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    Riunione skype aperta a tutti per discutere il testo della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    30 Giugno 2011 // 6 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    nei giorni scorsi abbiamo proposto e votato le idee da inserire nella legge. Ora bisogna scrivere il testo della legge. Oggi Dario propone di realizzare una riunione skype per cominciare a discutere sul testo della legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Lui ha scritto che occorrono 60 secondi. Io ho impiegato 15 secondi per aprire il link di doodle, scrivere il mio nome e votare. La riunione è aperta a tutti, Dario ha una connessione internet veloce per cui dovremmo riuscire a collegarci e parlare anche più di 10 persone.

    skype

    Ha scritto questo post nel forum:

    http://quorum.forumattivo.it/t67-proposta-di-partire-dalla-bozza-02-che-si-basava-sulla-proposta-peterlini#187

    Visto che avevo proposto modifiche alla bozza 02 alle quali non ho letto nessuna controindicazione, direi che potrebbe essere utile parlarci magari su skype per velocizzare il modo di procedere.
    Propongo, a tutti quelli che lo vogliono, di utilizzare questo link http://doodle.com/ni3h43xuw48fsket
    per confermare la presenza alla riunione skype (o altro programma). Doodle non richiede iscrizioni e dunque bastano 60 secondi per iscriversi alla riunione e si può sempre modificare la propria scelta. E’ una prima riunione e si sono scelti, per adesso, solo 2 giorni (venerdì 1/07 e martedì 5/7). In base a ciò che emergerà saremo in grado di definire magari meglio un’eventuale altra riunione entro il 9/7.
    Per poter partecipare si deve ovviamente aver installato skype sul proprio PC e avere un microfono per poter dialogare con altri.

    E’ necessario comunicare il proprio “contatto skype” per dar modo, a chi organizza, di creare un apposito “gruppo di discussione”.

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    Portare il quorum al 30 % o al 20% è comunque dannoso per la democrazia: ecco la prova

    // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    alcuni neoeletti consiglieri del M5S del piemonte chiedono suggerimenti per iniziative per migliorare gli strumenti di democrazia diretta nei loro comuni. In particolare in un comune dove si sta discutendo di portare il quorum al 30%. Sarebbe un miglioramento? No, il quorum è comunque dannoso e ce lo mostra l’esperienza della Baviera. I comuni con il quorum al 20% hanno il 40% dei referendum invalidati. Ossia quasi 1 referendum su 2 viene invalidato anche con il quorum al 20%.

    E la spiegazione è facile. I referendum attirano in tutto il mondo una affluenza di votanti inferiore a quella delle elezioni dei rappresentanti. Infatti si vota su un solo tema su cui ha fatto campagna uno sparuto gruppo di cittadini, mentre nelle elezioni si votano centinaia di candidati ognuno dei quali spende capitali, tempo ed energie per farsi eleggere.

    Basta che in presenza del quorum del 20% lo schieramento del NO faccia appello all’astensione per avere una forte probabilità di vincere facile, facendo invalidare il risultato. 4 volte su 10 questo giochetto funziona in Baviera agli schieramenti del NO. E vincono facile risparmiando tempo, energie e i soldi della campagna del NO. Semplicemente dicono ai loro sostenitori “State a casa!”.

    Ecco altre considerazioni:

    1. è bene chiedere di togliere completamente il quorum, ossia di portarlo al 0%.

    Il 30% è un valore troppo alto e per esempio il referendum di Vicenza del 2006 (affluenza 13%), i referendum di Rovereto del 2009 (affluenza 15%) e i referendum di Gorizia del 2011 (affluenza 25%) sarebbero comunque stati invalidati.

    Generalmente nel mondo il quorum c’è ed è del 50% oppure non c’è ed è 0%.

    Ma c’è un caso molto interessante, quello della Baviera, uno dei Laender più grandi, ricchi e importanti della Germania, dove i referendum comunali hanno dal 1999 un quorum che in apparenza è basso, ossia del 10 -15 – 20% a seconda della grandezza della città.

    E cosa succede quando c’è questo quorum?

    Riporto qui il paragrafo “Effetti del quorum” tratto dal cap. 7 “La Democrazia Diretta in Baviera” del libro “Democrazia dei Cittadini” scaricabile gratuitamente qui:
    http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37

    Effetti del quorum
    Dal 1999, per effetto di una sentenza della Corte Costituzionale Bavarese, è stato introdotto il quorum, il cui valore dipende dalla grandezza della città.

    fino a 50.000 abitanti il quorum è del 20%;
    dai 50.001 ai 100.000 abitanti, il quorum è del 15%;
    sopra i 100.001 abitanti, il quorum è del 10%.

    I quorum non esistono in Svizzera e negli USA, dove c’è una lunga tradizione di democrazia diretta. Il coinvolgimento politico dei cittadini non dovrebbe essere reso più difficile con l’imposizione del quorum. Lo scopo delle procedure di democrazia diretta, dovrebbe essere quello di incoraggiare i cittadini ad essere parte attiva nelle decisioni.
    Il 15,9% dei referendum bavaresi viene annullato per mancato raggiungimento del quorum.
    Se si guardano i risultati in base della grandezza della città, si vede che nelle città piccole fino a 5000 abitanti, i referendum che non raggiungono il quorum (20%) sono solo il 5,5%. Nelle città da 10.000 a 50.000 abitanti (quorum 20%) invece, il 40,5% dei referendum vengono invalidati. Nelle città da 50.000 a 100.000 abitanti la percentuale scende al 23,5% e nelle città sopra i 100.000 abitanti la percentuale scende ancora al 20%.
    Quindi la situazione è particolarmente pesante nelle città medie piccole (10.000 – 50.000 abitanti), dove il 40,5 % dei referendum vengono invalidati.

    2. Nel libro “Vivere meglio con più democrazia” scaricabile gratuitamente qui:
    http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=50

    a pag. 137, si trova l’esempio del comune di Concorezzo (MI), dove il consigliere di una lista civica di minoranza, Roberto Brambilla, ha fatto una mozione per chiedere di introdurre il referendum propositivo e abrogativo senza quorum nello statuto ed ha pure proposto il regolamento attuativo per i referendum.

    3. qui c’è l’esempio di quello che ha fatto Stefania Garuti, eletta con M5S a Bomporto (MO). Ha chiesto di togliere il quorum con una mozione.

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/23/mozione-per-abolire-il-quorum-nel-comune-di-bomporto-mo-cons-stefania-garuti-m5s/

    4. sono disponibile per ulteriori approfondimenti. Se inoltre farete qualche mozione riguardante la democrazia diretta nei vostri comuni, mandatemi un link, che lo riporto anche nel mio blog, come esempio da studiare e da seguire per altri in Italia.

    Postato in democrazia diretta, democrazia diretta germania, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum

    i risultati della votazione alle ore 6 del 29 giugno 2011 sulle idee da inserire nella proposta di legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    29 Giugno 2011 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    per limiti biologici ho fotografato i risultati delle votazioni delle proposte da inserire nella legge di iniziativa popolare alle ore 6 del 29 giugno 2011. Ed ho creato questa immagine definitiva, dove ho messo in ordine di voto SI le varie proposte. (Clicca sull’immagine per vederla più grande.)

    proposte dd più votate

    Ora dobbiamo proseguire e trasformare queste idee in testo di legge. Che metodo usiamo?

    Visto che commentare qui poi si perde quando il post diventa vecchio, idem su FB, ho aperto una apposita sezione del forum dove ognuno può suggerire la strada da percorrere.

    http://quorum.forumattivo.it/f10-abbiamo-votato-ora-come-proseguiamo-nello-scrivere-la-legge

    Le norme a cui dobbiamo sottostare sono: l’art. 71 della costituzione e la legge ordinaria 352/70.

    Art. 71 Costituzione

    Art. 71. L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

    Testo della Legge 25/05/70 n° 352 Riguardanti la iniziativa del popolo nella formazione delle leggi:

    TITOLO IV

    Iniziativa del popolo nella formazione delle leggi

    48. La proposta, da parte di almeno 50 mila elettori, dei progetti di legge ai sensi dell’articolo 71, comma secondo, della Costituzione, deve essere presentata, corredata delle firme degli elettori proponenti, al Presidente di una delle due Camere. Spetta a tale Camera provvedere alla verifica ed al computo delle firme dei richiedenti al fine di accertare la regolarità della richiesta.Possono essere proponenti i cittadini iscritti nelle liste elettorali, previste dal testo unico 20 marzo 1967, n. 223, e coloro che siano muniti di una delle sentenze di cui al primo ed all’ultimo comma dell’articolo 45 del testo anzidetto.

    ————————

    49. La proposta deve contenere il progetto redatto in articoli, accompagnato da una relazione che ne illustri le finalità e le norme. Si applicano, per ciò che riguarda le firme dei proponenti, la loro autenticazione e i certificati da allegare alla proposta, le disposizioni degli articoli 7 e 8. I fogli recanti le firme debbono riprodurre a stampa il testo del progetto ed essere vidimati secondo il disposto dell’articolo 7. Non sono validi i fogli che siano stati vidimati oltre sei mesi prima della presentazione della proposta. Se il testo del progetto supera le tre facciate di ogni foglio, esso va contenuto in un foglio unito a quello contenente le firme, in modo che non possa essere distaccato, e da vidimarsi contemporaneamente a quello.

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Ultime ore per proporre e votare le idee da inserire nella legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    28 Giugno 2011 // 1 Commento »

    di Paolo Michelotto

    ultimi minuti

    stanotte 28 giugno 2011, alle ore 24, terminerà la possibilità che tutti abbiamo di proporre idee e di votare quelle degli altri, da introdurre nella legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.

    Inoltre puoi proporre di aiutare nella tua città qui:

    http://quorum.forumattivo.it/f3-io-mi-impegnero-in-questa-citta

    Già in 10 città di saranno persone o gruppi che hanno offerto il loro sostegno.

    Poi cominceremo a dibattere sul testo con cui queste idee verranno formulate.

    Qui puoi votare le proposte:

    http://quorum.forumattivo.it/f9-quali-temi-introdurre-nella-legge-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta

    Basta iscriversi al forum (tempo 1 minuto).

    Qui è spiegato passo passo come fare:

    http://quorum.forumattivo.it/t16-come-registrarsi-ed-iniziare

    L’idea finale è quella di procedere contemporaneamente ognuno nella propria città con la raccolta firme per la legge nazionale per togliere il quorum  e per una iniziativa popolare che chieda di togliere il quorum nel proprio comune. Quindi contemporaneamente livello locale e livello nazionale. Sarà una scelta libera, che ogni gruppo farà in libertà, per ottimizzare i tempi e le fatiche. Già almeno in 3 città faremo così: a Rovereto (TN) a Trento e a Sesto San Giovanni (MI).

    Federico Bonollo del M5S di Jesolo propone addirittura di procedere anche con il livello regionale (Veneto).

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Parola ai Cittadini a Jesolo (VE) – Martedì 28 giugno 2011

    26 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    l’amico Federico Bonollo e il Movimento 5 Stelle Jesolo hanno organizzato una serata partecipativa incentrata sul PAT (piano assetto territorio, ossia il piano regolatore) di Jesolo in cui si utilizzerà il metodo de “La Parola ai Cittadini” e alla fine Federico farà una presentazione sugli esempi di democrazia diretta che funzionano nel mondo. Grande Federico!

    Qui per saperne di più:

    http://mov5stelle.altervista.org/blog/p-a-t-di-jesolo-2020/

    Qui il volantino:

    parteci-pat

    Postato in democrazia diretta, parola ai cittadini, prg partecipato

    Proponiamo e votiamo le idee da inserire nella proposta di legge per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    24 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    votare legge togliere quorum

    gli organizzatori della Settimana della Democrazia Diretta, hanno fatto 2 riunioni skype il 22 e il 23 giugno e tra le altre cose abbiamo pensato:

    1. visto che stiamo parlando di una legge sulla democrazia diretta, prima cosa è chiedere a tutti gli interessati (unico vincolo iscriversi a questo forum, ma è gratis e libero a tutti) se vogliono proporre cosa introdurre nella legge e soprattutto votare cosa si vorrebbe che questa legge contenesse. E questo avverrà fino al 28 giugno 2011. Dopo questa data non sarà più possibile votare.
    La votazione è permessa solo a chi è iscritto al forum (chi non lo è può farlo in 1 minuto cliccando il pulsante “CONNESSIONE” sul menu orizzontale in alto a destra), si può fare una votazione multipla, e si può anche cambiare idea in un secondo momento e votare diversamente.

    Questa la sezione per proporre e votare le idee da introdurre nella legge:

    http://quorum.forumattivo.it/f9-quali-temi-introdurre-nella-legge-di-iniziativa-popolare-per-togliere-il-quorum-e-migliorare-gli-strumenti-di-democrazia-diretta

    Leggi, proponi e vota anche TU!

    2. sulla base di quanto uscirà il 28 giugno, cominceremo a discutere il testo da introdurre nella iniziativa di legge, proposta per proposta. L’ideale per noi è arrivare a una stesura condivisa entro il 15 luglio. Sembra un lavoro complessissimo, ma per fortuna abbiamo la proposta Peterlini che langue in senato dal 2009, che molti di noi pensano sarà un’ottima ossatura della nuova iniziativa di legge.

    3. stiamo cercando qualche sistema per poter realizzare riunioni telefoniche con più persone (ossia con quanti vogliono contribuire con la discussione). Chi ha suggerimenti li condivida, grazie!

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    Si può fare la legge di iniziativa popolare sulla costituzione: ci sono almeno tre precedenti

    22 Giugno 2011 // 11 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    da un paio di settimane stavo cercando di sciogliere questa Spada di Damocle che stava alla base dell’idea di fare una legge di iniziativa popolare per cambiare la costituzione. Si può fare in base alla attuale legge ossia la 352 del 1970 che regolamenta il referendum e l’iniziativa popolare?

    gastronomia_in_provincia_di_bergamo

    C’erano pareri a favore come quello dell’esperto Bettinelli:

    Il Bettinelli fa notare che il comitato promotore di un’iniziativa popolare potrebbe, in effetti, avvalersi della competenza di esperti di prim’ordine, come gli altri titolari del potere d’iniziativa. Per le stesse ragioni (e sottolineando ancor di più il principio della spettanza della sovranità al popolo) i cittadini possono con l’iniziativa legislativa dare inizio anche al procedimento di revisione costituzionale. Nella Costituzione, infatti, non esiste alcun limite formale e sostanziale in tal senso. La relazione della I Commissione permanente della Camera dei Deputati (Affari costituzionali) presentata in Assemblea dall’On. Riccio, onde illustrare il disegno di legge (ora approvato come legge 352/70) affermava espressamente che con l’iniziativa popolare è possibile “dare inizio al procedimento di revisione costituzionale“.(20)

    _________

    (20) Bettinelli, Note sull’iniziativa legislativa, op. cit. , pag. 618

    Questa è la fonte: http://iniziativaleg.altervista.org/iniziativa-popolare/04_questioni.htm

    Altri mi avevano detto di no, che la Costituzione può essere cambiata solo con la procedura spiegata nell’art. 138 della Costituzione stessa, ossia dal Parlamento.

    Finalmente cercando tra le innumerevoli proposte di iniziativa popolare presentate nel passato nel nostro parlamento ho trovato almeno tre precedenti che confermano il Bettinelli, ossia: si può usare la legge di iniziativa popolare anche quando ci si propone di cambiare la Costituzione.

    Ecco le proposte:

    Modifiche alla Parte II, Titolo V, della Costituzione in materia di autonomie provinciali e locali. Attribuzione alla provincia di Treviso dello statuto d’ autonomia provinciale

    Che si trova qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=7732

    E quest’altra:

    Modifica al Titolo V della Costituzione in materia di autonomie provinciali e locali. Attribuzione alla provincia di Bergamo e ad altre provincie dello statuto d’ autonomia provinciale

    Che si trova qui: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00007734.pdf

    Altra proposta di legge di iniziativa popolare era quella che chiedeva di creare il parlamento della padania:

    Referendum costituente per l’istituzione del Parlamento della Padania
    14 marzo 2000: Presentato alla Camera
    6 aprile 2000: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

    http://www.senato.it/leg/13/BGT/Schede/Ddliter/testi/11804_testi.htm

    Che si trova qui: http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk7000/articola/6858.htm

    Quindi grazie alla richiesta di trasformare Treviso e Bergamo in provincie autonome e di creare la padania (probabilmente fatte da chi ora ci governa), abbiamo la conferma che la legge di iniziativa popolare per le modifiche costituzionali si può fare.

    E il primo scoglio, e che scoglio, è stato superato con un balzo gigante…

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    Anche l’Espresso parla di referendum senza quorum e della revoca

    // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    grazie alla segnalazione di Pino Strano, riporto l’articolo scritto da Michele Ainis su L’Espresso che parla tra le altre cose dell’idea di togliere il quorum dai referendum e della revoca.

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-adesso-via-il-porcellum/2154071/8

    E adesso via il Porcellum

    di Michele Ainis


    Dopo i referendum, è la prossima tappa del risveglio civile italiano: basta con i parlamentari nominati dall’alto, cambiamo la legge elettorale per una democrazia veramente rappresentativa

    (20 giugno 2011)

    Una lunga notte di vigilia, poi l’alba illuminata da 4 referendum. E’ un risveglio collettivo che ha spinto 27 milioni di italiani ad affollare i seggi elettorali, dopo 16 anni, dopo 24 consultazioni popolari senza quorum. E immediatamente è cominciato il conto dei ricavi e delle perdite nella Ragioneria generale dei partiti. Errore: i partiti hanno perso in blocco, quelli di destra ma anche quelli di sinistra. Solo l’Italia dei valori (che ha promosso i quesiti sul nucleare e sul legittimo impedimento) avrebbe il diritto di cantar vittoria, però Di Pietro ha avuto il buon senso di tacere Perché c’è un segno antipartitico in questo voto popolare, c’è una domanda di ricambio, la stessa che un paio di settimane prima aveva consegnato le città italiane a una pattuglia di outsider, fuori o contro le segreterie politiche.

    Ma soprattutto c’è una nuova voglia di decidere, senza filtri, senza mediazioni, senza delegare alcuna scelta ai mandarini di partito. E’ un’energia politica, quella che circola nel corpaccione della società italiana da troppo tempo in sonno. Il referendum si è limitato a intercettarla. La domanda è: come farne uso? Giacché senza canali di comunicazione fra i cittadini e la Repubblica questa energia politica si convertirà in antipolitica, in un serbatoio di malumori e di rancori.

    Nessun sistema democratico può procedere spedito quando è zoppo d’ambedue le gambe; e alla democrazia italiana serve con urgenza un ortopedico. E’ zoppa la democrazia rappresentativa, perché il Porcellum ha reciso ogni contatto fra eletti ed elettori, togliendo autorità e prestigio al Parlamento. E’ zoppa la democrazia diretta, perché i costituenti ne diffidavano, temevano derive populiste, avendo già sperimentato un populista al comando per vent’anni. E c’è viceversa uno strapotere dei partiti, benché la Costituzione (art. 49) li autorizzi a “concorrere” alla politica nazionale, senza monopoli da esercitare in solitudine.

    Dunque è da lì che dovremmo cominciare, da una legge sui partiti quale esiste in Germania come in Spagna, e quale fu reclamata invano da Mortati in Assemblea costituente. Per garantirne la democrazia all’interno, per porre un argine alla ferrea regola della cooptazione. O magari per asciugarne il finanziamento pubblico, insieme al privilegio di cui godono i partiti già ospitati in Parlamento: niente firme d’elettori in calce alle candidature. I nuovi partiti devono raccoglierne viceversa fino a 4.500 per circoscrizione, ed è una bella montagna da scalare. C’è poi da potenziare gli istituti di democrazia diretta, ed è forse questa la cura istituzionale più impellente. Come? Abbattendo il quorum del referendum abrogativo: stavolta l’abbiamo scavalcato, ma le campane non suoneranno sempre a festa. Affiancandovi il referendum propositivo, già previsto dalla Costituzione di Weimar del 1919, per consentire agli elettori d’esprimersi su un testo normativo forgiato dai medesimi elettori. O aggiungendovi uno strumento che discende dall’ostracismo in uso nella democrazia ateniese come antidoto ai tiranni, e che alberga in Svizzera dal 1846, negli Stati Uniti dal 1903.

    Questo strumento si chiama Recall, e consiste nella revoca degli eletti immeritevoli: se tradiscono il patto stipulato con i propri elettori, gli elettori stessi possono reciderne il mandato con un voto. Magari Scilipoti non sarà d’accordo, ma gli italiani accetterebbero il regalo di buon grado. Il guaio è che la lista dei nostri desideri sbatte contro il paradosso di Ernst Fraenkel: quando i riformatori coincidono con i riformati, ben difficilmente la riforma vedrà poi la luce.

    E’ lo stesso ostacolo che si mette per traverso al cambiamento della legge elettorale, la più impopolare fra le leggi italiane. Ma questo referendum ci ha informato che l’ostacolo non è del tutto insormontabile. Potrà superarlo una nuova forza politica (o anche vecchia, perché no?), se metterà in agenda riforme di sistema. Potrà provvedervi un altro referendum, come quello annunciato da Stefano Passigli sul Porcellum. E forse sarà proprio la democrazia diretta a curare i mali della democrazia indiretta.

    michele.ainis@uniroma3.it

    Con il gruppo di Rovereto, su suggerimento di Paolo Fabris, avevamo invitato il prof. Michele Ainis nel 2008 a una serata sulla democrazia.


    http://www.cittadinirovereto.it/discussione/index.php?topic=801.0

    e poi alla fine del 2008 gli avevo mandato una copia del mio libro Democrazia dei Cittadini

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/12/10/michele-ainis-su-la-democrazia-dei-cittadini/

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, revoca degli eletti

    Alcune novità e seconda bozza della legge

    21 Giugno 2011 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    02

    mercoledì 22 giugno il gruppo di persone che aveva promosso la Settimana della Democrazia Diretta, si incontrerà in una riunione online per discutere della proposta e dei percorsi da attuare, nel frattempo nel forum sono emerse alcune criticità nella bozza di legge 01. Mancavano indicazione dei tempi e del numero di firme necessarie. Che ora ho aggiunto, basandomi sull’esperienza svizzera (2% per iniziativa e 1% per referendum confermativo e 18 mesi per raccolta firme). La bozza 02, questa seconda versione è ancora in gran parte basata sulla proposta Peterlini, ma ampiamente modificata (e ancora ampiamente modificabile e migliorabile). Inoltre per la revoca ho introdotto le cifre utilizzate in California (12 % firme dei votanti alle ultime elezioni) e la revoca del Governo su esempio del Cantone Ticino.

    Ecco la bozza 02: modifica_costituzionale 02 da aprire con OpenOffice per vedere le distinzioni in colori e in testo barrato.

    Hanno deciso di dare una mano SEL di Vicenza, Movimento 5 Stelle Trentino, Movimento 5 Stelle Vicenza, Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza, Più Democrazia di Sesto San Giovanni e AnaGrilli di La Spezia. Se anche tu o il tuo gruppo volete aiutare nella vostra città potete scriverlo sul forum qui: http://quorum.forumattivo.it/f3-io-mi-impegnero-in-questa-citta

    Una novità è che il Movimento 5 Stelle nazionale non inizierà la raccolta firme per il referendum per togliere i rimborsi elettorali ai partiti, ma probabilmente lo farà IDV.

    Alcuni M5S del Veronese vogliono iniziare iniziative popolari locali per introdurre gli strumenti di democrazia diretta. Ottima occasione per cogliere 2 risultati con la stessa fatica. Ossia tutti i gruppi locali, se vogliono, raccolgono le firme sia per le iniziative popolari locali (per togliere il quorum nel loro comune) e insieme per la iniziativa di legge nazionale per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta.

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, referendum, revoca degli eletti

    la pagina de “Il Fatto Quotidiano” dove si parla dell’iniziativa

    20 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    martedì scorso “Il Fatto Quotidiano” ha parlato della iniziativa di legge per togliere il quorum.

    Ecco una foto di quella pagina (clicca sull’immagine per vederla più grande):il fatto

    edit 21/06/11

    Carlo Reggiani mi ha inviato il testo e l’immagine che riporto qui sotto:

    L’ITALIA DEI COMITATI

    Galvanizzata la partecipazione dal basso: si moltiplicano proposte di legge e referendum

    di Wanda Marra

    Mobilitazione, società civile, democrazia dal basso, partecipazione: tutte parole tornate prepotentemente di moda e di attualità dopo la vittoria dei sì ai referendum. La Rete e il movimentismo più tradizionale rialzano la testa: i 27 milioni di elettori al voto danno un segnale politico, e sono anche il segno di un vento che cambia nella società (come il Pd per una volta ha ben fotografato inventandosi uno slogan nuovo di zecca “Senti che bel vento”). E dunque, si mobilitano le iniziative dal basso, si galvanizzano le attività dei comitati, forma di politica in mano direttamente ai cittadini che porta l’attenzione sulle questioni più varie, che spesso diventano importanti per la vita dei cittadini, come è successo in questi casi.

    Solo una settimana fa sono state consegnate a Gianfranco Fini le firme per la legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione dell’Aquila, raccolte tra novembre e maggio scorso. Obiettivo, approvare un testo che consenta la ricostruzione della città secondo i criteri di trasparenza, economicità, sicurezza e copertura certa dei costi.

    D’altra parte, la legge di iniziativa popolare – oltre ai referendum – è uno degli strumenti più utilizzati per la partecipazione dal basso: per depositare in Parlamento ci vogliono 50 mila firme. Che poi questa riesca ad essere calendarizzata, discussa e magari pure approvata è un’altra questione: sono decine le proposte così nate che giacciono in Parlamento. Qualche numero del passato è leggermente più incoraggiante: dal 1948 al 1992 sono state presentate 141 proposte di legge, esaminate 89 ed approvate 24. E dopo anni e anni di insuccessi referendari (i referendum di lunedì sono i primi ad aver raggiunto il quorum dal 1995) è proprio con una legge di iniziativa popolare che si vorrebbero estendere le prerogative e le potenzialità dei referendum. Spiega Paolo Michelotto, che ha al suo attivo una serie di libri e iniziative sulla democrazia diretta: “Vorremmo fare una legge che abolisca il quorum, come succede in molte democrazie estere, e introduca anche il referendum propositivo” . Non solo: all’interno della stessa proposta, Michelotto – che per questo ha creato un gruppo Facebook – vorrebbe introdurre anche la revoca degli eletti (già proposta da Davide Bono del Movimento 5 Stelle in Piemonte). Ovvero la possibilità per gli elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto. La revoca richiede una petizione scritta accompagnata dalla raccolta di un certo numero di firme, di solito pari al 25% dei voti ottenuti dall’eletto che si vuole revocare, nelle sue ultime elezioni.

    A proposito di leggi di iniziativa popolare ne sono appena state presentate tre da Elio Veltri : la riforma dei partiti nel-l’ottica di un’effettiva democrazia interna, una proposta sul precariato che tra le altre cose si propone l’istituzione di un reddito garantito e una che affronti l’economia illegale (sommersa) e criminale.

    Sono invece arrivate solo in Commissione Affari costituzionali in Senato, le tre leggi di iniziativa popolare sul Parlamento pulito sulle quali Grillo nel 2007 portò più di 300 mila firme in Senato.

    E visto che spesso la democrazia diretta si esercita proprio sui meccanismi che regolano la rappresentanza, lo stesso Grillo sta pensando di raccogliere le firme (in questo caso sono 500 mila) su un referendum che abolisca i rimborsi elettorali. E oggi invece viene presentato un referendum per abolire la legge elettorale targata Calderoli, il cosiddetto “Porcellum”.

    foto 1

    foto 2

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum

    Qualche aggiornamento su Legge di Iniziativa Popolare per Togliere il Quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    19 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    poltronissima

    si comincia a discutere della proposta. Probabilmente mercoledì i promotori della Settimana della Democrazia Diretta si ritroveranno in una riunione online per discutere l’idea insieme e sulla fattibilità giuridica e se d’accordo per portare avanti questa idea tutti insieme.

    G.Riccardo Leone del Movimento 5 Stelle di Padova (alla fino ho sceperto che era stato lui a raccontare l’idea a un giornalista de Il Fatto Quoridiano) mi ha mandato un file in formato rtf dove ha sistemato meglio la bozza di legge proposta, invece che suddividerla in tre colonne, ha scritto in testo nero gli articoli costituzionali, in testo rosso le parti nuove e in testo nero barrato le parti che vengono cancellate. Aprendo questo file per esempio con OpenOffice si ha una visione d’insieme molto buona della proposta di legge.

    È questo:

    modifica_costituzionale

    Infine mi sono accorto che la parte che avevo aggiunto, riguardante la Revoca, presa su esempio della Costituzione del Venezuela, non va bene perchè introduce un quorum del 25% dei votanti (e il quorum distrugge la democrazia) e poi perchè in Venezuela il presidente è eletto, mentre in Italia no. Quindi con quella formulazione si potrebbe revocare un sindaco, ma non ad esempio il presidente del consiglio. Bisogna quindi prendere in prestito le formulazioni usate nei Cantoni svizzeri (per esempio il Canton Ticino), che prevedono appunto la revoca di governo. Da domani cerco materiale.

    Chi vuole aiutare nella propria città lo scriva qui. Più siamo e più veloce procederà il percorso:

    http://quorum.forumattivo.it

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum, revoca degli eletti

    Annamaria Macripò di Vicenza, parla di democrazia diretta in TV

    17 Giugno 2011 // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    ecco il bell’intervento in tv locale di Annamaria Macripò, la coordinatrice del comitato Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza. È interessante quello che dice e la pacatezza con cui lo dice. E questo viene da una cittadina appassionata di democrazia che si impegna su questo tema dal 2003. Dopo il video, come paragone, leggi quanto scrive il terrorizzato presidente del Consiglio Comunale di Vicenza all’idea di togliere il quorum e la consiguenza perdita di potere da parte dell’elite politica di cui fa parte. E infine la bella risposta di Annamaria. Buona visione e buona lettura. Sono 10 minuti ben spesi dove si vede il punto di vista del cittadino che pensa la bene comune e il punto di vista di chi ha una briciola di potere e vi è aggrappato con le unghie.

    annamaria

    L’intervento del pres. Consiglio Comune di Vicenza il PD Poletto:

    L’intervento del pres. Consiglio Comune di Vicenza il PD Poletto:

    La risposta di Annamaria Macripò:

    Giugno, periodo d’esami… mentre i ragazzi vengono interrogati su storia, geografia e altre materie
    c’è chi sale in cattedra pur non avendo le prerogative per farlo: ovvero la conoscenza dell’argomento.
    Di solito i ragazzi a scuola, quando temono di essere interrogati su una materia che non conoscono, tengono un profilo basso, a volte saltano le lezioni, fanno di tutto pur di non dimostrare la propria ignoranza e beccarsi un sonoro ‘4’.
    Ma perché negli adulti, soprattutto in chi ha determinati ruoli e posizioni, scatta il meccanismo contrario? Perché alcuni politici sentono questo impulso a voler dare la propria opinione su tutto, anche quando hanno solo un’idea superficiale del soggetto trattato?
    Sarà forse la paura a spingerli?
    Sì, quando si ha paura dei cambiamenti, si inizia a far la voce grossa, parlando a vanvera.
    È quello che fa il Presidente del Consiglio Comunale, Luigi Poletto, quando parla di partecipazione e Democrazia Diretta paventando scenari apocalittici se per caso dovessero essere introdotti nello statuto comunale i referendum senza quorum.
    Che paura! La partecipazione dei cittadini!
    E già: l’esempio è fresco nella memoria. Meno di una settimana fa!
    Ma dov’era l’esimio Presidente quando anche a Vicenza si è svolta la Settimana della Democrazia Diretta? Quando avrebbe avuto la possibilità di istruirsi sul campo?
    Evidentemente, per paura di essere interrogato, si è perso la lectio magistralis del Professor Thomas Benedikter, ricercatore sui temi della Democrazia Diretta, durante la quale venivano illustrati gli esempi virtuosi dei paesi dove gli strumenti di democrazia diretta vengono applicati, funzionano e sono senza quorum.
    Ma forse lui non è interessato agli esempi virtuosi o meglio ne ha una visione distorta visto che pensa che tutti quei paesi dove esiste il referendum senza quorum siano abitati da popolazioni razziste e xenofobe. E ha paura che anche gli abitanti di Vicenza, dovesse essere eliminato il quorum, si trasformerebbero in pericolosi licantropi dal pelo lungo e zanne affilate che, matita in mano, voterebbero in modo scellerato, xenofobo e razzista.
    Bella fiducia nei propri elettori. Ah, già, ma la fiducia, nella democrazia rappresentativa, non è previsto che sia reciproca. Una volta eletti, i rappresentanti non devono avere obiezioni od ostacoli al loro mandato.
    Chi sostiene referendum con quorum è come se dicesse: sì, potete partecipare, ma, sommessamente, senza dare fastidio e possibilmente in modo innocuo (per l’amministrazione).
    Intendiamoci, se l’obiettivo è dare la possibilità di una maggiore partecipazione ai cittadini, gli strumenti attraverso i quali questa partecipazione si attuerebbe devono essere agili e facilmente attivabili, altrimenti vuol dire che la volontà degli amministratori è fittizia.
    Se si vuole far riavvicinare i cittadini alla politica, alla cosa pubblica, interessandoli direttamente, se si vogliono creare dibattiti aperti e vivaci e informazione su temi che interessano tutti, se si vuole ristabilire un clima di reciproca fiducia tra cittadino ed eletto, se si vuole davvero che il cittadino sia partecipe e responsabile delle questioni che lo riguardano, bisogna dare un segnale forte: introdurre i referendum senza quorum, come già hanno fatto in altre città italiane.
    Vicenza vuole forse rimanere agli ultimi posti in fatto di partecipazione?

    Postato in democrazia diretta, quorum, settimana DD 2011

    ecco il forum per discutere la legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    16 Giugno 2011 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    il gruppo creato su FaceBook permette di trovarsi e di discutere, ma poi tutto si perde e viene superato dai nuovi interventi. Allora ho creato un forum (su uno spazio gratuito) per discutere la legge, e per proporre idee e per dire in quale città ciascuno di noi darà una mano. Basta registrarsi.

    forum legge

    http://quorum.forumattivo.it/

    Proviamolo!

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare

    La bozza di Legge di Iniziativa Popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

    15 Giugno 2011 // 3 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    questa immagine è stata proposta da Claudio Torrenzieri.

    legge iniziativa popolare per togliere il quorum

    ecco la prima bozza del testo della proposta di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta. È un punto da cui partire. È l’unione della proposta Peterlini:

    1. introduzione del referendum confermativo facoltativo: tutte le leggi prima di diventare effettive rimangono in un limbo per un periodo prefissato. Se un numero x di cittadini raccoglie le firme necessarie, allora detta legge diventa un quesito referendario. Se la maggioranza dei votanti dice NO, non diventa legge (come in Svizzera dal 1874).

    2. abolizione del quorum (come in Svizzera e gran parte dei paesi democratici del mondo).

    3. introduzione della iniziativa di legge per le modifiche costituzionali (tempi certi, se non accettata dal parlamento diventa un referendum propositivo, il parlamento ha facoltà di presentare contemporaneamente una controproposta) – (come in Svizzera dal 1891).

    A cui ho aggiunto la revoca degli eletti, su esempio della costituzione del Venezuela art. 72.

    Infine ho proposto di aggiornare l’art. 118 per obbligare tutti gli enti locali ad avere nel loro statuti tutti i tipi di referendum, senza quorum, su tutti i temi di competenza dell’ente.

    Ecco il file in formato doc (perchè tiene la formattazione). Ci sono 3 colonne: la I è la proposta Peterlini, la II è la mia sintesi (ho solo aggiunto il capo III e il capo IV), la III colonna serve per i commenti. Aspetto  critiche, proposte, correzione, stroncature e aggiunte.

    legge iniziativa popolare togliere il quorum 01

    Qui il gruppo su FaceBook:

    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798

    Qui a seguire solo la mia sintesi: (continua…)

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum

    Grande interesse per la proposta di legge di iniziativa popolare per creare referendum (anche propositivo) senza quorum

    // Nessun commento »

    di Paolo Michelotto

    legge iniziativa

    la proposta è stata accolta molto bene. Thomas Benedikter di Mehr Demokratie di Bolzano appoggia in pieno l’idea e ne parlerà prestissimo nella sua storica associazione (ha proposto poi di chiedere la consulenza di noti giuristi con cui lui è in contatto). Io farò altrettanto nel M5S Trentino e nell’associazione Più Democrazia di Rovereto. Dario Rinco da Sesto San Giocanni (MI) con la sua nascitura associazione Più Democrazia a Sesto appoggia appieno l’idea. Molti dell’associazione Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza stanno appoggiando l’idea (e presumo ne discuteranno presto nel gruppo). Anche Leo Zaquini di Officina Democratica ne parlerà presto al suo gruppo. Vari altri gruppi stanno discutendo e valutando. E inoltre ci sono 206 persone che si sono iscritte fino a questo momento nel gruppo Legge di Iniziativa Popolare per togliere il quorum.

    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_116774758409798

    Perchè togliere il quorum?

    13 motivi per togliere il quorum.

    Tra pochi giorni si saprà se Beppe intende portare avanti il referendum sui rimborsi elettorali. Il momento è ottimo per raccogliere le firme nella stessa occasione e creare una sinergia democratica.

    E non c’è ancora la proposta scritta. O almeno la proposta è quella di della proposta di legge del Sen. Peterlini (depositata nel 2009 e mai discussa) che chiede referendum propositivo, opzionale, iniaiztive di legge con tempi e modalità certe e tutto senza quorum:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/

    a cui io aggiungerei 2 cose:

    1. obbligo per tutti gli enti locali di avere tutti i tipi di referendum e iniziativa senza quorum (quindi comuni, province e regioni)
    2. referendum di revoca sull’esempio di quanto proposto nella Regione Piemonte da Davide Bono (M5S Piemonte).

    Intanto una prima cosa si è chiarita: si può fare una legge di iniziativa popolare anche per cambiare la costituzione:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/14/qualche-informazione-sulle-leggi-di-iniziativa-popolare-possono-essere-fatte-anche-per-modifiche-costituzione/

    Stasera provo a realizzare un primo collage su cui cominciare a discutere.

    Intanto ringrazio per l’interesse. E procediamo!!!

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, referendum

    Qualche informazione sulle leggi di iniziativa popolare: possono essere fatte anche per modifiche costituzione

    14 Giugno 2011 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    per poter far partire una legge di iniziativa popolare, la prima cosa è cercare di capire come funziona. Ho trovato uno splendido sito focalizzato su questo tema:

    sito

    http://iniziativaleg.altervista.org

    Dove vengono esaminati tutti gli aspetti. Ho riportato tutti i contenuti su questo documento in formato rtf (nel caso quel blog un giorno non si vedesse più):

    Iniziativa Legislativa Popolare.rtf

    Ci sono notizie molto importanti: quella fondamentale che le leggi di iniziativa popolare possono riguardare anche modifiche alla costituzione (pag 9 del documento sopra):

    Il Bettinelli fa notare che il comitato promotore di un’iniziativa popolare potrebbe, in effetti, avvalersi della competenza di esperti di prim’ordine, come gli altri titolari del potere d’iniziativa. Per le stesse ragioni (e sottolineando ancor di più il principio della spettanza della sovranità al popolo) i cittadini possono con l’iniziativa legislativa dare inizio anche al procedimento di revisione costituzionale. Nella Costituzione, infatti, non esiste alcun limite formale e sostanziale in tal senso. La relazione della I Commissione permanente della Camera dei Deputati (Affari costituzionali) presentata in Assemblea dall’On. Riccio, onde illustrare il disegno di legge (ora approvato come legge 352/70) affermava espressamente che con l’iniziativa popolare è possibile “dare inizio al procedimento di revisione costituzionale“.(20)

    _________

    (20) Bettinelli, Note sull’iniziativa legislativa, op. cit. , pag. 618

    Inoltre sono elencate anche molte questioni sulla procedura, le proposte avanzate e quelle approvate nel passato. Dal 1948 al 1992 sono state presentate 141 proposte di legge, esaminate 89 ed approvate 24. Non è un risultato completamente scoraggiante!

    Infine ho trovato una presentazione ppt su cosa è una legge di iniziativa popolare, per introdursi nell’argomento, utile e chiara:

    IniziativaLegislativaPopolare(animato)

    E alcuni vademecum preparati da vari comitati che hanno presentato le proposte nel passato, e che possono servire come utili manuali anche per il nostro caso.

    istruzioni_raccolta_firme.0000001402

    vademecum raccolta firme

    manuale operativo

    Postato in democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, quorum

    I tempi sono maturi per una legge di iniziativa popolare per togliere il quorum

    13 Giugno 2011 // 18 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    battiquorum missione compiuta
    Oggi c’è stato lo straordinario risultato di partecipazione al voto in occasione dei referendum del 12-13 giugno 2011.
    Una cosa è finalmente chiara a milioni di italiani. Il quorum è un’ostacolo al buon svolgimento della democrazia.
    E questa è una consapevolezza che finora mancava.
    Per chi vuole avere una visione più sistematica del perché il quorum va cancellato, consiglio di leggersi:
    13 motivi per togliere il quorum.

    Dopo i giusti festeggiamenti, bisogna fare in modo che i referendum italiani siano liberati da questa fastidiosa zavorra, che serve solo a chi ci governa per mantenere il potere e continuare ad agire con disprezzo di quanto vuole la cittadinanza.

    Un modo efficace e che possiamo utilizzare è quello di presentare subito una proposta di legge di iniziativa popolare che migliori gli strumenti di democrazia diretta e che tolga il quorum.
    Bastano 50.000 firme autenticate in tutta Italia e possiamo depositare questa legge.

    So che stai pensando che è inutile, che nessuna legge di iniziativa popolare è mai stata discussa dal nostro parlamento.

    Ma questo è il momento giusto perché:

    1. la consapevolezza che le cose devono essere cambiate, oggi è molto diffusa e quindi raccoglieremo con facilità molte più firme. E se depositiamo milioni di firme, continueranno a non ascoltarci?
    2. susciteremo dibattito su questo argomento, ossia, metteremo nell’agenda politica nazionale la necessità di togliere il quorum. Finora nessun partito l’ha mai fatto e tanto meno gruppi organizzati di cittadini. Ricordate quanti prendevano in giro IDV quando aveva raccolto le firme per i referendum? Tanto poi non si supera il quorum… dicevano, invece…
    3. diamo occasione ai partiti che tra poco si presenteranno alle elezioni nazionali di schierarsi a favore o contro questa legge e così capiamo quanto davvero ci tengono alla democrazia in Italia. Per quelli a favore sarà una buona occasione di mobilitazione per ottenere visibilità. E quindi non saremo soli. E questo è fondamentale per una iniziativa di legge, che poi dovrà essere discussa in parlamento dai rappresentanti e dai vari partiti presenti. Meglio quindi se questa legge sarà appoggiata dai partiti, prima del prossimo voto, in modo da poter chieder loro conto.

    Ma che testo di legge per migliorare la democrazia diretta proporre?
    Non occorre partire da zero, dato che esiste già dal 2009 una ottima proposta di legge costituzionale depositata dal senatore dell’SVP Peterlini per migliorare gli strumenti di democrazia diretta in Italia. Giudicata ottima da tutte le persone interessate alla democrazia diretta in Italia. La puoi trovare qui. Ha anche un’ottima e comprensibile relazione iniziale.
    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/04/05/progetto-di-legge-del-sen-peterlini-per-introdurre-il-referendum-stile-svizzero-in-italia/

    Per trasformarla in proposta di legge di iniziativa popolare occorre modificarla e per fare questo, basta aggiungere un paragrafo dedicato agli enti locali in cui si dice che tutti gli enti locali (quindi comuni, province e regioni) devono avere il referendum propositivo, abrogativo e confermativo opzionale senza quorum. Così con una sola proposta di legge, otteremo ottimi strumenti di democrazia diretta a livello nazionale e a livello locale.

    La mia speranza è che tutti coloro, cittadini, associazioni e partiti, che si sono prodigati per far superare il quorum ai recenti referendum, consapevoli del fatto che è necessario cancellare il quorum, si impegnino ora su questa fondamentale proposta, con cui potremo spalancare una volta per tutte le porte della democrazia in Italia.

    E tutti insieme, M5S, SEL, Verdi, IDV e tutti i partiti che vogliono aiutare, senza nessuna preclusione, associazioni apartitiche, comitati referendari per l’acqua, contro il nucleare e tutte le persone di buon senso in Italia, diano una mano, ognuno con le sue disponibilità e nella propria città.

    Per iniziare questo percorso ho creato un gruppo su FaceBook a cui puoi aderire.

    gruppo su FaceBook per iniziativa di legge popolare per togliere il quorum dai referendum
    Poi creeremo un blog, un forum su cui discutere e decidere insieme, uno spazio in cui proporsi per organizzare la raccolta firme nella propria città.
    È tutto da iniziare, ma anche grazie al tuo aiuto possiamo organizzare tutto molto in fretta.

    TU CI SEI?

    Postato in iniziativa di legge popolare, quorum

    Il cittadino partecipa: il town meeting realizzato il 20 ottobre 2009 a Rovereto

    12 Giugno 2011 // 4 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    riporto qui alcune informazioni riguardanti la giornata partecipativa “Il Cittadino Partecipa” che avevamo organizzato a Rovereto il 20-10-2009 a Rovereto. Avevamo costruito un blog apposito, ma quest’anno non è stato rinnovato e quindi tutte le informazioni sono andate perse.

    il cittadino partecipa

    La giornata “Il Cittadino Partecipa”  utilizzava la tecnica dei Town Meeting del 21° secolo.

    Per sapere cosa sono i Town Meeting del 21° secolo guarda questo post:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/05/giornata-partecipativa-con-5000-persone-si-puo-con-i-town-meeting-del-21%c2%b0-secolo/

    Qui c’è un descrizione del percorso seguito per realizzare “Il Cittadino Partecipa”

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/06/09/il-cittadino-partecipa-20-settembre-2009-democrazia-diretta-e-partecipativa/

    Questo il documento finale di 7 pagine con la descrizione dell’evento e del metodo seguito, inviato a tutti i 140 partecipanti:

    programma-20-settembre-versione-35-del-11-9-9(5)

    Questo era il gruppo aperto su FaceBook per l’occasione, che ha ancora tutti i messaggi organizzativi e preparatori:

    http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=43845484607

    Questa la proposta più votata presentata poi al presidente del Consiglio Provinciale di Trento

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/31/la-proposta-piu-votata-a-il-cittadino-partecipa-raccontata-al-pres-consiglio-prov-kessler/

    Questa è la seconda proposta più votata presentata al presidente del Consiglio Provinciale di Trento

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/27/emilio-piccoli-spiega-perche-e-necessario-eliminare-il-quorum-al-pres-prov-trentino-kessler/

    Questo il video che tentava di riassumere la giornata:

    Qui i risultati della giornata:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/09/21/il-cittadino-partecipa-un-grande-inizio/

    Questo il video realizzato dagli amici di Beppe Grillo di Modena

    Qui le foto caricate su Flikr dell’evento:

    http://www.flickr.com/search/?q=il+cittadino+partecipa&f=hp

    Postato in democrazia dal basso in Italia, democrazia diretta, partecipazione, rovereto, town meeting

    Islanda: esperimento avanzato di democrazia diretta e partecipata per creare la nuova Costituzione

    11 Giugno 2011 // 2 Commenti »

    di Paolo Michelotto

    in Islanda, 320.000 abitanti, si sta compiendo un esperimento reale di democrazia diretta e partecipata che non ha uguali nel mondo.

    assemblea costituente islandese

    Stanno costruendo la nuova Costituzione con l’aiuto e il contributo di tutti i cittadini che vogliono collaborare. Ecco come:

    - nel 2008 il crollo delle banche private, poi nazionalizzate dal governo, ha innescato una crisi economica e una recessione senza precedenti per il paese.

    - i cittadini protestano contro la decisione del governo di far pagare ai contribuenti il crack dei privati e si oppongono a un accordo di risarcimento agli investitori inglesi e olandesi sulle spalle dei cittadini. Viene effettuato un primo referendum con ipotesi di accordo, che viene bocciato dai cittadini. Dopo un anno viene stilato una nuova ipotesi di accordo che viene anch’essa bocciata con referendum dai cittadini.

    - nel 2009 il primo ministro Johanna Sigurdardottir spinge per creare la nuova Costituzione del paese. E spinge anche per utilizzare metodi partecipativi.

    -nel 27 novembre 2010 vengono votate dai cittadini, 25 persone tra 522 candidati non appartenenti ai partiti che si erano autoproposti (chiunque poteva concorrere: unici requisiti 18 anni e 30 firme di sostegno). Queste formeranno la Assemblea Costituente (Stjornlagarad).

    - all’Assemblea Costituente viene fornito un volume di 700 pagine scritto da una apposita commissione con i contenuti ottenuti intervistando 950 cittadini estratti a sorte e riuniti in un Forum Nazionale.

    - i lavori iniziano nel febbraio 2011. Le sedute sono trasmesse in diretta su internet, su FaceBook, su Twitter. I cittadini possono interagire con i Costituenti continuamente. E’ stato anche realizzato una apposito canale su Youtube, con i commenti abilitati.

    - i lavori che dovevano finire a giugno 2011 sono stati prorogati su richiesta dell’Assemblea Costituente di un mese. Quindi la bozza di costituzione dovrebbe essere scritta entro luglio 2011.  Questa è la costituzione che sta nascendo, tradotta in automatico in Italiano con Google:

    http://translate.google.com/translate?hl=en&sl=is&tl=it&u=http%3A%2F%2Fstjornlagarad.is%2Fstarfid%2Fafangaskjal

    Già la bozza si annuncia molto interessante e prevede il referendum propositivo e abrogativo.

    - la bozza di costituzione scritta dalla Assemblea Costituente sarà votata con un referendum da tutti i cittadini ed infine, se approvata, andrà nel parlamento per la discussione e la ratifica finale.

    Un processo intelligente, logico, democratico. Eppure ancora impensabile in Italia, a meno che noi cittadini non lo esigiamo con decisione, come hanno fatto i cittadini islandesi con manifestazioni nel corso degli ultimi 3 anni.

    Qui ci sono le foto dell’assemblea costituente:

    http://www.flickr.com/photos/stjornlagarad/5818344762/

    Qui c’è il sito istituzionale dell’assemblea costituente (in inglese) con tutti i link

    http://stjornlagarad.is/english/

    Questo è il canale su youtube

    http://www.youtube.com/stjornlagarad

    Questa la pagina su FaceBook:

    http://www.facebook.com/Stjornlagarad

    Questa lo spazio su Twitter

    http://twitter.com/#!/Stjornlagarad

    Postato in democrazia diretta, esempi virtuosi, partecipazione