2,336 views
  • bozza 008, esito incontro skype 27-09-11 e prossimo incontro a Rovereto 03-10-11

    28 Settembre 2011

    Tags: , , ,
    Postato in: Senza categoria, democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti, rovereto

    di Paolo Michelotto

    vicino alla vetta 008

    nell’ultimo incontro skype, molto numeroso, c’erano difficoltà tecniche non indifferenti. Quindi alla fine abbiamo deciso di rinviare ogni dcisione all’incontro del 3 ottobre a Rovereto dalle 10,30 alle 17.30 in luogo che verrà comunicato nei prossimi giorni. Abbiamo anche stabilito di scrivere la bozza 008 in cui fosse formulato meglio il percorso finora effettuato, gli articoli in cui tutti siamo d’accordo e quelli ancora da discutere.

    Ecco la bozza nel formato rtf, doc e pdf per soddisfare tutti i palati. Se in rtf e doc vi si apre stranamente formattato, quello che fa fede è la versione pdf.

    All’incontro del 3 ottobre sono invitati tutti coloro seriamente interessati alla democrazia. Unico requisito un’attenta lettura della bozza 008 e della proposta di legge Peterlini, su cui molto della bozza 008 si basa.

    008 legge quorum DD rtf

    008 legge quorum DD doc

    008 legge quorum DD pdf

    qui la bozza 008 messa in forma estesa:

    Bozza 008 – 28 -09-11 – risultato da riunione skype

    Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    Riassunto del percorso effettuato finora, per chi non ha partecipato fin dall’inizio:

    1. 13-06-2011 invio di una email ai miei contatti e amici, con idea di creare una legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di DD. http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/13/i-tempi-sono-maturi-per-una-legge-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum/

    L’idea è quella di basarsi sulla proposta di legge del Sen. Peterlini con aggiunte riguardanti la democrazia diretta a livello locale.

    Creazione del gruppo su FB “Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum”

    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798

    1. il 14-06-2011 “Il Fatto Quotidiano” parla di questa idea

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/20/la-pagina-de-il-fatto-quotidiano-dove-si-parla-delliniziativa/

    1. il 15-06-2011 aggiungo la proposta di aggiungere anche lo strumento della revoca e raccolgo alcuni documenti su come realizzare concretamente la legge di iniziativa popolare. http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/15/grande-interesse-per-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-creare-referendum-anche-propositivo-senza-quorum/

    2. il 15-06-2011 nasce la bozza 001 della legge

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/15/grande-interesse-per-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-creare-referendum-anche-propositivo-senza-quorum/

    1. il 16-06-2011 nasce un forum dedicato alla creazione di questa legge:

    http://quorum.forumattivo.it

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/15/grande-interesse-per-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-creare-referendum-anche-propositivo-senza-quorum/

    1. il 21-06-2011 in base alle correzioni e suggerimenti arrivati sul forum e sul blog e su FB pubblico la bozza 002 della legge e sul forum c’è una sezione delle città in cui c’è qualcuno che si autopropone di dare una mano a raccogliere le firme una volta terminata la stesura e avviata la procedura

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/21/alcune-novita-e-seconda-bozza-della-legge/

    1. il 22-06-2011 scopro alcuni precedenti che ci permettono di pensare di realizzare una legge di iniziativa popolare per proporre di cambiare la costituzione

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/22/si-puo-fare-la-legge-di-iniziativa-popolare-sulla-costituzione-ci-sono-almeno-tre-precedenti/

    1. il 24-06-2011 inizia sul forum la possibilità di proporre e votare gli argomenti da introdurre nella legge

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/22/si-puo-fare-la-legge-di-iniziativa-popolare-sulla-costituzione-ci-sono-almeno-tre-precedenti/

    1. il 28-06-2011 termina la votazione. Nasce l’idea anche di raccogliere le firme per la legge nazionale e le mozioni comunali che ogni gruppo farà per migliorare la democrazia nella propria città

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/28/ultime-ore-per-proporre-e-votare-le-idee-da-inserire-nella-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/

    1. il 29-06-2011 i risultati della votazione delle proposte

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/29/i-risultati-della-votazione-alle-ore-6-del-29-giugno-2011-sulle-idee-da-inserire-nella-proposta-di-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta/

    1. il 02-07-2011 viene scritta la bozza 003 in base a quanto emerso sul forum. Nasce sul forum la sezione fase 4 per passare dalle idee al testo finale

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/02/aggiornamenti-su-riunione-skype-proposta-di-legge-nuove-adesioni-bozza-003/

    1. il 05-07-2011 prima riunione skype

    http://quorum.forumattivo.it/t81-verbale-diretta-skype-5-07

    1. il 19-08-2011 seconda riunione skype

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/08/17/prossimo-incontro-skype-per-legge-togliere-il-quorum-venerdi-19-agosto-ore-21/

    1. il 05-09-2011 prima riunione dal vivo a Bolzano nella sede Più Democrazia

    preparazione della bozza 004

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/04/riassunto-della-bozza-della-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd/

    1. il 05-09-2011 bozza 005 con esito della discussione di Bolzano

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/05/lincontro-a-bolzano-per-scrivere-la-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-prossimo-incontro-su-skype-martedi-13-settembre-ore-2030/

    1. il 13-09-2011 terza riunione skype e bozza 006

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/14/bozza-006-legge-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-la-dd-esito-della-riunione-skype-del-130911-e-prossimi-appuntamenti/

    1. il 19-09-2011 quarta riunione skype e bozza 007

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/20/bozza-007-della-legge-per-togliere-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-dd-ed-esito-riunione-skype-del-19-09-11/

    1. il 27-09-2011 quinta riunione skype e bozza 008

    Qui il forum in cui discutiamo la legge:

    http://quorum.forumattivo.it/

    Qui il gruppo FaceBook per la Legge di Iniziativa popolare per togliere il quorum

    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798

    Qui tutti gli articoli attinenti la legge, apparsi sul blog

    http://www.paolomichelotto.it/blog/category/iniziativa-di-legge-popolare/

    Qui la proposta di legge Peterlini che è il fondamento di questa

    www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00410179.pdf

    Obiettivi da inserire nella legge, votati assieme

    discussi prima sul forum, ed infine decisi nell’incontro a Bolzano 5-09-11

    1. Quorum

    2. Livello di comune, provincia, città metropolitana, regione

    3. Trasparenza

    4. Obbligatorietà seguito iniziative

    5. Referendum obbligatori su modifiche costituzionali e trattati internazionali

    6. Libretto informativo

    7. Iniziative di legge a voto popolare

    8. Raccolta firme senza funzionario

    9. Revoca

    10. Referendum opzionale

    11. DD nella informazione

    12. Firme via internet

    13. Diritto dei cittadini di poter deliberare su tutte le materie di competenza degli eletti a tutti i livelli

    14. Indennità dei parlamentari è approvata dal popolo

    Norme della Costituzione da modificare

    Art. 67 – Mandato e revoca

    Articolo nella costituzione in vigore

    Nostra proposta

    (su ispirazione dell’art. 72 Costituzione Venezuela)

    Diventa:

    Art. 67. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

    Art. 67. – Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

    I membri del parlamento eletti o nominati sono soggetti a revoca. Trascorso un anno del mandato della persona eletta o nominata, un numero di elettori pari ad almeno il 12% degli aventi diritto al voto del collegio elettorale di pertinenza o l’1% dell’intero corpo elettorale nazionale, può presentare una richiesta di votazione per la revoca del mandato. Quando la maggioranza dei votanti si esprime a favore della revoca, il mandato del parlamentare sarà considerato revocato e dovrà essere intrapresa un’azione immediata per ricoprire la posizione vacante, con le modalità previste dalla legge.

    Art. 69 – Indennità degli eletti

    Articolo nella costituzione in vigore

    Diventa:

    Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge.

    Art. 69. I membri del Parlamento ricevono un’indennità determinata dai cittadini al momento del voto, scelta tra i multipli da 1 a 10 del reddito medio pro capite dei cittadini italiani.

    Art. 70 – Funzione legislativa

    Articolo nella costituzione in vigore

    Diventa:

    Art. 70. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

    Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere o dal popolo sovrano ogni qualvolta ne faccia richiesta un numero di elettori stabilito dagli articoli successivi della Costituzione.

    Art. 71 – Iniziativa delle leggi

    Articolo nella costituzione in vigore

    Diventa:

    Art. 71.

    L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.

    Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

    Art. 71.

    L’iniziativa delle leggi appartiene ai cittadini elettori, a ciascun membro delle Camere, al Governo ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.

    I cittadini elettori esercitano l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di un progetto redatto in articoli secondo le modalità previste dall’art. xx (quello che descrive l’iniziativa).

    Art. A – Firme elettroniche

    Articolo nella costituzione in vigore

    Articolo nuovo

    Verrà inserito dopo l’articolo che discute l’iniziativa popolare

    Non esiste

    Art A

    La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative di legge popolare a livello locale o nazionale, può avvenire su supporto cartaceo e/od elettronico-informatico.

    Art. B – materie di competenza

    Articolo nella costituzione in vigore

    Articolo nuovo

    Verrà inserito dopo l’articolo che discute l’iniziativa popolare

    Non esiste

    art. B

    Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutta la materia legislativa già di competenza dei rappresentanti eletti dal popolo e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

    Ciascuna proposta di legge o di referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.

    Le pagine successive sono state elaborate in precedenza alla riunione skype del 27/09/11 sul forum


    http://quorum.forumattivo.it

    E servono come base per le prossime discussioni

    Art. 73 – promulgazione leggi – iniziativa

    discussione sul forum

    http://quorum.forumattivo.it/t85-art-73-iniziativa-popolare

    Articolo nella costituzione in vigore

    Proposta Peterlini

    Proposta Leonello Zaquini – Enrico Pistelli – Forum

    Art. 73. Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione.

    Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.

    Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.

    Art. 73. - Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi mediante la proposta di legge di iniziativa popolare, da parte di un numero minimo di elettori da stabilire con legge dello Stato, di un progetto redatto in articoli. La durata massima utile per la raccolta delle firme richieste per l’iniziativa popolare viene stabilita dalla legge dello Stato. La proposta di legge di iniziativa popolare, che deve essere formulata secondo il principio dell’unità della materia, viene presentata ad una Camera e segue l’iter legislativo previsto dall’articolo 72.

    Qualora una proposta di legge ad iniziativa popolare, di cui al primo comma, non venga tradotta in legge dal Parlamento entro un congruo periodo di tempo, da stabilire con legge, la proposta è sottoposta alla votazione popolare deliberativa, previa dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte costituzionale, che decide con sentenza in seguito al deposito da parte del comitato promotore di un numero di firme di elettori non inferiore a cinquantamila. Qualora il Parlamento modifichi la proposta di legge di iniziativa popolare o approvi un proprio disegno di legge in materia, il comitato promotore dell’iniziativa popolare, composto da un numero minimo di elettori da stabilire con legge dello Stato, decide a maggioranza se ritirare il disegno di legge ad iniziativa popolare o far valere il diritto alla votazione popolare deliberativa. In questo ultimo caso ambedue le proposte vengono sottoposte a votazione referendaria. In questo caso le domande da sottoporre all’elettore sono tre: se preferisce la proposta popolare al diritto vigente; se preferisce la controproposta del Parlamento al diritto vigente; quale proposta deve entrare in vigore se gli elettori preferiscono entrambe le proposte al diritto vigente.

    Una proposta è approvata se ha raggiunto la maggioranza dei voti validamente espressi sia nella maggioranza delle regioni sia sull’intero territorio nazionale. Se viene approvata sia la proposta popolare sia la controproposta parlamentare decide il risultato della terza domanda. La legge determina altresì le modalità relative ai criteri di ammissione dei referendum propositivi effettuata a cura della Corte costituzionale su richiesta del comitato promotore in data precedente alla raccolta delle adesioni

    Art. 73 bis. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta di legge di iniziativa popolare a voto parlamentare o mediante la proposta di legge di iniziativa popolare a voto popolare. Le leggi di iniziativa popolare a voto parlamentare sono mozioni di iniziativa popolare e sono discusse, approvate o rifiutate dal parlamento. Le leggi di iniziativa popolare a voto popolare danno luogo ad un voto deliberativo popolare.

    I promotori di una legge di iniziativa popolare devono costituirsi in comitato di iniziativa popolare composto da almeno 11 persone aventi diritto di voto. Il comitato deve aprire un conto bancario, e dichiarare all’atto della propria costituzione i dati bancari del conto. I pagamenti per le attività dell’iniziativa di legge popolare dovranno transitare esclusivamente attraverso tale conto, i cui movimenti dovranno essere resi pubblici. Il non rispetto di queste condizioni di trasparenza rende nulla l’iniziativa di legge.

    Una proposta di legge di iniziativa popolare deve essere formulata secondo il principio dell’unità della forma e della materia. Il testo deve essere consegnato alla cancelleria della Camera dei deputati.

    Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa popolare a voto parlamentare deve essere almeno pari allo 0,1% del numero degli elettori a livello nazionale ed il tempo per la raccolta e’ di 6 mesi.

    Una legge di iniziativa popolare a voto parlamentare, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, segue l’iter legislativo previsto dall’articolo 72.

    Il parlamento deve prendere in esame la proposta di legge di iniziativa popolare ed esprimersi approvandola o rifiutandola, trascorsi al massimo 12 mesi dalla data della presentazione. Entrambe le camere hanno il diritto di proporre al comitato di iniziativa popolare emendamenti che possono essere accettati o rifiutati dal comitato stesso.

    Qualora il parlamento non si esprima entro i 12 mesi dalla presentazione della legge, la legge sarà sottoposta all’approvazione attraverso il voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale.

    Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa popolare a voto popolare deve essere almeno pari all’1% del numero degli elettori; le firme devono essere raccolte tutte nei 18 mesi successivi alla data di presentazione dell’iniziativa di legge popolare.Qualora sia stato raccolto almeno un terzo delle firme necessarie il comitato può domandare un esame di ammissibilità della legge alla corte costituzionale.

    Una volta convalidata la raccolta delle firme necessarie al sostegno dell’iniziativa di legge popolare, previo controllo di ammissibilità della corte costituzionale, il parlamento può elaborare una controproposta e presentarla al comitato di iniziativa popolare.

    Se il comitato di iniziativa popolare accetta la controproposta questa è approvata come legge e viene promulgata, seguendo le procedure relative.

    Se il comitato di iniziativa non accetta la controproposta parlamentare, la proposta popolare e la controproposta parlamentare sono sottoposte al voto popolare.

    Se esiste una controproposta parlamentare, gli elettori potranno votare a favore della iniziativa popolare o a favore della controproposta parlamentare, oppure contro entrambe (due no) e quindi per la conservazione dello stato legislativo esistente, come anche per entrambe (due si). In ogni caso verrà approvata l’opzione (proposta, controproposta, conservazione esistente) che avrà raccolto il maggior numero di voti. In mancanza di una controproposta parlamentare gli elettori saranno chiamati a votare a favore o contro l’iniziativa popolare.

    Ciascun tema referendario o legato ad iniziative popolari e’ illustrato sinteticamente in un documento pubblico e gratuito che deve essere reso disponibile almeno tre settimane prima della data delle elezioni.

    Il libretto informativo delle votazioni, per ogni oggetto di votazione contiene i seguenti capitoli:

    1° – “Il problema in breve”. Questo capitolo descrive il problema, la sua storia, i fatti, come e’ gestito altrove – Stile del testo: oggettivo e imparziale. La redazione del capitolo e’ compito dalla corte costituzionale. Lunghezza del capitolo: 2 pagine formato A5.

    Per ogni proposta o controproposta:

    2° – “Argomenti a favore”. La redazione del capitolo e’ compito del comitato di iniziativa (nel caso della proposta) o del parlamento (nel caso della controproposta). Lunghezza del testo: 2 pagine formato A5.

    3° – “Argomenti contro”. La redazione del testo e’ compito di un comitato contro l’iniziativa (nel caso della poposta) o dal comitato di iniziativa (nel caso della controproposta) . Lunghezza del capitolo: 2 pagine formato A5.

    In caso di iniziativa popolare esiste un quarto capitolo:

    4° – “Finanziamento” – Questo capitolo contiene una sintesi del finanziamento della iniziativa, con dati raccolti nei movimenti del conto bancario del comitato di iniziativa. Deve riportare almeno:

    - la somma totale spesa per l’iniziativa.

    - il totale dei finanziametni ricevuti.

    - una sintesi dei tipi di spesa.

    - l’elenco dei primi 20 piu’ importanti finanziatori e le realtive somme versate.

    La redazione del testo e’ compito della Guardia di Finanza . Lunghezza del testo: 1 pagina formato A5.

    Il libretto informativo delle votazioni deve essere disponibile gratuitamente in tutte le edicole di giornali e deve essere scaricabile dalla rete internet dal sito del ministero degli interni, della camera e del senato.

    Ogni quotidiano che riceva sovvenzioni pubbliche dirette o indirette, deve pubblicarlo per intero in pagine dedicate, in un unica publicazione o in puntate successive ma per intero entro la settimana precedente alla data delle votazioni.

    Ogni canale televisivo pubblico o privato ma beneficiario di concessioni statali di radio frequenze dovra’ annunciare l’esistenza del libretto informativo delle votazioni almeno in occasione dei notiziari dal momento della pubblicazione del libretto fino al giorno delle votazioni. In questi annunci dovranno essere elencati tutti i temi dei referendum e delle iniziative. Inoltre alla fine dei notiziari o in trasmissioni specifiche nelle ore di massimo ascolto dovra essere data lettura dei capitoli del libretto informativo senza privilegiare alcuni temi o alcuni capitoli, ma assegnando ad ognuno il medesimo spazio.

    La data del voto popolare per tutte le leggi di iniziativa popolare come per i referendum abrogativi o i referendum ratificativi, e per tutte le altre occasioni di consultazione popolare che non abbiano carattere imprevisto, cade in un unico e prefissato giorno dell’anno.

    Art. 74 – Referendum confermativo

    discussione sul forum

    http://quorum.forumattivo.it/t86-art-74-referendum-confermativo

    Articolo nella costituzione in vigore

    Diventa:

    Proposta Peterlini, forum

    Art. 74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.

    Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

    Art. 74. È sospesa l’entrata in vigore di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richieda, entro 10 giorni dall’avvenuta approvazione, un comitato composto da almeno 10.000 cittadini o un Consiglio regionale. In seguito alla richiesta di sospensione è indetto il referendum confermativo se, entro tre mesi dall’avvenuta approvazione in sede parlamentare o governativa della legge o dell’atto avente valore di legge, tale richiesta viene sostenuta dalle firme di almeno l’1% dei cittadini aventi diritto al voto.

    Non è ammesso il referendum confermativo per le leggi di bilancio.

    La proposta di legge sottoposta a referendum confermativo entra comunque in vigore se la richiesta di referendum confermativo non raccoglie il numero minimo di firme in sostegno.

    Hanno diritto di partecipare al referendum confermativo tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

    La proposta di legge entra in vigore quando la maggioranza dei voti validamente espressi nel referendum confermativo si esprime a favore.

    La legge determina le modalità di attuazione del referendum confermativo.

    Art. 75 – Quorum ed esito referendum

    discussione sul forum

    http://quorum.forumattivo.it/t87-art-75-quorum-e-esito-referendum

    Articolo nella costituzione in vigore

    Diventa:

    proposta Peterlini, forum

    Art. 75. È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

    Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

    Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

    La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

    La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

    Art. 75. – La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

    Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione parlamentare o popolare.

    Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da esso stabilito e si può chiedere l’indizione di un referendum abrogativo soltanto dal momento che la legge è entrata in vigore. Se si arriva al referendum confermativo popolare con esito sfavorevole alla legge, essa viene abrogata e non può più essere riapprovata entro la medesima legislatura.

    Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.

    Art. 118 – Enti locali

    discussione sul forum

    http://quorum.forumattivo.it/t88-art-118-enti-locali

    Articolo nella costituzione in vigore

    Diventa:

    Art. 118. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

    I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.

    La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.

    Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

    Art. 118. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

    I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.

    La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.

    Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

    Promuovono la partecipazione dei cittadini all’azione politico-legislativa, includendo nei loro statuti i referendum consultivi, confermativi, abrogativi e propositivi, senza quorum di partecipazione, su tutti i temi di competenza dell’ente entro i limiti stabiliti dall’art. B (verificare numero alla fine della stesura). Negli statuti di tali enti dovrà anche essere previsto il referendum di revoca degli eletti e dei nominati alle cariche pubbliche, senza quorum di partecipazione

    Art. 138 – Revisione costituzione

    Articolo nella costituzione in vigore

    Diventa:

    Proposta Peterlini – Forum

    Art. 138.

    Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

    Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

    La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

    Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

    Art. 138. – Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi e non superiore a sei, e sono approvate con almeno il 60% dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

    Le leggi stesse sono obbligatoriamente sottoposte a referendum confermativo popolare.

    La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

    I principi fondamentali della Costituzione, i diritti umani sanciti dalle fonti internazionali, le libertà e i diritti dei cittadini fissati nella prima parte della Carta costituzionale non possono essere ridotti o disconosciuti, così come non possono esserne indebolite le garanzie di tutela disposte nella seconda parte. Le leggi di revisione della Costituzione devono essere formulate tenendo conto del principio dell’unità della materia.

    La Corte Costituzionale si pronuncia sulla conformità della revisione a tali imperativi entro novanta giorni dalla prima approvazione in entrambe le Camere.

    Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi di revisione della Costituzione, mediante la proposta da parte di 500 elettori, di un progetto redatto in articoli e segue l’iter come previsto dall’art. 73. La durata massima utile per la raccolta delle firme richieste per l’iniziativa legislativa costituzionale popolare è di 18 mesi.

    Entro novanta giorni dalla presentazione della proposta di legge alla Camera la Corte Costituzionale si pronuncia sull’ammissibilità della proposta, dopodiché almeno il 2% degli elettori, possono richiedere che la proposta di legge sia sottoposta a referendum popolare.

    Qualora una proposta di legge costituzionale ad iniziativa popolare non venga tradotta in legge entro un anno, la proposta è sottoposta al referendum popolare.

    Il Parlamento può presentare una controproposta in materia, che deve essere approvata secondo l’iter legislativo previsto dal primo comma. In questo caso ambedue le proposte dichiarate ammissibili da parte della Corte Costituzionale, vengono sottoposte alla votazione referendaria. In questo caso le domande all’elettore sono tre: se preferisce la proposta popolare al diritto vigente; se preferisce la controproposta del Parlamento al diritto vigente; quale proposta deve entrare in vigore se gli elettori preferiscono entrambe le proposte al diritto vigente.

    Una proposta è approvata se ha raggiunto la maggioranza dei voti validamente espressi. Se viene approvata sia la proposta popolare che la controproposta parlamentare decide il risultato della terza domanda.

    La legge determina le modalità di attuazione dell’iniziativa legislativa costituzionale popolare e del referendum confermativo popolare.

  • Commenti recenti

    • giovanni gualtiero ha scritto

      1

      oltre ai due dubbi strutturali, 1) tutto ciò può servire servire a qualcosa? può essere in qualche modo riconosciuto da chi oggi siede in parlamento?
      mi domando: quanto può venire a costare un così complesso sistema di consenso? e chi paga?
      sempre il contribuente anche nei caso di proposte di legge fantasiose?
      ricorda che un certo Berlusconi fondò un partito e tre mesi dopo, dico tre mesi, ha vinte le elezioni!!!!!!!
      giovanni

      09/29/11 12:27 PM | Comment Link

    • paolo michelotto ha scritto

      2

      1. questo percorso serve a costruire conoscenza degli strumenti, una rete di cittadini che vogliono mobilitarsi per essi, promozione di questa legge insieme a centinaia a livello comunale con raccolta firma contemporanea, vediamo quali dei nostri parlamentari attuali sono favorevoli, vediamo quali dei parlamentari futuri sostengono questa proposta ora.

      2. dal punto di vista economico nelle città con strumenti dd più avanzati:

      - pil procapite più alto 5%

      - gestione rifiuti 10% più economica

      - tasse più basse 20%

      - debito più basso 30%

      Questa discussione la trovi a pag 69 del libro “Democrazia dei Cittadini”.
      Questo significa che la democrazia diretta è un guadagno per la nazione che la applica. Si spende meno, si spende meglio, ci sono meno tasse e meno debiti e i cittadini sono più ricchi.

      Se il problema della democrazia sono i soldi, meglio tagliare l’indennità dei rappresentanti e dei partiti, ma non gli strumenti di DD.

      Quanto può venire a costare? Questo è un falso problema, dato dal fatto che pensi solo all’esempio italiano. In Svizzera ad esempio, si vota in uffici comunali, con dipendenti comunali (quindi nessuna interruzione scuola o costi di scrutatori), per posta al 90% a Zurigo, via internet in altre città vicino a Ginevra. Inoltre tutte le votazioni vengono raccolte in 3 domeniche all’anno. Che sia un referendum o 10 o 1000. Si va a votare 3 volte al max all’anno.

      Le proposte di legge “fantasiose” se raccolgono il numero di firme necessarie sono proposte legittime. Ma forse non hai mai raccolto firme e non hai mai visto quanto difficile sia. Per fare un referendum occorrono anni di vita. Non è cosa per quattro amici al bar.

      3. Berlusconi fondò un partito in un sistema democratico marcio quale quello uscito da tangentopoli e sotto stretta osservanza di una potenza straniera, gli USA, che praticava ogni tipo di manipolazione e interferenza, quasi esclusivamente rappresentativo e con profonde distorsioni. Dove c’è la democrazia diretta non esiste il monopolio della TV in mano a una sola persona nè tanto meno che questa persona possa candidarsi in politica.

      09/29/11 1:10 PM | Comment Link

    • il blog di paolo michelotto » 3 ottobre 2011: incontro per discutere le legge iniz. pop. per togliere il quorum a Rovereto » Democrazia Diretta e dei Cittadini ha scritto

      3

      09/29/11 8:19 PM | Comment Link

    • 3 ottobre 2011: incontro per discutere le legge iniz. pop. per togliere il quorum a Rovereto « Più Democrazia a Rovereto ha scritto

      4

      09/29/11 8:20 PM | Comment Link

    Scrivi un commento

    Email (non verrà pubblicata) (obbligatorio)