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  • La Parola ai Cittadini su “Quale mensa per i nostri figli?” Esperimento a Bassano (VI)

    8 Giugno 2010

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    Postato in: parola ai cittadini, partecipazione

    mensadi Paolo Michelotto

    riporto una bella relazione di una serata partecipativa realizzata a Bassano (VI) con il metodo de “La Parola ai Cittadini”. Ottime le motivazioni e il risultato. La voglia di democrazia cresce in Italia.

    di Elisa Artuso

    La scorsa settimana dopo una lunga e interminabile preparazione, c’è stato l’incontro Quale mensa per i nostri figli? Si lo so è una bella domanda e si presta a innumerevoli risposte piene di dubbi e perplessità. L’idea era quella di parlare della situazione, delle proposte e delle prospettive per le mense scolastiche del nostro comune.
    Due parole per dare il quadro della situazione: attraverso il progetto Nutrire significa Educare, realizzato all’interno di un circolo didattico del mio comune, si sono svolte numerose attività sull’alimentazione biologica: un convegno, alcune serate di approfondimento, la creazione di un GAS, una serie di corsi di cucina, la creazione di orti scolastici in collaborazione con Slow Food. Insomma un sacco di cose!
    Nell’ultimo periodo con alcuni genitori ci siamo interrogati su come poteva procedere il nostro impegno e ovviamente il primo pensiero è andato alle mense scolastiche che avrebbero bisogno di un cambiamento radicale. Certo i menù sono bilanciati e controllati da medici competenti, i centri cottura sono puliti e organizzati. Ma quel senso di cibo industriale ti rimane per forza, anche se per la legge regionale un buon numero di alimenti sono biologici.
    Abbiamo quindi pensato di organizzare un incontro per incidere più fortemente sul territorio: scalare l’Himalaya credo sia più facile.
    L’idea che abbiamo è quella di avvicinare l’amministrazione comunale a questi temi (visto che siamo anche in scadenza di appalto per le mense) per portare il biologico nelle scuole. Una parola!
    Primo passo: siamo andati in vista dall’assessore all’istruzione, una donna tutta d’un pezzo che pur dimostrando interesse e partecipazione per le nostre attività ha subito messo in chiaro che per un motivo prettamente economico, non ha alcuna intenzione di fare curve a gomito, leggi voltare pagina. Noi ovviamente non ci siamo scoraggiati: su suo invito siamo andati a visitare il centro cottura del comune, abbiamo organizzato l’incontro, abbiamo chiesto e ottenuto il patrocinio dall’assessorato in questione.
    Secondo passo: una serie di tardi pomeriggi al parco dopo il lavoro e dopo aver recuperato i nostri bimbi nei vari asili nido e scuole materne per parlare, definire come muoverci, dividerci i compiti e organizzare il tutto.
    La serata è andata bene! Dopo essere stati ammaliati dalla fiaba “La zuppa di corteccia” raccontata dall’amica Angela di Ullallà, io da improvvisata presentatrice ho introdotto il tema e i nostri ospiti hanno fatto il resto. Una pediatra per parlare dell’importanza dell’alimentazione scolastica nelle mense, il responsabile del servizio igiene e alimenti dell’Asl (in pratica il medico che visiona, corregge e sistema i menù delle scuole locali) per parlare dell’importanza di un menù equilibrato, un simpaticissimo giornalista che si occupa di alimentazione e che ha lanciato parecchie provocazioni dimostrando – dati alla mano – quanti e quali tipi di pesticidi, residui chimici di sintesi e altre schifezze introduciamo quotidianamente alimentandoci con cibi che ci vengono venduti come naturali e sinceri ma che in realtà sono prodotti con una patina che ormai non possiamo che riconoscere come falsa, ipocrita e opportunista, dedita in realtà a mantenere il sistema sotto la campana di vetro.
    Ma il piatto forte è stato il coinvolgimento del pubblico attraverso il metodo di democrazia partecipativa La Parola ai Cittadini. Secondo questo metodo, attraverso le proposte concrete dei partecipanti che vogliono intervenire, un dibattito gestito in modo rigoroso e le votazioni del pubblico si può arrivare a risultati concreti in assemblee pubbliche con molti partecipanti. Nel nostro caso ha funzionato benissimo! Circa 10 persone delle 90 presenti si sono prenotate anticipatamente per fare la loro proposta, hanno avuto modo di presentarla brevemente e dopo un breve dibattito si è arrivati alle 3 proposte più votate che noi dell’organizzazione presenteremo all’amministrazione comunale perché vengano attuate nei menù delle mense locali.
    Il pubblico era divertito e interessato e, oltre a rendere la serata più viva, questo metodo ci ha permesso di coinvolgere realmente tutti.
    Noi del gruppo organizzatore abbiamo già l’appuntamento fissato con l’assessore e visto che non ci sarà la famosa curva a gomito, auspichiamo di fare almeno un piccolo zig zag:  porteremo 3 proposte per i menù scolastici.
    Eccole:
    1. L’introduzione di cibi integrali e biologici
    2. Una maggiore varietà nella scelta dei cereali
    3. L’inserimento di prodotti del commercio equo e solidale
    Nei prossimi post qualche specifica per questi punti. Sarebbe bello conoscere altre esperienze simili, o amministrazioni comunali che hanno fatto scelte di questo tipo.
    Siamo gli unici scatenati che non trovano di meglio da fare?
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