti i pareri di regolarità tecnico amministrativa …..segretario

    visto parere regolarità contabile

    con voti

    delibera

    1. di modificare il Regolamento per i diritti di informazione e partecipazione dei cittadini, approvato con deliberazione del consiglio comunale n. 16 di data 23 marzo 2010, nelle seguenti parti:

    a) all’articolo 22, sostituire il comma 2. con il seguente testo: “Le consultazioni referendarie vengono effettuate in una unica tornata annua, riunite in una unica giornata, di domenica, non in coincidenza con altre operazioni di voto a livello comunale e provinciale. La tornata referendaria deve coincidere con le eventuali altre operazioni di voto a rilevanza nazionale ed europea. In questi casi le operazioni di voto si svolgeranno con la stessa durata.”

    b) titolo dell’articolo 35 togliere le parole “ a mezzo manifesti”

    c) all’articolo 35, comma 8 aggiungere il seguente nuovo testo : “Nel periodo di cui al comma 1 deve essere diffuso, a cura e spese dell’Amministrazione comunale, un opuscolo informativo, inviato a ciascuna famiglia, nel quale, assegnando il medesimo spazio di almeno una pagina, vengano rappresentate le ragioni insindacabili dei favorevoli e dei contrari, a condizione che i contenuti non contrastino con norme penali”

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