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	<title>Commenti a: Bolzano: 38%! Il quorum ammazza la voglia di partecipazione dei cittadini</title>
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	<description>Democrazia Diretta e dei Cittadini</description>
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		<title>Di: paolo michelotto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/26/bolzano-38-il-quorum-ammazza-la-voglia-di-partecipazione-dei-cittadini/comment-page-1/#comment-1053</link>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:25:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolomichelotto.it/blog/?p=1358#comment-1053</guid>
		<description>dal blog
www.referendumdemocraziadiretta.it

Finalmente è arrivata la data fatidica del referendum!

Dopo una lunga serie di boicottaggi da parte delle istituzioni che non gradiscono la partecipazione dei cittadini, ci siamo sentiti liberi di pensare che finalmente era finita, che più di quanto hanno fatto non era possibile per indurre la gente a fregarsene del referendum. E invece questa mattina all&#039;apertura dei seggi abbiamo dovuto verificare l&#039;ennesimo intralcio.

Molta gente in tutta la provincia si è recata sul presto ai seggi pensando di poter votare e, magari, vista la bella giornata, andare a fare una passeggiata in montagna.

Ma i seggi alle 8 di mattina sono chiusi e alla gente in alcuni casi è stato detto di tornare dopo le 9!

Come è possibile che l&#039;orario di apertura dei seggi non sia lo stesso per tutta la provincia?

Tutte le comunicazioni ufficiali divulgate dalla Provincia e riprese dai media riportano quanto segue: &quot; I cittadini debbono presentarsi alla sezione elettorale indicata nella tessera elettorale tra le ore 6 e le 22 della giornata delle votazioni (del 25 ottobre 2009), muniti della tessera medesima e di un documento di riconoscimento e possono votare appena terminate le operazioni preparatorie da parte del seggio.

L&#039;imbroglio sta tutto in quella frase tra le virgole &quot;appena terminate le operazioni preparatorie da parte del seggio.&quot;. In cosa consistono le operazioni preparatorie?

Presto detto: nella timbratura una per una di ogni scheda, che nel caso delle votazioni amministrative è una singola per elettore, nel caso del referendum sono ben 5, che moltiplicate per ogni elettore nel singolo seggio arrivano a diverse migliaia.

Così potrebbe succedere che in un comune piccolo con pochi elettori, le urne siano state accessibili già alle 6,30, mentre nelle città più popolose come Bolzano appunto, si rischia di non poter votare che oltre le 9 di mattina.

L&#039;Ufficio affari istituzionali della Provincia si giustifica facendo riferimento alla legge provinciale che regolamenta tutte le votazioni elettorali della provincia, a cui anche questi referendum sono parificati.

Ma non si è posta una grande attenzione al fatto che, diversamente dalle elezioni amministrative, per i referendum c&#039;è uno sbarramento del 40% di quorum!

Quindi un regolamento estremamente penalizzante per i cittadini,che non possono godere tutti dello stesso diritto di accesso alle urne, a braccetto con un&#039;informazione istituzionale carente e ambigua. Sarà un caso?

Al peggio non c&#039;è davvero fine!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dal blog<br />
<a href="http://www.referendumdemocraziadiretta.it" rel="nofollow">http://www.referendumdemocraziadiretta.it</a></p>
<p>Finalmente è arrivata la data fatidica del referendum!</p>
<p>Dopo una lunga serie di boicottaggi da parte delle istituzioni che non gradiscono la partecipazione dei cittadini, ci siamo sentiti liberi di pensare che finalmente era finita, che più di quanto hanno fatto non era possibile per indurre la gente a fregarsene del referendum. E invece questa mattina all&#8217;apertura dei seggi abbiamo dovuto verificare l&#8217;ennesimo intralcio.</p>
<p>Molta gente in tutta la provincia si è recata sul presto ai seggi pensando di poter votare e, magari, vista la bella giornata, andare a fare una passeggiata in montagna.</p>
<p>Ma i seggi alle 8 di mattina sono chiusi e alla gente in alcuni casi è stato detto di tornare dopo le 9!</p>
<p>Come è possibile che l&#8217;orario di apertura dei seggi non sia lo stesso per tutta la provincia?</p>
<p>Tutte le comunicazioni ufficiali divulgate dalla Provincia e riprese dai media riportano quanto segue: &#8221; I cittadini debbono presentarsi alla sezione elettorale indicata nella tessera elettorale tra le ore 6 e le 22 della giornata delle votazioni (del 25 ottobre 2009), muniti della tessera medesima e di un documento di riconoscimento e possono votare appena terminate le operazioni preparatorie da parte del seggio.</p>
<p>L&#8217;imbroglio sta tutto in quella frase tra le virgole &#8220;appena terminate le operazioni preparatorie da parte del seggio.&#8221;. In cosa consistono le operazioni preparatorie?</p>
<p>Presto detto: nella timbratura una per una di ogni scheda, che nel caso delle votazioni amministrative è una singola per elettore, nel caso del referendum sono ben 5, che moltiplicate per ogni elettore nel singolo seggio arrivano a diverse migliaia.</p>
<p>Così potrebbe succedere che in un comune piccolo con pochi elettori, le urne siano state accessibili già alle 6,30, mentre nelle città più popolose come Bolzano appunto, si rischia di non poter votare che oltre le 9 di mattina.</p>
<p>L&#8217;Ufficio affari istituzionali della Provincia si giustifica facendo riferimento alla legge provinciale che regolamenta tutte le votazioni elettorali della provincia, a cui anche questi referendum sono parificati.</p>
<p>Ma non si è posta una grande attenzione al fatto che, diversamente dalle elezioni amministrative, per i referendum c&#8217;è uno sbarramento del 40% di quorum!</p>
<p>Quindi un regolamento estremamente penalizzante per i cittadini,che non possono godere tutti dello stesso diritto di accesso alle urne, a braccetto con un&#8217;informazione istituzionale carente e ambigua. Sarà un caso?</p>
<p>Al peggio non c&#8217;è davvero fine!</p>
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		<title>Di: paolo michelotto</title>
		<link>http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/10/26/bolzano-38-il-quorum-ammazza-la-voglia-di-partecipazione-dei-cittadini/comment-page-1/#comment-1052</link>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:23:25 +0000</pubDate>
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		<description>riporto il post che l&#039;amico Emilio Piccoli ha fatto sullo stesso argomento qui:

http://www.cittadinirovereto.it/diario/bolzano-diabolico-quorum-sfiorato-ma-non-superato/

Bolzano: Diabolico Quorum, sfiorato ma non superato

di Emilio Piccoli
I referendum della provincia di Bolzano ottengono l’eccezionale affluenza del 38% sfiorando il quorum del 40%, e quindi sono nulli. La volontà di cambiamento viene affossata da meno del 2% di cittadini che non sono andati a votare. Vince ancora una volta un “bel comportamento democratico”: il boicottaggio della SVP. Durnwalder e “gli interessi particolari” possono dormire sonni tranquilli, ma non troppo: la democrazia ha perso, ma il record di affluenza mostra che il cambiamento è vicino.
Risale al 1995 l’ultimo referendum che riuscì a superare il quorum, ma in quell’occasione c’era voluta tutta la potenza di fuoco del gruppo mediatico Fininvest per portare al voto il 58% degli elettori e superare il quorum del 50%, nel famoso referendum sulle TV.  Il dato di affluenza di questo referendum è comunque eccezionale, soprattutto se comparato con i referendum regionali fin’ora svolti in Italia: mai era stato superato il 30%.
L’esito di questo referendum è l’ennesima dimostrazione di come il quorum impedisca lo sviluppo della democrazia e incrementi il senso di frustrazione del cittadino attivo. Si potrebbe coniare lo slogan: “il quorum ammazza la democrazia”
Un giorno, nel lontano 1933, la democrazia rappresentativa consegnò la repubblica tedesca in mano ad un demiurgo, solo perché non aveva più idee di come uscire da una difficile situazione. Piuttosto che coinvolgere direttamente il popolo, gettò alle ortiche la democrazia. L’attuale frangente storico italiano mostra un’analogia impressionante con le vicende della repubblica di Weimar. La storia si ripeterà? Se i nostri eletti manterranno un minimo di sobrietà mentale dovrebbero ora volgere lo sguardo, non in alto in attesa di un Salvatore, ma verso la gente che sta mostrando la maturità e la consapevolezza di poter partecipare ad una democrazia che guarda avanti con fiducia e ottimismo. E soprattutto sa dove andare!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>riporto il post che l&#8217;amico Emilio Piccoli ha fatto sullo stesso argomento qui:</p>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/bolzano-diabolico-quorum-sfiorato-ma-non-superato/" rel="nofollow">http://www.cittadinirovereto.it/diario/bolzano-diabolico-quorum-sfiorato-ma-non-superato/</a></p>
<p>Bolzano: Diabolico Quorum, sfiorato ma non superato</p>
<p>di Emilio Piccoli<br />
I referendum della provincia di Bolzano ottengono l’eccezionale affluenza del 38% sfiorando il quorum del 40%, e quindi sono nulli. La volontà di cambiamento viene affossata da meno del 2% di cittadini che non sono andati a votare. Vince ancora una volta un “bel comportamento democratico”: il boicottaggio della SVP. Durnwalder e “gli interessi particolari” possono dormire sonni tranquilli, ma non troppo: la democrazia ha perso, ma il record di affluenza mostra che il cambiamento è vicino.<br />
Risale al 1995 l’ultimo referendum che riuscì a superare il quorum, ma in quell’occasione c’era voluta tutta la potenza di fuoco del gruppo mediatico Fininvest per portare al voto il 58% degli elettori e superare il quorum del 50%, nel famoso referendum sulle TV.  Il dato di affluenza di questo referendum è comunque eccezionale, soprattutto se comparato con i referendum regionali fin’ora svolti in Italia: mai era stato superato il 30%.<br />
L’esito di questo referendum è l’ennesima dimostrazione di come il quorum impedisca lo sviluppo della democrazia e incrementi il senso di frustrazione del cittadino attivo. Si potrebbe coniare lo slogan: “il quorum ammazza la democrazia”<br />
Un giorno, nel lontano 1933, la democrazia rappresentativa consegnò la repubblica tedesca in mano ad un demiurgo, solo perché non aveva più idee di come uscire da una difficile situazione. Piuttosto che coinvolgere direttamente il popolo, gettò alle ortiche la democrazia. L’attuale frangente storico italiano mostra un’analogia impressionante con le vicende della repubblica di Weimar. La storia si ripeterà? Se i nostri eletti manterranno un minimo di sobrietà mentale dovrebbero ora volgere lo sguardo, non in alto in attesa di un Salvatore, ma verso la gente che sta mostrando la maturità e la consapevolezza di poter partecipare ad una democrazia che guarda avanti con fiducia e ottimismo. E soprattutto sa dove andare!</p>
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