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  • i sondaggi al posto dei referendum? La strana opinione di Mannheimer.

    11 Giugno 2010

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    Postato in: consultazione, quorum, referendum, voto postale

    mannheimer3ym4di Paolo Michelotto

    l’amico Carlo Reggiani mi ha mandato un video in cui il sondaggista di Porta a Porta e del Corriere, Mannheimer dice che sarebbe meglio fare un sondaggio piuttosto di un costoso referendum.  E chiede la mia opinione.

    Guardatevi intanto il video e poi se volete, il mio commento.

    Il sondaggio è una somma delle risposte ottenute da cittadini che non hanno tempo di pensare a questioni complesse, che vengono facilmente manipolati dalla forma con cui viene posta la domanda  e che vengono sollecitati a rispondere in fretta e che comunque sanno che i risultati non avranno nessuna influenza sulle decisioni.

    I referendum sono strumenti di democrazia diretta, attivati con enorme fatica dai cittadini, ostacolati dalla istituzioni, in cui vanno a rispondere solo i cittadini interessati (e perché bisogna far decidere a chi non interessa nulla? In una assemblea condominiale decide chi partecipa, non chi non va), dopo aver ascoltato le varie opinioni a favore e contro e dopo essersi confrontati con altri cittadini e mezzi di stampa. L’affluenza bassa in Italia, ai referendum è un effetto della presenza del quorum, ostacolo pensato dagli amministratori per poter invalidare sistematicamente i referendum con l’invito all’astensione. Dove non c’è il quorum come in Svizzera, in California, in Baviera (al 15%) l’affluenza è significativamente più alta.

    Si potrebbe informare i cittadini anche prima dei sondaggi, come dice Mannheimer, ma non c’è un solo caso al mondo dove questa ipotesi teorica sia stata fatta, tranne nei Sondaggi Deliberativi, che però sono tutt’altra cosa di quelli che vuole fare Mannheimer. Al contrario l’uso distorto e manipolatorio che Berlusconi e prima di lui Bush e Blair ad esempio hanno fatto con i sondaggi realizzati da aziende attente al denaro dei committenti più del risultato scientifico, dimostra che i sondaggi possono essere pericolosi strumenti che rafforzano il potere di chi già ce l’ha.

    Se il problema è il costo per la democrazia per realizzare un referendum, basta realizzarlo per via postale come avviene all’80% a Zurigo o come avviene al 100% nell’Oregon. La verità è che dietro la motivazione che i referendum costano, la classe politica che ci amministra che non ha nessuna remora di spendere per rimpinguare le casse dei propri partiti e le proprie personali, nasconde ipocritamente la paura che uno strumento di democrazia diretta troppo efficace nella mano dei cittadini, mostri che in realtà i cittadini non amano i provvedimenti  che gli amministratori attuano.

  • Commenti recenti

    • Emanuele Sarto ha scritto

      1

      carissimo Paolo,
      pensa che nelle società di capitali anche se il CEO (Chief Executive Officer – amministratore delegato) ha i più ampi poteri di Straordinaria Amministrazione egli non può vendere un immobile della Società senza il benestare dell’Assemblea dei Soci. Perchè allora il Sindaco di un Comune può vendere i gioielli di quel Comune senza che sia obbligatorio che chieda il permesso ai Cittadini? Semplice: perchè non sono Cittadini ma semplici schiavi.

      07/14/10 8:31 PM | Comment Link

    • paolo michelotto ha scritto

      2

      bella considerazione, che porterò come esempio.

      Non mi sento schiavo, ma mi rendo conto che molti di noi cittadini non siamo consapevoli dei nostri diritti.

      07/14/10 8:45 PM | Comment Link

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