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  • Viaggio nel Cantone Grigioni: la democrazia diretta e le minoranze

    29 Agosto 2010

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    Postato in: democrazia svizzera

    poschiavodi Paolo Michelotto

    una obienzione che qualcuno fa è che se fossero introdotti gli strumenti di democrazia diretta, poi i primi a subirne le conseguenze sarebbero le minoranze.

    Per sfatare questo mito “Iniziativa Più Democrazia” di Bolzano ha organizzato il 21 agosto 2010 una gita a Poschiavo, nel Cantone Grigioni, dove vive la minoranza di lingua italiana del cantone. Ed hanno chiesto loro la situzione reale che vivono. Ecco la newsletter inviata dagli amici di Bolzano sull’esito del viaggio.

    Bolzano 27 agosto 2010

    La minoranza italiana che ha nella democrazia diretta il suo punto di forza

    Il direttivo e membri dell’Iniziativa per più democrazia di lingua italiana sono di ritorno da un viaggio di studio a Poschiavo. La Valposchiavo è una della quattro valli nelle quali si concentra la minoranza di lingua italiana del cantone dei Grigioni, cantone di nascita della Svizzera stessa, adiacente alla nostra provincia, e in particolare luogo di nascita del concetto di democrazia diretta.

    Il gruppo di quindici persone si è messo in viaggio per conoscere come questa minoranza vive e valuta la presenza di forti e effettivi strumenti di democrazia diretta a livello cantonale (voto referendario istitutivo e di controllo su nuove leggi e delibere senza quorum) e come essi si riflettono sulle sue condizioni. A tal fine sono stati programmati due incontri con rappresentanti politici cantonali e comunali della valle. Questo interesse ovviamente è scaturito dallo scetticismo di gran parte della popolazione italiana altoatesina che si è espresso in occasione del primo voto referendario propositivo provinciale. Al vaglio è stato innanzitutto un ordinamento della democrazia diretta simile a quello in vigore in Svizzera.

    Con stupore i partecipanti hanno appreso che questi strumenti di democrazia diretta sono vissuti da questa minoranza (ca. il 15% della popolazione cantonale) effettivamente come strumenti per confrontare il cantone con le esigenze peculiari della valle e della sua popolazione. Livio Mengotti, ex membro del Gran Consiglio del cantone ha parlato dei “nostri strumenti di democrazia diretta, che ci permettono quale minoranza all’interno del Cantone dei Grigioni di difendere i nostri diritti”.

    Ancora più sorprendente è stato recepire che tali strumenti potrebbero essere sì utilizzati per limitare i diritti e le opportunità a scapito della minoranza etnica, in quanto non esiste un’esplicita esclusione di questioni che riguardano i diritti della minoranza etnica. Così p.e. è stato lanciato un referendum contro una legge varata dal Gran Consiglio del Cantone che prevede misure a favore delle lingue di minoranza senza che questo abbia trovato una maggioranza nei votanti nel senso che hanno accettato la legge.

    I partecipanti del viaggio hanno colto dalle parole dei due rappresentanti politici di Poschiavo, che vige invece una consolidata reciproca fiducia tra i cittadini all’interno del cantone e la convinzione che il potere che loro stessi esercitano con gli strumenti di democrazia diretta venga usato in modo ragionevole e non a scapito di rivendicazioni sensate e giustificate di minoranze. Ciò è presupposto e in qualche modo garantito già dal fatto che ogni cittadino con un esercizio naturale e frequente del potere referendario fa continua esperienza di trovarsi una volta da parte della maggioranza vincente e un’altra da parte di una minoranza che deve accettare il responso all’urna. I partecipanti al viaggio sono stati colpiti dalla rilassatezza con la quale sembra che ci si confronti con i problemi o anche con manchevolezze del sistema politico nella convinzione che con uno spirito costruttivo e appunto fiducioso sono sempre risolvibili. Hanno confrontato questo atteggiamento con le diverse forme di alta litigiosità, di diffidenza reciproca, di protagonismo politico che sfrutta ogni occasione di discreditare l’avversario politico che contraddistinguono la quotidianità politica locale.

    Però anche lì, dove il livello di possibilità di partecipazione dei cittadini alla vita politica è inparagonabilmente più alto che nella nostra regione, i politici all’incontro hanno fatto capire che queste possibilità purtroppo non vengono utilizzate come sarebbe auspicabile e che in ogni modo anche lì c’è da lavorare a favore di un continuo adeguamento delle forme democratiche al fine di un esercizio possibilmente sempre più diretto del potere politico dei cittadini.

    (Il gruppo del viaggio di studio a Poschiavo nella foto in piedi da sinistra a destra: Monica Margoni, Stephan Lausch, Raffaella Zito, Eugenio Patuzzi, Giampaolo Franchi, Marco Tavernar, Josef Gruber e, seduti, Iris Franceschini, Simonetta Stringari, Gustavo Lo Presti, Cornelia Dell’Eva, Liliana Turri, Roberta Zanolari del Consiglio di Poschiavo, Thomas Benedikter.)

  • Commenti recenti

    • Mario Realini ha scritto

      1

      A proposito di Poschiavo: proprio ieri sera il Legislativo comunale ha deciso di mettere in votazione l’accordo con REPOWER (ente produttore di elettricità) per lo sfruttamento delle acque del Lago Bianco (Bernina): un progetto da 1,5 mia di CHF. Il popolo voterà, dunque, già il 31 ottobre prossimo. Vorrei aggiungere che nel Cantone dei Grigioni l’uso del diritto di referendum è molto ampio. Al contrario,in Ticino, il suo uso è decisamente più limitato.

      10/5/10 1:39 PM | Comment Link

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