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  • La tregua di Natale del 1914

    24 Dicembre 2009

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    Postato in: esempi virtuosi

    ypres 1di Paolo Michelotto

    riprendo da Il Fatto, che a sua volta lo riprende da Cacaoonline, l’episodio realmente accaduto, passato alla storia come “La tregua di Natale”.

    Io credo che abbia una stretta attinenza con gli esempi di democrazia diretta di cui spesso parlo.

    C’era una volta a Ypres, in Belgio, una guerra. La chiamarono Prima Guerra Mondiale, perche’ poi ce ne furono altre. Era il 1914 e a pochi metri di distanza gli uni dagli altri, due battaglioni degli eserciti britannici e tedeschi si combattevano dalle loro trincee.

    Immersi nel fango, sotto la pioggia, calpestando i cadaveri dei propri compagni, i soldati erano logorati da un’inutile battaglia per la conquista di una striscia di terra.

    In autunno i due generali nemici, impantanati anche da un punto di vista strategico, iniziano a scambiarsi i primi favori, come quello di non sparare durante l’ora dei pasti.

    Inizia la “tregua di Natale”, che ebbe il suo culmine tra il 24 e il 25 dicembre 1914: i soldati tedeschi decorano gli alberi con candele e intonano canti natalizi.

    Gli inglesi rispondono coi loro canti tradizionali. Poi gli ufficiali si scambiano gli auguri a distanza. Il giorno dopo entrambi gli schieramenti depongono i fucili e si incontrano, scambiandosi addirittura doni come sigari, whisky e cioccolata.

    Nei giorni seguenti la tregua si estende lungo due terzi del fronte occidentale , in alcune zone e’ poi durata fino a Capodanno.

    Il giorno di Natale non fu sparato un solo colpo.

    Pubblicata da Focus.it questa storia e’ vera, non ne trovate traccia nei libri di storia perche’ siamo dei baluba, ma e’ chiaramente raccontata in una canzone folk dell’artista inglese Mike Harding, dal titolo Christmas 1914: “I fucili rimasero in silenzio […] senza disturbare la notte. Parlammo, cantammo, ridemmo […] e a Natale giocammo a calcio insieme, nel fango della terra di nessuno”.

    La Storia narra che la partita si interruppe quando il pallone colpi’ il filo spinato, bucandosi.

    Nacque li’ il terzo tempo.

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