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  • Annamaria Macripò di Vicenza, parla di democrazia diretta in TV

    17 Giugno 2011

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    Postato in: democrazia diretta, quorum, settimana DD 2011

    di Paolo Michelotto

    ecco il bell’intervento in tv locale di Annamaria Macripò, la coordinatrice del comitato Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza. È interessante quello che dice e la pacatezza con cui lo dice. E questo viene da una cittadina appassionata di democrazia che si impegna su questo tema dal 2003. Dopo il video, come paragone, leggi quanto scrive il terrorizzato presidente del Consiglio Comunale di Vicenza all’idea di togliere il quorum e la consiguenza perdita di potere da parte dell’elite politica di cui fa parte. E infine la bella risposta di Annamaria. Buona visione e buona lettura. Sono 10 minuti ben spesi dove si vede il punto di vista del cittadino che pensa la bene comune e il punto di vista di chi ha una briciola di potere e vi è aggrappato con le unghie.

    annamaria

    L’intervento del pres. Consiglio Comune di Vicenza il PD Poletto:

    L’intervento del pres. Consiglio Comune di Vicenza il PD Poletto:

    La risposta di Annamaria Macripò:

    Giugno, periodo d’esami… mentre i ragazzi vengono interrogati su storia, geografia e altre materie
    c’è chi sale in cattedra pur non avendo le prerogative per farlo: ovvero la conoscenza dell’argomento.
    Di solito i ragazzi a scuola, quando temono di essere interrogati su una materia che non conoscono, tengono un profilo basso, a volte saltano le lezioni, fanno di tutto pur di non dimostrare la propria ignoranza e beccarsi un sonoro ‘4’.
    Ma perché negli adulti, soprattutto in chi ha determinati ruoli e posizioni, scatta il meccanismo contrario? Perché alcuni politici sentono questo impulso a voler dare la propria opinione su tutto, anche quando hanno solo un’idea superficiale del soggetto trattato?
    Sarà forse la paura a spingerli?
    Sì, quando si ha paura dei cambiamenti, si inizia a far la voce grossa, parlando a vanvera.
    È quello che fa il Presidente del Consiglio Comunale, Luigi Poletto, quando parla di partecipazione e Democrazia Diretta paventando scenari apocalittici se per caso dovessero essere introdotti nello statuto comunale i referendum senza quorum.
    Che paura! La partecipazione dei cittadini!
    E già: l’esempio è fresco nella memoria. Meno di una settimana fa!
    Ma dov’era l’esimio Presidente quando anche a Vicenza si è svolta la Settimana della Democrazia Diretta? Quando avrebbe avuto la possibilità di istruirsi sul campo?
    Evidentemente, per paura di essere interrogato, si è perso la lectio magistralis del Professor Thomas Benedikter, ricercatore sui temi della Democrazia Diretta, durante la quale venivano illustrati gli esempi virtuosi dei paesi dove gli strumenti di democrazia diretta vengono applicati, funzionano e sono senza quorum.
    Ma forse lui non è interessato agli esempi virtuosi o meglio ne ha una visione distorta visto che pensa che tutti quei paesi dove esiste il referendum senza quorum siano abitati da popolazioni razziste e xenofobe. E ha paura che anche gli abitanti di Vicenza, dovesse essere eliminato il quorum, si trasformerebbero in pericolosi licantropi dal pelo lungo e zanne affilate che, matita in mano, voterebbero in modo scellerato, xenofobo e razzista.
    Bella fiducia nei propri elettori. Ah, già, ma la fiducia, nella democrazia rappresentativa, non è previsto che sia reciproca. Una volta eletti, i rappresentanti non devono avere obiezioni od ostacoli al loro mandato.
    Chi sostiene referendum con quorum è come se dicesse: sì, potete partecipare, ma, sommessamente, senza dare fastidio e possibilmente in modo innocuo (per l’amministrazione).
    Intendiamoci, se l’obiettivo è dare la possibilità di una maggiore partecipazione ai cittadini, gli strumenti attraverso i quali questa partecipazione si attuerebbe devono essere agili e facilmente attivabili, altrimenti vuol dire che la volontà degli amministratori è fittizia.
    Se si vuole far riavvicinare i cittadini alla politica, alla cosa pubblica, interessandoli direttamente, se si vogliono creare dibattiti aperti e vivaci e informazione su temi che interessano tutti, se si vuole ristabilire un clima di reciproca fiducia tra cittadino ed eletto, se si vuole davvero che il cittadino sia partecipe e responsabile delle questioni che lo riguardano, bisogna dare un segnale forte: introdurre i referendum senza quorum, come già hanno fatto in altre città italiane.
    Vicenza vuole forse rimanere agli ultimi posti in fatto di partecipazione?

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