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  • A Gorizia giudicato ammissibile il referendum che chiede di togliere il quorum

    1 Dicembre 2010

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    Postato in: democrazia diretta, esempi virtuosi, quorum, referendum

    messaggero_171110di Paolo Michelotto

    da Gorizia, grazie alla segnalazione di Diego Galli, arriva una bella notizia. I Verdi e i Radicali hanno presentato un referendum per chiedere di togliere il quorum dai referendum comunali. Questa domanda è stata giudicata ammissibile dall’apposito comitato ed ora può iniziare il percorso che terminerà con il voto dei cittadini chiamati ad esprimersi su questo argomento. Clicca sull’immagine per vederla più grande.

    Sarà la quarta volta in Italia dopo il referendum di Vicenza del 10 settembre 2006, quello di Rovereto (TN) dell’11 ottobre 2009, e quello della provincia di Bolzano del 25 ottobre 2009 (in realtà a Vicenza si chiedeva il 10% e a Bolzano il 15%, ma il risultato era lo stesso). Ed è un buon segno per lo sviluppo della democrazia. Più voci chiedono una cosa ovvia, alla base del concetto democratico: chi partecipa decide.

    Ecco il testo dell’articolo del Messaggero Veneto

    Abolizione del quorum, via libera del referendum

    L’ha deciso il comitato dei garanti

    Pagina 1 – Gorizia – Il Comitato dei garanti ha detto sì, ieri mattina, ai due quesiti referendari presentati dal Comitato promotore, ma la strada per il Referendum day che vorrebbero promuovere Radicali e Verdi la primavera prossima è ancora lunga e non priva di ostacoli. Facendo seguito alla sentenza del Tribunale civile di Gorizia, che il 27 ottobre ha accolto il ricorso presentato dai promotori del referendum (composto dal coordinatore Renato Fiorelli, da Pietro Pipi, dall’avvocato Marzia Paoluzzi, Lorena Vuga e Guido Trani), giudicando ammissibili i due quesiti, i garanti ieri mattina, in municipio, hanno preso atto della situazione e proceduto agli ulteriori adempimenti previsti.

    Sono stati ammessi dunque i referendum sull’abolizione del quorum elettorale del 50% più 1, necessario per la validità dell’esito referendario e quello per l’inserimento della delibera di iniziativa popolare all’interno degli strumenti di consultazione popolare previsti dallo Statuto del Comune di Gorizia. Tali quesiti erano stati respinti dall’allora Comitato dei garanti, due anni fa, con la motivazione che avrebbero modificato lo Statuto comunale. Il Tribunale ha affermato che, però, la modifica dello Statuto comunale non rientra fra le cause di inammissibilità, dando ragione al Comitato del referendum.

    Ieri mattina il Comitato dei garanti, insieme a due esponenti dei promotori del referendum, ha proceduto all’autenticazione delle firme finora raccolte. Sono state giudicate valide 447 firme sulle 450 consegnate per il quesito sul quorum e 523 su 527 per il quesito sulla delibera di iniziativa popolare. Dall’avvenuta notifica dell’autenticazione, che sarà inoltrata entro questa settimana, il Comitato promotore del referendum avrà 60 giorni di tempo per raccogliere gli autografi mancanti. Servono 1.500 firme per ciascun quesito (alle quali vanno sottratte quelle già autenticate).

    Pertanto Verdi e Radicali, in due mesi, dovranno raccogliere ancora 1.053 firme per il primo quesito e 977 per il secondo. Se i promotori riusciranno ad ottenere questo risultato, il consiglio comunale dovrà fissare la data per la consultazione popolare. Altrimenti non sarà indetto il referendum. Dopodiché, visto che non è ancora passato il quesito per l’abolizione del quorum, se alle urne non si presenterà il 50% più uno degli aventi diritto, il referendum non passerà. Non bisogna dimenticare poi che lo strumento referendario ha soltanto valore consultivo, dunque non obbliga il Comune ad assumere una decisione conforme. Insomma, il consiglio comunale sarà sì obbligato a discuterne in aula (nel caso in cui si raggiunga il tetto di elettori), ma poi potrà anche decidere di cestinare le richieste dei cittadini, assumendosi, ovviamente, la responsabilità politica del diniego.

    Ilaria Purassanta

    Qui altri approfondimenti:

    IL PICCOLO (Gorizia) – Gorizia Sì al referendum per abolire i garanti

    Pagina 6 – Lo ha deciso il tribunale che ha accolto il ricorso di Verdi e Radicali

    Tra aprile e giugno i goriziani voteranno. Così ha deciso il Tribunale che ha accolto il ricorso contro la bocciatura dei referendum decisa dal Comune in ordine a due quesiti presentati ormai quasi due anni fa dai radicali dell’associazione “Trasparenza è partecipazione” e dai Verdi di Renato Fiorelli. I due quesiti facevano riferimento all’eliminazione del comitato dei garanti e all’eliminazione del quorum per la validità del referendum stesso.

    «Si tratta di una vittoria di libertà e di democrazia», ha detto Fiorelli, commentando ieri mattina la sentenza redatta dal giudice Daniele Venier. Ad occuparsi del ricorso è stata la stessa presidente dei radicali goriziani, Marzia Pauluzzi, che nella vita fa l’avvocato. «Il giudice ha riconosciuto le nostre ragioni – ha sottolineato – stabilendo che il Comune, a questo punto, una volta verificate le firme, deve bandire la consultazione.

    E, per garantire appieno l’esercizio del diritto di promuovere dei referendum da qui in avanti, ha imposto al Comune di mettere a disposizione dei promotori il personale degli uffici comunali, in modo che chiunque voglia coinvolgere la comunità in ordine a un dato problema, attraverso un referendum, possa disporre degli strumenti idonei per farlo». Pietro Pipi, tesoriere dei radicali, ha parlato di un risultato, quello determinato dalla sentenza, «capace di affermare il fatto che i cittadini non sono condannati a un rapporto di sudditanza nei confronti del Comune».

    E Lorenzo Cenni, il segretario dell’associazione radicale, ha rimarcato come «a questo punto lo Statuto comunale, così restrittivo in materia di referendum, potrà e dovrà essere modificato». Ma la battaglia condotta dal comitato promotore dei referendum non è finita qua. Perché la sentenza apre a un impiego di maggior portata dello strumento referendario. E già vengono ipotizzati una serie di nuovi quesiti da presentare nel prossimo futuro agli elettori goriziani circa il grado di soddisfazione sul funzionamento delle mense scolastiche, l’ipotizzata chiusura del punto nascita e la gestione dei beni demaniali.

    «Si apre una nuova stagione di libertà – hanno rimarcato Radicali e Verdi del giorno – grazie a una sentenza che ribadisce come la partecipazione rappresenti un pieno diritto soggettivo della cittadinanza. Che non può essere compresso».

    Nicola Comelli

  • Commenti recenti

    • graziano ha scritto

      1

      ciao a tutti ….
      è un primo passo verso la trasparenza, verso quella democrazia diretta che è solo scritta e mai applicata. A volte mi pare di essere in pieno medio evo, cambiano solo le sceneggiature i contesti ma la plebe è sempre la plebe che al di là delle parole non è “Sovrana” di un bel niente. Intanto come associazione ImmaginaLomazzo diamo la nostra piena solidarietà all’iniziativa che gli amici di Gorizia stanno portando avanti. Anche noi stiamo tentando di smuovere le coscienze su questo tema importante del Referendum (trovate tutto il percorso fatto sul nostro sito http://www.immaginalomazzo.org). Per questo motivo chiedo di unire gli sforzi, le iniziative che potranno contribuire a far smuovere altri cittadini consapevoli su questo tema. Questo sito di Paolo Michelotto, uno dei precursori in Italia su questi temi, potrà fare da focalizzatore e contenitore di tutte le notizie che contribuiranno a promuovere iniziative volte alla partecipazione attiva nelle proprie Comunità Locali, la possibilità per i cittadini di dire la loro opinione, stabilita per legge dal D.L. 267/2000 art.8.-
      Rimaniamo in contatto e diamoci da fare, più saremo, più la nostra voce si farà sentire.
      Un saluto a tutti graziano
      sii il cambiamento che vuoi avvenga nel mondo- Gandhi

      12/5/10 9:50 AM | Comment Link

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