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  • Considerazioni sulla DD di Carlo Marinis

    21 Ottobre 2009

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    Postato in: democrazia diretta

    democrazia

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    di Paolo Michelotto

    riporto una lettera che Carlo Marinis ha inviato ai suoi contatti, riguardanti la Democrazia Diretta. Solo una precisazione: ad un certo punto parla di refererendum autogestito a Rovereto. Non è così. E’ un referendum previsto dallo statuto, con raccolta firme autenticate, campagna referendaria e votanti. Forse ha messo insieme le due iniziative “Il cittadino partecipa” del 20 settembre 2009 con i referendum Più Democrazia dell’11 ottobre 2009.

    Lettera circolare

    Carissimi,

    invio questa lettera a tutti i membri del Coordinamento DD “Sovranità popolare”, ai suoi aderenti e a tutti i simpatizzanti della democrazia diretta, con considerazioni su alcuni punti: la giornata del 15 luglio al Senato, il Coordinamento stesso, la democrazia diretta in generale e alcune tattiche o strategie di successo per realizzare la DD. Un cordiale saluto.

    Carlo Marinis (dei Democratici Diretti di Roma).

    Considerazioni sul coordinamento DD


    1° PUNTO: LE ATTIVITÀ DEL COORDINAMENTO.

    Riguardo all’incontro di Roma del 15 luglio, sono ovviamente d’accordo sul disegno di legge 1428, che è da appoggiare con tutte le nostre forze, come è da appoggiare l’azione DD di Stephan e Thomas a Bolzano, che può avere sviluppi nazionali (ed extranazionali).

    Un ringraziamento particolare va al nostro senatore Oskar Peterlini che conduce una linea politica d’avanguardia per la democrazia e per tutti i cittadini.

    Ottima la ricerca di Leonello sulle organizzazioni che vogliono, almeno in parte, la DD e il contatto con queste per eventuali adesioni al Coordinamento.

    Ho molto apprezzato la passione che muove i fautori della democrazia diretta presenti in aula, tra cui Renato e tutti gli altri.

    Assai utile il sito web sul Coordinamento tenuto da Pino, che si prodiga sempre in maniera infaticabile a collegare le varie anime DD.

    È importante l’unità fra tutti i fautori della DD, accettandoci così come siamo. Chi non fa parte del Coordinamento, ma è sincero propugnatore della sovranità del popolo e della DD, va considerato dei nostri.

    Non conosco nei dettagli il programma di azione futura del Coordinamento DD: ritengo comunque che le iniziative di cui sopra ed il sito web siano il punto di partenza per ulteriori sviluppi, realizzabili per gradi.

    Se fosse approvato il disegno Peterlini, quali passi successivi sono da realizzare? Quali che siano devono essere incisivi e perfetti anche sotto il profilo della tecnica DD.

    Ritengo fondamentale che i membri del Coordinamento abbiano la conoscenza e la padronanza fino al dettaglio di tutti gli elementi e gli strumenti propri di una legge, di uno statuto, di una costituzione che si basano sulla DD. Hanno fatto un encomiabile lavoro in tal senso, per gli statuti provinciali di BZ e di AO, Thomas e gli altri che ora stanno raccogliendo i frutti.

    Per le leggi e la Costituzione abbiamo come modello base quello offerto dalla Confederazione elvetica, unica Nazione al mondo ad avere la DD; da essa possiamo prendere gli spunti iniziali.

    Ad esempio nell’incontro informale del pomeriggio, fuori del Senato, Pino a chiesto delucidazioni sulla sorte della base USA di Vicenza nel caso che in Italia ci fossero leggi DD. Prendendo come modello la DD svizzera, ne traiamo che essendo un trattato internazionale occorre fare obbligatoriamente un referendum nazionale ed ottenere la doppia approvazione della maggioranza del popolo e delle Regioni (assimilate ai Cantoni). Se a livello nazionale fosse accettato il trattato, sorge però una domanda: giacché il Cantone (la Regione) è Stato sovrano e i Comuni hanno una grande autonomia, e i cittadini di quella Regione o di quella città non vogliono la base, questa si può realizzare lo stesso oppure no? Cosa prevedono in questo caso la Costituzione o le leggi elvetiche?

    Da qui la grande importanza per noi di conoscere, a priori, la soluzione DD (almeno quella, unica esistente, svizzera) a ogni livello territoriale, per avere subito la risposta giusta e non mostrarci impreparati. Pertanto è necessario uno studio nei dettagli per sapere la ripartizione delle competenze territoriali, che in Svizzera sono ben definite.

    Può qualcuno approntare uno studio approfondito sulle definizioni territoriali con il suo staff? O forse Thomas lo ha già fatto?

    Dobbiamo tutti essere padroni della tecnica DD, occorre acquisire noi una grande competenza in merito, anche nei dettagli, perché prima o poi si tramuteranno in richieste da fare agli Enti locali ed allo Stato italiano. Bisogna pure diffondere al largo la nostra cultura della DD, ciò è anche una delle principali funzioni del sito (sulle funzioni del sito del Coordinamento vorrei fare delle considerazioni in un’altra lettera).

    A questo punto occorre che alcuni esperti studino razionalmente in modo da stendere un piano (se qualcuno non lo ha già fatto) con un’efficace STRATEGIA di fondo da portare avanti per gradi, al fine di realizzare in modo completo la DD presso le molteplici realtà locali e nazionali, quindi europee e continentali.


    2° PUNTO: ALCUNI ELEMENTI BASE DELLA DD.

    Fra gli elementi caratteristici della DD al primo posto vi è la Sovranità del popolo, il cui sistema portante è l’organizzazione democratica diretta. Il potere di pochi ha invece come sistema portante l’organizzazione gerarchica.

    La democrazia diretta fa sì che TUTTI POSSONO DECIDERE SU TUTTO. È l’espressione massima della volontà popolare. Tutta la popolazione di un territorio ha alla pari il diritto di voto su ogni esigenza: ciò che decide la maggioranza dei cittadini è immediatamente legge esecutiva.

    Elenchiamo alcuni strumenti tecnici importanti della DD:


    IL BALLOTTAGGIO: allorché si effettuano votazioni per scegliere fra più nominativi o progetti, e nessuno raggiunge il 50%+1 dei voti, è estremamente necessario in DD che si ricorra al ballottaggio fra i primi 2 o 3 più votati, altrimenti vincerebbe l’espressione di una minoranza. La DD è tale se le soluzioni sono sempre espressione della maggioranza dei cittadini.

    Nota tecnica: se i candidati sono molti, è più valido fare un “ballottaggio” fra i primi 3 più votati, cui segue la scelta fra i primi 2 di questi. Mario ci potrà dimostrare matematicamente se l’assunto è giusto, giacché farà un tesi di laurea sulle votazioni.


    IL SISTEMA PROPORZIONALE: è quello che meglio esprime la volontà popolare su chi, in quel momento, deve essere rappresentante. Ogni altro sistema dà un risultato alterato della volontà popolare. Diciamo pertanto NO al maggioritario ed ai premi di maggioranze relative. Allontaniamo i fantasmi dell’uomo forte, del presidenzialismo, del decisionismo non controllato dai cittadini, del premier con molti poteri, della privatizzazione a oltranza, dello statalismo burocratico, del bipartitismo decrepito, degli sbarramenti elettorali, del politico “seduttore” che stravolge i valori democratici. I succitati strumenti sono tutti riduttivi della democrazia.

    Anche le cosiddette primarie dovrebbero applicare il ballottaggio a 3; tuttavia le primarie sono uno strumento della democrazia rappresentativa in quanto il voto non è di tutti i cittadini del territorio, e neanche dei soli iscritti a quel dato partito.


    FEDERALISMO DD: per le esigenze a livello nazionale votano tutti i cittadini della Nazione, per le esigenze a livello locale votano tutti i cittadini di quel territorio. Per tale ragione la DD è di sua natura federalista; ovviamente il federalismo senza la DD dei cittadini è solo una brutta copia di esso.


    REFERENDUM E INIZIATIVA POPOLARE: il risultato delle votazioni popolari deve subito essere legge esecutiva. Tali leggi possono successivamente essere abolite o modificate nella sostanza da un’altra votazione popolare. Il Parlamento può farlo, ma non prima di 10 anni, sempre sotto riserva del diritto del popolo.


    PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: ricordo che in Svizzera il Presidente del Consiglio dura in carica un solo anno e negli anni successivi non può essere rieletto. Egli non deve avere alcun conflitto di interessi, tanto da arrivare al paradosso in questo campo che se è titolare di una medaglia d’oro, per esercitare la carica, deve preliminarmente rinunciare anche a quella.

    Non si verifica in tal modo che Capi di governo restano in carica per anni e anni, facendo il buono e il cattivo tempo, senza che il popolo potesse fare nulla di veramente efficace se costui fa danni.

    Le democrazie dell’antichità classica e del medioevo sono state annientate, allorché i personaggi più forti, sempre gli stessi, assunsero svariate volte le cariche politiche, prendendosi sempre più funzioni e potere. Di questi e altri fattori tiene conto la bozza di Costituzione DD in allegato 2.


    3° PUNTO: CONSIDERAZIONI CRITICHE.

    Fo ora alcune osservazioni critiche che vogliono essere unicamente costruttive e che non vogliono avere nulla di personale; io ho piena fiducia in tutti voi e ringrazio sentitamente per il grande e prezioso lavoro svolto per la DD.

    Noi DD è bene che teniamo presente la regola di portare avanti sempre ciò che favorisce e/o migliora la partecipazione diretta del popolo sovrano.


    RACCOLTA FIRME, QUORUM E ALTRI FATTORI: le variazioni sulle norme riguardanti i quorum, il numero di firme da raccogliere per indire referendum, ecc. devono essere sempre per facilitare le espressioni di voto dei cittadini, non per renderle più difficoltose.

    In particolare mi riferisco alla proposta della Senatrice PD che vuol innalzare il numero di firme da raccogliere da 500.000 a 600.000. Questo è remare contro la DD. In Svizzera per promuovere un referendum o un’iniziativa popolare occorrono 50.000 firme (pari al 6,7 per mille della popolazione): in proporzione in Italia sarebbero da raccogliere 400.000 firme, vale a dire bisogna diminuirne il numero, altro che aumentarlo!

    Naturalmente se votazioni e raccolta firme fossero automatizzate tutto sarebbe più facilitato, ma non si può aumentarne il numero prima dell’automazione informatica completa!

    Gli sbarramenti elettorali e il quorum per la DD vanno aboliti, perché sono alterazioni della volontà popolare. Si può transitoriamente accettare un quorum del 10-15%, giacché la % più bassa di tutti i referendum svoltisi in Italia dal dopoguerra a oggi è stata del 24% nel corso dell’ultima tornata di consultazioni popolari.

    Riguardo alle modifiche costituzionali, portare la % di approvazione popolare al 60% è un’arma a doppio taglio: va bene per difendere la Costituzione da stravolgimenti non democratici, ma blocca al contempo l’introduzione di leggi costituzionali DD. È come lo spray al peperoncino: va bene per difesa, ma potremmo anche esserne investiti a nostro danno. Portare al 60% la maggioranza popolare necessaria è come mettere un altro quorum, sovente insormontabile.


    VOTO DEI CITTADINI E VOTO DELLE ENTITÀ COMPONENTI: nella Confederazione elvetica per approvare le leggi occorre la doppia maggioranza sia del Consiglio Nazionale, composto di 200 rappresentanti dei partiti (eletti ogni 4 anni col sistema proporzionale senza sbarramenti né premi di maggioranza), sia del Consiglio degli Stati, composto di 2 (due fisso) rappresentanti per ciascuno dei 23 Cantoni (federalismo dei Cantoni tutti alla pari).

    La doppia maggioranza è richiesta anche ad evitare la possibilità che i 5 Cantoni più popolati (totale oltre il 50%) possano accordarsi per imporre sempre le loro decisioni.

    Il tutto è illustrato nella tabella che segue, dove si può notare per inciso che 3 Cantoni, nel passato, si sono a loro volta suddivisi ciascuno in due semi-Cantoni. Ogni semi-Cantone ha diritto ad 1 solo rappresentante presso il Consiglio degli Stati. Ad esempio il semi-Cantone di Basilea Campagna, che ha 265.800 abitanti, ha 1 rappresentante, mentre tutti i Cantoni da Friburgo in giù, pur avendo tutti meno abitanti di Basilea Campagna, hanno 2 rappresentanti.

    Pertanto affermare che il voto del Coordinamento DD deve rispecchiare quello della Confederazione elvetica, con la doppia votazione sia di tutti i membri del Coordinamento sia delle organizzazioni che lo compongono, dando peso 3 ai gruppi grandi, peso 2 agli intermedi e peso 1 ai gruppi piccoli, è inesatto. In tal modo la votazione delle organizzazioni sarebbe un doppione burocratico della prima.

    Non dobbiamo presentarci come poco competenti in materia. Da qui la grande importanza per noi, ripeto, di conoscere a priori le soluzioni tipiche della DD; dobbiamo essere padroni dei diritti e della tecnica DD, dobbiamo acquisire noi una grande competenza in merito, anche nei particolari e nella definizione delle competenze ad ogni livello territoriale.


    A titolo esemplificativo i seggi della massima istituzione legislativa della Confederazione elvetica si ripartiscono fra i 23 Cantoni come riportato nella tabella in allegato: “Tabella Assemblea elvetica”.


    4° PUNTO: STRATEGIE DI SUCCESSO.

    La Sovranità del Popolo si esplica unicamente attraverso la Democrazia diretta dei cittadini: è una realtà troppo grande per essere compresa subito dai potenziali interessati.

    Occorre pertanto, nelle difficoltà che incontriamo, avere una strategia e tattica che porti al successo. Allo stato attuale dei fatti ritengo che una delle azioni più efficaci (senza voler togliere nulla a nessuno, come ad esempio all’ottima partecipazione autogestita a Rovereto, in provincia di Trento, il cui promotore è Paolo Michelotto) sia stata finora quella svolta dall’organizzazione di Bolzano “Iniziativa per più democrazia”.

    Vorrei pertanto fissare schematicamente le fasi salienti della strategia e tattica seguite da “Iniziativa”, anche al fine di comprendere quel “quid” necessario per vincere:


    a) Studio razionale dei sistemi a democrazia (più o meno) diretta in Europa e nel mondo e dei diritti che la caratterizzano. Studio degli statuti locali e confronto con i requisiti della DD. Incontri pubblici e gruppi di lavoro sui diritti peculiari della DD con esperti appartenenti alla Confederazione Elvetica.

    b) Selezione di due pilastri fondamentali della DD, da richiedere in una fase iniziale agli amministratori provinciali: il referendum deliberativo e l’iniziativa popolare.

    c) Coinvolgimento dei cittadini sulla DD per ottenere, come obiettivo unico, i suddetti diritti nello statuto provinciale, mediante pressione sulle amministrazioni locali. Il coinvolgimento è stato operato attraverso manifestazioni, conferenze, notizie e comunicati DD sul sito web, uno sportello per informazioni, un proprio giornale, consulenza per iniziative civiche, pubblicità, iniziative, incontri informali, opuscoli e un libro sulla DD, manifesti stradali, ecc., sino ad avere circa 500 aderenti all’organizzazione.

    d) Dopo molti tentativi e pressioni, nel 2008 gli amministratori provinciali accolgono nello statuto i due diritti richiesti da “Iniziativa per più democrazia” assieme a varie Organizzazioni alleate, coinvolte a sostenere la DD. Permangono però vari limiti, tra cui un quorum del 40% di votanti perché sia valido il referendum popolare e che non tutti gli argomenti possono essere sottoposti a referendum (risultato analogo l’ottiene la Val d’Aosta).

    e) Raccolta di firme da parte di “Iniziativa”, in alleanza con 40 Organizzazioni sostenitrici, per un referendum che abolisca detto quorum, che renda possibile il referendum anche per delibere della Giunta che comportano spese rilevanti o forte impatto ambientale (anche se riguarda una parte del territorio) e sulla remunerazione dei Consiglieri, che riduca il numero delle firme da raccogliere e faciliti l’autenticazione, che permetta maggiore informazione ai cittadini relativa ai referendum, che, nel caso d’iniziativa popolare, dia la possibilità al Consiglio provinciale di sottoporre al voto, insieme, un suo controprogetto, che permetta ai Comuni di almeno il 10% del territorio di richiedere iniziative popolari.

    Tutte le firme necessarie sono state raccolte e il referendum si terrà il 25 ottobre prossimo: esso è di estrema importanza per la ripercussione che può avere su tutti gli Enti locali e nazionali.

    f) Alcuni senatori e deputati (SPV e PD) del territorio sono coinvolti dall’iniziativa sui diritti di cui alla fase “b”, facendola propria: il Sen. Oskar Peterlini ha presentato al Senato il disegno di legge 1428 sulla democrazia diretta che tutti conosciamo.


    5° PUNTO: LE COSTITUZIONI DD.

    Nell’Ottocento in Europa, per difendersi dal potere assolutistico, furono condotte grandi lotte al fine di ottenere Costituzioni liberali. D’altronde la rivoluzione industriale e l’affermazione del capitalismo rendevano ormai anacronistiche le monarchie assolute. Dopo decenni molti Stati europei conquistarono la Costituzione e il suffragio universale. A seguito di queste conquiste detti Stati hanno realizzato un forte sviluppo e un aumento del benessere generale.

    Nel corso dell’evoluzione sociale umana, oggi per difendersi dai centri di potere sempre più centralizzatori e monopolizzatori è necessario ottenere Costituzioni democratiche dirette sia per gli Stati europei sia per l’Unione europea sia per tutti i continenti. D’altronde la rivoluzione tecnologica e l’affermazione di rapporti sempre più diretti tra i cittadini e di una economia sempre più diretta renderanno anacronistico il conservatorismo accentratore vecchio stampo. Allorché sarà conquistata la DD da parte di alcuni Stati, questi realizzeranno un ulteriore sviluppo e un grande benessere socio-economico generalizzato.

    Attualmente in Italia stiamo appoggiando la proposta Peterlini. Sarà approvata dalle Camere? Non sarà approvata? Qualunque sia il responso non possiamo fermarci. Dobbiamo conquistare altre province, prima o poi riusciremo a farcela anche a livello nazionale. Allorquando sarà modificata la Costituzione con l’introduzione del referendum e dell’iniziativa popolare, quale altro passo occorre fare, quali altri punti della DD dobbiamo realizzare?

    Da qui discende che dobbiamo essere pronti, fin da subito, anche tecnicamente per non farci prendere alla sprovvista. Probabilmente Thomas e altri già sono preparati. Tutti gli aderenti del coordinamento devono essere ferrati al massimo sulle caratteristiche della democrazia diretta. Occorre una scuola di formazione sul sito. Il Coordinamento sia anche un centro di cultura e d’irradiazione della DD, delle sue tecniche e della Sovranità del Popolo.

    La Costituzione democratica diretta dell’Italia, della UE e di ogni Federazione del mondo è la madre di tutti i diritti, è lo scopo finale delle nostro agire, è il faro su cui dobbiamo puntare.

    Ho scritto una proposta (in allegato 1 la versione più recente) di una Costituzione della UE basata sulla democrazia diretta, ispirata soprattutto alla Costituzione elvetica. La bozza è ovviamente migliorabile nel senso DD, da completare e da impostare tecnicamente.

    Tale proposta può adattarsi a qualsiasi Federazione di Stati ed ai singoli Stati: per l’Italia ad esempio basta sostituire alla voce “Unione europea” quella di “Stato italiano” ed alla voce “Stato (della UE)” quella di “Regione”, intesa nel senso DD. La bozza può comunque essere di spunto per varie idee DD. Riporto il giudizio che ne ha dato nel 2007 Marta Vincenzi, l’attuale Sindaco di Genova:

    <<Ho letto la proposta di Costituzione. È bellissima, spero entri nel dibattito “bloccato” e autoreferenziale che oggi caratterizza l’Europa … Consideratemi un’interlocutrice attenta e interessata a ragionare sul vero protagonismo popolare. Sarei lieta di mettervi a disposizione per iniziative e dibattiti le strutture del Comune. Con stima. Marta Vincenzi>>.

    Potrebbe qualcuno promuovere un’iniziativa a Genova?

    In questi giorni sto distribuendo a mano o trasmettendo via email un volantino sulla DD (riportato in allegato 1) a migliaia di studenti, politici, manifestanti, ecc. Il coordinatore di Ignazio Marino (PD) per la Puglia, Enrico Fusco, così scrive: <<Grazie per la tua mail. Da vecchio referendario, quale io sono, concordo in pieno su quanto scrivi. Giro la tua proposta all’on. Concia ed allo stesso Ignazio Marino. Credo che i tempi siamo piuttosto ristretti, perché sul punto Marino prenda pubblica posizione (anche perché i media danno poco spazio al senatore). Con il mio miglior saluto. Enrico Fusco>>.

    Potrebbe qualcuno prendere contatto a Bari con Enrico Fusco?


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    Concludo con l’esortazione ad andare avanti insieme, come un solo corpo, anche se con percorsi a volte diversi, ma tutti convergenti verso la DD, come i raggi solari, che sia pure distintamente, convergono tutti verso il sole. Collaboriamo in amicizia, comprendiamoci l’un l’altro, aggiorniamoci fra noi comunicandoci (da qui l’importanza del nostro sito) le notizie DD, gli eventuali successi DD e le tattiche usate.

    Avete tutti la mia gratitudine e con l’augurio di poterci incontrare presto, mando un cordiale saluto a ciascuno di voi. In unità.

    Carlo

    Qui sotto trovi i documenti citati:


    volantinodd

    tabella-assemblea-elvetica

    bozza-costituz-ue


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