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  • Quando le Società sono Partecipate, ma dai Cittadini

    14 Aprile 2010

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    Postato in: democrazia dal basso in Italia

    castel-del-giudicedi Paolo Michelotto,

    riporto un interessante articolo apparso su www.comunivirtuosi.org e segnalatomi da Rocco C.

    Castel del Giudice è un piccolo comune dell’Appennino molisano, in Provincia di Isernia, che testimonia come sia possibile scommettere, con successo, su un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.

    E’ la storia di un patto con cui i 350 abitanti di questo comune, senza rassegnarsi al declino del proprio territorio, hanno dato vita, assieme all’Amministrazione Comunale, a un modello di governance territoriale caratterizzato da tre elementi: la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di sviluppo; la trasformazione di ogni debolezza in forza; la valorizzazione della qualità ambientale del territorio.

    Il territorio ha ottenuto la certificazione ambientale, sono state promosse iniziative in ambito agricolo, sociale e turistico e sono state costituite tre società, una ogni 110 abitanti, con la partecipazione diretta dei cittadini in qualità di soci investitori, che hanno consentito di sviluppare un azionariato popolare.

    Primo risultato, lo sviluppo agricolo: cinquanta cittadini hanno costituito la Società Agricola Melise S.r.l. per il recupero dei terreni agricoli in abbandono e la coltivazione biologica di mele, susine, ciliegie, fragole, farro, con relativa trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Sessantotto ettari sono già recuperati e messi a coltivazione biologica e più precisamente: 50 ettari mele, 3 ettari ciliegie, 15 ettari farro.

    Secondo risultato, lo sviluppo sociale e della comunità: è stata costituita la Società San Nicola (patrono del paese), che, mediante la riconversione della scuola elementare, chiusa da diversi anni per mancanza di iscritti, garantisce accoglienza, assistenza sanitaria, prestazioni di recupero a persone non autosufficienti, anziani e disabili, offrendo lavoro a diverse persone. Altro risultato importante per un’area in cui ancora adesso si emigra per trovare occupazione.

    Terzo risultato, lo sviluppo turistico: è stata costituita la Vello S.p.A., Società di Trasformazione Urbana, che vede tra i soci il Comune, partner privati e il coinvolgimento dei proprietari degli immobili destinati a essere recuperati, con l’obiettivo di dare nuova vita al Borgo Tufi, un prezioso esempio di architettura rurale, ben conservato nelle sue caratteristiche originarie. E’ stato realizzato un “Centro di Ospitalità” con la tipica struttura dell’ “Albergo diffuso”.

    Alla base del progetto di riqualificazione del Borgo Tufi c’è la convinzione che la “crescita del territorio” passi per la ricerca e lo sviluppo di nuove forme di turismo e di ospitalità.

    Il progetto della Soc. Melise srl rappresenta una svolta importante nel modo di “fare agricoltura” nelle aree interne, non più legata ad iniziative di pura sopravvivenza, quasi sempre rivolte all’auto consumo o a piccoli commerci locali, ma viceversa di ampio respiro economico e proiettato su una dimensione commerciale più ampia.

    La scelta dell’agricoltura biologica costituisce il passaggio obbligato verso un sistema agroalimentare ecosostenibile, assicurando una produzione duratura di alimenti e di prodotti di alta qualità, per riuscire a mantenere il reddito dell’agricoltore, eliminano o riducono le fonti attuali di inquinamento agricolo dell’ambiente, sostenendo le funzioni molteplici dell’agricoltura (in piena sintonia con i recenti indirizzi comunitari).

    Testo tratto da www.comunivirtuosi.org

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